Programma Publico, Il Vishuddi Chakra

New Delhi (India)

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S H R I  M A T A J I  N I R M A L A  D E V I

Il Vishuddhi Chakra

 Programma pubblico

Delhi (India), 2 Febbraio 1983


I profeti nascono per creare un’increspatura nella nostra consapevolezza, una nuova dimensione nella nostra comprensione della religione, del dharma. E va assimilato e compreso che tutto ciò che i profeti precedenti hanno affermato, deve culminare in qualcos’altro. Si può dire, come ha detto anche Maometto, che tutti i profeti venuti sulla terra abbiano provocato un nuovo fermento ed abbiano anche sostenuto gli esseri umani con un movimento evolutivo più nuovo, un più nuovo (.?.) .

Il concetto di novità degli esseri umani è che, per rinnovarsi, si debba eliminare tutto ciò che è vecchio. Oppure si pensa che novità significhi una condizione totalmente opposta alla quale dover pervenire, e questa è la causa della follia di molte persone in Occidente come in Oriente. Ogni volta che è nato un nuovo tema… Si può dire, ad esempio, che per primo arrivò su questa terra un grande santo il quale scoprì che la gente seguiva un idolo, praticava un culto in modo molto sbagliato; infatti nella Bibbia si dice che qualsiasi cosa creata dalla Madre Terra non dovrebbe essere riprodotta e venerata.

In contrapposizione a questo, fu creata un’altra religione estrema secondo cui non si doveva venerare nulla, (mentre era stato detto che non si dovrebbero venerare) le immagini riprodotte (idoli, ndt) di ciò che la Madre Terra ha creato. In tutto il mondo esistono moltissime cose create dalla Madre Terra (swayambhu, ndt), ma non dovrebbero essere venerate riproducendole e creando immagini da esse. Quando questo profeta morì dicendo: “Non si dovrebbe fare, non si dovrebbero venerare immagini (idoli, ndt)”, ebbe inizio l’altro aspetto di questo, quello estremo, estremizzando il fatto che non si doveva più venerare neppure ciò che Madre Terra ha creato. Così tutti gli esseri umani si divisero in situazioni estremiste.

Viene così a crearsi una situazione in cui si deve dire: “Questo non si dovrebbe fare”. Così la gente adotta quell’argomento e inizia a basarsi su quello dicendo: “Come ha detto il profeta, questo non si dovrebbe fare”.

Questo, naturalmente, dopo la morte del profeta. Quando il profeta è in vita nessuno lo ascolta, tutti lo torturano, lo tormentano, fanno di tutto e, alla fine, possono persino arrivare ad ucciderlo.

L’altro punto è che ogni profeta nasce in un’epoca diversa, per cui, a seconda del periodo in cui nasce, parla di un problema specifico. Quando nacque Maometto, ad esempio, Egli ammonì molto chiaramente: “Non dovreste bere”. Così la gente disse: “Va bene, non berremo, ma possiamo fumare”. Così Lui dovette fare una rettifica. Aveva detto: “Sono l’ultimo ad essere venuto”, ma si rese conto che non era così. Pertanto tornò come (Guru) Nanaka per dire alla gente anche di non fumare.

È così che le persone o i gruppi che seguono un’incarnazione vanno all’estremo opposto e cercano di affossare tutte le tradizioni, tutto ciò che è stato costruito fino a quel momento. È come tagliare tutto l’albero e crearne uno proprio, che è artificiale. La controversia ebbe inizio quando Maometto fu spinto ad un altro livello, e poi i discepoli di Nanaka furono spinti ad un diverso livello nel quale pensarono di non dover più avere rapporti gli uni con gli altri. Il che non è vero.

Anche in seguito sapete quante di queste cose sono accadute nel mondo. Possiamo vedere come, ad ogni risveglio spirituale, la gente vada poi agli estremi rovinandosi completamente.

Troverete che nel Cristianesimo è accaduta la stessa cosa. Cristo, quando venne, parlò di tutti i problemi che si trovò ad affrontare. Ma la cosa principale di cui dovette parlare fu la resurrezione, l’ascesa; e Lui parlò dell’ascesa. Parlò dello Spirito e, con la sua resurrezione, dimostrò la propria ascensione. Ma la gente non si è soffermata su quel punto. Nel Cristianesimo non si è mai pensato di dover ascendere. Nessuno si è mai preoccupato di dover ascendere. Hanno preso una cosa insignificante da qualche parte. Successivamente arrivò anche un personaggio chiamato san Paolo che non era per niente dalla parte di Cristo. Fondò una religione del Cristianesimo del tutto assurda, contro Cristo, anti-Cristo. Nessuno di questi profeti ha mai scartato un profeta venuto prima.

Nacque quindi il problema dell’integrazione. Maometto sapeva che sarebbe venuto un giorno in cui sarebbe emerso questo problema dell’integrazione, e parlò moltissimo di Sahaja Yoga, nel senso che parlò di quando sarebbe giunto il tempo della resurrezione. Parlò più della resurrezione che del tempo del giudizio, è la cosa più sorprendente. Parlò pochissimo di Qiyamat (giorno del giudizio, ndt). Parlò veramente del tempo della resurrezione, poiché il problema era quello. I profeti parlano del problema che si trovano ad affrontare.

Vi ho spiegato come Buddha abbia parlato soltanto di Atma Sakshatkar (realizzazione del sé) e non di Dio, in quanto le persone che cercavano di avvicinarsi a Dio o pensavano a Dio o semplicemente studiavano Dio, credevano che sarebbero state anch’esse delle deità. Così (Buddha) disse: “Dovete ricevere la realizzazione del Sé”.

Mahavira, poi, parlò dell’inferno in cui si può finire, poiché quello era il suo compito; la parte del suo lavoro era quella e niente altro. Questi sono i diversi aspetti degli esseri umani che essi (i profeti) dovettero risvegliare. Aspetti diversi.

Quando Maometto si mise ad insegnare alla gente a fare Namaz[i], lo deridevano: “Che fa? Perché vuole che mettiamo le mani così? Perché vuole che ci sediamo e mettiamo le mani sulle ginocchia?”. Adesso voi, che siete sahaja yogi, capite che cosa significhi: per prima cosa, Egli voleva che migliorassimo il nostro Nabhi, il nostro dharma. Tutto questo esercizio serviva a dare una spinta alla Kundalini ma, senza la realizzazione, Namaz non poteva funzionare. Potete anche rompervi le ginocchia, potete fare quel che vi pare.

Ma gli estremisti si attaccano a questo e non alla realtà, ne fanno un gran polverone e creano grandi organizzazioni ed altro, ed è così che si rovina tutto. Così, quando Egli disse che si deve dire Allah hu Akbar con le dita nelle orecchie… Voi lo dite tutti, no? Tutti i sahaja yogi dicono Allah hu Akbar con le dita nelle orecchie, perché sapete che l’indice rappresenta il Vishuddhi, e la deità del Vishuddhi chakra, Shri Krishna, diventa il Virata con Akbar. Quindi, quando parlate di Akbar, dovete mettere le dita nelle orecchie e dire “Allah hu Akbar”.

Questa intera relazione e tutto il resto non sono mai stati compresi. Per gli indiani Shri Krishna era il loro Omkara. Per gli occidentali l’Omkara era Cristo. Per gli arabi l’Omkara era Maometto. Come può essere? Essi sono tutti collegati l’un l’altro. Il modo in cui rapportarsi gli uni agli altri è un problema di Sahaja Yoga. Quando la gente proviene da comunità diverse e da idee stereotipate differenti è impossibile smuoverla dicendo: “Siete una cosa sola”. Prendiamo, ad esempio, l’unità fra indù e musulmani. Maometto non sapeva che vi fosse un problema del genere, ma Nanaka disse che era venuto per creare unità tra indù e musulmani. Ma se tra indù e musulmani o chiunque altro si crea un’unione esteriore, non funziona; non funziona con le relazioni esteriori. Persino vostro fratello può non essere vostro fratello, se è un’unione esteriore. Ma se lo Spirito è risvegliato in voi, allora lo Spirito è colui che è in connessione con il tutto, con il Virata, con Akbar. Se Akbar deve essere percepito, dovete avere la realizzazione, diversamente state solo parlando a vanvera, senza sapere chi è Akbar.

Dovete essere connessi con il Virata, ed il Virata è l’Essere Primordiale. In realtà noi non siamo per niente integrati poiché abbiamo diverse incarnazioni. Anche se non siete completamente atei, anche se non affermate di non credere in Dio o credete in qualcos’altro che è contro Dio, e persino se credete in Dio, credete in frammenti di Dio, nei suoi diversi aspetti; ma non lo vedete nel suo aspetto collettivo. Dovete capire che Egli è un unico Dio. Tutti dicono che Dio è uno. Certo, è un unico Dio. Io sono un’unica persona, ma sono anche una donna di casa, devo svolgere qualche lavoro per la mia famiglia. Sono anche sorella di qualcuno. Sono anche vostra Madre e la Madre delle mie proprie figlie ed anche una nonna. Quindi ho moltissimi aspetti diversi relativi al lavoro che svolgo. Una sola persona deve farlo.

Quando parliamo di Dio come Uno, pensiamo che sia la Rocca di Gibilterra: un pezzo unico. Se andate a vederla, neppure la Rocca di Gibilterra è un blocco unico. Di nessuna cosa al mondo si può dire che sia un pezzo unico. Deve essere un composto o una mescolanza di qualcosa. Allora come può Dio essere solo un pezzo unico sospeso per aria? “Dio è Uno, quindi non accetteremo nessun altro aspetto di Dio”. Invece Dio ha molti aspetti, e questo occorre capirlo.

Ho l’impressione che a questo mondo funzionino due concetti. Uno è che si crede che esista un solo Dio e che, per questo, non possano esistere molti aspetti di Dio. Questo è sbagliato. Cristo ha detto: “Quelli che non sono contro di me, sono con me”. Quindi, questa concezione mentale di Dio, per cui Egli sarebbe come la Rocca di Gibilterra… Vedete, ora avete costruito questo padiglione, vi sono moltissime luci, ma esse danno a tutti noi un’unica luce. Non danno luci separate, giusto? Come possono essere in contrasto le une con le altre? Come possono lottare? Esse vanno ad aggiungersi alla stessa luce. Questo è un unico padiglione, ma noi abbiamo moltissime luci. Non possiamo farcela (ad illuminarlo, ndt) con una luce sola.

I profeti devono nascere a seconda dei differenti periodi. In ogni periodo è dovuta nascere una personalità che illuminasse un aspetto della consapevolezza e della coscienza umane. Deve esserci varietà, poiché gli esseri umani sono vari. E la varietà sta nel fatto che se, ad esempio, si dà sostegno al lato destro di qualcuno, dovrebbe esserci anche qualcuno che venga a dare supporto al lato sinistro.

E tutto è creato perfettamente dentro di noi, ma sono soltanto gli esseri umani, nella propria ostinazione e ignoranza, a non riuscire a vederlo. Se guardate, in tutto il mondo siamo fatti allo stesso modo. Certo, c’è varietà nelle sembianze. Magari per voi un indiano ha l’aspetto di un indiano, ma solo in India potete vedere indiani dai molti aspetti diversi. Potete trovare qualsiasi colore e connotazione sui loro volti. L’India è il solo Paese in cui si trovano persone di ogni genere. Potete trovare persone che assomigliano a russi, a giapponesi, a cinesi, ad africani. In questo Paese vi sono persone di ogni genere per dimostrare che tutte le tipologie possono essere riunite in una sola razza, quella indiana.

Non è sempre l’ignoranza a far dimenticare alla gente che siamo tutti una cosa sola. Ogni essere umano ride allo stesso modo. Ride forse in modo diverso? Se deve mangiare, mastica allo stesso modo. Piange allo stesso modo. Quando piange, il suo pianto è lo stesso. Le sue azioni sono uguali. Se una donna è in collera con il marito… Ieri ho assistito al programma di (.?.) insieme a mio fratello, ed ero strabiliata per come siamo universali nelle nostre espressioni. Faceva vedere perché una donna si adira con il marito e come si comporta. Se osservate le azioni rappresentate, vi stupirà che siano compiute da tutte le donne in tutto il mondo. E se volete osservare la reazione di un uomo, tutti gli uomini agiscono allo stesso modo.

Mio marito è stato segretario di Shastriji, lo sapete, e l’ultima volta si recò a Tashkent[ii] con Lal Bahadur Shastri[iii], ma una volta andò anche in Iugoslavia e lì… (Shri Mataji chiede a parte: “Il Generale Tito, dov’era? Iugoslavia”).

E, sapete, la moglie del generale Tito divenne molto amica della signora Shastri. Erano molto amiche. Così Shastriji avvertì la moglie: “Ora senti, voi siete grandi amiche ma adesso non metterti a piangere come una donna indiana quando partirai”. Così, poverina, lei controllò le lacrime per tutto il tempo, ma mi disse: “Io mi controllavo, ma fu lei che si mise a piangere, e molto. Cominciò a piangere forte, abbracciandomi, così non riuscii più a controllarmi e cedetti anch’io. Cominciai a piangere anch’io, e tutti e due i mariti si misero a guardare per terra per l’imbarazzo” (risate).

In sostanza, tutte le donne, tutti gli uomini in tutto il mondo reagiscono nello stesso modo alle situazioni. E potete vedere con grande chiarezza le loro reazioni quando si tratta di bambini. Agiscono tutti allo stesso modo, nella stessa maniera. Se, ad esempio, si viene a sapere che da qualche parte sono spariti due bambini, o che sta succedendo loro qualcosa, tutto il mondo si preoccuperà di come saranno salvati. Si deve fare qualcosa per salvarli. Tutto il mondo pregherà Dio: “Dio, ti prego, salva in qualche modo questi due bambini scomparsi”. Si preoccuperanno tutti, come se si trattasse dei propri figli. L’ho notato anche in caso di morte. Durante un viaggio spaziale, quando l’astronave era sul punto di atterrare e la gente era preoccupata che potessero perdersi, so che in ogni masjid (moschea, ndt), in ogni tempio, in ogni chiesa e ovunque… Erano americani, ma nessuno si preoccupava del fatto che fossero americani, a quale religione appartenessero, a niente. Per tutti, (questi astronauti) facevano parte degli esseri umani, sapete. Il legame umano iniziò ad agire. In quel momento nessuno pensò a quale Paese appartenessero, a ciò che gli americani avevano fatto agli indiani, niente del genere. Si pensava soltanto: “Oh, Dio, per favore, salva queste persone!”. Tutti pregavano per loro, pregavano Dio e pregavano perché fossero salvati.

Che cosa ci è accaduto in quel momento? Come siamo riusciti a dimenticare (la diversa nazionalità ecc., ndt)? In quel momento abbiamo toccato la realtà, ed è un fatto. Chiunque ci provi… Quando gli ebrei furono torturati da Hitler, la solidarietà di tutti fu per loro; ma quando gli ebrei si misero a tormentare i musulmani, la solidarietà andò a questi ultimi. Perché allora non si pensa a tutte le religioni? Persino gli ebrei solidarizzarono con i musulmani. In quel momento non si pensa alle differenze che si hanno. Nessuno, non ho sentito nessuno dire: “Bene, sono puniti”. Oppure: “Ben gli sta”. Neppure gli ebrei. La parte umana che è in noi viene assolutamente turbata quando vediamo che un altro essere umano è torturato.

S’intende, con queste orribili idee di fanatismo o magari paura o aggressività o qualunque cosa, possiamo provare ad essere crudeli. Se chiedete ai tedeschi cosa pensano del massacro, abbassano la testa. Hanno detto: “Non sappiamo, non eravamo noi. Non sappiamo come abbiamo potuto farlo. Non sappiamo proprio come sia successo, come sia accaduto”. Quando la violenza si esaurisce, si inizia a rendersi conto che: “Oh Dio, io sono un essere umano, loro erano esseri umani”. Subentra questo senso di unità, subentra il sentimento, la consapevolezza. Negli animali non è così forte. Loro, se devono lavorare, se devono essere attivi, staranno insieme, ma se qualcuno muore non se ne preoccupano. Persino se, ad esempio, il cucciolo di una scimmia è malato, la madre si preoccuperà, urlerà, griderà; ma se il piccolo muore, lei lo getterà da una parte e se ne andrà. Soltanto l’essere umano può percepire questa unione.

Questa nostra consapevolezza ci è stata conferita dall’avvento di Shri Krishna. Egli ci ha dato questa consapevolezza umana e preserva questa consapevolezza dentro di noi. Dobbiamo considerarlo come colui che ci dà questa consapevolezza delle relazioni umane.

Ed ogni volta che c’è stato un problema… Ad esempio, mi è stato detto che a Somnath[iv] la gente crede che Shri Krishna sia venuto sotto le spoglie di Mahmud Ghazni per dare una lezione. Moltissimi indù credono che sia stato Shri Krishna a venire come Mahmud Ghazni per dare una lezione agli orribili bramini che guadagnavano denaro grazie a quel tempio. Moltissimi indù ritengono che egli sia dovuto venire come Mahmud Ghazni per punire quegli orribili bramini che si arricchivano e attuavano estorsioni di ogni genere a spese dei poveri devoti di quel tempio, e per distruggere l’idolo che procurava loro tutto quel denaro. Soltanto Lui poteva farlo.

Dobbiamo renderci conto che, quando non siamo integrati, non possiamo percepire l’integrazione del nostro essere. Dobbiamo renderci conto di questo, che non siamo integrati. La nostra mente agisce in una direzione, il nostro cuore in un’altra, il nostro fegato in un’altra ancora. Come vi ho detto, sono piuttosto sorpresa che, nonostante (i profeti, ndt) abbiano detto di non bere, i seguaci delle religioni continuino a bere. Ma, indipendentemente da questo, lasciate perdere la religione. Vedono un uomo che entra in un pub e quando esce cade e barcolla, eppure entrano anche loro per ritrovarsi nella stessa situazione. Perché? Perché la mente suggerisce loro di non farlo. La mente dice: “Non entrare”. Il cervello dice: “Non entrare”. Ma il cuore è debole e non ce la fanno a resistere. Le abitudini. Tutte le abitudini vengono da questa specie di disintegrazione. Siamo talmente disintegrati interiormente che, se qualcuno vuole fare qualcosa, fa esattamente l’opposto; ed è per questa ragione che accettiamo questa sorta di opposti nella vita, riguardo a ciò che Egli disse riguardo alla musica e tutto il resto. La musica è scaturita dall’amore di Dio per noi. Qualsiasi cosa non sia per amore di Dio, non è musica.

Vi farò un esempio. C’era una signora che stava eseguendo una specie di qawwali[v] ed io ero nel comitato di censura. Censurai il suo qawwali dicendo: “Questo non è un qawwali”. Lei chiese: “Perché?”. Ed io: “Questo si chiama (mujarat?), è orribilmente sensuale, una cosa orribile. È un insulto a Dio. Non puoi cantare in questo modo”. Lei insistette: “No, è un qawwali”. Io replicai: “Lo sai che un qawwali non è mai stato cantato dalle donne e non è mai stato eseguito in questo modo osceno da prostituta, come lo canti tu?”.

Tutta la musica è sempre stata in lode di Dio. Per questo Maometto disse che tutta la musica dovrebbe essere creata per glorificare Dio e non diversamente. Abbiamo avuto altre cose come (.?.) e tutto questo. Ma scoprite che anche al tempo di Shri Krishna tutta la musica doveva essere eseguita per Ras[vi]. Ra. Ra è l’energia. “S” significa ‘stesso’ (ed anche con, insieme, ndt). Lui e Radha suonavano insieme, suonavano rasa. Ed è così che facevano circolare l’energia, allo scopo di integrarsi, cantando la musica. È per questo. Ma si scopre che la gente non capisce. Si usa la musica per il piacere dei sensi. È contro Dio. L’energia della musica ci è arrivata per lodare Dio, e basta. Per niente altro. Non per tutte queste oscenità e per cantare stranezze di ogni genere. Pensate. E la reazione è del tutto innata.

Mentre Egli disse che tutta la musica dovrebbe essere in nome di Dio, abbiamo un personaggio come (.?.) che non ha voluto accettare nessuna musica. Lui era un tipo molto fermo, e gli altri musulmani che sopraggiunsero non vollero cantare nessun qawwali o altro, ma orridi ghazal[vii] che descrivono la separazione di un uomo e di una donna e ogni tipo di sconcezze. Con questi temperamenti disintegrati la gente accettò qualsiasi cosa si presentasse, solo per il proprio piacere.

Come quando arrivò questo Omar Khayyam. Chi è? È anti-Dio. È un uomo assolutamente contro Dio. Orribile. Ma la gente apprezza molto Omar Khayyam e la sua arte poetica. Perché lo apprezzano? Perché la parte disintegrata del loro cuore ama Omar Khayyam quando canta: “Oh, qui dovremmo bere. Che c’è in questa vita? Non sappiamo che cosa accadrà”. Maometto ha detto di non bere, e lui si sente in dovere di cantare una canzone del genere. Questa è la poesia del signor Omar Khayyam, il quale viene molto rispettato ovunque. Ed è considerato un grandissimo poeta in Iran dove oggi è nato un uomo potente e orribile come Khomeini, che rispetta Omar Khayyam. Non so come possa rispettarlo. Pensate che contrasto, che contrasto (con il rigore di Khomeini, ndt) questo Omar Khayyam che canta canzoni oscene. Esse non sono in lode di Dio. La musica che non è in gloria di Dio non è musica. È (.?.), è immondizia, è oscenità.

La nostra musica classica, in India, era basata sull’AUM. Anche la Kundalini, quando arriva qui, al Vishuddhi chakra, emette tutti i suoni:

[A questo punto Shri Mataji riproduce i sedici suoni delle vocali. Non è stato possibile cogliere ad orecchio e trascrivere la sequenza esatta delle vocali. Per questo si sono riportate quelle pronunciate da Shri Mataji in un altro Suo discorso dal titolo “Bija mantras, Shri Lalita e Shri Chakra” del 1978: A, AA, I, II, U, UU, R, RR, LR, LRR, E, AI, O, OU, UM, AHM.]

Tutte queste sedici vocali derivano dai sedici chakra o sotto-chakra o petali del Vishuddhi chakra. Sono i Bija (seme, ndt) mantra del Vishuddhi chakra. Tutte le vocali nascono da qui, e quando cantiamo canzoni sporche danneggiamo il chakra del Vishuddhi.

Ecco perché tutti quelli che cantano canzoni sconce devono bere; penso infatti che non riescano a sopportarlo o non riescano a farlo, che non possano cantare queste canzonacce senza trovare un modo di nascondersi da Dio. Di conseguenza, musica e consumo di alcolici hanno cominciato ad andare di pari passo. In Occidente, la musica ha rotto con tutte le tradizioni perché hanno perduto il buon senso di riconoscere che la musica è intesa soltanto per Dio, solo per cantare inni in lode di Dio. Tutta la musica dovrebbe essere per adorare Dio. Tutti i raga[viii] dovrebbero essere per glorificare Dio.

Noi non abbiamo avuto un sistema di Namaz (preghiera musulmana) a seconda dei diversi momenti, ma abbiamo un sistema di musica adatto a momenti diversi. Si dovrebbe suonare una determinata musica in momenti diversi allo scopo di esprimere uno stato d’animo. E tutti gli stati d’animo descritti devono avere anch’essi attinenza con Dio. Non esiste altro stato d’animo gradito allo Spirito che non sia in relazione con Dio. Non esiste altro stato d’animo di cui poter gioire.

Anche Vibhatsa (lett. disgusto, ndt), lo stato d’animo di Vibhatsa, è grottesco. Si apprezza e si può ascoltare persino quello stato d’animo, quando si vede la sporcizia e l’oscenità. Il lato sinistro. È molto scientifico. Il nostro sistema musicale è estremamente scientifico, poiché è stato ripreso in musica il movimento della Kundalini in questi diversi Sapta Swara (sette note, ndt), e questi sette swara sono innati nei nostri sette chakra: SA, RE, GA, MA – Madre – PA, DHA, NI.[ix]

Anche il mio nome inizia con Ni. Questi sette swara sono innati con le sette note; ci sono poi i Vikruti swara, ossia l’altro aspetto di alcuni dei chakra che abbiamo[x], e in totale si arriva a circa dodici swara. Ma nessuno ha mai capito il vero significato della musica. Sharada, la dea Saraswati, è Colei che reca interiormente il messaggio del Virata e ci insegna a cantare. Lei ci suggerisce ciò che piace a Dio.

Pensate anche al modo in cui sono stati creati i raga. Prima, infatti, furono scelte le note, le Aroha e le Avaroha, ossia le scale ascensionali e discensionali di note, che compiacessero Dio. In tal modo furono create le melodie. Le melodie sono fisse. Non si possono cambiare le melodie, le note, poiché si scoprì che, a questo punto, lo Spirito veniva risvegliato. Lo scoprirono attraverso le vibrazioni. Si scoprì che, cantando in questo modo, funzionava. Suonavano la vina[xi] e scoprirono gli swara esatti. Gli swara esatti che vi avrebbero fatto sentire davvero bene.

Ora, voi sapete che le persone che arrivano dall’Occidente non comprendono la musica indiana a livello mentale, ma la comprendono a livello spirituale, poiché il loro Spirito si colma di gioia e le vibrazioni iniziano a fluire. Il senso della musica, questa rappresentazione della musica fu realizzata da Shri Krishna. Fu Lui ad insegnare il tala[xii].

Certo, possiamo dire che Shiva è colui che danza il tala; ma chi lo ha rappresentato per gli esseri umani, chi ha trasmesso al mondo il messaggio di come debba essere il tala è Shri Krishna attraverso i suoi movimenti di danza. Egli eseguì continuamente tala. La sua stessa postura suggerisce come eseguisse il tala. Ed Egli suonava anche il murli (flauto, ndt) per suggerire che la musica è l’amore di Dio. La sua musica esprime l’amore di Dio. Vi calma, vi purifica, vi rende felici, vi dà gioia. Ecco perché Egli si espresse attraverso il suo canto, attraverso la sua musica. Non scrisse mai poesie, non è forse così? Non scrisse mai poesie vere e proprie, ma quando parlò in gadya, ossia in prosa, ciò che disse divenne la (Bhagavad) Gita. Ciò che disse divenne la Gita.

Naturalmente la gente ha tentato di alterarne moltissimo il ritmo, lo sento a volte quando la recitano; tuttavia dobbiamo dire che, quando (Shri Krishna) la creò, lo fece affinché gli esseri umani creassero la poesia a partire dalla prosa. A partire dalla prosa, che Egli rese comunicabile, perché la gente all’inizio riusciva a comprendere soltanto la musica, il ritmo della musica, non capiva molte parole e altro. Ma Egli lo rese possibile.

Anche nel Corano, se lo leggete, nessuno capisce le poche parole prima dell’inizio di ogni capitolo, ma ce le misero lo stesso. Sono tutte dei bija mantra. Sapevano che la gente (di allora) non era in grado di capire, ma furono inserite perché (un giorno – probabilmente in riferimento all’avvento di Sahaja Yoga, ndt) la gente avrebbe compreso. Voi potreste non comprendere tutte queste cose. Potreste non capire nemmeno me, è possibile, ma qualsiasi cosa essi (profeti, incarnazioni, ndt) abbiano fatto è stato per il vostro hita (bene). Ciò che accadde al tempo di Shri Krishna fu che Egli stabilizzò il concetto di hita, poiché si diceva che si deve dire la verità ed usare un linguaggio dolce, Priya.

Il messaggio di Shri Krishna fu che si deve parlare con dolcezza. Chi ha un buon Vishuddhi chakra parla con molta dolcezza, la sua voce possiede quel modo incantevole di catturare i cuori delle persone senza svilirle, ma elevandole. Egli esortò, dunque, a parlare con dolcezza. Questo fu il suo tema principale. Egli fece ogni cosa con una tale dolcezza da trasformare in lila (gioco divino, ndt) tutte le sue azioni. Creò lila. Disse che questo mondo non è un luogo in cui dover essere seri, taglienti, tesi; bensì esso è lila.

Osservate lila, la rappresentazione. È tutta una commedia. Perciò è tutto molto dolce. Se osservate il mondo intero come una commedia, esso diviene qualcosa di dolce. Ne vedete la dolcezza. Anche se vedete qualcuno che tenta di comportarsi in modo strano, vi divertite. Se vi rendete conto che è tutta una commedia, non vi preoccupate se arriva qualcuno e uccide qualcun altro, perché sapete che è tutto finto, è una commedia.

Si tratta di una commedia, e per questo Egli disse che tutto è lila: affinché la gente non precipitasse in stati d’animo seri, mettendosi ad agire nella commedia come se fosse qualcosa di reale. È come se, ad esempio, dopo avere affidato la parte di (.?.) a qualcuno, arrivi un altro dalla parte opposta, prenda una spada e lo ferisca davvero: voi direte che questo attore non è bravo, poiché viene coinvolto talmente nell’azione da ferire l’altro.

È una commedia, e (Shri Krishna) l’ha trasformata in lila. Lila, perché è una commedia, non vi è dubbio. Quando però siete realizzati, iniziate a rendervi conto della commedia, della rappresentazione e tutto quanto. Avrete notato che la maggioranza dei sahaja yogi ride sempre, poiché si rende conto del modo in cui avvengono le cose. Anche quando vedono un guru che si comporta male o altro, a loro viene da ridere per l’assurdità.

Come oggi che qualcuno è venuto per parlare con me e mi ha detto: “Madre, ho fatto assurdità di ogni tipo”, e rideva. Ha aggiunto: “Ora rido di ciò che ho fatto. Sono andato da un guru che assegnava un nome (mantra da recitare, ndt) alle persone, diceva di recitare un certo nome. Ho fatto molti sforzi, sono andato da questa gente a raccomandare il mio caso”. Non era molto ricco, sapete, perciò non riusciva mai ad acquistare il nome, e implorava: “Dammi il nome, devo avere il nome”. E il guru rispondeva: “No, no, no, no, devi aspettare tre…”.

Quest’uomo mi ha detto: “Ho versato tanto di quel denaro nella sua (del falso guru, ndt) capiente (borsa?)! Ho fatto di tutto, ma lui non voleva darmi un nome; e alla fine, quando è giunto il momento, mi ha detto, ‘Bene, ti darò un nome,’ e mi ha dato un nome che ho cominciato a ripetere. Dopodichè sono diventato davvero matto. Ho cominciato a soffrire di mal di testa e altro. Allora (il falso guru) mi ha detto, ‘Beh, devi soffrire. Se non soffri… Devi affrontare tutto questo. Sì, devi soffrire. Hai chiesto il nome e ora queste sono le conseguenze”.

E vi dico che, quando (questo sahaja yogi) venne da me, era in condizioni pietose. Venne da me in una condizione molto strana, ma adesso è guarito completamente. L’altro giorno non riuscivo neppure a riconoscerlo. L’ho visto e ho detto: “Oh, Dio, ma sei la stessa persona?”. E lui: “Madre, ora rido di tutte queste cose, e mi rendo conto di quanto sia stupida la gente che va da questi impostori, che segue false idee e falsi concetti e poi manca l’obiettivo”. E mi ha chiesto: “Si deve proprio arrivare a quel limite di distruzione per venire da Lei?”. Ho risposto: “Non so che cosa abbiano deciso riguardo a se stessi”. Ma è vero che la gente è così stupida da accettare tutte queste idee e cose negative molto più facilmente di quelle positive, a causa del Vishuddhi chakra in cattive condizioni.

Se il vostro Vishuddhi chakra non è danneggiato, le vostre mani funzionano meglio. Molte persone che ricevono la realizzazione non sentono le vibrazioni nella mani in quanto il loro Vishuddhi chakra non è a posto. Che cosa significa che il Vishuddhi chakra non è a posto?

Prima di tutto, che per temperamento non siete collettivi. Non siete persone che gioiscono molto della collettività. Come le persone difficili da accontentare: “Voglio questo, voglio quello. Voglio dormire in un letto comodo. Devo avere questo, devo fare quello”. Questo genere di io. Chi ha troppo senso dell’io è perché l’ego e il superego nascono dal Vishuddhi chakra. Un uomo egoista non è assolutamente in grado di vedere la collettività poiché è separato da tutti. Il suo ahamkara (ego) ricopre il suo essere al punto che non riesce a gioire della collettività. Ora guardate con chi vive Shri Krishna: con le gopi (e i gopa, guardiani delle mucche, ndt), dei ragazzini. Egli andava ad accudire le mucche. Accudiva le mucche. Vi accorgerete che nessuna incarnazione era interessata alle persone ricche o cose del genere. Egli andò a stare con persone del tutto comuni, da un punto di vista terreno, e lì giocava e faceva tutti i suoi dolci scherzi. Rubava il burro. Rubava il burro, e molti suoi detrattori dicono sempre: “Oh, era un ladro. Proprio così, era un ladro. Era il ladro dei ladri”. E così via.

Lui rubava il burro perché il burro era portato a Mathura dalle donne in cambio di un po’ di denaro. E questo rafforzava maggiormente tutti gli orribili rakshasa che vivevano a Mathura. Lui, quindi, non voleva che questo burro andasse a finire laggiù contribuendo alla buona salute dei rakshasa.

Perciò la cosa migliore era rubare il burro, così essi non lo avrebbero avuto e, non mangiandolo, avrebbero sofferto di carenza da vitamina A e D. Di conseguenza, avrebbero avuto la gola rovinata e non avrebbero avuto forza nelle mani per impugnare la spada. Questo era il modo per colpirli affinché non potessero contrastare le forze del bene.

In questo modo Egli provò che un fine superiore deve essere conquistato rinunciando a obiettivi più insignificanti, sciocchi, stupidi. Hita è la cosa principale; poiché quando (Shri Krishna) esortò: “Non dite la verità, altrimenti la gente si offenderà”… d’accordo, ma allora che cosa si dovrebbe fare? Non dire la verità per non ferire la gente, oppure dire la verità ferendola? Le due cose non possono andare d’accordo. Ad esempio, se io dico a qualcuno: “Oh, sei negativo”, costui si sentirà offeso. Ma se non glielo dico, si perderà. Che fare, quindi?

Egli trovò la soluzione, così disse: “Priyamvada hita”(?). Mise in mezzo la parola hita. Il termine hita indica ciò che è buono per lo Spirito; tutto ciò che è utile per lo Spirito. Hita significa ‘vantaggioso per lo Spirito.’ Non ha niente a che vedere con cose materiali. Significa che è per lo Spirito. Per esempio, se dico a qualcuno: “Non dovresti fare questo”, oggi potrebbe rimanerci male, ma se riconosce che: “Madre me lo dice per il mio bene”, seguirà il mio consiglio e, in questo modo, accrescerà il suo hita.

Supponiamo che io non gli dica niente, e quindi lui non si renda conto di sbagliare; o supponiamo che, anche se io lo avverto, lui non mi dia ascolto; in entrambi i casi starà male.

Quindi (non dire la verità, ndt) non è priya (ossia non è un atto d’amore) nei confronti dello Spirito di questa persona. Non è priya per lui. Quindi, se fate qualcosa per lo hita (bene) di una persona, a volte dovete dirglielo, anche se talvolta può sembrare molto, molto doloroso. L’altro giorno ho detto ad una persona: “Non curare nessuno perché non sei abbastanza forte per farlo”. Si è sentito molto ferito. Allora dirò: “Bene, fai pure. È meglio che curi gli altri, ma non tornare da me”. E così finirà in un manicomio. Ma quando finirà in manicomio che cosa dirà? Era o no per il suo bene ciò che dicevo? A quel punto, si arrabbierà? Quindi, alla fine, se parlate per il bene di qualcuno… Dire. Il punto è dire. Non ‘fare’. ‘Dire’. Dite ciò che è bene per gli altri con il Vishuddhi chakra; questo, poi, alla fine diventa priya. Ossia luce.

Pertanto, dite qualcosa che sia buono per lo Spirito. Altrimenti non dite niente. Invece si dice agli altri di correggersi soltanto perché si è aggressivi. Dovrebbe essere fatto con amore. Hita significa fare qualcosa per amore. Se volete dire qualcosa a qualcuno è per amore, perché sentite che è necessario; e la terza condizione è che dovete avere adhikara (autorità, diritto, ndt). Dovete avere il diritto di dirlo. Se non ne avete il diritto, tacete. Lasciate che se ne occupi Dio. Voi non siete responsabili di nessuno. Ma se dovete parlare a qualcuno per amore e ne avete adhikara, dovete parlare. Se invece non avete adhikara, non dovreste dire nulla a nessuno, a meno che non sia assolutamente priya (per amore di, ndt) per quella persona ed implichi il suo hita.

Ciò che (Shri Krishna) puntualizzò, fu che non dovreste dire niente …, non dovreste fare nulla che non sia autorizzato. Mettiamo che venga qualcuno a dirmi: “Dov’è quella persona che voglio ammazzare?”. In quel caso qual è la verità? Dovrei forse dirgli: “Sì, ti dico la verità (dove si trova la persona, ndt). Vai ad ucciderlo”. Secondo la rigida legge governativa potrebbe essere. Non so se lo sia. Non capisco affatto le leggi governative o le leggi umane. Ma non è così. Allora che cosa dovete dirgli? Rimanete tranquilli. Lui non ha adhikara, non ha alcun diritto di chiedere od ottenere da voi queste informazioni. Rimanete tranquilli. Io lo faccio. Allora può picchiarvi, fare qualsiasi cosa. Limitatevi a dire: “Non lo so”. Questo è adhikara.

Si fa molto spesso. Ci sono grandi nazionalisti, ad esempio, che combattono per il proprio Paese e c’è chi vuole estorcere loro informazioni. Loro soffrono. Soffrono, ma non daranno l’informazione. Non per paura, ma per amore dei loro compagni che combattono per la libertà della nazione. Questo è accaduto molto spesso nel nostro Paese. Quindi non dite niente, se l’altra persona non ha adhikara. Quella persona non ha il diritto di fare questa domanda.

Si deve avere molta discriminazione, ed è questo che ci ha trasmesso Shri Krishna: il suo discernimento. Molti mi chiedono: “Allora, Madre, che cosa dovrei fare in questa situazione? Che cosa dovrei fare in quest’altra situazione?”. Questo denota che non hanno sviluppato un Vishuddhi chakra che dia loro il discernimento. Non sono evoluti. Non sono abbastanza maturi. Chiedono ancora a me. Nello stato di Nirvikalpa (consapevolezza senza dubbi, ndt), non mi fate domande. Sapete esattamente cosa si deve fare: quando sgridare qualcuno, quando stare tranquilli, quando tacere, quando parlare e fino a che punto spingersi. Tutte queste qualità si sviluppano attraverso un buon Vishuddhi chakra, poiché agite per lo hita dell’altra persona.

Qualche volta è più utile rimanere tranquilli. È ciò che (Shri Krishna) ci ha insegnato. Non solo ce lo ha insegnato, ma ha inserito dentro di noi il discernimento nel nostro Vishuddhi chakra. Ha introdotto in noi il potere di essere testimoni della rappresentazione. Di essere distaccati. Egli era Yogeshwara. Era Yogeshwara. Era l’Ishwara (Signore, ndt) dello Yoga. Era colui che dona lo Yoga. Infatti, s’intende, colui che deve essere raggiunto è Shiva; ma chi ci aiuta è Lui, è Akbar. È il principio (tattwa) di Mahalakshmi, il sentiero centrale che vi conduce a Shiva. È Lui che ci conduce là. È Lui che viene sostenuto da tutti i profeti. Egli compie questo per voi, questa immane opera evolutiva.

Si può dunque capire molto chiaramente che, se il nostro Vishuddhi chakra è messo a posto, in Sahaja Yoga sviluppiamo l’esatto senso del discernimento. Troviamo un metodo grazie al quale parliamo in un modo che la gente sente priya, ossia in un modo che essi apprezzano, che gradiscono, priya. È un modo affettuoso e fa anche il loro hita (bene). Anche se qualche volta dovete dire qualcosa di duro, o magari il vostro silenzio può farli inasprire. Non importa. Alla fine farà il loro hita. Quindi, il fine ultimo è hita. Questo è ciò che Krishna aveva in mente: fare hita. Egli aveva anche Samhara Shakti, il potere di uccidere. Molti, come ad esempio i giainisti, lo criticano per questo.

All’epoca, Shri Krishna aveva un cugino chiamato Neminath. Neminath non era Shri Krishna, era un comune essere umano che aveva raggiunto una certa altezza nell’evoluzione. Fu preso da una sorta di repulsione ad uccidere gli animali. Ovviamente, uccidere gli animali non è una gran bella cosa, ma lui non li uccideva neanche se doveva essere fatto per il (pranzo del) suo matrimonio. Sviluppò una repulsione tale al riguardo, che fondò una corrente diversa dal vero giainismo. Una specie di percorso diverso, nel quale affermava che non si dovevano uccidere gli animali. Ma si giunse ad un punto così assurdamente ridicolo che le cimici divennero più importanti degli esseri umani, persino le zanzare erano più importanti. Si vede questa gente che cammina per le strade con il viso coperto. Tutto è stato portato ad un estremo assurdo. Shri Krishna ci dà dunque il discernimento e questo è stato davvero molto, molto, molto, molto, molto importante, perché tutti i nostri problemi di disintegrazione scompaiono quando abbiamo discernimento.

Tuttavia, la maggioranza della gente non ha il Vishuddhi a posto. Da un lato c’è un Vishuddhi destro che ci provoca aggressività. Aggrediamo gli altri con il nostro modo di parlare. La maggior parte dei politici possiede questa capacità. Ma se assorbono dentro di sé dei medium del sopraconscio, come aveva Hitler… Egli apprese ciò da alcuni lama tibetani che insegnarono tutti questi squallidi trucchi al fine di dominare la gente. Riuscì ad introdurre nelle persone spiriti tali da far sì che sterminassero migliaia e migliaia e migliaia e migliaia di esseri umani.

Il Vishuddhi sinistro è un altro problema. Neanche queste persone hanno il senso della collettività, in quanto hanno paura degli altri. Sono talmente negative da vedere sempre l’aspetto negativo degli altri. Ho visto gente che viene a dirmi riguardo ad ogni sahaja yogi: “Questo non va in questo sahaja yogi. Questo non va in quest’altro sahaja yogi. Questo non va in…”. Mai caratteristiche positive. Vedono soltanto i punti negativi. Non hanno nessun senso di collettività. Hanno sempre paura. Hanno sempre paura degli altri perché c’è in loro qualcosa che li spaventa.

Hanno il Vishuddhi sinistro molto bloccato perché si sentono colpevoli. Vi sorprenderà, ma specialmente gli occidentali, che sono considerati molto aggressivi, hanno un Vishuddhi sinistro terribile, poiché, con le loro azioni, si creano un enorme senso di colpa. Vedono il modo in cui si sono comportati loro, il modo in cui si è comportata la loro comunità, la loro nazione. Nella mente sviluppano un forte senso di colpa. Oltre a questo, come vi ha spiegato Brian, le radici sono tagliate e voi iniziate a comportarvi in una maniera anti-Dio senza neppure rendervi conto che è assolutamente sbagliato. È vero. Il Vishuddhi sinistro si blocca poiché ci si sente in colpa, anche se si fanno cose sbagliate pensando che siano giuste.

Ci si sente colpevoli perché nel subconscio la coscienza lo elabora e questo senso di colpa si accumula, per quanto lo si possa negare; il lato sinistro continua a bloccarsi e si crea il problema di Vishuddhi sinistro. Quindi si deve dire: “Madre, io non sono colpevole”. È un altro aspetto dell’ego, per cui la reazione dell’ego va a nascondersi nel Vishuddhi sinistro. E con questo si inizia a sentirsi colpevoli: “Non avrei dovuto fare questo, non avrei dovuto fare quello”. Entrambi gli atteggiamenti sono errati. Quando siete sul lato sinistro aggredite e tormentate voi stessi, mentre, quando siete sul lato destro, tormentate e aggredite gli altri. Quindi, essere nel centro è possibile soltanto se il vostro Vishuddhi chakra è a posto. Altrimenti non è possibile.

Avete visto che molte persone, quando ricevono la realizzazione, non sentono le vibrazioni su tutte e due le mani allo stesso modo. Il motivo è che non hanno equilibrio. Si evidenzia sulle mani. Non hanno equilibrio. Le mani, dopo l’ingresso in Sahaja Yoga, sono una parte importantissima degli esseri umani. Se le vostre mani non hanno vibrazioni uguali, in voi c’è qualcosa che non va. Qualunque sia il lato sul quale non avete vibrazioni.

Se, ad esempio, non avete vibrazioni sul lato destro o sentite il lato destro pesante o caldo, allora di certo siete persone di lato destro. In questi casi può darsi che il lato sinistro sia del tutto insensibile. Anche chi ha il lato sinistro insensibile è di lato destro.

Se però avete più vibrazioni sulla mano sinistra e sulla destra non ne avete, anche questo significa che siete di lato destro, non che siete di lato sinistro. Ma se sull’altro lato avviene il contrario, allora siete persone di lato sinistro.

Questo significa che non vi è equilibrio. La vostra mano dice che dovrebbe essere ristabilito l’equilibrio. Dovete quindi rendervi conto che, in Sahaja Yoga, non vi libererete dei vostri problemi soltanto pensandoci, ma dovete lavorare con le mani. Così come vi ho spiegato che non potete guidare l’automobile semplicemente pensandoci, dovete usare le mani. Dovete usare le mani con piena consapevolezza di dove vi trovate, di ciò che siete e del significato di queste vibrazioni. Dovete usare le mani. Ora, quando iniziate ad usarle per ogni scopo pratico, gli altri potrebbero mettersi a pensare: “Questi sono impazziti. Usano le mani”. Ma pensarono la stessa cosa quando Maometto insegnò ad usare le mani. Lo derisero tutti, ora però nessuno se ne vergogna, nessuno ride, tuttavia lo fanno in modo meccanico, non come ha detto Lui.

Per prima cosa, quindi, usate le mani per il vostro scopo. Per voi stessi. Queste stesse mani possono aiutarvi. Ora la Kundalini è risvegliata, sta attraversando tutti i centri, forse molto debolmente, ma c’è. Quindi per prima cosa alzatela e alzatela. Potete farlo con le mani. È un circolo: quando le mani la alzano, essa inizia a fluire maggiormente nelle vostre mani. Solo le vostre mani possono alzarla. Comincia a fluire nelle vostre mani. Dandovi un bandhan o alzandovela – alzatevi la Kundalini. Imparate attentamente tutti questi metodi.

Le vostre mani sono importantissime. Se non funzionano, state attenti. Per prima cosa dovete avere le vibrazioni nelle mani. Alcuni, che hanno avuto problemi con le mani a causa delle vite precedenti o altro, sentono i chakra nella loro posizione nel corpo. Poi, dopo un po’ di tempo, comincerete a sentire i chakra nella testa. Non importa. Non sentirete mai nulla di sgradevole con questo. Sarete in grado di controllarlo. In seguito non avrete affatto bisogno di sentire i chakra. Non sentirete nulla. Direte semplicemente: “È così”. Fine. Loro sanno. Anche questa conoscenza viene dal vostro Vishuddhi e lo dite proprio; di nuovo, (l’importanza sta nel) dirlo.

La funzione più rilevante del Vishuddhi chakra è che dovrebbe essere puro e incontaminato, perché se dovete recitare i mantra, il vostro Vishuddhi deve essere puro. Tutti i mantra devono avere l’aiuto del Vishuddhi. Quando un (falso) guru assegna un mantra, per prima cosa troverete che la persona avrà un blocco al Vishuddhi sinistro e a qualche altro chakra, qualunque chakra il guru abbia attaccato. Ma per prima cosa sarà sul Vishuddhi sinistro, perciò usiamo il mantra “Mantra Siddhi”. Una persona acquisisce il Mantra Siddhi (potere dei mantra, ndt) quando il suo Vishuddhi sinistro è a posto, altrimenti non può essere Mantra Siddhi. Qualsiasi mantra si dica è soltanto meccanico. Il Vishuddhi sinistro dovrebbe essere a posto, se dovete dire i mantra in modo corretto affinché siano efficaci ed illuminati. Anche Allah hu Akbar non ha alcun significato se il vostro Vishuddhi sinistro non è a posto.

In Sahaja Yoga, vedrete come il Vishuddhi sinistro e il Vishuddhi destro siano importanti per le vibrazioni. In Sahaja Yoga, il Vishuddhi chakra riveste una funzione, un ruolo straordinario, poiché vi connette con il Virata, con il tutto. Arrivate al punto in cui vi rendete conto che questo è il vero Vishuddhi chakra. Conoscete il completo Akbar. Vi connettete con Lui. Il rapporto viene stabilito attraverso il Vishuddhi chakra e voi potete percepirlo, avviene la comunicazione.

Il rapporto può essere… se, per ipotesi, le mani sono tagliate, anche così potete ottenere la realizzazione. Molti la ricevono. Però, se non avete le mani integre, la comunicazione è carente. Allora forse inizierete a sviluppare la comunicazione in seguito, sui vostri chakra. Ma il modo più semplice per sentire la comunicazione è sulle mani, se le vostre mani sono sensibili.

Il problema, dunque, è che cosa dovremmo fare per tenere il Vishuddhi chakra in buone condizioni. Mi è stato detto che dovrei terminare presto la mia conferenza e andare via tra poco, ma ritengo che dovrei finire oggi di parlare del Vishuddhi chakra. Che cosa dovremmo fare per tenere a posto il Vishuddhi chakra? Rubate il burro e mangiatelo. Dovete mangiare burro perché contiene Vitamine A e D. Specialmente la vitamina D, scusate, la vitamina D. Così aumenta il calcio nel corpo, e diventate persone forti. Se si prende il calcio senza burro, nasce un problema. Quindi cercate di prendere del burro ogni volta che avete problemi di Vishuddhi chakra, mi riferisco all’aspetto fisico. Potete prendere un po’ di burro in acqua, acqua calda. Scioglietelo e bevete. Il Vishuddhi chakra si prende cura dell’aspetto rinfrescante. L’aspetto rinfrescante.

Infatti il fegato, quando è caldo, genera calore, il corpo si riscalda. Allora quello che lo rinfresca davvero è il Vishuddhi chakra, e quando avete un problema di secchezza delle cellule epiteliali, il rivestimento interno, la cosa migliore è prendere un po’ di burro sciolto in acqua, o mangiare un po’ di burro durante l’estate. Ma senza carboidrati. Niente carboidrati. Così non acquisterete peso. Mangiate quanto burro volete, non ingrasserete.

Se riuscirete ad eliminare completamente i carboidrati avrete (.?.), nel modo più assoluto. Non dovreste toccare carboidrati e sarete stupiti di avere (.?.) Prendete burro e proteine. Prendete tutti i grassi, panna, qualsiasi cosa. Non vi accadrà niente di male. Per le proteine, potete prendere qualsiasi tipo di frutta secca, e usate miele per dolcificare. Niente carboidrati. Al giorno d’oggi anche il miele è fatto con lo zucchero, come sapete. Se dunque potete evitare i carboidrati e mangiare solo queste cose, la vostra salute sarà a posto. Ma abbiamo dei malati. Abbiamo squilibri di ogni genere. Ecco perché dico: “Bene, se avete problemi di fegato mangiate zucchero”. (In questo caso, ndt) eliminare lo zucchero non vi sarà di aiuto. Prima dovete correggere il fegato e poi potete eliminare molto facilmente lo zucchero. Senza problemi. Ma non prima di questo. Di solito tutti i medici dicono di non mangiare zucchero. Il grasso viene eliminato dal corpo; semplicemente ammorbidendo il rivestimento interno del corpo, viene eliminato dall’organismo. Non vi rimane perché, senza carboidrati, non può essere trattenuto.

Potete provare a casa. Mettete un po’ di burro nella mano. Va bene? E lavatelo. Non andrà via. Rimarrà appiccicato. Non avrà alcun effetto, niente, ma rimarrà attaccato lì. Non può essere consumato. Ma se ci mettete dei carboidrati, per esempio un po’ di…o altro potete asportarlo. Si dissolve. Non può dissolversi se non prendete carboidrati. Ma questo è per chi non ha squilibri nel corpo, per chi è perfettamente a posto. Chi è così può farlo.

Io posso farlo, ma nessuno me lo permette. Tutti mi danno da mangiare come se fossi un cestino per la carta straccia (risate). Se non mangio… vedete, si suppone che voi dobbiate dare a Madre qualcosa come …(Parola incomprensibile, ma si può intuire che il senso qui sia ‘un po’ di cibo’, ndt), e basta. Ma ho visto che, quando vogliono offrirmelo, me ne danno moltissimo e se mangio poco pensano: “Oh, Madre è…”. Il fatto è che io non ne ho bisogno. Si dovrebbe capire la mia natura. Insomma, quando mi servono, mi danno talmente tanto cibo che non riesco a mangiarlo. Io mangio proprio poco. Posso farlo. Io non ho bisogno di mangiare carboidrati, nel modo più assoluto. Non ho bisogno di carboidrati. Invece: “Madre, ho preparato questo. Per favore, l’assaggi. Madre, ho preparato questi laddu, la prego, li prenda. Madre, ho…”. Così dico: “D’accordo, ora devo soffrire per farvi piacere”. Priya.

È molto semplice capire che non dovreste forzarmi a mangiare. Assolutamente, non occorre forzarmi. Non forzate nessuno a mangiare. Io forzo la gente a mangiare perché so che ne ha bisogno, ma voi non potete farlo perché non avete discernimento. Quando avrete discernimento riguardo a chi forzare e chi non forzare, allora va bene. Inoltre, quando costringete qualcuno, dovete capire che il cibo deve essere vibrato. Se, quando forzate qualcuno, il cibo non è vibrato, costui avrà problemi.

Ora, per far capire a tutti l’importanza del Vishuddhi chakra, la cosa più importante è che, quando parlate, dovete parlare di Sahaja Yoga e di nient’altro, se dovete tenere un discorso. Vedete, ho conosciuto molti sahaja yogi che sono ancora membri di questa o quell’altra organizzazione, membri di qualche orribile organizzazione anti-Dio. Ora, per esempio, vedremo che l’organizzazione Hare Rama Hare Krishna è contro Cristo. Ovviamente è apertamente anti-Cristo e realmente anti-Krishna. Assolutamente contro Krishna. Chiunque vada a chiedere l’elemosina in nome di Dio ha un Vishuddhi orribile e finisce col soffrire di problemi derivanti dal Vishuddhi, cancro e altro, e muore.

Il viso di una persona che ha un buon Vishuddhi è florido, largo, pieno di… pieno, pieno come la luna piena. Se invece avete un viso completamente chiuso, significa che il vostro Vishuddhi non è a posto. Se il Vishuddhi funziona, deve esserci splendore sul viso. Il viso dovrebbe essere pieno, florido e luminoso. E gli occhi dovrebbero essere scintillanti poiché il Vishuddhi chakra controlla anche gli occhi. Controlla il collo. Le orecchie. Il naso. Se il vostro Vishuddhi chakra è rovinato avete problemi ad orecchie, naso e gola.

Pertanto, le persone così – come l’uomo che era a capo di quella organizzazione – pensano di fare Hare Rama Hare Krishna, mentre, in realtà, fanno attività totalmente contro Krishna. Nel modo più assoluto. Non avete il diritto di ripetere il nome di Krishna in questo modo, come matti, presentandovi davanti a tutti abbigliati con questi orribili dhoti e kurta messi in modo del tutto strano. Non sanno indossarli. Le donne indossano i sari e gli uomini comprano questi (.?.) e se li mettono in testa e si radono la testa. Krishna si è forse rasato la testa? Si è mai rasato la testa? La testa… in realtà, i capelli sono parte del dono di Krishna. Anzi, Lui…i suoi capelli sono sempre descritti, sono sempre descritti nelle poesie.

C’è una storia a proposito di un grande poeta urdu indiano… indù, ma era un poeta urdu, e di alcuni fanatici che lo contestavano. Allora gli sottoposero un distico e dissero: “Meglio che lo finisca tu”. Così lui disse (frase in urdu, ndt) e lo completò.

I capelli (di Shri Krishna) sono descritti in ogni poesia. Qui invece si radono la testa, si mettono in testa questi (.?.) e vanno in giro.

Quando mai Krishna ebbe la testa calva? Era forse calvo? Egli è Yogeshwara, con sedicimila spose, ossia sedicimila poteri. Egli non aveva i sahaja yogi per agire, così li ebbe come mogli. Interiormente, esse erano tutte yogini.

Egli creò tutta questa messinscena e le ebbe (le yogini) come mogli poiché, se un uomo ha qualche donna come discepolo, naturalmente viene disapprovato; però, come uomo, deve riporre i poteri nelle donne. Le donne sono sempre il potere, la shakti. Così vennero come mogli (di Shri Krishna) e Lui divenne lo sposo di sedicimila mogli, e le cinque rani (regine, ndt) che aveva erano i cinque elementi dentro di Lui. Egli fece trucchi di ogni genere. Creò… ma voi come farete a conoscerlo? Fin dove potete arrivare a capirlo?

Insomma, questa gente cerca di chiamare Shri Krishna ogni momento, ogni minuto, girando per le strade a chiedere l’elemosina in suo nome, mendicando dappertutto come pezzenti. Krishna non avrebbe potuto chiedere l’elemosina nel modo più assoluto. Mai. Egli credeva nei propri diritti. Avrebbe rubato piuttosto che chiedere l’elemosina. Tutti questi mendicanti creati nel nome di Dio! Ritengo che elemosinare in nome di Dio sia uno dei più gravi peccati. Ho visto accadere questo davanti ai templi e pensavo: “Stare a mendicare davanti al tempio, davanti a Dio. Essere fachiri significa mendicare. Che cos’è? È forse segno di (.?.). Shri Krishna era (.?.) Yogeshwara; e questi mendicanti sarebbero seguaci di Shri Krishna?” Orribili. Hanno un aspetto davvero miserabile e assomigliano proprio a dei cavoli, e molti credono che siano in pace. Ovviamente, se vivete in Smashana, in una condizione di morte, siete in pace.

Ed il nostro Paese, che è un Paese povero, offre aiuto a tutti questi mendicanti qui, tutti i nostri ricchi hanno dato loro denaro e terreni. È così che diamo aiuto ai lama che arrivano qui e a questa orribile gente che arriva dall’Occidente. Tutta gente che non è capace di lavorare. È molto bello venire qui e dire “Hare Rama, Hare Krishna”, leggere la Gita, recitare qualche verso a memoria e poi guadagnarsi da vivere qui – un bel vivere. In ogni villaggio ce ne sono uno o due seduti a chiedere l’elemosina. Riuscite a crederci? E il nostro governo non si preoccupa di scoprire chi siano queste persone e perché stiano qui. Perché stanno mendicando così in nome di Dio? Insomma, abbiamo già tanti poveri che chiedono l’elemosina in nome di Dio. Perché non raccogliere e aiutare loro invece di aiutare queste persone orribili?

In questo modo, vedete, la gente pratica attività anti-Dio e anti-Krishna. Quando nominate il nome di Dio invano, il Vishuddhi si blocca. Ho conosciuto gente che sta seduta a ripetere Wah Guru, Wah Guru, Wah Guru (meraviglioso maestro, ndt). È così… (Guru) Nanak è forse di così scarso valore da dover ripetere continuamente il suo nome Wah Guru, Wah Guru, Wah Guru? Continueranno ad avere mala (sporcizia, impurità, ndt) nelle mani continuamente. Cos’è questo andazzo? Cosa pensate che sia Dio? Potete forse disporne liberamente? È così disponibile a buon mercato da continuare a fare tutte queste cose? Perché?

Vi rovinate completamente il Vishuddhi. Occorre rendersene conto. Quando… vedete, vi sorprendete di… Si dice che (frase in hindi).

Eppure la gente inizia a farlo. Karaka (?) che cosa significa? Vishuddhi chakra. È così che vi rovinate il Vishuddhi chakra. È così che vi rovinate il chakra più importante per ricevere la realizzazione.

Quindi, se dovete diventare una cosa sola con il tutto, per favore, cercate di mantenere puro il Vishuddhi chakra. Vi prendete il raffreddore poiché al giorno d’oggi in India specialmente… dappertutto anche in… le donne hanno una tendenza speciale a non coprirsi il corpo, perché diversamente pensano di non apparire molto alla moda o quel che sia. Ha avuto inizio una tendenza molto moderna per cui vogliono indossare abiti succinti. È tutto anti-Dio in entrambi i casi. Innanzi tutto non ha senso esibire il proprio corpo. Ecco perché Maometto disse – sapete, Lui ha lavorato moltissimo sul Vishuddhi chakra – che le donne dovrebbero coprirsi il corpo. È un’ottima cosa. A volte penso che questa assurdità della moda sia arrivata ad un limite tale che, tra qualche tempo, troverete tutte queste zanzare andare in giro svestite. Quello è il massimo. Vedete, è segno di persone che non sono né uomini né donne. La gente indefinita si comporta così. Sì, sempre. La gente indefinita è quella che ha certe “qualità”. Ecco perché, quando la gente va da Rajneesh, diventa indefinita. Infatti hanno questa capacità di non provare più alcuna vergogna.

Ed è così, ci si deve rendere conto che occorre stare attenti alla gola. Le mode e tutte queste cose non sono così importanti. Ciò che è importante è la vostra salute. Danneggiare il Vishuddhi è molto sbagliato e si dovrebbe cercare di avere sempre cura del proprio Vishuddhi, e tutti voi dovreste cercare di avere cura reciprocamente del Vishuddhi. Infatti non mi andava l’idea di avere questo padiglione qui, e ho detto agli organizzatori che non andava bene. Mi hanno risposto “Lei ha detto che doveva essere all’aperto”. Ed io: “Ora non sto dicendo di andare sull’Himalaya”. Dovete usare discernimento. È questo che manca. Dovete avere discernimento. Come si fa a dare alla gente un posto del genere in pieno inverno!

Insomma, devo dire che siete grandi ricercatori per essere qui. Ma questa non è la cosa giusta da fare. Gli organizzatori, le persone che si occupano della collettività, devono sapere che dovrebbero fare qualcosa per proteggere la gola della gente, per proteggere il Vishuddhi chakra. È molto importante, molto importante, e sapete tutti quanto io mi preoccupi del vostro Vishuddhi chakra, del Vishuddhi chakra di tutti. Perché so quanto è importante. Infatti vi renderà assolutamente disintegrati e rovinerà tutto il lavoro della Kundalini, e la povera Kundalini ne soffrirà molto. Dobbiamo quindi impegnarci a tenere pulito il nostro Vishuddhi chakra. Ci purificheremo bene e puliremo la nostra gola ogni mattina e faremo gargarismi e tutto il resto e avremo cura del nostro Vishuddhi chakra. Sembra molto banale, ma per una Madre le cose banali sono importanti quanto quelle più elevate. Perché senza il Vishuddhi chakra, con un Vishuddhi chakra in cattive condizioni, a che serve venire in Sahaja Yoga?

Perciò, per favore, abbiate cura del vostro Vishuddhi chakra. Cercate di mettere lì Yogeshwara. Cercate di risvegliare lì Shri Krishna, cercate di essere come Lui. Siate consapevoli che vi trovate qui per testimoniare la rappresentazione di Dio e per essere il murli (flauto) di Shri Krishna, per osservare la meravigliosa melodia fluire attraverso voi.

Che Dio vi benedica tutti.

Oggi non vogliono che nessuno tocchi i miei piedi. Spero che oggi ubbidirete senza eccezioni. Ieri abbiamo provato ma ci sono state eccezioni, così oggi non dovrebbero essercene. Vediamo. Per un giorno non dovremmo toccare i piedi di Madre. Non importa. Potete toccarli tutti da lì. C’è un modo per toccare collettivamente i piedi di Madre ed è come facciamo sempre. Potete farlo tutti proprio ora, nel senso che non occorre toccarli, ma in realtà li toccate. Infatti, anche toccando la Madre Terra, li toccate. Toccate semplicemente la Madre Terra e ci siete. Toccate la Madre Terra; vi accorgerete che la Kundalini sale.

Non mi avete rivolto nessuna domanda. Chi ha domande dovrebbe scriverle e darmele, perché una volta che sarò andata via direte: “Madre non ci ha permesso di fare domande”.

Ho detto che ci sono…

[Segue spiegazione in hindi]


[i] Preghiera musulmana.

[ii] Capitale dell’Uzbekistan.

[iii] Lal Bahadur Shastri (1904-1966) è stato il terzo Primo Ministro della Repubblica Indiana ed una figura significativa del movimento di indipendenza indiano.

[iv] Il Tempio di Somnath, situato nel Prabhas Kshetra presso Veraval in Saurashtra, sulla costa occidentale del Gujarat in India, è il più sacro dei dodici Jyotirlings (lingas di luce) del dio Shiva. Somnath significa “Protettore del Dio della Luna”. Il Tempio di Somnath è conosciuto come ‘il Tempio Eterno’, poiché, sebbene sia stato distrutto sei volte, ogni volta è sempre stato ricostruito. Una di queste volte fu distrutto per l’appunto dal sultano Mahmud Ghazni nell’undicesimo secolo, il quale ridusse in pezzi l’idolo citato nel discorso. Mahmud di Ghazna (9691030) fu un re afgano della dinastia Ghaznavide. Sicuramente è stato il più importante tra gli emiri della città afgana di Ghazna. Grazie alle sue conquiste il regno si espanse fino a diventare un impero che comprendeva gli attuali Afghanistan, Pakistan e India nord-occidentale.

[v] Il qawwali è la musica sacra dei sufi Cishtiyya del sub continente indiano, la corrente Cishtiyya nacque nella zona dell’attuale Afghanistan. Pur risalendo a più di 700 anni fa, il qawwali è ancora una tradizione musicale molto viva. Durante le performance, gli ascoltatori, e spesso anche i musicisti, sono trasportati in uno stato detto di wajad, una specie di trance, dove ci si sente “uno con Dio”, e questa è considerata la vetta dell’estasi spirituale sufi.

[vi] Danza.  “….Ra vuol dire energia, come in Ra-dha: (Ra = Energia e Dha = Colei che sostiene). Sa vuol dire ‘con’.  Dunque quando eseguivano questo rasa non facevano altro che giocare con l’Energia, e così Lui puntava a dare un risveglio collettivo alla gente, a Gopa e Gopi…”.  Krishna puja 1992.

[vii] I ghazal sono tradizionalmente espressioni di amore, separazione e solitudine. Un ghazal può quindi essere inteso come una espressione poetica sia del dolore della perdita o della separazione e della bellezza dell’amore nonostante il dolore.

[viii] Modelli melodici della musica indiana.

[ix] Le sette note (swara) della scala musicale indiana sono denominate: shadja, rishabh, gandhar, madhyam, pancham, dhaivat e nishad, solitamente abbreviate in Sa, Re, Ga, Ma, Pa, Dha, Ni.

[x] Un raga deve sempre avere la nota base SA dalla quale partire, e contiene quasi sempre MA o PA o entrambe. SA e PA sono note costanti, la loro relativa posizione reciproca non cambia mai e per questo sono chiamati prakriti swara (note naturali). RE, GA, DHA, NI e MA sono modificabili e per questo sono chiamate vikruti swara.

[xi] Strumento a corda di Shri Saraswati.

[xii] Ciclo ritmico.