Discorso agli yogi in occasione dell’inaugurazione dell’ashram di Shudy Camps

Shudy Camps Park, Shudy Camps (Inghilterra)

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(10/2021 traduzione inedita)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Discorso agli yogi

In occasione dell’inaugurazione dell’ashram di Shudy Camps

 Shudy Camps Park, Shudy Camps (G.B.), 2 Agosto 1986


[Per favore, sedetevi.

Oh, siete riusciti a sedervi tutti qui comodamente. Dov’è la mia borsa?

Yogi: Ho io la Sua borsa, Madre.

Shri Mataji: Va bene, Mark?]

È veramente una gioia vedervi riuniti qui tutti insieme.

Devo ringraziarvi immensamente per aver preso un posto così bello come Shudy Camp. Io gli ho dato un nome nuovo, Shuddhi[1] Camp, che significa campo di purificazione. È un edificio molto antico, ha conosciuto vari periodi storici conservando l’impronta di tutte quelle epoche; e adesso voi, su questa terra, in questo luogo, in questo palazzo, dovete edificare il futuro.

Vi sono grata anche per aver acquistato per me un’automobile così bella e comoda. Pensavo di doverla comprare io ma tutti hanno detto: “No, dobbiamo comprargliela noi, Madre”.

Questa è la prima casa a mio nome, la prima casa che possiedo, e questa è la prima automobile intestata a mio nome (applausi). Sono molto orgogliosa che i miei figli le abbiano comprate per me.

Con il loro amore e il loro affetto hanno comprato questo luogo immenso e l’auto, come mia residenza e per farmi stare comoda.

Quando noi veniamo sulla terra, quando le incarnazioni discendono sulla terra, non hanno affatto bisogno di abitazioni. Hanno una casa il cui tetto è il cielo, le nuvole sono le tende, l’erba è il letto e tutte le direzioni sono i muri.

Quando però risiedono nel cuore dei loro figli, nel cuore dei loro bhakta, nel cuore dei loro devoti, questi cuori meravigliosi creano qualcosa di molto artistico che riflette la gioia della loro stessa creazione. Così come un artista, guardando la bellissima creazione di Dio onnipotente, sente dentro di sé la gioia di quella creazione e poi la riproduce secondo il proprio modo di esprimere l’amore.

E questo è ciò che voi avete fatto acquistando questa casa e questa automobile per me.

Io non ho bisogno di nessun mezzo di trasporto, lo sapete. Ma nei tempi moderni il mezzo di trasporto si è trasformato. È iniziato come un topolino (risate, Shri Mataji ride) e si è trasformato in auto, magari in aeroplano (risate). Ma qual è in realtà il mio veicolo?

Il mio veicolo è il vostro cuore. Io posso essere trasportata soltanto dal vostro cuore. Non esiste altro mezzo. Soltanto la vostra sincerità, la vostra devozione, il vostro amore possono trasportare vostra Madre, e questa (automobile, ndt) ne è il simbolo.

La materia ha soltanto una funzione ed è quella di poter esprimere il vostro cuore mediante le cose materiali. La vostra nobiltà, la vostra gentilezza, la vostra generosità si esprimono per mezzo della materia.

Io stessa lo faccio e adesso, questa volta, lo avete fatto voi. Vi sono riconoscente.

Come sapete molto bene, io non posso essere contenuta in nulla, né in questa casa, né in Inghilterra, né in India né in tutto l’universo: sono un po’ troppo grande (risate). Ma naturalmente posso esserlo nel vostro cuore.

Ed è così che dovrebbe essere il vostro cuore: un luogo confortevole per me, simile ad un loto, dove rilassarmi, in cui realizzare il mio stesso amore.

Quando accadono tutte queste cose, (quando) una tale adorazione viene effusa su vostra Madre, si diventa illimitati; ci si estende, si raggiungono certi luoghi in tutta l’umanità! Io posso sentire ovunque l’adorazione, la gioia di milioni di milioni di chi è stato, di chi è e di chi sarà.

Tutto questo fa espandere (e sviluppare) una sensibilità sottilissima (in grado) di sentire ogni anima sofferente, ogni persona tormentata, ogni essere infelice, ogni ricercatore, ogni sahaja yogi in tutto il mondo. In voi vedo il loro riflesso.

Allo stesso modo tutti voi dovete espandervi, espandere voi stessi, questo è fondamentale per l’Inghilterra. Come ho detto, l’Inghilterra è il cuore e lo Spirito risiede nel cuore. Ma lo Spirito, a volte, esce dal cuore, lo fa. E si riflette nell’anima. E, recentemente, in Italia ho detto che l’Italia è l’anima. Per questo motivo avete dovuto prendere un aereo speciale verso l’Italia: per riflettervi (nell’anima). Adesso però sono venuti qui gli italiani. L’anima doveva venire dallo Spirito.

Quindi, tanto per cambiare, cerchiamo di non essere materialisti. Cerchiamo di non essere mondani, ma fate agire il vostro forte desiderio spirituale attraverso il suo adempimento.

In India in molti avete visto Ajanta[2], che è stata costruita nel corso di undici secoli in una catena di montagne disposte a semicerchio.

Le pietre sono state tagliate dall’alto verso il basso, l’altezza di alcune grotte è più di ottanta piedi[3], e ci sono voluti undici secoli per portarle a termine. Prima fu realizzato un progetto generale, poi fu suddiviso e si proseguì così fino ad arrivare al lavoro dettagliato.

Generazioni dopo generazioni, in lode del Signore Buddha che non avevano mai visto, che non avevano mai conosciuto, soltanto per dedizione nei Suoi confronti.

Lavorarono in quella giungla, in quella foresta, giorno e notte, per undici secoli, per costruire questa Ajanta dove non ci sono neppure i loro nomi; nessuno sa chi siano stati gli artefici, gli autori. (Lavorarono) senza lasciare tracce, solo per la propria emancipazione, come espressione della loro adorazione per il Signore Buddha in quanto aveva parlato della realizzazione del Sé; e Lui ne parlò soltanto, non la diede.

Per undici generazioni o forse più, poiché in un secolo ci sono almeno due generazioni; forse ci lavorarono ventuno generazioni, una dopo l’altra, per costruire questo immenso complesso di sette miglia.

E tutto è così liscio, così, come questa tenda (indica la stoffa che ricopre il soffitto del tendone, ndt): il soffitto è estremamente liscio, come se fosse stata messa una tenda. C’è anche questa specie di allentamento, come si può vedere anche in questo tendone: e quando soffia il vento, si vede come la stoffa faccia le pieghe, con tutte le bellissime pitture sopra (Shri Mataji indica ancora come esempio la stoffa che fa da soffitto del tendone, morbida, non tesa, con pieghe e ondulazioni, ndt).

Chi lo fece? Chi li guidò? Loro non avevano mai nemmeno visto Buddha.

Noi abbiamo ricevuto la realizzazione, siamo molto più elevati di tutti loro. Abbiamo capacità decisamente maggiori.

Adesso a Delhi si è scoperto che i sahaja yogi hanno una maggiore resistenza per quanto riguarda la digestione, la resistenza cutanea e, quando sono in consapevolezza senza pensieri, non vi sono cariche elettriche nel cervello. Così il loro cervello è preservato e si manterrà molto dinamico a lungo. Sarà pubblicato (il risultato della scoperta) l’otto di questo mese.

Ci si deve dunque rendere conto che siamo nati in un’epoca molto dinamica, in tempi storici.

Mai prima nella storia ci sono stati così tanti sahaja yogi. Questo è il tempo della più straordinaria rivoluzione, della massima evoluzione, ed è il tempo in cui otterrete qualcosa mai ottenuto prima.

E noi, siamo in grado di definirci sahaja yogi?

Agosto è un mese davvero straordinario, specialmente per me. Oggi è anche un gran giorno, direi.

Nel mese di agosto in India abbiamo ottenuto l’indipendenza, come sapete, il nove agosto.

Ma prima di allora, il tre agosto del 1942, il Mahatma Gandhi lanciò il movimento “Quit India[4] per cacciare i britannici dall’India.

E oggi, nello stesso giorno, voi mi avete accolta nella parte più profonda del cuore, a Shudy Camp. (Applausi)

L’otto agosto, come sapete, è il giorno in cui nacque Rabindranath Tagore e nel nostro college celebravamo l’otto agosto, lo ricordo molto bene. L’otto o il sette? L’otto.

E il nove agosto entrammo tutti in sciopero.

Al college di scienze, ricordo che ero una giovinetta di diciannove anni, e il mio professore e il mio direttore ancora si rammentano tutto ciò che avvenne. Io ero in piedi da sola e dietro di me c’erano tutti gli studenti che erano in sciopero. Quando entrarono i militari e provarono a minacciarmi e farmi di tutto, dissi: “No, non entreremo nel college, oggi è il giorno dello sciopero. Quando il mio direttore arrivò era molto soddisfatto e lo rimossero per questo. Mi ha scritto una bellissima lettera dopo avermi incontrato l’altro giorno, quando mi ha visto come Mataji Nirmala Devi. È una lettera che merita davvero di essere ricordata.

Questo mese è dunque di enorme cambiamento e rivoluzione in India. Ma con questo va ricordato che, quando il movimento “Quit India” ebbe inizio, si fecero sacrifici di ogni genere; la gente si sacrificò enormemente, non potete immaginare quanto.

Come oggi in Sud Africa, dove la gente si sta sacrificando moltissimo per la libertà; molto peggio che in India, molto peggio.

La gente si è sacrificata tantissimo. Come risultato di questi sacrifici noi abbiamo ottenuto l’indipendenza e dobbiamo ringraziare il governo laburista per questo. Se il signor Attlee[5] non fosse stato scelto dal Divino, non avremmo mai ottenuto l’indipendenza.

Ottenemmo l’indipendenza e gli inglesi se ne andarono con magnanimità. A quell’epoca fu un’azione davvero straordinaria da parte loro.

Quella però fu solo una indipendenza politica, una libertà politica, mentre oggi voi avete la libertà ultima, assoluta.

Avete ottenuto la libertà del vostro Spirito che non è attaccato a nulla, che è soltanto lo Spirito, che è assoluto; che non è inglese né indiano né australiano; che non è questa casa né questa terra, ma è soltanto lo Spirito, la libertà totale che avete adesso.

In questa libertà dovete ascendere.

Diamo ancora troppa importanza a fratelli, sorelle, figli, moglie. No, voi siete lo Spirito! Dovete sacrificarvi.

Per me non esiste il sacrificio, perché io non mi rendo conto di cosa stia sacrificando. Allo stesso modo, a quel livello, ciò che chiamiamo sacrificio per noi dovrebbe ormai essere sahaj, sahaj. Dovrebbe esserlo. A quell’epoca era un sacrificio, ma oggi dovrebbe essere sahaj.

Noi abbiamo ottenuto così tanto in Sahaja Yoga. (Mentre) loro, in quella lotta per la libertà non hanno ottenuto nulla (di più).

Ma noi che cosa sacrifichiamo? Unicamente il nostro ego, ed è a questo che gli inglesi devono arrivare. “Che cosa ho sacrificato per Sahaja Yoga? Che cosa ho fatto per Sahaja Yoga? Quanto ne ho usufruito?”. Dobbiamo rifletterci, è molto importante.

Voi avete lasciato un impero, l’India ne era la gemma. Grazie a quei guadagni ricevete ancora oggi i vostri sussidi di disoccupazione. Avete lasciato un paese ricchissimo, l’India era il paese più ricco al mondo. Non vi rendete conto di quanto fosse ricca l’India e lo sia anche oggi, se ci pensate.

Eppure avete lasciato quel paese. Voi siete una piccola nazione, non avete delle vere e proprie ricchezze, niente, ma nella vostra grandiosità lo avete lasciato. Nessuno avrebbe fatto altrettanto. I vostri antenati lo hanno fatto.

Penso sia stato un grande sacrificio, da un punto di vista terreno.

Adesso dunque dobbiamo capire, dobbiamo avere in noi quella sicurezza grazie alla quale (renderci conto) che, qualsiasi cosa sacrifichiamo, che cosa sacrifichiamo (in realtà)?

In questa maya sacrificate qualcosa, ma quanto ricevete in cambio! La maya vi mette semplicemente alla prova.

Ebbene, oggi avete sacrificato molto, avete dato molto denaro per acquistare questa casa ed io lo so.

Vi stupirà che io non mi preoccupi del mio denaro, di quanto si spenda in questo e quello. Ma per quanto riguarda il vostro denaro sono molto severa con tutti loro e i leader magari penseranno che io sia avara (Shri Mataji ride); ma questo è denaro pubblico, anzi, non solo pubblico, è il sangue dei miei figli (Frase simile a quella pronunciata da Gandhi, ndt[6]).

Quindi, ancora una volta, in questa importante occasione, in questa gioiosa occasione, nel mese di agosto, adesso abbiamo questo posto meraviglioso e con questo ne avremo molti altri in futuro. Spero che occuperemo l’intera area (risate).

I vicini devono essere già fuggiti (risate, Shri Mataji ride) e in qualche modo riusciremo ad acquistare tutti questi terreni qui. Voi dovete desiderarlo. Dietro ad ogni desiderio deve esserci l’azione e in questa azione dovete sacrificarvi.

Se però lo dite con sofferenza – “Mi sto sacrificando, mi sto sacrificando” – non è una cosa divina da fare, dovrebbe essere fatta con gioia.

Spero che oggi mi prometterete tutti che ogni mattina mediterete, ogni mattina, tutti, senza scuse, non troverete scuse.

Se non mediterete, io non potrò fare quello che voglio fare a Shudy Park.

Niente pigrizia, niente scuse, niente bugie, non ingannate voi stessi. Mediterete tutti, è una promessa. E al resto penserò io, al resto penserò io.

Voi decidete soltanto di meditare ogni giorno, ogni giorno.

Un’altra cosa che dovete promettermi è che mediterete tutti ogni mattina. E se la sera farete il pediluvio farà bene a voi, non a me. (Risate, Shri Mataji ride)

Tutto ha funzionato in modo molto spontaneo e bello.

Per finire vi farò il bellissimo esempio della manifestazione di un altro miracolo che è avvenuto, di come abbia funzionato.

Sapete che abbiamo acquistato quarantadue acri di terreno a Vaitarna per l’istruzione dei bambini. E da Bombay sono andati lì a piantare circa trecento alberi e avevano anche impiantato una risaia.

Prima di aprire la scuola hanno pensato si dovesse fare qualcosa. Ma la gente del villaggio portava il proprio bestiame, le mucche, le capre e tutto il resto a pascolare lì.

Pertanto i sahaja yogi di Vaitarna erano parecchio preoccupati e hanno anche detto: “Non dovreste farlo, questo è un terreno di Madre”. Ebbero un nuovo incontro con gli abitanti del villaggio e dissero: “Questo è un terreno di Madre, fareste meglio a non venire qui”. Ma quelli non vollero ascoltarli.

E un giorno, d’improvviso, apparve una tigre gigantesca, enorme, di enormi dimensioni (risate). E si mise a ruggire e saltare dappertutto, correndo in lungo e in largo per tutto il terreno che avevamo acquistato. Lo fece ogni giorno per cinque giorni e quelli si spaventarono talmente che portarono via armi e bagagli, come dite voi, e tutto il resto. Legarono e portarono via il loro bestiame e ogni cosa e via tutti.

Mi hanno detto che hanno anche smantellato le capanne tanto si sono spaventati. E questa tigre non è altro che Bhairavanathji (Shri Bhairava). Lui fa queste cose e sapete che lui è San Giorgio che lavora molto duramente.

Nessuno aveva visto lì una tigre negli ultimi trent’anni e dissero che quella zona non è conosciuta affatto per le tigri e per giunta così grandi (risate e applausi, Shri Mataji ride).

Grazie infinite. Che Dio vi benedica.

Adesso se volete offrirmi i fiori potete farlo; inoltre vi inviterei ad andare a mangiare, è già molto tardi.

E dopo volete fare un po’ di musica o qualcosa? Potete farlo, che male c’è?

Potreste mangiare qui se volete.

È un posto abbastanza caldo, vero? C’è un calorifero qui? No?

Yogi: Ci siamo tutti noi! (Risate, Shri Mataji ride)

 

Shri Mataji: Normalmente in un posto così si gelerebbe (risate).

Yogi: C’è un detto, Shri Mataji: “Mani fredde, cuore caldo”.

Shri Mataji: Oh, capisco. È un proverbio? Bella idea (risate).

Ci sono molti detti inglesi (di ispirazione Sahaja, ndt) se ci fate caso.

Uno è: “Oranges and lemons, sold for a penny[7]; quello è per il nostro trattamento con i limoni.

L’altro è “London Bridge is falling down[8]”, suggerisce che ciò in cui credevamo, tutti questi ponti non sono importanti. L’importante è costruire il ponte con Dio, intendendo che le cose materiali dovrebbero cadere.

E poi “Humpty Dumpty sat on a wall[9]”. (Risate, Shri Mataji ride)

Ci sono molte cose che mostrano come già si sapesse quello che sarebbe accaduto.

È davvero sorprendente, c’è un poeta chiamato Lewis – non so se lo abbiate letto o no, lo avete portato? Vorrei che lo aveste portato. Lui ha scritto della visione che ebbe della vostra processione in India[10], non l’avete? Quanti di voi l’hanno letto?

È molto esclusivo! (Probabilmente non molti alzano la mano, risate). Sorprendente che nessuno lo abbia.

Warren: Lo farò portare domani da Djamel, Madre. Djamel sta arrivando.

Shri Mataji: Va bene, domani. Ricordate tutto ciò che dovete portare da lì. Credo che il signor Djamel debba portare molte cose. (Risate)

[A lato: “Bene, lo prenderò qui. No, sono a posto”.]

Inoltre è in corso un incontro del Commonwealth, quindi meglio dare bandhan. Specialmente al nostro primo ministro indiano[11] che è un’anima realizzata, e mi dicevano che tutti i terroristi si sono coalizzati per ucciderlo. Ed anche il nostro alto commissario, sua moglie mi ha detto che sono arrivati tutti i terroristi. (Shri Mataji dà un bandhan) Meglio.

Yogi: Metta la tigre all’ingresso, Shri Mataji.

Shri Mataji: (Ride, risate e applausi)

Sapete chi governa Londra? San Giorgio. Chi oserebbe toccarli? San Giorgio governa lì. Quindi a noi non serve una tigre. È tutto a posto, lui è già lì, stabilito lì.

(Vengono offerti dei fiori a Shri Mataji) Dio vi benedica.

Grazie moltissime per tutti questi e sono andata … bellissimo, bene. Dentro non c’è spazio per Warren? (Risate)

Gregoire: John, John Glover, è qui?

John: Sì.

Gregoire: Hai qui il tuo libro?

Shri Mataji: Nessuno vuole dire qualcosa? (Risate)

Gregoire: Shri Mataji, John Glover ha preparato per Lei delle poesie scritte dagli allievi della sua scuola e sta andando a prenderle in macchina. Ci sono scritte delle cose dolcissime. Non sono ancora sahaja yogi ma lo saranno.

Shri Mataji: John è molto dinamico.

Chi era quello che partecipava ai miei incontri ed è fuggito sgomento? Come si chiamava? Era forse il signor Waites?

Yogi: No, no, Madre. Penso che John se lo ricordi.

Shri Mataji: Ha usato una parola appropriata: sgomento. (Shri Mataji ride, risate)

Avete il video del nostro programma in Italia? Lo hanno inviato? Romano (Battaglia) ha inviato un video?

Gregoire: No, Shri Mataji, non lo abbiamo ancora.

Shri Mataji: Non ancora.

Warren: Non è ancora arrivato ma ho ricevuto la registrazione audio, Madre. Ho il nastro registrato, l’audio.

Shri Mataji, questi sono i fiori che ha portato Frank dall’Australia, da Perth.

Shri Mataji: Oh, wa! Questi sono tutti fiori selvatici, vi stupirà che quel paese abbia una tale abbondanza di questi fiori meravigliosi e così unici. Guardate, questo qui è un fiore di Ganesha, è un fiore selvatico. Chi vuole vederlo? Ve lo faranno vedere. Tienilo in alto. Intendo che sono tutti effetti di Shri Ganesha. Assomigliano tutti a degli Omkara. [Warren a lato, parlando del pacco che contiene i fiori: “Potrei prenderglielo (per aprirlo), Madre?”]

Ah, guardate questo. Guardate questo. Avete mai visto nulla di simile da qualche parte? Che fiori splendidi! Guardate quest’altro. Due colori di Ganesha. E durano a lungo, sapete, non hanno bisogno di molta acqua, niente: si conservano e durano a lungo. E sono esattamente quattro (fiori).

Guardate che belli, sono splendidi.

Bene (Shri Mataji passa i fiori a Warren).

Si possono conservare molto bene.

Warren: Seccheranno, Madre.

Shri Mataji: Come?

Warren: Seccheranno, dopodiché si potranno conservare.

Shri Mataji: Ma a Londra non è facile far seccare qualcosa (risate). A parte il cuore (risate. Shri Mataji ride).

Per prima cosa si dovrebbe dare da mangiare ai bambini. Qualche bambino ha portato dei fiori? Dove sono (i bambini)? Sono andati a dormire o cosa? Lasciateli dormire. Prima però fateli mangiare. Potete portare in casa i bambini e dar loro da mangiare, se volete.

(Ad una bambina piccola) Tu me lo hai dato, ho qui il tuo (fiore). Guarda. Ho questo, me lo hai dato tu, vero? Vieni, vieni, vieni, vieni. Sì (la bambina sale sul palco), bene, bene. Molte grazie.

Oh, bene (Shri Mataji ride).

(Un’altra piccola si avvicina a Shri Mataji) Tu come stai? Tutto a posto? Bene. Vieni, vieni. Bene, questa è nuova! (Risate) Bellissimo. Stai bene? Bene. Domani vorrei vederla per un po’.

Dove sono le poesie? Va bene. Dove sono le poesie?

Gregoire: Lui è andato a prenderle, Shri Mataji.

Shri Mataji: E il cibo?

Yogi: Il cibo è pronto, Madre.

Shri Mataji: Che cosa dice?

Yogi: Il Suo pranzo arriverà fra un minuto, Madre. Lo stanno portando, sì.

Yogi 2: Il Suo pranzo sarà pronto fra un minuto, Madre.

Shri Mataji: E per gli altri?

Yogi: È pronto anche quello.

Yogi 2: È pronto, è pronto, Madre.

Shri Mataji: Se volete possono andare a mangiare, dopo la presentazione delle poesie possono andare a mangiare. Dove glielo servite?

Yogi: In cucina, Madre.

Shri Mataji: Nella cucina grande.

Yogi: Nella cucina grande, sì.

Shri Mataji: È grande, vero? (Risate, Shri Mataji ride). Una casa interessante.

Sanno… mi dicevano che qui c’è un fantasma (risate, Shri Mataji ride).

Poverino, dev’essere già scappato. Hanno anche detto che qui c’è una stanza segreta, dobbiamo scoprirla con quell’apparecchio per trovare i metalli.

Allora mandiamo qualcuno a mangiare?

Yogi: Sì, Madre.

Shri Mataji: Bene. Potete andare tutti. (Risate) Fate una cosa, potete andare a mangiare e poi tornare. (Risate) Credo sia meglio finire di mangiare e poi tornare qui, suoneremo della musica.

Altrimenti dovrò andare su e poi tornare giù. Quindi è meglio che io finisca di mangiare qui.

(A Warren che Le mette davanti un tavolino) Va bene, va bene, è abbastanza stabile.

[Warren: C’è un primo piatto, Madre.

Shri Mataji: Primo piatto.

Yogini: Gradirebbe i crauti con le verdure?

 

Shri Mataji: Questo cos’è?

Yogini: È un avocado, ma gradirebbe i crauti con le verdure?

Shri Mataji: Crauti?

Yogini: Crauti.

Shri Mataji: Posso prendere i crauti ma non le verdure…]

[Interruzione del video]

Yogi (porge un foglio a Shri Mataji): Questa canzone, Madre, è scritta per Shri Mataji…

Shri Mataji: Oh, capisco. Dio ti benedica.

[Il sahaja yogi canta la sua canzone accompagnandosi con la chitarra]

Shri Mataji: Bellissima. Eseguita benissimo. Chi l’ha composta? Chi l’ha fatta? (Applausi) Lui? Oh Dio, straordinaria! Bellissima, bellissima. È sul genere jazz, vero? (Risate) Molto bella. Dà una libertà di espressione molto maggiore. È quello che chiamiamo verso libero. Bella, bellissima.

Yogi: Madre, abbiamo una canzone molto bella per i ricercatori.

Shri Mataji: Ma i bambini sono ancora svegli? Non avete sonno? (Shri Mataji ride) Non vogliono dormire adesso?

Chi ha portato questa vina? Come? Suonerai tu? Splendido! Sì, dovresti, è una gran cosa!

(Uno yogi porge un foglio a Shri Mataji)

Grazie.

[Viene cantata un’altra canzone accompagnata dalla chitarra. Poi, al termine:]

Shri Mataji: Splendida (applaude).

Grazie. … Bellissima. L’hai composta tu? Sì? Complimenti, bellissima, ben fatta, molto bella. Corretta. E la melodia è anche molto dolce. È più una melodia araba.

Più uno stile arabo. Bellissima. Molto immediata.

Gregoire: Ian, hai qualcos’altro?

Yogi: Sì.

Yogi 2: Madre, lei ha la vina.

Shri Mataji: Prego.

Yogi: Gradirebbe ascoltare la vina oppure…

Shri Mataji: Prego? Sì, sì.

Yogi: C’è un’altra canzone, e…

Shri Mataji: Sì, proseguiamo con la canzone e poi lei suonerà la vina.

Yogi: In realtà a questa canzone possono unirsi tutti, in coro.

Shri Mataji: Cos’è?

Yogi: Una canzone nuova.

Shri Mataji: Che canzone? Cosa ha detto?

Gregoire: È una canzone alla quale possono unirsi tutti in coro.

Shri Mataji: Oh, capisco. Bene.

Altro yogi (si avvicina a Shri Mataji porgendole un foglio): Madre, una canzone inedita, ancora in fase di scrittura, ma è abbastanza comprensibile.

Shri Mataji: Ah, bene.

[Lo yogi canta accompagnandosi con la chitarra]

Shri Mataji: Qualcosa … (ride e applaude) congratulazioni! Che ritmo (ride). È davvero moderno, devo dire, ed è ciò che catturerà le l’attenzione della gente (risate). Dovete fare qualcosa del genere, vi dico, ma le vostre voci sono troppo dolci e gentili (risate). Normalmente dovrebbe essere ciò che noi chiamiamo phata bas, ossia – phata – un bambù spezzato: com’è la voce che ne esce? Di solito cantano così.

Yogi: Con voce roca.

Shri Mataji: Sì, con la gola distrutta, sapete (risate). Mentre la vostra voce è bellissima è troppo dolce. Di solito cantano così, sapete, con una gola che è già a pezzi, rovinata. (Risate)

Bene, adesso ascoltiamo la vina.

È l’adi vadya. Adi vadya è lo strumento musicale primordiale, usato da Saraswati.

E, come sapete, qui abbiamo i veicoli o vahana di Saraswati: i pavoni.

Appena sono arrivata qui ho visto i pavoni. Sorprendente, non potevo immaginarmi i pavoni in Inghilterra, sapete.

[La sahaja yogini inizia a suonare la vina]

Dovrebbe essere più vicino alle sue dita. Uno dovrebbe essere lì.

Yogini: Shri Mataji, il mio primo brano è in Tamil.

Shri Mataji: Come?

Yogini: Il mio primo brano è in Tamil. Potrei per favore spiegarne il significato?

Shri Mataji: Il primo brano è in Tamil?

Yogini: Sì, è…

Shri Mataji: (A lato) Puoi ripetermelo tu?

Yogi: Vuole spiegare il significato, Shri Mataji.

 

Shri Mataji: Che cosa ha detto?

Gregoire: Ha detto che il primo brano è in Tamil e Le esporrà il significato della canzone.

Shri Mataji: Oh.

Yogini: È in raga Hindolam.

Shri Mataji: No, non può sentirti nessuno. Per favore, sistemate bene (il microfono). Dovrebbero sentire tutti ciò che viene detto. Alzate il volume. Un po’ più alto. Tieni la bocca verso (il microfono), così tutti ti sentiranno.

Yogini: Sì. Il raga è in raga Hindolam.

Shri Mataji: Raga Hindol.

Yogini: Sì. È dedicato a Lei, Madre.

(Dice ogni frase prima in lingua indiana, forse Tamil, e poi la traduce) Questo significa: “Noi tutti canteremo e danzeremo in estasi”. “Con grande devozione e cuore puro, canteremo e danzeremo tutti in estasi.” “Shri Nirmala Devi”… (parole in lingua indiana) “Canteremo e danzeremo tutti in estasi”. “La gente stupida potrà deriderci…” (risate).

Yogi: Noi possiamo sistemarli. (Risate)

Yogini: “Noi non facciamo caso a loro”. “Chi è adirato con noi potrà anche picchiarci e prenderci a calci, ma a noi non importa”. “Noi ci distaccheremo da questo pazzo mondo ed emaneremo conforto”. “Tu sei la Madre che ha generato l’intero universo e noi canteremo e danzeremo in estasi”.

Shri Mataji: Bellissima. È bellissima. Ma mi pare che (il microfono) non sia ancora ben sistemato davanti alla sua bocca, vedete, non è molto chiaro. Puoi prendere questo, è più potente. Anche il volume dovrebbe essere alzato.

Yogi: Puoi alzare il volume, per favore?

Shri Mataji: Dovrebbero sentire tutti, no? Sentite in quell’angolo? (Gli yogi: “Sì”) [La yogini inizia a suonare]

Shri Mataji: Assomiglia al nostro raga Malkauns[12]. Non è musica indiana, è Malkauns.

Uno swara non va bene.

[Al termine applausi, Shri Mataji applaude]

Shri Mataji: Bellissimo. Devi anche cantare. Dovresti anche cantare (Shri Mataji ride). Non riesci a fare entrambe le cose.

Yogini: Posso suonare un raga, Madre?

Shri Mataji: Come?

Yogini: Il prossimo è un raga Kalyani, Madre.

Shri Mataji: Che cosa (dice)?

Yogini: Raga Kalyani[13].

Shri Mataji: Raga Kalyani. Kalyani.

[La yogini suona il raga con la vina. Applausi, Shri Mataji applaude]

Shri Mataji: Questo si chiama Yaman Kalyan. Nell’India settentrionale questa musica si chiama Yaman Kalyan e si suona all’incirca dalle sei alle sette. E penso che la seconda parte, il Kalyan thaat – Kalyan è il thaat principale, ed uno dei raga che ne derivano è Yaman Kalyan.

Yogini: L’ultimo.

Shri Mataji: Va bene.

[Applausi. Shri Mataji applaude]

Shri Mataji: E voi? Eh? Dicevo che dovreste imparare la vina. È uno strumento molto difficile.

Che Dio ti benedica. Non sapevo che tu fossi una suonatrice così brava. Continua. Devi continuare con la pratica, imparare ancora. Hai sentito Chitti Babu per il mio programma?

Yogini: Sì. Sì, Madre.

Shri Mataji: È venuto persino a Bombay. È molto famoso.

Yogini: Straordinario…

Shri Mataji: Beveva moltissimo. Sua moglie me lo portò e adesso ha smesso di bere (applausi).

Molte grazie.

Bene adesso per finire un po’ di musica, una canzone che potete cantare tutti insieme, qualcosa in hindi, marathi – qualsiasi cosa che conosciate tutti. (Alla yogini che sta portando via la vina) Stai attenta, eh?

Yogi: Quale (canzone)?

Shri Mataji: Lui sembra sempre più giovane ogni volta che lo vedo. Sì. (Si riferisce ad un sahaja yogi anziano fra il pubblico).

Yogi: Madre, ha scritto una bellissima canzone.

Shri Mataji: È straordinario e sembra sempre più giovane, sapete, le sue guance si stanno sollevando.

Yogi: Madre, suggerirei di cantare la sua canzone.

Shri Mataji: Come? Cantate la canzone?

Yogi: “Tua sia la gloria”, Madre.

Gregoire: Lui ha scritto una bellissima canzone e adesso suggeriscono di cantare la sua canzone.

Shri Mataji: Oh, capisco.

Yogi: Si intitola: “Tua sia la gloria”.

Shri Mataji: Dio ti benedica.

Altro yogi: Però questa non potremo cantarla tutti insieme, Madre.

Shri Mataji: Lui è molto cambiato, sapete, tutto il pallore del suo viso… sono molto grata che tu lo abbia fatto funzionare.

Tutti devono far funzionare Sahaja Yoga. Se ci sei riuscito tu perché non può riuscirci chiunque altro? Che ne dite?

Hai fatto bene. Come sta il tuo amico Robert? Non…

Yogi: Vuole che lo veda? Posso andare a trovarlo?

Shri Mataji: Mi piacerebbe incontrarlo quando andrò là.

(Rivolta ad un bambino) Lascialo dormire, poverino, dorme profondamente, non disturbarlo. Dagli qualche appoggio per dormire. Poveri bambini. Questa è (la canzone) che ha scritto lui, vero? (Viene dato a Shri Mataji un foglio)

Avvicina la bocca (al microfono), un po’ più vicino… sì, così possiamo sentirti bene.

[La canzone termina con un applauso fragoroso. Shri Mataji ride e applaude]

Shri Mataji: (Ridendo) Sei dolcissimo, sei straordinario, davvero straordinario! È proprio grande, eccezionale.

(L’anziano autore dice qualcosa. Risate)

Cosa ha detto? Che cosa ha detto?

Altro yogi: (Ripete) “Madre, mi ha suggerito Lei le parole”.

L’autore: Madre, mi ha suggerito Lei le parole.

Shri Mataji: Oh, capisco.

Autore: L’ho scritta pressappoco in due giorni. Ho pregato e pregato. Infatti suonavo questo (tema?) al piano, avevo in mente da un paio di mesi: “Tua sia la gloria” e non riuscivo ad andare oltre!

Shri Mataji (ridendo, risate): Fantastico, straordinario!

Autore: Poi Lei mi ha suggerito le parole da scrivere…

Shri Mataji: È bellissima!

Autore: E in due giorni era fatta… (parole indistinte).

Shri Mataji: È bellissima, devo dire. No, no, è qualcosa di dolce e bellissimo, che riempie… – le vibrazioni iniziano a marciare e avanzare (risate e applausi. Shri Mataji ride). Bellissima, questo dovrebbe essere lo Spirito!

Questi sono gli inglesi, vedete? È così che dovreste emergere. Splendida, splendida. Che Dio ti benedica.

Aiutatelo un po’, stare seduto per terra può essere un problema, dategli una sedia o qualcosa. Portate qualcosa su cui sedersi. Che altro adesso? Bellissima. Stai bene così? Sembra sempre più giovane ogni volta che lo vedo (risate. Shri Mataji ride). Sì.

Yogi: Madre, credo che gli spagnoli abbiano qualcosa per Lei.

Shri Mataji: Va bene.

Gregoire: Ci sono soltanto due spagnoli qui. Vero?

Yogi: C’erano gli spagnoli, sono venuti gli italiani.

Shri Mataji: Cantiamo una canzone che conoscano tutti, va bene? E poi ci ritireremo perché domattina voglio che vi alziate per la meditazione ad ogni costo. Ma non dovrebbe capitare che alzandovi la mattina poi sonnecchiate durante il puja (risate).

Quindi domattina meglio non meditare (risate. Shri Mataji ride) ma andare a dormire.

State attenti, state attenti. Passatelo.

Yogi (a lato): Quale (canzone)?

[I sahaja yogi cantano la canzone di Shri Ganesha, “Om Bhur Bhuvah”]

Shri Mataji: Dio vi benedica. Dio vi benedica tutti. Penso che domattina dovremmo avere la meditazione verso le 8:30 e poi inizieremo il puja alle 11:00 circa. Spero che vada bene a tutti voi.

Dio vi benedica.

Gregoire: Diciamo i mantra del Sahasrara, Shri Mataji? No?

Shri Mataji: Perché? Va bene, diteli.

Gregoire: Oppure niente, Shri Mataji?

Shri Mataji: Diteli.

Gregoire: Alziamoci tutti in piedi, per favore.

I sahaja yogi: Om twameva Sakshat Shri Mahalakshmi Mahasaraswati Mahakali Trigunatmika Kundalini Sakshat, Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devi namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Kalki Sakshat, Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devi namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Kalki Sakshat, Shri Sahasrara Swamini Moksha Pradayini Mataji Shri Nirmala Devi namoh namaha.

Shri Nirmala Devi namoh namaha.

Shri Nirmala Devi namoh namaha.

Shri Nirmala Devi namoh namaha.

 

Shri Mataji: Dio vi benedica tutti. Dio vi benedica. Dio vi benedica tutti. Dio vi benedica.

[Shri Mataji si alza per andare via]

Warren (ad uno yogi): Sì. Potresti darci quei fogli? Tutti, sì.

Shri Mataji: Il Nabhi destro è completamente andato. Domani dovete pulirvi il Nabhi destro. Mangiando cose fredde.

Warren: Anche se fuori fa piuttosto freddo.

Shri Mataji: Dio vi benedica tutti.


[1] Termine sanscrito che significa purificazione.

[2] Le grotte di Ajanta del Maharashtra, India (dal 1983 patrimonio dell’umanità dell’UNESCO), sono monumenti scavati nella roccia databili al II secolo a.C. che contengono dipinti e sculture considerati pietre angolari dell’arte religiosa buddhista e dell’arte pittorica monumentale. Le grotte si trovano subito fuori dal villaggio di Ajinṭhā nel distretto di Aurangabad (in Maharashtra).

[3] Circa venticinque metri.

[4] Letteralmente: “Lasciate l’India”: movimento lanciato dal Mahatma Gandhi per costringere l’Impero Britannico ad abbandonare l’India.

[5] Clement Richard Attlee, I conte Attlee (18831967), è stato un politico e militare britannico. Fu Premier del Regno Unito dal 1945 al 1951 e presidente del Partito Laburista dal 1935 al 1955.

[6] Testimonianza di Linda Williams: “Il sangue del mio Paese”

Shri Mataji una volta era insieme al Mahatma Gandhi quando arrivò l’ora di pranzo. Il servitore entrò e Gandhi gli dette la chiave di una credenza. Gandhi guardò quante persone sarebbero rimaste a mangiare e poi prese un misurino di riso per ognuno. Qualcuno chiese perché facesse così, visto che il cibo non mancava. ‘Questo è il sangue del mio Paese, non posso sprecarlo,’ disse.

Linda Williams

[7] Filastrocche per bambini che evocano aspetti di Sahaja Yoga. Questo significa: “Aranci e limoni al prezzo di un penny”.

[8]Il ponte di Londra sta crollando”.

[9] Humpty Dumpty su un muro sedeva”.

[10] Clive Staples Lewis, più conosciuto come C. S. Lewis (Belfast, 29 novembre 1898Oxford, 22 novembre 1963), è stato uno scrittore, saggista e teologo britannico. Noto come uno dei “padri” della narrativa fantasy insieme a George MacDonald e J.R.R. Tolkien, fu l’autore del ciclo di romanzi Le cronache di Narnia, una delle opere letterarie di maggior successo del XX secolo, con una vendita complessiva di 100 milioni di copie in tutto il mondo. Egli fu inoltre docente di lingua e letteratura inglese all’Università di Oxford ed in quella sede divenne grande amico dello stesso Tolkien, col quale, insieme anche a Charles Williams ed altri, fondò il circolo informale di discussione letteraria degli Inklings.

Un altro è C.S. Lewis, un altro grande visionario che ha descritto la nostra processione in India con tali dettagli che è impossibile da credere. Loro non erano dunque solo degli studiosi, ma dei veri e propri visionari e non è (la loro, ndt) una semplice immaginazione, bensì è l’immaginazione che arriva dal potere divino. E poi diventa realtà con questa chiarezza”. (Serata precedente il Guru Puja, 18/07/1992)

[11] Nel 1986 il primo ministro indiano era Rajiv Gandhi,

[12] Rag Malkauns: raga molto popolare nell’India settentrionale (Hindustani Sangeet). Nel Sud è conosciuto come Hindolam.

[13] Kalyani: Colei che genera ciò che è di buon auspicio.