Makar Sankranti Puja

(India)


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(01/2019 SOTTOTITOLI, PARTE INGLESE)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Makar Sankranti Puja

Rahuri (India), 14 Gennaio 1987


Oggi è il giorno in cui celebriamo il cambiamento dell’asse del sole ed il suo spostamento verso il Tropico del Cancro. Il Tropico del Cancro è quello che rappresenta la maternità, la maternità della terra.

Il Tropico del Cancro ha attraversato un’area di terra piuttosto estesa, a differenza del Tropico del Capricorno. E l’area che ha attraversato ha creato differenti e bellissime manifestazioni delle qualità della maternità su questa terra. Celebriamo questo cambiamento poiché il sole adesso si è spostato nella nuova dimensione affinché in tutto il mondo ci sia il calore del sole.

Il calore del sole rappresenta il calore dell’amore di Dio. Questo è il motivo per cui celebriamo questa festa offrendovi un tipo di dolce fatto con semi di sesamo. Si offrono semi di sesamo perché sono anche calorici; e, dato che ora si passa dal freddo a quella che in un certo senso è la stagione calda, una stagione più calda, per prepararvi al calore del sole si fanno queste specialità con i semi di sesamo, per rappresentare il caldo imminente e il calore del sole.

Sebbene in India il caldo sia eccessivo, tuttavia la gente attende l’arrivo di questo periodo e lo celebra con il cuore colmo di calore. In questo periodo si dice che vi offrono da mangiare questi semi di sesamo e zucchero, e perciò ora dovete parlare con dolcezza, god godbola: significa che dovete parlare dolcemente.

Parlare con dolcezza è molto importante. Alcune persone pensano che sia brillante parlare in maniera scortese, o che sia molto intelligente essere taglienti con le persone; ma a nessuno piace una personalità di questo genere. Potete essere intelligenti, o molto pungenti o astuti, forse la gente può gradire di vedervi in televisione; ma non come compagni, come amici. Parlare in modo molto dolce è segno di buona educazione, buona cultura e timore di Dio. Chi teme Dio non parlerà mai in modo scortese ad un’altra persona, poiché anche nell’altro risplende lo stesso Spirito; e perché dovremmo essere aspri o arrabbiati con un’altra persona che, come noi, è stata creata da Dio Onnipotente?

Pertanto, questo reciproco rapporto amorevole e bellissimo che abbiamo, specialmente dopo (l’entrata in) Sahaja Yoga, esprimiamolo parlando l’un l’altro dolcemente. Ci sono così tanti modi in cui possiamo essere dolci. Vi sono piccole, piccole cose con cui, se le fate, potete creare tanta dolcezza. Voi non avete bisogno di una lingua tagliente, ma di una memoria acuta. Io provo queste cose molte volte.

Una volta, un sahaja yogi, molto bravo e molto attivo, stava viaggiando in macchina con me. Il suo coltello fu rubato dall’autista o da qualcun altro, e lui si arrabbiò molto con l’autista. Io gli dissi: “Lascia perdere, vedi, è un pover’uomo, per questo l’ha preso; non importa, lascia perdere”. Lui rispose: “No, perché era un regalo ricevuto da qualcuno che era stato in Svizzera, è un coltello svizzero che portavo con me. Quindi mi dispiace di averlo perduto”.

Quando andai in Svizzera, comprai per lui quello stesso tipo di coltello. Quando arrivai e glielo diedi, lui rimase senza parole. Disse: “Madre, come ha fatto a ricordarsi? Dopo tutto questo tempo, come ha fatto a prendermi questo coltello?” Io dissi: “Ho un’ottima memoria”. Questo è il mio problema.

La (mia) memoria è così buona che a volte non so, posso mettere in imbarazzo alcune persone con la mia memoria. È così buona che non dimentico assolutamente niente. Naturalmente dimentico le cose cattive, perché non serve a niente ricordarle, non serve a niente pensarci. Grazie al perdono potete sempre dimenticare le cose cattive.

E se ricordate le cose buone, la vostra gioia si moltiplica. Se cercate di ricordare qualcosa di brutto, la vostra gioia diminuisce. Ogni volta che incontrate qualcuno, cercate di ricordare ciò che di buono vi ha fatto quella persona. Ciò che ha di buono. Se avete memoria per le cose buone, ve la passerete molto bene.

Oggi è il giorno della vostra partenza dall’India. Alcuni di voi partiranno dopodomani. In ogni caso, debbo dirvi una cosa: che qui è stato fatto tutto il possibile per voi, per darvi gioia e felicità. Ora che tornate a casa, cercate di ricordare tutto quello che è vi stato detto, tutto ciò che è stato piacevole, come le persone vi hanno elogiato, come vi hanno amato, come sono state gentili con voi, quante persone gentili avete incontrato, che belle esperienze avete avuto.

Ma non rimuginate su cose senza valore. Va bene, qualcuno vi avrà detto qualcosa di duro, o potreste aver detto voi qualcosa di duro a qualcuno: dimenticatelo. Cercate di capire che vi state rovinando le opportunità di godervi la vita. Nessuno è ferito da questo; quindi cercate di essere molto felici per aver incontrato così tante persone, per aver avuto i matrimoni, per aver visto così tanti matrimoni, perché abbiamo trascorso un periodo bellissimo ed ogni momento è stato colmo di vibrazioni gioiose.

Naturalmente oggi alcuni di voi saranno un po’ tristi, posso capirlo, perché i vostri sposi stanno partendo, il marito o la moglie di qualcuno è in partenza; perciò vedo che alcuni hanno un aspetto alquanto triste per questo motivo (ride, risate). Ma è positivo, perché ciò è dovuto all’amore e all’attrazione reciproca, è dovuto alla gioia della compagnia reciproca. E questo per me è indicativo di qualcosa di molto positivo. Tuttavia, vorrei dire che, dopotutto, vi rincontrerete e ricorderete tutte le belle cose che vi siete detti, di cui avete gioito insieme; e cercate di essere felici, perché questi giorni passeranno molto velocemente.

In Sahaja Yoga si dimentica il tempo, ogni cosa; il tempo passa molto velocemente, tutte queste cose passeranno e voi sarete nuovamente uniti con i vostri mariti o le vostre mogli, a seconda dei casi. Quindi non c’è niente per cui sentirsi tanto tristi riguardo a tutte queste cose; e continuate a sorridere e ridere in modo che, anche quando partiranno, non sentano, non vedano come ultima cosa la vostra faccia piena di lacrime, ma si ricordino il viso rassicurante e coraggioso, poiché vi è la speranza di rincontrarsi molto presto e perciò non c’è alcun motivo di sentirsi tristi.

Oggi è il giorno per rallegrarsi e gioire di tutto, e per sentire le benedizioni di Dio tutto intorno a noi. Il Sole è tornato in tutta la sua gloria e noi dobbiamo augurargli ogni successo per l’anno a venire, perché in questa parte del Maharashtra, come sapete, non c’è stata pioggia. Hanno avuto problemi e noi dobbiamo augurargli successo (al sole, ndt), affinché possa portare la pioggia e tutto quello che è necessario grazie all’energia solare che abbiamo in questo Paese.

E voi dovete essere raggianti come il sole quando tornate nei vostri Paesi. Nel senso che i vostri Paesi non sono caldi come il nostro, né voi laggiù avete molto calore; quindi potete capire perché le persone (qui) sono così calde e molto amorevoli: perché abbiamo il sole con noi. Ora portate il sole con voi e date loro amore, affetto e calore, e fate sentire loro che il sole è stato portato da voi dall’India.

Ogni volta che ho viaggiato in qualsiasi luogo, in qualsiasi Paese, il sole è sempre stato molto splendente; per questo esiste il detto che, quando gli indiani viaggiano, portano il sole con sé. Naturalmente non potete portare il sole in tasca, ma dobbiamo portarlo nel nostro cuore, il sole. Deve essere questo il motivo per cui il sole splendeva così bene e sono usciti tutti con il vestito buono e tutto il resto, colmi di gioia. È proprio così: dovete portare il sole con voi, parlare dolcemente oggi e per sempre l’un l’altro ed essere amichevoli, essere disponibili, essere gentili, perché siete yogi e non persone comuni.

Voi siete yogi, rappresentate quella categoria di persone conosciute per la loro rettitudine, per la loro bontà, per la loro compassione e per il loro amore. Quindi vi auguro la migliore fortuna. Gioite dei vostri viaggi, gioite di ogni cosa e trasmettete questa gioia che avete raggiunto qui agli altri, agli altri sahaja yogi e alle altre persone che non sono sahaja yogi.

Dio vi benedica con questo.

(Discorso in Marathi:)

Oggi è un giorno di buon auspicio e in questo giorno offriamo semi di sesamo agli altri e chiediamo loro di parlare con dolcezza. Lo diciamo agli altri, ma sarebbe meglio se lo dicessimo anche a noi stessi perché è più facile dire agli altri di parlare dolcemente, ma (quanto a noi): “Io parlerò in modo aspro”. Con questa nostra abitudine… (non si sente) … ci siamo creati idee sbagliate su noi stessi. Non abbiamo idea delle benedizioni che Dio ci ha elargito. Dio ci ha concesso moltissime benedizioni in questo Paese.

Ma qui la gente non si preoccupa molto della pulizia. In questo Paese ci sono diversi tipi di germi e parassiti. Credo che abbiamo qui tutti i parassiti del mondo intero. Abbiamo persino parassiti che non si trovano in nessun altro luogo al mondo. Se questi parassiti vanno in altre nazioni, muoiono. Non riescono a sopravvivere a causa del freddo. È a causa del sole che in questo Paese ci sono così tanti parassiti.

Una volta uno scienziato mi ha chiesto: “Come è possibile rimanere in vita con così tanti parassiti presenti nella vostra nazione?”

Io ho risposto: “In questo Paese la gente non solo è viva, ma vive con gioia e felicità, con tanta beatitudine e felicità”. Il motivo di questo è il sole. Il sole ci ha insegnato a tenere aperte le nostre case e anche ad aprire i nostri cuori.

In Inghilterra, se dovete uscire per andare da qualche parte, dovete impiegare almeno quindici minuti per indossare i vestiti giusti. È come se prima di uscire indossaste uno scudo, altrimenti potreste prendervi un raffreddore e danneggiare la testa. Questa è la situazione laggiù. Oggi qui siete seduti all’aperto, ma non possiamo sederci così in Inghilterra o in nessun altro Paese occidentale. A causa del clima, queste nazioni sono diventate molto fredde.

Anche nel nostro Paese ci sono zone…per esempio, se andate in città come Bhowali o dall’altra parte di Nainital e Dehradun e molto vicino all’Himalaya, si possono trovare climi freddi come negli altri Paesi. Lì fa freddo come in Inghilterra e in America, ma in queste zone fredde non possono sopravvivere neppure gli insetti o gli uccelli. Ci sono molte foreste con fiori bellissimi. La chiamano “La valle dei fiori”[i]. Ci sono tanti fiori bellissimi – come se fosse un paradiso terrestre – ma questa sensazione dura solo un momento. Lì fa così freddo che non riusciamo neanche ad aprire gli occhi per vedere quel luogo bellissimo. Dobbiamo metterci gli occhiali altrimenti i nostri occhi vengono danneggiati dal freddo.

Ma, nonostante il freddo, quelle nazioni (occidentali, ndt) sono progredite molto. Hanno lottato contro la natura e il clima freddo ed hanno rafforzato i loro Paesi. (Invece) pur avendo tanto sole, noi non siamo stati in grado di sfruttarne i vantaggi. Possiamo anche produrre energia solare. Se utilizzeremo l’energia solare, non avremo mai carenza di energia. Persino le macchine possono funzionare con l’energia solare. Ma l’attenzione dei politici qui in India è altrove e, per questo motivo, non possiamo sfruttare i vantaggi del sole, anzi soffriamo a causa sua. Se non andiamo agli estremi, possiamo fare molto lavoro.

La cosa principale che possiamo imparare dal sole è la sua capacità di dare. Dà sempre. Non prende niente, ma dà sempre. Grazie a questo straordinario potere di dare del sole, noi possiamo avere la pioggia, possiamo avere colture ed esseri viventi. Se non avessimo il sole, non avremmo niente. É soltanto grazie all’amorevole potere di dare del sole che siamo stati in grado di raggiungere questo stato. Così, ciò che dobbiamo imparare dal sole è che anche noi dovremmo sviluppare il potere di dare. (Al contrario) se ci guardiamo attorno, troveremo persone che penseranno sempre: “Come posso risparmiare denaro e tenerlo per me?”

Persino se io do del denaro per dei programmi, alcune persone pensano ancora a come poter risparmiare denaro anche su quello. Anche se ho dato loro dei soldi da spendere, hanno sempre la tendenza a risparmiare denaro su qualsiasi cosa.

Perché? Perché esiste una tendenza ad aggrapparsi a qualcosa. Se qualcuno va al mercato e nota che i prezzi sono saliti, e chiede perché, rispondono: “Perché gli altri hanno alzato i prezzi; è per questo che anch’io li ho aumentati”. Se i costi dei prodotti non sono aumentati, allora perché aumentarne il prezzo (di vendita)? Hanno sempre la tendenza a succhiare l’energia degli altri.

Persino se voglio celebrare una piccola cerimonia in un’occasione festiva, gli altri mi dicono: “Shri Mataji, non ci riuscirà”. Quando chiedo perché, rispondono che le persone sono corrotte e che si mangeranno i soldi. Come io mangio il cibo, costoro mangiano i soldi, così può essere che non andremo d’accordo.

È una tale assurdità. I responsabili del benessere del Paese, gli amministratori e quelli ai quali il potere è stato conferito da Dio, neppure loro capiscono che dobbiamo dare. Questa qualità di dare occorre impararla dal sole: siamo venuti su questa terra per dare e non per prendere. Questo completo cambiamento dall’interno deve essere raggiunto con la comprensione che dobbiamo dare e non prendere. Dobbiamo avere la passione di dare.

È come quando una madre sa che: “Oggi arriva mio figlio”; allora con passione pensa: “Cosa posso fare per lui, che cibo posso cucinare per lui?”. Questa è la passione che ha una madre. Anche se non ha gli ingredienti, potrà farseli prestare dai vicini e preparerà dei dolci per voi. Pensa sempre di non aver fatto abbastanza.

Finché non avremo questa passione collettiva da dentro e questo tipo di sentimento per gli altri, nessun Paese potrà progredire; né il nostro, né gli altri Paesi. Invece abbiamo sempre l’impulso di prendere cose dagli altri, di sottrarre cose agli altri, di prendere in prestito dagli altri o di ingannarli.

A causa di questo impulso i nostri figli soffriranno, noi soffriremo e non saremo in grado di ottenere niente in questo Paese. Nel villaggio dei parenti di mio marito (non si sente) … di costruire un lago. Il governo stanziò denaro a profusione a tale scopo. Ma il lago non fu mai costruito. Dissero che avevano scavato una buca per fare un lago, ma che poi l’avevano ricoperta perché non avevano trovato l’acqua. Ma in realtà il buco non era stato mai scavato. Allora dov’era finito il denaro? Lo avevano mandato in Svizzera. Così le banche lo prenderanno di nuovo in prestito dalla Svizzera e manderanno di nuovo il denaro in Svizzera. Se il sole agisse così, non potremmo sopravvivere un solo giorno. Se lui da solo consumasse tutto, cosa potremmo mangiare noi?

Oggi celebriamo Sankranti. Sankranti significa una sorta di Kranti (rivoluzione) mediante la quale acquisiamo l’abitudine di dare.

Tutti dicono che dovremmo avere l’abitudine di dare, ma la maggior parte delle persone crede nel donare qualcosa al prete. Inoltre, molti predicano l’arte di dare solo per riempire le proprie tasche. Questo non ha alcun significato. C’è sempre un problema riguardo a chi dare e perché. Infatti, in piena libertà e autonomia, dovremmo decidere da soli cosa stiamo dando per il nostro Paese, per i nostri fratelli e sorelle, per i nostri vicini. Non dovremmo essere egoisti, bensì dare con tutto il cuore così da ottenere tutta la gioia del dare. Quando diamo con tutto il nostro cuore, la gioia che ne ricaviamo non può essere paragonata a nessun’altra gioia.

Se vogliamo sentire soltanto questo tipo di gioia, oggi dovremmo celebrare Sankranti. La nostra natura dovrebbe diventare come il sole, il quale, qualunque cosa stia facendo, non ha la sensazione di fare qualcosa. Fa ogni cosa in Akarma (senza la percezione di farla) e costantemente si consuma dandovi gioia, luce, l’essenza della vita e il nutrimento.

Vediamo il sole ogni giorno e molte persone gli fanno anche namaskar; ma ci limitiamo a fare namaskar, senza assorbire le sue qualità di dare.

Vi ho detto una piccolissima cosa: che ogni sahaja yogi dovrebbe piantare un baniano[ii] nel proprio giardino. Perché dobbiamo prendere denaro dal governo per questo? Per piantare un albero e recintarlo non è necessario molto denaro. Persino fumare bidi[iii] costa di più.

Provate a fare questa piccola cosa, cosicché gli altri vedano che perlomeno state facendo qualcosa. Invece pensiamo sempre a come possiamo ottenere denaro dagli altri, come possiamo sottrarre cose agli altri e come possiamo risparmiare denaro a spese degli altri. A causa di queste tendenze dentro di noi, il nostro Paese non potrà mai progredire.

Prima, in passato, non avevamo queste tendenze nella gente. Posso dirvi che quando ero giovane ho visto persone che credevano solo nel dare e mai nel prendere. Le ho viste solo dare, non amavano prendere. Anche ai genitori non piaceva che i figli accettassero qualcosa dagli altri e dicevano loro di restituirla. Ricordo ancora che nella casa di mio padre avevano fatto delle sedie ed anche un ombrello in argento. Tutti chiedevano: “Perché avete fatto queste cose d’argento?”

La risposta era: “Quando celebriamo le cerimonie dei matrimoni, invece di prenderli in prestito o noleggiarli, sarebbe meglio averli con noi una volta per tutte. Infatti, quando dovevamo noleggiarli, a volte non riuscivamo ad averli in tempo perché chi li aveva noleggiati prima non li aveva restituiti. E qualche volta questi ombrelli si perdevano perché qualcuno non li aveva restituiti e così andavano persi”.

Quello che volevo dire, dunque, è che se abbiamo del denaro, dovremmo investirlo in qualcosa di collettivo. Se volete costruire un campo di volano, in quel campo dovrebbero poter andare tutti a giocare, e non dovremmo dire che solo i nostri figli possono giocare in quel campo. Se qualcuno acquista un’auto, dovremmo poter portare tutti i bambini a scuola. Quindi dovremmo comprare una macchina grande cosicché tutti i bambini possano essere portati a scuola. Questa abitudine di essere collettivi e utili a tutti, dovremmo impararla dal sole. Ed oggi è un giorno speciale nel quale possiamo apprendere questa cosa dal sole. E dovremmo fare una promessa: “Farò qualcosa che sia collettivo”.

Non riesco a capire come la gente possa mangiare senza preoccuparsi del bene comune. Voi non vi preoccupate nemmeno dei vostri vicini e non fate niente per la gente comune. Vi ho detto che una cosa molto piccola è piantare un albero. Abbiamo tanti yogi nel Maharashtra: se ognuno piantasse un solo albero e lo curasse, questo sarebbe certamente utile per tutti.

Pertanto vi chiedo di fare tutti qualcosa di collettivo, e ciò sarà utile a tutti. Ma non si dovrebbe mai pensare: “Quanto ci guadagnerò e quanto denaro ci farò”. Non dovrebbe essere come dare soldi al prete. Si dovrebbe aprire il proprio cuore e amorevolmente fare qualcosa per la collettività e sentirne la gioia. Si dovrebbe renderla un’abitudine.

Non voglio dire che gli altri dovrebbero avere tutto gratis. Non vi ho mai detto di fare cose gratis per le persone venute dall’estero.

Se le guardate, vedrete che hanno portato tante cose per voi dall’estero per offrirvele in regalo. Naturalmente io ho contribuito molto. Ma essi hanno anche portato molte cose di loro proprietà. Quando ho visto i regali qui, ho pensato che fossero quelli che avevo comprato per voi a Roma; ma poi loro mi hanno detto che erano i regali che essi stessi avevano acquistato, e che non avevano portato i miei regali. Hanno provato una grandissima gioia nel portarvi così tante cose. In Italia neppure sapevano a chi dovessero essere dati questi regali, ma non se ne sono preoccupati. Hanno lasciato che li dessi io ai sahaja yogi qui in India.

Invece in India abbiamo la tendenza a pensare solo ai nostri figli e a nostra madre. Poi la madre viene a piedi, zoppicando su una gamba. Allora cominciate a dire: “Mia madre non ha avuto un sari di alta qualità”. Dato che non lo avevo, le ho dato un sari semplice. Questa è la tendenza qui. Ma con le persone dall’estero è proprio l’opposto. Quando sono venuti qui, sono arrivati con tanti di quei regali che sembrava avessero portato due tonnellate di doni. Le mani hanno addirittura cominciato a farmi male mentre distribuivo queste due tonnellate di regali.

Ciò che voglio dire è che loro non si aspettano niente da voi. Ma il vostro comportamento dovrebbe essere tale da rappresentare un esempio per loro. E voi dovreste mostrare loro di non essere da meno in alcun modo: “Siamo qui davvero per servirvi, per darvi il benvenuto; tutto ciò che è possibile da parte nostra, non esiteremo a farlo”. Non costa denaro né alcun duro lavoro. L’unica cosa che dovremmo modificare è il nostro punto di vista. Se anche dopo essere entrati in Sahaja Yoga non siamo in grado di modificare la nostra natura in questo modo, allora non penso che potremo trasformare l’umanità intera con Sahaja Yoga. La qualità più grande in noi è dare agli altri. E questa qualità dovremmo assimilarla interiormente.

In Sahaja Yoga la vostra Kundalini è risvegliata e voi realizzate il vostro Spirito; ma l’essenza dello Spirito è come quella del sole, e questa essenza è dare. Se avete visto una delle mie fotografie, c’è il sole che splende sul mio cuore. In effetti c’è un sole nel mio cuore, e per questo non penso mai che dovrei prendere qualcosa dagli altri o sottrarre qualcosa a qualcuno. Non capisco da quale parte della vostra testa vi venga questa idea di prendere le cose altrui. È un comportamento molto strano. I sahaja yogi non dovrebbero pensare in questo modo; al contrario, ogni giorno dobbiamo pensare a ciò che possiamo dare o fare per gli altri.

Proprio a Rahuri ho fondato un’organizzazione il cui nome è “Sahaj Stri Sudhar” o “Samajsudhar” (associazione di assistenza per le donne). Attraverso il Life Eternal Trust non possiamo usare il denaro per dare assistenza alle donne e così abbiamo dovuto creare questa organizzazione. Questa organizzazione è stata registrata e dal Canada e da altri Paesi sono pronti a fare donazioni, ma qui non trovo nessuno disposto a lavorarci.

Se le donne del luogo si faranno carico di lavorare per questa organizzazione, solo allora avrà successo. Abbiamo acquistato un terreno e tutte le strutture, ma non troviamo il tempo da dedicare a questa organizzazione. Come possiamo quindi andare in questo posto?

Ma ci si dovrebbe ricordare che dall’estero vengono persone con il denaro da donare per la vostra organizzazione. Hanno portato quattordici macchine per le donne di qui. Potete vedere che le donne gironzolano senza far niente. Potete chiedere loro di lavorare per poter guadagnare qualcosa e poter prosperare. Dovremmo cercare di pensare almeno a queste cose. Invece pensiamo sempre a noi stessi.

Le persone che sono in Sahaja Yoga dovrebbero rendersi conto che questa attitudine egoistica non è accettata in Sahaja Yoga. Noi dovremmo pensare in termini di vantaggio globale. Le vite dei santi sono per la salvezza del mondo. Ed anche questo mondo esiste per la salvezza della vita dei santi. Così i santi saranno benedetti da questa attitudine …

Ora siete diventati santi e dovreste comportarvi da santi, e la prima qualità di un santo è dare. Non si è mai sentito di un santo che abbia derubato qualcuno. Se un santo pensa di imbrogliare non rimane un santo. Così da parte nostra dovremmo sempre pensare a quanto possiamo dare e a cosa possiamo dare, quanto amore possiamo donare e quante persone possiamo aiutare. Tutta la nostra attenzione dovrebbe essere rivolta a questo scopo.

Oggigiorno ci sono associazioni benefiche solo a fini elettorali. Noi non dovremmo creare questo tipo di associazioni benefiche. Dovremmo invece creare associazioni in cui poter lavorare in modo disinteressato ed il nostro amore dovrebbe essere Nirvajya (disinteressato) e non dovremmo aspettarci niente in cambio.

E non ci sono limiti per il nostro amore, è un amore infinito. Quando avremo questo tipo di amore, automaticamente sapremo cosa si deve fare. I miglioramenti dovrebbero essere fatti gradualmente ed ogni sahaja yogi dovrebbe contribuire a questo benessere collettivo. Dovremmo cercare di dedicare il nostro tempo a questo scopo e lavorare duramente per raggiungere i nostri scopi. Non dovrebbe accadere che Shri Mataji viene, fa un discorso e quando se ne va è tutto finito. Queste persone (dall’estero) hanno fatto tanto. Hanno aperto scuole e avviato opere di assistenza sociale. Anche noi dovremmo iniziare qualcosa in questo modo.

Sahaja Yoga non dovrebbe diventare un’associazione di persone che hanno realizzato lo Spirito e nuotano nella gioia ma sono degli sfaticati. Non dovrebbe accadere così. Dovremmo cercare di capire in che modo possiamo aiutare gli altri. Dovremmo aprire gli occhi per guardarci intorno con amore e cercare di vedere come possiamo aiutare gli altri. Ancora non sono stata in grado di tornare (stabilmente, ndt) in India. Quando tornerò in India, vedrete che farò lavorare tutti. Quindi è consigliabile cominciare a lavorare prima che io arrivi. Sahaja Yoga non è inteso solo per stare seduti a meditare. Per meditare perché avete bisogno di Sahaja Yoga? Potete andare sull’Himalaya. Se volete stare qui e stare in Sahaja Yoga, allora la gente comune dovrebbe essere aiutata da Sahaja Yoga. Ma Sahaja Yoga non dovrebbe diventare come queste moderne organizzazioni assistenziali. Dovremmo cercare di perseguire i nostri scopi con totale sincerità e solo allora potremo dire di aver stabilizzato Sahaja Yoga.

Ora ho ascoltato molte lodi rivolte a me. Ho ascoltato le canzoni e mi hanno dato molta gioia e soddisfazione, poiché le persone mi hanno riconosciuto. Ma dovreste ricordare una cosa: dovreste lavorare per conoscere voi stessi, perché non sapete vedervi nello specchio.

Dovreste essere in grado di vedere cosa avete raggiunto. Ad esempio, prima avevate l’abitudine di badare alla vostra casa e ai vostri figli. Se non siete capaci di lavorare per la collettività nello stesso modo, allora, secondo la mia opinione, non avete conseguito niente attraverso Sahaja Yoga. Siete rimasti dove eravate, non siete progrediti per niente.

Quando arriverò il prossimo anno, dovreste essere in grado di dirmi quanti baniani avete piantato. In secondo luogo, dovreste essere in grado di dirmi quale lavoro sociale o collettivo avete svolto. Se provate a guardarvi intorno, riuscirete sicuramente a vedere qualche lavoro collettivo che potete fare, e dovreste farlo. Sono sicura che sarete capaci di eseguirlo molto bene.

Non occorre denaro, dovete solo decidere nel vostro cuore. Quando ho iniziato Sahaja Yoga, a quel tempo avevo dato la realizzazione solo ad una signora e ho cominciato senza soldi. Non avevo il sostegno di nessuno, eppure ho iniziato Sahaja Yoga. Ma in virtù dell’onestà del lavoro e del suo spessore, si è diffuso così tanto. Ora ciascuno di voi, uomini o donne, avete la responsabilità, quando introdurrete Sahaja Yoga al grande pubblico, di essere in grado di dare qualche prova del benessere generale. Non occorre infrangere nessuna legge per questo. Non occorre fare niente di sbagliato o di illegale. In un modo molto semplice, se solo aprirete gli occhi, riuscirete a vedere cosa potete fare per il bene in generale della gente, come potete aiutare il benessere delle persone.

Ed io sono qui per darvi tutta la forza e l’energia per svolgere questo lavoro. Non abbiamo bisogno di voti o di denaro o di altro.

Dovreste farmi la promessa che, senza aspettarvi niente in cambio, comincerete a lavorare per il bene della gente.

A volte potrebbe accadere che, quando si comincia qualche lavoro sociale, si vada in giro a chiedere fondi. Questo è sbagliato. Non dovremmo chiedere denaro all’inizio. Prima dovete iniziare un lavoro per il quale non occorra denaro. Tutti pensano che senza soldi non possiamo fare niente. Avete i poteri, allora perché avete bisogno dei soldi? Se qualcuno è ammalato o non sta bene nel vicinato, potete andare a visitarlo e cercare di tranquillizzarlo. Invece, quello che vedo è che portate l’ammalato da me. L’altro giorno, qualcuno mi ha portato una persona infortunata. Aveva un braccio rotto. Un sahaja yogi avrebbe potuto trattarlo in due minuti e metterlo a posto, invece lo hanno portato da me – e questo nel bel mezzo di un programma pubblico – e mi hanno chiesto di curargli il braccio. Voi siete così tanti e tutti i poteri fluiscono attraverso le vostre mani, ma ancora non li usate. Se non siete capaci di trattare nemmeno questi piccoli malanni, a cosa vi serve essere sahaja yogi?

Qualcuno dice: “Mia madre sta male, mio padre si è rotto una gamba”. Invece di portarli da me, potete curarli facilmente voi. Avete i poteri, cercate di usarli.

Dovreste essere capaci di aiutare le persone senza aspettarvi niente in cambio e con totale gioia. Sarete in grado di sentire tanta gioia quando avrete la sensazione che voi non fate niente ma siete soltanto uno strumento di Dio, e che vivete in questo mondo, in questo Paese, dando loro qualcosa di speciale. È una cosa così grande, una così grande comprensione.

Con questo sentimento, se deciderete tutti di lavorare, sarete in grado di fare qualcosa per gli altri, e gli altri vedranno cosa è Sahaja Yoga. Ora la gente pensa che Sahaja Yoga consista solo nel meditare tutti insieme, e basta. Anche se c’è qualche problema nella nazione, i sahaja yogi si limitano a sedersi a meditare. Un signore venne a dirmi: “Mia moglie non cucina”. Io chiesi: “Perché?”. Lui rispose: “Medita soltanto”. Allora dissi: “Davvero? Ma chi glielo ha detto?”.

Prima dovrebbe cucinare, per meditare anche cinque minuti sono sufficienti. Io vi ho dato il potere e l’energia per cucinare bene.

Quindi si dovrebbe avere la sicurezza che siete capaci di lavorare. Io vi do i poteri, voi potete assimilarli. Meditare ogni giorno non è sufficiente. Dovete vedere quale benessere date agli altri. Invece pensate sempre al vostro benessere e venite a chiedermi di curare vostro figlio, vostro padre, vostra madre, o chiedete di trovare un buon lavoro. E volete anche che io venga a casa vostra a mangiare, e faccia questo e quello. In questo modo, cercate di impormi il vostro volere; ma per quanto vi riguarda, cosa potete fare?

Dovreste sempre ricordare che dovete fare qualcosa: “Farò vedere a Shri Mataji di cosa sono capace, di fare qualcosa di speciale”. Dovremmo deciderlo una volta per tutte. Io ho davanti ai miei occhi un’immagine di Shri Gyaneshwara che ha detto: “Bolte Piyushanche Sagar” (Le parole o i detti sono come oceani di nettare). Dov’è? Voglio vederlo.

Perciò, in questo giorno di buon auspicio, vi concedo tutte le mie dolci benedizioni affinché aiutiate tutti e vi preoccupiate del loro benessere, trattiate tutti con amore e parliate dolcemente, pieni di amore.

(Applauso)

Dhumal: (in marathi) Tutti dovrebbero mettere le mani così (con i polsi vicini come se fossero legati, ndt) per fare una promessa a Shri Mataji. Shri Mataji, noi ci considereremo vincolati dalla promessa alle Sue benedizioni di oggi, ed anche alle Sue parole ed al Suo amore. Tenete le mani così per un minuto e fate la promessa a Shri Mataji.

Shri Mataji (parla di nuovo in inglese): Lui sta dicendo che dovreste mettere le mani così  dicendo: “Siamo vincolati dalle parole di Madre e cercheremo di fare del bene agli altri e saremo molto gentili gli uni con gli altri”.

Dhumal: (in marathi) In questo giorno benaugurale di Sankranti, ognuno dovrebbe dal cuore fare la promessa a Shri Mataji.

Shri Mataji: (in inglese) Ho detto loro che dobbiamo essere collettivi non solo tra sahaja yogi, ma anche con gli altri. Dovremmo guardare che cosa c’è intorno a noi, (vedere) cosa c’è di sbagliato e dove, come possiamo essere di aiuto. Abbiamo molti doveri sociali da adempiere. Ora avete raggiunto lo stadio in cui potete adempierli senza formare nessuna organizzazione sociale che raccoglie soldi ed ha sedi ed altro, queste assurdità. Ma potete guardarvi intorno per vedere chi è bisognoso, chi potete aiutare. Ed è così che potrete davvero dare a Sahaja Yoga una forma molto positiva.

(Shri Mataji dà la Sua benedizione in marathi. Inizia il puja con la recitazione dei tre mantra del Sahasrara.)

James, puoi venire qui? E Guido.

Tutti i leader possono venire uno ad uno e versare l’acqua sui miei piedi. Possiamo tutti passare di qua. Qui (davanti) non c’è posto, ma possono venire uno ad uno.

(Inizia il lavaggio dei Piedi).

Darò quest’acqua a tutti voi, a tutti i leader, e potete prendere anche il Charanamrut. Quest’acqua fa molto bene per tutte le malattie del Muladhara chakra.


[i] La Valle dei Fiori si trova ad un’altezza media di 3400 metri sul livello del mare. L’habitat comprende fiumi, piccole foreste, prati alpini, picchi, acquitrini, piccoli deserti rocciosi e caverne. Situata tra le catene montuose del Zanskar e del Grande Himalaya, la Valle dei Fiori è un’oasi incontaminata di bellezza incomparabile che contiene centinaia di specie diverse di fiori dai colori mozzafiato. Nella valle vivono inoltre alcuni degli animali più rari del pianeta quali la volpe rossa, l’orso nero himalayano, il pika, il tahr, alcune specie di scimmie dal manto grigio, e decine di specie di uccelli. Da novembre a maggio la Valle dei Fiori è completamente ricoperta di neve. Non appena la neve si scioglie, si assiste ad un’esplosione di vita, che raggiunge il culmine durante la stagione monsonica, tra luglio e agosto. A parte gli animali, nessuno vive nella Valley of Flowers. Il Ramayana, antico testo epico sanscrito, racconta che la Valley of Flowers sia il luogo in cui Shri Hanumana si recò per cercare l’erba Sanjivani (la cui traduzione significa “Che infonde la vita”) per curare Lakshmana, fratello di Rama. Un’altro mito, legato alla nascita della valle, spiega come Nandankanan, la Valle dei Fiori, sia nata dopo una pioggia di fiori mandata dagli dei, e che da allora la località sia abitata da creature magiche.

[ii] Altro nome del Ficus bengalensis, l’albero nazionale indiano.

[iii] Tipica sigaretta indiana.