Guru Puja, Creatività

(Italia)

1989-07-23 Guru Puja Talk: Creativity, Lago di Braies, Italy, DP, 50' Download subtitles: CS,DE,EN,ES,FI,FR,LT,NL,PL,PT,RO,TRView subtitles: Add subtitles:
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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Guru Puja

Creatività

Lago di Braies (Bolzano, Italia), 23 Luglio 1989


Per favore, sedetevi. Sedetevi, per favore.

Sì. Puoi dare questa… (si toglie la ghirlanda e la dà al pujari)

Sedetevi, sedetevi, sedetevi.

(Hindi)

Oggi abbiamo dovuto impiegare un po’ più tempo del normale per raggiungere il livello in cui poter davvero venerare il Guru.

Quando veneriamo il nostro Guru, dobbiamo renderci conto che in realtà stiamo cercando di risvegliare il Principio del Guru in noi. Voi non siete qui soltanto per venerare il vostro Guru. Potreste venerarlo molte volte; magari le vibrazioni potrebbero fluire, magari voi potreste venirne colmati e sentirvi elevati, nutriti.

Ma questo nutrimento deve essere trattenuto in noi; pertanto ricordatevi sempre che, ogniqualvolta venerate qualche principio esteriormente, state cercando di venerare il vostro principio interiore.

Come sapete, in noi, in tutti noi risiede il principio del Guru. È molto interessante vedere come il principio del Guru venga tracciato meravigliosamente intorno al Nabhi chakra.

Non si vede mai nessun chakra collegato con il principio del Guru. Si vede il Nabhi, intorno al quale si trova il Bhavasagara. Il Bhavasagara, ossia l’Oceano di illusione, non può essere il Guru.

In questo Bhavasagara vi sono dunque dei chakra nascosti che devono essere risvegliati e portati alla luce, manifestati.

Come potete notare, i confini di questo Principio sono determinati dal movimento dello Swadishthana chakra.

Lo Swadishthan è il chakra che vi dà innanzitutto la creatività. Chi sia un Guru deve essere creativo per natura.

Se non siete creativi non potete diventare Guru.

Ad esempio, avete dinanzi dei discepoli con i quali dovete conversare: (allora) dovete creare un modo di parlare (colmo) di magia divina per impressionare i discepoli o coloro che si sentono attratti verso di voi in quanto guru, per mostrare che avete molta più magia divina di loro.

Se siete persone molto banali, molto ordinarie; (se) non riuscite a creare un bel verso o una bella frase, o una battuta umoristica o una barzelletta, né un bel dipinto o un bell’arazzo o una bella casa; se mancate di creatività, sarete carenti per quanto riguarda il vostro principio del Guru, perché un Guru deve creare, da persone ordinarie, qualcosa di straordinario.

Dovrebbe essere in grado di creare una nuova personalità dalla vecchia, che sta decadendo.

Quindi, il primo principio da capire dentro di voi è che dovreste essere in grado di creare in una persona una nuova personalità.

E come fare?

Naturalmente avete il potere di risvegliare la Kundalini, avete il potere di curare la gente, avete il potere di dire grandi cose, o piccole.

(Ma) se, nonostante tutto ciò, non avete la capacità di trasformare in nuove personalità le persone con cui avete a che fare, non siete Guru.

E la nuova personalità deve essere speciale, (dotata) di una combinazione davvero unica di compassione e dinamismo. È dunque importante che nella vostra creatività dobbiate usare l’energia della compassione.

Voi potete plasmare le persone soltanto con la compassione e mai con la rabbia, mai reprimendoli, mai ostentando i vostri poteri di Guru. Se non gestirete la situazione e la personalità con grande attenzione, mostrando rispetto assoluto, totale sollecitudine e completo amore verso la persona alla quale state dando la realizzazione, bensì vi limiterete soltanto ad ostentare di essere grandi Guru, ciò creerà soltanto una sorta di paura nei vostri confronti e dopo un po’ la gente non vorrà vedere la vostra faccia.

Quindi, l’aspetto più importante del principio del Guru è dover creare.

Tanti ricevono la realizzazione, bene, ottengono la realizzazione e poi magari vanno a stare in qualche ashram. Vengono ai puja, ascoltano la musica, magari ballano, ridono e sono collettivi; però il loro principio del Guru non è ancora risvegliato, a meno che non abbiano creato molti, molti altri sahaja yogi. Sahaja yogi.

Pertanto, la visione di un Guru dovrebbe essere: “Quanti sahaja yogi ho intenzione di creare? Come userò questa creatività per creare altri sahaja yogi?”.

Dunque, nonostante la base o l’essenza dello Swadishtana chakra sia l’estetica, la forza e l’energia dello Swadishtana chakra è l’attenzione.

Se avete un’attenzione instabile, se la vostra attenzione è un momento qua e un momento là, se essa è volta soltanto a criticare gli altri senza che voi riusciate a vedere i vostri difetti, se avete un’attenzione con la quale mostrate di essere una persona frivola e insensata, il vostro principio del Guru è sprecato.

Lo sforzo di Sahaja Yoga è sprecato ed anche il lavoro del vostro Guru è sprecato.

Proprio come minimo l’attenzione deve essere innanzitutto pura. Ma pura attenzione non significa durezza, non significa ascetismo, non vuol dire disciplinare gli occhi come con i paraocchi dei cavalli; bensì l’attenzione deve essere concentrata in totale libertà.

Dove rivolgiamo maggiormente l’attenzione? Se siamo onesti, a livello umano possiamo pensare di rivolgere la nostra attenzione ai figli, alla moglie, al marito, alla famiglia, alle nostre relazioni basate sull’amore.

Quando l’attenzione è dotata di compassione e di amore per un’altra persona, solo allora potete attuare la realizzazione degli altri. Se dovete attuare la realizzazione degli altri, è necessario un intenso amore nei loro confronti. Se non avete quella intensità, vi limitate a muovere le mani per alzare la Kundalini perché vostra Madre vi ha dato i poteri, e finisce lì.

Soltanto questa intensità d’amore può darvi successo con la vostra pura attenzione, ed io ritengo che soltanto la pura attenzione possa amare.

L’attenzione impura non può amare, poiché essa è totalmente orientata a sé, (nel senso di) orientata all’io. Non è orientata a sé nel senso di orientata allo Spirito.

Ma l’idea che la spiritualità sia amore pare essere un concetto nuovo per tanta gente: pensano che spiritualità significhi essere del tutto aridi come il gambo di una pianta di fagiolo e che nessuno possa avvicinare o comunicare con una persona così, perché è “troppo pura”.

Se il sapone non può pulire il corpo, a che serve avere il sapone? Se il sapone ha paura di avvicinarsi a voi è meglio non chiamarlo sapone.

Veniamo dunque al punto che, se la creatività è il nostro fine, lakshya, per questo dovremmo purificare l’attenzione, e dovremmo renderla pura con l’amore e la compassione. E la stessa attenzione, quando è colma di amore e compassione, vi procura dinamismo, vi dà forza, ottenete un ardore instancabile. E la gioia di vedere il vostro riflesso in un’altra persona è meravigliosa, non ci sono parole per descriverla.

In realtà, quando date la realizzazione ad un’altra persona, ciò che cercate di vedere è la vostra immagine (riflessa) in lei. Come se trasformaste un vetro normale in un bellissimo specchio e poi vogliate vedere questo (l’immagine riflessa, ndt).

È così che, quando capite che senza creatività questo Guru Puja è inutile per voi, create, create la vostra immagine riflessa; e, attraverso la purificazione dei riflettori (persone, discepoli, ndt)….

Se vivete solo per voi, per la vostra famiglia, per vostro marito o soltanto per un ashram, non vi sarete affatto ampliati, non avrete svolto nessun dovere nei confronti del vostro Guru.

Naturalmente, non appena vi dedicate a questo principio, sviluppate moltissime qualità in voi. La prima che sviluppate è la saggezza, perché vi rendete conto di dove state sbagliando, del perché una certa cosa non funziona, perché c’è un problema, perché la vostra creatività non agisce.

Tutto questo vi diventa evidente, ovvio ed iniziate ad imparare; allora la saggezza subentra in voi e comprendete. Saggezza è quando vi rendete conto dei vostri errori e li correggete e, in questo modo, sviluppate l’equilibrio, la capacità di comprendere come trattare con un’altra personalità.

Io faccio sempre l’esempio della macchina, in cui c’è l’acceleratore ed anche il freno. All’inizio dovete usarli entrambi senza sapere cosa siano; allora non siete guru, non siete nemmeno un autista.

Poi, quando lo sapete, guidate automaticamente; allora siete l’autista, però il maestro è ancora seduto dietro. Quindi adesso voi dovete diventare il maestro, e quando diventate maestri potete bilanciare il veicolo riuscendo a vedere l’autista, l’acceleratore ed anche il freno. E potete dirigere il tutto con gran facilità.

Dunque questo principio del Guru è limitato ma continua ad espandere i suoi limiti come l’orizzonte. Più sviluppate la creatività, più persone create.

E il punto centrale in questo è il Nabhi, il centro che rappresenta come un grande perno sul quale avviene questo intero movimento.

Il Nabhi chakra, come voi sapete, inizialmente lo ottenete da vostra madre. Pertanto un Guru deve essere una madre, deve possedere le qualità della madre; non delle madri moderne, ma nel senso vero della parola. Un Guru deve infatti amare i suoi figli, deve avere forza e coraggio per correggerli e dovrebbe avere il desiderio sincero di indirizzare correttamente i figli, guidarli e aiutarli ad ascendere.

Noi otteniamo il primo nutrimento quando siamo nel grembo materno, attraverso la madre. Quindi voi siete la madre; che siate un uomo o una donna, avete le qualità della madre.

E tutto ciò che pensate o fate ha un effetto sul bambino; il modo in cui vi comportate, in cui parlate, in cui vivete, tutto si riflette sullo sviluppo del bambino.

Allo stesso modo, se un sahaja yogi che cerca di dare la realizzazione è un ipocrita, se è una persona scorretta, se non ha rispetto per il suo Guru, i figli (cioè le persone che ricevono la realizzazione da lui, ndt) si comportano nello stesso modo e adottano le cose sbagliate con velocità molto maggiore, si interessano prima di tutto alle cose sbagliate.

Quindi, dovete essere perfetti nel vostro comportamento verso il vostro Guru, dovete rispettarlo al massimo. La resa completa al vostro Guru è importante: vedendo come avete trattato il vostro Guru, loro si comporteranno così verso di voi. Se non trattate il vostro Guru con quel rispetto, con quella capacità di comprensione, con quella resa, non aspettatevi che i vostri figli, o le persone che guidate, abbiano rispetto per voi.

Questo principio del Guru dentro di noi deve dunque essere come un grande saggio o un grande veggente che è oltre la gente normale, terrena, e vede le cose in una prospettiva corretta, dando la giusta interpretazione di tutta questa visione ai suoi discepoli; non ne dà idee distorte o sbagliate.

Adesso si potrebbe dire: “Madre, com’è possibile esprimere l’amore e dire, allo stesso tempo, la verità?”. Dovete prendervi cura del bene – hitam – dovete badare al bene del vostro discepolo. Magari lui sembrerà non gradire ciò che gli dite oggi, ma arriverà un giorno in cui penserà: “Grazie a Dio il mio Guru mi ha corretto e indirizzato sulla strada giusta”.

Se l’obiettivo del discepolo non è l’ascesa, se è lì per qualche (altro) scopo, è meglio non avere discepoli così, meglio non avere persone che non sono qui per la propria ascesa ma per altri scopi del tutto inutili.

Qualche volta nasce la domanda su come amare. È una domanda molto strana, non sapere come amare gli esseri umani. Noi sappiamo amare le nostre cose, le nostre cose inutili, sappiamo amare un bel paesaggio perché ci dà gioia, possiamo amare un buon ristorante perché lì si può avere buon cibo o altre cose di natura molto bassa.

Ma amare per amore significa che, quando amate davvero per amore, cercate di introdurre o inculcare quell’amore in qualcun altro e renderlo amorevole quanto voi.

Quindi l’intero sistema cambia se capite che dobbiamo basare tutto il nostro progresso, tutto il nostro amore, tutti i nostri movimenti, tutto il nostro comportamento, tutta la nostra comprensione, sull’amore. Diversamente il vostro principio del Guru sarà molto debole e, dopo qualche tempo, vi accorgerete di essere lontani dalle rive di Sahaja Yoga.

Chiunque abbia attaccamenti, pregiudizi e condizionamenti non può diventare un Guru, non può; infatti, se anche per così dire lo diventa, tutte queste cose si rifletteranno in lui.

Oppure, ad esempio, se è uno molto pieno di ego, con una grande opinione di sé e pensa di essere un grande guru, anche quell’ego si esprimerà.

Nel caso in cui un guru del genere parli troppo, troverà discepoli dello stesso tipo; se è un tipo silenzioso, troverà discepoli dello stesso tipo.

Si giunge così alla conclusione che, per prima cosa, dobbiamo sviluppare il nostro principio del Guru. Se non riusciamo a svilupparlo, non ha senso celebrare nessun Guru Puja, perché è soltanto temporaneo, non vi aiuterà molto, a meno che non decidiate realmente di nutrire, sviluppare e stabilizzare il vostro principio del Guru.

Oggi, quindi, nel venerarmi come Guru, dovete sapere che, per quanti discorsi io faccia, per quante benedizioni vi conceda o qualsiasi altra cosa, tutto ciò non funzionerà se non svilupperemo veramente il nostro principio del Guru e la profondità.

Infatti un Guru fa attraversare al suo discepolo il Bhavasagara; egli è come la barca che traghetta i suoi discepoli e li fa attraversare con amore e con il giusto senso dell’orientamento.

Deve essere così per tutti voi. Di fatto siete tutti anime realizzate e, come vi ho detto, siete tutti angeli; ma se non stabilizzate il vostro principio del Guru, sapete di quegli angeli che sono caduti e persi per sempre.

Quindi state attenti: è facile essere un angelo ma è difficile mantenersi tale. Mentre è difficile essere Dei e Dee, ma è facile rimanere tali.

Quindi siete tutti qui, sono molto felice di vedere che siete venuti per venerarmi come vostro Guru.

E mi aspetterei che i miei figli siano fatti a mia immagine. E quella mia immagine dovrebbe essere tale che i miei figli sentano quell’unione con la mia immagine, ed io sia una Madre fiera di così tanti figli giunti da così tanti paesi.

Che Dio vi benedica tutti.

Ora, con tutte queste persone qui, con tutti questi bambini che ci sono, possiamo far venire tutti i bambini a lavare i miei piedi, dopodiché ci occorreranno alcune ragazze dai sedici anni ai ventun anni, diciamo. E, infine, alcune signore per venerare la Shakti, la Dea.

Senza la Shakti non è possibile fare nulla.

Quindi, per prima cosa i bambini devono venire per il lavaggio dei piedi.

E spero che verranno qui anche i leader mondiali. Adesso loro rappresentano i guru e devono essere qualcosa di speciale. Non siete leader se siete persone di tipo mediocre, mondano.

Potete mettere qui questa cosa e fate versare l’acqua ai bambini. Versare, tutto qui, non è necessario lavare. Eh? Versare…

Dove sono i musicisti? Dove sono i musicisti? Bene. Per prima cosa dovete recitare il (Ganesha) Atharva Shirsha e poi dovete cantare il Ganesha Stuthi o magari qualsiasi altro canto a Ganesha che conoscete.

[Hindi] Meglio stare lontani, perché i bambini… Ora, lasciate che inizi la musica. Olympia, aspetta che inizi la musica, intesi?

Un altro. Iniziate. Sì, puoi spostare… (il microfono). Meglio spostarlo. (Ai bambini) Avranno tutti la possibilità, intesi? Tutti voi.

Sahaja yogi indiano: Diciamo prima il mantra di Shri Ganesha Gauri, Sakshat Shri Adi Shakti Shri Mataji Nirmala Devi.

[Gli yogi recitano il mantra]

Yogi: Ganesha Atharva Shirsha.

[Bhajan: Namami Shri Ganaraja Dayala.]

Yogi: Sanscrito pagina 13.

[Bhajan: Jai Ganaraya Shri Ganaraya. Ganesha Sthuti ecc.

Poi i leader mondiali vanno sul palco per offrire gli elementi sacri direttamente sulle Sue mani. Bhajan: Tere Hi Guna Gate Hai, Ai Giri Nandini, Guru mantra in musica.

Poi le ragazze giovani salgono sul palco. Bhajan: Guru Ashtakam – “Tatah kim Tatah kim”]

Yogi: Questo è lo Stotram in lode del Guru, il Grande Guru che adesso è dinanzi a noi, scritta più di milleduecento anni fa da Shri Adi Shankaracharya in persona.

Ed il primo verso dice: “Se anche il tuo corpo è bello, sei sempre in perfetta salute ed hai un nome prestigioso, e il tuo oro è alto come il Monte Meru – che è il monte più alto nei Cieli – se la tua mente non è assorbita ai Piedi di Loto del Guru, nell’essenza dei Piedi di Loto del Guru, a cosa serve? A cosa serve? A cosa serve?”.

[Lo yogi dice ai musicisti di suonare i versi corrispondenti del bhajan, ma Shri Mataji fa cenno di non cantare e di proseguire con la traduzione e spiegazione del canto]

Yogi: “E poi, anche se la fortuna ti benedice con ricchezze, hai una moglie virtuosa, figli e nipoti e molti amici, e tutte le gioie della tua casa, di nuovo, se la tua mente non è assorbita ai Piedi di Loto del Guru in persona, a cosa serve? A cosa serve? A cosa serve?

Ed anche se detieni tutta la conoscenza, e i Veda stessi prendono vita sulla tua lingua, e sei molto erudito nelle scritture e scrivi prosa e versi, a cosa servirà tutto questo, persino questo, se la tua mente non sarà assorbita ai Piedi di Loto, ai Santi Piedi del Guru in persona?

Ed anche se fossi grandemente onorato ovunque tu vada, in terre straniere, se godessi di una reputazione prestigiosa nel tuo Paese ed avessi compiuto azioni misericordiose e pie senza mai commettere alcun male, tutto ciò non avrà alcuna importanza, se la tua mente non sarà totalmente assorbita ai Piedi di Loto del Guru in persona.

Ed anche se diventassi l’imperatore dell’universo e i re più potenti della terra fossero i tuoi servitori, a cosa servirebbe tutto ciò, se la tua mente non sarà completamente assorbita ai Piedi di Loto del Guru in persona?

Ed anche se ogni nazione fosse colma della tua grandezza, se non sarai completamente arreso ai Piedi di Loto del Guru in persona, a cosa ti servirà?

Ed anche se non insegui i piaceri, sei completamente distaccato dalla ricchezza o da tua moglie, rifiuti tutte le siddhi, i poteri, i frutti dello Yoga e i frutti del sacrificio, anche se hai raggiunto questa elevatezza, se la tua mente non sarà completamente assorbita e totalmente arresa ai Piedi del Guru, ai Piedi di Loto del Guru, in che modo tutto ciò ti sarà di aiuto?

Ed anche se sei totalmente distaccato, vivi nella foresta nelle totali asperità come vivresti a casa, né sei attaccato al lavoro, non ti preoccupa assumere brutte forme di alcun genere, se anche possiedi tutto questo distacco, se la tua mente non sarà completamente arresa ed assorbita ai Divini Piedi di Loto del Guru, a cosa ti gioverà tutto questo?

Sakshat Shri Adi Shakti Shri Mahaguru Sakshat Shri Nirmala Devi Namoh Namaha.

[Devi Puja. Viene eseguito un raga. Bhajan: Jogawa. Amhi Gondhari]

Yogi: Marathi 15.

[Bhajan: Powada. Hasat Ali Nirmala Ayi]

Yogi: Marathi pagina 11.

Fotografie dopo l’Aarti, per favore. Fotografie dopo l’Aarti.

[Tre Mahamantra – poi gli yogi iniziano a cantare “Chalat Musafir”]

Babamama: Shri Mataji tornerà fra 5 minuti. Quindi il programma dopo il puja continuerà.

[Applauso]

[I bhajan continuano: “Isi Liye”, “Aise Lagi Lagan”, “Que viva Mataji”, “Mataji Jai”. Shri Mataji ritorna dopo circa un’ora e Le viene offerto il prasad. Poi inizia l’offerta dei regali, prima Le viene offerto un recipiente prezioso.]

Yogi: Da parte di tutti i sahaja yogi che oggi hanno venerato Shri Mataji.

Shri Mataji: Bellissimo.

[Seguono regali collettivi dall’Austria, Francia, Germania, USA, Regno Unito, Italia, Australia, Svizzera, Olanda e Belgio, Nuova Zelanda]

Philip (coordinatore della Germania): Turchia! Akbar! Questo è il regalo collettivo della Turchia!

[Akbar porge una lettera a Shri Mataji, Lei la prende in mano sorridendo e inizia a leggerla.]

Philip: Quanti sahaja yogi ci sono? Quanti? Ci sono trenta sahaja yogi adesso in Istanbul che meditano regolarmente.

Shri Mataji: (sorridendo) Grazie. Dio ti benedica. Grazie.

Philip: Il regalo collettivo di Algeria e Sudafrica. Sono due angeli di argento.

Il regalo collettivo dal Canada. Il regalo collettivo dalla Russia: hanno inviato da Mosca un piccolo angelo d’argento. Il regalo collettivo della Grecia. Questo è un regalo, da parte dell’Austria, per tutti i sahaja yogi e sahaja yogini adulti presenti stasera: è un libro dei mantra con tutti i mantra di Sahaja Yoga. Sì. Sì. Potete tutti ritirare questo libro dei mantra all’uscita del tendone ma, per favore, solo gli adulti. Ed insieme a questo ci sarà una cartolina della località del Lago di Braies, dove abbiamo celebrato il puja.

[Regali dalla Finlandia:]

Yogi: Shri Mataji, questa è la prima copia della prima produzione di video. Abbiamo portato diciotto copie del Puja a Shri Hanumana e vorremmo distribuirne una a ciascuna nazione.

Philip: Questo è il regalo collettivo da parte delle sahaja yogini austriache.

Yogi: È un patchwork cucito a mano dalle donne austriache. Anche il merletto è fatto dalle donne austriache.

[Seguono regali dalla Colombia (un vaso), dal Brasile (un vassoio rotondo)]

Shri Mataji: Colombia.

Philip: Questa è una specie di dizionario, di bibliografia di Sahaja Yoga. È un’ottima idea. Viene dall’Italia.

[Segue il regalo collettivo dalla Yugoslavia. Poi dono collettivo dall’ashram di Como – alcune coperte – poi da Boston.]

Shri Mataji: Grazie.

[Segue una stoffa da muro dall’Austria, realizzata a mano con i simboli dei dieci Adi Guru]

Shri Mataji: È bellissimo, grazie. Buona idea.

[Segue un cigno di cristallo da Innsbruck, in Austria, poi un cuscino dalle sahaja yogini dell’ashram austriaco di Stockerau]

Shri Mataji: Bellissimo.

Philip: Ed ecco il regalo collettivo dall’India (paduka ed un oggetto che sembra un prezioso orologio)

Yogi: Shri Mataji, questo è un filatoio da parte delle signore austriache, ed ha diversi significati. Uno è che esso può tessere l’illusione. Un altro è che, tessendo, si possono creare delle trecce, per poter avvolgere gli esseri umani. Hanno cercato di imparare, Shri Mataji.

Yogi: Ah, bellissimo. Il simbolo del Guru, il Kamandalu.

[Seguono altri doni dal video team americano. Poi il musicista Sanjay Talwar offre il suo ultimo lavoro musicale. Segue il quadro di una rosa dall’Inghilterra]

[Shri Mataji: (rimprovera alcune signore, ma essendo lontana dal microfono non si sente bene): “Voi. Sì! Avanti (fa loro cenno di spostarsi dalla parte delle signore, ndt)… Tutte voi. Non devono stare sedute insieme ai ragazzi. Non hanno buon senso…

Come quella: perché stai giocando con quei ragazzi? Non si fa. Andate a sedervi di là (dalla parte delle signore, ndt). Forza, alzatevi da lì. Andate. Non avete nessun buon senso?! Perché siete sedute con quei ragazzi? Andatevene.

Avanti. Di dov’è lei? Di dov’è lei? Stuzzicarli, fare così… che cosa penseranno loro? (Shri Mataji fa dei gesti probabilmente ad indicare che quelle ragazze stavano stuzzicando i ragazzi, ndt)…

Di dov’è lei? (Alcuni yogi rispondono che la ragazza è belga). Cosa intendete, perché non andate a dire loro che non è questo il modo di comportarsi con i ragazzi indiani!? Andate a dirglielo. Gente stupida, abbiate un po’ di dignità, non sedetevi insieme ai ragazzi! Non dovete sedervi in mezzo ai ragazzi. Stupide!…Tutte loro!”]

Philip: I bambini di Roma, Shri Mataji. Un regalo dai bambini dell’ashram di Roma, per favore ora venite avanti. Un cuscino fatto a mano, da sole, dalle bambine dell’ashram di Roma. Un grande applauso!

[Seguono alcuni regali individuali. Una famiglia dal Belgio offre un cuscino a forma di cuore]

Philip: Hanno offerto simbolicamente il loro cuore a Shri Mataji. Una sahaja yogini di Milano: è una (statuetta di una) mamma elefantessa con i suoi due piccoli, Madre Ganesha con i suoi… come? La Madre di Ganesha.

Altro yogi: No, la Madre e il piccolo Ganesha.

Philip: È la Madre Ganesha che si prende cura dei piccoli.

[Seguono doni dall’Austria – Shri Mataji chiede alla signora il suo nome. Poi il sahaja yogi Cyril dall’Inghilterra offre il suo dono. Shri Mataji commenta: “Come stai? Oh! Lui è un ottimo musicista. Benissimo. Grazie, molte grazie. Bellissimo”. (Segue un regalo da Dubai, un profumo rarissimo di nome “Wood”). Shri Mataji: “Mi avete portato così tante cose!…”]

Philip: Da Napoli (detto in italiano), da Napoli (Naples).

Shri Mataji: Napoli (detto in italiano). Come sta funzionando a Napoli (Naples)? Bene? (Il dono è una farfalla di cristallo). Bellissima, grazie infinite. Grazie infinite, grazie, grazie. Napoli sta funzionando bene? Sì. È vero, prendetela.

Dio vi benedica.

(Segue un libretto da William di Toronto).

Shri Mataji: Da dove? Milton! …

(Poi viene offerta una stoffa raffigurante una tigre da uno yogi, Giorgio, di Milano)

Shri Mataji: Bellissimo, grazie…

Yogi: I bambini di Sydney.

Shri Mataji: Grazie.

[Vengono offerti dei disegni dei bambini della scuola Sahaja di Sydney. Poi un dono dai musicisti austriaci. Segue un dono da parte dell’America per Austria e Germania]

Shri Mataji: Questo allora è per loro. (Lo passa a Philip)

Un minuto, un minuto. Per favore, annuncia che tutti i centri… tutti i centri devono prendere i loro regali… (incomprensibile).

Philip: (Ripete le istruzioni date da Shri Mataji) Tutti i centri e tutte le nazioni che stasera hanno offerto regali collettivi, per favore vengano avanti e si riprendano il proprio dono collettivo per portarlo cortesemente in India, al tour indiano.

C’è un annuncio di cui tutti dovrebbero venire a conoscenza: oggi siamo entrati in una nuova dimensione di comunicazione in Sahaja Yoga. È stata installata una connessione telefonica con l’Australia, da qui all’Australia, e trecento sahaja yogi australiani hanno celebrato il puja insieme a noi guardando ed ascoltando dal vivo il discorso del puja di Shri Mataji.

[Applauso. Segue un regalo da Nick e Karina da Milano.]

Shri Mataji: Grazie, molte grazie.

Philip: Per favore, tutti i Paesi tornino a riprendere i propri regali.

[Poi Shri Mataji parla individualmente ad alcuni yogi e yogini]

[Fine della registrazione video]