Felicitazioni di Compleanno

Kolkata (India)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Felicitazioni di Compleanno

Calcutta (India), 22 Marzo 1994


(È stata cantata una canzone) Era una canzone composta da Gurudev Rabindranath Tagore molti anni fa, quando ebbe una visione delle nostre riunioni a Ganapatipule. In essa, egli racconta che sarebbe giunta gente da ogni parte del mondo, da differenti nazioni. Anche gli indù, i musulmani, i cristiani, i sikh e ogni tipo di comunità avrebbero ottenuto il proprio risveglio sulle rive del mare. Sagar è il mare. Egli ha descritto a meraviglia ogni dettaglio. Era un veggente e poté vedere il futuro in cui molte persone, ricercatori, sarebbero arrivate per diventate mahamanav (superuomini). Ed è davvero sorprendente come questi veggenti abbiano visto il futuro. Tra essi, come sapete, vi è C. S. Lewis[i], ed abbiamo avuto anche William Blake e molti altri. E sento che oggi, nel Bengala, quando sono arrivata qui a Calcutta, i suoi sogni si sono avverati. Il suo spirito sarebbe molto felice di saperlo.

Come sapete, abbiamo persone di ogni tipo, di ogni razza, di ogni religione, tutte insieme a Ganapatipule dove tutti gioite della beatitudine di Dio, sentite che avviene un risveglio. Egli dice anche che la Grande Madre ora è sorta, si è risvegliata e vi risveglierà. Ha visto tutto così chiaramente.

È straordinario come questi veggenti possano vedere e rivelare avvenimenti per la nostra meraviglia. Sono molto felice che abbiate questa bella compagnia di Baba Zaheer e dei suoi fratelli che sono dei musicisti di Qawwali[ii], ed anche i suoi figli sono Qawwali. È una grandissima cosa comprendere che queste persone hanno sentito lo stesso risveglio interiore che avete avuto voi, e che ora sono diventati veri sahaja yogi e cantano con tutto il cuore. Alcune di queste liriche credo le abbiano composte dopo, dopo essere arrivati da Bombay, perché noto che sono tutte canzoni nuove. E cantano ciò che anche voi vorreste dire, cantano ciò che vorreste esprimere. Ed è per questo che vi sentite così gioiosi e felici, perché esprimete (nei canti) ciò che avreste voluto dire in tutti questi giorni.

È significativo come nella collettività il pensiero…il pensiero agisca in modo molto diverso, per cui vogliamo dire tutti la stessa cosa. Per ciascuno questa è la verità, e per questo vi sentite tutti così gioiosi e felici. È qualcosa, un particolare tipo di rapporto tra un’anima realizzata ed un’altra anima realizzata. Soltanto un’anima realizzata può comprendere la felicità e la gioia di questa espressione. Certo, molte cose sono state dette su di me – è parecchio imbarazzante. Io non so che cosa faccio; in realtà… non credo di fare nulla; funziona tutto, tutto, grazie a questo potere onnipervadente che fa funzionare tutto così bene. Oggi è per noi il giorno conclusivo ed è stato davvero straordinario avere qui un così bel programma di Qawwali. Mi dispiace che metà della gente sia andata via non sapendo che ci sarebbe stato un programma. Oggi abbiamo dovuto fare alcuni preparativi, e con tutto questo daffare non è stata data l’informazione. Non importa. I fortunati li hanno ascoltati e ne hanno gioito totalmente.

Benedico questi musicisti Qawwali dal profondo del mio cuore e penso che saranno sempre più numerose le persone che apprezzeranno la loro musica e la comprenderanno e così tanti musulmani…. come ieri che Illal (allora leader della Turchia, ndt.) ha detto: “Madre, quando i musulmani capiranno chi è lei?”. Sono queste le persone che possono diffondere ovunque il messaggio e dire che ora è giunto il tempo di Qiyama (il giorno del giudizio, ndt), in cui dovrete avere la realizzazione del sé. Sono molto importanti. Io sono molto preoccupata per i musulmani perché sono in una totale oscurità, e il modo in cui ammazzano la gente perché sono musulmani… vengono uccisi in molti luoghi, ma anche loro uccidono. È una cosa molto violenta, assurda, che non è mai stata predicata da Maometto. Egli era il sostenitore dell’amore, dell’amore e soltanto dell’amore. Egli dovette combattere poiché furono molto aggressivi con lui.

Diversamente, se leggete il Corano, vi sorprenderà quanto egli abbia lodato l’amore di Dio e che al giorno d’oggi sia così travisato da non riuscire a capirlo. Sono felice che almeno i sahaja yogi comprendano il Corano e comprendano Maometto, siano devoti a Maometto come ad ogni altro Guru (primordiale). È encomiabile che voi lo accettiate. È perché avete verificato con le vostre vibrazioni che Maometto era un’incarnazione del Maestro, quindi non potete non riconoscerlo. E questi condizionamenti ora sono completamente dimenticati, e la maggior parte dei sahaja yogi nutre un profondo rispetto per Maometto e per il Corano.

Li benedico con tutto l’amore affinché diffondano questa idea e cerchino di portare pace su questa terra, spiegando alle genti ciò che Maometto ha detto e ciò che noi stiamo facendo. Allo stesso modo, tutti noi – a qualsiasi religione possiamo appartenere – abbiamo tanti condizionamenti e idee sbagliate. Perciò dovremmo tentare di correggerli e capire da soli che tutti sono venuti per diffondere la spiritualità. Come ho sempre detto, erano come fiori su un albero – sono nati sullo stesso albero della spiritualità. E qualsiasi cosa dovettero fare a quell’epoca, samayachar[iii], la fecero. Ma noi abbiamo strappato i fiori ed ora lottiamo con i fiori morti. Come sahaja yogi, dunque, quando siete risvegliati alla conoscenza e sapete cos’è la conoscenza, allora dovete comprendere realmente che noi siamo tutti sullo stesso sentiero di spiritualità. Non vi assolutamente nessuna differenza.

Che Dio vi benedica tutti per aver gioito di questo Qawwali e per essere venuti fin qui, a Calcutta. È stata davvero un’impresa straordinaria, devo dire. Tutti i miei ringraziamenti a questi grandi organizzatori che hanno allestito qui questa struttura così grande, che ieri era tutta piena. E il modo in cui tutto è stato diretto e svolto, è stato notevole. Tutti i leader convenuti qui sono rimasti sbalorditi dalla loro capacità organizzativa, e mi hanno detto: “Madre, abbiamo da imparare moltissimo da loro. Non possiamo di certo superarli. Ma qualsiasi cosa abbiano fatto ci fa davvero capire che ora dobbiamo dedicarci completamente ad un’adeguata comprensione di Sahaja Yoga, alla sua diffusione e tutta l’organizzazione dovrebbe rappresentare la nostra priorità assoluta. Finché la gente non se ne interesserà, non potremo acquisire ciò che ha acquisito questa gente”.

La collettività della gente del Bengala, del Marwari e di tutti i tipi di persone qui convenute da ogni parte del nostro paese è davvero eccezionale. Non ci sono liti, discussioni, dispute, è fatto tutto in modo molto bello. È incredibile come ci siano riusciti. Dobbiamo ricordare che siamo una cosa sola, parte integrante di un unico essere. E una volta che ce ne saremo resi conto davvero, gioiremo moltissimo della reciproca compagnia. Tutti i sahaja yogi gioiscono della compagnia gli uni degli altri. Inoltre, tutti voi, convenuti qui da tutto il mondo, avete visto il modo splendido in cui hanno organizzato tutto. Vi sono grata per essere venuti qui a celebrare il mio compleanno, ed ora non so cosa dire, perché ad ogni compleanno si scoprono cose e persone davvero belle.

Questo compleanno è stato davvero eccezionale per tutta l’organizzazione e per l’armonia con la quale ha funzionato. Mi auguro che ne trarremo tutti un insegnamento. Siamo tutti grati all’organizzazione di Calcutta per aver allestito così bene tutto questo. Fate un bell’applauso. Sì, lo so, è talmente grandioso che non riusciamo neppure a smettere di applaudire. E dobbiamo ringraziare ancora molto questi Qawwali che sono venuti fino qui da Hyderabad ed hanno espresso i vostri sentimenti. Fate un bell’applauso anche a loro. Sono persone profondamente religiose, per questo hanno intrapreso Sahaja Yoga con tanta facilità ed ora si sentono fiduciosi nei confronti della vita così come vi sentite sicuri voi. Nel regno di Dio, non c’è niente di cui preoccuparsi, nessuna preoccupazione per il futuro o per il passato, ma solo gioire del presente. E questo è ciò che fanno e che anche voi avete fatto. Io ho gioito del rapporto esistente fra voi.

Grazie molte.

Che Dio vi benedica.


[i] Autore del celebre ciclo di romanzi “Le Cronache di Narnia”.

[ii] Il Qawwali è una forma di musica religiosa, diffusa prevalentemente tra i musulmani e soprattutto tra i sufi, popolarmente conosciuti anche come faqir, termine che letteralmente significa uomo povero. La dottrina del Sufismo esalta la benevolenza verso l’umanità e l’unità di Dio attraverso la poesia e la musica.

[iii] Chi cerca di ottenere moksha rinunciando alle cose terrene, alle emozioni e ai desideri e realizzando infine Dio.