Consigli alle donne occidentali (Nirmala Yoga, Marzo-Aprile 84)

(Location Unknown)

(04/2003 traduzione)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Consigli alle donne occidentali

 (Nirmala Yoga, Marzo-Aprile 84)


In Occidente, le donne, essendo intelligenti e istruite, hanno sviluppato una situazione molto complessa intorno a sé. Ciò le ha rese come degli uomini senza virilità, ed ecco perché tutto il loro comportamento diventa estremamente strano. A volte proprio non capisco, ora però ho cominciato a rendermi conto che vogliono dominare gli uomini con il loro modo di essere, ma non capiscono che con la dominazione non si può creare una buona relazione.

Per dominare un uomo, un modo potrebbe essere di continuare ad agire proprio come un uomo, incalzandolo di qua e di là, dicendogli: “Non fare questo, non mi piace; questo non va bene, quello non va bene…”. Ma questo non è un metodo molto raffinato. Poi un altro modo è quello di raccontargli tutte le vostre miserie del passato come: “Sono fatta così; questo non va in me”. Lei è sempre malata, è sempre triste, insicura, dipendente; ha (sempre) bisogno del marito. Vuole l’attenzione del marito, suo marito deve prendersi cura di lei. Alla fine penso che i mariti debbano averne abbastanza e fuggire dalle mogli. Dev’essere per questo motivo che la prostituzione è così diffusa qui. Perché, almeno, la prostituta cerca di rendere il marito felice e non triste, in quanto è così che lei deve guadagnarsi da vivere.

In India è esattamente il contrario, i seccatori saranno gli uomini che diranno: “Questo non va bene”. Oppure: “Siamo malati e tu devi curarci”, e cose del genere. Non dicono: “Dobbiamo prenderci cura noi di voi”. Dicono che siete voi che dovete prendervi cura di loro. E le donne pensano che, essendo le mogli, sono le loro shakti e devono sopportare tutto e dar loro gioia.

Qui le donne hanno un’altra pessima caratteristica. In Sahaja Yoga ho visto che dicono in continuazione, per ogni ragione, che la negatività le attacca. Ora, per esempio, qualcuno mi ha detto che quando si ha un bambino ci si sente più attaccati dalla negatività perché si è sole. Immaginate! Quando avete un bambino avete una splendida compagnia, quella di vostro figlio! Voglio dire che una madre indiana, non appena rimane incinta sente la gioia; quando il bambino nasce sente la gioia della compagnia del bambino. A lei non occorre altro che la presenza del proprio bambino, e attraverso il figlio impara ad amare gli altri bambini.

Ma qui, perfino quando nascono i bambini, riversano la stessa assurdità sui figli: “Oh, quant’è cattivo mio marito, mi ha fatto tanto male; quant’è cattivo questo mondo; e quant’è stata cattiva mia madre…”. Ed è così che cercano di dominare i figli, rendendoli assolutamente infelici. È così che si arriva a “I Miserabili”[1]. Da dov’è venuto questo? Le origini sono qui.

Se poi non sono istruite sono anche peggio, perché hanno un complesso. Se sono meno intelligenti c’è un altro problema, cercano di fare piccoli trucchi spudorati con il marito e con gli altri. Se il marito ha relazioni sociali con altre persone, non sono contente. È davvero sorprendente, non trovate? L’amicizia per esempio; oppure se il marito vuole parlare con qualche altro uomo; non con una donna naturalmente, perché riguardo alle altre donne potete avere qualche obiezione. Non riesco a capire perché non gradiscano che gli amici del marito vengano a casa. In India è il contrario, gli amici del marito sono i benvenuti e trattati con premura dalla moglie; c’è una relazione dolce tra di loro, ed essi la chiamano cognata. È molto dolce.

Ma qui è esattamente il contrario. Esse aborrono tutte le relazioni sociali del marito, ed è questa la cosa più sorprendente, perché il marito non è solo, tutti i suoi rapporti fanno parte integrante di lui; ha degli obblighi nei loro confronti, oppure è imparentato o affezionato, e se lei ama veramente il marito dovrebbe accettare anche le sue altre relazioni.

Hanno vissuto così tutta la loro vita, ostentando la loro infelicità e continuano così dopo il matrimonio, ed anche in Sahaja Yoga ho visto il modo in cui si comportano.

Una donna indiana affronterà qualsiasi calamità; sarà lei a resistere in tempo di calamità, altrimenti non apparirà, non si metterà in primo piano. Nessuno saprà che c’è una donna che lavora; non sarà lei a parlare per prima.

Per esempio se mio marito ed io siamo seduti e c’è un intervistatore, questi penserà: “Questa donna è sordomuta, non parla”. In verità molta gente che ci ha visti insieme dice: “Non abbiamo mai saputo niente di te, tuo marito non ha mai detto una parola su te”. Vedete, così, è molto comune, la donna si mantiene al di fuori. La gente non sapeva che potessi essere Mataji, perché chi mi ha conosciuto diversamente non mi ha mai visto parlare, poiché non ci si aspetta che voi parliate quando parla vostro marito, state semplicemente zitte.

Qui è il contrario, se c’è un intervistatore, la donna parlerà per prima, l’uomo rimarrà seduto come un grande topo, guardandosi intorno e aprendo un po’ la bocca per dire qualcosa. L’aggressività di queste donne è molto sottile, se ne escono con certe domande sinistre! Qualsiasi cosa dicano è pungente e ci si stanca di persone del genere; è per questo che ci sono i divorzi.

Gli uomini occidentali sono molto meglio degli uomini indiani. Non dominano, capiscono il valore delle donne, hanno dato loro tanta libertà, tanto prestigio e onore. Ma se si dà qualcosa alle donne esse dovrebbero essere in grado di sopportarlo; non vi pare? A che serve dare loro l’uguaglianza se non sono in grado di sopportarla? Ecco perché trovo così squilibrato, così sinistro, l’atteggiamento delle donne nei confronti dell’intera esistenza.

La vita è meravigliosa, piena di gioia, felicità, beatitudine. Se continuate a rendere infelice qualcuno dalla mattina alla sera, allora siete contro la vita, siete contro Dio. Questo deve essere compreso. Il fatto è che esse hanno ottenuto l’uguaglianza senza evolversi fino a questo punto.

É proprio come per gli arabi che hanno ottenuto le Cadillac. All’inizio andavano sui cammelli o sugli asini, poi sono diventati ricchi e hanno avuto le Cadillac. Ma non si diventa persone colte semplicemente sedendosi sulla Cadillac.

Vedete, allo stesso modo si sono fatte sentire le donne improvvisamente alla pari, ma esse non hanno sviluppato quello stile, come dite voi. Non hanno sviluppato la raffinatezza, così il senso di inferiorità agisce e loro continuano a stuzzicare gli uomini tutto il tempo. Ogni parola e anche il linguaggio sono privi di dolcezza.

Ma in Sahaja Yoga abbiamo visto alcune grandi Sahaja yogini che sono veramente donne superiori direi. Per esempio, …(nome di una yogini) è una donna solida, molto solida, capisce le cose molto bene. Così come …(altro nome) è una buona moglie, sicuramente rende felice il proprio marito. …. (altro nome) è un’altra così. Vedete, queste donne usano la dolcezza con i propri mariti, e non le ho mai sentite raccontarmi delle loro sofferenze o pensare al loro passato o altro, mai, mai.

Dicevano sempre di essere felicemente sposate. Una mi ha detto: “Eravamo felicemente sposati”. Suo marito era russo e hanno avuto un problema a causa della guerra, ma lei non ha mai detto: “Mio marito mi ha resa infelice” o altro, mai. Non le ho mai sentite parlare così. Anche se è questa la situazione, o c’è qualcosa, dovreste essere contente. Anche se, per dire, vostro marito è un uomo cattivo, non è un Sahaja yogi, dovreste essere felici. In Sahaja Yoga è obbligatorio essere felici; dovreste essere gioiose e piene di gioia. Non c’è posto per gente triste. Se cercano di andare avanti in questo modo, dovranno uscire da Sahaja Yoga. Credetemi, saranno tutte gettate fuori. Se non volete essere all’altezza sarete fuori.

È una sfida per tutte le Sahaja yogini occidentali essere gioiose, dovreste essere felici. Ora, comunque, vedete che si gonfiano l’ego in modo molto sottile. Se soltanto dite: “No, questo non va bene”, si mettono subito a piangere e sapete che sono turbate. Gli uomini non sanno cosa fare, perché queste donne si sono scelte un’immagine e vogliono fare qualsiasi cosa venga loro in mente; e se gli uomini comprendono un po’ meglio di loro e dicono: “Fai questo, sarebbe meglio”, sono finiti.

Si identificano con queste cose; non si può dire che siano di lato sinistro, ma sono egoiste. E in questo ego c’è un atteggiamento sinistro con il quale rendono infelici uomini, donne e bambini.

Questo adesso deve finire. Questa tristezza in Occidente deve finire. Basta. Che cos’è questa tristezza che avete? Dovreste andare a vedere le donne in India, come sono sorridenti e ridono! Hanno i figli a cui badare; hanno dieci, undici, dodici figli a cui badare; non hanno denaro; devono alzarsi presto al mattino, alle quattro, e fare il bagno a causa delle condizioni in India. Non possono oziare come fate voi. Poi vanno al pozzo, attingono l’acqua e la portano a casa. Guardate che bei visi radiosi hanno! Arrivano a casa, preparano il cibo, svegliano dolcemente il marito, preparano l’occorrente per il bagno, si occupano dei bambini, puliscono la casa. Quando i figli si alzano trovano la casa pulita; dovreste vedere come lavorano duramente. E voi non vi renderete conto che stanno lavorando, sono assolutamente silenziose. Avete visto come cucinano queste donne? Ne avete mai udita qualcuna? Appena viene qualcuno sono serene, sono premurose. Sono intelligenti. Voglio dire, …(una yogini) è agente delle imposte, sapete? Sono pubblici funzionari, ma come si comportano? Le avete mai viste imporsi in qualche modo? Mai.

In India l’istruzione è ottima. La maggior parte delle ragazze in India è, come minimo, almeno diplomata. Ma non c’è ego per questo. Capiscono la loro posizione di moglie e di donna, sanno di essere la fonte della gioia e di dover dare questa gioia agli altri. Qui, invece, le donne non si rendono conto di quanta gioia possano dare. Dopotutto vostra Madre è una donna e se lei può dare così tanta gioia perché voi non dovreste esserne capaci?

È così. Proprio non capisco, un potenziale così grande, una sorgente del genere tagliata, interrotta. È per questo che manca il senso materno, soltanto il senso materno. Le donne sono a posto, non c’è niente di sbagliato in loro, ma manca il senso materno.

In India, perfino un bambino piccolo… guardate Anupama che ha appena sei anni, venne a dirmi all’orecchio: “Chi è questo bambino seduto qui, che sorride?” Ho detto: “Si chiama Machindranath”, “Ah questo è Machindranath!”. È una bambina di sei anni, non sa come tenerlo, vi ricordate, eppure prese il bambino, poi volle dargli qualcosa da mangiare.

Se avete un bambino portatelo a casa, queste due ragazze se ne prenderanno cura, gli daranno da mangiare. Loro passano tutto il tempo a prendersi cura dei bambini. Anche del nonno: “Posso portarti qualcosa da mangiare?”. Della nonna, naturalmente, ma anche del nonno! “Posso darti qualcosa da mangiare? Vorresti questo?”. Quando esco dal bagno lei è lì con il borotalco per cospargermi i piedi e l’asciugamano per asciugarmeli. Corrono di continuo su e giù. Non potete immaginare quanto siano materne con me. Sono materne con me e con il nonno. La mattina presto, Shumi aveva due anni e mezzo, era piccolissima, guardava il nonno che stava seduto. Entrava nella stanza, prendeva il giornale e gli occhiali, camminava a mala pena sapete, e glieli portava. Che ci vuole?

Ma se l’attenzione è rivolta tutto il tempo ad ottenere qualcosa dagli altri, viene da qualche idea molto sinistra ed è molto repulsivo. Non l’ho visto una volta sola, ma quando parlo a queste donne talvolta mi sento veramente disgustata e penso, oh Dio, cosa succederà quando si sposeranno? E quando si sposano lo vedo. È per questo che qui gli uomini non sanno cosa fare. Vedete, se avete un problema, la donna deve sopportarlo.

Le donne indiane hanno un grande coraggio. Quando ebbe inizio la guerra in India, una donna che era una vedova ed una regina, salì a cavallo, si avvolse il sari, fece sedere il figlio dietro di sé – era una regina – e saltò dalla fortezza per circa cento piedi e lottò contro gli inglesi. Naturalmente morì, gli inglesi la uccisero, ma lo stesso generale inglese scrisse: “Abbiamo vinto la battaglia, ma la vittoria e la gloria sono di Lakshmi Bai”. Non solo, ci sono molte altre donne così. Meravigliose. Ma esse si mostreranno solo in tempo di calamità. Quando le cose raggiungono il culmine del dramma, allora emergono, altrimenti rimangono silenziose.

Vedete, dovrebbe essere questa la femminilità. Intendo dire che, se devo parlare delle donne indiane, dovrei tenere un grande discorso. Veramente. Avete visto come si comportano, come sono dignitose e dolci; devo togliermi tanto di cappello davanti a loro. Sono mature nel migliore dei modi, per quanto riguarda la femminilità, il suo potenziale.

Guardate, hanno lavorato così duramente. Se vi ricordate la giovane sposa che ci invitò per colazione, circa tre anni fa, una ragazza piccolina. Eravamo andati in un luogo dove c’era un canale e lei disse: “Domani, Madre, venite a colazione da me”. E io dissi: “No è troppo, siamo così tanti, circa trentacinque persone, come potrai darci da mangiare?” Inoltre, c’erano anche gli altri leader. “Oh ce la farò”, disse, e quando arrivammo ci servì una colazione deliziosa. Tutte le donne del vicinato si alzarono alle quattro per preparare tutto, e tutte in grande gioia perché “Madre sta venendo nella nostra casa”, e per questo erano animate da un grande amore.

Questa si chiama amorevolezza in India. Qui non ci sono parole per gioia, non ci sono parole per i diversi aspetti della gioia, ma è questa  l’amorevolezza della gente, e si sentivano onorate che noi fossimo lì a mangiare. Io mangiai e mangiai, e infine dissi: “Basta, non ne posso più, sono sazia”. Mi risposero: “Madre non le è piaciuto il cibo, o che cosa?”, e continuavano a dare. Erano così dolci. Avevano preparato per così tante persone, avevo detto loro trentacinque e invece eravamo cinquanta, in una piccola casa. Erano molto silenziose, efficienti, ed è grazie all’efficienza, all’amore, che hanno potuto farcela.

Sono così dolci, e fanno piccole cose dolci. Ci mettono così tanta energia. È così bello. E questa volta ho intenzione di scrivere anche alle donne di Puna che ci preparino il cibo, non a quelle del Rajwade Karyalaya, e vedrete come lo prepareranno. Acquisteranno tutte le verdure migliori del mercato, i polli migliori e il meglio di tutto, e faranno del loro meglio mettendoci tutto il cuore dicendo: “I santi verranno nella nostra casa, i santi verranno nella nostra casa!”

Questa è la bellezza, eppure molti pensano che le donne indiane siano molto represse a causa della loro bontà. Ma loro non ci fanno caso, dicono: “La nostra bontà non può essere repressa”. La bontà è qualcosa che è più importante della repressione, dell’oppressione e tutto il resto. Esse non si attaccano a queste idee assurde, affatto.

É così bello, e allora i mariti si sentono legati. Vedete, mia figlia riceve telefonate praticamente ogni giorno dal marito, dall’Arabia Saudita. Guardate mio marito: ora è un anziano signore di sessantacinque anni, ma se lo lasciate fare mi telefonerà dieci volte al giorno. Gli dico di non telefonare in continuazione, ma lui continua a telefonare. Vedete, questa è la sorgente, allora voi volete parlarci per ricevere qualcosa.

Ma qui è il contrario, sono loro che vogliono prendere da voi. Che cosa hanno gli uomini da dare? Sono le donne a dover dare. Le donne devono dare. Ma esse non si rendono conto del proprio potenziale e continuano sempre a tormentare qualcuno. Come possono amarlo? Non possono. È a questo che penso quando dico agli uomini indiani di sposare donne occidentali. Essi rabbrividiscono un po’ perché per quale motivo dovrebbero rendere se stessi infelici? Pensate, se sanno come sono fatte le donne occidentali.

Quindi, questo deve cambiare. Siamo Sahaja yogi. Non abbiamo niente a che fare con le idee relative alle donne occidentali e tutto il resto. Non so, qualsiasi libro io abbia letto sulle donne occidentali, sulle eroine e cose del genere, non sono mai state così. Ciò che vedo, in realtà, è diverso da ciò che ho letto.

Domanda: Potrebbero le donne occidentali imitare le donne indiane?

Risposta: Dovrebbero, ma non è necessario imitare, perché voi siete Sahaja yogi, lo diventate spontaneamente. Accettate semplicemente. Accettatelo. Il passato è passato. Potete farcela. Il nostro lavoro è rendere tutti felici e contenti. É questo il nostro compito. É questa la sorgente che abbiamo ricevuto; siamo le sorgenti di gioia. Accettate questa situazione. Siamo la sorgente di gioia, di fiducia, di amore, affetto, gentilezza. Allora, una volta ogni tanto, se il marito sbaglia, avete il diritto di dirglielo. Non se la prenderà mai. Ma se state sempre a cercare di ottenere qualcosa con le moine lui dirà: “Oh, sempre le solite cose terra terra, ogni giorno”.

Occorreva dirlo. Deve essere detto anche alle donne australiane. È molto comune. Ma loro sono molto dolci, vero?

Voi, però, non tormentate le ragazze! Se loro non

vi danno problemi, non dovreste disturbarle.

[1] Dramma di Victor Hugo.