Lo Spirito/senza data

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Lo Spirito, 1977 (da Nirmala Yoga n.16 – 1981)

Lo Spirito è la cosa più preziosa che abbiamo in noi. La preziosità del vostro Spirito è incommensurabile, ecco perché viene definito come qualcosa di valore eterno. Poiché è infinito, non lo possiamo misurare.

Noi diciamo che Dio Onnipotente è Sat-Chit-Ananda. Sat significa Verità. La verità che noi comprendiamo secondo la terminologia umana, è relativa. Ma la Verità di cui io vi sto parlando è quella assoluta, quella dalla quale partono tutte le relazioni. Vi farò un esempio per farvi capire. Su questa terra ci sono oceani, fiumi, acque di vario genere, si può dire. Ma la terra le circonda tutte. Se la Madre Terra non ci fosse stata, niente di tutto ciò sarebbe esistito.

Si può dire che Madre Terra sia il supporto di tutte le cose esistenti. Lei le avvolge tutte. Lei esiste negli atomi come nelle grandi montagne, poiché questi elementi sono parte di lei. La stessa cosa vale per Dio Onnipotente. La Sua parte Sat, ossia la Verità, è il sostegno di tutte le cose create e non create. Un altro esempio: cercate di comprendere che Sat, ossia Purush, è Dio il quale non prende parte attiva alla creazione, ma è un catalizzatore. Un esempio potrebbe essere il seguente: Io sto facendo tutto il lavoro, creo ogni cosa, ma ho una luce in mano. Senza la luce, non posso fare nulla. La luce è il sostegno del mio lavoro. Ma la luce, comunque, non può fare niente di ciò che faccio io. Analogamente, Dio Onnipotente è soltanto il Testimone, come la luce.

Un’altra Sua qualità è Chit. Chit è l’Attenzione. Quando questa viene sollecitata (in sanscrito c’è un bellissimo termine per tradurre ‘sollecitato’, ossia la vibrazione (pulsazione), oppure quando ha fatto vibrare o fa vibrare la Sua attenzione, Dio mediante la sua attenzione inizia a creare.

La terza qualità di Dio viene chiamata Anand.  Anand è la sensazione di Gioia che Egli ottiene dalla Sua percezione, dalla Sua creazione, la gioia del Suo operare. Tutte e tre queste qualità, Sat-Chit-Ananda, quando sono al punto iniziale in cui si incontrano, diventano il principio di Brahma. Quando  diventano una cosa sola, dove c’è completo silenzio,  nulla si crea e nulla si manifesta, ma la Gioia diviene Uno con l’Attenzione, poiché quest’ultima è arrivata a fondersi nella Gioia e la Gioia è diventata Uno con la Verità.

La combinazione di queste tre qualità separa e crea tre tipi di fenomeni:

Ananda, la gioia interiore fusa con la creazione di Dio e  con la Verità. Quando la Gioia inizia a muoversi con la creazione, quest’ultima comincia a scendere dal primo stadio, quello di Sat o Verità, verso lo stadio di Asat, cioè la non-verità, la Maya, l’illusione.

A questo punto, la creazione inizia ad agire e quando inizia questo lavoro, anche la Gioia, che è sul lato sinistro, il lato emozionale di Dio, diventa sempre più grossolana fino a raggiungere quello stadio dove c’è, diciamo, un’oscurità completa di Tamoguna, ossia la cessazione completa della creatività e la completa assenza di gioia.

È più chiaro? Adesso comprenderete Mahalakshmi, Mahakali e Mahasaraswati. Ecco perché Cristo disse: “Io sono la luce”. Perché Egli rappresenta Sat, la luce di Dio. E quando la luce di Dio diventa completamente grossolana, addormentata o morta, raggiunge il secondo stadio della creazione. Tutte queste cose scendono sempre più in basso e diventano sempre più grossolane. Questa è una parte della parabola.

L’altra parte della parabola si mette in moto quando voi cercate di tornare verso Dio Onnipotente. Il processo allora comincia gradualmente a diventare sempre più elevato sempre più sottile, sempre più bello. In questo perfezionamento è la luce, in definitiva, che opera per il processo evolutivo. Gradualmente le parti più materiali cominciano a illuminarsi. Vedete che l’animale inferiore non è illuminato quanto quello superiore.

Gradualmente anche la Gioia diventa sempre più sottile. Possiamo definirla bellissima. La gioia dell’uomo è molto più bella di quella degli animali. Anche la Gioia, dunque, inizia a trasformare le proprie manifestazioni. Nel senso che voi evolvete sempre di più e un più ampio livello di gioia si fa sentire sulle vostre mani. Per esempio, per un cane la bellezza non ha senso; la decenza non ha senso. Ma allo stadio che avete raggiunto, quello di esseri umani, sviluppate Sat che è la consapevolezza; a questo stadio sviluppate anche la Gioia e l’azione creativa.

Vedete, dunque, come la Creatività di Dio passi nelle mani dell’uomo, quando Egli si rivela. Vedete come la Gioia di Dio passi nelle mani dell’uomo, e come la Sua Luce entri nel cuore dell’uomo come Spirito.

È bellissimo. Mi sono proprio commossa  quando siete diventati esseri umani. Si dice che gli esseri umani abbiano un’anima, ciò non significa che gli altri esseri non l’abbiano, ma che la Luce  comincia a brillare solo negli esseri umani.

È proprio per questa Luce che parliamo di religione, di Dio e di cose eterne. Ma è proprio uno stato precario quello dell’essere umano. Perché a questo livello dovete fare solo un piccolo salto da questa parte. Invece vi mettete a saltare da un lato all’altro, poiché questo salto non è possibile finché la vostra consapevolezza non raggiunga quel livello in cui diventate indipendenti e, in questa indipendenza, troviate la vostra direzione.

Questa é la condizione. Perché il vostro Sé non potrà appartenervi finché non sarete indipendenti. Finché sarete schiavi di un condizionamento o di qualcosa di materiale come potrete godere della gioia eterna che è dentro di voi? Sta a voi esporvi maggiormente a questa gioia schiudendo sempre di più il vostro Sé, e diventando sempre più sottili e puri, in modo da percepire il Divino.

Proprio adesso lo avete percepito e avete detto: “Che meraviglia!”. Vi siete sentiti molto felici. A questo livello percepite la gioia della creazione e l’uomo è il culmine della creazione. Ma questo vertice, la corona, è una parte molto piccola. È molto piccola. La distanza è così piccola che si attraversa in un attimo; occorre soltanto combinare insieme le tre cose. Ecco perché anche se ottenete la Realizzazione, non percepite il silenzio. Perché non siete ancora la Luce. Non sentite la Gioia perché non siete diventati Ananda. È il vostro lato sinistro.

In ogni cosa c’è Gioia, come esseri umani cominciate a vedere la Gioia nelle forme. Poi cominciate a percepire la sostanza, la Gioia della creazione Divina. Dopo la Realizzazione cominciate a sentire la Gioia della creazione. Il culmine della creazione è l’essere umano. Ecco perché un Sahaja yogi deve rendersi conto che se cerca di essere amichevole o di interessarsi o attaccarsi a una persona che è a un livello più basso, non potrà mai ricavare la Gioia da quella persona. La sola cosa che può fare è elevare quella persona al suo stesso livello e far provare anche a lei la stessa sensazione, la Gioia che voi state provando. Supponiamo che un artista sposi una ragazza cieca. Che senso ha? Lei non potrà gioire dell’arte creata da quest’uomo. Allo stesso modo, se siete attaccati ai vostri familiari, ai vostri parenti, ai vostri amici, la prima, la più grande e la più bella cosa che potete fare è dare loro la Realizzazione che è la Gioia dello Spirito.

Svelate loro la Gioia del loro Spirito che è la cosa più preziosa. La ragione per la quale la gente vacilla, si gingilla e si sente a disagio sta nel fatto che perde la gioia, molto facilmente, per piccole cose che ne hanno solo piccoli frammenti.

È come l’oceano che avete davanti, Io sono lì e voglio che voi tutti vi entriate per gioirne. È tutto per voi. Tutto questo è stato creato per la vostra gioia. Dovete diventare sempre più sottili. State sprecando tanto tempo per cose molto grossolane, ve ne siete resi conto.