Domande e Risposte

(India)

1977-01-26 1 Seminar Day 1, Questions Answers, Bordi, India, transcribed, 74' Download subtitles: EN,RU,SKView subtitles:
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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Domande e Risposte

Bordi (India), 26 Gennaio 1977


Cercherò di trattare esaurientemente la maggior parte dei punti che mi avete sottoposto; ma devo dire che sono stata molto felice di ascoltare la maggioranza delle domande, poiché dimostrano che la vostra ricerca si sta facendo sempre più sottile, che già conoscete il lato grossolano dei chakra, e che adesso volete conoscere le forme più sottili.

La domanda da esaminare per prima è: “In che modo i chakra si formano negli esseri umani, in che momento e in quale fase della vita?”. Questa infatti dovrebbe essere la prima domanda. È un po’ come chiedere: “In quale momento un germoglio ha origine in un seme?” Qualcosa del genere. Come vi ho già detto, quando un essere umano muore, non muore del tutto, ne muore solo una parte che è composta per lo più dall’elemento terra. Gli altri elementi rimangono, ciò che resta del corpo scompare, e voi non riuscite a vederlo perché non ha una forma umana completa. Le sue dimensioni si riducono notevolmente e la Kundalini abbandona il corpo rimanendo al di fuori, all’esterno del corpo. Anche l’Atma – ciò che noi chiamiamo Spirito – lascia il corpo rimanendone fuori. Ed è questo che rimane del corpo.

La costituzione di questo nuovo corpo è diversa dalla nostra. Si può dire che una candela spenta conservi tutta la sua struttura, tranne la luce. La luce abbandona quella struttura. Allo stesso modo, quando un essere umano muore, lo Spirito e la Kundalini lasciano il corpo ma gli rimangono intorno, e la procedura che segue è grandiosa, fantastica. È incredibile come il corpo scompaia, scomponendosi in diversi elementi.

Per prima cosa, però, notiamo che quando i corpi rimangono in questa situazione, vanno a finire nel cosiddetto Preta Loka. Lì diventano semi, nel senso che diventano sempre più piccoli, finché un corpo forma un ovulo e ciò che voi conoscete come sperma. Tutto questo si forma in un corpo. Non so se avete visto come avviene la divisione dei cromosomi. È una divisione completa: se il cromosoma è in un certo modo, avviene una completa divisione multipla ed una totale separazione. È per questo motivo che i matrimoni o la scelta del partner, che per la gente comune occupano una posizione molto importante, non sono di alcun interesse per il Divino. Queste cose avvengono in modo tale che si possono stabilire legami casuali.

Ad esempio, un ovulo di qualcuno può combinarsi con lo spermatozoo di qualcun altro. Ciò accade ad un livello evolutivo molto basso; è così anche fra gli esseri umani. Si può dire che valga per la gente non molto evoluta. Ma per lo più l’ovulo rifiuta gli spermatozoi, accetta solo quello che deve essere accettato. Ora, è un lavoro simile ad un minuetto, è incredibile quanto sia fantastico. Non abbiamo idea di come Dio faccia funzionare ogni cosa; è assolutamente straordinario, poi, che l’ovulo rifiuti, rifiuti in continuazione gli spermatozoi diversi da quello che è la sua metà. Ed è questo il motivo per il quale moltissimi spermatozoi vanno sprecati, ed anche molti ovuli.

Potete immaginare dunque l’esistenza di un congegno straordinario che fa funzionare tutto questo. Soprattutto per quanto riguarda le anime realizzate, se e quando rinascono, tutte le forze del Divino si uniscono per fare in modo che l’ovulo sia posto in quella persona che, alla fine, incontrerà l’individuo con lo spermatozoo adeguato, così che non vi siano problemi riguardo al loro incontro. Ed il Divino si prende totalmente cura di queste grandi anime. Il lavoro del Divino è assolutamente fantastico, ed è oltre la concezione umana comprendere in che modo la consapevolezza di Dio possa prendersi cura di tutte le cose più piccole, più minuscole del mondo.

Voi non potete fare neppure una minima cosa, come attaccare una cosa ad un’altra, senza  metterci un po’ della vostra attenzione umana; perciò potete immaginare come sia l’attenzione di Dio, che pianta così tanti semi nella Madre Terra e vi dà poi alberi enormi. Voi l’avete dato per scontato, ma se osservate vi renderete conto della fantastica forza dinamica che sta dietro, che pensa e realizza tutto in maniera così perfetta. Noi però pensiamo che sia tutto automatico, ed è così che riusciamo a sopportarlo; ed è così che possiamo sopportare anche Sahaja Yoga, pensando che sia tutto automatico.

La seconda domanda è: “Quando sono inseriti nel corpo i chakra?”. Essi esistono nel corpo e continuano ad esistere. Ovviamente, vengono corretti ogni volta che il corpo si reincarna e che viene immesso in un nuovo seme. Anche la Kundalini, ad ogni vostra nuova nascita, osserva le vostre azioni, il modo in cui si stanno sviluppando i vostri chakra, come tutto sta funzionando. E attraverso il metodo di darvi equilibrio, o sistema parasimpatico, o quello che potete chiamare Inconscio universale, i chakra vengono corretti e portati alla normalità dal processo evolutivo. Un individuo commette errori, si mette a ricercare, cerca di qua e di là. Ad esempio può mettersi ad inseguire il denaro, il potere, e poi l’amore – intendendo l’amore carnale – oppure si mette a cercare alcune espressioni emozionali, poi l’arte e tutto quanto. Alla fine, si rende conto che la sua ricerca è stata infruttuosa, poiché non è riuscito a raggiungere alcuno stato di gioia durante la sua esistenza e, con la sua ricerca, questi chakra continuano ad evolvere e a comprendere.

Ora, dobbiamo renderci conto che questi chakra sono entità assolutamente viventi, poiché quando una persona è considerata morta, in quel periodo le Deità non sono in una condizione di attività. Invece, i chakra di una persona viva hanno le Deità che attivano le diverse funzioni dei chakra. È un meccanismo molto, molto sottile. Ed essi possono essere definiti gli specchi riflettenti, a vari livelli della nostra consapevolezza, nei quali vengono riflesse le Deità che sono collocate nell’Essere Primordiale, il Virata.

E lì, una volta risvegliate, iniziano a far funzionare il piano del Divino. Nel caso di alcuni esseri umani, quando si inizia a studiare i loro chakra, si scopre che vanno all’estremo delle cose, e ciò accade poiché l’essere umano ha libertà di scelta. E nella sua libertà va agli estremi e, di conseguenza, i chakra vengono danneggiati. Andare agli estremi è ciò che noi chiamiamo ‘peccato’. La vita migliore è rimanere al centro, condurre un’esistenza moderata, semplice ed equilibrata, ed attenersi ai valori del nostro sostegno (dharma, ndt).

Se invece vi mettete ad andare agli estremi, si inizia a commettere peccato; e, a proposito del peccato, nella Bibbia è scritto: “La ricompensa per il peccato è la morte”. Così avviene la morte. Ora, voi sapete che in realtà la morte non avviene, ma ciò che accade è che una parte del chakra viene danneggiata. Può trattarsi di un attaccamento fisico, mentale, emotivo, spirituale, qualsiasi cosa. Se persistete in una situazione di squilibrio, ad un certo punto i chakra si rovinano. È così che si danneggiano i vostri chakra.

I chakra sono in condizioni diverse a seconda della nostra consapevolezza. Ad esempio, i medici, o anche tutti noi, sappiamo di avere dei plessi nel nostro corpo. Sapete che abbiamo diversi plessi: il plesso pelvico, il plesso solare, il plesso aortico, il plesso cardiaco, abbiamo il plesso cervicale, il chiasma ottico, l’area limbica; a livello del chiasma ottico si può dire che sono attive le ghiandole pituitaria e pineale, e poi avete l’area limbica nella quale alcuni punti sono attivi.

Questo lo sanno tutti i medici, poiché hanno effettuato degli esperimenti sull’area limbica di alcune scimmie e hanno scoperto che, se si stimola la loro area limbica con l’elettricità, esse si sentono molto gioiose. Quindi, tutti i chakra del corpo di un essere umano si percepiscono soltanto nella loro espressione grossolana che noi chiamiamo plessi, nei canali del sistema simpatico e parasimpatico.

Come vi ho detto, essi sono tutti collegati, poiché il sistema nervoso simpatico proviene dai due canali laterali e crea il canale centrale che è il parasimpatico. Il buon funzionamento del parasimpatico dipende dall’equilibrio di entrambi i canali del sistema nervoso simpatico. Quando l’equilibrio si rompe, può crearsi squilibrio in ciascuno di loro; e quando l’equilibrio è completamente spezzato, allora diventano arbitrari, ed è così che un essere umano si libera completamente – per così dire – della grazia di Dio.

Quando se ne sia completamente liberato, costui inizia a precipitare nello stato di rakshasa, finendo all’inferno; finisce cioè nell’altro tipo di consapevolezza nella quale non vi è più nessun sentimento, nessuna idea di coscienza. A quel punto può uccidere centinaia di persone senza pensarci due volte, senza provare nessuna angoscia. Perde completamente il lato emotivo ed anche tutta la saggezza. In lui rimangono solo le ambizioni e i desideri, e va avanti senza provare alcun rimorso o legame con il Divino o con il proprio dharma.

Quindi, per noi i chakra sono molto importanti poiché innanzitutto ci forniscono l’equilibrio per la nostra esistenza quotidiana. Ci danno Dio e la capacità di pensare alle cose sottili ed astratte. Tutto questo avviene mediante l’aiuto dei chakra. Se mi chiedete se gli animali hanno i chakra, (vi dirò che) li hanno, ma non li hanno tutti separati; a volte i chakra sono confusi, non sono distinti l’uno dall’altro e non sono completamente aperti, poiché il loro processo evolutivo non è ancora completo. Ho visto però che alcuni animali hanno la Kundalini risvegliata e sono animali realizzati.

È anche possibile che gli animali siano molto più dharmici degli uomini, e talora è sorprendente come riescano ad avere maggiore discernimento degli esseri umani. Inoltre, gli animali sono sotto il controllo di Dio, e qualsiasi cosa facciano è per la sopravvivenza, non devono pensarci. Ad esempio, un cane è un cane, un gatto è un gatto e una tigre è una tigre. Soltanto l’essere umano può essere un cane, uno scorpione, un serpente e può essere un santo. Soltanto nell’essere umano è possibile trovare tutti gli animali insieme; e può accadere che questi animali vengano fuori, e potreste sorprendervi per il modo in cui improvvisamente saltano fuori e si mettono ad abbaiarvi.

Gli esseri umani sono così poiché tutto ciò che è accaduto nel nostro passato è dentro di noi, qualunque animale siamo stati è dentro di noi. È tutto lì. Ma è già lì anche tutto ciò che saremo, è già lì anche tutto ciò che conseguiremo.

Solo per gli esseri umani esistono futuro, passato e presente; ma non per Dio. Per Lui pianificare, organizzare e disporre è molto facile perché, se non si hanno queste divisioni del tempo, si organizzano le cose molto meglio. E queste modalità esistono in virtù della Sua consapevolezza, posizione, onnipotenza, o della Sua natura di santità. È grazie a queste sue caratteristiche che Lui è così, che sa organizzare le cose molto bene. E non potete spiegare con una sequenza di eventi il modo in cui ha organizzato le cose e come sono avvenute. Lo fa semplicemente perché ne è capace. A Lui non occorre fare tutto questo servendosi dell’intelletto o pensando, come fanno gli esseri umani; Lui non deve neppure pensare poiché è così, sapete. Egli è il Potere, e fa tutto.

Egli ‘è’ la consapevolezza, perciò compie ogni cosa senza alcuno sforzo.

Ed è uno stato molto diverso che forse voi, in qualità di sahaja yogi, potete comprendere, nel quale muovete semplicemente le mani e scoprite che dall’altra parte la Kundalini si muoverà; potreste chiedervi perché, dopo tutto, si muova. Dovete pensarci. Voi potete farlo perché siete realizzati; ma chi non lo è, può muovere così la propria mano un centinaio di volte senza che accada nulla. Soltanto voi siete in grado di alzare la Kundalini, poiché la vostra consapevolezza è diversa. I vostri poteri sono diversi. Analogamente, Dio, che è onnipotente, anche muovendo un dito può far muovere l’universo intero. Dopo tutto è Dio. Ed ecco perché agli esseri umani è stato detto: “Fareste meglio ad avere fede in Dio, perché è il modo migliore per poter risolvere i vostri problemi”.

Se continuerete a pensarci, diverrete tutti pazzi. Perciò dobbiamo arrivare ad un punto in cui poter capire Dio, altrimenti impazzirete tutti nel tentativo di comprenderlo; diverrete tutti matti, sapete, perché cercare di capire tutte queste cose che sono oltre la nostra comprensione è davvero troppo. Ma poiché adesso, in Sahaja Yoga, la vostra consapevolezza è diventata davvero molto più sottile, è possibile comprendere tante cose e i metodi più sottili dell’agire di Dio, ed anche capire che cosa vi è possibile fare con i metodi sottili. Voi potete parlare di cose più sottili, ma parlarne con chi non sia un sahaja yogi sarebbe una follia, perché non capirebbe una parola di ciò che io dico e che è destinato esclusivamente a persone che siano sahaja yogi.

Così siamo arrivati al punto in cui ho detto: “A livello grossolano (i chakra, ndt) si manifestano nell’essere umano come plessi”. Ora, questo è conosciuto come (…) grossolano. Nella forma grossolana dovete vedere la sukshma, la forma sottile. Nell’essere umano esiste la forma sottile che voi potete vedere: avete visto la forma sottile sotto forma di energia quando inizia a pulsare, ne avete visto la pulsazione. Ma questa forma sottile ha due aspetti, si può dire, uno è sukshma e l’altro è atti sukshma. Perché nella sukshma potete vedere; e le persone realizzate come voi, possono vedere anche i chakra, nel senso che potete sentire i chakra sulle vostre dita.

Chi non è un’anima realizzata può vedere la pulsazione della Kundalini e i diversi chakra con gli occhi; può farlo, se guarda può vedere chiaramente i vari chakra, mentre voi sahaja yogi potete sentirli sulle dita ed anche sentirli interiormente nella consapevolezza collettiva. Al secondo stadio di sukshma… si può dire che esistano tre stadi, che potete chiamare sukshma, sukshma taras e sukshma tuma.

Il primo stadio, sukshma, è quando vedete l’aspetto sottile con gli occhi; il secondo, sukshma taras è quando lo percepite sulle dita; il terzo, sukshma tuma, è quando lo sentite direttamente sui chakra. Esistono dunque questi tre stadi.

Se qualcuno non li sente sulle dita può sentirli anche sui chakra. Potete quindi percepirli in tre modi, ma c’è un quarto modo che potete definire karana.

Lo stato di karana è lo stato più elevato nel quale un’anima realizzata può sentirli. Un’anima nata realizzata può sentirli, e a quello stadio sa, proprio come un computer. Non si preoccupa di quale sia (il dito, ossia il chakra, che sente, ndt) e non tende le mani o altro; semplicemente sente che è così.

Come avete visto nel caso di mia nipote, lei sa come stanno le cose. Se glielo chiedete vi dirà subito che una certa cosa è in un certo modo. Per loro (le anime nate realizzate, ndt) è del tutto chiaro dove sta il problema. Ora, potreste chiedermi come facciano a saperlo. Ma questa procedura diventa qualcosa di così integrato che vi capita proprio come con una puntura di spillo, per cui la mano si ritrae immediatamente per una specie di azione riflessa talmente rapida, che si può dire non vi sia alcuna procedura ma soltanto un’azione riflessa. Anche nell’azione, questa percezione agisce allo stesso modo, come in un’azione riflessa, per cui non dovete preoccuparvi del suo significato.

Questo è lo stato in cui si dice che lo stadio di karana è raggiunto. Esiste poi uno stato di Mahakarana, che è il terzo, perché anche in quello di karana ci sono tre stadi. Questo non occorre ve lo spieghi, perché è oltre la vostra comprensione; ma se siete nati realizzati capirete che lo squilibrio dei tre guna in una persona è immediatamente affrontato da un’anima nata realizzata, è subito affrontato, lei può sentirlo. È grazie alla saggezza che ha conseguito nelle vite precedenti. (Le persone nate realizzate, ndt) possono rendersi conto immediatamente quando si verifica uno squilibrio in qualcuno; qualsiasi cosa dicano è molto saggia, e capiscono, poiché riescono a vedere lo squilibrio dei tre guna. E a seconda di quale sia il guna in loro prevalente, in loro questi tre livelli esistono nel modo in cui dicono.

Alcune persone, ad esempio, sono più tamo guni, ossia tipi emotivi; alcunisono molto emotivi, così vedono una persona attraverso le emozioni. Ciò che provano dentro di sé lo chiamano sentimento; dicono: “Sento qualcosa per una certa persona. Ho provato quel sentimento”. Sono queste le parole che usano.

Se invece la persona è un rajo guni, se cioè è stata più incline a usare il rajo guna pregando Surya (il sole), recitando Gayatri e pregando tutti i corpi celesti ed anche i cinque elementi; se ha eseguito yagnya (havan ecc., ndt) e tutte quelle cose…. Ebbene, le persone così vedono i chakra come luce, come una forma elettrica, li vedono come colori e cose del genere.

Quindi, un tipo di persone li percepisce come un’emozione e l’altro tipo li vede come colori o, diciamo, una qualche forma; li vedono come forme o colori, come correnti elettriche, e altri come fiori diversi.

Ora noi siamo fatti di sentimenti, e sono espressioni d’amore anche quelle rajo guni che vi permettono di vedere con i vostri occhi la creazione.

L’altro tipo di persone però (tamo guni) è più incentrato sui sentimenti; così, chi è più incline ai sentimenti, chi è stato molto amorevole e si è adoperato in questo ambito della vita, chi è stato un bhakta (devoto), e ha pregato e implorato Dio chiedendogli aiuto e piangendo davanti a Lui con tutto il cuore, sentirà maggiormente le persone (a livello emozionale, ndt).

Invece, chi è più propenso a forme e cose (rajo guni), le vedrà come forme. Le vedono a colori perché anche (i chakra, ndt) sono colori.

Sono colori ed anche suoni. Anche il suono è un elemento, così loro possono udire un suono. Li vedono anche quando la Kundalini si muove, vedono muoversi il suono e anche… La maggior parte delle persone che hanno visto tutto questo sono quelle che hanno meditato secondo il metodo di Patanjali, da sole, secondo lo stile parshu rama.

Hanno visto queste forme e il movimento della Kundalini che, nell’attraversare i chakra, produce un suono, un fonema. E così hanno studiato ogni suono, in che modo è stato creato, che suono era e di che colore era. È dunque una conoscenza unilaterale di lato destro, delle persone che si sono spostate sul lato destro dicendo: “È stato creato questo, è stato creato quello”. E poi: “È stato creato questo suono”. Poi hanno creato la lingua, il sanscrito originale che è detto Dev-Vani (lingua degli dei, ndt); ed è per questo che le Deità capiscono meglio il sanscrito.

Quando pronunciate i mantra in sanscrito, loro li capiscono molto rapidamente, perché ha avuto origine da lì. Loro (i rajo guni) lo hanno studiato e poi lo hanno reso esclusivo. Ma ci sono altre lingue in India, la maggior parte delle quali sono derivate dal sanscrito e poi modificate, mutate in altra forma e poi un’altra (…) sanscrito, l’hindi (…) cinque lingue (…) sono nate tutte queste lingue.

C’è varietà. Anche altre lingue, nate in altri Paesi, sono state ovviamente l’espressione della Kundalini, ma furono create più a partire da percezioni esterne, le parole derivarono soprattutto dall’esterno; ad esempio diedero all’aria un nome che assomigliava al suono dell’aria, e così via. Questo procedimento lo appresero dall’esterno, dalla natura, perché l’approccio è stato soprattutto di tipo oggettivo. Un approccio oggettivo è sempre di livello leggermente inferiore a quello soggettivo perché ciò che è soggettivo è interiore, mentre ciò che è oggettivo è esteriore. Così, quando partite da ciò che è oggettivo, la purezza del suono principale che proviene dall’interno risulta un po’ deviata; voi conoscete (la differenza fra) approccio oggettivo e soggettivo. È ciò che è accaduto con alcune lingue. Alcune lingue sono molto, molto vicine al sanscrito, ma anch’esse hanno preso un’inclinazione a seconda dei loro guna.

Veniamo ora al Satya guni, (una persona che si trovi sul) sentiero centrale, o satva guni, come lo chiamano. Ci sono anche persone nelle quali prevale satva guna, che vedono i chakra nella forma corretta. Ma i satva guni non dovrebbero essere confusi con chi crede che mangiare una certa cosa sia satvik (proprio del canale centrale, ndt), mangiarne un’altra sia tamasik (proprio del canale sinistro, ndt), o con quelli che per esempio sostengono che dire una certa cosa è satvik, che non uccidere è satvik. Questo punto occorre interpretarlo nel modo corretto. Per esempio, dovete spiegare perché Krishna abbia ucciso così tanti rakshasa, perché in effetti (nel suo caso) è sat, dharmico, assolutamente dharmico. Perché Durga uccise tanti rakshasa? Lei dovette bere il sangue di numerosi rakshasa. Quindi, tutto ciò che è dharmico, la saggezza, il giusto sentiero, emanano da queste persone che non sono troppo inclini né ad un lato né ad un altro, e che conoscono esattamente il giusto modo di vedere la vita.

Anime nate realizzate di questo tipo sono qualcosa di davvero superiore, e sono pochissime. Direi che forse Buddha e Mahavira sono gli unici due esseri umani che, dopo aver attraversato numerose vite, dopo essere passati da un estremo all’altro, alla fine scoprirono che andare agli estremi non va bene. Tuttavia non hanno raggiunto la statura completa di una incarnazione.

Doveva quindi essere creato un modello tale da fornire sempre un punto fisso al quale ispirarsi per l’ascesa. E questi diversi modelli sono situati dentro di noi, nei nostri chakra, e sono perfetti, specifici di quei chakra.

Quindi, una persona che osservi i chakra, li vede e dà loro importanza a seconda della propria natura. Ora per esempio, uno come Shankaracharya, è un’anima realizzata incarnatasi molte volte. Non è nato realizzato una volta sola, ma molte volte, e si può dire che sia una delle persone nel canale centrale.

Perciò, quando lui parla del suo Muladhara chakra, in un certo senso ha già percorso il sentiero molte volte, e ora si addentra in forme sempre più sottili. Così, quando afferma che se il Muladhara chakra è aperto si può camminare sull’acqua, è esatto, poiché lui ha conseguito quello stato sottile. Si deve salire una volta, due volte, tre volte, quattro volte, fino a raggiungere uno stadio nel quale ha inizio l’ascesa (in cui il flusso ascendente diventa costante, ndt). Ma anche allora non è così importante.

Camminare sull’acqua… cosa c’è di così importante nel camminare sull’acqua? Non c’è niente di tanto importante, poiché, sapete, potete prendere una barca per farlo. Non c’è niente di così importante nel camminarci sopra. È, anche questa, una manifestazione di lato destro. Camminare sull’acqua o volare sono manifestazioni di lato destro. Sono tutte manifestazioni di lato destro che possono essere anche attuate con l’aiuto di una barca, di un aereo, o potete persino usare un bhut. Per questo ci si può servire di una entità morta e possiamo farci trasportare ovunque vogliamo. Si può fare; sono soltanto fenomeni di percezione extrasensoriale.

Si può fare dunque anche con altri metodi. Non è niente di rilevante. È qualcosa che a volte crea parecchia confusione, quando si vede che alcune persone riescono a volare, che hanno assunto la loro forma sottile. Voi non ne vedete il corpo o altro, ma lo hanno, essi possono percepirlo. La differenza è che le persone realizzate possono dirigere se stesse e possono vedere il corpo in movimento. Invece, chi non è realizzato si accorge che il suo essere sottile è proiettato all’esterno, la sua consapevolezza lo segue da qualche altra parte, mentre lui se ne sta seduto sopra la casa a guardare se stesso rimasto laggiù; e si vedrà seduto così. Avvengono questi fenomeni, dovuti unicamente al fatto che queste anime sono dominate da una entità morta. Quindi non c’è niente di grandioso in questo. È anche questa una manifestazione di lato destro.

Il lato sinistro, come vi ho detto, è il sentimento emotivo riguardo alle cose. Voi provate uno straordinario amore per gli altri e qualche volta li conoscete. Direi che Sainath era uno di questi, aveva questo lato sinistro dentro di sé. Era la personificazione dell’amore, ed era talmente colmo di amore per il prossimo che una volta io assunsi la forma di una donna molto povera che non poteva celebrare il giorno del Diwali. Lui, non potendo sopportarlo, le diede un po’ d’acqua e l’acqua si trasformò in olio e lei ci accese le luci. È un dato di fatto, potete farlo, è possibile. E con questo potere potete moltiplicare il cibo e cose del genere. Moltiplicherete il cibo, arriverete a qualche stadio (…). Ma anche questa è una manifestazione di un lato (ossia il lato sinistro, ndt). Tutte queste cose avvengono in una persona: c’è chi ha una caratteristica, chi ne ha un’altra, mentre alcuni possiedono tutte queste qualità. Alcuni, le incarnazioni, hanno tutto, possono fare tutto ciò che vogliono. E per farlo useranno tutto ciò che vogliono. Se non vogliono usare alcun potere non lo useranno. Dipende, quindi non è niente di importante. Supponiamo che voi vediate qualcosa (luci, colori, come spiegato prima riguardo alle manifestazioni di lato destro, ndt); bene, così potete rendervi conto che (Sahaja Yoga, ndt) è una bella cosa. Ma ciò non significa che dovreste attaccarvi a quelle cose, bensì dovete cercare di fare ciò che non si vede. Ora, per esempio, vedete la luce uscire dalla testa di qualcuno; questo è un modo di guardare alle cose.

Un altro modo è che potete sentire com’è un’altra persona da come vi viene incontro, da come la avvicinate. Riuscite a provare compassione per lei che non è arrivata dove siete voi? Anche questa è un’altra questione di equilibrio.

Ma ciò si dovrebbe fare… è molto pericoloso, per certe persone che non si siano ancora adeguatamente stabilizzate, cercare di aiutare gli altri.

Perciò vi avverto nuovamente: quando cominciate a vedere luci e tutto il resto, cercate di ricordare che vi state spostando su un lato – per questo vedete di più – e quindi cercate di essere più compassionevoli nel linguaggio, nel vostro modo di parlare e nel comportamento. Cercate di provare più amore. Questo fenomeno significa che il lato destro è più sviluppato del lato sinistro, ossia del cuore.

Per questo dovete alzare la Kundalini da destra e sinistra (probabilmente ‘alzare il lato sinistro sul destro’, ndt). Questo però non funziona in modo meccanico, ma solo pensando: “Devo sviluppare maggiormente il mio cuore”. Deve esserci equilibrio. Questo svilupperà anche il sentimento per gli altri. Il sentimento che io provo per gli altri non si può spiegare. Mi basta vedere qualcuno che piange da qualche parte e mi vengono le lacrime agli occhi, automaticamente. Anche se non piangete, ma vi sentite feriti per qualcosa, io percepisco questa sensazione di ferita dentro di me. Allo stesso modo voi dovreste sentire davvero quella sensazione, quella disperazione e quel pianto. S’intende, ad alcuni capita troppo ma è perché non hanno sviluppato l’altro lato. Dovreste dunque avere entrambi i lati e dirigere l’equilibrio dentro di voi.

Così, quelli che sono più inclini a vedere cose, non dovrebbero preoccuparsi continuamente di ciò che sentono, identificandosi con esso; va bene, perché hanno fatto quella specie di tapasya nel corso della loro ricerca e ciò è di grandissimo aiuto per Sahaja Yoga poiché, in questo modo, potete capire da soli chi è realizzato e chi non lo è. Tuttavia, in voi vi è ancora aridità; se siete aridi, dovreste cercare di svilupparli (i sentimenti). Cercate quindi di sviluppare tutto ciò che vi manca e non ritenetevi soddisfatti (delle qualità) che già possedete. È il miglior modo per poter ascendere. Le persone che riescono a vedere cose dovrebbero cercare di sviluppare sentimenti per gli altri. E quelle che riescono a sentire gli altri dovrebbero vedere le cose. E in questo modo funzionerà. È così. E nello stato di Mahakarana… Mahakarana è una forma infinitamente sottile, uno stato nel quale i chakra, che hanno in sé le Deità, sono connessi, sono una sorta di riflesso delle Deità del Virata.

Ora, queste Deità del Virata sono riflesse in voi, sono risvegliate in voi, e iniziano a muoversi e a far funzionare tutto come dovrebbe. Fino allo stato di Karana va molto bene, ma quello di Mahakarana è la vera ‘ottica’. (Esiste l’) ottica (forse la reale visione della realtà, ndt) e la deflessione (forse lo stato di visione attraverso un filtro, ndt). Quando potete arrivare all’ottica, che è uno stato davvero profondo della mente nel quale si raggiunge l’ottica, quando siete a questo livello, siete molto vicini allo stato di un’incarnazione.

Quindi possiamo dire che intanto, per quanto riguarda voi, dovreste cercare di arrivare a comprendere lo stato di karana, perché per ora il problema non è come superarlo andando oltre. A che serve parlare di qualcosa di tanto lontano? Ne parleremo più avanti. Ma questo è il quarto stato dei chakra.

Ora (parole non udibili, hindi. Forse si riferisce al bandhan fatto sui chakra di altre persone) vedete, è in senso antiorario, lo vedete, perché la maggior parte delle persone che lo ha visto fare, lo ha visto fare agli altri; e quando lo vedete fare sugli altri, da dietro, lo vedete in senso antiorario. Ma se lo guardate fare sul davanti, è in senso orario.

Viene rivolta a Shri Mataji una domanda non udibile.

Shri Mataji: Ciò che vi ho appena detto è che i chakra, per un essere umano comune, non sono altro che normali plessi, mentre per un’anima realizzata sono molto di più. Pertanto, più evolvete, diventando esseri superiori aumentando la consapevolezza, più i chakra iniziano a manifestarsi. Ora, per esempio, i miei chakra agiscono su tutto, ovunque. È questa la differenza. Dipende dalla consapevolezza della persona; è per questo che un senso più profondo (…). Tanto maggiore è l’espressione della sua luce, tanto maggiore è il potere. È così.

Bene, c’è ancora qualche domanda sui chakra?

Anche il numero dei petali è una cosa grossolana, sapete: finché non raggiungete un certo stadio, finché i vostri petali sono in fase di creazione…poiché c’è un po’ di matematica in questo, un po’ di matematica. E tutta questa matematica è stata elaborata nell’essere umano così com’è. Ma diciamo, ad esempio, che in una persona vi sia una lampadina da 25 watt. Ora, i 25 watt devono essere aumentati a 50 watt o qualcosa del genere. Dovete quindi esaminare quanto può crescere, quali dimensioni è in grado di raggiungere quell’aspetto di quella persona. Vi è una grande matematica riguardo alle dimensioni che (un particolare aspetto di una persona) può raggiungere, sapete, e riguardo al livello in cui penetrerà. Prendiamo come esempio il Muladhara chakra. In realtà nel Muladhara chakra il percorso è obbligato, poiché esso copre i quattro aspetti della personalità umana. È un calcolo un po’ astratto: vi sono quattro aspetti nella personalità, ed il quinto aspetto, l’entrata nella quinta dimensione, non coinvolge il Muladhara chakra, ma avviene al di sopra del Muladhara.

Così, le quattro dimensioni sono indicate in questo modo – vedete, queste sono le diverse dimensioni dell’uomo, e a quei livelli si calcola così quante dimensioni sono toccate da questi petali. Nel mio libro (forse il libro sul Muladhara, “Il supporto della radice”, ndt) ho spiegato molto dettagliatamente le dimensioni che si toccano in questo stato e fin dove si arriva.

Poi però il Muladhara si riduce soltanto a due dimensioni, ma a quel punto esso è così sottile e acuto da penetrare proprio dappertutto. Dipende; se ad esempio in una macchina avete differenti assicurazioni (…) con date diverse, ora in base al calcolo (…) potete spiegare perché è così.

Vedete, è un lavoro molto accurato e ben elaborato, ossia sono ben elaborate le dimensioni nelle quali l’essere umano deve addentrarsi, e la dimensione che raggiungete su un chakra in particolare; tutto ciò ha un significato. Ma (il Muladhara) non ha soltanto quattro petali, non ne ha soltanto quattro, bensì all’interno ha molti petali, e questo è molto interessante. In effetti sul Muladhara ho scritto un ampio e completo capitolo. Ho spiegato quante pieghe vi sono all’interno, come funzionano, ciò che indicano e fino a che punto si aprono, poiché rappresentano una dimensione che viene fatta funzionare. Per esempio, se prendete un albero di banyan[1], esso ha un seme piccolissimo, l’albero di banyan ha il seme più piccolo. Ma perché è così, perché è così microscopico, seppur tanto dinamico?

Vedete, tutto funziona come una capsula, e la sua è una capsula che deve realizzare questa dimensione, quest’altra dimensione. Tutto questo ambito è rigorosamente calcolato, e l’ho descritto. Per la verità ho descritto a fondo soltanto il Muladhara, poiché per un solo chakra, il Muladhara, è risultato un libro così voluminoso che ho rinunciato agli altri. Ho approfondito soltanto quello.

Ma anche soltanto il Muladhara, quando ho iniziato a spiegarlo, è diventato un libro enorme. Allora mi sono arresa; ho detto: “Meglio non fare altri lavori di questo genere”. Si tratta di un argomento molto complicato e Dio, sapete, ha un Suo modo di pianificare e non potete metterlo in discussione. Egli agisce secondo il proprio capriccio, sapete. Ha un proprio stile. Ma persino il Suo capriccio, ogni Sua cosa, possiede capacità di comprensione.

Vi accorgerete che se, a volte, nel tentativo di studiarlo, chiedete a me certe cose, io provo a rispondervi in modo diverso.

Poiché Lui ha i propri metodi di fare le cose, una propria capacità di comprensione, ed agisce di conseguenza. Tuttavia ho cercato di descrivere almeno il Muladhara chakra, affinché gli esseri umani si rendano conto della complessità con cui sono stati creati, di quanta attenzione Dio abbia dedicato a collocare così precisamente il loro Muladhara, come Egli abbia insediato lì l’energia, come abbia creato una macchina vivente e come essa funzioni, affinché la gente capisca l’importanza dei propri chakra e l’importanza del proprio essere, quanto siete importanti. Voi non siete gente qualsiasi.

Anche se possediamo, ad esempio, un normale registratore, ci stiamo molto attenti. Ma allora quanto dovremmo stare attenti al nostro meccanismo, che ha richiesto milioni di anni per essere creato con tale saggezza? Che meccanismo! Nemmeno nell’arco di tre yuga riuscirete a comprendere un solo chakra. È un funzionamento interiore talmente straordinario! Ovviamente io ne ho dato soltanto la descrizione, perché è ad un livello tale che vi farebbe davvero impazzire. E ho cercato di spiegarlo in quel volume. Avete letto il mio libro sul Muladhara, vero? È un argomento piuttosto elaborato.

Domanda: Qual è lo scopo della vita?

Shri Mataji: Ma quel livello non l’ho mai cancellato, quel livello non è oggi. Proprio ora ho detto che dovete incarnarvi ancora e ancora, perché non siete ancora a quello stadio. Ma (lo sarete) quando non sarà rimasto alcun difetto in nessuno di questi (chakra, ndt). Dicono che arriverà il giorno del giudizio ma, prima, Dio vi darà una possibilità. Vi darà una completa possibilità per migliorarvi, per raggiungere quella posizione. Così possiamo dire: “Prima di tutto gli alberi si introducono (nella terra, ndt) piantando i semi; poi gli alberi crescono, dopo di che spuntano i fiori, e infine i fiori ritornano semi. Poi ancora alberi, ancora (l’intero processo), finché non raggiungano un certo stadio, non siano completamente maturi. Allora conosceranno l’intero scenario e il tutto diviene Brahma stesso. Ed ogni scarto viene  rimosso.

Così, alla fine, avviene l’integrazione, ma l’integrazione del vostro essere significa unione con Dio. È uno stato molto più elevato. Prima di tutto occorre la purificazione. Vedete, per purificarvi dovete rinascere; voi non avete ancora raggiunto quello stato in cui dovreste diventare Mahanivar.

Lo avete raggiunto? Se diventate potenti potreste finire all’inferno, quindi meglio non provarci. Dovete capire che proprio ora, a questo stadio, dovete andare oltre, purificarvi, fino ad arrivare ad un certo stadio – qui vedete dove – lì si raggiunge quel livello. A quel punto, Dio vi avrà dato sufficienti opportunità per migliorarvi. Ma se siete ancora rakshasa, allora non sarete più messi alla prova. Ma è piuttosto evidente, devo dire, che ora non potete permettervi di correre il rischio. È da pazzi.

(Marathi. Incomprensibile) è imminente una strage, è molto vicina; voglio dire che può avvenire in qualsiasi momento. State in guardia, è proprio imminente. Molti devono essere eliminati perché stanno davvero creando problemi. Può essere molto vicina, perciò state attenti. Vedete, ogni aspetto combacia con l’altro, ma ogni religione ne rivela solo una parte e così taglia fuori le altre.

Se io dico: “Dovete entrare in questa stanza”, se dico: “Dovete fare tre passi di qua” e poi: “Dovete fare tre passi di là”, sono cose tutte collegate.

Ma poiché qui si parla soltanto di tre passi, voi direte: “Allora in quella religione si parla di tre passi interiori”. E che cosa significano quei tre passi? Devo parlarvi anche di questo. Ma poiché devo parlarvi di tutto ciò che dovete affrontare all’inizio, è meglio non vi parli di questi tre passi (…) poiché ci darete un’occhiata (superficiale) dicendo: oh, molto carino. Ma non vi arriverà su un piatto (d’argento). Dovete lavorarci sopra coscienziosamente. Cercate di capirlo.

(Domanda non udibile).

Shri Mataji: Il chakra è dentro di voi, il chakra è in un punto preciso, esiste in voi. (Shri Mataji viene interrotta). No, no, sono soltanto nel corpo, sono nel corpo. Il corpo diviene come un seme (dopo la morte, come spiegato all’inizio, ndt), voi diventate come semi. Ma sono a livello potenziale, voi non potete vederli. Il chakra è uno stato.

È qualcosa di simile ad una luce che esce fuori da un tubo, il quale rimane lì. Così accade alla Kundalini (al momento della morte, ndt), la quale, però, rimane sulla sommità della testa della persona. L’unica differenza è questa: prendete ad esempio una luce che esca fuori e rimanga nelle vicinanze. Il potenziale è lì, nella luce, è la luce stessa. Il luogo predisposto per il passaggio della luce è lì, è…

(Domanda non udibile)

Shri Mataji: Sono già separati, a livello grossolano sono separati; anche internamente sono separati, ma vi è un vuoto (Void), è questo l’unico punto. Vedete la Kundalini viene illuminata, potete dire che venga davvero illuminata un poco. Poi, davanti a me, inizia a salire; o anche davanti a voi, perché voi siete sahaja yogi. Vi stupirà, ma non accade con nessun altro, sapete.

Qual è l’altra domanda?

Domanda: in che modo si muovono i chakra nel corpo?

Shri Mataji: Vedete (…) oggi si muovono orizzontalmente, si muovono in senso orizzontale, ma quando li muovete così… è come quando vedete una ruota. (Shri Mataji viene interrotta) No, non funziona. Funziona meglio così. Perché, vedete, sono questi ad emettere (energia, ndt). Se fate così, va giù. Vedete, questi si muovono in questa direzione, voi potete muovere questo. Avete visto che in un orologio ci sono alcune rotelle che girano in orizzontale ed altre in verticale (Shri Mataji sta spiegando il meccanismo della ruota dentata, in cui una ruota dentata verticale trasferisce il movimento ad un altra ruota dentata orizzontale: è lo stesso meccanismo per cui funziona il movimento circolare che facciamo per lavorare un chakra, ndt.)

Shri Mataji parla in hindi. Domanda non udibile.

Shri Mataji: Vedete, ciò che fanno i (falsi) guru è servirsi dei diversi chakra per introdurre nel sistema nervoso simpatico alcune entità di cui hanno il controllo. Di fatto non controllano molte entità ma, per esempio, accade questo: durante la guerra molte persone hanno perso la vita, hanno ucciso altri. In quei Paesi, quelle anime non sono mai state trattate da esseri umani, bensì alla stregua di animali, ed hanno subìto immani torture. Per questo, nella loro mente è nato il desiderio di dover torturare a loro volta i loro persecutori.

Così, quando queste persone muoiono, non muoiono veramente e non entrano nel Preta Loka, ma rimangono nell’atmosfera, ed è per questo che la guerra è una bruttissima cosa: perché le guerre creano molti più esseri umani di questo genere, disgraziati, molto depressi, molto insoddisfatti della vita, che compiono azioni depravate e inconfessate di ogni tipo, orrori di ogni tipo, tutta gente così. E quando costoro muoiono, non vanno a finire veramente nel preta loka, poiché essi non pensano alla propria salvezza ma sono assorbiti dalla propria lussuria, avidità, o averi materiali; sono accaparratori, ladri e gente di ogni genere, che possiamo definire malvagia e satanica. E quando muoiono, si accorgono di diventare molto più sottili e si rendono conto di poter far meglio agendo in un corpo sottile. Così, sfruttano il proprio corpo sottile per penetrare nelle persone, le quali diventano così facilmente utilizzabili.

Questi guru, essendo essi stessi geni del male, conoscono il metodo per catturare queste persone e servirsene. E le inseriscono dentro di voi attraverso i vostri diversi chakra. Ravana, per esempio, era dotato di abilità oratoria e, quando parlava, immetteva dei rakshasa negli abitanti di Ceylon, o Lanka che dir si voglia.

Ma la gente non avrebbe mai dovuto combattere Rama, perché a quell’epoca la sensibilità delle persone era tale che esse sapevano che Rama era una incarnazione. Non erano grossolani come al giorno d’oggi, per cui occorre dire: “Eccomi qua, io sono l’incarnazione”. Non era il Kali Yuga, perciò essi sapevano che lui era un’incarnazione. Alcuni non lo sapevano, ma moltissimi sì. Ma nonostante questo, nessuno poté opporsi (a Ravana, ndt), poiché la loro mente era sotto l’influenza delle entità introdotte da Ravana e combatterono (contro Shri Rama, ndt).

Fu così anche al tempo di Krishna: la gente sapeva chi lui fosse, o almeno ne aveva un’idea, anche i Kaurava lo sapevano (i malvagi cugini ed avversari dei Pandava, ossia i cinque fratelli di cui era alleato Shri Krishna nella guerra del Kurukshetra, ndt).

Ma questo Kali Yuga è orribile, nessuno vede le cose con chiarezza; e le persone morte (in guerra, ndt) non erano come chi riconosceva un’incarnazione e se ne rendeva conto.

Anche a quel tempo (di Shri Rama, ndt) questa gente (rakshasa come Ravana) doveva ricorrere a qualche stratagemma per neutralizzare (le persone in grado di riconoscere un’incarnazione, ndt) e si avvalsero di questo tipo di adescamento (ossia mediante possessioni, ndt). E adoperando questo sistema, appresero metodi sempre più sottili che si sono messi ad usare con grande abilità nel Kali Yuga. In realtà (i falsi guru) sono rakshasa e conoscono i metodi per adescare la gente. Esistono molti modi per farlo. E quando chinate la testa dinanzi a loro, quello per loro è il momento migliore per poter possedere il vostro ego e distruggervi definitivamente. Fanno così, e voi non siete più voi stessi.

Per prima cosa agiscono sul vostro cuore. Diventate nervosi, le vostre mani e i vostri piedi iniziano a tremare. Agiscono sul vostro chakra del cuore. Voi (sahaja yogi) usate il potere di Raksha (protezione, ndt), che è l’aspetto fondamentale del chakra del cuore (…Hindi).

E quando poi iniziano a prendere il controllo dei vostri nervi, vi rendete conto che è come se qualcuno agisse in vece vostra. E se recitate il nome di qualcuno, vi mettete a saltare senza poterci fare niente. È un’esperienza, sapete. Sono molte le cose che fanno in questo modo, moltissime. Ma nel Kali Yuga l’essere umano, nell’insieme, invece di migliorare è completamente scaduto per quanto riguarda il concetto di dignità ed ogni altra cosa. Intendo dire che, diversamente, sarebbe un caso senza speranza ma, per grazia di Dio, Sahaja Yoga può salvarlo.

L’essere umano è davvero molto brusco, è molto offensivo e compie ogni genere di pratiche (spirituali) errate ritenendosi il più grande santo in assoluto. Sapete, questa è un’altra ‘grandiosa’ caratteristica del Kali Yuga. È questo il problema. Nelle persone non è rimasto un briciolo di coscienza che dica loro che qualcosa è sbagliato, che è sbagliato uccidere. È così ovunque.

(Shri Mataji parla in marathi)

Vedete, tutti i cinque elementi sono molto importanti nel nostro corpo e costituiscono anche il corpo dei chakra, come vi ho detto. Di conseguenza, quando cantate, le vibrazioni possono pervadere i suoni musicali e stimolare determinati chakra. È molto indicato, ad esempio, per hridaya chakra (il chakra del cuore) o anche per il Vishuddhi chakra. Non per tutti i chakra, ma per alcuni sì. Se un’anima realizzata recita un mantra, quello è un suono, una musica meravigliosa, ed è molto efficace. Per esempio, potete risvegliare Ganesha con un bellissimo shloka (versi poetici in metrica e spesso in rima. Forse si riferisce al Ganesha Atharva Shirsha, ndt); se siete un’anima realizzata e il vostro (principio di) Ganesha è a posto, potete risvegliarlo molto facilmente in un’altra persona. Intendo dire che una persona così può creare.

La musica, il suono, tutto questo produce un effetto ed ora stiamo usando molto ampiamente questo metodo. Così, se adesso facciamo, ad esempio, una meditazione collettiva e ci sono molte persone con un chakra bloccato, per esempio il Vishuddhi, io posso correggerlo semplicemente mettendo il mio dito qui, così (probabilmente mettendo l’indice nella fossetta alla base del collo, ndt). Perché qui – nei chakra – vi è un micro-suono che trasmette le vibrazioni. In realtà un aspetto delle vibrazioni è costituito anche dal micro-suono, dalla micro-luce, dal micro-suono, e si può affermare che tutti i cinque elementi sono lì presenti in forma microscopica. Così, quando appoggio il mio dito (sul chakra bloccato, ndt) il micro-suono può informare tutti gli altri e la persona può essere curata. È molto facile correggere così specialmente il Vishuddhi. Potete correggere la maggior parte dei chakra, ma alcuni di essi si correggono con gran facilità; questo è il caso del Vishuddhi, che è responsabile del suono, che è creato dall’elemento suono.

Come avete visto, l’elemento acqua è molto indicato per trattare i chakra inferiori fino al chakra del cuore, poiché l’acqua e il sale possono aiutare il vostro Nabhi chakra. Il sale rappresenta l’elemento terra e ciò che chiamate l’essenza dell’oceano, e l’essenza dell’oceano è nel Bhavasagara (Void, ndt), così possiamo utilizzare acqua salata per purificare i chakra inferiori. Possiamo usare la luce per gli occhi poiché essi sono costituiti di prakash, di luce, dell’elemento luce. Si possono fare, allo stesso modo, diverse cose. E se usate questi diversi elementi, potete eliminare ogni impurità o blocco accumulati in un vostro chakra specifico, facendoli ritornare nell’elemento corrispondente e purificandoli, in modo che sia l’elemento ad eliminarli.

Anche per quanto riguarda Madre Terra, essa ha in sé così tanti elementi da poter assorbire moltissimi dei problemi che vi turbano interiormente a causa di qualche squilibrio proprio dell’elemento terra. Vedete, tutto questo è dovuto ad uno squilibrio di questi elementi creatosi in voi, poiché si sono accumulati più di quanto voi vogliate. Ecco perché ho detto: “All’estremo”.

Prithvi tattwa (l’elemento terra) si esprime mediante Shri Ganesha. Shri Ganesha è la forma, diciamo, di un principio purificato dell’elemento terra, ed è lo stesso. Possiamo dire che in un flauto due note, la prima e l’ultima, sono uguali. Analogamente, in un essere umano la prima delle sette note è Ganesha, e anche l’ultima; così le sette note sono la stessa cosa. E queste sette note compongono l’elemento terra; non sono interamente l’elemento terra, ma sono scaturite dall’elemento terra purificato; perciò esso perde completamente i problemi dell’elemento terra. È Parabrahma. Voglio dire che diventa il Brahma completo, poiché l’elemento terra è all’esterno, ma all’interno vi è Dhara. Dhara, Dharana, è il potere che sostiene. È il potere che sostiene, e questo potere è la forma più pura dell’elemento terra. Così, vedete, questo è ciò che voi diventate più avanti: gradualmente tutto l’elemento terra scompare e voi diventate quello.

Dharana Shakti, il potere del sostegno, è Shri Ganesha. Così, in ogni chakra voi avete un punto assolutamente sottile, e questo punto assolutamente sottile è la nota che il Divino suona in quel punto; poiché ogni nota possiede una diversa frequenza, potete chiamarla una diversa inclinazione, un suono diverso che contribuisce alla melodia di questo universo. Così, dunque, abbiamo sette chakra e sette note, che sono diverse e creano poi permutazioni e combinazioni; ed è così che un chakra diventa swara (nota, ndt) e poi diventa un suono, e da un suono diventa una parola, da una parola diventa una lingua e così via.

E la stessa forma sottile inizia a trasformarsi in qualcos’altro. Per esempio, se ho amore per i miei figli, per esprimerlo costruisco per loro una casa, creo per loro un luogo in cui vivere, cucino per loro, preparo un letto per loro.

Vedete, è un’espressione grossolana dell’amore sottile che io provo. Allo stesso modo, qualsiasi cosa sottile dentro di noi si esprime all’esterno con l’aiuto degli elementi che sono all’esterno, si esprime ciò che è sottile attraverso il nostro comportamento esteriore, o anche con cose materiali.

È lo stesso aspetto sottile che si esprime all’esterno; ma poi, in seguito, diventiamo così grossolani da dimenticarne la componente interiore. Vedete, una madre può fare tutte queste cose e poi diventare molto possessiva con i propri figli. Penserà di aver fatto tantissimo per i figli senza neppure pensare perché lo ha fatto. Si dimentica dell’aspetto dell’amore e non diventa altro che il (…) grossolano. Comincia a sgridare i bambini anche solo perché hanno rotto una piccola cosa qua e là. Vedete, fa tutto per amore ma poi se ne dimentica. Questo è un comportamento estremo. Comportamento estremo significa passare da ciò che è sottile a ciò che è via via sempre più grossolano. Quando passate all’aspetto più grossolano, siete morti.

 Shri Mataji parla in marathi e Le viene rivolta una domanda.

Shri Mataji: Tutti quelli che riescono a vedere baddha è perché sono sbilanciati sul lato emozionale. Potete distinguerne due tipi. Quelli che sono loro stessi baddha, possono vedere benissimo i baddha. Possono vedere i morti. Quelli che sono già baddha possono vedere chi ha preso un baddha poiché sono anche loro nel subconscio collettivo, quindi possono vederli.

E qualcuno può vederli, ad esempio, gli alcolizzati possono vederli. Chi è un beone può vedere un baddha in un’altra persona perché è spostato sul lato del subconscio. Altri però possono acquisire uno stato emotivo per cui riescono a vedere chiaramente i baddha. Se sono anime realizzate, lo stato emozionale è, come ho detto prima, quello in cui le persone inclini alla bhakti (devozione, ndt) possono vedere i baddha. Ma anche le persone orientate al sopraconscio possono vedere comparire una luce dinanzi a sé. Possono vedere di fronte a sé qualcuno sotto forma di luce e allora dicono: “Sta arrivando una luce”. Potrebbero sentire un profumo o può verificarsi qualcosa del genere. Sono detti kunmatra, ossia principio causale di tutto l’universo. Il principio causale. Per quanto riguarda la terra, il principio causale, kunmatra, è la fragranza. Chi, ad esempio, abbia svolto molta ricerca nell’ambito dell’elemento terra, può sentire molta fragranza, così. Ovunque si è creata una grande varietà dovuta ai diversi ricercatori e ai loro diversi semi.

Shri Mataji parla in marathi.

Sapete, riguardo ai baddha, per dire se qualcuno ha un baddha oppure no. Se ha un blocco all’Agnya e al cuore è decisamente un baddha, e se gli chiedete di rivolgere le mani verso la mia fotografia comincia a tremare. Di solito trema.

 Domanda in hindi.

 Shri Mataji: Vedete, non so come dovreste scoprirlo, ma potete notare con molta facilità che le persone (con baddha, ndt) non possono rivolgere lo sguardo verso la mia fotografia. Se chiedete loro di chiudere gli occhi, i loro occhi cominceranno a tremolare, le mani inizieranno a tremare, gli occhi tremoleranno in continuazione. (…) si mostrerà così sulle palpebre. Vedete, i baddha possono essere di vari tipi. Alcuni li hanno per un po’, alcuni li hanno in modo permanente (…). Quindi non si può…

 Qualcuno si rivolge a Shri Mataji e Shri Mataji parla in hindi.

Non dovete proprio preoccuparvi di queste cose.

Shri Mataji parla ancora in hindi.

 Vedete, il fatto è che la gente pensa che esista un solo tipo di baddha, quello emozionale. Mentre possono essere di entrambi i tipi. Anche chi è molto pieno di ego è dominato da qualcun altro. Un comportamento anomalo è tipico di una persona anormale, e può provenire da qualsiasi area.

 Shri Mataji parla in marathi.

 Non vi è differenza tra la luce del sole e il sole, tra il chiaro di luna e la luna. (Non è specificato quale sia adesso l’argomento, ma spesso Shri Mataji adopera questa terminologia relativa al sole e alla sua luce, e alla luna e alla sua luce, quando parla di Shiva e Shakti, ndt). Proprio nessuna differenza. Sono soltanto gli esseri umani a pensare che siano due cose differenti.

Qualcuno parla a Shri Mataji.

Allora soltanto iniziano a pensare. Vedete, è un adwaita (senza dualità), un’unica cosa, la stessa cosa. Per esempio, questo braccialetto orna il mio polso: qual è la differenza tra il braccialetto e la sua capacità di abbellire? E questa è la qualità di una persona, è la qualità. È la (…) potete chiamarla così.

 Uno yogi fa un commento a Shri Mataji.

 No, dipende. Lui può dire che eliminerà tutto il resto dicendo: “Questo è tutto inutile”, non è questo. È tutto lì insieme. Qual è l’essenza del sole e della luce del sole? Il sole non ha significato senza la sua luce. La luce del sole non ha significato senza il sole. Non è l’essenza. È un tutt’uno, come ad esempio, l’acqua e il ghiaccio.

 Qualcuno parla con Shri Mataji.  

 No, no, esistono entrambi, ed entrambi hanno un’essenza. Non c’è nessuna differenza. Vedete, gli esseri umani non riescono a concepirlo – è questo il problema della mente umana – poiché si tratta di uno stato di adwaita (assenza di dualità). Gli esseri umani non possono creare se pensano sempre in termini di dualità. È un concetto che ci è impossibile percepire, ma è la comprensione di un analogo. Gli esseri umani non riescono proprio a capire molte cose, non possono proprio. Perché voi avete un cervello limitato, una consapevolezza limitata, un amore limitato.


[1] Albero del Ficus benghalensis.