I nodi sui tre canali

Caxton Hall, London (Inghilterra)

1978-10-02 Knots On The Three Channels, Caxton Hall, 91' Transcribe/Translate oTranscribe

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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

I nodi sui tre canali

 Programma Pubblico

 Caxton Hall, Londra (GB), 2 Ottobre 1978


… di Brahma, è il principio di quella parte pulsante, è quell’Energia in voi che dovremo sentire e che pulsa in ogni cosa. Ciò accade indubbiamente con Sahaja Yoga, quando la Kundalini ascende; ma non è questo il punto di arrivo. Infatti l’essere umano è lo strumento in cui questa luce si manifesta. Ma essa, una volta manifestata, non necessariamente starà sempre a risolvere i problemi.

Vi è una possibilità, generalmente esiste la possibilità che la luce (candela, ndt) possa spegnersi; se fuori si alza il vento essa può spegnersi. Può anche affievolirsi un po’, può alzarsi, può tremolare, può diminuire un po’. Infatti gli esseri umani, per come sono, sono entrati in tre tipi di complicazioni. Appena diventano esseri umani nascono queste tre complicazioni.

E si deve capire che, se dovete liberarvi da queste tre complicazioni, dovete spezzare certi nodi che in sanscrito sono chiamati granthi, i quali, nel frattempo (prima di essere tagliati, spezzati, ndt) vi procurano questa falsità.

La falsità consiste nel pensare che a questo mondo, dopo tutto, ogni cosa sia scienza e tutto sia come lo vediamo e che tutto ciò che è oltre sia decisamente falso. Di fatto, finché non si ascende alla realtà, ci si crede.

“Dopo tutto che cosa è Dio e cos’è tutto questo parlare di religione? Che significato ha parlare di Cristo? E che significato ha parlare di tutte queste cose?”.

Ebbene, tutti questi problemi diventano qualcosa di completamente identificato con voi, e voi credete sempre in ciò che è falso. Vi preoccupate più di ciò che è falso che della verità.

Anche se vi interessate alla verità, quando nascete con una mentalità da ricercatori, con la mente di un ricercatore, cercate di capire, cercate di pensare a qualcosa che è oltre. Cercate di capire che deve esservi qualcosa oltre e che qualcosa deve accadere; tuttavia, vedete, nella vita siete vincolati da queste tre complicazioni per cui si accetta il mondo così com’è, dato che non si conosce la realtà.

Il problema è che non conosciamo la realtà.

In verità, finché non ci addentriamo nella realtà, in effetti neppure sappiamo cosa sia la realtà.

Qual è l’essenza fondamentale del nostro essere? Come facciamo a vivere? Che cos’è l’essere sottile? Perché viviamo e qual è il nostro scopo? Che cosa dobbiamo realizzare? Tutte queste domande sono molto deboli nella nostra mente; allora iniziamo a cercare di qua e di là, ci aggiriamo di qua e di là nel tentativo di scoprirlo.

Parliamo con le persone, leggiamo libri, specialmente libri di filosofia, e cerchiamo di scoprire che cosa si debba fare riguardo alla realtà. Perché siamo attratti verso questo? Perché non siamo felici? Perché ci sentiamo insoddisfatti della vita? Perché ci affanniamo sempre dietro a qualcosa e non ci sentiamo soddisfatti interiormente? E perché non comprendiamo il significato del nostro essere? Perché sentiamo questo impulso?

Nascono in noi tutte queste domande. (…) Nascono in noi tutte queste domande e cominciamo ad indagare e, in effetti, le nostre priorità, prima di accedere alla realtà, sono false perché non conosciamo la realtà.

Quel che voglio dire è che non è colpa vostra, se non conoscete la realtà. E allora, ad esempio, anche il fatto di dover prendere il treno è molto importante; è molto importante arrivare in tempo, è importante avere denaro, avere una casa e dei figli; tutte queste cose diventano molto più importanti di quanto dovrebbero essere.

Invece la cosa principale è ricercare dentro di sé. Il punto è che cosa dobbiamo cercare e cosa c’è di così importante, dal momento che tutte le Scritture hanno affermato che dovete ricercare dentro di voi, che dovete scoprire voi stessi, chi siete.

Per quale motivo sono state tutte così insistenti su questo punto? Ebbene, finché non accederete alla realtà non lo saprete.

È un circolo così vizioso a causa di queste tre complicazioni di cui vi parlavo. Infatti, se come si dice il vostro Spirito è una entità del tutto distaccata, è un essere distaccato, non è contaminato da nulla, è di per sé assolutamente completo, è gioia, è beatitudine, è la verità, noi dove siamo allora? Perché abbiamo questa sensazione di avere qualcosa di “molto importante”, di “molto speciale” per noi nella vita? (Ad esempio) noi pensiamo: “Oh, questo va fatto”, “Devo stipulare un’assicurazione”, oppure: “Devo fare queste cose”. Ma allora perché? Se questo Spirito è così potente, qual è la complicazione? Quali sono le complicazioni che abbiamo e come liberarcene?

Attraverso la vostra evoluzione dallo stadio di ameba, o addirittura proprio nel passaggio dalla materia inanimata che noi chiamiamo jada, nel passaggio dallo stadio assolutamente materiale allo stato attuale, potete notare come, in un certo senso, sia avvenuto un forte distacco.

Il distacco è avvenuto nel senso che capite di non essere materia inanimata. No, non lo siete, non lo siete; almeno questo lo sanno tutti. Vi sono moltissime cose con cui vi identificate ma almeno sapete che non siete materia morta.

Con la crescita del materialismo e modificando la materia e le sue forme vi rendete conto di un’altra cosa: che la materia non ci procura la felicità.

Intendo dire che, grazie all’evoluzione, molti si sono resi conto che la materia non è lo scopo della nostra vita e non ci darà felicità. Quando poi ci si evolve ulteriormente in una forma più sottile, ci si dedica all’arte e alla bellezza della materia; allora si inizia a comprendere un po’ più in profondità il significato della materia per voi, e si inizia a riflettere sulla sua bellezza, sulle sue forme, le sue combinazioni e la sua armonia.

Le sottigliezze riguardo alla materia si sviluppano così fino ad un punto: mediante la vostra razionalità e intelligenza vi rendete conto che anche l’arte ha una sua natura limitata. Insomma, fin dove potete arrivare con questo?

Intendo dire che anche se siete dotati di temperamento artistico e diventate artisti e siete molto ricchi da un punto di vista estetico… vi sono alcuni che possono essere chiamati maestri d’arte e che sono molto evoluti dal punto di vista estetico, ma se andate a vedere la loro vita ricevete uno shock, vi chiedete che genere di artisti siano.

Insomma, creano bellissimi oggetti d’arte ma niente in grado di entrarvi dentro. Sono molto materialisti; possono essere dei pazzi o completamente, sgradevolmente noiosi.

Perché tutti questi artisti, che creano tutto questo che dovrebbe dare gioia, sono così noiosi e nulla entra in loro? E, oltre a questo, sono molto opprimenti e talvolta possono essere esageratamente egoisti o esageratamente metodici o meticolosi e potrebbero essere assolutamente matematici nelle cose.

Si comincia a capire che non sono poi così astratti come le loro opere. Vedete, ciò che fanno è dare alcune idee e proiezioni, però loro possono non essere così.

Quindi si ricomincia a chiedersi perché, questa materia pervenuta a questo stato sottile che è chiamato arte e gli artisti, non abbiano in sé nulla da offrirci di quel valore eterno o di quella natura che ci è stata promessa dalle nostre Scritture.

A questo punto alcuni vanno decisamente troppo oltre, direi, o crollano proprio su questo punto, nel senso che pensano: “Oh, non esiste niente di simile alle Scritture, è tutta una confusione, è tutto sbagliato, non può esserci nulla. Sapete, è una storia incredibile che ci è stata raccontata e non può assolutamente essere vero che esista un potere onnipervadente, che esista Dio e che si possa diventare tutt’uno con Dio. Non può essere vero. Dopotutto si può vedere che c’è così tanta povertà nel mondo, così tanto dolore nel mondo, la gente è molto infelice: come può esistere un Dio capace di tollerare tutto questo?”.

Ricevo molto spesso lettere di questo tenore, sapete, sul perché la gente sia così infelice e via dicendo e quindi come si possa parlare di Dio.

Questa è una delle complicazioni che abbiamo.

E questa complicazione subentra perché l’Atma, lo Spirito, è avviluppato dalla materia a causa della nostra attenzione. Infatti la materia è arrivata… la nostra attenzione è derivata dalla materia ed è arrivata ad un punto in cui esiste un nodo a causa del quale non riusciamo a vedere lo Spirito, ma vediamo solo la materia.

Questo nodo… insomma, sapete, c’è una grossa controversia sui nomi. Non vorrei che faceste confusione ma possiamo dire così: questo nodo è un nodo tra lo Spirito e la materia che in sanscrito è chiamata Jada-prakruthi. Questo è il primo nodo ed è molto difficile.

Noi pensiamo che una certa gemma o una certa poltrona ci appartengano. Vedete, persino se qualcuno vi offre una poltrona invitandovi ad accomodarvi, un altro che sarà seduto (su un’altra sedia) un po’…(più bassa, ndt) dirà (risentito) che a voi è stata assegnata una poltrona più alta (Ride).

Vedete, gli esseri umani hanno complicazioni di ogni genere. Insomma, è una questione molto delicata, a volte sono così follemente identificati con le cose e ora lo si vede sempre più in politica.

Se un primo ministro pensa che qualcuno che occupa una certa poltrona gli porterà via la sua poltrona, nella sua mente nascono idee strane e complicazioni di ogni genere. Pensa che sarà sloggiato dalla sua poltrona di primo ministro, così comincia ad escogitare i suoi piani e via dicendo.

Insomma, le priorità sono talmente cambiate che si inizia a proporre la sua candidatura e tutti vanno alle elezioni e tutti lottano.

E, sapete, tutto il mondo è completamente pazzo per queste cose come conquistare una poltrona, una posizione con la quale poter diventare primo ministro. E l’altro (candidato) non si presenta, e l’opposizione si dà da fare e, vedete, è tutto molto “importante”.

E quel che si insedia nella poltrona è altra materia morta. Vedete, una cosa morta è adornata da un altro morto. Lui è morto, per quanto attiene molte cose che vengono considerate la verità, perché non conosce la verità.

Adesso supponiamo di conferire ad un prelato un’alta carica. Ora, costui è un alto prelato che occupa una poltrona; per quanto mi riguarda, io vedo un morto seduto su un’altra cosa morta, tutto qui, infatti la poltrona non capisce queste cose, e chi è posto sulla poltrona ugualmente non capisce queste cose in quanto non ha la consapevolezza per capire qual è la verità.

A che serve quindi fare una cosa così ridicola? Sapete, è proprio una barzelletta. Ma la gente è molto seria al riguardo e fa cose molto serie, fa proprio qualsiasi cosa per queste elezioni, è molto seria; ma se osservate da questa angolazione dovreste capire che dovete provare a… [frase incomprensibile].

Vedete, è alquanto sciocco. Ma dobbiamo accettarlo perché vi siete creati queste false identificazioni attraverso questo granthi o, diciamo, questo nodo di Jada-Prakruthi o ciò che chiamate materia.

Ora per un sahaja yogi è essenziale capire quanto sia identificato con il suo Jada-Prakruthi. È molto importante capire quanto sia identificato con quelli che chiamate attaccamenti o la cappa di questo aspetto mortifero. Tutto ciò che è subconscio, tutto quello che chiamate condizionamenti, è passato. Tutto ciò che è morto è morto. Che si tratti di materia morta o pensieri morti è proprio lo stesso e più indugiate in essi… Sapete, ho conosciuto degli sciocchi che sono venuti da me con questo problema. Magari la moglie è morta trentacinque anni prima e il marito è qui a piangere e disperarsi; scrive poesie su di lei che è morta da trentacinque anni. Lei magari è una bambina rinata da qualche parte o qualcosa del genere, lui non può risposarla, niente di simile. Eppure scrive poesie su di lei piangendo, lamentandosi e aspettandosi che tutti versino lacrime.

Ho visto persone starsene sedute a piangere. Mettono dischi e musiche malinconiche e sprecano tutte le loro preziose lacrime per qualcosa che è morto e sepolto.

Ebbene, non c’è bisogno di piangere per questo; ma loro continueranno così compiacendosene e godendone molto.

È molto sorprendente; ma la gente continua a sprecare energie, in un certo senso gode nel descrivere tutta la malinconia cantando le esperienze (…) e rievocandole nella memoria.

Tutto ciò che era falso in effetti dovrebbe annullarsi nella vostra mente, quando pervenite alla realtà.

La memoria per un sahaja yogi non ha valore, non ha molto valore, poiché tutto ciò che aveva  (prima della realizzazione, ndt) era in una condizione inanimata, a quel tempo egli non era sensibile all’Energia onnipervadente. Aveva a che fare soltanto con cose morte, vedete, e sono rimasta sorpresa quando molte persone mi hanno detto: “Madre, dopo essere diventati sahaja yogi non riusciamo più a leggere poeti tristi”. Ho detto: “Grazie a Dio, adesso molto tempo è risparmiato a vantaggio della meditazione” (ride). Diversamente, immaginate tutta la gente che viene da me a dirmi con la faccia triste: “Madre, sa, questo poeta ha scritto…”.

Ci sono già bombardamenti da parte di gente che legge libri di ogni genere e chiede: “Perché questo autore scrive così? E perché quell’autore scrive cosà?”.

Allo stesso modo chiederanno: “Perché, una persona come Lord Byron…?”. Io non guardo nemmeno la sua faccia, sapete, quando passiamo di lì. Io dico che lui è realmente la personificazione della malinconia e che ha reso tutti tristi. Cosa aveva da piangere? Insomma, se guardate alla sua vita, chi ha reso felice? Ha reso tutti tristi piangendo sempre e rende ancora tutti infelici. Esiste dunque un individuo di questo genere. Tutto questo è morto e vi conduce a ciò che è morto (condizionamenti, subconscio, ndt).

Ciò che è morto e le cose senza vita non possono mai darvi felicità. Al contrario vi procurano abitudini; vi procurano abitudini e queste abitudini penetrano in voi. Se, ad esempio, avete apprezzato il fatto di sedervi su una sedia, non potete sedervi per terra.

Ora, se io dico ai sahaja yogi che adesso devono imparare a sedersi per terra, inizieranno subito a dire che ci si deve sedere per terra.

Non è questo il punto. Ciò che sto dicendo è che dovreste liberarvi dell’abitudine che vi ha procurato la sedia, ma non sprecate in questo le vostre energie, per amor del cielo!

Infatti, anche se io lo dico, non dovreste sprecare le vostre energie nel cercare di liberarvi delle abitudini che avevate. Se invece rivolgete la vostra attenzione sul vostro Spirito, su ciò che avete conseguito, su dove siete, scoprirete che, poco a poco, le vostre abitudini scompariranno, così (schiocca le dita, ndt). Lo avete constatato.

Abbiamo avuto qui tra noi degli alcolizzati, alcolisti spaventosi che non riuscivano a smettere di bere, ed hanno smesso. Abbiamo avuto persone che facevano uso di droghe ed hanno smesso senza difficoltà, hanno eliminato anche le sigarette. Insomma, vi sono anche altri vizi più gravi e pesanti che la gente ha abbandonato. Ed ha abbandonato alcuni vizi innominabili. Ciò accade quando la vostra attenzione si sposta sul vostro Spirito. E subentra in voi questo fortissimo distacco, grazie alla vostra ascesa nel reame in cui percepite l’Onnipervadente.

Questo significa che il vostro distacco agisce automaticamente. Significa che la vostra attenzione si è decisamente trasformata in quella unione con la realtà; diversamente perché vi state distaccando? E accade spontaneamente: all’improvviso maturate molto.

I sahaja yogi maturano rapidamente, mi pare, insomma, è una maturità rapida come un jet. Infatti, quando ascendono nessuno li capisce, sapete? Ogniqualvolta dicono qualcosa la gente si chiede di cosa stiano parlando, poiché sono ad un livello talmente diverso che gli altri non capiscono proprio di cosa parlino e trovano molto difficile capirlo.

Qualsiasi cosa dicano, anche la più semplice, gli altri chiedono di cosa stiano parlando perché non li capiscono. Dunque, quando l’attenzione entra in quello stato, le vostre abitudini scompaiono ma, per questo, è essenziale che la vostra attenzione sia sul vostro Spirito.

Dunque, la bellezza dello Spirito per un sahaja yogi, ciò che egli ottiene dallo Spirito, la manifestazione dello Spirito è che, quando la sua attenzione è assolutamente tutt’uno con l’Atman, con lo Spirito, si ha la manifestazione delle vibrazioni.

Iniziate a percepire la brezza fresca nelle vostre mani. Queste vibrazioni esistono proprio dall’inizio della materia fino alle vibrazioni di quando si perviene ad un livello umano.

Diciamo che potete chiamarle vibrazioni elettromagnetiche. Ma esse continuano a migliorare, vedete: all’inizio sembrano soltanto elettromagnetiche. Poi assomigliano maggiormente a qualcosa che contiene emozioni. Poi ascendete un altro po’ e scoprite che queste vibrazioni agiscono anche, pensano anche, informano anche. Quindi, vedete, poco a poco scoprite che con l’evoluzione dell’essere umano dalla materia allo stadio umano, anche queste vibrazioni si sono manifestate in categorie diverse.

Per cominciare si può dire che nella materia queste vibrazioni siano soltanto elettromagnetiche. Ad esempio, in una molecola di anidride solforosa troverete zolfo e biossido che vibrano entrambi continuamente in questo modo. Quando però continuano a manifestarsi sempre più – quella è la base – allora gradualmente la manifestazione di questi aspetti più elevati può essere percepita attraverso la nostra comprensione di Sahaja Yoga; ma per una persona normale sono solo elettromagnetiche.

Prendiamo una materia, una materia inanimata: per prima cosa non è consapevole di avere vibrazioni, non ne è consapevole. Neanche ci pensa. Insomma, non ha proprio nessuna consapevolezza di alcun genere: esiste e basta. Però ci sono vibrazioni, ci sono vibrazioni elettromagnetiche di cui non è consapevole.

Ora supponiamo che diciate a questa materia morta che ha vibrazioni. Vi risponderà: “Ma di che cosa stai parlando? Io non le ho mai sentite”.

Però qualcun altro può sentire che esistono vibrazioni elettromagnetiche. Allo stesso modo ogni essere umano possiede queste vibrazioni dentro di sé, nello Spirito, ma esse si manifestano soltanto quando ottiene la realizzazione.

Quindi è la seconda categoria della stessa cosa, le stesse vibrazioni iniziano ad esprimere qualità sempre più elevate. Per esempio, da un seme cresce un albero e nascono fiori che emanano profumo; così, vedete, lo sviluppo è sempre maggiore. La base però sono le vibrazioni elettromagnetiche che potete percepire ovunque nella materia; un essere umano può vederlo ad occhio nudo.

Ora osservate la vostra crescita. Vi sarete resi conto che gli animali non sanno che esistano vibrazioni elettromagnetiche, ma gli esseri umani sì. Però un sahaja yogi sa che non sono soltanto elettromagnetiche, ma che esistono manifestazioni di ogni tipo di queste vibrazioni.

Le vibrazioni elettromagnetiche sono quindi importanti fino ad un certo punto, ma poi ci sono altre vibrazioni anche molto più significative.

Ebbene, tutte queste vibrazioni sono assolutamente e completamente combinate insieme negli esseri umani, i quali gradualmente le manifestano, ed esse agiscono a seconda delle necessità del momento.

Al punto che in queste vibrazioni c’è qualcuno che pensa; sono vibrazioni che pensano, che cooperano, che curano, che riferiscono, che riportano tutto. Così come avete cose che nella vostra consapevolezza umana pensate di fare voi, come le telecomunicazioni che avete, grandi sistemi di telecomunicazione che vi mostrano, stando seduti qui, qualcosa che sta accadendo in India o qualcosa del genere, allo stesso modo queste vibrazioni possono riportarvi delle informazioni.

In queste vibrazioni è insita una telecomunicazione totale, per cui potete curare la gente stando seduti qui, potete alzare la loro Kundalini stando qui, potete lavorare sulle persone stando qui. Sono possibili tutte queste cose a distanza.

Chi è diventato un sahaja yogi se ne è reso conto, lo ha visto e utilizzato.

Ed è molto sorprendente; ora qui c’è una signora il cui marito era solito bere tantissimo – tutti conoscono molto bene la storia – e noi abbiamo semplicemente inviato vibrazioni e lui ha smesso di bere. Ha smesso di bere. E per (dimostrare?) che era avvenuto proprio attraverso le vibrazioni, ho usato una cosa molto semplice come un lime (piccolo limone, ndt), un lime vivo, vedete. Ci abbiamo messo tutte le vibrazioni, li abbiamo posti vicino alla testa del paziente ed essi hanno assorbito la negatività della persona e lei ha smesso di bere.

Avete visto un ragazzo che veniva qui, un ragazzino che correva dappertutto e non stava seduto neppure un minuto. Era posseduto, era orribile; e adesso è un ragazzo giudizioso, ha cominciato ad andare a scuola. Prima non articolava neppure una parola mentre adesso ha cominciato a parlare. Tutte queste cose sono accadute con il lime.

“Madre, ora com’è possibile che un lime abbia questo effetto?”. Per una persona molto moderna è bizzarro vedere un lime usato per le vibrazioni.

In realtà, sono ultramoderni, sapete, ultramoderni. Non dico che i lime siano cose solo moderne, bensì ultramoderne: sono ultramoderne perché voi vibrate i lime ultramoderni con le vostre vibrazioni e li mettete sotto il cuscino.

Ora, questi lime hanno una particolarità: è stato scoperto da molte persone tanto tempo fa che hanno una specialità di assorbire le vibrazioni, possono contenerle; non solo quelle elettromagnetiche, ma possono contenere moltissime vibrazioni poiché sono vivi ed hanno un coefficiente. Hanno una specie di coefficiente per mezzo del quale assorbono queste vibrazioni e poi le rilasciano, le emettono ogni volta sia necessario. Non sono i lime a farlo ma le vibrazioni in essi contenute. Vi spiegherò come.

Potete pensare alla creazione di una batteria. Voi costruite una batteria ma, sapete, la batteria non può fare niente; se però la avvicinate a certi punti inizia a funzionare perché è (l’energia) all’interno (ad agire). Allo stesso modo noi trasformiamo veramente i lime in una batteria.

Quando sono vicini alla testa di qualcuno questi lime non fanno nulla, ma le vibrazioni escono e iniziano ad agire. È un campo perfetto. Lo fanno. Loro sanno, sono perfette. Non dovete dire loro (cosa devono fare). Capiscono molto più di voi. Sono controllate molto meglio e sanno trovare i modi per estrarre la negatività.

Ciò suona molto bizzarro per le altre persone. Vedete, è per questo che dico sempre ai sahaja yogi di non rivelare tutti i segreti per ora: lasciate che la gente entri pian piano, lasciate che si stabilizzi, che riceva le vibrazioni e poi glielo diremo. Alcune volte, infatti, ho visto che se provate… non solo se ne parlate, ma se vedono che sto maneggiando dei lime, certe persone scappano via pensando che sia tutta una stregoneria, sapete. Non vogliono crederci. (Qualcuno ride) Davvero, è così, perché la gente crede a certe cose strane. Se io avessi un grande circolo e tutte queste cose che la gente fa… – non so che cosa mai facciano ma è qualcosa di strano – sapete, a loro piace.

Per esempio, se vi facessi saltare tutti sulla testa, gridare ad alta voce e creare disturbo, verrebbero a migliaia in questo gruppo. Posso assicurarvelo. Ma se davvero siete a conoscenza della realtà e gestite in voi queste vibrazioni, la gente non verrà.

Ecco perché molti si dedicano a queste cose (dei falsi guru). Perché? Per lo stesso motivo:, le complicazioni, le complicazioni sono ancora attive, sapete.

Così, per compiacere le persone si devono usare le loro complicazioni. E chi non vuole che la gente conosca la realtà, o chi non conosce la realtà, direi, chi vuole solo approfittarne, si serve di queste complicazioni.

Le sperimentano sugli esseri umani ed è così che intrappolano i discepoli e fanno sì che migliaia di persone portino loro denaro e tributino loro ogni onore e tutte queste cose prive di valore per chi abbia conosciuto la realtà.

Per una persona così (che conosce la realtà, ndt) il denaro non fa nessuna differenza. Intendo dire che capisce lo scherzo del denaro e comprende lo scherzo di ogni altra cosa. Invece, chi le ha vuole servirsi di queste complicazioni.

Questo è descritto… userò il nome usato da Shankaracharya. Perché, vedete, non tutti sono anime realizzate e di grande autorità, ma occorre avere alcune persone di autorità. Shankaracharya ha chiamato questo Brahmagranthi (nodo di Brahma), lui lo chiama Brahmagranthi. Brahmagranthi, dice lui, poiché il Brahma è la forza vibrante, vedete, Brahma, OM, ossia la forza vibrante poiché sono le vibrazioni; per questo lo chiama Brahmagranthi.

Ora, il secondo nodo è quello che ci fa pensare di poter essere noi a fare qualcosa.

Mentre questo, il primo di cui vi ho parlato, questo Granthi, questo nodo è quello del superego, crea il superego, vedete?

Come mai avete un nodo? Vi farò l’esempio di un pallone. Prendiamo ad esempio un pallone. Un pallone contiene molta aria ma uscirà tutta se in basso non c’è un nodo, capite?

Se però c’è un nodo potete tenere su il pallone. E questo è il pallone che abbiamo nella nostra testa chiamato superego e che possiamo vedere chiaramente qui (sullo schema del corpo sottile, ndt). Puoi indicarlo?

Sapete, la parte in nero, quella proprio in nero è il superego attraverso il quale diventate posseduti, diventate tutti pazzi e fate cose di ogni genere. Questo è il Brahmagranthi.

Questo nodo è lì. E questo nodo, vedete, nasce innanzitutto dal Muladhara. Ora… Nasce da lì. Il nodo ha inizio da lì, ci pensate? Nasce da lì.

Infatti è costituito di Pruthvi tattwa, è costituito dall’elemento terra, quindi il nodo nasce proprio dall’inizio, dallo stesso elemento terra. Ma come c’è un nodo… vedete, se fate un nodo si può sempre sciogliere, sempre.

Con una scala si sale e si può sempre scendere. Esiste forse una scala con cui non si possa scendere ma soltanto salire? Allo stesso modo, se avete fatto un nodo deve esserci un modo per scioglierlo, sapete. Ebbene, lo scioglimento del nodo è realizzato mediante Sahaja Yoga: anche questo avviene attraverso le vibrazioni.

Per prima cosa questo nodo deve essere sciolto. Una volta sciolto, soltanto allora la Kundalini si muove. Questo è il primo nodo, molto più importante.

Questo primo nodo è molto tenace tra gli indiani mentre non è così forte tra voi. Nonostante in un certo senso voi abbiate fatto grandi danni, in voi non è così forte; quantomeno coloro che qui sono ricercatori non sono così materialisti. Intendo dire che ritengo che lo siate, almeno a livello razionale; ma direi che voi non vi preoccupate molto del cibo e cose del genere come fanno gli indiani. Intendo che loro non possono farne a meno, devono preoccuparsi del loro cibo e di tutto questo.

Certo, voi non vi preoccupate così tanto di queste cose, ma vi è un altro problema che nasce con tutto questo benessere, ed è che siete materialisti in modo molto sottile, molto sottile. Sapete come? Perché, vedete, se è cresciuto un solo pisello tutto vacilla.

Ciò non accadrà in India: anche se sono cresciuti tre piselli (non chiaro, ndt) nessuno se ne preoccuperà perché diranno: “Bene, non mangeremo quello, mangeremo qualcos’altro”. Infatti, sapete, sono molto abituati alle calamità che si abbattono continuamente su di loro.

“Va bene, se non si può avere pane faremo qualcos’altro. D’accordo”. In tal modo non ne sono disturbati tanto quanto voi.

Infatti voi diventate esageratamente sensibili, siete molto sensibili anche al vostro materialismo, e il vostro materialismo inizia a diventare così strano che è difficilmente accontentabile. Insomma, è un materialismo così selettivo, così esigente da provocare il mal di testa, vi assicuro. Mi riferisco anche a ciò che la gente indossa e a come si veste.

Se qualcuno indossa un completo, dicono che non va bene, perché è un gran elegantone, sapete, è un elegantone. Mentre chi non indossa un completo allora è molto casual, sapete.

Ogni cosa ha, per così dire, una definizione, qualcosa del genere, e tutto può essere scartato in nome di una certa bandiera o altro. Insomma, chi ha tempo di pensare a chi indossa cosa, chi è un elegantone o un bhut (?) o qualunque cosa sia? Capite?

Ma queste cose vi fanno attribuire una sorta di etichetta alle persone, nel senso che se uno ha una casa di un certo tipo allora deve essere in un certo modo. Non è così. Non lo è.

Vedete, qui il nodo è molto sottile nel senso che la razionalità vi conferisce la facoltà di giudicare una persona; di giudicare una persona dalle apparenze.

Supponiamo che io assuma un certo aspetto e provi a fare per voi qualche trucco, qualche gioco di prestigio; supponiamo che vi mostri del denaro tirando fuori qualche anello o roba del genere. Questo vi fa pensare che debba esserci davvero qualcosa (di speciale) al riguardo. O anche di più; se dicessi: “Bene, potete avere le abitudini sessuali che preferite, potete avere dieci donne intorno a voi; non ha importanza e potete…”. Se vedete qualcuno del genere potreste definirlo un sadhu. Potete farlo: intendo dire che è un tale errore, è una falsità enorme, è soltanto completa oscurità, direi, lo è.

Ma la gente lo accetterà perché le sembrerà davvero fantastico, in quanto sosterrà quel tipo di materialismo in voi. Un individuo del genere, sapete; se in India c’è un “santo” che afferma che con il sesso si arriverà a Dio, immediatamente la gente si precipiterà da lui perché, sapete, “Siamo molto dotati di energia sessuale, andiamo da lui e così ci eleveremo”.

Tutte queste cose accadono in una società che è considerata assolutamente non materialista. Ebbene, questo materialismo agisce e questo Granthi, ciò che io chiamo Brahmagranthi, è il coinvolgimento o, diciamo, la falsità, l’inganno della materia. La falsità della materia agisce attraverso di esso e si continua a crederci all’infinito.

La seconda cosa nasce quando la gente si propone di eliminare questa falsità e si dedica ad altri metodi artificiali di ogni tipo.

Dopo tutto, il materialismo vi conferisce artificialità, nel senso che quando la vostra attenzione è coinvolta in ciò che non è reale, che non è la realtà, ciò che è naturale diventa artificiale. Tutto diventa artificiale. E quando l’artificialità diventa eccessiva, ciò che accade è che cercate di eliminarla in modo artificiale. Questo è il secondo aspetto. Il secondo aspetto è che pensate che dovreste eliminarla usando metodi artificiali.

Per esempio direte: “Bene, da oggi indosserò un abito da asceta”. Abbiamo avuto alcune persone che affermavano di non poter rinunciare agli abiti da primitivi. Io chiedevo: “Ma perché?”. “Perché, sa, vogliamo diventare primitivi”. Ma ormai non potete diventare primitivi. È un fatto! Dobbiamo accettarlo. Sì, d’accordo, vestitevi come vi pare, non è niente di importante. Vestitevi in qualsiasi modo ma non pensate di diventare qualcosa vestendovi in un certo modo. Non è così! Non è assolutamente importante.

In qualsiasi modo possiate vestirvi, qualsiasi cosa possiate indossare, qualsiasi cosa possiate fare, non ha alcuna influenza sul vostro yoga interiore. Lo yoga interiore agisce da solo, agisce attraverso i chakra, penetra interiormente, è qualcosa di sottile che non ha niente a che fare con il modo di vestirsi, di camminare, di parlare. Non è quello il punto. Quando questo yoga agisce, è ovvio che le cose cambino anche esteriormente. Infatti il vostro volto risplende, diventate magnetici, parlate in modo autorevole, iniziate a curare la gente, iniziate a fare molte cose che dimostrano che siete persone diverse.

È una cosa completamente diversa. Ma, normalmente, se lo fate esteriormente, se fate qualcosa in modo artificiale, vedete, questo è un altro tipo di granthi, di nodo. E questo nodo si crea identificandovi con l’idea che facendo qualcosa si otterranno risultati, facendo sforzi, penitenze o stando a testa in giù, o praticando il cosiddetto Hatha Yoga; quando fate tutte queste cose che si fanno anche nel nome di Dio.

Tutte queste cose con cui credete di ottenerlo sono un altro inganno poiché, con questa falsità, questo nodo diventa sempre più stretto.

Questo cosiddetto “fare” qualcosa è rajoguna, è rajoguna, è l’azione del lato destro.

L’azione del lato sinistro che vi è stata appena spiegata inizia dal Muladhara; mentre l’azione del lato destro, che è il rajoguna in voi, rappresenta l’attività in noi mediante la quale facciamo qualcosa, vogliamo fare qualcosa. Tutto ciò avviene mediante il nostro Ahamkara, attraverso il nostro ego, e tutta questa falsità non vi porta da nessuna parte.

Infatti, qualsiasi cosa facciate, voi non fate alcun lavoro vivente, fate tutte cose senza vita.

Se, ad esempio, avete costruito questa sedia, che cosa avete fatto? Avete semplicemente trasformato un albero in qualcosa di morto facendo una sedia, tutto qui. Una cosa morta in una cosa morta. Avete creato tutto questo ed è tutto morto, è tutto inanimato: gli esseri umani hanno forse mai fatto qualche lavoro vivente? Nulla.

E se l’evoluzione è un processo vivente, se continuate a vivere, dovete fare qualcosa di vivo; al contrario, fare qualcosa di morto credendo di fare qualcosa di vivo è una falsità anche maggiore. Ma se vi rendete conto che noi non facciamo nulla di vivo…

Per questo deve accadere qualcosa per cui dovremmo essere dotati di quel potere grazie al quale creare cose viventi. Se si accetta questo la cosa funziona; diversamente no.

Se la gente dice: “No, io sono primo ministro, io sono il re, io sono tizio e caio”, potete essere qualsiasi cosa, francamente siete morti: per voi non ha nessuna importanza.

Potreste essere ingegneri, d’accordo, lo siete; per esempio aggiustate macchinari, diciamo, o fate funzionare qualcosa. Ma se anche andate sulla luna, che c’è di straordinario? Morti che vanno da ciò che è morto e tornano morti. Cosa avete ottenuto? Che cosa avete ottenuto andando sulla luna? Cosa farete di quei sassi e di quelle cose? Ve li metterete in testa? Quale cosa vivente avete creato con questo? Pensateci. Che sforzi! Che mente!

Anche se si impegnano nella religione, si comportano nello stesso modo. Voglio dire che se si va in chiesa, ad esempio, alcuni ci credono.

Naturalmente alcuni di voi hanno abbastanza buon senso da capire che, andando in chiesa ad ascoltare un prete, non lo otterrete. Questo è un modo sensato (di pensare).

Ma anche frequentando i templi non lo acquisirete, credetemi. Partecipando alle conferenze non lo acquisirete.

Continueranno solo a parlare, parlare, parlare, parlare e parlare, (e tutto questo parlare) è una cosa morta che diviene una cosa morta nelle nostre menti. Non avviene altro che un condizionamento. Non la otterrete neppure leggendo libri. I libri sono morti.

Leggendo i libri accumulate altra morte sul vostro lato sinistro. Con il lato destro agite e accumulate tutto nel lato sinistro.

Ma voi usate anche il lato sinistro per il lato destro poiché dite di avere letto un libro, allora direte: “Sì, sì, sì, vedete, Mataji non è quella persona, perché, vedete, in questo libro è scritto così: ebbene, come lo spiega Mataji?”.

Tutto il tempo vi giostrate tra questi due nodi dentro di voi: Rajo guna e Tamo guna. Questi due nodi sono dentro di voi e per questo motivo la vostra attenzione non è sullo Spirito.

Terzo, quello che chiamate sattwa guna è quello con cui cerchiamo di conoscere Dio, è quello con il quale cerchiamo di capire ciò che non è giusto. Abbandoniamo questo e quello e dovremmo utilizzare rajo guna… Anzi, dovremmo abbandonare rajo guna, e dovremmo  passare al Sattwa guna, che è il sentiero centrale dove cerchiamo di dire che dobbiamo realizzare Dio. Ma come possiamo fare per essere Dio?

Voi pensate: “Con la meditazione”. Vedete, alcune persone mi hanno detto: “Oh, Madre, medito da venticinque anni”. Io dico: “Che meditazione hai fatto?”. Insomma, conosco gente che ha meditato: ma dove, come? È strano, sapete, come la gente possa farlo.

Avevamo dei vicini ai quali qualcuno aveva assegnato un mantra – lui era un uomo molto importante, mi pare fosse governatore della Banca dell’India – e si alzavano alle quattro, meditavano fino alle sei ripetendo qualche mantra che era un suono assolutamente confuso. E lo facevano, lo facevano, lo facevano da quasi vent’anni, fino al momento in cui diventarono completamente distrutti.

Le loro mani erano diventate così, i loro piedi erano diventati così, avevano il corpo gonfio e via dicendo, e poi sono morti. Hanno continuato così fino alla fine, ed anche quando erano costretti a letto senza potersi muovere… [incomprensibile]… erano diventati completamente inerti.

Non credereste a come erano diventati. Vorrei avervi mostrato le loro fotografie. Erano completamente costretti a letto, con il corpo gonfio, non riuscivano nemmeno a muovere le gambe, venivano imboccati e qualcuno li portava fuori e li accudiva in tutto.

Non riuscivano a muovere nessuna parte del corpo. Erano del tutto inerti e distrutti.

E nonostante ciò continuavano a recitare quei mantra. Ho chiesto: “Ed ora quando avrete una connessione con questi mantra?”. E loro: “Sa, nostra “madre”… – loro avevano una “madre” (falsa guru, ndt) che aveva promesso loro che, alla loro morte, sarebbero… (incomprensibile). Ma quando morirono non è successo nulla, il loro corpo era così pesante che nessuno riusciva a sollevarlo. Fu un grosso problema.

Ed essi continuavano a distruggersi invece di rivolgersi verso la vita, si stavano distruggendo mentre erano in vita. Ora, vedete, io non potevo dire loro nulla, poiché non erano disposti ad ascoltarmi. Avevano acquisito una tale dipendenza da quell’abitudine di recitare quei mantra che nemmeno il medico riuscì a farci niente.

Nessuno poteva fare nulla, loro non prendevano farmaci, recitavano soltanto i mantra: soltanto la loro bocca recitava i mantra e i loro corpi erano rigidi così. E quando morirono la gente disse: “Che grandi persone queste che sono morte, dobbiamo avere il loro darshana (andare a contemplarli, ndt) (poiché) sono morti così”. Voi li guardate e dite: “Ma che roba è?!”.

Sapete, è arrivata gente che ha detto: “Oh, sono morte delle grandi persone che hanno ripetuto il nome di Dio fino alla fine”. E poi date la colpa a Dio: “Perché sono morti così pur ripetendo il nome di Dio?”. Insomma, voi dovete guardare dove sbattete la testa.

Ad esempio, se questa è la porta e voi continuate a sbatterci la testa, poi non dite: “Madre, abbiamo sbattuto la testa per vent’anni, perché non abbiamo trovato la via?”. Insomma, non è questa la via. La via è lì. È quello il modo in cui dovete raggiungerla. Se la via non è quella, perché continuate ad andarci a sbattere?

È a causa del problema di Rajoguna, vedete, del problema di Rajoguna, a causa del quale pensiamo di potercela fare da soli. La gente non riesce proprio a credere di non potercela fare da sola, poiché il signor E-G-O è presente in modo molto, molto sottile. Se dite qualcosa salta subito su come un serpente, l’ho notato: “Oh, Mataji mi ha detto questa cosa ed io non posso sopportarla. Perché ha detto così?”. Il motivo per cui l’ho detto è che io vedo le cose, per questo lo dico. Un giorno anche voi verrete da questa (Mia) stessa parte e vedrete se ciò che dico è la verità assoluta o no, potrete verificarlo voi stessi.  

Ma il perché io dica così è il punto più importante. Io non voglio turbarvi. Io vi ho portati qui, io vi ho chiamati qui per darvi qualcosa di speciale.

Bene; ora, se è così, facciamo un accordo, una specie di patto completo per cui io vi do qualcosa, voi lo ricevete e, secondo i patti, tutto ciò dovrebbe agire in voi e poi voi decidete al riguardo.

Se al contrario si dice anche solo una parola, il serpente salta subito su a dire: “Oh, Lei ci ha detto questo, andiamocene!”. Ora, cosa dovrei dirvi? Che siete a posto? Che non avete ricercato ma siete perfetti? È forse così che dovrei gonfiare il vostro ego? No, non dovrebbe andare così. E nemmeno condanno la gente.

Io non dico che, poiché siete così, siete condannati: no. Però dovete vedere la realtà, infatti non ci siete ancora arrivati, la realtà non vi si è manifestata. Dovete vedere la realtà nella sua totalità.

Ad esempio, io sono una Madre e se voi state sbattendo la testa qui vi dirò: “Figlio mio, per l’amor del cielo, non sbattere la testa o te la romperai. Passa di lì, quella è la porta”.

Ma se voi rispondete: “Io faccio per conto mio, chi sei tu per parlarmi così?”… Ora, è troppo da sopportare per una Madre.

Lei vi dice: “Per favore, guarda, questa è la porta, passa di qui”. Ecco perché vi occorre una Madre. Non vi occorre nessun altro, perché chiunque altro si limiterebbe a dire: “Va bene, fai pure, rompiti la testa e falla finita; grazie a Dio ce ne siamo liberati”.

Ma una Madre non è così. Lei si preoccupa, lei pensa: “Oh, i miei figli sono qui, stanno cercando, sono ricercatori. Io devo continuare a parlare loro e spiegare loro le cose, così che almeno aprano gli occhi”. Ma loro continuano a sbattere la testa, qualsiasi cosa si provi, sapete, a meno che questa saggezza non entri loro in testa. È proprio un circolo vizioso, vi dico.

E la saggezza non può subentrare se non si aprirà questo granthi più in basso, finché non si aprirà il nodo più in basso, in cui una persona inizia a comprendere una cosa semplice, ossia che non sono gli esseri umani a poterlo fare. È Dio che deve farlo.

Così subentra la resa. Deve farlo Dio. Voi non potete. Dobbiamo soltanto dire: “Per favore, Signore”, tutto qui. Dovete soltanto bussare alla porta. Non dovete discutere se Cristo avesse ragione o no, o se Buddha avesse ragione o no, non discutete di dogmi. Tutte queste persone, tutti questi presunti responsabili della religione, non hanno creato altro che inutili dogmi per litigare e combattere.

Insomma, mi ha stupito vedere questa gente quando si riunisce: “Dobbiamo discutere di chi sarà eletto, quale sarà l’ordine del giorno per il bilancio preventivo e, infine, quale sarà il menù del prossimo anno”. È tutto ciò che fanno. Intendo dire che se fosse questo il lavoro di Dio io ne sarei alquanto sorpresa e dovreste esserlo anche voi.

Insomma, è forse questo il modo (Shri Mataji ride), è forse questo il modo in cui questa gente porterà in voi la realtà? Facendo ogni genere di cose irreali ed inutili?

Eppure lo fanno, e noi ci siamo dentro tutto il tempo, ci siamo immersi, siamo identificati con questo perché, vedete, noi pensiamo…

[Interruzione nella registrazione]

… questo pallone giallo, sapete, vi dà, mi dà assolutamente anche un senso di nausea. La maggior parte delle persone con l’ego ha un fegato in cattive condizioni, ha problemi di emicrania e tutti i problemi di fegato; e questo colore giallo esprime proprio i loro problemi di fegato.

Oltre a tutto pensano: “Che c’è di male nel fare certe cose?”. Siamo già spostati su un lato e pensiamo: “Che c’è di male?”, e poi ci mettiamo a bere. Perché dobbiamo negare tutto ciò che è buono, è questo il punto.

Ora lasciate che vi dica una cosa: tutto ciò che fanno le persone con l’ego, voi pensate le facciano per distruggersi. Vedete, non è che vogliano distruggere se stessi, ma forse è il loro ego che in modo sottile vuole auto-distruggersi. È una cosa che fanno agire in modo davvero sub-umano.

Ad esempio, io non riesco proprio a capire un uomo che vada ad un pub e veda un altro entrare e cadere da tutte le parti, e poi lo guardi uscire in quello stato: come potete entrare lì dentro? È come un manicomio. Insomma, se andate in un manicomio e vedete uscirne un matto, allora non vi piacerebbe entrare.

Ma io non capisco come facciano gli esseri umani a comportarsi così, pur vedendo queste cose.

Ora, voi sapete molto bene che nessuno finora ha ricevuto onori per essere un ubriacone. C’è stato qualcuno in tutto il mondo? Il mondo intero beve, ma c’è forse qualcuno al quale sia stata conferita una onorificenza?

Vorrei sapere se nella storia qualcuno ha ricevuto onori? Qualcuno che ha ingannato la moglie e ha sposato dieci donne, è stato forse glorificato per questo? Qualcuno è stato esaltato?

Insomma, si dice che siano grandi “geni”, io li chiamo “geni-asini”, forse sono così. Sono proprio come radiogrammofoni da cui proviene della musica, ma in cui non entra niente.

E se diventano i vostri modelli potreste diventare anche voi dei “geni-asini” pur non avendo in voi alcun genio.

Dunque noi ci creiamo tutti modelli strani, ma erigiamo forse le loro statue? Li adorniamo forse con ghirlande? Li veneriamo? Perché?

Qualsiasi cosa possiate dire contro Cristo io non la dico a voi; insomma, chiunque può fermarvi, perché voi siete per conto vostro (nel senso: vi fondate sull’ego, ndt). Vedete, viaggiare da sé (qui si intende: con l’ego, ndt) è uno dei peggiori viaggi a cui io possa pensare. Viaggiando per conto vostro, che cosa avete trovato finora? Niente! Non avete scoperto le vostre ricchezze, non avete trovato la vostra natura, non avete scoperto la bellezza che voi siete. Che cosa siete…? Andreste forse da qualche parte senza portare con voi del denaro? E non avete nemmeno il biglietto!

Quindi è soltanto uno scherzo il fatto di viaggiare da sé: non lo fate! Non lo fate perché il vostro Sé non c’è, manca. Non c’è. Dovete trovare quel Sé. La nostra attenzione dovrebbe essere su quel Sé. E perché, perché indulgiamo sempre a queste tre complicazioni, anche nel centro che è il Sattwa guna?

Perché noi sentiamo, molte persone sentono – anche questa è una benedizione moderna, molto moderna – direi che tutti sentono la necessità di ricercare.

Ma quando si pensa a come fu punita Giovanna d’Arco, a come accadevano le cose in passato, a come la gente fosse pazza, dogmatica e piena di ego in nome della religione, non si sa cosa fare.

Si vede gente strana, inoltre avete tutti questi orribili guru che arrivano qui, prendono soldi da voi e fanno di tutto, e si pensa: “Ma che cosa sta succedendo?”. Poi si vede gente che fa sermoni, tiene conferenze, ma la sua vita privata… non c’è niente di spumeggiante in loro, niente di così speciale, niente di dolce. E allora si pensa: cosa sta succedendo?

E questo è il sentiero centrale nel quale voi davvero ricercate, ma dite: “No, lasciatemi fare da solo”. Posso assicurarvi che non potete farlo. Non deve essere così. E perché?

Insomma, se qualcuno vi dice: “Bene, venite a casa mia, venite e la otterrete”, perché volete ancora fare tutto da soli? Qual è il motivo? Molte persone che sono venute qui non gradiscono quando dico loro: “Per favore, abbandonate questo vostro mantra (dato da un falso guru, ndt). Non vi farà nessun bene”. Mi dicono: “Perché, Mataji?”. Come se diventassero essi stessi il mantra, e questo mantra è di per sé uno sproloquio, sapete. Nessuno conosce una parola di sanscrito, nessuna ha idea di cosa significhi, di quale mantra recitare e in quale punto; non c’è nessun processo vivente alle spalle, niente. A volte ne sono scioccata. Talvolta penso: “Di cosa vi state facendo carico?”.

Ma quando si parla della realtà e si dice: “È così che funziona. E deve funzionare in voi, è un meccanismo interno, è uno yoga interiore che deve realizzarsi e che dovete percepire voi stessi, che dovete verificare voi stessi, che dovete vedere negli altri e farlo funzionare”, la gente non lo gradisce. Questo è anche a causa della terza falsa identificazione che avete del vostro Sattwa guna.

Infatti l’artificiosità comincia proprio dall’inizio e continua, finché non si arriva anche a Sattwa guna, che rappresenta la ricerca. Anche nella ricerca vi è artificiosità.

Ora, se io vi dico che posso capirvi in tutto e per tutto, è un fatto, io ci riesco. Voi potete fingere davanti a me, fingere quel che vi pare, ma io posso vedere attraverso di voi. Però non lo do a vedere, non voglio darlo a vedere. Certo che a volte sono molto infelice quando vedo alcune persone; so che hanno un grosso problema.

Voi non avete avuto questa esperienza; ma quando diventate sahaja yogi la sperimentate. Chi l’ha avuta può sentirla. Ci si preoccupa molto di queste cose e a volte si esulta nel vedere che alcuni stanno benissimo e sono molto soddisfatti.

Io posso vedervi molto in profondità, posso vedere tutto. E tuttavia il mio amore è fatto in modo tale da non permettermi di vedere quelle cose che faranno recedere la mia attenzione.

Io riesco a veder agire il mio amore, sapete. Esso cerca di costruire [incomprensibile], si vede come sia sempre in azione. Inoltre la mia attenzione è qualcosa di molto speciale, sapete, ha una portata molto ampia.

Ora, l’amore e l’attenzione svolgono un ruolo (reciproco, ndt). Nel mio caso, vedete, il mio amore è nel mio cuore. È il mio lato sinistro, è il mio cuore. Svolge il suo ruolo di pari passo con l’attenzione.

Ora, l’attenzione è al centro, ed il mio Sahaja Yoga è sul lato destro. Ebbene, l’attenzione è anche molto ostinata: agisce fino ad un certo punto, arriva fino ad un certo punto e poi torna indietro, riscende. Dice: “Bene, dimenticalo. Costui non può proprio farcela, dimenticalo”.

Infatti, sapete, l’amore può anche viziare. Quindi, essi (amore e attenzione) si equilibrano. Ad esempio, nella guida, si ha l’acceleratore e il freno. Si può spingere l’acceleratore fino ad un certo punto, ma se si supera quel punto ciò potrebbe compromettere l’intero spettacolo, quindi dovete mettere il freno. Deve mantenersi in rapporto con l’intero programma, con tutte le persone intorno.

Diciamo che adesso arrivi qui qualcuno, un tipo molto importuno, con pessime vibrazioni, che beva e crei problemi e venga qui solo per disturbare e discutere.

Un giorno lo tollero, la seconda volta lo tollero;  la terza volta non si presenta, non si presenta proprio, e la gente non comprende perché non sia venuto. (E poi si scopre che) Oh! È stato trasferito! Non sono stata io a farlo, ma accade. L’attenzione recede. Niente accade [? Non chiaro, ndt] ad una persona inutile, perché (…). Migliaia e milioni di persone possono avvicinarsi a questo in un attimo. Perché Dio dovrebbe preoccuparsi di gente che non è interessata al proprio benessere? Lui non cadrà ai loro piedi. Lui può creare nuovamente l’intero universo, può creare esseri umani di ogni altro genere. Quindi per quanto riguarda l’attenzione c’è anche questo; sapete, è qualcosa di davvero superbo. Ha un suo protocollo e questi protocolli sono suddivisi in questi sette centri. E ciascuna di queste deità… in particolare Cristo – il Signore, come lo chiamate voi; Egli è veramente il Signore, sapete – non è una persona semplice. Se si adira è impossibile.

Lui vi ama, non c’è dubbio, ma fino ad un certo punto. Lui ama me molto più di quanto ami voi. Se scopre che per me c’è un problema, non vorrà più saperne di voi. Finché voi la ricevete e vi comportate bene, è tutto a posto.

Lo stesso vale per Mahavira, lo stesso vale per Buddha. Noi siamo dalla stessa parte e per questo sono tutti di supporto, sono tutti di aiuto, sono tutti in assoluto unisono ed in completa intesa. Nessuno combatte. C’è una completa integrazione.

Soltanto io sono la persona in mezzo, sapete, (tra loro, le deità, e voi) che prova a dire: “Bene, lasciate perdere, facciamo in questo e in quest’altro modo, facciamolo”, come un presidente che, seduto su una sedia, dica: “Va bene, va bene, per favore perdonate, per favore perdonatelo!”.

Ma in qualche modo, sapete, vi accade qualcosa (non chiaro, ndt). Quindi, per un sahaja yogi è essenziale sapere che esistono certe norme e regole di Sahaja Yoga. (E se non le osservate) immediatamente le vostre vibrazioni vanno perse. Io non faccio nulla.

La gente chiede: “Madre, mi ha tolto Lei le mie vibrazioni?”. Ed io: “Perché avrei dovuto?”. Quindi sono un po’ stanca di voi. Io vorrei tanto darvi tutto, tutto questo, ma se c’è qualcosa che non va in voi, che cosa devo fare?

Ora supponiamo che mettiate il coperchio ad una brocca e poi la immergiate nel Gange e diciate: “No! Il Gange non entra dentro, cosa posso fare?”. Togliete il coperchio! Ed è molto sottile, molto sottile. Non vi rendete conto di quanto sia sottile. È basato soltanto sulle vibrazioni: “Oh Dio, ho perso le mie vibrazioni”. Tutto qui.

Quindi le vibrazioni sono la cosa più importante per i sahaja yogi. La cosa più importante è raggiungere un completo stato di vibrazioni in cui la vostra realizzazione sia completamente integrata, il vostro essere fisico, il vostro essere emozionale, il vostro essere spirituale siano in completo unisono. È un completo equilibrio in voi; solo allora le vibrazioni fluiscono ed è per questo che Antar Yoga (Yoga interiore) è importante. Non saranno soltanto i discorsi ad aiutarvi, anche se ovviamente in essi ci sono le vibrazioni ad agire. Io cerco di districarvi attraverso le vibrazioni delle mie parole, ma questo è fino ad un certo punto, ossia quello nel quale siete voi a dovervi dedicare e far funzionare l’Antar Yoga, lo Yoga interiore, facendolo funzionare sedendovi a meditare e mettendo in pratica le varie (tecniche) suggerite da Sahaja Yoga.

Ora, voi sapete che le mie nipoti sono anime realizzate, anime realizzate di qualità molto elevata, e comprendono molte cose sulla Kundalini fino dalla tenera infanzia.

Ieri una delle bambine sentiva molto forte il Nabhi sinistro, dappertutto, sapete. Ha detto: “Ora so io come fare”: ha portato dei pezzi di carta e se li è legati attorno all’addome, poi ha preso le vibrazioni (negative dal Nabhi sinistro, ndt) e ha detto: “Ora stanno passando tutte nei miei foglietti”. Mentre lo faceva gli dava bandhan (forse all’addome, ndt), gli dava le sue vibrazioni con un movimento circolare, le vincolava (forse le vibrazioni negative, ndt), poi le ha messe (nei foglietti, ndt) e poi ha detto: “Bene, mettiamoli nel fuoco”. E quando sono bruciati, la sua tensione si è allentata e tutti si sono sentiti meglio.

È davvero fantastico! Ed ora questa bambina ha sette anni, ma ho anche una nipote di appena due anni che è così straordinaria. Arriva dritta al punto e dice: “Questo è il problema”. Ed ho un nipote che si arrampica proprio sulle persone e le purifica. Le sue vibrazioni sono pure, la gente se ne è resa conto; e ci sono molti bambini così che sono nati in questo Paese. E come ve ne renderete conto? Soltanto frequentando un qualche corso di meditazione o qualcosa del genere e pagando? No, voi dovete essere gente viva.

I sahaja yogi dovrebbero comprendere una cosa: essi sono il fondamento del nuovo mondo. Questa è una grandissima responsabilità, e le fondamenta devono essere molto solide. Sono fatte di pietra, non v’è dubbio; ma devono essere davvero solide, assolutamente solide, poiché sono le fondamenta. Sono molto più rifinite, devono essere molto più pure. Se invece le fondamenta non sono buone, non possiamo costruire il completo edificio. Non si può fare niente al riguardo.

Innanzitutto sono importanti le fondamenta, ed è per questo che è bene avere poche persone; mi pare però che le fondamenta stesse stiano impiegando un po’ troppo tempo.

Ogni “pietra” deve occuparsi di se stessa, lavorare molto più in profondità e far funzionare le vibrazioni e deve evolvere (usando) i metodi, tutti i metodi grazie ai quali si raggiunge la vostra profondità. Niente è più importante del fatto che ciascuno di voi dovrebbe essere veramente solido. Per finire vi dirò che l’aspetto sottile di questi chakra serve a comprenderli.

Il primo aspetto, il primo coinvolgimento con Jada-prakruthi, la materia, come la chiamate voi, è conoscere il buon auspicio, il buon auspicio delle cose. Ciò che è di buon auspicio e cosa non lo è. Se comprenderete cos’è il buon auspicio, comprenderete che potete superare la schiavitù dalla materia.

Ora, la gente può davvero diventare pazza persino per quanto riguarda le cose di buon auspicio. L’ho notato. Ho visto persone lavarsi le mani sessantacinque volte, pettinarsi i capelli cento volte. Non è questo il modo; invece dovete comprendere che cos’è di buon auspicio e cosa non lo è.

Ad esempio, possiamo dire che il modo in cui stiamo seduti al programma non è così importante: potreste essere a volte un po’ inclinati all’indietro o in avanti, o in qualsiasi modo. Questo non è importante. Ma il buon auspicio nello stare seduti è: quando state seduti avete rispetto nella vostra mente? Quando siete seduti dovrebbe esserci rispetto in voi.

Quando vi sedete in meditazione, lo fate con l’intento e il pensiero che: “Oh, oggi l’otterrò”? Inoltre, siete seduti rispettosamente con uno spirito di resa, con una disposizione di resa?

L’aspetto della devozione è fondamentale. Quando iniziate a comprendere quella riverenza… ho visto gente mettere le gambe verso di me, sedersi in questo modo; ho visto gente seduta in modo molto arrogante.

Ad esempio, stare seduti in questa posizione: non ci si dovrebbe sedere in questo modo davanti a qualcuno che si suppone debba essere onorato. Se vi sedete così non c’è riverenza.

Quando avete autorità su voi stessi state seduti così, con entrambe le gambe in questa posizione, seduti in atteggiamento rispettoso. Ora, questa posa non è importante, poiché potreste stare seduti così (nella posizione corretta) ma bruciare interiormente a causa dell’ego. Pertanto vi ribadisco che il buon auspicio è ciò che è dentro di voi, ciò che pensate in proposito, ciò che vi accade. Vi sentite rispettosi, colmi di riverenza interiormente? Sentite questo rispetto con la vostra posizione (in cui state seduti)? Questa è una vostra considerazione personale, è una vostra valutazione.

Questo non ha niente a che vedere con il modo in cui dovreste stare seduti, che vi sediate su una gamba sola o su due gambe. Non è questa la cosa più importante, ma piuttosto se così vi sentite rilassati ed in una posizione rispettosa.

È questo il punto. Se sentite di avere assunto una posizione rispettosa, va bene. Ciò che dovete fare è comprendere il buon auspicio.

Vi farò un esempio di buon auspicio: se in una famiglia siete moglie e marito, come trattate vostra moglie? La trattate come una dea della famiglia o no?

E voi (mogli) trattate vostro marito come un uomo che porta Dio nella famiglia?

Sapete, il buon auspicio è ciò che sentite nei confronti di qualcosa, è questo il buon augurio. Che cosa provate  nei confronti di una sedia? Ad esempio, cosa sentite nei confronti di una sedia sulla quale siete seduti? La considerate vostra perché è molto costosa, perché vi appartiene o perché qualcuno ve l’ha regalata? Ne avete rispetto poiché è la sedia che è stata usata da vostra madre, che deve essere rispettata da vostro padre, che è da tenere in alta considerazione, oppure è soltanto una sedia utilizzata per comodità o l’avete per eseguire qualche sorta di venerazione?

Ovunque vi sediate … diciamo che per la meditazione vi sediate da qualche parte. Ho visto gente fare cose strane di ogni genere in nome della meditazione. Ad esempio, c’è chi prima fuma, sapete, e poi cosa fa? Il fumo… il portacenere, diciamo, è lì e loro piazzano i piedi in questo modo (in posizione non rispettosa): “Ora meditiamo”. [Dice a qualcuno a lato: “Va bene…”.]

Questo aspetto qui manca notevolmente poiché la gente ha perso tutto ciò. Ritengo che ne avesse molto, ma è andato perso; e il buon auspicio è qualcosa che comprenderete gradualmente allenandovi.

E grazie al buon auspicio comprenderete il valore della materia. Allora non attribuirete valore alla materia ma al buon auspicio. Per voi la cosa importante sarà, ad esempio, un capello della testa del Profeta Maometto. È molto più propizio di tutto il mondo messo insieme.

Sapete, come vi ho detto sono andata in Kashmir e, mentre attraversavamo (il luogo, ndt), ad un certo punto chiesi all’autista: “Che posto è questo?”. E lui: “Perché?”. Chiesi: “C’è qui qualche tempio? Che posto è? È bellissimo”. Mio marito si guardò attorno e disse: “Che c’è di bello? Non capisco, qui intorno non c’è niente”. Io risposi: No, non c’è niente, ma c’è un posto proprio lì, potete vederlo, dove si trova un capello del Profeta Maometto”.

È così. Non potrei trarre alcuna gioia e bellezza da nessuna parte, da nessun luogo, per quanto bellissimo; anche se voi potreste pensare che questo luogo è il Paradiso, per me potrebbe non esserlo, mentre può esserlo quello dove si trova un solo capello del Profeta Maometto, questo è di bellissimo auspicio.

Il buon auspicio è giudicato attraverso le vibrazioni; quindi non serve che vi domandiate in che modo giudicare il buon augurio. Attraverso le vibrazioni potete; dunque utilizzate la vostra consapevolezza vibratoria per il buon auspicio. In questo modo potete prendervi cura del vostro lato sinistro, cosa che vi ho spiegato molto concisamente. Per questo non dovete leggere libri e non dovete chiedere: “Madre, quante volte dovrei lavarmi le mani? Quante volte dovrei dare questi bandhan?”, e così via. Solo quando vi arrivano le vibrazioni è il momento di migliore auspicio.

Attenetevi a questo punto, perché diversamente eseguirete di nuovo dei rituali come tenere qualcosa con la mano sinistra, tenere qualcosa con la mano destra, e poi tutto andrà storto e allora chiederete: “Oh, Madre, l’ho fatto nel modo errato, cos’è che ho sbagliato?”.

Il punto è l’essenza. Se ricevete bene le vibrazioni, questo è il buon auspicio.

Magari, se quando siete seduti non sentite vibrazioni, chiedetevi se forse c’è qualcosa che non va nella vostra posizione (in cui siete seduti): “Forse è perché non ho il giusto rispetto? Fa’ che io riceva vibrazioni. Perché, per quale motivo non sento vibrazioni?”.

Ebbene, è così che dovrebbe essere. Potete giudicare attraverso le vibrazioni.

Ora, il buon auspicio è molto importante per i sahaja yogi, poiché tutto ciò che fanno dovrebbe essere benaugurale. Qualsiasi cosa non sia di buon auspicio non dovreste farla.

Ora vi sorprenderà che a volte potreste pensare che sia molto importante andare in un certo posto. Ma magari vi accorgerete di aver perso il portafoglio, o che non riuscite ad arrivarci, o che per qualche motivo la strada è bloccata e dovete passare da un’altra strada.

Accettatelo. Forse ciò è di buon auspicio; forse dovete passare di là; forse lì c’è qualcuno che vi aspetta o dovete dare vibrazioni a quel posto.

Lì c’è qualche necessità, poiché voi siete uno strumento del buon auspicio.

Dovete diffondere il buon auspicio. E che cos’è il buon augurio?

Non sono altro che le benedizioni di Dio. Sentire le benedizioni di Dio. Lui vi benedice sempre. La Sua mano è continuamente sul vostro viso. Egli si prende cura di voi. Quando cercate il buon auspicio, cercate la Sua mano. Voi siete sempre sotto la Sua mano. Egli è il vostro pastore, siete sempre sotto la Sua guida. Sapete, è questo il buon auspicio nel vero senso della parola: sentire tutti gli angeli intorno a voi. Sono tutti lì per aiutarvi, ognuno cerca di condurvi alla realtà, questo è il buon auspicio. Quando inizierete a farlo, quando sentirete la Sua mano, gradualmente scoprirete la gioia di sentire questa santità, la gioia delle benedizioni di Dio dinanzi a voi.

Non è importante diventare persone di grande successo nella vita. Ho visto queste persone di successo, cosiddette “di successo” nella vita, così infelici, così tristi, così terribili, così noiose e così fastidiose. Sono buone a nulla. La gente dice di loro: “Oh, costui è morto, è una buona cosa”. Non hanno fatto niente di buono a nessuno, nessuno si preoccupa di loro.

Quando occupano la loro posizione la gente si interessa a loro, ma quando se ne sono andati nessuno neanche ci bada.

Il buon auspicio vi dà l’idea corretta dell’importanza divina, ossia del punto in cui la divinità scorre dietro di voi, vi circonda e vi conduce dandovi la gioia completa ed il movimento della gravità. È una cosa bellissima essere di buon auspicio.

Chiedere il buon auspicio vi tiene lontani da ciò che è di cattivo auspicio. Ma non riducetelo ad un rituale: voglio ripetervi cento e centouno volte di non ridurre niente ad un rituale, poiché lo rendete morto, come hanno fatto tutti gli altri.

Spero che dopo la mia morte non farete così.

Poiché allora diventa una superstizione.

Il buon auspicio non dovrebbe essere mai  confuso con la superstizione. La gente, poiché non era molto vigile né molto sottile, non è riuscita a distinguere la bruttezza, ossia la superstizione, dalla bellezza che è il buon auspicio; pertanto ha fatto tutti sbagli e ha commesso tutti questi crimini.

Ma voi state attenti, perché voi siete persone sottili. Non fatelo diventare una superstizione, ma qualcosa di benaugurale. Quando parlate dovrebbe essere di buon auspicio.

Ho visto molta gente che ha l’abitudine di dire cose di pessimo auspicio, soprattutto con il Vishuddhi sinistro; di pessimo auspicio.

Come quando invitiamo qualcuno a cena a casa nostra e costui dice: “Oh! Ho visto entrare una tale folla che ho pensato ci fosse un incendio”. Che cosa da dire! Sapete, lui pensa di essere brillante, molto spiritoso nel dire una cosa del genere; oppure racconterà una barzelletta molto oscena in occasione di un matrimonio. C’è tanta gente così.

Sapete, il cattivo auspicio può creare una forza davvero satanica; quasi tutto il tantrismo è derivato dalla mancanza di buon auspicio. Sapete che il tantrismo non è altro che la maestria del cattivo auspicio?

Se dinanzi alla deità, dinanzi agli dei, fate qualcosa di pessimo auspicio, fate allontanare da quel luogo l’attenzione della deità e tutta la sua protezione. E allora lì farete tutte cose sataniche. Questa è la base di tutti i cosiddetti tantrici.

Che cos’è l’inferno? Non è altro che una vita priva di buon auspicio, poiché l’attenzione di quella deità non è su di voi, le benedizioni non ci sono.

Allora capirete che le vibrazioni vi insegnano il buon auspicio. Pensate a qualcuno e ricevete una fitta: “Oh Dio, che uomo è?”. Magari pensate che sia un uomo molto importante, ma vi rendete subito conto che non è di buon auspicio e non avete niente a che fare con lui.

I sahaja yogi non dovrebbero aspirare al successo mondano e alle cose terrene, ma a ciò che è benaugurale, per ricevere le benedizioni di Dio.

Infatti quelli che hanno beni terreni di ogni genere sono anche le anime più sciagurate mai vissute e sono maledette per questa Madre Terra, lei è stufa di loro. Costoro hanno peccato attraverso di essa. Non voglio dirvi dove andrà a finire chi si comporta in questo modo e cosa accadrà, perché in questo momento per me è un po’ troppo dirlo.

Ma direi che il vostro grande poeta Blake ne ha parlato e lo ha delineato. Egli ha descritto l’inferno. In così tanti lo hanno descritto ed io non voglio approfondire.

L’altro aspetto è il lato destro e come venirne fuori. Qual è l’aspetto sottile del lato destro?

È la disciplina. Vedete, si deve dire che prima l’Inghilterra era una nazione molto disciplinata; esageratamente disciplinata, in maniera artificiale, irreggimentata militarmente.

Io non intendo assolutamente questa disciplina ma la disciplina interiore, che nasce automaticamente.

Non è irreggimentazione, di nuovo non dovrebbe esserci confusione, in quanto voglio spiegarlo con estrema chiarezza.

È molto facile confondere le cose a causa di questi nodi (granthi). Pertanto, quando dico che dovete avere disciplina, si tratta di una disciplina interiore, assolutamente interiore. Non dovete fare niente al riguardo, bensì è innata, infatti voi iniziate a gioire di questa disciplina in voi. La disciplina in sanscrito possiamo chiamarla sadacharya e si traduce, in realtà, come buon comportamento. Ma è molto più di questo. È molto di più, sadacharya è molto di più. È una disciplina. A che ora ci alziamo al mattino? Come salutiamo il mattino?

Il sole è sorto. “Che male c’è ad alzarsi alle dieci?”. Non c’è niente di male, figlio mio, ma vi perdete la bellezza del mattino. Il mattino è il momento in cui il sole sorge, arrivano i raggi. Quello è il momento in cui il sole emette i suoi veri raggi di divinità.

In effetti il canale destro è il lato del sole. Si attiva moltissimo quando vi alzate al mattino. Ma non secondo lo stile degli hatha yogi, dove si diventa pelle e ossa, dove si digiuna per trecento giorni e poi si continua a inveire contro gli altri per trecento giorni mettendosi a maledirli per trecento giorni.

Non intendo questo. Per disciplina intendo una certa dose di rispetto di voi stessi. È una forma di rispetto; così come esiste il buon auspicio, questa è una forma di rispetto per il vostro essere; diversamente è ego. Quanto rispettate il vostro ego? Ditemelo.

Imporre il vostro ego è diverso dal rispetto, dal vostro Ahambhava, dalla vostra dignità. Quanto rispettate la vostra posizione nella vita? La vendereste per denaro? La cedereste in cambio di una poltrona? La cedereste in cambio di una qualsiasi posizione nella vita?

È una sorta di disciplina interiore, non chiacchierare troppo, non parlare troppo poco. Ma ciò non significa provare a darsi un qualche equilibrio. È qualcosa di innato, di connaturato che può funzionare grazie a Sahaja Yoga se, ripeto, verificate le vostre vibrazioni.

Dovete essere rispettati. In primo luogo, dovete rispettare; in secondo luogo, dovete essere rispettati. Rispettate voi stessi. La gente pensa che se non fa il bagno per mesi, che c’è di male? Non c’è niente di male! Se non rispettate voi stessi, la natura non rispetterà voi. Dovreste rispettare voi stessi da un punto di vista fisico, mentale, emozionale.

Se, diciamo, vi piace guardare foto pornografiche, non avete rispetto per voi stessi. Se volete mangiare spazzatura non avete rispetto per voi stessi, non avete una grande opinione di voi stessi; volete sprecare i vostri occhi, volete sprecare la vostra attenzione. Non dovrebbe piacervi niente che sia assurdo, inutile, frivolo. Non dovreste appesantire i vostri chakra con qualcosa di insensato e sporco.

Quando inizierete a rispettare voi stessi imparerete a rispettare davvero gli altri. Chi non sa rispettare se stesso non può rispettare gli altri.

E rispettate ciò che c’è di buono negli altri. E non preoccupatevi dei loro difetti, ma rispettateli per ciò che hanno di buono; così da avere anche voi del buono interiormente e rispettare voi stessi.

E non è dominante, questo rispetto non è mai dominante. È tutto molto confortante, molto consolante. Una persona che rispetta se stessa è la più facile con cui convivere. Non si spinge troppo avanti né arretra troppo. È semplicemente lì. Come un saggio, vedete: sapete che è lì. Potete sempre avvicinare una persona così. Esteriormente non fa niente, non cerca di mettersi in mostra, non cerca di creare una sorta di aura intorno a sé. Non si vanta.

L’ego può essere facilmente tenuto sotto controllo se rispettate voi stessi. Allora non vi sentirete feriti. Infatti chi può insultarvi, se non voi stessi?

Supponiamo vi siano alcuni cani che abbaiano ad un elefante: lui avanza facendo così. Avete visto un elefante? È molto interessante. Cammina in questo modo e se trova alcuni cani che abbaiano, li tratta così, con molta tranquillità. Come un bambino piccolo che gli fischi e faccia così, con maestà: “Oh, cagnolini, su, venite”. Lui non si preoccupa di come lo trattano (i cani): essi gli abbaiano e lui avanza, immerso nella sua dignità.

Ecco perché noi diciamo che un elefante è un animale molto dignitoso. Cammina con dignità. Una persona così non segue mode e cose di basso livello. Mantiene la sua dignità. Non prova, non tenta di adattarsi alle regole create da questi individui: non potete fare il gioco di questi ciarlatani che stabiliscono quale dovrebbe essere il vostro peso – non so quanto – e che le vostre misure dovrebbero essere queste, e tutte le donne cercano di adeguarvisi. Domani salteranno fuori a dire: “I vostri capelli dovrebbero essere lunghi così, quindi diventate così”, e tutte le donne tentano di adeguarsi. (Dicono che) dovete indossare parrucche e tutte tentano di indossare parrucche. Quando iniziate a rispettare voi stessi non fate più il loro gioco.

Come in India dove hanno iniziato una moda con le maniche (delle bluse dei sari), sapete. Prima hanno iniziato con questa lunghezza. Hanno indicato una certa lunghezza, poi un’altra, poi altri ne hanno imposta un’altra; qualcun altro ha imposto un’altra lunghezza e va avanti così, sapete.

Allora qualcuno mi ha chiesto: “E Lei?”. Ho risposto: “Io ho avuto questo fin dall’inizio e adotterò soltanto quello stile perché è troppo (per Me) correre questa corsa sfrenata. Io non posso farlo”. Infatti ho un sarto che fa questo lavoro, io non ho tempo da sprecare per tutte queste assurdità; e perché poi? Qual è la necessità? Qualunque cosa sia stata scoperta per tradizione è accettata. Mentre vi renderete conto che tutte queste mode scompaiono in men che non si dica.

Arrivano mode anche nella nostra industria dei sari. C’è stata una moda per cui si voleva fare un mini-sari. Vedete, qualsiasi moda abbiate dovete giustificarla (risate). Ma questa non la conoscete!

È molto interessante. Si sono messi a produrre mini-sari. I mini-sari potevano arrivare soltanto fino a questa lunghezza, poi hanno iniziato ad accorciarsi fino a questo punto, vedete.

Alcuni hanno cercato di imporlo a tutte le donne e allora ne hanno dato uno a me. Io ho detto: “Di certo non è bello” (risate). Ed è stato lanciato da una azienda che voleva vendere soprattutto ai giovani, vedete. Con i mini-sari potevano vendere ad una clientela più giovane allo stesso prezzo di un sari (tradizionale), infatti era la metà di un sari e lo si vendeva come mini-sari. È solo un mini-sari con un doppio ricavo, quindi ci hanno provato.

Ma in India il sari è lo stesso, rimane invariato. Poi hanno iniziato a fare delle stampe solo sulla parte anteriore del sari. È una nuova moda, poi ne arriva un’altra.

Io ho detto: “Niente da fare, meglio che acquistiate un sari tradizionale, che vi duri tutta la vita”. Tutto si è sistemato. Tutte queste cose scompaiono, sapete.

Ad esempio, all’epoca vittoriana devono avere escogitato molte cose ma sono scomparse; poi (viene fuori) qualcosa (altro e) scompare. Qualcosa che esiste nella tradizione può non essere utile; ma qualcosa di eternamente tradizionale rimarrà, adottate quello. È questa la cosa realmente tradizionale.

Di qualsiasi cosa passi di moda, scompaia, la gente si rende conto che non è bella e la eliminerà.

Ora, molte cose che fate… ad esempio ora c’è gente che mette quei… si infila spille nelle guance. Ho visto che se le mette, se le infila nel naso, una qui, una lì.

Tutto questo svanirà, sapete. Dopo un po’ di tempo li vedrete mettere qualcosa nei capelli. Lasciate che lo facciano. È gente stupida, ma questo è niente.

Possono fare qualcosa in modo molto sottile, sapete, come il collare elisabettiano. Infatti la regina Elisabetta[1] aveva qualche problema alla schiena, così crearono il “collare elisabettiano”, e così iniziarono tutti ad indossarlo.

Poi, all’epoca di Vittoria[2] anche lei ebbe qualche problema qui alla schiena, così anche lei iniziò a portarlo e allora cominciarono a portarlo tutti. Ma perché? Voi avete il vostro stile, il vostro abbigliamento, il vostro modo di stare seduti. Il vostro stesso modo di pensare non è una questione di moda. L’unica moda è quella che deriva dalla vostra consapevolezza vibratoria.

Leggendo un libro arrivate subito al punto e dite: “Oh! Questo non è vero! È quest’altra la verità”. Iniziate subito a dire quali sono i libri che dicono la verità e quelli che non la dicono, non leggete proprio le assurdità. E poiché sapete che raccontano tutte falsità e bugie, non volete leggere qualcosa di assurdo.

Quindi capite proprio cosa è sensato e cosa è assurdo. Quindi funziona; ed è così che iniziate a rispettare voi stessi; a rispettare i vostri pensieri, a rispettare le vostre ispirazioni, i vostri sogni, le vostre aspirazioni, le vostre visioni.

Scrivetele. Qualsiasi pensiero vi arrivi scrivetelo. Qualunque ispirazione riceviate scrivetela. Qualsiasi visione pensate di dover avere per voi stessi scrivetela, tutto quello che pensate dovrebbe essere il futuro scrivetelo. E pregate per questo.

La più grande qualità in questo è quando vi rispettate; e quando rispettate voi stessi, siete rispettati. E da chi? Dalle Deità, dall’energia divina, da tutti gli angeli. E qualsiasi cosa vogliate fare sarà fatta, allora si arriva a: “Sia fatta la vostra volontà!”. Ma questa volontà deve scaturire dal rispetto di voi stessi. Se è il risultato di qualche altra considerazione…

Ad esempio, ora a Bombay vogliono avere un ashram. La gente ha idee strane riguardo agli ashram. Vogliono avere un ashram: e perché? Alcuni sono molto furbi, io li conosco tutti. Pensano (ride) di poterne ricavare un po’ di denaro. Che folli che sono.

Altri, poi, pensano che vivendo lì possano trascorrere molto tranquillamente la loro vecchiaia. “Sapete, sarà una soluzione economica perché Mataji non farà pagare niente…, quindi sarà una bella soluzione vantaggiosa; compriamone uno”.

Alcuni pensano: “Sarà un ottimo posto dove poter andare da giovani. E sarà un’ottima idea perché lì potremo evitare il lavoro. Noi staremo all’ashram e dopotutto Sahaja Yoga non sarà un lavoro così duro, sapete. Quindi sarà bello vivere lì”.

Se nella mente delle persone ci sono tutte queste considerazioni, non riuscirete mai a far costruire il vostro ashram. Credetemi.

“Dormiremo fino alle dieci di mattina, chi ci sveglierà? Nell’ashram faremo tutto quello che ci pare, lo useremo per i nostri scopi, non praticheremo la meditazione, non faremo assolutamente nulla. Non faremo nessun lavoro. Non aiuteremo in nessun modo nell’organizzazione di Sahaja Yoga o delle persone, non le porteremo. Dopo tutto che succederà mai?”. Che perderete le vostre vibrazioni.

Se rispettate voi stessi, deve essere rispettata l’espressione di voi stessi. Dite al vostro corpo di comportarsi bene, dite alla vostra mente di comportarsi bene e dite alle vostre emozioni di comportarsi bene.

Ho visto persone affannarsi dietro ad una fidanzata o ad un fidanzato e chiedere una cosa e un’altra. E poi vengono da me a dirmi: “Madre, che cosa posso fare per la mia ragazza o il mio ragazzo?”, o qualche altra cosa del genere (considerata) “molto importante”.

Tutte queste cose non vi saranno di aiuto. Dovete rispettare voi stessi. Voi stessi siete un’entità. Non vi inchinerete a nessuno. Non accetterete nulla, non accetterete niente che non sia rispettabile per voi. Ed è così che eserciterete i vostri diritti.

Ora, il sentiero centrale è molto importante nella vostra ricerca. Nella ricerca dovete rendervi conto che state cercando il vostro Spirito. Ciò che cercate è che la vostra attenzione ora si riversi attraverso lo Spirito.

Non cercate lo Spirito, ma avete l’intenzione di diventare un tutt’uno con lo Spirito. È questo l’oggetto della vostra ricerca. Per questo è molto importante conoscere tutti i vostri chakra. Dovete conoscere il motivo per cui sono bloccati ed affrontarlo.

Dovete affrontare la verità. Dovete essere assolutamente onesti e sinceri al riguardo.

È questo il punto fondamentale del canale centrale. Se siete onesti, la parte centrale funzionerà.

Ad esempio, vi dico che ho curato un signore che soffriva di cancro. L’ho curato, ebbene, se ne è andato e non ha nemmeno scritto una lettera di ringraziamento. E se qualcuno gli chiede qualcosa risponde: “No, no, sto ancora aspettando (di essere curato)”.

Sono trascorsi tre o quattro anni e lui (dice): ”Sto ancora aspettando”. E sarebbe dovuto morire nel giro di tre mesi! È stato disonesto con Dio. Avrebbe dovuto dire alla gente: “No, Madre mi ha curato”. Poi gli ritorna il cancro e lui incolpa Dio di questo.

Quindi la verità deve essere accettata. Dovete essere onesti e sinceri per il sentiero centrale, assoluti sulla verità: “Sì, questa è la verità, l’abbiamo scoperta, abbiamo sentito le vibrazioni”. Oppure: “Non sentiamo le vibrazioni. Oppure c’è qualche miscuglio. Sì, ho un blocco qui”. Ci sono molti che dicono: “No, Madre, non sono bloccato”.

Io so cosa sta accadendo loro. Raccontano bugie. Ma a chi le raccontate?

[Fine della registrazione audio]


[1] La regina Elisabetta I (1533-1603).

[2] La regina Vittoria (1819-1901).