Programma Pubblico, I tre percorsi evolutivi

Caxton Hall, London (England)



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S H R I  M A T A J I  N I R M A L A  D E V I

 Mondo di Beatitudine e Gioia – I tre percorsi evolutivi

 Programma Pubblico

Caxton Hall, Londra (GB), 30 Maggio 1979


Sono qui per parlarvi di una vita più elevata di quella che conosciamo, di una Energia che pervade, permea ogni altra energia, e di quel mondo che è chiamato mondo di beatitudine e gioia.

Dovete aver già sentito tutte queste parole anche prima. Ma io sono qui per parlarvi dello strumento che risiede dentro di noi, tutto perfettamente inserito nel nostro essere così come vedete chiaramente qui sul grafico; si tratta di uno strumento vivente, che potete anche veder pulsare proprio con i vostri stessi occhi quando la Kundalini, questa energia avvolta a spirale, sale.

Noi siamo già stati tanto benedetti da avere nel nostro essere questa ascesa, l’accesso all’inconscio, per entrare in un’altra dimensione completamente nuova della nostra consapevolezza, grazie alla quale possiamo davvero trovare le risposte a tutte le vostre domande assolute.

Finora, nell’antica India abbiamo avuto tre tipi di movimenti. Non so se li conosciate tutti, ma ne abbiamo avuti tre tipi; e i loro riflessi si sono manifestati in quel Paese. Anche in altri Paesi, persino in Inghilterra, abbiamo avuto persone che si sono molto impegnate nel trovare le risposte a molte domande fondamentali, a interrogativi assoluti. La ricerca è esistita ovunque, in tutto il mondo; ma, come vi ho già detto, l’India è stata forse il Paese migliore per le sue condizioni climatiche e perché c’erano molte opportunità per le persone di recarsi in luoghi isolati per trovare la risposta alla loro ricerca.

Oggi vorrei parlarvi di questi tre metodi o tre modi utilizzati per la ricerca, e i loro risultati.

Il primo è sul lato sinistro: se guardate, è il percorso mediante il quale si aveva devozione per Dio, quella che chiamano bhakti. Si cantavano lodi a Dio senza ricercarlo. Lo si invocava, si chiedeva il Suo aiuto.

All’inizio, si pensò che la sfida maggiore che si aveva provenisse dagli elementi; così si tentò di dominare gli elementi. E in quella dominazione degli elementi, il movimento avvenne sul lato destro, attraverso il quale si utilizzarono molti metodi con cui poter stimolare o risvegliare, come si dice, le deità o i principi sottili degli elementi.

Il primo (metodo) era quello dei devoti e il secondo quello delle persone che cercavano di trovare il modo di dominare gli elementi.

Il terzo era al centro, e c’erano due tipi di persone che ricercavano. Direi che uno era quello di chi ricercava, e l’altro era quello di chi si incarnava su questa terra per dare aiuto; e questo era il percorso evolutivo della nostra ascesa.

Il percorso evolutivo della nostra ascesa venne alla luce, sarete sorpresi, molto dopo l’avvento dello stesso Krishna su questa terra. Fu addirittura dopo Cristo che si iniziò a parlare dei metodi evolutivi dentro di noi.

Pertanto non si dovrebbe fare confusione fra questi tre metodi. È grazie alla bhakti delle persone, è grazie alle loro invocazioni, che i differenti aspetti di Dio sono discesi su questa terra come incarnazioni.

Non dovete credere a priori se ciò che sto dicendo è vero o no, perché io vi sto proponendo un’ipotesi; poi, in seguito, potrete scoprire se sia vera o no. Dovete solo mantenere la vostra mente aperta, come scienziati, per saperlo.

Ora, il sentiero centrale dell’evoluzione è quello di cui tratteremo qui.

Quello incentrato sul dominio della natura è quello usato nei Veda, dove non hanno nemmeno menzionato le deità, non hanno detto niente di Dio Onnipotente, ma hanno solo parlato del Brahma Tattwa[1], il principio dal quale tutti i cinque elementi sono governati. E tutti quei mantra e shloka per sollecitare gli elementi venivano recitati per ottenere le benedizioni di questi elementi, come pure il controllo sugli stessi.

Un tempo, diciamo dodicimila anni fa, in India avevamo bombe auto-comandate, avevamo strumenti che funzionavano molto meglio dei vostri missili. Ci erano riusciti mediante questo metodo di innovazione di lato destro.

Quando sono andata in Colombia, sono rimasta molto sorpresa che anche loro usassero il metodo di lato destro. A tal fine erano soliti anche assumere una sorta di sostanza intossicante che in India chiamiamo somras; era un’intossicante che non dava assuefazione, ma che portava in uno stato dove si poteva capire che esiste qualcosa oltre.

Si può forse definire qualcosa di simile all’LSD. Ma questo LSD che prendete voi è molto diverso da quello che usavano loro. Quello (somras, ndt) era, direi, una sostanza sacra che aveva qualcosa a che fare con Dio; infatti, qualsiasi tipo di ricerca tentarono in India, mantennero attiva su di sé la forza centripeta, vale a dire il presupposto dell’esistenza di Dio. In questo modo non deviarono troppo dal lato destro (non ci si spinse cioè agli estremi del lato destro, bensì si rimase alquanto vicini al centro, ndt). Non si allontanarono troppo.

Come risultato di quella ricerca, ci arrivò la scienza. Tutte le scoperte giunsero dall’inconscio. Ma la nostra consapevolezza – dopotutto questo mondo è un tutt’uno – la nostra consapevolezza si sintonizzò ad un punto in cui potessimo capire la scienza. Come risultato di quel tipo di innovazione, si sono padroneggiate molte cose e si sono ingaggiate molte guerre, come stiamo facendo oggigiorno. E in quelle guerre ci sono descrizioni di aeroplani e ayudha, ossia armi fantastiche di ogni genere.

Tuttavia era in atto un altro movimento, sul lato sinistro, per cui la gente non si curava di tutte queste cose.

Questo (movimento di lato destro, ndt) era inteso per gli kshatriya, re molto ambiziosi che volevano dominare il mondo intero. Mentre le persone di lato sinistro, direi, quelle che erano dedicate a Dio e che chiedevano sempre l’aiuto di Dio, erano occupate ad organizzare consacrazioni o quelle che chiamiamo adorazioni, o puja, secondo la propria capacità di comprensione.

Invece il percorso centrale era occupato, o meglio, il cammino centrale era governato da due forze: la prima era rappresentata dai ricercatori al seguito di alcuni guru che erano anime realizzate di livello molto elevato, e l’altra erano le incarnazioni venute su questa terra per proteggere, per salvare i devoti di Dio.

All’inizio questo movimento era molto segreto, estremamente segreto. Solo una o due persone di tutta la società venivano impiegate per questo genere di lavoro. Nell’arco di una generazione si potevano trovare a malapena cinque o sei persone che svolgevano questa opera di far evolvere la gente ad una nuova consapevolezza.

Ciò che vi sto dicendo accadeva al tempo antecedente persino la scrittura dei Veda[2] perché, riguardo alle incarnazioni che dovevano giungere e che non si erano ancora instaurate, si manteneva un segreto ben custodito. Il motivo era che, se avessero rivelato quali erano le incarnazioni che sarebbero arrivate, le forze negative che cercavano di far fallire l’evoluzione avrebbero organizzato un modo per distruggere queste incarnazioni prima del loro avvento.

Tuttavia, come potete vedere dalla vita di Cristo, l’avvento di Cristo fu preannunciato con molto anticipo dai profeti che facevano profezie.

Tutti questi profeti appartengono alla categoria dei guru di cui sto parlando.

Così, in tutto il mondo erano attivi tre tipi di movimenti. Per esempio, sul lato destro gli scienziati, possiamo dire, e sul lato sinistro i devoti di Dio che cantano le lodi di Dio.

E nel centro c’erano persone come Mosè, come Abramo, che vennero su questa terra proprio per profetizzare, per proteggere i devoti di Dio.

Questo movimento evolutivo centrale oggi ha raggiunto il suo picco, perché tutte le incarnazioni ormai sono arrivate ed hanno svolto il loro lavoro in voi. Hanno occupato la loro posizione in voi, nella vostra consapevolezza, in questi diversi centri.

Il primo centro che abbiamo qui è stabilizzato nell’atomo del carbonio. Il carbonio ha quattro valenze e, allo stesso modo, questo centro ha quattro valenze. Potete vedere qui i quattro lati di questo centro. Ciò significa che fino allo stadio della materia (Muladhara, centro dell’atomo di carbonio) si è al di sotto (del Muladhar, della Kundalini, ndt).

Poi il carbonio ha dato inizio alla vita. È l’atomo del carbonio che effettivamente ha innescato il processo vivente nella materia; sebbene il tempo impiegato per questo, a partire dal momento in cui la Terra si è separata dal sole, sia molto, molto breve. Voglio dire che nessuno può spiegare perché, come possa essere successo. Soltanto qualche giocoliere avrebbe potuto svolgere quel lavoro. E così questo atomo di carbonio diede inizio agli esseri viventi.

Successivamente, possiamo dire che l’incarnazione del centro, di questo centro di colore verde che chiamiamo Nabhi chakra, le incarnazioni iniziarono a questo punto ad avvicendarsi una dopo l’altra, assumendo nel corso dell’evoluzione forme diverse di animali viventi.

Ad esempio, la prima fu il pesce[3], venne sotto forma di pesce. Si dice che, mentre Noè si trovava in difficoltà per via del diluvio, fu questo pesce ad aiutarlo. Giunsero le incarnazioni di quell’aspetto di Dio che chiamiamo evolutivo (ossia incarnazioni di Shri Vishnu, ndt). (La prima) venne su questa terra nelle sembianze di un pesce, poi come quadrupede[4]. Poi venne sotto forma di un uomo di bassa statura[5]. Poi venne come uomo forte[6].

E ancora avanti così fino a che abbiamo raggiunto un livello il cui culmine potete vederlo lì (sul grafico, ndt). Questo è lo stadio di Shri Ram, che venne ottomila anni fa. Egli fu collocato in noi come una pietra miliare. Essi sono stati le guide della nostra evoluzione: ci hanno guidato nell’evoluzione lasciando anche un segno per noi lì (nei chakra, sistema sottile, ndt) ed esistono in noi in quel sentiero.

Così, nel lato destro di questo centro, chiamato chakra del Cuore – potete anche chiamarlo chakra cardiaco, oppure in sanscrito lo chiamiamo Hridaya chakra – nel lato destro comparve Shri Ram.

Ora, perché Shri Ram apparve sul lato destro? Perché doveva dimenticarsi della Sua incarnazione, doveva dimenticare di essere nell’essenza l’aspetto evolutivo di Dio che è Shri Vishnu, che risiede in questo centro qui (Nabhi, ndt), perché si era evoluto da lì in una forma differente. Pertanto doveva dimenticarsene. Doveva comportarsi proprio come un essere umano, affinché nessun essere umano sospettasse che Lui fosse un’incarnazione. Divenne un re, un re benevolo[7], un re ideale, con tutti i limiti (maryada, ndt) di un re e la bellezza di un re. Ed è il motivo per cui questa incarnazione venne su questa terra circa ottomila anni fa.

In quello stesso periodo, questo centro che chiamiamo Void – ma che voi potete definire l’universo intero, diciamo – era affollato di persone negative che cercavano di distruggere i devoti di Dio. Quindi, l’Energia primordiale chiamata Adi Shakti, la Madre Primordiale, si manifestò in quel centro molto prima di Rama.

Lei si manifestò lì (nel cuore) circa dodicimila anni fa per proteggere i devoti, a partire da dodicimila anni fa, in mille incarnazioni.

Naturalmente ritengo ve ne siano state molte di più, ma mille sono le incarnazioni principali che vennero su questa terra come Madre Primordiale, per proteggere i Suoi figli, i Suoi devoti.

Ora il centro più in alto – non nel senso di più alto di tutti, ma di quello subito sopra – questo centro (Vishuddhi, ndt), è quello in cui il Vishnu Tattwa, o aspetto evolutivo di Dio, si è completamente manifestato, in cui la completa manifestazione di questo principio ha avuto luogo; e si tratta del principio di Shri Krishna. Quindi, Shri Krishna è considerato la manifestazione completa di questo processo evolutivo.

Ma Dio Onnipotente, come noi Lo conosciamo, è tutto: non è solo il principio evolutivo, è anche l’esistenza sul lato sinistro ed è anche il creatore sul lato destro. Ma molto prima che tutto questo avesse inizio, esisteva un altro stato di consapevolezza. In quello stato di consapevolezza, questo secondo centro che vedete qui (Swadhistana, ndt) è quello del Creatore. Egli con i Suoi poteri ha creato tutto l’universo, mediante tutti gli elementi, poi questa terra. E su questa terra è cominciato il ciclo della vita. Tutti questi centri sono in noi.

Ora, ultimo fra tutti, circa duemila anni fa, venne la più grande incarnazione, quella di Cristo. Egli era il Figlio di Dio, l’innocenza, e venne su questa terra.

In questo punto, dove vedete questo segno rosso, dietro, nel cervello, tra la ghiandola pituitaria e la pineale, si trova un centro molto sottile. Egli venne lì per farci ascendere, per darci la conoscenza della vita eterna, per darci la consapevolezza del fatto che qualsiasi cosa vediate su questa terra non è permanente. Esiste qualcosa oltre ed Egli, con la Sua resurrezione, ci mostrò come tutti noi possiamo risorgere.

Questa era la cosa, la porta di accesso all’area limbica, quella che chiamiamo Sahasrara in quanto ha mille petali. Ora, questi petali assomigliano ad un fiore di loto e sono proprio così dentro di noi (allusione al cervello che, se tagliato trasversalmente, ha una struttura simile a petali di un loto, ndt), ma in uno stato dormiente (ossia quando il cervello e i suoi ‘petali’ o nervi non sono ancora illuminati, ndt).

Potete vederlo in una candela: essa ha lo stoppino, ma (quando è spenta) non vedete lo stoppino in questa forma (accesa, illuminata, ndt). Solo quando è accesa lo vedete in quella forma (accesa, ardente, come i nervi o petali del cervello una volta ottenuta la realizzazione, ndt).

Ora, quando ne mettete mille in quel modo, tutti insieme assomigliano ad un loto. Quando non sono illuminati, si dice soltanto che ci sono mille nervi; ma quando questi nervi sono illuminati, potete vederne la luce che è di colori differenti.

Così, oggi siamo qui per apprendere che tutte queste incarnazioni esistono in noi, e che la forza che ha veramente generato, veramente manifestato quanti vivono da esseri umani e agiscono da guru, esisteva in quest’area (Void, ndt), ed ha creato la religione in noi.

La religione come la intendiamo noi, la religione organizzata, non è la religione. Ma  religione significa il potere di sostegno (dharma, ndt). Voi siete esseri umani perché ci sono dieci poteri di sostegno in voi. Essi vennero quindi per sostenerci, per darci l’idea completa di questi dieci poteri e per stabilizzarci nella nostra religione come esseri umani.

Quei guru vissuti in quell’area hanno sviluppato il sostegno aiutandoci, e questa è una delle forze più grandi che abbiamo e che risiede in noi. E qualsiasi cosa essi abbiano detto ha enorme rilevanza.

In effetti dovremmo dire che i guru principali sono dieci, ma ce ne sono molti altri. E questi dieci maestri furono Raja Janaka, poi Mosè, Abramo e, nei tempi moderni, si può dire Maometto, fino a Sainath di Shirdi; quella energia si manifestò a Shirdi (sotto forma di Sainath, ndt) per un breve periodo, dopodiché Egli scomparve. Nessuno sa come arrivò là, come visse e morì. Inoltre, se conoscete Nanaka, anch’Egli rappresentava la stessa energia, lo stesso maestro primordiale, nato su questa terra.

Ora non è il momento di parlare di ciascuna di queste personalità, ma penso che un giorno vi parlerò solo di questo argomento dei guru.

Questi guru, dunque, iniziarono prima con il Maestro Primordiale stesso, chiamato Dattatreya. E Dattatreya è colui che racchiude tutte queste energie: l’energia dell’esistenza, l’energia evolutiva e l’energia creativa, tutte loro, nella sua innocenza.

Non so se lo capite, ma esiste una storia al riguardo, relativa alle tre deità corrispondenti a queste tre energie – l’energia di sinistra è quella di Shiva, l’energia di destra è quella di Brahmadeva e l’energia di centro è quella di Vishnu – ebbene, si narra che tutte queste tre Deità considerassero la sposa di Dattatreya (Anasuya, ndt) una grande devota, in grado, con i suoi poteri, di maledire chiunque volesse.

Vollero quindi metterla alla prova per scoprire fino a che punto fosse una moglie devota. Andarono da lei e le dissero: “Vogliamo qualche elemosina”. In India è considerato un grande privilegio essere in grado di offrire l’elemosina a chi viene a casa vostra, e questi tre santi – essi erano vestiti da santi – arrivarono alla sua porta. Quando chiesero l’elemosina lei disse: “Va bene, vi darò un po’ di elemosina”.

Quelli risposero: “No, noi entreremo in casa, e tu dovrai servirci il cibo completamente nuda”. Spogliarsi completamente davanti a un uomo comporta la perdita di tutti i poteri di moglie devota, di sati[8].

Lei disse: “Va bene, se dite così, lo farò”, e cominciò a spogliarsi. Appena toccò i propri vestiti, vedete, essi (le tre deità, Brahma, Vishnu, Shiva) si trasformarono in bambini piccoli, piccolissimi. Lei si spogliò e diede loro le elemosine. Ebbene, questi tre bambini piccoli messi insieme, crearono Dattatreya, il Guru, colui che è innocente come un bambino, innocente come un bambino che non ha alcuna cognizione del sesso.

Giungiamo pertanto alla conclusione che un guru interessato alle donne, interessato al sesso, non è un guru, ma è un anti-guru.

Dattatreya è l’innocenza di tutti questi tre poteri; e questo Guru fu colui che successivamente istituì una grande tradizione di guru.

Della stessa tradizione, abbiamo avuto molti guru nel nostro Paese, specialmente nell’area vicino a Bombay, chiamata Maharashtra. Essi vennero come Nath[9], vennero chiamati Nath. Il primo fu Adi Nath, poi Dattatreya, poi Machindranath, poi Goraknath; nacque così una tradizione di guru. Ma tutta la loro conoscenza era tenuta come un segreto ben custodito, era gupta vidya, un segreto custodito gelosamente, una conoscenza segreta della Kundalini. Essi non ne parlavano mai, non ne hanno mai parlato, perché pensavano: “Per adesso sperimentiamola completamente e poi ne daremo qualche idea alla gente”.

Ma, come vedete, accade ovunque, a volte accade anche a noi qui di avere persone che non ottengono la realizzazione, o sono immature e non possono elevarsi molto più in alto. Allora in un certo senso si irritano molto oppure, a volte, acquisiscono questa conoscenza parziale e cominciano a lavorarci e deviano completamente su questo o quell’altro lato.

Tutti questi orribili guru vennero fuori anche in quei giorni, ma furono neutralizzati perché direi che le persone erano spiritualmente molto, molto sensibili. Oggi giorno le persone non lo sono, sono molto ingenue. Non hanno sensibilità.

Vedete, dalla faccia si può capire com’è una persona; ma alla gente non è rimasta alcuna sensibilità, sapete. Sono così abituate alle maschere.

Oggi ho chiesto perché le persone non riescano a capire e perché abbiano sempre una maschera sul volto. Non emanano alcuna luce, come mai? Qualcuno mi ha dato una risposta molto interessante: è perché ascoltano le notizie al telegiornale e vedono che il giornalista che le legge riceve sul viso molta luce, per cui deve mantenersi distaccato dalle notizie; non può mostrare le sue impressioni o alcunché. Nel dare alcune notizie deve essere assolutamente distaccato. Perciò la sua faccia è proprio come una maschera ed è per questo che succede.

Comunque sia, siamo diventati davvero ingenui per quel che concerne la spiritualità, e certi individui ne approfittano, approfittano completamente dell’altrui ingenuità.

Per questo non è necessario ricorrere a libri, non occorre rivolgersi a nessun guru. È solo una caratteristica della società in cui vivete.

Le società naturali hanno una sensibilità alla spiritualità molto maggiore di quelle che hanno subìto una sorta di artificiale lavaggio del cervello, diciamo, o che sono cresciute in un’atmosfera materialistica.

Queste ultime perdono la sensibilità alla spiritualità che è spontanea, che è spontanea. Poiché perdiamo la spontaneità, perdiamo quella naturale – noi diciamo sahaja, ossia spontanea – conoscenza che ci fa capire chi è una persona autentica e chi è fasulla.

Così, questa energia cominciò a manifestarsi gradualmente nelle caverne, in caverne molto segrete, dove solo uno o due erano invitati ad andare. E all’inizio venivano sottoposti a prove molto severe. Voglio dire che, per come venivano messi alla prova, alcuni scappavano via. Quindi, per anni non ebbero nemmeno un discepolo capace di resistere ad un tale addestramento. E se alla fine ne trovavano uno, lavoravano su di lui, ma questi poteva anche morire senza aver fatto l’esperienza.

Poi rinasceva e di nuovo moriva, e andava avanti così per secoli finché non scoprivano che la verità esiste dentro di voi, finché non si purificavano completamente e non diventavano tutt’uno con l’essere superiore in loro.

Ma questo obiettivo fu raggiunto così di rado che sarete sorpresi di sapere che il sistema religioso giainista è esattamente lo stesso sistema, è quello che chiamiamo Avadhuta, o stile di Nath, è lo stesso stile. E si dice che ci siano stati soltanto sessantacinque kashyapas, li chiamano kashyapas[10]. Sessantacinque, immaginate, sessantacinque in sei secoli. Penso equivalga a uno virgola qualcosa, uno per ogni secolo.

Così queste furono le sole persone a ricevere la realizzazione. Ed era una procedura molto difficile, perché la Kundalini poteva salire fino ad un certo punto e poi ricadere. Allora la rialzavano e procedevano alla purificazione. E poi di nuovo si purificava e di nuovo la sospingevano avanti. Sarebbe un po’ come spingere una macchina che non parte: la spingete e torna indietro, di nuovo va avanti e si ferma. Allora la pulite un’altra volta e la portate in officina, vedete che non funziona; quindi la riportate indietro, la lavate, la pulite, vi ci rimettete sotto per cercare di pulire ancora gli ingranaggi, poi si guasta di nuovo… e va avanti così e vi stufate a tal punto da pensare: “Meglio rimandarla alla fabbrica perché la rimetta completamente a nuovo.”

Quelli allora la rifacevano, la rimandavano indietro; ed è così che è avanzato questo movimento evolutivo: molto, molto gradualmente. E in questo movimento graduale che hanno avuto… Infatti, se ci si muove lentamente, si vedono tante cose. Per esempio, se viaggiate su un carro trainato da buoi – voi non avete carri trainati dai buoi, ma noi li abbiamo ancora; vedete, se dovete andare nei villaggi, dovete usare carri trainati da buoi. E la velocità di un carro trainato da buoi è forse di due miglia all’ora, o a volte magari anche meno, dipende dai capricci del toro, sapete.

Se si accovacciano a metà del cammino, voi potete scendere, cucinarvi del cibo e consumarlo con molta calma, poi risalire sul carro e rimettervi in moto. Potrebbe essere un movimento molto, molto lento e allora, quando vi fermate, vi annoiate di quelle soste al punto che scendete dal carro e andate in giro e vedete cose. È così che hanno cominciato a vedere cose intorno e le hanno descritte; e, poveretti, a volte ne rimanevano così turbati che avevano crisi di nervi. E le loro crisi di nervi oggigiorno vengono chiamate Raja Yoga. Ero davvero sorpresa del fatto che fossero colti da quelle crisi di nervi a causa della frustrazione e del tempo (impiegato, ndt).

Ma oggi la condizione è diversa, perché il tempo della fioritura è arrivato, direi. È arrivato il momento in cui l’evoluzione deve avvenire a livello di massa, deve avvenire in massa. Effettivamente questa evoluzione di massa, come ho detto, è cominciata molto prima, nel sesto secolo, quando Adi Shankaracharya cominciò a scriverne. Fu lui a proclamarla, a dire che questa è l’energia che ci appartiene e che dobbiamo far funzionare.

Ora la gente parla di Adi Shankaracharya senza dire una parola sulla Kundalini. Che dite di una conoscenza del genere? Vedete, questa è la base: la base di Shankaracharya è la Kundalini, e il thaibhav, ossia l’emozione che le dà sostanza, è la completa dedizione al guru.

Ma il guru deve essere un vero guru, non uno che fa soldi o un donnaiolo o uno che commette cose di ogni genere, abusi che sono assolutamente inconcepibili per un guru. Egli sta assolutamente lontano da queste cose; tutte queste cose sono, direi che sono per criminali. O, diciamo, non ho parole (per descriverli), ma si possono definire individui orribili.

Tutto ciò non è inteso per dei guru, che sono i fiori scelti, le persone migliori che Dio abbia creato, le persone più elevate al di sopra di tutte quelle cose. Essi non organizzano, non fanno nulla, stanno semplicemente seduti ad osservare e vi impartiscono il potere tramite il quale diventate una cosa sola con Dio. Quello è tutto il loro lavoro. Non sono impegnati a comprare aeroplani e Cadillac – mi hanno riferito che alcuni (falsi guru, ndt) avevano delle Rolls Royce – loro non si occupano di queste cose.

Questi (veri) guru per prima cosa hanno adottato il sannyasa (rinuncia) in quanto era necessario un lavoro molto intenso, un lavoro molto intenso. In tempi remoti si ritiravano in assoluta solitudine e non avevano figli, non avevano mogli, niente. Si dedicavano solo alla ricerca. Questo avveniva all’inizio, vi dico, diciamo dodicimila anni fa; ma circa ottomila anni fa, ai tempi di Rama, praticamente tutti i guru erano sposati. La maggior parte dei guru era sposata.

Immaginate, ottomila anni fa – (mentre) secondo la cultura moderna, non si può nemmeno concepire un prete che sia sposato – essi avevano scoperto che, senza il matrimonio, non si instaura l’equilibrio. Si deve condurre una vita matrimoniale molto saggia; e loro si sposavano, avevano moglie e figli e vivevano nella foresta badando ai bambini piccoli della famiglia.

E quando nascevano i bambini, anche i nonni andavano a vivere con loro, perché, secondo i quattro ashramas[11] che abbiamo, i nonni dopo i cinquanta anni di età dovevano andare nella foresta per vivere con i nipotini vicino all’ashram, e dovevano badare ai bambini e dimenticarsi della vita matrimoniale. In quella fase dovevano interromperla. A cinquanta anni si è veramente promossi nonni ed essi badano ai nipotini. Non ci si preoccupa più tanto della vita matrimoniale, giacché moglie e marito raggiungono il culmine della bellezza e della comprensione della vita matrimoniale dai venticinque ai cinquanta anni di età.

Abbiamo dunque una divisione secondo la quale, fino a venticinque anni vi è la fase dell’istruzione, poi i successivi venticinque anni sono dedicati al matrimonio, e gli altri venticinque anni sono quella fase della vita –  chiamata vanaprastha ashram – in cui dovevano vivere da nonni con i loro nipotini, amarli e accudirli; ed anche se non erano realizzati o desideravano la realizzazione, lavoravano a questo scopo.

Questo sistema era perfettamente corretto perché, poi, dopo quell’età, la moglie e il marito morivano, così prendevano il sannyasa, ovvero si distaccavano e si elevavano.

Il sistema di vita era dunque tale che si doveva raggiungere Dio nel corso della vita, occorreva impegnarsi a tal fine e tutti vi aspiravano e lavoravano per questo. Tutto il percorso di vita era finalizzato a questo.

Naturalmente, furono in pochissimi ad ottenere la realizzazione; tuttavia conducevano una vita molto retta così da conservarla per la vita successiva. E quando poi rinascevano, ci provavano partendo dal punto in cui si erano fermati, di nuovo continuavano ad ascendere in questo modo. Quello era il sistema di quella società che ormai naturalmente è molto occidentalizzata per cui (in India) si pensa che voi siate persone molto più di successo nella vita, per cui ora vi rincorrono e cercano di diventare come voi.

Ma questo è come era prima. Invece possiamo vedere che questa non è la situazione odierna, siamo in una situazione molto diversa. Lo chiamano ghor Kali Yuga[12], dove non c’è posto per la rettitudine. Se si parla di rettitudine, la gente scappa via. Oggi, ad esempio, vedete, volevano affiggere un annuncio divulgativo (di Sahaja Yoga) in qualche università e la signora che era là ha detto: “No, no, no, non mettete ‘realizzazione del Sé’.” Io ho chiesto: “Che cosa dovrei mettere?”. E lei: “Mettete qualcosa come ‘divertimento’.” “Va bene, divertimento, e che altro?”. “Non parlate di Dio, no, né di rettitudine”. Io ho pensato: dovrei dunque dire che adesso ci si può divertire, venendo in una discoteca o qualcosa del genere? È forse questo il modo in cui li attrarremo?

A quel punto tutti gli altri si sono stufati. Mi hanno detto: “Madre, non abbiamo intenzione di cadere ai loro piedi. Abbiamo bisogno di persone davvero assennate, persone che comprendano il loro valore, che vogliano raggiungere qualcosa di più elevato; magari saranno poche, ma non possiamo farcela con questa gente frivola. Non possiamo fare niente per questi individui frivoli. Che abbiano uno o due shock nella loro vita, poi verranno da noi.” Ma, vedete, per una madre è piuttosto difficile pensare: “Che abbiano uno shock. Che mettano le mani nella presa di corrente, così da prendere la scossa, e la prossima volta non lo faranno”. Vedete, per una madre è davvero difficile accettare una tale situazione.

Ma è così. Infatti abbiamo avuto un altro signore che era un hippy. Venne da me e provai a dargli la realizzazione. Poi ritornò a fare uso di droghe e vi si perse. Ricominciò molto pesantemente, e lo fece così bene che i medici dichiararono che sarebbe morto entro ventiquattro ore, sapete, aveva fatto proprio un bel lavoro. Era pieno di droghe di ogni genere, si sarebbe potuta aprire una farmacia per come era messo; e aveva in sé cumuli di robaccia.

E allora venne da me con un fegato cirrotico, con il fegato affetto da cirrosi.

Grazie a Dio, mio marito non era a casa, così dissi: “Va bene. entra”. E quando mio marito tornò il giorno successivo, lui era ancora lì. Lo trovò in una condizione davvero orribile.

Disse: “Ora, se tu hai qualcosa a che fare con questo giovane e se lui muore qui, la polizia ti arresterà e sarai accusata di omicidio. Quindi, per favore, non immischiarti in questa faccenda”. Invece lo abbiamo curato e, sarete sorpresi, nel giro di otto giorni stava perfettamente bene e oggi è un grandissimo sahaja yogi.

Ora è in Australia, me lo ricordo sempre. E, sapete, era un professore di fisica ed un uomo molto erudito, ma aveva fatto tutte queste sciocchezze proprio per andare direttamente all’inferno con la rincorsa, sapete, e all’inizio fu molto difficile convincerlo. Ma ciò che mi disse dopo fu davvero scioccante, perché mi disse: “Madre, la maggior parte di noi deve essere così, altrimenti non verremo da Lei”.

Ora, per me è troppo capire questo, e cioè che debba essere così difficile per tutti i ricercatori.

Ora, vi sorprenderà sapere che i ricercatori esistenti a quel tempo, siano nati oggi più in Occidente che in Oriente. Voi siete veri ricercatori. Forse non vi siete mai stimati e avete perso quella sensibilità per la ricerca.

Questa è una realtà; infatti, visto il modo in cui siete andati a caccia di guru, non si può capire come sia possibile che siate passati da uno all’altro senza capirlo.

Ma vedete, poiché stavate ricercando, direi, poiché stavate cercando, vi siete imbattuti in qualcuno, poi in un altro, poi in un terzo, solo per avere, proprio per avere quella che chiamate l’impressione di ricercare. E questo saltare da uno all’altro è stato davvero molto, molto sbagliato, perché in quel modo avete sicuramente disturbato la vostra Kundalini.

L’aspetto più pericoloso di questi individui è che hanno disturbato il percorso della vostra Kundalini, come imparerete; quando sarete realizzati, capirete.

Tutti questi guru, oltre a causarvi malattie come il cancro e così via, hanno distrutto i vostri chakra, hanno distrutto la vostra Kundalini. Ho visto grossi buchi nei vostri chakra, ho visto porzioni bruciate nella Kundalini. Ho visto orribili distorsioni e mutilazioni persino delle parti intime delle persone; infatti è possibile vedere su questo chakra, l’ultimo chakra (Muladhara), che governa le parti intime, sapete, che costoro vi hanno davvero rovinato completamente, ad un punto che ritengo irreparabile. Tuttavia, proveremo a fare del nostro meglio per risolverlo e realizzarlo.

Vorrei soltanto chiedervi di avere un’attitudine di apertura e un po’ rilassata. Come nel caso di qualcuno che ha un appuntamento alle sette, e viene al mio programma. Dalle sei alle sette il programma di Mataji, dalle sette alle otto un’altra conferenza, dalle otto alle nove un’altra ancora.

Una persona così non è adatta a Sahaja Yoga. Dovete avere pazienza con voi stessi e dovete avere pazienza anche con Sahaja Yoga.

Infatti alcune persone (che vivono) nelle giungle, che non si espongono, che non vengono a Londra o in America, hanno detto a molti sahaja yogi: “Non sappiamo perché Mataji vi stia dando queste vibrazioni. Che cosa avete fatto?”. Fanno domande di ogni genere, sono molto gelosi e non capiscono come questi sahaja yogi possano alzare la Kundalini così facilmente.

Ebbene, si può dire che questo sta accadendo ed è reale, e tutti voi dovreste averlo perché siete i ricercatori e questa benedizione doveva essere concessa; è stata promessa. Anche nei Purana si diceva che, nel Kali Yuga, quei santi che cercavano Dio per mari e per monti sarebbero stati benedetti nel Kali Yuga, in questo periodo, nei tempi moderni, e sarebbero nati come normali capifamiglia e avrebbero ottenuto la verità ultima. È un fatto. Dovete capirlo.

E non ha proprio senso, come mi è stato riferito, che alcune persone vengano qui per spiare. Io mi domando cosa abbiano da spiare. Vedete, questo è per il vostro bene. Che cosa c’è da spiare in questa cosa? È tutto molto aperto. È per il vostro bene, per il vostro miglioramento, per la vostra stessa vita. Per conto di chi spiate? Che cosa vi daranno (in cambio)? La follia. Vi porteranno via tutti i vostri soldi.

Come madre devo dirvi che dovete stare attenti. Potrebbero pagarvi un po’ di soldi per spiare, ma che senso ha perdere il vostro Spirito per un po’ di soldi e tutte false promesse?

La cosa migliore è ottenere interiormente i vostri poteri, conoscere voi stessi e conoscere ciò che è nel vostro interesse, senza buttarvi via in tutte queste assurde crociate e in queste enormi frottole, come dite voi.

La gente ha fatto un uso scorretto di tutta la conoscenza che era nella Bibbia, nel Corano, nei Veda al fine di sfruttare gli altri; è qualcosa di molto triste ma gli esseri umani sono così, sono davvero così.

Pertanto dobbiamo stare molto, molto attenti e capire che dobbiamo conseguire il nostro stesso potere.

A cosa serve che io sia molto potente? A che serve? Se il sole è molto potente, a cosa serve, se non ci fa del bene? Se io ho il potere, per esempio, di muovere tutto questo, a che serve? Voi dovete avere i vostri poteri. Dovete percepire i vostri poteri. Dovreste essere in grado di esercitare i vostri poteri. Questo è ciò che dovete chiedere. Questo è il tema principale di Sahaja Yoga: è il vostro stesso potere che comincia a manifestarsi.

Dunque, molte grazie. Spero che questa conferenza non sia stata troppo forte per voi. Ma oggi pensavo proprio che vi avrei parlato della dinastia dei guru, perché in giro ci sono dozzine di guru. Dovete sapere che cosa è un vero guru, come sono arrivati e quale è stato il loro lavoro.

C’è un altro punto di cui vorrei parlarvi e che non vi avevano ancora spiegato: qui vi sono due altri piccoli chakra. Uno appartiene a quello che chiamiamo Surya: Surya è… significa il sole, il centro del sole; e l’altro è il centro della luna (Chandra) sul lato sinistro.

E questi due sono governati o, possiamo dire, presieduti da due grandi personaggi che rappresentano gli elementi del discepolo. E gli elementi del discepolo nacquero inizialmente da Shri Rama e Shri Sita come Lav and Kush. E poi si sono incarnati molte volte su questa terra come discepoli.

Uno di loro, diciamo, fu Shankaracharya, un altro fu Kabira, così. Successivamente… Prima di Shankaracharya vennero come Buddha e Mahavira. Poi Shankaracharya; e poi, come vi ho detto, dopo Shankaracharya ci fu l’avvento di Hassan e Hussein, che erano i nipoti del Profeta (Maometto, ndt).

Essi si sono dunque incarnati più volte e si sono spostati da un lato all’altro, ammonendo la gente: “Questo è estremo, abbandonatelo, questo è estremo, lasciatelo perdere. Andate al centro e state nel centro”. Quello è stato il loro lavoro ed essi sono coloro che vi impartiscono quella consapevolezza grazie alla quale diventate perfetti discepoli.

E questo è un punto molto importante perché capita spesso che non si comprenda. Come nel caso del Profeta Maometto che disse: “Io sono l’ultimo profeta”. Va bene, Egli disse di essere l’ultimo profeta. Supponiamo che io dica di essere l’ultima persona a venire qui. Va bene, lo direi giusto per spaventarvi, così che voi facciate meglio a dedicarvi a questo, diversamente questo è l’ultimo avvertimento che vi do.

Ma non è mai così: infatti, quando Egli morì, si rese conto che quelle persone erano degli sconsiderati: “Io non avevo detto questo, cosa stanno facendo di me?”. Così disse: “Meglio che torni di nuovo”. Allora venne come Nanaka e affermò: “Indù e musulmani sono le stesse persone, seguono la stessa religione: perché combattete fra voi?”. Sapete, vennero per quella unità.

Egli venne come Nanaka; ma dal sistema di Nanaka derivò il sikhismo che diede origine ad una classe di guerrieri e altro. Insomma, pensate, il sikhismo finì per scatenare guerre fra musulmani e indù! Allora Egli tornò ad insegnare come Sainath di Shirdi.

Ora, non è una cosa molto importante che Maometto abbia detto di essere l’ultimo. Diciamo che sia l’ultimo, va bene, ammettiamo pure quella posizione: chi siete voi rispetto a Lui? In che rapporto siete con Lui? In che modo? Qual è la vostra autorità? Come vi appropriate di Lui? Forse perché vi definite dei musulmani? E allora? Come siete diventati musulmani? Avete forse ricevuto il certificato da Dio?

Come i cristiani, vedete, che dicono: “Noi siamo cristiani.” E in che modo? Sono battezzati. Come? Vanno in chiesa e qualcuno impone loro la mano: ma chi è costui? È forse autorizzato da Dio? Apre davvero il vostro osso della fontanella? Vi benedice veramente? Si sta solo appropriando di Dio.

Che cosa hanno a che fare con Dio? Non capisco. Costoro non sono in nessun modo vicini a Cristo, posso vederlo chiaramente. Se lo fossero, avrebbero fatto qualcosa di diverso. Avrebbero dato la realizzazione alla gente accordando la rinascita di cui Cristo ha parlato più volte, dicendo che occorre rinascere.

Io sto parlando della vita eterna, non di questa vita in cui si organizzano chiese, accumulando tante di quelle proprietà che mezza Londra appartiene ad una chiesa.

La stessa cosa con gli indù, altra gente sciocca. Si pensava che, non essendo una religione organizzata, non potesse andare oltre (i limiti). (Invece) c’è persino uno degli shankaracharya che cerca di raccogliere soldi. Ho chiesto: “Per cosa sta raccogliendo soldi questo tizio?”. Hanno risposto: “Oh no. Lui vuole… ora sta provando a competere con il Papa”. Così, tanto per cominciare, vuole avere un ombrello d’oro, tutto incastonato di pietre preziose. È un tipo piccolo, minuto, non capisco che cosa sembrerà con quel grosso ombrello intorno.

Tutte queste persone affermano (di avere autorità religiosa, ndt). È una vera e propria appropriazione indebita. Quale autorità hanno? È qualcosa che non riesco a capire. Frequentano tutti istituti teologici, come si può conoscere Dio in un istituto teologico? In quale collegio teologico è andato Cristo?

Insomma, se avete Cristo di fronte a voi, perché non giudicate ogni cosa secondo i Suoi principi? In quale istituto teologico è andato Cristo? In quale collegio teologico? Se dovesse venire qua, la gente direbbe che è un buono a nulla. Potrebbero metterlo un’altra volta in prigione. E in America di sicuro, perché se si cura qualcuno in America si finisce in prigione. È così.

Pertanto è stata commessa un vera appropriazione indebita. Con questa consapevolezza, la consapevolezza vibratoria che acquisite dopo la realizzazione e con la quale diventate questo (anime realizzate, ndt), vi renderete conto che non si può abusare di voi.

Quando diventate così, allora potete sentire quelle vibrazioni fluire in voi, potete sentire il vostro cuore emettere quelle vibrazioni in quanto lo Spirito è risvegliato; potete sentirlo e ottenete quella sensibilità vibratoria mediante la quale, come vedete, potete sentire i vostri chakra sulle mani.

È questa la realizzazione del Sé: conoscere se stessi e anche gli altri. Può accadere in un secondo, in una frazione di secondo. Con alcune persone occorre tempo, non fa niente. Io ho pazienza, voi abbiate pazienza. Io sono qui soltanto per questo lavoro e ci rimarrò per anni. Ora spero (di rimanere) almeno per qualche anno, e lo faremo funzionare.

Quindi, molte grazie. Se adesso volete fare qualche domanda, per favore fatelo brevemente, perché poi dovremmo passare all’esperienza pratica. Posso avere dell’acqua, per favore?

Shri Mataji: Sì… un po’ a voce alta.

[Domanda incomprensibile].

Shri Mataji: L’incarnazione che sta per arrivare è Kalki, come viene chiamata. Kalki significa nishkalanka, ossia Colui che è senza macchia, non c’è macchia su quella persona, non potete macchiarla. Se provate a farlo, sarete distrutti. Ma Egli sta per arrivare proprio per operare l’ultima selezione.

A quel punto non avrete nessuno a persuadervi, ad esortarvi a ricevere la vostra realizzazione, niente del genere. Sapete, Egli arriverà proprio come quando, dopo l’intera mietitura, si procede all’ultimo taglio. Verrà soltanto per questo; non vi parlerà, non vi ascolterà, niente da fare.

Il tempo che ci separa da quel momento è breve, quindi è meglio che vi mettiate a posto e non chiediate che arrivi proprio ora, perché sarà molto sbrigativo.

Per adesso salite e sistematevi tutti ben bene lì sulla barca. Prima passiamo dall’altra parte e poi lasciate che venga, poiché arriverà con undici poteri, conosciuti come Ekadasha Rudra. Sono tutti collocati qui, nella testa dell’Essere Primordiale; ed Egli (Shri Kalki) li manifesterà tutti in modo talmente formidabile che non vi renderete conto di come le persone saranno distrutte. E la distruzione sarà la peggiore che abbiate mai visto. Tentate quindi di maturare, diventare i frutti e vivere nel Regno di Dio. Va bene? Grazie.

Sì, figlio mio?

Domanda: Chi è il Suo guru?

Shri Mataji: Nessuno. Io non ho guru, sono una Madre. Non ho bisogno di alcun guru e sono così da secoli. Sono molto antica.

[Il ricercatore fa un’altra domanda]

Shri Mataji: Questo fa parte di me. Io non ho guru, né l’ho mai avuto; però ho il Guru, che io chiamo Dattatreya, se così si può dire, ma anche Lui risiede in me. Nel mio stomaco risiede il Guru. Formulate questa domanda: “Madre, Lei ha un guru?”. Chiedetelo proprio alle vostre mani, e lo saprete. Conoscermi non è così semplice, perché sono molto elusiva, la persona più elusiva alla quale possiate pensare, sapete.

Quindi, per ora conoscete voi stessi. Va bene? Quando avrete quella consapevolezza, mi conoscerete. Capito?

[Domanda incomprensibile]

Shri Mataji: (Ride) Perché voi non avete occhi per conoscermi. Anche questa è una buona domanda. Chi fu il guru di Cristo? Chi? La sua stessa Madre.

Allora, nessun’altra domanda?

[Domanda incomprensibile]

Shri Mataji: sì, sì, sì. Corretto. È assolutamente così. Sì, verissimo, sì. No. Sì. Qual è quindi la sua domanda su questo? Va bene, vi dirò una cosa: vedete, se andate in questi templi e luoghi dove vi chiedete se stiano commettendo un abuso o meno, ora, vi ho già detto che il lavoro di una persona che rappresenta Dio, o dice di essere Dio, o che ha il potere di Dio in sé, dovrebbe essere uno solo: dovrebbe essere in grado di connettervi con Dio, tutto qui. Ogni altra cosa è assolutamente inutile. Se non può connettervi con Dio, è una persona assolutamente inutile.

Per esempio, prendiamo una persona che dica di essere il Segretario della Regina, di sua Maestà la Regina: come minimo dovrebbe essere in grado di fissarci un appuntamento con lei. Altrimenti, come facciamo a credere che costui abbia qualche autorità?

Ora, se dite che la gente crede in certe cose ed è così che fa … ora, vedete, credere in qualcosa non vi ha portati da nessuna parte, sapete, è cecità; al contrario, questo genere di cecità ha condotto ad un completo sfruttamento.

Avete visto che, nel nostro Paese e ovunque, siete completamente sfruttati.

Non vi rendete conto di quanto siate sfruttati da queste organizzazioni che dichiarano, abusandone, che Dio è con loro o che stanno servendo Dio.

L’unica cosa che dovrebbero fare è scoprire il modo e metodo per connettervi con Dio. Se non sono in grado di farlo, ci si dovrebbe rendere conto che c’è qualcosa di sbagliato in loro, che non hanno alcun tipo di autorità.

[Domanda o commento incomprensibile]

Shri Mataji: Possono organizzare? No, niente affatto. Non possono. È un gioco da bambini che va avanti. Non possono. Com’è possibile? No, come potrebbero farlo? Vedete, non potete organizzare Dio, dovete averne l’autorità, dovreste essere anime realizzate, come minimo, connessi con Dio.

Supponendo, per esempio, che questo (microfono) non sia connesso alla corrente, bene, che cosa potete organizzare? Meglio collegarlo, no? Altrimenti non potete usarlo. Che altro potete fare? Se non è connesso alla corrente, non funziona, tutto qui, è semplice. Qualsiasi cosa proviate – organizzare, creare comitati, portare molte persone per fare un progetto – non funzionerà, a meno che non sia connesso.

Il cosiddetto battesimo è inutile, ma il vero battesimo avviene quando la Kundalini sale. Vi sorprenderà che questa zona qui diventerà assolutamente morbida, proprio come in un bambino. L’avvenimento reale è importante; se non possono realizzarlo, che cosa fanno?

Questo, vedete, è come inviare un invito alla gente: “Prego, venite a cena da noi, venite, abbiamo preparato un’ottima cena e tutto quanto”, e voi andate là e trovate una bellissima tavola apparecchiata e tutto il resto, vi chiedono di accomodarvi sulla sedia e poi vi dicono: “Volete mangiare?”, ma non c’è nessuna cena, niente. A che serve? Dicono: “È una cena davvero squisita”. Tutti si guardano: “Sì, deve essere così”. (Risate)

Sapete, uno pensa: “Forse siamo ciechi, forse siamo un po’ sciocchi, siamo noi che non riusciamo a vederla (la cena)”.

Vedete, sarebbe proprio così.

C’è una bellissima storia al riguardo, nota come punizione di Shapesh. È una storia molto carina su un certo Shapesh il quale andò a dichiarare al re (hindi), a millantare con il re di essere un grandissimo architetto e altro, e di saper fare questo e quello.

Il re rimase molto impressionato, sapete, e gli disse: “Devo costruire un enorme tempio, che cosa puoi fare tu per questo?”. L’altro rispose: “Ci penserò io”. Anzi, il re voleva far costruire un grandissimo palazzo, e l’altro disse: “Va bene, ve lo farò”. E il re gli dette moltissimo denaro, ogni cosa.

Dopo un anno, domandò a Shapesh: “A che punto è il palazzo?”. Lui rispose: “Oh, è tutto pronto, venite”. Il re si recò lì e non vide nulla, solo una vuota distesa di terra. Chiese: “Cos’è questo?”. Shapesh rispose: “Sire, non riuscite a vedere che splendido palazzo ho costruito, con queste colonne, queste decorazioni e questi diversi stili?”. Il re iniziò a guardarsi intorno e chiese: “Ma che significa questo?”.

E Shapesh rispose: “Questo è il luogo del salone principale, dove vi siederete, e questo è il vostro seggio, come dite voi, il trono; venite, entrate e, prego, accomodatevi sul trono”.

Il re disse: “Ebbene, devo dire che sono molto, molto impressionato dal modo in cui hai svolto il lavoro, devo ammetterlo. E devo darti una vera ricompensa per questo”. Shapesh chiese: “Qual è la ricompensa, sire?”. Il re rispose: “Prego, adesso vorrei incoronarti, per favore, accomodati sul trono” (Shri Mataji ride), sapete; così, per stare al gioco, l’altro avanzò e assunse una posizione come se stesse seduto su un trono. Il re disse: “Ora rimani seduto così”, e Shapesh rimase in quella posizione sospesa molto a lungo (Shri Mataji ride).

È così, ma dovete comprendere che è tutto… qualcuno dice: “Oh, ho questa sensazione”, oppure: “Oh, ho ottenuto questo”… Qualcuno ottiene… vedete, se fate domande alla gente sulle loro esperienze è molto interessante, vero? È molto interessante: “Dio mi ha aiutato molto”. Io ho chiesto: “Come? In che modo Dio ti ha aiutato?”. “Oh, stavo andando alle corse, sa, ho visto la chiesa, sono entrato e ho detto: bene, oh Dio, per favore, aiutami alle corse”. E ho vinto; anzi, ho vinto la prima corsa. Certo, ho perso la seconda, non importa, però Lui mi ha sicuramente aiutato nella prima”. È così. È un modo così frivolo di (…incomprensibile).

Dio non vi dà tutte queste cose insensate, come tirar fuori un diamante da qualche parte e darvelo. Perché dovrebbe darvi qualcosa di un valore tanto inutile? Vi darà qualcosa di permanente, di valore più elevato, di vita eterna. Capito?

Comunque la chiesa è sempre meglio di un pub, insomma (risate), devo ammetterlo, molto meglio.

[Domanda incomprensibile]

C’è Mataji! (Shri Mataji ride). Sa, non ho detto una cosa, c’è una cosa che lei non ha capito: lei crede in Santoshi Ma[13], vero? Ebbene, dov’è Lei? È connesso con Lei? [Il ricercatore dice qualcosa].

Sa, se milioni di persone sono pazze, che cosa ci si può fare? Possono essercene trilioni [Il ricercatore interrompe]. Come? Ha successo nelle questioni materiali? [Il ricercatore dice qualcosa].

Le spiegherò di cosa sto parlando, ora si sieda. Santoshi Ma: Santosh significa soddisfazione, capito? E la Madre che vi dà soddisfazione è Santoshi Ma. Non qualche deità custodita nei templi dove andate a chiedere: “Oh, fa’ che io riesca ad ottenere…” – sapete, sono soprattutto indiani che cercano di trovare un lavoro, sempre, quindi – “Santoshi Ma, per favore, procurami un lavoro”. E se costui ottiene un lavoro… ci saranno dieci persone che vanno da Santoshi Ma, solo una l’otterrà; allora andrà a dire a tutti di aver trovato un lavoro grazie a Santoshi Ma. A volte potrebbero essere degli spiriti ad aiutarvi, c’è anche questo, c’è anche questo. Ma come può essere possibile andare in un tempio a chiedere qualcosa senza essere connessi con Dio? Se siete connessi allora è diverso. Ma se non siamo connessi non dovremmo aspettarci nulla. Anche Krishna ha detto: “Yoga Kshema Vahamyam”: quando ottenete lo Yoga, quando siete connessi con Dio, solo allora vi darò il benessere. Il vostro benessere è dato dallo Yoga; vale a dire che, se non siete cittadini del regno di Dio, non ricevete queste benedizioni.

Ma esse non sono di tipo materiale. In realtà, per quanto riguarda le benedizioni materiali, qui adesso siete molto benestanti; ma gli indiani, che sono molto più poveri, direi, sono anche più felici.

Per noi indiani, sapete, trovare lavoro è un successo, avere un po’ di denaro in più è un successo, oppure fare qualche piccolo affare è un successo. Invece agli occhi di Dio non è questo il successo. Noi però usiamo i templi per questo. E magari alcuni bhut, come li chiamiamo noi, gli spiriti, sono lì seduti e dicono: “Bene, vieni pure”. E giocano tiri di ogni genere; fanno molti trucchi, sapete. Potreste persino trovare una ghirlanda proveniente dalla Dea che vi cade addosso: “Oh, che miracolo!”.

Ora, che ve ne fate di una ghirlanda? Potete acquistarla al mercato! Invece pensate: “Oh, che cosa grandiosa mi è capitata!”.

Cos’è il successo? Successo è conoscere voi stessi, conoscere i vostri poteri, essere voi stessi; è questo il successo. Certo, Santosh significa soddisfazione. Ma perché andate da una deità che vi dà soddisfazione, che è Colei che vi dà soddisfazione, a chiedere qualcosa? A quel punto fareste meglio a chiedere la soddisfazione. Se si chiederanno centinaia di cose – oggi chiederete una casa, poi una macchina, poi qualcos’altro, e avanti e avanti così… Chiedete invece in generale: “Donami la soddisfazione”, questo è qualcosa di saggio. Ricevono soddisfazione da Lei? No, allora non andranno a chiedere la soddisfazione.

[Domanda incomprensibile].

Riguardo a cosa? (…) Guardi, come  si può definire qualcosa che è indefinito? (Shri Mataji ride).

Bene, ora, riguardo a questo argomento direi che dovremo affrontarlo in un altro momento, va bene? È un argomento molto vasto, vero? E non si può affrontare così. Quindi un giorno vi parlerò dell’intera creazione – ne ho già parlato – e vi spiegherò tutto al riguardo, d’accordo?

Lo rimanderemo ad un momento futuro, perché abbiamo dovuto iniziare da… io sto parlando di una serie di argomenti, e questa ne è una parte. Capito? Un giorno vi dirò tutto al riguardo.

 [Domanda incomprensibile]

Ora, questo è per sua curiosità o per farmi un esame? [Il ricercatore dice qualcosa] Perché vuole saperlo? Sa, è un po’ come se io la invitassi a cena e lei volesse sapere da dove ho preso il pesce: è una cosa di questo genere! Perché non lo mangia?

Deve mangiarlo. Perché non averne innanzitutto gioia? Poi vi diremo tutto al riguardo. Tutte le tecniche sono molto noiose da descrivere. Otteniamolo! Ricevete la realizzazione.

Io ho cucinato per voi, perché vi preoccupate di tutte queste cose? È questo il motivo, sapete? Poiché la vostra attenzione è su cose sbagliate, noi non ci arriviamo. Io lavoro molto sodo, ma con molte persone non funziona per lo stesso motivo.

Dovreste dire: “Madre, siamo affamati, mangiamo”. La vostra attenzione è molto disturbata, non sapete cosa volete.

Dovete chiedere ciò che è reale, ciò che è più elevato. Accettatelo, è un dono. Perché non riceverlo, prima di tutto? Prendiamolo. Questa sarebbe la cosa più saggia. Se siete affamati, mi chiedereste forse una cosa del genere? Ma se non lo siete, mi chiederete: “Da dove ha ottenuto questo, e cosa è accaduto alla gente”. Non sono chiacchiere, a me non interessa tenervi delle conferenze, ma voglio darvi il vero dono, l’avvenimento reale che dovrebbe accadervi. Per questo (ossia per ascoltare delle conferenze, ndt) potete andare ad ascoltare qualsiasi sermone (frase incomprensibile)

Più avanti vi dirò ogni cosa, ma perché non riceverlo? E poi saprete tutto meglio, con la luce accesa. Accendiamo la luce: a che serve conoscere qualcosa al buio? Se io spengo la luce e mi metto a descrivere il mio volto, a cosa serve? È meglio accendere la luce, vedere il mio volto e conoscerlo. È un modo di agire molto più sensato, no? Infatti queste sono anche acrobazie della mente: da questa cosa a quella, a quell’altra, a quell’altra ancora. No. Questo è oltre le mente. Quindi adesso riceviamolo, va bene? Bene. Vedo molte persone ansiose di ottenerlo e dovrebbero averlo.

E poi vi parlerò di Dio. Non vi sto dicendo di credere in Dio, niente del genere. Non vi sto implorando per questo. Non credete in Lui se non volete. Se non credete in Lui va bene, infatti non Lo avete visto, non Lo avete conosciuto, non Lo avete sentito; va perfettamente bene. Ma questa convinzione non dovrebbe essere una crociata. Mantenetevi aperti, allora saprete cos’è Dio. Per prima cosa, ora, anche se non credete in Dio non fa alcuna differenza per me. Non è necessario che abbiate alcun credo, soltanto mantenetevi aperti, è tutto. Capito?

Non è necessario combattere con voi stessi poiché ora dovete credere in Dio. Non ce n’è affatto bisogno. Se non credete in Dio, potreste essere molto meglio di molti altri che ci credono ciecamente. Questi saranno molto difficili poiché credono ciecamente senza comprendere di cosa si tratta. Bene. Ora mettiamo le mani così, proprio così, e mettete i piedi dritti, va bene? Solo un po’ di disciplina al riguardo, tutto qui. Appoggiateli a terra e togliete le scarpe se possibile, toglietevi soltanto le scarpe. Proprio così.

Deve accadere; se non accadrà non sarà una cosa molto buona, insomma, è per questo che siete qui, dovete ottenerlo. È così che dovrebbe essere.

Non sapete che grandi ricercatori abbiamo qui oggi. Sono molto felice di (…) estremamente felice. Oggi va bene, benissimo, abbiamo alcuni grandi ricercatori qui seduti, forse non se ne rendono conto.

Bene, allora otteniamolo. Toglietevi le scarpe, è importante perché, sapete, le scarpe toccano la Madre Terra, che ci aiuta. Mettete le mani dritte.

 (Shri Mataji dice ad alcuni sahaja yogi di andare dalle persone che sono fuori) (…) Fateli smettere di entrare; però se entrano in silenzio va bene, possono sedersi, non fa differenza.

Entrate, entrate, per favore, sedetevi. Potete entrare, sedetevi. Dio vi benedica. Entrate, entrate, sedetevi. Mettete le mani in questo modo. Chiudete gli occhi, chiudete gli occhi. Lasciateli entrare, non c’è niente di male. Va bene, non disturberanno nessuno. Bene. Mettete le mani così. Chiudete gli occhi, chiudete gli occhi. Mettetevi… bene, come volete, in posizione comoda.

Mettete le mani in questo modo e non disturbate gli altri, ora siamo in meditazione, quindi abbiate riguardo, mettete le mani così e state in silenzio. Come vi ho detto, la Kundalini sale spontaneamente, da sola.

Ora osservate i vostri pensieri; osservateli semplicemente, chiudete gli occhi e verificate se vi sono pensieri nella vostra mente. Quando la Kundalini supera l’Agnya chakra, che vi ho mostrato essere il segno rosso sulla mia fronte, oltre quel livello, diventate senza pensieri. Non aprite gli occhi. Non pensate, vedete, diventerete consapevoli senza pensieri; quindi rimanete in quel punto, non pensateci, funziona da sé, non con l’attività mentale. È un avvenimento.

Per favore, non pensateci, non mettetevi a giudicarlo, infatti questo è il centro del giudizio (Agnya, ndt) che è molto bloccato.

(Shri Mataji parla a qualcuno)

 [Fine della registrazione audio]


[1] Principio di Brahma.

[2] I Veda più antichi sono datati fra il 2000 e il 1100 a.C. circa.

[3] Il pesce, Matsya.

[4] La tartaruga, Kurma, e il cinghiale, Varaha.

[5] Il nano, Vamana.

[6] Narasimha, l’uomo-leone (Nara = uomo, simha = leone), e Parashurama (o Rama con la scure o accetta, o l’abitante della foresta).

[7] Si parla di re benevolo anche ne “La Repubblica” di Platone.

[8] Secondo la tradizione induista, la sposa fedele destinata al sacrificio sul rogo, accanto al marito morto.

[9] Termine che significa Signore.

[10] Anime realizzate.

[11] Ashramas: I quattro stadi della vita secondo l’induismo.

[12] Ghor Kali Yuga: estremo del Kali Yuga.

[13] Santoshi Mata o Santoshi Maa è una dea relativamente nuova nel pantheon indiano. È venerata come la “Madre della Soddisfazione”, che è il significato del suo nome. Santoshi Mata è particolarmente venerata dalle donne dell’India settentrionale e del Nepal. Santoshi Mata è emersa come dea all’inizio del 1960. È stato comunque con il film di BollywoodJai Santoshi Maa“, del 1975 che questa dea è stata proposta al fervore devozionale. Santoshi Mata è entrata nel pantheon induista e le sue immagini e i suoi altari sono stati inseriti nei templi indiani.