Atma e Paramatma

New Delhi (India)

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 S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Discorso in Hindi

(a proposito di Atma e Paramatma)

 Delhi (India), 18 Agosto 1979


Un avvenimento improvviso avviene per svariate ragioni. In Sahaja Yoga un avvenimento improvviso ha un significato speciale. Nel corso della nostra vita avremo sicuramente assistito a molti eventi accaduti all’improvviso, che per noi sono privi di significato. Se lo facciamo a livello mentale, non riusciamo a comprendere perché un particolare avvenimento si sia verificato nella nostra vita.

È sempre stata una caratteristica dell’uomo voler comprendere ogni cosa mediante il ragionamento. Da parte sua questo è corretto, poiché la sua consapevolezza non è ancora risvegliata. Quando la sua consapevolezza è limitata, e cerca la prova di qualsiasi cosa mediante l’intelletto, è difficile per l’uomo ricorrere a qualche altro mezzo che esuli dal ragionamento.

Avete sentito parlare moltissimo di Paramatma, Atma, Adi Shakti, ecc. Ne avete anche letto nei libri. Ogni tanto l’uomo parla di Atma[i] e Paramatma[ii]. Vi sono state numerose incarnazioni che hanno affermato che occorre, anzi tutto, realizzare il proprio Atma, poiché l’uomo non può raggiungere Paramatma senza conoscere il proprio Atma. Così come non potete riconoscere i colori senza gli occhi, allo stesso modo non potete raggiungere Paramatma se non conoscete prima il vostro Atma.

Non potete comprendere Paramatma a livello intellettuale. Soltanto attraverso l’Atma potete comprendere Paramatma. Finora, tutti i santi hanno ammonito: “Vigilate sull’osservanza del vostro dharma; ricercate il vostro Atma; comprendete l’Atma che risiede in voi”.

Che cos’è l’Atma? Come agisce dentro di noi, e in che modo è collegato a Paramatma? Si dice che l’Atma sia il riflesso di Paramatma nel nostro cuore. Questo riflesso è simile a quello del sole sull’acqua: benché il suo riflesso sia visibile sull’acqua, il sole è lontano, nel cielo, e non nell’acqua.

Per l’Atma è qualcosa di analogo: benché si percepisca il suo riflesso (come il riflesso del sole sull’acqua, ndt), è oltre tutto questo e non ne è limitato. Ma perché ogni riflesso sia chiaramente visibile, lo specchio, che è la causa di questo riflesso, deve essere nitido. Se lo specchio non è nitido, o al posto di uno specchio vi è una pietra, non ci si potrà vedere il riflesso del sole.

Allo stesso modo, un uomo che ancora non è diventato nitido come un specchio, appare così turbato da non poter vedere il riflesso del Paramatma dentro di sé. Benché il sole sia visto assumere differenti forme sulle increspature dell’acqua corrente, esso è fermo al suo posto ed è soltanto il suo riflesso a mutare la propria forma. Analogamente, il riflesso dell’Atma sembra assente, o splende solo per un istante per poi scomparire, in una persona carica di peccato e malvagità o con il cuore appesantito da ambizioni e desideri falsi. Occorre, perciò, che tutto ciò che conosciamo – corpo, mente, intelletto, ego ecc. – sia trasformato in uno specchio. Dovrebbe essere trasformato in uno specchio.

E come accadrà? Dio ha creato questo dispositivo dentro di noi.

Molte incarnazioni si sono adoperate per farci evolvere dallo stato di ameba a quello di esseri umani conducendoci al nostro stato attuale, in cui ci muoviamo da esseri umani vigili. Siamo vigili ma non illuminati. Un cieco è molto vigile, mentre chi ha la vista vede ogni cosa senza preoccuparsene. Un cieco può percepire anche cose piccolissime; conosce i minimi dettagli di ogni luogo. Chi possiede la vista guarda soltanto ciò che è degno di essere visto e che desidera conoscere. L’energia della Kundalini, che risiede in noi, è stata posta in noi da Paramatma ed è stata creata dal Suo desiderio.

L’energia della Kundalini crea il nostro specchio, lo sviluppa e lo purifica. Lentamente lo rende capace di accogliere in sé il riflesso dell’Atma. In Sahaja Yoga, voi sapete che il risveglio della Kundalini è molto facile e spontaneo. Ma i sahaja yogi devono capire che sono entrati in Sahaja Yoga prima di tutto per pulire il proprio specchio, per lavare i propri peccati e le azioni passate, per purificarsi da tutta la sporcizia accumulata interiormente da tempo immemorabile. Non sono arrivati qui per accumulare peccati e impurità, ma per diventare puri. Molti sahaja yogi sono consapevoli che la Kundalini è quella corrente che scorre attraverso i loro chakra risvegliandoli. Quando la luce arriva ai vostri chakra, potete conoscere le loro condizioni anche sulla punta delle vostre dita.

È questa la conoscenza. Soltanto questo deve essere conosciuto. La conoscenza che avete avuto finora non era illuminata. Non vi era luce in essa. Ora, grazie a questa luce, potete sapere quale dei vostri chakra ha problemi. Vi è un modo per purificare i chakra dai problemi. Anche come farlo, è spiegato in Sahaja Yoga.

Non potete vedere la sporcizia finché non vi è luce; essa non è visibile al buio. La vedrete quando la luce vi illumina interiormente. Il primo obiettivo, dunque, è realizzare la luce, ossia acquisire la verità, o conoscere la verità.

Per prima cosa, dovremmo conoscere la verità; e inizialmente, alla luce della verità, arrivare a conoscere le nostre qualità. In Sahaja Yoga, si accettano facilmente i propri difetti, poiché alla luce si possono vedere. Supponiamo che su questo sari vi sia una macchia, e si sia al buio: se qualcuno ce lo fa notare non lo ammetteremo e potremo anche sentirci offesi. Ma, se alla luce la vediamo, saremo sorpresi di non aver notato una macchia così grossa. Non ci offenderemo e, in qualche modo, vorremo pulirla all’istante.

Se c’è un blocco in qualche chakra, supponiamo l’Agnya, lo capirete da soli. Avrete qualche dolore o qualche sensazione simile. Con la luce, vi renderete conto che avete dei problemi in quel centro e lo pulirete. Ma se non siete sensibili e non percepite il problema, potete diventare matti e finire in un manicomio, senza neppure sapere che un vostro chakra era bloccato e che una tale impurità era penetrata in voi. In modo analogo, anche se contraete qualche malattia non ne conoscerete l’origine, poiché siete nell’oscurità. Nell’oscurità non capite se siete seduti su un serpente o se vi è piovuta addosso una bomba. Quando invece la luce risplende dentro di voi, vi rendete conto della calamità che avete di fronte. Il primo barlume di conoscenza riguarda dunque voi stessi: prendete atto dei vostri problemi.

In Sahaja Yoga, si ottiene la realizzazione. Subito dopo, l’uomo vede i propri difetti e, come è nella natura umana, fugge da Sahaja Yoga. All’inizio, nel momento preciso in cui comincia a vedere i propri errori, si spaventa. Non riesce a credere che in lui esistano tanti difetti. È spaventato, e allora comincia a dubitare. Lo avete visto. Migliaia di persone vengono e ottengono la realizzazione, ma non tornano. Qual è la ragione? Se cento persone ottengono la realizzazione, solo il dieci per cento torna. Accade sempre.

Di conseguenza, Sahaja Yoga si sta sviluppando piuttosto lentamente. Ma non ha importanza. La ragione è che l’uomo si identifica talmente con se stesso che non vuole conoscere i propri difetti. E quando li conosce, scappa. Ma è meglio conoscere i vostri difetti e correggerli, piuttosto che portarne il fardello di vita in vita. La gente non si rende conto di quale tempo sia giunto. È l’ultima opportunità. Non avrete nessun’altra occasione. Nella Bibbia è stato descritto come l’Ultimo Giudizio. Il vostro ultimo giudizio è in Sahaja Yoga, e come avverrà potete giudicarlo da soli. Quando la luce penetra in voi, giudicate voi stessi: “Guarda, questo mio chakra è bloccato”. Allora dite: “Madre, ho un blocco in questo chakra”. Sapete che io sono pronta a dedicarvi tutti i miei sforzi. Potete anche lavorarvi a vicenda. In questo modo potete purificare completamente tutti i vostri difetti, problemi, peccati e così via. Perché dovreste portare questo fardello? Ma invece di sbarazzarsene, la gente fugge da Sahaja Yoga. Questo è il cervello umano: si mette a pensare e rimane sempre preoccupato. Non vi è nulla di cui aver paura. Se vi stabilizzerete un po’, vi renderete conto di quanto sia grande questo potere che non solo porta alla luce i vostri difetti, ma li rimuove anche, e li rimuove completamente.

Prima di tutto, quindi, dovete capire che l’energia della Kundalini è estremamente sacra e virginea. Questo potere virgineo ci rende puri e innocenti, in Sahaja Yoga. Lei è molto compiaciuta di darvi la realizzazione.

Allora possono esservi soltanto due possibilità: o riconoscete la realizzazione del sé in voi e vi elevate a quel livello di maestosità addentrandovi profondamente in essa, o lasciate perdere del tutto. Non può esistere una terza alternativa. Come ha chiesto qualcuno: “Quante possibilità di svolta vi sono a Londra?” Solo due: a destra e a sinistra.

O accettate completamente o lasciate. Se avete deciso di accettare e di purificarvi completamente, allora il riflesso dell’Atma risplenderà in voi. In questo Yoga della Kundalini, diventate consapevoli nella coscienza collettiva, rimanete consapevoli nella coscienza collettiva e, mentre purificate voi stessi, purificate anche gli altri. Sono mondati anche i peccati altrui. Qui è considerata una cosa propizia.

Alcune persone sono di ottimo auspicio, mentre altre sono assolutamente infauste. Queste ultime portano disgrazie nella casa o nel Paese in cui entrano. Ovunque siano, nasceranno difficoltà. Venne da me un signore, era un giovanotto di ventitré, ventiquattro anni. Mi disse: “Madre, sono molto negativo”. “Come lo sai?” gli domandai. Rispose: “Sono molto funesto. Anche i bambini hanno paura di me. Quando entro in una casa, la famiglia deve affrontare qualche difficoltà o accade qualcosa di brutto; così ora la gente si è convinta che c’è qualcosa che non va in me e che porto male, perché è accaduto più volte”. Persone così sono funeste perché tutta l’oscurità del peccato si è attaccata loro ed è così profonda che, come ciechi, essi si trovano ad affrontare terribili difficoltà, dolore, dispiacere, malattia ecc. e, alla fine, ne escono distrutti. Se una persona così fa visita ad una famiglia, qualcuno può anche morire.

Considerazioni circa fausti o infausti auspici sono in voga nel nostro Paese da tempo immemorabile. I santi – sebbene non abbiano preoccupazioni, in quanto non hanno case di proprietà, non badano agli abiti e al cibo e possono vivere nelle giungle – portano prosperità ovunque vadano. Questo si dice anche di Dio. Se volete riconoscere Dio, il Suo più grande segno di riconoscimento è che il migliore auspicio è nelle Sue mani. Egli fa del bene a tutti e rende tutti felici. Un tocco dei Suoi piedi rende propizia ogni cosa. Sono sei i doni di Dio che portano prosperità, benessere, felicità e così via.

Ogni volta sia giunta un’incarnazione, sono state compiute imprese grandiose e di buon auspicio. Ora però è giunto il tempo in cui sarà compiuto il lavoro più propizio mai svolto. Pertanto, anche voi sarete gli artefici del buon auspicio e realizzerete lo Spirito che risiede in voi. Questo è il lavoro infinitamente grande di Sahaja Yoga e delle incarnazioni. Dovrebbe ispirare tutta la società. In questa grande vita eterna, allorché le ombre del Kali-yuga avvolgono l’universo intero, le vostre torce dovrebbero ardere alte, e nella loro luce potete ottenere buon auspicio, gioia e prosperità. Per questo, è necessario mantenere le vostre lampade pulite: dovreste purificare i vostri peccati e le azioni trascorse. Le vostre azioni passate sono purificate assieme al vostro ego.

I karma sono creati dall’ego. Avrete osservato che, dopo essere venuti in Sahaja Yoga, potete vedere molto facilmente il vostro ego, Ahamkar, e il modo in cui agisce. Anche in Sahaja Yoga incorrete in numerose tentazioni; e in esse, quando è il vostro ego ad avere il sopravvento, non capite più se siate voi a dovervi avvicinare a Sahaja Yoga, o se sia Sahaja Yoga a dover venire da voi.

Molte persone, quando si arrendono al proprio ego, voltano le spalle a Sahaja Yoga, aspettandosi che Sahaja Yoga li segua. Finché siete avviluppati dal vostro ego, non potete vedere neppure un barlume del vostro Spirito. Ma è inutile lottare con l’ego. In Sahaja Yoga non dovete lottare con il vostro ego, ma dovete semplicemente osservarlo, poiché la vostra stessa attenzione è risvegliata.

L’ego si calma semplicemente osservandolo, poiché la vostra attenzione è illuminata; e, in quella luce, osservate da testimoni il gioco dell’ego e ne ridete, ridete delle idee che vi procura. Appena cominciate a vedere voi stessi, il vostro ego inizia a sgonfiarsi e, quando l’ego è sgonfio, vi elevate nella vostra luce.

Sahaja Yoga è un processo molto sottile. Pochissime persone si rendono conto che è un processo molto sottile. La Sushumna nadi è estremamente piccola, estremamente sottile, ed esattamente al centro si trova Brahma nadi. Il motivo è l’attaccamento dell’uomo ai propri karma. Questo sottilissimo canale, Brahma nadi, è oppresso dal peccato e da tutto ciò che è impuro e, di conseguenza, si restringe talmente che solo sottilissime fibre della Kundalini possono attraversarlo. Immaginate la Kundalini come una corda luminosa composta di sottili fibre. Solo fibre molto sottili possono passare attraverso Brahma nadi. La situazione è questa.

Avete capito tutti che si tratta di un processo molto sottile, molto profondo. La maggior parte di voi ha osservato i movimenti e le pulsazioni della Kundalini. Lei, in qualche modo, cerca di creare una piccola apertura sulla sommità della testa, per rendere possibile che almeno un filo passi attraverso lo strettissimo passaggio di Brahma nadi; e, con quel sottilissimo filo, attraversa il Brahmarandhra (Sahasrara, ndt).

All’inizio, questo avvenimento si verifica molto facilmente nella maggior parte delle persone. Ma poi la Kundalini ricade giù con un movimento a spirale, a causa della pressione del carico; e allora la gente non si accorge nemmeno di non avere più la pace, la serenità e le vibrazioni fresche ecc. che una volta ha ricevuto.

Rimangono scioccati quando, nella luce, si rendono conto che quelle cose sono dentro di loro. Allora si spaventano e diventano sospettosi. L’intelletto umano reagisce con molti dubbi. Il primo dubbio, molto comune, è: “Ma chi è Mataji?”. Questa è la prima domanda. Voglio dirvi che voi non potete capirmi finché gli occhi del vostro Spirito non siano aperti, e non dovreste neppure sforzarvi di capire. Per prima cosa aprite gli occhi del vostro Spirito.

Quando venne Shri Rama, la gente disse che accettava Parashurama[iii]. Quando venne Shri Krishna, dissero che accettavano Shri Rama e, al tempo di Shri Nanaka, accettarono Shri Krishna. Quando fu la volta di Cristo accettarono Abramo. Tutti loro avevano assunto una forma umana. Ma è tutto un gioco della mente (Buddhi). Com’è interessante! Ora che sono arrivata io, la gente accetta Shri Sai Nath di Shirdi. Ma quando egli visse qui, nessuno gli dava nemmeno da mangiare. Perché è accaduto così? Anche lui era un essere umano. Finché visse, anch’egli fu tormentato e ritenuto inutile, ma quando morì fu considerato Bhagawan, Dio. Qual è la ragione di tutto ciò? Perché l’uomo si è comportato così?

Laddove scorre il Gange, vi è la sua acqua. Se scorre in questo punto, direte forse: “Non accettiamo il fatto che questo è il Gange”? Può darsi che, laddove scorreva in passato, non vi sia più nulla o che adesso vi sia soltanto un torrente. Se, invece, volete accettare il fatto che questo è il Gange, allora seguite il vostro percorso. Se il Gange scorre in questo luogo, perché non accettarlo?

Non è facile capire la mente umana. È l’impresa più ardua al mondo. Mentre è facile comprendere Dio, poiché Egli è ciò che è. Egli non ha questo duplice comportamento. L’uomo ha molteplici caratteristiche, non solo due. In lui risiedono tutti gli animali, dal serpente allo scorpione, all’elefante, al cavallo ed al leone. Non si capirà assolutamente perché il suo cervello funzioni in questo modo.

Ora, quando il Gange scorre, perché non ne attingete l’acqua? Pensate a questa spina che è stata inserita qui: inserirete forse al suo posto una spina rotta? È qualcosa di molto concreto. Non riesco a capire quale sia l’allucinazione nella mente umana che le impedisce di accettare la verità visibile, mentre accetta qualcosa che è invisibile.

La ragione è stata individuata molto tempo fa nell’ego. L’uomo ha troppo ego. Se aveste accettato Shri Rama, a suo tempo, egli vi avrebbe esortato ad ottenere il risveglio della Kundalini e la realizzazione e a stabilizzarvi in Sahaja Yoga. Se aveste riconosciuto Shri Krishna, egli non avrebbe giocato a Sahaja Yoga a Gokul, ma vi avrebbe dato la realizzazione esortandovi a praticare Sahaja Yoga. Se Shri Nanak fosse stato accettato, non avrebbe dovuto rompersi la testa dicendovi di fare diverse cose; vi avrebbe semplicemente insegnato Sahaja Yoga. Ma ai suoi tempi, solo pochissimi lo compresero.

Ora che non c’è più, gli avete intitolato templi. Ora che Maometto non c’è più sono state erette moschee, poiché pensano così di tenere in pugno Maometto. Ora c’è Rama nelle loro mani e possono erigergli il tempio dicendo: “Questo è il nostro tempio, quindi Rama ci appartiene; abbiamo autorità su di lui e qualsiasi cosa abbiate portato – tutto il denaro e il resto – offritela a questo idolo”. Dite tutto questo perché pensate di essere i proprietari di questo idolo. Questo è ego puro, a causa del quale l’uomo pensa di poter tenere Dio sotto il proprio controllo e di inscenare tutto questo teatrino. In ogni epoca si è ripetuto lo stesso spettacolo. Anche adesso vedo grandi templi. E che cosa accade all’interno? Che cosa accade anche in quei templi nei quali vi sono swayambhu?[iv].

L’ego trasforma l’uomo in asino. Anche un asino ha stima di sé; anche l’asino può avere qualche sentimento di possesso. Ma una persona piena di ego può essere peggio di un asino. Se un uomo si identifica con il proprio ego, ciò che ne risulta è un asino. Dico sempre che sareste sorpresi di vedere come l’ego si gonfi in un uomo. Se qualcuno ottiene troppo denaro si perde. Soltanto un ricco su centomila parla in modo sensato. Se ricevono denaro, si chiederanno in quale pub o con quale donnaccia andare.

Non penseranno mai che il denaro ricevuto potrebbe essere dedicato al lavoro all’interno ed all’esterno di sé, che sarebbe gradito a Dio e procurerebbe le Sue benedizioni. Ostenteranno ego persino in questo, erigeranno un tempio e ci scriveranno sopra che il tempio di Shri Rama è stato costruito da una certa persona in nome del proprio padre. Come la chiamerete questa, se non follia? Se suo padre avesse compiuto qualche impresa, sarebbe diventato famoso automaticamente. Perdendosi in simili sogni di un falso ego, l’uomo rimane distante dalla verità. Anche se vede la verità in faccia, l’ego gli suggerisce di non accettarla poiché, accettando la verità, si libererebbe dell’ego.

L’ego ha molti sistemi. Diciamo che qualcuno riceva denaro in abbondanza e diventi molto potente: anche un potere eccessivo rende asini. Con troppo potere, ci si comporta da buffoni diventando oggetto di scherno, poiché dà alla testa.

Se una donna diventa molto bella e si mette in testa di essere una bellezza affascinante, allora scende al punto più basso. Ma perché, quando un uomo ha troppo di qualcosa, diventa un asino? Il motivo è che non è in grado di reggere. Per un imperatore, anche milioni di rupie non hanno valore, ma se date un po’ di denaro a un povero, sarà disorientato.

Per un vero re ascendere al potere non ha alcuna importanza. Egli vive nel mondo da re e non si preoccupa di faccende meschine e  insignificanti. Una persona ordinaria, invece, non ne è capace, poiché non è in grado di reggere nessuna cosa in eccesso.

Ma quando si raggiunge il culmine dello Spirito, non si può andare agli estremi; ogni altra cosa diventa priva di valore. A causa dell’ego, invece, l’uomo perde la propria libertà e, giorno e notte, permane in uno stato allucinatorio talmente pericoloso da credere, follemente, di essere glorificato. Non riesce mai a pensare a ciò che fa e a qual è il sentiero giusto per lui.

Ora è giunto il momento di fermarsi a guardare. Ora è tempo di elevarsi e conoscere. È tempo di fermarvi, ovunque siate arrivati a cavallo del vostro ego, e guardare indietro. Finora non avete ottenuto nulla, non sapete nulla. Accettatelo con umiltà e lasciate che sia assimilato in voi. Non avete ancora compreso il vostro Spirito. Ad ogni vostro passo, diventate sempre più coinvolti in cose morte che vi rendono dipendenti e schiavi dei vostri sei nemici[v].

Fermatevi un momento ad osservare il vostro specchio interiore, e scoprirete il Paramatma del vostro Atma eterno che dimora in voi. Conoscetelo e andate in profondità. Gioite di quella beatitudine, e con quella luce dissipate l’oscurità del mondo!

Questo è un compito molto importante, ma molti non si uniscono a questo grande lavoro. È questa la difficoltà. Verrebbero a migliaia se mi mettessi ad ipnotizzarli.

A Londra è arrivato un falso guru che ha svuotato le tasche di novantamila persone. Ha fatto pagare seimila dollari a testa. Sessanta di queste persone sono venute da me ed erano affette da epilessia. Ho chiesto che cosa egli avesse insegnato loro, quale mantra. Al costo di seimila dollari, questi poveretti avevano ricevuto il mantra: “Ainga phinga thinga”! Questo mantra era stato assegnato loro in gran segreto con un documento scritto, e con l’assicurazione che recitandolo avrebbero ottenuto molte siddhi[vi].

Oggi, quelle persone sono sul lastrico, le loro famiglie rovinate, la loro situazione è miserevole. Se fossero stati saggi e avessero cercato di capire, non sarebbero andati da un simile individuo che lusingava il loro ego. Costui ripeteva loro in continuazione: “Sei una persona importante, sei (…) e tutto andrà per il meglio” e così via. Chi riempie le proprie casse tiene a gonfiare l’ego degli altri; e tutti, al mondo, amano le persone così.

Importanti giornali pubblicheranno i loro annunci pubblicitari e tesseranno le loro lodi, poiché questa gente ha denaro che, a sua volta, attira denaro. Grandi celebrità andranno a trovarli. Ma interiormente c’è una grande falsità. Possiamo affermare che l’uomo adori la falsità? Ma è l’uomo stesso a vivere in quella grande menzogna che è il suo ego.

Chi appoggia questa falsità e se ne lascia coinvolgere, attira la propria rovina. Perché? – ve lo chiedo ripetutamente – perché invocate questa fine disastrosa? Per quale ragione non volete conoscere voi stessi? Perché non volete arrendervi al cospetto di Dio? Perché seguite persone sbagliate? Siete pronti a sacrificare persino la vostra vita per gente che vi deruba, che vi distrugge, che vi ha danneggiato in ogni modo ipnotizzandovi. Non avete nessuna capacità di capire da soli che cosa sta accadendo?

Paramatma può essere conosciuto soltanto in assoluta libertà. Voi vi spaventate di qualunque barlume di libertà sperimentiate all’inizio in Sahaja Yoga, e volete tornare al vostro vecchio stato di dipendenza. Sahaja Yoga è molto semplice, ma voi no.

Nelle città vi sono molte complicazioni. Dovete subire pressioni e tensioni considerevoli, a causa delle quali dovete affrontare grossi problemi. Perciò, all’inizio, dovete diventare semplici.

Sapete che il mio lavoro ha un forte impulso nei villaggi. L’ego è più forte nelle città. Le persone diventano egoiste per delle sciocchezze, e per questo motivo si arrendono a chi solletica il loro ego e poi scappa con il loro denaro. Soltanto a guardare certa gente si contraggono malattie. Sarete sorpresi, ma tutti coloro che ho guarito da malattie mortali come il cancro ecc., tutti, senza eccezione, sono stati vittime di falsi guru e tantrici. Non ho mai visto un malato di cancro che non avesse avuto relazioni con un falso guru. Ecco perché si dice che i medici non possono curare il cancro. Capirete ora quanto questi individui siano malvagi, nefasti e nocivi. Anche l’ambiente che li circonda è malsano. Chi entra nei loro ambienti incorre in tormenti così terribili che a saperlo vi sconvolgereste.

Un altissimo numero di persone ha trovato la morte a Morvi[vii]. Alcuni erano innocenti, ma in quel luogo sono stati commessi i peccati del peggior tipo. Avete sentito che quella gente aveva deciso di acquistare un immenso terreno a Kucch, per un sadhu[viii].

L’uomo deve capire e riflettere in quali mani si stia mettendo e come stia attirando su di sé una fine disastrosa.

Vi parlo da madre, per persuadervi a non andare da questa gente malvagia a sollecitare la vostra rovina. Non distruggete il vostro Spirito andando da gente simile. Dovreste conoscere il vostro Spirito. Non occorre rovinare ogni cosa nell’oscillazione di domande e contro-domande. Per prima cosa, ottenete la realizzazione. Per prima cosa conoscete il vostro Spirito. Io farò il resto.

Su quali basi farete domande, prima della realizzazione? Avete qualche mezzo per accertare chi è autentico e chi è un impostore? Per prima cosa dovete conoscere il vostro Spirito. Finché non conoscete il vostro Spirito è inutile discutere; perché è un argomento molto sottile, e non superficiale come poter andare a vedere la faccia di qualcuno, dire qualcosa, e finisce lì. Non cacciatevi mai in un simile pasticcio da cui non potete uscire.

Sahaja Yoga è un’impresa superba, è estremamente importante. A volte anch’io me ne sorprendo. È talmente fantastico! Sembrava davvero molto difficile che potesse avvenire in un essere umano e poi svilupparsi ulteriormente.

Gesù potrebbe essere considerato l’ultimo ad avere svolto un gran lavoro; e, dopo di Lui, si può dire che, per il principio del Guru, è giunto Nanak. Anche al suo tempo moltissimi non sono riusciti a conoscere il proprio Spirito. Egli si scervellava su come informare la gente. Aveva preso forma umana, nondimeno non fu riconosciuto.

Io ero con Lui, con tutti loro, in effetti. Sono lieta che in questo Paese vi siano circa diecimila persone che hanno aderito a Sahaja Yoga e hanno raggiunto il loro Spirito.

Questo è l’Ultimo Giudizio! Vediamo che cosa accadrà. Chiunque arrivi, per me va bene. E anche se non vengono, va bene lo stesso.

Ricordate, Dio non si inchinerà davanti a voi. Dovete realizzare Dio in piena libertà. Se non Lo avete raggiunto, non è colpa Sua, né di Sahaja Yoga, né mia o dell’Atma.

Voi che avete ego dovrete accusare voi stessi.

È la vostra ricchezza, il vostro patrimonio, e vi è stato dato soltanto perché lo accettiate, lo conosciate e ne gioiate.

Che Dio vi benedica.


[i] Spirito, Sé individuale.

[ii] Spirito Supremo Universale, Dio.

[iii] Parashurama è la sesta incarnazione di Vishnu, quella precedente a Shri Rama. Parashurama nacque durante il Treta Yuga per sconfiggere la classe dei guerrieri (kshatriya) che deteneva il potere. Il nome significa letteralmente “Rama con l’ascia” (dal sanscrito parashu, “ascia”). Egli ha appreso l’arte della guerra direttamente da Shiva e, dopo aver penato per soddisfare i suoi desideri, Shiva stesso gli dona l’ascia che Parashurama userà per arrestare l’avanzata dell’oceano salvando le terre di Konkan e Malabar (gli attuali Maharashtra e Karnataka in India).

[iv] Idoli scaturiti spontaneamente dalla Madre Terra, senza alcun intervento umano.

[v] Passione, collera, avidità, orgoglio, tentazione e gelosia.

[vi] Poteri.

[vii] Con ogni probabilità il riferimento è ad una inondazione avvenuta nella città di Morvi (nello stato indiano del Gujarat) a seguito del crollo di una diga, il 13 agosto 1979 (cinque giorni prima di questo discorso), provocando migliaia di morti.

[viii] In questo caso sadhu (=santo, saggio) ha il significato dispregiativo di ‘santone’, falso guru.