Guru Puja, La dichiarazione

London (Inghilterra)

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(06/2017 SOTTOTITOLI, PRIMA PARTE)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Guru Puja

 La Dichiarazione – Domenica dell’Avvento

 Ashram di Dollis Hill, Londra (U.K.), 2 Dicembre 1979


Un mese fa dissi a Rustom che questa domenica si sarebbe dovuto organizzare un Puja. È un giorno di luna piena, e lui mi chiese che puja sarebbe stato: se un Guru Puja, un Puja a Mahalakshmi oppure un Ganesha Puja. Io gli dissi di chiamarlo Guru Puja. E in seguito, molto più tardi, mentre stavo andando in India, mi chiese perché non celebrare qui anche il Puja di Natale.

Oggi è un giorno molto importante, perché molto tempo fa, quando Cristo era soltanto un bambino, Egli lesse dalle scritture e dichiarò alle folle di essere l’Avvento, l’incarnazione del Salvatore. Essi (infatti) credevano che sarebbe venuto un Salvatore.

In una domenica come oggi di molto tempo fa, Egli disse, dichiarò di essere il Salvatore. Ecco perché oggi è la Domenica dell’Avvento. Egli doveva vivere per un periodo molto, molto breve, e così dovette dichiarare in giovanissima età di essere l’Avvento.

Ora, è rilevante constatare come prima di allora nessuna incarnazione avesse dichiarato pubblicamente di essere tale.

Rama ovviamente aveva dimenticato di essere un’incarnazione. In un certo senso Egli fece in modo di dimenticarsene, facendo agire la Sua maya su Se stesso per divenire un essere umano perfetto, Maryada Purushottama[1]. Ed anche Shri Krishna lo rivelò soltanto ad una persona, ad Arjuna, poco prima che egli iniziasse a combattere la guerra. Abramo non disse mai di essere una incarnazione, nonostante fosse una incarnazione del Maestro primordiale.

Dattatreya stesso, il quale venne su questa terra per guidarla con tutte queste tre forze che agivano attraverso l’innocenza, non rivelò mai di essere l’incarnazione del Maestro primordiale. Mosè non lo disse mai, nonostante la gente si fosse resa conto della sua grandezza: Egli aveva dominato la natura, ma non disse mai di essere un’incarnazione.

Al tempo di Cristo si sentì la necessità di dichiararlo, altrimenti la gente non avrebbe compreso.

Se a quel tempo avessero riconosciuto Cristo, non ci sarebbero stati problemi. Ma gli esseri umani dovevano ancora evolvere ulteriormente. Qualcuno doveva attraversare l’Agnya chakra del Virata, (doveva) oltrepassare quella porta; ecco perché Cristo venne su questa terra.

È davvero sorprendente che in questo albero della vita, dove le radici generano il germoglio, il germoglio emette i rami, i rami emettono le foglie e dallo stesso albero sbocciano anche i fiori, chi conosce le radici non voglia conoscere il germoglio, e chi conosce il germoglio non voglia riconoscere i fiori. Questo è tipico della natura umana.

Io non ho mai parlato di me stessa, perché si percepiva che ora gli esseri umani hanno acquisito un’altra dimensione di ego, anche peggiore che ai tempi di Cristo. Potete darne la colpa a qualsiasi cosa, potete accusare la rivoluzione industriale perché vi ha allontanati dalla natura, o qualsiasi altra cosa. Ma gli esseri umani avevano perso ogni contatto con la realtà.

Essi si erano identificati con l’artificiosità, e accettare una così grande realtà sarebbe stato impossibile per loro. Ecco perché non ho mai detto una parola su di me; sebbene, ovviamente, alcuni santi abbiano parlato di me, anche alcune persone possedute abbiano parlato di me, ed inoltre la gente abbia iniziato a chiedersi come mai il risveglio della Kundalini, che è l’impresa più difficile, avvenga con tanta rapidità in presenza di Mataji.

C’era un tempio in India che nessuno conosceva. Ma si accorsero che le navi che si avvicinavano ad un punto particolare, venivano attratte verso la spiaggia ed era difficile farle tornare indietro; dovevano raddoppiare gli sforzi per sottrarle a quella attrazione. E non sapevano che c’era qualcosa che stava agendo. Pensavano che dipendesse da qualche problema negli abissi marini. Ma questo fenomeno accadeva invariabilmente a moltissime navi. Allora vollero scoprire che cosa accadesse dopotutto a quelle imbarcazioni e perché venissero tutte improvvisamente attratte verso la riva. Così provarono ad indagare e, quando si inoltrarono nella giungla, trovarono un grande tempio sulla cui cima c’era un enorme blocco magnetico.

Così, con la razionalità, la gente è giunta alla conclusione che Mataji deve essere qualcosa di eccezionale, perché mai da nessuna parte nelle scritture era stata annunciata la venuta su questa terra di una incarnazione tale da poter risvegliare la Kundalini con un semplice sguardo, o anche solo con il pensiero.

Molti santi che vivono lontani dalle folle impazzite, seduti (in meditazione, ndt) nella giungla o sull’Himalaya, ne sono tutti a conoscenza, perché la loro consapevolezza è ad un livello nel quale possono capire. Essi comprendono molto più di voi, perché voi siete ancora bambini, neonati, (mentre) loro sono adulti.

Ma oggi è il giorno in cui io dichiaro di essere Colei che deve salvare l’umanità. Dichiaro di essere l’Adi Shakti, la Madre di tutte le madri, la Madre primordiale, la Shakti, il desiderio di Dio, che si è incarnata su questa terra per conferire il suo significato alla terra stessa, a questa creazione e agli esseri umani; e sono sicura che con il mio amore, la mia pazienza e i miei poteri, ci riuscirò.

Io sono Colei che si è incarnata ripetutamente. Ora, però, sono venuta su questa terra nella mia forma completa e con pieni poteri, non solo per la salvezza degli esseri umani, non solo per la loro emancipazione, ma per garantire loro il Regno dei Cieli, la gioia, la beatitudine che vostro Padre vuole accordarvi.

Per il momento, queste parole devono rimanere soltanto entro la cerchia ristretta dei sahaja yogi.

Ed oggi è il giorno del Guru Puja: non il mio puja, ma il vostro puja in quanto Guru. Io vi consacro tutti Guru, ed oggi vi spiegherò che cosa vi ho concesso e quali grandi poteri abbiate già dentro di voi.

Fra voi ci sono persone che non sono ancora riuscite a riconoscermi. La mia dichiarazione le aiuterà a sviluppare dentro di sé il riconoscimento.

Senza riconoscimento non potete vedere il gioco; senza il gioco non potete avere fiducia in voi stessi; senza fiducia non potete diventare Guru; se non diventate guru non potete aiutare gli altri e, senza aiutare gli altri, non sarete in alcun modo felici.

Dunque spezzare la catena è molto facile, ma ciò che dovete fare è costruirla, anello dopo anello. Questo è ciò che tutti voi desideravate essere. Perciò siate fiduciosi, siate gioiosi e siate felici, poiché tutti i miei poteri vi proteggeranno, il mio amore vi nutrirà e la mia natura vi colmerà di pace e di gioia.

Che Dio vi benedica.

Adesso innanzitutto vorrei darvi i libri. E poi parlerò di ciò che avete già dentro di voi. Adesso tutti i pianti e le lamentele dovrebbero essere finiti. Voi dovete asciugare le lacrime degli altri. Uscite dai vostri angusti gusci e problemi meschini qua e là.

Kuli, puoi darmi il primo libro?

Dov’è la penna?

Yogi: Vuole una penna, Madre?

Shri Mataji: Vorrei scrivere in Devalipi. Poiché è un mantra, non è così? I vostri nomi devono essere scritti in Devalipi. Sarebbe meglio che in inglese; anche se da un punto di vista di utilità sarebbe meglio in inglese, ma dal punto di vista di Sahaja Yoga penso sarebbe meglio se scrivessi in Devalipi e voi saprete che è il vostro nome.

Quindi questo è il primo libro: “L’Avvento”, con il quale dichiariamo l’avvento di vostra Madre, della vostra propria Madre, della vostra stessaa Madre. Oggi vorrei darlo a Gregoire, che ha davvero lavorato molto sodo per scrivere questo libro mentre io gli tormentavo la vita; ed anche a Gavin e a Jane, che lo hanno aiutato tanto, e a Maureen che lo ha aiutato a dattiloscriverlo e a leggere la mia bizzarra grafia che aveva mutilato tutti i precedenti scritti di Gregoire (Shri Mataji ride)… Ci siamo divertiti moltissimo insieme e adesso il libro è pronto. Dovremmo essere riconoscenti anche verso i sahaja yogi indiani per aver dato tutta la loro assistenza a Gregoire per la pubblicazione di questo libro. Loro hanno fornito il denaro e tutta l’assistenza. Ci sono così tante persone da ringraziare, ma in realtà questo è il vostro libro.

E la persona più importante che dovreste ringraziare è Kuli, o Tony come lo chiamate voi, in quanto lui ha scattato la fotografia che si è rivelata la migliore fra tutte. Lui non è un fotografo ma casualmente aveva scattato una fotografia che è così Sahaja. E tutti hanno detto che quella fotografia avrebbe dovuto esserci. E tutti, senza sentirsi gelosi di nessuno, si sono comportati in modo molto assennato affinché il libro fosse pubblicato; e che coinvolgimento da parte di ognuno, e quanto tutti hanno aiutato!

Anche l’uscita stessa del libro è stata davvero Sahaja, in quanto non è uscito prima. È arrivato nel momento in cui ne avevamo maggiore necessità: non sarebbe dovuto uscire prima, in quanto per questo libro volevamo la data dell’Avvento.

E il suo arrivo si è svolto così: il personale della nave mi aveva detto che i libri erano arrivati e si dovevano ritirare, e dovevamo effettuare tutto lo sdoganamento e quant’altro. Ma poi mi hanno riferito che, sorprendentemente, i funzionari doganali non avevano chiesto niente, non avevano nemmeno aperto le scatole, non volevano sapere che cosa ci fosse dentro. Erano tutti molto sorpresi. Di solito, se si parla di libri li aprono (gli scatoloni) per verificare se ci siano libri o meno, o se magari si stia importando qualcos’altro. E c’era una mia nipote che era lì e ci ha telefonato – anche questo spontaneamente – ed io le ho detto che quei libri erano lì da quelle persone, e così sono arrivati. È stato così semplice. E loro…

 [Interruzione nella registrazione]

Dovrei scrivere qui oppure lì, Gregoire? Qui…

Questa è la copertina. Vorrei darlo a Gregoire – mostratelo a loro, mostratela in giro – ci sono i pavoni. Il pavone è il vahana (veicolo) di Saraswati.

In realtà è al contrario. Cosa c’è?

 Yogi: Chris stava cercando di spiegare com’era Shri Kartikeya. Era proprio come Gregoire (risate generali, Shri Mataji ride).

Shri Mataji: In realtà i libri sono sempre fatti in questo modo, sapete? Potete farlo per terra, sarebbe meglio. In questo modo, e poi viene coperto così, vedete? I libri sono sempre fatti così.

Yogi: In questo modo, Madre?

Shri Mataji: E viene su in questo modo. Vedete? Si tengono così. E penso che poi li arrotolano in questo modo, sì, e questo viene messo dentro da questa parte in questo modo e il perno deve essere messo qui o qualcosa del genere. In realtà fanno attaccare qui un nastro, quando legano un libro in questo modo. Questo è chiamato grantha (nodo, ndt), vedete, ciò che viene legato, grantha.

Tutti questi libri devono essere tenuti avvolti in una stoffa appropriata in questo modo. E prima di aprire il libro dovete lavarvi le mani come si deve. Non si dovrebbe conservare in qualsiasi luogo vi venga in mente: si deve tenere nei posti adeguati. E si deve osservare un corretto protocollo per il libro. È molto importante.

Quali sono i nomi? Va bene, chiama le persone.

Rustom: Gavin, la tua copia.

Shri Mataji: Che cos’è?

Yogi: Abbiamo dovuto copiare…

Shri Mataji: Bene. Quindi, a Jane, poi a Walter (…)?

Rustom: Walter…

Shri Mataji: Ah? Questo che sto celebrando è il Guru Puja. Jane? Ecco. Ora sto facendo la tua (copia).

Userò questo.

Dovete avere tutti le vostre copie personali. Questo è molto importante. E poiché ognuno ha vibrazioni differenti, deve essere trattata (ogni copia) con la stessa consapevolezza che dovreste avere tutti la vostra copia personale con voi.

[Shri Mataji scrive i nomi di ciascuno yogi in Devanagari nella sua copia personale del libro]

Lasciatemi finire il lavoro, va bene?

Quindi, ora, Tony? Cosa dovrei scrivere? Tony o Kuli?

Tony: Tony.

Shri Mataji: Qual è il tuo vero nome?

Tony: Antonakis.

Shri Mataji: Anthony. Anth…?

Tony: Antonakis.

Shri Mataji: Anta….

Tony: An-to-na-kis.

Shri Mataji: Antonakis – nakir, C’è una “r”? Nakir?

Tony: Una esse. Nakis.

Shri Mataji: N-a-k-i-s. Antonakis.

Sì, sapevo che avevi un altro… An…to…naa…kis, nakis.

Tony: Anto…

Shri Mataji: Antonakis.

Tony: Sì, Madre.

Rustom: N, A, I…

Shri Mataji: N, A, I, Naikis

Tony: No. An-to-na-kis

Maria: N, A, K, I, S.

Shri Mataji: Oh. Antonakis.

Yogi: Antonakis.

Yogi: Così finalmente qui siamo arrivati alla verità (risate).

Shri Mataji: Keece or Kis?

Tony: Kis.

Shri Mataji: Antonakis. Ora devi conoscere il significato di questa (dedica):

“Al mio amato figlio Antonakis, con amore e le mie benedizioni, Madre Nirmala”.

Ora, chi altro? Ditemi i nomi.

Yogi: Mark.

Shri Mataji: Mark. Dio ti benedica. Ora, Maria. Maria, è questo il tuo vero nome, il nome completo?

Maria: E l’unico.

Shri Mataji: Soltanto Maria. Bene. Vai a sederti. Dio ti benedica.

Yogi: David Spiro.

Shri Mataji: David Spiro [Pausa. Poi Shri Mataji chiede in hindi se il cognome è ‘Spiral’, cioè ‘spirale’].

Rustom: Spi-ro.

Shri Mataji (scrivendo): Spi-ro, Spiro. Dio ti benedica.

Rustom: Malcolm, Madre. Malcolm.

Shri Mataji: Malcolm. Ma-la-kom.

Rustom: Mal-kom.

Shri Mataji: Malkom.

Rustom: Patricia.

Shri Mataji: Dio ti benedica. Patrishia, Patricia.

Rustom: Patricia.

Shri Mataji: Patrisia.

Rustom: Pa’tricia.

Shri Mataji: ta?

Rustom: Ta

Shri Mataji: Patrisia, Patrisia.

Yogini: C, I, A.

Shri Mataji: But it is TR (con erre arrotata) or Tr (erre morbida)?

Rustom: It’s TR (con erre arrotata).

Shri Mataji: T – R – ma sai, in hindi ne abbiamo due.

Rustom: TR.

Shri Mataji: PatR, PatRisia, è corretto? Patrici… Patricia, Patricia. Dio ti benedica.

 Rustom: Hester.

Shri Mataji: Hester. È Hé-sta?

Rustom: Hester.

Yogi: Hesta.

Shri Mataji: Hestaa.

Yogi: Hesta. Con la “a”, non con la “r”.

Shri Mataji: Hesta.

Yogi: H, E S, T A.

Shri Mataji: T. Ha?

Yogi: A.

Shri Mataji: “T” Hesta.

Yogi: Hesta.

Rustom: C’è una breve “A”.

Shri Mataji: Hesta, Dio ti benedica. Dio ti benedica. Ora?

Yogi: Harry.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Harry.

Rustom: Il tuo nome è Hare, sì?

Shri Mataji: Hari.

Rustom: Hare.

Yogi: Hari?

Hari: Hari Jairam.

Shri Mataji: Hari Jairam. Dio ti benedica.

 Rustom: Tu, Peter.

Shri Mataji: P, E, T, E, R. [Conversazione in Hindi riguardo alla pronuncia del nome Peter]. Dio ti benedica.

Rustom: Felicity.

Shri Mataji: Felicity.

Rustom: [Hindi] Usko apta hai Ma.

Shri Mataji: Dio ti benedica.

Rustom: Philip… Philip.

Philip: Scritto con una sola “L”.

Shri Mataji: Tu hai…?

Philip: Scritto con una sola “L”.

Shri Mataji: Cosa dice?

Rustom: [Hindi]

Shri Mataji: Philip.

Rustom: Philip.

Philip: P, H, I, L, I, P.

Shri Mataji: Philip. Potete mettere della musica.

Rustom: Oh. Malcolm? Musica.

Shri Mataji: Dio ti benedica. Sì?

Rustom: Allan.

Shri Mataji: Allan.

Gli yogi: Mahasaraswati, Mahakali, Trigunatmika, Adi Kundalini Sakshat, Shri Adishakti Sakshat, Shri Bhagawati Sakshat, Shri Mataji Shri Nirmala Devi Namoh Namah.

 Rustom: Om twam sakshat Shri Ganeshaya Namaha

[Poi i nomi di Shri Vishnu:]

…Keshavaya…

…Matavaya…

…Govindaya…

…Vaishnave…

…Madhuswadhanaya…

…Trivikramaya…

…Wavanaya…

…Shridharaya…

…Rishikeshaya…

…Padmanabhaya…

…Damodharaya…

…Sankarshanaya…

…Vasudevaya…

…Pradyomnaya…

…Anirudhaya…

…Purushottamaya…

…Adokshajaya…

…Narasimhaya…

…Achyutaya…

…Janardanaya…

…Upendraya…

…Haraye…

…Krishnaya…

…Virataya…

Sakshat, Shri Adishakti Sakshat, Shri Bhagawati Sakshat, Shri Mataji Shri Nirmala Devi Namoh Namah

Dirò i nomi di tutte le deità della Kundalini.

Shri Mataji: Adesso prestate attenzione a quelle deità nella vostra Kundalini. Potete sedervi. E prestate semplicemente attenzione: sapete dove sono, quali sono le deità e in quali chakra.

Rustom: Om twam sakshat Shri Ganeshaya Namaha

…Nirmal-Gauri Kundalini Mataya…

…Saraswati-Brahmadevaya…

…Hasrat-Ali Fatima Mataya…

…Adi Guru Dattatreyaya…

…Abramo…

…Mosè…

…Zarathustraya…

…Mohammed Sahibaya…

…Confuciusaya…

…Laotzeaya…

…Sainathaya…

…Raja Janakaya…

…Guru Nanakaya…

…Socrate…

…Avidut Adiraataya…

…Lakshmi Narayana…

…Gruha-Lakshmi-Shakti-mataya…

…Durga-Jagadamba-Mataya…

…Shiva-Parvati-Mataya…

…Karuna rasa sagaraya…

…Daya sagaraya…

…Kshama shrayini…

…Atman paramatman…

…Kshetragnya…

…Sita-Rama maryada purushottamaya…

…Vishnu-granthi Vibhedini Shakti Mataya…

…Radha Krishna purnavataraya…

…Yeshoda Rukmini vithalaya…

…Vishnumaya…

…Lalita chakra swaminishakti…

…Shri chakra swaminishakti…

…Virataya viratanganaya…

…Hamsa chakra swaminishakti…

…Pranavaya…

…Omkaraya…

…Kartikeyaya…

…Mahaganeshaya…

…Mahaviraya…

…Gautambuddhaya…

…Swaprakashaya Maria e Gesù…

…Mahakali Shakti Bhairavaya…

…Mahashankaraya…

…Mahasaraswati Shakti hanumantaya…

…Mahabrahmadevaya…

…Mahalakshmi Shakti Mahavishnuve…

…Ekadashaya Shakti rudraya…

…Rudra-granthi vibhedini Shakti mataya…

…Sahasrara Swamini moksha [pra]dayini nishkalankaya mahamaya Mataji Shri Nirmala Devi…

…Ardhabindu Shakti mataya…

…Bindu Shakti mataya…

…Valaya Shakti mataya…

…Sadashiva adishakti mataya…

…Parambrahman…

Sakshat, Shri Adishakti Sakshat, Shri Bhagawati Sakshat, Shri Mataji Shri Nirmala Devi Namoh Namah.

Shri Mataji: Non hai detto il mantra di Vishnu.

Rustom: Ho detto… (non udibile)

Shri Mataji: Hai detto Mahavishnu. Va bene. Quando dici Vishnu Shesha, puoi anche dire, lì dov’è il Nabhi, Vishnu Lakshmi e Surya Chandra. Vedi, anche questi sono chakra, Surya Chandra. Quindi puoi anche dire: “Ida Pingala Nadi Shakti”, così che…

Rustom: Om twam sakshat Shri Lakshmi Narayana Sheshaya Namaha.

…Surya Chakra Swamini Shakti…

…Chandra Chakra Swamini Shakti…

Shri Mataji: Vedi, come… sapete?

Puoi dire: Chandra Mandal Madhyastha. Surya Mandal Madyastha. Indica il superego ed il supra-ego.

Rustom: In… dicono Bhanu[2] Mandal Madhyasta.

Shri Mataji: Bhanu Mandal.

Rustom: Ok. Om twameva sakshat Shri Chandra Mandala Madhyasthaya namaha.

Om twam sakshat shri Bhanu Mandala Madyasthaya namaha.

Shri Mataji: [parla Hindi di Ida e Pingala] Ida and Pingala bolo.

Rustom: Om twameva sakshat Shri Ida Nadi Swamini Shakti namaha.

Om twam sakshat Shri Pingala Nadi swamini Shakti namaha.

Shri Mataji: Sushumna Nadi.

Rustom: Om twam sakshat Shri Sushumna Nadi Swamini Shakti namaha.

Shri Mataji: È meglio. Molto meglio ora.

Rustom: C’è anche Sarva Ida Granthi Vibhedini Shakti.

Shri Mataji: Oh. Ida Granthi Vibhedini va bene.

Rustom: Om twameva sakshat Shri Sarva Ida Granthi Vibhedini Shakti Mataya namaha.

Shri Mataji: Hm.

Rustom: Om twam sakshat Shri Sarva Pingala Nadi Granthi Vibhedini Shakti namaha.

Shri Mataji: Hm.

Rustom: Om twam sakshat Shri Sarva Sahasrara Granthi Vibhedini Shakti Namaha.

Shri Mataji: Sushumna Nadi.

Rustom: Om twameva sakshat Shri Sarva Sushumna Granthi Vibhedini Shakti namaha.

Om Shri Mahaganapataye namaha, Shri Saraswati Mataya…

Shri Mataji: Ora. Prima di celebrare qualsiasi puja si deve eseguire il puja a Ganapati, poiché quella è la prima cosa: la santità, l’innocenza. Quindi dobbiamo innanzitutto stabilire la nostra santità in noi, l’innocenza in noi, prima di celebrare qualsiasi adorazione. Dobbiamo adorare l’innocenza in noi. Pertanto, tutta la furbizia dovrebbe essere lasciata fuori.

Rustom: Om Shri Mahaganapataye namaha

Shri Saraswati Mataya namaha

Shri gurubhyo namaha

Vedpurushaya namaha

Aishtadevataya namaha

Kuladevata bhyo namaha

eksthaanadevata bhyo namaha

Shachipuram dharabhyam namaha

Kalka parashurame Bhyo namaha

Matru pritru byam namaha

Adityadi nava graha devta bhyo namaha

Sarve bhyo deve bhyo namaha

Sarve bhyo brahmane bhyo namaha

Etat karan pradam devata bhyo namaha

Avi ghanam astu…

Shri Mataji: Non state registrando. Puoi accendere l’amplificatore? L’amplificatore. Vedete, diversamente non potete… visto?

Rustom: Lo metterò qui, va bene, lo terrò sulle ginocchia.

Shri Ma Bhagavato, Mahapurushasya, Vishnu Agnya Parvartam Mansya Adi Brahmano Dvitiya Parabe Vishnu Pade, Shri Shwetvarakalpe Vayvaswat Manvantare Englandeshe, Europekhande, Londonnagare, Thamesnadiye, Uttaratire Kaliyuge Kalipratamcharine, Ash…

Shri Mataji: Adesso ascoltate attentamente.

Rustom: Ashtavinsha…

Shri Mataji: Guardate ora, guardate cos’è. Sta localizzando il punto, sapete? Ora, ora, dillo di nuovo. Con attenzione.

Rustom: Kalki Avatare, shalivahan shake. vaganvartamane, anand twam sarvantsare…

Shri Mataji: Savatsare

Rustom: Sarvantsare. Hema rutu… Non so cosa sia Mase, Mataji, non riesco a trovarlo.

[Conversazione in marathi]

Rustom: Pakshe. [Hindi: KYA TITA MATAJI? KYA TITU? Cioè: “Madre, che cos’è tita?]

Shri Mataji: [Hindi: Ti tau ayes purnima. Cioè: “Tita è la luna piena”.]

Rustom: Bene.

[Sanskrit:] Purnima titau… Madhu yavasare, Aadidya divas dhanuvaasare, nakshatre, vishnu yoge, vishnu…

Shri Mataji: Kshatra, nakshatre ye to du.

Rustom: Ah, pit dhanu bha

Shri Mataji: Dhanu.

Rustom: Dhanu, ah, dhanu, dhadu… ah

Shri Mataji: Questo è il Sagittario.

Rustom: Il Sagittario.

Shri Mataji: Sapete, stiamo mettendo tutte le coordinate di dove stiamo celebrando il puja. Quindi dovete identificare il luogo esatto e completarlo dicendo che è a Londra, dove scorre il fiume Tamigi, e al sud…

Rustom: Nel nord.

Shri Mataji: O al nord di Londra, e poi in questo momento. E inoltre in quale era, in quale mese, in quale anno, in quale costellazione – ora è il Sagittario – e qual è la titi (luna), oggi è giorno di luna piena. In questo modo, vedete, si sta descrivendo la località esatta.

Rustom: Bene.

Shri Mataji: Questo è per informare le deità.

Rustom: Vishnu yoge, vishnu karane, London-ashramastite, vertamam chandrastite, Shri Surya Stite, Devgura shesha, shivgrahe shivyatav ata rashishtaan-stite, shiv-satsu-evam guna visheshan na visheshtayam shubha punya titaau.

Ora diciamo … facciamo una promessa, quindi dovete ripetere dopo di me.

Shri Mataji: Sì, dovete ripetere tutti.

Rustom [Gli yogi ripetono dopo ogni nome]

Mama… aatmana… sarvadharmaash… shastrakla… falapratyartang… aasmakang… sarveshang… sahajyogi-kutambanam… kshem… starya… vijaya… abhaya… ayu… arogya… aishwarya… abhivrudyatam… dwipada… chaturpad… sahitanang… … shantyartang… punyatang… pustyatang… tushtyatyang… samastha… mangalavapyade… samasta… abyudayartang… paramchaitanyang… prapyatang… samasta-sakal-sahajyoginam… baadas-shantyatang… eshtakamsam… siddhyatang… kalpuktafalang… aavapyatang… yatashaktya… yata-gyanang… yata-militog-chadravay… dhyaanavahang… madi-shokoktchar… pujam… karishye…

[Fine del secondo audio]

Che cosa avete ottenuto e quali sono i vostri poteri?

[Il puja continua. Shri Mataji parla con gli yogi]

Shri Mataji: Se dite il mantra “Tu sei Mahat-Ahankara” – mahat significa primordiale, grande, e ahankara è l’ego – esso se ne va. Ditelo.

Gli yogi: Om twameva sakshat, Shri Mahat Ahamkara Sakshat, Shri Adi Shakti Sakshat, Shri Bhagavati Sakshat, Shri Mataji Shri Nirmala Devi Namoh Namaha.

Shri Mataji: (L’ego) sta retrocedendo, vero? Calmatevi. Adesso sta retrocedendo, va molto meglio.

Meglio? Però ce n’è ancora molto.

… Stiamo parlando di Cristo. Egli è colui che è assiso lì per controllare il nostro ego, per dissolverlo. Stiamo parlando di Lui. I cristiani, se si considerano tali, devono essere assolutamente privi di ego. Intendo dire che chi segue Cristo deve essere senza ego. In realtà i sahaja yogi sono i veri ebrei, i veri cristiani, i veri indù, i veri musulmani, i veri sikh; poiché non sono fanatici.

Rustom: Il Nabhi si sta aprendo.

Shri Mataji: Sì, è così.

[Rustom parla in Hindi con Shri Mataji di celebrare un Mahalakshmi Puja]

Rustom: Gregoire, tu vuoi celebrare il puja a Mahalakshmi? Gregoire e Jane, Gavin, Tony.

Shri Mataji: (…) tutti loro.

Yogi: Debra.

Shri Mataji: Vediamo.

Yogi: Maureen?

Rustom: Pensavo di chiamare a fare il puja tutti quelli che hanno lavorato al libro, Madre.

Shri Mataji: No, no, no. Di fatto avete ricevuto il libro ed anche il puja. Chi ha ricevuto il libro non dovrebbe (fare il puja?), mentre chi non l’ha ricevuto dovrebbe farlo.

Rustom: Non chi l’ha ricevuto, ma chi ci ha lavorato, Madre.

Shri Mataji: Oh, chi ha lavorato al libro, è una buona idea. È un’idea migliore. Bene. Io pensavo chi ha ricevuto il libro. Invece, chi ha lavorato al libro deve (venire a fare il puja?). Chi altro c’è?

Alcuni yogi: Maureen, Gregoire, Tony.

Rustom: Quelle sono le persone che hanno lavorato al libro, e chi ha scattato la fotografia.

Shri Mataji: Vieni Tony, vieni, vieni.

Yogi: D’accordo. Gregoire, puoi venire?

Shri Mataji: E tuo fratello, Matt? Lui ha fatto il disegno.

Yogi: Sì, ho pensato a lui, Madre. È qui Pat?

[Rustom legge shloka mentre Shri Mataji spiega come decorare i Suoi piedi con il kumkum]

Shri Mataji: Tracciate una linea qui. Tracciate una linea. Poi, oltre la linea, tracciate l’intero disegno. Ora, chiamate altre due donne non sposate. Hesta, dove sei? Sì, vieni. Ora, voi ragazzi andate via. Lasciate venire loro. Poi dovranno venire cinque donne sposate per il mio sari. Capito? Venite.

Per prima cosa tracciate una linea, qui. Ora tracciate una linea e non oltrepassatela. No, no, no. Con un dito, con un dito. Ora potete usare un altro dito.

Sì, va bene. Non deve sembrare… perché adesso metteremo qualcosa. Dagliene uno. Ha due facce, questo è il mangala sutra. Deve farlo qualcuno, una donna sposata.

Rustom: Jane.

Shri Mataji: Jane. Puoi aprirlo (l’anello per le dita del piede).

Rustom: Margy, puoi aprirlo, va semplicemente aperto con un po’ di pressione. Pat, chiedete a Pat la ghirlanda.

Shri Mataji: Dovresti infilarlo di più con quel dito. Questo dovrebbe essere davanti. Dovreste vedere la cosa… vedi, il rubino dovrebbe andare su questo dito, ha due facce. Così è corretto. Ora questo spingilo un po’ più giù.

Chiama qualche donna sposata. Sandhya, puoi venire tu. Donne sposate. (Marathi)

Yogi: Le mani?

Shri Mataji: Le mani? Le donne sposate faranno le mie mani. Sì. Venite, venite qui. Così.

Sapete fare la svastica? (Indicazioni in marathi per la decorazione delle mani). Vedete, dovete farla oltre questa linea. Con la mano destra, con la mano destra.

Da una parte all’altra. Traccia la linea così, Maria. Corretto. Adesso completa anche sui lati. No, no, sui lati delle dita.

Rustom: L’intero dito deve essere rosso, così da non vedere il bianco.

Shri Mataji: Il lato bianco, bianco, del dito. Dietro, davanti. Vedete come sta migliorando, vedete? Bene. Grazie. Così, va bene. Ora.

Peggy? Vieni qui. Serve un’altra donna sposata. Peggy deve esserci. Peggy, vieni qui. Sei e sette? Sì, vieni. Anche Pam è sposata.

Quanti ce ne sono qui? Puoi metterne due e danne due anche a me. Mary, vieni, vieni, vieni, vieni. Dovete metterli insieme altrimenti lì si spezzeranno.

Yogini: Metterne tre?

Shri Mataji: Sì, sulle mie mani.

Rustom: Mettine uno su ognuno.

Shri Mataji: Premi le mie mani. Bene. Ora, siediti qui. Sì. Mettine uno rosso sui miei piedi, va bene? Avanti, mettine uno rosso sui miei piedi. Con la mano destra. Con tutte le dita, con tutte le tue dita, adesso forza. Bene. Strofina qui. Ora… adesso va meglio? Con entrambe le mani.

Yogini: Con entrambe le mani?

Shri Mataji: Sì, bene, Dio ti benedica. Va bene. Vieni. Entrambe le mani. … Ora. Rifai la linea.

Vedi che stai incrociando? Fai la linea.

Così. Attieniti alla linea. Bene, ora va bene. Ora fai anche questa. Toglilo, bene. Ora stai meglio? Lascialo qui. Ora vediamo. È un po’ caldo, sì?

Mantieni la linea, capito? Bene. Ora va meglio. Strofina, strofina forte, molto forte. Strofina molto forte, con le mani così.

Come stai ora? Bene. Ora attieniti alla linea. Questa deve essere tracciata di nuovo. Bene, ora questa.

Ora, non sono potute venire tutte (a decorare i piedi, ndt), non ha importanza, lo stanno facendo loro per tutti. Dovete pensare che è una cosa simbolica, capito? Quindi non fa differenza. Sapete, se io tocco qualcosa con il mio dito, non dico che lo tocco con il dito, ma dico (soltanto) che lo tocco. Capite? È così. Infatti non potete venire tutte a farlo, ci vorrebbe troppo tempo. Ora, fatto. Adesso verranno soltanto le ragazze rimaste. Prima tutte le ragazze.

 Rustom: Il kumkum va bene?

Shri Mataji: Tutte le ragazze rimaste, Felicity ed anche le altre. Anna, vieni. Vieni Anna, vieni. Tutte quelle che non l’hanno fatto possono andare. Sì, ora fatele venire. Chi è stato qui, venite tutte. Lasciateglielo offrire una per una.

Rustom: Kumkum, non c’è kumkum. Io…

Shri Mataji: Prendi in mano questo, va bene? Ora dammi…

Rustom: [Hindi]

Shri Mataji: Per la parte inferiore… no, no, proprio il kumkum.

Rustom: Dov’è il kajal? Ma il kumkum lo abbiamo, Mataji.

Shri Mataji: Dov’è?

Yogi e yogini: Lì da qualche parte.

Shri Mataji: Tutto qui. Anche la parte inferiore di questo deve avere il kumkum.

[Shri Mataji dà indicazioni su come fare le decorazioni con kumkum e kajal.]

Shri Mataji: Mettilo solo sulla mano destra, solo sulla mano destra…

…sei di nuovo tornata alla condizione di prima. Superala. Non è niente di grave. È molto semplice. Ora. Va bene. [Marathi]

Manda lui a prendere i libri. Quanti ancora?

 Rustom: Ce ne occorreranno almeno altri trenta.

Yogi: Almeno.

Shri Mataji: Porta la scatola, penso.

Yogi: Qui ci sono undici libri.

Shri Mataji: Marcus, se la prendi… se porti i libri…lui li riporterà indietro. Marcus, se vai con lui potete portarli, ma fate in fretta, capito?

Marcus: Grazie, Madre.

[Gli yogi cantano Aarati Nirmala Mata, Saba Ko Dua Dena e recitano Mahamantra, Padre Nostro, Allah Hu Akbar (sedici volte)]

… ognuno ha avuto un terribile raffreddore ed anche io l’ho un po’ preso. Quindi questa è una cosa, e se volete posso scriverlo per voi e voi potete copiarlo. Quindi, “come curare e prevenire i raffreddori”, la prossima volta…

Rustom: Possiamo registrarlo, Mataji.

Shri Mataji: (…)

Ciò che davvero voglio che sappiate è ciò che avete e quali sono i vostri poteri: questo è molto più importante.

Ora, Peter è tornato? Non ancora. Ne dovremmo parlare? Dovrei parlarvene? Ora. Va bene.

Potete registrare questo. Sedetevi, sedetevi, sedetevi, sedetevi, sedetevi.

L’altro giorno vi ho parlato di Shambhavo-paya e di Shakto-paya; sono due diversi metodi… (per purificare la gente, ndt). Il primo serve a purificare solo pochissime persone. Si prende un gruppetto di persone e si continua a purificarle al fine di pulire completamente la loro chitta (attenzione) e tutti i loro cinque elementi e, a quel punto, la Kundalini si alza e ricevono la realizzazione. Questo metodo è chiamato Shambhavo-paya, con il quale la vostra personalità viene purificata completamente.

Un altro è Shakto-paya, in cui è la Shakti che fa salire la vostra Kundalini, qualsiasi possa essere la situazione, e poi si occupa della purificazione. Nel nostro Sahaja Yoga abbiamo usato il secondo paya, perché non è rimasto tempo per Shambhavo-paya. Sarebbe impossibile metterlo in atto.

In Shakto-paya, ciò che la gente normalmente segue è Shakti-Pat. Shakti-Pat significa far ricadere su un’altra persona il proprio potere, Shakti, come riflesso; o, come si dice: ”La luce ricade su di noi”. Dunque queste persone fanno in modo che il potere della loro Kundalini si riversi sul potere della Kundalini di un’altra persona e poi, gradualmente, la risvegliano.

Però, per questo, gli esseri umani, per come sono fatti, hanno i loro metodi molto laboriosi, hanno anche questo. Prima di tutto selezioneranno il problema della Kundalini. Allora ripercorreranno tutta la vostra storia, scopriranno che tipo di genitori avete avuto e tutto il resto e che sogni fate; vi analizzano completamente.

E poi cercano di scoprire quali malattie potreste aver avuto. Ad esempio, chiunque abbia problemi agli occhi, al naso, alla gola o allo stomaco e cose di ogni genere, viene evitato.

Potete dunque immaginare quanti di noi rientrerebbero in quella categoria. Inoltre, indagavano sullo stile di vita che le persone avevano condotto e sul tipo di genitori che avevano.

Generalmente, tutto questo veniva fatto a persone che già in età molto giovane andavano dai Guru a chiedere questo shakta… a chiedere Shakti-Pat.

Ora, grazie a me, come sapete, è diventato molto semplice: è Shaktipat,  ciò che dovete fare è Shakti-Pat, ossia riversare la vostra luce sugli altri. Shakti è il potere e Pat significa “far ricadere”. Così ora la vostra Shakti può ricadere sulla Kundalini di chiunque e risvegliarla. Ora, questa era una cosa molto, molto difficile.

Si diceva che solo una persona che sia Vita-Raga, cioè che abbia sconfitto ogni suo raga – raga significa attaccamento – che abbia superato ogni attaccamento, che sia completamente priva di attaccamenti, completamente distaccata nella vita, possa risvegliare la Kundalini.

Così, prima di tutto, occorre dare Diksha, cioè l’iniziazione; questa voi l’avete già ricevuta. Il giorno in cui siete venuti da me, avete ricevuto Diksha.

Voi non vi rendete conto di come ciò accada. In quel momento così tante cose vi sono accadute, come in un telescopio, che non ve ne rendete nemmeno conto. Solo per ricevere Diksha, si viene messi molto alla prova, sapete. Intendo dire che dovete prendervi molta cura del vostro Guru e offrirgli frutti e cose del genere.

Alcuni di questi individui assurdi (falsi guru, ndt), prendono anche denaro, ma non importa. Però si deve offrire anche qualche Dakshina, poiché, vedete, i chela (discepoli, ndt) devono prendersi cura del Guru.

Il Guru, dopo tutto, non è assolutamente attaccato alla vostra ricchezza né a qualsiasi cosa possiate offrirgli, ma è dovere degli Shishya (discepoli, ndt) prendersi cura di lui.

Ed ecco perché si doveva donare anche un po’ di denaro al Guru; certo, adesso però (i falsi guru, ndt) stanno abusando di tutta la situazione. Dal momento che il Guru deve vivere da qualche parte, deve avere una casa e tutte queste cose; per questo gli veniva offerto anche un po’ di denaro, chiamato Dakshina. Tutto ciò adesso viene così male interpretato ed è stato portato a limiti così assurdi, che certa gente ne sta facendo una vera impresa economica.

Invece, il Guru doveva essere qualcuno di un livello tale da risvegliare la Kundalini. E quel Guru era Vita Raga, ossia qualcuno che ha perduto tutti gli attaccamenti terreni, assolutamente distaccato, la cui chitta è talmente pura che in lui non è rimasta alcuna avidità, non è rimasta alcuna tentazione, bensì solo perdono. Una persona così era considerata Vita-Raga, ed era in grado di alzare la Kundalini. La Kundalini poteva essere controllata solo da queste rare persone.

Voi, prima di tutto, avete ottenuto Diksha da un Guru, senza alcuna introduzione. Avete ottenuto Diksha – per prima cosa Diksha – ed avete ottenuto anche Maha-Diksha. Cos’è Maha-Diksha? Questo secondo aspetto, Maha-Diksha, si ha quando vi viene dato un mantra (da recitare). In genere viene assegnato solo un nome. Però anche questo mantra deve essere selezionato. Infatti, se il guru sa… Insomma, questi guru non sapevano quali chakra fossero bloccati in voi. Pensate un po’.

Essi allora consultavano il vostro oroscopo: “Tu sei venuto da me a questa certa ora, diciamo, sei venuto da me oggi. Qual è il tuo oroscopo? Quale dev’essere quindi il tuo problema? Sotto quale Nakshatra – costellazione – sei nato? Come si chiamavano i tuoi genitori?”.

E poi c’è una grande scienza in proposito. Essi contavano partendo da A, B, C, D, così, finché non arrivavano a trovare le parole – la seconda, la terza e così via – che poi consultavano. È un grande Shastra (scienza, ndt).

E in seguito a questa consultazione, scoprivano quale chakra era bloccato in voi. Allora vi assegnavano un nome (da recitare, ad esempio dicevano): “Bene, recita Rama”. E voi continuavate a ripetere “Rama, Rama” finché il chakra del cuore destro non guariva. Questo poteva richiedere due anni, tre anni, o magari due vite o cento vite. E voi continuavate sempre con un solo mantra: “Rama, Rama, Rama”.

Questo però doveva essere fatto consultando le vostre costellazioni e ogni cosa, la famiglia, la casa e tutti gli altri aspetti, e poi ricondotto al punto in cui il chakra era bloccato. Ora, supponiamo che in voi vi siano quattro chakra bloccati… [Conversazione in marathi con qualcuno, ndt]

…infatti l’oroscopo mette in evidenza quali problemi avete o quali avrete, non è così? Inizialmente solo quelli fisici.

Così, grazie al vostro Kundali, ossia al vostro oroscopo, scoprivano i vostri problemi.

Se, ad esempio, avevate un problema allo stomaco, continuavano a studiarvi ed esaminarvi fino a trovare un mantra per lo stomaco. Questo perché essi non riescono a scoprire qualcosa direttamente. Come gli scienziati. Come fanno gli scienziati a scoprire qualcosa? Supponiamo che andiate da un medico: vi estrarrà gli occhi, li laverà, poi li rimetterà a posto e vi dirà che stanno bene; poi vi estrarrà i denti, ve ne metterà di artificiali spingendoli e poi vi dirà che i vostri denti sono a posto (Shri Mataji ride); vi staccherà le orecchie, le sostituirà con qualcosa di nuovo e di artificiale e vi dirà che sono a posto. Oppure vi estrarrà il cuore, lo esaminerà e lo sostituirà con un altro.

È così: questo è il modo in cui si comportavano (i guru, ndt), perché brancolavano nel buio. Voi sapete tutto dei chakra, mentre loro non sapevano quali fossero i centri bloccati. Così immaginate quale Maha-Maha-Maha-Diksha avete ricevuto adesso. La prima cosa che ottenete è Diksha: il giorno in cui la vostra Kundalini si solleva, è Diksha. A quel punto ricevete la realizzazione.

Questo era fuori questione per loro; non avrebbero nemmeno mai osato pronunciarlo tutto d’un fiato. Vi tenevano continuamente appesi per aria, sottosopra, proprio come i pipistrelli di notte.

Poi, consultavano altre cose: osservavano ad esempio il tipo di amici che avevate, le persone verso le quali vi sentivate attratti. In questo modo valutavano il vostro temperamento e giudicavano anche da questo.

Magari vi davano un altro mantra. Questi mantra poi continuavate a recitarli stando seduti insieme a loro per ore, in continuazione, senza porre alcuna attenzione alle vostre altre necessità. E quando si raggiungeva il mantra (efficace), essi dicevano: “Bene, ora questo mantra è siddha per te”. Significa che (l’altro) mantra si poteva usare per qualcun altro mentre voi potevate usare soltanto il mantra di Rama. Immaginate un po’.

Ora, che cosa avete ottenuto voi? Avete ricevuto la realizzazione, certo. Ma realizzazione significa avere la conoscenza completa di quale mantra debba essere usato per ogni chakra.

Voi stessi potete coniare i vostri mantra.

Inoltre, avete anche il potere di sapere quali chakra hanno bisogno di aiuto.

Avete il potere di risvegliare la Kundalini di altre persone.

Avete il potere di fissare la Kundalini sul Sahasrara, se ricade giù.

Avete il potere di purificare i chakra vostri e degli altri.

Avete anche il potere di correggere i chakra dando un bandhan.

Avete il potere di proteggervi da tutta la negatività mediante i vostri bandhan.

Avete il potere di dirigere la vostra attenzione in qualsiasi luogo e ricevere, grazie ad essa, informazioni su chiunque abbia bisogno del vostro aiuto.

Inoltre, avete anche il potere di sentire il problema della collettività, come ad esempio cosa non va a Londra. Tendete le mani così (e chiedete): “Cosa c’è che non va a Londra?”. Così, in questo modo. Frank? Mai verso di me, è pericoloso.

Yogini: Cuore sinistro.

Rustom: Il cuore sinistro si sente molto intensamente.

Shri Mataji: Cuore sinistro.

Yogini: Cuore destro.

Rustom: E cuore destro.

Shri Mataji: E cuore destro. (Gli yogi iniziano ad elencare vari blocchi). Un po’ di tutto. Ma soprattutto il cuore sinistro.

Yogi: E Swadishthan destro.

Shri Mataji: Swadishthan destro. Adesso voi possedete il linguaggio per decodificarlo. Sapete, avete la lingua per questo, quando avete detto “cuore sinistro”. Dicendo così non avete offeso nessuno. Che voi londinesi abbiate il cuore sinistro bloccato, che cosa significa? Significa che state andando contro Dio. Non siete interessati allo Spirito, siete materialisti, siete egoisti, non vi curate dello Spirito. State cercando di danneggiare il vostro Spirito. Siete degli ubriaconi e vi rovinerete bevendo. Ma tutto questo voi non lo dite; è sufficiente dire che il cuore sinistro è bloccato, e basta. Non dite neppure che si dovrebbe chiedere perdono e così via; mettete semplicemente la mano così, sul cuore sinistro, e chiedete perdono per tutti i londinesi. E loro saranno perdonati; e continueranno a bere sempre di più ed avranno un cuore in condizioni ancora peggiori.

Quindi, adesso voi avete ottenuto tutti questi poteri: quello di alzare la Kundalini e quello di rimuovere i Suoi ostacoli. Se l’Agnya chakra di qualcuno era bloccato, il guru non lo rimetteva a posto, temendo che si bloccasse così anche il suo Agnya chakra. Quindi, dovevano far diventare siddha i mantra. Siddha significa ciò che è stato verificato, che è efficace. Nel vostro caso ogni mantra è efficace. Voi pronunciate il nome di una deità e quel mantra è efficace, è già siddha.

Come un involto che ha in sé ogni cosa: lo aprite e ne attingete. Se qualcuno ha un chakra bloccato, voi dite semplicemente il mantra e finisce lì. E voi conoscete tutti i mantra e sapete di cosa si tratta; avete tutta la conoscenza, ed essa è così segreta che gli altri non ce l’hanno. E anche se non recitate i nomi, è sufficiente che lo indichiate e tutti (gli altri sahaja yogi, ndt) sapranno che cosa sta succedendo, dove dirigersi, che cosa dire. Benché tutto ciò sia così segreto, è compreso molto bene tra voi. Guardate come è omogenea la comprensione tra noi: sappiamo di che si tratta e non ci sentiamo urtati né per noi stessi né per gli altri.

Anche se dico che il vostro signor E-G-O è enorme, nessuno se la prende con me. Al tempo di Cristo era impossibile pronunciare la parola E-G-O. Ora si può dire e voi potete anche vedere chiaramente il vostro ego, il vostro superego, le vostre assurdità e tutto il resto; potete vedere ogni cosa.

Anche se qualcuno ha il potere, se ad esempio è nato realizzato (ma non è un sahaja yogi, ndt), non sa niente di come alzare la Kundalini. Non può risvegliarla, a meno che non diventi un sahaja yogi. Perciò, le persone nate realizzate che si credono chissà chi, dovrebbero capire che devono diventare sahaja yogi, diversamente non potranno essere efficaci, non potranno essere Kriyavati, non potranno entrare in azione.

Avete dunque ottenuto tutte queste cose dentro di voi: avete la completa conoscenza delle Deità; sapete perché vanno in collera, qual è il problema, a causa di quale peccato si adirano. Se io dicessi soltanto: “Non commettete peccato” finirebbe lì; voi chiedereste: “Che cos’è un peccato?”. A quel punto vi si dirà: “Non commettere questa e quella cosa”. Ma ora non si tratta soltanto di questo: se provate a fare dei trucchi, vi si ritorceranno contro. C’è un bandhan inevitabile di vostra Madre su di voi. Se provate a bere vomiterete; se fate qualcosa di sbagliato il vostro stomaco avrà problemi; se provate ad evitare Sahaja Yoga vi ci ritroverete. Infatti, malgrado non ve ne rendiate conto, avete percepito dentro di voi il fascino di Sahaja Yoga.

Ma c’è ancora un gruppo di persone che hanno ricevuto la realizzazione ma non sono ancora arrivate a quel livello. Ora, qual è la differenza fra loro e gli altri (sahaja yogi)?

Molto semplice: è il riconoscimento. Quanti non mi hanno riconosciuto, non saranno benedetti. Continueranno a girare e girare e girare. È necessario riconoscermi. Ora ci sono delle persone… direi che un ottimo esempio sono i discepoli di Sainath di Shirdi. Ora che lui non c’è più, credono in lui. Ma lui dov’è ora? Si rifiutano di credere nell’incarnazione presente, vogliono aver fede solo in qualcosa che è morto. Credono in Rama. Credono in Cristo: la maggior parte dei cristiani ha questo problema. Addirittura mi metteranno in relazione soltanto con Cristo, e se non ci riescono non potranno entrare in Sahaja Yoga. Oppure mi metteranno in relazione soltanto con Mosè o qualcuno del genere.

Voi dovete vivere nel presente e non potete concettualizzarmi. I vostri concetti sono limitati. Se nascete qui sarete cristiani, se nascete in India sarete indù, se nascete in Cina sarete cinesi con gli occhi così. Sareste potuti essere qualsiasi cosa.

Così, quando le vostre false identificazioni cominciano ad agire, ve ne accorgerete immediatamente, perché le vibrazioni cesseranno.

Le persone che sono in bilico, che non sono ancora stabilizzate completamente in Sahaja Yoga, che non hanno ancora acquisito pienamente i poteri, sono quelle che non riescono a riconoscere. E talvolta si sentono molto orgogliose del fatto di non poter riconoscere. È follia. Le vostre vibrazioni cominceranno a fluire all’istante, non appena mi riconoscerete.

Queste persone sono quelle che provengono da vari altri guru e cose simili. Per questa ragione hanno dei problemi, ma quando vengono in Sahaja Yoga ricevono la realizzazione…

[Interruzione nella registrazione]

…io sono (assoluta) generosità, direi, e tutti ricevono la realizzazione, qualunque possa essere la situazione. L’altro giorno è venuta persino una prostituta: anche lei ha ricevuto la realizzazione. E Sahaja Yoga dà anche una corda molto lunga: non perdete le vibrazioni facilmente se le avete ricevute come si deve.

Ma dopo (essere venuti in) Sahaja Yoga, che è la luce, ciò che accade è che iniziate a vedere tutti i difetti dentro di voi. A quel punto volete rinnegare Sahaja Yoga. Alcuni iniziano a sentire un formicolio; altri, che normalmente si sentono bene, in mia presenza cominciano a scuotersi o contorcersi. Avete visto che alcune persone, appena mi incontrano, diventano accaldate, hanno dolori di stomaco: questo perché, quando siete di fronte alla luce, iniziate a vedere voi stessi. E voi non volete affrontare voi stessi.

L’aspetto più importante è che coloro che non sono ancora stabilizzati in Sahaja Yoga, non sono disposti ad affrontare se stessi. Se lo facessero, si correggerebbero molto rapidamente perché c’è la luce, non vi identificate con i vostri difetti. Voi siete i medici, avete la luce e potete operare. E sapete anche come operare.

Se solo deciderete di affrontare voi stessi e di vedere veramente chi siete, tutti questi difetti si dilegueranno; ma voi non volete farlo. Ecco perché anche chi ha ricevuto la realizzazione, non vuole entrare (in Sahaja Yoga, ndt). Anche coloro che hanno sentito la brezza fresca non le danno molta importanza, perché se così fosse dovrebbero rinunciare al proprio ego con il quale si identificano da molti anni. Inoltre, dovrebbero vedere se stessi. Allora dicono: “No, non mi sento meglio, sento un pizzicore, accade questo, sento punture in tutto il corpo, com’è possibile? Sahaja Yoga non mi sta aiutando, mi sta facendo regredire”. Si metteranno a dare la colpa a Sahaja Yoga, invece di guardare agli altri che sono migliorati.

Ma chi state accusando? State accusando qualcosa che vi salverà. State accusando il vostro Salvatore.

È meglio che vediate i vostri problemi, i vostri difetti e cresciate. Essere molto gentili con se stessi significa liberarsi da tutti questi serpenti e scorpioni e da tutte quelle altre cose ancora in sospeso, e diventare puri. E la luce è arrivata. In questa luce voi dovreste iniziare a vedere la verità. Allora le vostre false identificazioni cadranno e si instaureranno le vere identificazioni; diversamente non è possibile. Dovete imparare ad affrontare voi stessi senza mai giustificarvi.

Ora, alcuni hanno l’abitudine di giustificare anche il proprio figlio o fratello, oppure la moglie o il marito. Così non li aiutate.

Inoltre, le persone negative hanno la caratteristica di associarsi. Due persone negative si uniranno sempre insieme per mettere su uno spettacolo. Mi sorprende che non abbiano qui un sindacato, diversamente si potrebbe avere un’associazione di persone negative contro Mataji. Intendo dire che ci si potrebbe trovare a dover affrontare una cosa del genere perché queste persone si uniscono sempre, e c’è una grande fratellanza, una grande fraternità fra le persone negative. Infatti avete visto che i ladri si aggregano sempre fra loro, sono molto amichevoli, mantengono tutti i segreti.

Ma se due persone rette si uniscono, il mondo intero può essere cambiato. Dovete capire che dovete cercare di unirvi a persone positive, altrimenti vi sarà impossibile sviluppare il vostro Sahaja Yoga. E non avvicinatevi a chi parla in modo negativo.

In questo Paese, però, vi è un’altra categoria di persone e, poiché domani sarete dei guru, voglio spiegarvi tutte queste tipologie. Queste persone non vogliono affrontare se stesse, ma lo evitano in molti modi. Uno di questi è che appena ottengono la realizzazione si mettono ad analizzarla. Qualsiasi cosa diate loro, si metteranno ad analizzarla. In questo Paese credono di poter analizzare tutto. Non so proprio da dove abbiano tratto questa idea. Potrebbero essere stati gli scienziati, gli psicologi o magari i cosiddetti intellettuali ad aver suggerito l’idea di dire riguardo a qualsiasi cosa: “Questo avviene per questa ragione”.

Ma voi non avete ancora gli occhi aperti, siete ancora bambini così piccoli, come potete analizzare tutte queste cose? Eppure vi mettete ad analizzare tutto, perché è successo questo, perché è accaduto quest’altro. Ma quando iniziate ad analizzare, a parlarne, a indagare, perdete ogni cosa. Ciò che dovete fare è riceverlo, assimilarlo, assorbirlo sempre più, esporvi ad esso. Non cercate i difetti in Sahaja Yoga, ma rendetevi conto che i difetti sono dentro di voi, e che possono essere corretti soltanto dall’amore Sahaja.

Vi sono addirittura persone che vengono a dirmi: “Madre, perché non ha fatto in questo modo? Madre, perché non ha fatto in quest’altro modo?”. Io credo di saper fare molto bene il mio lavoro. Cercano anche di insegnarmi: “Avrebbe dovuto fare così, avrebbe dovuto fare in quel modo.” Qualunque cosa si tenti, se uno è come “Jack in the Box”[3] avrà sempre queste uscite, perché è questa la sua natura. Cambiate dunque questa natura, rimuovete un po’ le vostre molle, calmatevi. E queste molle non sono altro che questa tendenza ad analizzare. Di queste persone se ne incontrano parecchie.

Come avvicinarle, dunque? Quel che ho fatto io con questi individui inclini all’analisi è ciò che voi dovete fare con loro. Ora ascoltate con molta attenzione. Se voi date la realizzazione a qualcuno e la persona sente la brezza fresca nelle mani, ma inizia a dire: “E allora? Sento, e allora?”, voi rispondete: “Non l’hai ottenuta pensando o analizzando, non è forse così?”. (L’altro dirà:) “No”. (E voi:) “Non le avevi mai avute prima (le vibrazioni)?”. (E l’altro dirà:) “No”. (Voi rispondete:) “Allora adesso le hai. Di cosa si tratta? Spiegalo! Non sai spiegarlo, quindi è qualcosa che ti è accaduto oltre il tuo potere del pensiero. È un potere superiore al tuo pensiero”.

Vedete, loro pensano che chi è senza pensieri sia uno scriteriato, sapete? Se parlate di consapevolezza senza pensieri, costoro ritengono: “Oh, significa che non pensate, quindi siete dei sempliciotti, dei primitivi”. Se non pensate vi considerano dei primitivi.

Ciò è accaduto grazie ad un potere di gran lunga superiore a voi. Pensando, che cosa avete realizzato? Pensando vi siete tagliati il naso, vi siete cavati gli occhi, vi siete mozzati le mani; avete sezionato tutto. E adesso farete scoppiare una grande guerra: che meraviglia, il pensiero!

Perciò, dite loro che non l’hanno mai ricevuta (la realizzazione, ndt) pensando, e che questo è un potere più elevato. Parlate delle capacità superiori che vi ha donato.

(Dite loro:) “Se volete far parte di quel potere più elevato, abbassate un po’ il potere inferiore del vostro pensiero”. In questo modo si convinceranno.

Ma se provate a dire: “Oh, non pensare”, risponderanno: “Cosa? Non pensare? È addirittura impensabile! Insomma, è così inutile!”. E questo è per affrontare queste persone egoistiche che pensano e non accettano nulla, nemmeno se sentono la brezza fresca. Così, gradualmente, li aiuterete.

Poi, in quanto guru, quali ora siete, avete tutta la conoscenza, tutto il potere ed il resto. Ma ciò che ci manca è la sicurezza e soffriamo interiormente di inerzia. Non so proprio come se ne andrà questa inerzia. Ma a volte anche le persone così inerti sono utili: si mettono nei cannoni da circo e si sparano fuori così possono mostrare le loro prodezze. Sono così inerti che nulla può disturbarle.

Voi però siete i miei figli. Io vi ho creati ad immagine di Gesù Cristo, di Shri Ganesha. Tutti i loro poteri sono a vostra disposizione. Ma questo è un punto nel quale a volte fallisco: non so come eliminare la vostra inerzia. Perché voi non avete praticato Sahaja Yoga, non avete eseguito alcuna pratica. L’avete ricevuto molto facilmente, a buon mercato.

Non ne comprendete il valore e volete adottarlo semplicemente come un’attività collaterale, sapete. Dovete disciplinarvi. Se non vi disciplinate…. Io lo lascio alla vostra libertà, perché ho sempre creduto nella libertà dei miei figli; infatti non li ritengo di livello così basso per cui io debba limitare la loro libertà con una sorta di sbarra, affinché non usino la propria libertà.

Voi siete assolutamente liberi. Se volete andare all’inferno, io vi darò un carro per andarci direttamente. Ma se volete andare in Paradiso, vi procurerò un vimana, un aeroplano, per arrivarci. Così, sta a voi diventare dinamici e avere fiducia in voi stessi. Voi conoscete ogni chakra, sapete risvegliare la Kundalini, sapete ogni cosa: assumetevene la responsabilità! E allora, chi se ne assume la responsabilità…

Sapete, io potrei essere molto in collera con tutti voi. Sarebbe molto semplice. Invece no, devo far sì che il lavoro sia compiuto.

Devo parlarvi gentilmente e qualche volta devo rimproverarvi. Devo chiedervi le cose a volte in un modo, a volte in un altro. A volte devo ammorbidirvi, altre volte devo mettere un po’ di olio e fare una cosa o un’altra, a volte devo usare del calore, altre volte freddezza. In qualche modo riesco a gestirli, a conquistarli e a trattarli in modo che siano qui.

Voi dovete trattare queste persone allo stesso modo, senza irritarvi con loro. Adirarsi è la cosa più semplice, sapete. Dopo non ci sarebbero più problemi. Se io mi arrabbiassi con tutti voi, avrei la mia pace e nessun problema. Ma voi dovete essere davvero molto, molto pazienti con tutti loro. Estremamente pazienti. Il vostro linguaggio deve migliorare: “Per favore”, “scusa”, qui avete molte espressioni, ma penso che abbiano perso il loro valore.

Così, giungiamo al punto che dobbiamo chiedere col cuore, sentire col cuore che dobbiamo salvare queste persone. Dobbiamo aiutarle. A volte poi è necessario anche rimproverarle, perché vi renderete conto che quasi tutte le persone negative sono le più grandi esibizioniste mai nate. Organizzeranno le più grandi sceneggiate possibili. Si metteranno in mostra al massimo.

Tutte queste persone devono essere salvate e trattate con molta pazienza.

Che Dio vi benedica.

……ognuno, individualmente, che cosa potete fare per Sahaja Yoga. Fate una lista di persone che avete intenzione di portare. Solo quelli che vanno in chiesa una volta all’anno, a Natale – c’è anche chi fa l’abbonamento ogni domenica – vanno bene, possono mettersi in fondo alla fila di Sahaja Yoga. Ma una simile retrovia può essere un peso, proprio un peso, a meno che non abbiamo una vera forza davanti.

Quindi dovete decidere se avete intenzione di essere soltanto un peso su Mataji, così: “Siamo venuti qui, mio padre è malato, mia madre è malata, mio fratello è malato”, o: “Procurami un lavoro e fai questo e quello… devo avere quest’altro…”. Tutte queste cose non hanno senso, sono inutili. Secondo me sono assolutamente inutili; non hanno significato, io non penso granché di loro.

Ma se ora dite: “Va bene, sono disposto a fare questo e quello”, anche voi dovreste parlare agli altri allo stesso modo: “Perché vi preoccupate di queste cose? Cosa c’è di tanto importante? Cosa dovete fare nella vita?”. Quando iniziate a parlare così, la vostra saggezza, la vostra grandezza, ogni cosa sarà apprezzata. I guru devono sapere da dove è provenuto il loro potere e devono correggere il loro ideale. Dovrebbero studiare me, il modo in io cui parlo alla gente, il modo in cui mostro completa ignoranza anche se so che sono orribilmente bloccati, e… Io non direi mai loro: “Tu sei posseduto” – mai – finché non scuotono proprio la testa e vanno assolutamente oltre. Non glielo direi mai personalmente. Allo stesso modo nemmeno voi dovreste improvvisamente dire a qualcuno che è posseduto, perché questo potrebbe assolutamente sconvolgere le persone. Qualsiasi risposta asciutta, qualsiasi risposta tagliente non sarà di aiuto. È una cosa che dovete capire, è una condizione di guru differente ed un modo di essere guru differente.

Dovete essere molto delicati e molto dolci, diversamente questi scriteriati fuggiranno tutti via e saranno distrutti. Non sanno di essere brave persone, dovete dirglielo voi, dovete parlare loro con dolcezza; dovete fare tutto, fare tutto il possibile, salvarli e riuscirci.

Oggi quindi dovete tutti fare una promessa: essendo tutti guru, voi dimostrerete di avere manifesto il vostro status di guru. Quando tornerò voglio vedere che cosa avete fatto al riguardo. Tutti voi dovreste dedicarvici.

Dio vi benedica.

Qualche domanda? Si può servire anche il cibo. Qualche domanda? Dovete fare domande, sapete? Infatti nel predicare Sahaja Yoga avete problemi.

Yogi: Madre, che cosa hanno le persone nate realizzate che noi non abbiamo, e cosa abbiamo noi che i nati realizzati non hanno?

Shri Mataji: I nati realizzati sono persone che furono realizzate molto tempo fa, prima di nascere in questa vita. Pertanto si purificano molto più velocemente di quanto facciate voi, in quanto loro hanno effettuato la purificazione anche prima, quindi si purificano molto velocemente. Normalmente non si dedicano a tutte le perversioni e tentazioni a cui cedete voi, e sono una categoria di persone molto differente.

Sono uniche e ciniche perché, quando nascono, scoprono che il resto della gente va nella direzione opposta e non sanno come rapportarsi con gli altri. Poiché non sanno come trattare gli altri e come gestire la situazione, diventano ciniche e hanno le proprie idee, e magari questi nati realizzati potrebbero anche sviluppare parecchio il loro ego. Normalmente non cedono a tentazioni – di solito – ma se lo fanno, faranno in modo di averle completamente. Invece, voi avete grandissime capacità per un motivo, e cioè perché voi conoscete la vostra realizzazione, essendo avvenuta nella vostra consapevolezza. Avete visto l’avvenimento nella vostra consapevolezza, quindi ne comprendete il valore.

Se nascete in una famiglia ricca non capite il valore della ricchezza. Ma se non nascete in una famiglia ricca e all’improvviso acquisite molte ricchezze, allora potete confrontare ciò che eravate con ciò che siete. Allo stesso modo, in Sahaja Yoga, quando non siete realizzati e ottenete la realizzazione, potete fare il confronto. E allora il valore della realizzazione è molto superiore per un sahaja yogi che per chi è soltanto un’anima realizzata.

Ci sono anche alcune anime realizzate che potrebbero comprendere, ma sono più individualiste, non sono così collettive come lo siete voi.

In secondo luogo, poiché voi in questa vita avete affrontato tutto questo e ricordate tutte le cose sbagliate che avete fatto, avete molta più compassione e comprensione per altri che hanno queste cose. Invece, le persone (nate) realizzate non hanno granché di questa pazienza con gli altri, ed hanno il loro modo personale di fare le cose. Se venissero in Sahaja Yoga potrebbero essere molto dinamiche e straordinarie, non v’è dubbio. Però costoro non accetteranno Sahaja Yoga con facilità, poiché pensano: “Noi siamo a posto, perché adesso dovremmo accettare qualcos’altro?”. Infatti, sono persone soddisfatte, diciamo. Però non possono aiutare l’umanità a meno che non imparino la tecnica.

Come un uomo, diciamo, molto abile, molto intelligente, un bambino nato molto intelligente che non ami andare a scuola: perderà però ogni altro aspetto della scuola, la disciplina della scuola, la completa conoscenza della scuola. Magari può essere a posto, insomma, è molto intelligente; però gli mancherà tutto questo, ciò che lui può acquisire correttamente dalla scuola.

A parte questo, a costui (una persona nata realizzata) manca quel rapporto affettivo con me. Poiché sono stata io a darvi la realizzazione, voi potete sentirmi molto di più di quanto loro possano farlo.

Se un figlio è nato da una Madre che non ha mai visto, quel figlio non potrà provare per la Madre quel sentimento che potete provare voi. Questa è dunque la cosa più grande che avete.

Se poi anche la persona realizzata, nata realizzata, cercherà di stare in Sahaja Yoga, anche lei svilupperà lo stesso sentimento; e allora inizierà a subentrare la gioia, poiché si inizia a vedere come vostra Madre si prende cura di voi in ogni momento, come crea il gioco e come crea la magia. Infatti ci si dimentica della Madre quando Lei… se non vi ho dato io la realizzazione, ci si dimentica di Lei. Si pensa: “Oh, sono già realizzato!”. In voi subentra qualcosa del genere.

Quale altra domanda?

Yogi: Probabilmente è una domanda sciocca, ma si può perdere la realizzazione del Sé? Si può perdere dopo averla data?

Shri Mataji: No, non è una domanda sciocca, non lo è.

Sapete, è così: quando diventate esseri umani, nascete come bambini umani, non è così? Ma se il bambino viene messo in compagnia delle volpi, cresce come una volpe. Allora non ha una consapevolezza umana, bensì la consapevolezza di una volpe, pur avendo il corpo di un bambino. Allo stesso modo, siete realizzati quando siete passati ad un’altra consapevolezza che è sovrumana. Ma se non le permettete di crescere correttamente, essa deve ancora crescere; e deve farlo, diversamente non si manifesterà. È questo il modo in cui si può perdere, nel senso che si deve rinascere ed essa può riemergere nuovamente.

E va persa in molti. Gli intellettuali: grosso problema. Non so. Infatti non avevo mai conosciuto prima gente così sciocca, sapete. Solo in questa vita vedo gente così stupida e idiota. Anche quelli che ricevono la realizzazione non ne comprendono il valore. Riuscite a pensare a gente del genere, in qualsiasi epoca!

Inoltre la realizzazione si può perdere, diciamo… dopo la realizzazione non si ha molta voglia di bere o altro, ma voi cercate di forzarvi e tentate ripetutamente di diventare persone cattive. Allora la Kundalini potrebbe non salire ed è per questo che, anche se c’è un’apertura, la Kundalini non salirà affatto. Può accadere. Ho conosciuto tanta gente così. Insomma, questo è qualcosa di davvero nuovo, sapete? Nel Kali Yuga tutto è così strano, ma questa è la cosa più strana. Davvero. Sono sorpresa. Io stessa mi sorprendo della gente che ha ricevuto la realizzazione e parteciperà ai programmi, darà la realizzazione ad altre dieci persone e poi tornerà indietro, perdendo tutte le sue vibrazioni. Ce ne sono. Una categoria davvero strana, sapete? Questo Kali Yuga ha creato tali combinazioni e permutazioni! Infinite. È impossibile comprenderle.

Dunque la domanda non è affatto sciocca poiché, sapete, la gente sciocca esiste. E la (Kundalini) si fissa laggiù.

È vero, è molto triste, ma lo è. Accade. Una categoria simile di persone, insomma, non potete pensare ad una categoria del genere. Intendo dire che non mi sarei mai sognata di incontrare gente così. Pensavo: “Quando darò loro la realizzazione saranno semplicemente dei sahaja yogi, bellissimo…”, sapete. E mi sono trovata qui, vedete… avete mai visto un frutto diventare un fiore?! Ah, insomma, davvero! (Risate) Non avevo mai saputo che fosse possibile questo capovolgimento; ma gli esseri umani con il loro ego possono fare anche questa inversione, ci sono riusciti (Shri Mataji ride). Sapete, dopo che un uovo si è schiuso e il pulcino ne è uscito, non può più tornare un uovo, non è così? Ma accade così negli esseri umani. (Risate, Shri Mataji ride)

È gente sciocca, figlio mio, lo so, hai ragione, è vero che si può perdere (la realizzazione). È andata persa in così tanti. Quindi dovreste parlare loro, è meglio; vedete, l’unico modo, (l’unico) vantaggio è che potete spaventarli. Dite: “Non fate così, altrimenti sarete perduti”. Allora saranno a posto. Se ci tengono; ma gli esseri umani sono diventati molto superficiali e non ci tengono granché. Se dite loro: “Non dovreste fare così, è sbagliato”, risponderanno: “Lo so, lo so!”. “E allora perché lo fai?”. “Lo so, lo so!”.

Ora, che cosa sapete voi? Non si sa come parlare a gente così. Alcuni di questi sono in procinto di finire in manicomio. O forse non ci sono ancora entrati e per questo ce li troviamo davanti. Alcuni di loro sono così. Mezzi stupidi o come li chiamate, gente di ogni genere. Una cosa dovete saperla, e cioè che quelli che cavalcano l’ego sono per lo più gli arcivescovi dell’idiozia. E se avete a che fare con degli idioti, non si sa cosa faranno. Quindi può essere.

Se vedete un idiota non sapete cosa stia combinando. Come potete capirlo? Per una persona sana di mente è molto difficile. Ma io l’ho visto accadere. Quando parlano sembrano molto assennati, ma sono idioti. Se date loro un diamante, dicendo: “Questo è un diamante, abbiatene cura”, loro lo getteranno via. E nel farlo penseranno: “Oh, sono stato molto distaccato. Non sono interessato nemmeno alla mia realizzazione del Sé”. Forse è questa la giustificazione. Io non posso spiegarlo, ma è vero. Però non ha importanza. Gestirò anche loro, dopo un po’ di tempo. Però sono grattacapi, sapete? Sono dei grattacapi. Quindi prima provate con parole più semplici, poi con quelle difficili. Provate sempre prima con parole più semplici.

Voi potete valutare mediante le vibrazioni, sapete ogni cosa; sapete qual è la vostra posizione e qual è la loro, grazie alle vibrazioni potete valutare le vostre conquiste, potete… insomma, voi conoscete i vostri ancoraggi, conoscete la vostra posizione relativa, sapete tutto. Quindi non ci sono problemi e sapete così tante cose.

Quale altra domanda?

Cosa succede?

Bala? Eccoti qui. Come ha detto Bala in una delle sue introduzioni, un uomo deve avere tre cose: una cosa rara è che nasca come essere umano. È molto raro. La seconda cosa rara è che abbia il desiderio di incontrare Dio, e la terza è trovare un buon guru. Qui sono accadute tutte e tre le cose e avete anche ottenuto la realizzazione.

Allora cosa stiamo facendo? Questa è la domanda. Intendo dire che tutto è avvenuto, insomma, c’è tutto! E ora cosa fate? Date la luce! Ora dicono, noi… Ora, io vi ho illuminati. E allora voi cosa fate? Date la luce! E basta! Mantenete pulita la vostra lampada e date la luce. Tutto qui. Niente altro è necessario. Ma non mettete la vostra luce in qualche angolo e nemmeno nascondetela sotto il divano.

Adesso stai meglio? Come stai? Bene. Ora stai bene? Tu? Bene. David?

David: Sì, Madre.

Shri Mataji: Oh. E quel David, sta bene anche lui?

Secondo David: Stavo solo pensando a ciò che Lei ha detto, Madre. Come possiamo aiutare le persone nate realizzate? Ma loro fanno i preziosi e non vogliono entrare in Sahaja Yoga.

Shri Mataji: Lo so, sono molto…

Secondo David: Come possiamo aiutarli?

Shri Mataji: Loro dovrebbero aiutare se stessi, David. Non assillatevi. Ora, questo vostro sig. Gent o Jent o come si chiama, sta cercando di studiare tutti i quattro yoga, come dite voi, e questa e quella cosa. Quindi che cosa sta facendo adesso?

Questo è Mahayoga, li contiene tutti; e adesso lui dovrebbe mettersi a fare queste cose. Non vuole proprio incontrarmi, lo evita. Che si può fare per lui? Guardateli. Lui è più sul sopraconscio, vedete?

E Raja Yoga e tutto il resto sono soltanto fandonie, tutte assurdità che hanno scritto, un totale nonsenso. Questo non è affatto Raja Yoga. È tutta un’appropriazione indebita e… non so come definirla. Vedete, come dicevo l’altro giorno, è scritto in sanscrito che quando la Kundalini sale, diventa Kriyavati, Gyanavati e tutto il resto.

Significa che diventa attiva e in voi subentra l’attività. Quindi, secondo i raja yogi, quando la Kundalini sale voi iniziate a saltare come scimmie. Non è così! Invece, il fatto che l’attività subentri in voi significa che iniziate a risvegliare la Kundalini degli altri.

Ed è così che hanno formato una grande, enorme area di questi cosiddetti raja yogi, i quali hanno detto che questo è Raja Yoga.

Yogini: Madre, possiamo lavorare sulla Kundalini delle altre persone mentre non ne sono consapevoli?

Shri Mataji: Sì, sì, potete risvegliarla, ma…

Yogini: Troviamo più facile fare così, poiché certe persone, nonostante vedano la bellezza di Sahaja Yoga, si rifiutano di entrarci o di averci a che fare.

Shri Mataji: Voi risvegliate loro la Kundalini, allora gradualmente verranno. Ma vedete, essi devono essere consapevoli della loro realizzazione, è un obbligo.

Yogini: Lo fanno. Ma mi sono imbattuta in alcune persone che dicono di sentirsi così cattive interiormente da non sentirsi ancora pronte per questo.

Shri Mataji: Ma voi dovreste ribattere: “In che modo giudicate voi stessi?”.

Yogini: Beh…

Shri Mataji: Potete anche dire così: “Anche io solevo dire la stessa cosa, è una moda. Ma ora il tempo del Giudizio è arrivato, che siate pronti o no”. Nessuno li tirerà fuori dalle tombe per giudicarli.

Yogini: Quindi, possiamo mettere…

Shri Mataji: Dite: “Lasciate (decidere) a noi se siete pronti o no”. Queste sono tutte mode, sapete. Questo è un nuovo stile: “Non siamo pronti. Sono molto cattivo, Madre. Sono un buono a nulla, sono inutile”.

Yogini: Madre, alcuni di loro sono molto giovani ed hanno la sensazione che avvicinandosi a Dio perderanno un po’ della loro libertà di giovani. Lei capisce… È molto difficile parlarne con indifferenza, ma… sto parlando della purezza della persona…

Shri Mataji: Questo è il problema. Dovreste dire loro che, sapete, la libertà è una cosa e la degenerazione un’altra. Sono due cose (diverse), occorre comprenderlo. Diciamo che abbiate in mano un aquilone, sì? Ce l’avete nella mano, ma se gli permettete di volare ovunque voglia, questa è degenerazione. Quindi, libertà significa che voi riuscite a manovrarlo, ad azionarlo, a condurlo dove volete: questa è la libertà. Allora siete liberi. Ma se siete nelle mani di queste cose, se vagate qua e là senza fondamento, è degenerazione, e per essa c’è sempre una punizione. Ad esempio vi stupirà sapere che nei Paesi occidentali la percentuale di persone impotenti è talmente elevata da risultare incredibile. Parlano così tanto di sesso, ne parlano, ma (all’atto pratico) non funziona. L’impotenza è molto diffusa in questi Paesi occidentali.

Le malattie, le malattie veneree provocate da queste attività sessuali indiscriminate, sono in percentuale così elevata che occorre prendere precauzioni. Vedete, se qualcuno dice: “Dammi la libertà di mettere tutte e due le mani nella presa elettrica”, è libertà?

E non capisco di quale libertà godano agendo in questo modo. Poiché esiste la gelosia, non si può andare con molte ragazze. Esiste la gelosia, quindi non si può andare con molti ragazzi. Si possono perpetrare degli omicidi, sapete. Perché in questi giorni le persone uccidono? Perché il loro ego è ferito. Inoltre, con tutto questo, qualsiasi commedia o rappresentazione si veda, si nota con stupore che c’è sempre un sentimento di… Nessuno dice: “Va bene, hai un (altro) fidanzato? Fai pure, ne sono molto contento”. Non ho mai sentito nessuno dire così. Non piace a nessuno, fa soffrire. Lo fanno in segreto, non possono farlo apertamente. Se fosse libertà si dovrebbe fare apertamente. Perché dovrebbe esserci segretezza? Si nasconderanno dall’uomo cui sono legate e lo faranno (il tradimento) in segreto. Non va bene. Ingannano se stesse, ingannano l’altra persona. È inganno, e questa non è libertà. Se un ladro entra e vuole scappare portandosi via qualcosa, dice: “Dovrei avere la libertà di portarmi via le cose”. È così!

Quando mettete gli occhi su qualcuno che appartiene a qualcun altro, rubate. Nell’ufficio anagrafe è sancito che questa persona appartiene a me, quindi è mia. Allo stesso modo, all’ufficio anagrafe si dice che, se siete la moglie di un certo uomo, allora vostro marito è il proprietario, e voi siete la proprietaria di vostro marito. Intendo dire che questo rapporto è fra voi due.

Se invece esiste una qualche sorta di relazione che viene instaurata da persone simili a ladri, allora la si mantiene segretamente. Capite ciò che intendo? Non è registrata da nessun’altra parte.

In ogni caso costoro diventano assolutamente spudorati, degenerati e poi, all’età di quarantacinque anni, finiscono tutti in case di riposo; sembrano tutti vecchi, decrepiti, disadattati, esclusi, e cos’altro, emarginati. Quindi, si deve affrontare la realtà con intensità. Anche l’amore deve essere intenso. Diversamente vi ingannate soltanto, facendo dei giochi. Vedete, vogliono solo giocare. Ciò non li conduce da nessuna parte. Dunque questa non è libertà, ma una buffonata. Significa prendersi gioco di se stessi. È solo una vostra identificazione. Libertà significa libertà dall’ego, non dalla saggezza.

Yogi: Madre, abbiamo i poteri di uccidere i rakshasa?

Shri Mataji: Certamente, li avete. Ne avete anche uccisi tanti. Questo è il minimo dei poteri che siete.

Yogini: [Chiede qualcosa relativo al fatto di usare il “mardini” dei mantra per distruggere la negatività, insieme al nome di qualcuno.]

Shri Mataji: Coniate un mardini con chiunque ed è finito. Vedete, è così: io ne ho il diritto, sapete. Io sono colei che li ha uccisi tutti, quindi sono autorizzata. Ne ho il titolo, vedete; se pronunciate il mio nome e titolo, loro sono subito distrutti. Tutti i loro poteri crollano, quindi pronunciate quello; ne avete ricevuto il potere. Diversamente come salverete questi seguaci di meditazione trascendentale, e i seguaci di questa e quest’altra cosa? Poveretti, sono nelle grinfie di questi orribili rakshasa.

Yogi: Allora sono distrutti? Non tornano sotto un’altra forma?

Shri Mataji: No, intendo dire… Vedete, hanno molti altri stili, ma sicuramente ne uccidete alcuni. Come in guerra, capite? Lì uccidete i nemici: uccidete il primo, poi il secondo soldato, il terzo, il quarto, così.

Yogini: Madre, che cosa fa lo shoebeat ad una persona piena di blocchi e di bhut? Se dovessimo shoebittare una persona piena di…

Shri Mataji: No, vedete, dovremmo distogliere un po’ il nostro interesse da queste e dar loro la fotografia. Lasciate che lavorino con la fotografia. Se non sono interessati alla foto, dimenticatevi di quelle persone. Non dovreste mostrare interesse nei confronti di gente non interessata alla fotografia. Vedete, questo è il modo migliore. Perché sprecare la vostra energia inutilmente?

Yogini: Che succede se queste persone sono in contatto diretto con noi, se ad esempio vivono con noi? Sa, non possiamo semplicemente ignorarle, cioè…

Shri Mataji: No, voi… se non vi ascoltano su queste cose, cercate di staccarvi da loro, e inoltre ditemi i loro nomi: me ne occuperò io.

(Risate, Shri Mataji ride)

Yogini (ridendo): Dico i loro nomi per liberarmene…

Shri Mataji: No, no, no. Dammeli per scritto (i loro nomi). Dammeli per scritto e dammi una loro fotografia. Allora me ne occuperò io.

 Yogi: Io vivo con qualcuno così.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Io vivo con qualcuno così.

Shri Mataji: Davvero? Se… tu dammi i nomi (Shri Mataji ride).

Yogi: No, Madre, vivo con loro da sei anni.

Shri Mataji: Sì, ma dammi i nomi e la loro fotografia, me ne occuperò io.

Posso avere il mio maglione? È qui.

Yogi: No, intendo dire, non è necessario, Madre.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Non è necessario, sa?

Shri Mataji: Non è assolutamente necessario. Dimenticali. Vedi, per prima cosa non è necessario farlo. La seconda cosa è che voi imparate, sapete: sono buoni soggetti dai quali imparare. Diversamente, come saprete che tipo di persone sono?

[Il mio maglione? Il maglione? Oh, lì. Cos’è accaduto al biryani? Il loro primo tentativo è stato il biryani (Shri Mataji ride) e mi hanno chiesto la ricetta, e – Dio li salvi – ho detto loro di non provare tutte queste cose; ma loro hanno detto che lo faranno. Quindi devono aver fatto qualcosa. Datemelo.]

Vedete, solo fra voi potete scoprirlo. Proprio ora stanno parlando di come Kuli ha risposto alla domanda. Non preoccupatevi. [Chi c’è?] Voi vivete con le pietre e vivete con tantissime altre cose. Semplicemente…

Yogini: Madre, Lei non pensa che i bambini, con la loro innocenza, abbiano maggiori possibilità di ricevere la realizzazione più rapidamente degli adulti?

Shri Mataji: I bambini?

Yogini: Sì.

Shri Mataji: Sì, possono. Però intendo dire che alcuni bambini possono essere molto sgradevoli, possono essere orribili.

Potete chiudere la finestra?

Yogi: Meglio chiudere la tenda.

Shri Mataji: È meglio, ditegli di farlo. No, no, penso sia meglio… siediti, siediti. Kya hala tumhara. Aap teek ho gay?

Rustom: Ora, Madre, quasi. Al cento per cento.

Shri Mataji: Sì? Al cento per cento. Sab pal tumha kya ha le. Aap teek ho gay? Bal tum lo gay si dira dev chalte ho…

[Shri Mataji continua in Hindi e si rivolge in marathi ai sahaja yogi del Maharashtra in fondo alla stanza]

Non riescono a sentirmi.

Rustom: Mataji, dobbiamo portare qui il khana ai Suoi piedi?

Shri Mataji: Come?

Rustom: Dobbiamo portare il cibo dinanzi ai Suoi piedi?

Shri Mataji: Come? Cos’è?

Rustom: Dobbiamo portare il cibo qui, dinanzi ai Suoi piedi?

Shri Mataji: Va bene, se volete. Non è necessario. Fate una cosa, prendetelo voi.

Yogi: Lo mischio con qualcosa?

Shri Mataji: No, va bene così. Posso versarlo in qualcosa così che possiate… versalo dentro. Sì, grazie.

Molto buono. Rustom? Lo hai cucinato molto bene.

Rustom: Le signore dovrebbero essere ringraziate, Madre. Maureen e Cathy.

Shri Mataji: Buonissimo. Ci vuole un po’ di sale.

Rustom: Ah, è vero, l’ho pensato anch’io.

Shri Mataji: Buonissimo. [Marathi]

È così che ci incontriamo tutti e ci amiamo l’un l’altro e… bello, vero?

Yogi: Djamel avrà alle calcagna un esercito di ayatollah. [Shri Mataji ride]

Djamel: Madre, avevo intenzione di suggerire (…) qui intorno, perché tutti gli ayatollah saranno catturati dagli americani.

Shri Mataji: Sai, devo dire che sono rimasta sorpresa che, grazie a te, il vostro presidente abbia fatto qualcosa al riguardo. È molto diverso. Sai, lui ha aiutato in qualche modo il presidente Carter, perché quest’ultimo lo ha molto ringraziato. Il vostro presidente algerino[4].

Djamel: Perché non supportava i…

Shri Mataji: No, ha detto qualcosa per cui lui… non so, hanno scritto che per “motivi sconosciuti” il presidente Carter ha ringraziato il presidente algerino.

Ma che ne pensate di questa moschea? Cosa fanno lì? Chi potrebbero essere queste persone?

Yogi: Potrebbero essere i Fratelli (Lefri?).

Altro yogi: È un nuovo messia, Madre. Un altro.

Djamel: Penso che siano probabilmente dei Fratelli Musulmani, sa: loro…

Shri Mataji: Dei…?

Djamel: C’è una setta chiamata “I Fratelli Musulmani”, sa, sono molto estremisti.

Shri Mataji: Più di questi?

Djamel: Oh, certamente. Più di questi ayatollah.

Shri Mataji: Di quale Paese sono? Di…

Djamel: Oh, sono ovunque, soprattutto in Egitto.

Yogi: Egitto.

Shri Mataji: Ma gli egiziani sono contrari a questo.

Djamel: Li abbiamo soprattutto in Algeria, ma non sono ben considerati (…).

Shri Mataji: Cosa fanno, uccidono e altro?

Yogi: No, hanno soltanto i loro comportamenti fanatici, sa? E a volte possono essere violenti. Ad esempio, in Egitto lo sono stati in passato.

Shri Mataji. Sì. Intendo dire, hanno con sé armi e altro?

Djamel: No, no, no, generalmente no. Ma sono capaci… se qualcuno prova a guidarli, a condurli, in un modo o in un altro possono…

Shri Mataji: Come noi abbiamo avuto…

Djamel: …organizzare molti colpi di stato.

Shri Mataji: [Il dhal invece è molto salato, diteglielo. Quindi, se lo mischiate con il dhal non serve aggiungere sale].

È qualcosa di simile ad Anand Marg che avevamo in India.

Djamel: Ma nessuno… In Algeria, gli iraniani non piacciono più veramente a nessuno.

Shri Mataji: Come?

Djamel: Questo ayatollah non piace più.

Shri Mataji: Penso sia così.

Djamel: No, penso…

Shri Mataji: Insomma, hanno davvero insultato Dio!

Djamel: Intendo… sa, lui pensa che Dio sia solo per i musulmani.

Shri Mataji: Oh, guardate i nostri pachistani. Sapete, gli americani hanno sempre supportato il Pakistan e il Bangladesh contro l’India. Gli americani hanno la specialità di sostenere sempre la gente sbagliata. (Risate) Poi si ritirano, ma non capisco mai perché facciano così.

Yogi Beh, ma sa perché? È perché i musulmani di solito si oppongono ai russi, e per questo loro (americani) apprezzano i musulmani. Ma vede, questa volta non ha funzionato. Sa, si ritiene che comunismo stia per ateismo…

Shri Mataji: No, è un modo di dire molto generalizzato che, in quanto musulmani, saranno contro i russi, o per i russi, o per gli americani.

Yogi: La maggioranza è contraria ai russi perché loro, insomma, sono contro… perché quando Lei diceva…

Shri Mataji: Perché non credono nella religione.

Yogi: Sì. Ogniqualvolta qualcuno parla di comunisti, automaticamente significa atei.

Yogini: Ateismo, sì.

Shri Mataji: Ma sono sempre stati contro l’India. Gli americani sono stati molto contrari all’India e contrari al favorire questi due Paesi in campo internazionale; anche Ceylon [lo yogi dice qualcosa], anche Ceylon, sapete.

Hanno creato tutti i nemici che l’India deve affrontare. Se soltanto la gente timorata di Dio deve essere sostenuta, allora gli indiani sono molto timorati di Dio. Gli americani no.

Yogini: Madre, possiamo usare un po’ di quel sale per il nostro cibo?

Shri Mataji: Come?

Yogini: Possiamo usare un po’ di quel sale?

Shri Mataji: …È buono, vero? Hanno scritto tutto.

Yogi: Questo è il primo puja in cui cantiamo qualcosa bene, Madre.

Shri Mataji: Come?

Yogi: È stato il primo puja qui in cui abbiamo cantato qualcosa bene.

Shri Mataji: Gavin si esercita. Sono rimasta davvero incantata e, devo dire, davvero piacevolmente sorpresa di come avete cantato l’aarti in marathi. Come l’avete avuto? Io sono proprio…

Yogini: L’abbiamo trovato quando eravamo in India.

Shri Mataji: Capisco.

Gavin: Avevamo anche una registrazione, così abbiamo controllato.

Shri Mataji: (Ride) Bene. E queste signore del Maharashtra? Se ne sono andate? Oppure sono qui?

Yogi: Sì, c’erano.

Shri Mataji: Come?

Yogi: No, sono in fondo, Madre.

Shri Mataji: Hanno portato qualcosa… [Madre parla in marathi con le signore in fondo] Tutti dovrebbero avere qualcosa da mangiare.

Il Nabhi sta vibrando molto. La parte inferiore del Nabhi.

Kuli, un po’ di acqua per me, acqua da bere.

Yogi: Madre, come possiamo aiutare le persone nate realizzate che meditano con la fotografia…

 Shri Mataji: Cosa?

Yogi: Come possiamo aiutare le persone nate realizzate che meditano con la fotografia ma non riescono a sentire le vibrazioni?

Shri Mataji: Non riescono a sentire?

Yogi: Non riescono a sentire la brezza fresca.

Shri Mataji: Come fai a dire che è un’anima realizzata?

Yogi: Da lui sento provenire fresco sul palmo.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Sento fresco sui palmi da questa persona.

Shri Mataji: Ma lui no. Se lui non mi accetta, non può sentire la brezza fresca emanare da me.

Yogi: Questa persona in particolare ha sentito fresco, la brezza fresca, una o due volte. L’ha solo sentita e poi non molto…

Shri Mataji: Significa che deve accettarmi molto di più.

Yogi: Prego?

Shri Mataji: Deve accettarmi. Deve accettarmi molto di più.

Yogi: Questo potrebbe essere il problema, Madre, perché in realtà questa persona non ha ancora avuto l’opportunità di incontrarla.

Shri Mataji: Ma allora è così che la otterrà: quando mi incontrerà.

Yogi: Quanti vegetariani?

Shri Mataji? Vedi, quando mi incontrerà, dovrà accettarmi. Se non mi accetterà non potrà sentire la brezza fresca. Le deità lo sanno. Le deità lo sanno. Vi farò un semplice esempio: abbiamo avuto a casa nostra un visitatore, si chiamava… come si chiamava? Shaha. Qual era il nome del tuo amico, Mukud?

Yogi: Mukuncha.

Shri Mataji: Mukuncha, Mukuncha. Lui ha ricevuto la realizzazione e tutto il resto, era un sahaja yogi ed è venuto a trovarmi, ma io stavo facendo il bagno. Lui salì di sopra dove si trovava questa (statua, o immagine di) Ganesha. E lui iniziò a sentire le proprie vibrazioni ma non riceveva vibrazioni (da Ganesha, ndt), niente. Rimase sorpreso e ne fu scioccato. Si chiese cosa fosse successo, perché avesse perso tutte le sue vibrazioni. E Ganesha non gli dava vibrazioni. Allora scese di sotto – io avevo finito il mio bagno – e disse: “Madre, non so. Che cosa…”. Non toccò nemmeno i miei piedi, tanto era spaventato.

“Ho perso le mie vibrazioni, non riesco a sentire vibrazioni emanare da Ganesha!”. Ed io: “Davvero?”. Rispose: “Sì!”. Gli dissi: “Tocca i miei piedi e poi vai a verificare”. Toccò i miei piedi e risalì di sopra, e le vibrazioni erano a posto. Gli dissi: “Lui mi conosce. Per prima cosa devi toccare i miei piedi, diversamente nemmeno lui ti darà vibrazioni”.

Yogi: Madre, questa persona di cui parlavo vive in Scozia, abbastanza lontano, quindi è difficile. E non se la passano bene, vivono con le indennità previdenziali. Quindi questa persona non può venire a vederla.

Shri Mataji: Andrò a Glasgow, qualche giorno. E digli di accettarmi sempre più. Allora le sue condizioni miglioreranno. Perché vivono con le indennità previdenziali?

Yogi: Sono una signora e suo marito e vivono con le indennità previdenziali. Lui è sordo ed è difficile per lui trovare lavoro in Scozia.

Shri Mataji: Non hanno un lavoro? Dovrebbero cercare un lavoro. Inoltre, le persone che prendono indennità previdenziali non ricevono vibrazioni. È assolutamente vero. Sapete, non dovete essere parassiti a carico della vostra società.

Yogi: Madre, lui non è un parassita. Sta cercando di trovare dei lavori lì. Ma a causa della sua infermità, della sua sordità…

Shri Mataji: No, una volta ogni tanto va bene se voi… ma dovete cercare di trovare un lavoro, intendo dire che a lui non dovrebbe piacere quel tipo di vita. Va bene? Quindi digli entrambe le cose, che deve trovarsi un buon lavoro, e… in questo Paese non è difficile guadagnare denaro, veramente non è troppo difficile.

Yogi: Lo è in Scozia, è molto più difficile di qui, Madre.

Shri Mataji: No, intendo dire…

Yogi: Lì c’è carenza di posti di lavoro, specialmente per le persone…

Shri Mataji: Qui potete fare soldi anche badando ai bambini. Potete. Vedete, se volete vivere di… poiché avete questa assistenza sociale, voi ne dipendete.

Yogi: Dirò loro di non farlo, Madre…

Shri Mataji: Ma non dirglielo in quel modo, o si sentirà ferito. Digli soltanto: “Mataji ha detto che dovresti cercare di accettarla maggiormente e ti procurerà un lavoro”. Lui troverà il suo lavoro. [Posso lavarmi e asciugarmi le mani?]

Yogi: In realtà era la moglie che meditava…

Shri Mataji: Come?

Yogi: In realtà era la moglie che meditava, e credo che anche suo marito sia nato realizzato, ma non medita regolarmente. Però ha la brezza fresca.

Shri Mataji: Oh, capisco. Capirà, non preoccuparti. Come si chiama?

Yogi: Il nome del marito è Tom.

Shri Mataji: Tom.

Yogi: La moglie è Jetta.

Shri Mataji: Come?

Yogi: La moglie si chiama Jetta.

Shri Mataji: Jetta. Bene. Vedi, devono accettarmi, è l’unica cosa. Molte persone ricevono vibrazioni da Gavin, per dire, ma non da me. Ce ne sono alcuni così!

Yogi: Scusi, Mataji?

Shri Mataji: Sì.

Kuli: Ho detto a un uomo: “Verifichi se sente vibrazioni emanare da questa fotografia”, sa? Ha risposto: “No, non credo nelle fotografie”. Allora poi, per scherzare, gli ho detto: “Verifichi se le sente da me”. E lì è stato disponibile, ma non era disposto a rivolgere le mani verso la fotografia.

Shri Mataji: Visto? Lui ci sta raccontando un esempio concreto. Sta dicendo che c’era qualcuno al quale lui ha chiesto: “Perché non verifichi se senti le vibrazioni che provengono dalla fotografia?”. Costui ha risposto: “Io non credo nelle fotografie e non sentirò”. Allora lui gli ha detto: “Bene, rivolgi le mani verso di me e verifica se senti la brezza fresca”. Allora costui ha rivolto le mani verso Kuli, però non ha voluto rivolgerle verso la fotografia. Anche se Kuli le metteva, lui non ha voluto.

Kuli: Sa, gli ho detto: “Io l’ho ricevuta dalla fotografia”, ma lui non ha voluto rivolgere le mani verso di essa.

Shri Mataji (ridendo): Tipico. Ne abbiamo un altro in India. Come Rajesh: lui ha due cognate che hanno detto: “Noi sentiamo la brezza fresca emanare da te, ma non…”.

[Fine della registrazione n°1 lato A]

[Registrazione n°2, lato B: Guru Havan. Shri Mataji spiega i nomi in sanscrito del Guru mentre vengono letti da Rustom.]


[1] Perfetta incarnazione dei limiti imposti dalla moralità (maryada).

[2] Bhanu = sole.

[3] “Jack in the Box”: è un gioco-scherzo fatto con la testa di un clown attaccata a una molla e pressata dentro una scatola: quando si apre il coperchio, la molla spinge fuori la testa del clown che ride.

[4] La crisi degli ostaggi fu una crisi diplomatico-politica sorta fra gli Stati Uniti (il presidente era Carter) e l’Iran, quando furono presi in ostaggio 52 membri dell’ambasciata statunitense a Teheran, dal 4 novembre 1979 al 20 gennaio 1981, dopo che un gruppo di studenti aveva occupato l’ambasciata durante una fase della rivoluzione iraniana. La crisi terminò con la liberazione degli ostaggi grazie a un accordo favorito dall’Algeria e firmato ad Algeri. L’intesa prevedeva la liberazione degli ostaggi, lo scongelamento dei fondi iraniani depositati presso banche americane e bloccati all’indomani dello scoppio della crisi, la riaffermazione del principio di non ingerenza. Gli ostaggi furono materialmente liberati il 20 gennaio 1981, immediatamente dopo l’insediamento di Ronald Reagan a presidente degli Stati Uniti. Essi furono formalmente consegnati in custodia all’ambasciata algerina a Teheran che li fece espatriare e li riconsegnò alle autorità americane.