Trasformazione, Consigli dati alla meditazione del mattino

(India)

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(01/2017 SOTTOTITOLI)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Trasformazione

 Consigli dati alla meditazione del mattino

 Seminario di Bordi Shibir (India), 27 Gennaio 1980


Tutti, quando sono arrivati qui, si sentivano molto bene e felici ed avevano la sensazione di avere le vibrazioni a posto; ma non era così.

Quindi siate vigili: chiedete agli altri di verificare il vostro stato, siate umili al riguardo. Dovete verificare continuamente. Se non verificate qual è il vostro stato, come saprete dove avete un blocco?

Chiedete agli altri di verificare il vostro stato (vibratorio) e siate umili, molto umili su questo punto. Non date tutto per scontato perché, se non trasformiamo noi stessi, Sahaja Yoga non ha alcun significato per voi.

Vedete, potrebbe essere un modo molto materiale di manifestare Sahaja Yoga, nello stesso modo in cui questa radio, questo transistor o questo altoparlante si limitano a diffondere (la voce).

Dobbiamo renderci conto che Sahaja Yoga non consiste semplicemente nel far passare l’energia attraverso di noi come fanno tutte le altre cose materiali. Questo microfono fa passare energia, questo transistor fa passare energia e tutte le altre cose simili fanno passare energia; (ma) niente entra in esse.

Come un artista che canti senza che niente passi nella radio. Analogamente, se la vostra energia inizia a fluire (solo) perché in qualche modo la Kundalini è stata connessa alla sorgente, essa non avrà svolto il suo lavoro e voi non avrete reso giustizia a voi stessi.

Dovete dunque assorbire questo flusso del Gange in voi, assimilarlo e trasformare voi stessi. Il Gange scorrerebbe (comunque) ma, se scorre attraverso un’area pietrosa, le pietre non assorbiranno nulla dal fiume Gange.

Se invece esso scorre in una terra fertile, tutti faranno uso di quell’acqua. Quindi dovete fare uso della vostra Kundalini trasformando voi stessi. Cercate di trasformarvi.

Osservate quanto vi trasformate.

Ora, le aspettative riguardo alla Kundalini diventano, diventano così, così sahaja, come le definiscono in modo molto bizzarro (perché sahaja significa spontaneo, senza sforzo; ma qui per alcuni sahaja yogi acquisisce il bizzarro significato di una Kundalini che risolverebbe tutti i problemi, senza il minimo impegno o contributo dello yogi stesso, ndt), nel senso che si pensa che la Kundalini debba fare tutto da sola, e se anche noi siamo pietre su entrambi i lati la Kundalini risolverà tutto; ma questa è un’idea davvero molto sbagliata.

Se il fiume Gange scorre dovete andare al fiume, dovete riempire le vostre brocche; dovete avere delle bellissime brocche, dovete portarle; e poi dovete riportarle a casa e usare l’acqua per arricchire il vostro cibo, la vostra famiglia.

Analogamente, se non riuscite a trasformare voi stessi, se non lo fate, se non riuscite a cambiare voi stessi, questa Kundalini rimarrà una linea sottile e voi continuerete a prendere blocchi e non ci saranno grandi progressi. Il progresso deve mostrarsi all’esterno.

Coloro i quali pensano che recitando mantra dalla mattina alla sera conseguiranno molto, sono tristemente in errore: in quel modo è tutto meccanico. Molte persone hanno l’abitudine di urlare mantra continuamente. Non è un rituale.

I mantra dovrebbero aprire i vostri chakra, altrimenti non hanno significato. Dovrebbero essere usati correttamente nei punti chiave con grande rispetto, con grande consapevolezza e, allora, permettete loro di aprire i vostri chakra con i quali assorbite l’acqua di quella cosa straordinaria conosciuta come Kundalini.

La più grande benedizione vi arriverà dal Suo amore. Ma non come pensa la gente, ossia senza che debba avvenire nessuna trasformazione.

Se vi identificate con il vostro ego pensando di essere a posto, siete tristemente in errore. Dovete trasformarvi completamente dentro di voi.

Alcune persone, se le loro condizioni cambiano, si sentono molto bene e pensano di essere arrivati all’apice.

Non è così, sono soltanto le condizioni che sono mutate, è soltanto l’atmosfera che è mutata e che vi fa pensare di avere acquisito qualcosa di grandioso.

Dovete essere in quello stato ovunque vi troviate. Dovrebbe essere conservato e permanere.

Tuttavia, venendo in un luogo più tranquillo potete prestare maggiore attenzione: ecco perché siete qui. Ma se venendo qui vi limitate a star bene pensando di aver raggiunto tutto, allora è… vi sbagliate di grosso.

Dovete crescere in questa atmosfera, dovete venire qui per crescere e trasformarvi, per essere persone completamente diverse.

Non identificatevi con il vostro ego e non accontentatevi di sentirvi “veramente bene”. Non è quello il modo di considerare le cose. Dovete trasformare voi stessi e osservare da soli: qual è il vostro comportamento? Come vi sentite riguardo alle cose? Avete una nuova visione delle cose o no?

Ora, la cosa peggiore che proviene dall’ego è l’ostinazione, la vostra ostinazione.

La gente ostinata è molto difficile e fiera della propria ostinazione e continuerà a dire: “Sì, sono ostinato”. Che si può fare? Se vi inorgoglite per tutte queste cose assurde, allora portate il peso di queste pietre sulla vostra testa in questa vita, nella prossima vita e in molte vite a venire che avrete.

Tutte queste pietre devono essere lasciate cadere immediatamente e dovreste scrollarvele di dosso perché dovete realizzare la vostra bellezza.

Avete visto il modo in cui un fiore si libera di tutto ciò che non è necessario, sboccia, fa capolino, si schiude semplicemente per dare fragranza agli altri.

Se volete dare fragranza agli altri, quanta fragranza c’è in voi? C’è fragranza in voi per dare fragranza agli altri?

È questo ciò che occorre scoprire e fare. Anzitutto, quanto sapete amare gli altri? Quanto sapete adempiere il vostro dovere di marito, di moglie, figlio, padre, madre, qualsiasi cosa?

Non è come alcuni intendono Sahaja Yoga, ossia starsene sospesi da qualche parte per aria e dire di essere a posto.

Certamente, ci sono persone difficili e relazioni difficili, ma un sahaja yogi deve avere una visione molto distaccata di tutto, dovrebbe essere in grado di correggere tutti i problemi esistenti e assumere una visione molto decisa e severa nei confronti di quanti non sono sahaja nella loro famiglia e intorno, e rimproverarli: “Che cosa fate? Avete intenzione di continuare così per tutta la vita e morire con questo, con tutto questo peso sulla vostra testa? Oppure avete intenzione di liberarvene?”.

Prima di tutto, però, dovete essere a posto voi.

Ora, nel nostro essere abbiamo mana che, dal lato sinistro, passa al lato destro (della testa) e va dietro; e abbiamo anche ahankara che è l’ego, che sale lungo il lato destro e va dal lato destro al lato sinistro (della testa), venendo davanti e passando al lato sinistro del cervello.

In mezzo a queste due formazioni che abbiamo, ego e super-ego, manas e ahankara, abbiamo buddhi, l’intelligenza, al centro.

Se però questa intelligenza non è equilibrata dalla saggezza, da subuddhi, può essere molto pericolosa. Inoltre, essa registra tutto ciò che fate. Lei sa ciò che fate.

Ma se vi identificate con il vostro ego o super-ego, la buddhi non può andare molto in là. All’inizio può provare a dirvi che una certa cosa è sbagliata, che non dovreste andare in un certo posto, che non dovreste fare una certa cosa, ma poi diventa muta.

Quindi dovete stare molto attenti anche riguardo alla vostra intelligenza. La vostra intelligenza improvvisamente ammutolisce, non vi aiuta. A quel punto prendono il sopravvento l’ego o il super-ego.

Allora tutti i vostri pensieri, tutta la vostra comprensione si allineano con l’ego e voi andate avanti così senza rendervi conto di dove state andando, di ciò che fate.

Pertanto, dato che ci troviamo in questo luogo, decisi ad avere una bellissima sessione di Sahaja Yoga, è importante per tutti noi, quando ce ne andremo, capire quanto saremo cambiati.

Diversamente, ogni volta ci sarà un puja, un havan e altro: ma qual è il progresso in noi? È questo che dovremmo verificare. È come il percorso di una formichina in un minuto o è molto di più?

Il progresso è lento perché noi non vogliamo trasformarci. Cercate in ogni momento di trasformare voi stessi.

Ho notato che chi è vissuto da ippopotamo, vive da ippopotamo. Quelli che vivono come iene rimarranno iene. Continuano a rimanere con le loro identificazioni sentendosene molto soddisfatti, il che è molto sbagliato.

Dovete sbocciare, sbocciare come fiori. Modificatevi, trasformate voi stessi!

Questa trasformazione vi aiuterà. È come innescare una nuova dimensione di vita.

Finché non apparirà questo scatto, la vostra vita non ha significato, Sahaja Yoga non ha alcun significato per voi. Quindi fate del vostro meglio per innescare questa trasformazione ogni minuto della vostra vita: allora sarete stupiti dell’arricchimento della (vostra) vita.

Qualsiasi cosa io possa provare… proprio ora vi ho purificati proprio tantissimo, penso. Vi ho purificati su e giù, moltissimo. Vero? Ma, nonostante ciò, adesso sta a voi mantenere quello stato.

Per prima cosa, non penso che la vostra attenzione sia del tutto a posto. Per questo avete il Nabhi destro e il fegato bloccati. L’attenzione deve essere su un lato[1]; ma se continuate a muovere la testa, a spostare la vostra attenzione, non potete essere in Nirvichara.

Per conservare Nirvichara, dovete anzitutto rendere stabile l’attenzione e, una volta stabilizzata, dovete fare in modo di rimanere in Nirvichara. Riponete tutti i vostri pensieri in questo flusso di Nirvichara ed esso risolverà il vostro problema.

Ma la trasformazione è uno stato sicuramente positivo, in cui vedete voi stessi.

Voi osservate, vedete voi stessi; diciamo che, ad esempio, vi chiamiate Nirmala. Allora dite: “Oh Nirmala, è forse questo il modo di considerare le cose?”.

Trasformazione significa identificare voi stessi con quel Sé (Atma, Spirito, ndt) che vi osserva.

Una volta che iniziate ad identificare il vostro sé (individuale, ndt) con quel Sé, e a dire qualcosa (al fine di correggersi, ndt) a questo sé (individuale, ndt) che è Nirmala, vi separate (ossia il Sé superiore, lo Spirito, inizia a separarsi dal sé individuale, inferiore, e ha luogo una sempre maggiore identificazione con il Sé superiore, ndt); a quel punto ha inizio la trasformazione.

Infatti, prima dovreste osservare e poi dovreste identificarvi con quel Sé affinché avvenga una trasformazione interiore.

Diversamente porterete soltanto in voi un po’ di energia con la quale potreste fare piccoli miracoli, potreste alzare la Kundalini (delle altre persone, ndt).

Ma, e voi? Rimarrete al punto in cui eravate.

È dunque importante, quando si viene in un luogo come questo, (capire) che non dobbiamo lasciarci trascinare da qualcosa di molto esteriore e assolutamente di nessun valore per Sahaja Yoga.

Più avanti nella giornata vi dirò come risvegliare i vostri diversi poteri ma, per ora, penso che occorra decidere che ripartiremo da qui completamente trasformati in personalità nuove.

Che Dio vi benedica.


[1] Qui il senso potrebbe essere che l’attenzione dovrebbe essere rivolta, diretta in una direzione, senza essere dispersa qua e là; ma a livello più sottile potrebbe più probabilmente significare che l’attenzione deve essere al centro, oltre i pensieri (Nirvichara).