Programma Pubblico, Il significato di Sahaja Yoga

Caxton Hall, London (Inghilterra)

1980-03-08 1 Meaning Of Sahaja Yoga 1, 38'
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1980-03-08 1 Meaning Of Sahaja Yoga 2, 40'
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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Il significato di Sahaja Yoga

Programma Pubblico

Caxton Hall, Londra (GB), 13 Marzo 1980


Molti di voi, qui, sono sahaja yogi: ciò significa che avete conosciuto Sahaja Yoga. Inoltre, molti di voi sono anime realizzate e tanti di voi hanno raggiunto un grande livello interiore.

E molti di voi hanno preso molto bene su di sé la grazia divina, il suo funzionamento, il suo modo di operare e la sua manifestazione.

Doveva essere così: doveva funzionare in questo modo. Gli esseri umani devono evolvere. Devono evolvere, è il piano di Dio; indubbiamente lento, in quanto è un processo vivente. Non è niente di artificiale. Deve accadere dentro di voi. Proprio oggi vi ho detto che, se anche potete conoscere Sahaja Yoga, se anche potete avere appreso molte cose su di esso, tuttavia dovete divenire: divenire è il problema.

Poiché oggi ci sono molti sahaja yogi e pochissime persone nuove, prima di tutto dirò ovviamente alcune cose su Sahaja Yoga e poi vorrei parlarvi di come divenire, ciò è molto importante.

Deve iniziare una nuova fase, in Sahaja Yoga.

La prima cosa è che cos’è Sahaja Yoga.

Sahaja Yoga significa “nato con voi”. “Saha” significa con e “ja” significa nato. Questo diritto di unirvi con Dio è nato con voi. Appena nascete come esseri umani, avete questo diritto.

Ed è per questo che gli esseri umani ricercano: essi sono in qualche modo consapevoli di questo diritto.

Ora, noi abbiamo molti testi. Possiamo definirli scritture sacre, quelle che hanno parlato del regno di Dio; hanno parlato dell’Energia Onnipervadente; hanno parlato di Dio Onnipotente; hanno parlato dello Spirito Santo, che in sanscrito chiamiamo Adi Shakti.

Tutti quanti hanno parlato della vostra rinascita, del fatto che dovete nascere di nuovo.

Ma con l’avvento della scienza, si è avuta soltanto la percezione che fosse tutto sconosciuto.

Inizialmente, l’unione con Dio fu trattata come qualcosa di completamente sconosciuto, di molto difficile. Tuttavia, l’esistenza di Dio non fu negata.

Quando però la scienza ha cominciato a svilupparsi, la mente pensante ha smarrito i suoi punti di riferimento e ha cominciato a credere che Dio non esista. Ci si sentiva un po’ urtati nel crederci. Ma che crediate in Dio oppure no, non fa differenza.

Ci sono persone che hanno creduto ardentemente in Dio, che hanno inseguito follemente Dio, che sono finite in manicomio pensando a Dio: sono capitate loro tante cose. Naturalmente ci sono anche molti scienziati che sono finiti in manicomio.

Quindi, cosa mancava? Questo era il periodo dell’attesa. E voi dovevate scegliere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato con la vostra consapevolezza, con la vostra comprensione. Ciò doveva accadere, in quanto dovevate crescere fino ad un certo punto, la vostra maturità doveva arrivare ad un certo punto, la vostra consapevolezza doveva raggiungere un certo stato.

Dovevate attendere. L’Energia Onnipervadente esiste e Dio esiste. Però non siete ancora connessi. Se non siete ancora connessi, è tutta soltanto una storia, è così artificiale, non ha senso. Doveva accadere nei tempi moderni. È tutto predestinato: ovviamente i risultati sono fantastici.

Doveva però accadere che migliaia dovessero connettersi con l’energia divina. Ma questo è un processo evolutivo vivente, è nato con voi, è dentro di voi. Come non potete trasformarvi (da soli) da scimmie in esseri umani, non potete diventare, da soli, esseri umani superiori: qualcuno deve farlo, qualcuno deve condurvi. Cristo è dovuto venire su questa Terra, Krishna è dovuto venire su questa Terra, Rama è dovuto venire su questa Terra, proprio per dare un impulso alla vostra consapevolezza.

Ma è arrivato il momento del vostro culmine, in cui dovete veramente tuffarvi in quel regno di Dio che è stato promesso.

Ma questo è un vostro diritto e, per questo, non dovete pagare, non dovete complottare, non dovete lavorare duramente. È a pieno titolo che lo riceverete. Questo è Sahaja Yoga.

Ora, con i sahaja yogi che hanno ricevuto la realizzazione, sempre a pieno titolo, e con i quali ha funzionato, appena ricevete la vostra realizzazione, cominciate a capire le vibrazioni, a comprendere la Kundalini, potete alzare la Kundalini voi stessi, potete capire i vostri chakra e capire i chakra degli altri.

Cominciate a comprendere cosa vi indica la consapevolezza vibratoria. Avete in voi una nuova consapevolezza, un avvenimento reale ha avuto luogo in voi grazie al quale potete riconoscere cos’è giusto e cos’è sbagliato. Un rapporto è ormai stabilito fra voi e il Divino, fra voi e l’Inconscio, fra voi e Dio, e potete ottenere le risposte a qualsiasi cosa vogliate. Tuttavia in Occidente siamo più razionali. Tutto ciò che abbiamo scoperto sin qui è avvenuto usando la nostra razionalità; il nostro movimento nella vita è avvenuto attraverso la razionalità, attraverso il nostro pensiero, ed il quoziente intellettivo è molto alto in questo paese.

Ma in Oriente le persone hanno più cuore. Hanno usato il cuore per la loro ricerca, per risolvere i loro problemi, mentre in Occidente abbiamo usato la nostra razionalità: per questo, gli effetti di Sahaja Yoga sono percepiti in due modi diversi.

Per esempio, vedete, un indiano, quando ottiene la realizzazione, se non è occidentalizzato, se il suo quoziente intellettivo non è elevatissimo, di livello superlativo, oppure se non ha seguito i vostri programmi da cervelloni, un semplice indiano di questo tipo la ottiene in modo facilissimo. Possono ottenerla a migliaia e immediatamente provano la gioia, in quanto la gioia è la qualità del cuore. È la qualità del vostro Spirito (il fatto di) darvi gioia.

Ma una mente che si è basata sulla razionalità, una vita che è stata vissuta con razionalità, che si identifica con la razionalità, per prima cosa ottiene la conoscenza di Sahaja Yoga.

Voi siete molto più eruditi su Sahaja Yoga di quanto lo siano gli indiani. Per esempio, se date il libro di Gregoire[1] ad un indiano, egli vi dirà: “Oh, questo va al di là della mia comprensione. Non so di cosa si tratti”.

Non riescono proprio a leggerlo. È troppo. Hanno detto: “Sahaja Yoga è così semplice, perché mai dovrebbe esserci una lezione così lunga al riguardo?”.

Mentre per voi è un tesoro. Per questo in Occidente ottenete prima la conoscenza, ma non la gioia. Mentre loro ottengono prima la gioia e dopo la conoscenza.

Tutte queste sono le qualità dello Spirito.

La vostra attenzione può entrare nella vostra consapevolezza. Ciò significa che, quando ottenete la realizzazione, percepite lo Spirito attraverso la vostra mente conscia. Cominciate a sentire lo Spirito attraverso la vostra mente conscia. Cominciate a sentire le vibrazioni fluire attraverso le vostre mani. La vostra attenzione è illuminata: ciò significa che vi rendete conto che il flusso di vibrazioni è registrato dai vostri nervi, dal vostro sistema nervoso centrale. Si può sentire il flusso della brezza fresca. Si può sentire l’ascesa della Kundalini. Questa è la conoscenza della verità che ottenete: che c’è lo Spirito che emette queste onde meravigliose.

Così, quando crescete, vi sviluppate dalla conoscenza verso la gioia, mentre un orientale si sviluppa dalla gioia verso la conoscenza. Ecco perché i sahaja yogi di Londra sono persone serie: vedete, la conoscenza vi rende molto seri. Mentre la gioia, la gioia vi rende come bambini, vivete come bambini. Non riuscite a diventare seri, è molto difficile.

Quindi, il problema degli occidentali è come crescere. Ora, agli orientali parlerò in un modo e a voi in un altro. Voi sapete molto bene che dobbiamo affrontare i problemi che incontriamo noi e non i problemi che incontrano gli altri. Vedete, è un’occupazione umana molto comune, quella di cercare di risolvere i problemi che incontrano gli altri senza vedere mai i propri.

Quindi dobbiamo affrontare i problemi che riguardano noi. Cosa succede quando siamo sahaja yogi? Cominciamo a ottenere conoscenza su conoscenza su conoscenza attraverso le vibrazioni. Cominciamo a capire i chakra. Cominciamo a capire quali mantra debbano essere recitati per i vari chakra. Impariamo anche a manovrare l’energia. Inoltre sappiamo come salvare noi stessi ed anche come salvare gli altri. Impariamo a curare gli altri. Impariamo tutto sui medicinali.

Possiamo curare il cancro. Possiamo curare noi stessi e possiamo curare gli altri. E tutto questo ci viene così facile.

A parte ciò, comprendiamo la relazione tra scienza e Sahaja Yoga, tra economia e Sahaja Yoga, tra politica e Sahaja Yoga, tra fisica e Sahaja Yoga e tra molte altre branche della conoscenza e Sahaja Yoga, in quanto sono anch’esse parte integrante degli esseri umani.

Cominciamo a capire la psicologia in un nuovo modo, attraverso Sahaja Yoga. Cominciamo a capire tutti i testi sacri del mondo, in quanto tutto viene illuminato, e comprendiamo Sahaja Yoga. Però non diventiamo pienamente ciò che dovremmo essere. Non manifestiamo pienamente il nostro Spirito: se così fosse, saremmo in completa gioia.

La ragione di questo è molto semplice: all’inizio, quando cominciamo a sentire le vibrazioni, quando si ottiene per la prima volta la realizzazione, avviene in modo molto intenso. Gioite di questa esperienza. Poi la Kundalini comincia a dirigersi verso altre zone per rifornirle: ad esempio al vostro cervello, per cominciare, in quanto avete usato troppo il vostro cervello, e state ancora usando il cervello per comprendere Sahaja Yoga.

Ripenso all’inizio, a quando abbiamo cominciato qui il nostro lavoro e le persone mi facevano domande su domande. Voglio dire, tutte domande assennate, insomma, tutte sulla conoscenza di Sahaja Yoga. Tutte riguardanti la conoscenza di Sahaja Yoga, nulla al di fuori, poiché ciò che esula da Sahaja Yoga non lo conosco. Ma era soltanto un fare domande, non essere.

Quindi, come cresciamo in Sahaja Yoga, quando si ha una tale tendenza a pensare?

Prima di tutto tuffatevi nella consapevolezza senza pensieri. Significa questo: un pensiero nasce in voi e muore, un altro pensiero nasce e muore; lo spazio fra questi due pensieri è quello che conquistiamo attraverso il risveglio della nostra Kundalini.

Dobbiamo instaurare quello spazio. Ebbene, cos’è quello spazio? È la nostra imboccatura di accesso ai processi del potere divino.

Diciamo, ad esempio, che questa è l’imboccatura di questo microfono: se io dico qualcosa da questa o da quella parte non funzionerà. Funzionerà solo quando parlerò qui (nel microfono, ndt). Allo stesso modo, se avete un problema, inizialmente un sahaja yogi cercherà di risolverlo come lo risolveva prima: razionalizzandolo, analizzandolo. Si siederà con altri sahaja yogi, si metteranno ad analizzare persino Sahaja Yoga. È un passatempo molto comune per alcuni sahaja yogi.

Non c’è nulla da analizzare in Sahaja Yoga. Esso è la sintesi. Perciò, quello che dobbiamo fare è sentirlo maggiormente a livello interiore e stabilizzare quella consapevolezza senza pensieri.

Qualsiasi problema abbiate… Vi farò un esempio, l’esempio semplicissimo di Regis, che è venuto da me. Lui doveva discutere la sua tesi ed era stufo: non riusciva, non aveva avuto nemmeno la pazienza di farla rilegare bene e tutto questo. Venne da me e disse: “Madre, che cosa ne faccio?”. Io risposi: “Va bene, portami la tua tesi”. Presi in mano la tesi, questo è tutto. Lui chiese: “Non la legge?”. Ed io: “No, non c’è necessità di leggerla”. Chiusi semplicemente gli occhi, gliela restituii e dissi: “Portala alla discussione”. Ed il terzo giorno si laureò.

Ebbene, che cosa ho fatto? Nessuna magia, niente. Non è magia: è una cosa molto pratica.

Dio ha i Suoi poteri. Egli ha i Suoi meccanismi. Egli ha la Sua forma di governo. Egli ha tutto. Ed è dinamico!

Non potete immaginare su quante dimensioni Egli possa agire. Dovete solamente porre ogni cosa nell’imboccatura di quel macchinario. Se riuscite a farlo, ottenete facilmente i risultati.

L’unica cosa che Dio non può fare è rendervi assennati, rendervi saggi: questa è l’unica cosa che spetta a voi, che è una vostra scelta personale, in quanto siete guidati dal vostro ego. Siete identificati con il vostro ego e qualsiasi cosa io dica può turbarvi oppure piacervi. Dio solo sa come reagirete.

Ma l’unico modo in cui potete crescere è stare al centro per osservare, senza andare agli estremi in nulla. Stare al centro; anche mentre mi ascoltate cercate di stare al centro.

Ma gli esseri umani, come vi ho detto, sono strani, vedete, devono andare agli estremi. Qualsiasi compito si assegni loro devono andare agli estremi.

Qualsiasi incombenza si dia loro, non riescono a mantenersi al centro, non riescono mai a stare in equilibrio.

Ora, guardate questa (forse la sedia o poltrona, ndt): se non potesse stare in equilibrio, come potrei parlare standoci sopra? Insomma, nella vita di tutti i giorni, non ci sediamo mai su una sedia che non sia in equilibrio. Lo facciamo, forse? Ci sediamo su un fianco tutto il tempo? Oppure, guidiamo forse la nostra macchina da un lato, inclinati in questo modo?

Facciamo qualcosa che è squilibrato? Per fare un esempio: guardate queste luci, come sono ben bilanciate. Tutto deve essere in equilibrio; ma nel nostro comportamento verso Dio siamo sbilanciati moltissimo.

Per esempio, se vi dico che mettendovi a testa in giù raggiungerete Dio, voi lo farete. Andrete avanti a farlo finché non vi romperete il collo, finché non finirete al manicomio. Seguiterete a farlo. Ma dovete capire questo: come si può pensare di raggiungere Dio facendo queste cose? Chiunque può farle. Tutto questo può essere fatto proprio da chiunque. Ma potete far pulsare la Kundalini nell’osso triangolare? Non potete, questo non è possibile per nessuno: potete saltare, potete gridare, potete urlare, potete volare (ride), forse, non lo so: ma non potete far pulsare la vostra Kundalini nell’osso triangolare.

Ora sta a voi capirlo. Ma se venite con questa mente dubbiosa, non funziona.

Non sto dicendo che dovreste avere fede in chiunque. Una fede cieca è proprio la stessa cosa, la fede cieca è un altro estremo. Si finisce in manicomio, come vi ho detto.

L’altro giorno, in India, un signore è venuto ad incontrarmi. Ha detto che sua moglie era una grande devota di Krishna ed ora è finita al manicomio. Io ho detto “Quale Krishna? Quale? Era connessa con Dio? Sapeva dove risiede Krishna dentro di noi?”. “No, ha abbandonato la famiglia. Ha detto di essere diventata Mirabai[2]”.

Ecco come ci comportiamo verso noi stessi, anche quando si tratta di Sahaja Yoga. Ora, qualcuno oggi mi ha chiesto quante volte e quanto a lungo dobbiamo meditare. Insomma, in tutta franchezza non dovete affatto meditare. Voglio dire, io non medito mai. Io sono continuamente in meditazione. Non so come uscirne. (Risate)

Quindi, voi non “meditate” (nel senso di “fare” meditazione, ndt): siete in meditazione! Ma per esserci (in meditazione) dovete fare un po’ di pratica, in quanto vi siete identificati con così tante altre cose della vita. Ad esempio, riuscite a pensare con facilità. Intendo dire che per voi è facile pensare ma è molto difficile non pensare, poiché avete (sempre) fatto così.

Al minimo pretesto vi lanciate a pensare e, una volta partito, il cavallo galoppa, non si ferma. Quindi dovete imparare ad essere silenziosi, a interrompere questi pensieri. Questo è ciò che dovete fare.

Ma in Sahaja Yoga ci mettiamo a pensare a anche a questo (Sahaja Yoga, ndt). Cosa potete pensare di Sahaja Yoga? Niente! Lasciate tutto alla consapevolezza senza pensieri, a quello stato. Quindi, cercate di restare in consapevolezza senza pensieri il più possibile. Però dobbiamo capire dove falliscono i sahaja yogi occidentali. Mi spiace che ci siano delle persone nuove e non dovrei rivelare molte cose su di voi. Però non importa, loro sono nostri figli, non rimarranno male per questo.

Dov’è che falliamo? Dovremmo affrontarlo. Ci sentiamo in questo modo perché finora siamo stati dei grandi esperti nel rovinare qualsiasi cosa con la nostra attività mentale.

Date loro una torta e si siederanno ad analizzarla finché si sarà raffreddata e sciupata tutta e non potrete mangiarla.

Date loro un matrimonio e loro si siederanno ad analizzare come essere felici. Insomma, siete già felici, perché dovete pensarci? E così rovinate il vostro matrimonio. Vi si danno dei figli, allora voi vi metterete a leggere dei libri sui bambini; nel frattempo loro saranno malati e buoni a nulla. Ebbene, a causa della nostra razionalità abbiamo imparato a rovinare tutto ciò che è vivo, che dà gioia. Abbiamo chiuso completamente il nostro cuore, con la nostra razionalità.

Per crescere dovremmo essere un po’ irrazionali in Sahaja Yoga. Ad esempio, se siete molto meticolosi, molto pignoli, come si dice, dovete provare ad eliminare questa natura estrema, mentre se siete estremamente negligenti o non vi curate di nulla, anche questo è un estremo che dovete abbandonare. Entrambi gli estremi devono essere eliminati.

Dovete essere al centro, nel vostro atteggiamento. Allora soltanto potete crescere, infatti sapete che la linfa della vita scorre attraverso il vostro centro, il canale centrale del Sushumna, il parasimpatico, ed ecco perché dovreste evitare qualsiasi tipo di estremismo.

Anche in Sahaja Yoga si deve fare attenzione. È una missione, ma non è una missione di missionari. Io dico che è la missione dell’amore in quanto tale, di coloro che amano, di coloro che amano gli esseri umani: niente è più importante dell’amore, in Sahaja Yoga.

Non si può essere duri con le persone che si amano. Se le amate e dite loro qualcosa, non importa, non ci rimarranno male; ma se non le amate e continuate solamente a predicare e a sgridarli, non va bene.

Per prima cosa stabilizzate il vostro amore per voi stessi e per gli altri. Dovete stabilizzare il vostro amore. Dovreste provare un ardente desiderio (di amare) gli altri.

Ora la competizione, lo stile della competizione fra sahaja yogi deve cambiare; la competizione dovrebbe essere su quanto amate, tra chi ama di più. Facciamo una gara a chi fa più cose gradite. Chi condivide di più. Chi serve di più gli altri. Facciamo una gara nell’amare, non nell’odiare, non nel trovare difetti, (non) nel razionalizzare qualsiasi cosa, direi.

L’amore non può essere razionalizzato.

Insomma, c’è gente che non riesce a capire perché io sia così entusiasta di voi. In India ci sono tante persone appartenenti al gruppo cui appartiene mio marito, di quel genere; non riescono a capire, hanno detto: “Questa donna ha tutto. È (forse) pazza? Va a sprecare la sua vita nei villaggi. Perché non se la gode?”. Vedete, non possono capire: io gioisco del mio amore.

Questo è ciò che dovete sapere: gioire delle vostre virtù e gioire del vostro amore, e ne sarete ricompensati. Non è difficile, è la cosa più facile. Supponiamo che amiate qualcuno, supponiamo… – intendo dire che per molti è una grossa supposizione, ma supponiamo che amiate qualcuno veramente, sinceramente; pensate in questi termini – insomma, con l’immaginazione potete pensare a qualcuno. Ora, quella persona sta per incontrarvi, diciamo. Voi dovete andare ad incontrare questa persona e ci sono molti ostacoli; non riuscite a prendere un taxi, non riuscite a prendere un treno, siete preoccupati: “Ora, come raggiungere quella persona? Starà aspettando; lui, o lei, sarà preoccupato o starà aspettando. Cosa starà accadendo loro?”.

State tutto il tempo a pensare, siete preoccupati e inoltre non sapete cosa fare: “Dovremmo andare a piedi?”. Allora camminate per un certo tratto e tornate indietro: “No, si potrebbe prendere un treno, proviamo così”. Provate qualsiasi cosa, vedete, per raggiungere quella persona; inoltre piove e non avete un ombrello. Vi inzuppate completamente, siete completamente esausti, stanchi, tuttavia (si insiste, ndt); e nel momento in cui incontrate la persona, in cui vedete la persona, tutte le preoccupazioni e tutta l’agitazione, tutti i problemi e tutta la fatica che avete fatto, svaniscono nel nulla e la gioia riempie completamente la vostra vita. Come è gratificante l’amore!

Quindi, si deve imparare ad amare e non a razionalizzare. C’è ampia possibilità in Sahaja Yoga di razionalizzare, in quanto diventate anche più liberi. Diventate veramente liberi. Intendo dire che, dopo (essere entrati in) Sahaja Yoga, se volete andare all’inferno, potete andarci più velocemente di chiunque altro, poiché diventate realmente uccelli liberi. E se volete andare in paradiso potete fare altrettanto.

Perciò ci si deve rendere conto che dobbiamo imparare a competere nell’amarci l’un l’altro. Abbiamo qui dei bellissimi sahaja yogi, bellissimi, i quali hanno detto talvolta delle cose talmente belle sugli altri, che a volte, quando vago libera col pensiero, penso a loro e mi sento molto felice. È proprio come una poesia dire qualcosa di buono sugli altri. Talvolta io stuzzico, allora qualcuno dice delle buone parole sugli altri ed io mi sento molto felice.

Senza l’amore non risolveremo assolutamente nessun problema. Qual è l’utilità di avere, diciamo, diecimila persone con le vibrazioni che fluiscono, ma che non hanno nessun amore tra loro? Insomma, io non posso neppure pensare ad una cosa simile.

Una volta realizzati dovreste sentire amore. Però dovete sondarne la profondità, perché voi non riuscite a liberarvi delle abitudini razionali, delle errate identificazioni precedenti.

Vedete, voi avete paura; la gente ha paura persino di esprimere il proprio amore. Un giorno qualcuno aveva portato dei dolci ed io chiesi: “Per chi sono?”. Lui rispose: “Per i sahaja yogi”. Gli dissi: “Perché li dai a me?”. E lui: “Madre, sarebbe meglio che li offrisse Lei, altrimenti loro potrebbero fraintendermi un po’”.

Talvolta vogliamo amare, vogliamo esprimere (amore), ma temiamo che gli altri fraintendano. Immaginate, a che livello siamo? Che razza di esseri umani siamo diventati per aver paura di esprimere il nostro amore?

Inoltre, anche coloro ai quali è indirizzato l’amore, non vogliono riceverlo: come può essere? È impossibile. Ogni essere umano vuole essere amato. Avranno paura oggi, domani: dopodomani saranno a posto.

[Shri Mataji ora parla di un bimbo]

Lui è un bambino nato realizzato. Guardate, che personalità! Lui è nato realizzato. Tanti bambini sono nati realizzati, lo sapete?

Ora, quanti di voi sanno veramente cos’è la realizzazione? Questi bambini straordinari nascono da voi e voi non sapete niente della realizzazione.

Quindi dobbiamo essere arditi riguardo al nostro amore e anche un po’ sfacciati. Lasciate che le persone rimangano turbate, lasciate che pensino male di noi, non importa. Ma esprimete il vostro amore.

Non dovrebbe però essere un amore impuro. Non dovrebbe essere un amore misto (a qualche interesse o secondo fine, ndt). Non dovrebbe contenere qualche specie di possessività. Non dovrebbe essere un amore in cui state esprimendo qualcos’altro. Dovrebbe essere amore puro – come è il nome di vostra Madre – che emana completamente da voi.

Senza alcuna idea, senza alcun gioco, senza alcunché, perché dovreste sapere che, nascosto all’interno di ognuno di voi, c’è qualcosa di bellissimo, che vostra Madre può vedere; e Lei ama, ama quella parte che è dentro di voi e che è in procinto di rinascere.

E voi siete quella cosa bellissima.

Allo stesso modo dovreste amare tutti i sahaja yogi e tutte le altre persone di questo mondo, perché sono tutti bellissimi esseri, solo che sono offuscati dai tre guna.

Fateli diventare questo, e allora il vostro Spirito riconoscerà la gioia, emetterà la gioia. Voi sarete una fonte di gioia e darete gioia agli altri. Abbandonate tutte le vostre idee sbagliate e le vostre idee preconfezionate sulle cose, sono assolutamente tutte sbagliate.

Come Hitler, che credeva che tutti gli ebrei avessero ucciso Cristo.

Era stato lui ad uccidere Cristo, e sterminava tutti gli ebrei perché Cristo era ebreo. Pensò che uccidere un ebreo non fosse sufficiente, così (decise di) ucciderli tutti.

Tutti coloro che odiano, dietro a questo hanno un ragionamento. Essi devono fornire qualche spiegazione razionale, in quanto non si può odiare senza una giustificazione razionale. Chi ama, invece, non ha bisogno di alcun ragionamento. Non ha tempo di ragionarci. Ama semplicemente, perché può vedere qualcosa: quell’amore dona la capacità di vedere la bellezza degli altri che è nascosta in loro.

Taluni, a volte, possono essere molto arroganti: avete visto quanto la gente sia stata villana con me. Non fa differenza per me, in tutta franchezza, in quanto so che dietro questa villania c’è questa attività mentale: quindi rispettate, rispettatevi a vicenda.

E rendetevi conto di avere quella gioia e di avere quel potere di darla ad altri; e quando date quella gioia, essa vi torna indietro come gioia.

Quindi, ciò che in noi manca è che non diamo gioia agli altri. Se non darete gioia agli altri, la gioia non vi tornerà indietro. Questa è la mancanza.

Ora, non razionalizzate anche questo.

Immediatamente le persone cominciano a pensarci. Posso dirvi che abbiamo fatto molto, gioiamo molto gli uni degli altri. È qualcosa che dà vera gioia. Se non fosse così, non sareste stati lì insieme, perché diversamente non c’è niente che ci leghi, eccetto l’amore, eccetto quell’amore che dà gioia. Non c’è nient’altro, perché non abbiamo transazioni di denaro, qui non ci sono affari in corso, assolutamente, di nessun tipo.

Non esiste un rapporto intellettuale fra voi e me, né esiste alcuna possibilità che io sia eletta in parlamento (risate); e neppure appartengo ad alcuna leadership di questi scioperanti[3], diciamo.

(Pur) senza tutte queste cose, come mai siamo attaccati l’un l’altro? Perché esiste un qualcosa di supremo che possiamo ricavare dalle nostre relazioni: è la pura gioia.

Che Dio vi benedica tutti.

[Shri Mataji si rivolge alle persone nuove:]

… È la prima volta? Bene.

Per favore, metta le mani così, dritte così.

I piedi dovrebbero toccare entrambi la Madre Terra, proprio come… con amore, la tocchi. Metta le mani così, dritte.

Può chiudere gli occhi, sì, chiuda gli occhi, li chiuda. Per favore, chiuda gli occhi, chiuda gli occhi, chiuda gli occhi. Tenga i piedi fermi. Si calmi, si tranquillizzi. Si calmi, rilassata, si rilassi. Appoggi le mani sulle ginocchia, se le sembra faticoso.

L’ha ricevuta. Sì. Gioisca di se stessa, l’ha ricevuta. Inizierete tutti a sentire una brezza fresca nelle mani, la maggior parte di voi. È un’esperienza straordinaria, cercate di ricordarla.

Se può appoggiare la borsa giù, a terra sarebbe meglio. E ha anche il cappotto? La signora indossa un cappotto? Deve stare un po’ comoda. Sì. Indossa un cappotto? Penso che se si togliesse il cappotto sarebbe meglio, sì, si metta comoda. Sì, sì, sì, sì. Che c’è?

 Signora: Ho subito un intervento a cuore aperto.

Shri Mataji: Come?

Signora: Ho subito un intervento a cuore aperto e non posso ancora camminare, sa… Queste sono scarpe.

Shri Mataji: Va bene. Loro le porteranno le scarpe, prego.

Signora: … Le ho nella mia borsa.

Shri Mataji: Bene, aiutatela ad indossare le scarpe.

Signora: Sì? Grazie.

Shri Mataji: Sì, prego. Dopo mi occuperò un po’ di lei, le farò un trattamento; dopo potrà averlo, va bene? La curerò.

Signora: …la mia borsa…

Shri Mataji: Le lasci giù, tenga giù le scarpe, si rilassi.

Signora: Grazie, mi dispiace molto.

Shri Mataji: Potete togliere questo da qui? Non deve dispiacersi. Lei gioisca e basta. Per favore, si sieda comodamente; stia comoda, va bene. È il mio lavoro.

L’ha ricevuta! (Ride) Anche voi l’avete ricevuta. Tutti loro la otterranno. Persone straordinarie.

Tu non l’hai ancora ottenuta, il suo Hamsa ha un leggero blocco. L’hai ricevuta? Vedi, però qui c’è un piccolo… se tiene gli occhi aperti funzionerà. Vede, un blocco qui. Soffre di raffreddore? No, lui. Sì. No?

Uomo: No.

Shri Mataji: No. Sente la brezza fresca nelle mani?

Uomo: Sì.

Shri Mataji: Va bene, sposti leggermente i capelli da qui.

Sì, mi faccia dare un’occhiata. Va bene.

Meglio adesso? (Uomo: “Sì”) Va meglio adesso? Sì. Ha praticato pranayama? Ha praticato pranayama, qualche posizione yoga e cose simili?

Uomo: Non proprio, no.

Shri Mataji: Un po’. (L’uomo dice qualcosa)

Mi pare l’abbiano ricevuta tutti.

Controllate loro, quelle tre persone, se l’hanno ricevuta, verificate.

L’avete ricevuta? Sentite la brezza fresca?

Bene! Molto bene. Sì. Tranne questo signore, dovremo capire.

La sente? No. Infatti. Posso vederlo.

Metta le sue mani su… questo e sia… si rilassi, si rilassi. Chiuda gli occhi. Funzionerà. E metta i piedi comodamente in questa posizione, funzionerà. Va meglio ora, visto?

Chiuda gli occhi, gioisca di se stesso. Gioisca.

(Alla signora che ha subìto l’operazione al cuore) Meglio? Se fosse venuta da me prima non sarebbe stata necessaria nessuna operazione, poiché il cuore è molto facile da curare.

Signora: …avevo una clinica e ho provato di tutto, non sono potuta venire.

Shri Mataji: Ma finora non aveva provato Dio (Shri Mataji ride).

Signora: Ho proprio provato di tutto, davvero. Non potevo, non potevo venire. Non avevo altra scelta… (seguono parole indistinte)…

Shri Mataji: Lo so. Vede, noi però lavoriamo attraverso il parasimpatico. Capito? Attraverso il parasimpatico tutto può funzionare. Il cuore può aprirsi, lo Swadishthan può… (La signora dice qualcosa ma non si sente)

Adesso funziona, vero? Lato sinistro. Penso che per tutti voi il sinistro sia debole. (Sahaja yogi: “C’è ancora. E anche il Void”)

Void. (Sahaja yogi: “Il destro”) Void. (Parola non udibile) Ma lei dice di essere un medico. (Il blocco al) Vishuddhi sinistro è forte, molto forte (audio scadente). Si sta rinfrescando su questo lato? (Signora: “Sì”).

Bene. (Qualcuno dice: “Si sta rinfrescando”) Bene. Swadishtana sinistro. … Chiedetegli di mettere la mano destra sullo Swadishtan, nella parte inferiore. Sì, leggermente più in basso, su questo lato, il sinistro. Guardi, un po’ più in basso. Qui. Ora per favore, dica il mantra di Nirmala Vidya.

E questo signore? Volevo lavorare su di lui. Perché non ha sentito le vibrazioni?

Da… venga, venga, vediamo. Che c’è? Venga a sedersi qui. Qual è il problema?

Uomo: Non so, Madre…

Shri Mataji: Non l’ha nemmeno sentita?

Uomo: No.

Shri Mataji: Ha perdonato tutti, vero? Sicuro? Lo ha fatto?

Uomo: OK.

Shri Mataji: Deve dirlo in questo punto (presumibilmente l’Agnya). Adesso, forza. Ripeta: “Madre, ho perdonato tutti”.

Uomo: “Madre, ho perdonato tutti”.

Shri Mataji: Ancora.

Uomo: “Madre, ho perdonato tutti”.

Shri Mataji: Ancora.

Uomo: “Madre, ho perdonato tutti”.

Shri Mataji: Meglio. Sta salendo? Sente? Calore. (Uomo: “C’è calore qui”.) c’è calore, vede? … Significa che il tuo (?) lato sinistro è (non chiaro – tiepido?). Ah.

Uomo: C’è ancora del formicolio, Madre.

Shri Mataji: Ancora del formicolio. In tutte le dita?

Uomo: Nel palmo, qui.

Shri Mataji: Qui, ma non nelle dita, sulla punta delle dita. Sente qualche formicolio sulla punta delle dita così?

Uomo: Sì, un po’ di formicolio.

Shri Mataji: Un po’. Vede, sta anche sudando. Potete spegnere quello? Ah, lato sinistro. Venite ad aiutarmi. Venite ad aiutarmi qui.

Vediamo qual è il problema, per quale motivo non è riuscito ad avere la realizzazione. Alzate il sinistro, alzate il sinistro, il sinistro è molto debole, vede. Stanno sudando. Om Shri Ganesha Aham Sakshat. Ah. Ora. Che mi dice di sua moglie? Che cosa mi ha detto?

Uomo: Non mi sono mai sposato.

Shri Mataji: Non si è mai sposato?

Uomo: Mai sposato.

Shri Mataji: Oh! Mai?! Non si è mai sposato! La Kundalini non è molto contenta di questo. Aham Sakshat Gruha Lakshmi, Aham Sakshat Gruha Lakshmi, Aham Sakshat Gruha Lakshmi, Aham Sakshat Gruha Lakshmi, Aham Sakshat Gruha Lakshmi – ah!

Yogi: Vishuddhi.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Vishuddhi. Sul lato sinistro…

Shri Mataji: Perché non si sposa adesso? Vuole? Se dice che vuole sposarsi, semplicemente dicendolo funzionerà subito. Va bene? Meglio adesso? Non ha qualche avversione?

Uomo: Come?

Shri Mataji: Non ha una specie di rabbia nei confronti delle donne o qualcosa del genere, vero? No, no, no, no, no.

Ah… Ancora. Pensate! Per questo unico motivo Dio è così adirato, che lei non si sia sposato.

Come è possibile? Giusto? Il suo Nabhi sinistro ha un blocco: è la sede della Gruha Lakshmi, la dea della famiglia, sa?

Lui non è molto contento. Senza una moglie che cos’è una casa? Diventa come un ospedale.

Ah! Come? Sì, arriva lì, bene, non importa.

Ed anche a Birmingham stanno arrivando da noi schiere di scapoli. Da quando si è sposato Bala (risate, Shri Mataji ride). Vi dico, un pessimo effetto!

È così che si impara un equilibrio nella vita, sa, quando si hanno una moglie, dei figli, così è molto semplice. Vede, questo è un altro comportamento estremo, no? Voglio dire che a questa età si dovrebbe essere sposati. Va meglio adesso?

Yogi: Sì, sento fresco, però ha un blocco al Vishuddhi sinistro.

Shri Mataji: Sinistro?

Yogi: Adesso scende al cuore. È tutto.

Shri Mataji: Ha! No? Alzala e legala. Funzionerà. Ha problemi di udito, qualche volta?

Uomo: No, non ho avuto alcun problema…

Shri Mataji: Si blocca lì… si può vedere. Sì?

 Uomo: Sento caldo. Emana molto calore.

Shri Mataji: Dovrebbe andare a posto. Comunque è risvegliata. Quello è il punto essenziale. È proprio qui. Sa, senza una vita familiare non si è pienamente appagati, no? Occorre avere figli e una famiglia e tutto quanto; allora la soddisfazione della vita è completa. Non è così?

Diversamente si diventa molto aridi. È ciò che è avvenuto nel suo caso. Lui sta meglio ora? (Uno yogi: “Sì… Sahasrara destro”) Destro.

Fatto. Chiuda gli occhi. Legala (la Kundalini).

Dovrebbe essere a posto. Legala, legala, legala (la Kundalini). Voi tre dovreste unirvi, voi tre dovreste farlo. Tre persone che sono in grado di farlo. È iniziato (il processo di risveglio, ndt). Adesso sente una brezza fresca nelle mani? (Uomo: “Non c’è”) No? Non ancora.

Yogi: È ancora lì…

Shri Mataji: Va su e giù. (Yogi: “E va giù, sì”) Legala. L’Agnya è debole.

(Yogi: “Hamsa”) Agnya e Hamsa. Ora, verso (?) il suo Vishuddhi c’è una forte costrizione.

Che cosa fai Bala? Vieni.

Bala pensa lei sia un uomo molto felice, sa, per questo ora vuole essere scapolo (Shri Mataji ride).

Che cosa hai fatto con lui? Vieni, alzagli la Kundalini.

Philip, che c’è? Perché non gli dai la realizzazione? (Lo yogi risponde qualcosa del tipo che sta pensando se sia meglio per lui lavorare su qualcuno o no).

Dunque hai di nuovo paura di dare amore?

Yogi: Sì, Shri Mataji.

Shri Mataji: No, non c’è nessun motivo. Perché lui dovrebbe avere obiezioni? Chi può avere obiezioni in merito alla realizzazione del Sé? Nessuno. Forza. Lui sta venendo da me da tanti giorni, dovrebbe riceverla; perché no?

Vishuddhi sinistro.

Yogi: Il suo Vishuddhi è…

Shri Mataji: Sì. Ora non sentirti colpevole di nulla, intesi? Non importa se non ti sei sposato, non devi sentirti colpevole per questo (ride. Risate). Ha! Fatto, ecco, guarda. Ah, a posto? Bene, sente fresco?

Uomo: Ho sentito sulla mano destra.

Shri Mataji: Bene. (Uomo: “Sì”) Il sinistro è il suo lato debole, per questo l’ha sentita sulla destra. Bene. Si sente bene? Bene! Meglio adesso? Ora alzatela. Come? Sei andato da qualche guru, vero?

Uomo: Non l’ho incontrato.

Shri Mataji: Come?

Uomo: Per la verità non l’ho incontrato, vive in India, ma mi sono piaciuti i suoi insegnamenti su vari argomenti.

Shri Mataji: Chi?

Uomo: Shantanand Saraswati.

Shri Mataji: Chi è questo nuovo personaggio?

Uomo: È negli Shankaracharya, non so.

 Shri Mataji: Ah! Sono tutti Shankaracharya[4]. Gli Shankaracharya non sono anime realizzate, sa, è qualcosa di simile a…(parola non chiara). Nessuno Shankaracharya.

Ad eccezione di uno che ormai si è ritirato, che ha dovuto ritirarsi in quanto nessuna anima realizzata può essere uno Shankaracharya. Vedete, una volta ricevuta la realizzazione se ne vanno. Nessuna anima realizzata può essere a capo di nessuna religione, di una organizzazione religiosa di questo genere. Ha! Che cosa ti insegna questo tizio, questo, questo Saraswati?

Uomo: Sì, è uno stile di vita…

Shri Mataji: Come?

Uomo: Penso sia un Advaita …(indistinto)

Shri Mataji: Ma perché ti occorre un maestro per questo? Trema, vedete?

Bene. Loro sono a posto. Sono di Brighton.

Ah, ve ne ho parlato, vi ho parlato di Brighton, ricordate? Dicevano tutti: “Vibrazioni orribili”. Io ho detto: “No, tra loro ci sono alcune ottime persone” (risate, Shri Mataji ride). Ed è bellissimo, loro sono tutti di Brighton. Grandioso (risate)!

Davvero! Pensate! Siete tutti straordinari (risate. Shri Mataji ride).

No, l’ho detto a te ed anche a te. Verrò a Brighton per un giorno. È… vi ho parlato di questo… sulla via del ritorno. Hm?

Va bene? (Ride).

Proprio qui, sai, c’è qualcosa qui che ti blocca. Spostagli un po’ i capelli. Un po’ qui, qui, qui, proprio qui. No, in alto, sì.

Ecco. Il suo Agnya è bloccato, vedi. (Yogi: “Sì”) Agnya e Vishuddhi. È una combinazione.

(Yogi: “Giusto”)

Mi guardi qui, guardi questo punto.

Ha! Sta bene adesso? Sente un po’ fresco?

Uomo: Sento fresco.

Shri Mataji: Vedete, va bene, adesso si è messa in moto. Bene? Ora però voi dovete dare qualche trattamento a questo signore altrimenti lui non ti lascerà (forse la negatività di quel falso guru degli Shankaracharya, ndt). Hai visto come ti scuotevi?

Uomo: Devo…

Shri Mataji: Imparerà come fare.

Uomo: Dovrò sapere…

Shri Mataji: Glielo diranno loro. (Uomo: “Grazie”) Bala lo sa. Va bene?

Uomo: Grazie, Mataji.

Shri Mataji: Che Dio la benedica. Sono contenta che si sia avviata.

(Audio scadente)… troppo sinistro…. è il sinistro.

Ora… sei stato da qualche guru o altro? Nessuno? Proprio nessuno. Vedi, vieni qui, ti dirò (?). Bene. Alzati, guardami.

Puoi sederti di fronte a me? E tira… sì, vedi? È questa.

Questa mano suda. Anche questa suda, è interessante. Non sei stato da nessun guru o qualcuno del genere? (Uomo: “No”) Da nessuno? (Uomo: “Esatto”) Hai letto (libri di) questa gente del terzo occhio e via dicendo? (L’uomo risponde di no) Qualcosa su… quello che chiamate…

Yogi: Dice di avere un problema con sua madre.

 Shri Mataji: Bene. (Una yogini dice a Shri Mataji che la madre del ricercatore ha avuto contatti con gli Hare Krishna) Krishna? Hare Rama. Solo sua madre c’è stata. (Yogini: “Sì…”). Lui non è andato da nessuno. Diversamente di solito ti senti bene? (Uomo: “Sì”) Bene. (Altro uomo: “A volte ha un dolore (?) qui alla tempia che aumenta)

Aumenta così. E com’è il sonno? Stai bene, dormi bene o ti senti irrequieto? (Uomo: “Penso”)

Pensi così? Ora bene. Sentite, sentite come sono freddi i suoi piedi?

Yogi: Void.

Shri Mataji: Eh?

Yogi: Void.

Shri Mataji: Però lui dice di non essere stato da nessun guru. Che libri leggi? Che cosa fai?

Uomo: Che cosa faccio?

Shri Mataji: Ha… (Uomo: “Abito in un posto in attesa di vivere in campagna…”) Che cosa fai lì? Nell’appartamento in campagna? Che cosa fai? (Risposta non chiara – l’uomo dice che assumeva droghe ma ha smesso) Bene. Ma a volte prendi un po’ di droga.

Ecco perché il Void (è bloccato), ecco perché il Void. No, no, il problema non è la madre, sai, è il Void. Il suo problema è il Void. Ti senti agitato qui nello stomaco qualche volta? Qualche volta sì, vero? È il Void.

Lui sta meglio? Le mani non sudano più tanto, vero? Sappi che puoi smettere con le droghe, nessuna difficoltà, decidi semplicemente di smettere (Uomo: “Sì”) Va meglio adesso? Bene.

Vedete, ho visto che su alcune persone le droghe non hanno molto effetto, mentre altre sono molto sensibili. Non ti si addice. Vedi, tu sei un santo, non puoi far uso di droghe. Guardate come è diventato tutto bianco.

Meglio ora. Ora, è salita? (Yogi: “Ha iniziato a rinfrescarsi”) Bene. Lui è un santo, sapete. Ecco perché, per lui, anche poca droga (ha un effetto molto dannoso, ndt). Io non posso neppure… dipende dalla fibra di cui siete fatti.

Ho visto che alcuni assumeranno bidoni pieni di droga e non gli succede nulla, e non hanno l’aspetto di drogati. Altri ne assumono così poca (di droga) e ne vengono molto danneggiati. Meglio adesso.

Meglio adesso? (Uomo: “Sì”) Senti la brezza fresca? (Uomo: “No”) No, infatti. C’è ancora il tuo Agnya. Sei di Birmingham?

Uomo: No.

Shri Mataji: Di dove sei?

Uomo: Di Londra.

Shri Mataji: Di Londra?

Uomo: Sì.

Shri Mataji: Bene. Stanno sudando. Metti lì la mano. Cuore molto lento. (Conversazione incomprensibile con uno yogi) Devi prendere aglio. Ora, nel suo caso, dovete alzare il lato destro. Proprio l’opposto.

Meglio adesso? Va meglio adesso?

Uomo: Ancora pesante.

Shri Mataji: Come?

Uomo: C’è ancora pesantezza nella destra.

Shri Mataji: Ah, ecco. Alzala. Starai bene. Guarda tuo padre, è in gioia: mi ha scritto una bellissima lettera.

Che cosa dici?

Yogi: Agnya.

Shri Mataji: Come?

Yogi: C’è l’Agnya (?).

Shri Mataji: Meglio adesso? Sta migliorando. Ma il lato destro è molto debole. Tu lavora.

C’è un po’ di tendenza ad indietreggiare, indietreggi, lo sai? Tu indietreggi dinanzi alle cose, vero? Intendo dire che non ami il mondo, vuoi allontanartene? È questo che ti accade, vero? Perché la gente è cattiva. (L’uomo dice qualcosa) Eh? Ma tu non … che cosa senti riguardo alla vita in quanto tale? Che cosa pensi? Sei frustrato?

Uomo: Sì. Spendo denaro…

Shri Mataji: Quello.

Uomo: Sì. Ed ho preoccupazioni di denaro…

Shri Mataji: Come?

Uomo: Preoccupazioni di denaro…

Shri Mataji: Va bene.

Uomo: … mi sento un po’ scoraggiato (?).

Shri Mataji: Non devi scoraggiarti, capito? È necessario che ti elevi. Un poco. Ha! Guarda adesso. (Yogi: “Agnya”)

Meglio adesso? Senti meglio?

Uomo: Più fresco, sì.

Shri Mataji: Più fresco. Ecco.

Uomo: Questo formicola…

Shri Mataji: Vedi, è questo, sai? È qualcosa che si sposta da questo a quello. Sì? (Un bambino piccolo parla con Shri Mataji: … un fiore…)

Va bene. Pensi che se gli do questo fiore starà meglio? Bene. vedi, suo figlio dice che, bene, devi prendere il fiore, vediamo. (Shri Mataji ride). Ora va meglio?

Uomo: La destra sta iniziando a diventare pesante.

Shri Mataji: Come?

Uomo: La destra sta iniziando a diventare pesante.

Shri Mataji: Pesante. La destra.

Uomo: Sì.

Shri Mataji: Ah. È pesante. (Dopo una pausa di silenzio, durante la quale c’è probabilmente un lavoro vibratorio) Allora?

Uomo: È leggera…

Yogi: È ancora…

Shri Mataji: Adesso stai meglio. Vero? Come ti senti? Senti una brezza fresca?

Uomo: Leggermente.

Shri Mataji: Leggera. Che motivo c’è di preoccuparsi del denaro? [L’uomo dice “Preoccuparmi? Penso sia che ho investito del denaro e mi preoccupo che…”(parole non udibili)… per fare queste cose”]. Per fare?

Uomo: Per fare tutte queste cose che intendo fare…

Shri Mataji: Dove hai investito? Come? In quali progetti hai investito denaro?

(L’uomo risponde ma non si sente. Poi dice qualcosa che sembra “vendere marijuana”. Qualcuno spiega: “Vendere droghe”.)

Shri Mataji: Oh! Questo è pericoloso! Loro sono dei furfanti! Sono dei truffatori! (Uomo: “Non vendono droghe”) No, possono imbrogliarti, sono (degli imbroglioni, ndt). È evidente che si tratta di un traffico davvero orribile!

Il denaro non è tutto. Sì, è così. Ecco perché possono truffarti.

Capito? Adesso darò loro un bandhan. Ma se riavrai indietro il tuo denaro, non devi più entrarci. Va bene? Questa è la promessa.

Bene. Tu sei letteralmente, assolutamente esaurito, lo sai? Non puoi. Devi prenderti cura di te.

Vedete, il Void è tutto in subbuglio.

Yogi: Specialmente sul lato destro qui.

Shri Mataji: Qui. Il Void nella parte inferiore. Adesso, per lui, suggerirei di insegnargli il mantra del Void. Dategli la fotografia. Lasciate che lavori su questo. Si purificherà. Questo risolverà anche il tuo problema finanziario. Vedi, va di pari passo. Va bene? È un problema del tuo Nabhi. Lui ti darà il mantra e tu datti da fare. Per una settimana, poi vieni a trovarmi.

(Agli yogi:) Ed anche (il mantra, ndt) per il Nabhi.

(Yogi: “Sì”) Bene. Bene.

(Si sente la voce di un bambino piccolo)

Dovrebbe andare bene. Come?

Il bambino: Dovrei lavorare su qualcuno?

Shri Mataji: Su chi vuoi lavorare?

Lavora sulla mano, vediamo. Eh? Lavorare su di me. Capisco! (Shri Mataji ride) Questa è la cosa più facile da fare, vero? Molto bene… guarda! Io lavorerò su di te, questa è la cosa migliore (Shri Mataji bacia il bambino e ride).

Dunque, su chi vuole lavorare il bambino?! Capito? Fantastico! Nessun altro, loro non vogliono lavorare su nessun altro: lui è molto furbo (poiché voleva lavorare su Shri Mataji, ndt)!

Ah, ah ah! Ah ah ah! Ah ah ah! Che c’è da lavorare? Solo prendere amore!

[Fine della registrazione audio]


[1] “L’Avvento”.

[2] Mirabai (chiamata anche Mira Bai o Mirabai, 1498 circa – 1546 circa), è stata una poetessa e mistica indiana del periodo Moghul. Devota di Krishna, Mirabai fu una principessa rajput del principato di Merta (Rajasthan), autrice di numerosi componimenti poetico-musicali di natura mistico-religiosa, detti pada.

[3] Si ritiene che il riferimento sia alle grandi mobilitazioni sindacali degli anni ‘70 nel Regno Unito.

[4] Shankaracharya: Titolo comunemente usato per indicare i capi dei monasteri, chiamati matha nella tradizione di Advaita Vedanta. Il titolo deriva da Adi Shankara, riformatore dell’Induismo vissuto nell’VIII secolo.