Puja del 57° compleanno

London (Inghilterra)


Feedback
Share
(03/2019 SOTTOTITOLI)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Puja del 57° compleanno

 Guardarsi dalla pigrizia

Bharatiya Vidya Bhavan, West Kensington, Londra (GB), 23 Marzo 1980


Il compleanno di vostra Madre e tutti questi festeggiamenti hanno un significato molto profondo perché, in queste occasioni, speciali vibrazioni fluiscono nell’atmosfera. Quando tutti i corpi celesti, le Personalità eterne, gli Dei e le Dee celebrano le lodi, l’intera atmosfera si riempie di gioia e felicità.

Anche gli esseri umani esprimono la propria gratitudine. L’espressione di gratitudine e amore avviene in modi diversi, a seconda dei vari Paesi; cambia la forma, ma la sostanza è la stessa.

La sostanza è come l’oceano che fluisce continuamente verso la riva e le onde che la toccano vengono respinte indietro, formando un bel disegno.

È una cosa molto spontanea e bella che crea un meraviglioso disegno nell’atmosfera.

Tutte queste onde, quando tessono insieme questo disegno d’amore, calmano, incantano gli esseri umani, e tutto ciò è fonte di grande beatitudine.

In tali occasioni si sviluppa un sentimento speciale che non può essere descritto a parole, perciò potrebbe esprimersi in qualsiasi forma; ma la cosa principale è l’espressione.

Dio si è espresso attraverso la Creazione, generando questa Creazione, mentre la Creazione deve esprimere la propria gratitudine glorificandolo; e questo gioco deve proseguire in eterno. È il gioco più bello. Coloro che assecondano questo gioco conducono una vita eterna. Questa vita è senza fine, non si interrompe mai e lega l’intero universo con la sua splendida musica.

Oggi devo parlare soprattutto a quelle persone che si sentono deboli per seguire Sahaja Yoga, che sono incostanti, che mancano di forza, che hanno timore di prendere Sahaja Yoga sul serio.

È molto importante vedere questa tendenza all’incostanza, capire perché siamo incostanti. Potrebbe essere soprattutto l’ego a trattenervi dal fare qualcosa che è davvero molto importante. Questa incostanza ci viene da svariati aspetti; come vi ho detto, uno è l’ego.

Una persona incostante può essere intimorita dal suo stesso ego e smettere di praticare Sahaja Yoga dopo essere arrivata ad un certo punto, perché l’ego potrebbe dire: “Se prosegui avanti, c’è un tunnel nel quale non puoi entrare. Non dovresti proseguire, è molto pericoloso”.

Si potrebbe essere rovinati dalla propria pigrizia. Sento che la pigrizia è la maledizione di questo Paese, ed è anche la maledizione di Sahaja Yoga. Non so se sia la maledizione del mondo occidentale, ma la pigrizia è qualcosa di simile ad un diavolo che può tenervi fortemente incollati alle vostre posizioni e non vi permetterà di discostarvene.

Ad esempio, la mattina vi alzate e pensate: “Oh, va bene, che bisogno c’è di alzarsi presto al mattino? Non occorre meditare, lo farò domani”. Oppure iniziate a pensare: “Si può fare fra un mese, non importa, Mataji è qui e tutto andrà bene”.

Ma dovete rendervi conto che ci sono tantissime imperfezioni in voi e, se adesso non meditate seriamente, se non la prendete come una cosa molto seria, potreste rimanere tanto indietro da essere allontanati.

Dopo (avere iniziato) Sahaja Yoga, la meditazione è molto importante. Avete dormito e dormito per tutta la vita. Dormire non è così importante.

Oggi dovete promettermi che da domani vi alzerete tutti presto al mattino per meditare. Vi ho consigliato che sarebbe meglio se faceste il bagno la mattina, così non sarete assonnati.

La pigrizia è una cosa talmente subdola che non la vedete. Essa dà spiegazioni per qualsiasi cosa. Se dite: “Sono malato”, essa dirà: “Oh, sei così malato che dovresti andare in ospedale!”. Se dite: “Sono stanco,” essa dirà: “Tu sei estremamente stanco”.

Perché dovreste essere così stanchi? È solo la vostra pigrizia che vi dice: “Sei estremamente stanco, è meglio che non mediti adesso, sei così stanco! Meglio che ti riposi un po’, è importante”.

La pigrizia è peggiore del superego e dell’ego, è una forma di inerzia che vi tira giù. E, questa inerzia, dovete davvero eliminarla e venirne fuori. A voi piace perché dà spiegazioni per tutto, perché vi dà un po’ di comodità e volete dipendere da essa.

Ma Krishna ha detto nella Gita che la pigrizia è la cosa peggiore che possa capitare agli esseri umani: se cedono alla pigrizia, se accettano l’indolenza, troveranno qualsiasi spiegazione per essere pigri.

Egli la chiama alasya; secondo Lui è la malattia peggiore per chiunque aspiri ad una vita spirituale.

Potreste pensare: “Vedi, adesso non sto bene”, o qualsiasi cosa. La pigrizia può suggerirvi qualsiasi idea. Dato che io non ce l’ho, non so quali idee vi dia. Ma può suggerirvi qualsiasi idea molto, molto allettante per voi, perché sa come compiacere il vostro ego.

La pigrizia è qualcosa che soddisfa l’ego, che gratifica l’ego e vi fa sentire di essere molto stanchi.

Per quale motivo siete stanchi? Siete tutti giovani, perché dovreste essere stanchi? Vi stancate così presto, ma è solo la vostra madama pigrizia che vi suggerisce che siete stanchi.

Vi sorprenderà che, se dopo esservi sentiti stanchi correte per due miglia, riuscite a farlo.

Ora, perché la pigrizia ha un effetto tanto negativo su Sahaja Yoga? Perché la pigrizia lavora così tanto contro Sahaja Yoga?

La ragione è che non siamo ancora identificati con il nostro benessere. Non pensiamo che dobbiamo essere migliori, che dobbiamo migliorare, che dobbiamo progredire, che c’è un gran divario e dobbiamo farlo. Non ci identifichiamo con il nostro progresso.

Se vi dicessi che, qui in Inghilterra, correndo ogni mattina per due miglia vincerete una gara di bellezza, il 99,9% delle donne di questo Paese si metterebbe a correre la mattina presto. Se qualcuno dicesse agli uomini che se correranno per cinque miglia ogni mattina vinceranno (il titolo di) Mister Universo, non so, il 99,999% degli uomini potrebbe correre così. Questo poiché ci si identifica con questo genere di competizioni molto materialiste, di nessun valore.

Ma quand’anche lasciaste perdere questa competizione, cadrete in un’altra competizione: competerete tra voi in pigrizia. Si alzeranno al mattino, si guarderanno intorno: “Ora Cooly sta ancora dormendo, bene, lasciatemi dormire”. Allora Cooly penserà: “Lui dorme ancora, dormirò anch’io”.

C’è dunque una gran competizione su chi si alzerà per primo, su chi lo farà; ma se qualcuno si alza, inizieranno a trovare delle pecche: “Sì, si è alzato, ma a fare che? Stava solo bevendo il tè”, oppure: “Stava parlando”.

E voi? Voi eravate ancora a letto! Perlomeno lui si è alzato, se stava parlando non importa, ma almeno era sveglio! Che dire invece di voi, che stavate ancora a poltrire a letto?

Ora, è una cosa così infantile, insomma, è una cosa così infantile da dire a degli intellettuali come voi, così istruiti e bene informati.

Non si addice a me, una Madre di così grandi persone, parlare in questo modo; ma a volte trovo che i miei sahaja yogi siano come bambini di due anni e così devo ricordare loro che ormai sono cresciuti.

Vedete, potete anche dare spiegazioni per questo; ma quali spiegazioni darete al vostro Sé? Infatti, se dovete crescere, se volete che il vostro albero cresca, dovete cambiare le vostre priorità e le vostre identificazioni. Se dovete essere sahaja yogi di prima classe, dovete mettere la vostra attenzione su questo. Io non so come risolverlo.

Supponiamo di risolverlo nel modo seguente – è molto infantile, ma devo dirvelo perché ho visto che questo è il problema – (ossia stabilendo:) “Il giorno in cui non mi alzerò (presto), dovrò pagare dieci centesimi”. Facciamo in questo modo. Se guadagnate di più, allora fate dieci sterline. Ma (stabilite) qualcosa di simile. Oppure potete dire: “Quel giorno darò via uno dei miei maglioni”. Iniziate in questo modo, è molto semplice. Qualcuno dirà: “No, Madre, sa, quando medito c’è qualcosa che va storto in me”. Questo vuol dire che voi avete qualcosa che non va, che c’è qualcosa che non va in voi, quindi è meglio che vi sediate a meditare.

Ora, devo dire che se non meditate siete molto egoisti, questo è il punto principale, perché quando venite qui, da voi escono degli scorpioni che mi mordono i piedi, da voi escono dei serpenti che mi mordono i piedi. Volete fare questo a me? O anche agli altri?

(Infatti) l’altro giorno è venuto qualcuno a casa mia – c’erano Chaya e tutti gli altri – che aveva blocchi tali che loro (sahaja yogi) barcollavano per le vertigini, e cercavano tutti di eliminarli (i blocchi) e lavorarci.

Se volete che Sahaja Yoga funzioni in questo Paese e in Occidente, dobbiamo comprendere il nostro valore e dobbiamo lavorarci.

Se avete sempre dei blocchi, se ogni volta che mi incontrate avete dei blocchi, come farete a sentire la Kundalini?

Dovete sapere come la Kundalini si muove dentro di voi, dov’è, fin dove è arrivata. Dovrebbero esserci perlomeno dieci persone così, come minimo, visto che ho lavorato così duramente qui.

Voi non sapete, io non ho lavorato altrettanti anni in India, però saranno almeno l’80% le persone che riescono a sentire la Kundalini che si muove: (sentono che) è qui, è lì, è lì.

E alcune persone si sentono anche ultra-soddisfatte dei propri progressi. È come un intero gruppo di persone che stia andando da qualche parte, come un tiro alla fune: se anche una sola persona fa due passi in avanti, lì dov’è lei tutto il gruppo si muove.

Ma noi non guardiamo alle persone che fanno muovere il gruppo verso di sé. Ciò a cui pensiamo sempre è a competere con chi non si muove: se fa due passi indietro, noi possiamo farne tre indietro.

Questo atteggiamento non ci aiuterà. Sapete che Sahaja Yoga è l’unico modo, è l’unico metodo che la Grazia Divina vi ha dato, per mezzo del quale trasformerete il mondo intero. Ma come potranno dei fannulloni aiutare Sahaja Yoga?

Al giorno d’oggi la pigrizia è la cosa peggiore. So che questo non è il giorno adatto per dirvi tutte queste cose, ma dovete promettermi tutti che vi sbarazzerete della vostra pigrizia – swaha[1].

Ciò che ho visto è che ogni volta che vi incontro, avete dei blocchi.

L’altra cosa che va contro Sahaja Yoga – ve l’ho detto cento volte, non so quante – è parlare male degli altri sahaja yogi.

Siamo tutti parte integrante di un unico corpo. Facciamo l’esempio di essere tutti parte integrante di una mano. Ora, se un dito inizia a parlar male di un altro dito, che succederà? Parlar male gli uni degli altri è una cosa molto sbagliata. Quindi, oggi, decidete anche che non sparleremo mai di nessun altro, ma che guarderemo noi stessi, a quella che è la nostra situazione.

Ho visto fare osservazioni su altri da persone che sono esse stesse bloccate molto seriamente e non si preoccupano di sé.

Ora, facendo così, come progredirete? Se non mettete l’attenzione su voi stessi, ma la mettete sugli altri, non potete migliorare. Perciò un’altra promessa dovrebbe essere che non parleremo male degli altri sahaja yogi.

Ma nessun sahaja yogi dovrebbe dare le cose per scontate, dobbiamo lavorare davvero con molto impegno.

Quindi, l’abitudine di parlare male degli altri sahaja yogi dovrebbe essere la seconda cosa ad essere swaha; così come anche solo pensarne male. Voi state tagliando completamente i fili di Sahaja Yoga che io ho intessuto con grande dolcezza.

So che sareste generosi con me, che potete essere molto generosi: mi avete regalato un bellissimo dipinto, ve ne sono molto grata. Ma cercate di esprimere la generosità anche nei confronti degli altri.

Dovreste essere davvero uniti insieme, e allora potrete vedere ciò che possiamo realizzare.

Avete visto come abbiamo allestito bene l’esposizione. Erano tutti incantati, erano tutti molto felici che lo aveste fatto così bene.

È stata una cosa molto gioiosa e tutti si sono congratulati, mi hanno telefonato, dicendomi: “Come stanno insieme! Non ci sono state dispute, litigi, niente. L’hanno fatto così bene!”.

Quindi dite alla vostra mente: “Come osi pensare male dei sahaja yogi?”. Vi rendete conto che siete tutti santi del più alto calibro? Come potete fare tutte queste cose spregevoli, senza senso, di così basso livello? Io posso parlare male degli altri, magari dico: “Lui è negativo”, solamente per mettervi alla prova.

Lo faccio spesso per vedere quali sono i vostri sentimenti per gli altri. Se dico che qualcuno è negativo, rimanete semplicemente in silenzio; ci saranno due obiettivi. Uno sarà che, se simpatizzate con qualcuno, il mio scopo sarà di esortarvi a non solidarizzare, perché state solidarizzando con una persona sbagliata. O magari vi sto semplicemente mettendo alla prova.

Quindi tenetelo a mente; se dico che una persona non va bene, rifletteteci: “Sto solidarizzando con quella persona?”. Questa solidarietà negativa è molto comune, perciò la terza promessa dovrebbe essere che non solidarizzerete. Se simpatizzate… sim-patizzare significa partecipare al pathos degli altri.

Voi dovete solamente partecipare alla gioia dell’altra persona, quindi non solidarizzeremo con gli altri, con nessuno, ma condivideremo la gioia degli altri. Degli altri, condivideremo l’aspetto della gioia. E cercate la gioia, cercate di vedere gli aspetti positivi. Alcune persone non riescono proprio a vederli ed è così che vi dominate l’un l’altro: è una cosa sbagliata.

In una crescita di importanza vitale, è fondamentale sapere quali siano le parti vitali: se provate a schiacciare una parte vitale, non potrete neanche crescere, poiché siete sostenuti tutti insieme.

Quindi la terza cosa è che dovete promettere che non solidarizzerete più con nessun altro.

Nessuno di voi può amare tanto quanto amo io, quindi dovreste rendervi conto che non occorre affatto solidarizzare (con qualcuno). Dovreste, invece, avere sentimenti per tutti.

Ora, ogni essere umano ha un carattere ed un temperamento, oltre al suo Sé, ossia il suo Spirito, che nella sua forma è puro e dà le vibrazioni, vi indica (che il problema è a) destra, sinistra e tutto il resto.

Però ognuno ha un carattere, è importante; infatti, la fiamma che brucia in una candela può avere un certo stile, un’altra (può avere) uno stile differente.

È bello, la varietà è bella, vi dona bellezza, quindi dovete conoscere il vostro carattere. Rispettate il vostro carattere e gioite del carattere degli altri.

Io gioisco veramente dei vostri caratteri e della dolcezza con cui vi comportate verso i vostri caratteri, ma il temperamento non è voi stessi. Dovete abbandonare il temperamento. Il temperamento è qualcosa di orribile, dovete eliminare il vostro temperamento ma attenervi al vostro carattere.

Un carattere è qualcosa di così grande, qualcosa di così dolce, e io vedo quel carattere nelle persone e mi chiedo perché non si identifichino con il loro carattere piuttosto che con il loro temperamento.

Supponiamo che qualcuno abbia un temperamento che lo porti a dire cose sciocche – è un temperamento – dirà: “Che succede? Perché dico sciocchezze? È meglio che me ne liberi”. Qualcuno ha un temperamento per cui si scalda molto rapidamente; fate dunque in modo che questo temperamento non sia il vostro carattere.

Tuttavia ci sono persone di così basso livello che, anche nei loro caratteri, potete riscontrare qualcosa che continua a ripetersi, poiché il loro temperamento è diventato tutt’uno con il loro carattere. Quindi, cercate di separarli. Innanzitutto, separatevi dal vostro temperamento indirizzandovi verso il vostro carattere e, in quel carattere, accendete la vostra luce. Guardate quanto sarete belli, gioirete molto di più gli uni degli altri.

Ora, quando siete con me, io so tutto di voi, non ci sono dubbi, ogni cosa, quel che accade nella vostra mente. Io leggo le menti, leggo ogni cosa. Ma quel che vedo è la vostra luce, poi vedo il vostro carattere. Non mi curo del vostro temperamento, però arriva un momento in cui questo temperamento diventa più dominante e voi vi ci identificate tantissimo: “Io sono così! Io sono così! Che posso farci? Sono così! Mi succede. Io, io, io, io, io”.

Quindi, la quarta decisione dovrebbe essere: niente più “io”. Non diremo più “io”, “io penso”, “io credo”. Chi siete voi? “Io credo”- ora, chi siete voi? Siete forse Gesù Cristo per cui ciò che credete e ciò in cui avete fede è così grandioso?

Dovremmo dire: “Noi crediamo, noi siamo così”. Adesso dobbiamo muoverci in un unico corpo, con tutti i nostri diversi caratteri dobbiamo dire “noi, noi che siamo parte integrante di un’unica personalità”.

Perciò dite sempre “noi”. Ed è così che dobbiamo renderci conto che sono questi temperamenti a tenerci lontani dagli altri.

I temperamenti possono essere… qualcuno è un piagnucolone, allora rimarrà tale così a lungo da rompermi la testa.

Se qualcuno è pauroso, sarà sempre spaventato. Qualsiasi cosa si dica si spaventerà. Non serve a niente. Perché essere così? Siate normali. Se avete questi tipi di temperamento non va bene, siate normali.

Alcune persone sono aggressive o irascibili, perderanno sempre la calma. Quello è di nuovo un temperamento, non è il loro carattere.

Il carattere si mostra in piccole, piccole cose. Vi mostrerò (che cos’è) un carattere.

Una persona che di carattere è molto generosa, dirà qualcosa di molto generoso.

Una persona con un carattere amorevole, farà qualcosa che mostrerà la sua estrema amorevolezza.

Quindi, per prima cosa, scoprite qual è il vostro carattere. Se siete persone amorevoli, allora perché non amarsi l’un l’altro? Perché non parlare di amore? Perché non essere gentili? Noi sopprimiamo tutto questo e prendiamo il nostro temperamento come se fossimo noi stessi.

E una volta che scambiate il vostro temperamento per voi stessi, nascono problemi su problemi su problemi. Essi (i temperamenti) sono proprio come delle bolle. Questi temperamenti non hanno valore, non hanno sostanza, sono inutili. E sono quelli che più uccidono la gioia. Se avete una persona di temperamento irritabile, siete rovinati. Saprete tutti che quella persona ha quel temperamento e scapperanno via.

Ognuno ha un proprio modo di fare le cose, per cui occorre fondersi, arrendersi al Tutto. Dobbiamo imparare ad affidare le nostre piccole, piccole cose al Tutto, e allora vi sorprenderete di diventare così amabili, così integrati, nonostante i nostri diversi caratteri. Dovete mantenere il vostro diverso carattere, il vostro diverso modo di parlare, il diverso modo di camminare, il diverso modo di esprimervi.

Se non si antepone il carattere, diventerà tutto sgradevole, orrendo come le maleodoranti foglie putrefatte di questi giorni. Ma se rimuovete le foglie, queste vecchie ed inutili foglie, sotto troverete la bellissima erba. Quindi nessuno dovrebbe identificarsi con il proprio temperamento; questo è molto importante per Sahaja Yoga.

Dovete rendervi conto che le persone verranno in Sahaja Yoga grazie a voi, non grazie a me. Loro non possono capirmi, io sono oltre la loro comprensione, parlo di qualcosa che si trova al settimo piano. Loro non capiscono. Capiranno voi, non me. Questo è molto importante, forse non ve ne rendete conto.

Se non prendete Sahaja Yoga seriamente; se non fate nulla in proposito; se siete ancora molto attaccati alle cose; se non siete disposti a fare questo e quello; se non volete rinunciare a questo o quello, le persone diranno: “Oh, una persona simile è un sahaja yogi? Come può esserlo? Che cosa ha ottenuto?”.

Voi potreste rispondere: “Ho ottenuto la beatitudine, Madre mi ha donato la beatitudine”. Ma loro replicheranno: “No, non riusciamo a scorgerla sul tuo viso”.

Voi ancora vi criticate a vicenda, avete ancora una grande opinione di voi stessi, avete ancora blocchi qui e lì.

Siete dunque voi, siete voi il riflesso di Sahaja Yoga, non io. Loro si renderanno conto, si accorgeranno che: “Bene, Lei va bene” (nel senso di “Lei si sa che è irraggiungibile”, ndt).

Ho notato che alcune persone che sono miei familiari diranno: “Oh, Tu sei oltre. Nessuno può raggiungerti, quindi non ci proveremo nemmeno”. Ma se vedranno che c’è qualcuno che ha ottenuto qualcosa, allora verranno. Non è così?

Quindi voi siete come chi… diciamo che io mi trovi al settimo piano, mentre voi, tutti voi, al primo. Quando poi raggiungete il terzo piano, gli altri cominceranno a vedere.

La gente al primo piano non può vedere il settimo, ma se siete almeno al terzo piano diranno: “Oh, ci sono alcune persone al terzo piano; andiamo avanti”. È così, perché le persone vedono ciò che possono vedere, non riescono a scorgere ciò che non possono vedere.

Perciò, quando vedranno la trasformazione in voi, quella bellezza in voi, sapranno che esiste Sahaja Yoga.

Quindi, per Sahaja Yoga, dobbiamo sacrificare alcune cose e vi ho già detto che dobbiamo sacrificare tutte le strane abitudini o temperamenti che abbiamo.

Oggi dovete dunque decidere: “Rinuncerò a tutto questo”; e oggi, come vi ho detto, ci sono benedizioni speciali e funzionerà.

Dovete diventare sahaja yogi veramente validi. Ora, non potete farlo paragonandovi l’uno all’altro, non potete farlo parlando fra voi.

È qualcosa di vostro personale, siete voi che dovete attestare: “Sono a posto? Sono un buon sahaja yogi? Sto davvero progredendo?”. Dovete progredire; se non progredite, non crescete. Dovete tutti crescere, crescere e crescere.

Quindi, come ultima cosa, questo è il giorno in cui siamo molto felici. Ora, questa è la prima volta che il mio compleanno viene celebrato a Londra, la prima volta all’estero, e tutti i sahaja yogi indiani si staranno struggendo per me.

Sono certa che ovunque si stiano struggendo terribilmente per me, quindi dobbiamo pensare anche a loro. Pensate agli altri sahaja yogi, a quello che staranno facendo. Pensate a loro, vi sentirete felici. Mettetevi a pensare agli altri, vi sentirete molto contenti di pensare a queste persone perché anche loro sono vostri fratelli e sorelle.

Ed è così piacevole sentire di avere così tanti fratelli e sorelle che parlano la stessa lingua, quindi dovete trascendere la limitazione di essere in Inghilterra: no, noi siamo dappertutto, e in meditazione potete pensare a tutte queste persone che ci sono.

Instaurate i vostri  rapporti di amicizia con loro, stabilite la vostra intesa con loro; scrivete loro. Così come abbiamo amici di penna, potete instaurare delle amicizie di penna (con altri sahaja yogi, ndt) e potete iniziare a scrivere. Sarà davvero una buona idea iniziare a fare qualcosa di simile; ma c’è pigrizia anche nello scrivere lettere, assolutamente.

Vedete, io scrivo lettere molto più di quanto possa fare chiunque, ciascuno di voi, e questo nonostante io sia molto occupata. Sapete quanto io sia occupata, ciò nonostante scrivo lettere. Invece ho visto che i sahaja yogi inglesi non hanno tempo per scrivere lettere. Nessuno può credere che non abbiano tempo per scrivere lettere.

Prima di tutto dobbiamo decidere che anche questo è troppo. Qualsiasi cosa esagerata dovrebbe essere evitata. Quanto mangiamo? Quanto tempo trascorriamo parlando con gli altri? Decidiamoci, scopriamolo, e allora vi sorprenderà che, se lo cercate veramente, scoprirete di avere moltissimo tempo che potete risparmiare.

Come chi ha pochi soldi si siede e fa un preventivo di spesa, allo stesso modo fate un bilancio del vostro tempo. Voi siete sempre impegnati: ma a fare cosa?

Troviamo dunque quel tempo, quel tempo in cui dovete permettervi di crescere, quel tempo necessario per la vostra personale attenzione, necessario per la vostra evoluzione, che dovete dare.

Questo è il tributo che dovete pagare perché adesso siete anime realizzate e la responsabilità è vostra.

Per questo, la cosa migliore è usare la saggezza. Sedetevi e usate la saggezza e rifletteteci. Mataji ci ha donato la realizzazione, bene; la germinazione è cominciata, bene. Dove siamo? A che punto siamo? Abbiamo anche le nostre radici, o no? È spuntato il germoglio, o no? Dove siamo? Scopritelo per conto vostro. So che Mataji vi sta tirando tutti, e voi siete tutti trascinati in questo. Dovete proprio andare, muovervi da qualche parte.

Ma se impiegate tutti la vostra energia motivante… Nemmeno una persona dovrebbe rimanere indietro, altrimenti il suo peso ci trascinerà tutti indietro; non è così? Per questo dico che è una cosa da egoisti: (perché) se qualcuno rimane indietro, dobbiamo trascinarci ancora quel peso.

Quel che accade è come la storia di quella persona che fa tre passi avanti e cinque indietro. Quando arriverà? Non arriverà mai. “Quando arriverà?”, è un tipo di domanda che si pone in matematica, vedete: “Quando giungerà” questa gente che si muove più velocemente indietro che avanti?

Quindi, ognuno deve stabilire: “Sto andando indietro, (mentre) devo andare avanti”.

Così facendo aiuterete la crescita del Tutto, e sarà la cosa ideale per Sahaja Yoga. La vostra crescita individuale dovrebbe dunque essere appropriata, e la vostra crescita collettiva dovrebbe essere appropriata.

Non ci vuole molto. Dovete meditare, dovete sedervi in Nirvichara, dovete abbandonare i vostri pensieri. Provate ad essere in Nirvichara, cercate di essere in Nirvichara e sarete stupiti di come la cosa fiorirà.

Il prossimo anno voglio vedere arrivare molte più persone e, oltre a questo, voglio vedere progredire tutti.

Vedete, anche se portate migliaia di persone di nessuna qualità, a cosa serve? Che cosa ce ne faremo? Dobbiamo avere persone di qualità, persone che lo facciano funzionare (Sahaja Yoga), che ci si dedichino.

Chi si identifica ma non lo fa funzionare è inutile. Pertanto devono dedicarcisi tutti, devono lavorare intensamente. Non criticate gli altri, non solidarizzate e continuate a progredire sempre più.

L’altro giorno stavo cercando il significato della parola “ashram”: significa il luogo in cui vivono gli asceti. Se dovete andare in un ashram non portateci tutti i vostri bagagli: dovete portarci pochissime cose. In un ashram dovreste essere capaci di vivere con due o tre abiti (perché), vedete, l’ashram è un luogo in cui siete addestrati ad essere sobri, a controllare i vostri sensi, a controllare la vostra attenzione.

Ma anche lì che cosa facciamo? Scopriamo cosa facciamo per controllare la nostra attenzione. Quando andate all’ashram, la cosa migliore è adottare un trattamento rigoroso verso se stessi, assolutamente rigoroso: “Bene, ora siamo all’ashram, avanti tutta!”.

Alzatevi presto al mattino, fate questo, fate quello e lavorate in modo da far sì che, una volta usciti dall’ashram, siate assolutamente perfetti.

Questo dovrebbe essere l’ashram. Sembra invece che, quando ci va, la gente peggiori. È molto sorprendente! E lo hanno detto anche a mio marito, che ha chiesto: “Ma che razza di ashram avete, dove le persone vanno e prendono dei blocchi? Che tipo di ashram è questo?”.

Il motivo è che chi vive in ashram deve osservare una certa disciplina, alzarsi al mattino e non dedicarsi troppo a bere tè.

Ogni cosa deve avere un equilibrio. Continuate a ridurre, potete continuare a ridurre qualsiasi cosa. Vedete, se riuscirete a diminuire lo zucchero, sarà una bella cosa. Vi insegno come fare a rinunciare al tè, è molto semplice: prima di tutto smettete di prendere lo zucchero – metà di voi smetterà – poi smettete di aggiungerci il latte – l’altra metà smetterà – e allora smetterete di prendere il tè. In questo modo funzionerà, ma non occorre andare all’estremo di non bere più tè.

L’altro estremo, però, è che senza tè non riuscite neppure a parlare tra di voi, e per questo dovreste prenderlo in ogni momento.

Ebbene, adesso non avete bevuto il tè, niente, siete stati seduti piacevolmente. Fin da quando vi siete alzati stamattina apparite molto freschi e belli, nessuno è stanco. Ma poi: “Sono stanco, devo prendere un tè”. Tutte queste cose lavorano tutte insieme, per questo occorre assumere un atteggiamento molto, molto pragmatico verso Sahaja Yoga, e al Sahaja Yoga collegato a noi.

L’anno prossimo compirò cinquantotto anni, non so se sarò a Londra o dove si farà, forse potremmo celebrarlo (il compleanno) in India. Potremmo andare tutti in India. Ma non farà una bella impressione se i sahaja yogi di qui verranno con me e tutti i sahaja yogi di lì (India) saranno scioccati nel guardarvi, e diranno: “Che cos’è? Perché siete così? Non riusciamo a capire”. Non sarà una bella cosa.

Quindi, per la prossima volta non faremo così. La prossima volta andremo lì molto più puliti, molto migliori.

Perché non competere in questo, invece che in pigrizia? Perché non competere in questo? Se lui si alza alle quattro, perché non alzarmi almeno alle quattro meno un quarto? O almeno alle quattro meno cinque? Proviamo a competere in queste cose e funzionerà. Se volete farlo è molto semplice.

Ma andare in India, dove tutti dicano: “Oh, Dio, i sahaja yogi di Londra! Che problema sono! Adesso arriveranno e dovremo purificarli, fare questo, quello, di tutto!”… Finora hanno avuto esperienze molto strane (con voi).

Per la prossima volta, chiederei a tutti voi di prepararvi assiduamente per un anno. Provate soltanto per un anno, non di più.

Se dovete studiare medicina, diciamo, dovete studiare per sette anni. Qualsiasi cosa dobbiate fare, dovete studiare per anni; ormai lo avete fatto! Quindi, per un anno impegnatevi religiosamente a vivere in gioia, felicità ed amicizia con gli altri e con totale perseveranza e rigoroso controllo su voi stessi. Soltanto allora funzionerà.

Con gli altri (Shri Mataji ride) tantissimo amore, tantissima amicizia e dolcezza; con voi stessi un totale e assoluto rigore. Se siete arrabbiati, mettetevi davanti allo specchio ed osservatevi quando vi adirate: vedrete che ve ne sbarazzerete.

Tutte queste cose possono essere curate. Se avete qualche problema, ditemelo e vi dirò come fare, come sgonfiare il vostro ego, posso dirvi tutto individualmente.

Ma voi esponete questi problemi, dite: “Madre, ho questo problema, questo è il mio problema. Non so, sto facendo questo, come risolverlo?”. E funzionerà. Ma non funzionerà condannando voi stessi.

Anche questa è un’altra moda: “Sono così negativo, non valgo niente”. È una moda. Voi siete perfettamente a posto, non c’è niente di sbagliato in voi, l’unica cosa è che dovete lavorarci sopra e dovete crescere.

Quindi, dall’anno che sta per finire all’anno prossimo dobbiamo prometterlo, dobbiamo prometterlo nel giorno del compleanno di Mataji.

Mi avete offerto delle cose così belle, bellissime, delle frasi così belle, mi piacciono moltissimo; ma devo dirvi che questa volta vi sto impartendo la disciplina di Sahaja Yoga.

Disciplinatevi, la disciplina è fondamentale. Se non vi disciplinate… nessun albero indisciplinato può crescere correttamente.

Voi dovete disciplinarvi. Se non volete disciplinarvi, verrete soltanto ai miei programmi ma non mi sarete di alcun aiuto.

Dovete sviluppare la vostra profondità, dovete andare più a fondo e deve essere fatto funzionare.

Quest’anno avremo molti altri programmi di cui ho già parlato ad altri: potete informarvi da loro. Andremo a Parigi, in Svizzera, in America, e voi avrete molto tempo. Ma anche quando non avete nessun lavoro (da fare), quando siete soli, potete lavorarci.

In ogni momento dovete lavorarci. Quest’anno dedicatevi realmente, (che sia) un anno dedicato a migliorare completamente voi stessi, dandovi da fare, incontrandovi regolarmente e lavorandoci. Non soltanto scrivere (le decisioni su carta senza metterle in pratica, ndt).

Per esempio, all’incontro del comitato ci sono tutti. Partecipate tutti alla discussione e scrivete su un foglio: “Bene, dobbiamo fare questo, dobbiamo fare quello. Ci alzeremo tutti alle quattro del mattino”. Invece fino alle sei russano tutti. Questo non ci sarà di aiuto. Quindi dobbiamo lavorarci, perché è questo ciò che ci aspetta: è una cosa talmente meravigliosa! Un piccolo sforzo, e che gioia! Un piccolo sforzo, e che personalità! Un piccolo sforzo, e che potere! Un piccolo sforzo, e che forza collettiva!

Quindi: “Ho fatto un piccolo sforzo in più di quanto posso fare?”. E lasciate perdere l’idea di essere stanchi. Nessuno avrà un attacco di cuore, credetemi. Non si fermerà il cuore di nessuno, credetemi. Avete moltissima energia, ma incanalatela nel modo giusto, questo ci aiuterà tutti.

Mi piacerebbe anche ricevere da voi alcuni suggerimenti. Sedetevi e parlate fra voi per organizzare altri programmi.

Andrò anche a Brighton, abbiamo già fissato le date anche per Brighton. Ma per qualsiasi altro posto in cui volete che io vada – come Edimburgo o qualsiasi posto – io sarò qui a maggio, giugno e luglio, così, io sarò qui. Fisseremo le date, quando lo direte voi, e lo faremo (organizzare programmi). Ma io posso andare durante la settimana, mentre nei fine settimana sarà piuttosto difficile.

Abbiamo già fissato Parigi e quant’altro per i fine settimana. Ma nei fine settimana mi è difficile, perché ho altre cose di cui occuparmi. Così, ora che sono con voi fate tutto ciò che preferite, ma la cosa principale è che dovete essere completamente a posto.

Dovete apprendere Sahaja Yoga, dovete conoscerlo, dovete esserne esperti. Ho visto persone arrivate soltanto ieri diventare grandi esperte, mentre chi arranca da sette anni è ancora allo stesso punto.

Dobbiamo dunque lavorare in questo modo e avere fiducia in noi stessi, così come io ho fiducia in voi. Io ho grande fiducia in voi e posso vedere i bellissimi momenti che trascorreremo insieme gioendo completamente di noi stessi. Gioiremo assolutamente.

Voi non avete nessun timore, non fate passi che possano rovinare i temperamenti degli altri. O si è aggressivi o non si è aggressivi; ma non è mai così. Se siete aggressivi, poi abbandonate la vostra aggressività diventando timidi.

La timidezza non ha alcun valore in Sahaja Yoga. Cosa farò con persone timide? Timide, stanche, spente. Se siete stanchi, prendete un ricostituente, mettetevi a posto. Dovreste stare tutti bene e fare in modo di conseguire davvero quella brillante radiosità interiore.

Non crederete che vostra Madre lavori così tanto. Lei deve lavorare molto, molto duramente con voi e devo davvero farvi venire fuori, devo realmente tirarvi fuori.

Tuttavia mi trovate molto felice perché vedo qualcosa di così bello, piacevole, dolce, di così grande in voi, e ogni volta che lo vedo dico proprio: “Dopotutto, tutto questo scomparirà; vedete, queste sono tutte foglie secche, dovranno andarsene, l’autunno finirà e arriverà la primavera”.

Quindi, vedete, io dimentico e non mi preoccupo di quanto ho lavorato, di quanto devo lavorare.

Ma voi fidatevi l’uno dell’altro, amatevi l’un l’altro e date più fiducia e più amore e comprensione, invece di solidarizzare.

Non so come ringraziarvi, ancora e ancora, per avere reso quell’evento un così grande successo.

Le persone ne sono molto felici e noi aspettiamo con ansia il programma di domani, del 24, che sarà una giornata davvero molto, molto pesante per tutti noi. Quindi, dopo la celebrazione di oggi, vi renderete conto di stare molto meglio adesso.

Mantenete questo stato. Mettetevi in un bandhan, circondatevi (con un bandhan) e: “Avanti soldati cristiani!”. Questa è la realtà, dobbiamo essere così.

Noi siamo le persone che amano, noi amiamo, distribuiamo amore, emettiamo amore e dobbiamo diventare quel modello, quell’immagine per cui le persone guardandovi diranno: “Oh, queste sono le persone giuste!”.

Non abbiamo bisogno di indossare un abito (particolare) o qualcosa del genere ma, soltanto vedendovi sbocciare così, la gente deve credere che siete tutti straordinari.

Avete già mostrato il vostro grande lavoro in quella esposizione, e le persone sono rimaste incantate (nel vedere) come vi siete trasformati e la vostra grandezza. Intendo dire che sono rimaste davvero incantate dal modo in cui avete svolto l’intero lavoro, così bene e così sistematicamente.

Perciò devo ancora ricordarvi, in questo giorno, che dobbiamo promettere a nostra Madre: “Madre, quest’anno ti promettiamo che lavoreremo davvero con grande impegno. Saremo molto compassionevoli, gentili”.

Non ridete delle persone, non è un vostro diritto, non è il modo di fare; vedete, non dovreste ridere, non è educato. Provate semplicemente a capire ciò che le persone dicono.

Anche se sono stupide, non serve riderne. Osservate semplicemente ciò che dicono, qual è il loro atteggiamento, e tutto ciò produrrà una bellissima immagine di tutti i miei figli che amo così tanto, che amerò e amerò e amerò (sempre).

Qualsiasi cosa possa accadere, io sarò vostra. Ma, nel mio amore, devo dirvi che non posso sentirmi felice finché non vi avrò resi simili a me. Va bene?

Molte grazie.


[1] “(…) “Swaha”, che significa utilizzare il principio del fuoco per bruciare tutto ciò che c’è di sbagliato in voi” (Estratto da: Shri Rama Navami Puja, Londra, 02/04/1982).

“Swaha significa che consumate e bruciate qualsiasi cosa sbagliata leggiate o vediate.” (Estratto da: Conversazione con i sahaja yogi su politica e attualità, Canberra, 12/02/1992)