Discorso ai sahaja yogi, L’uovo e la rinascita

Caxton Hall, London (England)


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(03/2018 SOTTOTITOLI)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

L’uovo e la rinascita

Discorso ai sahaja yogi

Caxton Hall, Londra (GB), 10 Aprile 1980


L’altro giorno all’ashram vi ho parlato della Pasqua, della nascita di Cristo, della Sua resurrezione e del messaggio del Cristianesimo che è la resurrezione. L’uovo è una cosa molto significativa e, in una delle antiche scritture indiane, è scritto perché la Pasqua dovrebbe essere celebrata con un uovo. È molto sorprendente. In esse è molto chiaro, se si riesce a comprendere che Cristo è simboleggiato da un uovo.

Ora, che cos’è un uovo? In sanscrito, un bramino è chiamato dwjaha. Dwihi jayeti significa colui che è nato due volte. E un uccello, qualunque uccello, è chiamato anche dwija, ovvero nato due volte, perché prima l’uccello nasce come uovo e poi rinasce come uccello. Allo stesso modo un essere umano nasce come un uovo e poi rinasce come un’anima realizzata.

Ora, notate come sia significativo che entrambi siano chiamati con lo stesso nome. Nessun altro animale è chiamato dwija, a meno che non abbia prima la forma di uovo e poi venga fuori come un’altra cosa. Per esempio, nessun mammifero è chiamato dwija, ad eccezione degli esseri umani.

È notevole il fatto che in zoologia, se leggete, i mammiferi non depongano uova: fanno nascere i loro figli direttamente. Ed anche noi siamo mammiferi. Nonostante ciò, gli esseri umani sono chiamati dwijaha, proprio come gli uccelli. Ciò significa che gli esseri umani alla nascita sono uova, o meglio, diventano uova. E come diventano uova? Dipende dallo sviluppo dell’ego e del superego dentro di noi.

Ora, essendo tutti voi sahaja yogi, penso che capiate quello che sto dicendo. Quando l’ego e il superego [A lato: “E questo cosa sarebbe?”]… Quando l’ego e il superego [A lato: “Non c’è il grafico, vero?”] si sviluppano completamente in un essere umano e l’area dell’osso della fontanella si calcifica del tutto, voi diventate un uovo. Vi separate totalmente da vostra Madre, dall’Energia onnipervadente di Dio e siete lasciati a voi stessi, come un uovo; finché non maturate interiormente, dentro il guscio dell’uovo, in libertà, fino al punto in cui siete pronti per schiudervi. L’uccello Madre deve allora forare la sommità dell’uovo affinché voi ne scaturiate come uccelli. Voi siete già sviluppati lì dentro, e a quel punto volate fuori nello spazio dell’Energia onnipervadente di Amore divino.

Allora quanto è significativa la Pasqua, e perché Cristo? Egli venne su questa terra perché aveva appreso l’idea, aveva praticato l’idea, o possiamo dire che era esperto in questo, per cui era in grado di superare l’ostacolo attraverso il quale divenire dwija; Lui però lo era già.

Ma voi come potete credere di poter essere dwijaha, di poter rinascere? È stato affermato da ogni religione, da ogni profeta, che si deve rinascere. Finché non si rinasce – quello è il significato del battesimo; non questo tipo di battesimo (quello comunemente diffuso, ndt), ma quello vero – finché non si rompe questo guscio sull’area della fontanella, non potete diventare dwijaha. È scritto in tutte le scritture, è stato detto da tutti i profeti; ma qualcuno doveva mostrarvi che è possibile realizzarlo.

Essendo Lui l’Energia divina stessa, il pranava, essendo Lui il Brahma stesso, la Sua rinascita fu la resurrezione, la resurrezione del corpo; invece la vostra è una resurrezione della vostra consapevolezza. E lo vedete chiaramente. Questo è il significato della Pasqua.

Ora, in Sahaja Yoga, dobbiamo affrontare noi stessi completamente. Cristo era troppo elevato, ma venne sulla terra come un comune essere umano, affrontò tutte le sofferenze e i tormenti della vita, superò l’ostacolo e divenne la vita eterna. Egli era la vita eterna, divenne la vita eterna ed è la vita eterna.

Ma per mostrarvi che anche voi dovete diventare la vita eterna, la vostra consapevolezza deve risiedere in quella vita eterna. Ciò è possibile soltanto dopo la realizzazione, se conoscete il valore di quella vita eterna, se quella è la vostra priorità, se quella è la cosa più elevata, e voi dovete raggiungere quella e nient’altro.

Ma in effetti ci siamo identificati con così tante cose. Si può dire, ad esempio, che allo stadio di uovo avevamo il tuorlo e tutte queste cose ed eravamo contaminati da tutto ciò che avevamo intorno; pertanto, anche quando risorgiamo, non siamo in grado di identificarci con lo spazio aperto, le nostre ali devono ancora crescere, abbiamo ancora paura di volare. E in quel momento dovete essere accuditi.

Ma se siete inclini a tornare allo stadio di uovo, potete ritornarci. Questa è l’unica differenza tra un uovo umano e un uovo di uccello.

Anche se direi che un’anima realizzata non perde mai la sua realizzazione; essa può essere però talmente offuscata che la crescita potrebbe arrestarsi. Di questo è responsabile l’atmosfera in cui vivete.

Voi dovete avere una vostra forza di volontà, dovete avere una vostra comprensione, un vostro carattere per opporvi a ciò. Vi meraviglierete che i polli che mangiamo non possono volare, ma se andate a vederli nella foresta, sarete sorpresi di notare che sono fra gli uccelli più veloci.

Sono esattamente come i polli che abbiamo a casa, non c’è nessuna differenza; se li mettete a confronto noterete che sono proprio gli stessi per colore, peso, aspetto, modo di camminare, ogni cosa. Ma se li mettete insieme, al minimo disturbo uno si solleverà molto in alto, mentre l’altro non saprà dove correre, svolazzerà un po’ e andrà ad infilarsi in un piccolo spazio dove verrà catturato di nuovo, fatto a pezzi e distrutto.

Quindi, se gli esseri umani devono capire l’importanza della vita eterna, devono rendersi conto che possono trasformare l’atmosfera. Essi sono molto più potenti dei polli, no? I polli possono essere dominati dall’atmosfera; ma un’anima realizzata, attraverso la propria consapevolezza vibratoria, attraverso le radiazioni che fluiscono attraverso di lei, può modificare l’atmosfera.

Può trasformare l’ambiente circostante, può trasformare i suoi amici, i suoi genitori, i suoi fratelli e sorelle, i suoi parenti, i suoi vicini; può trasformare la sua città, può trasformare il suo Paese e può trasformare il mondo intero. Ora i sahaja yogi hanno una speciale responsabilità, in quanto sono i primi a trasformare se stessi.

Mi riferisco alle anime realizzate del giorno d’oggi, poiché quelle del passato non conoscono Sahaja Yoga; perciò non dovrebbero essere definite sahaja yogi in quanto non sono a conoscenza della Kundalini, non sono in grado di alzare la Kundalini, non sanno niente.

Inoltre, siccome hanno una certa consapevolezza di essere diversi dagli altri, o sono cinici o sono egoisti. Pertanto, la responsabilità dei sahaja yogi dei tempi moderni è davvero grande in quanto essi rappresentano il punto cruciale, il punto di svolta. Essi invertiranno l’onda. È un’onda che può salvare o rovinare. Un’onda può rovinare, uccidere migliaia di persone con la sua spinta verso l’alto, verso una direzione sbagliata; ma la stessa onda può trarle in salvo sulla spiaggia.

La responsabilità è dunque molto grande, e l’importanza dei sahaja yogi è molto maggiore di quella di tutti i santi nati prima su questa terra. Infatti, gli altri santi non sapevano che cosa sarebbe successo agli altri se fossero stati irresponsabili. Alcuni di loro hanno scritto dei buoni libri; ma sono sicura che, nel frattempo, hanno commesso errori. Quei santi che sono stati grandi anime realizzate non sapevano nemmeno un millesimo di quel che sapete voi sulla Kundalini, e non avevano nemmeno il potere di alzare la Kundalini degli altri e dare loro la realizzazione.

Ad eccezione di pochissimi, come per esempio Giovanni Battista che faceva tuffare la gente (Shri Mataji parla ridendo) a capofitto nell’acqua, nell’elemento acqua, perché penetrasse per primo (la loro fontanella, ndt); li immergeva ben bene e ripetutamente e con le proprie vibrazioni alzava loro la Kundalini. Non so, tuttavia, se abbia dato la realizzazione a qualcuno, ma era in grado di darla. Infatti nessun personaggio di quell’epoca parla da anima realizzata; stanno ancora cercando, la loro ricerca non è giunta a conclusione. Non sanno ancora nulla.

In India ci sono molte persone che hanno scritto sulla realizzazione del Sé. Essi erano in una posizione di vantaggio, poiché esistono molti testi sull’argomento. Invece i discepoli di Gesù non avevano quel vantaggio, altrimenti anche loro avrebbero scritto molto.

Ma scrivere non è la cosa principale. Si può riconoscere un’anima realizzata dal modo in cui parla. Se qualcuno non è un’anima realizzata, se è ancora immaturo, potete scoprirlo. Potete scoprire molto facilmente un sahaja yogi immaturo, proprio come potete scoprire un uovo andato a male. Non dovete romperlo per rendervi conto che ha un cattivo odore; potete vederlo dal peso, o potete rendervi conto se un uovo è sano o no anche mettendolo nell’acqua. Esistono molti semplici metodi per verificare se un uovo è guasto o no.

Ci sono alcune uova in procinto di marcire, altre sono completamente guaste ed altre ancora puzzano veramente. Dimenticatevi di queste. Ora, una delle prime cose che accade alle anime realizzate è che la loro attenzione va verso quelle più guaste, vedete, e le portano da me per farmi un “favore”; quelle più guaste e incorreggibili, e io devo continuamente fare sforzi con loro.

Non so perché debba esistere in noi questa psicologia per cui portiamo i casi più difficili a Madre, le presentiamo i compiti più ardui per  conferirle la posizione più elevata e santa.

Non ho rimpianti al riguardo, né lamentele; ma è tempo sprecato, è tempo davvero molto sprecato. Quindi è meglio trovare individui non così guasti, bensì persone a posto, non molto rovinate; altrimenti, se i gusci sono rotti, se l’intero tuorlo è caduto a terra, come facciamo a raccoglierlo?

Ora abbiamo la maggior parte delle uova al sicuro, ma non abbiamo modo di avvicinarle, perché in queste uova avviene una contaminazione a causa del calore ed esse si guastano. Anche il calore nel corpo, come avete visto, è causato da malattie come il cancro, o qualunque cosa emani come calore da un sahaja yogi indica che c’è qualcosa che non va.

Mentre soltanto il tepore dell’uccello madre dà la realizzazione alle piccole uova rendendole uccelli. Allo stesso modo, è il tepore dell’Amore Divino a compiere il lavoro.

Tuttavia gli esseri umani non ne comprendono l’importanza. I migliori sono quelli che volano alla prima apertura. Nel caso di quelli che non lo fanno, che se ne stanno seduti a lagnarsi, a pensare, ad analizzare, oppure sono impauriti o spaventati o cominciano a farsi domande, il loro progresso è molto lento.

Infatti, al momento della nascita c’è una forza straordinaria dietro di loro e possono uscire facilmente. Ma se state lì a compiangervi e a pensare alle vostre paure, la paura si insedierà sui vostri arti e sulle vostre ali e non potrete volare. La tendenza a pensare e ad analizzare che continua dopo la realizzazione rende le ali molto pesanti.

È questo il motivo per cui ho visto gente prendere la realizzazione nei villaggi in India, dove le persone sono molto meno complicate, ed affidarsi alle proprie ali senza alcuna paura. Noto proprio che volano in aria e riescono ad imparare a volare come se fosse un loro diritto di nascita. Loro sono proprio lì, senza problemi. Ogni volta che vogliono possono scendere e poi tornare lassù.

Ma quelli che diventano pesanti a causa delle paure o dell’ego o delle loro identificazioni errate, volano un po’ e ricadono, volano un po’ e ricadono. Ed ogni volta che cadono accade loro qualcosa: si feriscono, provano a ferire me incolpandomi di ciò che è successo loro.

Questa è la parte peggiore.

Infatti essi pensano di essere caduti perché io ho chiesto loro di volare. Arrivo persino a giustificarli perché sono ancora giovani, ancora molto ingenui; ma la cosa migliore è affidarsi alle proprie ali appena ricevuta la realizzazione.

Ora sto dicendo questo, specie alle persone che hanno già ottenuto molto, perché avete impiegato quasi tutti moltissimo tempo. Così, ora, quando portate persone nuove, quando parlate alle persone nuove, dite loro: “Noi abbiamo fatto tutti questi errori e siamo stati dei maestri davvero lenti, facevamo tre passi avanti e quattro indietro. Ora vorremmo invitarvi ad intraprendere questo volo e ottenere la gioia”.

La terza cosa molto importante da capire è che la mente – la terminologia è molto confusa: non so cosa significhi la parola inglese mind (mente), ma se pensate che la mente sia il vostro intelletto mediante il quale pensate, buddhi, allora questa mente ha avuto molte divagazioni, specialmente in Occidente.

Quindi la complicazione è molto peggiore perché la mente ha continuato a vagare ovunque; pertanto, il primo impatto della realizzazione, di questa resurrezione, raramente è di gioia. E, se pure è di gioia, uno poi va giù. Può succedere in molti casi che la gioia arrivi soltanto per circa un’ora e poi si torni come prima. Poi di nuovo si ricomincia a salire e, quando si comincia a salire, si affrontano le proprie complicazioni e i propri metodi complicati.

Prima di tutto le vostre priorità erano sbagliate a causa dei vostri modi intellettuali di fare le cose; priorità quali sprecare la vostra energia su cose insignificanti come facciamo sempre. Ad esempio: “Ora questa cosa non è fissata correttamente”; e allora si va in collera per questo. Qualcuno arriva in ritardo e vi arrabbiate. Vedete, si dà importanza a norme come dover essere puntuali, il tempo è molto importante: ma per cosa?

Perché noi abbiamo vinto la guerra, la guerra di Waterloo, grazie al tempismo. Ma qui nessuno sta andando a combattere una guerra, giusto? Noi non stiamo facendo gli stessi lavori che facevano quelle persone, non siamo soldati che hanno dovuto combattere una guerra: noi siamo soldati di pazienza.

Il tempo è… vi è un’identificazione eccessiva con questa questione della puntualità.

A quel punto vi sono due forze che entrano in gioco: una è la vostra identificazione con il tempo e l’altra il mio gioco di prendervi in giro. Dopo la realizzazione non avrete mai le cose in tempo: sarà tutto fuori tempo, e allora vi renderete conto che era stupidità. Infatti in modo diretto non lo capite.

Se vi spingete un po’ oltre con una semplice identificazione come quella con il tempo, capite che, per la Kundalini, che significato ha l’orario? Potete forse dire a che ora riceverete la realizzazione, esattamente a che ora secondo l’orologio? Il mio orologio proprio ora fa le sette e mezza, ma potrebbero essere le sette, potrebbero essere le sette meno un quarto, potrebbero essere le sei, potrebbe essere l’una. È il mio orologio e lo regolerò come voglio io. Nello stesso modo voi non dovete essere schiavi dell’orologio.

Ora, l’orario… [ridendo], se provate anche altri trucchi, qualsiasi follia come questa… per esempio, la gente è molto meticolosa riguardo alle caratteristiche degli altri, non le proprie, ma quelle degli altri. Se l’altro ha una caratteristica un po’ particolare è finita: allora non si ha pazienza con quella persona. Ci si ferma all’aspetto esteriore di una persona, poiché non vedete la sua interiorità. E quando queste false identificazioni vi si attaccano troppo, io devo fare qualcosa al riguardo, giusto?

Voglio dire che non esiste altro modo che giocarvi qualche tiro. Allora siete disorientati con Sahaja Yoga, pensate: “Oh, ero molto a posto, che succede?”.

C’era una signora in America cui diedi la realizzazione. Era una donna indiana che gestiva un negozio. Immaginatevi una donna indiana che gestisce un negozio in America; e lei lo aveva. Quello che voglio dire è che per lei non esisteva nient’altro che quel negozio, non riusciva a pensare ad altro che al suo negozio e conosceva tutto ciò che era nel negozio: tutti i prezzi, tutto, i suoi profitti, questo, quello.

E quando prese la realizzazione si dimenticò tutto. Se ne dimenticò proprio e non sapeva più dove aveva le cose, sapete, ed era piuttosto preoccupata. Diceva: “Cosa mi è successo ora? Non mi preoccupo più del mio negozio e non mi ricordo dove ho messo le cose e succede tutto questo…”. Ma il risultato fu che, sebbene fosse così preoccupata e turbata, ricavava enormi profitti, molto maggiori di prima. E non riusciva a capire cosa succedesse, perché si trovasse in un tale stato di confusione. E si mise a raccontarmi: “Madre, non riesco a capire: è successo questo ed ero così confusa che ho perso tutto il mio senso di orientamento, del tempo ed ogni cosa; malgrado ciò realizzavo grandi profitti. Com’è possibile? Cosa mi succede? Voglio dire che non capisco come fa a funzionare ora”.

Lei era anche molto brava a tenere i conti, sapete, ma non riusciva più a tenere nessuna contabilità. E alla fine scoprì che, senza tenere la contabilità, guadagnava molto denaro e le cose cominciarono a prosperare. Allora dissi: “Ora lascia così le cose: perché vuoi preoccuparti di ritornare nella stessa situazione in cui dovevi registrare ogni singolo dollaro, due dollari?” Adesso lei dice: “Devo registrare centinaia di dollari”, vedete, è così.

Ora, in realtà, ciò che accade quando si verifica questo è che andate oltre i pensieri; e quando andate oltre i pensieri, accettatelo come una benedizione, accettatelo come una vostra conquista, accettatelo come la vostra resurrezione.

Infatti, voi trascendete i pensieri, ed è con i pensieri che avete fatto tutte queste cose meticolose, vedete; i vostri pensieri svaniscono e voi non ottenete quelle informazioni e quella completa “efficiente” capacità di registrare in base alla quale capite se siete efficienti o no.

In apparenza la vostra efficienza diminuisce; invece, complessivamente, essendo voi in consapevolezza senza pensieri, l’intero dinamismo del meccanismo di Dio comincia ad operare per voi e vi meravigliate dei risultati e siete assolutamente rilassati. È come se tutti loro (deità, ndt) iniziassero a lavorare per voi; e voi ve ne state soltanto a guardare come sono le cose e a chiedervi che cosa sia.

Ma se non capirete l’importanza della consapevolezza senza pensieri, di quel punto – che è come questa posizione dalla quale io devo parlare (palco, ndt) – allo stesso modo, se non capirete l’importanza della consapevolezza senza pensieri, della vostra resurrezione, del vostro ingresso nel regno delle benedizioni divine, rimarrete attaccati ai vostri pensieri.

A quel punto cominciate ad agire secondo i vostri pensieri; allora io organizzerò giochi affinché niente funzioni secondo i vostri pensieri e sarà tutto molto evidente. Voi penserete qualcosa, pianificherete qualcosa ma questo dovrà fallire. Se non fallirà, voi non abbandonerete i vostri pensieri.

E allora le persone saranno di nuovo confuse: “Madre, io volevo fare questo, volevo fare questo perché ci credevo”. Così tutte le vostre convinzioni e i vostri desideri vengono assolutamente neutralizzati e voi siete disorientati. Infatti dovete rimettere tutte queste cose nelle mani di Dio. È Lui che fa tutto, voi non fate niente. Egli è onnipotente.

Quando c’è l’Onnipotente a fare il lavoro per voi, perché volete inutilmente farlo voi? Solo per gonfiare il vostro ego; ed anche l’ego è sbagliato, perché voi non fate niente. Pensateci. Solo Dio può avere ego perché Egli fa tutto, mentre il vostro ego non ha senso, non fa niente. E a causa di queste elucubrazioni mentali qua e là, del modo in cui avete reso il vostro cervello, vedete, ogni volta spunta fuori una cosa, poi un’altra…

manca nell’audio

poi un’altra; con il tipo di cervello che avete creato qui, non riuscite ad accedere alla gioia.

Ma la prima cosa che vi accade è che voi cominciate a percepire la consapevolezza collettiva, come minimo: cominciate cioè a sentire cosa non va negli altri, cominciate a capire, poi volete sapere quali deità ci sono, poi volete scoprire in che modo tutti questi (chakra, o deità, ndt) sono collocati lì, e volete scoprire tutta la conoscenza, volete conoscere Sahaja Yoga. In questo non vi è grande trasformazione. Quando avviene la trasformazione, si ha solo gioia.

Poi volete verificare la verità, così anche la verità vi appare. “Lui è un’anima realizzata? Sì”. (Oppure) “Lo è? No”. Poi: “Questo libro è corretto? Sì”, perché le vibrazioni fluiscono”. “Questo posto che abbiamo trovato è quello giusto? Sì.

(l’audio continua)

Mentre quest’altro non lo è, quello non lo è”. In quel modo cominciate a verificare ogni cosa. C’è chi verifica persino se debba comprare questa o quella cosa oppure no, se debba fare una certa cosa; così. Vedete, procedono sempre utilizzando la loro consapevolezza vibratoria.

La verità è nata in loro, sanno cosa è la verità e cosa non lo è. Mediante la propria attenzione, la loro chitta, possono verificare la verità. Per prima cosa la vostra chitta viene illuminata, poi in quella illuminazione trovate la verità. Ma la gioia manca ancora a causa delle vostre elucubrazioni mentali.

Ma una persona non complicata, se ottiene la resurrezione, cresce molto velocemente, senza curarsi di queste elucubrazioni. Come se un uccellino, appena uscito dall’uovo, cominciasse a pensare: “Ora, come dovrei muovere le ali?” E allora va in una biblioteca e prova a scoprirlo [risate e Shri Mataji continua a parlare ridendo]. Oppure, consulterà altri uccellini: “Sediamoci un po’ e vediamo come si fa a muovere le ali.” Le ali hanno il potere di sollevarsi, lasciate che si sollevino. Questo è ciò che accade, ecco perché esistono tutte queste elucubrazioni.

Così vi dirigete verso l’aspetto che consiste nella scoperta della verità in ogni cosa.

Poi l’attenzione si dirige più sulla consapevolezza collettiva che sulla verità. Così, naturalmente, scoprendo la verità sugli altri, sapete, dite immediatamente: “Oh lui ha un blocco qui, lui ha un blocco lì, lui ha un problema qui e un problema lì”.

Ma se siete al livello della gioia, in cui io mi trovo… io non so molto di Sahaja Yoga, in effetti lo vengo a sapere da voi; io sono in completa gioia. E lì, sapete, scoprite: “Oh, lui ha questo blocco, lui è così, questa persona ha questo problema e quella ha quel problema e questo deve essere il motivo”…. Ora sono diventati tutti uccelli. Ormai non sono più uova, c’è solo un po’ di tuorlo attaccato qua e là al loro corpo. Madre li purificherà, tutto qui.

Ma ciò che accade è che pensiamo di essere ancora nell’uovo, perché si ritorna nel guscio, si ha paura di volare. Allora come si può volare? Sapete, si è ancora nel guscio e preoccupati di spiegare le ali, vedete? Non si vuole uscire.

Il guscio deve dunque cadere del tutto. Ma invece di rimuovere il guscio, voi ci rientrate pensando: “Oh Dio, perché quella persona è nel guscio? È meglio che ci torni anch’io.” E quando ciò accade, la resurrezione è ritardata. La resurrezione è completa solo quando raggiungete lo stato di gioia.

Ma vediamo cosa succede ad un semplice abitante di un villaggio indiano quando gli do la realizzazione. Egli prova gioia e non vuole sapere niente al riguardo. Sapere non è compito suo, egli conosce solo la gioia. Al massimo sa dei chakra e come funzionano e tutte queste cose; intendo dire che il suo stile consiste nel guardare tutto da quella posizione (gioia, ndt): vede tutto, ogni cosa molto chiaramente.

Noi abbiamo alcuni grandissimi sahaja yogi in India, lo sapete, di livello molto elevato. L’altro giorno ho ricevuto una lettera da uno di loro ed ero meravigliata dal suo modo di esprimersi, molto meravigliata. Parlava proprio come Socrate. C’è un uomo che incontrai, un semplice conducente di carro, sapete, questi carri trainati dai buoi che abbiamo. Mi stava portando in una di queste processioni che abbiamo nei villaggi ed io cominciai a parlargli. Ero meravigliata, era Kabir, parlava con me proprio allo stesso modo. Disse: “L’intero mondo ora è aperto a noi, l’intero universo si schiude a me; e mi meraviglio di quale loto io sia diventato e della mia fragranza che colma e..”. Io ero stupita di lui, della poesia con cui si esprimeva, lui, un conducente di carro. È perché egli non aveva nessuna elucubrazione mentale; era lì, aveva raggiunto quel punto.

E se voi gli chiedete: “Qual è il problema di questa persona, com’è?”. “Oh, sta crescendo, sta molto bene, ora sta molto bene, molto meglio, molto meglio”.

Non mi direbbero mai che ha un blocco in questo o quel chakra e tutti questi dettagli, del tipo: “L’elenco completo è: alle cinque in punto aveva un blocco al Nabhi, alle cinque e due minuti aveva un blocco al cuore. Alle due e cinque minuti aveva bloccato l’Agnya e poi improvvisamente il suo Swadhistana sinistro”.

Per rispondere alla domanda: “Di che cosa soffriva quella persona?”, voi vi siederete per un esame, perché dare esami è stata una vostra abitudine; perciò volete studiare l’intero argomento nello stesso modo in cui vi presentate all’esame di laurea in medicina e chirurgia. E volete prendere nota dell’intera storia del paziente e giungere ad una conclusione; ma questa conclusione sarà completamente errata, perché nel frattempo quella persona avrà preso la realizzazione e starà controllando i vostri chakra! [Risate]

Questo è il ribaltamento tipico di Sahaja Yoga: la cosa più interessante è vedere il modo in cui gioca con voi e vi fa capire che non va bene come fate voi, che perdete tutto il vostro senso dell’umorismo divenendo persone molto serie, frustrate che poi perdono le staffe. No, è la gioia lo stato in cui si deve entrare. E quella gioia potete averla se abbandonate quelle elucubrazioni mentali.

Ad esempio, alcuni di loro mi scrissero una lettera dicendo: “Madre, abbiamo letto il libro di Gregoire, ma è molto difficile per noi, non capiamo neppure una parola.”

Mentre loro sono grandissimi sahaja yogi. Disse: “Abbiamo rinunciato, sa, noi sappiamo bene l’inglese ma questo è troppo per noi, è troppo e non riusciamo a capirlo, vede. Una parte andava bene, quando parlava della ricerca e del suo incontro con Lei. Dopodiché non sappiamo cosa sia scritto là, non capiamo niente. La prossima volta che Lei verrà, perché non scrive un altro libro, sa, che parli soltanto di ciò che abbiamo trovato?”.

Loro sono molto semplici; sono tutte persone istruite, non che non lo siano, ma non hanno questa complicazione. E riguardo a queste complicazioni che si riscontrano in Occidente, dovremmo stare attenti.

È solo… ve lo dico perché, in qualche modo, il movimento si è avviato in Occidente; ma noi andiamo agli estremi in tutto, in ogni cosa.

Qualsiasi cosa si dia loro (agli indiani, ndt)… intendo che date loro una semplice cosa, sapete, dite loro: “Ora vi do dieci fiori, va bene?”. (Diranno:) “Lei mi ha dato dieci fiori, bene, allora li porto in un vaso per metterceli”.

Ma se si danno dieci fiori ad un occidentale, vi scriverà una lettera: “Grazie tante per i due narcisi, per la margherita, per questo e quello”, e altro. Poi: “So anche in quale negozio li ha comprati”. E dopo andranno nel negozio e scopriranno quanto devo aver pagato. Allora penseranno: “Ora come posso sdebitarmi?”. Vedete, siccome avete dato loro dieci fiori, deve essercene uno in più, almeno undici: “Quanto mi costerà?”. Così l’attenzione sarà rivolta al costo. Bene, poi metteranno ad interrogarsi sull’estetica di certe cose e poi penseranno: “Quale (fiore) dovremmo dare?”.

Insomma, è proprio un grattacapo, vi dico. Una cosa semplice come regalare dieci fiori va a finire ad un estremo.

Ora il problema, con tutto ciò che accade, con tutti questi avvenimenti, è: a cosa siamo ridotti? A cosa veniamo ridotti? Lo riconoscete? Lo capite? Qual è la cosa più importante per noi ora? Non è la nostra attività economica. Lo è forse? No. Anche bere non è importante – naturalmente quella è la seconda attività principale, penso, o forse la terza – o drogarsi. Niente è importante.

L’attività molto rudimentale che ogni animale conosce è diventata l’attività più importante per la mente occidentale. Insomma, è come se fossimo ridotti ad una realtà sessuale. Intendo dire che è una follia, vi assicuro.

Insomma, ora voi siete risorti, potete vederlo molto chiaramente; ma che dire a chi non è in grado di vedere? Come parlargli? Ed è questo è il problema maggiore: voi non sapete dove vi state dirigendo, dove siete, avete perso gli ormeggi, vedete, a causa di queste elucubrazioni mentali. Gli ormeggi sono persi. Non riuscite a scoprire la profondità in cui vi trovate; è come andare ovunque per poi riapprodare nello stesso posto.

Come in un film che ho visto, in cui alcune persone, su un aeroplano che aveva perso la rotta, furono improvvisamente colte da malore pensando che sarebbero finite nello spazio cosmico e atterrate in qualche nuovo posto. E d’improvviso atterrarono in un luogo e scoprirono che era un posto bellissimo, con un fiume e una bellissima montagna. Pensarono di dover essere atterrati sulla luna o su qualche pianeta bellissimo e rigoglioso, sapete.

E vi si erano sistemati molto felicemente dicendo: “Ora ci sistemeremo qui ben bene, ci costruiremo una casa, proprio come Robin Hood, e saremo molto felici”. E con quella idea si addormentarono. Al mattino furono svegliati da un poliziotto inglese che diceva: “Ehi voi, cosa state facendo qui?”. Erano soltanto in Inghilterra. Erano decollati dall’Inghilterra ed erano riatterrati lì senza rendersi conto di dove fossero.

Nel mondo immaginario del sesso, non vi rendete conto di essere allo stesso punto rudimentale, proprio alla base senza aver fatto nulla, nessun progresso di alcun genere. L’unica cosa è che avete creato un’allucinazione, rendendo il tutto qualcosa di molto melodrammatico. E il problema principale è quello. Questo va sottolineato e compreso. E, quando inizierete a comprenderlo in quanto sahaja yogi, vi renderete conto di quanto sia importante per voi che siete in Occidente dedicarvi a Sahaja Yoga con grande intensità.
E questo è anche il motivo per cui la gioia per il momento è tenuta fuori dalla vostra portata. Perché dovete conoscere quelle elucubrazioni mentali per spiegarlo a loro.

Infatti, supponendo che voi incontriate un filosofo occidentale, un intellettuale – io ne incontro molti, sono dei veri grattacapi, perché non sono molto brava in queste cose, sapete – chiederà: “Lei ha letto il signor Scriteriato?”. Io ho risposto: “Ma chi è?”. “Oh, è laureato in questo, medico specializzato in quello”. “Non l’ho letto”. “Oh, lui dice…”. “D’accordo”. Dovete leggere l’intera biblioteca per parlare con qualcuno di loro, sapete. E poi diranno: “Sa, questa sua cosa non si addice alla nostra cultura, no”.

Immaginate: è quella la cultura degli inglesi o degli occidentali? Gli intellettuali moderni, vedete, cosa sono? La stessa cosa rudimentale, tutto qui. Niente di più. Loro vi dicono di conservare il vostro ego, solo quello. Ogni cosa va a finire lì. E qui dovete affrontare simili pazzi, quindi è meglio che conosciate tutti i metodi analitici per parlare con loro.

Loro non vogliono sentir parlare di Dio, non vogliono sentire niente di Cristo, non vogliono sentir parlare di nessun altro se non di un uomo che dica loro di diventare proprio in quel modo (Freud, ndt). Potete dire che sono in “devoluzione”, non in evoluzione. Essi sono degradazione. Oggi un individuo simile è accettato e considerato come un dio.

Così è compito dei sahaja yogi capire e riconoscere l’importanza del loro essere occidentali. Quanto potenti dovrebbero essere, e quanta forza di volontà dovrebbero avere per combattere ciò, perché questo è il punto di svolta.

Ed anche per me è il punto di svolta.

Eravate tutti… tutti sahaja yogi, non c’è nessuna (persona nuova, ndt)… Ah, lei è già venuta prima, vero?

Una persona dal pubblico: No, sono nuova.

Shri Mataji: È così? Mi spiace. Potete darle la realizzazione oggi, poiché oggi, come al solito, il tempo non si ferma per me e io non mi fermo per il tempo. Devo andare a fare qualcosa che voi capite.

Siete tutti invitati a casa mia per cena e lì è stato cucinato tutto per voi, per chi vuole andare. Infatti ho invitato alcuni a pranzo che sono venuti in mattinata, ma non sono riuscita a dirlo a tutti. Io però sto partendo, sebbene sia anche lì. Chi può andare e vorrebbe mangiare qualcosa può andare a casa mia. Spero che ce ne sia a sufficienza. Se no, spero che qualcuno si occuperà di questo aspetto.

Achar-vachar bhi bahot hai gharme. Sab nikal lena aur khurdi-wudi banwale nagarin kaise. [traduzione: ci sono sottaceti e molte cose a casa, tirateli fuori e preparate del cibo con quelli]

Coloro che vogliono venire a casa mia sono i benvenuti e possono assaggiare il cibo che ho preparato e gioire.

Mi dispiace, sa, oggi devo andare, ma lei riceverà la realizzazione senza problemi. Ha sentito la brezza fresca nella mano? Niente? Sicura? Ora guardate: di nuovo la questione del volo. Ora verifichi se riceve la brezza fresca o no.

La signora nuova: Qui e qui.

Shri Mataji: Allora va bene, fatto. Ora voli. Voli via veloce, immediatamente. Voli via veloce. Se tornerà un’altra volta nel buco sarà difficile, capito? L’ha ricevuta. Bene, datele qualche dispensa. Non sapevo che lei fosse nuova, sa, ma va bene, non fa niente.

Queste cose erano rivolte ai sahaja yogi, sa, perché qui ci sono persone davvero grandiose, tutti grandi esperti. [Alcune risate] In effetti io devo imparare da voi molte cose. Sono tante le cose che non so, vi dico, ed è stata una tale conoscenza (forse intellettuale, ndt), ne ho letta troppa.

Quindi molte grazie, e qualcuno deve guidarli. Chaya? Unko leke jav aur itno ke liye to shayed nahi ho ga, lekin jarasa sotana chaval banalo. Aur kuch bana dega vo. aise kafi hai gharme, saman. Aj khanna de do sabko Jiten jana – [Chaya, porta queste persone a casa, potrebbe non esserci cibo a sufficienza per così tanti, ma puoi preparare del riso. Ed anche l’altro cuoco preparerà qualcosa. Comunque c’è molto cibo a casa. Oggi dai cibo a tutti.] Coloro che possono andare, che vorrebbero andare, possono farlo. Va bene? Che cos’è?

Yogini: Il Suo cappotto.

Shri Mataji: Ho imparato alcune cose in Inghilterra, una è indossare un cappotto. Allo stesso modo anche voi dovete imparare alcune cose.

[Shri Mataji si alza e si allontana dal microfono. Parla con le persone singolarmente prima di uscire].

Che Dio ti benedica. Oh, grazie tante.

 

Il motivo è (…) Avete ogni genere di (…) da quando sono qui.

Solo tu avevi il bianco e tutto il resto, ricordi? Ricordi quella foto in cui (…)

Bellissimo.

Grazie. Di nuovo Shri Ganesha. Solo per fare un confronto. Ora, che cosa avete dato?

È il sari che mi hai dato per il Puja, se ricordi.

Grazie. Hai scoperto l’indirizzo?

Yogi: Sì, Madre.

Shri Mataji: Lui ha telefonato?

Yogi: No, beh, lui è stato (…) non è riuscito a trovare il numero di telefono, Madre.

Shri Mataji: Prego?

Yogi: Non riesce a trovare il numero di telefono. Non è sull’elenco e l’Alta Commissione ha fornito il numero sbagliato.

Shri Mataji: Va bene. Ci vorranno circa quindici minuti. È bellissimo. Allora, andiamo adesso? Grazie! Grazie tante.

Salve, come sta? Meglio? Ora ha un aspetto molto migliore, molto migliore, sa? Sembra molto più giovane, vede?

[La signora dice qualcosa]

Ora non abbia paura di me, capito? Funzionerà.

Ora. Bene.

Prendine una grande (…). Come le chiamate?

Yogini: Nutties.

Shri Mataji: Hmm. Noi le chiamiamo Nuggets.

Potete portarli a casa mia. Il nostro salotto è nel completo disordine. Spero non ve ne curerete. (…)

Bene, arrivederci. Dio vi benedica.

Gli Yogi: Arrivederci.