Guru Puja, Le Leggi del Signore

(Inghilterra)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Guru Puja

 Le Leggi del Signore

 Londra (GB), 27 Luglio 1980


Oggi avete predisposto questa celebrazione del vostro Guru, che è vostra Madre. Forse siete persone davvero uniche, in quanto avete un Guru che è una Madre. Perché si celebra questo puja? Si deve comprendere che è importantissimo che ogni discepolo veneri il proprio Guru. Ma il Guru deve essere un vero Guru, non uno che si limita a sfruttare i discepoli e non è autorizzato da Dio.

Si celebra il puja perché voi siete stati iniziati alle Leggi del Signore. Vi è stato indicato quali sono i dharma degli esseri umani. In realtà, per questo non avete bisogno di un guru: potete leggere un libro e verrete a conoscenza delle Leggi del Signore. Ma il guru deve fare in modo che le mettiate in pratica. Queste Leggi devono essere messe in pratica, devono essere introdotte nella vostra vita. Questo però è difficile. Senza un guru, senza una forza correttiva, è molto difficile seguire queste Leggi del Signore, perché esiste un divario, un divario enorme, tra la consapevolezza umana e quella divina. E questo vuoto può essere colmato solo da un guru che sia egli stesso completo.

Oggi è purnima; purnima significa luna piena. Un guru deve essere una personalità completa per parlare di queste Leggi ed elevare i suoi discepoli a quel livello di consapevolezza grazie al quale possano assorbire queste Leggi. Egli è lì per colmare questo vuoto e, a tal fine, è fondamentale che ogni guru sia un’anima realizzata di altissimo livello e molto evoluta. Non è necessario che sia un asceta o che viva in una foresta; potrebbe essere un normale capofamiglia, potrebbe essere un re. Tutte queste manifestazioni esteriori dell’esistenza non hanno importanza.

Qualunque possa essere la vostra posizione, il cosiddetto ‘status’ in questo mondo, non fa nessuna differenza per quanto riguarda il vostro stato di guru, se avete assorbito le Leggi del Signore. Vi ripeto ancora che dovete assimilare le Leggi del Signore. Vediamo quali sono queste Leggi.

La prima è: “Non nuocere a nessuno”. Il primo principio è che non dobbiamo danneggiare nessuno. Gli animali fanno del male senza esserne consapevoli: se vi avvicinate ad un serpente, vi morderà. Se è uno scorpione, vi inietterà il suo veleno. Ma gli esseri umani non devono fare del male a nessuno. Possono correggere, ma non nuocere agli altri.

Ma il principio di non nuocere è stato spinto fino al punto in cui la realtà è scomparsa. Per esempio, quando si affermava: “Non nuocere a nessuno”, la gente ha cominciato a dire: “D’accordo, non faremo del male a zanzare e cimici, non le uccideremo”. Alcuni seguono religioni in cui si proteggono le zanzare e le cimici. Questa è un’assurdità. Spingersi a livelli assurdi non può significare realtà.

Innanzitutto, non dovremmo danneggiare nessuno che stia percorrendo il sentiero di Dio, nessuno che sia un’anima realizzata. Potrà anche avere torto, potrà avere dei difetti, potrà avere ancora bisogno di correzione; nessuno è ancora perfetto. Pertanto, non fate del male, ma cercate sempre di aiutare.

In secondo luogo, chiunque sia un vero ricercatore, può essere in errore, potrebbe essere andato da falsi guru, potrebbe aver fatto cose sbagliate. Ma abbiate compassione per loro, perché qualche volta anche voi siete finiti sul sentiero sbagliato. Anche voi, prima, siete stati fuorviati, quindi siate più comprensivi.

Ecco perché, se avete commesso degli errori, in un certo senso è un bene, poiché provate maggiore comprensione per queste persone. Quindi, non dovete danneggiare in nessun modo gli esseri umani, non dovete procurare loro nessun danno fisico né scompensi emotivi solo per il gusto di fare del male; se invece è per correggere, va bene.

La seconda Legge è che dovete camminare con le vostre gambe e rendervi conto che siete qui, una cosa sola con la verità, i testimoni, i testimoni della verità; infatti voi avete visto la verità, sapete cos’è la verità e non potete scendere a compromessi con la falsità. Non potete. Per questo non c’è bisogno di ferire nessuno. Dovete semplicemente professarla. Dovete ergervi e affermare che avete visto la verità e che la verità è questa; e dovete essere tutt’uno con essa, affinché la gente veda in voi la luce della verità e vi accetti.

Non si tratta (semplicemente) di dire agli altri: “Dovete essere nella verità, questa è la verità e noi l’abbiamo vista, queste sono le leggi di Dio e funzionano così. Attraverso la consapevolezza vibratoria siamo stati in grado di capire che questa è la verità”, ma siatene del tutto sicuri. Per questo però, prima di tutto, dovete mettervi completamente alla prova, altrimenti potreste fare il gioco dell’ego. Questo capita a molte persone che iniziano a praticare Sahaja Yoga. Quindi siate prudenti, accertatevi di dire la verità e nient’altro e di avere percepito pienamente la verità.

Chi non ha sentito le vibrazioni, non dovrebbe assolutamente parlare di Sahaja Yoga, non ne ha l’autorità. Occorre ricevere le vibrazioni, occorre assorbirle completamente dentro di sé e dopo si potrà dire: “Sì, le abbiamo sentite”. Questo è un compito molto importante che i sahaja yogi devono svolgere nei tempi moderni: proclamare ad alta voce di aver trovato la verità. Questo aspetto è molto debole.

Potete farlo in qualunque modo vogliate: potete scrivere dei libri, potete annunciarla, potete parlarne con i vostri amici, con i vostri parenti, ovunque. Ora dite loro che questa è la verità; che siete entrati nel regno di Dio; che siete benedetti dalla grazia di Dio; che siete anime realizzate; che avete sentito il Potere Divino che tutto pervade; e che potete dare la realizzazione agli altri. Questo dovete dirlo agli altri, e sappiate che, accettando la verità, non le aggiungete nulla, bensì adornate voi stessi.

Occorre coraggio per gioire della verità. A volte qualcuno riderà di voi, si burlerà di voi e potrà anche perseguitarvi; ma questo non dovrebbe rappresentare una preoccupazione per voi, in quanto siete connessi con le Leggi e con la grazia di Dio. Quando questa è la vostra connessione, non dovreste preoccuparvi degli altri, di ciò che hanno da dire in proposito. Dovete ergervi, adornarvi della verità e parlare alla gente, e loro sapranno che l’avrete trovata. Grazie all’autenticità con cui parlerete, capiranno che voi l’avete trovata.

La differenza fondamentale tra un’anima realizzata e una non realizzata è che la prima non parla dei suoi guai e della sua separazione da Dio, ma dice: “Adesso l’ho trovata, ed è questa.” Come disse Cristo: “Io sono la luce, io sono la via”. Chiunque altro può proclamarlo, ma voi potete scoprire che non è la verità. Grazie alla sicurezza, grazie alla completa consapevolezza che scaturisce dal vostro cuore, le persone possono rendersi conto che questa è la verità assoluta.

E, a quel punto, si devono denunciare le falsità di ogni tipo. Non importa se qualcuno si offende, perché dicendo questo non li state danneggiando, ma li state salvando. Deve essere detto, però, nel modo giusto; non in maniera frivola. In modo molto persuasivo dovete dire: “No, questo è sbagliato”. Dovete aspettare il momento in cui poter parlare alle persone in modo più confidenziale. Dite loro: “Questo è sbagliato, è sbagliato ma non lo sai. Noi abbiamo fatto le stesse cose”. È così che esprimerete il vostro principio del Maestro, o possiamo dire, il Guru Tattwa. Dovete essere nella verità. La cosa più importante è conoscere la verità, renderle testimonianza ed annunciarla.

La terza cosa che un guru deve fare in Sahaja Yoga, è sviluppare il distacco. Gradualmente lo sviluppate, in quanto scoprite che, finché non sviluppate il distacco, non ricevete completamente le vibrazioni. Occorre sviluppare ogni tipo di distacco; ciò significa che le vostre priorità cambiano. Quando la vostra attenzione si fissa sullo Spirito, la fissazione o l’attaccamento a cose di nessuna importanza comincia a diminuire da solo. Ad esempio avete un padre, una madre, una sorella: questo è un problema maggiormente accentuato in India. Qui siete esageratamente distaccati, mentre in India la gente è molto coinvolta con figli e parenti: “Questo è mio figlio”, e gli altri sono tutti orfani. Solo i vostri figli e le vostre figlie sono veri figli. “Mia figlia. Devo fare questa cosa per mio figlio, mio padre, mia madre”. Anche qui (forse nel senso di: in Sahaja Yoga, ndt).

Esistono due tipi di attaccamenti. Uno attraverso mohah, il coinvolgimento, per cui volete fare questo e quest’altro per loro, volete dar loro ogni proprietà, stipulare assicurazioni e cose di ogni tipo. Un altro, invece, potrebbe essere quello che abbiamo qui, per cui odiate vostra madre, odiate vostro padre, odiate tutti. Sono tutti e due proprio la stessa cosa.

Quindi, si deve sviluppare il distacco. Il distacco è quello in cui voi siete vostro padre, siete vostra madre, siete tutto; il vostro Spirito è tutto per voi. Dovete gioire solo del vostro Spirito che è tutto. A quel punto, da lì nasce il distacco; e allora, grazie al distacco, fate davvero il loro bene, poiché avete la visione completa di loro e di ciò che si deve fare.

Per esempio, la gente ha attaccamenti anche a certe manie. Gli esseri umani si entusiasmano sempre per qualcosa, può trattarsi di qualunque cosa. Occorre capire che dovrebbe esserci una sola mania: quella di stabilizzarsi assolutamente nel proprio Spirito. Tutte le altre manie scompariranno, perché questa è la cosa che dà la gioia più grande, che nutre maggiormente, la cosa più bella. Pertanto, tutte le altre cose perdono importanza, e gioite soltanto della sorgente di tutta la gioia. Vi attaccate al vostro Spirito e il distacco inizia a funzionare.

A volte si usa il distacco come una scusa per diventare aridi verso gli altri: è assurdo. Anche questa è una caratteristica soltanto umana: deturpare tutto ciò che è bello. In realtà, una persona distaccata è la persona più bella, più amorevole; è l’amore stesso.

Osservate i fiori: sono distaccati. Domani moriranno, non continueranno a vivere, eppure in ogni momento della loro esistenza emettono fragranza per voi. Gli alberi non sono attaccati a niente: domani moriranno, non importa, ma a chiunque si avvicini loro, danno ombra e frutti.

Attaccamento significa morte dell’amore, l’attaccamento è la morte assoluta dell’amore. Per esempio, in un albero la linfa sale, raggiunge tutte le foglie, tutti i punti necessari, tutti i fiori, tutti i frutti, poi torna a Madre Terra. Non si attacca a nessuno. Supponiamo che la linfa salga e rimanga attaccata ad un unico frutto: che cosa accadrà? L’albero morirà e così il frutto. Il distacco imprime movimento al vostro amore, lo fa circolare.

Veniamo ora alle cose. Le cose non hanno valore, a meno che non siano legate a delle emozioni. Ad esempio, il sari che indosso oggi, era stato acquistato per il giorno del Guru, il Guru Purnima. Non avevano nessun sari, ma l’altro giorno volevano un sari per il puja, così ho detto di usare questo. Ma oggi l’ho indossato di nuovo, proprio per confermare che era stato comprato con il sentimento che, nel giorno del Guru, a Madre sarebbe piaciuto indossare qualcosa di una tonalità più chiara, qualcosa di bianco, il colore puro della seta, quello del completo distacco. Ma nel bianco si mescolano tutti i colori, solo allora si forma il bianco. In questo equilibrio e armonia, voi dovreste diventare bianchi, più bianchi della neve.

Il distacco è purezza, è innocenza. L’innocenza è una tale luce, vi dico, una luce che vi rende realmente ciechi di fronte a tutto ciò che è sporco. Non vi accorgerete neppure che qualcuno è venuto da voi con cattive intenzioni. Magari qualcuno viene da voi (con cattive intenzioni, ndt) e voi guardandolo direte: “Oh, vieni avanti, che cosa vuoi?” Gli offrirete del tè e cose varie, e costui vi dirà: “Sono venuto per derubarti”, e voi: “D’accordo, derubami se vuoi, va bene”. Allora potrebbe non derubarvi affatto! Ecco cos’è l’innocenza, che si può sviluppare solo attraverso il distacco. Il distacco riguarda l’attenzione. Non permettete alla vostra attenzione di perdersi troppo in qualcosa, neppure nei rituali o altro. Mettiamo che non abbiamo lavato i piedi di Mataji: d’accordo, non importa, voi mi amate, va bene. Se si commette qualche errore, che importa? Se lo considerate sul piano astratto, è amore. È soltanto un passo avanti.

Ad esempio, una persona che correva molto veloce (per andare da Shri Mataji, ndt) cadde prima di raggiungermi, e disse: “Madre, mi spiace, sono caduto prima di raggiungerla, non avrei dovuto farlo. Ma guardi come mi sono inchinato davanti a Lei”. Il distacco è assoluta poesia.

Per diventare guru, occorre dunque sviluppare questo distacco; e distacco non significa sanyasa (rinuncia, abbandono di tutto, ndt) o qualcosa del genere. Sì, a volte si è costretti a vestirsi in quel modo per annunciare (qualcosa), perché, se si ha molto lavoro da svolgere in poco tempo, si deve adottare questo comportamento intensivo; come Cristo, per esempio, o Adi Shankaracharya. Tutte queste personalità hanno avuto una vita molto, molto breve. E, in quella breve vita, hanno dovuto assolvere un compito così immane che, effettivamente, hanno dovuto indossare un’uniforme militare proprio per evitare i problemi, non per impressionare gli altri. Oggigiorno, invece, le persone si vestono così solo per far colpo sugli altri, per mostrare che sono distaccati, e poi fanno esattamente l’opposto.

Quindi, dobbiamo comprendere che, per prima cosa, non si deve fare del male a nessuno, ahimsa (non violenza), non si deve uccidere nessuno. Questo non significa che non si debba mangiare carne e pesce e cose del genere, è tutta un’assurdità. Ovviamente non dovreste essere avidi di cibo, senza dubbio. “Non uccidere” significa non uccidere esseri umani. “Non ucciderai”.

Quindi, la prima cosa è non danneggiare nessuno. La seconda è rendervi conto che avete trovato la verità e proclamare la verità. La terza è il distacco, ciò che vi ho detto sul distacco: non essere attaccati a qualcuno perché è un parente o altro, bensì sviluppare un sentimento universale. E, inoltre, non odiare nessuno: questo è anche peggio, è un tipo peggiore di attaccamento. L’espressione ‘io odio’ dovrebbe scomparire dalla bocca di tutti i sahaja yogi. È chiamata dandak, è la Legge. Voi non potete odiare nessuno. Anche i rakshasa è meglio non odiarli, date loro una possibilità.

Ora, la quarta. La quarta Legge del Signore è condurre una vita morale. Queste Leggi sono state promulgate da tutti i Guru, da Socrate in avanti, Mosè, Abramo, Dattatreya, Janaka, fino a Nanak, Maometto, fino ad arrivare a circa cento anni fa, con Sainath (Sai Baba di Shirdi).

Tutti loro hanno detto che si deve condurre una vita morale. Nessuno ha detto che non dovete sposarvi, che non dovreste parlare con vostra moglie, che non dovreste avere relazioni con vostra moglie. Tutto questo è assurdo. Conducete una vita morale: quando siete giovani e non sposati, mantenete lo sguardo sulla terra. Madre Terra vi dà quell’innocenza grazie alla quale sviluppate in voi quel principio, quel principio importantissimo. È un principio così puro che aiuta davvero la società a sviluppare la propria dignità. Ora pensate, in una società nella quale non si sa chi è la propria sorella, il proprio fratello, la propria madre, quali complicazioni si possono creare; che confusione, che infelicità. La moralità è una delle qualità più essenziali per gli esseri umani. Per gli animali non è necessaria.

La maggior parte della confusione e dei problemi, soprattutto nella vita occidentale, sono arrivati perché hanno gettato a mare la moralità; e accettare la moralità come il vero fondamento della società è molto difficile per loro. È un rovesciamento totale.

Ma voi dovete farlo, dovete invertire completamente la rotta. Si sono fatte così tante cose agli albori della società per stabilizzare queste relazioni pure. Ci sono leggi che agiscono: così come esistono leggi chimiche, leggi fisiche, leggi della fisica e della chimica, allo stesso modo vi sono leggi umane che andrebbero comprese. Si devono comprendere le relazioni reciproche, la sublimità delle relazioni, la purezza delle relazioni. Soltanto allora potrete avere una vita matrimoniale molto, molto felice, che è la base.

(Il Comandamento recita:) “Non commetterai adulterio”. Ma Cristo – il quale forse sapeva come la gente moderna avrebbe usato il cervello per questo – ha detto: “Non avrai occhi adulteri”. Che visione, pensare una cosa del genere a quell’epoca! Nemmeno io riuscivo a comprenderlo quando ero in India. Solo dopo essere venuta qui ho potuto vedere cosa significasse. È una possessione degli occhi, una possessione. È un comportamento privo di gioia, inutile, spossante. L’attenzione è danneggiata completamente. Non c’è dignità.

Gli occhi dovrebbero essere fermi. Quando guardate qualcuno in modo fermo, sappiate che avete in voi Sahaja Yoga. Guardate le persone con amore, con rispetto, con dignità; non fissandole e facendo il gioco di queste possessioni. L’intera società è posseduta. Penso che tutte le forze sataniche siano state liberate, e la gente è talmente posseduta da non riuscire a rendersene conto. E si suppone siano cristiani!

L’attenzione deve essere salvaguardata. È la cosa più importante, poiché sarà l’attenzione ad essere illuminata.

Dobbiamo dunque capire cos’è la moralità. Lasciamo che gli altri ridano di noi, dicendo: “Questi sono dei santarellini”, o cose di questo genere. Noi siamo così! Ne siamo orgogliosi. Non ci vergogniamo di essere persone rette. Questa della rettitudine è una parte molto importante. Coloro che non la seguono perderanno le vibrazioni molto presto.

Un guru, inoltre, non dovrebbe accumulare cose, non dovrebbe possedere molte cose; e se ne ha, dovrebbero soltanto servire ad essere regalate. Un guru deve dar via i suoi beni; non dovrebbe avere una collezione di francobolli e tutte queste collezioni che si fanno. Si devono collezionare tutte le cose belle ed utili, che diano felicità e gioia agli altri, ai loro occhi; si devono collezionare cose che simboleggino la propria vita. Egli (Il guru) dovrebbe possedere cose molto simboliche, che suggeriscano che è una persona dharmica. Non dovrebbe possedere cose che siano simboli di adharma, di una vita irreligiosa. Tutto ciò che ha, che indossa, o che mostra, dovrebbe rappresentare il suo dharma.

Non so quale fosse la situazione qui, ma in India, quando eravamo giovani, non ci era permesso ascoltare qualsiasi tipo di musica, non ci era permesso, non ci era proprio consentito. Non ci era permesso guardare nessun genere di cose sporche, documentari ed altri filmati che fossero sporchi.

Non si dovrebbe possedere niente di impuro, che dia cattive vibrazioni. Inoltre, tutto ciò che avete, dovreste pensare a chi potete darlo. Ciò significa che dovreste possedere cose per esprimere la vostra generosità.

Un sahaja yogi deve essere generoso come il mare. Un sahaja yogi avaro – non riesco nemmeno a pensarci – è come mescolare la luce con l’oscurità. L’avarizia non è permessa in Sahaja Yoga. Tutti coloro che pensano a quanto denaro o a quanta fatica possono risparmiare – ci sono anche molti espedienti per risparmiare fatica, e denaro – oppure ad ingannare gli altri o a fare soldi con qualcosa qua e là: tutto ciò è contro Sahaja Yoga e vi porterà giù. Gioite della vostra generosità! Quante volte devo avervi parlato della generosità!

Mi ricordo che una volta volevo regalare un sari che avevo ricevuto dall’estero; infatti in India quel tipo di sari è molto apprezzato, anche se non ne capisco il motivo, visto che è di nylon. Una signora aveva detto: “Io non possiedo sari dall’estero e mi piacerebbe avere un sari di importazione”. Me ne era rimasto soltanto uno, perché io sono piuttosto brava a regalare le cose. Allora dissi ad una delle mie nipoti acquisite: “Voglio regalarle questo sari. In un giorno di festa possiamo fare regali ai più anziani, perciò glielo regalerò”. Lei mi rispose: “Te ne è rimasto soltanto uno, perché vuoi darlo via? Hai dato via tutto ciò che avevi”. Ed io: “Mi va di regalarlo. Lo darò via”. Stavamo discutendo di questo in cucina, sapete, e dissi: “Perché mi dici questo? Non accetterò il tuo consiglio su questo punto”.

In quel momento suonò il campanello ed entrò un signore. Mi aveva portato tre sari provenienti dall’Africa, uno dei quali era esattamente uguale a quello che avevo. Poiché avevo regalato alcuni sari di seta ad una signora al momento della sua partenza per l’Africa, lei aveva pensato di dovermene inviare altri a sua volta, così me li aveva inviati. Se siete al centro, (la ricchezza) esce da una porta ed entra dall’altra. È bello vedere tutto questo movimento, è molto interessante.

A parte questo, il modo in cui fate un regalo, vedete, l’aspetto emozionale, è così bello che non potete immaginare. A Londra ho incontrato inaspettatamente una signora sposata da vent’anni, la quale mi ha detto: “Oh, che coincidenza”. Io ho risposto: “Perché?”, e lei: “Sa, oggi indosso la stessa collana di perle che Lei mi ha regalato il giorno del mio matrimonio, e dovevo incontrarla!”.

Insomma, l’intera storia, l’intera commedia ha trasformato quell’incontro. Voglio dire, non era niente di grandioso. È il modo in cui date anche una piccola cosa. In Sahaja Yoga, l’arte più grande da imparare è quella di dare.

Abbandonate le cose mondane come, per esempio, andare al compleanno di qualcuno e mandargli un biglietto: “Molte grazie”. Rendetelo qualcosa di molto più profondo e significativo. Vediamo come sviluppate i vostri simboli d’amore.

E quando avrete queste cose piene di vibrazioni e le donerete ad un sahaja yogi, lui saprà cosa significano. Non mancate mai di generosità, soprattutto tra sahaja yogi. Gradualmente vi stupirete di come, attraverso piccole cose, conquisterete (gli altri), come se le vibrazioni fluissero attraverso queste cose e agissero sulle persone.

Inoltre, per un sahaja yogi è importante usare cose che abbiano caratteristiche più naturali, abbandonare l’artificiosità ed essere più naturali. Non dico di andare ad estrarre le radici per mangiarle, o di mangiare pesce crudo. Non intendo questo. Dovete sempre evitare di spingervi agli estremi. Ma cercate di condurre una vita più naturale: naturale nel senso che la gente sappia che non c’è vanità in voi.

Alcuni possono essere l’esatto contrario, sapete, si vestiranno come vagabondi, solo per attrarre maggiormente l’attenzione. Voglio dire che possono essere in entrambi i modi. Scopro anche che alcuni si tingono i capelli e cose del genere. Insomma, voi dovete essere persone naturali, molto naturali nel comportamento. Ma per chi non usa la saggezza, ciò può significare qualsiasi assurdità.

La saggezza è molto importante in Sahaja Yoga, ed occorre mantenerla sempre intatta. ‘Naturale’ significa che dovete indossare abiti naturali, adatti a voi; per esempio, con questo clima non ha senso indossare vestiti come quelli che usava Rama. Lui non indossava nulla sul busto, vedete, non ce n’era bisogno; ma voi dovete indossare i vestiti del Paese cui appartenete, qualsiasi cosa si addica ad una certa occasione, qualsiasi cosa riteniate dignitosa e buona, che esprima maggiormente la vostra eleganza e la vostra personalità. Dovreste indossare qualsiasi cosa vi stia bene, non come tutti coloro che portano abiti Moss Brothers[1], vestiti grigi, orribili che li fanno sembrare degli assoluti pagliacci. Non c’è bisogno di vestirsi come pagliacci, non sono necessari abiti da elegantoni. Dovreste indossare vestiti belli e semplici, che vi diano dignità.

In realtà, in Oriente, la gente crede che Dio vi abbia dato un bellissimo corpo e che esso debba essere adornato con ciò che di bello hanno creato gli esseri umani, proprio per rispettarlo, per venerarlo. Per esempio, in India, le donne indossano i sari. I sari sono l’espressione dello stato d’animo delle donne e della venerazione che esse hanno per il proprio corpo, perché voi dovete rispettare il vostro corpo. I vestiti dovrebbero essere fatti in modo da essere utili e dignitosi.

Non c’è affatto bisogno di avere uniformi, in Sahaja Yoga. Non mi piacciono. Dovrebbe esserci varietà come nella natura. Ognuno dovrebbe avere un aspetto diverso. Per un puja e occasioni così, potete indossare qualcosa di simile, non importa, lì l’attenzione non deve essere sulla varietà; ma esteriormente dovreste essere persone normali. Siete tutti persone normali, nessuno deve annunciare niente. Non vi dico nemmeno di mettere il punto rosso (bindi) quando uscite per strada: infatti dovreste essere persone normali, non da additare. Non occorre che vi vestiate in modo assurdo o ridicolo, ma in modo normale, come fanno gli altri. Essere normali è molto importante in Sahaja Yoga.

Dobbiamo poi renderci conto che i sahaja yogi devono andare oltre tutti i tipi di discriminazione e di identificazione in base alla razza, colore della pelle o religioni differenti in cui siete nati. Non è che, essendo nati cristiani, apparteniate ad una chiesa: non siete nati in una chiesa, grazie a Dio, altrimenti tutti gli spiriti che si trovano lì vi avrebbero catturati immediatamente. Ma queste identificazioni persistono. Per accettare qualsiasi cosa nuova, dovete rinascere, e voi, ora, siete rinati. Adesso siete Dharmatit, significa che non avete bisogno di seguire nessun tipo particolare di religione. Siete aperti a tutte le religioni e dovete assorbire l’essenza di tutte le religioni. Non dovete mai denunciare nessuna religione o insultare nessuna religione o nessuna incarnazione religiosa. È peccato, è un grande peccato in Sahaja Yoga; voi sapete chi esse siano.

Non ci si dovrebbe identificare con nessuna razza. Sareste potuti essere cinesi o sareste potuti essere negri, qualsiasi cosa. Poiché siamo tutti esseri umani, dovremmo renderci conto che ridiamo nello stesso modo, sorridiamo nello stesso modo, ci abbracciamo nello stesso modo. È tutto un condizionamento della nostra mente, da parte di questa società, il fatto che alcuni siano intoccabili ed altri si possano toccare; questo avviene nella nostra comunità indiana, (a causa di) persone orribili. I bramini hanno rovinato l’India completamente, e voi imparate da loro. Per esempio, chi era Vyasa, colui che ha scritto la (Bhagavad) Gita? Chi era? Era il figlio illegittimo di una pescatrice. Ecco perché nacque deliberatamente in quella condizione. A tutti i bramini che leggono la Gita chiedete chi era Vyasa. I (veri) bramini sono le anime realizzate, e per le anime realizzate non esistono tutte queste assurdità, come il luogo, la casta o la comunità in cui si è nati.

In Occidente, con tutta l’istruzione e tutto il resto, si riscontra quest’assurdità del razzismo. Non riesco proprio a capire. Se qualcuno è chiaro o scuro, in fondo Dio ha dovuto creare varietà nei colori, in tutto. Chi vi ha detto che siate voi i più belli in circolazione? Forse sarà vero per qualche mercato di queste parti, o magari potrà andare bene ad Hollywood; ma, nel regno di Dio, sarà negato l’accesso a tutti questi cosiddetti belli che si sposano sette volte e fanno cose di ogni genere. Saranno tutti mandati all’inferno.

La bellezza è quella del cuore – non del viso – ed essa si manifesta e risplende. Insomma, la gente se ne rende un po’ conto, ed è per questo che va ad abbronzarsi il viso. Non so. Si rendono pienamente conto di mettersi troppo in mostra.

Sussiste una tale vanità, idee così assurde! A qualcuno piacciono i capelli rossi, ad altri piacciono i capelli neri, o altro; intendo dire che devono esserci diversi tipi di capelli. E perché vi piace un tipo di capelli in particolare? Questo non riesco a capirlo.

Non esiste il concetto di piacere o non piacere. Tutto ciò che Dio ha creato è bellissimo; chi siete voi per giudicare e dire: mi piace questo, mi piace quello? ‘Io’, ma chi è questo ‘io’? A dire ‘mi piace’ è il signor Ego, che viene lusingato da questa società che vi insegna a fumare sigari e a bere birra dalla mattina alla sera.

Tutto questo ammaestramento e tutti questi condizionamenti devono essere eliminati proprio come spazzatura; e rendetevi conto che Dio vi ha creati tutti come Suoi figli. È una cosa talmente bella! Perché volete deturparla con queste brutte idee? Tutta questa sgradevolezza del ‘mi piace’ e ‘non mi piace’ non ha senso. Dovrebbe esistere una sola parola: “Io amo”.

Dimenticate tutto. Non c’è bisogno di ricordare ciò che gli inglesi hanno fatto agli indiani e ciò che i tedeschi hanno fatto agli ebrei. Dimenticatelo. Chi ha fatto questo è morto e sepolto. Noi siamo persone diverse, siamo diversi: siamo santi.

Ciò di cui vi ho parlato riguarda le Leggi che dovete assorbire. Ma oggi vi autorizzo ad essere guru, affinché, grazie al vostro carattere, alla vostra personalità, al modo in cui praticate Sahaja Yoga nella vostra vita e in cui manifestate la luce, gli altri vi seguano. E affinché stabilizziate le Leggi del Signore nei loro cuori e li emancipiate offrendo loro la salvezza, poiché voi l’avete ottenuta.

Voi siete i canali. Senza i canali, questo potere onnipervadente non può funzionare. È questo il sistema. Se guardate il sole, la sua luce si diffonde attraverso i suoi raggi. Il sangue fluisce dal vostro cuore attraverso le arterie, che diventano sempre più piccole. Voi siete le arterie che faranno fluire questo sangue del mio amore verso tutti. Se le arterie sono in cattive condizioni, (il sangue) non raggiungerà le persone; ecco perché voi siete così importanti, molto, molto importanti. Più grandi diventerete, più grandi arterie diventerete, più persone raggiungerete. In questo modo diventate anche più responsabili.

Il Guru deve avere dignità, come vi ho detto l’ultima volta. Guru significa peso, gravità, Gurutwa significa gravità. Dovete avere gravità grazie al vostro peso. ‘Peso’ significa peso del vostro carattere, peso della vostra dignità, peso del vostro comportamento, peso della vostra fede e della vostra luce. Non si diventa guru attraverso frivolezza e vanità, meschinità, linguaggio volgare, scherzi stupidi, rabbia, collera: tutto questo deve essere completamente evitato. Con il peso della vostra dolcezza, del vostro linguaggio, la dignità attrarrà le persone; proprio come i fiori colmi di nettare attraggono le api da ogni parte, allo stesso modo voi attrarrete le persone. Siate orgogliosi di questo, siatene molto, molto orgogliosi, ed abbiate compassione degli altri e prendetevene cura.

Adesso, in breve, devo dirvi come dovete attivare voi stessi il funzionamento del Guru. Chiaramente dovete lavorare sul vostro Void. Prima di tutto dovete sapere che il Void si blocca quando avete seguito un falso guru.

Dovete sapere tutto del vostro Guru. Cercate di scoprire il carattere del vostro Guru. È alquanto difficile, poiché il vostro Guru è molto elusivo, è Mahamaya, non è facile da scoprire. Lei si comporta in modo del tutto normale e a volte vi supera in astuzia. Ma voi vedete come Lei si comporta anche nelle piccole cose, come si esprime il suo carattere, come si esprime il suo amore; cercate di ricordarvi di tutto questo, e del suo perdono. E, a quel punto, dovreste rendervi conto che voi avete il Guru che molti hanno desiderato avere, e che è l’origine di tutti i Guru. Persino Brahma, Vishnu e Mahesha (Shiva) desiderano ardentemente avere un Guru così, e devono essere tutti gelosi di voi. Ma questo Guru è molto elusivo. Quindi, per migliorare il vostro Void, dite: “Madre, Tu sei il nostro Guru”.

Infatti, a causa di questa elusività, non si stabilizza quel timore, quel timore reverenziale che è necessario, quel rispetto che è necessario avere per il Guru. Finché non svilupperete questo completo timore reverenziale dentro di voi, il vostro principio del Guru non si svilupperà. Non ci si deve prendere nessuna libertà. Ve lo sto dicendo io stessa, ma io sono estremamente elusiva. Fra un attimo vi farò ridere e ve ne dimenticherete, infatti sto mettendo alla prova la vostra libertà di farlo, la vostra completa libertà. Giocherò con voi in modo da farvi dimenticare in ogni momento che io sono il vostro Guru, in ogni momento.

Prima di tutto, dunque, dovete scoprire chi è il vostro Guru. Stabilizzatela nel vostro cuore. Insomma, per il resto voi avete un Guru meraviglioso, devo dire che anche a me piacerebbe averne uno così! Lei è senza desideri e senza peccato, assolutamente senza peccato. Qualunque cosa io faccia, per me non è peccato. Posso uccidere chiunque, ordire qualsiasi intrigo o fare qualsiasi cosa. Dico davvero, è così. Qualsiasi cosa io faccia, sono al di sopra del peccato; ma faccio in modo di non fare niente del genere in vostra presenza, affinché non impariate nessuna di queste cose, poiché questa è una mia specialità.

Avete un Guru davvero supremo, senza dubbio, ma dovete ancora capire che voi non avete quei poteri di supremazia. Io sono al di sopra di tutto, non so cosa siano le tentazioni, niente! Intendo dire che farò tutto ciò che mi piace, è tutto un mio capriccio. Ma nonostante ciò, ho reso me stessa molto normale, poiché devo apparire dinanzi a voi in un modo tale da farvi comprendere quali sono le Leggi. Per me non esistono Leggi: sono io a fare tutte le Leggi, non è forse così? È per voi che faccio tutto questo, e vi insegno ogni piccola, piccola cosa perché siete ancora dei bambini.

Allo stesso modo, dovete ricordarvi che, quando parlate agli altri di Sahaja Yoga, vi osserveranno continuamente e cercheranno di capire a che livello siete. Così come io comprendo voi, voi cercate di capire loro. Così come io vi amo, cercate di amarli. Io vi amo sicuramente, è indubbio, ma io sono Nirmama, io sono oltre l’amore: è uno stato completamente diverso.

In queste circostanze siete in una condizione più favorevole, molto più favorevole, perché nessun Guru si spinge mai fino a questo punto. A parte questo, io sono la sorgente di tutte le shakti, di tutti i poteri, quindi voi potete ricevere da me tutti i poteri, tutto ciò che volete. Io sono senza desideri, ma qualsiasi desiderio voi abbiate sarà esaudito. Anche per quanto riguarda me dovete desiderare: guardate fino a che punto sono vincolata da voi! Se non desidererete la mia buona salute, io starò male, siamo a questo punto. Ma per me che cos’è una salute buona o cattiva? In queste splendide circostanze dovreste davvero prosperare ottimamente. Non dovreste avere alcun problema a diventare guru.

Adesso occorre stabilizzare il Void. Per prima cosa dovete conoscere il vostro Guru, e Lei agisce in ogni chakra: immaginate! Che Guru straordinario avete! In questo modo sentirete la sicurezza. E, poiché è un Guru tanto straordinario, tutti ricevono la realizzazione con gran facilità. Se andate da un ricco, non vi darà nemmeno due centesimi; ma poiché Lei è tanto potente, voi ottenete i vostri poteri in un attimo. Dovete quindi sentirvi molto felici al riguardo, estremamente felici e belli per avere ricevuto tutti questi poteri. Almeno chi è in Sahaja Yoga già da un po’ di tempo se ne renderà conto; chi viene per la prima volta potrà essere un po’ confuso dal mio discorso. Tutti voi sapete, tutti voi sapete per certo di che si tratta.

Quindi, per capire il vostro potere del Guru, dovete sapere chi è il vostro Guru: Sakshat Adi Shakti! Oh Dio, è troppo! Allora stabilizzate il vostro Void. Un guru non china la testa dinanzi a nessun altro, soprattutto i miei discepoli. Ad eccezione delle madri e delle sorelle, sapete, nel caso di alcune parentele così ci si inchina. Ma a parte questo non ci si inchina a nessun altro.

E, in secondo luogo, dovete rendervi conto che il vostro Guru è stata la Madre di persone davvero grandiose. Soltanto pensare ad esse dovrebbe stabilizzare il vostro Guru tattwa. Che figli straordinari ho avuto, che personalità grandiose. Non esistono parole per descriverli, e sono stati moltissimi, uno dopo l’altro. E voi, miei discepoli, vi collocate nella loro stessa tradizione. Prefiggeteveli come vostri ideali. Cercate di seguirli. Documentatevi su di loro, comprendeteli, comprendete ciò che hanno detto, in che modo hanno raggiunto simili altezze. Riconosceteli, rispettateli. Stabilizzerete il vostro Guru tattwa.

Assorbite in voi tutte le Leggi, e siatene fieri. Non lasciatevi sviare da quel che dice la gente, la massa. Noi attireremo tutta quella massa verso di noi. Per prima cosa stabilizziamo il nostro peso, la gravità. Come Madre Terra tiene tutti attratti verso la Terra, noi attireremo tutte le persone verso di noi.

Oggi, dovete tutti promettere dentro di voi, al vostro Spirito, che sarete guru, degni di vostra Madre.

Che Dio vi benedica.

Ora, chi viene per la prima volta, dovrebbe sapere che il Puja non è per tutti. In realtà non accettiamo qui persone…


[1] Uno dei maggiori negozi di abbigliamento maschile in Inghilterra, specializzato in abiti da cerimonia.