Programma Pubblico, Raksha Bandhan

Caxton Hall, London (Inghilterra)

1980-08-26 1 Raksha Bandhan PP 1, 33'
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1980-08-26 1 Raksha Bandhan PP 2, 19'
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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Raksha Bandhan

Programma Pubblico

 Londra (GB), 26 Agosto 1980


Oggi in India si celebra una festa speciale. È chiamata Raksha Bandhan. Raksha significa protezione e bandhan significa legame, vincolo di protezione. È un’usanza sociale molto bella, ottima, celebrare oggi questa bellissima festa. Oggi è il giorno della luna piena e ciò che si fa in questo giorno è allacciare una fascia di fili intorno al polso di chi volete proteggere. Si fa tra fratelli e sorelle.

Le sorelle allacciano questa fascia al polso del fratello e, nel farlo, mettono tutto il loro amore attorno al polso: questo è il giorno in cui offrono tutto il proprio amore, ogni cosa al proprio fratello come protezione, come simbolo di protezione, attraverso quel filo. È un filo semplicissimo quello che usano. E deve essere allacciato al polso sinistro. Ma la gente lo allaccia erroneamente a destra, mentre deve essere allacciato a sinistra.

Nel nostro Sahaja Yoga il polso sinistro corrisponde al Vishuddhi sinistro. Il Vishuddhi sinistro è qui e si esprime qui (polso, ndt), come sapete molto bene.

Il Vishuddhi sinistro è il punto in cui risiede la relazione tra fratelli e sorelle. Quando in noi è disturbata, cominciamo ad avere problemi di Vishuddhi sinistro.

In questi tempi moderni, parlare di relazioni pure sembra essere alquanto noioso per molte persone; invece, è molto pratico e logico. Direi che è la cosa più scientifica da fare. Per esempio, ogni fratello nutre un sentimento speciale per la sorella e la castità della sorella sta molto a cuore ad ogni fratello, se è una persona normale. Se non è normale, dimenticatelo. Ma normalmente un fratello tiene molto alla castità della propria sorella, e non gli va in alcun modo che qualcuno faccia anche solo un commento contro la castità della sorella.

Insomma, queste cose naturali potremmo averle perse a causa della mentalità moderna o delle macchine che vi dominano, comunque possiate chiamarle; ma la cosa normale è nutrire questo sentimento puro nei confronti della sorella, e da parte della sorella nei confronti del fratello. Le relazioni tra fratelli e sorelle sono molto pure e sono accettate molto bene anche in questo Paese.

In Inghilterra, per esempio, se andate in albergo e siete fratelli e sorelle, vi diranno di dormire in due camere separate. Infatti per legge non potete dormire nella stessa stanza. Ma in India la gente non capirebbe: infatti, se sono fratelli e sorelle, dovrebbero dormire nella stessa stanza.

Che cosa ci sarà di male? Insomma, non riescono a capire. È un insulto dire a fratelli e sorelle che non dovrebbero dormire insieme, che non va bene, che è illegale. Non esistono leggi che lo vietino, perché nessuno ha certi comportamenti. Vedete, risponderebbero che è come proibire di mangiare le feci, è la stessa cosa: voglio dire, non occorre approvare una legge per una cosa del genere. La gente è alquanto scioccata nel vedere queste leggi e la prima cosa che mi hanno detto è: “Sa che razza di leggi ci sono laggiù (in Inghilterra)?”. Ero sbalordita da queste cose. Insomma, lì (in India) la gente è talmente legata alla natura che le viene spontaneo (chiedersi) come possano fratelli e sorelle comportarsi così.

A prescindere da questo, in India, chiamare qualcuno sorella o fratello è un legame tenuto in gran conto, e dovrebbe essere così anche per noi. Se chiamate qualcuno sorella, non solo fareste per lei ciò che fareste per la vostra sorella (naturale), ma in tutte le vostre relazioni, in tutte le vostre feste, in tutti i matrimoni della famiglia, lei viene trattata proprio come una sorella.

Io avevo qualcuno che mi aveva nominata sorella. Quando fecero sposare la loro figlia, io dissi che forse non mi sarebbe stato possibile andare a Delhi in quella data; e loro spostarono il giorno. Ma dissero: “Per il fidanzamento verremo a Bombay e lo festeggeremo lì, perché tu sei lì”.

Insomma, io non sono una sua sorella naturale, ma queste cose non verranno mai neanche in mente alla gente. Una volta che questo mio fratello, che mi pare potesse avere almeno sedici o diciassette anni più di me, stava andando a Delhi, mio marito disse: “Benissimo, lui sta partendo, così ora puoi partire in treno con lui”.

E prenotarono per noi uno scompartimento doppio. Insomma, era del tutto naturale che fosse così. Mio marito non mi avrebbe permesso di viaggiare da sola in nessun altro scompartimento, se non con mio fratello. Intendo dire che lui è proprio come mio fratello.

Più si pensa a questo, alla purezza di questo rapporto, più si comprende come possiamo mantenere puri noi stessi, la nostra attenzione, le nostre società. Se, ad esempio, andate a casa di qualcuno e il padrone di casa ha tre, quattro sorelle, dal momento che andate a casa sua siete suo amico, quindi loro sono anche vostre sorelle. Non ci sono complicazioni. Non ci sono problemi. Allo stesso modo, sahaja yogi e sahaja yogini sono fratelli e sorelle. Dovete capire che siete fratelli e sorelle e che la relazione tra noi deve diventare sempre più pura, sempre più pura.

Tra fratelli e sorelle non dovrebbe esserci nessuna scelta (di tipo sentimentale, ndt). Ma nel caso di una donna che sin dall’inizio nutra per qualcuno un sentimento non da sorella, in quel caso si può instaurare una relazione. O nel caso di qualcuno che, nel vedere una donna per la prima volta la veda non come sahaja yogini, ma come moglie o qualcosa di simile, allora è una questione diversa. Se però i due sono già un sahaja yogi e una sahaja yogini, fate sì che in voi si sviluppi questo sentimento di assoluta purezza. Esso purificherà molti dei nostri problemi e vi stupirete che la nostra attenzione si stabilizzerà in noi in modo davvero bellissimo.

Vi racconterò un bellissimo episodio tratto dalla storia dell’India. Una volta, Alessandro Magno, che era un uomo molto potente, invase l’India. Arrivò in una regione governata da un re chiamato Puru il quale lo fece prigioniero. Dopo averlo catturato, il re Puru lo fece rinchiudere in prigione. Ma la moglie di Alessandro era una nobildonna indiana e lui, Puru, non lo sapeva, non sapeva che lei fosse indiana. Ma essendo lei indiana, era una donna molto ingegnosa e conosceva le tradizioni della famiglia.

Quello era il giorno di oggi, del Raksha Bandhan. Così, quando il re Puru arrivò a corte, lei gli fece recapitare in un piattino, un piatto di ottone o d’argento, un rakhi coperto da un bel tessuto. Quando in questo giorno vi arriva il rakhi, non potete rifiutarlo. Così lui chiese: “Chi me lo ha mandato?”

Risposero: “Lo ha mandato una delle tue sorelle adottive. Non devi rifiutare questo rapporto di parentela”.

E quando egli lo aprì vi trovò un rakhi. Così il rakhi gli fu allacciato. Chiese: “Chi è questa mia sorella?”. Gli risposero: “È la moglie di Alessandro”.

Egli fu molto turbato all’idea: “Lui è mio cognato ed io l’ho messo in prigione”. Allora andò a dirgli: “Signore, ti prego di perdonarmi. Sono desolato”.

Si inchinò davanti ad Alessandro dicendogli: “Ora vieni con me a corte”. Lo accompagnò e gli disse: “Accomodati sul mio trono. Mi dispiace per tutto quello che ti ho fatto. Fai tutto ciò che desideri. Puoi prendere quello che vuoi.”

Alessandro non riusciva a capire che cosa fosse accaduto, pensava che fosse impazzito o qualcosa del genere. Comunque sia, il re lo rimandò a casa con gran pompa e magnificenza, gioielli e via dicendo; e con tutti i doni per la sorella che non aveva mai visto prima. Quando Alessandro arrivò a casa, la moglie stava sorridendo e lui chiese: “Che succede? Come mai sono qui? Non riesco a capire. Che cosa hai fatto?”.

Lei chiese. “Che cos’hai in mano? E lui: “Questo è il rakhi che ho avuto”, e aggiunse: “Che cosa hai fatto?”. E lei: “Ho semplicemente mandato un rakhi come questo al Re Puru. Lo hai visto al suo polso?”.

“Sì – rispose – era allacciato al suo polso. Allora è questo!”. E aggiunse: “Ma come! Per questo mi ha lasciato andare? Io avrei distrutto completamente questo Paese”.

Lei disse: “Sì, ti ha lasciato andare perché questo è il simbolo del legame con la sorella. Quello con la sorella è un rapporto molto potente. Lui non può trasgredirlo. Esistono delle maryada. Non si può trasgredire questo rapporto di parentela. Se una sorella è davanti a te, ti fermi. Questa è una maryada. Non puoi trasgredirla”.

Allora Alessandro pensò: “Guarda questa gente! Per un filo rilasciano un uomo pericoloso come me. Che popolo è mai questo?”.

Si inchinò verso il suolo dell’India e disse: “Oh Signore, ti prego, qui non posso fare niente da nessuna parte”.

Tornò indietro da Karachi dicendo: “Non governerò mai più questo Paese. È troppo; sono troppo sinceri perché io lo faccia”.

Nella società dobbiamo renderci conto che si può gioire veramente solo se si ha una sola moglie. La vostra società potrà gioire maggiormente e voi potrete godere di una vita migliore se avrete soltanto una moglie che amate e che vi ama.

Ora, ciò che oggi vediamo nelle società moderne è che anche dopo il matrimonio, anche dopo dieci figli, gli uomini anziani sono alla ricerca di una moglie. È un tale spreco di energia. È una cosa talmente noiosa. È assolutamente un’assurdità priva di gioia.

Quindi, oggi stabiliamo e decidiamo fra noi che dobbiamo stabilizzare il nostro Vishuddhi sinistro con la comprensione della purezza della relazione tra fratelli e sorelle. Si deve instaurare la purezza di fratelli e sorelle.

Oggi è il giorno in cui in India avevamo indetto una cerimonia in cui si allacciava un rakhi a qualcuno, a qualcuno che si considerava una sorella. E anche adesso, anche se sono passati dieci anni da quell’evento, in quel giorno chiameranno la sorella. La sorella arriva, allaccia il rakhi e il fratello deve offrirle un dolce regalo. La sorella gli prepara delle cose buone da mangiare e sono tutti molto felici.

Anche la moglie ne è felice. Infatti, se il marito non ha una sorella, come potrà lei gioire della sua vita matrimoniale con il marito? Infatti lui avrà sempre occhi bramosi per altre donne. Questa sorella vi insegna a orientare la vostra attenzione in un modo tale da diventare automaticamente virtuosi.

Quando sviluppiamo la nostra virtù, quando vediamo… intendo dire che per me, quando venni la prima volta – sono venuta tanto tempo fa, come vi ho detto – quando vidi come erano vestite le donne, rimasi strabiliata. Che cosa fanno queste donne? Lanciano il messaggio: “Benvenuto”, e attraggono gli uomini proprio come prostitute. Era orribile! Non potevo proprio comprendere come avessero potuto perdere la propria personalità. Camminavano per strada proprio come immagini pornografiche, è un’abiezione. Ed io vomitavo in continuazione, vomitavo sempre, stavo molto male. Non riuscivo a capire che cosa facessero qui queste donne.

E questo senso della castità è la cosa principale che devono avere le donne. Non possiamo addossare la responsabilità agli uomini. Il modo in cui vanno in giro le donne, in cui si comportano, in cui si atteggiano in continuazione… Ero sorpresa di vedere che qui gli uomini si abbottonano la giacca quando vedono una signora, mentre la signora si sbottonerà i vestiti. Dovrebbe essere proprio il contrario. Che c’è da nascondere nel corpo di un uomo? Mentre una donna deve essere rispettabile. Se non ha rispettabilità, non ha il diritto di lagnarsi per tutte le cose che accadono, quali stupri e tutte le oscenità e sconcezze.

Come sahaja yogi vi chiederei di prestare attenzione a questo aspetto della vostra società, che è molto importante perché le donne, nella loro follia, stanno diventando schiave dei capricci degli uomini.

Esse dovrebbero ergersi nella propria stima e nella propria gloria, e devono capire che la castità è il loro potere. Se una donna manca di castità e di dignità della castità, perché si lamentano della violenza carnale? Lo stupro dovrebbe essere assolutamente accettabile per noi. Dovrebbe esserlo assolutamente, proprio come andare in bagno. Che c’è di sbagliato?

Ma deve nascere questa saggezza; quando si ha un fratello, e quando si capisce ciò che egli rappresenta, ve ne renderete conto: vi andrebbe di comportarvi così davanti a vostro fratello? Andare in giro per strada in questo modo, camminare per strada come donne di facili costumi?

Questo non si addice alle sahaja yogini. Le sahaja yogini devono essere dignitose; ci sono tanti abiti dignitosi in questo Paese, non so dove siano spariti. Non so cosa sia accaduto loro.

Ora, per come si muovono le donne qui (in Sahaja Yoga, ndt), credo che parole come prostituta e simili scompariranno definitivamente dal dizionario. Sebbene possa suonare molto superato, è il pensiero più moderno ed ultramoderno, se ci pensate. Creerà per voi un’atmosfera in cui vi sentirete molto sicure.

Prendiamo adesso la malattia moderna delle donne: il tumore al seno. Sapete che il tumore al seno è causato da un problema di cuore centro. Ora, il problema di cuore centro nasce in una donna quando essa si accorge che il marito ha occhi adulteri, come li ha chiamati Cristo.

Questa sensazione inizia ad agire e lei si sente sempre insicura con un uomo così, sapete. Cammina mano nella mano ma interiormente si sviluppa questa insicurezza. Tutte le donne che soffrono di queste preoccupazioni del subconscio e di quelle che potete definire paure del subconscio, soffrono di tumori al seno.

Ad esse si aggiungono le donne che vanno in giro così conciate. Anche le donne che vanno in giro così perdono completamente le benedizioni di Ganesha, secondo Sahaja Yoga. Infatti si cerca solo di essere delle prostitute; pensateci. Questa è una cosa che pensavo di dirvi, ed oggi, nel giorno più propizio, ve ne ho parlato con grande chiarezza. Perciò, per favore, rendetevi conto che dovete rispettare la vostra castità; e gli uomini devono rispettare le donne come sorelle e non come se ogni donna fosse a loro disposizione, per il loro uso.

In questo modo sminuiscono il valore delle proprie madri e delle proprie sorelle. E nel Paese in cui le donne non sono rispettabili, non rimarrà nessuna deità. Ecco perché stanno accadendo tutte queste cose orrende in questo Paese e nei Paesi che adottano questo stile di vita.

Queste cose orribili agiscono in modo tale che neppure potete immaginare quali forze sataniche le stiano causando. Le prostitute defunte tornano come spiriti e vi possiedono. Ogni donna maliziosa e corrotta, che non dovrebbe oltrepassare la soglia dei templi domestici, entra nelle vostre case poiché avete accettato il loro modo di vivere. E la sola cosa che si dice è: “Che c’è di male?”.

Si deve comprendere che la profondità di questo fenomeno è la causa principale della degenerazione odierna: non solo fisica, non solo emozionale, non solo morale, ma anche sociale.

Vedete, è molto sottile, ma so che voi siete tante anime realizzate e potete capirlo. Voi andate a casa di qualcuno per avere delle relazioni con loro, per parlare con loro, per essere liberi con loro. È questa la collettività, no? Entrate in un gruppo di persone con le quali volete avere un comportamento assolutamente libero come bambini. Volete giocare, chiacchierare con loro in modo semplice. Ma non potete farlo se avete un’ossessione di questo tipo, non potete. I vostri occhi saranno puntati su una o due persone; correrete dietro ad una o due persone. Persino nella musica, ho visto che la gente non sa gioire della musica perché l’attenzione vaga di qua e di là su cose assurde.

È un argomento molto sottile, cercate di capire. Con questo la vostra collettività viene distrutta. Ecco perché qui la gente è così agitata. Chiunque arrivi chiudono la porta. Hanno talmente paura degli altri da non voler parlare con nessuno. Non vogliono avere nessun rapporto con loro perché non sanno che tipo di attacco arriverà. Ed il peggiore attacco di cui hanno paura è quello sociale.

Oggi, in questo giorno, direi che dovreste chiedere la forza di ascendere oltre tutte queste idee assurde che si sono sedimentate, e di diventare quelle bellissime persone, speciali, uniche, le quali rispettano la castità propria e quella delle sorelle. Fate sì che questo sentimento cresca; create salute e ricchezza in questo Paese.

E ci sono tantissime cose che si possono dire. Che Lakshmi e Vishnu erano sposati. E che la sorella di Vishnu era Parvati, che è Mahakali.

E Vishnu era una personalità regale perché è nel centro. Egli era come un re. Mentre Mahadeva, Shankara (Shiva), era una personalità che viveva da asceta, sapete, non gli importava di niente.

Era solito strofinarsi il viso con sandalo e tutte queste cose e aveva come veicolo un grosso toro. Il suo corpo non è molto ben coperto e vive da asceta. Potete definirlo un hippy, d’accordo! (risate).

Mentre Lei discende da una famiglia reale ed è molto imbarazzata: “Ma guarda che tipo è mio marito che arriva su questa cosa orribile (toro) e con dei discepoli che hanno un occhio solo o un corno o una coda che spunta da qui”.

Sapete, Lui ha accolto di tutto, vedete, come qualche volta ho fatto anch’io.

E allora Lei si sente molto imbarazzata e pensa: “Oh Dio! Che cosa dirà la mia gente e cosa farà?”. E così prega.

Dice: “Ti prego, Vishnu, ti prego, fammi vedere qual è la Tua posizione nei confronti di mio marito”.

E scopre che Vishnu sta lavando i piedi di Shiva.

Insomma, notate, sentite quanto è bello, come suona bello. Vishnu infatti dice: “È il marito di mia sorella”, e aggiunge: “Persino se ti offrissi tutte le ricchezze del mio essere, come dote di mia sorella, come potrei adornare questo asceta, che è il Re dei Re?”

E tutta la conversazione tra il fratello e la sorella che parlano tra loro è bellissima. Lei si sente in imbarazzo e Lui cerca di spiegarle.

Vedete, tutta questa bellezza va persa perché tutto diventa una questione sessuale. Tutte le manifestazioni e la sublimazione di queste cose vanno perse.

Bene, oggi non voglio parlarvi di tutto ciò che riguarda la Kundalini, ma una cosa a proposito della Kundalini devo dirvela.

Qual è il modo per far sviluppare queste cose?

Ad esempio, quando nella famiglia nasce un bambino – come sapete Gavin ha avuto una bambina e Peter un maschietto – al bambino è permesso di dormire, dovrebbe essere permesso di dormire con qualsiasi persona della famiglia, con il fratello, le sorelle, con chiunque. In questo periodo l’innocenza è assoluta ed essi toccano queste sublimi aree interiori che permettono loro di gioire di quella sublimità per tutta la loro vita.

Ma se fin dall’inizio inculcate al bambino l’idea che non dovrebbe dormire con questo o con quello; e se dorme con qualcuno gli dite: “Non dormire con un ragazzo, non dormire con una donna” e così via, comincerà a pensare: “Beh, che facciamo? Che ha questa gente?”.

Sapete, non capiscono proprio. E allora cominciano a farsi strada in loro delle idee, vengono fuori cose strane.

Si scopre che laddove si sono preoccupati molto di questo, dando tanti insegnamenti (educazione sessuale, ndt) e così via, sono molto perversi. Invece, dove non se ne parla, è tutto perfetto. La gente vive in modo naturale e nessuno fa queste cose. E allora, in simili circostanze, quando sviluppate quella sublimità interiore, gioite talmente della vostra castità che diventa più importante persino della vostra vita.

In India, ad esempio, ci fu il caso di una bellissima regina, Padmavati – era Padmini, nota dappertutto per la sua bellezza e dignità.

Per bellezza non s’intende dello stile di Elizabeth Taylor, sapete, è di tipo diverso.

Questa nobildonna era la moglie di un re, e un imperatore musulmano disse: “Voglio vedere questa signora”.

Allora dissero: “Va bene, puoi vederla, non c’è niente di male nel vederla”.

Ma lei disse: “No! Perché vuole vedermi? Vuole guardarmi con occhi impuri. Al massimo, se deve guardarmi, può vedermi soltanto riflessa in uno specchio. Non gli starò di fronte direttamente, perché ne va della mia castità. Può guardare il mio riflesso, ma non il mio corpo”. Quindi fece così e lui la vide nello specchio.

Ma lui, invece di sentire la sublimità di questa casta donna, sentì di doverla avere.

E disse: “Devo avere questa donna ad ogni costo. Se non me la consegnate vi distruggerò. Vi ucciderò, tutti quanti”.

Loro non sapevano cosa fare, il loro non era un regno molto grande e lui era un uomo molto feroce. Che fare dunque?

Infine dissero: “Non possiamo farlo, non possiamo consegnare la nostra regina a quest’uomo. È contrario alla nostra virilità”.

Infatti, vedete, esisteva quel senso di castità, di difendere la castità delle donne. Allora gli inviarono un messaggio: “Stiamo venendo ad incontrarti, portandoti la regina”. E prepararono cento portantine e dentro le cento portantine misero cento sepoys (soldati).

Il re prese posto nella prima, mentre quattro persone portavano la portantina con dentro armi e munizioni. E così entrarono negli accampamenti militari approntati per l’occasione. E avevano detto alle donne: “Se perdiamo, non riceverete da noi nessun segnale. Se invece, la mattina verso le cinque, vedrete un gran fuoco, sappiate che abbiamo vinto”.

E quando questo imperatore, che aveva bevuto tantissimo, andò dalla regina e aprì la porta, per prima cosa gli tagliarono una mano e tutti cominciarono a combattere. Si scatenò una battaglia furiosa, combatterono fino alla fine ma furono sconfitti, persero perché erano poco numerosi.

Le donne erano in attesa di un segno e, quando videro che non arrivava nessun segnale, eressero tutte su una fortezza una pira imponente, enorme, e su quella pira accesero un grandissimo fuoco e vi si gettarono, uccidendosi prima che qualcuno potesse toccarle.

Ci sono stati molti episodi simili; ma questo accade soltanto se avete il senso della castità. Se non avete il senso della castità penserete: “È una follia, perché avrebbero dovuto uccidersi?”. Perché niente muore, questo corpo non muore; ma se perdete la castità siete rovinati. A quel punto, non avete rispetto per voi stessi.

Oggi, dunque, dobbiamo pensare che dobbiamo condurre una vita da ottimi fratelli e sorelle, ricca di affetto e amore.

Dall’India mi hanno scritto tutti. Vi hanno inviato i loro migliori auguri. Vi hanno inviato il loro amore, vi hanno ricordato tutti per nome eccetera. Sono molto felici dei matrimoni che sono stati celebrati e sono molto ansiosi di ricevervi in India. Hanno detto: “Per quanto possibile, nella nostra semplicità, ci occuperemo e ci prenderemo cura di voi. Ma in questo giorno noi tutti vi ricordiamo perché siamo vostri fratelli e sorelle”.

E li hanno inviati anche agli australiani e ad alcuni americani e ad altri come Gregoire eccetera. Oggi, dunque, pensano tutti a voi; tutti voi, fratelli e sorelle, state pensando a ciò che davvero ha rovinato la nostra società, rovinato le nostre famiglie, rovinato i nostri figli e rovinato le nostre sorgenti di gioia. Pertanto, oggi, dovete pensare a come ristabiliremo tutto ciò.

Ora, quando parlo di questi argomenti, non dovreste pensare che l’India sia perfetta. Gli indiani possono essere parecchio orribili per altri aspetti, mentre voi no. Sono persone di tipo diverso. Quando io devo parlare con loro parlerò di qualcos’altro. Ma a voi devo chiedere di pensare a questo e metterci la vostra attenzione. E sarete meravigliati, quando capirete fino a che punto la castità di una donna sia importante, fonte di grazia ed energia per lei e per tutta la società, per suo fratello, per suo padre, per sua madre e chiunque altro, per i suoi figli.

Lei infatti è realmente la shakti. E se si mette a buttar via la sua shakti in questo modo, allora la shakti dell’intera comunità, dell’intera nazione scomparirà. Ecco perché tutti i guru, a cominciare da Adi Nath o diciamo dall’Adi Guru, fino a Mosè, Abramo e Maometto e tutti questi personaggi, sono stati molto intransigenti su questo punto, tanto che Maometto arrivò a dire: “Se ci sono troppe donne potete sposarvi quattro volte”. Ciò non significa che ogni musulmano debba farlo (sposarsi quattro volte), ma intendeva che a quei tempi c’erano troppe donne. Per questo disse: “Va bene: però sposatele!”.

Quando cominciamo a capirli, le nostre relazioni reciproche, con la natura, con qualsiasi cosa, si normalizzano e noi otteniamo una visione totale, completa, di noi stessi. Nei nostri rapporti con gli altri non esiste confusione su nulla e, se c’è, può essere rimossa con un piccolo aiuto.

Ho visto che quando vi racconto questi episodi a volte la gente pensa che magari siano favole, ma non è così, anche oggi potreste trovare queste persone ovunque. Ci sono persone che soffrono moltissimo perché non riescono a ricevere apprezzamento o comprensione. Sono considerate negative o inutili. Ma adesso, tra noi, quando siamo in gruppo, possiamo formare una personalità molto forte, se abbiamo questa relazione pura, questa purezza in noi. E questo è qualcosa di molto, molto importante.

In India abbiamo avuto un altro grandissimo esempio di una regina che mi ha sempre affascinato moltissimo. Quando era una ragazza comune, incontrò un principe che si innamorò di lei. Ma Akbar non voleva. Akbar, il padre, che era l’imperatore, non voleva che il figlio sposasse una ragazza comune. Così la allontanò, facendola sposare ad un altro uomo. La allontanò e le donò un vasto territorio, una vasta area da governare.

Quando questo Akbar morì, il figlio salì al trono. A quel tempo ci fu una guerra nella quale il marito di questa donna venne ucciso. E lei pensò: “Questo uomo ha ucciso di proposito mio marito per avermi”. E lui la condusse, l’imperatore la condusse – ora era lui l’imperatore dell’India, il suo (nuovo) marito – la fece rientrare dalla sua residenza e le propose: “Vorrei fare di te la regina, l’imperatrice”.

Lei disse: “Se c’è stato un malinteso, sappi, di grazia, che io non posso sposare l’uomo che ha ucciso mio marito”.

Lui fece del suo meglio per spiegarsi. Ma lei non volle sentire spiegazioni. Non volle ascoltare niente. Non disse niente, andò nella foresta e si diede all’eremitaggio; viveva là e non voleva incontrare nessuno. Ora, questo principe aveva preso tutto questo molto seriamente e si ammalò gravemente, al che il dottore disse: “Se non sposerà questa ragazza non potrà salvarsi”.

Allora, la madre, che era un’altra nobildonna chiamata Jodha Bai – voglio dire che Akbar aveva sposato un donna indù – disse: “Bene, risolverò io il problema”.

Si recò nella foresta e si mise a servire questa dama, come una semplice cameriera. Dopo un certo tempo questa signora disse: “Insomma, che cosa vuoi? Perché sei venuta da me?”

L’altra rispose: “Voglio che tu mi prometta una cosa. Me la darai?”

E lei: “Sì, se posso”.

“Sì, tu puoi darmela” – disse – “Voglio che sposi mio figlio”. Ora, lei era, era andata là come una donna comune, una cameriera.

La ragazza rispose: “Sì, sono disposta a sposare tuo figlio, se la pensi così. Poiché ti ho dato la mia parola, sposerò tuo figlio”.

E si scoprì che (il figlio) era Jahangir. E sua moglie era Nur Jahan. Che carattere! Allora lo sposò, poiché aveva dato la sua parola. Ma che carattere! Pensate che indole, che carattere aveva, per essere così.

Oggi mi piacerebbe raccontarvi un’altra storia, poiché oggi è un giorno di ottimo auspicio e dovremmo raccontare storie, ridere e divertirci.

Abbiamo avuto un altro grandissimo re, in Maharashtra, chiamato Shivaji. Era un re che assomigliava a Robin Hood, infatti cercava di opporsi agli imperatori musulmani che dominavano l’India. E i suoi soldati e la sua gente andavano ad attaccare l’altro popolo, quello cioè dalla parte degli imperatori, depredandolo, impadronendosi – proprio come Robin Hood – di tutti i loro beni e averi per portarli a Shivaji.

Una volta accadde che la nuora di un cortigiano Mogul, di un uomo che era una specie di duca o qualcosa del genere, passasse da quella strada.

La nuora era accompagnata da molte persone e aveva con sé moltissimi gioielli e ogni cosa.

Il tesoro era molto ricco. Loro la depredarono impadronendosi di tutto il tesoro e di ogni cosa. Poi catturarono questa signora e la portarono da Shivaji.

Shivaji era seduto là e lei si era coperta il viso con un velo.

Lui disse: “Per favore, sollevati il velo”.

Ora, davanti al re lei non poteva dire niente, così si sollevò il velo. Lui disse… – notate, la bellezza di questo, non so se riuscite a coglierne la sottigliezza. Insomma, ogni volta il ricordo di quelle parole mi riempie veramente di grande gioia. Lui disse: “Se mia madre fosse bella come te, io sarei stato altrettanto bello”.

Osservate l’espressione. Significa: “Tu sei mia sorella”.

“Se mia madre fosse bella come te io sarei stato altrettanto bello”.

Prese tutto il tesoro e tutto quanto e ammonì i suoi: “Non toccate le donne. Se le toccherete sarete rovinati. Non è una cosa santa”.

E le restituì tutto il suo tesoro, ogni cosa, tutta la sua gente con grande e assoluto rispetto e restituì completamente tutto ciò che le apparteneva. Non prese neppure un centesimo da lei, ma le offrì in regalo le proprie cose in quanto sorella dicendo: “Puoi sempre contare su di me ogni volta vi sia un problema; sono tuo fratello”.

Che cosa nobile fu! Pensateci.

Ora, queste relazioni stanno scomparendo mentre devono rivivere, prosperare ed espandersi ancora; così noi miglioreremo il nostro Vishuddhi sinistro. Il Vishuddhi sinistro proviene dalla colpa. Ma, nel subconscio, la colpa maggiore dell’essere umano nasce quando egli oltrepassa i limiti del rapporto sororale. Questa, nella sua mente, è la colpa più grave, ma non ne è consapevole. Se poteste rimuovere completamente questa colpa…

Trovo che il Vishuddhi sinistro esista solo in Occidente, ve l’ho detto molte volte.

Ora, tutti gli altri sensi di colpa sono fondati su questo in particolare.

Sentirsi colpevoli, ad esempio, per qualcosa che avviene in Vietnam, equivale a spostare la vostra mente da una cosa all’altra: in realtà, la vera colpa è questa. In modo molto sottile è questa la colpa. La colpa è aver guardato ogni donna con occhi lussuriosi. E questa colpa si accumula e vi fornisce un quadro diverso, poiché non volete accettare la realtà.

Vi dà un’altra immagine: “Oh sono colpevole di questo, mi sento molto colpevole nei confronti dei poveri”.

In Svizzera mi hanno detto: “Madre, ci sentiamo colpevoli nei confronti dei poveri”.

Ho chiesto: “Quanto avete donato del vostro denaro? Avete almeno ridotto la vostra bottiglia di whisky giornaliera? Che cosa avete sacrificato dato che vi sentite colpevoli?”.

È così. Ed è così perché qui ci troviamo qui con questo problema profondo nella società.

Sta a noi rimuoverlo dal nostro Vishuddhi sinistro. E allora sarete stupiti.

Se avete il Vishuddhi sinistro, non potete neppure sorridere bene. Non è un sorriso da bambini. Diventa molto strano; a volte, anche quando la gente sorride, mi pare che pianga. Non riesco a capire se sorride o piange, sapete. È molto difficile.

Qualcuno sorrideva ed io dicevo a questa persona: “Non piangere, non piangere, per favore”. E questa persona mi ha guardato (interdetta). L’allegria, che è pura come i fiori, non può manifestarsi con il vostro Vishuddhi sinistro.

Quindi non accrescetelo. Ora basta. Adesso è finito. Ora dimenticate il passato, non indugiate nel passato. Se riandate al passato, vi spostate sul Vishuddhi sinistro. E vi meraviglierà che quasi tutti i baddha vadano ad insediarsi nel Vishuddhi sinistro, lo avete visto. Qualsiasi cosa facciate, finisce prima di tutto nel Vishuddhi sinistro.

E chi risiede lì è la sorella di Shri Krishna che fu sacrificata per salvare la vita di Shri Krishna. Questa è un’altra lunghissima storia che prenderebbe troppo tempo, perciò ve ne parlerò un’altra volta, più avanti.

Ora, per chi è venuto per la prima volta, oggi è stato un racconto piuttosto divertente, perché è stato un giorno di festa. Non importa. Anche se siete venuti per la prima volta, è bello venire a conoscenza di alcune cose che sono molto rilevanti e di vitale importanza per la vita.

Ora, la rettitudine dopo la realizzazione diventa una necessità, poiché iniziate ad avere continuamente un dolore qui. La mano è sempre qui, una mano è verso di me e l’altra qui. È una situazione comune, è una situazione comune, vedete. Qui vedo, scopro che la mano di qualcuno si muove lentamente così. In presenza di una cicatrice vorrebbero farlo. È una immagine molto comune che vedo. Pertanto vorrei dire che è essenziale poterci purificare.

Ed oggi cercate di trovarvi un fratello, un vero fratello per il quale provate affetto.

I sahaja yogi indiani mi hanno inviato tre rakhi. Questo era da parte di qualcun altro, ma sì, tre di loro – è molto, molto, un’altra situazione molto poetica. Modi ha scritto: “Tu sei la protezione per tutti noi. Come possiamo noi mettere questo a Te? E come lo facciamo?”.

Così hanno detto: “Tutte le sorelle dei sahaja yogi inviano questo filo affinché sia allacciato a tutti i fratelli delle sahaja yogini che si trovano nel Tuo polso”.

È per questo che ne hanno mandati tre – di Mahakali, Mahalakshmi e Mahasaraswati – tre fili, ed io chiederò ad un bambino di venire ad allacciarli. Infatti è compito di un bambino molto piccolo, se – dove sono a giocare? Chiamateli, sono necessari qui.

Che Dio vi benedica.

[A lato: Adesso un bambino deve venire a farlo].

Chi è venuto per la prima volta, deve sapere che Sahaja Yoga è lo yoga, il solo yoga, in cui diventate uno con il vostro Spirito. È l’unione con lo Spirito.

Non esiste altro modo. È il risveglio della Kundalini che illumina la vostra attenzione con la luce dello Spirito. E le altre cose cui la gente pensa, che possiamo fare uno sforzo o farlo da soli, non è vero. Non è un metodo corretto. Infatti è un processo vivente, un processo evolutivo. Voi vi siete evoluti in modo tale da divenire.

(Rivolta al bambino) Siediti qui. Bene, vieni a legarlo, bene. Vedi? Devi allacciarlo al mio polso sinistro.

Non un nodo completo, ma mezzo nodo. Sai come farlo? Così. Va bene? Come un fiocco. Riesci a farlo? Come un fiocco.

Chaya, puoi venire a spiegarglielo?

Devi farlo come un fiocco. Bene. Adesso allaccialo così. Poi lo farò io dopo. Ora. Lo sai? Lo sai fare? Così va bene. Legalo come un fiocco. Sì, perfetto, sì, va bene.

Perfetto! Ecco! Tiralo fuori. Va bene. Se fai un fiocco va bene. Bene. Benissimo.

Ora il secondo. L’ultimo (…) preso…Ah! Fa male.

Oh, sta uscendo. Ora legalo al centro.