Seminario, Capire a che punto vi trovate

Chelsham Road Ashram, London (England)

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Seminario a Chelsham Road, Londra (G.B.), 7 Settembre 1980.

Capire a che punto vi trovate, per quanto riguarda Dio, è la cosa principale, non è vero? Siamo qui per questo, per essere una cosa sola con Dio, per essere uno con il Suo potere, per essere Suoi strumenti. In che modo la nostra connessione si allenta, e in che modo possiamo porvi rimedio, è ciò che dovremmo cercare di comprendere.

Innanzi tutto dobbiamo renderci conto che non dovete pensare. Se vi mettete a pensare troppo, avete notato che fate cose strane che non avreste dovuto fare. Non pianificate nemmeno troppo, perché se in questo Paese la gente si mette a pianificare, va a finire che pianificherà davvero tutto. Ad esempio, se devono uscire per una passeggiata, devono avere le scarpe appropriate, devono avere il bastone adatto, devono avere questo, devono avere quello, devono avere i guanti, tutto, e alla fine non escono più. Sono esausti per il troppo pianificare.

Accade la stessa cosa con Sahaja Yoga. Accade davvero la stessa cosa con Sahaja Yoga. Ho notato che sebbene io vi abbia detto di non pianificare, di non pensare, voi perseverate ed è così che vi mettete nei guai, poiché non potete correggervi pensando.

Ciò che potete fare è rendervi conto che potete dare i bandhan, o potete darvi equilibrio con le mani. Dovete muovere le mani, non la mente; capito? La nostra mente si muove, mentre mani e piedi non si muovono mai. E la nostra mente è attiva in maniera sproporzionata, mentre le nostre mani e piedi non si muovono.

Questa è la società descritta da H.G.Wells[1]; posso vedere molto chiaramente che avete più attività mentale che destrezza e capacità di comprensione. Le vostre dita non sono molto sensibili e la mente vi spinge verso l’artificiosità. Non dovete pertanto usare il pensiero per correggere i vostri chakra. Dovrei forse scrivere in caratteri d’oro che non potete risolvere le cose pensando? È qualcosa che la gente non capisce.

Abbiamo mantra per i diversi chakra. Ogni chakra ha un mantra che voi conoscete; se non lo conoscete, dovreste apprenderlo. Se un chakra si blocca, lavorate soltanto su quel chakra e concentratevi su quel mantra. Ad esempio, supponiamo che dobbiate fare qualche affermazione per il cuore: innanzi tutto dovete chiedere perdono a Dio, perché significa che la vostra attenzione non si è soffermata sullo Spirito quanto avrebbe dovuto. Oppure, se avete commesso degli errori, chiedete perdono, chiedete perdono. Chiedete perdono dal cuore. Anche lavorarvi con la mano può essere artificiale, capite? Potrebbe essere ritualistico, fatelo invece con il cuore. Qualsiasi cosa voi dobbiate dire, ditela con il cuore. Chiedete perdono dal cuore, non pensate. Vedete, è questo il problema: se dico qualcosa, vi mettete a pensarci e poi dite: “Adesso devo spostare l’attenzione da quel centro (chakra, ndt)”; e vi mettete a spostare l’attenzione. Ma non potete riuscirci; con la mente non potete spostare l’attenzione da nessun punto. Soltanto con le mani, mediante il movimento delle mani, oppure con la recitazione dei mantra, potete metterci l’attenzione. Comprendete questo punto? È assolutamente chiaro.

Molti credono di poter rivolgere l’attenzione verso qualcosa e distoglierla: non potete. Ma ciò che potete fare, quando recitate un mantra, è porre l’attenzione senza pensieri su quel chakra in particolare. Così, alla fine, voi padroneggiate quel chakra, una debolezza può diventare il vostro punto di forza. Se invece pensate, bloccate il cuore molto di più. Avete appreso che pensando vi bloccate il lato destro, nel senso che esso inizia a lavorare troppo, è troppo sollecitato e così il lato sinistro si congela e il cuore si blocca. Si sviluppa l’ego che opprime il cuore. Insomma, più pensate a come correggere il vostro ego, peggio è, perché lo combattete.

Ci rendiamo conto, quindi, che dovete darvi equilibrio, abbassare l’ego: usando la mano, massaggiando, potete abbassarlo, perché nelle vostre mani scorre il flusso; che abbiate blocchi o no, dalle vostre mani fuoriesce il flusso, dalle vostre mani proviene il flusso. Potreste anche non riceverlo da me, ma il flusso è già iniziato, è attivato, ve n’è sempre un po’. Usatelo per massaggiarvi la testa, per abbassare l’ego. Anche per il cuore, non pensateci ma dateglieli (bandhan, ndt), oppure appoggiate la mano su di esso. Dirigete le vibrazioni, ma senza pensare. È questa la cosa importante. Se, mentre le dirigete, pensate, non riuscirete ad indirizzarle, perché la vostra attenzione è coinvolta nel processo mentale. Capite questo punto?

Qui il problema è che la gente pensa troppo e parla troppo. Intendo dire che parlano di tutto, sanno tutto; è un’abitudine così dispendiosa pensare e poi parlarne. Qui, a causa dell’ego, chiunque è un re. Adesso, per favore, dite al vostro ego: “Per favore, stai zitto, ora ti conosciamo fin troppo bene”. Cercate di respingerlo indietro il più possibile, talvolta anche con la forza, riportatelo indietro. Cercate di ricondurlo alla sua posizione normale, e vi stupirete che una volta tornato alla normalità, vi sentirete molto più leggeri.

Occorre farlo con la mano. Potete usare olio per massaggiare il corpo, se dovete fare massaggi potete anche usare polveri o qualcosa del genere per provocare una frizione minore; ma occorre fare massaggi, dare dei bandhan, espellere (il calore, ndt), oppure usare un limone o anche un’arancia o cose del genere. Cercate di eliminare queste vibrazioni (calde) con questi mezzi e non mediante il pensiero. Non potrete riuscirci pensando. Quando pensate, non avete potere su voi stessi. Vi è una barriera fra voi e lo Spirito, perché pensate con l’ego.

Avrete notato molte volte che quando vi dico che non avreste dovuto fare qualcosa, voi rispondete: “Lo so”. Vedete, non riesco a capire: se sapete che qualcosa non si sarebbe dovuta fare, allora perché la fate? Qual è l’io che se ne rende conto? È il vostro Spirito. E che cos’è che compie quell’azione, contrastandolo? È il vostro ego. L’identificazione dovrebbe essere con lo Spirito, e lo Spirito non pensa: si manifesta.

Non potete risolvere i problemi con il pensiero. La vita diventa completamente fasulla, basata sull’errore. Tutto ciò che fate attraverso il pensiero, sarà del tutto errato. Perché in questo Paese avete perso l’abilità manuale? Per lo stesso motivo. Se, ad esempio, faccio una domanda sull’arte, la gente potrà darmi molte informazioni sull’arte, ma se dite loro anche solo di tenere in mano un pennello, non ci riescono. In qualsiasi forma di arte, qualsiasi forma di abilità, essi pensano. È così che scompare la creatività, la spontaneità: pensando. Ecco perché oggigiorno, come avrete notato, chi produce arte, (crea opere) così orribili che, nel giro di vent’anni, tutte queste opere d’arte svaniranno. Non avranno alcun valore.

Ogni giorno vedo queste cose, questa cosiddetta arte moderna e tutto il resto. La vera arte moderna può essere realizzata soltanto da persone nelle quali si manifesti lo Spirito, come Blake. Coloro il cui Spirito non si manifesta – che siano poeti, artisti o quant’altro – qualsiasi cosa facciano essa scomparirà in brevissimo tempo, non avrà valore, poiché non può rendere felice lo Spirito, può soltanto conferire una felicità esteriore.

Fate dunque tutto in silenzio – senza pensare – in consapevolezza senza pensieri. È la cosa principale. Quanto lusinghiate il vostro ego, potete osservarlo dalla mattina alla sera. È molto semplice osservarlo nella vita. Noi cerchiamo di arrabbiarci ed adirarci, oppure talvolta tentiamo di essere molto gentili, altre volte molto umili, in apparenza, soltanto per compiacere il nostro ego; non il nostro Sé, lo Spirito.

Come vi ho detto, soltanto lottando contro il vostro ego, non otterrete molto. Limitatevi a non accettarne più l’esistenza. Esso non esiste più per voi; non esiste. L’ego esiste soltanto in Dio, poiché è Lui che agisce, voi non fate niente. Ecco perché è un mito; il vostro ego è un mito, voi non avete ego. È un mito e voi persistete con questo mito. L’ego nell’uomo è un nonsenso; l’ego in Dio è assoluto buon senso.

Adesso, quando vi trovate di fronte alla (mia) fotografia, per verificare il vostro stato, diventate umili. Per prima cosa, assumete un atteggiamento umile come chi voglia perfezionarsi. Dinanzi alla fotografia, diventate umili e cercate di scoprire che cosa non va in voi. La cosa migliore è darvi un bandhan. Non pensate. Diventare umili, significa cercare di portare l’attenzione sul cuore; diventate umili: spostatela sul cuore, non pensate.

Rivolgete ora l’attenzione verso la fotografia, senza pensare, e osservate per conto vostro quali sono i chakra bloccati. Non si dovrebbe subito giungere alla conclusione: “Oh sì, ho questo blocco per questo motivo, ho questo blocco per quest’altro motivo, mi sto bloccando a causa di quella persona”. Tutte queste assurdità non sono necessarie. Non è necessario giudicare razionalmente i motivi per i quali contraete dei blocchi. Per noi non è importante. C’è un blocco; d’accordo. Non lasciatevi subito andare ai pensieri. Io posso chiedere, per voi non è necessario.

Se verificate (le vibrazioni di) altre persone, allora va bene perché potete dire loro che cosa occorre fare. Poi scoprite qualcosa; ora c’è un blocco al (Vishuddhi) sinistro, adesso sapete che ciò avviene a causa dei vostri sensi di colpa, tutto ciò che è depositato nel vostro subconscio provoca un blocco al (Vishuddhi) sinistro. Potrebbe essere dovuto a qualsiasi comportamento per il quale non abbiate avuto un giusto senso di moralità. Questa è la causa fondamentale.

Il Vishuddhi sinistro si blocca a causa dell’immoralità. Vi accade se siete stati immorali: è la (causa) fondamentale. Quindi, (implica il) rapporto fratello-sorella. A quel punto il senso di colpa si insinua nel subconscio; se diventate immorali, nel subconscio si insinua il senso di colpa. Ogni senso di colpa di questo genere (dovuto all’immoralità, ndt) può manifestarsi come qualsiasi altro senso di colpa. Vedete, in realtà esso è dovuto a questo motivo (l’immoralità, appunto), ma la gente lo esprime come se fosse dovuto a qualcos’altro; è chiaro?

Non preoccupatevi di quali siano i vostri errori. Se ricordate bene, io non vi parlo mai di quali colpe abbiate; non vi chiedo mai di confessare le vostre colpe. Molti mi dicono di sentirsi colpevoli della guerra in Vietnam o altre assurdità, oppure perché i loro antenati erano andati in Argentina ad uccidere molti nativi. Sono tutte assurdità, capite? Il senso di colpa è un’attività subconscia, è ciò che voi chiamate un condizionamento del lato sinistro. Nasce quando si adotta qualche comportamento immorale – potreste non sapere neppure che cosa sia la moralità, se non conoscete il dharma – potrebbe essere provocato da qualcosa che state facendo e non avreste dovuto fare. Dimenticatevene, distaccatevene. Chi ha commesso l’errore è l’ego, non voi.

Voi siete puri perché siete lo Spirito. Insomma, non condannatevi per queste cose. Non dovete preoccuparvene. Ad esempio, uno strumento potrà essere difettoso, ma l’elettricità non ha difetti, l’elettricità è pura. Essa non arriva poiché vi è un difetto nello strumento, quindi dobbiamo correggere lo strumento. Se pensate di essere l’elettricità, allora potete correggerlo; se invece ritenete di essere lo strumento, non potrete mai correggerlo perché, ancora una volta, entrate nel subconscio e cercate di scoprire che cosa abbiate mai fatto. Potrebbe anche trattarsi di qualcosa che avete commesso nelle vite precedenti, potreste averlo assorbito dicendo qualcosa di molto indecente e di cui non vi ricordate.

Non opprimete la vostra mente. Noi non siamo degli psicanalisti che indagano a livello psicologico su ciò che non va in noi, facendo domande e poi creandovi troppi problemi con l’ego. Gli psicologi pensano solo al lato sinistro ma non sanno che così facendo si sviluppa l’ego. Quando iniziate a chiedervi da dove proviene (il problema), immediatamente sviluppate l’ego, la persona si identifica con l’ego e ciò è ancora più pericoloso del problema subconscio, poiché le persone con l’ego causano problemi all’intera collettività, mentre chi ha il superego provoca problemi solo a se stesso. Gli individui con l’ego sono molto più pericolosi e molesti di quelli con il superego.

Innanzi tutto, quindi, osservate che cosa non va in voi. Il Vishuddhi sinistro è bloccato; significa che la Kundalini non passa bene attraverso il Vishuddhi sinistro. Capito? Attaccatevi quindi al vostro Spirito. Cercate di aggrapparvi al vostro Spirito, così lo purificherete. Io la vedo così; supponiamo che io sia lo Spirito e voi il corpo: io vedo il mio Spirito e vedo il vostro Spirito, non mi interessa ciò che avete. Alla stessa maniera, osservate voi stessi in due modi: voi siete lo Spirito e non siete il corpo o la mente né altro. Noi dobbiamo quindi purificarli. Essi sono varoksha, sono diversi, sono un’altra cosa. Dobbiamo correggerli. Come l’elettricità è separata da questo strumento (indica il microfono), allo stesso modo voi siete separati dal vostro Spirito, ma questa separazione deve essere compresa in meditazione. Per questo è necessaria la meditazione.

Per meditare, dovreste dire: “Madre, fai di me lo Spirito. Io sono lo Spirito. Madre, io sono lo Spirito”. Iniziate ad osservare tutto con gli occhi dello Spirito e, a quel punto, non vi sentite infelici, ridete di voi stessi, vi prendete gioco di voi stessi e poi gioite di voi stessi, solo di voi stessi, giocate con voi stessi, scherzate su voi stessi e tutto diventa uno scherzo.

Ma per questo, quando meditate, cercate di capire innanzi tutto che cosa non va in voi. Ma non risolvetelo a livello mentale; fatelo con le vibrazioni e i mantra. I mantra sono molto importanti per i Sahaja yogi. Se si recitano i mantra, all’inizio è meglio farlo ad alta voce. Perciò potete fare tutto questo in privato, nella vostra camera. Potete usare i limoni, potete usare l’acqua, potete usare la luce, potete usare l’etere, l’akash, potete usare il mare, potete usare tutti questi elementi per purificarvi.

Quando inizierete ad affrontare voi stessi alla luce dello Spirito, non sarete tanto spaventati. Poiché non volete affrontare voi stessi, siete sempre in uno stato d’animo spaventato, timoroso. Ma quando inizierete ad affrontare voi stessi, vi stupirete che in realtà siete bellissimi e tutte queste cose svaniranno. Insomma, non vi è motivo di condannarsi né di esaltarsi in alcun modo, ma siate semplicemente lo Spirito.

Il miglior modo di essere uniti allo Spirito è perdonare. Perdonate, perché allora i pensieri si dilegueranno. Qui vi sono persone con il superego, ma non appena si rimuove il superego, esse si spostano con grande rapidità sull’ego. L’ho notato. In realtà, sono fondamentalmente individui con l’ego, come se fossero caduti per un po’ da cavallo e, non appena li spostate e li sollevate, in un attimo rimontano a cavallo. Occorre quindi fare molta attenzione a questo proposito. Ora, quando meditate: per quanto tempo? Di nuovo, state pensando. Se provate ad adottare tutta questa meticolosità, state ancora pensando. Trovate il luogo migliore dove sedervi, mettetevi di fronte alla foto e sentite soltanto le vostre vibrazioni. Dove avete i blocchi?

Bene. A questo punto sapete come rimuovere i blocchi. Provate a farlo senza pensare. Per prima cosa, dite i mantra in corrispondenza dei diversi chakra, ovunque abbiate un blocco. Nel recitarli, non è necessario dire tutti i mantra. Recitate il mantra solo su quel punto, con il cuore. Rimuovete i baddha con il movimento della mano, come sapete, e funzionerà.

Meno pensate, più veloci progredirete con la vostra realizzazione. Questa è la benedizione degli indiani. Per questo potete chiedere a Ray ciò che ha da dire a proposito di Sahaja Yoga. Loro non pensano molto. Guardate il mio cuoco al quale volevo insegnare a cucinare: ha imparato in un anno, anzi in un mese, a cucinare molto bene. Ma posso assicurarvi che a voi non riuscirò ad insegnare in sei mesi. Non so nemmeno se potrò insegnarvi in un anno, perché pochissime cose vi entreranno in testa e poi, metterle anche in pratica, è difficile. Voi discutete su qualsiasi cosa. Nel progettare una stanza, tutti si metteranno a discutere senza prima pensare a ricevere il materiale, a esaminarlo; tutti inizieranno a discutere.

Allo stesso modo, se dovete imparare ad essere lo Spirito, non discutete. Non pensateci. Cercate di diventarlo, di diventarlo, dovete diventarlo.

Ora ho capito: il vostro problema di fondo è che volete risolvere tutto con la mente, non volete usare le mani ed è per questo che subentra l’inerzia. Vedete, la gente sta diventando letargica. Se vi muoverete fisicamente, come potrà subentrare l’inerzia? Non attraverso la vostra mente. Riducete, dunque, l’attività mentale. Non provate a risolvere le cose con il pensiero. Ciò vi darà serenità, un’esistenza pacifica.

Quando parlate fra voi, è meglio sussurrare, parlare lentamente. In mia presenza, non dovreste gridare o parlare ad alta voce; dovreste sussurrare, qui vi trovate nel silenzio. Normalmente la gente parla come se io fossi solo una donna di casa o qualcosa del genere. Ci si dovrebbe rendere conto che non è il modo di parlare perché allora voi non afferrate il punto, capite? Voi giocate con la mia Maya, mentre non dovreste cascarci. Provate anche fra voi – poiché siete santi – non discutete né litigate. Riducete le vostre discussioni al minimo assoluto.

Individuate, inoltre, tutti i modi in cui la vostra mente divaga e bloccatela. Cercate di fermarla, perché la vostra mente ha già pensato per almeno altre sette vite; non vi occorre ulteriore attività mentale, ne avete avuta a sufficienza. Il cervello che Dio vi ha dato l’avete danneggiato, al punto che adesso è meglio lasciarlo tranquillo e non pensare. Allora l’ispirazione vi nascerà da dentro. E, quando vi nascerà l’ispirazione, scoprirete che sarà molto diverso, sarà bellissimo, assolutamente meraviglioso.

Credo che se leggeste lo Zen… non sto dicendo di correre a leggerlo: comprerete immediatamente dieci libri e vi metterete e leggerli; per l’amor del cielo, non fatelo. Sto semplicemente dicendo che, se leggete lo Zen, non lo capirete. Normalmente la gente non lo comprenderà.

Loro (Zen) descrivono un fiorellino che sta solo soletto nel bosco; vanno a vederlo, ne gioiscono e identificano in quella solitudine quella di Dio, il quale non ha compagni, non può condividere.

Ma voi non ci riuscite. Ci penserete, commenterete e lo renderete assurdo. Loro, invece, gioiscono, gioiscono e basta. Creano un’opera con pietre e sabbia e ho notato che gli americani e tutti gli altri che si recano a vederla, dicono: “Che cos’è questo? Che roba è?”. È un’opera per neutralizzare i vostri pensieri, per farvi entrare in consapevolezza senza pensieri, per farvi osservare la forma senza pensare. Cercate almeno di osservare il mio volto senza pensare; il mio volto di per sé vi rende senza pensieri. Se guardate il mio viso, diventate senza pensieri. Guardate quindi il mio volto senza pensare. Potete guardare il mio viso nella fotografia, senza pensare, e funzionerà.

Cercate di diventare senza pensieri. È la prima fase ma non l’avete raggiunta, voi continuate a pensare; senza motivo, vi mettete ancora a pensare. Questa è l’unica differenza qualitativa fra voi e gli indiani: essi non pensano, assorbono e basta. Avete visto un neonato che viene allattato? Lui non pensa, succhia e gioisce. Si dice di rivolgere l’attenzione all’interno. A chiunque chiediate qui, vi risponderà che sta rivolgendo l’attenzione all’interno.

Con il cervello tenterete stratagemmi di ogni genere senza fare niente. Si tratta di raggiungere il silenzio, di ridurre la vostra mente al silenzio e percepire, intorno, l’atmosfera serena che io sento particolarmente in India. Talvolta essa si instaura in voi anche qui, durante i puja e tutto il resto. Adesso, quando si celebrano i puja, va molto meglio. Una volta, discutevano di prima mattina; prima dei puja scoppiavano liti terribili, poi iniziava il puja. Io non sapevo che cosa fare con puja di questo genere.

La cosa principale è che dobbiamo essere una cosa sola con il nostro Sé. Senza conoscere l’Atma, non potete conoscere Dio. Dovete conoscere il vostro Spirito. Quando questa meravigliosa personalità si svilupperà in voi, la gente si renderà conto che siete lo Spirito.

Se pensate meno, ogni lavoro che compirete sarà ben fatto. Ho notato che se, ad esempio, chiedete a qualcuno di collegare un tubo con un altro, non ci riesce. Vi saranno delle perdite, sorgerà qualche problema perché non li collegate senza pensare. Douglas adesso ha questa capacità, lui non pensa. Avete notato quanto sia migliorato, non pensa molto. Agisce e basta, è per questo che è cresciuto molto in Sahaja Yoga, malgrado fosse andato parecchio giù. Lui lo sa molto bene. Ma quanto è cresciuto, senza pensare!

Voi siete troppo sviluppati (da un punto di vista intellettuale, ndt) quindi tentate di fermare l’attività della vostra mente e renderla più umile. Tutte queste idee sulla cultura hippy e tutto il resto, in realtà fanno parte della coscienza, della consapevolezza di una mente troppo sviluppata. Ma soltanto indossando certi abiti, o vivendo come hippy, o assumendo droghe, non potete impedire al cervello di pensare. Sahaja Yoga è l’unico modo per darvi equilibrio.

Vi sono inoltre molte altre cose che vi aiutano. Rimedi fisici ad esempio: dovete imparare a seguire le diete; quale dieta è necessaria per una certa cosa; quale esercizio è necessario per un’altra. Adottateli. Adesso andrò via per un mese, dovete darvi da fare. In realtà, finché non impressionerete gli altri ai quali vi rivolgerete o che incontrerete con questo amore e serenità, nessuno vi crederà. In secondo luogo, che cosa colpisce maggiormente la gente? Lo sapete? Che cosa lascia il segno, persino se è falsa? Che cosa colpisce molto la gente? La semplicità. La semplicità di carattere, nel modo di parlare….


[1] Herbert George Wells (1866 – 1946): scrittore inglese, considerato uno dei padri fondatori della fantascienza. Una delle sue prime opere popolari fu il romanzo La Macchina del Tempo (1895).