Programma Pubblico, Introduzione a Nabhi e Void

New Delhi (India)

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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Introduzione a Nabhi e Void

Programma Pubblico

 New Delhi (India) 7 Febbraio 1981


Per favore, sedetevi molto comodamente, è molto importante. Non dovrebbero esserci tensioni in nessuna particolare parte del corpo. Per esempio, a volte, quando siete seduti, potreste sentire che i piedi si intorpidiscono un po’: potete cambiare posizione. Non è necessario continuare con uno sforzo estremo o un disagio per voi. Questa è la prima cosa che dovete ricordare.

Inoltre, alcune persone assumono posizioni tese anche tendendo troppo le mani, o a volte stando molto eretti o spingendo la testa all’indietro; a volte piegano anche la testa un po’ troppo. Sedetevi molto comodamente, con entrambe le mani sulle ginocchia, state seduti in modo molto confortevole; non si dovrebbero fare cose estreme esternamente.

Dobbiamo capire il principio di questo processo vivente, allora saprete perché affermo che è inutile fare qualcosa di estremo per raggiungere il vostro scopo. Il principio è questo: supponiamo che questa stanza sia completamente sporca, o nel caos, o magari sia totalmente al buio e non riusciate a vedere niente. E voi entrate nella stanza. Il vostro scopo sarà di avere l’illuminazione.

Alcuni diranno: puliamo la stanza al buio, alla cieca. (Se) iniziate a pulire il vostro corpo (in questo modo), non sapete cosa state pulendo. Quindi non c’è bisogno di preoccuparsi di pulire quando si è ciechi. Alcuni, prima della realizzazione, pensano che se si libera la mente si starà meglio.

Avete provato tutte queste cose, ma così facendo siete andati agli estremi. È tutta cecità, tutto il vostro lavoro è compiuto al buio, non c’è alcuna illuminazione. Dovete ottenere prima di tutto la vostra illuminazione. Mi sono resa conto che, finché gli esseri umani non saranno illuminati, non potranno purificarsi correttamente; non potranno capire Sahaja Yoga; non potranno capire Dio; non potranno percepire il loro Spirito; niente sarà possibile se non saranno illuminati.

È possibile che, nel momento in cui ottenete l’illuminazione, possiate scoprire che la luce non si manifesti in modo appropriato, che la lampadina sia tremolante, o magari che l’ombra sia tremolante, o magari la stanza sia sporca per cui non riuscite a vedere le cose chiaramente, non riuscite a vedere la vostra immagine nello specchio; i vostri occhi sono deboli, per tutto ciò avete bisogno di una luce splendente.

Ma senza ottenere la luce stessa, senza sapere qualcosa di ciò che avete dentro di voi, come vi purificherete?

Naturalmente la luce può essere debole, tuttavia potete vedere qual è il problema, cosa deve essere fatto, cosa deve essere ripulito. Per questo l’illuminazione è la prima cosa.

Ora, per questo, anche se pulite tutta la stanza, anche se fate tutto questo, non avrete realizzato un lavoro perfetto. Al contrario potreste rompere qualcosa, potreste rovinare qualcosa, potete scivolare; può accadere qualsiasi cosa nell’oscurità. È ciò che accade alle persone quando compiono qualsiasi sadhana[1] alla cieca. Dopo la vostra illuminazione, conoscete il sentiero da percorrere, sapete come seguirlo e comprendete ogni cosa.

L’altro mito che abbiamo consiste nel credere che si possa conseguire la spiritualità purificando la mente.

Non potete: questa stanza potrà anche essere pulita, ma finché non ci sarà luce, non potrà esserci illuminazione. Dunque la cosa principale è che occorre avere un’illuminazione.

Ho conosciuto persone che conducono una vita molto pura e retta; quando ottengono l’illuminazione, la ottengono molto velocemente e la stabilizzano bene, con gran facilità, ed è lì. Ma alcuni di quelli che conducono una vita molto pura e retta hanno esagerato al punto che hanno ego per questo, pensando: “Io non voglio niente, sono perfetto, non commetto errori, non creo problemi, sono una persona molto felice”.

Anche queste persone rimangono lì bloccate perché non desiderano le cose più elevate della vita. Non vogliono che il loro Spirito sia illuminato, cosicché a volte diventa una situazione di grande stallo.

Ora in Sahaja Yoga dovete sapere che avete l’energia dentro di voi. È lì, esiste lì e deve essere solo risvegliata. In alcune persone occorre del tempo per risvegliarla. In migliaia di persone ho visto che basta un attimo. L’unica cosa che suggerirei è di mantenere la mente aperta e di non diventare ostinati riguardo alle cose.

Se voi siete ostinati, la Kundalini è anche più ostinata; non siate ostinati, semplicemente mantenetevi aperti, non discutetene con argomentazioni o pensandoci; la Kundalini non si risveglierà così.

Al contrario, quando la Kundalini viene risvegliata, i vostri pensieri si calmano al punto che vi accorgete che non vi arriva nessun pensiero dal subconscio o dal sopraconscio. Cercate dunque di mantenervi assolutamente aperti e non preoccupatevi, nemmeno se non sentite le vibrazioni.

Il principio è che la luce è la luce e la stanza è la stanza: la luce non ha niente a che fare con la stanza. L’unica cosa è che quando la luce è accesa, illumina la stanza. La stanza ha qualcosa a che fare con la luce, ma la luce non ha niente a che fare (con la stanza). Che la stanza ci sia o meno, la luce esiste. Nello stesso modo dobbiamo capire la relazione fra l’Atma e il nostro corpo, fra il nostro Spirito e questo nostro corpo, mente, ed ego e superego.

Tanti di voi devono aver compiuto moltissime tapasya e tante cose che in realtà non erano richieste, pensando di aver fatto moltissimo.

Vi siete recati in molti luoghi, avete compiuto molti tirath yatra (pellegrinaggi, ndt), avete partecipato a molti pellegrinaggi, pensando che quei pellegrinaggi e tutti quei luoghi, secondo voi, avrebbero dovuto rendervi felici. Ma in realtà recandovi lì non sapevate in che modo trarre beatitudine da quei templi e da quei luoghi, che effettivamente sono santi per natura ma sono circondati da individui estremamente negativi.

A causa di questo c’era questo miscuglio e, a volte, invece di trarne beatitudine, ne ricavate tutti i mal di testa.

Oggi parleremo del Void. Ciò che in Sahaja Yoga chiamiamo Void è diverso dal significato comunemente attribuito alla parola Void.

Il Void è l’intera cavità viscerale che nel linguaggio di Sahaja Yoga viene chiamata Bhavasagara. Dovete aver sentito più volte delle persone, dei poeti intonare canti che dicono “Bhavasagara se paara utaaro” (traduzione: “Fammi attraversare l’oceano del Void”, ndt).

Che cos’è questo Bhavasagara?

È il simbolo o il riflesso di tutto l’intero universo creato.

Questo intero universo è creato da Brahmadeva. Egli è il Creatore, è il Rachiyata (Creatore) di questo mondo, il quale creò questo bellissimo universo in cui, in particolare, creò la Madre Terra. Egli ha collocato la luna e il sole su entrambi i lati di questa Madre Terra; e ciò che rappresenta la Madre Terra dentro di noi è la Kundalini, il Muladhara.

Ora, questo universo esiste dentro di noi, ed è il Bhavasagara. Questo Bhavasagara esiste in molti stadi nella sua forma evolutiva ed oggi, in questo Bhavasagara, siamo nel Kali Yuga; direi che siamo agli albori del Satya Yuga, alla fine del Kali Yuga.

Al centro di questo Bhavasagara è situato il centro del Nabhi, il chakra del Nabhi, intorno al quale ruota il centro dello Swadhishtana.

Il Nabhi chakra, come sapete, è governato da Shri Lakshmi come energia di Shri Vishnu e lo Swadhishtana ruota intorno ad esso, definendo così la nostra personalità e creando tutte le diverse stelle o pianeti dentro di noi.

In quest’area, nel Void, sono nate le incarnazioni del Maestro primordiale chiamato Dattatreya.

Dattatreya è l’innocenza di Shiva [Shri Mataji dice a lato in hindi, ridendo: “Vibrations itne hai”, ossia: “Ci sono troppe vibrazioni”], di Brahmadeva e di Shri Vishnu; Brahma, Vishnu, Mahesh (Shiva, ndt).

La loro essenza, la loro innocenza è incarnata nella forma di Dattatreya, il Maestro primordiale.

Dunque, questi Maestri nati su questa terra sono l’innocenza nella forma più elevata, tutti integrati insieme. Questi Maestri si sono incarnati su questa terra principalmente dieci volte; ma ci sono state anche molte altre incarnazioni, ci sono state delle ripetizioni semplicemente per perfezionare i loro insegnamenti. Come vi ho detto ieri, Maometto e (Guru) Nanaka sono entrambi la stessa personalità di Dattatreya.

Si fa l’esempio, della vita di Guru Nanaka, (dell’episodio in cui) gli dissero che quando dormiva i suoi piedi erano rivolti verso la Mecca, la Kaaba[2], verso la Kaaba. Lui rispose: “Bene, sposterò i miei piedi e li rivolgerò ovunque diciate”. Allora gli spostarono i piedi dalla parte opposta, ma si resero conto che erano rivolti di nuovo verso la Kaaba. Allora lui disse: “Indicatemi il luogo in cui non sia la Kaaba ed io vi rivolgerò i piedi”. Ma non riuscirono proprio a stabilirlo, perché ovunque egli rivolgesse i piedi, la maya era tale che li trovavano sempre rivolti verso Kaaba.

Ora, la Kaaba è un luogo dove avete un bellissimo Shivalinga chiamato, nei nostri Purana, Makkeshwar Shiva. Dai tempi antichi si dice che esiste un pinda[3] che è assolutamente colmo di vibrazioni e che si trova lì.

Ora, Maometto evitò religiosamente di parlarne. Disse solo: “Se questa pietra può essere così divina, perché non possono esserlo gli esseri umani?”.

Ma non spiegò molto. Infatti, qualsiasi cosa egli abbia cercato di spiegare, la gente è stata così insensibile e così crudele da tentare di ucciderlo molte volte, da somministrargli il veleno e alla fine morì in condizioni terribili.

Tormentarono la sua vita, erano nomadi, vivevano in tribù, erano per natura molto tribali. Egli cercò di fare tutto il possibile per parlare dell’esistenza di Dio e dire che Dio è al di sopra di tutto e che lui era il messaggero di Dio. Ma non vollero ascoltarlo.

Poi – lo sapete – venne Nanaka il quale predicò che non sarebbe dovuta esistere alcuna ostilità fra indù e musulmani. Predicò questo, poiché vedeva che i musulmani si comportavano da grandi fanatici ed erano diventati così strani senza che lui riuscisse a capirne il motivo: “Questi sono coloro che ho reso musulmani: e che cosa stanno facendo qui?”.

In realtà musalman significa persona realizzata e Pir è una persona la cui realizzazione è stabilizzata, tant’è che egli (Maometto, ndt) affermò che chi fosse diventato musalman avrebbe dovuto essere sepolto e non cremato, perché li riteneva tutti anime realizzate. Ma la realizzazione ebbe fine con suo genero (Hazrat Ali, ndt) e sua figlia (Shri Fatima, ndt), i quali poi ebbero due figli (Hassan e Hussein, ndt) che erano grandi anime e che in realtà sono la reincarnazione di Lav e Kush (figli di Shri Rama e Shri Sita, ndt).

Ora, forse non sapete ciò che accadde a Lav e Kush quando nacquero. Lav e Kush, quando la loro madre scomparve nella Madre Terra e il padre…, erano un po’ contrariati con loro e andarono a Nord: uno andò in Caucaso e un altro in Cina. Lav si recò in Caucaso e da lì divenne un potentissimo re in Russia.

I russi usano sempre il sanscrito, non ci rendiamo conto di quanto sanscrito usino. Per esempio diranno khorosho (che significa “bene”, ndt) che equivale a Haro Shivay. La pravada stessa (parola russa “pravda”, ossia verità, ndt) (è) la parola (sanscrita, ndt) pra-vada: vada significa dire, pra significa illuminato.

Vedete che la loro lingua è piena di parole sanscrite, in pratica è completamente basata sul sanscrito. E sono chiamati slavi: slavi: s-lav, Lav.

Lav governò lì per anni, e circa quattrocento anni fa i suoi diretti discendenti fuggirono da lì e andarono in Iran dove c’è un tempio della dea Hindolika – è tutto descritto nei Purana – dove veneravano la dea Hindolika.

Scesero da lì e si diffusero dappertutto. È una storia grandiosa.

Kush, poi, andò in Cina, per questo avete il Kushan[4] in Cina. E il cinese è molto, molto affine al sanscrito e del tutto vicino al marathi. È molto sorprendente, se li sentite parlare. Ad esempio, dicono: Mao Tse-Tung. Tse, soltanto in marathi usano questa parola, tse. Noi non diciamo mai in hindi tse e non la troverete in nessun’altra lingua, soltanto in cinese e in marathi si ha questa parola, tse.

È molto interessante vedere come la spiritualità si sia diffusa in questi paesi e come si sia poi estinta. Accaddero tutte queste cose ma poi essi sono rinati più volte: (Lav e Kush, Hassan e Hussein, ndt) nacquero come Mahavira e Buddha, sono gli stessi.

Sono nati come Markandeya, come Kabira, come Adi Shankaracharya. Fu Buddha che nacque come Adi Shankaracharya solo per rettificarsi. Buddha era scioccato dal modo in cui la gente si rivolgeva a Nirakara[5], così dovette nascere come Shankaracharya per dire alla gente: “Oh Dio, che cosa state facendo?”.

Fu proprio Buddha che venne a correggere se stesso nella forma di Shankaracharya. È così sorprendente che combattano; buddisti e indù sono grandi nemici tra loro, ma non sanno che in realtà la persona che ha rifondato l’induismo era la stessa che ha fondato il buddismo.

Così immaginate, la stessa personalità che ritorna più volte su questa terra, che cerca di correggere i suoi discepoli e scopre nuovamente di aver creato due gruppi. È un grosso problema!

Anche Mahavira fu uno di quelli che è rinato più volte: fu Markandeya e Kabira. Dal modo in cui Kabira sferza le persone, si può capire che è dirompente. È come Bhairava.

E il potere di Bhairava, Kabira lo ha usato nel suo linguaggio; ma secondo i poeti hindi il suo è Sadhukadi[6] e lo hanno deriso.

La cosa migliore per chi non voglia affrontare la realtà è burlarsi di tutti, è il modo migliore. Costoro dicevano: “Cos’è questo parlare di Ida, Pingala, Sushumna? Chi è costui? Chi crede di essere?”.

Però era stimatissimo dai santi, specialmente da Guru Nanaka, che incluse tutte le sue opere poetiche nel suo Grantha Sahib[7]; ha incluso anche tante poesie provenienti da tutte le anime realizzate del Maharastra.

Ma mi chiedo quanti sikh sappiano che esso serviva ad ottenere la realizzazione. Egli pensava che se si scrive un libro…

Vedete, Essi cercarono di rettificare ogni cosa solo per far capire alla gente che è necessario arrivare ad ottenerla (la realizzazione, ndt).

Prima pensarono che, scrivendo la Gita, la gente avrebbe soltanto continuato a ricordarla a memoria. Poi pensarono che sarebbe stato meglio raccogliere insieme solo scritti di anime realizzate, in modo da avere un potente Grantha (libro sacro del sikhismo) grazie al quale, chi lo avesse letto, avrebbe ottenuto vibrazioni e vi si sarebbe attenuto. Ma non è così, anche in quel caso la gente lo legge solamente.

Non so come (ma) gradualmente, evolvendo, abbiamo perso la nostra sensibilità. Per lo meno al tempo di Rama si sapeva che Egli era un’incarnazione. Al tempo di Krishna sapevano che Egli era un’incarnazione. Tanti lo sapevano, naturalmente, anche i rakshasa sapevano che erano incarnazioni; anche oggi i rakshasa sanno chi è l’Incarnazione, ne sono sicurissimi e ne sono spaventati. Ma a quei tempi anche la gente comune riconosceva un’incarnazione.

La sensibilità fra gli esseri umani iniziò a ridursi sempre più man mano che si lasciarono coinvolgere dal fanatismo, da ogni genere di tantrismo che si sviluppò in questo nostro paese, e anche in altri paesi. Esisteva un fortissimo movimento volto a creare fanatici. E questi fanatici sono persone malate, sono malati, in realtà sono posseduti, assolutamente posseduti, non sono normali. Quando parlano si resta sorpresi di come possano parlare in quel modo quando non sanno niente al riguardo.

Ma, grazie a Dio, oggi il fanatismo ha raggiunto un livello tale che i più giovani ne stanno comprendendo l’assurdità.

È un’ottima possibilità per Sahaja Yoga di emergere.

In Sahaja Yoga la bellezza è che ormai non potete creare un culto. Appena cercate di fare una cosa simile, perdete le vostre vibrazioni.

Se tentate simili trucchi, se provate ad essere fanatici perderete tutte le vostre vibrazioni (parla a lato in hindi); qualsiasi trucco proviate con Sahaja Yoga, per prima cosa perderete le vostre vibrazioni, non vi piacerà, non ne sarete felici.

Vorreste che le vostre vibrazioni continuassero a fluire armoniosamente, dolcemente e bene, in modo da sentirvi assolutamente felici al riguardo e gioiosi; ma chiunque tenti qualche trucco con Sahaja Yoga si metterà nei guai.

Ora, questi Guru vennero su questa terra per eliminare il fanatismo. L’ultimo di loro venne nella persona di Shirdi Sai Nath. Fu lui a dire molto chiaramente – lo disse in marathi – che parlare male di un’altra religione è peccato, è peccato. Niente può essere più potente di questo.

Ci sono molti che venerano Sai Nath, molte persone, ma bevono; lui era contro il bere, tutti loro (i guru primordiali) erano contro il bere. Perché erano contro il bere? Perché la consapevolezza è diffusa nel vostro Void.

La consapevolezza, la Chitta, l’attenzione risiede nel vostro Void ed è nutrita dal vostro fegato. Il fegato elimina dalla vostra consapevolezza tutto il veleno dovuto ad una cattiva salute, ad una mente malsana, dovuto a qualsiasi cosa provocata da effetti nocivi o dalla negatività e poi svolge un’azione purificatrice, come vi ho detto ieri.

Ebbene, questa consapevolezza in noi diviene… voi sapete che la nostra consapevolezza, la consapevolezza umana si affievolisce con il bere. Queste Personalità ammonirono che non si dovrebbe bere.

Voglio dire che l’unica cosa che predicarono tutti insieme è che non si dovrebbe bere.

Al tempo di Maometto non esisteva il fumo; mentre al tempo di Guru Nanak si trovava gente che fumava con enormi lunghe pipe (hookah, narghilè, ndt) ed egli diceva: “Per l’amor del cielo, non fumate”, in quanto costoro dicevano: “Tu ci avevi detto soltanto di non bere (quando era stato Maometto, ndt), perciò adesso (al tempo di Guru Nanak) fumeremo” (risate).

Per esempio, in Inghilterra dicono: “Che c’è di male nelle droghe? Dopotutto le droghe non sono mai state avversate dai santi, quindi possiamo assumerle”. Pertanto è il mio destino dire loro che le droghe sono la stessa cosa; qualsiasi cosa contraria alla consapevolezza non va bene.

Voglio dire, non è qualcosa che abbiano vietato perché erano matti! Qualsiasi cosa abbiano detto, la dissero perché era la verità.

Assumere bevande alcoliche di qualsiasi tipo, o cose del genere, tutto ciò che vi allontana dalla vostra consapevolezza è sbagliato, perché la vostra consapevolezza deve essere illuminata. Già la vostra consapevolezza è così; se oltre tutto questa consapevolezza che deve essere illuminata è gonfia di alcolici, come si potrà elevarla? Come farlo?

Ma in questi giorni parlare contro l’alcolismo … una persona mi ha chiesto: “Madre, ha intenzione di diventare ministro del proibizionismo?”. (Risate)

Voglio dire, è impossibile parlare alla gente di cose sensate. Anche se andate ad un ricevimento, chiederanno: “Perché non beve? Dovrebbe bere, è una cosa fantastica, ha perso parecchio nella sua vita”.

Ho risposto: “Sono in stato di ebbrezza dall’infanzia; non datemi niente, non ho bisogno di niente”. No, continueranno ad insistere: “Deve bere, dovrebbe assaggiare, questa è una cosa speciale, quella è una cosa …” e così via.

Non hanno nessuna vergogna al riguardo, nessuna vergogna! Pensano che stanno cercando essere gentili e, se chiedete loro anche una sola volta perché bevono, è finita, siete una causa persa, non avete educazione, siete la persona più scortese. Come osate dire una cosa simile a qualcuno?

Guardate questi esseri umani, che pazzi! Non so come trattare con loro. Pensano che si dovrebbe dire loro: “D’accordo, continuate a bere, suicidatevi pure!”. Come potrebbe un santo consentirvi di bere, ditemelo, quando sa che ostacola la vostra consapevolezza? Certo, questi malfattori (falsi guru, ndt) diranno: “Va bene, bevete quanto volete, fate quello che vi pare, prendete dieci mogli o fate quel che vi pare, basta che mi diate il portafoglio” (risate), poiché è questo l’interesse che hanno per voi.

Sono interessati solo al vostro portafoglio, a quanti soldi avete nel portafoglio, a che lavoro fate. O al massimo possono essere come funzionari che implorano di dare lavoro al proprio figlio o a qualcun altro.

Si deve capire che un santo non ha paura di nessuno, non può. Egli è una entità impavida, assolutamente coraggiosa, non teme nessuno perché si fonda sulla verità. La verità stessa vi dà quella forza di dire la verità. Ma ho imparato alcune lezioni nelle mie vite passate: agli esseri umani non piace la verità, non ditegliela, se gliela dite vi crocifiggeranno subito.

Dovete girarci intorno continuamente e metterli nei guai per farli rinsavire. Se dite loro in modo diretto di non fare qualcosa, vi metteranno … voglio dire, se dico di non bere potrebbero crocifiggermi nel giro di poco tempo. Siamo a questi livelli infimi al giorno d’oggi.

In Inghilterra il problema dell’alcolismo è così grave che gli inglesi, i quali bevevano pochissimo, adesso non sono altro che una bottiglia, iniziano dalla mattina. Alla terza generazione crollerete. Che dire dei nostri indiani che sono andati lì?

Persino i sikh, ai quali viene insegnato di non bere, bevono più di quanto possano fare gli scozzesi. È una cosa vergognosa! E protesteranno per non indossare il casco per proteggersi la testa quando si viaggia in motocicletta.

È forse scritto così in qualche Grantha Sahib, di essere tanto sciocchi e stupidi? Ma combatteranno per questo. Però non combattono affinché nessun sikh beva. Se indossate quel pagdi (turbante tipico dei sikh, ndt), non avete nessun diritto di bere. Non credono che l’essenza della religione sia più importante di tutte queste cose assurde che si pensa di fare.

Una religione così grandiosa come l’Islam, questa grande religione che è il sikhismo, questa grande religione che è l’induismo, questa grande religione che è il cristianesimo! Sono finite tutte in pasto ai cani, perché vi sono entrati i cani.

Non hanno il senso delle proporzioni; non sanno rispettare i loro Guru nel modo giusto, ponendoli nel proprio cuore e nel proprio comportamento. Questo è tutto ciò che avrebbero dovuto fare. Avrebbero dovuto semplicemente obbedire ai loro Guru. Non c’era bisogno di stare a testa in giù e di accettare mantra da questi mascalzoni, pagandoli. Non era affatto necessario fare tutte queste cose. Invece no, hanno pensato: “Qui si fanno soldi al mercato nero; costruiamo dei grandi templi”. Così sono grandi indù, qui si costruiscono grandi templi e il denaro sul mercato nero va avanti.

Qui i musulmani stanno uccidendo così tante persone, quindi devono dire che lo fanno nel nome di Dio; fantastico!

Mentre Maometto non ha parlato che di rahmat e rahim, ha parlato sempre di rahmat[8] e rahim[9]. Vedete, volevano ucciderlo, in ogni momento, ovunque andasse. Era una situazione molto pericolosa, viveva in modo molto precario e doveva difendersi. Adesso siamo noi a doverci difendere da queste persone, invece di essere loro a difendersi.

Non è per difesa, è per aggressione che queste persone uccidono gli altri, credendo di rendere un grande, grandissimo servizio al popolo.

I cristiani poi, sono fra i peggiori fanatici; i peggiori fanatici sono i cristiani. Non possono esistere peggiori fanatici dei cristiani.

Il cristianesimo è una religione molto astuta e subdola, nessuno può schiacciarli. Per esempio, faranno tutto un lavoro missionario.

Direte: “Aaaah, che belle persone! Fanno un lavoro missionario, qui si prendono cura dei nostri poveri. Persone bellissime, straordinariamente generose; e convertiranno la gente”.

Per quale motivo la convertite? Avete il potere della realizzazione? Avete il potere di chiamarvi cristiani? Siete battezzati nel vero senso del termine?

È così che si sono sempre comportati i cristiani. Hanno messo su questo enorme spettacolo.

Non è questo il lavoro di Dio: prendere dalla strada dei moribondi, metterli in una stanza e prendersene cura. È forse questo il lavoro di Dio? Questo è un lavoro di esseri umani. Il lavoro di Dio è solo quello di risvegliare la Kundalini: questo è il lavoro di Dio. Il lavoro di Dio non è avere ospedali e scuole e quant’altro.

Questo non è il lavoro di Dio, questo è il vostro lavoro, è ciò che fate voi; ma costoro utilizzano il nome di Dio per guadagnare denaro. “Nel nome di Dio datemi del denaro”. Che mendicanti, vi dico, di prima qualità.

Chiedere l’elemosina, un uomo che creda in Dio, non lo farà mai. Perché mendicare? Perché chiedere soldi? Oggigiorno i nostri Hare Rama Hare Krishna staranno per la strada, in Oxford Street, a mendicare soldi nel nome di Dio.

Possono esistere peccatori più grandi di questi, che mendicano nel nome di Dio e ricevono denaro dagli altri e vivono sempre con i soldi degli altri, come parassiti?

Questo è ciò che hanno fatto della religione. Oppure, il ritualismo: si recano nei templi, c’è un prete che sta lì che vi dà ghanta[10], fa qualcosa, vi mette qualcosa sulla testa, Dio solo sa se sta rovinando l’Agnya chakra o cosa fa.

E voi pensate: “Oh, sono stato in quel tempio, ho partecipato a questo, a quello ed a quest’altro tirth (pellegrinaggio) e sono stato un uomo molto religioso”.

Vi dico che queste idee estreme riguardo a Dio ci hanno davvero resi completamente ciechi alla realtà.

Se volete la realtà, dovete sapere che Dio deve essere trovato nel vostro cuore e non in quei luoghi. Una volta trovato nel vostro cuore, saprete dove è il vero Dio, in quale tempio e come avvicinarsi a Lui.

Ora, se vi chiedo quanti templi a Delhi siano veramente jagruta, nessuno sa dirlo ad eccezione dei sahaja yogi. Vedete una pietra (e dite): “Namaste”! Un’altra pietra potrebbe essere stata presa da qualche stanza da bagno: “Namaste”! (Risate) È forse quella una vera jagrut? (Qui nel senso di swayambhu, ndt).

Si dice nella Bibbia che qualunque cosa generata, creata dalla Madre Terra e dal cielo, non dovrebbe essere riprodotta. Ora, che cos’è che viene creato? Cos’è che è creato dalla Madre Terra? Noi indiani sappiamo che sono le deità jagrut che sono create dalla Madre Terra; sono queste deità jagrut che devono essere venerate. E non prendere da qualche parte un Ganapati (statuetta di Ganesha, ndt) per due rupie: “I miei antenati me l’hanno dato, così io continuo, devo celebrare il loro Puja”. Forse gli antenati ci sono seduti sopra!

Non ci crederete, c’è un signore a Bombay che venne a incontrarmi, si chiama signor Shah, che disse: “Madre, sono accadute tante cose, non so come” Chiesi: “Cos’è successo?”. “Mi arrivano in casa da qualche parte antiche deità, mi entrano proprio in casa da qualche parte, non so da dove vengano. A volte di notte lascio le finestre aperte e al mattino trovo una divinità d’argento, a volte con dei diamanti nel naso della Lakshmi e sono sorpreso di come mi arrivino”.

E quest’uomo non è così ricco da possedere tutte queste cose. Me le mostrò chiedendomi che fare. Gli risposi: “Gettale tutte nel mare, è ciò che si meritano”. Infatti, da dove sono venute? Queste sono persone che hanno venerato molto seriamente quelle “divinità”, senza capire se queste divinità abbiano vibrazioni o no, se siano jagrut o no, se vadano bene o no. Le faranno persino di plastica e di alluminio.

Ormai non so quale sarà il prossimo materiale che useranno per costruire una divinità! E continueranno. Non hanno considerazione, non hanno comprensione, non hanno rispetto.

Così chi possiede questi oggetti…, devono essere queste vecchie entità a portarli (questi oggetti) e metterli in casa vostra: meglio gettarli in mare, altrimenti non avranno il loro mukti (liberazione, ndt). E quest’uomo soffre di vertigini.

A causa di queste cose ha sempre chakkar (vertigini). Chiese: “Cosa mi sta succedendo?”. Suo figlio ha problemi, sua moglie è fuggita di casa. Stanno venendo fuori problemi di ogni genere, ha perso tutto il suo denaro, gli capitano problemi di ogni sorta, e arrivano queste “deità”. Domandò: “Dovrei venderle per ricavarne un po’ di soldi?”. Risposi: “Per favore, non farlo: a chiunque le venderai, venderai tutte cose ashubha” (di cattivo auspicio, ndt). Provengono da qualche entità morta che usa questo banawati (falsità, contraffazione, ndt): sono loro a portarli da te”.

Ma mi disse che c’erano migliaia di persone che volevano toccare proprio i piedi di questi bhut. Pensavano che non possa essere un bhut ad attirare queste “divinità” e che debba essere Dio a manifestarsi in quella forma. Inoltre, su quell’oggetto era scritto: “fatto vicino a Mumbadevi” e così via. Intendete forse che Dio è lì seduto a creare quelle statue? (Risate)

Non usiamo neppure il cervello quando si tratta di Dio. Voglio dire che la fede è necessaria, senza dubbio, ma questa si ha dopo la realizzazione; prima della realizzazione è una fede cieca, e può essere qualsiasi assurdità.

Ho visto persone così matte che continuano a strapparsi i capelli dicendo di farlo nel nome di Dio. Davvero?! Perché Dio vi avrebbe dato questi capelli se avesse voluto che ve li strappaste, stando seduti così a strapparveli in continuazione, dalla mattina alla sera?! E sviluppano un tale nervosismo che, se non si sta bene attenti, inizieranno a strappare anche i vostri capelli. (Risate e applausi)

In questa fede cieca è insita una situazione così pericolosa che si formano delle abitudini.

Sapete, le persone hanno l’idea di usare il mala (rosario, ndt), per questo Kabira ha detto: “Kar kamana ka chade de manna ka manna ka pher”. Così anche loro diranno: “kar kamana man ka chade de manna ka manna ka pher”.

Finito (risate).

Anche i bambini hanno capito lo scherzo (infatti ridono anche i bambini, ndt). Questo è ciò che si fa; nonostante venga detto che si deve avere Dio nel cuore e di non eseguire questi rituali, si scoprirà che queste persone usano il rosario a tal punto che, se non ce l’hanno mentre parlano, non riescono a starsene sedute ferme. C’è un tale nervosismo in loro, un nervosismo a causa del quale devono continuare (Hindi: “Aur main to hamesha mala jappti houn 108 and falaana”) (Traduzione: “E sto sempre a recitare il rosario per centootto volte e altro”, ndt). E sentite che quella persona sta per finire in qualche manicomio con il numero 108.

La follia della gente nella religione rende le persone davvero atee; vedono questi matti e (si chiedono): ciò che fanno è religione? È questa la religione, che viene venduta in qualsiasi tempio si vada? Una volta avevamo comprato qualche amrud, Guava (nome di un frutto, ndt) e ci recammo in un tempio. Pensavamo di uscire, allora eravamo molto giovani; ed eravamo tanti fratelli e sorelle e andammo giù al tempio. E pensavamo che dopo averlo visitato, saremmo andati fuori, dietro al tempio, e li avremmo mangiati (i frutti guava).

Appena arrivammo lì, il pujari ci strappò i pacchetti dalle mani; sapete, tutti i bambini, poverini, avevano portato tre, quattro pacchetti e ci strapparono tutto di mano. Noi li guardavamo (chiedendoci): “Perché ci hanno portato via tutto?”. Presero tutto e ce ne diedero uno ciascuno, capito? Wah wah (“Grandioso!”, ndt)!!

E noi eravamo sul punto di piangere, ma mia sorella minore non riuscì a sopportarlo e disse: “Perché mi avete portato via tutti i miei guava? Per favore, restituitemeli”. Ma questo è una specie di diritto che hanno di vivere dei vostri soldi, questi parassiti!

Nel nome di Dio, questi parassiti… Voi siete quelli che li nutrono, dando loro denaro. È meglio darlo ad un mendicante che a questi orribili, sofisticati mendicanti che siedono nei templi e nelle chiese.

Siete voi responsabili di aver creato un simile caos, poiché la metà delle persone è indifferente e, chi non è indifferente, (dice che costoro agiscono) “Bhagvaan ke naam pe” (“nel nome di Dio”, ndt), l’altra metà la pensa così.

C’è gente che va ad un Siddhivinayak Mandir[11] e il giorno del mangalwar (martedì), troverete la fila, a volte di due miglia, a Bombay, dove la gente non ha tempo per nient’altro.

Si muovono alla velocità di una formica, un centimetro all’ora. Alcuni iniziano di notte e vanno avanti, vanno lì con i loro nariyal (noce di cocco, ndt). E i nariyal arrivano dall’altra parte e saranno rivenduti il mese successivo. (Risate)

E loro lo sanno, tuttavia dicono: “L’abbiamo fatto con bhakti (devozione, ndt) e Ganesha ci concederà quello che vogliamo”. Ganesha vi darà solo saggezza; vorrei tanto che potesse, vorrei tanto che potesse darvi saggezza e comprensione della religione.

Questo è uno stravolgimento che abbiamo fatto della nostra religione, di ogni religione, di ogni religione; non solo dell’induismo, dell’Islam o del cristianesimo o del Sikhismo.

Abbiamo veramente ucciso la religione con la nostra indifferenza o con la nostra eccessiva indulgenza, con la fede cieca in tutti questi individui orribili che sostengono di essere persone religiose. In che modo lo sono?

Andate a vedere il loro stile di vita. Andate a vedere che genere di persone sono. Alcuni di loro sono dei rakshasa, posso assicurarvelo. Quando mi recai a Vrindavan, sentii che tutti gli anuchara (servitori, seguaci, ndt) di Kamsa[12] sono i loro panda (bramini-guide locali, ndt)

Fra tutti loro non ne trovai neppure uno che assomigliasse ad un essere umano. È gente davvero orribile. E malgrado vi torturino, voi insistete.

Si deve capire che Dio è saldo nella Sua purezza. Egli è l’Essere puro ed ama la nostra saggezza. Non ama le persone stupide e sciocche. Egli ama le persone sagge, persone sagge, come Prahlad[13].

Prahlad era un ragazzino di otto anni. Quando suo padre Hiranyakashipu lo sfidò, allora Shri Vishnu apparve in una colonna, sapete, sotto forma dell’incarnazione di Narasimha, e uccise suo padre. Poi (Shri Vishnu) chiese a questo ragazzino di otto anni: “Prahlad, figlio mio, mio devoto, che cosa desideri?”. Lui avrebbe potuto chiedere qualsiasi cosa, dato che Sakshat Vishnu era lì. Ma che cosa chiese? “Tav charana arvinde priti”: “Offrirti amore ai Tuoi Piedi di loto, oh mio Signore, questo è tutto ciò che desidero, amarti ai Tuoi Piedi di loto”.

Se avete amore puro per Dio, Egli vi concederà saggezza. Se non possedete purezza, andrete lì a chiedere questo e quello: “Dammi un trasferimento” – specialmente i funzionari governativi (risate): non sono mai soddisfatti, vogliono avere sempre trasferimenti – “dammi una promozione, dammi un figlio”. Quando avete un figlio: “Dammi un lavoro per mio figlio”. Quando ottiene un lavoro: “Trovagli una moglie”… Povero Ganesha, deve essere stanco!

È così! Questa non è religione, questo non è Dio, questo non ha niente a che fare con la spiritualità. Dovete chiedere una sola cosa: “Tav charna arvinde priti”, “Oh Signore, concedimi di stare ai Tuoi Piedi di loto, affinché un giorno la mia Kundalini sia risvegliata e il mio Atma sia illuminato nella mia consapevolezza. Fa’ che io mantenga la mia vita così bella. Ye chaadar rishi muni jann odhi, Odhi ke meli kini chadariya, Daas Kabir jatan se odhi, Jaisi ki taisi rakh dini chadariya”.

Questo è ciò che avremmo dovuto fare; invece ricorriamo a quel tantrico, a quel bhajji, a quel Panditji, a quel Pandeyji, o a qualche altro Paadriji, o, come chiamate l’altro genere di persone, a quei Mullahji e ad ogni specie di Maulanaji e Pir (vari nomi di sacerdoti, bramini e “guru”, ndt) e ad ogni genere di cose. E che cosa ottenete? Un cattivo Agnya.

Costor non hanno il diritto di stare lì, sono lì perché vogliono fare di Dio un’attività commerciale.

Oggi ne ho parlato perché è importante capire cosa è la religione. Specialmente in India ho visto persone che fanno sforzi di ogni genere per fare penitenze nel nome di Dio, il che è una gran cosa. Ma perché fate penitenza? Che motivo c’è di soffrire?

Perché far soffrire il vostro corpo così tanto? Mantenetelo in buone condizioni, non eccedete nelle cose, conducete una vita moderata, conducete una vita normale: questo è ciò che Buddha vi ha detto. Non c’è bisogno di andare agli estremi per nessuna cosa. Ma anche i buddisti sono andati ad un altro estremo. Così Egli dovette venire su questa terra nella persona di Shankaracharya per dire alla gente: “Che cosa state facendo? Quando mai io ho detto così?”.

Poi nacquero come figli di Fatima Bi, che non era altro che Janaki (Shri Sita, ndt) e furono i suoi figli Hassan e Hussein, i quali avevano predicato la non violenza e videro che la gente cercava di salvare cimici e zanzare.

Sapete, ci sono dei culti strani in cui si è molto attenti a cimici, zanzare e a tutti i vermi, (però) non si è per niente attenti agli esseri umani.

Non so, cosa ci farò io con le cimici? Darò forse loro la realizzazione? Anche ai polli: darò forse loro la realizzazione? Io devo dare la realizzazione agli esseri umani.

Che bisogno c’è di prestare tanta attenzione a queste cose assurde? Salvare le cimici e le zanzare e lasciare che mordano il bramino, pagandolo per questo, poiché pensano di aver fatto un grande kalyana (atto di generosità, di buon auspicio, ndt) sulle cimici. Forse potrebbero essere stati delle cimici nella vita precedente, per come sono interessati a tutte queste zanzare (risate). Dunque, questi due nacquero come Hassan e Hussein e, per eliminare queste idee di non-violenza (esagerate come nei culti sopradescritti, ndt), ebbero questa Karbala[14], nella quale combatterono e morirono come grandi shura (guerrieri).

Questa è una storia delle grandi incarnazioni su questa terra. Ne sono nate così tante che non ho il tempo di parlarvene; ma Socrate fu la stessa cosa, il suo discepolo era uno di questi due.

Gli ebrei, che diffondono la religione di Abramo e Mosè, sono forse gente onesta? Sono altri folli, altri pazzi, questi ebrei, posso assicurarvelo. Dio li salvi dalla loro follia.

Realizzeranno una sintesi dei loro libri che sono chiamati Torah[15]. Li fanno microscopici: più sono microscopici, più siete spirituali.

E se lo legano qui, sapete, non si può neanche leggerlo, si deve usare una bella lente di ingrandimento per leggerlo; ma loro non lo leggono mai, lo tengono soltanto legato qui.

Secondo loro, se è tempestato di diamanti, siete una persona di spiritualità superiore. Sono persone molto ricche, sapete, così se lo legano lì. E vanno davanti ad un muro del pianto e ci sbattono la testa come matti, piangendo per quello che hanno fatto. Voglio dire, non c’è fine alla pazzia della gente.

Potete capire che questa non è religione.

L’altro giorno è venuto da me un membro di Ariya Samaji ma non è riuscito ad ottenere la sua realizzazione. Devo dirvi che questi Arya samaji[16] sono un’altra categoria di fanatici che abbiamo: ma sono riusciti a giungere al loro Spirito?

Si preoccupano soltanto di riconvertire la gente, di far sposare le persone o costruire edifici dicendo: “No, noi non crediamo in Dio, non crediamo in questo tipo di Dio. Non ci crediamo”. Ora, a chi interessa che voi ci crediate o no? Chi siete voi? Quale diritto avete di dire qualcosa? È come se una scimmia si alzasse in piedi a dire: “Io non credo in questo governo, non credo in quel governo”. (Risate)

A chi interessa gente che parla così? Chi sono loro? Quale autorità hanno per dire cosa è bene e cosa è male? Sanno forse cosa è bene e cosa è male?

Dire: “Non crediamo in questo e non crediamo in quello”… Per noi è essenziale conoscere prima di tutto noi stessi, accendiamo la nostra luce e in quella luce guardiamo la verità come è. Non potete chiedere alla verità di essere in un certo modo. Non potete organizzare Dio.

Egli è ciò che è, rimarrà come è, non potete trasformarlo. L’unica cosa che potete fare è diventare una cosa sola con Lui.

Quello che potete fare è percepirlo, sentirlo; essere – questo è ciò che potete essere, ma non potete rendere Dio come piace a voi. Egli è ciò che è, come vi ho detto.

E la cosa migliore sarà essere umili come Prahlad, e dire: “Tav charana arvinde priti”.

Chi siamo noi per criticare queste incarnazioni del Maestro primordiale? Che cosa abbiamo fatto?

Per esempio, una volta qualcuno iniziò a criticarmi, allora un mio discepolo lo chiamò: “Vieni qui, vieni qui, a quante persone hai dato la realizzazione?”. Rispose: “A nessuno”. Lui gli chiese: “Quante persone hai curato? Quanto bene hai fatto alle persone?”. L’altro rispose: “Nessuno”. “Che fai?” L’altro disse: “Sono un barbiere”. E lui (il sahaja yogi): “È meglio che tu faccia il barbiere”.

Di cosa parlate qui? Che diritto ne avete? Qual è la vostra posizione per parlare?

Ma in questo Kali Yuga, persino chi non conosce una sola parola di religione, di Dio, chi non è risvegliato, chi non è realizzato, può parlare di Dio.

Questo è il ghor Kali Yuga (la fase più terribile del Kali Yuga, ndt), non hanno paura, non hanno paura di guadagnare denaro nel nome di Dio. Arricchirsi così nel nome di Dio e rovinare la Kundalini di qualcuno, come stanno facendo tutti questi falsi guru è il più grande peccato, il più grande peccato, vi assicuro.

Usando la loro bhuta vidya, non sanno che andranno definitivamente all’inferno; ci rimarranno proprio definitivamente e non ci sarà ritorno da lì. Sono già state date loro molte possibilità, ma non ce ne sono più per loro.

Noi siamo le persone che devono correggerli, dobbiamo formare un fronte unico e dire loro: niente da fare. Abbiamo avuto delle persone a Bombay, che sono bramini, sono bramini, bramini dell’alta gerarchia, diciamo, sono chiamati kokonastha; ed hanno ottenuto la loro realizzazione.

Adesso si sono dovuti incaricare di denunciare tutti questi orribili impostori che si arricchiscono con il pubblico.

Uno di loro è un insegnante e ha detto ad un bramino nella sua famiglia, poiché era permanentemente attaccato – vedete, abbiamo bramini appiccicati alle famiglie – ha detto: “Devo fare lo shraddha[17] di mio padre, quando puoi venire, nel periodo di Pitru Paksha[18]?”. Quello rispose: “Posso venire solo il mercoledì”, o qualcosa del genere.

E lui: “Sei sicuro che esista un murta (rituale) per questo?”. “Sì – rispose – c’è, ne sono sicuro”. Allora lui andò da un’altra persona, ottenne il Panchanga[19] – da quel punto di vista la gente del Maharashtra sa molte cose tipo il Panchanga e via dicendo – e lui aprì il Panchanga, lo studiò e scoprì che non esisteva alcun murta, in nessun Panchanga.

Ci sono tre Panchanga che usiamo, non so se qui si conoscano, lui li consultò tutti; poi, in base a ciò il murta era di martedì e lo celebrò.

Poi arrivò quel tipo (il bramino, ndt) – (Shri Mataji dice a lato:) “rehne dijiye, rehne dijiye, baad mein le lenge rehne do” (Traduzione: “Lascialo, lascialo, lo prenderai dopo. Lascialo”) – arrivò quel tipo e disse: “Sono arrivato, adesso vieni, facciamo lo shraddha”.

Rispose: “Oggi non ti darò neanche una tazza di tè”. (E il bramino) replicò: “Come? Mi chiami per lo shraddha ed io dovrei mangiare a casa tua”. L’altro ribatté: “No, non abbiamo cucinato niente e non ti darò nemmeno una tazza di tè, perché oggi non c’è nessun murta”.

(Il bramino) disse: “Secondo Tilak Panchanga, c’è”. E l’altro rispose: “Ho studiato anche Tilak Panchanga, ho studiato tutto quanto: fuori di qui!”. La madre, poveretta, disse: “Come puoi fare questo? Lui è il nostro vecchio (sacerdote, ndt)”. E lui: “Questa è la sola possibilità che ho di liberarmi di questo vecchio pazzo”. E gli disse: “Vattene, non voglio che tu rimanga in questa casa e non ti darò nemmeno una tazza di tè!”

Poi nel tempio di Panduranga[20] – c’è il tempio di Panduranga, conoscete il tempio di Vitthala a Pandharpur – c’è gente che arriva fin lì.

E quando vidi queste persone rimasi sorpresa, erano tutti matti. Per un mese, poveretti, intonano canti, ingeriscono un po’ di… prendono quel nasha[21] di tabacco e continuano a cantare canzoni, per mesi fanno tutta quella strada a piedi per andare a vedere lì Panduranga (immagine di Vitthala, ndt). E questi individui che vivono lì si chiamano Badve (probabilmente intende che è un termine simile a badha, ndt), i loro nomi sono assolutamente appropriati, sapete. Per esempio, a Kolhapur si chiamano Bhuti (termine simile a bhut; risate, ndt), potete immaginare?

I bramini si chiamano Bhuti e questi altri si chiamano Badve. E ho chiesto a questa gente (pellegrini, ndt): “Perché (fate tutto questo)? Siete forse pazzi?”. Uno rispose che questo naral, questo naariyal, o si può chiamare noce di cocco, era stato rotto ai piedi di loto di Panduranga. Io dissi: “Come?”. Non riuscivo a capire. Erano questi Badve a fare questo lavoro; e quando dissi che questi Badve avrebbero fatto meglio a capire che, se non si fossero comportati bene, avrebbero passato dei grossi guai, vedete, rimasero tutti scioccati.

Ma, vi sorprenderà, nel giro di otto giorni il governo rilevò quel posto e sta funzionando; nel senso che adesso il loro linguaggio è cambiato. Ma questo è il modo in cui queste persone ci hanno creato problemi. Ora però abbiamo quattro bramini, quattro bramini che vivono a Pandharpur e gli stanno addosso, vanno al tempio e dicono alla gente di non ascoltarli, diffondono la notizia e dicono: “Se volete qualcosa chiedetelo a noi, ma non date un solo centesimo a questi Badva, sono dei buoni a nulla, inutili. Qualunque cosa vogliate fare, dedicatela alla deità e non toccate questi individui, trattateli come intoccabili”. E queste sono le persone che hanno iniziato. Siamo noi che possiamo cambiare la gente.

Una volta che otteniamo la realizzazione, la trasformazione inizia a verificarsi dentro di noi. Quando ha luogo la trasformazione, una persona diventa impavida, non è tentata facilmente dalle cose. Per esempio, ho conosciuto persone che prendevano una quantità di tangenti ed hanno smesso di prenderle, perché anche la situazione finanziaria migliora, il Lakshmi tattwa viene risvegliato quindi non prendono nessuna tangente. Il loro dharma è jagrut (risvegliato, ndt), non bevono, tanti ubriaconi hanno smesso di bere, perché in noi si risveglia il dharma e non si può proprio tollerarlo. Proprio come un essere umano non può sopportare la sporcizia, mentre un animale può farlo, allo stesso modo accade a voi, non lo sopportate proprio, non volete più saperne. Allo stesso modo la vostra situazione politica migliorerà, perché qual è il problema oggi? Qual è il problema?

Sapete, sono andata nel Maharashtra e lì la gente sosteneva di avere un problema di zucchero. Ho domandato: “Perché? Producete tanto zucchero!”. Hanno risposto: “C’è una persona conosciuta come Canna da zucchero, che si è accaparrato tutto lo zucchero”.

Ho detto: “Veramente? Allora perché non ne informate la polizia?”. Hanno risposto: “Quando c’era il governo di Janta lui dava loro del denaro; ora qui c’è questo governo e lui paga loro dei soldi, dà soldi a tutti i funzionari di polizia, corrompe tutti e ha corrotto anche noi, ci ha fatto votare per certe persone che sono sotto il suo controllo”. Ho risposto: “Allora ne siete voi responsabili. Ottenete la vostra realizzazione e la prossima volta votate o sostenete solo un’anima realizzata. Non votate per nessuno che non sia un’anima realizzata e vedrete che questo paese cambierà in un attimo, l’intera situazione cambierà. Siete voi che fate un cattivo uso dei vostri voti”. Nei villaggi votano persino per un…. Come farete progredire il vostro popolo?

Questo deterioramento si arresterà solo con il vostro parivartan, ossia con la vostra trasformazione, e ciò è possibile soltanto attraverso il risveglio della Kundalini.

Quando avviene il risveglio della Kundalini l’uomo conosce il suo valore, si erge come essere umano e non si comporta come un cane che rincorre ogni posizione da raggiungere, ogni ricchezza da ottenere: “Datela a me, datemela”. Non è così. È saldo nella sua dignità e nella sua grandezza e nessuno può umiliarlo.

È così. Sahaja Yoga è una tale benedizione per tutti noi, in tutto il mondo, dovunque ci sia il caos. Ormai è dappertutto e sta arrivando in così tanti angoli, per Samaj Karya (opere sociali, ndt). Ora, per il Samaj, specialmente nel nord, sapete, la condizione femminile è pessima, le donne vengono trattate in modo ignobile, dicono che sia l’influenza della religione musulmana e quel che sia.

Ma se andate in Turchia, sarete sorpresi che le donne siano trattate con tanto rispetto e comprensione. Nelle nostre scritture è scritto: “Yatra naariya pujyante, tatra ramante devata”. Significa che laddove la donna è rispettata, lì risiedono le divinità.

Ma la donna deve anche essere rispettabile; se non è rispettabile, è inutile rispettarla. Funziona in entrambi i sensi. Ma il modo in cui trattiamo le nostre donne, nei villaggi, specialmente al nord, per esempio in Bihar, in Uttar Pradesh, Punjab… Nel Punjab adesso va meglio, le donne hanno preso parecchio il controllo (risate).

Tuttavia non dovrebbe essere così, le donne dovrebbero restare donne, ma gli uomini devono rispettarle. Ciò che intendo è che le donne devono essere rispettate per come sono, e gli uomini devono essere rispettati per come sono. Non devono scambiarsi i ruoli. Ma in questi posti, in tutto il Bengal, in tutti questi (luoghi, ndt), sapete come in quel paese molte donne si suicidino perché non possono sposarsi e sono umiliate. Se non potete sposarvi che importa?

Si deve dare la dote, e se non si dà la dote non ci si può sposare.

Problemi di ogni genere: il marito tornerà ubriaco, picchierà la moglie perché si è innamorato di un’altra donna, andrà da qualcun’altra. La moglie deve andarsene e diventa una donna senza marito e tutti la maltrattano. Qui ci sono cose di ogni genere: perché? Perché non comprendiamo che la donna è la Shakti. In lei risiede la Shakti, dobbiamo rispettare le donne.

Quando le donne non sono rispettate, quel paese va in malora. E le donne devono sapere che sono le Shakti e devono essere rispettabili, e non frivole e volgari.

Sono veramente scioccata dal modo in cui le donne indiane stanno adesso adottando la vita occidentale: significa che la nostra tradizione è priva di profondità per come abbiamo accettato tutti questi valori assurdi dell’Occidente, a causa dei quali l’Occidente è andato in rovina e (anche) noi stiamo per andare in rovina. E di questo io riterrò responsabili le donne che si comportano così volgarmente nelle strade, negli uffici e nelle case.

Sono le donne che devono mantenere in piedi il dharma. Al riguardo, è davvero significativo quello che accade: se la madre di famiglia non è rispettata, se viene trattata come una domestica, se non ha una posizione nella famiglia, se il marito torna dall’ufficio e la sgrida, i figli non possono rispettarla. Se la madre non è rispettata, i vostri figli non possono essere disciplinati, non potranno mai essere disciplinati.

Vedete, ora si parla di indisciplina, indisciplina ovunque. Ma mi ricordo che anche quando ero giovane io, non potevamo fare niente senza chiedere a nostra madre. Se avessimo chiesto a nostro padre di poter fare qualcosa, lui avrebbe risposto: “Avete chiesto a vostra madre? Andate a chiedere a vostra madre”.

In famiglia, in casa, lei era la Gruha Lakshmi, a lei erano affidate tutte le chiavi, tutto il denaro, non veniva speso un solo centesimo senza chiedere a lei. Ma al giorno d’oggi, le donne sono diventate o così avare o così stravaganti che gli uomini non sanno cosa fare con loro. Funziona nei due sensi: le donne devono essere sagge, esse sono l’asse, il dhuri, della società. Questo è possibile solo quando sono realizzate.

Allora scopro che donne molto ribelli diventano improvvisamente tanto belle, stupende e tanto femminili, tanto dolci. Il loro linguaggio, tutto il loro comportamento, ogni cosa, si trasforma meravigliosamente, è sorprendente; l’ho visto persino nelle donne occidentali che, di solito, camminano come cavalli. Se le osservate, camminano davvero come cavalli! Ma cambiano il loro abbigliamento e tutto il resto e diventano così femminili, così dolci nel loro modo di parlare e tutto quanto. Allora che cosa accadrà alle donne indiane?

Ma gli uomini devono rendersi conto che devono rispettare le donne. Se cercheranno di dominare le loro donne, esse diventeranno uguali alle donne occidentali e voi non saprete che farne di voi stessi. Se la donna decide di essere negativa, non ci sarà fine alle sofferenze. Questo non si dovrebbe fare.

Dunque, per favore, prendete la strada più diretta, e comprendiamo che per i sahaja yogi è importante rispettare la moglie, così che ci sia disciplina. Tuttavia, devo tributare tutto il mio rispetto alle donne indiane: nonostante tutte queste cose, nonostante tutti gli uomini abbiano cambiato il loro abbigliamento e siano diventati inglesi, le donne indiane hanno tuttora mantenuto il loro abbigliamento e la loro dignità. I nostri uomini pensano ancora di essere dei grandi inglesi, ma le nostre donne indiane non sono disposte ad accettare quella situazione.

Non sto dicendo che ci sia qualcosa di sbagliato negli inglesi; ma se noi siamo indiani dovremmo essere indiani, se loro sono inglesi dovrebbero essere inglesi.

E allo stesso modo, nella nostra vita, quando c’è la realizzazione, una donna diventa una donna completa e un uomo diventa un uomo completo. E un uomo completo lo abbiamo dinanzi a noi ed è Shri Rama, per come amò sua moglie, nella separazione e nella riunione, come amò; e come essi, a dispetto di tutto il loro amore, abbiano sofferto. Abbiamo davanti a noi Shri Rama, che rispettò sua moglie.

È essenziale per gli uomini capire che siete indiani e dovete comportarvi come tali. Voi non vi rendete conto della grandezza delle nostre donne indiane. Se non le trattate bene, posso assicurarvi che verrà un giorno in cui qui nasceranno soltanto donne molto volgari e sgradevoli e, come dite voi, demoniache e voi non potrete nemmeno entrare in casa vostra. Rimarrete fuori, in strada.

Quindi stateci attenti. E pensate anche che davanti a voi avete le vostre figlie. Le vostre figlie saranno trattate nello stesso modo in cui voi trattate vostra moglie, e forse anche peggio.

Allora vi renderete conto di ciò che avete fatto. Quindi siate gentili con lei: se vi ha sposato, ciò non significa che sia vostra schiava. È molto importante. Soprattutto nell’India settentrionale; perché loro pensano che nell’India meridionale, o nel Maharashtra e nell’India meridionale, gli uomini si lascino dominare dalle mogli. Se gli uomini non possono picchiare le mogli, secondo loro significa che diventano dominati dalle mogli.

Queste idee devono essere rimosse. Ma questo è possibile solo quando ottenete la vostra realizzazione; allora si sviluppa la vera gioia di condurre una vita matrimoniale molto felice, una vita matrimoniale estremamente bella, di amore reciproco e comprensione reciproca.

Io ho visto accadere questo a tante persone: le relazioni migliorano, migliora la relazione fra genitori e figli, tutto diventa così gioioso e così bello e i figli diventano molto obbedienti e dolci, è una cosa stupenda.

Così, quando l’atmosfera diventa fragrante grazie alla vostra spiritualità, tutto il profumo, tutta l’atmosfera è, possiamo dire, totalmente magica, assolutamente incantata dalla vostra vita colma di beatitudine. È questa la beatitudine che dobbiamo considerare.

Oggi ho parlato di queste cose perché il Void è una cosa molto importante per noi, e in esso tutti i nostri problemi sociali, samajic, politici, rajkiya, ed anche spirituali, possono essere risolti.

Oltre a ciò, ieri vi ho parlato dei nostri problemi fisici. Domani vi parlerò degli altri chakra. Spero che abbiate compreso il discorso di oggi. Ho parlato in modo molto piacevole, ma dovete sapere che tutta questa piacevolezza deve penetrare in voi, dovete assorbirla in voi, non è per altri.

Appena si dice che è per gli altri, le donne guarderanno (con fare accusatorio, ndt) i mariti e i mariti guarderanno le mogli.

Non si rendono conto che è per voi e non per gli altri. Dovreste assumervi tutti la responsabilità (e chiedervi): “Sto forse facendo questo, sto facendo quello?”. E cercate di correggervi, dovete essere ottimi mariti e ottime mogli. E a me piacerebbe vedere coppie sposate felicissime fra sahaja yogi.

Quando questo accadrà, grandi anime si incarneranno su questa terra, vedrete che nasceranno grandi persone.

Già tanti sahaja yogi hanno dato alla luce anime davvero straordinarie. Sarete sorpresi, conoscono la Kundalini fin dalla prima infanzia. Accadrà questo, sono sicura che verrà il giorno in cui tutte queste anime che vogliono incarnarsi nasceranno su questa terra, specialmente in India. Ho già visto molte grandi anime anche in Inghilterra. Fatemi andare a vedere in Australia, sono sicura che sta accadendo ovunque.

Ma se siete anime realizzate diventate genitori davvero perfetti e invitate realmente le grandi anime a venire su questa terra per sistemare le cose.

Che Dio vi benedica tutti.

(Applausi)

[Fine della registrazione audio]


[1] Pratica spirituale.

[2] La Kaʿba, talvolta scritta Kaaba, ossia cubo, è una costruzione che si trova nella Masjid al-Haram, al centro della Mecca, Arabia Saudita, e costituisce il luogo più sacro dell’Islam.

[3] Massa di forma sferica.

[4] L’impero Kusana (IIII secolo circa) fu un’entità statuale che, al suo apice (circa 105250), si estendeva dal Tagikistan al Mar Caspio e all’Afghanistan, fino alla valle del Gange.

[5] Dio nell’aspetto senza Forma.

[6] Il Sadhukadi è un dialetto vernacolare dell’Hindi/Hindustani, una lingua popolare e più semplice dell’India settentrionale medievale che è una mescolanza di hindi, Punjabi e Marwari.

[7] Il Guru Granth Sahib o Adi Granth è il testo sacro della religione Sikh, contenente gran parte della disciplina sikh, ed è tuttora considerato come l’ultimo e permanente guru dei Sikh. In India, ma anche nel resto del mondo dove si trovano templi Sikh, viene trattato e rispettato come una persona. Gli viene posto dinanzi del cibo in concomitanza con i pasti e viene messo a riposare la notte in una stanza adibita a tale bisogno, dove tabacco, carne e alcol sono strettamente proibiti.

[8] Misericordia.

[9] Compassionevole.

[10] Piccola campana usata nei rituali.

[11] Lo Shri Siddhivinayak Ganapati Mandir è un tempio indù dedicato al Signore Shri Ganesha. Si trova a Prabhadevi, Mumbai, Maharashtra.

[12] Il crudele, malvagio zio di Shri Krishna.

[13] Con un suo precedente avatar, Varaha, Vishnu aveva ucciso il rakshasa Hiranyaksha; il fratello di questi, Hiranyakashipu, ebbe dunque in odio Shri Vishnu e i suoi seguaci, e decise di guadagnare poteri magici per combatterlo. Celebrò dunque una cerimonia per Brahma e affrontò una dura penitenza, al termine della quale Brahma, compiaciuto dal suo gesto, si offrì di esaudire un suo desiderio; non potendo chiedere l’immortalità, chiese di non morire né in terra né in cielo, né nel fuoco né nell’acqua, né di giorno né di notte, né in un palazzo né fuori, né per mano di uomo né di animale, né di dio né ad opera di ogni essere vivente o inanimato. Con il potere derivante da questo desiderio, intraprese la sua guerra contro i muni e i seguaci di Vishnu. A sua insaputa, però, il divino saggio Narada parlò della grandezza di Vishnu al figlio di Hiranyakashipu, Prahlada, mentre questi era ancora nel grembo materno, e così Prahlada nacque già ardente devoto di Vishnu. Hiranyakashipu non riuscì a convincere suo figlio ad unirsi a lui nella lotta contro Vishnu, e cercò di ucciderlo, ma senza esito, poiché il fanciullo era protetto da Shri Vishnu. Il padre gli intimò poi di riconoscerlo come Signore dell’Universo, ma Prahlada rispose che questo titolo spetta a Vishnu, essendo Egli onnipresente. Allora Hiranyakashipu indicò una colonna e gli chiese se Vishnu fosse lì; Prahlada rispose: “C’era, c’è e ci sarà”. Allora Hiranyakashipu, infuriato, distrusse la colonna, e da essa scaturì Vishnu nelle sembianze di Narasimha. Per poter sconfiggere Hiranyakashipu, che non poteva essere ucciso da un uomo né da un animale né da un dio, Narasimha era qualcosa di diverso: un dio incarnato in una creatura in parte umana in parte animale. Apparve a Hiranyakashipu al tramonto (quando non è giorno né notte) sulla soglia del palazzo (né dentro né fuori); sollevò il demone (né in terra né in cielo) e con i suoi artigli (né viventi né inanimati) lo smembrò. Dopo aver ucciso Hiranyakashipu, Narasimha non riuscì a contenere la sua furia animalesca. Secondo lo Shiva Purana, Narasimha fu placato da Shri Shiva sotto le sembianze di Sarabhesvara, mentre nel Bhagavata Purana si dice che nessuno dei semidei presenti fosse in grado di fermarlo, finché, su richiesta di Narada, Prahlada fu portato al suo cospetto, e Narasimha si placò alle preghiere del suo devoto.

[14] La battaglia di Karbala (anno 680 d.C.) nella quale Hussein e la sua famiglia furono trucidati combattendo contro l’esercito del malvagio califfo Yazid.

[15] La parola “Torah” significa “insegnamento” in ebraico e designa il Pentateuco, cioè i primi cinque libri della Bibbia.

[16] Arya Samaj: (dalla lingua punjabi: “Nobile Società”) è un movimento riformista indù fondato da Swami Dayananda nel 1875. Egli era un sannyasi che promuoveva i Veda. Enfatizzò gli ideali di brahmacharya (castità).

[17] Nell’induismo, rituale commemorativo eseguito in un giorno lunare specifico durante il Pitru Paksha, nel quale è morto un antenato, solitamente un genitore o nonno.

[18] Pitru Paksha (lett, periodo di quindici giorni degli antenati”) è un periodo di sedici giorni lunari nel quale gli indù rendono omaggio ai propri antenati, soprattutto con offerte in cibo.

[19] I Panchāngam prevedono fenomeni celesti come le eclissi solari, previsioni meteo, così come eventi più mondani. Lo studio dei Panchāngam implica la comprensione dell’impatto dei segni zodiacali sull’individuo. Gli astrologi consultano il Panchangam per stabilire date propizie per i matrimoni, fusioni aziendali ed altre attività mondane secondo la religione.

[20] Tempio di Vitthala a Pandharpur.

[21] Ebbrezza.