Il potere della Kundalini

London (Inghilterra)


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(05/2017 SOTTOTITOLI)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Il potere della Kundalini

Discorso ai sahaja yogi

Ashram di Chelsham Road, Londra (UK), 17 Maggio 1981


Oggi vi ho parlato della Kundalini e del fatto che la Kundalini è il Puro Desiderio dentro di noi che si manifesta, o viene risvegliato, per darci la realizzazione del Sé.

Questo significa che quel desiderio è soddisfatto solo quando si ottiene la realizzazione del Sé, altrimenti non si manifesta: è addormentato, è ancora residuale.

Essa ha creato l’intero universo ma, finché non avrete ottenuto la realizzazione del Sé, finché non sarete diventati un tutt’uno con il vostro Spirito, non avrete raggiunto la manifestazione di questa energia, ed essa continuerà a farvi correre, correre e correre, pensando di non avere ancora conseguito o trovato il vostro significato. Essa sarà sempre lì, addormentata, ma vi infonderà un senso di vuoto.

Pertanto, questa energia deve essere resa manifesta; ma quando si manifesta… [Shri Mataji si interrompe per consolare un bimbo: “Che c’è? Cos’è successo? Lasciate stare, fatelo sedere, vieni. Che cosa è successo? Vieni. Che succede? Eh? Va tutto bene”. (Shri Mataji bacia il bambino) “Tutto a posto. Tutto a posto?”. (Il bambino: “Sì”) “Bene! (Risate) Adesso si deve stare in silenzio, d’accordo?”. (Shri Mataji bacia il bambino)]

Inoltre, questa energia possiede determinate qualità. La prima qualità che possiede è ungrahavati, ossia va contro la forza di gravità. Va contro la gravità: vedete, è qualcosa che sale, non scende. Pertanto, si tratta di una persona che per natura deve avere aspirazioni (spirituali): se la persona è priva di aspirazioni, la Kundalini non sale. Infatti, sapete, è come quando il cibo passa attraverso il nostro stomaco e preme contro i lati dell’intestino, provocando quei movimenti verso il basso. Capite ciò che intendo dire?

Ebbene, quando la Kundalini si avvia e comincia a premere contro i lati dei chakra, crea la sensazione di proiettarsi sempre più in alto, così i chakra la sospingono verso l’alto.

Tutte le cose pesanti vanno verso il basso, ma la Kundalini sale sempre più in alto e più in alto, perché è come il fuoco. Il fuoco non brucia mai verso il basso, brucia sempre verso l’alto.

Anche lei assomiglia al fuoco e possiede in sé la proprietà del fuoco. Il fuoco ha la capacità di purificare e incenerire qualsiasi cosa possa essere bruciata. Purifica ciò che non può bruciare e incenerisce ciò che è infiammabile e può essere bruciato.

[A lato: “Vieni, vieni avanti”.

Uomo: “Molte grazie”.]

 La qualità del fuoco presente nella Kundalini brucia, quindi, tutto ciò che è inutile. Come quando in casa nostra troviamo tutti gli oggetti inutili, li portiamo in giardino e li bruciamo: finiti, sono distrutti una volta per tutte.

Ebbene, quando la Kundalini sale, anch’essa brucia tutte le cose inutili che avete, tutti i vostri desideri superflui, le vostre inutili idee di azione, ogni sorta di vani accumuli di sentimenti e di ego, ed ogni cosa insensata sul suo percorso. Tutte le cose vengono bruciate velocemente, possono essere bruciate in quanto non sono di natura eterna; non sono di natura eterna, sono lì temporaneamente.

Lei brucia tutto ciò che è transitorio ed è così che illumina lo Spirito, in quanto lo Spirito non può essere bruciato da nulla.

Ma questa capacità di bruciare è talmente bella da consumare tutto ciò che è nocivo, stagnante, inquinante, tutto ciò che è una malattia; e rinfresca l’intero sistema.

È molto interessante vedere come questo potere del fuoco divenga una brezza fresca: ma anche nella scienza si riscontra come l’elettricità possa emettere aria calda oppure fresca. Potete trasformarla dall’una all’altra, ma non c’è niente di definitivo in queste cose: sono sempre reversibili.

Se, ad esempio, qualcosa diventa magnetico, potete sempre convertirlo in elettricità.

E l’elettricità può sempre essere convertita in magnetismo.

Invece, la Kundalini è qualcosa che, quando brucia tutto ciò che c’è, voi sentite calore: questo perché lo sta bruciando.

Ma quando si raffredda e diventa fresca, non è più reversibile. Ecco perché è un processo vivente. Un processo vivente non è mai reversibile. Tutti i processi morti possono essere reversibili; però, tutto ciò che è reversibile… Ora, se siete adulti, non potete diventare dei neonati. Qualsiasi cosa tentiate, potete sottoporvi a qualsiasi numero di operazioni, ma non potrete diventarlo (risate).

Ormai siete cresciuti, adesso siete moderni, ipersviluppati. Potreste tentare qualsiasi cosa per diventare dei primitivi, ma non potete riuscirci. Non potete proprio riuscirci, qualunque cosa possiate tentare. Sarà tutto molto artificiale.

Potreste credere di essere diventati primitivi indossando abiti di una certa foggia e pensando: “Oh, adesso non c’è niente di moderno in noi e ora siamo diventati molto, molto sottomessi”: non è così. È rimediabile, ma non reversibile.

Invece, (quello della Kundalini) è un processo vivente. Così, la Kundalini dentro di noi accelera il processo vivente interiore della nostra evoluzione. Il potere della Kundalini è di purificare. Essa ci purifica come il fuoco. Non ci purifica come l’acqua, è sorprendente, non ci purifica come l’acqua.

Ora, l’acqua: cosa fa l’acqua? L’acqua non brucia nulla, ma dissolve certe cose.

Può assorbire qualcosa al proprio interno, capite? Può contenere della sporcizia dentro di sé. Se, ad esempio, si mette del colore nell’acqua, essa assume quel colore. Invece, la Kundalini non assume il colore. Essa brucia. Mi seguite? Così, se avete qualcosa che non va in voi, lo brucerà, ma non lo assorbirà.

Essa è pura, non può assorbire dentro di sé queste cose che la inquinerebbero. Essa non può essere inquinata.

Questa qualità del fuoco… diciamo, ad esempio, che se mettete dell’oro, dell’argento nel fuoco, potete purificarli. Emerge la loro forma pura, così potete riconoscerli. Ma se mettete nell’acqua oro e argento, non accadrà nulla. Al massimo potete lavarli esternamente. Ma non potete lavarli fuori e anche dentro. All’esterno potete usare altre cose, ma con la Kundalini lo fate dentro e fuori.

Anche il viso appare bellissimo, come se in qualche modo fosse stato lucidato, risultando nuovo, luminoso. Non è giallastro e neppure orribilmente ardente, né pallido e dall’aspetto sgradevole; bensì diviene radioso. La radiosità: è questo ciò che la Kundalini vi conferisce.

Inoltre, essa sembra ferro fuso, sapete: avete visto il ferro fuso? Un pilastro di… supponiamo di prendere un pilastro di ferro e di scaldarlo fino ad un punto in cui comincia ad assumere il colore del rame, con tutti i colori, il ramato e ogni colore, sapete; è dorato, ramato e via dicendo, come una fornace. Però essa agisce in modo molto silenzioso, molto silenzioso.

Ora, il suono della Kundalini: vi ho parlato, in una delle mie conferenze, di come essa crei il suono.

Ad esempio, al livello del Vishuddhi crea il suono di tutte le vocali esistenti in sanscrito.

Le vocali inglesi sono pochissime. In lingua sanscrita sono: a aa – i ii – u uu – ru ruu – lru lruu – e aì – o aù – am ah[1].

Questi, diciamo, sono i suoni al livello del Vishuddhi. Essa crea suoni a livello di tutti i chakra, ma quando arriva al Nabhi diviene vani. Vani significa informazione, informazione codificata – è questa la descrizione più pertinente, diciamo – una informazione codificata.

Prima è Paravani, che non si sente.

All’inizio, quando sale dalla sede della Kundalini – ossia dal Muladhara chakra e Muladhara – (il Paravani) non è percepibile, non si sente, non c’è alcun suono.

Poi giunge allo stomaco e ha inizio “Paravani”.

Poi arriva nel centro del cuore in cui lo sentite sempre – “Madhyama” – dove potete sentire “Lub-dub, lub-dub, lub-dub”, proprio come il (battito del) cuore, precisamente. Con uno stetoscopio potete sentirlo.

Poi arriva al Vishuddhi, dove diviene il testimone, “Pashyanti”, che osserva.

Avrete forse notato voi stessi che, quando siete bloccati al Vishuddhi, sentite qui questa cosa (probabilmente una pulsazione, ndt).

Ma qui Lei osserva. Poi, questo suono, che è il suono per mezzo del quale parlate, quando giunge alla gola diventa “Vaikhari”, ossia parla.

Questo accade anche prima che la Kundalini sia lì: Vani, l’informazione codificata, il linguaggio, che dapprima è solo codificato, viene qui decodificato e quindi è detto “Vaikhari”, ossia parla.

Ma dopo la realizzazione la Kundalini illumina vani, così come illumina ogni altra cosa.

Grazie a questa illuminazione, i vostri mantra divengono illuminati. Ed ecco perché, quando voi dite un mantra, è efficace, è illuminato; prima di ciò, qualunque mantra venga recitato è privo di significato, è solamente un vani (suono) ordinario, come in qualunque persona comune.

Si definisce dunque un mantra “Jagrut”, risvegliato. Un mantra Jagrut non si può creare da un mantra non illuminato.

È come se aveste, diciamo, un vaso di terracotta o un oggetto in terracotta come questo o quest’altro, l’olio e tutto il resto: però non darà luce finché non sarà acceso. Allo stesso modo, il mantra non è niente, è solo un contenitore inerte.

A meno che non sia illuminato dalla Kundalini, è un vani ordinario, che non può darvi l’illuminazione e che non può illuminare i mantra, e questo è il motivo per cui questi mantra non hanno assolutamente alcun significato.

Qualsiasi cosa dica una persona il cui Spirito sia illuminato ed il cui vani sia illuminato, si avvera. Qualsiasi cosa essa chieda, accade.

Ancor prima che dica qualcosa, il desiderio, il desiderio dentro di noi, che è il Paravani, l’informazione codificata del desiderio che avete, si illumina e così ottenete i risultati. Improvvisamente ottenete qualcosa e dite: “Oh, ho vinto un terno al lotto ed è Madre che lo ha fatto”. Ecco come funziona.

L’intero sistema della Kundalini funziona in questo modo. Così, questa pura Kundalini crea purezza dentro di noi. Senza purezza non possiamo vedere nulla. Tutto ciò che è impuro… diciamo che se le mie mani non sono pulite, non posso vederne la luminosità. Di tutto ciò che è stato sporcato non potete vedere la reale immagine, non potete vedere la realtà, se non è stato pulito.

Ma anche se si tratta di qualcosa che è stato pulito superficialmente, o dipinto artificialmente, si può sempre dire che è stato dipinto in modo artificiale e non se ne può vedere la bellezza, poiché ciò è fatto esteriormente.

Invece la Kundalini brucia qualsiasi cosa, bhasmasat: riduce tutto in cenere, e tutto ciò che resta è l’oro puro dello Spirito dentro di noi.

Ecco perché, quando si tenta di risvegliare la Kundalini con metodi sbagliati, lei mostra la sua collera. In realtà, lei non va mai in collera. Se la Kundalini si adirasse, quella persona non potrebbe mai esistere, sarebbe impossibile. Tuttavia di solito ciò non accade.

Ma è Shri Ganesha, che è la deità di Shri Kundalini, che si arrabbia e crea questo problema di calore, in quanto lei è il fuoco ed Egli è la deità.

Così, il fuoco di questa Kundalini agisce in modo tale che il (sistema) nervoso simpatico viene eccitato dal calore; allora possono formarsi anche delle vesciche e altro, se si tenta qualche trucco con la Kundalini, qualche comportamento scellerato… (parole non udibili).

Ascendere (Urdhva-vati) è la natura della Kundalini. Ma un punto importante è quando raggiunge e tocca il Sahastrara.

Se lei non tocca il Sahastrara, la Grazia (divina, ndt) non si riverserà internamente; e la Grazia deve entrare in noi, in entrambi i lati Ida e Pingala Nadi. È così che vi sentite rilassati.

Ora, quanto è importante per noi preservare il nostro essere, prima di giungere alla realizzazione, preservarlo così com’è!

Ma noi non lo salvaguardiamo. Facciamo errori. La Kundalini non è perdono. Lei non vi perdona. Lei non può perdonare, in quanto la sua natura è ardente come il fuoco. Lei non può perdonare. Solo lo Spirito può perdonare.

Solo l’Atma può perdonare, in quanto Lei indica tutti i vostri problemi. Lei vi purifica.

Lei deve purificarvi. Se inizia a perdonarvi, la vostra impurità rimarrà.

Noi quando puliamo (diciamo): “Oh, non si può pulire, lascia perdere: che ci si può fare?”.

Lei non è così. Se qualcosa non è puro, lo brucia.

Il cancro deriva dal fatto di trascurare il risveglio della Kundalini. Se la Kundalini non è risvegliata, non si può curare il cancro di nessuna persona.

Diciamo che se qualcuno ha una brava suocera o una parente, una brava signora piuttosto anziana, che abbia provato anche lei a ricevere le vibrazioni e tutto quanto, è possibile che sia anche lei una ricercatrice.

Ma funziona al meglio sui ricercatori, poiché la Kundalini deve essere risvegliata; e non sarà risvegliata se non si hanno aspirazioni (spirituali, di ascesa). E se non avete aspirazioni, se cercate di ottenerlo solo per essere curati, potreste anche essere curati dal suo risveglio, ma resta un’azione molto forzata. Non è così naturale, non avviene nessun assorbimento.

Si può fare questo esempio. Supponiamo che in questa stanza si accenda un fuoco ma non ci sia ossigeno: non durerà. Allo stesso modo dobbiamo avere in noi quell’ossigeno delle nostre aspirazioni. Se manca quell’atmosfera, la Kundalini impiegherà tempo a salire. Se non siete realizzati, non potete mantenere la Kundalini in alto.

Potreste appena toccare quel punto e scendere; toccarlo di nuovo e riscendere; toccarlo ancora e riscendere.

Quindi, come risultato, alcuni cominciano a sentirsi in colpa. “Perché ho fatto questa cosa? Non avrei dovuto farla”, e quant’altro. Ma, dopo la realizzazione, questo senso di colpa è un grosso problema. Trovo che lo sia anche prima della realizzazione, in quanto il senso di colpa è una scappatoia in cui si è accumulato tutto ciò che deve essere bruciato. Sapete, si accumula tutto in quel punto, molto ben immagazzinato, archiviato, conservato ben bene, così che non affronta la Kundalini per esserne bruciato.

Ed ecco perché il lato sinistro di una persona si ripresenta continuamente, tutto il tempo, attraverso questi due punti: il Nabhi sinistro ed il Vishuddhi sinistro.

Permettete alla Kundalini di incenerirlo. Offritelo semplicemente al fuoco e, quando lo offrirete al fuoco della Kundalini, verrà bruciato completamente. Non accumulate alcun senso di colpa, perlomeno dopo la realizzazione. Prima della realizzazione, ovviamente, occorre preoccuparsi un po’.

Ma, anche dicendo tutto questo, è comodo sentirsi in colpa. Sentendovi in colpa evitate tutti i problemi: “Oh, non avrei dovuto farlo, mi spiace” – nella lingua inglese (risate) è molto semplice: “Mi spiace, non avrei dovuto farlo. Mi dispiace. Ammetto di aver fatto un errore, d’accordo”. Però non dite: “Va bene, mi spiace, dimentichiamocene”: andrebbe aggiunta anche questa frase.

Vedete, quando dite a qualcuno “Mi dispiace”, risponderà: “Va bene, dimenticalo”. Anche voi dovreste dire dentro di voi: “Dimenticalo”.

Se non provate a fare in questo modo, sapete, si accumula continuamente tutto qui; e questo sentirsi in colpa è un metodo molto comodo per sfuggire alla verità, sapete, mostrandovi molto spaventati, molto turbati e altro, e accumulando tutto quassù nel Vishuddhi sinistro. Come farete a progredire?

Non potete progredire con questa idea di essere colpevoli: anche se lo siete, che cosa farete, che cosa? Volete andare in prigione? Prendete la rincorsa e andateci! (Risate, Shri Mataji ride)

Io direi così. Perché venire in Sahaja Yoga? Andate pure all’inferno: potete andarci molto rapidamente, non c’è bisogno…

Ma se dovete essere salvati, accettate di essere salvati e non accumulate questi problemi di Vishuddhi sinistro. È un po’ troppo, ormai.

Penso che sia proprio giunta l’ora di bruciare, incenerire tutte queste cose, questi sensi di colpa, queste idee sbagliate che ci tengono sempre giù.

È come mettersi qualcosa al collo, una pesante pietra e dire “Non riesco a liberarmi, che fare?”. Ora, la pietra deve essere rimossa: (diversamente) come può Mataji mettervi in salvo?

Vedete, qualunque cosa io possa tentare, c’è una grossa pietra che vi butta giù. Penso sia un grandissimo problema adesso, in quanto la Kundalini non sa cosa fare e come raggiungere il vostro Vishuddhi sinistro per bruciare quella cosa assurda che avete conservato con tanta cura: “Ah, sono spaventato, ho paura, mi dispiace”.

In Sahaja Yoga certe tipiche espressioni inglesi non sono permesse: una di esse è: “Temo”. Persino un politico molto dominante dirà: “Temo…”. Insomma, che cosa temi? Tutti temono te (risate).

Cosa c’è da temere? Quindi non è permessa l’espressione: “Io temo”. Non è assolutamente permesso dire “Temo…”. Che cosa temete?

Come ho detto oggi, “Il prezzo del peccato è la paura”. D’accordo, il prezzo del peccato è la paura, ma se il peccato viene rimosso, la paura dovrebbe scomparire, o no?

Invece è così: c’è luce ma voi vi comportate ancora come se foste al buio, (dite) ancora: “Non riesco a vedere, ho paura”. Santo Cielo, c’è la luce, guardate voi stessi! Ci si dovrebbe rendere conto che la vostra Kundalini è risvegliata, che il vostro Spirito risplende.

Aprite il vostro cuore ad esso, accettatelo, riconoscetelo, rendetevi conto di essere ormai anime realizzate e che la Kundalini vi ha purificato.

Ora, per favore, non accumulate questa impurità qui, sul lato sinistro, perché vi piace, perché è molto comodo assumere delle espressioni, dire: “Oh, tutto bene”.

(Forse rivolgendosi a qualcuno a lato:) Sta arrivando un po’ di calore, scaricatelo verso l’alto, in questo modo se ne va. Si purificherà. Lasciate stare. Affrontiamolo.

Se qualcuno sente un po’ di calore: “Oh, sono di nuovo negativo, sono di nuovo perso, Dio solo sa cos’ho combinato” (Shri Mataji imita un tono di voce impaurito, risate degli yogi). Giusto?

Accade molto spesso. Trovo improvvisamente persone… (Shri Mataji probabilmente fa qualche espressione che suscita risate, ndt) senza che io dica nulla, pensate! (Io dico:) “Buongiorno! Buongiorno!”. (Costui risponde:) “Buongiorno…” (Shri Mataji imita una voce timorosa e spaventata; risate) “Che cosa succede?”. “C’è molto calore…”.

È questo il modo di accogliere vostra Madre?! Voi siete i soldati, siete i guerrieri. Invece ciò che trovo sono mani che tremano. Dove dovrei mettere queste spade? (Risate)

Questa è adesso la mia esperienza: questa tasca del Vishuddhi sinistro è una questione molto difficile. Anche le mie orecchie si stanno tappando completamente con questa vibrazione che fluisce così tanto sul lato sinistro, con tutto questo Vishuddhi sinistro, che adesso non riesco più a sentire dalla parte sinistra. Così, abbiate almeno un po’ di pietà per me e smettetela con questo assurdo senso di colpa.

Se anche solo per un minuto vi sentite in colpa, guardate fuori ed osservate gli uccelli che cinguettano, guardate la luce del sole, ammirate la splendida natura che vi ha donato questi bellissimi colori e tutto il resto. Guardate tutto questo e assorbite la bellezza dentro e fuori di voi. Gioite e abbandonate questo aspetto infelice. Dovreste almeno assomigliare a persone realizzate: almeno averne l’aspetto, se proprio non vi sentite così (risate).

Ecco, questo tipo di serietà non ha senso in Sahaja Yoga. Un sahaja yogi sta in piedi, parla e si muove in questo modo, normalmente (risate).

Sentirsi in colpa non è solo una specialità degli inglesi: ho notato in tutti gli occidentali che hanno questa splendida idea di sentirsi colpevoli. Sono tutti così.

Sono stata in Francia: vi ho parlato dei francesi. Appena arrivata là, mi hanno avvertito di una cosa: “Madre, non dica mai di essere una persona felice, molto felice”. Ho chiesto: “Perché? Io sono una persona felice, perché dovrei raccontare delle bugie?”.

Hanno risposto che non mi avrebbero mai creduto, che avrebbero pensato che ignorassi completamente la verità, che ignorassi la realtà e fossi una persona non istruita, che non avessi letto libri sugli “shock da futuro” e cose simili. (Risate generali)

(Shri Mataji ride) Ho detto “Va bene”. Ma poi ho realmente sferzato tutti i francesi su questo e loro hanno riso e riso di se stessi. “I Miserabili” – ho detto – “Sono tutti infelici a causa vostra”. Se un francese va da qualsiasi parte, la gente non sa dove sedersi, non sa dove andrà a sedersi questo cammello, su quale testa andrà a sedersi. Ed il cammello è molto infelice.

E qui tutti temono il cammello, come si comporterà. Persone molto difficili, i francesi. Ovunque a livello internazionale sono conosciuti per essere difficili. Ed ora, eccovi qui: di che cosa siete infelici?

E gli inglesi hanno assorbito dagli americani alcune caratteristiche che non avevano bisogno di prendere, ed altre dai francesi. Non capiscono che la qualità della loro mente è la migliore. Hanno preso da qui e da lì ed è così che stanno diventando francesi anche loro, vedete.

Una cultura da latrina, ecco cos’è (risate).

E voi non avete niente da imparare da loro. Sono loro a dover imparare da voi.

Che cos’hanno loro? Hanno forse degli accademici? Pochissimi. E voi? Da dove proviene la vostra debolezza per l’infelicità e i sensi di colpa e altro? Io veramente non riesco a capire, cosa c’è da essere infelici?

Se non avete un lavoro, voi ricevete un sussidio di disoccupazione. In nessuna parte del mondo la gente riceve sussidi di disoccupazione. Lo sapete questo? Da nessuna parte! In nessun posto si ricevono sussidi.

Invece voi ricevete ottimi sussidi, quindi non patite la fame. In Germania, in Francia, ovunque, non si riceve un buon sussidio. Cosa c’è dunque da essere infelici? Perlomeno voi siate felici.

Almeno gli inglesi dovrebbero mostrare la via. Sentitevi felici interiormente. Solo allora sarete capaci di vedere lo Spirito. Non siate infelici. Non c’è alcun motivo di essere infelici.

Noi siamo persone speciali, che hanno ricevuto le benedizioni dello Spirito. Dovremmo tutti cantare, ridere, gioire, sprizzare vitalità.

Non c’è niente per cui sentirsi infelici. Insomma, dopo un po’ di tempo vi accorgerete di dover veramente fingere di essere infelici. Sarà difficile per voi essere infelici per più di cinque minuti (risate). Posso scommetterci.

Per quanto mi riguarda esiste lo stesso problema: lo trovo impossibile, vedete. Se cerco di essere molto seria: “Adesso dirò qualcosa di serio” (Shri Mataji ride), poi all’improvviso scoppio a ridere, perché per me tutto quanto non è altro che un grande gioco. Per cui non abbiate in testa queste idee francesi di sentirvi infelici senza alcun motivo. Siate felici. Trasmettete felicità e gioia agli altri.

Non c’è nessuno “shock da futuro”, almeno per voi (risate). Non c’è nessun problema futuro. Il futuro è bellissimo, non ne avete idea.

Ma non restate indietro con una grossa pietra legata al collo. Le persone che sanno di aver trovato lo Spirito dovrebbero rendersi conto di aver trovato la gioia. Lo Spirito è la fonte della gioia e questo dovrebbe essere evidente quando parlate.

Nessuna inibizione, nessuna limitazione: è completa libertà. Ma non cercate di plasmarvi secondo lo stampo delle persone non realizzate. Ormai voi siete diversi, siete cambiati, è irreversibile. Qualsiasi cosa possiate tentare, dopo due o tre anni, diciamo, traboccherete tutti di risate. Ma perché non farlo ora?

Se poi accadrà, perché non avere adesso il tempo della fioritura?

Noi (invece) cominciamo a pensarci, cominciamo a preoccuparci: non c’è niente di tutto questo. I nostri problemi si risolvono, le nostre vite si abbelliscono, tutto è così piacevole e bello, semplicemente per rendervi felici. Ma se ancora non siete felici, se siete ancora preoccupati, allora il Divino recede, si allontana, è come la luce del sole: se non volete esporvi alla luce del sole, non la ricevete. Dovete esporvi alla luce del sole: (diversamente) non la ricevete.

Tutti gli alberi tendono verso la luce del sole, tutte le foglie cercano di orientarsi verso la luce del sole; hanno questa saggezza innata. Anche voi dovreste essere così, e vedrete che con questo la vostra vita cambierà completamente. Gioirete di ogni momento. Gioirete di ogni minuto della vostra vita. Qualsiasi cosa facciate, gioirete. Qualsiasi piccola cosa facciate, gioirete.

Le persone talvolta si stupiscono anche di me. Una volta feci un’arrampicata in un posto chiamato Palitana[2], dove occorre camminare circa sette miglia, con mio genero e mia figlia. Loro mi dissero: “Se non ce la fai a salire, è meglio che ti sieda su queste portantine”. “No, no” – risposi – “posso camminare, andiamo, camminerò”.

Ed ero proprio in gioia, sapete: non pensavo proprio al fatto che mi stavo arrampicando su una così (lunga scalinata, ndt) poiché mi godevo la natura, le persone che scendevano, quelle che salivano, la loro andatura e tutto il resto, gioivo di tutto questo.

E quando arrivammo lassù, le persone insieme a me si misero a sedere completamente stanche ed esaurite: “Haaa…”! (Risate)

Anch’io mi sedetti con loro, guardai in alto e dissi: “Guardate qui, hanno scolpito moltissimi elefanti e la coda di ognuno è attorcigliata in modo diverso. Come avranno fatto a pensare a così tante permutazioni e combinazioni?”. Mio genero disse: “Come fai a notare la coda di un elefante, quando noi qui siamo così stanchi?!”. (Shri Mataji ride, risate)

Vedete, io notai quel dettaglio spontaneamente, e dissi: “Com’è sorprendente il modo in cui hanno attorcigliato la coda di quegli elefanti”. C’erano molti elefanti (scolpiti, ndt), vedete, dovevano essere almeno un centinaio circa, realizzati in quel modo: la coda di ognuno era attorcigliata in modo differente. Dissi: “Insomma, pensate, (scolpire) cento elefanti con le code attorcigliate in modi diversi, in cento modi diversi! Per me è notevole”. Loro risposero: “Come hai fatto a notare le code? Noi siamo stanchissimi, vogliamo dell’acqua!”. (Risate, Shri Mataji ride)

È così. È inesauribile. Questo potere di gioire è inesauribile. Io voglio che tutti voi ne gioiate, che beviate quel nettare del vostro Spirito e dimentichiate tutti quei problemi artificiali che avete. Gioite e basta, perché ora siete immersi nel vostro Spirito. Perciò gioite di questo. Perché preoccuparvi? Anche chi non lo ha ancora ottenuto, lo otterrà. Non preoccupatevi per nessuno, lo otterranno tutti, dovranno ottenerlo tutti, tutti coloro che sono ricercatori dovranno arrivare.

È bello che voi siate arrivati prima, è una bella cosa, ma non fermate il vostro progresso indugiando con questo carico sul collo. Lasciate che la Kundalini vi elevi; essa però ama ciò che è leggero. Essa stessa è leggera: ecco perché sale.

Essa brucerà ogni pesantezza in voi, ma voi non appesantitevi ulteriormente.

 

Che Dio vi benedica.

 

Vorrei dell’acqua, per favore.

[A questo punto Shri Mataji racconta un episodio di alcuni ladri che avevano cercato di rubare dell’argento in casa Sua, facendo particolare riferimento ad una pesante statua d’argento che Lei chiama “il pesante signore”:]

Avete portato qui questo “signore” (statua, ndt)? Lo avete portato? [Yogi: “Sì, Madre”] Ah! Ha! [Yogi: È questo il posto giusto, nel tempio…?]

Sta benissimo in qualsiasi posto.

Sapete, alcuni ladri erano entrati in casa nostra e questo “pesante personaggio” era arrivato dall’India ed era pieno di vibrazioni. E i ladri avevano portato dell’argento in salotto.

Avevano raccolto tutto l’argento, lo avevano messo in una tovaglia e appoggiato il tutto sul (tavolo del) salotto. E poi, improvvisamente – Dio solo sa cosa sia successo – scapparono via, lasciando tutto lì. Questo “signore” era lì, sul passaggio, e loro scapparono. Ci pensate? Voglio dire che erano ladri d’appartamento assolutamente abili, esperti. Nessuno riusciva a crederci, se non per il fatto che abbiamo visto delle impronte e la porta era spalancata, altrimenti nessuno ci avrebbe creduto. Non (è successo) qui ma ad Oxted[3]. E non hanno portato via neppure un cucchiaio. Dio solo sa cosa sia successo (risate).

Io non c’ero (risate).

È stato portato di recente dall’India. Sapete, poveretti… lo hanno portato degli uomini molto robusti che portavano i nostri bagagli – lascialo pure lì – e hanno detto: “Questo è un ‘signore’ indiano molto pesante”. Erano entrambi accaldati ed esausti (Shri Mataji ride), ma la loro Kundalini si era risvegliata.

[Mostrando la statua al gruppo]

È Kartikeya. Hmmm! Questo è il fuoco di Cristo. È colui che sta per arrivare.

Davvero. Il fuoco di Cristo. Il potere distruttivo, i Rudra. Questo è uno dei Rudra di Cristo.

Hmm, fa molto caldo, mi pare.

La Kundalini sta lavorando. Sta salendo.

Come state qui? (Qualcuno risponde: “Bene”.)

Bene? Alison? Hm. Vieni, venite. Vorrei vedere tutti i bambini ai miei piedi, oggi.

[Fine della registrazione audio]


[1] Per sentire l’esatta pronuncia dei suoni si consiglia l’ascolto dell’audio direttamente dalla voce di Shri Mataji al link: http://www.amruta.org/1981/05/17/the-power-of-kundalini-chelsham-road-1981-2/?

[2] Palitana è una cittadina sulla punta occidentale della penisola di Kathiawar, nel distretto di Jamnagar dello stato indiano del Gujarat. Palitana si estende ai piedi della collina di Shatrunjaya (593 m.) uno dei luoghi sacri della religione giainista dove è stato eretto un gran numero di templi (1.250).

[3] Una cittadina della contea del Surrey, in Inghilterra, a ca. 30 km da Londra, dove Shri Mataji aveva abitato negli anni Settanta.