Puja: Distacco e condivisione

Cambridge (Inghilterra)

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(08/2020 SOTTOTITOLI, traduzione inedita)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Puja

“Distacco e condivisione”

Cambridge (UK), 5 Luglio 1981


Ormai siamo in molti e stiamo aumentando di numero. E aumenteremo sempre di più, senza dubbio.

Dovete rendervi conto che siete diventati qualcosa. Non perché si stia sviluppando un’organizzazione, ma (perché) ogni persona al suo interno ha un qualcosa, un qualcosa di straordinario che è dotato di un potere di trasformazione.

È quindi necessario renderci conto che siamo entrati nel regno di Dio.

E le leggi del regno di Dio sono molto diverse da quelle che conosciamo noi. Esse operano in modo diverso. Finché non comprenderete veramente il funzionamento di queste leggi, non potrete crescere correttamente. Dovete crescere. Tutti voi dovete crescere. Se non riuscite a crescere in Sahaja Yoga, sarete sprecati.

Quindi è molto importante cercare di capire come funzionino le leggi divine.

Tutto ciò che abbiamo fatto finora è stato responsabile della nostra mancata crescita. Dobbiamo dunque rinunciare a tanti aspetti che sono stati dannosi per il nostro progresso.

Una piccola cosa come la comodità e la condivisione… In Sahaja Yoga ho trovato persone che si preoccupano troppo delle comodità, anche dopo la realizzazione. Vogliono trovare le loro comodità. Vogliono avere le loro peculiarità e dimostrare che sono diverse, che non sono come le altre.

Se per alcuni le comodità diventano più importanti, non potrete mai, mai crescere in Sahaja Yoga. Al contrario, potreste diventare un veicolo di tutta la negatività e tormenterete Sahaja Yoga con la vostra letargia.

Cercate dunque di capire che la comodità in realtà è qualcosa procuratovi dalla materia. La comodità è la schiavitù della materia.

Avete visto vostra Madre: Lei può dormire ovunque, può mangiare qualsiasi cosa, può vivere come tutti voi. Io non ho problemi, non ho pretese, e voi potete fare lo stesso.

Questa materia, infatti, cerca sempre di sopraffarvi, cerca sempre di dominarvi attraverso le comodità. Se vi abituate a sedervi su una sedia, avete bisogno di portare con voi una sedia. Non riuscite a sedervi per terra – vi sto facendo un semplice esempio – è un qualcosa a cui il vostro corpo si abitua.

Inoltre volete conservare ciò che è vostro: devo avere il mio appartamento separato, o le mie cose personali, perché devo avere comodità.

Uno degli aspetti da capire è che dobbiamo imparare a vivere senza i cosiddetti comfort. Per me la comodità non ha alcun significato. Non mi tocca.

Cercate di insegnare al vostro corpo a vivere scomodo. Qualche volta dormite per terra, osservate come va.

Provate a stare seduti per terra. Cercate di usare il minimo di cose materiali, perché vi hanno sopraffatto e non riuscite a farne a meno.

Ho conosciuto persone che, sulla spiaggia, devono portarsi almeno una sedia pieghevole perché non riescono a sedersi. Per come stanno le cose, penso che fra un po’ rimarranno attaccate alla sedia e la sedia si sposterà con loro come una coda (risate, Shri Mataji ride).

Quindi dobbiamo comprendere che il materialismo agisce attraverso le comodità. Per questo dovremmo cercare di tenere queste cose inanimate sotto il nostro controllo.

Se c’è una sedia va bene, se non c’è va bene lo stesso. Noi non siamo schiavi di questi oggetti, sono loro al nostro servizio. Li abbiamo costruiti noi.

Il secondo punto riguarda il tempo, quel rispetto del tempo per cui dovremmo essere molto puntuali e via dicendo, e dovremmo rimproverare gli altri se non lo sono.

Insomma, ciò non significa non dover essere mai puntuali. Non significa questo. Ma il fatto è che siamo schiavi dell’orologio. Non dovrebbe essere così.

Dobbiamo attenerci a certi orari perché il mondo intero si muove in base a questi orari. Però non dovreste sgridare nessuno perché è in ritardo o perché non è puntuale.

Naturalmente per il puja è giusto, perché è un lavoro divino; ma per il resto è così.

E in qualsiasi circostanza di questo genere dovremmo pensare agli altri.

Vedete, il modo per vincere il tempo è pensare agli altri. Ad esempio dovremmo essere puntuali dove altri non si preoccupano di esserlo.

Però non dovremmo chiedere loro perché non sono arrivati puntuali.

In ogni cosa, ad esempio anche nella comodità, si dovrebbe pensare a quella degli altri per vincere la vostra idea di comfort. Infatti sarà un tale grattacapo provvedere alla loro comodità che la supererete.

Allo stesso modo dovreste provare a condividere. Le persone non sanno condividere i propri oggetti, la propria casa con gli altri. Vogliono sempre avere la loro privacy. Vogliono avere la propria vita. Vogliono avere il proprio stile. Ciò è davvero molto sbagliato, e questi aspetti possono realmente agire contro Sahaja Yoga.

Condividete, condividete tutto ciò che avete. Cercate di condividere. Tutti quelli che cercano di stare per conto proprio non cresceranno. Devono perdersi, perdersi completamente (nella collettività, ndt), perché ciò che state preservando non è altro che il vostro ego, il vostro essere materiale, le vostre cose materiali.

Questo non significa distruggere tutto ciò che avete – non significa questo – bensì conservarlo per gli altri. Abbellite la vostra casa perché gli altri ne gioiscano. Create comodità per gli altri e non per voi stessi. Se farete così, vi sorprenderà come la gioia sarà al massimo. Inoltre vi eleverete e crescerete davvero.

Quando pensiamo agli altri, la gioia è tanto, tanto più intensa da superare tutte le altre gioie del comfort e del possesso.

Il possesso è una preoccupazione, un vero grattacapo. Se non possedete nulla, non vi priverete di nulla. Non avrete mai la sensazione di essere privati di qualcosa, in quanto non possedete nulla: siete i re del mondo intero.

E come può qualcuno privarvi di qualcosa che non avete?

Occorre dunque capire le leggi che ci governano.

Ora, dopo la realizzazione, più proverete a stare comodi, ad essere esclusivi, più uscirete dalla grazia di Dio. Più tenterete di avere i vostri progetti personali, peggio sarà.

Dovete agire secondo i piani di Dio onnipotente, e allora sarete benedetti. Sarete benedetti tantissimo, ma non saprete come usare le vostre benedizioni, per quante saranno.

Però non tenete nulla soltanto per voi stessi.

La vostra comodità, le vostre cose materiali, il vostro tempo, tutto ciò che vi dia il senso del “mio, mio”, superatelo.

Ad esempio, la questione più sottile di tutte è: “mia madre”, “mio padre”, “mio fratello”, “mia sorella”, “i miei figli”, “mio”.

Chi sono gli altri? Tutto vi appartiene.

Allora realizzerete la gioia della collettività.

Adesso si parla di socialismo, comunismo, questo, quello, ma è tutto artificiale. Non si potrà mai gioire di quella condivisione perché è forzata.

E gli averi, quegli stessi averi che possono essere dei grattacapi, se vengono condivisi possono darvi molta gioia.

Vi farò un semplice esempio.

Abbiamo avuto una signora inglese che aveva sposato un indiano. Gli indiani di quella zona erano tipi molto strani, di mentalità molto ristretta e non l’accettarono, non le diedero amore.

Così lei tornò a Londra, anzi, venne prima a Bombay per vedermi; naturalmente fui molto gentile con lei e non sapevo cosa regalarle.

Avevo una collana di perle – la maggior parte delle mie cose sono in banca, quindi avevo con me soltanto una collana di perle – così dissi: “Bene, prendi questa come segno del mio amore”. E gliela regalai.

Passò del tempo, passò molto tempo e, dopo circa una decina di anni, la incontrai a Londra.

Mi disse che le sarebbe piaciuto venire a trovarmi e portò con sé quella collana.

Lei sostiene che questa collana l’ha sempre aiutata a credere nell’esistenza dell’amore.

Ho tante collane a casa mia e, se avessi voluto, avrei potuto averne anche altre.

Ma questa ha aiutato una persona, per anni, ad avere fiducia nel fatto che c’è qualcuno che la ama. E quella collana per lei è preziosissima, mentre per me non era così preziosa. Era una preoccupazione.

Il valore di un oggetto materiale è il suo valore sottile. È al di là dell’estetica, è amore che si esprime attraverso la materia.

Sapete che tutto ciò che io tocco è vibrato. Dell’amore si gioisce soltanto se è condiviso. Se amassi soltanto i miei figli, se amassi soltanto i miei nipoti non sarei qui. E, gradualmente, anche loro capiscono quanto questa condivisione sia importante.

Pertanto le leggi divine operano procurando grande beatitudine alle persone che le osservano. E una di queste leggi è, come ho detto, quella di condividere, di condividere le vostre comodità con gli altri.

Dovreste essere persone che mettono gli altri a proprio agio, non che provocano disagio. Non dovreste essere persone difficili per gli altri. Il vostro linguaggio dovrebbe infondere loro un grande conforto. I vostri occhi dovrebbero procurare loro una grandissima benedizione.

Quando guardate le persone, esse dovrebbero sentire: “Ecco la mia sicurezza”. Non dovreste trarre gioia dagli altri, bensì emanare gioia, sprigionare gioia: è così che dovreste agire. E allora le leggi del Divino funzionano meglio.

È facile criticare gli altri. Si fa anche in Sahaja Yoga. È un’abitudine della gente criticare. Ma se riuscite ad amare gli altri, non ci saranno critiche. Non vedrete tutti questi punti.

Alcuni potrebbero approfittare del vostro amore, so che lo fanno. Ma in Sahaja Yoga queste persone escono, se ne vanno molto rapidamente. Chi prova ad approfittare di Sahaja Yoga, se ne va.

Quindi non dovete preoccuparvi. Qui le leggi divine faranno in modo che questa gente se ne vada. Ma voi cercate di amare, cercate di amare.

Abbassate il vostro ego. Cercate di amare gli altri. E cercate di essere un tutt’uno con Dio e le Sue benedizioni. Come Egli vi ama, voi dovete amare il mondo intero. E quanti proveranno a crearvi problemi saranno puniti, vi assicuro che saranno puniti. Ma voi dovete essere un tutt’uno con le leggi divine.

E quando capirete questo, i vostri problemi saranno completamente eliminati. I vostri problemi familiari, problemi di casa, problemi di proprietà e altro, si risolveranno tutti.

Soltanto qualche volta riscontro conflitti tra familiari. La vostra priorità dovrebbe essere Sahaja Yoga, Sahaja Yoga, Sahaja Yoga.

Supponiamo che un marito non sia altrettanto interessato a Sahaja Yoga e cerchi di indurre anche la moglie ad allontanarsi: in quel caso lei dovrebbe far vedere che il suo interesse è Sahaja Yoga e nient’altro, e allora lui cambierà. Lei non dovrebbe cedere alle sue pressioni.

Se però lui vuole entrare in Sahaja Yoga e lei si oppone, ebbene, lei non ha il diritto di farlo. Non ha alcun diritto di farlo, in base a nessuna legge divina. Se ci prova, il marito non deve darle assolutamente retta, ma dovrebbe andare avanti tutta.

(La moglie non dovrebbe cedere alle pressioni del marito per allontanarsi da Sahaja Yoga) perché, in definitiva, lui è una parte importante di Sahaja Yoga e non dovrebbe in alcun modo ridurne l’importanza. Quindi, lei dovrebbe andare avanti con quello che vuole fare (Sahaja Yoga).

Se lui è un sahaja yogi, non dovrebbe preoccuparsi di nulla. La sua famiglia sarà benedetta, tutti saranno benedetti, se c’è lui (in Sahaja Yoga).

Insomma, qualsiasi scusa vi allontani da Sahaja Yoga non sarà di aiuto alla famiglia. Infatti, se le deità sono adirate, la vostra famiglia sarà danneggiata.

Se, diciamo, una donna è una sahaja yogini ma i suoi familiari si oppongono (inducendola ad allontanarsi, ndt), questi saranno danneggiati ed anche lei sarà danneggiata. Ma se lei rimane in Sahaja Yoga, tutta la famiglia sarà salva.

Pertanto voi rendete un servizio maggiore alla vostra famiglia diventando sahaja yogi, veri sahaja yogi e dei sahaja yogi dedicati e devoti.

Ma nessuno sforzo individualistico, nessun atteggiamento individualistico è utile per me o per Sahaja Yoga; (anzi) è molto dannoso, sotto qualsiasi nome, sotto qualsiasi bandiera, sotto qualsiasi scusa.

Cercate di scoprire modi e metodi per diventare un tutt’uno con gli altri. Se si vogliono cercare difetti negli altri, se ne possono trovare di tutti i tipi. Insomma, io non dovrei essere qui (se si fosse fermata ai difetti degli esseri umani, ndt).

Posso dirlo io (quali sono i vostri difetti, ndt). Io non dovrei proprio essere su questa terra (se avesse soltanto guardato ai difetti degli esseri umani, ndt). Avrei potuto dirvelo io (quali sono i vostri difetti, ndt).

Ma io vedo in voi quello Spirito e quella bellezza. Non vedo altre cose.

Se non avessi visto quello Spirito, non avrei lavorato in questo modo.

Pertanto, tutte queste persone che cercheranno di prendere qualcosa solo per sé si troveranno in difficoltà. È il tumore maligno, è il cancro di Sahaja Yoga.

La gente è molto abituata a certi comportamenti. Noi indiani, ad esempio, dobbiamo fare il bagno tutti i giorni. Per noi è così. Insomma, questo è un esempio che vi sto facendo. Un inglese sarà molto meticoloso, magari, nell’usare un tovagliolo al momento del pranzo. Prendete una piccola cosa come questa. Voglio dire che sono molto… per loro è una religione. E gli indiani sono uguali.

Ieri io non ho fatto il bagno perché c’erano tantissime persone. Non dovevo farlo. Se uso io tutta l’acqua, cosa accadrà? E ogni volta che sono con voi, non faccio il bagno finché non devo celebrare il puja.

Voglio dire che per gli indiani è difficile (non) farlo.

Voi però potete vincere le vostre abitudini quando dite di condividere tutto con gli altri.

Ma chi non ha questo riguardo non lo capirà.

Non è neppure necessario venire al puja tanto puliti, se poi approfittate delle cose di tutti, se prendete tutto per voi.

È più importante che veniate qui con un cuore che abbia condiviso la gioia con tutti.

Anche se non vi siete puliti, non importa.

Per Dio andate bene.

Ma la condivisione è fondamentale ed è ciò che trovo carente. La gente si interesserà ai propri figli, non ai figli degli altri.

Si interesserà alla propria famiglia, alle proprie case, alle proprie abitazioni ma non a quelle altrui. Provate a condividere anche il vostro lavoro con gli altri.

E sarete sorpresi di quanto sia gratificante, di quanto sia appagante. I bambini piccoli a volte non capiscono la differenza, non capiscono chi sia l’altro.

Una volta andammo a Delhi, ci trasferimmo ed io mi misi a pulire la casa. Era molto sporca e pulii tutto, la decorai e tutto il resto.

Allora mia figlia mi disse: “Perché non vai a decorare e a pulire anche le altre case? Sono molto sporche”. Non capivano che è troppo per la loro Madre.

“Sarebbe meglio che lo facessi tu, loro non sanno farlo bene, sarebbe meglio che lo facessi tu”. È molto semplice per loro. E con questo atteggiamento materialista, sapete cosa ci sta succedendo.

Grazie a Dio voi non siete come gli indiani che sono venuti qui: loro sono molto materialisti. Voi ve ne siete liberati. Tuttavia il materialismo persiste ancora, in modo molto sottile, attraverso le vostre comodità, attraverso la vostra idea di partire in vacanza da soli, con la vostra famiglia.

È questa la vostra famiglia. La vostra è una famiglia numerosa. Vostra Madre ha moltissimi figli, che fare? Lei ha così tanti figli e figlie. Tutto deve essere condiviso. Non vi godrete mai una vacanza da soli. Potete divertirvi solo con i sahaja yogi. È così. Quando inizierete a gioirne, vi sorprenderà quanto sia bello.

Questo è ciò che voglio dirvi oggi a Cambridge, perché da Cambridge le persone sono andate in tutto il mondo. Hanno compiuto qui i loro studi. Hanno girato il mondo intero, sono ovunque.

Hanno circolato moltissimo, ma la gente di Cambridge è piena di boria, come si dice. Non vuole condividere con nessuno. Pensate! Cambridge è un luogo destinato alla condivisione, invece è il luogo in cui non si vuole condividere. La conoscenza è una cosa di cui gioire soltanto se condivisa. Diversamente non potrete godervi la vostra conoscenza.

Pertanto condividete le vostre gioie e condividete la vostra felicità. E sarete stupiti che la vostra sofferenza e tutta la vostra infelicità svaniranno, svaniranno completamente. Sono tutte cose vecchie della vita passata, dimenticatele.

Dovete tutti dimenticare completamente di appartenere a questa o a quella comunità. Imparate a condividere.

La cosa più alta, la cosa materiale più elevata creata in questo mondo, anche più dei fiori e di qualsiasi altra cosa, sono gli esseri umani. Condividete e gioite con loro. Essi sono la cosa migliore che Dio abbia creato. Gioitene.

Questo è ciò che è necessario se volete davvero rispettare le leggi di Dio.

Spero che oggi, con questo puja, il vostro cuore si espanderà e che, con questo grande cuore, imparerete a condividere. Provate a condividere le vostre cose. Condividete il vostro tempo.

Condividete le vostre comodità. Condividete ogni momento della vostra vita con gli altri.

Pensate ai pregi degli altri: vi darà gioia. Se vi mettete a pensare alle spine anziché alle rose, vi godrete forse le rose? Se dovete godervi le rose dovete dimenticare le spine e godervi le rose. Chi è saggio è così. Ma gli stupidi possono prendere le spine e continuare a pungersi dicendo: “Oh! Ci sono le spine”.

Gioire delle rose è segno di saggezza, esse sono ciò che c’è di più bello.

Sono tutti rose, qui vi vedo tutti (come) rose e dimentico le spine. E verrà il giorno in cui non avranno nemmeno bisogno delle spine, perché saranno molto potenti.

Inoltre non dovrebbero esserci raggruppamenti di nessun tipo, di intellettuali da una parte, di non intellettuali da un’altra, di alcolisti da un’altra ancora.

Anche in Sahaja Yoga abbiamo un sistema di caste, immaginate, per cui alcuni indiani stanno per conto loro, gli inglesi stanno per conto loro, poi quelli di Cambridge stanno per conto loro.

Non dovrebbero esistere separazioni. Noi siamo tutti un’unica cosa. Siamo tutti nati attraverso il nostro Sahasrara.

Siamo una comunità diversa e una realtà diversa. Non possiamo costituirci in gruppi, non possiamo costituirci in culti e non possiamo costituirci in nessuna casta. Siamo tutti nati due volte.

Noi siamo rinati, siamo diversi. Abbiamo perso tutto questo. Tutto è scomparso, vedete.

Si dice che non esista casta per un sanyasi, per un asceta: significa che per un’anima realizzata non esiste casta. Voi non appartenete a nessuna casta.

Dimenticate i problemi del vostro paese, della vostra nazione, del cosiddetto vostro popolo.

Dimenticateli. Voi siete diversi. E provate a farli ascendere fin dove diventino anch’essi uno con il Tutto.

Il mondo intero deve unirsi in questo modo. Abbandonate le vostre piccole, insignificanti differenze e spigolosità.

Che Dio vi benedica tutti.

Ora, chi sono le persone che non sono venute da Londra?

Dio vi benedica.