Guru Purnima, Guru Puja

Chelsham Road Ashram, London (England)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Guru Purnima, Guru Puja

 Chelsham Road Ashram, Londra (UK),19 Luglio 1981


Metteteci il cuore (i sahaja yogi cantano Jerusalem[1]) e poi, al termine, dovete dire amen.

Vedete, questo poema descrive l’immagine che William Blake aveva di voi. E in questo poema egli rappresenta per l’Inghilterra quella speranza che io avevo per voi. Come vi ho già detto, l’Inghilterra rappresenta il cuore e il cuore deve essere stabilizzato per primo, diversamente Sahaja Yoga non si stabilizzerà.

Ora, penso che gli abitanti di questa nazione non credano in William Blake come voi. Questo poema mostra con grande chiarezza le speranze di William Blake. Egli riuscì ad avere una visione molto chiara e proclamò che l’Inghilterra deve diventare Gerusalemme. In sanscrito si chiama Tivtha. Tivtha significa luogo di pellegrinaggio, luogo in cui confluiscono i pellegrini. E l’indicazione data da questo poema, così magnificamente composto da William Blake, dimostra che egli ebbe la visione della splendida fioritura di Sahaja Yoga in Inghilterra.

Sta di fatto, però, che questo cuore è molto legato alla materia. Vi è tanto di quel materialismo che ci è entrato anche nelle vene. E dobbiamo renderci conto che occorre eliminarlo dalla nostra mente, dal nostro corpo. L’approccio materialista nei confronti dell’esistenza è penetrato talmente in noi che dobbiamo contrastarlo davvero con grande decisione. Il materialismo è tale che anche chiunque arrivi in questo Paese diventa materialista. Pensate al cuore che diventa materia. Pensate al cuore che diventa una pietra. Ed oggi, nel giorno in cui siete qui riuniti a venerarmi come guru, il mio desiderio è uno solo: che voi stessi diventiate tutti guru. Ormai sono sette anni che lotto qui per farvi crescere, e tutta la lotta descritta (probabilmente si riferisce a Jerusalem, ndt), all’inizio è stata fatta senza aiuto, e in seguito tanti di voi si sono uniti.

Ma quando vi unite a me, dovete rendervi conto che dovete trasformarvi davvero. Per prima cosa dovete capire che siete anime realizzate. Ma ritengo che pochissime persone si rendano veramente conto e siano consapevoli di essere anime realizzate, e di non essere come le altre persone normali, comuni. Sono anime realizzate, e quindi devono uscire dal guscio in cui hanno vissuto. Le idee di sicurezza che avete avuto finora, derivano a tutti voi dal materialismo, se vi analizzate attentamente. Tutto ciò che è materialismo penetra in voi.

Quante persone leggono William Blake? Quanti lo comprendono e credono in lui? E quanti lo seguono? Egli è un poeta sprecato di questa nazione. Dopo aver ricevuto la realizzazione, gli inglesi devono capire di doversi trasformare completamente e accedere ad una nuova consapevolezza cognitiva: devono comprendere di essere ormai anime realizzate, di essere parte integrante del tutto, ed esserne consapevoli.

Innanzitutto, il materialismo si insinua in voi in molti modi. Poiché c’è stata la rivoluzione industriale, sono state create molte cose. La materia vi ha procurato benessere e vi siete abituati ad essa. Non potete più farne a meno. Una piccolo esempio è che dovete avere fazzoletti di carta o guanti. Questo è proprio il minimo. Ma quanti Paesi usano queste cose? Quante persone al mondo le usano? Non sono cose necessarie al corpo. Con queste protezioni esagerate e con la dominazione della materia su di voi, siete diventati davvero delicati, proprio debolucci.

Prendeteli (i guanti) se andate sull’Himalaya. Io sono andata a Bhowali e altri luoghi come Nainita. Sono sempre più freddi di Londra e vi sono cime perennemente coperte di neve, ma la gente di lì non usa mai scarpe né calze, nulla. Ogni giorno fanno il bagno con l’acqua fredda, ogni giorno! Vi stupirà, ma hanno tutti le guance rosee, non sono pallidi, sono persone sane. Le loro donne trasportano tutta la legna su per i pendii. Dio ha creato il vostro corpo adatto a sopportare moltissime cose. Ora, è ovvio che un inglese non può diventare all’improvviso un pahadi, ossia un montanaro, questo lo capisco. Non potete diventare così di colpo. Ma, poco per volta, cercate di rinunciare ad alcune cose che ritenete tanto importanti nella vita. Provateci! Il primo e il secondo giorno può essere una sofferenza. Perché se non vi sforzate intensamente, veramente, di liberarvi di un corpo e di una mente materialisti, non potete essere a posto. E questo è il maggiore ostacolo per i ricercatori occidentali.

Come ho già detto, dovete uscire da questo bozzolo. Deve avvenire la trasformazione totale. Ogni volta che si interroga qualcuno, questi ha ancora dei blocchi. Come potete diventare guru? Insomma, il vostro guru può vivere in qualsiasi condizione, come vi ho detto l’altro giorno. Ora qui ci sono alcuni indiani, chiedete loro se possono lavarsi le mani in lavandini con l’acqua dentro (ossia non con acqua corrente, ndt). Chiedetelo a qualsiasi indiano. Non ci riescono proprio. Non possono usare soltanto la carta, non possono vivere con la sola carta. Non riescono proprio a vivere così, è impossibile. Non so pensare ad un solo indiano che possa farlo. Neppure nelle condizioni più povere, in Inghilterra, possono farlo. Magari vivono qui da venticinque anni, ma posso assicurarvi che non ci riescono proprio, non sanno vivere senza fare il bagno. Potete ripetere loro cento volte di fare il bagno solo una volta alla settimana, ma è impossibile. Figuriamoci due settimane: morirebbero. Anche se hanno un tumore ai polmoni faranno il bagno.

Ma voi avete visto quanto io mi sappia adattare, sebbene sia vissuta in India per tutta la vita. Posso vivere in qualsiasi condizione, posso vivere nei villaggi indiani, posso vivere in ogni circostanza. Anche l’altro giorno vi ho detto, e lo ripeto, di liberarvi innanzitutto di questa mala, di questa sporcizia del materialismo. Anche gli indiani diventano materialisti quando arrivano in Inghilterra. Per loro è importante il denaro e niente altro. Hanno tempo solo per il denaro. È la realtà: chiunque raggiunga questo Paese diventa posseduto dal denaro. Se dite che il denaro non è tutto, non capiscono, diventano matti; partecipano anche loro, da mattina a sera, a questa competizione sfrenata.

Ora dovete cambiare, dovete uscire da tutto questo. Dovete distinguervi e capire da voi che non siete più una di quelle persone folli che corrono dietro alla materia, per poi abbandonare qui ogni cosa, ogni inezia, e morire; e poi rinascere e comportarsi allo stesso modo. Dovete fuggire dalle comodità. Dovete imparare a superare le comodità. Dovete allenare il vostro corpo. Anche ad un po’ di rumore ogni tanto. Io parlo degli inglesi perché qui siamo in Inghilterra. Ma gli americani sono molto peggio. Il cinquanta per cento morirebbe nel sentire qualche rumore molto intenso. Semplicemente sentendolo. Sono così sensibili. Intendo dire che hanno reso i loro corpi, ogni loro cosa, talmente sensibili che sono veramente debolucci.

E riuscite ad immaginare? Leggi la seconda parte (del poema Jerusalem) ad alta voce, leggi la seconda parte. Dov’è ora la seconda parte? Gavin, leggila. Leggila ad alta voce e capirete voi stessi: come farò a realizzare tutto questo con questa gente deboluccia?

Gavin: “Portatemi il mio arco d’oro ardente. Portatemi le mie frecce del desiderio”.

Shri Mataji: Che cosa accadrà? Non avete risposte.

Gavin: “Portatemi la mia lancia, oh nubi, apritevi. Portatemi il mio carro di fuoco”.

Shri Mataji: Di fuoco? Voi neppure riuscite a sedervi su un carro! Davvero! Perché traballa, e voi dovete tenere stretta (l’arma, ndt) stando dritti in piedi.

Gavin: “Non desisterò dal combattimento della mente, e la mia spada non avrà riposo nella mia mano finché non avremo fondato Gerusalemme nella verde e amena terra d’Inghilterra”.

Shri Mataji: Io credo sia meglio dare una spada in mano a tutti. E vediamo quanti riescono ad impugnarla dritta.

Vedete, Sahaja Yoga non è semplice come lavare i piatti. È una cosa molto seria, e per certe cose siete molto bene equipaggiati; ma gli altri aspetti che sono carenti in voi, devono essere rinforzati. I vostri punti di forza sono i vostri punti di forza, quindi dimenticateli. I vostri punti deboli, attaccateli. Dal punto di vista mentale siete molto bene equipaggiati. Se devo discutere con voi ci rinuncerò. Non posso proprio, perché siete persone molto bene informate, avete letto tutti i libri del mondo, siete super istruiti. Siete troppo bravi. Ma, per quanto riguarda il vostro corpo, esso è schiavo della materia. In un certo senso anche la vostra mente è schiava della materia.

Pertanto, per capire che dobbiamo essere grandi guru… Per emanciparsi, un guru deve affrontare anzitutto una grande disciplina. Per l’emancipazione è necessaria un disciplina ferrea. E la disciplina ferrea della propria emancipazione, consiste, prima di tutto, nel liberarsi del concetto di comodità. Non potete sedervi su una sedia? Bene. Non potete sedervi su una certa sedia? Sedetevi su quella sedia ogni giorno finché la sedia non si rompa completamente. Non riuscite a sedervi per terra? Sedetevi per terra ogni giorno. Non sapete fare a meno di qualcosa? Cercate di farlo. In questo modo renderete sano il vostro corpo. Fate del vostro corpo il vostro schiavo, non diventate voi schiavi del corpo. Perché, se dovete diventare guru, il vostro corpo dovrebbe adattarsi a qualsiasi cosa vogliate fare. Altrimenti a che serve? Vi mettereste al volante di un’auto che non sapete guidare? Fareste male a voi stessi e fareste male anche agli altri. Ed è proprio questo ciò che fate (vivendo schiavi della materia).

Dovete rendervi conto che, per superare l’ostacolo della materia, dovete lavorare su voi stessi. Dopo aver dominato la materia, come minimo potete dormire dove vi pare. Cercate di dormire per terra per qualche tempo. Per abbronzarvi sapete farlo, e la gente non sa resistere a tutte queste assurdità, perché (gli imprenditori, ndt) vi mettono in testa queste idee. Vi hanno sfruttato. Vi hanno detto che si devono fare determinate cose, che certe cose sono necessarie, perché devono vendere le loro merci.

Provate a digiunare, qualche volta. Io ho proibito il digiuno agli indiani perché tutto quello che fanno è digiunare. Al minimo pretesto digiunano. Il fatto è che in India il cibo scarseggia, così loro digiunano. Che bisogno hanno di digiunare? Ma qui è necessario che la gente impari a digiunare e a non essere troppo attratta dal cibo. Anche l’attrazione per il cibo è segno che i vostri sensi vi stanno conducendo alla follia, non è vero? Pensateci. Ora separatevi dai vostri sensi e osservate in che modo vi portano alla pazzia. Dovremmo combattere prima di tutto il corpo, poi i sensi.

Il peggiore nemico che abbiamo è la nostra lingua. Essa agisce in due modi. Uno è il gusto, il sapore del cibo. Il secondo è il modo di parlare. O non parliamo, oppure quando parliamo feriamo la gente. Non sappiamo essere gentili. Non sappiamo essere compassionevoli. Non sappiamo comunicare con il cuore a nessuno. Controllate la vostra lingua. Prima di tutto controllate la lingua su questi due punti. Se volete mangiare un dolce, non mangiatelo per un anno. Questo è il solo modo per riuscire ad educare la lingua, dico davvero. E se dite sempre qualcosa di duro, nel senso che avete un modo di parlare offensivo, cercate di cambiarlo. Cercate di cambiare. Cercate di rendere dolce il vostro linguaggio. Rendetelo bello, piacevole.

Posso assicurarvi che non potete essere un guru, in Sahaja Yoga, se avete una lingua tagliente. Quei guru non esistono più. In passato avevamo guru che se ne stavano seduti con un grosso bastone in mano e, a chiunque si avvicinasse, per prima cosa davano venticinque belle bastonate. Se il malcapitato resisteva, gli dicevano: “Va bene, avvicinati”. E magari gli davano due ceffoni. Se riusciva a sopportare tutto questo – potevano arrivare a qualsiasi estremo per torturare i discepoli – lo immergevano capovolto in un pozzo e lo tiravano su e giù per undici volte. E solo se fosse sopravvissuto lo avrebbero aiutato.

Sottoponevano i discepoli a test fisici. I loro discepoli dovevano essere dei veri combattenti, molto sani, dotati di resistenza e vigore enormi, altrimenti non li accettavano. E dicevano: “Erya gabaliyatze karma no ahe” – “Non è un’impresa adatta a chiunque”. Pertanto selezionavano soltanto un discepolo. Lo facevano sedere sulle spine o sui chiodi. C’erano proprio dei sedili di chiodi. Li facevano sedere su sedili di quel genere. Non vi sto raccontando delle bugie, potete verificarlo. E li trattavano come se fossero una squadra di suicidi, proprio così. La loro determinazione doveva essere di questo tipo. A quel punto li accettavano come discepoli, ma non ancora come guru. E li picchiavano ben bene da mattina a sera.

Avete sentito parlare di Ravi Shankar, il grande suonatore di sitar. Ricordo che mio padre fu consigliere politico del re del luogo in cui viveva il suo guru, Allaudin Khan Sahib. E ricordo quel giorno in cui ci recammo lì. Io frequentavo il college, e anche lui era giovane, forse un po’ più giovane di me, non so che età avesse all’epoca. Ma studiava con questa persona, con questo suo guru. Mio padre, che era un grande conoscitore di musica ed era rispettato dal suo guru (di Ravi Shankar), chiese a Ravi Shankar: “Perché non suoni?”. Egli rispose: “La prego signore”, sbarrò gli occhi, lo implorò, era molto spaventato! Così suonò il suo guru. Sapete, suonava il mridangam (pakhavaj), una specie di doppia tabla, a percussione doppia. Era un grande genio. Dopodiché egli uscì per qualche motivo. Allora Ravi Shankar si avvicinò a mio padre dicendo: “Signore, non mi chieda mai di suonare davanti al mio guru. Vede?” – si sollevò i capelli e mostrò un grosso bernoccolo – “Vede, questo l’ho ricevuto ieri per aver suonato una nota sbagliata. Mi ha rotto il sitar sulla testa e invece del sitar ho questo bernoccolo. Questo è il prasad del mio guru. Quindi la prego, per amor del cielo”. Eppure (Ravi Shankar) rimase con lui (il suo guru, ndt). Ed oggi potete vederne i risultati: lui è Ravi Shankar.

Voi però avete un Guru che è una Madre. Io non vi picchio mai, non credo di aver mai picchiato nessuno di voi. Avete ricevuto la realizzazione. Mi sono presa cura di voi con tutta la mia compassione. Vi ho dato compassione. Non vi ho mai chiesto nulla e non mi sono neppure lagnata o lamentata di nulla. Sono stata molto, estremamente, infinitamente paziente con voi.

E voi dovete essere il mio prototipo. Voi siete guru di Sahaja Yoga, di questo Maha Yoga, non siete come quei guru che sanno plasmare un solo discepolo in ventunmila anni. La conoscenza della Kundalini che avete voi è molto superiore a quella di ciascuno di questi guru. I poteri che avete voi sono molto superiori a quelli di ciascuno di questi guru. E questo potere vi è stato accordato senza distinzioni.

Ora, soltanto coloro che emergeranno e cresceranno come veri alberi saranno chiamati guru. E per questo occorre capire in che modo svilupparsi correttamente come guru. Prima di tutto dovete abbandonare tutte le attitudini materialistiche nei confronti di Sahaja Yoga. Molti sahaja yogi hanno addirittura l’idea che esso debba essere usato per determinati propositi, che dovrebbe offrirci un’abitazione, che dovrebbe procurarci qualche luogo in cui vivere. Alcuni hanno l’idea assurda che debba anche procurarci gratuitamente il cibo. Che non dovrebbe interferire assolutamente con la nostra vita matrimoniale, e che possiamo pianificare la nostra vita matrimoniale come ci pare. Pensano di poter condurre una vita matrimoniale assolutamente molto egoista, egocentrica. Alcuni pensano anche di non dover spendere un centesimo per Sahaja Yoga, ma di trarne tutti i vantaggi. Queste persone non sperino mai di diventare guru. Potranno provare a mettersi in mostra, ma cadranno.

Dovete imparare l’umiltà. Prima di tutto dovete essere persone umili. Ma finché non avrete un cuore grande, non potrete mai essere umili. Dovete essere persone estremamente umili. Umiltà non significa inchinarsi ad una persona dominante, non significa mai questo. Significa piuttosto forza interiore. La persona debole non può mai essere umile. Non potrà mai sopportare il peso come fa la Madre Terra che, essendo tanto grande, sopporta il nostro peso così bene.

Dovete essere abbastanza forti interiormente da sopportare il peso dei vostri discepoli, di chi cerca di seguirvi. L’umiltà dovrebbe essere di questo tipo: “Io ero come loro, proprio come loro. Non ero nulla. Senza Sahaja Yoga che cosa ero io?”. Insomma, potreste anche essere governatore di qualche regione, bene, e con questo? Davanti agli occhi di Dio che cosa siete? Niente. Nessuno sa chi siete. Potete possedere auto, essere molto istruiti, qualsiasi cosa. Che importanza ha per Dio? Avete saputo che i santi non sono stati così istruiti. Cristo non frequentò mai nessuna università, no? Tutte le nostre idee di grandezza devono essere assolutamente azzerate. La grandezza consiste nell’umiltà e nella dolcezza.

Dite qualcosa che sia gradito agli altri, che sia piacevole per gli altri, con la giusta diplomazia e senso del discernimento. In nome dell’onestà, alcune persone sono proprio sadiche o inutili. Potete parlare gentilmente alle persone, dire qualcosa in modo che si sentano attratte da voi, che sentano che in voi c’è una totale umiltà, che le accettate come sono perché desiderate donare loro.

Ho visto che nelle persone si sviluppa anche ogni tipo di sottile arroganza. Non riesco a capire come faccia la gente a sviluppare questo tipo di arroganza. Se, per esempio, qualcuno sa come celebrare il puja, diventa molto arrogante. Se qualcuno conosce il sanscrito, diventa arrogante. Se, per ipotesi, qualcuno viene da me più spesso degli altri, diventa arrogante. Qualcuno dirige una sala e diventa arrogante. Oppure qualcuno programma qualcosa e diventa arrogante. Qualsiasi cosa facciate, la prima cosa che accade è che nel modo di parlare sviluppate un ego enorme. Diventate persone dalla lingua tagliente.

Tagliatevi la lingua molte volte. Punitela. Essa non ha motivo di essere così, perché non sarà utile allo scopo per il quale esiste. Il vani (linguaggio, ndt) di un guru è talmente grandioso che ogni parola dica è un mantra. Ogni frase che pronuncia spalanca un intero universo. Dovrebbe avere tanto potere e tanta bellezza da non chiudere il cuore di nessuno. (Invece) voi parlate a qualcuno, e quello dice: “Oh Dio, non guardare mai la sua faccia”. Sahaja Yoga dipende da voi più che da me. Dovete cambiare. Dovete trasformarvi ancora moltissimo. Semplicemente assumendo qualche sorta di ruolo o considerandovi importanti non progredirete affatto.

Se un piccolo cespuglio dice di essere un albero, diventerà forse un albero? Se si comporta come un albero, diventerà un albero? Esso “deve” diventare un albero. A quel punto non occorre comportarsi da albero, lo si è. Una donna cammina da donna, e un uomo cammina da uomo. Se vi comportate da donna diverrete forse una donna? Deve essere qualcosa di innato. Deve essere dentro di noi. Se siete un guru siete un guru, e tutti possono vederlo e dire: “Ah, quello è un guru”. Allora potete fare moltissime cose. Noi non siamo disposti ad abbandonare tutti quegli aspetti, ecco perché continuiamo a bloccarci nello stesso punto; ad avere blocchi sullo stesso punto. Almeno coloro che si trovano qui, dovrebbero decidere oggi di cambiare completamente. Diamo inizio alla trasformazione.

Incontriamo gli altri, li salutiamo, parliamo con loro. Dovremmo essere in grado di parlare. Ci sono alcuni che non sanno proprio parlare. Non parlano per niente, stanno sempre (zitti), nessuno ha mai sentito la loro voce. Se mi telefonano non riesco neppure a riconoscerli, perché non ho mai sentito la loro voce, prima. Dovete parlare. Apritevi. Che c’è da aver paura? Umiltà non significa paura, significa amore totale. Dovete parlare, aprirvi, essere interessanti.

Provate a fare qualcosa per gli altri. L’ho ripetuto più di una volta. Dovete diventare tutti guru. Io sono soltanto una Madre, e una Madre è il primo e l’ultimo guru di ciascuno. Per questo io sono il vostro Guru, e il Guru di tutti i guru. Ma voi dovete diventare il guru di voi stessi. E per questo dovete pensare che voi dovete impugnare le spade. Non solo brandirle voi, ma dovete insegnare agli altri ad impugnarle. Come dovrebbe essere il carattere di una persona che deve guidare gli altri? Se lui stesso non sa neppure brandire la spada, che cosa insegnerà agli altri? Rispondete a questa semplice domanda. Dovreste almeno avere una personalità in grado di impugnare la spada.

Pertanto, la prima cosa da capire è che occorre assoggettare completamente il proprio corpo e i sensi. Potete dare giustificazioni. So come la gente sappia giustificarsi: “Ho detto questo perché lui ha detto quest’altra cosa”. Non è così. Non vi rendete conto che vi state danneggiando da soli. Cercate di uscirne. Voi chiedete, ma adesso dovete affrontare la situazione, dovete dare. Il fatto di chiedere è ormai superato, finito. Avete tutto. Non vi rendete conto che ormai avete tutto dentro di voi. Ribaltate la posizione, e potrete dare agli altri. Ma se ancora desiderate ardentemente e vi preoccupate di cose assurde, nessuno vi rispetterà.

Vi suggerirei una sola cosa: adottate il distacco, sanyasa, assoluto sanyasa. Voi sapete che io sono un sanyasi. Sebbene viva in famiglia, non mi preoccupo delle cose. Sono un sanyasi, ma il giorno in cui annuncerò di avere adottato il sanyasa, la gente sarà molto più impressionata da me di quanto non sia oggi.

Se una persona è esageratamente attaccata alle cose, al denaro e via dicendo, non impressionerà gli altri in materia spirituale. Potete essere un bravo primo ministro d’Inghilterra, ma non avete posto in Sahaja Yoga se non avete distacco. Ciò non significa assolutamente diventare hippy, assolutamente no. Ma significa diventare distaccati. Per voi è importantissimo sviluppare specialmente il distacco.

Distaccatevi dalle cose che si ritiene siano di vostra proprietà. Posso assicurarvi che non potete portare nulla con voi. Potete forse? Sappiamo bene che non porteremo nulla. Ormai siete consapevoli che non porterete nulla. Non è che non ve ne rendiate conto. Allora perché siete attaccati? Dall’attaccamento deriva ogni tipo di comportamento disdicevole. Diventate sanyasi! Questo non significa indossare orrende vesti gialle o rosse o di vario tipo. Ma diventate sanyasi interiormente. Questo è il miglior modo per conquistare il vostro Void.

Il problema del Void nasce innanzitutto a causa dei falsi guru. Di sicuro, senza alcun dubbio. Se siete andati da un falso guru il Void sarà indubbiamente molto danneggiato. Se avete seguito un falso guru dovrete sempre ricordare che dovete seguire il vero Guru in tutto e per tutto. Con assoluta arrendevolezza, altrimenti non andrà mai a posto. E se vi mettete a dire: “Sì, lo so, Madre è a posto”, questo non funzionerà. Dovete fare di tutto per accettare il vero Guru se avete un problema di Void. E questo problema al Void è così profondo, così radicato che segnala, innanzitutto, Ekadasha Rudra. Ekadasha Rudra è molto pericoloso poiché può provocarvi tutte le stranezze derivanti dal lato destro e sinistro, persino il cancro, l’epilessia, qualsiasi malattia.

Pertanto, coloro che sono stati da altri guru devono fare di tutto per neutralizzarli a livello del Void. E per loro è necessario decidere realmente di diventare sanyasi. Nel senso di non attaccarsi troppo alle cose materiali. Perché da questi (falsi) guru vi sono derivate cose di ogni genere. Alcune persone possono avere acquisito cattive abitudini come dire bugie. Sapete, ho notato anche che la gente che frequenta questi guru può assorbire qualche orribile intrigo, una natura intrigante. Può assorbire di tutto.

Ho visto che le persone che sono state da (falsi) guru, sono possedute da orribili spiriti, e anche quando arrivano in Sahaja Yoga intrigano con i sahaja yogi. Lo fanno! Sapete, Dio solo sa se siano loro o i loro bhut a tessere intrighi, ma continuano a complottare ai danni di Sahaja Yoga. Parlano male di Sahaja Yoga alla gente. Lo fanno senza accorgersene. E il loro Void si danneggia sempre più.

Quindi, per chiunque abbia seguito queste cose, qualsiasi pratica di questo genere o persino auto-meditazione (tecnica di meditazione trascendentale, ndt) o qualcosa del genere, deve dedicarsi e fare in modo di arrendersi realmente, totalmente, al vero Guru. Completamente, al cento per cento. Obbedienza assoluta. Senza neppure giudicare o fare domande. Questo sarà di grande aiuto per il Void. Ma posso assicurarvi che la spiritualità è qualcosa di talmente grande che, se accettate questo tipo di obbedienza, vi colmerà di poteri straordinari. L’obbedienza è la chiave per divenire il guru migliore. Se non sapete rispettare, nessuno vi rispetterà. Se non siete mai stati agli ordini di qualcuno, non potrete dare ordini a nessuno.

La resa è il sistema migliore, specialmente per le persone con problemi di Void. Per prima cosa dovete arrendervi completamente, ciecamente, direi. Tuffatevici dentro. Non ragionateci. Resa assoluta. Una volta fatto questo, vi sorprenderà vedere che sarete talmente benedetti con i poteri di un guru, che ascenderete e farete tutto ciò che è stato profetizzato da William Blake. Perché è come una goccia che si unisce all’oceano e diviene l’oceano. E voi sapete che l’oceano, è non la goccia, è il Guru. È l’oceano, e l’oceano contiene tutto. Così dobbiamo apprendere dall’oceano ad essere l’oceano, diventando voi stessi l’oceano.

Vi ho spiegato in molti modi quanto sia importante avere molti guru di Sahaja Yoga. Ma se Sahaja fallisce, fallisce sempre a causa dei sahaja yogi, non a causa mia. Vengo a sapere: “Madre, siamo andati laggiù, c’erano due sahaja yogi che sono stati molto sgarbati con noi, così vorremmo parlare con Lei e non con loro”. È una cosa molto comune. Oppure c’è una lite tra due sahaja yogi o un malinteso o problemi di ogni genere tra sahaja yogi. Voi siete il riflesso di Sahaja Yoga. Siete voi gli specchi, non io. Siete voi a dover riflettere Sahaja Yoga. Così prima di tutto, dovete diventare buoni riflettori, bravi guru.

Guardate questi guru che sono in giro. Hanno milioni e milioni di discepoli, ma sono imbroglioni di prima categoria. Non hanno altra qualifica come guru. Non hanno alcuna idea della Kundalini. Non sanno alzare la Kundalini. Non sono neppure persone sante, per non parlare del resto. Non sono degni neppure di entrare in un tempio di Dio, figuriamoci nel Suo Regno. Arrivano dall’inferno, hanno ipnotizzato la gente ed è così che hanno ottenuto i loro discepoli.

Voi potete anche (alzare la Kundalini), proprio in virtù della vostra qualità e delle vostre capacità di sahaja yogi, che sono straordinarie. Neppure i grandi guru in India sanno alzare la Kundalini come voi. Non possono credere di poterla percepire sulle dita. Voi avete ottenuto i poteri di Shri Ganesha. Guardate l’arrendevolezza di Shri Ganesha. Guardate la sua resa. È completamente arreso a sua Madre. Chi è più saggio di lui? E, nella sua saggezza, ha scelto di arrendersi totalmente a sua Madre. Per lui, sua Madre è il Guru, lei è Brahma, Vishnu, Mahesha, tutto, sua Madre è anche Sadashiva, non esiste nient’altro.

Ed il suo (di Shri Ganesha) potere di alzare la Kundalini è in voi. Lo avete. Voi siete creati secondo il suo potere. Egli è santità, buon auspicio, innocenza. Un guru deve essere innocente, deve essere una persona innocente. La sua innocenza può essere astuta. L’innocenza dovrebbe essere astuta, ma egli non dovrebbe essere astuto. L’innocenza è il potere che elabora l’astuzia. È il potere di Krishna. Agisce, funziona. All’improvviso ve la trovate davanti. Qualsiasi cosa proviate, essa sarà lì. E lui (il guru, ndt) fa assegnamento sui propri poteri e non sui propri metodi personali di gestire le cose.

Ma quanti di voi mettono in pratica questo, religiosamente, la mattina, la sera, in ogni momento della vita? Quanti di voi pensano di trovarsi sul sentiero per diventare guru completi di Sahaja Yoga e niente altro? Non siete altro che questo. Quanti di voi decidono così, in ogni momento?

È molto facile dire: “Oh, beh, non ci credo”. Allora che cosa avete intenzione di fare? Che cosa siete senza Sahaja Yoga? Pensateci. Potete dire: “Non voglio farlo”. Ma dovrete farlo. Ormai ci siete. È meglio che lo facciate. E dovete fare in fretta. Per amor del cielo, è meglio che vi affrettiate. Raggiungete (quel livello)! Avete tutti i poteri, credetemi, avete tutti i poteri. Credetemi, siete migliori di tutti questi guru messi insieme.

Però siate umili, non vantatevi. E neppure diventate noiosamente zitti. Insomma, alcuni sono proprio dei noiosi taciturni. Non possono essere guru, questo posso proprio dirvelo. Questa è un’altra caratteristica. Sono persone assolutamente noiose. Nessuno vuole stare con loro. Intendo dire che per essere un guru si deve avere gente intorno, non si può fare il guru a se stessi (risate).

Se tutti dicono: “Oh, è una persona talmente noiosa!”, non ci sarà nessuno. Dovete essere interessanti. Dovete destare interesse. Dovete essere dinamici. Dovreste conoscere alcune storie qua e là. Dovete farli ridere. Dovrebbero gioire della vostra presenza. Questa è la caratteristica di un guru in Sahaja Yoga. A certi guru noiosi si uniranno soltanto una o due persone altrettanto o più noiose. Ma guru del genere non ci saranno di aiuto in Sahaja Yoga. No. Dovete essere gioiosi, allegri, disponibili, comprensivi, interessati. Dovete interessarvi agli altri. Dovete comportarvi in modo tale che sentano che voi rappresentate per loro la sicurezza. Ma ciò non significa assillare le persone. Vedete, qualsiasi cosa si dica – qualsiasi cosa io dica – assume una connotazione fanatica, non so come ciò accada.

Se, per esempio, vi dico che dovreste interessarvi agli altri, qui scopro che si mettono a dire: “Bene, mi interesso”, e così iniziano a lavorare su una persona. E poi vengono da me a lamentarsi: “Madre, il mio lato sinistro è distrutto”. “Perché?” “Ho lavorato quella persona”. Perché? Che bisogno c’era? Non dovevate farlo. Non è compito vostro. Lasciate che lavorino anche loro. Dovete sapere anche come insegnare loro a lavorare. Diversamente, questi pigroni vi useranno continuamente. Lasciate anche che lo facciano loro, insegnate loro a lavorare, ad innalzarsi. Perché non possono farlo? Possono farlo da soli. Ma allora non dite: “Ora arrangiati”. Non così. Allora può avere inizio un altro eccesso. Dovreste dire: “Vedi, hai un problema di lato sinistro e non credo che dovresti farlo risolvere a me. Ritengo tu possa farlo da solo, vediamo un po’. Anche io ho avuto lo stesso problema, risolviamolo. Faresti meglio a rivolgere la mano sinistra verso la fotografia e la mano destra verso il basso. Fai così e così. Fai shoebeat per te stesso. Il lato sinistro è un aspetto dell’Adi Shakti. Puoi chiedere i poteri di Mahakali, può essere risolto”. Dategli tutta la conoscenza e ditegli: “Ora prova, prova tu stesso”. Perché anche se siete troppo condiscendenti, ne arrestate lo sviluppo, sapete.

Dovete essere alberi che trasformano altri in alberi, senza schiacciarli. Vedete, sotto tali alberi non può neppure crescere l’erba, figuriamoci gli alberi. Neppure l’erba può crescere in presenza di alberi di questo tipo. In realtà voi dovreste essere alberi di splendore, di sole, raggi di sole. Da voi dovrebbero emanare i raggi del sole e loro dovrebbero crescere. Non dovreste ostacolare ogni progresso dei vostri discepoli. Che guru potrebbe mai essere quello i cui discepoli sono tutti bambini ai primi passi o che si succhiano ancora il pollice? Dovreste essere guru di un calibro tale da far crescere anche gli altri.

Ho speranze che i miei discepoli crescano più di me. Nutro speranze in tal senso, vedremo. Il mio desiderio, ciò che voglio, è che i miei discepoli crescano. Insomma, questo sarà il mio orgoglio. Come Ganesha, che è cresciuto più di sua Madre che lo ha creato. È questo il mio desiderio. E ciò che voglio è che vi rendiate conto che siete la speranza del mondo.

Altrimenti non sareste dovuti nascere in Inghilterra. Se siete nati qui, avete una responsabilità maggiore di non essere inglesi e di essere universali; perché voi siete nati nel cuore dell’universo. Non potete avere una mentalità ristretta. Non potete essere dei codardi. Voi, o siete spaventati o siete aggressivi, è una situazione impossibile. Dovete essere così forti che niente possa incutervi timore, e una tale personalità è la più benevola. Non ha paura di nessuno: perché dovrebbe ferire qualcuno?

Oggi mi auguro che non vi limitiate ad ascoltare il mio discorso, ma che lo mettiate nel vostro cuore e vi rendiate conto che dovete diventare guru di questo universo, davvero maestosi e colmi di dignità. Mi piacerebbe chiedere a William Blake che cosa sta facendo, quando ha intenzione di rinascere su questa terra. Quando nasceranno persone del suo calibro in questo Paese? Oppure stanno ancora scappando tutti da qui verso qualche altro luogo dove nascere?

Il sistema matrimoniale in Inghilterra è spaventoso. Non potete adottare i metodi della gente di qui. Volete che vi nascano persone di grande qualità, ma ogni momento affrontate cause di divorzio. Come possono nascere in questo Paese? Dovete eliminare tutte le squallide istituzioni di questo Paese. Si dovrebbe adottare quello che c’è di buono in questo Paese, qualunque cosa buona, e trasformare questa nazione in qualcosa di meraviglioso. Intendo dire che se amate veramente questo Paese, lo trasformerete in un luogo piacevole, no? Dovete cercare di distruggere tutto ciò che ritarda il progresso, il progresso spirituale di questo Paese, se siete inglesi autentici. Il termine è “autentico”. Non dovreste essere fieri di tutte le debolezze che si sono insinuate in tutte queste colline e valli. Ogni pensiero profano, ogni malaugurato comportamento devono essere tutti scartati. Noi non siamo questo.


[1] Inno basato sulla poesia Jerusalem (1804) di William Blake, musicata successivamente da terzi. Questo il testo della poesia di Blake: And did those feet in ancient time / Walk upon Englands mountains green? / And was the holy Lamb of God / On Englands pleasant pastures seen? / And did the Countenance Divine / Shine forth upon our clouded hills? /And was Jerusalem builded here, Among these dark Satanic Mills? / Bring me my Bow of burning gold / Bring me my Arrows of desire / Bring me my Spear: O clouds unfold / Bring me my Chariot of fire! / I will not cease from Mental Fight / Nor shall my Sword sleep in my hand: / Till we have built Jerusalem / In Englands green & pleasant Land.

Traduzione: E quei piedi, nei tempi antichi / Camminarono sulle verdi montagne d’Inghilterra? / Ed il sacro agnello di Dio / fu visto negli ameni pascoli d’Inghilterra? / E il Volto Divino / Splendette sulle nostre colline annuvolate? / E fu Gerusalemme fondata qui, fra questi oscuri mulini satanici? / Portatemi il mio arco d’oro ardente / Portatemi le mie frecce del desiderio / Portatemi la mia lancia: oh nubi, apritevi: / Portatemi il mio carro di fuoco! / Non desisterò dal combattimento della mente / E la mia spada non avrà riposo nella mia mano / finché non avremo fondato Gerusalemme / nella verde e amena terra d’Inghilterra.

Una sahaja yogini inglese ha raccontato che Shri Mataji ne ha descritto il significato: ‘Quei piedi’ si riferisce ai sacri piedi di Gesù, ed anche l’espressione ‘sacro agnello di Dio’ è riferita a Gesù, poiché Shri Mataji ha detto che Gesù si recò in Inghilterra e la percorse interamente a piedi.