Seminario di Mill Farm, Aprite il cuore

(Inghilterra)




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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

“Aprite il cuore”

Seminario di Mill Farm

 Sherborne, Dorset, (G.B.), 2 Agosto 1981


[A qualcuno: “Salve Annie, come stai? Sì”.]

In che bel posto siamo! È una vera benedizione di Sahaja Yoga per farvi rilassare tutti, rilassarvi bene. Infatti, solo quando siete rilassati vi rendete conto che ormai siamo anime realizzate, siamo entrati nel Regno dei Cieli, possiamo vedere la bellezza che Dio ha creato attorno a noi, siamo diventati sensibili alla Sua grazia, alla Sua gentilezza ed al Suo amore.

Sono molto contenta che abbiate organizzato questo seminario. Ho sempre voluto che organizzaste seminari, che vi incontraste tutti, viveste insieme e vi comprendeste a vicenda.

I seminari indubbiamente risolvono molte cose a livello materiale; ma, a livello più sottile, i seminari dei sahaja yogi hanno un grandissimo significato. Vuol dire che un forte nucleo si sta consolidando in vari luoghi di un Paese.

E queste roccaforti o, diciamo, questi forti nuclei che si creano in questo modo, possono formare un meccanismo attraverso il quale raggi di forti vibrazioni possono fluire o essere irradiati ovunque.

È un grandissimo compito costruire questi meccanismi, questi meccanismi divini in diverse aree del vostro Paese.

[Una bambina fa rumore e Shri Mataji dice di portarla fuori per un po’].

Madre Terra, ad esempio, ha svolto il suo lavoro. Ovunque le sia stato possibile, ha creato Deità viventi (swayambhu, ndt) per mostrare che Dio esiste. E voi ora potete sperimentare le loro vibrazioni e verificare da soli come lei abbia lavorato intensamente. Ha creato tutto questo splendido universo, ha creato anche voi, ha creato la Kundalini dentro di voi. Ella, si può dire, rappresenta la bellezza della natura.

In sua compagnia, quando siete immersi nei suoi generosi doni e vi incontrate tutti insieme, vi rendete conto da soli di come lei (Madre Terra, ndt) vi benedica tutti esattamente allo stesso modo.

Per lei non c’è differenza tra voi e un’altra persona. Ma coloro che sono sensibili, le persone più sottili, gioiscono di lei molto più di quanto si faccia.

Ora, ho visto che in ogni Paese i problemi hanno uno stile particolare. Ed anche in questo Paese abbiamo un tipo di problemi che si presenta e che sta gradualmente cambiando forma.

All’inizio trovavo gente che era esageratamente aggressiva, scettica e talvolta poteva essere anche scortese. Va bene, non fa differenza per me.

Adesso, gradualmente, la gente ha iniziato a cambiare. Si sta rendendo conto di quello che ha ottenuto, del ruolo che riveste, di quanto importante sia essere un inglese – e quando dico inglese intendo tutti gli inglesi, senza distinzioni tra gallesi o altri – e di come debbano diventare parte integrante del Cuore dell’universo.

Mi domandavo quanti di voi davvero comprendano l’importanza di essere inglesi. Vuol dire che qualunque cosa accada in questo Paese si diffonde.

Per esempio, se questo matrimonio reale[1] avesse avuto luogo in qualsiasi altra famiglia reale, non avrebbe avuto altrettanta diffusione. Tutto si diffonde da questo Paese.

Può essere che voi non abbiate grande stima di voi stessi, che magari pensiate: “Che c’è di così grande? Dopotutto l’Inghilterra è come ogni altro Paese”. Ma, vedete: perché la gente accetta così tante cose da voi?

Persino la monarchia. Insomma, la maggior parte dei Paesi ha abolito la monarchia, mentre in questo Paese esiste e gode di una posizione rispettabile; ed il simbolo della monarchia qui persiste ancora con grande orgoglio.

E poi, questo stesso matrimonio. I matrimoni delle famiglie reali sono sempre detestati e contestati e non interessano a nessuno. Che qui abbia avuto luogo un evento di così buon auspicio e che tutti l’abbiano visto, che in così tanti Paesi lo abbiano visto, apprezzato e per di più ne abbiano gioito, è qualcosa di sorprendente.

Trascende completamente la razionalità, tutta la comprensione di… anche la logica, ci si può chiedere quale logica ci sia dietro. Ma se si gioisce, si gioisce e basta, non si vuole pensare al perché si gioisce.

Si deve dunque comprendere che siete parte integrante del Cuore dell’universo. Una cosa è essenziale: dovete essere persone molto flessibili, si può dire che dobbiate avere la flessibilità delle cellule del cuore.

Ora, il cuore deve pompare, deve essere forte. E, sorprendentemente, il leone è il vostro emblema; quindi dovete avere un cuore di leone. E “cuor di leone” significa che lui non ha paura. È il re e sa di essere re, vive come un re, come un leone. E in astrologia, diciamo, il Leone è una persona estremamente generosa, coraggiosa, che non teme nessuno.

Non dovrebbe esserci nessuna paura. Ma la lingua inglese, qualunque (autore, persona) si legga o chiunque si ascolti, ogni tre frasi salterà fuori con espressioni tipo: “Temo… Temo di dire… Temo sia così…”.

Questa parola deve essere eliminata dal vocabolario dei sahaja yogi. Cosa c’è da temere?

Qualcuno sostiene che si dice così perché non si vuole ferire gli altri. Ci sono tanti altri modi di esprimersi senza ferire gli altri. Ma che cosa c’è da temere?

Una persona debole non può amare. Solo chi è forte può amare. Se parlate di amore, prima di tutto guardate se siete abbastanza forti per amare oppure no. Amare non è una cosa facile: anche l’amore fisico, anche amare la persona amata, nel senso comune, non è una cosa facile. Si deve avere una concezione morale molto forte. Altrimenti ogni tre minuti si cambia oggetto dell’amore (Shri Mataji ride, ndt).

Questo tipo di amore non ha nessun significato.

Occorre avere una concezione molto solida, idee non solo nel cervello ma interiormente consolidate. Sono pochissime le persone che possono veramente avere un amore come aveva Romeo, vi assicuro.

È facile pensare di essere un Romeo, è diverso. Potete pensare di essere il re d’Inghilterra, va bene, ma non per questo lo si diventa. Ed anche per essere Romeo si deve avere un carattere fortissimo, uno straordinario senso di sacrificio e amore e comprensione di ciò che volete.

(Invece) si vuole amare, questo è tutto, niente di più o di meno.

Voglio dire che quando ci si innamora, ci si innamora per sempre, per l’eternità. Se ci si innamora molte volte, non può essere amore.

Pertanto, anche questa esperienza per la maggior parte delle persone è una specie di frutto proibito.

E amare Dio è ancora più difficile, senza vederlo, senza conoscerlo, senza conoscere i Suoi doni, senza ricevere la realizzazione: è molto difficile. Oggi però non è così.

Tuttavia non dovete avere paura nella vostra mente. Abbiate fiducia. Abbiate fiducia in voi stessi e negli altri. Prima di tutto cercate di avere fiducia in voi stessi. Se avete commesso degli errori dovete dirvi: “Sì, ho fatto degli errori, è vero. E con questo?”.

Abbiate fiducia anche di potervi correggere. Aver fiducia non significa farsi dominare ciecamente dall’ego. Non vuol dire questo. Aver fiducia significa: “Sì, posso correggermi, posso migliorare, posso far meglio”.

Alcuni pensano che, se si ha fiducia in se stessi, non si dovrebbe mai ammettere di aver sbagliato, non si dovrebbe mai dire: “Questo è sbagliato e posso correggerlo”. Questa è un’idea errata. Dovete avere fiducia in voi stessi dicendo: “Sì, ho commesso degli errori, ho sbagliato, ho vacillato, ma posso correggermi. Ho questa forza in me. Posso elevarmi al di sopra di tutte queste cose. Ho in me quella cosa che posso usare a mio vantaggio”.

Abbiate fiducia in voi stessi. Credete nel fatto di essere anime realizzate, confidate nel fatto che Dio vi ama, che Egli vi ha scelto per essere il Suo strumento. Amate voi stessi.

Voi siete unici, non c’è alcun dubbio. Di fatto, gli esseri umani, ogni individuo è una personalità unica. Ma dopo la realizzazione voi siete decisamente unici. Ciò non significa in nessun caso insuperbirsi.

Occorre usare discernimento nel comprendere: non significa inorgoglirsi. Se non sapete correggere voi stessi, non siete i vostri maestri. Sì, non siete perfetti; siete unici ma non siete perfetti. Dovete perfezionarvi.

Queste parole possono generare grande confusione: quando dico che siete unici, immediatamente pensate di essere perfetti. Sono due parole: ‘unico’ e ‘perfetto’.

Si può essere unici ma avere delle imperfezioni. Dunque, dovete perfezionarvi e avere fiducia in voi stessi, nel fatto che potete perfezionarvi attraverso il risveglio della vostra Kundalini, purificando i vostri chakra. Comprendendo voi stessi, potete perfezionarvi.

Dovete perfezionarvi. Io ho molti metodi per dirvi le cose: direttamente, a volte in maniera indiretta, attraverso gli amici; in qualche modo vi faccio notare il problema in voi.

Dovreste pensare che io sono dentro di voi.

Io rappresento in voi quella parte che è il discernimento. Quando non capite il vostro discernimento, cerco io di indicarvi la direzione in un modo o in un altro. Ma la gente si sente ferita, offesa; oppure, qualcuno lo accetta.

Se siete dei ricercatori e state ascendendo, siete sicuramente unici, siete benedetti in un modo particolare. E dovete dedicare a voi stessi una speciale attenzione.

Non potete permettervi di giocare con voi stessi. Dovete dunque discriminare tra l’ego – o, come si dice, gli atteggiamenti pieni di ego – e l’ascesa.

Un atteggiamento pieno di ego vi riporterà indietro col peggiore dolore; sarà qualcosa di simile a lanciarvi in aria e ricadere giù con un tonfo, rompendovi il collo o qualcosa del genere. Ecco che cos’è un comportamento pieno di ego.

Ma l’ascesa si ha quando effettivamente ascendete; e non solo ascendete voi ma, con voi, fate ascendere anche gli altri. Nella vostra ascesa sviluppate poteri straordinari. Più in alto vi elevate, meglio è. Ma non è pensando di essere perfetti che potete ascendere: non è mai così.

C’è una storia di un insegnante e del suo allievo. L’insegnante era molto gentile con l’allievo e questi andava a mostrargli le sue creazioni. Era molto gentile con lui.

E ogni volta (l’allievo gli) diceva: “Questo l’ho fatto bene, quest’altra è la cosa che non sono stato capace di fare. Vorrebbe per favore dirmi come correggerla?”.

E il maestro diceva: “Sì, bene, faresti bene a correggere questa parte, poi fare così…”.

E un giorno lo studente arrivò e disse: “Ora è perfetto”. E il maestro: “Ora non sei più uno studente, non più. Non devi più venire da me”.

C’era (poi) un altro studente che veniva ogni giorno per correggersi, il quale disse all’insegnante: “Oggi penso di poter insegnare ad altri, ma non sono ancora perfetto”. Ed (il maestro): “Bene, vai ad insegnare”.

Il terzo che arrivò era uno studente il quale era sempre teso a vedere quali fossero i propri errori e come dovesse correggerli. E lavorava con grande alacrità, con grande assiduità e intensità. Un giorno andò dal maestro e gli disse: “Signore, ormai non la disturberò più”.

E lui: “È vero. Adesso prendi tu il mio posto”.

Questo è ciò che occorre capire. Ascendendo diventerete più umili. Ma la gente capisce tutto l’opposto. Sapete, quando ascende pensa di aver acquisito qualche potere speciale.

Non so, all’improvviso scattano le auto-certificazioni, sapete: “La mia spiritualità è molto sviluppata, sono ad un livello molto elevato…”, e via dicendo. Iniziano le auto-certificazioni e si può arrivare ad un punto in cui, all’improvviso, ci si ritrova di nuovo sulla terra. Queste cose non funzionano così.

In realtà, in chi ascende si evidenziano certe qualità.

La prima è il (senso di) collettività, quanto siete collettivi, con quante persone riuscite ad andare d’accordo, di quante cose sapete ridere. Questa è una delle maggiori qualità.

La seconda è fino a che punto accettate la dominazione di qualcuno che mina la vostra collettività.

Dovete avere la vostra personalità indipendente da chiunque. Se permettete ad altri di dominare la vostra personalità… Supponiamo ad esempio che ci sia un dirigente e voi siate un dipendente, e che il capo non sia un’anima realizzata mentre voi lo siete. Oppure magari che siate entrambi anime realizzate – mettiamola così – e uno dei due stia ascendendo. Allora quest’ultimo diventerà più umile, migliore, ci saranno rapporti corretti. Ma fino ad un certo punto.

(Quest’ultimo) non scenderà mai a compromessi con il suo capo quando è in gioco la sua ascesa, la sua collettività, il fatto di dare, di fare qualcosa per gli altri.

Su quel punto non accetterà mai nessuna dominazione; infatti il secondo punto è quanto vi sentite responsabili di voi stessi. Quanto siete responsabili di essere lì, di essere una cellula del cuore. Ogni cellula che smette di funzionare, indebolisce il cuore.

Ogni cellula del cuore deve essere estremamente sensibile e molto obbediente al Sé, allo Spirito. Deve attivarsi, lavorare di più quando ce ne sia bisogno, quando ci sia un’emergenza; ed è ciò di cui gioisce al massimo.

E – adesso veniamo al terzo punto – non dovrebbe essere ammessa nessuna impurità. Come vi ho detto, per prima cosa viene la collettività, seconda la responsabilità e, terza cosa, la purezza.

Purezza del vostro cuore, prima di tutto, del vostro cuore. La sincerità, (senza nessuna) astuzia. Mentre ve lo dico vi accorgerete che tutti gli inglesi oggi, non nei tempi antichi ma oggi, credono il contrario.

Un cuore pulito, trasparente, aperto. Abbiate fiducia negli altri. Parlate a tutti con cuore aperto. Abbiate fiducia negli altri. Perché dubitate? Se non dubitate di voi stessi non dubiterete degli altri.

Che cosa vi porteranno via?

Che cosa possedete?

Nessuno può portarvi via il naso, gli occhi o altro. È tutto assolutamente intatto, tutto ben attaccato, perciò nulla sparirà. Come si potrà danneggiare una persona che sia un’anima realizzata? Se il vostro cuore è puro, potete vedere l’altro con chiarezza, completamente.

L’innocenza è una cosa così potente, una cosa così potente che un semplice sguardo è sufficiente ad uccidere un demone.

La purezza del cuore. Di fatto, quando il cuore diventa impuro, l’impurità defluisce in basso verso altri punti. Non è il contrario, parte dal cuore.

Molti credono che sia il corpo a diventare impuro. Io penso che sia il cuore in realtà a diventare impuro, e poi l’impurità comincia a diffondersi in basso nel corpo e resta lì, lì si deposita.

Dunque abbiate un cuore puro e aperto come quello di un bambino. Un cuore aperto.

Che motivo c’è di temere qualcuno? Che motivo c’è di non fidarsi di nessuno? Che motivo c’è di essere in collera con qualcuno? Parlate a chiunque, stringete la mano a chiunque, siate gentili con chiunque. Se sulla vostra strada incontrate qualcuno in difficoltà, dategli una mano. Se qualcuno non può sedersi o ha qualche problema, cercate di rimuovere il problema.

Se qualcuno non può stare in piedi, cedetegli il posto. Cercate di dare con cuore puro. Se il vostro cuore non è puro non potrà mai dare. Ora, come purificare il cuore è l’argomento di cui Felicity (una sahaja yogini, ndt) voleva che io parlassi. Come purificare il cuore.

Non esiste nessuna scopa a disposizione per questo al supermercato. Non esiste nessun detersivo “Fairy” (marca di detersivi, ndt) o altro per lavarlo.

Però un modo esiste. Permettete al vostro cuore di immergersi nell’Amore di vostra Madre. Permetteteglielo. Guardate quanto Lei vi ama. Io ho fiducia in voi. La gente a volte ride di me. Alcuni di quei santi considerati grandissimi, non riescono a capire come io faccia ad avere fiducia in voi. Dicono: “Oh, sono tutti casi persi, sono persone orribili. Come può avere fiducia in loro? Non sono sannyasi (asceti), non sono sadhu (saggi, asceti), non sono nulla. Sono persone comuni”.

Per loro il vostro valore è nullo. Se andate da loro, vi faranno stare per tre mesi a testa in giù. Potrebbero appendervi per tre anni sopra un pozzo. Non so che cosa faranno per mettervi alla prova.

Ma io ho creduto in voi dal giorno in cui vi ho visto. Il giorno in cui siete venuti da me, ho creduto in voi, ed ho lavorato su di voi dal primissimo giorno, sapendo ciò che siete; ma ho fiducia nel vostro Spirito, che risplenderà. Allo stesso modo, abbiate fiducia anche voi.

Noi ridiamo degli altri, ho visto sahaja yogi deridere gli altri, prenderli in giro quando vengono da me.

Abbiate fiducia in loro. Quando avrete fiducia in loro, li rispetterete anche. Dovete dunque credere in voi stessi e gioire di come vi abbandonate dolcemente alla corrente dell’amore di vostra Madre. Gioitene proprio. Come un fiore che cada nella corrente e si lasci trascinare godendo di tutte le bellezze di quella corrente.

Voi dovreste gioire allo stesso modo. Quando questa gioia subentrerà in voi, comincerete ad avere fiducia.

E abbiate fiducia in vostra Madre.

Io cerco in molti modi di correggervi, ma abbiate fiducia in una cosa: che qualsiasi cosa io tenti o faccia per voi, qualsiasi cosa possa fare per voi, è solo per purificarvi.

Questo è il mio lavoro.

Magari qualche volta potreste avere la sensazione che io stia parlando pubblicamente per voi, e magari la vostra immagine ne venga distrutta, o qualsiasi cosa pensiate. Ma non è così: è per il vostro hita, è per il bene del vostro Spirito. E questo è il lavoro più difficile.

Con tutto questo, abbiate fiducia nel vostro cuore. Confidate per prima cosa in voi stessi, fidatevi degli altri, degli altri sahaja yogi.

“Ama il prossimo tuo come te stesso”. Chi è il vostro prossimo? È un sahaja yogi. Sostenetelo. E abbiate fiducia in vostra Madre. Come io ho creduto in voi, voi dovete credere in me e tutto andrà bene. Aprite il cuore a questa fiducia.

Non dovreste preoccuparvi se qualcosa sia corretto per il protocollo o no, se sia veramente rispettabile o no, poiché il cuore sa.

Qualunque cosa farà il vostro cuore in modo genuino sarà rispettabile, perché lì risiede il vostro Spirito che si manifesta. Se ne occuperà Lui. Qualunque cosa tentiate con metodi esteriori non funzionerà. Sarà questa fiducia nel vostro cuore amorevole a funzionare.

(Il resto) non ha importanza. Vedete, oggi lei ha portato dei fiori. Lei pensava che alcuni fossero erba spontanea. Era andata alla stazione a raccogliere qualche fiore, ed il capostazione e sua moglie sono stati molto dolci e hanno detto: “Oh, faccia pure, sono solo erbacce, può prenderle”.

E sono così fragranti! Tra i fiori più profumati che io abbia mai visto. Sono solo erbe spontanee, non hanno niente a che vedere con nessun fiore “formale”, ma sono pochi fiorellini uniti ad altri fiori; ed erano straordinariamente fragranti.

L’amore dà tutta la raffinatezza, la fragranza e il pregio necessari. Non il parlare di amore, ma amare veramente è il modo (giusto, migliore, ndt), quello che dà la massima gioia.

Oggi, prima di iniziare il puja, volevo [A lato, a qualcuno: “Puoi chiudere la porta?”] parlarvi per una decina di minuti di qualcosa di bello che riguarda la Grecia. Sono accadute cose molto interessanti. Quando sono andata in Grecia –  sapevo di dover andare in Grecia – mi hanno detto che all’inizio credevano in una Madre, in una Madre primordiale. Ma poi ci fu l’invasione di qualche popolazione indoariana.

E hanno detto: “Sì, esiste una Madre ma ha molteplici aspetti e questi aspetti si esprimono come diverse deità”.

Poi hanno parlato di tutte le deità che conoscete.

Però, in seguito, li rappresentarono come dèi completamente simili agli uomini, rovinando tutto. Però ci sono ancora certe cose, è stato davvero incredibile.

Ad esempio Atena è il nome della Dea, della Madre primordiale. Ma, Atena… Atha, atha in sanscrito significa primordiale. E da lì hanno tratto la parola Atena. E chiamarono l’acqua niro, niro. E in sanscrito è nira.

A casa mi chiamano Nira, ossia nata dalle acque.

È davvero sorprendente quante parole (in comune) ci siano. Inoltre ho parlato loro dei centri (chakra, ndt). Loro hanno detto che si dice kendro, e in sanscrito è kendra.

Ma il meglio è stato quando sono andata a Delfi. Ci siamo sorpresi di una cosa che hanno detto: “Questo è l’ombelico dell’universo”.

Io ho risposto: “L’Europa è il fegato, e la Grecia è l’ombelico”. Hanno mostrato un punto che corrisponde all’ombelico ed emetteva vibrazioni.

Non solo, ma hanno mostrato la cosa più notevole, una collinetta[2] che è la reale espressione dell’ombelico; è una collinetta che è proprio scaturita dalla Madre Terra, ed è quello.

E secondo loro si tratta proprio di Atena, questa (collinetta, ndt) che è scaturita dalla Madre Terra. Ho sentito che le vibrazioni erano fortissime.

E da lì accanto provenivano molte vibrazioni, così mi sono voltata e cosa ho scoperto? Un Ganesha, proprio un Ganesha lì seduto con una splendida proboscide, il viso, le orecchie, gli occhi e lo stomaco![3]

Riuscite a crederci? Era seduto accanto a Lei e da lì provenivano forti vibrazioni. Insomma, non avevo una macchina fotografica né altro, diversamente avrei scattato una fotografia; ma se adesso andate potete vederlo.

Un’altra cosa rappresentata è l’uovo, pensate, l’uovo eterno dal quale scaturiscono le altre uova, sapete. E le uova appaiono divise allo stesso modo in una rete di filamenti, come sanno i medici, i quali le hanno osservate al microscopio.

Ma come avevano fatto a vederlo i greci di allora? Solo Dio lo sa. Ma c’è un altro aspetto. Inizialmente usavano prendere amrut, che era destinato agli Dei i quali con questo ottenevano la vita eterna, nel senso che diventavano immortali, vedete.

Ma poi tutti vollero ottenere la stessa cosa (immortalità, ndt), così iniziarono a fare uso di qualcosa chiamato ambrosia. Lo trasformarono in qualcos’altro ed iniziarono a chiamarlo ambrosia, una specie di LSD. Così entravano anche in trance e quindi ciò che (deriva da lì) è tutto sopraconscio, e quel sopraconscio esiste in parallelo (alla realtà, alla Divinità, ndt).

Ora, si deve usare discernimento per capire come, in qualche modo, sopraconscio o subconscio collettivo agiscano sempre intorno alla realtà.

E voi dovete arrivare al punto in cui esiste la realtà. Invece, ciò che accade è che ci si perde nel sopraconscio, o ci si perde nel superego o, diciamo, nel subconscio collettivo.

Quindi vedete, occorre scoprire tutte e due queste cose.

Ad esempio, se andate in un tempio indiano, troverete tutti circondati dal subconscio collettivo. Troppo ritualismo, troppo ritualistici, e tale ritualismo li porta verso il lato sinistro. E con questo si sobbarcano il problema di accogliere tutte queste donne possedute da spiriti, che continuano a smaniare davanti alle deità e poi predicono il nome del cavallo (vincente, ndt) e tutte cose così.

Nel tempio di Mahalakshmi, a Bombay, che è un tempio in cui sono realmente scaturite tutte e tre le deità, ed è vicinissimo a dove abitavo io, pensate, questo è normalissimo.

Quindi, per capire la reazione degli esseri umani a questo, quest’ultima è molto ben rappresentata a Delfi.

È una cosa bellissima che è stata fatta così.

Ma sono rimasta stupita del tempio di Atena quando l’ho visitato. C’è una tale affinità (con Sahaja Yoga, ndt) che lì è mostrato il Muladhara dove risiede la Kundalini. Ora, Lei è circondata da serpenti, capite? Ed ha piccolissimi serpenti come Suoi figli. Riuscite ad immaginare?

E Lei è sola ed ha una figlia che è la Kundalini in voi, ed un dio che è un dio fanciullo. E quando è in piedi ha in mano una Kundalini, un serpente che le esce dalla mano. Ed è rappresentata con tutti i chakra. È tutto rappresentato in modo meraviglioso.

La cosa migliore era il Suo Sancta Sanctorum in cui a nessuno è permesso entrare, e dove Lei risiede, (Lei) è l’Adi Kundalini. Ma dicono che Lei, la Kundalini primordiale, sia scaturita dalla testa di Zeus. E nessuno può entrare nella Sua dimora, nessuno può raggiungerla ad eccezione di Suo figlio, il Suo bambino.

Ed i gradini (del tempio di Atena, ndt) sono molto grandi, tutti e tre, e sono rotondi, curvi, sapete. Riuscite ad immaginare? Sono curvi come se fossero parte dei Kundala (volute di una spirale, ndt).

E sono tre e mezzo in altezza – potete vederlo – in altezza ed anche in larghezza. Ogni gradino è fatto di una grande… intendo dire che tre gradini sono fatti con grosse pietre e l’ultimo di pietre piccole, tre e mezzo, ed hanno un andamento circolare.

E questo è il Sancta Sanctorum nel quale nessuno può entrare. Che espressione era! Questa (ne) è stata l’antica espressione ed Atene deriva dal Suo nome, Atena. Inoltre, se vedete il Suo viso, vi riconoscerete ampiamente vostra Madre. Ho le fotografie e tutto il resto che vi farò vedere dopo.

Ma ciò che sto dicendo è che la Madre Terra ha svolto il suo compito. Queste Personalità hanno svolto il loro incarico: Cristo o, diciamo, Maometto o Buddha, Kabir, ciascuno di loro ha realmente svolto il proprio compito. Loro hanno lavorato per voi, hanno creato dei centri in voi, hanno svolto il loro compito.

Adesso ci siete voi sul palcoscenico, non io.

Il Sahasrara deve funzionare. Ed il Sahasrara circonda sempre il cuore. Voi siete illuminati dal vostro Spirito che risiede nel vostro cuore. E tutti i mandala del Sahasrara circondano il cuore.

Quindi, poiché adesso siete il tempio di quello Spirito, voi siete il cuore. Dovete essere molto, molto assidui.

Questo è il quarto punto, che è di nuovo contro tutti gli inglesi. Loro sono continuamente in vacanza, tutta l’attenzione è sulle vacanze. Vanno in vacanza al minimo pretesto.

La parola “vacanza” (in inglese “holiday”, ndt) ha origine da “giorno santo” (in inglese “holy”, santo, e “day”, giorno, ndt), in quel giorno si deve fare qualcosa di santo.

Dio prese congedo dal mondo intero per un giorno per purificarsi ed essere in una condizione santa. Infatti, vedete, quando purificate gli altri, quando create qualcosa (Shri Mataji ride), volete avere del tempo per voi e gioire di voi stessi. Per questo si prese questa vacanza. Ma qui è una vacanza permanente, non un giorno santo; è “holly” (termine simile a “holy”, ndt) ossia “vuoto”.

È un giorno vuoto. E ovviamente io sto lavorando al mio livello su questa follia delle vacanze, per ridurla.

Questo è il momento in cui si deve veramente entrare profondamente in Sahaja Yoga, lavorare intensamente. Dovete abbandonare tutte le vostre letargie, dovete uscire dal vostro torpore. Ho visto persone… ho raccontato che lei mi ha chiesto: “Madre, vorremmo celebrare il Suo puja”. Ed io: “Lo so perché volete celebrare il puja: è bello, perché puja significa inondazione”.

Arriva l’inondazione, ah, tutti stanno bene. Alcuni stanno bene per un mese, altri per una settimana, altri per un giorno, altri ancora per un’ora. Poi la situazione torna come prima.

Infatti con una inondazione sentite che l’acqua è entrata. Ma dovrebbe essere trattenuta; dovrebbe esserci una certa profondità. Questo non viene fatto.

Ogni sahaja yogi deve metterlo in pratica ogni giorno, è parte della sua vita; purificarsi fa parte della sua vita, proprio come lavarsi i denti. Anche se non ci si lava i denti non importa, io non mi lavo i denti tutte le sere, forse lo avrete notato; non ne ho bisogno.

I miei denti sono ancora solidi e ho chiesto a mio marito: “Quando pèrdono i denti gli esseri umani?”. E lui: “Tu hai già superato quella età” (Risate). Ho chiesto: “Vuol dire che non perderò mai i denti?”. E lui: “Forse no”.

Però non mi lavo mai i denti la sera prima di dormire, come fate voi religiosamente.

La cosa più importante è pulire voi stessi ogni sera. Che lo facciate con l’acqua, o vi massaggiate con sale o con burro, o che facciate trataka con il fuoco, fate quello che vi pare, ma dovete dedicare attenzione a purificarvi ogni sera.

E al mattino, prima di fare qualsiasi altra cosa, dovete arrendervi. Dovete alzarvi presto, bene, alzatevi presto. Fate quel che volete ma dovete lavorare sodo. E ogni giorno dovete pensare: che cosa ho fatto oggi per Sahaja Yoga?

Non avvieremo lo stesso ciclo, sapete.

Quando avete rifiutato il materialismo siete diventati hippy, ora dopo essere usciti da quello non inizierete lo stesso ciclo di materialismo.

È una nuova direzione, questa che dobbiamo prendere, in cui comprendiamo il nostro distacco dalle cose. Va bene, non fuggiremo dalla materia, bensì la domineremo.

Se l’abbiamo, benissimo, se non l’abbiamo va bene lo stesso. È proprio lo stesso, non fa alcuna differenza. E adesso è necessario un duro lavoro, un lavoro veramente duro, vi dico, perché adesso sto per andare in America. Quando sono lì, c’è tantissima letargia. Mentre io non vi permetto di dormire dopo le sei, anche se ci provate. Se notate ho fatto così; e adesso è piuttosto difficile per voi dormire dopo le sei. Però, anche quando andrò via, dovete davvero lavorare molto, mantenervi puliti ogni giorno e scrivere tutto su un foglio.

Al mio ritorno (dai viaggi all’estero, ndt) trovo tutti i miei cavalli.

Non sarà così stavolta. Oggi dovete promettermi che lavorerete tutti con molto impegno, che vi purificherete completamente. Mettetecela tutta. Dopotutto questo Paese non è tanto grande da percorrere (per diffondere Sahaja Yoga, ndt). Fa una forte impressione. Avete visto Australian Times. Grazie a Dio avevo un solo sahaja yogi con me, il signor Regis. Io controllavo solo lui. Dovevo controllare un solo cavallo e lui è stato bravo. Si è comportato molto bene, avrebbe potuto non farcela più, sapete, tutto è possibile sotto il sole (Shri Mataji ride); invece si è comportato benissimo. Era del tutto sotto controllo e sono rimasti impressionati dalla sua presenza lì e lo hanno definito sereno. Pensate a Regis molto sereno. E devo dire che è stato molto dolce ed ha spiegato le cose molto bene, perché è istruito, è un medico.

Oggi però gli ho fatto uno scherzo, mi spiace. Era troppo; qualunque cosa fosse, però ha funzionato e lui si è comportato bene.

Allo stesso modo, ho ripetuto molte volte che siete voi, che siete voi coloro che diffonderanno Sahaja Yoga su questa terra. Sarete voi a farlo. Io non sono nulla.

Vedete, ora, quando c’è una cascata, quale energia vedete? Nessuna, è semplicemente una cascata. Ma quando la attaccate alle turbine e prelevate quella elettricità dalle turbine e allora le vedete qui (forse le luci accese, ndt), potete dire: “Sì, c’è elettricità”. Tutto ciò che è potenziale non ha significato. È tutto ciò che è cinetico, tutto ciò che si manifesta ad avere significato. E quindi sta a voi essere i modelli di Sahaja Yoga, non a me.

Infatti alcuni diranno: “Oh, Lei potrà anche essere così, e allora? Lei è di una stirpe completamente diversa”. Altri potrebbero dire: “Oh, non riusciamo a crederle”. Ma crederanno a voi molto più di quanto crederanno a me; a me non crederanno affatto, diranno che sono qualcosa di eccezionale, che sono incomprensibile, sapete? Per questo non crederanno a me, crederanno a voi. Non avranno fiducia in me, ma si fideranno di voi. Non hanno voluto credere in Cristo, ma crederanno in voi, perché voi siete dei loro.

Ecco perché è importante che miglioriate in tutta sincerità, in tutta onestà con voi stessi. Diventate perfetti meccanismi di Dio. Nessuna riserva, non dovrebbero esserci riserve.

Pensare: “Bene, se faccio fino qui va bene, poi torno indietro”, questo non è uno sforzo totale. È molto comune fare, come si dice, il minimo indispensabile: “Oh, fare fino qui va bene. Dovrei fare fin qui o dovrei fare fin qua?”.

Ho visto usare molto “discernimento” per tutte queste cose. È tipico, sapete.

“Quante persone (sono), e quindi quanti panini (fare)? Ne mangeranno due o tre al massimo, quindi che senso ha farne di più? Ma non tutti ne mangeranno tre, quindi, diciamo, va bene farne due, qualcuno ne mangerà uno”.

Questi calcoli, sapete? Chi ne mangerà uno solo? Chi fa questi calcoli non dovrebbe mangiare affatto, è la cosa migliore (Risate, Shri Mataji ride).

Ma tutti questi calcoli iniziano nella mente, sapete, e vi rovinano. È un percorso molto complicato. So che lo è. Ma avete dinanzi a voi dei fari accesi; dico davvero, nessuno li ha avuti come voi. E avete le torce in mano ed un metodo automaticamente predisposto per darvi equilibrio. Abbiate fiducia in tutte queste cose.

E se camminate dritto, dritto… dimenticate tutto ciò che è passato, tutto ciò che è assurdo. Dimenticatelo, siete persone differenti. Sono sicura che ascenderete molto velocemente e, tutti insieme, sarete realmente un organismo vivente, organizzato; vivente e organizzato.

Queste due cose non sono mai complementari, perché vivente, secondo la concezione umana, significa sempre disorganizzato; ad esempio diranno che questo fiore spunta così ma dovrebbe spuntare cosà. Questo è un modo di pensare umano, ma Dio pensa che sia questo il modo in cui è organizzato.

Pertanto, vivente e organizzato significa organizzato secondo il volere di Dio. È così che i sahaja yogi formeranno quel nucleo, quel grande nucleo, quel potente nucleo, quella straordinaria sorgente che rovescerà ogni assurdità. È straordinario, credetemi.

Dio vi benedica.

Allora adesso volete celebrare il mio puja?

Venite. Bene. Volete anche un havan…? Allora facciamolo.


[1] Il matrimonio tra il Principe Carlo d’Inghilterra e Lady Diana Spencer era avvenuto pochi giorni prima di questo discorso, il 29 luglio 1981, nella Cattedrale di San Paolo a Londra. Alla cerimonia parteciparono oltre 2.000 invitati tra cui esponenti delle famiglie reali straniere e numerosi politici e diplomatici. Le nozze, definite “da favola”, furono trasmesse in mondovisione e seguite da oltre 750 milioni di persone, mentre furono 600 mila quelle che inondarono le strade di Londra per vedere la sposa nel percorso che l’avrebbe portata alla cattedrale.

[2] Col termine greco di omphalos (ombelico) nell’antichità si indicava una pietra o un oggetto dal valore religioso. Nell’antica Grecia la pietra scolpita era situata a Delfi, nel Tempio di Apollo, da cui la Pizia diffondeva i suoi vaticini. Il tempio di Apollo delfico era il più importante di tutto il mondo greco, per questo l’omphalos indicava che Delfi, col suo santuario, era il centro del mondo, il suo ombelico.

[3] Da una testimonianza di Gregoire de Kalbermatten: “A Delfi, in un modo tipicamente sahaj, cioè inaspettato, ebbi la risposta. Davanti alla roccia dove si mettevano dritti in piedi i sacerdoti, nella parte più interna del santuario, c’era uno swayambhu di Shri Ganesha con i suoi grandi occhi, la proboscide ripiegata sulla sinistra, sorridente, in atteggiamento di adorazione che, tutto assorto nella sua gioia infantile, da sotto, guardava la roccia che simboleggia la terra, Gauri, la Madre; guardava lì e niente altro. Shri Mataji me l’aveva descritto.”