Puja di Pasqua, La creazione del Signore Gesù

London (Inghilterra)

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(04/2021 NUOVI SOTTOTITOLI [CERIMONIA INCLUSA), traduzione verificata)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Puja di Pasqua

La Creazione del Signore Gesù

Ashram di Nightingale Lane, Londra (G.B.), 11 Aprile 1982


Prima parlerò e poi quando è ora potete avvisarmi. La radio è spenta?

Potete tenerla fino alle otto e…

Mi fa molto piacere aspettare di sentirvi (probabilmente l’intervista radiofonica di un sahaja yogi) [Shri Mataji sorride e fa namasté ai sahaja yogi].

Oggi celebriamo un giorno davvero molto importante, il giorno più importante in assoluto, si può dire, nel quale ebbe luogo questo grande evento. E dovette avvenire in quel modo; in un certo senso era tutto predestinato.

Nei miei ultimi discorsi vi ho spiegato come Cristo sia stato creato prima nei cieli.

Se leggete il Devi Mahatmya (Devi Bhagavatam, ndt)[1], Egli fu creato come Mahavishnu ed è descritto molto chiaramente come all’inizio sia stato creato sotto forma di un uovo.

È in questo libro che fu scritto forse circa quattordicimila anni fa. È un libro che preannuncia Cristo ed è questa la ragione per cui, specialmente in Occidente, ci si scambia un uovo in segno di amicizia.

La (Sua) prima esistenza si manifestò su questa Terra come uovo, che era Cristo; e una parte dell’uovo fu lasciata in quello stato, mentre il resto fu usato dallo Spirito Santo, da Mahalakshmi, per creare Cristo[2].

In quell’antico testo Egli era chiamato Mahavishnu, ossia la forma più evoluta di Vishnu.

Di fatto, però, Vishnu è il Padre e Lui è il Figlio creato dallo Spirito Santo.

Dopo il mio discorso mi piacerebbe, se avete il libro, leggere tutti i passaggi sulla creazione di Cristo.

E, quando fu creato, Egli invocò suo Padre, così come lo invocò una volta anche sulla croce; e lo invocò per anni. E allora Cristo, nello stato di Mahavishnu, fu benedetto dal Padre il quale disse: “La tua posizione sarà più elevata della mia e tu sarai l’Adhara, ossia il supporto dell’universo”.

Notate come da Mul-adhara (supporto delle radici, ndt) Egli divenga Adhara (supporto dell’universo). Tutto questo avvenne a livello celeste, a livello del Vaikunta, si può dire. Poi Egli fu dato alla luce dallo Spirito Santo, che era la Madre di Cristo su questa terra e che non era altri se non l’incarnazione di Mahalakshmi; era cioè Radha. Ra-dha: Ra vuol dire energia, Dha colei che sostiene l’energia.

Ci sono molti aspetti della Pasqua che occorre comprendere, ma il più importante di tutti è perché sia morto e perché sia risorto.

Forse non ho ancora trattato questo punto con molta chiarezza ed è ciò di cui intendo parlarvi oggi. Solo voi potete comprendere l’importanza della vita di Cristo.

E quando si dice che si deve ottenere la realizzazione attraverso Cristo, si intende che Lui è dovuto penetrare attraverso l’Agnya chakra. Doveva stabilirsi lì. Se Egli non avesse creato questo varco nella porta, non avremmo mai potuto ottenere la realizzazione.

Questo è il motivo per cui si dice che si devono attraversare le porte del cielo solo con la grazia di Cristo. Naturalmente con questo non si intendono le chiese, non significa in alcun modo le chiese.

Come sahaja yogi, voi comprendete che dovete oltrepassare l’Agnya chakra.

In definitiva questo è il punto più difficile che gli esseri umani devono attraversare perché, a livello dell’Agnya chakra, l’ego e il super-ego sono pienamente sviluppati. L’ego si sviluppa soltanto a livello umano. Ora, un punto era come superare l’ego; e Cristo ha dovuto fare tutto ciò (che ha fatto) per superare l’ego.

Quando, all’inizio, Egli fu creato come Shri Ganesha… Conoscete la storia di come fu creato: fu asportato il mala (i residui, le scorie) dal corpo di Parvati, lo Spirito Santo, la quale, prima del matrimonio, si era dovuta cospargere di molte essenze profumate per fare il bagno. Tutti questi residui furono asportati e da essi scaturirono le sue vibrazioni. Con questi residui Lei plasmò questo bambino (Shri Ganesha) per proteggere la propria castità e lo mise a guardia della stanza da bagno. Voi conoscete tutta la storia.

Ora, in questo bambino era presente una parte dell’elemento Terra, il Pruthvi-Tattwa.

Tutti gli altri centri contengono alcuni elementi. Ad esempio è presente il Pruthvi Tattwa, l’elemento terra; poi l’elemento acqua, poi l’elemento aria e, quando si arriva qui (indica l’Agnya, ndt), è l’elemento luce, è la luce.

A questo punto, all’Agnya chakra, Egli dovette attraversare l’ultimo elemento, ossia l’elemento luce. Ciò significa che dovette manifestarsi unicamente nella vera forma del Potere Divino, l’Omkara – potete chiamarlo vibrazioni, o l’assoluto… voi lo chiamate Logos, o qualcosa di simile? Il primo suono, Brahma.

Egli dovette dunque diventare il principio di Brahma. Per diventare il principio di Brahma dovette liberarsi di tutti gli altri elementi che erano in Lui. Ebbene, l’ultimo elemento era la luce e dovette attraversarlo.

Essendo costituito di mala, Egli aveva in sé l’elemento terra e tutti gli altri elementi. Giunto all’Agnya, dovette però eliminare tutti gli elementi, ossia dovette morire per far morire tutti questi elementi che erano in Lui e diventare totalmente Spirito, assolutamente puro.

Ciò che Egli fece in forma sottile agisce anche a livello materiale e, per far questo, dovette morire.

E ciò che morì in Lui furono quella piccola parte di elemento terra e gli altri elementi; e ciò che ne emerse fu il puro Spirito.

[Shri Mataji dice a qualcuno: “Vieni avanti”.]

Fu il puro Spirito a risorgere, il puro Spirito, il puro Brahma-Tattwa che aveva formato il corpo di Cristo, che era il corpo di Cristo.

Ebbe luogo questo evento. Cristo ha concretizzato la profezia su di Lui, secondo la quale è il Salvatore; infatti oltrepassò quella porta per condurre gli esseri umani da questa esistenza fisica – che dipende cioè dagli elementi – a quell’esistenza che è Spirito.

Così la resurrezione è lì dove divenite, quando dalla vostra attenzione saltate nell’attenzione dello Spirito. È quando sentite la vostra attenzione, quando diventate lo Spirito. Questo è ciò che è accaduto anche a voi.

Ma Lui, quando risorse, divenne puro Spirito, puro Brahma Tattwa. E la resurrezione è stata un avvenimento del Potere divino ed è iniziata dal Muladhara chakra, in quanto elemento terra, iniziando poi ad evolvere.

È nato lì (nel Muladhara) ed è arrivato all’Agnya chakra. Cristo fu creato lì per passare attraverso tutti gli elementi ed entrare infine nel Sahasrara per diventare un completo Brahma Tattwa.

E questa fu una cosa molto difficile, fu una grande sperimentazione, e l’esperimento fu alquanto pericoloso. Sarebbe anche potuto fallire in quanto Egli aveva in sé quell’elemento umano, l’elemento fisico, che soffriva.

Ed Egli soffrì, perché l’elemento fisico soffre; non lo Spirito, lo Spirito non soffre, ma il corpo sì.

Così Cristo dovette soffrire a causa di questo elemento corporeo e, per superarlo, per venirne fuori, per liberarsene dovette avere un coraggio straordinario.

Fu un’operazione molto difficile. Nessuno avrebbe potuto ottenere (la resurrezione) senza di Lui. Egli sapeva che era un evento predestinato, ma fu una delle cose più difficili da attuare.

Mi domando quanti cristiani conoscano il significato dell’uovo. L’uovo rappresenta lo stadio in cui si è prima della realizzazione, quando siete nel guscio del vostro uovo, per cui siete il signor X o la signora Y, tutto questo. Quando però maturate completamente all’interno, l’uccello è pronto e, a quel punto, nascete.

Quello è il momento della vostra seconda nascita. Quindi, in realtà, la resurrezione di Cristo significa questo; e questa è la ragione per cui si regala l’uovo, per significare, per ricordare che siete un uovo e che questo uovo può divenire lo Spirito.

E inoltre è scritto che, quando venne, Egli era un uovo. All’inizio fu creato come un uovo, metà del quale rimase come Shri Ganesha, e metà divenne Mahavishnu.

Poi venne su questa terra e morì con tutti gli elementi e le vibrazioni pure che formavano il suo corpo, ed Egli è rimasto lì, dentro ciascuno di voi, per essere risvegliato. E quando la Kundalini conduce la vostra attenzione attraverso quel punto (l’Agnya), anche voi diventate lo Spirito.

Per questo Lui ha detto: “Io sono il cancello, io sono la porta”. Non ha detto: “Io sono la destinazione”, ha detto: “Io sono la porta”, perché voi non potete diventare Cristo. Per questo non ha detto: “Io sono la destinazione”, nel senso che dovete raggiungerlo. Ma ha creato questo spazio per voi. Voi potete risvegliarvi spiritualmente, potete diventare il vostro Spirito.

Ma Cristo è un’incarnazione. Egli era il Figlio di Dio. Dunque è un’incarnazione e, questa incarnazione, venne sulla terra proprio per staccarvi dai vostri elementi, per farvi diventare lo Spirito.

Ora, perché questa fu la cosa più difficile? Perché gli esseri umani hanno creato nella propria testa ogni sorta di barriere artificiali. Vedete, qualunque cosa pensiamo, qualunque cosa facciamo con la nostra mente, è tutto morto, è creato dall’uomo, è artificiale. Infatti la realtà è al di là della mente, non è nella mente, non si può concepire, non si può contenere. Tutto ciò che è nella vostra mente non è la realtà, la realtà è oltre.

Dunque, per gli esseri umani accettare qualcosa al di là della mente era diventato molto difficile al tempo di Cristo, a causa dei romani e di tutti quei popoli emergenti. E stiamo ripetendo nuovamente la storia.

Erano così orientati all’ego, erano così pieni di ego che, per distruggere il loro ego, qualcuno doveva fare questo per creare un passaggio.

Con la sua morte tante cose sono state dimostrate; nel senso che tutti coloro che lo hanno crocifisso erano stupidi, pieni di ego, ciechi. Non riuscirono a vedere ciò che Lui era. Non riuscirono a rendersi conto di quale personalità autentica Egli fosse. Lo crocifissero. Insomma, questa è la più grande stupidità.

E lo crocifissero, era tutto immaginabile, perché questi individui erano così stupidi che avrebbero soltanto potuto crocifiggerlo, che altro avrebbero potuto fare? Infatti, con i loro ego ottusi, non riuscivano a sopportare qualcuno che fosse così semplice, così autentico, così vero. Quindi lo crocifissero, e questa crocifissione ha rappresentato una svolta per noi.

Ma il messaggio per noi è quello della resurrezione. Il messaggio per noi è la resurrezione e non la crocifissione. La crocifissione non è il messaggio perché Lui lo ha fatto per noi. Questo è il punto che gli ebrei devono capire.

L’altro giorno, anzi, proprio oggi stavo leggendo che c’è stato un dibattito al quale ha partecipato l’arcivescovo di Canterbury. E la persona che gli faceva le domande, gliele poneva come se le stesse facendo a Dio (risate).

E in un certo senso l’ha proprio ammesso: “A Dio rivolgerei questa domanda: perché tanti ebrei sono stati uccisi?”.

Lo hanno chiesto loro. Hanno voluto soffrire poiché non hanno voluto riconoscere le sofferenze di Cristo.

Loro hanno pensato: “Dobbiamo soffrire tutti”. Ego. Questo è ego: “Come osa qualcuno soffrire per noi? Dobbiamo soffrire individualmente”.

Non sono riusciti a riconoscere quel ruolo a Cristo. E, dopo, il loro pensiero è stato: “Dobbiamo soffrire”. Ebbene, qualunque cosa voi pensiate si avvera a livello grossolano, così è nato il signor Hitler e li ha fatti soffrire. E la stupidità degli esseri umani è responsabile di tutti i problemi creati su questa terra.

L’altra domanda (fatta all’arcivescovo di Canterbury) era: “Come mai i bambini si ammalano di leucemia?”. Quella persona avrebbe voluto chiedere a Dio perché i bambini la contraggano. Se i genitori sono molto frenetici e veloci, i bambini la contraggono inevitabilmente.

Se, quando siete sposate e aspettate un bambino non siete rilassate, se pensate a divorzi o simili assurdità, questa frenesia si ripercuoterà sul bambino.

Psicologicamente è un problema di lato sinistro, e il bambino sarà inevitabilmente malato di leucemia appena nato. Così stanno le cose.

I problemi sono dunque creati dagli esseri umani a causa della loro stupidità.

Non ci sono problemi che vi abbia creato Dio. Egli ha risolto tutti i vostri problemi. Egli risolve tutti i vostri problemi; avete visto in Sahaja Yoga come Egli risolva anche i vostri problemi più piccoli. Noi però ci creiamo problemi da soli, a causa della nostra stupidità, della nostra dipendenza dagli elementi, dalle cose materiali, dalle abitudini materiali. La materia ci domina. Questo è, diciamo, a livello dell’elemento terra.

Poi abbiamo altri problemi, come gli attaccamenti emotivi: “Questa è mia figlia, questo è il mio bambino; questo è mio; quello è mio; sono così attaccata al mio bambino”. Poi: “Questo è il mio paese, quello è il tuo paese”. Creiamo noi i problemi. Questa storia delle Falkland è un problema fittizio, potete vederlo. Insomma, quando questa gente, gli spagnoli andarono laggiù, avrebbero dovuto essere tutti respinti in Spagna. E tutti quelli del Brasile avrebbero dovuto essere rimandati in Portogallo.

Che ci fanno lì se questa è la situazione? Ma sono tutti esseri umani! Che cosa è questa questione del territorio? Lasciate vivere in pace la gente ovunque sia. Che cosa pensano di ottenere da questo territorio?

Dio non ha mai creato Argentina, Cile, Inghilterra e via dicendo. Ha creato una struttura omogenea per prendersi cura l’uno dell’altro.

Ad esempio, viene creato un cuore, viene creato un fegato, viene creato un cervello, un naso. Se iniziano a combattere, se – diciamo – quest’occhio (destro) si mette a lottare con l’altro (sinistro)… (Risate)

Noi ridiamo, ma noi esseri umani facciamo lo stesso. Facciamo così continuamente.

Questa è la stupidità degli esseri umani, ed è questa che crea problemi. E quando diventate molto stupidi, qualche essere orribile ne trae vantaggio e viene su questa terra, proprio come Hitler, e cerca di mettervi in riga.

Voi non avete bisogno di tutto questo. Vi occorre solo saggezza e la vostra realizzazione.

E questo è quanto viene fatto oggi che avete ricevuto la realizzazione.

Pertanto la Pasqua è l’avvenimento più importante per i sahaja yogi di tutto il mondo perché, se non fosse accaduto tutto questo, non sarebbe stato possibile dare la realizzazione.

Penso che Gavin più tardi vi leggerà quanto è scritto su Cristo nel Devi Mahatmya (Bhagavatam, ndt). Questo libro è stato scritto circa quattordicimila anni fa da Markandeya. Immaginate, quattordicimila anni fa, essendo un veggente come Blake, sapeva cosa sarebbe accaduto con l’avvento di Cristo.

Ma (nel libro) è stato chiamato Mahavishnu. Egli non era Vishnu, era il figlio di Vishnu.

Ma quanti cristiani comprendono la Pasqua? Non capiscono. Oggi il Cristianesimo non è altro che un’attività mentale – tutto qui – inerte, priva di senso, proprio come qualunque altra religione priva di senso. È diventata un’altra religione folle e stupida, priva di significato.

Se non ottenete la realizzazione, se non sentite le vibrazioni, se non sentite il Potere divino che vi circonda, come farete a capire?

Infatti è questa l’unica verità, l’unica realtà e, se non la raggiungerete, come farete a conoscere Cristo?

E questo combattere per Lui! Come potete combattere? Veramente non riesco a capire. Per me è un altro estremo di stupidità.

Di fatto, quello che fate in questo modo, è servirvi di tutte queste grandi incarnazioni per uccidervi tra voi. Potete immaginare? Le incarnazioni succedutesi per elevarvi, per farvi accedere ad una esistenza più elevata, ora sono usate, le stesse incarnazioni, i loro nomi, per uccidervi, per distruggervi tra voi.

Al massimo, se si arriva ad un punto in cui non si capisce, ci si mette a dire che è un mistero (risate). Qual è il mistero? In Sahaja Yoga non ci sono misteri. È tutto lì. Per me gli esseri umani sono un mistero (risate). Non li capisco, non riesco a capire.

La resurrezione di Cristo ora deve essere una resurrezione collettiva. Questo è il Mahayoga. Deve essere una resurrezione collettiva e, per questa resurrezione collettiva, i sahaja yogi devono decidere innanzitutto di essere collettivi. Questo perché, grazie al risveglio della Kundalini, voi oltrepassate (l’Agnya), senza dubbio, lo attraversate, ma entrate in un’area di collettività. E se non consentite alla collettività di permearvi, andate giù.

Se, diciamo, conseguite uno stato al di là degli elementi, lo stato in cui siete esseri collettivi, siete consapevoli dell’essere collettivo; siete consapevoli di essere parte integrante del Tutto; siete consapevoli di dover aiutare il vostro naso ed i vostri occhi, poiché siete parte integrante del Tutto; raggiungete lo stadio in cui comprendete: “Io sono importante come le altre cellule e le altre cellule devono essere aiutate da me e loro debbono sostenere me; siamo una cosa sola”. Dovrebbe esserci una totale armonia.

Questa consapevolezza subentra dopo la realizzazione; e se non comprendete che questa consapevolezza, questa consapevolezza collettiva è l’unico modo per poter restare in quest’area, ne uscite. Cominciate ad avere i vostri pozzi più angusti e ci affondate.

Più cominciate ad espandervi, più vi elevate, ma poi siete ancora lì con i vostri badha o qualsiasi cosa sia.

Dovete invece pensare: “Devo vivere per il tutto, sono responsabile del tutto; ho la responsabilità di creare un nucleo di una cellula che si prenderà cura del tutto e, se io cado, anche tutto il resto ne soffrirà. Non ho il diritto di cadere in basso perché sono stato fatto risorgere fino a questo livello. Sono entrato in quello stato di collettività dove il mio essere, che è lo Spirito, è l’essere collettivo e devo rimanere lì, devo stare lì, non posso cadere, non posso vivere in quel modo”.

Ho visto, invece, anche dopo la realizzazione, persone che non riescono ad uscire dal proprio guscio. Indugiano ancora nel guscio. Non sanno dispiegare le ali e cantare, uscire dal guscio e volare. Non riescono a farlo.

Restano ancora appiccicate ai loro meschini stili di vita, in un modo più limitato, in qualsiasi modo.

Se andate in vacanza, volete andarci da soli. Perché? Questo è un tempo di vacanza, un giorno santo, come si dice. Holy-day[3].

È questo un giorno santo: quando siete con altri sahaja yogi gioite realmente della vacanza. Altrimenti dove andrete per gioirne? Qual è l’altro modo? La vera vacanza è stare con loro.

Per questo motivo andrebbe compreso che dovreste espandere il vostro senso di collettività. Se non espandete la vostra collettività siete inutili, siete una creazione inutile di sahaja yogi che, mi dispiace dirlo, affonderanno. 

Anche certe persone che si dimostrano (così) all’inizio, gradualmente cominciano a migliorare sempre più. E quando siete completamente lì, in quello stato, godete realmente della compagnia reciproca, senza paura, senza possessività, senza aspettarvi nulla, ma semplicemente provando gioia reciproca.

È questo che deve accadere. Tutte le cellule del nostro corpo sono così. Se possono farlo loro, perché non noi? Noi infatti abbiamo così tanto buon senso, quanto meno pensiamo di avere più discernimento delle cellule. Quanto meno ce lo si aspetta, dato che ci siamo evoluti così tanto, dallo stato unicellulare a quello attuale.

Inoltre voi siete la massima espressione della creazione di Dio. Siete i più elevati. Dunque, perché no? Una volta risorti, la prima cosa che dovrebbe accadervi è di comprendere che non siete più esseri individuali ma collettivi.

Non siete più esseri individuali.

Tutto ciò che vi limita alla vostra individualità, eliminatelo. Non siete più individui. Tutti i problemi che vi si presentano come problemi individuali sono assolutamente inutili, falsi, uno spreco. Pensate ai problemi collettivi. Persone così mi danno gioia: come Fergie che l’altro giorno era ansioso di sapere quali sono i punti, a Bristol, che emettono vibrazioni della Madre Terra. Si preoccupava per tutta Bristol, per tutti i giamaicani, poi per gli inglesi, e poi dovreste preoccuparvi per il mondo intero. È in questi termini che si dovrebbe pensare.

Non si dovrebbe pensare: “Che matrimonio farà mia figlia? Oppure come posso procurarmi un biglietto per andare lì?”.

Tutte queste idee insensate dovrebbero essere eliminate perché ormai siete entrati nel Regno di Dio ed Egli si prenderà cura di voi.

Poiché stabilizzate interiormente questo stato grazie al quale siete esseri collettivi.

Tutte le altre cose cadranno. Gradualmente ognuno verrà plasmato. Ho visto migliorare anche i tipi più difficili.

Ma, e voi? Voi che vi preoccupate di migliorare tutti gli altri, cosa fate voi? Fino a che punto siete lì, fino a che punto nella vostra fede c’è la consapevolezza che: “Io sono entrato nel Regno di Dio ed ogni mia azione è protetta e guidata dal Suo potere, ed io ne sono consapevole. Sono consapevole di essere entrato nel Regno di Dio, che si esprime attraverso il mio senso della collettività”. Dunque la collettività è la natura di un sahaja yogi, ed è di questo che occorre rendersi conto.

 

Che Dio vi benedica tutti.

 

Va bene adesso? Giusto in tempo (forse per l’intervista radiofonica) (risate). Come ci riesco (risate), senza guardare l’orologio?

Venite avanti, c’è gente in piedi, venite avanti. Prenderò un po’ d’acqua. Prima un po’ di tè.

Insomma, se riusciste a registrare tutti questi discorsi [A lato:Ciao Athena, ciao!”], se poteste registrarli e mandarne alcuni in Francia e – oppure loro due sono venuti da Lille – penso che dovrebbe funzionare. Infatti all’inizio la gente viene, poi scompare.

Come al solito, è la caratteristica comune, sapete. Poi gradualmente…

Yogi: Madre?

Shri Mataji: (Guardando qualcosa a lato): È delizioso.

Yogi: Se qualcuno scrivesse una lista dei Suoi discorsi, di ciò di cui Lei ha parlato, come quella che abbiamo fatto finora, ogni mese potremmo stampare una lista su un notiziario, così che dagli altri centri possano scrivere e chiedere quale trascrizione delle registrazioni vogliono…

Shri Mataji: Questa è una buona cosa. Ogni volta che io parlo dovreste dare un titolo. Dovremmo fare tutto questo. Che c’è? Sta iniziando?

Yogi: Il programma radio.

Shri Mataji: Ah, sta iniziando? C’è ancora tempo.

In effetti è importante. Sono d’accordo sul fatto che si debba avere una lista. Dovete dare un titolo, vedete io non do titoli ma voi dovete dare un titolo. Per esempio, potete chiamarlo la resurrezione di Cristo, o qualcosa relativo alla Pasqua.

Potete contattare l’arcivescovo di Canterbury. Questo…sapete, pover’uomo, non è un cristiano così incrollabile, mi pare, dal modo (risate)… Penso che la prossima volta potreste scrivergli una lettera e alcuni di voi possono andare a trovarlo. Vanno Gregoire e tre o quattro persone e dovrebbero rivolgergli una domanda. E dovreste dire… potete prendere il Times di oggi? Anzi, se potete telefonare al mio domestico ditegli di non buttare il giornale di oggi, lui è bravo a buttare tutto (risate). È bravissimo a gettare via tutto. Qualcuno può telefonargli? C’è un telefono qui? John?

Yogi: Di solito era nella cattedrale di St. Albans[4].

Shri Mataji: Come?

Yogi: Di solito era nella cattedrale di St. Albano. Sa? Lui era lì quando Lei ci andò.

Gavin: Quando Djamel viveva a St. Albans Lei è andata a visitarla e lui era vescovo lì, in quel periodo.

Yogi: Lui era vescovo lì.

Shri Mataji: Com’era?

Yogi: Non lo conoscevo all’epoca ma subito dopo la Sua visita venne promosso (risate generali).

Shri Mataji (sorride): Davvero? Buona idea. Allora possiamo scrivergli [Yogi: “Sì”]. Potrei anche averlo incontrato lì, è possibile. Potrei averlo visto.

[Yogi: “È del tutto possibile, sì”]

Gavin, domani devi ritirare il mio passaporto. Va bene? Poi direi che il cinque maggio potreste raccogliere un po’ di denaro per questo edificio. È un bel giorno; allora potete darlo a me o a Gregoire [Yogi: “Sì”] e possiamo mettere quel denaro in banca, adesso abbiamo aperto un conto per questo.

Qualsiasi cifra la gente voglia dare; e il primo importo – anche i sahaja yogi di Lille hanno voluto dare un po’ di denaro. Ho detto loro che è per il nostro… che si dovrebbe versare sul conto per il nostro edificio, perché ormai dobbiamo avere una struttura, è di assoluta importanza. Prima che io torni, potreste avere del denaro e potete anche dire a Warren che è stata presa questa decisione.

Quindi la prima somma dovrebbe essere versata il cinque (maggio, ndt), sarebbe una buona idea. Ed ho anche il numero del conto, così potete inviarlo a nome di Gregoire. Vi darò il numero di conto. Se volete, dovrebbe andar bene.

Gavin: Posso chiederle di scoprire quante persone andranno a Parigi da qui?

Shri Mataji: Ora, per Parigi il fatto è che è di martedì, il programma è di martedì. E lei ha organizzato di andare a Lille domenica.

Così, se venite a Lille domenica, dopo il programma, se volete, potete andare tutti a Parigi e stare lì all’ashram. Oppure, a Lille è possibile? C’è un posto che possiamo affittare per una notte da qualche parte?

Yogi: Nessun problema, Madre.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Nessun problema.

Shri Mataji: Nessun problema? Sicuro? (Risate).

Yogi: C’è sicuramente posto.

Shri Mataji: Bene, quindi potete trascorrere una notte a Lille. Sarà una buona idea.

Yogi: Se ci sono abbastanza persone potremmo anche noleggiare un bus.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Potremmo noleggiare un bus per il  viaggio.

Shri Mataji: Bene.

Yogi: Se c’è abbastanza gente. Dobbiamo sapere quanti vogliono andare.

Shri Mataji: Ora, da Lille andremo poi a Parigi. A Parigi avete una grande sala per il… sarà lunedì e martedì, e mercoledì celebreremo il puja, forse al mattino, e vorrei tornare possibilmente il 6. Se il 5 va bene, bene, altrimenti potete fissarlo il 6.

Qualcuno si sta dando da fare a Bruxelles! Hai scritto a quel medico? [Yogi: “Sì, Madre…”] Bene. Hai conservato il suo indirizzo? [Yogi: “Sì]

Penso inoltre di mettere troppo sotto pressione Gavin, a volte. Qualcuno deve cercare di condividere con lui (il lavoro, ndt). E dovreste informarvi. È facile telefonargli, io so il suo numero alla perfezione (risate). Ma tutti voi potete scoprire se ha bisogno di aiuto.

Magda, qualche volta puoi telefonargli [Magda: “Sì, Shri Mataji”] e capire se ha bisogno di aiuto per scrivere qualche lettera o altro ed anche per battere a macchina qualcosa. Chiunque voglia aiutarlo, vedete, è essenziale perché io gli do parecchio daffare (risate).

Inoltre avete un piccolo fondo cassa per spedire lettere e cose varie e per le telefonate, si può creare un piccolo conto.

Tutti dovrebbero… visto che adesso ci stiamo espandendo, dobbiamo avere un modo appropriato di lavorare. Ogni giorno mi arrivano molte lettere ed io sono così pigra, non riesco proprio… non so (ride), penso che se scrivo ora, poi domani ne arriverà un’altra, così aspetto un po’. Però la mia attenzione è lì. Se mi scrivete sono molto felice, perché so cosa sta accadendo. Ma non scrivete lettere molto lunghe, sapete (risate, Shri Mataji ride).

Mi fanno piacere, ne gioisco, ma se sono troppo lunghe, sapete, si trascura il punto principale.

Dobbiamo andare al punto ed attenerci correttamente al protocollo e a tutto il resto. C’è un signore che mi scrive regolarmente dall’India. Il suo nome è Brahme, il signor Brahme. E scrive solo due frasi, una è: “Madre, La prego, mi benedica affinché io sia un buon sahaja yogi”. (L’altra è:) “Madre, La prego, benedica il mondo intero affinché diventino tutti sahaja yogi e Sahaja Yoga si diffonda. Il Suo figlio amorevole ai Suoi piedi di Loto” e via dicendo. Tutto qui (Shri Mataji ride).

Mi scrive regolarmente, devo avere moltissime sue lettere. Tutto qui. In fondo va bene, quando scrivete per rendere omaggio va bene. Ma a volte, sapete, si continua a scrivere… come un signore che ha scritto: “Lavoro (vibratoriamente) da due anni, ho fatto di tutto, ho usato i limoni, ho fatto quello, ho fatto quell’altro ma non ho sentito le vibrazioni”, sapete.

Ma la lista di cose che ha elencato mi ha fatto proprio ridere (ride, risate): “Oh mio Dio, devi essere stufo! (Risate)”.

E la semplice cosa che sbaglia, e che la gente non ha capito, è che recita il mantra Gayatri. Se recitate il mantra Gayatri, non funziona. Intendo dire che questo è molto comune. Se mentre siamo qui, qualcuno recita il mantra Gayatri, il suo lato destro è veramente terribile e non funziona affatto. Allora dovete neutralizzarlo con il Padre Nostro, perdonando gli altri, con la mano destra verso la fotografia e la mano sinistra verso l’esterno (verso l’alto o comunque lontano dalla fotografia, ndt). E non recitare mai più il mantra Gayatri, capite? Ma è così. Però la gente non nota queste piccoli, piccoli accorgimenti (che io faccio) quando curo gli altri. E non so come parlare di ciascun trattamento, perché quando mi si presenta un caso io conosco la soluzione.

Quindi è meglio che prendiate nota di ciò che Madre fa in quella occasione. Ora, ritengo questo mantra Gayatri una delle peggiori maledizioni per gli esseri umani. È molto di lato destro. Un indiano, se recita il mantra Gayatri, diventa dieci volte peggio di qualsiasi occidentale. Pensateci.

Ora puoi leggerlo? È iniziata?

[Gli yogi sono in attesa di una trasmissione radio che riguarda Sahaja Yoga, ndt]

Gli yogi (diverse voci insieme): Qualcuno deve sintonizzare la frequenza… la frequenza esatta per…

Shri Mataji: Perché non accendere la radio?

Yogi: Penso sia tutto acceso.

Shri Mataji: Non c’è una radio lì? (Yogi: “Sì, Madre”) Che succede?

[Si sente una radio]

Shri Mataji: Più alto, non riesco a sentire.

Yogi: Inizia dopo le cinque, Madre.

Shri Mataji: È questo? Più alto. (Alla radio si sentono alcune persone parlare delle chiese. Shri Mataji e i sahaja yogi ridono).

(Shri Mataji chiede a qualcuno) È tua? [Yogi (appena udibile): “No, Madre… è un programma di un’ora, Madre…”.] Va bene, va bene.

[Yogi: “Non l’abbiamo preso tutto…”]

Così è meglio. Si deve sopportare ogni tipo di assurdità prima di sentire qualcosa di sensato. Gavin, che cos’hai? Penso tu legga la Bibbia?

Gavin: Sì. Abbiamo scoperto un salmo molto appropriato, Madre, molto breve…

Shri Mataji: Sicuramente, sicuramente.

Gavin: …per gli ashram.

Shri Mataji: Come?

Gavin: Per gli ashram.

Shri Mataji: Bellissimo.

Gavin: Salmo 133: [1] (Canto delle ascensioni di Davide, ndt). Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme! [2] È come olio profumato sul capo, che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, che scende sull’orlo della sua veste. [3] È come rugiada dell’Ermon, che scende sui monti di Sion. Là il Signore dona la benedizione e la vita eterna.

Shri Mataji: Sentite? Avete trovato un brano davvero splendido, devo dire. Adesso cos’è? Leggi il Devi Mahatmya (Bhagavatam) ad alta voce.

[Gavin inizia a leggere Shrimad Devi Bhagavatam, libro 9, cap. 3]:

Gavin: “Narayana disse: O Devarshi! L’uovo (nato da Mula Prakriti) che ha fluttuato nelle acque per un periodo equivalente alla durata della vita di Brahma, ora, nella pienezza del tempo si è separato in due parti. All’interno di quell’uovo si trovava un bambino potente, splendente come mille milioni di soli”.

Shri Mataji: Soli. Notate.

Gavin: Questo bambino non poté succhiare il latte della Madre essendo stato da Lei abbandonato, pertanto, stanco ed affamato, pianse insistentemente per un certo periodo.

Shri Mataji: Abbandonato, perché doveva crescere!

Gavin: Il bambino che diverrà il Signore degli innumerevoli Brahmanda (universi)…

Shri Mataji: Innumerevoli Brahmanda. I Brahmanda sono gli universi.

Gavin: “…adesso un orfano senza padre né madre, cominciò a sollevare lo sguardo dalle acque. Questo bambino in seguito, una volta cresciuto, fu chiamato con il nome di Maha Virat.

Così come non vi è nulla più fine del radio, niente è più materiale di Maha Virat. Il potere di questo Maha Virat è un sedicesimo di quello di Shri Krishna, l’Essere supremo. Ma questo bambino…”

Shri Mataji: Si tratta di Yehova.

Gavin: “Ma questo bambino (nato da Prakruti Radha) è la sola dimora di questo Universo”. 

Shri Mataji: La sola dimora.

Gavin: “…È chiamato Maha Vishnu. In ogni suo poro esistono infiniti universi. Tanto che neppure Shri Krishna riusciva a contarli.

E se anche fosse possibile contare il numero delle particelle di polvere, sarebbe impossibile contare il numero degli universi.

Vi sono dunque innumerevoli Brahma, Vishnu e Maheshwara. In ogni Brahmanda risiedono Brahma, Vishnu e Mahesha.

Ogni Brahmanda si estende da Patala al Brahmaloka. La dimora di Vaikuntha è la più elevata (situata cioè all’esterno del Brahmanda), ancora, la dimora di Goloka è cinquanta koti yojanas (ossia 50x10x4x2 milioni di miglia) più in alto del Vaikunta.

Questo Goloka Dhama è eterno e reale quanto Shri Krishna è eterno e reale. Questo mondo composto di sette isole è cinto dai sette oceani. In essi si trovano quarantanove Upa Dvipas (vicine isole minori).

Esistono inoltre innumerevoli montagne e foreste. Più in alto di questa terra è il Brahmaloka con sette cieli al di sotto dei quali sono i sette Patala. Questo è il confine di Brahmanda. Proprio al di sopra di questa terra vi è il Bhurloka, al di sopra il Bhuvaloka, poi in sequenza Swahaloka, Janahloka, Tapahloka, infine Satyaloka e al di sopra …

Shri Mataji: Mahaloka. Non c’è Mahaloka? Maha.

Gavin: Brahmaloka.

Shri Mataji: Bhur, Bhuvah, Swaha. Si chiama Brahma.

Gavin: Bhur, Bhuvah, Swaha.

Shri Mataji: Swaha, Tapah.

Gavin: Janah.

Shri Mataji: Janah. Tapah.

Gavin: Satya e Brahmaloka. Lo splendore di Brahmaloka eguaglia l’oro fuso (Shri Mataji annuisce). Ma ogni sostanza esterna o interna a questo Brahmaloka è effimera.

Quando questo Brahmanda si dissolve, ogni cosa si dissolve e si distrugge. Tutto è transitorio come le bolle d’acqua. Soltanto Goloka e Vaikunta sono eterni. In ogni poro di questo Maha Virat esiste un Brahmanda. Che dire di…

Shri Mataji: Per poro si intende ciascun poro della pelle. Un Brahmanda esiste in (ogni poro della pelle di) Cristo. (A lato) Grazie.

Gavin: Che dire degli altri, se neppure Krishna riesce a contare il numero di questi Brahmanda? [Shri Mataji ride]. In ogni Brahmanda risiedono Brahma, Vishnu e Mahesha. O fanciullo Narada! In ogni Brahmanda il numero degli dei è di tre koti, o trenta milioni. Alcuni di essi sono i Dikpati (i reggenti dei quartieri), alcuni sono i Dikpala (i governanti dei quartieri), altri sono gli asterismi ed altri ancora i pianeti.

Nel Bhurloka vi sono quattro Varna (Brahmini ecc.) e nei Patala risiedono i Naga.

Di fatto l’Universo consiste di oggetti mobili e immobili. (Questo è Brahmanda Vivriti.)

O Narada! Allora il Virat Purusha iniziò ad alzare ripetutamente lo sguardo verso i cieli ma, all’interno di quell’uovo, non poteva vedere null’altro che il vuoto. Allora, stremato dalla fame, gridò insistentemente e venne invaso dall’ansia. Il momento seguente, tornando in sé, cominciò a pensare a Krishna, l’Essere supremo e, d’improvviso, scorse la luce eterna di Brahma. Vide lì la Sua forma di un blu profondo come un nembo novello, con due fasce [il testo originale riporta “mani”, ndt], vesti gialle, un dolce sorriso sul volto, un flauto in mano e apparentemente molto ansioso di mostrare la Sua grazia ai devoti.

Nel rimirare il Signore Suo Padre, il Bambino si rallegrò e sorrise.

Il Signore, il Dispensatore di grazie, gli accordò i favori adatti a quel frangente.

O fanciullo, che tu possieda la mia conoscenza, che la tua fame e la tua sete si estinguano, che tu…”

Shri Mataji: Notate. “Che la fame e la sete si estinguano”. Egli (Gesù) digiunò per quaranta giorni. Vedete, ci sono tutti i riferimenti.

Gavin: Che tu sia il detentore di innumerevoli Brahmanda fino al tempo di Pralaya (la dissoluzione universale). Che tu sia privo di egoismo, intrepido e conceda grazie a tutti. Che non ti affliggano vecchiaia, morte, malattia, tristezza o altre sofferenze.

Shri Mataji: Questo è il segno di un Brahma Shakti. Egli stesso ha già detto che il potere di Brahma, o lo Spirito, non muore, non invecchia e così via, e gli sta dicendo tutto questo.

Gavin: Così dicendo, ripeté tre volte al suo orecchio il grande mantra dalle sei sillabe: “Om Krishnaya Swaha” venerato dai Veda con i loro Amga, Colui che esaudisce i desideri e distrugge ogni guaio e calamità. O, Figlio di Brahma! Proferendo così il mantra, Shri Krishna provvide al Suo nutrimento.

In ogni universo, un sedicesimo di qualsiasi offerta fatta a Shri Krishna andrà a Narayana, il Signore del Vaikuntha, e quindici sedicesimi devono andare a questo fanciullo, il Virat. Shri Krishna…”.

Shri Mataji: [Ridendo] Egli è anche Narayana. Shri Krishna è Narayana, sapete. Un sedicesimo andrà dunque a Narayana e quindici sedicesimi a Suo figlio.

Gavin: Shri Krishna non assegnò nessuna quota a se stesso. Trascendendo Egli completamente tutti i guna, è sempre soddisfatto di se stesso. Che necessità c’è di ulteriori offerte? Qualsiasi cosa venga offerta con devozione, il Signore di Lakshmi, il Virat, le consuma tutte. Bhagavan Shri Krishna, conferendo così al Virat le grazie e il mantra, disse: “O fanciullo, di’ che altro desideri. Te lo concederò all’istante”. Il fanciullo Virat, udendo le parole di Shri Krishna, così parlò: “O, Tu, Onnipresente, io non ho desiderio alcuno, salvo quello che, finché vivrò, per un tempo breve o lungo, tu mi conceda di avere una bhakti (devozione) pura per i Tuoi piedi di loto.

Shri Mataji: Per questo Cristo tiene sempre queste dita così (Shri Mataji mostra l’indice e il dito medio della mano destra, ndt), uno ad indicare Shri Krishna (indice destro) e l’altro Vishnu (medio destro).

Egli parlò di suo Padre, dal principio alla fine. “Per un periodo breve o lungo”: Egli visse per un periodo breve ed un periodo lungo.

Gavin: In questo mondo, chi sia un tuo bhakta è Jivanmukta (liberato in vita); e quel folle abbacinato che manca di bhakti per Te è un morto vivente. A che gli serve osservare japam, ascetismo, sacrificio, adorazione, digiuni e riti, recarsi nei luoghi sacri dei pellegrinaggi ed eseguire altri atti virtuosi, se non ha bhakti per Shri Krishna?

Vana è la vita di chi manca di devozione per Shri Krishna, per grazia del quale ha ottenuto la vita, e che non Gli rende omaggio e adorazione.

Egli è dotato di Shakti (potere) fintantoché l’Atma risiede nel suo corpo; non appena l’Atma si diparte dal suo corpo, tutte le Shakti lo accompagnano.

O Immenso! E Tu sei l’Atman universale che trascende prakriti, che è assoluta volontà, l’Essere primevo”.

Shri Mataji: Vedete?

Gavin: “…e della natura della luce suprema. O Fanciullo!” Così dicendo, il fanciullo Virata rimase in silenzio. Shri Krishna proferì allora dolci parole: “O fanciullo, che tu rimanga eternamente fresco come me. Tu non avrai cadute nemmeno se innumerevoli Brahma passeranno.

Che tu sia diviso in più parti, trasformandoti in più piccoli Virata in ogni universo.

Shri Mataji: È ciò che ha fatto.

Gavin: “Brahma scaturirà dal tuo ombelico e creerà il cosmo. Dalla fronte di quel Brahma scaturiranno undici rudra per la distruzione della creazione.

Shri Mataji: Notate (sorride)

Gavin: Ma saranno tutti aspetti di Shiva”.

Shri Mataji: Questo gli è dato da Shiva. Vedete, gli undici aspetti sono dati a questo fanciullo da Shiva.

Gavin: “Di questi undici rudra, il rudra chiamato Kalagni sarà il distruttore di tutto questo vishva (il cosmo). Inoltre, da ciascuna delle tue suddivisioni, nascerà il Vishnu e quel Bhagavan Vishnu sarà il preservatore di questo mondo di Vishvu.

Io dico che con la mia grazia sarai sempre colmo di bhakti per me e, appena mediterai su di me, potrai vedere la mia forma squisita. Non vi è alcun dubbio in merito, e non ti sarà difficile vedere Tua Madre, che risiede nel mio petto”.

Shri Mataji: Meglio vedere (sorride).

Gavin: “Rimani qui comodamente a tuo agio. Io adesso vado a Goloka”. Così dicendo Shri Krishna, il Signore del mondo, scompare.

Shri Mataji: Vedete, è talmente chiaro. Sarebbe meglio mandarlo all’arcivescovo di Canterbury (risate). Che cosa capisce lui di Cristo? Ogni poro della sua pelle è un Brahmanda. Egli divenne molto materiale, sapete, nel senso che scese sulla terra e poi divenne lo Spirito. Per questo si dice: “il Suo unico figlio”.

Yogi: Madre?

Shri Mataji: Che succede? Niente?

Yogi: Madre, posso leggere qualcosa per Lei?

Shri Mataji: Sì, sì.

Yogi: Paul, Paul Duncan ed io abbiamo scritto questo.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Paul Duncan ed io abbiamo scritto questo per Lei. È intitolato “Domenica di Resurrezione”.

“Smarriti vagavamo in questa era confusa /

Tu sei venuta a noi come la pioggia ad una pianura arida /

Abbiamo commesso tanti stupidi errori /

ma Tu hai riso e ci hai amato ancora di più. /

Abbiamo vagato sempre alla ricerca del ritorno del Messia /

e poi sei arrivata Tu, a braccia aperte. /

Abbiamo serrato i nostri cuori e inaridito il nostro amore /

e tu ci hai ristorato con grazia rinfrescante /

Madre, o Madre, fiume di amore /

Tu rimuovi le nostre afflizioni. /

Madre, o Madre, oceano di gioia /

Tu dischiudi i nostri fiori. /

Abbiamo lottato strenuamente dentro il nostro guscio. /

Tu hai preso le uova e creato le colombe. /

Noi abbiamo pianto per amore e dimenticato come essere /

Tu hai asciugato le nostre lacrime permettendoci di vedere. /

Avevamo bisogno dell’adempimento delle parole di Cristo /

e allora, Madre Maria, Tu ci hai concesso la vera rinascita.

Languivamo nelle nostre tombe artificiali

Divina Redentrice, Tu hai fatto rotolare via la pietra.

Madre, o Madre, fiume di amore /

Tu rimuovi tutte le afflizioni. /

Madre, o Madre, oceano di gioia /

Tu dischiudi tutti i fiori”.

Shri Mataji (sorridendo): Splendida, penso. Molto bella. È come un mantra che agisce sulle mie vibrazioni.

Ora, tutti i nostri programmi sono fissati per giorni diversi e adesso ho ricevuto una lettera da – ancora da lui, da Jim, che dice che adesso vorrebbe fare un programma a partire dal 15 di giugno. E, personalmente, mi pare che abbia fissato gli ultimi due giorni – un giorno a Norwich e poi un giorno a Cambridge, poi Norwich; mi pare il 17 a Cambridge e il 18 a Norwich, poi di nuovo a Cambridge e infine il puja. È meglio fissare due giorni a Cambridge. Prima a Norwich, che sarà… che data vi ho detto per Norwich?

Yogi: Il 18, Jai Shri Mataji.

Shri Mataji: Il 18 dovrebbe essere a Norwich, il 19 e il 20 Cambridge e il 21 ci sarà il puja.

Va bene? Cambiate solo questo, per il resto va benissimo.

Che altro? Kevin, come stai?

Yogi: Mi scusi, Shri Mataji…

Shri Mataji: Caldo? Molto caldo?

Yogi: No, ero in ritardo e non ho avuto il tempo di cambiarmi gli abiti.

Shri Mataji: Stai bene (risate, Shri Mataji ride). Stai bene così. Vedete, quando la Madre vi ha visti svestiti appena nati (risate), perché dovreste preoccuparvi dell’abito con vostra Madre (Shri Mataji ride, risate)? Giusto? (Risate, Shri Mataji ride).

Non esistono formalità con la Madre (Shri Mataji ride). Certo, Le piace vedervi vestiti come si deve, ma non c’è niente, nessuna formalità. (Di lato a qualcuno) Grazie, è tutto, grazie molte. (Allo yogi) Però hai un’aria seria, è di questo che voglio sapere.

Yogi: Oh, sono preoccupato che il (messaggio) divino non sia trasmesso sul nastro (risate) (probabilmente si riferisce all’intervista radiofonica del sahaja yogi, ndt).

Shri Mataji: Oh, capisco.

Yogi: Perché non lo so!

Shri Mataji: Sì, mi chiedevo cosa ci fosse, perché sei così serio – no, pensavo soltanto che magari è perché adesso sei sposato e pensi alla tua vita matrimoniale (risate generali), a cosa fare, e… No? Nessun problema?

Yogi: No, no.

Shri Mataji: Vedete, anche quando dite a qualcuno: “Devi sposarti”, improvvisamente… (Shri Mataji mima un’espressione preoccupata), come se qualcuno gli avesse puntato una pistola! (Shri Mataji ride, risate). Questa è la prima reazione che ho visto molte volte.

Pat non è venuto oggi?

Yogini: No, Grazyna non sta molto bene, Madre.

Shri Mataji: Come?

Yogini: Grazyna non sta ancora molto bene…

Shri Mataji: Lo so, poverina.

Signora: Vorrebbero venire ad incontrarLa la prossima settimana…

Shri Mataji: Ho detto… il suo problema è qualcosa di fondamentalmente diverso, ho suggerito la soluzione e ho chiesto a Gavin di scoprirlo. Hai chiesto a Sarah?

Gavin: Non ne ho avuto ancora l’occasione.

Shri Mataji: Ma Sarah è qui, puoi parlarle. Vedi, abbiamo, avevamo un medico in India chiamato Dr. Shirolkar che ha ideato un intervento – forse avete sentito il suo nome – (la yogini dice qualcosa, probabilmente in merito al nome. Shri Mataji: “Sì”) per rafforzare la… [Sente un bambino piangere: “Chi piange così tanto? Occupatevi del bambino”] – la parte inferiore, la parete inferiore dell’utero, sapete? E quell’operazione qualcuno deve farla anche qui, ne sono sicura.

Yogini: Sì, l’ha fatta.

Shri Mataji: Come?

Yogini: L’ha fatta.

Shri Mataji: Ha subito quell’operazione?

Yogini: L’ha fatta, ciò nonostante… è ancora…

Shri Mataji: No, ma allora poi ha concepito molto presto. [Yogini: “Chiedo scusa?”] Dopo l’intervento occorre attendere perché si sviluppi un appropriato… ha subìto quel tipo di operazione, vero?

Yogini: Penso che abbia fatto quella, sì.

Shri Mataji: Allora avrebbe dovuto attendere che la parete si sviluppasse completamente, penso che se avesse permesso… Troverò qualcos’altro per lei. Si può avere un altro strato per rafforzarlo, capisci?

[Yogini: “Sì”].

Qualche altro problema? (Ad una yogini:) Come stai adesso? Gail? Bene? Non fare lavori pesanti, ma camminare fa bene. Puoi andare la mattina a fare una passeggiata a Regent Park, non in () ma è un bel posto per camminare un po’.

(Ad un’altra yogini:) Come stai? Perché non ti siedi su una sedia, sarà meglio, meglio. Meglio che ti sieda su una sedia. Vai, vai a sederti lì. Allora, come stai? [Yogini: “Sto bene…”] Bene. Sono felice che tu sia riuscita a venire. Sono felice che tu sia potuta venire.

Hai ricevuto qualche lettera? Lui mi telefona, mi dice che sta cercando di avere il permesso e via dicendo, e mi scriverà ancora. Il suo stile è così. Sapete, non vuole parlarne finché non avrà davvero il permesso.

Yogini: Gli ho scritto.

Shri Mataji: Gli hai scritto, sì. Lui mi telefona. Tutti sospetti, sapete, perché è nell’Air Force e il governo è sospettoso degli stranieri che sposano qualcuno dell’Air Force.

Non capisco proprio. Così direi di prendere il mio passaporto; si deve camminare come un criminale con il numero di passaporto e via dicendo (risate) e dovete prendere i miei visti a Roma e questi posti.

Ma penso che lui possa farlo, Dinesh sa come fare. Ditegli di andare da Varad, Varad Rajan, lui glielo darà perché è un passaporto diplomatico.

Come stai ora, Kay? Stai meglio? Hm.

Bala, che ne è della tua varicella? (Shri Mataji ride, risate) Passata?

Bala: È passata.

Shri Mataji: Djamel, come stai?

Djamel: Ho un problema di Agnya.

Shri Mataji: Agnya? Nel giorno della resurrezione l’Agnya dovrebbe purificarsi. Qualcuno ha fatto tutto per noi, sai?

È meglio fare affidamento su questo. È tutto fatto! Perché dunque dovremmo preoccuparci?

Hm, meglio. Hm. È tutto fatto per voi: insomma, gente fortunata devo dire (risate). Come ospiti, sapete? Tutti gli altri devono fare ogni preparativo per voi e voi ne ricevete i frutti.

Giusto? Una bella situazione. Tuttavia voi sembrate così preoccupati (risate). Come si dice, c’è un cane che cammina sotto un carro e ha l’aria molto preoccupata, perché pensa di condurre lui il carro, sapete. E i poveri tori che tirano il carro sono molto contenti (risate). Meglio adesso?

È vero che nell’Islam odiano i cani?

Yogi: No, Madre.

Shri Mataji: No? No. Non odiano i cani.

In Iran sì – non so perché detestino tanto i cani. Qualcuno mi diceva che maltrattano proprio i cani. Io ho risposto che è sorprendente.

Yogi: Lo stesso in Malesia.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Non vengono trattati bene, in genere gli animali non vengono trattati bene.

Shri Mataji: Sono?

Yogi: Sono molto maltrattati, sa.

Shri Mataji: Maltrattati. Perché, vedete, sono diventati un po’ insensibili nei confronti degli animali, penso questo. Qui invece trattano con gran gentilezza gli animali ma con grande durezza i propri figli (risate). È il contrario.

Insomma, non capisco proprio, è un mistero, come ho detto (Shri Mataji ride, risate).

Chi vuole incontrarmi può venire.

Domani sera sarò a casa. Va bene?

Diciamo alle sei circa. Inoltre, il Sahasrara puja deve essere fissato per la sera, affinché possano partecipare tutti.

Diciamo che andrebbe bene all’incirca alle sette. Molti possono venire la sera perché è un mercoledì. È mercoledì? [Gavin: “Sì”] Quindi martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, forse?

Gavin: No, è un mercoledì.

Shri Mataji: È mercoledì? (Gavin asserisce) Siete sicuri? (Gavin asserisce)

Perché se il due (maggio) è martedì…

Gavin: No, il due è domenica.

Shri Mataji: Come? Il due è martedì.

Gavin: No, è domenica.

Shri Mataji: È una domenica. Allora va bene, mercoledì. Quindi si dovrebbe cercare di celebrarlo circa alle sette, così che gli altri possano intervenire al puja.

Ora, è finito? Oppure…

Yogi: …John Glower è qui, e lui dovrebbe…

Shri Mataji: Dov’è? Allora possiamo iniziare i preparativi del puja perché altrimenti si farà molto tardi. Va bene? [Yogi: “Sì”.] Quando lo ricevi…

[A quel punto viene trasmessa una intervista alla radio – di circa otto minuti – in cui un sahaja yogi introduce Sahaja Yoga, che viene ascoltata da Shri Mataji e dagli altri sahaja yogi.]

Yogi: … chiamato Sahaja. Sahaja in lingua indiana significa “nato con voi” o “spontaneo”. Infatti, lo Yoga essenzialmente non è solo qualcosa che permette di stare in forma, com’è ormai diventato in Occidente. Yoga significa unione, unione del proprio Sé con il proprio Spirito, o meglio, del vostro Spirito e del Grande Spirito che è il Divino, o Dio ().

E infatti, lo Spirito… di cui oggigiorno la gente non conosce nemmeno l’esistenza, la maggior parte di solito si sente in imbarazzo a parlare di anima e Spirito, mentre in effetti è una realtà.

È quella (essenza) interiore e rappresenta la vera natura, le sue qualità sono pura beatitudine, pura coscienza e verità; e, se si riesce a sperimentare quello Spirito a livello conscio, naturalmente si può essere una persona molto gioiosa e non avere i problemi che hanno la maggior parte delle persone. La domanda è: come ottenerlo? Sahaja significa che è spontaneo, in altri termini adesso, per la prima volta, qualcosa ha reso spontanea la realizzazione del Sé, ha reso possibile per la prima volta la completa conoscenza di se stessi.

Intervistatore: Lei parla di “qualcosa”. Che cos’è questo qualcosa?

Yogi: Questo qualcosa è il fatto che, nell’osso sacro, che è l’osso alla base della spina dorsale, si trova una energia chiamata Kundalini, denominata Kundalini dagli orientali. Anche i cristiani l’hanno incontrata, ma l’hanno chiamata Spirito Santo. Anche Gesù ne ha parlato. E …

Intervistatore: I cristiani non gradirebbero sentire che si trova in un osso… (non chiaramente udibile).

Yogi: No, no, tuttavia Cristo ne ha parlato, è questa la cosa essenziale, non che lo abbiano fatto necessariamente i cristiani; piuttosto è ciò che ha detto Cristo. Ora, in qualche modo, questa energia, che rappresenta il Divino in noi, deve collegare lo Spirito individuale – noi lo chiamiamo Atma, lo Spirito personale – con Lui, con il Divino, d’accordo? E il modo in cui accade è che la Kundalini ascende lungo la spina dorsale, illumina lo Spirito e penetra – in realtà raggiunge sette centri sottili chiamati chakra, di cui parlerò fra un minuto se volete – finché non penetra attraverso l’area della fontanella sulla sommità della testa, il chakra più in alto, il centro più in alto.

Quando ciò accade, la realtà spirituale personale interiore, ossia lo Spirito, i centri sottili e la Kundalini, che è, se volete, l’energia Divina interiore latente, vengono tutti portati per la prima volta nel sistema nervoso conscio.

Intervistatore: Se essa è lì, o c’è sempre stata, perché non è accaduto prima?

Yogi: Perché non è mai accaduto prima; beh, prima è accaduto in alcuni casi, ci sono state  persone illuminate… che erano grandi santi, persone dotate di immenso coraggio e potere spirituale che hanno avuto prima la realizzazione del Sé: possiamo citare il Signore Buddha, il quale era un uomo che, grazie alla sua grande perfezione ha ottenuto la propria vita spirituale, in altri termini la sua Kundalini è salita completamente e, come diremmo noi, ha avuto la completa realizzazione di Dio. Insomma, è diventato una personalità cava, come se in lui fluisse il suono, il suo ego se n’è andato, i suoi condizionamenti se ne sono andati ed è diventato solo lo Spirito.

Adesso questo accade a chiunque ed è questa la cosa principale, è questa la cosa interessante, eccitante e completamente gioiosa; adesso non si tratta di alcuni saggi che vanno a vivere su una montagna, dotati di una pura, assolutamente perfetta conoscenza, che alla fine possono ricevere la loro realizzazione del Sé. Adesso, chiunque di noi lo desideri, chiunque di noi la ricerchi, i ricercatori genuini possono ricevere la realizzazione del Sé.

Ed il motivo di questo è che una signora indiana, di nome Mataji, Sua Santità Mataji Nirmala Devi, è venuta al fine assolutamente primario di concedere questo dono della realizzazione del Sé, grazie alla quale… Lei non è un guru venuto soltanto per avere persone ai Suoi piedi, farsi pagare denaro e via dicendo; al contrario, Lei dice che non si può pagare per il Divino, non si può pagare per il proprio Yoga, per l’unione del proprio Spirito con Dio.

Accade spontaneamente, e il motivo per cui avviene è che, in Sua presenza, le vibrazioni che emanano da Lei, o anche dalla Sua fotografia, entrano attraverso le mani rivolte verso l’alto, e ciò innesca il risveglio della Kundalini che risiede (dormiente, ndt) e della quale come dice lei non sappiamo se ci sia – comunque c’è, che ne siamo a conoscenza o meno – alla base della spina dorsale.

Essa si solleva e si sente la brezza fresca, quella che si percepisce come brezza fresca nelle mani – le vibrazioni che fluiscono da Mataji in forma completa – la Kundalini allora sale e si inizia ad avere sensazioni nelle…

Intervistatore: Ci sono tanti… Sa, la realtà è, ed io devo dirlo …

Yogi: Sì.

Intervistatore: … è che ci sono moltissime persone che dicono cose molto simili, ed anche tante persone, diciamolo, che… (parole indistinte). Qual è la differenza fra questo (metodo) e gli altri?

Yogi: Bene. Ci sono molte differenze, ma va ammesso che, a causa dell’epoca in cui viviamo, poiché ci sono molte cose intorno, alcune delle quali sono state dimostrate assolutamente pericolose e nocive per la gente da psicologi ed altre persone esperte.

Questo deve rivelare qual è la differenza, occorre avere un discernimento. Per discernere, come ho detto prima, innanzitutto si deve giudicare Mataji, si deve giudicare Sahaja Yoga sulla base di ciò che si sente al riguardo, suppongo, giusto? Prima della realizzazione. Ed anche usando il consenso. Ma il messaggio di Mataji è questo: non si può pagare per il Divino, assolutamente no, è satanico cercare di pagare per il Divino.

In secondo luogo, se una cosa è autentica, non si avranno effetti collaterali negativi, non ci si sentirà male: se una cosa è santa, buona e pura ci si sentirà bene, e sarà evidente nella vostra completa personalità… (parole indistinte).

E, egualmente, non si può giungere alla realizzazione spirituale, o a Dio, diciamo, al proprio Spirito o alla verità, ciò non può essere raggiunto se si segue un sentiero che non sia retto, che non sia santo, immorale o con comportamenti estremi.

Intervistatore: Però, sa, ci sono tanti altri che dicono esattamente le stesse parole. Qual è dunque la differenza fra voi e, ad esempio, il Raja Yoga? Anche loro non prendono soldi.

Yogi: Il fatto è che noi abbiamo l’avvenimento reale che si può percepire interiormente, si sente la brezza fresca. Quando si ottiene la realizzazione e tutti la ricevono – non si deve pagare per questo _- si sente la brezza fresca nelle mani che proviene dalla fotografia o da Mataji. Appena si sente si deve verificare da soli. Se si dice che c’è una brezza fresca non crea realmente una brezza fresca; ma quando la si percepisce, non si può negare la sua esistenza.

In secondo luogo si sente il fresco scaturire dalla testa, quando si riceve la realizzazione, non prima. In terzo luogo, si inizia a sentire tutta questa creazione estremamente sottile, molto sensibile e realizzata meravigliosamente, che è la personalità umana. Si iniziano a percepire le sue sottigliezze.

Intervistatore: E tutto questo dove ci conduce, dove ci porterà?

Yogi: Ci porta nel futuro, assolutamente, o meglio, nel presente; conduce verso se stessi. Quando la Kundalini passa attraverso dal secondo chakra a quello sulla sommità, anzi il sesto, si giunge nel presente e si entra in uno stato di consapevolezza senza pensieri, spontaneamente.

È assolutamente naturale, accade semplicemente, quando la Kundalini raggiunge quel punto. Il motivo di ciò è che, se si pensa, non è possibile stare nel presente, non si può essere consapevoli del vero presente. Si può essere consapevoli soltanto di ciò che è appena passato o di ciò che sta per accadere fra brevissimo tempo, ma non si può essere consapevoli dell’assoluto presente.

L’unico modo di stare nel presente, assolutamente, è di essere senza pensieri, e la Kundalini fa questo, quando attraversa quel punto sulla fronte. Allora si diventa consapevoli senza pensieri, e si è sempre in quello stato. Facciamo tutto in quello stato.

Sembra strano, ma è una realtà. Le preoccupazioni si dileguano, i problemi si dileguano, le difficoltà se ne vanno, man mano che questi chakra vengono purificati dall’ascesa della Kundalini, che rimuove tutte le cose orribili che causano i problemi; e alla fine si diventa esseri gioiosi.

Intervistatore: E, se siete interessati, Lei terrà un incontro a Caxton Hall mercoledì quattordici aprile alle sette di sera, siete tutti i benvenuti.

[Gli yogi acclamano e applaudono la trasmissione]

Shri Mataji: Adesso il punto molto importante da dire su questa intervista, vedete, è che acquisite i vostri stessi poteri. Voi stessi sapete, potete sentire gli altri, potete sentire voi stessi e sapete manovrare la Kundalini degli altri; potete dare la realizzazione; potete curare gli altri.

Il vostro potere viene liberato, il potere del vostro Spirito viene rilasciato sul vostro sistema nervoso centrale.

Questo sarebbe realmente convincente: non è il mio potere, (bensì) è il vostro stesso potere quello che potete sentire.

Yogini: Madre, sembra, parlando di altri gruppi, che dicano tutti le stesse cose che diciamo noi; la sola cosa che dovremmo dire – e deve essere davvero convincente – è che noi abbiamo questi poteri.

Shri Mataji: È così.

Yogini: È così.

Shri Mataji: Limitarsi a parlare è molto facile. Vedete, se loro leggono dei libri, poi ne parlano. Se leggono un libro di Sahaja Yoga possono dire: “Io ho il risveglio della Kundalini. Posso sentire i chakra. Posso…” Che lo dicano pure!

Chiedete loro: “Potete sentire i nostri chakra?”. [Yogi: “È tutto”.] È tutto. Allora su cosa sono d’accordo? Che cosa dicono? Verranno?

Yogini: Alcuni lo hanno fatto, sì, Madre…

Shri Mataji: Penso che dovreste andare ad incontrarli spesso. [Yogini: “Sì, Madre”] Vedete, Amar Samati ha chiesto… è andato a Santa Cruz, un posto del tutto nuovo.

Ha incontrato la gente, le ha parlato e ha detto: “Vedete, voi non sentite nulla, perché allora aderite a qualche gruppo? E per cosa? Per pagare denaro? Per cosa?

Infatti lo avete fatto, ma non sentite le vibrazioni, niente; non sentite niente, non avete alcun potere”.

E li ha convinti.

E lui ha detto: “Ci saranno almeno dalle cinquecento alle seicento persone”, e ce ne sono state di più a quel programma.

È questo che dovete andare a dire: “Che cosa avete ottenuto? Non avete ottenuto alcun potere. Noi sì, possiamo sentire (il vostro stato vibratorio). Sappiamo di cosa si tratta, conosciamo lo stato dei vostri chakra”. È così.

Yogini: Madre, c’è un episodio molto divertente. Siamo andati ad incontrare alcuni buddisti ed io ho chiesto ad uno di loro che cosa fosse l’illuminazione.

Shri Mataji: Hm.

Yogini: E lui mi ha dato una risposta molto confusa. Allora gli ho chiesto: “Pensi che la otterrai in questa vita? E lui: “Oh, non so, credo che sia possibile”.

Io ho continuato: “Bene, come saprai quando la otterrai?”

Lui ha risposto: “Oh, penso che un giorno mi si rivelerà con evidenza”. E nel dire questo la sua Kundalini è salita! (La yogini ride, risate)

Shri Mataji: Che cosa? Che cosa gli apparirà?

Yogini: Ha detto: “Immagino che un giorno mi si rivelerà con evidenza”. E mentre lo diceva la sua Kundalini è salita (Shri Mataji ride, risate).

Shri Mataji: Bene.

Sto anche inviando, sapete, queste… In qualche modo, con il lavoro di mio marito incontro dei ricercatori che sono persone al vertice degli affari. E io sto inviando loro dei libri, sapete? E voglio inviare uno dei nostri libri in Indonesia. C’è un ambasciatore indonesiano che è molto desideroso, così ha scritto a mio marito: “Non mi hai ancora inviato il libro”. Così dovremo spedirglielo lì.

Yogini: Madre, Warren ha inviato questa cassetta, è la prima copia VHS di… (assenza di audio).

Shri Mataji: Oh, bene, vediamo. Possiamo guardarla qui?

Io non so che smalto abbia messo questa gente, non lo so. Indiani. Non va via con nessun solvente per smalto molto inglese. Riuscite a crederci?

Però risplende… torno subito. (Il video) è di buona qualità, senz’altro, ed è venuto molto bene.

[Shri Mataji si alza]

[Pausa nella registrazione]

… inoltre trema anche un po’ ma non importa, non possiamo farci niente, sapete, perché in ogni caso abbiamo gli originali, ma questi devono essere trasferiti. Ma tutti quelli nuovi dovrebbero essere fatti su VHS. Questo è un metodo nuovo e migliore da usare, sapete? Penso sia un’idea migliore che usare l’altro e poi trasferirlo.

È ottimo, insomma, per quanto riguarda… va bene, ma sarebbe meglio farlo in modo diretto. Comunque di fatto non vogliamo che vadano perse, tutti vorrebbero sentirle ed alcune a Houston e così via sono molto potenti. Avete la registrazione di una di Houston?

Gavin: Ce n’è almeno una di Houston, Madre. Non so dove sia ora, forse la manderà Warren.

Shri Mataji: Bene, allora chiedigli di inviarne alcune di Houston per farle vedere alla gente, sono state molto potenti. In particolare su Cristo ho parlato molto bene. E perché non mandate questo a quelli di Houston, questo di Pasqua? Sarà una buona idea, sapete.

E se vuole ascoltarlo anche il signor furbone potrebbe farlo, sapete. Non c’è da stupirsi, a causa delle pressioni su di lui, sapete? Sta diventando un culto, diventerà un culto, la Unity Church[5] diverrà un culto se comincia a tollerare ogni cosa. Scrivetegli: “Diventerete un culto, non una Chiesa vivente. Le cose viventi sanno cosa scartare e cosa accettare”.

Prego, sedetevi.

Yogi: Mi scusi, Madre, questa luce La disturba?

Shri Mataji: Questa che cosa?

Yogi: Le dà fastidio se si accende questa luce?

Shri Mataji: Non l’avevo vista!

Yogi: Oh. (Risate)

Shri Mataji: Penso dia un’immagine migliore.

Yogi: È vero.

Shri Mataji: È vero. Sì. (Ha inizio il puja). Potete chiamare le persone venute da Lille. Chi altro? Le persone nuove di Londra, vedete, se non vengono avanti, come le conoscerò?

Alcune persone nuove che non ho conosciuto dovrebbero venire avanti, sapete, sarà una buona idea.

Dovete dirmi i vostri nomi e……[Yogi: “Gary”]. Come? [Yogi: “Gary”] Gareth. [Yogi: “Gary”] Gary, Gary, bene, Gary.

Qualcun altro di Lille? Patrick, tu puoi venire. Vieni tu. Ora, qual è il tuo nome?

Christopher. Christopher non lo conosco. Christopher e Gary. Chi altro c’è? Qualche altro nuovo? Vieni. Patrick, vieni e vieni anche tu. Vieni anche tu perché vieni da fuori.

Hillary, va bene? Hai un po’ cambiato, va bene? [Yogini: “Sì, Madre”].

Un po’, perché, sapete, non ha senso andare su e giù [Yogini: “Sì”], quindi è meglio finire con Norwich [Yogini: “Sì, Madre”], e poi andare a Cambridge [Yogini: “Sì”].

Yogini: Madre, ho capito bene che ha intenzione di trascorrere due notti a Cambridge e celebrare il puja il giorno dopo?

Shri Mataji: Sì. [Yogini: “Oppure è solo una sera?”] No, no, è così, è così, è proprio così [Yogini: “Due programmi”]: il 18 a Norwich [Yogini: “Sì”], il 19 e il 20 a Cambridge [Yogini: “Sì”] e il 21 il puja; il 21 è domenica, giusto?

Yogini: Lo spero, Madre, sì.

Shri Mataji: Lo spero [Yogini: “Sì”], perché alcune persone dovranno venire da qui per il Puja. [Yogini: “Sì, Madre”] Controllate, il 21 è domenica?

Bene. Venite, venite avanti.

Yogi: No, è un lunedì.

Shri Mataji: Ah. Direi David, vieni tu, David Prole, per favore, vieni a lavare i miei piedi.

E Kay, Kay? L’altra Kay, venga avanti, sì. Bene.

E Samson. Dov’è? Oh… (Risate) Io lo chiamo Samson, si chiama Simon ma io lo chiamo sempre Samson (risate). Non posso dimenticare Sansone, sapete, nessuno qui è un Sansone, pensate.

Yogi: Caleb, Madre.

Shri Mataji: Eh?

Yogi: Caleb. (Shri Mataji ride) È Caleb, Madre.

Shri Mataji: Chi? [Gli yogi: “Caleb”] Lui è Samson? Chi è Samson?

Yogi: Il figlio di Magda, Caleb.

Shri Mataji: Caleb è Samson? (Risate) Non lo sapevo! (Shri Mataji ride).

Allora, Maria, com’è adesso, lavorerai l’anno prossimo per la Grecia?

Maria: L’anno prossimo, come desidera Lei Madre, possiamo farlo quest’anno, se preferisce.

Shri Mataji: (ride) Penso sia troppo presto. Dovremo andare, preparare, fare qualcosa laggiù…

Maria: Occorre andare almeno un mese prima del Suo arrivo, Madre, per fare qualche preparativo.

Shri Mataji: Sì.

Maria: E dopo dovremo rimanere … per stabilizzare qualcosa.

Shri Mataji: Tu dovrai rimanere lì.

Maria: Ho scritto a Maria (cognome non chiaro: Fujami?), invitandola a venire qui, ma non ho ancora ricevuto una risposta.

Shri Mataji: È questo che sto dicendo.

Adesso venite, potete innanzitutto lavare voi due i miei piedi. Uno alla volta, così questo spazio rimarrà per far venire anche gli altri. Spostatevi. Lasciate stare ora, non è pronto, bene, sapete, potete mettere questo da una parte e quello potete metterlo qui sopra. Ora potete accenderlo. Per cominciare venite voi due a lavare i miei piedi.

Adesso ciò che dico è che qui dovrebbe stare qualcuno che deve versare l’acqua e, Gavin, è meglio che tu guidi ciò che deve essere letto e ciò che va fatto.

Ora venite, venite tutti e due. Uno di voi dovrebbe versare… sì, tu versa l’acqua, vieni, lei può farlo, vieni da questo lato. Ora tu, stai attenta, questo è caduto tutto. Sì. Perché non spostate la lampada là dietro?

Qualcuno può farlo piano piano… con attenzione, qualcuno deve farlo con grande attenzione, c’è l’olio dentro, è molto pesante, è molto pesante!

Ora venite. Sì. Sarebbe meglio se la metteste lì e poi l’accendeste. Prima sistematela. Penso che Marcus sappia come fare. Marcus? Vieni. Sì. Vieni, anche tu. Come va il tuo orologio, va bene? Bene. Asciuga – adesso strofina, strofina forte, strofina forte, strofina forte.

Dov’è la scatola dei fiammiferi? Con i sahaja yogi non si trovano scatole di fiammiferi! (Perché nessuno fuma; risate, Shri Mataji ride). Strofina forte. Loro l’hanno offerta ora. Nessun bisogno di…

Yogi: Diciamo tutti i mantra di Madre.

Gli yogi (recitano i tre Grandi Mantra):

Om Twameva Sakshat, Shri Mahalakshmi, Mahasaraswati, Mahakali, Trigunatmika, Kundalini Sakshat, Shri Adi Shakti Sakshat, Shri Bhagavati Sakshat, Shri Mataji, Shri Nirmala Devi Namoh Namaha.

Om Twameva Sakshat,Shri Kalki Sakshat, Shri Adi Shakti Sakshat, Shri Bhagavati Sakshat, Shri Mataji, Shri Nirmala Devi Namoh Namaha.

Shri Mataji (ad una persona arrivata a lavare i Suoi piedi): Adesso verifica.

Gli yogi: Om Twameva Sakshat, Shri Kalki Sakshat, Shri Sahasrara Swamini Moksha Pradayini Mataji Shri Nirmala Devi Namoh Namaha.

Shri Mataji (a lato alla persona): Dio ti benedica. Adesso lascia venire gli altri. Strofina forte. Qui. Void.

Uno yogi: [legge il vangelo di Matteo: 6,1-6.16-18]

Cristo disse ai suoi discepoli: 2Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 5E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

7Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. 9Voi dunque pregate così (gli yogi si uniscono alla preghiera): Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, 10venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. 11Dacci oggi il nostro pane quotidiano, 12e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, 13e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Perché Tuo è il regno, Tuo è il potere e Tua è la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Shri Mataji (a lato alle persone che lavano i Suoi piedi:) Bene. Acqua… mettila in… quest’acqua.

Yogi: [Dal Vangelo di San Giovanni (13.1). Bibbia di re Giacomo.] Dal Vangelo di San Giovanni.

1Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.

2Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, 3Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita.

5Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.

6Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?».

7Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». 8Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me».

9Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». 10Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». 11Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».

12Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? 13Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. 14Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. 16In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. 17Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.

Altro yogi (continua): 18Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto, ma deve compiersi la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno. 19Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono. 20In verità, in verità io vi dico…

Shri Mataji: Ad alta voce.

Yogi: … chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

21Dette queste cose, Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».

22I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. 23Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. 24Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. 25Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». 26Rispose Gesù: «È colui per il quale…

Shri Mataji: Adesso dovrebbe leggere qualcun altro perché lui deve lavare i miei…

Yogi:… intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, il figlio di Simone.

Shri Mataji: Simon, vieni tu. Venite voi due poi lo farà anche David. Deve lavarli. Chi altro c’è? David e chi altro?

Fate venire Pat insieme a David. Pat c’è? Vieni. Sì. Lava i miei piedi. Strofina forte.

Altro yogi:…27Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». 28Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; 29alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. 30Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. 31Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. 32Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.

33Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. 34Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». 36Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».

37Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!».

38Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non mi abbia rinnegato tre volte”.

Shri Mataji (a lato alla persona che lava i Suoi piedi:) Va bene. Mettilo un po’…

Altro yogi: 1Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? 3Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. 4E del luogo dove io vado, conoscete la via».

5Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». 6Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

Shri Mataji: “Lo avete veduto”: notate, non colgono questo punto!

Yogi: 8Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”?

10Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?

Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. 12In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.

13E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

Shri Mataji: Bello, bellissimo. (A lato alle persone che lavano i Suoi piedi:) Venite. Bene, ora: potete mettere quest’acqua in qualcos’altro da questa parte. Prendetela. Ora prendete l’altro, meglio… bene.

Yogi: 15Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.

Shri Mataji: Ad alta voce.

Yogi: 15Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito[6] perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.

18Non vi lascerò orfani: verrò da voi.

19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. 21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio…

Shri Mataji: Osservate ora: Egli ha detto che il primo comandamento è amarsi gli uni gli altri. I discepoli devono amarsi l’un l’altro. Non ha detto Tizio, Caio e Sempronio. Prima amare i discepoli, tutti voi dovreste amarvi gli uni gli altri. Questo è l’aspetto principale. Questa è la prima cosa. In secondo luogo “Mio padre”. Notate la relazione.

Yogi: … e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». 22Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». 23Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

25Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. 26Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

27Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

28Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me.

Shri Mataji: Bene. Inizia a voce alta e mantienila. La gente deve sentirti. Bene (Rivolta a qualcuno che sta lavando i Suoi piedi:) Ora senti le vibrazioni sulle mani.

Gavin: 29Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. 30Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla,31ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco.

Shri Mataji: Hm!

Yogi: Alzatevi, andiamo via di qui».

1«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. 2Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota…

Shri Mataji: Sentite!

Yogi: …perché porti più frutto.

3Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. 4Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. 5Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

7Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto.

8In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. 9Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 10Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Shri Mataji: Bene, vieni, adesso vieni. John and Don. Sì. Prendete questo. Nel recipiente..

Gavin: 11Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. 12Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. 15Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.

Shri Mataji: Strofina forte. Forte. Hm. Molto forte.

Yogi: 16Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

18Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.

Shri Mataji: Sempre un comandamento. Notate. Infatti Egli sapeva che, se non vi amate fra voi, nessuno vi crederà.

Yogi: 19Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

20Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi;

[Shri Mataji annuisce con un cenno del capo]

Yogi: …se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. 22Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato…

Shri Mataji: Avrebbero…?

Yogi (ripete): …non avrebbero alcun peccato (Shri Mataji annuisce con la testa). Ma ora non hanno scusa per il loro peccato. (Shri Mataji sorride) 23Chi odia me, odia anche il Padre mio. 24Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. 25Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione.

Shri Mataji: Notate, verissimo.

Yogi: 26Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me;

Shri Mataji: Spirito della verità è il punto. Vedete, ricevete lo Spirito di Verità e poi darete testimonianza, potete dare testimonianza.

Yogi: …27e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

Shri Mataji: Fin dal principio. In ebraico penso non sia maschile o femminile. Non sono sicura, ma sapete, deve essere una specie di genere neutro.

(Alla persona che sta lavando i Suoi piedi:) Adesso ferma il movimento, fermalo. Fermalo del tutto. Fermalo. Stai ancora muovendo.

Altro yogi: 1Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. 2Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio.

[Shri Mataji: “Meglio. Rivolgi le mani verso di me”] 3E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. 4Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto.

[Shri Mataji alla persona che sta lavando i Suoi piedi: “Va bene?”.]

Non ve l’ho detto dal principio, perché ero con voi. 5Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. 6Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.

7Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.

8E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. 9Riguardo al peccato, perché non credono in me; 10riguardo alla giustizia…

Shri Mataji: Penso che tu debba alzarti a parlare, perché non riescono a sentirti. Notate come è chiaro, rileggilo. Come è esplicito.

Che bel capitolo oggi.

Yogi (ripete): 7Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, La manderò a voi (risate. Shri Mataji sorride).

8E quando Lei sarà venuta, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. 9Riguardo al peccato, perché non credono in me; 10riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; 11riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato. 12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

13Quando verrà Lei, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stessa, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Shri Mataji: Tutto ciò che Lei vedrà.

Yogi (ripete): …e Lei vi annuncerà le cose future.

Shri Mataji: No, prima di questa frase cosa c’è?

Yogi (ripete): 13Quando verrà Lei, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stessa, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

14Ella mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che LEI prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 16Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete poiché io vado al padre».

Shri Mataji (a qualcuno che sta lavando i Suoi piedi): Meglio adesso? Sì, meglio. Meglio ora? Senti sulla sua testa (le vibrazioni). Stai bene? Sta bene. Bene. Ora. Dio ti benedica (Shri Mataji fa bandhan intorno alla persona).

Altro yogi: 17Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?».

18Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».

19Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? 20In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.

21La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. 22Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. 23Quel giorno non mi domanderete più nulla.

Shri Mataji: Quel giorno, notate, non mi chiederete nulla (Shri Mataji sorride, risate).

Yogi: In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. 24Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. 25Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato (Shri Mataji ride) e apertamente vi parlerò del Padre.

26In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: 27il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.

Shri Mataji: Bellissimo. Che altro volete ora? Ha detto tutto! Qualcuno legga il brano sulla resurrezione, qualche passo. (Rivolta a chi le sta lavando i piedi:) Bene. Prima qui fai… da questo lato. L’hai detto? Bene. Qui. Adesso rivolgi le mani verso di me. Bene? Bene. Ora.

Possiamo, pensavo… va bene, Mandy e Magda, potete venire a lavare le mie mani. Ken, un utensile. Se potete portare un recipiente o qualcosa potete versarla sopra…

Yogi: (Giovanni 19,41) 41Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. 42Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve[7] dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

1Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. [Shri Mataji: “Prendi un secchio o qualcosa del genere”] 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

[Shri Mataji: “Un secchio”]

3Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

6Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. 10I discepoli perciò se ne tornarono di nuovo a casa. 11Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?».

Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».

14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù.

15Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo».

16Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». 17Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».

Shri Mataji (ad una delle yogini): Il sinistro ha un blocco. Massaggia il piede sinistro. Massaggia. Massaggia il sinistro. Bene. Guarda, queste due dita qui, Vishuddhi e Agnya. Massaggiale forte.

Altro yogi: 18Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

21Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». 22Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!».

27Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!».

28Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». 29Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». 30Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro.

31Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Shri Mataji: Egli cercò di risvegliare la loro Kundalini. Questo non è scritto in questo libro. Vorrei lo avessero scritto. Molti cristiani sarebbero stati salvati (Shri Mataji sorride).

Va bene. Meglio? Lava le mie mani. Sì, due per una mano. Lava. Forte. Tieni l’altro.

Yogini (continua la lettura): Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli…

Shri Mataji: Alzati in piedi e leggi ad alta voce, non riesco a sentirti.

Yogini: 1Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: 2si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli.

3Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

4Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. 5Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». 6Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete».

La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci.

7Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. 8Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.

9Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. 10Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora».

11Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò.

12Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. 13Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. 14Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

15Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore…

Shri Mataji (alla persona che lava le Sue mani): Senti le vibrazioni, ora sono migliorate.

Yogini: … tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci le mie pecore». (Shri Mataji a lato: “Daremo qualcos’altro”…)

16Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore ». 17Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. 18In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».

19Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi». 20Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?».

21Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». 22Gesù gli rispose: «Se voglio [Shri Mataji (a lato): “Miele…”] che egli rimanga finché io venga, a te che importa?

Shri Mataji (a lato): Miele, miele… miele.

Yogini: …Tu seguimi». 23Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». 24Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. 25Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

Shri Mataji: Ah, vedete, Egli ha detto: “Tu non morirai”. Che cosa significa? Nessuno muore, giusto? Nel senso che rinascerete alla vita eterna.

(Rivolta alle persone che offrono gli elementi:)

Bene. Ora … così dovrebbe andare. Versalo.

Sì. È finito? Non avete fatto vedere… leggete proprio la parte sulla resurrezione.

(Alle persone che offrono gli elementi:) … dovresti versare anche tu del miele, versa qualcosa.

Meglio. Il miele è lì. Versalo tutto.

Va bene. Così basterà. Ora altro latte.

Altro latte. Gavin? [Gavin: “Sì, Madre”] Altro latte. Bene.

Gavin: [Giovanni cap. 20.19-23] 36Come ebbero così parlato, Gesù stette in mezzo a loro dicendo: «Pace a voi!».

37Ma essi erano atterriti e spaventati, pensando di aver visto uno spirito. 38Ed Egli disse loro: “Perché siete turbati? E perché nei vostri cuori nascono pensieri? 39Guardate le mie mani e i miei piedi, sono io, toccatemi e guardate: uno spirito non ha carne né ossa come vedete che ho io.

Shri Mataji: È così!

Gavin: 40Detto questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41E mentre loro non credevano ancora per la gioia e si meravigliavano, egli disse: “Avete della carne?”. 42Ed essi gli diedero un pezzo di pesce alla griglia e di favo. 43Egli li prese e li mangiò davanti a loro.

44E disse: “Vi dico queste parole mentre sono ancora tra voi: tutte le cose scritte su di me nelle leggi di Mosè, nei profeti e nei salmi, si realizzeranno”.

45Poi amplificò la loro comprensione affinché potessero comprendere le scritture 46e disse loro: Così è scritto. Dunque è necessario che Cristo soffra e il terzo giorno risorga dalla morte. 47E il pentimento e la remissione dei peccati dovrebbe essere predicata in suo nome tra tutte le nazioni, a cominciare da Gerusalemme. 48E voi siete testimoni di queste cose. 49Ed ecco trasferisco a voi la promessa del Padre mio…

Shri Mataji: Ed ecco?

Gavin (ripete): … trasferisco a voi la promessa del Padre mio; ma vi attenderò nella città di Gerusalemme fino a che vi sarà conferito il potere in Cielo.

Shri Mataji: Leggi solo questa parte: “Vi attenderò…” (Si rivolge alla persona:) Ancora un po’ d’acqua.

Gavin: Vi attenderò nella città di Gerusalemme fino a che vi sarà conferito il potere in Cielo.

Shri Mataji: Di nuovo, per favore. Non ho sentito tutte le parole. “Vi attenderò…”

(Alla persona che Le sta versando acqua nelle mani: Sì).

Gavin (ripete ad alta voce): … Ecco, trasferisco a voi la promessa del Padre mio: ma vi attenderò nella città di Gerusalemme fino a che vi sarà conferito il potere dal Cielo.

Shri Mataji: Vedete? (Shri Mataji sorride).

Gavin: Li accompagnò fino a Betania e, alzando le mani, li benedisse.

51E mentre li benediceva passò oltre, si separò da loro e ascese in cielo. 52Ed essi lo glorificarono e tornarono a Gerusalemme in grande gioia 53e rimasero nel tempio continuando a glorificare e benedire Dio.

Shri Mataji: È stato promesso! L’ho ripetuto molte volte che vi è stato promesso.

(A lato:) Molto bene. Penso… come dovremmo procedere? Prima cenare e poi celebrare l’havan? Che cos’è? È pronta la cena oppure… possiamo fare l’havan e poi cenare, come volete. Io sono libera stasera, per tutta la notte (risate). Come volete voi. Perché questo?

Gavin: Madre, per questo puja non Le offriremo un sari. (Le presentano una scatola)

Shri Mataji: Oh, bene.

Gavin: Le offriamo qualcosa di più simbolico.

Shri Mataji: Bello. Che Dio vi benedica. Bellissima. Posso aprirla? Meraviglioso.

[Shri Mataji ha difficoltà ad aprire il pacchetto. Qualcuno dice: “Potete aiutare?”.Una yogini cerca di aiutare: “Viene via, Madre…”].

Gavin: Che granthi (nodo)! (Risate)

Shri Mataji: Davvero bellissimo… Davvero bellissimo, Gavin. Che cosa c’è dentro? Gavin? Questo non va bene, è troppo. Io non so come abbiate potuto pensare a tutte queste cose, è troppo.

Yogini: Madre? Madre, è un uovo vero.

Shri Mataji: È un uovo vero.

Yogini: Sì, Madre.

Shri Mataji: Lo so, ho potuto sentirlo, sono riuscita a sentirlo. Deve essere un uovo di anatra o qualcosa del genere. È molto grande, vero?

Alcuni yogi: Oca.

Yogini: È un uovo d’oca.

Shri Mataji: Come?

Yogini: Uovo d’oca.

Shri Mataji: Uovo d’oca. Molto ben fatto. Bene. Va bene. E questo cos’è? (Un anello, ndt) È troppo, Gavin, è troppo. Bellissimo. Grazie.

Gavin e gli yogi: Jai Mataji.

Shri Mataji: Grazie molte, grazie.

È bellissimo, non potete immaginare. Molto bello. Ha questo pradakshina (cerchio) intorno allo Spirito (Shri Mataji mostra l’anello che porta al dito. Probabilmente si riferisce al fatto che l’anello ha al centro un rubinola pietra che rappresenta il cuore circondato da una montatura  d’oro).

Vedete? È bellissimo. Che scelta! Che meraviglia!

Non dovremmo spendere denaro per l’oro.

È bellissimo. È troppo, non dovreste regalarmi cose così costose. Dove avete preso questo uovo? Una vera bellezza, penso (risate).

È un pezzo proprio antico. Potreste rifare il pacco con attenzione?

Che idea! Desidero che l’“uovo che cammina” (probabilmente l’essere umano, ndt) diventi come questo, tutto adornato di ogni bellezza, di tutte le cose preziose.

[Alcuni bambini portano dei regali a Shri Mataji].

Sì? Hai portato questo per me? Ciao, che cos’è? Questo cos’è? Che cosa hai?

Eh? A che cosa serve? Ora, che cosa c’è lì? (Shri Mataji dà un bacio alla bambina) Questo. Hm? È un fiore? Questo è un fiore? (Prende sulle ginocchia la bambina). Che cosa è successo? Hai pianto! Non piangere.

(Gioca con un giocattolo insieme alla bambina).

Hai visto questo? Cos’è? Lei sta diventando una agricoltrice o cosa? (Risate). Senti (il profumo di) questo fiore. Buono? Buono! (Risate)

[Continua a giocare teneramente con la bimba sulle ginocchia]. Che ne dici dei chana?

[Shri Mataji dà da mangiare i chana alla bambina] Ora, questo cos’è? Sta diventando più alta!

Ora, dunque, qual è il programma seguente? E la cena? Oppure dovremmo celebrare prima il puja? Chi è il responsabile?

Stavo dicendo che Nick dovrebbe avere la responsabilità di questo luogo e Norman dovrebbe assisterlo, e dovrebbero formulare tutte le norme e le regole di questo posto.

E, quando arriverà Harry, sua moglie si occuperà della cucina e della pulizia del luogo poiché lei resterà a casa, mentre Harry si occuperà della parte relativa al puja.

Penso che dovete fare tutto ciò che è necessario anche per l’altro ashram, renderlo un luogo confortevole. Qualche altro problema con questo posto? Avete abbastanza tappetini e tappeti da stendere qui? Nick?

Nick: Ne abbiamo circa quattordici, Madre.

Shri Mataji: Come?

Nick: Abbiamo circa quattordici tappeti…

Shri Mataji: Quaranta tappeti.

Nick: Quattordici, che ci ha comprato Lei.

Yogini: Quattordici.

Shri Mataji: Quaranta.

Yogini: Quattordici.

Shri Mataji: Quattordici.

Yogini: Sì.

Yogi: Sono tutti i tappeti che Lei ci ha comprato (), Madre.

Shri Mataji: Sì, è vero, ma nelle camere da letto delle persone sono sufficienti oppure ne servono altri?

Yogi: Credo che in alcune manchi ancora un po’ di pavimentazione, Madre.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Ci sono alcune camere in cui mancano ancora i tappeti, Madre.

Shri Mataji: Hanno il parquet, ma forse potreste avete bisogno di qualche… questi tappeti che avete portato, gli altri, quelli porta a porta, li avete messi da qualche parte?

Yogi: Alcuni, Madre. La maggior parte è qui in questa area.

Shri Mataji: (Questa) area. Sì. Sapete, penso che questi siano un po’ piccoli per le camere. Se occorre qualcosa dovreste farcelo sapere, ma dovete tenere qualche stanza libera per gli ospiti che verranno qui. D’accordo?

Yogi: Sì, Madre.

Shri Mataji: Alcune stanze devono essere riservate. Norman, andresti a vedere quali stanze, che siano confortevoli, vorresti tenere per gli ospiti che arriveranno da qualsiasi altra parte? E i preparativi per il cibo sono a posto?

Yogi: No, penso che a questo si stia provvedendo adesso, Madre…

Shri Mataji: Come?

Yogi: Stiamo provvedendo ora, Madre…

Shri Mataji: E il gas? L’allacciamento del gas?

Yogi: Il gas c’è, Madre.

Altro yogi: C’è, Madre.

Shri Mataji: C’è. Insomma, se avete bisogno fatemi sapere. Non conosco le vostre esigenze, è una cosa così enorme (ride) che non riesco a capire che cosa vi occorre e cosa volete. È eseguito molto bene, direi. L’Agnya è fatto molto bene [Shri Mataji guarda alcune decorazioni sulla parete] così come tutte queste cose.

Adesso cos’è quello? È una torta! (Ride)

Bene. Puoi reggermela?

[Yogini: “Sì, Madre”]. Ora dovrei tagliare la torta prima di tutto e poi prendere i fiori, va bene?

Grazie. Questo è per celebrare la resurrezione di Cristo. E la resurrezione di tutti i sahaja yogi. Dio vi benedica tutti.

[Shri Mataji riceve i fiori]. Grazie. Bellissimi.

Che Dio ti benedica. Bene. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.

Bellissime vibrazioni. Metti le mani sotto i miei piedi, vediamo, sotto, così. Abbassa la testa, vediamo. Bellissimo, bene, straordinario. Adesso vediamo lei. Lasciatela venire. Vieni, metti le mani. Dovete ripetermi i vostri nomi. Come ti chiami?

Ragazza: Lisa.

Shri Mataji: Come?

Ragazza: Lisa.

Shri Mataji: Lisa. Lo so.

Ti piace questo abito, Lisa? La prossima volta anche per te.

Uno nuovo per Bumble – bene, lei è a posto; penso sia a posto – uno per Athena e uno per Olympia. Indosseranno questi abiti.

Eh? Avranno un aspetto dolcissimo. Fate indossare loro i sari la prossima volta, penso. Sarebbe la cosa migliore (ride). Immaginatevi Athena e Olympia con questi abiti (risate). Ora, va meglio. (Offerta di fiori) Grazie molte. Dio vi benedica.

Che cosa c’è adesso, Gavin?

Gavin: Madre, con il Suo permesso Arneau ha scritto una dedica.

Shri Mataji: Chi?

Gavin: L’ha inviata Arneau.

Shri Mataji: Oh, capisco.

Gavin: Dopo ci piacerebbe cantare il Suo aarti e poi potrà cenare.

Shri Mataji: Bene. Come?

Gavin: Dopo canteremo il Suo aarti e poi potrà cenare.

Shri Mataji: Va bene, prego (ride).

Va bene, avanti.

Gavin (legge): “Madre, per il Tuo compleanno abbiamo fatto un voto: di dedicare la nostra vita a Sahaja Yoga. Qual è questo voto e fino a che punto possiamo seguirlo?

Dobbiamo arrenderci collettivamente alla nostra Madre amatissima.

Noi siamo collettivi nel momento in cui il nostro Spirito raggiunge il Tuo cuore, Madre.

Siamo collettivi quando il Tuo sorriso illumina i nostri esseri.

Siamo collettivi quando i Tuoi occhi colmi di amore e compassione riversano nel nostro cuore il loro flusso divino di ineguagliabile bellezza.

Siamo collettivi nel momento in cui il Tuo cuore tocca con delicatezza e pace la parte più profonda del nostro essere. Collettivo significa un solo cuore, nel cuore del Divino; un solo sorriso, nel sorriso di Dio onnipotente; una sola gioia sciolta nella gioia divina della Tua gloria, in Te, Madre nostra amatissima; un solo suono espresso attraverso la melodia meravigliosa della Tua voce. A quel punto ci arrendiamo a Te. La resa è un avvenimento: è uno scambio di amore tra la Madre e il figlio.

Facci sciogliere nel Tuo cuore, facci dissolvere nella parte più profonda del Tuo cuore per poter vedere e percepire la gloria del Tuo Divenire, la tenerezza del Tuo volto e la grazia delle Tue mani.

Ma la resa è più di questo: la resa è azione esaltata attraverso la collettività. Come possiamo amarti, Madre, senza agire? [Shri Mataji sembra dire piano: “Wah”, ossia “eccezionale”]

Come possiamo seguirti se non troviamo? Come possiamo essere i “Golden Builder” (costruttori d’oro) se non edifichiamo il Tuo amore e la Tua compassione nei nostri cuori?

Permettici di pregarti, Madre, di essere i Tuoi soldati, i soldati della verità e della virtù. Per favore, elimina la nostra passività.

Uccidi la nostra inazione. Distruggi la nostra apatia.

Fratelli e sorelle, svegliamoci alla conquista del campo di battaglia: siamo sahaja yogi o codardi? Ci rendiamo conto di essere i figli dell’Adi Shakti? Sentiamo in ogni secondo della nostra vita che Lei è l’Onnipotente, che ogni cosa che vive e pulsa da Lei viene e a Lei torna? Che l’intero universo è ai Suoi ordini e si inchina ai Suoi piedi di loto? Che tutti gli angeli ci proteggono per farci vincere la guerra?

Non ci è consentito di rimanere seduti, dobbiamo alzarci in piedi, impugnare la spada, brandirla ferma nelle nostre mani: che cosa c’è di più glorioso e più bello che lottare a fianco della nostra Madre amatissima?

Quando, nel mezzo del campo di battaglia sentiamo che tutto è contro di noi, pronunciamo il Suo nome nel nostro cuore: il Tuo nome, Madre, come un fiume puro, purifica ed elimina paure e dubbi, ci colma di fiducia e gioia, coraggio e fede, perché il Tuo nome è il nome di Dio onnipotente. Fai che ci arrendiamo collettivamente a Te, somma bellezza, gloria straordinaria, eterna purezza, potere cosmico, amore supremo, insuperabile splendore che risplendi in tutto l’universo, Madre, Madre di tutte le madri, Madre dei Tuoi figli devoti. Questo è il nostro voto e, con la Tua grazia e le Tue benedizioni, risiedi per sempre nei nostri cuori”.

Shri Mataji: Che bellezza. Magnifico. (Ride) Più di qualsiasi aarti. Lui capisce, comprende le dimensioni, tutte le dimensioni di questo grande momento; si può vedere con grande chiarezza. Funzionerà. Come vi ho detto l’altro giorno, prima di tutto deve funzionare l’infrastruttura, e la Kundalini funzionerà e poi si attiverà. Non c’è motivo di essere frustrati, funzionerà. La Kundalini agirà, ma voi dovete essere molto forti in certe cose, nell’amare gli altri. Forti nell’amare, è questo il punto, nel dare, nel sacrificarsi, nel sopportare, nel gioirne.

Mitezza, dolcezza, gentilezza, grazia nei confronti del prossimo. Mentre nei confronti di voi stessi dovete essere irremovibili.

Che Dio vi benedica tutti. Dio vi benedica.

Dio vi benedica tutti.

Tutto ciò che è espresso in questa preghiera sia vostro; possa realizzarsi in voi; possa darvi la manifestazione di quanto desiderato.

Dio vi benedica.

David, pensavo che alcuni di voi, Don, Gavin e tutti quelli in grado di parlare al signor arcivescovo di Canterbury, potrebbero andare a trovarlo; alcuni di voi potrebbero andare a fargli visita e dirgli come stanno le cose, proprio per lui: “Se Lei è il Consolatore, se Lei è venuta, non sarebbe una perdita per lei? Perché per giudicarla non va prima ad incontrarla?”.

Yogi: Madre, Madre, il conduttore alla radio ha detto che se molte persone gli scriveranno, potrebbe essere un programma di un’ora. Sarebbe bello.

Shri Mataji: Meglio che gli scriviate tutti.

[Pausa nella registrazione; poi viene eseguito un havan]


Gavin: Om twameva sakshat Shri Bhakti gamyā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Sharma dāyinī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirādhārā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Niranjanā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirlepā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirmalā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Shri Mataji: Rivolgi (la luce) verso di lui, così che possa vedere…

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nishkalaṅkā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nityā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Shri Mataji: Rivolgila verso di lui.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirākārā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirākulā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirgunā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nishkalā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nishkāmā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirūpaplavā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nitya muktā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirvikārā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirāshrayā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirantarā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nishkāranā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirūpādhi namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirīshwarā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirāgā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirmadā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nishchintā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirahaṅkārā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirmohā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirmamā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nishpāpā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nisaoṅshayā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirbhavā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirvikalpā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirābādhā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirnāshā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nishkriyā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nishparigrahā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nistulā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nīlachikurā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Nirapāyā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Niratyayā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Sukha-pradā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Sāndra-karunā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Mahā-devī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva sakshat Shri Mahā-pūjyā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Mahā-pātaka nāshinī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Mahā-shakti namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Mahā-māyā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Mahā-rati namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Vishva-rūpā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Padm’āsanā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Bhagavatī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Rakshā-karī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Rākshasa-ghni namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Param’eshwarī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Nitya-yauvanā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Punya-labhyā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Achintya-rūpā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Parā-shakti namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Gurū-mūrti namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Ādi Shakti namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Yogadā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Ekākinī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Sukh’ārādhyā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Shobhanā-sulabhā-gati namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Sat-chid’ānanda-rūpinī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Lajjā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Shubha-karī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Chandikā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Tri-gun’ātmikā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Mahatī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Prāna-rūpinī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Paramānu namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Pāsha-hantrī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Vīra-mātā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Gambhīrā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Garvitā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Kshipra-prasādinī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Sudhā-sṛuti namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Dharm’ādhārā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Vishva-grāsā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Svasthā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Svabhāva-madhurā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Dhīra-samarchitā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Param’odārā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Shāshwatī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Lokātītā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Sham’ātmikā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Līlā-vinodinī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Sadāshivā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Pushti namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Chandra-nibhā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Ravi-prakhyā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Pāvan’ākṛuti namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Vishwa-garbhā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Chit-shakti namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Vishwa-sākshinī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Vimalā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Varadā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Vilāsinī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Vijayā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Vandāru-jana-vatsalā namaha.

Gli yogi: Om swaha.

Gavin: Om twameva Sakshat Shri Sahaja yoga dāyinī namaha.

Gli yogi: Om swaha.

 

Shri Mataji: Ora. Qualsiasi cosa desideriate per Sahaja Yoga… desiderate nel vostro cuore che molte persone vengano in Sahaja Yoga e che Sahaja Yoga sia accettato dalla gente e si diffonda come un fuoco in Occidente.

Chiedete ad Agni stesso, una mano rivolta verso (il fuoco) ed una verso di me.

 

[Fine della registrazione]


[1] Shri Mataji fa più volte riferimento al “Devi Mahatmya”, intendendo in realtà il “Devi Bhagavatam”, o “Shrimad Devi Bhagavatam”.

[2] “Egli era il figlio di Radha. Radha è Mahalakshmi. Egli nacque in una diversa condizione, in forma di uovo, metà del quale rimase come Shri Ganesha e metà divenne Mahavishnu, ossia il nostro Signore Gesù Cristo”. (Shri Mahalakshmi Puja, Madrid, 24/05/1986)

“Sapete che Shri Ganesha si incarnò sulla Terra come Mahavishnu, e fu il figlio di Radha che si incarnò come Signore Gesù Cristo. Quindi, celebrando oggi questo compleanno, state riconoscendo la più grande verità, che il Signore Gesù Cristo era figlio di Shri Krishna. C’è una storia al riguardo. Se leggete il Devi Mahatmyam, (troverete che) il Fanciullo primordiale prese la forma di un uovo, metà del quale rimase Shri Ganesha e l’altra metà divenne Mahavishnu”. (Shri Ganesha Puja, San Diego, 07/09/1986)

[3] Vacanza in inglese si dice “holiday”, parola composta da holy (santo) e day (giorno).

[4] Albano è considerato il primo martire cristiano britannico, decapitato su una collina al di sopra della città romana di Verulamium, adesso conosciuta come St. Albans, a nord di Londra. La Cattedrale di S. Albano è stata costruita vicino a quel sito. Nel 1977 Shri Mataji Nirmala Devi si recò, insieme ad alcuni suoi primi discepoli, presso l’abitazione di uno yogi nella cittadina di St.Albans. Andarono a visitare la Cattedrale e la tomba di Sant’Albano, dove Shri Mataji si inginocchiò per rendere omaggio a Sant’Albano, di cui Lei disse che era un Adi Guru. Un altro yogi presente quel giorno riportò che Shri Mataji descrisse Sant’Albano come “una parziale incarnazione dell’Adi Guru.”

[5] La Unity Church (alla lettera “Chiesa di Unità”), informalmente chiamata anche semplicemente Unity, è una chiesa di orientamento cristiano all’interno del più vasto movimento del New Thought, o trascendentalismo americano. La chiesa è stata fondata nel 1889 da Charles Fillmore e Myrtle Fillmore a Kansas City, nel Missouri, e ha oggi la sua sede centrale a Unity Village, sempre nel Missouri.

[6] Paraclito (paracletos in greco) è il termine con cui nel Vangelo secondo Giovanni si indica lo Spirito Santo. Si tratta in origine di un termine del linguaggio giuridico che significava letteralmente “chiamato appresso”, cui l’equivalente latino è l’ad-vocatus, cioè “avvocato”, inteso come “difensore” o “soccorritore”, per estensione “consolatore”. Il contesto in cui si usa questo termine nei testi profani è quello del processo, e indica “colui che sta al lato dell’accusato” per difenderlo. Gesù, nel suo discorso di addio riportato nel Vangelo di Giovanni, promette ai suoi discepoli di non lasciarli soli, ma di mandar loro un consolatore (Gv 14,16, Gv 14,26, Gv 15,26, Gv 16,7). In Gv 14,16 lo Spirito è chiamato altro paraclito”, a significare che il primo paraclito è lo stesso Gesù.

[7] 1. Nella tradizione ebraica, il venerdì di ogni settimana, in quanto giorno in cui viene preparato il cibo per il sabato in modo da poter rispettare il riposo prescritto per questo giorno.

  1. Nella tradizione cristiana, il venerdì santo.

Etimologia: dal gr. paraskeuḗ ‘preparazione’.