Programma Pubblico, Muladhara, Swadisthan, Nabhi, Void

(Inghilterra)



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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Muladhara, Swadisthan, Nabhi, Void

 Programma Pubblico

 Derby (Inghilterra), 10 Luglio 1982


Ringrazio tutti i sahaja yogi del Derbyshire e di Birmingham per avermi dato l’opportunità di parlare ai ricercatori di questo posto. In questi tempi moderni abbiamo ricercatori: è qualcosa di veramente unico. Non abbiamo mai avuto ricercatori prima d’ora, per lo meno non così tanti. C’erano persone in cerca di denaro, come ve ne sono molte al giorno d’oggi; gente che rincorreva il potere conquistando Paesi su Paesi. Erano pochissimi coloro che ricercavano le perle della beatitudine di Dio. La ragione era che la consapevolezza, la consapevolezza collettiva degli esseri umani, forse non li faceva considerare capaci o forse non faceva sentire loro la necessità della ricerca.

Ma oggi vi è una combinazione splendida per la quale sono nati su questa terra ricercatori di altissima qualità. Le persone che stanno ricercando sono tantissime. Non sono soltanto una o due qua e là, sedute in cima ad una montagna o in una grotta o altro, che provano a meditare; ma sono tantissimi coloro che stanno ricercando, che si sentono insoddisfatti di se stessi e di ciò che hanno. Pensano che ci debba essere qualcosa al di là. Quelli che sentono di non avere ancora trovato il proprio significato, quelli che percepiscono di dover trovare lo scopo della propria vita, quelli che sentono che deve esserci qualcosa di più elevato rispetto alla realtà in cui si trovano, tutte queste persone sono ricercatori, non da oggi ma da migliaia di anni.

Ai tempi di Cristo non ce n’era nessuno, direi, perché anche quelli che Cristo prese come Suoi discepoli, a dire il vero vennero forzati a farlo; Lui dovette andare a cercarli, trovarli e parlare loro. Perciò dobbiamo dire che questi sono tempi molto importanti nella storia della creazione, in cui ci sono tantissimi ricercatori; ma oggi, il problema dei ricercatori è che non sanno cosa stanno cercando. Non hanno idea di cosa cercare, di come cercare, di cosa aspettarsi. Si inoltrano in un territorio sconosciuto, davvero sconosciuto per loro. E l’area sconosciuta nella quale stanno cercando, è ora rappresentata da numerosi individui. Ciascuno dice: “Sono io quello che può darvi ciò che cercate”. Un altro dice: “Sono io quello in grado di farlo”.

Naturalmente, si crea confusione. Di fatto, i tempi moderni sono i tempi della confusione, di grande confusione. E quando c’è questa confusione, solo allora troviamo anche una soluzione grandiosa, una soluzione permanente per risolvere il problema una volta per tutte.

Non c’è mai stata tanta confusione come oggi nella mente degli esseri umani, riguardo a ciò che è giusto o sbagliato. Mai così tanta. (In passato, i malfattori, i malvagi, ndt) commettevano tutte le cose definite sbagliate, con la consapevolezza di fare il male. Invece, le brave persone dicevano: “Bene, questo è il bene, e noi faremo il bene”. Ognuno sapeva cosa era giusto o sbagliato. Poteva agire di conseguenza. Ma al giorno d’oggi nessuno sa cosa sia sbagliato e cosa sia giusto.

A parte ciò che è giusto o sbagliato, qui si tratta di qualcosa di molto di più: dovete conoscere voi stessi. Perché in noi esiste questa consapevolezza di non conoscere noi stessi, di non conoscere l’assoluto. Viviamo in un mondo relativo di cose (materiali); ciascuno sembra essere conscio – o magari lo percepisce a livello subconscio oppure inconscio – sicuramente in ognuno di noi esiste la sensazione di non sapere. Ed è una percezione molto onesta. È una sensazione del tutto sublime di dover sapere di più. Ora, quando pronunciamo la parola “conoscere”, pensiamo ad esempio alla frase: “Io non conosco il Derbyshire, non ci sono mai stata.”

Ora, che cosa significa che non so nulla del Derbyshire? Non so nulla del Derbyshire? Posso leggere dei libri. Posso informarmi. Posso apprendere tutta la storia del Derbyshire. Posso scoprire quali sono state le persone che hanno realizzato splendide porcellane in questo luogo. Posso scoprire tutto sulla loro storia. Posso leggere tutto in proposito. Ciò nonostante, perché dico che non so nulla sul Derbyshire? Perché non ci sono mai venuta prima. Non sono mai stata a Derby, non sono mai stata in questa zona, non ho mai visto questo posto, non l’ho mai visitato, non ne ho avuto esperienza; perciò non lo conosco. Questa è esattamente la situazione.

La situazione è che noi non conosciamo il Divino. Abbiamo letto testi sull’argomento, ne abbiamo sentito parlare. Tantissimi hanno scritto su questo. Ogni volta che sanno che c’è un’inchiesta al riguardo, se ne escono con libri, libri su libri, hanno scritto migliaia di libri. Quanti di essi sono autentici e quanti non lo sono? È impossibile scoprirlo, perché in realtà non lo sappiamo. Supponiamo che qualcuno sostenga che il Duca di Bedford sia nato nel Derbyshire: bene, come farò a saperlo? Non potrò saperlo finché non incontrerò qualcuno che provenga davvero da quel luogo e lo sappia. Allo stesso modo, anche la conoscenza che abbiamo del Divino crea molta confusione. Ma questa non è conoscenza. Non è mai la conoscenza.

Il concetto di conoscenza ci deriva da una specie di risposta razionale alle nostre domande, che possiamo capire con l’intelletto, mediante la nostra intelligenza. Ma ora quest’area è oltre l’intelligenza, oltre la razionalità, oltre tutto ciò che è limitato: è l’area illimitata. Tutte le aree illimitate possono essere conosciute soltanto mediante l’esperienza della vostra consapevolezza. Ora, si dovrebbe comprendere che è una questione molto delicata: come conoscere qualcosa mediante un’esperienza della nostra consapevolezza?

Non un’esperienza come vedere all’improvviso una luce, e considerare questa un’esperienza. Intendo dire che potete sempre vedere una luce. Non è niente di grandioso. A questo proposito, certe persone dicono di aver visto una luce brillare improvvisamente davanti a sé. Non è niente di grandioso. Potrebbe esserci qualche area dalla quale può provenire il bagliore, e magari non vi serve a niente; ma voi potreste proprio avere la sensazione di averne fatto esperienza. Perciò occorre comprendere che vedere non equivale a sperimentare. Per esempio, un cane vede questo strumento (microfono), ma che ne sa? Lo vede e basta.

La consapevolezza, la consapevolezza umana possiede moltissimi aspetti grandiosi in confronto alla consapevolezza animale. Per esempio, possiamo dire che gli animali non sono consapevoli della bellezza, gli animali non sono consapevoli della pulizia. Gli esseri umani hanno queste cose innate, possono sentirle. Possono percepirle sul loro sistema nervoso centrale. Perciò, qualunque sia la vostra consapevolezza, deve essere avvertita sul vostro sistema nervoso centrale.

Non si tratta solo di qualcosa di immaginario o di una dissertazione intellettuale: “Sì, sì, lo so, lo so”. Non è questo. La conoscenza dovrebbe giungervi attraverso le vostre sensazioni, così come io posso sentire che questo (microfono) è caldo o freddo, mentre una pietra non percepirà nulla. Allo stesso modo, questa sensazione deve pervenire attraverso il vostro sistema nervoso centrale. Ciò significa che la vostra stessa consapevolezza deve essere attivata. Deve acquisire una nuova dimensione.

La vostra stessa consapevolezza deve acquisire una nuova dimensione. Tutte le altre esperienze non hanno nessun significato nell’evoluzione, a ben guardare. Nel processo evolutivo, è la consapevolezza che migliora, che acquisisce dimensioni sempre migliori. E queste dimensioni raggiungono l’apice nel momento in cui diventate esseri umani, quando la vostra consapevolezza è del tutto pronta a ricevere la consapevolezza dell’Essere Universale, dell’Essere Collettivo, così da diventare voi stessi l’essere collettivo.

Ora vorrei parlarvi di come tutto questo è collocato dentro di noi. Per ogni scopo pratico, non dovreste dare per scontato ciò che vi dico, ma non dovreste nemmeno negarlo. È come entrare in una nuova università: ascoltiamo il professore e cerchiamo di seguirlo. Se vi propone un’ipotesi, allora comincerete a farvi un’opinione, ad elaborarla. Se è vera, allora la definirete una legge. Allo stesso modo, dovremmo addentrarci in questa nuova conoscenza innanzitutto valutandola, non rifiutandola. Se poi è vera, allora dobbiamo crederci. Non dovrebbe esserci fede cieca riguardo a Sahaja Yoga; la fede cieca non aiuta affatto. Né dovrebbe esserci un rifiuto.

E se potete ascoltare, con questa disponibilità, ciò di cui vi parlo come un’ipotesi… non è necessario che l’accettiate adesso. Ma per me è giunto il tempo di dimostrarvi la verità. E la verità può esservi dimostrata. È giunto il momento di dimostrare l’esistenza di Dio; di dimostrarla, non tenendo una grande conferenza o citandovi in tribunale o cose del genere, bensì ve la proverò mediante la vostra consapevolezza. Sarà mediante un’esperienza assoluta della vostra consapevolezza che percepirete Dio Onnipotente. È giunto il tempo di dare prova delle scritture, di tutte le scritture. È giunto il tempo di dimostrare la vostra connessione con Dio, la vostra relazione con Lui, il vostro rapporto con l’Essere Primordiale; che lo chiamiate Dio o in altro modo, non fa alcuna differenza per Dio. Con qualsiasi nome lo chiamiate, Dio esiste, e non è come voi lo concepite. Dio non è come credete o come lo conoscete voi, ma Egli è come è.

Finché non lo percepirete voi stessi, non crederete in Lui. Ed anche se in determinate circostanze ci credete, si tratta di una fede cieca. Non ha alcun significato per nessuna persona razionale e verrà un giorno in cui queste persone denunceranno questo tipo di fede cieca.

Dentro di noi, come ho detto, esiste un sistema innato che ci è pervenuto mediante la crescita della nostra consapevolezza in diverse fasi, ed è come una storia, scritta dentro di noi, di come diveniamo esseri umani. Siamo stati suddivisi in differenti fasi: il primo di tutti è lo stadio del carbonio (uno yogi indica il Muladhara chakra sullo schema del corpo sottile, ndt), nel quale abbiamo ricevuto la vita, nel quale la materia inanimata ha preso vita. Questa fase è collocata in questo punto. Si trova al di sotto di quel grande potere che risiede dentro di noi nell’osso triangolare e che chiamiamo Kundalini. Questo potere è anche descritto nella Bibbia come Albero della Vita: “Apparirò dinanzi a voi come lingue di fuoco”. Ma essendo la Bibbia una cosa assolutamente microscopica, questo simbolismo non può essere spiegato. Finché non avrete acquisito la vostra nuova consapevolezza, la consapevolezza vibratoria, non può essere spiegato.

Bene, questo potere è il potere del desiderio, del desiderio supremo, dell’unico desiderio, del vero desiderio dentro di noi. Tutti gli altri desideri divengono inutili. Guardate ora i Paesi ricchi: la gente lì ha raggiunto il benessere, è ricca, benestante, ma non è felice. Paesi dove vivono persone estremamente facoltose, come Svezia e Svizzera, fanno a gara per il numero di suicidi fra i giovani. Recentemente ho appreso che gli svizzeri sono più ricchi. E si suicidano molti più giovani svizzeri che svedesi.

È a questo punto che dovremmo renderci conto che, se la ricchezza materiale ha rappresentato il nostro desiderio, non è però il vero desiderio, perché una volta ottenuta la ricchezza avremmo dovuto essere persone molto felici e gioiose; invece non lo siamo. E il fondamento dell’economia è che i desideri in particolare possono essere soddisfatti, ma in generale non sono mai soddisfatti. Significa che la materia non può appagare i vostri desideri. Qual è dunque il (vero) desiderio? L’oggetto della ricerca è celato in questo potere, ed è l’aspirazione a diventare un’unica cosa con Dio, lo Yoga, l’unione con Dio. Ciò che chiamiamo battesimo.

Nel Corano è chiamato pir. Dovete diventare pir, nati due volte. È descritto in varie lingue, ma è sempre la stessa cosa. È la stessa cosa in tutte le scritture. Se provate a comprenderne il significato, vi sorprenderete che tutte abbiano detto le stesse cose. Ora, qualcuno potrebbe dire: “Potrebbero esserci altri metodi, Madre. Può esserci qualcos’altro in grado di farlo”.

Non esistono altri metodi, perché questo è stato fatto funzionare dentro di voi per migliaia e migliaia di anni, fin da quando siete diventati carbonio. Ed è tutto predisposto dentro di voi dalla natura. È come se qualcuno dicesse che un seme debba germogliare in qualche altro modo. Non vi sono altri metodi per un seme. Il seme ha in sé un germoglio che deve essere risvegliato: è il solo modo in cui funziona. Funzionerà dentro ciascuno di voi nello stesso modo. Questo potere deve essere sollecitato dentro di voi. Deve essere risvegliato dentro di voi. Se viene risvegliato in voi, esso sale. Ma cos’è questo potere? È quello di diventare una cosa sola con lo Spirito. Così, questo potere sa di doversi unire con il Divino.

Ora, noi abbiamo moltissimi altri desideri. Dovremmo chiederci come si colleghino a questo. È così, come quando noi diciamo: “Andiamo nel Derbyshire ad incontrare tutti”. Poi arriviamo fin qui, raggiungiamo Guild Hall, veniamo qui e non vi incontriamo. Allora tutto il mio viaggio, il mio arrivo è inutile, perché non vi ho incontrati. Non ha assolutamente alcun significato. Allo stesso modo, tutti gli altri desideri esistono soltanto per soddisfare questo desiderio, il desiderio supremo, quello di diventare uno con il Divino.

Si possono dire moltissime cose sulla Kundalini. Devo aver parlato centinaia di volte riguardo alla Kundalini, e per saperne di più dovrete venire in Sahaja Yoga e approfondirne la conoscenza. Ma per il momento vi ho parlato in breve di cosa sia la Kundalini e di come essa sia collocata lì.

Ora, il secondo centro al di sopra (della Kundalini, ndt) – in realtà qui (sullo schema del corpo sottile, ndt) sembra che consideriamo il secondo come il terzo – è il potere, direi, il centro responsabile della nostra ricerca. Si chiama Nabhi chakra, e ci spinge verso la ricerca. Quando siamo allo stadio animale, ricerchiamo il cibo attraverso lo stomaco. E vi stupirà sapere che anche quando diventiamo esseri umani, ricerchiamo il denaro attraverso lo stomaco. Possiamo essere sviati un po’ di qua e di là, ma alla fine ricerchiamo persino Dio attraverso il nostro stomaco.

Intorno allo stomaco, si trova l’area che occorre attraversare, vale a dire l’area dei Maestri. Tutti i Maestri primordiali, come Mosè, Socrate sono nati in questa zona. Vi sono dieci principali Esseri primordiali che vennero su questa terra per spiegarci che cosa dobbiamo fare nella nostra ricerca. Essenzialmente vennero per insegnarci ad equilibrare noi stessi, a darci equilibrio così da poter ascendere.

Ora dovremmo dire che tutti questi grandi profeti, o Esseri Primordiali, furono i Maestri che vennero ad annunciarci che, se ci si spinge troppo sul lato sinistro o sul destro, si perderà il proprio sostegno, la propria qualità di esseri umani. In quanto esseri umani, dovete avere un sostegno (dharma, ndt). Ed è questo il centro che gradualmente sviluppa questa qualità, dallo stadio animale a quello di animali superiori, fino al livello di esseri umani nel quale ci si inizia a rendere conto che queste (valenze di) sostegno (dharma) esistono in noi. Da esse derivano tutte le nostre leggi. I Dieci Comandamenti della Bibbia sono queste dieci (valenze di) sostegno dentro di noi. Questi sono i dieci Guru che vennero sulla terra per salvare gli esseri umani aiutandoli a non deviare dal sentiero centrale, a non spostarsi cioè maggiormente sul lato sinistro o sul lato destro.

Ora, come vedete qui, il lato sinistro è la parte emozionale dentro di noi, ed anche il potere del desiderio. È l’aspetto emozionale che ci dà il subconscio, oltre il quale si trova il subconscio collettivo. Sul lato destro abbiamo un altro potere, quello dell’azione, grazie al quale cerchiamo di mettere in atto il nostro desiderio. E questo potere dell’azione ci dà il futuro e sostiene le nostre attività fisiche e mentali. Di conseguenza, sviluppiamo nella nostra testa una struttura chiamata ego. Lo hanno tutti. Non c’è da spaventarsi. Quando facciamo qualcosa, abbiamo la sensazione di averla fatta noi, e questo è un mito; tuttavia seguitiamo a credere a questo mito perché non abbiamo ancora visto la realtà.

L’altro potere è quello del lato sinistro dentro di noi, mediante il quale subiamo l’aggressione degli altri, e dal quale ci proviene il nostro passato. Esso crea in noi una struttura che è una conseguenza della nostra attività emozionale, che come vedete qui (schema del corpo sottile, ndt), è come un pallone, chiamata super-ego. Man mano che crescete, queste due strutture si incontrano così nella testa, e si calcifica l’area dell’osso della fontanella sulla sommità del capo; così questa zona, che durante l’infanzia è morbida e pulsante, viene ricoperta completamente. Così sviluppate la coscienza dell’io. Diventate il signor X, Y, Z e così via. Sviluppate la vostra libertà. È la libertà che avete ottenuto di essere il signor X, il signor Y, il signor Z.

Dopo aver ottenuto questo, cominciate ad usare il secondo centro (Swadhistan, ndt), il centro della creatività, il centro dell’azione. Gli animali non hanno ego. Certo, se vivono con gli esseri umani possono svilupparlo, altrimenti non hanno assolutamente ego. E voi, se fate qualcosa di sbagliato, vi sentite feriti, vi sentite colpevoli. Gli animali non si sentono mai colpevoli, perché è nella loro natura uccidere altri animali, è nella loro natura mangiarli, quindi non si sentono mai colpevoli. Sono solo gli esseri umani che dicono: “Oh, non avrei dovuto dire questo. Non avrei dovuto fare quello”. Il senso di colpa è una peculiarità soltanto umana. È una peculiarità soltanto umana quella di aggredire gli altri.

Così entra in gioco il secondo centro, mediante il quale voi pensate; pensate al futuro, pianificate. Il vostro … (Shri Mataji parla a lato del microfono) fisico. E pensate. Per pensare vi occorre energia, e questa energia la ricavate dalle cellule di grasso che si trovano nello stomaco e che vengono trasformate ad uso del cervello. E quando avviene la trasformazione, questo povero centro deve lavorare molto duramente. Quando pensate, questo centro entra in azione. Deve lavorare molto, molto duramente per un unico scopo, ossia provvedere al rifornimento di cellule di grasso.

Questo centro, che chiamiamo Swadhisthana, vi dà il futuro, vi fornisce l’energia per pensare al futuro, la pianificazione; e vi dà anche l’energia per attuare la manifestazione dell’attività fisica, dell’esercizio fisico, del lavoro fisico. Questo povero centro è costretto a svolgere un unico compito: trasformare le cellule di grasso ad uso del cervello. Se però un chakra che deve governare anche molti altri aspetti inizia a svolgere un unico lavoro, tutto il resto viene trascurato; di conseguenza, voi sviluppate disturbi. Infatti, questo centro deve provvedere al fegato, al pancreas, ai reni, alla milza. Quando la sua attività si canalizza su un unico compito, si programma solo per questo e non può più sostentare tutti questi organi. Così sviluppate problemi di fegato, di reni, di pressione, il diabete, e persino una malattia molto grave chiamata leucemia.

Ora, Sahaja Yoga può curare tutti questi disturbi. Sono solo a livello fisico, ma Sahaja Yoga può curare anche i problemi fisici, poiché se questo centro è riportato al suo comportamento normale, al suo funzionamento normale, potete facilmente curare tutte queste malattie che derivano dalla vostra iperattività, eccesso di pensieri ed eccesso di immaginazione.

È molto pericoloso pensare sempre al futuro. Ad esempio, adesso siamo qui seduti; dovremmo starcene comodi a conversare insieme. Invece stiamo pensando: “Che cosa farò domani?” “Cosa farò quando tornerò a casa?” “Che cosa cucinerò?” “Che cosa mangerò?” o “Come farò a prendere il treno?”

Tutti questi comportamenti futuristici vi fanno acquisire una personalità molto strana. Diventate così futuristici da dimenticare il passato. Ho incontrato un signore che aveva dimenticato persino il suo nome! Aveva dimenticato il nome di suo padre, di sua madre, ed anche – con grande sgomento di lei – il nome di sua moglie, che diceva piangendo: “Che fare adesso? Ha dimenticato tutto! Ora è così proiettato nel futuro che conosce solo quello!” Allora si è dovuto riportarlo al centro, e gradualmente ha riacquistato la memoria. In seguito mi ha detto che è presidente di uno dei consigli di un grande distretto in India. Mi ha detto: “Io ero…no, io sono!”

Ed io: “Va bene. Va meglio. Ora sei nello stato nel quale riesci a dire ‘io sono’”. È questo quindi ciò che accade, ed è ciò che accadrà alle nostre società di qui che sono molto futuristiche.

Per farla breve, si può provare qualsiasi cosa. Si può provare di tutto – ad esempio si possono mostrare immagini del passato e cose simili – ma tutto ciò non riporterà indietro il cavallo, che sta correndo molto velocemente. L’unica cosa che può riuscirci è il risveglio della Kundalini. Quando la Kundalini si risveglia, illumina questo chakra, il quale riassume la sua forma normale, il suo comportamento normale, la sua condizione normale. A parte tutto questo, esso acquisisce un potere di manifestazione dinamico: significa che quando questo centro, che controlla la nostra attenzione, si illumina, la nostra attenzione stessa si illumina. E l’attenzione illuminata diventa dinamica, nel senso che stando seduti qui, potete porre l’attenzione su chiunque – soltanto rivolgere l’attenzione, senza fare altro – potete soltanto mettere l’attenzione su qualcuno e scoprire sulla punta delle dita il problema di quella persona. Può avvenire a migliaia di chilometri di distanza. Quando sono iniziati i problemi di Nixon, non so, improvvisamente ho detto: “Scoprite come sta Nixon”. E mi hanno risposto: “Madre, è in condizioni terribili!”

Cristo ha detto: “Le vostre mani parleranno”. Il tempo è venuto. Queste mani, che sembrano così semplici, sono invece così complesse, hanno una struttura così complessa, e le terminazioni nervose sono così microscopiche da non poter immaginare quanto possano rivelarci, fino a che punto possano arrivare.

Quando avviene il risveglio, grazie a queste dita iniziate a sentire intorno a voi le vibrazioni, il Potere onnipervadente che non avevate mai percepito prima. Queste punte delle dita che noi trascuriamo, di cui facciamo cattivo uso, che adoperiamo per cose sbagliate, queste stesse punte delle dita si illuminano e voi iniziate a percepirle.

È questo che ho detto: dovete ottenere la consapevolezza illuminata. È la consapevolezza che deve manifestarsi. Ed è così che iniziate a sentirle sulle dita (le vibrazioni). Potete capire dov’è il problema, che cosa non va in questo punto o in quest’altro. Ora, tutte le dita sono collegate ai vostri centri: cinque (indica le dita, ndt), poi il sesto (indica la base del palmo, ndt) e il settimo (indica il centro del palmo, ndt). Sette sul lato sinistro e sette sul destro. Questa (mostra la mano sinistra, ndt) riguarda il lato emotivo, e l’altra (mostra la destra, ndt) il lato fisico, razionale o – si può dire – mentale. Così, voi potete capire come sia una persona, semplicemente sentendo se da essa emanano sensazioni di calore, di bruciore, di intorpidimento oppure di pesantezza.

E così si stabilisce un rapporto con il potere onnipervadente che vi informa, vi trasmette i messaggi. E questi messaggi sono così esatti che se anche avete dieci bambini realizzati…in questo periodo vi sono molti bambini nati realizzati. Oggigiorno non si riescono più a capire i bambini, ma in questo periodo vi sono grandi anime, nate oggi poiché il momento è venuto. Questo è il tempo del Giudizio, è il tempo della Resurrezione, è il tempo che è stato descritto in tutte le scritture. Quindi, grandi personalità stanno nascendo, e questi bambini, se bendate loro gli occhi e chiedete quali problemi ha una persona seduta loro di fronte, alzeranno tutti lo stesso dito. Alzeranno tutti lo stesso dito. Anche se hanno gli occhi bendati o la schiena rivolta verso la persona, alzeranno tutti la mano e diranno tutto. Sono così bravi, questi bambini, così bravi!

Quando si mettono le dita in bocca a volte pensiamo, non so, a Freud – che io definisco un vero stupido, che non aveva nessuna idea di Dio, della vita e di niente; era molto…. sapeva davvero ben poco – lui avrebbe detto che è un comportamento di origine sessuale. Lui non era altro che un essere fissato sul sesso e voleva che tutti fossero soltanto delle realtà sessuali, non esseri umani.

Qualsiasi cosa possa sostenere questo individuo, la verità è che (questo gesto) non ha niente a che fare con il sesso. È dovuto al fatto che i bambini sentono il calore sulle dita, lo sentono proprio, e per questo le mettono in bocca. Ho visto dei bambini piccoli piccoli, qui ne abbiamo uno che viene da Londra, ce n’è un’altra che viene da queste zone. Lei, e tutti loro, se glielo chiedete, vi diranno subito dov’è il blocco, qual è il chakra bloccato. I bambini non possono essere ingannati: vi dicono tutti la stessa cosa, quello che sta accadendo. La vostra consapevolezza, quindi, è illuminata, e le vostre mani, che hanno qui le loro terminazioni del sistema nervoso simpatico, vi rivelano ogni cosa.

Si può affermare che ora possiamo percepire le informazioni sugli altri e su noi stessi sul nostro sistema nervoso centrale. Se siete qui seduti ed io vi chiedo: “Qual è il vostro problema?” Voi mi risponderete: “Non so quale sia il mio problema, non lo so.” Ma io potrei essere in grado di dirvi qual è. Se poi andate dal medico, vi dirà: “Sì, è questo il problema, come lo sa?” Non occorre sottoporvi ad analisi, a tutti quegli esami medici dove vi estraggono i denti, vi cavano gli occhi, e al momento di andarvene vi dicono: “Lei è sanissimo”. Non dovete sottoporvi a tutte queste cose orribili. Non dovete sprecare denaro e tentare tutte queste cose frustranti. Semplicemente tendendo le mani, conoscerete voi stessi. E quelli che sono sahaja yogi vi diranno: “Questo non va in te ed è così che si cura”.

Ora è giunto il tempo, ed è davvero fantastico. Con Sahaja Yoga abbiamo curato moltissimi malati di cancro, moltissimi malati di leucemia. Recentemente una giovane sahaja yogini di New York ha curato un malato di leucemia. Questo ragazzo stava per morire. Avevano sentenziato: “Sta per morire”. Avevano dichiarato che poteva vivere ancora circa quindici giorni, poi sarebbe morto. Voglio dire che questa è l’unica cosa che hanno saputo fare, con tutto quello che aveva passato quel povero ragazzo: era venuto dall’India, aveva speso tutto il denaro, e il certificato che aveva ottenuto era che sarebbe morto entro quindici giorni. Ora, in qualche modo queste persone mi hanno contattato ed io ho detto loro di rivolgersi ad una sahaja yogini di New York. Loro le hanno detto: “C’è questo ragazzo di nome Rahul, che ha a malapena sedici anni”. Soffriva di leucemia. E il ragazzo non solo è guarito, ma è venuto a trovarmi a Londra ed ora è tornato a casa.

Sembra davvero fantastico: come può una persona che non è un medico, che non ha nulla a che vedere con la medicina, saper curare? Al di là di tutti i medicinali, al di là di tutte queste cose, vi è il potere sottile, il potere Divino dal quale tutto ha avuto origine. Se voi in un modo o in un altro ne entrate in possesso, o imparate a controllarlo, potete curare chiunque vogliate. Adesso non sono io a curare, lo fanno i miei discepoli. Non so quante persone il dottor Warren, che è un medico, abbia curato con Sahaja Yoga che non è una scienza medica. Lui stesso non può contare quanti pazienti ha curato così.

L’intero sistema, dunque, cambierà. Ora state per diventare i maestri di voi stessi, dei vostri poteri, e tutti questi poteri saranno emanati da voi. Quando diciamo che ci sono stati guru in grado di curare, che ci sono stati guru in grado di arrestare il diffondersi di un’orribile malattia e cose del genere, pensiamo che non sia possibile. Crediamo che sia impossibile: “Come può essere? Come possiamo crederci? È una storia inverosimile”. Ma quando voi stessi lo vedrete manifestarsi, ne sarete sorpresi.

Una volta stavo viaggiando in nave e detti la realizzazione al capitano di quella nave. Accadde che uno dei membri dell’equipaggio rimase chiuso nel frigorifero e si ammalò di polmonite. Io, ovviamente, rivestivo una certa posizione, viaggiavo perché mio marito era il presidente di quella compagnia, perciò lui (il capitano, ndt) non voleva chiedermi di scendere giù, pensava fosse troppo chiedermelo. Io dissi: “Bene, se non mi permette di scendere giù da lui è meglio che ci vada lei. Non invii un SOS per chiamare un medico, niente. Vada giù e gli metta la mano sul petto per circa cinque minuti”. La sua polmonite guarì completamente, ed il capitano non riusciva a crederci. Disse: “Come è potuto accadere?”. Ed io: “È così. Le è successo questo. Adesso lei è diventato così, lo accetti”.

Dovete assumere qualunque potere vi sia stato conferito. In sanscrito si dice viraj. Assumetelo. Vedete, anche se vi viene dato un trono, se non riuscite ad assumere il potere di quel trono, a crederci, è come mettere sul trono un giovane mendicante che, vedendo arrivare gente, ancora tende la mano: “Datemi cinque rupie. Datemi cinque rupie”.

Fino a che non assumerete questi poteri sarete ancora incerti. Ma voi li avete ottenuti. E questo è il punto più difficile, specialmente per la mente occidentale, perché loro non riescono a credere di poter avere questi poteri. Non riescono proprio a crederci. Glielo dite ma loro rispondono: “Come può essere?”. Ma è così.

Ora, per esempio, se portate questo strumento (microfono) in un villaggio e dite che trasmetterà la vostra voce; oppure se ci portate un apparecchio televisivo e dite che si possono vedere tutti i tipi di film, o commedie, rappresentazioni teatrali o spettacoli musicali, non vi crederanno. Diranno: “Questa scatola? Sembra una normale scatola di legno”. Quando però lo collegate alla corrente, mostra i suoi poteri. Allo stesso modo, voi considerate gli esseri umani come qualcosa di molto, molto ordinario, terreno. Diamo noi stessi per scontati. Non ci rendiamo conto di quanto siamo glorificati, di quanto siamo grandi, e con quanta difficoltà, con quanta cura, con quanto amore Dio ci ha creati per uno scopo molto speciale: Egli vuole conferirvi tutti i Suoi poteri. Vuole che entriate nel Regno di Dio e che gioiate delle Sue benedizioni, del Suo amore. È qualcosa che non riusciamo a credere: siamo così frustrati, così disgustati di noi stessi, delle nostre società, di tutto. Ma non è così, non è così. Deve semplicemente accadere. Dovete soltanto essere collegati alla centrale di energia e funziona, funziona. Ha funzionato. Ha funzionato con migliaia di persone e dovrebbe funzionare con voi.

Ma la gente ha idee così assurde che pensa si possa pagare per questo. Come potete pagare per qualcosa di vivente? Avete mai pagato qualcosa per un processo vivente? Ad esempio avete mai pagato qualcosa per ottenere un frutto da un fiore? Potete pagare un fiore? “Bene, ti do una sterlina, dammi un frutto”. Funzionerà forse? È assurdo, non potete pagare per il Dio vivente, non potete pagare per questa esperienza viva e non potete pagare per il processo evolutivo. È spontaneo. È dentro di noi. Funziona.

Ma noi siamo così fissati sull’idea del denaro che non riusciamo a capire che è gratuito, sebbene abbiamo ottenuto tantissime cose gratuitamente. Abbiamo ottenuto gratuitamente moltissime cose, eppure non capiamo l’importanza di ciò che è gratuito, perché pensiamo che non possa essere rilevante. In realtà tutte le cose più importanti debbono essere gratuite, altrimenti noi non esisteremmo. Non potremmo vivere se non avessimo gratuitamente l’aria per respirare; non esisteremmo. Se qualche volta accade in un aereo o da qualche parte, dovreste vedere come in quel momento la gente comprenda l’importanza delle cose gratuite che diamo per scontate.

Così, occorre capire che anche la concezione che abbiamo noi di Dio, di come raggiungerlo, di come conoscere noi stessi, è imperfetta. Noi pensiamo: “Stando ritti sulla testa, lo raggiungeremo”. Insomma, se stando ritti sulla testa si potesse raggiungere Dio, allora durante tutto il processo evolutivo avrebbero dovuto stare ritti sulla testa. Oppure crediamo che lo raggiungeremo partecipando a qualche corsa, oppure mangiando un cibo o un altro, o facendo una cosa o un’altra: è sbagliato. Ma allora potreste chiedere: “Perché tutte queste personalità religiose hanno affermato: Non farai questo, non farai quello?” Lo hanno detto perché questi sono gli aspetti necessari al nostro sostegno, al nostro equilibrio come esseri umani. Se non li seguiamo, perdiamo il nostro equilibrio. Dobbiamo avere equilibrio, per questo è stato detto: “Non fare questo”.

Gli esseri umani hanno la capacità di andare agli estremi, quando si dice loro qualcosa. Ho conosciuto gente così: dite loro che per curare un particolare centro (chakra, ndt) debbono fare una certa asana (postura di Hatha Yoga, ndt) o qualche altra cosa, e loro la faranno cento volte, mille volte in un sol giorno. Insomma, io non l’ho mai chiesto. Ho detto di farlo ogni tanto, oppure una volta alla settimana. Ma loro la faranno cento volte. Andiamo agli estremi. E questo è il motivo per il quale, per ottenere l’equilibrio, queste persone (Guru, Incarnazioni, ndt) ci hanno detto: “Non fare questo, non fare quest’altro, non fare quello”. Ma noi, con il nostro ego, diciamo: “Perché no? Cosa c’è di male?”.

Bene, fate pure. Quando dite ai figli: “Non fumate”, (risponderanno) “Perché no? Tutti i miei amici fumano. Fumerò anch’io”.

Bene, continuate pure. Fumate, prendete il cancro, e poi avrete un buco qui (gola, ndt). Respirate attraverso quello. Dopo un po’ di tempo il naso scomparirà, quest’altra cosa scomparirà. E vi muoverete come automi fissando tutti. Non potrete parlare, non potrete vivere come persone normali. A quel punto realizzerete: “Oh Dio, vorrei non aver fumato”.

Ma in Sahaja Yoga noi non diciamo di non fumare, perché metà della gente se ne andrebbe. Non diciamo mai: “Non bere”. Non diciamo mai: “Non fare”. Diciamo: “D’accordo, stai facendo questo, va bene”.

Lasciate che accada (Sahaja Yoga, la realizzazione, ndt). Appena accade, rinunciate da soli, perché quando avete trovato ciò che è supremo, non vi interessano più tutte queste meschinità. Tutte le vostre abitudini vi abbandonano automaticamente. Non debbo forzarvi per questo. Avete ogni cosa dentro di voi, quel potere che vi fa ascendere. Così come un fiore di loto emerge dal fango con la sua sola forza, voi vi sollevate, e la vostra fragranza pervade quel fango e voi stessi ve ne stupite.

Prima vi identificate con quel fango e pensate che sia quella la realtà. Ma non è così. Quando emerge, quel loto distende i suoi bellissimi petali e la fragranza gli conferisce quella personalità che si diffonde ovunque. E questo è ciò che accadrà a voi. Tutti voi diventerete quel fiore di loto che è nascosto, che è assolutamente invisibile dentro di voi, che sta per schiudersi, e la fragranza della vostra divinità si diffonderà.

Oggi non posso parlare esaurientemente di tutti i centri, perché, se mi mettessi a farlo, sarebbe un discorso molto lungo. Ho parlato di tre centri, come avete visto: il Muladhara Chakra, lo Swadisthana ed il Nabhi Chakra. Degli altri mi occuperò domani, ora invece debbo parlare dello Spirito, a proposito del quale diciamo ormai da secoli che dobbiamo diventare lo Spirito.

Ora, come sapete, nella lingua inglese “spirito” può essere qualsiasi cosa. È un termine molto ambiguo: noi chiamiamo spirito anche l’alcool, le anime dei defunti, ed anche lo Spirito che è al di là di tutto, l’Essere puro, chiamato Atma in sanscrito. Chiamiamo tutti questi ‘spirito’.

Qui io sto parlando dello Spirito che è l’Essere puro dentro di voi, che è l’Essere distaccato dentro di voi, che è il testimone in voi, che vi guarda in continuazione, che vi osserva, che risiede dentro di voi, nel cuore, come gioia e felicità. La sua sede è il cuore. Lo Spirito non si trova nella nostra mente conscia, non risiede nel nostro sistema nervoso centrale, non è sotto il nostro controllo. Per fare una similitudine, vi dirò che il lato sinistro dentro di noi è come il freno e il lato destro è come l’acceleratore di una macchina. Ora, nella macchina, noi impariamo a guidare stando seduti sul sedile anteriore. E dietro, c’è questo maestro che osserva l’intera rappresentazione.

Quello che fate voi è spostarvi a sinistra, vale a dire a volte tirate il freno; altre volte spingete sull’acceleratore; commettete errori ed infine imparate a guidare. Il fatto di imparare a guidare rappresenta la saggezza, che acquisiamo equilibrando la nostra vita. Innanzitutto, la cosa più importante è l’equilibrio. Ma se anche non siete equilibrati, ho visto che in Sahaja Yoga persone molto squilibrate riescono a bilanciarsi. Ora, questo bilanciamento fra destra e sinistra o, diciamo, fra il freno e l’acceleratore, vi fa raggiungere la posizione nella quale potete affermare di padroneggiare la guida. Ma c’è ancora il Maestro seduto dietro. Poi, voi diventate maestri. Il Maestro è lo Spirito dentro di voi. Voi diventate lo Spirito ed iniziate ad osservare voi stessi come conducenti. Ogni cosa diventa come una rappresentazione, una commedia, poiché vi separate ed iniziate a vedere tutto accadervi dinanzi agli occhi, vedete ogni cosa accadere proprio come una commedia che è esterna a voi, e nella quale voi non siete coinvolti.

In questo modo voi entrate nell’area del vostro asse, e la periferia perde il suo impatto su di voi. Diventate così persone silenziose, beate, pacifiche, che osservano la periferia – il movimento della periferia – ma che non vi sono coinvolte.

È così che divenite maestri. È così che diventate profeti. Sahaja Yoga oggi ha il potere di creare i profeti, gli uomini di Dio, i quali avranno il potere di rendere profeti anche gli altri. Così afferma William Blake, il grande poeta di questo Paese. E questo è esattamente ciò che è Sahaja Yoga. Egli lo ha predetto cento anni fa, ed oggi, se venite in Sahaja Yoga, vi sorprenderete di ciò che siete. Egli ha predetto tutto sull’Inghilterra, che sarebbe stata la Gerusalemme di domani. Ebbene, quel domani è oggi.

Questo vostro Paese, l’Inghilterra – non so se finora la gente abbia capito o si sia resa conto di che cos’è questo Paese: il cuore dell’universo, la parte più importante dell’universo – deve diventare Gerusalemme. Per questo gli inglesi debbono scuotersi dalla propria inerzia per capire qual è il loro potenziale, per crescere fino a quel punto, e funzionerà. Sta già funzionando molto bene a Londra. Naturalmente non possiamo avere troppe persone, poiché gli oggetti di plastica possono essere prodotti dalle macchine a migliaia, ma se si deve avere qualcosa di vivente ci vuole tempo. Ma col tempo, una volta giunto a maturazione, sono sicura che questo grande Paese assumerà la posizione e diventerà Gerusalemme, il luogo di venerazione dove si deve venire per adorare. Cose davvero sorprendenti stanno avvenendo con Sahaja Yoga: la margherita, un fiore che non ha mai avuto profumo, se andate a vedere, ora profuma. La maggior parte dei fiori inglesi non avevano profumo, erano conosciuti per questo. Ora la maggior parte dei fiori ha un profumo meraviglioso. Potete verificarlo da soli.

Tutte queste cose stanno funzionando, sono fatte funzionare dalla natura. Stanno accadendo, ma che dire degli esseri umani? Dove sono, cosa stanno facendo, dove si sono persi? È molto triste. Io sono arrivata a Londra solo per caso, direi, o forse è stato tutto predisposto. Mio marito è stato nominato per questo incarico ed è dovuto venire. E questa agenzia delle Nazioni Unite si trova solo qui. È in Inghilterra. Non è in nessun altro posto. C’è solo un’agenzia delle Nazioni Unite ed è in Inghilterra, e mio marito è stato assegnato a questa; per questo io sono qui. Altrimenti non credo che sarei potuta venire qui come Guru – è questo il mio unico interesse.

E non sarei potuta venire qui in nessun altro modo, perché non andrei in un Paese senza invito; ma sono venuta qui con un invito. Tutto sta funzionando. L’unica cosa è che dovete farlo funzionare voi; perché non dovete comprenderne soltanto il dinamismo, la vitalità, bensì (capite) che la cosa più importante è che a questo punto siete sull’orlo della distruzione oppure della costruzione. E gli inglesi hanno un posto speciale. Debbono crescere fino a quel livello, perché sono le cellule del cuore.

Terrò questa conferenza anche domani. Spero che tornerete e che vi sentirete a vostro agio. Mi dispiace per la mia gola. Ho parlato tutti i giorni, ogni giorno. Molte grazie.

Se avete domande, gradirei rispondere.

(Uno yogi espone la domanda di un ricercatore:) Lei ha detto di poter curare dopo la realizzazione del Sé. Il problema di lui è che sua madre è sorda. Può risolvere questo problema di udito?

Shri Mataji: Vedete, questa è una domanda che vi fa ritenere che io sia una persona che deve curare tutti. Vi sbagliate di grosso. Voi venite curati come effetto del risveglio della Kundalini. Mi dispiace che abbiate capito che io sono qui per curare tutti. Dovrei stabilirmi in un ospedale? Invece, la cosa principale è che, per essere curati, deve essere risvegliata la Kundalini. D’accordo? Se sua madre fosse qui potremmo fare qualcosa. Ma la cosa principale che dovete capire è che Dio ha molto più buon senso di noi, e nutre interesse soltanto per quelle luci, quali noi siamo, che eseguiranno il Suo lavoro. Coloro che sono molto malati, estremamente malati, possono essere curati in un secondo. Vi assicuro che sarete sorpresi.

Il nostro presidente dell’India si recò in America per cure mediche che non ebbero effetto, e stava tornando in India. Andai a trovarlo come Signora tal dei tali. L’Alto Commissario gli disse che ero la Signora tal dei tali e lui aveva sentito fare il mio nome in India.

Sua moglie chiese: “Perché non cura mio marito?”. E lui era proprio alla fine; avevano già predisposto tutto per le onoranze funebri in India. Io gli ho soltanto appoggiato la mano sulla schiena per dieci minuti, non ci crederete. Non dormiva da giorni per il dolore. Disse: “Il mio dolore è diminuito. Voglio dormire”.

E quando si svegliò stava perfettamente bene. Si alzò. Qualcuno aveva portato delle barelle ed altre cose, ma lui scese e si mise a camminare. Non potevano credere ai loro occhi. Ma questo è accaduto perché lui sarà usato per il lavoro di Dio.

Nelle nostre case, se ci sono lampade che non daranno mai luce, non ce ne preoccupiamo. Le vendiamo al rigattiere. Allo stesso modo il Divino non guarisce tutte le persone. Lo fa con molte migliaia, ma riguardo ad alcune persone molto malate, Egli dice: “Bene. Passa al secondo ciclo. D’accordo? Torna purificato, riposato e allora funzionerà”.

Perciò non necessariamente saranno curati tutti, non necessariamente. Moltissimi però sono guariti, ed ha funzionato. Ma non è il nostro compito principale quello di curare la gente. No. È di dare la realizzazione alla gente e, come conseguenza, come ha detto lei, ovviamente se sua madre otterrà la realizzazione la sua sordità scomparirà. Molte persone sono guarite dalla sordità. Non solo la sordità, ma persino i calvi hanno riavuto i capelli. Lui (guarda un sahaja yogi, ndt) non aveva capelli in testa quando venne da me. Non vi dico lo straordinario cambiamento che avviene prima e dopo la realizzazione. È meglio che prendiate delle foto scattate prima delle realizzazione e vi guardiate. A volte, dopo la realizzazione, la gente ha buttato via le foto scattate prima. È tutto diverso. Ma la cosa principale non è curare, bensì la realizzazione del Sé. È questa la cosa principale.

Anche l’età non è un problema. Ieri, mi sembra, a Birmingham, abbiamo dato la realizzazione ad un signore davvero molto anziano. Perciò l’età non conta, la salute non conta, niente del genere. Ognuno può ottenerla e dovrebbe provarci. D’accordo? Perciò se può portarla qui (la madre della persona che ha fatto la domanda, ndt), lo faremo funzionare. Ma non le prometto niente. D’accordo? Dio la benedica.

Io, di certo, prometto la realizzazione del Sé. Questo è ciò che prometto, se avrete pazienza con voi stessi come io ne ho con voi. Dovete avere pazienza. Altre domande, prego?

(Uno yogi espone la domanda di un ricercatore:) Lui ha un problema ai polmoni da quattro o cinque anni. Può aiutarlo in qualche modo?

Shri Mataji: Certo che può essere aiutato. Sì, problemi ai polmoni come difficoltà respiratoria o cosa? Difficoltà di respirazione? È indiano? Asma. Lei è indiano? Ah, gli indiani, sapete, fanno moltissimi bagni. Pensano di essere ancora in India. Ogni giorno, al mattino, fanno il bagno e poi escono. Non è vero? Non si dovrebbe fare. Questa è l’Inghilterra: dovremmo fare il bagno di sera. Dovremmo vivere come gli inglesi. Loro sono grandi amanti dei bagni, gli indiani sono grandi amanti dei bagni, vedete, devono fare il bagno ogni giorno sia che ci siano zero gradi sia che ci siano dodici gradi sotto zero. Devono fare il bagno. Vedete, è un’abitudine che hanno. Non si sentono bene senza aver fatto il bagno ed è così che sviluppano l’asma. Ma in ogni caso lo cureremo. D’accordo? Non è così difficile. Però non si dovrebbero fare troppi bagni in Inghilterra. Le suggerirei, se vuole fare il bagno, di farlo di sera come fanno gli inglesi, perché qui il clima è molto insidioso. E se si fa il bagno e poi si esce, si avranno sicuramente questi disturbi al petto. Non solo, ma anche l’artrite e tutte queste cose derivano da questo. Non è affatto saggio in questo Paese. Il clima è tale che dovete stare attenti.

Non intendo però dire che dovreste rimandare i bagni per sempre (risate). Perché, vedete, quando dico qualcosa debbo parlare anche dell’altro estremo. Ma noi siamo molto amanti dei bagni, non c’è dubbio. Gli indiani eccedono, eccedono con la pulizia personale. Ma la pulizia generale, o per meglio dire la pulizia collettiva, si trova più qui, vedete. Ad esempio tosare il prato, curare la pulizia delle strade e tutto il resto qui è molto meglio. Intendo dire che dobbiamo combinare le due cose. È importante. Può funzionare. D’accordo? L’asma non è un problema grave. Che altro?

(Uno yogi espone la domanda di un ricercatore:) In che modo funziona?

Shri Mataji: Abbiamo un centro dentro di noi che è il centro di Shri Rama, sul lato destro. Lo chiamiamo cuore destro. Se possiamo curare questo suo centro, lei starà bene. D’accordo? Lo faremo funzionare. Le diremo come fare.

(Uno yogi espone la domanda di una ricercatrice:) Chiede a quante migliaia di anni addietro risale lo yoga.

Shri Mataji: A quale yoga si riferisce? Lo Yoga, lo Yoga spontaneo, esiste da sempre. Vede, ciò che è spontaneo è vivo. Ed il processo vivente esiste da sempre. Perciò non possiamo dire quando sia cominciato. Possiamo dire quando si è separato. Quando Dio ed il Suo potere si sono separati, e Dio ha cominciato ad osservare il tutto da testimone – Dio Onnipotente – ed il Suo Potere ha cominciato ad agire. Ha creato tutti gli universi, ha creato il nostro universo, dal quale ha creato gli esseri umani. Ed ora deve tornare ad essere una cosa sola. La creazione deve conoscere il proprio Creatore.

Una, due, tre, quattro… sono state sempre poche le persone che hanno ottenuto questa connessione, ma oggi è giunto il tempo dell’evoluzione di massa. Per lo sviluppo di una vita non si può stabilire un periodo di tempo. Non si può dire quando sia cominciata, quanti anni fa abbia avuto inizio. Ma oggi è il tempo della fioritura nel quale molti devono ricevere le benedizioni dello yoga. D’accordo? Grazie.

Cosa c’è?

(Uno Yogi espone la domanda di un ricercatore): Lei ha parlato della Kundalini. Per le persone comuni è molto difficile il suo risveglio.

Shri Mataji: Ah, chi ve l’ha detto? Non è così. Vedete, sono le persone abnormi, quando parlano della Kundalini, a definirla abnorme, perché non sanno come risvegliarla. È la cosa più facile. È la cosa più facile da fare, se si è risvegliati. Persino un bambino può farlo. Le persone che dicono che la Kundalini è molto difficile (da risvegliare, ndt) non hanno proprio idea di cosa sia la Kundalini. Non sono maestri. Per un maestro cosa c’è di difficile? Anche una persona comune può diventare un maestro, perciò qual è la difficoltà? Costoro non sono maestri. Sono persone assolutamente primitive, interessate ai soldi, inutili. Scrivono libri senza sapere niente della Kundalini.

Sono persone fuorvianti. (Risvegliare la Kundalini) è la cosa più facile da fare. Si muoverà proprio sotto la vostra mano, la vedrete salire e pulsare sulla testa. Non è affatto difficile. Vi ho detto che è la cosa più vitale che deve accadere e tutto ciò che è vitale deve essere gratuito e facile, Sahaja.

In India c’è stato Nanaka che ha detto “Sahaja samadhi lago. Sahaja samadhi lago.” Nessuno ha detto che è difficile.

Kabira non lo ha mai detto. Lui ha detto: “Paacho pachiso pakar bulau ek hi dor bandhahu”: riunirò venticinque persone e le porrò su un unico filo.

Coloro che ne avevano l’autorità hanno sempre parlato così. Nessuno ha detto che è difficile. Sono soltanto gli individui che non sono capaci di farlo, che non hanno alcuna autorità, a parlare così. Non credete loro. È la cosa più semplice da fare. Lo vedrete voi stessi. Ma se è la più facile, perché dovremmo negarla? Supponiamo che io abbia per voi un diamante gratis: non vorrete vederlo? Non lo vorrete? Oppure penseremo: “Oh, è molto difficile. Come possiamo fare?”. Mentre io vi dico che è facile, che non dovete pagare per averlo. D’accordo?

[Qualcuno dalla platea dice qualcosa di incomprensibile]

Shri Mataji: Cosa c’è?

[Qualcuno dalla platea dice qualcosa di incomprensibile]

Shri Mataji: No, è giusto. Si sieda, si sieda. Va bene, va bene. Per favore si sieda. Glielo dirò. Quello è il metodo sperimentato dalla gente. Ma non funziona in quel modo. Mettiamo che qualcosa non vada nella sua macchina, d’accordo? Bene, può ripararla standoci seduto dentro? Può sistemarla? Deve uscirne. Quindi, per prima cosa, deve essere risvegliata la Kundalini. Vede, la gente ha confuso tutto. Anche in Hatha Yoga, dove ci sono gli ashtanga, la prima cosa è Ishwar Pranidhana. Prima avviene la stabilizzazione di Dio, prima dovete connettervi con Dio.

Anche nel Cristianesimo occorre, per prima cosa, essere battezzati. Naturalmente è artificiale, dimenticatelo, ma dovete essere battezzati. Anche come indù dovete essere battezzati con quello che viene chiamato Yagnopavita[1], che avviene all’età di otto anni.

E questa è la realizzazione. Maometto e tutta questa gente parlano di Sunta, che è la stessa cosa. Perciò, la prima cosa è ottenere la realizzazione. Ciò non significa che diventate maestri. Ma col risveglio e poi con la crescita della Kundalini, diventate maestri. Questo era il vero processo, ma lo hanno capovolto. Come potete purificarvi se non ne uscite?

Supponiamo che il mio sari sia sporco: dovrò togliermelo e pulirlo, no? Ecco perché è difficile. È così. Hanno creato confusione. E non credete a tutte queste storie. Se provate a reprimere il vostro ego, lui vi dominerà. Non se ne andrà mai. Se provate a reprimere il vostro super ego, ciò non vi aiuterà affatto. Ma qui avviene tutto automaticamente, e il modo in cui avviene ve lo spiegherò domani. Questi aspetti vengono assorbiti dal risveglio delle deità dentro di voi. La Kundalini si risveglia e fa tutto. Come ultima cosa, se volete che lo confessi, c’è qualcosa di speciale in me per cui posso farlo. Deve esserci qualcosa. Se non mi crocifiggete vi dirò solo questo, niente di più. È meglio che lo scopriate voi, altrimenti la prima cosa che farete sarà crocifiggermi. E questo non lo voglio più. D’accordo? (Persona che aveva fatto la domanda: “Grazie”)

Dio ti benedica.

Sì, figlia mia?

Domanda: Madre, come possiamo aiutarci a vicenda (…) ad aprire i nostri cuori e diventare più connessi?

Shri Mataji: Non occorre nessun intervento chirurgico per questo. In Sahaja Yoga abbiamo delle tecniche, tecniche divine mediante le quali apriamo il nostro cuore. La confusione è anche su un’altra linea, e ci ha causato i problemi. Vedete, la confusione riguarda il modo in cui dovrebbero essere le relazioni con noi stessi, con gli altri e con la società. Vi è una grande confusione che è iniziata tanto tempo fa, quando sono state trascritte le Smriti[2]; oppure si può dire che quando la religione era praticata, era tutto il contrario.

Allora abbiamo cominciato a fare di tutto, ed è così che abbiamo perso quella capacità. L’attitudine verso noi stessi dovrebbe essere quella di cercare di migliorarci. È assolutamente tirannica, vi assicuro. Quando provo a perfezionare Sahaja Yoga, sono tirannica con me stessa. Con la mole di lavoro che ricavo da questo corpo, con la quantità di sforzi che posso affrontare con questo corpo, adoperando tutta la mia pazienza fino ai limiti estremi, io lo faccio funzionare. Insomma, sapete, di solito la gente si sente proprio spremuta: “Oh, Madre, questo è troppo. Non possiamo sopportarlo”. L’avete visto voi stessi. Ma dovete essere davvero tirannici per perfezionarvi. Dovrebbe essere questo il modo in cui dovremmo lavorare con noi stessi; e con gli altri dovrebbe esservi una relazione ideale.

Mettiamo che abbiate un fratello: se è vostro fratello, dovrebbe essere un fratello ideale. Se si tratta di vostro padre, dovrebbe essere un padre ideale. Invece regna una tale confusione! Più diventate, per così dire, “illuminati”, più diventate “progrediti”, (più) si crea confusione su chi è vostra sorella, chi è vostra madre, chi è vostro padre. Ed anche le relazioni tra sahaja yogi diventano confuse. Voi siete sahaja yogi, siete tutti profeti, dovete rispettarvi l’un l’altro. Siete tutti profeti, parlate la stessa lingua. Dovete amarvi l’un l’altro. Non è qualcosa di razionale. Deve accadervi perché deve instaurarsi quella relazione, quella relazione ideale.

Avrete saputo che adesso moltissima gente si irrita con me: “Madre, Lei è troppo paziente con i sahaja yogi”. Ma loro sono i miei figli. Debbo perfezionare me stessa, e il mio rapporto con loro dovrebbe essere ideale. Debbo perdonarli moltissimo affinché possano crescere. Così, le relazioni con gli altri dovrebbero essere ideali. Siete padri ideali? Siete madri ideali? Siete sorelle e fratelli ideali? Siete cittadini ideali nei confronti degli altri? Ma la società deve essere pragmatica. La società deve funzionare praticamente, ed il funzionamento concreto avviene attraverso il cambiamento.

Supponiamo che io oggi mi metta a dire che in India non è necessario essere vegetariani, mentre in Inghilterra è necessario essere vegetariani. Sono tutte cose concrete. La società deve essere pragmatica. Qui siamo pragmatici verso noi stessi, non nei confronti della società; siamo pragmatici con noi stessi. Tutto funziona (così, ndt): “Che c’è di male?”. Una donna con figli scappa con un altro uomo: “Che c’è di male?”. Oppure una donna con figli può vendere il proprio Paese per amore dei figli: “Che c’è di sbagliato?”

Così, questa confusione in noi crea il problema ed è per questo motivo che non sappiamo aprirci. Se potessimo liberarci della nostra confusione, tutto potrebbe risolversi. Questo può avvenire attraverso Sahaja Yoga. Direi che tutte queste confusioni sono state create da persone stupide. Non c’è niente di sbagliato nelle Incarnazioni o nei profeti. Non c’è niente di sbagliato nella profondità di tali persone. Ciò che è sbagliato in noi è il nostro atteggiamento. E se riusciremo ad usare con discriminazione il nostro atteggiamento nei confronti di noi stessi, degli altri e della società, ogni cosa funzionerà. Sarà bellissimo.

A causa di questa confusione il nostro cuore è chiuso. Abbiamo paura degli altri. Che c’è da temere? È un rapporto ideale. Cosa possiamo fare? Il vostro rapporto con loro, il vostro rapporto, il vostro cuore è ideale. Il punto non è ciò che fanno loro: qualunque cosa faccia io per loro deve essere ideale. Debbo continuare ad amarli. Debbo continuare ad ammirarli, ad incoraggiarli, a sostenerli e a dar loro ciò che ho, per mandare avanti il mio rapporto (con loro) nel modo in cui deve. Ad esempio, una sorgente d’acqua che si trova sotto la Madre Terra, pensa forse a quali alberi ci sono o a quali cose stanno facendo? Lei offre semplicemente la propria sorgente, la propria acqua. Allo stesso modo, poiché voi siete la sorgente, la relazione deve essere ideale. Questa confusione ha agito e, a livello razionale, noi abbiamo accettato tutta questa confusione. E questo ci ha fatto cadere in questa specie di trappola per cui i nostri cuori sono chiusi. Capito?

 (Uno yogi espone la domanda di un ricercatore): può spiegare la differenza tra Sahaja Yoga e Kriya Yoga?

Shri Mataji: Oh! Da un punto di vista sono la stessa cosa, e dall’altro punto di vista sono opposti. Come ad esempio la vostra vera realizzazione – il vero battesimo mediante il risveglio della Kundalini – e i preti che somministrano anch’essi il battesimo. Questo battesimo (realizzazione) e l’altro (dato dai preti) sono opposti. Allo stesso modo, quando la Kundalini ascende, Kriya Yoga avviene in noi. Qualcosa entra in Kriya, entra in azione. L’azione è data dal fatto che quando la Kundalini ascende, è un’energia straordinaria che si solleva, è un avvenimento davvero unico e tutto il corpo è pronto a questo. E quando ascende, si innesca nel corpo una specie di ondata di azione, simile ai movimenti peristaltici che avvengono durante la digestione del cibo; allo stesso modo. Quando la Kundalini sale, avviene una specie di contrazione muscolare che tiene in alto la Kundalini che si è sollevata; poi si dilata, si apre e si contrae. Tutto questo avviene in noi automaticamente. Così come quando mettiamo in moto l’automobile, ed ogni ingranaggio inizia a funzionare. Allo stesso modo Kriya ha luogo realmente dentro di noi; in Sahaja Yoga, Kriya avviene in noi. Sono tutti secondari (gli altri yoga, ndt) rispetto a Sahaja Yoga, ossia lo Yoga in sé. Ma tutte queste cose avvengono dentro di noi.

Ma al contrario possiamo fare una cosa: senza mettere in moto la macchina, possiamo iniziare a muovere la ruota. Questo è il cosiddetto Kriya Yoga. È il contrario del vero Kriya Yoga, che è spontaneo, innato in noi. Voi non dovete fare nulla, siete destinati a questo. Ho visto delle persone con la lingua tagliata. Fanno ciondolare la lingua. Alcuni vecchissimi indiani l’hanno imparato da qualcuno venuto dall’America, un individuo orribile. Si tagliano la lingua e la fanno penzolare così. Sono persone inutili. C’era un dottore così, un medico. Era un ricercatore: immaginate, un ricercatore rovinato così. Gli ho detto “Perché? Perché l’hai fatto?”. E lui: “Siamo tenuti a fare Khechari”.

Khechari consiste nel tagliarsi (il frenulo della) lingua, portarla all’indietro e cercare di toccare la parte posteriore (del palato, ndt) con la punta della lingua. Riuscite ad immaginarvelo? Si dice dawedi raveni pranayams: sono cose inutili. Queste cose hanno rovinato il passaggio della Kundalini. Ho visto la Kundalini colpita, ferita, sbattere la testa da tutte le parti. È l’ego dell’uomo che pensa: “Posso farlo e farò di tutto per riuscirci”. Dimenticatelo. È semplicissimo. Proprio come una luce accesa; una candela accesa può accendere un’altra candela. Funziona semplicemente così. Non infliggete tutte queste cose a voi stessi. Se siete veri ricercatori, dimenticatele proprio. Non rovinatevi. Non avete fatto nulla per rovinarvi. Queste cose le fanno perché sono ferventi ricercatori, ai quali hanno gonfiato l’ego dicendo che possono farcela, e così le fanno.

In Sahaja Yoga non dovete fare nulla fino a che non siete realizzati. È come quando si dice alle persone che non sanno nuotare: “State calmi. Proveremo a riportarvi a riva”. Così vengono portate a riva, viene insegnato loro a nuotare, a salvare le persone e poi salvano gli altri. Non dovete fare nulla fino a che non ottenete la vostra vera realizzazione e la padronanza di essa. Fino a che non diventate maestri, non dovete fare nulla. Prima dovete diventare maestri. Basta un attimo per diventare maestri. È troppo bello da credere ma è vero. Ogni cosa che sia perfetta lo è anche all’apparenza, no?

[Qualcuno dalla platea dice qualcosa che non si riesce a distinguere]

Shri Mataji: Sì, le scarpe. Anche su questo la gente discute con me: “Perché le scarpe?”. Perciò è meglio che dia una spiegazione altrimenti di nuovo di alzeranno a dire: “Perché le scarpe?”. Perché ci identifichiamo troppo con le scarpe.

Vedete, specialmente al giorno d’oggi, non fanno le scarpe con le suole di cuoio ma con altri materiali isolanti. Di fatto, le scarpe vi isolano dalla Madre Terra. E per ricevere l’aiuto della Madre Terra dobbiamo toglierci le scarpe; ma anche questo sconvolge la gente, sapete. Riuscite ad immaginarlo? Però se chiedete loro di tagliarsi la lingua non ci badano.

Vogliono che tutto sia assolutamente Sahaja. Quando è Sahaja, deve essere estremamente Sahaja, ecco perché ci si tolgono le scarpe. Non è interessante come siamo fatti? È un tale gioco, così bello. Bene, leviamoci le scarpe e stiamo allegri. Qui non sta accadendo niente di grave.

Levatevi soltanto le scarpe, è tutto. Adesso per favore rivolgete le mani verso di me, così. Tutte e due le mani, e chiudete gli occhi. Per favore non tenete gli occhi aperti. È importante. È ancora il Kriya Yoga di cui stavate parlando: quando la Kundalini si solleva e tocca per la prima volta questo centro (Agnya) – che si trova sul chiasma ottico – avviene una dilatazione della pupilla e per questo motivo, se i vostri occhi non sono chiusi, non si solleverà. È esattamente il contrario dell’ipnosi. Perciò, per favore, tenete gli occhi chiusi. E siate gentili con voi stessi, siate gentili. Non giudicate voi stessi pensando di essere colpevoli. Questo è il primo mantra che diciamo alla gente, specialmente in Occidente, dove tutti sembrano essere colpevoli di qualcosa, non so cosa, qualcosa di sconosciuto. Provoca un blocco a questo dito. Per favore, prima di iniziare, dite semplicemente nel vostro cuore: “Madre, io non sono colpevole”

Non c’è niente di cui sentirsi colpevoli. Dopo tutto che colpe potete avere? Che errore potete avere commesso che non possa essere assorbito dall’amore di Dio? Perciò non sentitevi colpevoli di niente. Forse durante il mio discorso posso aver detto che alcune cose non vanno bene – non fa niente. Non fa differenza per me. Qualunque cosa sia, io so fare il mio lavoro. Perciò non sentitevi colpevoli di nulla. Dite soltanto: “Madre, io non sono colpevole”. Questo è molto importante perché (sentirsi colpevoli) blocca questo orribile Vishuddhi. Con questo senso di colpa sviluppate la spondilite sul lato sinistro e problemi di ogni tipo. Perciò è meglio che diciate: “Madre, io non sono colpevole”. Una cosa semplice: “Madre, io non sono colpevole”.

Ora chiudete gli occhi.

Per favore, non sentitevi in colpa, per favore. Ripetete: “Madre, io non sono colpevole”.

Per favore non aprite gli occhi, non aprite gli occhi.

Per favore mettete la mano destra… non aprite gli occhi e mettete la mano destra sul cuore. Poi chiedete nel vostro cuore: “Madre, sono io lo Spirito?”. Ponete la domanda. È una domanda molto semplice ma si stabilizzerà da sola. Chiedete con umiltà: “Madre, sono io lo Spirito?”. Ripetetelo dodici volte, per favore. La risposta stessa vi farà sentire una brezza fresca fluire sulle mani.

[Shri Mataji soffia per tre volte nel microfono]

Ora mettete la mano sulla sommità della testa dov’è l’area dell’osso della fontanella, dove avevate un osso molto morbido, chiamato Talu. Verificate se c’è una brezza fresca che esce da lì. Potete pormi una domanda; poiché io non posso forzarvi, dovete chiederla. Dovete chiedere la vostra realizzazione, dicendo: “Madre, Ti prego, donami la realizzazione”. Io non posso imporvela. La vostra volontà deve essere rispettata. Se volete andare all’inferno, potete andarci. Se invece volete andare in paradiso, anche questo si può fare. Perciò, per favore, chiedetemi la realizzazione. In realtà non sono io a darla, ma funziona così.

[La registrazione finisce qui]


[1] Filo sacro.

[2] Smriti: Insegnamenti non scritti, tramandati oralmente, a differenza delle sruti, insegnamenti tramandati mediante scritti tradizionali.