Seminario, La Dedizione Completa è l’Unica Via

(Inghilterra)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 La dedizione completa è l’unica via

/ Dedizione attraverso la meditazione /

 Seminario di Cowley Manor, Cheltenham (GB), 31 Luglio 1982


Oggi per la prima volta mi azzardo a dire qualcosa che avrei dovuto dire molto prima.

Come vi ho detto oggi è necessario riconoscermi. E questo riconoscimento è imprescindibile, questa condizione è imprescindibile. Non posso cambiarla.

Come ha già detto Cristo: “Qualsiasi cosa contro di me…[Shri Mataji viene interrotta da una bambina], qualsiasi cosa contro di me sarà tollerata, sarà perdonata, ma non sarà perdonato niente contro lo Spirito Santo”.

È un avvertimento molto importante, un monito davvero importante. Forse la gente non si rende conto di cosa significhi. Ovviamente, nessuno di voi è contro di me, questo lo so; e voi non fate niente contro di me, questo è assolutamente vero. Dopotutto siete i miei figli. Io vi amo moltissimo e voi mi amate. Questo è soltanto l’avvertimento che Cristo vi ha dato. Ma ci si deve chiedere perché non stiamo migliorando rapidamente quanto dovremmo.

Quando le persone sono ipnotizzate, si sottomettono completamente ai propri guru. Completamente. Quando sono ipnotizzate, consegnano il proprio denaro, ogni cosa, abitazioni, case, famiglia, figli, e si sottomettono a loro, senza porre domande, senza entrare nei dettagli, senza cercare di indagare sulla vita del guru. E tutta questa gente poi piomba molto rapidamente nell’oscurità, in una oscurità più profonda e nella distruzione completa.

Ma voi siete sahaja yogi e dovete costruire voi stessi.

Non ho voluto demolire il vostro ego, finora; non ho mai voluto parlarvi così. Forse questa è la prima volta che vi dico che dovete dedicarvi completamente a me: non a Sahaja Yoga, ma a me. Sahaja Yoga è solo uno dei miei aspetti. Dovete dedicarvi lasciando tutto il resto.

Dedizione assoluta, diversamente non potete ascendere ulteriormente.

Senza fare domande,senza discutere.

La dedizione completa è l’unico modo in cui potete riuscirci.

Le persone vengono ancora colpite dalla negatività, dai problemi. Qual è il motivo? Molti mi chiedono: “Madre, perché, una volta avuta la realizzazione, cadiamo?”.

L’unico motivo è che la dedizione non è completa. La venerazione completa e la dedizione completa non sono state stabilizzate. Ancora non vi rendete conto quanto dovreste che io sono Divina. Non mi riferisco a tutti voi; tuttavia, se guardate nel vostro cuore e nella vostra mente, vi renderete conto che manca quella devozione completa che avevate, ad esempio, per Cristo o Krishna o qualsiasi altra incarnazione.

Krishna ha detto: Sarva dharmanam parityajya mamekam sharanam vraja, “dimenticate tutte le religioni del mondo”.

Non si riferiva alle religioni come quella induista, cristiana o musulmana, ma intendeva ogni forma di sostegno (dharma, ndt). “Dimenticate ogni sostegno (dharma) e dedicatevi completamente a me”. Questo accadeva seimila anni fa. E ci sono ancora molti che affermerebbero: “Ci siamo dedicati completamente a Shri Krishna”. Ma dov’è Lui adesso? Anche coloro ai quali ho dato la realizzazione dicono così. Ovviamente non vi è nessuna differenza tra Lui e me; ma oggi sono io, sono io colei che vi ha dato la realizzazione.

Ma le nostre priorità potrebbero essere il lavoro, i problemi, i problemi familiari, i problemi finanziari; e la dedizione viene per ultima.

Io sono illusoria, è vero. Il mio nome è Mahamaya. Sono illusoria, senza dubbio, ma sono illusoria solo per giudicarvi.

Ora la dedizione è una componente importantissima dell’ascesa. Perché? Perché quando siete in una situazione precaria, quando esiste un pericolo imminente per la vostra esistenza, in questo periodo in cui il mondo intero si trova in una posizione precaria dove sta per essere distrutto completamente, è molto importante aggrapparsi a ciò che vi salverà con forza e fede assolute.

Se, ad esempio, vi inzuppate di acqua normale, non ha importanza. Ma se state affogando in mare e siete in bilico fra la vita e l’imminente distruzione, se in quel momento arriva una mano per tirarvi fuori, non c’è più tempo per pensare: aggrappatevi invece ad essa con tutta la vostra forza e tutta la vostra fede.

Quando abbiamo dei baddha, quando siamo circondati dalla negatività, ne diventiamo consapevoli e ci sentiamo un po’ confusi. E in quel momento vogliamo aggrapparci a qualcosa. Ma i baddha vi danno idee distruttive. Ha inizio così una dura lotta. In quel momento, qual è la migliore soluzione?

La soluzione migliore è dimenticare qualsiasi altra cosa, dimenticare che siete posseduti o che c’è un baddha o altro: dovete aggrapparvi a me con tutta la forza che avete.

Ma il nostro tipo di dedizione è moderno e risente molto delle mode, per cui Sahaja Yoga è una cosa secondaria e Madre è assolutamente secondaria.

Mi dispiace, così non funzionerà. Non occorre che io lo dica agli indiani; infatti è sufficiente leggere il Devi Mahatmyam, anche leggere i mille nomi della Dea è sufficiente (per sapere) che Lei può essere raggiunta soltanto attraverso la bhakti, può essere raggiunta soltanto mediante la dedizione.

Lei ama soltanto i propri bhakta, i devoti. Non è scritto da nessuna parte che Lei ama chi sa parlare meglio, chi sa discutere meglio, chi veste meglio, chi vive meglio, chi vive in migliori ambienti; ma ama i Suoi devoti. E questa devozione e dedizione non dovrebbero essere un impeto frenetico o altro, ma dovrebbero essere costanti, continue, sempre fluenti, sempre crescenti. Questa adesso è l’unica via per uno sviluppo ulteriore.

Per noi sono importanti molti piccoli problemi: per qualcuno è la casa, per qualcuno l’ammissione all’università, per un altro è qualche lavoro da fare. Tutte queste preoccupazioni sono i dharma di cui Shri Krishna ha detto: “Sarva dharmanam parityaja mamekam sharanam vraja”, cioè: “Abbandonate tutti questi dharma, tutti questi cosiddetti dharma”. Ad esempio, il patni-dharma è il dovere di una moglie; il pati-dharma è il dovere del marito; il putra-dharma è il dovere del figlio; il pita-dharma è il dovere del padre, e poi il dovere di un cittadino e il dovere di un cittadino del mondo. Tutti questi dharma devono essere abbandonati completamente e dovete arrendervi interamente con tutto il cuore.

Io sono ciò che sono. Lo sono stata, lo sarò. Io non crescerò, né di più né di meno. È una Personalità Eterna. Adesso sta a voi trarre da me tutto il possibile, per fare il miglior uso possibile della vostra nascita in questi tempi moderni, raggiungere la piena maturità, essere in grado di realizzare completamente il progetto che il Divino vuole attuare attraverso di voi.

Non appena subentra la dedizione, diventate dinamici aggrappandovi ad essa.

Per questo la meditazione è l’unico modo, direi.

Certo, dal punto di vista razionale potete fare molte cose. Potete accettarmi razionalmente; emotivamente potete sentirvi più vicini a me nel vostro cuore. Ma arrendetevi attraverso la meditazione. La meditazione non è altro che arrendersi. È resa completa.

Ma questa è un’impresa difficile per un uomo moderno di un Paese occidentale: lui si arrende solo a chi lo ipnotizza, a chi lo ipnotizza completamente. Diventa schiavo di chi lo ipnotizza. Ma, nella sua libertà, quando è libero, il suo ego è più potente dello Spirito.

Ecco perché tutti i Paesi liberi sono andati in rovina. Perché è l’ego ad agire, non lo Spirito. Quando le persone sono libere, non riescono a padroneggiare l’ego. Solo se qualcuno riesce a intrappolare il loro ego e ad ipnotizzarle, allora sì, sono prigioniere e si arrendono completamente.

E ciò è davvero evidente dal modo in cui questi imbroglioni sono diventati maestri nell’arte di rendervi schiavi.

Voi dovete arrendervi in piena libertà, in completa libertà. Libertà non significa ego, questo dovrebbe essere capito. La libertà è uccisa dall’ego. Non solo uccisa, ma deturpata, disonorata, abbruttita. La libertà, nella sua forma più sottile, implica completa assenza di ego, nessuna spigolosità, vuoto completo, proprio come un flauto, affinché la melodia di Dio possa essere suonata bene. Quella è la libertà completa, senza impedimenti.

Dobbiamo renderci conto che noi siamo nel fango: fango d’ignoranza, fango di peccato.  L’ignoranza causa il peccato. Come possiamo uscire dal fango? Chiunque cerchi di tirarcene fuori, vi cadrà lui stesso. Chiunque voglia anche solo avvicinarsi al fango, ci finisce dentro, ne diventa parte integrante. Quanto più cerchiamo di prendere aiuto dagli altri, tanto più li tiriamo nel fango e noi ci affondiamo ancora di più. 

Quindi l’albero della Kundalini deve crescere. E da quell’albero, il Paramatma stesso, il Parabrahma stesso deve tirarvi fuori (dalla palude di fango, ndt). (Quell’albero) emerge dal fango e il Parabrahma deve tirarvi fuori uno ad uno, prendervi in mano e tirarvene fuori.

Ma anche dopo essere stati tirati fuori, la vostra presa non è sufficiente e scivolate giù un’altra volta. Emergete parzialmente e poi tornate giù. È molto piacevole esserne fuori, ma i piedi non ne sono ancora usciti completamente. Non vi siete ancora completamente purificati. Se non siete purificati, come potete essere completamente benedetti? Dovete essere pienamente benedetti dal Divino, rivestiti dell’amore di Dio.

È sorprendente vedere come chi va dai falsi guru si attacchi a loro, con una dedizione così straordinaria da lasciare stupefatti. Diventano proprio simili a cavoli. Continuano a consegnare loro tutto quel che hanno, finché non sono completamente rovinati.

Invece quelli che vengono in Sahaja Yoga non si arrendono; tuttavia sono nutriti, sono accuditi. La loro salute migliora, la loro prosperità migliora, la mente migliora, le relazioni migliorano, si sentono meglio sotto ogni aspetto, le loro condizioni migliorano.

Ricevono continui benefici. Abbiamo begli ashram che sono i più economici, cibo, ogni vantaggio possibile, il meglio possibile. C’è tutto.

Ma noi non ci rendiamo conto dello scopo di tutto questo nutrimento, di tutte queste benedizioni. Sono per la vostra ascesa più elevata. Per uscire completamente fuori dal fango.

Adesso dovete aderire, dovete dedicarvi, dovete essere devoti. (Invece) abbiamo delle riserve, nascondiamo le cose. Cerchiamo di fare i furbi. Questa è una situazione pericolosa.

Dovreste tutti cercare di vedere, dentro voi stessi, quale parte è così subdola. Quali condizionamenti vi impediscono di avere dedizione? Cosa vi spinge ad avere delle riserve? Quale timore, quale ego, quale aspetto vi tiene ancora immersi nel fango? Quali attaccamenti, quali relazioni?

Dovete liberarvene. Se non ve ne liberate completamente non funzionerà.

Non c’è posto per cose a metà. Ora o mai più.

Cristo [forse si riferisce a Krishna, ndt] lo ha detto. Egli disse: “Offrite la vostra devozione e la vostra dedizione e lasciate tutto il resto a me”.

Io so chi progredisce in dedizione e devozione. Ho visto gente migliorare moltissimo. Non occorre essere davanti a me, non occorre vedermi. Non occorre che io sia presente di persona: è tutto nell’Energia onnipervadente. Questa è tutta la mia luce che conosce ogni minima cosa di voi. E soltanto attraverso la bhakti, attraverso la devozione e la dedizione potete arrivare a me.

Il mio obiettivo è la completa manifestazione della vostra energia divina. È molto semplice, è resa molto semplice. Io sono soddisfatta soltanto delle persone semplici, innocenti, non scaltre, amorevoli e reciprocamente affettuose. È molto facile compiacermi. Quando vedo che vi amate gli uni con gli altri, che parlate bene gli uni degli altri, che vi aiutate reciprocamente, che vi rispettate, che ridete di cuore insieme, che godete della reciproca compagnia, ottengo la mia principale benedizione, la gioia più grande.

Cercate di amarvi l’un l’altro nella dedizione a me, perché siete tutti figli miei, creati dal mio amore. Avete dimorato tutti nel grembo del mio amore. Vi ho dato queste benedizioni con tutto il mio cuore.

Sono turbata e mi tremano le mani, e voi ricadete nel fango, quando vi vedo litigare fra voi (a causa di) gelosie e meschinità che appartengono alla vostra vita passata.

L’aiuto non è così materiale da essere sentito, ma è un senso di sicurezza molto più profondo che date ai vostri fratelli e sorelle.

Dovrebbe esistere un amore profondo. Non vi è spazio per l’egoismo in Sahaja Yoga. Non vi è spazio per l’avarizia, non vi è posto. L’avarizia è segno di mentalità molto ristretta. Non vi sto dicendo di darmi del denaro, ovviamente. Ma è il modo in cui guardiamo al denaro, il modo in cui ci attacchiamo ad esso, alle cose materiali, alle ricchezze materiali, alle cose materiali, a ciò che possediamo.

Il bene più grande che avete è vostra Madre e, grazie a lei, avete i vostri fratelli e sorelle.

Uscite da quella vita passata. Quel passato è il fango. Ormai dovrebbe essere finito. Siete ben consapevoli di come con il mio potere di amore io vi abbia protetti tutti. Sapete come vi abbia aiutati in ogni momento. Ogni volta che avete espresso un desiderio io sono arrivata ad esaudirlo.

Questo è, come vi ho detto, l’aspetto del nutrimento. Ma ora la vostra ascesa deve venire da voi. La vostra crescita deve venire da voi. Deve essere realizzata da voi e soltanto da voi. Non da qualche altro sahaja yogi o da me. Io posso darvi solo dei suggerimenti; non solo suggerimenti, ma anche avvertimenti. E tutto è a portata di mano, è tutto organizzato così bene. Io sono in una forma. Sono davanti a voi in una forma, non dovete andare da nessuna parte: tutto è dentro di voi. Non dovete dare denaro, non dovete dare nulla. Ma sviluppate questa dedizione in voi.

Sapete, quel giornalista che mi ha intervistato diceva che i disoccupati sono manovrati dai politici. Lasciate che sia Dio a manovrarvi. Ma come? Se ho in mano un pennello e voglio dipingere qualcosa, ma non riesco a usare il pennello perché ha delle angolosità e crea difficoltà, è scomodo da usare o diciamo che non è maneggevole, che non è funzionale, che è mal fatto: come si fa ad usarlo?

La dedizione è il modo più facile per liberarvi di tutte le vostre spigolosità, di tutti i vostri problemi, di tutti i vostri baddha. Ora osservate e valutate dentro di voi: siete dedicati?

Nemmeno quelli che si attaccano a me in modo fanatico sono nel giusto. Non dovrebbe esserci fanatismo. Diventa tutto assolutamente logico. Non esiste fanatismo in questo.

Se, ad esempio, qualcuno deve andare a consultare un medico, una persona fanatica potrebbe dire: “Io non andrò dal medico. Non ci andrò perché Madre ha detto che penserà Lei a me”. E quando si ammala verrà da Madre a contestare: “Madre, mi avevi detto che ti saresti presa cura di me: come mai mi sono ammalato?”. Questo è fanatismo.

Cos’è la resa? Dovreste dirvi, nel profondo: “Lei è la Madre, Lei è qui, Lei è il mio medico; che mi curi o no, che mi guarisca oppure no non ho nulla da eccepire. Riconosco soltanto Lei, non conosco nessun altro”. È molto logico. La logica è che Madre è la cosa più potente che conoscete, è vero in modo logico.

“E se Lei è così, mi curerà; ma se non mi guarisce è il Suo potere, è il Suo volere. Se vuole curarmi lo farà. Se non vuole farlo, come posso imporle la mia volontà?”.

Prendete ad esempio la dedizione di Shri Ganesha, quando Sua Madre disse che fra i due fratelli, Kartikeya e (Ganesha), chi avesse compiuto per primo un giro intorno alla Madre Terra avrebbe vinto il primo premio.

Il povero Ganesha aveva un topolino come veicolo, ma aveva saggezza; e Kartikeya aveva un velocissimo pavone in grado di volare.

(Ganesha) guardò il pavone e pensò: “Chi è più grande di mia Madre? Lei è l’Adi Shakti. Cos’è questa Terra? Chi l’ha creata? È stata mia Madre. Chi ha creato il sole? Lo ha creato la Madre. Chi è più grande di mia Madre? Nessuno. Perché non girare soltanto intorno a mia Madre? Che bisogno c’è di fare tutto il giro della Terra?”.

E molto prima che arrivasse Kartikeya, (Ganesha) era già lì con il suo premio in mano.

La sua innocenza gli aveva dato la saggezza di comprendere ciò che è logico. È molto logico. Ed è anche logico (pensare): “Madre sente il mio dolore più di quanto lo senta io”.

Che direte del fatto che Cristo fu crocifisso per Sua Madre? Lei era Mahalakshmi stessa, così potente, (ma) fece sì che Suo figlio sacrificasse la propria vita, che soffrisse come un essere umano. Fu troppo far sacrificare il proprio figlio quando si possiedono tutti i poteri per sterminare tutti. Ma era un lavoro delicatissimo creare questo Agnya chakra.

Che cosa significa questo? Significa forse che mancava qualcosa alla Sua (di Cristo) devozione? Al contrario, Lei era così sicura di Lui, della Sua devozione, che poté chiedergli di farlo.

Quando ci si aspetta che Madre faccia qualcosa per voi… ci sono persone che dicono: “Madre, devo discutere la mia tesi, devo farcela”. Va bene, date un bandhan, e darete la tesi. “Madre, sto cercando di scoprire questo”. Va bene, ecco. “Madre, sto cercando di ottenere questo lavoro”. Eccolo.

Guardiamo ora all’aspetto contrario: quanti hanno la dedizione di Cristo? Nessuno; è un dato di fatto. Per quale motivo Egli è il vostro fratello maggiore? Perché nessuno è come Lui. Egli affrontò tutte quelle orribili sofferenze perché era parte integrante di Sua Madre e Lei soffrì molto più di Lui.

Anche Lui affrontò quella sofferenza per uno scopo più alto, per una felicità più grande, per una vita più elevata, morale. Questa è la vera dedizione. Ma gli impostori possono approfittarne.

Quando fanno soffrire la gente, poi dicono: “Dopo tutto dovete soffrire”. Osservate cosa inventano: “Dovete soffrire perché dopo tutto si deve soffrire, altrimenti non si può ascendere”.

Occorre una capacità di comprensione molto sottile, molto sottile, che vi chiarirà che in Sahaja Yoga per prima cosa venite nutriti, fatti crescere, formati; venite messi a posto. E, dopo questo, tutte le sofferenze non sono più sofferenze per voi, perché siete diventati lo Spirito. “Nainam chhidanti shastrani, nainam dahati pavakah, nainam kledanti aapoh, nainam shoshati marutah”: “Non può essere ucciso da alcuno strumento, non può essere spazzato via da nessun vento; non può essere bruciato da nessun fuoco”. Non c’è modo di distruggerlo. Questo è lo Spirito che voi siete.

Ormai vi è stato dato nutrimento; ora siete cresciuti. Siete nutriti.

La gente, quando vede i sahaja yogi, dice: “Oh, sono come fiori! Guardate i loro volti: risplendono. Che sicurezza, che dignità, che bellezza!”.

Ma perché? Per essere le ruote del carro di Dio. Dovete sopportarne il peso e i sacrifici, che per voi non sono più sacrifici poiché lo Spirito dà, non si sacrifica mai. La sua qualità è dare. Dunque non vi sacrificate ma, semplicemente, date.

Prima di tutto una madre affronta i dolori del parto, bene, ha tutti i problemi, d’accordo. Ma quando il bambino è cresciuto è lui a stare al fianco della madre, e ne è il fiero figlio. Lei è orgogliosa di lui, e lui di lei. Stanno al fianco l’uno dell’altra, combattono insieme la battaglia. Questo è possibile soltanto se accettate una dedizione completa e una preparazione alla vita futura di sahaja yogi.

Una vita che esteriormente sembra una lotta, un problema, ma che interiormente è del tutto soddisfacente.

Una volta, quando i sahaja yogi venivano da me, per loro anche sedersi per terra era un sacrificio troppo grande; anche togliersi le scarpe era un grande sacrificio. Ieri, durante un programma, tre persone se ne sono andate perché era stato chiesto loro di togliersi le scarpe, come se qualcuno le stesse scotennando. Se ne sono proprio andate.

Ma perché crescere in Sahaja Yoga? Per crescere, per ergervi come grandi figli di una grande Madre. Il lavoro è straordinario. Questo lavoro non è per gente di medio livello, mediocre, spaventata, timorosa, arrogante, insolente. Persone così non ne sono in grado, non ne hanno la tempra.

Quindi, dedizione nella meditazione, si deve praticare una completa dedizione nella meditazione. Ora non lo fate più solo per il vostro bene, vostro per così dire. Prima eravate dei bambini piccoli, dei piccolini. Ora siete quell’essere collettivo, pertanto non fate più nulla per voi stessi, ma per questo essere collettivo. State crescendo per essere consapevoli di quel tutto che state per diventare. Il vostro lavoro, il vostro denaro, vostra moglie, vostro marito, i vostri figli, vostro padre, vostra madre, i vostri parenti, ormai queste considerazioni sono finite. Dovete assumervi tutti la responsabilità di Sahaja Yoga. Ciascuno di voi ne è del tutto capace. Siete stati cresciuti per questo.

Fatelo nel modo che più vi piace, secondo le vostre capacità. Con piena dedizione ci riuscirete. La dedizione è la condizione. La dedizione completa è l’unica via per poter progredire.

Ci sono dei sahaja yogi che sono immaturi. Dobbiamo lasciarli andare. Non possiamo farci niente. Non simpatizzate con loro, non va bene. Se mostreranno di essere a posto li accoglieremo di nuovo. Ma questo lasciatelo a me. Non impegnatevi con loro, non mettete su di loro la vostra attenzione. Dovete crescere. Eravate ricercatori, poi avete trovato; ora vi siete sviluppati (con Sahaja Yoga, ndt), siete cresciuti. Per cosa? Per ergervi. Così come io sono di fronte a voi oggi, così voi dovete porvi di fronte agli altri, dovete affrontare la gente.

Dedizione non significa non parlare di Sahaja Yoga. Molti pensano che restare in silenzio significhi dedizione. Dovreste essere (silenziosi) solo in meditazione. Dovete invece uscire dal guscio. Trasmettete a tutte le nazioni, comunicate a tutte le persone, ovunque, il grande messaggio che il tempo della Resurrezione è qui, ora, in questo momento, e che tutti sono in grado di farlo.

Se qualcuno prova a schernirvi per questo, cercate di spiegare le cose con comprensione e saggezza. Simpatie e antipatie individuali devono essere sacrificate. “Mi piace questo, mi piace quello” deve essere eliminato. Ciò non vuol dire diventare tutti delle macchine, no, ma la schiavitù a questo io deve essere eliminata. La schiavitù dalle abitudini deve essere abbandonata. Vi meraviglierà: una volta che siate dedicati, non mangerete tanto, a volte potreste non mangiare affatto. Non vi ricorderete neppure del cibo, non vi ricorderete nemmeno cosa avete mangiato, né dove né come avete dormito.

Sarà una vita che si espande come un telescopio. Creerete le vostre visioni personali e le porterete a compimento, le realizzerete. Sembrate persone molto semplici, comuni, ma non lo siete.

Ora dovete fare tutto questo con dedizione, con completa devozione; non per un vostro guadagno personale, per una vostra conquista personale, questo è ormai superato. È per uscire completamente dal fango e stare in piedi sulla terra celebrando a voce spiegata la lode di vostro Padre.

Quelli che sono ancora nel fango che musica possono eseguire? Che canzoni possono cantare? Che sicurezza possono dare? Che aiuto possono dare agli altri?

Dovete uscirne completamente. Per questo è necessaria una saggezza decisa, risoluta. Ogni momento. Non serve dare la colpa al vostro lato sinistro o al destro, niente; liberatevene e basta.

Aggrappatevi a questo. Il Parabrahma è venuto per prendersi cura di voi. Aggrappatevi a questo. Persino la morte deve retrocedere. Figurarsi allora queste cose minori.

Ora, il nome di vostra Madre è molto potente. Voi sapete che è il nome più potente di tutti gli altri, è il mantra più potente.

Ma dovete saperlo recitare. Dovete pronunciarlo con dedizione completa, non come un qualsiasi altro nome.

Sapete che in India, quando si pronuncia il nome del guru, ci si tira le orecchie. Vuol dire: “Se, pronunciando questo nome, commetto un qualunque errore, ti prego di perdonarmi”. Significa questo. È un mantra molto potente.

Ciò di cui avete bisogno è la dedizione, la dinamite della dedizione. Oggi ho detto a Rita che ora, in Inghilterra, tutte le margherite sono profumate. Non poteva crederci, ha detto: “Non l’ho mai saputo. Anzi, ho sempre avuto la sensazione che le margherite non avessero alcun profumo e fossero fiori dall’odore molto strano”.

Ed io: “Ebbene, vai a sentire il profumo delle margherite che hai”. E quando lo ha fatto è rimasta sorpresa.

Il nome, quanto è sottile! Oggi le margherite sono i fiori più profumati d’Inghilterra. Ed è semplicemente grazie al nome; significa Nishkalanka, ossia Nirmala, cioè completamente senza mala. Cos’è questa mala? È questo fango. Senza fango. Nil. Completamente. La gioia al livello del Sahastrara si chiama, dai tempi dei tempi, Nirananda. Sin dall’antichità è chiamata Nirananda o Nirmalananda. Molti la chiamano Nirmalananda o Nirananda. Questa è la gioia che si può provare anche quando si viene crocifissi. È la gioia che si prova anche se si è avvelenati; la si prova anche sul letto di morte. Questa gioia è Nirananda.

Dunque preparatevi alla seconda fase. Siete in prima linea. Mi occorre pochissimo tempo; ma ho davvero bisogno di gente con una saggezza e una dedizione risolute, salde. Nemmeno per un secondo dovreste andare su un lato o sull’altro. Allora si può progredire più rapidamente, si può continuare a combattere la battaglia. Forse ora siete consapevoli delle sottigliezze delle negatività, di come agiscano e di come adoperino il proprio potere – che è certamente limitato – per distruggere il lavoro di Dio; e di come dovete essere all’erta, preparati e dedicati.

Sono cose che posso dire solo a voi, non posso dirle a chi frequenta Caxton Hall[1]. Alcuni di loro sono immaturi, altri proprio nuovi, ingenui, e altri ancora sono proprio di terz’ordine.

Ma qui, mentre oggi siete davanti a me, voglio dirvi molto francamente, come Krishna aveva detto soltanto ad Arjuna: “Sarva dharmanam parityajya, mamekam sharanam vraja”.

Non c’è altra via d’uscita.

Vraja indica una persona nata due volte, con una personalità solida, salda. Quando siete solidi, allora dovete dedicarvi. Quando vi siete perfezionati dovete dedicarvi. Questo vi aiuterà ad uscire dal fango e inoltre aiuterà la grande causa.

Nessuno capisce perché Madre stia cercando di aiutarci. Si pensa che Lei sia troppo generosa. Non è così. Io ho molto buon senso. È perché voi siete coloro che sono in grado di manifestare la gioia di Dio su questa terra. Siete i flauti che suoneranno la melodia di Dio, sarete usati e manovrati da Dio.

Io sto facendo tutto questo per rendervi perfetti, perché siate i più begli strumenti di Dio. Per essere i corretti strumenti di Dio.

Non so se comprendiate che vita dolce e bella sarebbe: una vita di dedizione consapevole, logica, completamente dedicata, che assorbe tutto il nutrimento e lo dedica ad uno scopo più alto.

Un po’ come le foglie che assorbono i raggi del sole e si colorano, prendono colore per uno scopo più alto: per poter poi essere usate dagli esseri umani.

Non c’è cosa su questa terra che funzioni in altro modo: tutto funziona per uno scopo che non è egoistico, bensì vasto, grande e dinamico.

Diventate l’oceano, diventate la luna, il sole, la terra, l’etere, il firmamento, e diventate lo Spirito.

E lavorate per tutti loro. Diventate tutte le stelle e tutti gli universi e svolgete il loro lavoro. È così.

Perché avete raggiunto il vostro principio, il vostro tattwa.

È così che raggiungete il tattwa di tutti.

Ma dedicatevi a questo tattwa, perché io sono il Principio di tutto questo. Io sono il Tattwa, Tattwam-asi, io sono il Principio. Attenetevi al vostro principio. Io sono la Kundalini, sono l’Essenza.

Noi riusciamo a capire solo la dedizione a qualcosa che sembra più grande a livello grossolano, che appare più grande ad un livello grossolano. Ma non riusciamo a dedicarci a qualcosa che è tanto più sottile, tanto più minuscolo, tanto più profondo, efficace, dinamico, universale ed eterno.

Non riusciamo a concepire di dedicarci a questo. Possiamo arrenderci a qualcuno che assomigli ad una montagna, che arrivi ad opprimerci proprio come una montagna; come Hitler, come un falso guru.

Arrendetevi invece al vostro essere più sottile che non si può vedere con i propri occhi, che non si può sentire, ma che in realtà è tanto potente. È come la bomba atomica dopo la scissione dell’atomo. Quando (l’atomo) non è scisso, è dappertutto. Ma nel punto più sottile è così dinamico che, quando lo si separa, sprigiona una forza distruttiva molto dinamica.

Poiché la vostra attenzione è penetrata ora nella dimensione più sottile di questo universo, vi entrate sempre più in profondità. L’impulso che spinge l’estremità di una radice verso la sorgente d’acqua, è la stessa cosa della sorgente. La vostra Kundalini è proprio come l’Adi Kundalini e la sua energia, il Parabrahma.

Queste sono tutte cose da capire dopo la realizzazione e dopo aver raggiunto la maturità. Prima non è possibile. Ecco perché non vi avevo (mai) parlato di queste cose nei precedenti otto anni. Ho sempre usato nei vostri confronti modi protettivi e dolci. E vi ho fatto sempre sentire che mi stavate facendo un favore. Ma non ci sono obblighi.

Al di là di tutti questi concetti, siete diventati il vostro Sé, pronti ora ad essere responsabili, ad essere ciò per cui siete fatti. Come la nave che viene costruita, portata al mare, collaudata per scoprire se è adatta a tenere il mare, e infine a salpare.

Questa è la seconda fase, quella in cui dovete salpare, quando conoscete tutto della nave e del mare. Adesso dovete salpare in piena libertà e con totale saggezza, senza paura di burrasche, tempeste o tifoni, perché ora tutti sapete che il vostro compito è fare la traversata.

Che Dio vi benedica.

Che Dio vi benedica. Meditiamo per un po’? Potete abbassare le luci? Che vibrazioni! Vi assicuro. Se poteste formare una catena sarebbe una bella idea…

Controllate dove sono Aradhana e Anupama e anche dov’è Bhavila. Occupatevi di loro e dove è… Kay, puoi andare giù a vedere dov’è quella signora? Questa è una casa immensa e non dovrebbero perdersi.


[1] Luogo di Londra in cui si tenevano programmi pubblici di Sahaja Yoga per persone nuove.