Shri Yogeshwara Puja

London (Inghilterra)

1982-08-15 Krishna Puja Talk: Krishna as Yogeshwara, London, UK, 66' Download subtitles: EN,ES,LT,PT,THView subtitles: Add subtitles:
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1982-08-15 Krishna Puja as Yogeshwara v1, Chelsham Rd, London, UK, 71' Download subtitles: EN,ES,PTView subtitles: Add subtitles:
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Shri Yogeshwara Puja

Chelsham Road, Londra (GB) – 15 Agosto 1982

Oggi è un gran giorno di immensa gioia per tutti noi poiché l’Essere Primordiale stesso si incarnò sulla terra come Shri Krishna. Moltissimi aspetti del suo essere sono stati descritti in tantissimi miei discorsi, ma l’aspetto più grandioso in assoluto di questo Essere Primordiale è che Egli era Yogeshwara, era il Dio dello Yoga, Yogeshwara. Era il Signore della nostra unione con il Divino. Senza il suo permesso e la sua autorizzazione, non possiamo diventare Sahaja yogi. Egli era Yogeshwara, ed un vero yogi è una persona che riceve il risveglio interiore di Yogeshwara.

Il termine Yoga, come lo intendiamo noi, significa unione della nostra attenzione con il Divino. Tuttavia non ci rendiamo conto delle implicazioni: che cosa comporta? Che cosa dovrebbe accaderci?

Di certo, ottenete dei poteri. Non appena diventate lo Spirito, ottenete dei poteri. Un potere che ricevete è quello della consapevolezza collettiva – anche questo è un dono di Shri Krishna – ed iniziate a percepire la collettività. Il vostro ego e superego vengono assorbiti, vi liberate dei vostri karma e condizionamenti ed ha inizio una nuova vita ed una nuova era.

Ma ancora, qual è la specialità, la grandezza di Yogeshwara? Lui per voi è Ishwara, è l’Ishwara[1] di tutti gli yogi, e qual è la sua capacità, qual è la sua natura? È che per lui tutto è un gioco, Lila.

Per Shri Rama non fu un gioco, la vita per lui fu una piattaforma sulla quale dovette mostrare, in veste di Maryada Purushottama, come condurre una vita dharmica. Invece, Shri Krishna venne per dimostrare di essere Liladhara, Colui che conduce il gioco, Lila.

Tutto è un gioco, l’intero universo è un gioco. Tutto ciò che è creato dall’Adi Shakti, i tre guna, non sono altro che un gioco. E questo è ciò che egli manifestò nella sua incarnazione. Ma che cos’è Yogeshwara? Liladhara è colui per il quale tutto questo universo è un gioco; egli è l’asse, mentre tutto ciò che è alla periferia non è altro che un gioco poiché, all’infuori del vostro Spirito, tutto è falso, è tutto falso. È tutto un continuo scherzo, si può definirlo una continua rappresentazione, niente di molto serio. Lo Spirito è l’unica verità dentro di noi, il resto è tutta falsità. Non possono esserci molti tipi di verità; in sanscrito esistono solo verità o falsità, satya o asatya, non vi sono dieci termini per indicare la verità.

Quando ciò accade, quando questo grande evento si verifica in voi, quando diventate una cosa sola con lo Spirito, ottenete dei poteri. Anche se la vostra maturità non ha raggiunto quel livello, anche se la vostra capacità di comprensione non è a quello stadio e il cuore non è aperto, per prima cosa ricevete i poteri, in modo da acquisire la fede con piena comprensione. Se acquistate la fede grazie all’esperienza, il processo ha inizio. Quando iniziate ad usare i poteri, ne vedete la manifestazione e, talvolta, vi stupite di come risvegliate la Kundalini alle persone, di come la stabilizzate, di come date loro la realizzazione, di come le curate. Vi meravigliate di come sia accaduto. Quindi, possiamo dire che tutto è innato in voi ed inizia a esprimersi, ma c’è ancora molto di più che deve ancora manifestarsi, stabilizzarsi e farvi crescere.

Uno dei punti più importanti è Yogeshwara; dobbiamo comprendere che, se non seguirete il percorso di Yogeshwara, non potrete stabilizzarvi completamente. Krishna disse: “Sarvam dharma na pari tajya name kam sharanam pracha”. Abbandonate tutte le relazioni – il dharma si riferisce alle relazioni – per esempio, quelle con vostra sorella, vostro fratello, sono dharma; ad esempio sridharma indica i doveri di una donna.

Poi, possiamo anche elencare il rashtra dharma. Oggi è il giorno dell’indipendenza dell’India[2], quindi abbiamo rashtra dharma, siamo persone patriottiche. Il patriottismo nei confronti del vostro Paese è il rashtra dharma. Poi avete samaj dharma, i doveri verso la vostra società sono samaj dharma. Avete poi pati dharma, cioè i doveri del marito e della moglie. I doveri sono chiamati dharma perché è ciò che dovete fare. Siete vincolati ai doveri ed essi formano i vostri dharma. Ma egli disse: “Abbandonate tutti questi dharma, lasciate tutti i doveri ed arrendetevi completamente a me, sarwa dharma na pari tajya name kam sharanam pracha”.

Poiché adesso voi siete diventati l’Essere collettivo e siete diventati una cosa sola con lui, ora si occupa lui dei vostri dharma, si prende cura delle vostre relazioni, le pulisce, le purifica, quindi arrendetevi a lui completamente. Egli lo rivelò soltanto a Shri Arjuna, non a tutti; non lo disse a chiunque, non lo meritavano, o forse non riteneva opportuno rivelarlo a tutti, ma io credo che voi siate idonei a saperlo. Quindi, vi dico di dimenticare ogni altro dovere nei confronti di qualsiasi altra cosa, ma di compiere i vostri doveri nei confronti dell’essere collettivo, la vostra collettività.

Ma lui è Yogeshwara. È il punto principale. E per compiere i doveri nei suoi confronti, occorre sviluppare, innanzi tutto, la purezza di Yogeshwara. Per lui la sublimazione non è necessaria poiché egli era sublime, era la sorgente della sublimazione. Non gli occorreva la sublimazione dagli istinti più bassi degli esseri umani. Non gli occorreva fare niente per elevarsi al di sopra del fango, per così dire. Specialmente in Occidente, come sapete, ci siamo creati da soli un inferno, un inferno vero e proprio. In noi vi sono idee perverse di ogni tipo. Per Yogeshwara questo non è altro che fango, una tale sporcizia che mai gli verrebbe in mente che siano possibili simili cose. È qualcosa di scioccante.

Nel giorno del suo compleanno, vorrei dire che se egli fosse nato oggi com’era a quell’epoca, se ne sarebbe riandato via subito. Avrebbe detto: “No, mi dispiace, niente da fare, ne ho avuto abbastanza”. Anche se avesse visto la cultura occidentale, sarebbe rimasto scioccato: “Oh Dio, no, niente da fare, non ci verrò”. Sebbene all’epoca della sua nascita vigesse il dharma, sebbene vivessero persone che comprendevano cos’è giusto e cos’è sbagliato e sebbene non esistessero queste assurdità, egli venne come Yogeshwara, Colui che è puro.

La sua storia narra che un giorno le sue mogli vollero andare…Ma per lui che cosa significa avere delle mogli? Niente, osservate: nessun peccato può essergli attribuito. Si sposò perché doveva unirsi ai suoi cinque princìpi o cinque elementi, così li trasformò in donne e le sposò.

Dovette sposare sedicimila donne perché gli occorrevano sedicimila poteri e doveva canalizzarli in forma umana, quindi vennero come donne; ma per lui non era un rapporto fra marito e moglie, bensì una relazione pura. Per lui il sesso non esisteva, egli lo trascendeva. Non vi era questione di tentazioni e perversioni, erano fuori discussione.

La storia narra che, una volta, le sue cinque mogli vollero andare a venerare un santo, un grande santo lì giunto che si trovava al di là del fiume. Loro volevano recarsi ad adorarlo e trovarono un momento molto favorevole per recarsi da lui. Quando arrivarono al fiume, notarono che era in piena e non potevano attraversarlo, non era il momento per attraversarlo. Ma sentirono che sarebbe stato di pessimo auspicio non andare, era un periodo molto propizio e volevano andare proprio allora a rendere omaggio al guru.

Tornarono quindi da Krishna e chiesero: “Il fiume ora è in piena, come possiamo attraversarlo?” E lui: “Davvero? Non importa. Andate a dire al fiume – dovevano attraversare lo Yamuna, anzi no, scusate, il fiume Tapi – andate a dirgli che se nostro marito, Shri Krishna, è Yogeshwara, ciò comporta che non ha mai intrattenuto attività sessuali con noi.

Yogeshwara indica una persona che non ha mai avuto rapporti sessuali. Non è possibile, non si può concepire una cosa del genere: che malgrado egli li abbia, in realtà non li abbia; che anche se è presente, in realtà non ci sia. Come un loto. Non indulgere a simili azioni, è stato possibile soltanto a lui e a nessun altro, ecco perché è un’incarnazione, non un essere umano. Soltanto le incarnazioni possono farlo. Qualche individuo potrà mettersi a dire di essere Shri Krishna, di poter fare questo e quest’altro…- vi sono dei veri ciarlatani, ne avrete sentito parlare – ma non accade, solo un’incarnazione può farlo. Questo significa che Yogeshwara è un’incarnazione.

Andarono dunque a dire al fiume: “Se lui è Yogeshwara, per favore abbassati”. Ed il fiume si abbassò. Attraversarono, fecero il puja al guru e tornarono indietro, ma il fiume era nuovamente in piena e non potevano attraversarlo. Tornarono quindi dal guru. Osservate il segno che contraddistingue il buon guru, l’incarnazione di un vero guru; esse gli dissero: “Non possiamo attraversare il fiume, è in piena.” E lui: “Davvero? Come siete arrivate qui?” Risposero: “Shri Krishna ci ha detto di chiedere (al fiume) se lui fosse Yogeshwara e, a quel punto, si sarebbe abbassato”. Allora (Il guru) disse: “Bene, andate a chiedere (al fiume) che se io, il mukta[3], pur avendo mangiato tutto il cibo che mi avete offerto, non ne ho gioito, non l’ho gustato, si abbassi.” Tornarono al fiume e, pur non credendoci perché avevano dato da mangiare (al guru), gli dissero: “Con tutto il cibo che noi gli abbiamo offerto, se lui non ha mangiato, abbassati”. Ed il fiume si abbassò!

La morale della storia è che sotto questo aspetto il vostro ideale è Shri Krishna. Non pensate di essere voi gli ideali per gli altri, questo è il grosso errore che i Sahaja yogi commettono: ora credono subito di essere diventati Shri Krishna, oppure ritengono di essere diventati qualcosa di superiore o di avere assimilato interiormente un ideale; non è così.

L’unica cosa da comprendere è che l’ideale da raggiungere è questo. I vostri occhi dovrebbero essere rivolti a questo ideale ed i vostri movimenti dovrebbero essere diretti verso questo ideale. Se, prima di questo, cadete preda di perversioni, assurde situazioni sessuali e cose simili, dovete rendervi conto che precipiterete molto in basso. È una possessione che agisce in voi. Questo è un ideale (Yogeshwara, Krishna), ma loro sono incarnazioni. Voi non siete incarnazioni, né potete diventarlo. Loro, invece, sono la luce che illumina il sentiero che voi percorrete, conducendovi al regno del quale sono Sovrani e Signori.

Egli è Ishwara, è il vostro Ishwara. Voi non siete Ishwara, ma siete quanto meno yogi. Dobbiamo innanzitutto essere yogi; a quel punto lui sarà il nostro Ishwara, diversamente non vorrà governarvi. Ciò che dobbiamo fare, per prima cosa, è diventare yogi. Ed uno dei segni caratteristici di uno yogi è la sua completa purezza nella sfera sessuale. Deve esservi purezza assoluta e, dopo un po’, occorrerebbe andare oltre. I vostri rapporti con gli altri – che si tratti di vostra sorella o di un fratello, o di qualsiasi altra donna o uomo – dovrebbero essere improntati alla purezza assoluta. È estremamente importante.

Nei Paesi come l’India, la gente è molto corrotta, estremamente corrotta, assolutamente: con  cinque rupie, laggiù potete comprare chiunque. Riguardo al denaro, è davvero corrotta, ma non è così immorale, si rende conto che sono atti licenziosi e comprende che compiere azioni licenziose non è morale.

In Occidente, al contrario, l’immoralità è diventata la norma. Secondo loro adesso lo stesso termine ‘immoralità’ dovrebbe scomparire, intendo dire che (secondo loro) non esiste l’immoralità. La gente fa quello che le pare senza pensare che si tratta di immoralità. Non vogliono parlarne, è un concetto vittoriano; se qualcuno dice che si dovrebbe essere morali, pensano subito che è un ipocrita. Trovano inconcepibile che possa esistere un collegamento autentico fra gli esseri umani e la moralità. Qui è un problema grave, il peggiore che abbiamo.

La corruzione è qualcosa che si può evitare; se non siete corrotti, va bene, ci riuscite. Ma l’immoralità è tale che, se vivete in un mondo dissoluto, ciò ha effetti su chiunque. Se, ad esempio, una donna virtuosa cammina per strada ed un uomo pieno di lussuria la guarda, in ogni caso lei perde la propria castità. Lei non ha intenzione di attrarlo né altro, non vuole perdere la propria castità. Tuttavia, per il modo in cui lui la fissa, quella donna, nonostante i suoi modi semplici, potrebbe essere indirettamente responsabile della rovina della castità e moralità di lui. Anche nel caso di un bambino piccolo, semplice, innocente, se c’è un uomo laido con occhi impuri, che prova sentimenti depravati per il bambino, malgrado sia ovviamente quest’uomo ad essere turpe, non possiamo affermare che il fanciullo non ne venga influenzato: diventa in un certo senso un oggetto, (…) qualcosa che rende l’altro ancora più ripugnante di quanto già non sia.

Anche una qualsiasi immagine inadatta a questo luogo, qualsiasi cosa strana, può scatenare sensazioni indecenti. In questi giorni si sono diffusi simboli nei quali io non riesco a vedere niente di male, i miei occhi non ci vedono niente di male, perché io sono troppo innocente, ma qualche esperto di queste cose subito dirà: “Oh, guarda questo!” È davvero impossibile capire come la mente umana abbia proprio intessuto  trame tutto intorno e creato questi stili per rovinare se stessi e gli altri.

Per venerare Yogeshwara, dobbiamo renderci conto che i nostri rapporti con ogni persona al mondo devono essere puri. Durante la sua vita egli giocò molti trucchi. Quando egli arrivò, tutto il Paese era completamente soffocato da idee fanatiche sulla religione. Se ci fosse stato Freud, avrebbe detto: “Oh, è tutta una sciocchezza, che c’è di male? Continuate!” Krishna non lo fece. Lui voleva spezzare tutte le assurde catene della tradizione e del falso fanatismo. Ma lo fece in modo meraviglioso, mantenendo le relazioni assolutamente pure.

La gente chiede: “Madre, Krishna era sposato con Radha?” Voi sapete che lui è eternamente sposato con lei, non importa. Ma in effetti il matrimonio fu celebrato proprio nel giorno della sua nascita. Suo padre lo portò oltre il fiume e lo depose sulla riva quando Shri Brahmadeva in persona venne sulla terra. Ecco perché indossa sempre una veste gialla – è una benedizione di Brahmadeva – per coprire la parte inferiore del suo corpo, sotto il punto vita, con una stoffa. Questo è il motivo per il quale indossa sempre una veste gialla.

Venne proprio lui (Brahmadeva), lo trasformò in un uomo e lo sposò con Radha. Poi (Krishna) tornò ad essere un bambino, solo in apparenza. Qualcuno può anche avere le sembianze di un bambino, per alcuni di voi io sembro una sedicenne, come dite voi, ma non lo sono. Per altri potrei avere sessant’anni, ma non li ho. La mia età è eterna, non posso dire quale sia la mia età. Potrei avere due anni o essere assolutamente senza età, potrei avere qualsiasi età.

Nel corso di tutta la sua vita, tutto ciò che egli fece lo realizzò sulla base della purezza. Per prima cosa, dunque, Radhaji lo sposò. E quando poi lui tornò bambino, combinò monellerie e scherzi di ogni genere che non erano altro che Sahaja Yoga. Lui non stava seduto in questo modo a parlare seriamente, ma un po’ qui, un po’ là, cercava di migliorare i loro chakra e risvegliare la Kundalini. Ovviamente, non era possibile dare la realizzazione giocando, non si può fare. Se io mi mettessi a giocare con voi, non potreste ricevere la realizzazione, perché a livello del Sahasrara dovete riconoscermi completamente.

Deve essere un gioco di serenità. Ovviamente, potete semplicemente dare la realizzazione con il movimento della mano, ma dovete condurli ad un livello di serenità. Se vi limitaste a mettervi seduti dicendo: “Bene, ora giocate”, finirebbe tutto; dovete sedervi a meditare, egli lo disse nella (Bhagavad) Gita, dovete farlo. Non si può sostenere che limitarsi a giocare in continuazione, a cantare canzoni o essere molto allegri e contenti, sia tutto in Sahaja Yoga; non è così, è una cosa seria.

Egli non diede la realizzazione, ma ridusse la tensione esercitata sulle menti delle persone da questi cosiddetti dharma e dalle catene del fanatismo. Le allentò, e volle far capire che il dharma non rende schiavi, ma occorre elevarsi oltre il dharma e diventare il dharma stesso. Ma Yogeshwara deve essere venerato con cuore puro. In questa atmosfera è difficile, lo so; basta uscire e si vedono cose orribili, basta aprire una rivista ed ogni pagina mostra cose orrende, ovunque, nelle pubblicità e voltando pagina si vedono le assurdità che avvengono nelle discoteche. Che cosa si può fare? Non si può fare niente. A ben guardare, com’è volgare, squallido e ripugnante tutto ciò. In aggiunta a questi problemi, ci si sono messi anche gli psicologi. Loro per primi sono danneggiati dai loro metodi, sono completamente posseduti, ed il loro senso della moralità è assolutamente confuso, senza alcun dubbio.

Sapete che cosa accadde a Freud? Lui aveva rapporti con sua madre. Immaginate quale adharmi dovesse essere, che individuo orribile e spregevole dovesse essere, per non riuscire nemmeno a capire, per non avere neanche la purezza di comprendere il rapporto con la propria madre. Pensate. La storia di quest’uomo dimostra molto chiaramente quanto fosse immorale, perché aveva in sé una tale sporcizia, un tale sudiciume, da non riuscire a guardare neanche sua madre con occhi puri. Doveva avere gli occhi pieni di fango o non so cosa, per vedere le cose in quel modo.

(Shri Mataji si rivolge a qualcuno alla Sua destra) Voi già tremate per le mie vibrazioni. Quando pensiamo a lui (Krishna) come Yogeshwara, significa che noi siamo yogi e lui è il nostro Ishwara. Ishwara deve essere lodato (…) Dovete onorarlo, dovete glorificarlo per le sue qualità di Yogeshwara perché lui è il vostro Ishwara, dovete venerarlo. Ma quali lodi possiamo tributargli? Egli è nato oggi: che cosa dovremmo fare nella grande occasione della sua nascita? Dobbiamo decidere che lui è il nostro Ishwara, è l’aspetto di Ishwara, ed essendo lui il nostro Ishwara, noi dobbiamo purificare la nostra attitudine verso il sesso, verso lo stile di vita indecente che abbiamo sviluppato. Aborritelo e liberatevene, assolutamente. Non possono esservi compromessi su questo punto, diversamente non potrete essere yogi, non potrete essere yogi.

Potreste magari diventare molto potenti per un po’, perché io gioco con voi. Vi viene l’idea di essere molto potenti e tutto il resto, ma non è la verità.

Poiché il mio nome è Nirmala, poiché il mio nome significa purezza, dovete essere yogi puri. Nessuno dice che non dovreste sposarvi, nessuno dice che non dovreste avere rapporti sessuali normali con vostra moglie, non è così. Ma è qualcosa che la gente può evitare e danneggiare.

L’altra cosa, la più importante, è che la vostra attenzione non dovrebbe essere contaminata da attrazioni sessuali di nessun genere. La vostra attenzione non dovrebbe mai rivolgersi verso cose simili. Vedete, per quanto riguarda me – si suppone che io sia ora un’anziana signora – non vedo le cose che la gente vede normalmente. È qualcosa di sorprendente.

Vedo qualcosa e non capisco che cosa accada, e di solito ridono di me in casa, non si rendono conto di come io non abbia potuto capire. Ma io non capisco queste barzellette, perché l’attenzione non si dirige mai verso queste cose volgari, non è mai rivolta a queste cose. Non riesco a capire, finché qualcuno non me le spiega. Ma devono spiegarmele dieci volte.

Quindi, per favore, lavatevi le mani da tutte queste sofisticate assurdità, dall’impurità e dalla sporcizia che abbiamo accumulato qui. Questa è una cosa che non sarà tollerata in Sahaja Yoga, devo avvertire ogni Sahaja yogi. Se vivete in questo modo, non riuscite neppure a gioire del sesso, non potete; in questo Paese non gioite affatto del sesso, nessuno ci riesce.

Soltanto in un Paese dove la gente è innocente, lo si può apprezzare. Se così fosse, non passereste da una donna ad un’altra, non passereste da un uomo ad una donna, da un uomo ad un altro uomo e poi agli asini e a tutto il resto. È impossibile che possiate essere yogi con tutte queste idee indecenti. Accadrà che non riuscirete a maturare; nemmeno una persona normale riuscirà a maturare. In India un uomo quarantenne diventa un padre responsabile; se lasciate delle ragazze in sua compagnia, non gli verrebbe mai in mente che possa nascere qualcosa fra loro. Una volta sposati, non dovrebbe accadere. Io ho visto i miei due generi, a loro non vengono mai in mente queste idee. Tentate quindi di mettere a posto la vostra attenzione, perché il vostro Ishwara è Yogeshwara.

La gente non conosce l’altro aspetto di Shri Krishna. È un gioco, è vero; ma lui è Samhara-Shakti, è il potere di distruzione. È magnifico che egli sia qui ed accorra con ogni mezzo per proteggerci, ma egli detiene anche il Sudarshan chakra. Sudarshan: Su significa buon auspicio; darshan, visione; egli ci dà visioni auspichevoli. Se cercate di ingannarlo, egli lo usa per tagliarvi il collo e voi avete visioni auspichevoli di voi stessi sospesi in aria da qualche parte.

Da un altro lato, il metodo di Shri Krishna consiste nell’essere Lilamayi: egli è compassionevole, sta al fianco dei suoi devoti e viene sulla terra per ristabilire il dharma. Se il dharma decade, egli viene a risollevarlo – “Yada yadahi dharmascha”, ovunque vi sia un declino del dharma. Ma ‘dharma’ non si riferisce soltanto alla corruzione, non significa soltanto onestà e disonestà; in sostanza, indica il Muladhara. È l’inizio della fine.

Egli viene per riportarlo (il dharma) alla sacralità, “sa sahg sthapana artaya”. Si incarna sulla terra per elevare gli esseri umani a quel livello. Questo è ciò che fa. Se siamo Sahaja yogi, siamo parte integrante del suo essere, siamo strumenti del suo operato. Dobbiamo quindi stabilire il dharma; ma chi non lo possiede interiormente, quale dharma stabilirà, e dove? Noi siamo venuti sulla terra per fondare il dharma nel suo aspetto sacro; non come la chiesa cattolica romana o la chiesa pentecostale, le attività religiose indù, i templi indù o lo stato islamico. Noi dobbiamo stabilire il dharma allo stato puro. Ma se non vi è dharma in noi, in che modo lo edificheremo?

A livello di Vishnu, dunque, egli viene sulla terra per ristabilire ogni volta il dharma. Ma a livello di Shri Krishna, egli viene come Yogeshwara. Questo è il punto al quale molti non hanno nemmeno pensato. Vishnu non fu definito Yogeshwara, vale a dire l’Ishwara degli yogi, così come Ganesha è l’Ishwara dei Ganas. Ganapati si prende cura dei Ganas mentre lui (Shri Krishna) è il nostro Ishwara, quindi deve essere il nostro ideale, con la comprensione che in questo stesso giorno – circa a mezzanotte, adesso deve essere circa mezzanotte in India quindi ci siamo – egli nacque a quest’ora della notte, perché a livello simbolico era veramente notte, essendosi incarnato in circostanze orribili. La sua stessa nascita avvenne in condizioni pericolosissime. Egli fu salvato e, fin dalla prima infanzia, iniziò ad uccidere i rakshasa. Ma fece tutto questo perché era un’incarnazione, a voi nessuno chiede di andare ad uccidere i rakshasa, non è vero?

In Sahaja Yoga, vi ho forse chiesto di andare ad uccidere i rakshasa? Anzi, vi dico proprio di proteggervi. C’era un rakshasa femmina di nome Putana che volle mettersi del veleno nel seno, poi prese il bambino (Krishna) ed iniziò ad allattarlo. Lui era un neonato e quando iniziò a succhiare al seno, lei si mostrò nella sua vera forma e morì.

Ovviamente egli era un’incarnazione, dopo tutto; può chiunque di noi – parlo dei Sahaja yogi – fare altrettanto? Da bambino era molto birichino; mangiò dell’argilla, credo, e sua madre, non sapendo se l’avesse mangiata o no, si arrabbiò molto e gli intimò: “Apri la bocca, voglio vedere se l’hai mangiata.” Allora egli aprì la bocca e lei vide tutto l’universo turbinare nella sua gola, perché è il Vishuddhi chakra. Lei lo vide perché poteva farlo, ne aveva il potere, non tutti possono vederlo; solo chi ne ha i poteri può riuscirci. Noi non abbiamo nemmeno il potere che lei aveva di vedere l’universo.

Occorre quindi comprendere che, in quanto Sahaja yogi, per prima cosa otteniamo i poteri,  ben prima di aver davvero superato l’esame da Sahaja yogi. È l’esatto contrario; all’università vi conferiranno la laurea, il certificato e poi troverete lavoro – magari poi nemmeno lo trovate (risate) – mentre qui per prima cosa ottenete il lavoro, ricevete tutti i poteri con i quali siete ricompensati, ma la laurea non è ancora certa. Se vedo in giro qualche Sahaja yogi, il giorno dopo scoprirò che ha trovato qualcos’altro. Ho visto che sono Sahaja yogi autenticati che in seguito diventano autenticati di qualcos’altro, Dio sa come. Questa è la caratteristica di Sahaja Yoga, per la quale potete diventare Sahaja yogi senza nemmeno avere il certificato vero e proprio, è assolutamente così. Come sapete, l’attestato è rilasciato dal Signore Gesù Cristo e Lui non dà, non concede certificati facilmente, ecco perché è molto, molto severo. Non ha intenzione di rilasciarli, è estremamente severo per quanto riguarda i Sahaja yogi, non vi rilascerà attestati; Egli vi giudicherà, ed essendo l’innocenza la sua natura fondamentale, vi giudicherà sulla base della vostra innocenza. Se avete problemi di superego potrete dire: “Sai, sono stato posseduto da un bhut, lo ha fatto il bhut…” E Lui risponderà: “D’accordo, allora vai dal bhut per avere il tuo attestato, non da me.”

Ho notato che anche quando litigano, i Sahaja yogi mi dicono: “Madre, devono essere stati i miei bhut a discutere” (Risate) E voi cosa stavate facendo, eravate testimoni come Shri Krishna? (Risate) Con tutte queste cose che accadono, a volte mi fanno grandi promesse: “Madre, va bene, non litigheremo più, non ci saranno più problemi, stai certa che vivremo tutti in armonia”, poi, improvvisamente, scopro che qualcuno litiga per il bagno o per una saponetta o cose del genere. Questo non è un comportamento da Sahaja yogi.

Per prima cosa, dovreste essere persone soddisfatte e di grande dignità e tolleranza, diversamente che cosa potrete sopportare? “Gli voglio molto bene, ma non avrebbe dovuto prendersi il mio asciugamano”. Se seguitate ad insistere su cose insignificanti, siate certi che non siete ancora yogi. Se litigate per qualcosa, non siete affatto Sahaja yogi. Che cosa contano queste cose? Io non dico mai niente di niente: “Devo avere questo, devo avere quello, come avete preparato questa cosa” – non è vero? Anche se talvolta è qualcosa di molto sbagliato e contrario al protocollo, non dico mai: “Perché avete portato queste banane? Non vanno bene, non le mangerò”. L’ho forse detto? Anche i fiori che usate possono non essere di buon auspicio, so che alcuni fiori non dovrebbero essere usati per il puja, eppure io non apro bocca. Se proprio devo dirvelo, lo faccio solo perché dovete saperlo per il vostro bene, non per il mio.

In un giorno come questo, un giorno di grande gioia e felicità per tutto il mondo, dovreste rendervi conto che Cristo, quando nacque, venne alla luce in un luogo umilissimo, ma quando nacque Krishna, ciò avvenne in circostanze assolutamente terrificanti. Avviene lo stesso oggi per i Sahaja yogi. È indubbiamente un avvenimento di grande gioia e esultanza il fatto che egli si sia incarnato per concederci il suo potere del Vishuddhi, ma dobbiamo capire che viviamo in un momento molto precario. L’ho detto moltissime volte. Qui non vi è un solo Kamsa[4], ve ne sono tantissimi. È in corso una grande battaglia della quale voi siete responsabili. Voi siete le persone assunte da Dio, siete coloro ai quali è stato affidato questo grande compito, ne avete i poteri. Come Shri Krishna che, da bambino, fu messo in un cesto e portato via da suo padre; al momento di attraversare il fiume, quando i suoi piedi (di Shri Krishna) toccarono lo Yamuna, il fiume si abbassò. Era in piena e si abbassò.

Allo stesso modo, anche voi avete questi poteri. Krishna vi ha dato tutti i poteri, anche se li conoscerete davvero soltanto quando il Signore Gesù Cristo vi accetterà come Sahaja yogi. Ciò è importante, perché dovete essere innocenti. Si deve instaurare la purezza. La volta scorsa, in questo grande giorno, abbiamo celebrato sedici matrimoni. La maggior parte è riuscita molto bene; non tutti, ma la maggioranza ha avuto molto successo e sono davvero molto felice che in quel giorno si siano create coppie tanto riuscite, è stato di ottimo auspicio. Il matrimonio vi dà il senso della purezza, ecco perché il nostro matrimonio (celebrato in SY, ndt) è importante in Sahaja Yoga. Ma non è tutto qui, nel senso che questo non è un territorio di caccia per tutti, del tipo ‘Mi cercherò io questo o quel marito’. Questo deve assolutamente finire. Lasciate fare a Sahaja Yoga. In nessun caso, dovete cercarvi la moglie o il marito fra i Sahaja yogi. Lasciate perdere. Se avete fatto qualcosa del genere, potreste essere danneggiati.

Non mettetevi a cercare, niente di simile. Arriverà il momento in cui io stessa vi dirò di sposare una certa persona. Questa pratica continua ancora fra i Sahaja yogi. Ho conosciuto gente che seleziona qualcuno e si mette a corteggiarlo, ma ciò non è necessario in Sahaja Yoga, non è necessario corteggiare nessuno. Sapete, abbiamo avuto moltissimi casi nei quali il matrimonio è stato combinato così: si sono sposati e sono molto felici. Vi sono poi persone che hanno fatto corteggiamenti, selezioni, candidature, elezioni, ogni cosa, e dopo si viene a sapere che nel giro di due giorni chiedono il divorzio. In Sahaja Yoga è spontaneo ed istantaneo. Non avete bisogno di fare tutte quelle cose. Con tutte quelle celebrazioni che cosa avete ottenuto? È spontaneo, non avete da preoccuparvi, e non dovete pensare: “Oh Madre, devo trovarmi una ragazza…” No! Lasciate fare a me, è un mio grattacapo. Ma, una volta sposati in Sahaja Yoga, dovete rendervi conto di che cosa significhi. Entrambi dovete darvi da fare adeguatamente, ed è per il bene di ciascuno, dovrebbe essere per il bene di tutti.

È così. In questo giorno, proporrei di fare una promessa: decidere che adoreremo Yogeshwara. Dovete venerarlo. Ciò significa che i nostri rapporti, sotto questo punto di vista, devono purificarsi, non dovremmo farci coinvolgere da queste cose, non sono niente di importante. È come mangiare; voi dovete stare insieme a vostra moglie, è un’esigenza fisica. Ma non mangiate per strada, non è così? Non mangiate in piatti sporchi, vero? Volete un piatto pulito. Volete un piatto che avete usato voi, un piatto vostro, che sia pulito. Se poteste averne uno ancora più pulito lo vorreste, se poteste averne uno d’argento vi piacerebbe, e se poteste prenderne uno d’oro sarebbe ancora meglio. Allo stesso modo, dovremmo anche comprendere, in modo molto puro, che è un’esigenza fisica, di un corpo che può essere molto sottile. Non andiamo quindi a procacciarcelo in giro, guardando qua e là, questo e quello, per poi scartarlo. Deve capitarvi proprio. E tutte le cose importanti avvengono sempre all’improvviso. Più decisioni prenderete, peggio sarà, quindi non fatevi delle idee, non progettate, accadrà e non sarà tanto importante. Ciò vi conferirà grande purezza e il vostro ego sarà perfetto.

So di una persona che nessuno voleva sposare. E quando io suggerii qualcuno, che accettò con grande difficoltà, a quel punto lei disse che non lo voleva sposare. È buffo, è davvero ridicolo il modo in cui agisce il nostro ego, perché quando guardiamo altre persone con intenti matrimoniali o cose del genere, non pensiamo a Yogeshwara. Non pensiamo che sarà Yogeshwara a fare tutto per noi, pensiamo di doverlo fare noi. Bene; continuiamo allora con queste cose e ci roviniamo completamente l’attenzione. “Sarwa dharma na pari tajya name kam sharanam pracha”: se riuscirete a lasciare queste decisioni a Dio, sarà meglio. Vi assicuro che, se ci riuscirete, avrete superato per metà il vostro ego. Almeno il 50% dell’ego viene usato per questo, soprattutto in Occidente – in India questo problema non esiste molto – perché qui non possono decidere i genitori, non può decidere nessuno, dovete decidere da soli. Per voi è una grossa responsabilità, una cosa gravosa. Per questo vi dico che quando rinuncerete a questa responsabilità di scegliervi la moglie o il marito da soli, il vostro problema di ego si risolverà al 50%. Dimenticatevene.

È un tale dispendio di energia! Ve lo assicuro. Quando vedo la gente, i giovani, fare tutte queste cose, vorrei che potessero comprendere il valore della loro vita, che avessero considerazione della loro vita. Il loro Ishwara è Shri Krishna, e lui non è l’Ishwara di tutti. Solo degli yogi. Chiunque altro provi a recitare ‘Hare Rama, Hare Krishna,’ contrarrà il cancro alla gola. Chiunque non sia uno yogi e tenti di invocarlo, avrà problemi alla gola, lo sapete. Egli è disponibile soltanto per voi, lui è l’Ishwara soltanto vostro, si manifesta soltanto per voi, è vostro. Non si mobiliterà per qualsiasi Tizio, Caio e Sempronio. Potreste essere primi ministri, potreste essere re o regine, per lui non fa differenza. Per lui, solo uno yogi, soltanto uno yogi può invocarlo, solo uno yogi può chiedergli aiuto; non si interessa di nessun altro. Soltanto se uno yogi lo raccomanda, allora può occuparsi di qualcun altro, diversamente non si interesserà di nessuno. In realtà, lui è il vostro Re, sempre presente a vegliare su di voi. Quando lo chiamate, arriva con tutti i suoi poteri per sostenervi, ma voi dovete essere yogi; se non siete yogi – certificati ovviamente dal Signore Gesù Cristo – Krishna non ha niente a che vedere con voi.

Prima di giungere a Shri Krishna – non sarà lui a giudicare la vostra innocenza – sulla porta risiede il Signore Gesù Cristo. Quando vi entrate va bene; ma anche entrarvi è difficile, perché lui vi respinge sempre. Shri Krishna disse a Gesù: “Tu sarai l’Adhara, il sostegno dell’universo”.

Ciò significa che l’innocenza è il vostro supporto. Se l’innocenza non è stabilizzata in voi, Shri Krishna non potrà aiutarvi, sarà impotente, poiché voi non siete diventati yogi e quindi lui non è più il vostro Ishwara. Noi diciamo: “Madre, l’Agnya Chakra è qui (Madre si tocca la fronte, ndt) e lui (Shri Krishna) è qui (Madre si tocca la gola, ndt);” bene, ma quando oltrepassate l’Agnya chakra, egli (Shri Krishna) è qui (Madre si tocca il punto sulla fronte all’attaccatura dei capelli, ndt). Quando superate l’Agnya Chakra, significa che Lui (Gesù) risiede in questo punto (Agnya), ed il Virata si trova qui (all’attaccatura dei capelli).

Finché, dunque, non oltrepassate adeguatamente l’Agnya Chakra, non potete raggiungere il Virata. E Yogeshwara è il Virata; questo è l’aspetto che dobbiamo venerare, che dobbiamo adorare!

Venerare qualcuno non significa diventare quella persona. Voi mi adorate, ma non diventate me. Che cosa accade con l’adorazione? Tramite me, voi affidate al fuoco, all’acqua, all’ambiente esterno, tutto ciò che non è leggero. Vi liberate di tutto attraverso gli elementi e mi portate il vostro cuore. Ecco cos’è l’adorazione. Allo stesso modo, dovete venerare in me l’aspetto di Shri Krishna che è Yogeshwara. Io sono Yogeshwara. A me certe cose non vengono neanche in mente, non vedo le cose in quel modo; non conosco tentazione, attrazione, non le capisco proprio. Al contrario, mi ripugnano, le aborrisco completamente, mi fanno vomitare. Anche a sentire certe cose non voglio aprire le orecchie, le mie orecchie diventano sorde. Non posso ascoltarle, non riesco a capire le barzellette oscene. Non ho testa (per questo), il mio cervello si rifiuta di capire. Divento ottusa, assolutamente sorda e muta. La gente ha scritto libri su libri sull’argomento, non so che cosa si debba scrivere. Che c’è da scrivere?

Oggi dobbiamo comprendere che la nostra vita privata deve essere estremamente pura. Osserviamo noi stessi ogni attimo e scopriamo interiormente se stiamo davvero venerando Yogeshwara che risiede in noi. Sviluppiamo questa purezza.

Allora l’innocenza si instaurerà nei nostri occhi. Saremo innocenti, gli occhi esprimeranno innocenza. Che senso ha avere occhi sempre in movimento che non si sa dove si dirigano, occhi instabili? Non potete assolutamente fidarvi di quegli occhi. Invece, gli occhi innocenti non assorbono niente, emettono soltanto. Emettono e basta. L’innocenza è molto penetrante, molto purificante, molto calmante e davvero meravigliosa. Dobbiamo diventare persone meravigliose.

Oggi ho detto tutto questo perché talvolta mi disturba vedere come la gente non comprenda la grande importanza di una vita sessuale pura in Sahaja Yoga, specialmente in Occidente. Non lo capisce. Per gli indiani questa discorso non ha significato, penseranno: “Perché Madre sta sprecando così tanta energia?”. Loro non capiscono, ma per me qui è molto importante. In giro ho visto e sentito di tutto, e lo vedo tuttora. Credo che il messaggio di oggi sia quello di Yogeshwara. Oggi, adoriamo Yogeshwara con il cuore. L’adorazione che mi tributerete oggi, dovrebbe essere la venerazione di Yogeshwara e di nient’altro.

Che Dio vi benedica!


[1] Il Signore.

[2] Il 15 Agosto 1947 è il giorno della liberazione dell’India dalla dominazione inglese (che determinò anche la separazione dell’India dal Pakistan).

[3] Persona che ha ottenuto la liberazione.

[4] Zio materno di Shri Krishna ed usurpatore del regno. Avendo appreso da una profezia che sarebbe stato ucciso dall’ottavo figlio (Shri Krishna, appunto) di sua sorella Devaki, la imprigionò assieme con il marito Vasudeva e decise di sterminarne i figli. Krishna fu però tratto in salvo e allevato nella casa del mandriano Nanda. In seguito la profezia si compì e Krishna uccise Kamsa liberando il regno dalla sua tirannide.