Discorso ai sahaja yogi sui media

London (Inghilterra)

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(04/2020 traduzione verificata)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Discorso ai sahaja yogi sui media[1]

 Londra (GB), 16 Agosto 1982


[Shri Mataji entra nella sala parlando con alcuni yogi. Mostra apprezzamento per la sala]

Shri Mataji: Ancora questo? No, no, no, no, no. Ci si chiede chi siano questi. Si ha la sensazione di dover… Oh, bellissimo, vero?

Yogini: Grazie, Madre.

Shri Mataji: Bellissimo.

Adesso ne avete uno valido anche a Brighton.

Sono rimasta stupita. Come ci siete riusciti? Il Brighton Show. Questi sono i katori[2] che vi hanno mandato dall’India? Questi qui?

Yogini: Non ne sono sicura, Madre.

Shri Mataji: Li avete comprati qui?

Yogini: Credo siano stati comprati qui, sì, Madre.

Shri Mataji: Ma avevano dato loro anche dei piatti, mi pare. Sì.

Ciao! Vieni, vieni. Sì, siediti qui. [Shri Mataji prende in braccio una bambina piccola]

Come stai adesso? Stai bene? Eh?

Stai bene? [Shri Mataji dà un bacio alla bambina]

Molto fredde, le mani sono molto fredde. Chana (ceci). Sedetevi. [Alla bambina]: Adesso portami un po’ d’acqua, va bene?

Yogi: Vanno bene le luci, Madre?

Shri Mataji: Che succede? Adesso dovrei fare un discorso? (Risate)

Yogi: In Australia volevano vederLa sempre e ovunque.

Shri Mataji: Sì? Va bene. Ma che cosa dovrei fare? Sono venuta solo per consultarci sul giornalismo.

Penso che tu, Brian, dovresti venire qui e guardare qual è l’ordine del giorno per capire come possiamo fare.

Meglio dire adesso qui come organizzarci e che cosa dovremmo fare. Prima vi darò i miei suggerimenti, poi voi mi darete i vostri al riguardo.

Personalmente ritengo che dovremmo avere un organo formale, ufficiale, di persone che si occuperanno dell’aspetto giornalistico. Dategli un nome qualsiasi. In America lo chiamano con il nome che ho dato io: “Golden Age International”[3]. Pertanto, create un organo formale.

Poi dovete avere dei biglietti da visita adatti e qualcosa che attragga o qualcosa tipo una lettera di presentazione.

Si tratta di un vero e proprio lavoro di Krishna, un lavoro molto sottile di Shri Krishna.

Per questo ci occorrono persone molto abili, piuttosto birichine. [Shri Mataji ride]

Troppa cosiddetta sincerità, in questo mondo totalmente disonesto, non ci condurrà a traguardi più elevati.

Quindi, per raggiungere traguardi più elevati, dovete sacrificare scopi un po’ meno importanti come, ad esempio, dover usare soltanto il nome “Sahaja Yoga” e doverci presentare come sahaja yogi: potremmo finire in prigione se cominciate in quel modo. Quindi presentatevi in qualche altra maniera.

Formate una organizzazione con un messaggio adeguato, ossia che siamo qui per contattare tutte le persone che offrono alternative per creare l’Età dell’Oro.

Così, da una parte avremo una facciata grazie alla quale la gente penserà che siate tutte persone neutrali e potrete contattarla direttamente. E dall’altra parte…

(A lato) Che cosa sono?

Yogini: Dei biscotti, Madre.

Shri Mataji: Li hai fatti tu?

Yogini: Sì, Madre.

Shri Mataji: Che bello! Grazie. Basta così. Sei molto pallida in viso, che cosa succede?

Stai lavorando tanto? Adesso riposati. Sarebbe meglio che la faceste riposare un po’, adesso.

Dunque, dopo esservi dati quella configurazione, da un lato avrete una facciata con cui poter incontrare e raggiungere facilmente le persone.

Non potete… Avrete i vostri biglietti da visita personali; inviate i biglietti da visita, sarete “Responsabili di Golden Age International” (Shri Mataji ride). Indossate abiti formali, non presentatevi come hippy.

Questo perché abbiamo provato metodi diretti, ma hanno fallito. E noi dobbiamo salvare il mondo. È questo il nostro compito. Questo è il vero e supremo traguardo da raggiungere.

Dovete salvare le persone con qualunque mezzo. Altrimenti saranno tutte distrutte.

Se non riuscite a estrarle dall’acqua tirandole su con le mani, agganciatele con un uncino e tiratele fuori (risate). È gente inutile, cieca, insensata, che non vuole capire il punto. Che fare?

Bene. Da un lato avrete una facciata, dall’altro sarete sempre in contatto con altri che stanno cercando di creare alternative: altri guru, altri impostori e quant’altro.

Quindi, con grande abilità avvicinateli a Sahaja Yoga. È un comportamento da quinta colonna[4]. Dovete infiltrarvi fra loro e, alla fine, dire loro che ciò che fanno è sbagliato, smascherandoli tutti, uno per uno.

Sarete infatti un organismo, la forma di un organismo per cui nessuno potrà chiedervi le credenziali; e quando entrerete in questi movimenti alternativi, potrete semplicemente cogliere il punto e dire come stanno le cose.

Lo abbiamo (già) fatto, Brian lo ha fatto in Australia (Shri Mataji ride). Hanno persino causato un po’ di problemi a Sahaja Yoga, poi però hanno chiesto perdono e l’intero gioco è finito. La gente non ha capito ed è così che ciò ha portato Sahaja Yoga ad un gran livello. Non è così, Brian? Hanno inscenato una grande commedia (Shri Mataji ride).

In effetti, Terence ha scritto contro di loro spiegando che quegli individui erano venuti in Sahaja Yoga e (chiedendo) per quale motivo ora ci accusavano di qualcos’altro (Shri Mataji ride).

Si è consumata una grande commedia, ma poi si è giunti alla conclusione che non esiste niente di meglio di Sahaja Yoga, sapete?

Dobbiamo escogitare qualcosa del genere.

Infatti, nessun metodo semplice funzionerà con queste persone scaltre, molto astute. I giornalisti qui sono persone molto scaltre, estremamente astute.

Quindi, ora, appena vi sarete ufficializzati, potete rintracciare tutti i giornali e tutti i loro redattori e andare ad incontrarli. Dovete indossare completi neri, dovete averne a bizzeffe (risate), a righe bianche, sapete (risate), e mettere l’olio nei capelli (risate).

Se (i vostri rappresentanti) sono inglesi puri è meglio. Voglio dire che un po’ di sangue misto può andar bene, ma non troppo.

Ma non portate uno scozzese da un redattore inglese. Vedete, ci sono pregiudizi di base, diversità. Esistono pregiudizi. Quindi uno scozzese è meglio portarlo in Scozia, intesi? E parlate con un po’ di accento (risate). Questi sono individui stupidi, vi dico.

Tutto ciò si effettua a livello del Vishuddhi (mostra l’indice destro). Riuscite a crederci? Questo è il lavoro del Vishuddhi, che ha tanti stili.

Non si tratta soltanto di doverne parlare, ma deve arrivare dappertutto attraverso i media, i quali non sono altro che Vishuddhi in quanto devono testimoniare e comunicare questo messaggio, diffondendolo. Sono tenuti a farlo. Sono stati messi lì per questo motivo, quindi, se non lo fanno, meglio usare l’altro metodo. Prendetevi gioco di loro e usateli. Infatti esistono soltanto per questo scopo, (altrimenti) perché Dio li avrebbe creati e messi in questa posizione? Pensateci: come mai hanno avuto questi mezzi di comunicazione? Perché Dio glieli ha dati? Pensateci. Fanno assurdità di ogni genere sprecando le energie di tutti in imprese inutili. Non vogliono svolgere il lavoro di Dio, pertanto è meglio prenderli in giro e farglielo fare. È ciò che meritano.

Perché Dio ha concesso loro tutti questi poteri? Non hanno ottenuto nulla da soli: possono forse creare anche una sola foglia? Da soli non possono creare nemmeno la polvere. Possono forse?

Un essere umano da solo non può creare niente, può forse? Deve utilizzare qualcosa che viene dalla natura. Quindi da un lato c’è questo.

Ora c’è stato un prete che ha fatto questo esperimento per conto suo, è un prete cattolico.

È entrato a far parte di una organizzazione che cercava di salvare le persone da tutti gli altri guru, dai falsi guru, sapete.

Ha provato a salvarle, ed è diventato una personalità di spicco lì. E poi, invece di mandarli alla Chiesa cattolica li ha indirizzati a Sahaja Yoga (risate).

E mi ha detto: “Mi lasci restare qui da prete, Madre, è una buona idea. Non voglio andarmene da qui, perché così posso agganciare persone genuine e indirizzarle (a Sahaja Yoga)”. È così che sono arrivati Bernard e tutti gli altri: li ha mandati lui. E prende in giro il papa, prende in giro tutti ed è lì che se la ride di gusto; se ne sta lì (Shri Mataji ride) e fa tutto questo.

Ha incontrato qualcuno che gli ha detto di aver provato di tutto, che era stufo e che si sarebbe rivolto al Cattolicesimo. Lui allora gli ha risposto: “Hai provato Sahaja Yoga? Meglio che provi, è l’ultima possibilità, prova”. (Risate)

È un uomo molto interessante e intelligente e frequenta i miei programmi. Qualcuno gli ha chiesto perché intervenisse ai programmi di Sahaja Yoga e lui ha risposto: “Devo cercare anche lì, possono esserci delle persone smarrite, quindi devo trovarle”. Lui viene ad incontrarmi, è una persona molto interessante, davvero interessante, ed è un prete.

E ha fatto diventare sahaja yogini anche la signora che dirige questo lavoro. Ed anche Marie si è unita a questa organizzazione, così (adesso) ci sono tre sahaja yogi: il capo, la segretaria e l’altra è Marie (risate). Pensate: loro, che dovrebbero provare a salvare la gente mandandola nella Chiesa Cattolica, in realtà salvano le persone dalla Chiesa Cattolica!

Dovete dunque formare qualcosa di questo tipo.

Inoltre dovete avere un aspetto molto generico e dovete anche scoprire come poter avvicinare queste persone; e dovreste dire che qui abbiamo creato una certa organizzazione. Inoltre stanno per crearne un’altra anche in America, quindi potete dire: “Abbiamo filiali in America, anche in India e ovunque” – possiamo crearne dappertutto, non è difficile – “anche a Sydney; ed il capo della filiale è il signor Brian che è venuto fin qui a farci visita” (risate).

Potete anche indire un’inaugurazione formale da parte del primo ministro (Margaret Thatcher. Shri Mataji ride sonoramente, risate), e offrirle da mangiare del rabarbaro.

Un giorno devo vendicarmi di lei per questo (Shri Mataji ride). Ci ha dato da mangiare del gelato al rabarbaro, immaginate! Gelato al rabarbaro, ci pensate? (Risate) Può esserci qualcosa di peggio? (Risate) Deve esserci qualche piacere sinistro che se ne ricava (risate), non riesco a capire!

Quindi vi suggerirei di costituire un eccellente organismo. Siete tutti sahaja yogi e spero che nessuno mai riveli i segreti. C’è qualcuno che rivelerà i segreti? Per favore alzi la mano. (Risate, Shri Mataji ride)

Tutto questo deve dunque essere fatto con molta attenzione e con la comprensione che dobbiamo svolgere un lavoro immane, capite?

Dobbiamo salvare tantissime persone, che sono anche immature. Improvvisamente si scopre che ho perso un figlio qua ed uno là.

È dunque un compito immane e, per farlo, dobbiamo essere molto prudenti, attenti e servirci di tutti i metodi che vengono usati.

L’unica cosa da non fare è samhara (distruzione, ndt), voi non uccidete nessuno (risate). È l’unica cosa che non dovete fare. Questo lasciatelo a me.

Non dovete dire bugie, ma neppure dire tutto. Non occorre dire tutto a tutti. Non è necessario. Non hanno il diritto di sapere tutto di noi. Va bene così.

Dovremmo dunque formare qualcosa del genere. Tutti quelli che ne fanno parte dovrebbero avere una laurea. Quindi esibite lì tutti i vostri M.A.D.S., P.I.G.S. (risate, Shri Mataji ride), F.R.O.G.S.[5] e tutto il resto (risate generali, Shri Mataji ride).

Loro sono affascinati da queste cose, sapete. Potete mettervi un fermacravatta, se volete, escogitare tutti i metodi. E andate da un parrucchiere speciale (risate, Shri Mataji ride). Alcuni possono anche mettersi una parrucca, non mi interessa (risate generali, Shri Mataji ride).

E toglietevi gli anelli dove avete l’umile fotografia di vostra Madre (Shri Mataji ride). Meglio togliere tutti questi anelli e altro; potete tenerli all’interno (dei vestiti), ma non all’esterno. E se per caso avete l’anello, giratelo. State attenti a non mostrare la fotografia, altrimenti resteranno scioccati. È tutta una copertura, ma che fare con questi stupidi pazzi di qui?

Abbiamo già provato di tutto, sapete. Li abbiamo shoebittati, insomma, abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare secondo le modalità di Sahaja Yoga, ma loro non vogliono capire il punto. Quindi la miglior cosa è smettere con l’avanzata diretta (Shri Mataji ride) e passare dalla porta posteriore.

Avete provato con quell’arcivescovo di Canterbury. Ho incontrato il vescovo di Londra, il vescovo, il vescovo più importante di Londra: era seduto proprio di fianco a me. Non ha mai parlato di Dio, niente, solo del prezzo dell’oro, di questo e di quello (risate). E si è bevuto quasi tutto il liquore e tutto quel che c’era, soprattutto vino, poverino, forse non ne ha abbastanza in chiesa. (Risate)

Poi il più grosso – come lo chiamate? Come lo chiamate?

Yogi: Sigaro.

Shri Mataji: Come?

Alcuni yogi: Sigaro.

Shri Mataji: Sigaro. Ha usato il sigaro più grosso e due o tre se li è messi in tasca (risate).

Vi sto dicendo la pura verità. E indossava l’abito scarlatto, il colore già suggerito nel Libro dell’Apocalisse: lo scarlatto, il colore scarlatto. Guardate come si vestono di scarlatto!

Sono personaggi proprio frivoli. E stanno fuorviando tutta questa gente, perciò anche noi dobbiamo cambiare il nostro abbigliamento per riportarle all’ovile. Troveremo alcune persone lì.

Adesso cominciate su queste linee. Poi riunitevi con tutte queste persone qui per procurarvi i nomi di tutti i giornali e quant’altro. Poi contattateli, dicendo che le prime persone venute da noi sono la Società di Sahaja Yoga.

Potrebbero essere dei delinquenti, di tutto. Ma questo è ciò che, come abbiamo scoperto, hanno fatto a Sydney e che gli altri giornali hanno fatto a Ginevra, qualsiasi cosa, perché dunque non qui?

Non possono dirvi di no, in quanto in seguito offrirete loro un affare. Non so di che genere. Ci sono altri suggerimenti?

Yogini: Madre, dovremmo contattare organismi internazionali come le Nazioni Unite?

Shri Mataji: Che cosa?

Yogini: Dovremmo contattare organismi internazionali come le Nazioni Unite?

Shri Mataji: Fate qualsiasi cosa, voi siete così. Non fa differenza.

Yogini: Oppure i membri del congresso, in America? E…

Shri Mataji: No, no, il Congresso è americano. Chiamatevi “Nazioni Unite”. Meglio. Qualsiasi cosa proclamiate, lo siete. Voi siete superiori a tutte queste (cosiddette) “Nazioni Unite” o qualsiasi altra cosa messe insieme.

Qualsiasi cosa voi diciate non sarà mai una millanteria. Giusto? Non lo è.

Qualsiasi cosa io dica non è mai una millanteria, anzi, ottenete moltissime vibrazioni. Quindi non ha importanza qualsiasi cosa diciate. Chiamatelo… lo chiamerete Organismo delle Nazioni Unite?

Yogini: Madre, io intendevo se dovremmo contattare queste istituzioni. Dovremmo scrivere, parlare con loro?

Shri Mataji: Sì, sì, perché no?

Yogini: Vedere se siamo appoggiati… (? Indistinto).

Shri Mataji: Sì, sì.

Yogini: [Indistinto].

Shri Mataji: Dite loro che lavoriamo proprio come le Nazioni Unite. Diverrete immediatamente persone importanti, sapete. Voi non lo sapete! Io ho appreso questo trucco.

Cos’è che hanno loro? Tutti idioti. Ho visto tanti idioti ricoprire cariche prestigiose. Ambasciatori, persone molto, molto potenti: tutti idioti. Non hanno cervello, niente. L’ho visto, frequento le loro case: non so come facciano a sviluppare una tale idiozia, ma l’altro giorno (Shri Mataji ride) siamo andati a casa di un ambasciatore e lui ha cominciato a dirmi qualcosa. (Shri Mataji mima alcuni strani gesti di quell’uomo fra le risate generali, ndt) Che lingua parlasse, non lo so.

Poi è sopraggiunto CP. Anche lui guardava questo tizio e mi ha chiesto in lingua indiana: “Tu capisci qualcosa di quello che dice?”. Gli ho risposto: “Io no, pensavo di essere io ad avere qualcosa che non va”. Lui ha detto: “No. Dio solo lo sa” (risate). A quel punto gli ho chiesto: “Allora perché tu ogni tanto ridi?”. E lui: “Non so, spero di ridere al momento giusto” (Risate, Shri Mataji ride).

E quello è andato avanti per mezz’ora, blaterando qualcosa (Shri Mataji mima ancora strani gesti del loro interlocutore fra le risate generali, ndt) e quando rideva non si capiva se piangesse o ridesse. Non si capiva cosa avesse intenzione di dire. Poi incontrammo un altro idiota.

Un idiota dopo l’altro. Fanno conferenze come idioti, senza sapere di cosa parlano.

Sono personaggi altolocati, ma quando tengono delle conferenze si è così imbarazzati da non sapere dove guardare.

Non c’è nessun buon senso, nessuna dignità, nessuna capacità di comprensione, niente.

Voglio dire che troverete soltanto una o due persone di buon senso in una organizzazione, per il resto sono tutti idioti. Gente di rango molto elevato, sapete.

È impossibile capire come gestiscano le cose. Insomma, questo è il tempo degli idioti, vi dico. È il tempo degli idioti. Se si è idioti, allora si occupa una posizione importante; deve essere questo il criterio. Perché, vedete, tutti temono le persone intelligenti.

Credo che nessun primo ministro, nessun presidente gradisca la presenza di una persona intelligente perché potrebbero essere spodestati. Quindi preferiscono avere dei mediocri; ma in realtà, in questa competizione prendono solo gli idioti. E ci si rende conto che è per questo che esiste tutto questo problema.

Non si sa come parlare con loro, non si sa cosa dire. Nel giro di cinque minuti sarete sbalorditi, scioccati: “Ma che roba è questa?”.

Ci si deve ricordare continuamente che ricoprono una posizione così prestigiosa. Per il resto, il vostro autista può essere meglio di loro. Forse bevono troppo con tutti questi ricevimenti, sono danneggiati dagli alcolici.

Alcuni magari sono considerati grandi laureati a Cambridge, Oxford o non so cosa. Persone di ogni genere, con posizioni molto prestigiose. Insomma, anche alcuni sahaja yogi provengono da là, ma non sembrano idioti come questi individui (Shri Mataji ride).

Come chi proviene dall’Istituto John Hopkins e così via. Sapete, ho detto a Gregoire di avere incontrato qualcuno del suo stesso istituto e che è un idiota. Come è stato ammesso lì? Non riesco a capire. Così lui ha risposto: “Ci sono molti idioti lì, Madre” (risate). Pensate.

Credo che debba essere questo il motivo, cioè che tutti i capi delle nazioni abbiano paura delle persone intelligenti, per cui devono selezionare solo quelli un po’ idioti.

In tal modo possono sempre coglierli in fallo e farli fuori per qualche debolezza, deve essere così. Deve essere questo il motivo. Diversamente, come si fa a circondarsi di una simile schiera di idioti?

Quindi è così che dobbiamo fare e ritengo che, se riuscirete davvero a creare questa organizzazione nel modo giusto e a salvare queste persone dal disastro in cui si trovano, sia proprio quello il lavoro che occorre svolgere. Con molta prudenza, con capacità di comprensione. Tutti voi dovreste suggerire loro delle idee.

Anche a livello locale, vedete, se andate in una località minore saranno tutti eccitati: “Oddio, un’organizzazione così importante è venuta da noi!”. E così potrete far presa su di loro.

Potete usare la mia automobile, se volete, oppure possiamo acquistare una Mercedes di seconda mano o persino una Rolls-Royce di seconda mano. Oppure possiamo noleggiarla (risate). Sì, possiamo farlo giusto per impressionarli, se volete ve la procurerò (risate).

Dovremmo ricorrere a tutti questi trucchi, sapete.

E per come dovreste parlare e tutto il resto, sarebbe meglio che studiaste il modo di parlare di certe persone, le pause che fanno, quanto parlano, come si comportano e in che modo hanno presa. Dopotutto tu puoi dare dei consigli (risate).

Yogi: Madre, non cadremo nella trappola…?

Shri Mataji: Come?

Yogi: Non cadremo nella trappola? Come accade con i falsi guru… Sa, una Rolls-Royce indica che si sta guadagnando denaro.

Shri Mataji: Allora non una Rolls-Royce, prendiamo qualcosa di diverso.

Yogi: Sì… [non chiaro].

Shri Mataji: Una Mercedes? Però non dovreste prendere una Jeep, no? (Risate) Qualcosa di quel genere, dobbiamo avere un’auto adeguata. Magari non una Rolls-Royce, penso che per un giornalista sia eccessivo. Quello valutatelo voi. Una via di mezzo. Diversamente penseranno che debba avervela regalata qualche falso guru.

Yogi: Era Narak[6], Narak comprava quelle Rolls Royce.

Shri Mataji: Sì, lui lo fa.

Yogi: Lui ha avuto molti articoli di giornale in merito al denaro.

Shri Mataji: Sì, sì. Prendete qualcosa di intermedio. Quale auto pensate sia più adatta? Che sia “da giornalisti”?

(Alcuni sahaja yogi commentano insieme)

Shri Mataji: Quale?

Gli yogi: Una Jaguar.

Shri Mataji: Jaguar!

Yogi: Come quella di Sir CP…

Shri Mataji: La macchina… Va bene.

Yogi: Qualcuno potrebbe vestirsi da autista, Madre.

Shri Mataji: Quella è bella? Non mi piace, sembra un cavallo. Guarderò, non so, le mie impressioni potrebbero essere sbagliate. Quell’auto non mi piace molto, sembra un cavallo con due gobbe di cammelli all’interno (Shri Mataji ride). Ma vedete voi, tutto quello che preferite. Sì, deve essere così () Sir CP conosce tutte queste cose, quindi deve avere le cose giuste per far colpo (Shri Mataji ride, risate). Una Jaguar. Però è un’auto molto costosa.

Yogi: Madre, come dirigenti non dovremmo…

Shri Mataji: Come?

Yogi: …come dirigenti non dovremmo guidare auto tipo Cortina?

Yogi 2: Ford Granada… (auto importante di quegli anni, ndt).

Yogi: Ford Granada, Madre.

Shri Mataji: Ciò che sto dicendo è di non usare delle auto inadeguate (risate). Non usate… se non una Rolls-Royce, che del resto non abbiamo, che nessuno di noi ha neppure di seconda o di quarta mano, non usate auto modeste, ma qualcosa di adatto ad una associazione giornalistica, qualcosa del genere.

Dovreste prestare attenzione a questo. L’auto è importante. L’abito è importante. Poi la vostra gestualità ed i comportamenti, sapete, l’abilità con cui riponete le cose, il modo in cui vi alzate, in cui chiudete le cose ed anche le ventiquattrore, sapete, sono molto importanti. E l’ombrello che portate. Fate attenzione. Creiamo il nostro centro di formazione per questo (risate). Io non sono così brava. Potete prendere qualcuno che vi istruisca. (Shri Mataji ride).

Yogi: Come James Bond, Madre (risate). 

Shri Mataji: Come? Chi?

Yogi: Come James Bond, Madre, la spia, la famosa spia.

Shri Mataji: Cosa ha fatto?

Yogi: Si vestiva elegantemente con ogni genere di gadget e… [non udibile a causa delle risate]

Shri Mataji: James chi? Bond?

Yogi: Sì, Madre, è una finzione cinematografica, Madre.

Shri Mataji: Ah, James Bond, lo conosco.

Yogi: Zero zero sette (risate).

Shri Mataji: Che cosa?

Alcuni yogi: Zero zero sette.

Shri Mataji: Ah. Zero zero?

Gli yogi: Zero zero sette. È il suo nome segreto.

Shri Mataji: Oh, capisco (Shri Mataji ride, risate). No, non dovreste sembrare eccentrici, sapete, ma molto britannici.

Insomma, non avrete successo andando in giro come James Bond, con tre donne intorno. Dovete essere molto britannici, camminare con un … (Shri Mataji mima il naso all’insù, che indica un atteggiamento altezzoso, ndt). Vedete, penso… chi può insegnarcelo?

Yogi: David, Madre.

Shri Mataji: Come?

Yogi: David Prole.

Yogi 2: David Prole.

Shri Mataji: David Prole. Gavin. Chi altro? (Shri Mataji ride) Studiate, è interessante studiare i modi, gli atteggiamenti, studiare un po’ come fare buona impressione. Come…. 

Yogi: Graham.

Shri Mataji: Come? Graham (Shri Mataji ride). Chiedi a tuo fratello come fa.

Yogi: Sì. Madre, penso che si tratti solo di una posa, sa.

Shri Mataji: Come?

Yogi: In realtà è soltanto una posa. Sa, si imparano semplicemente il modo di parlare e cose del genere. È molto semplice.

Shri Mataji: Però, sapete, i canadesi sono diversi dagli inglesi. I canadesi possono farsi impressionare da un aspetto hippy, ma gli inglesi mai.

Il meglio è quando vanno in Uzbekistan dove la temperatura è di 40 gradi. I canadesi, dovreste vedere in che stato sono (Shri Mataji ride): tutti i loro abiti a tre pezzi diventano due mezzi vestiti (Shri Mataji ride). Così poi bollono.

Ma è vero, per fare buona impressione qui… Sapete, queste sono le regole con cui vivono.

Non riescono a capire Sahaja Yoga. Ma che fare? Questi sono i media, quelli che dobbiamo utilizzare noi sono i mezzi di comunicazione giusti.

Ma noi dobbiamo plasmare questi media. Ho assorbito metà dei loro bhut mangiando questi chana. Ora ditemi voi cosa occorre fare. A livello materiale.

Yogi: Voglio dire che il primo articolo su di Lei in Australia è apparso su un giornale chiamato “Sydney Shout”, sul cui retro c’era la pubblicità di centri di massaggi e…

Shri Mataji: Io devo andare dappertutto.

Yogi: … un tipo di servizio giornalistico di livello grossolano. Tuttavia, quell’articolo e la pubblicità apparsa sulla rivista – che non era stata messa da noi – portarono un certo numero di persone al programma.

Shri Mataji: Quindi usiamo anche quello, non ha importanza, io dovrò essere ovunque, in un salone di massaggi o da qualsiasi parte. Che ci si può fare? Se ci si ritrova in un posto come questo dove non c’è un centimetro di terra santa e la si vuole trasformare in una terra santa, cosa si fa? Occorre mettere i piedi nel fango, no?

Yogi: Ci siamo preoccupati moltissimo per questo.

Shri Mataji: No, no, non c’è niente di cui preoccuparsi. Vedete, vostra Madre è pura. Non fa nessuna differenza dove vada. Non ha importanza. Vi ho dato tutta la libertà. Fate quel che volete. Pubblicatemi dovunque preferite.

Qualcuno, ad esempio, ha letto l’articolo di questa ragazza, Sue Arnold[7], ed ha detto a CP che non era degno della Signora Shrivastava, non le rendeva giustizia, in quanto Lei (Shri Mataji) è una signora molto dignitosa e serena. Infatti, sapete, io nell’ufficio (di CP) sono estremamente formale; magari non con i miei figli, con i quali posso essere molto semplice e…

Così hanno pensato: “Ma com’è stato possibile? Questa donna si è proprio approfittata di Lei”. Cose così sapete, ed erano alquanto turbati da questo. Allora ho detto: “Va bene, non fa niente. D’accordo, avrà descritto il modo in cui mi ha visto lei”. E pensavo che dovrebbe scrivere ancora un altro articolo.

Yogi: In effetti, Madre, Sue ha detto che quell’articolo ha suscitato la più forte risposta…

Shri Mataji: La più forte cosa?

Yogi: … che abbiano mai avuto. La più forte risposta da parte dei lettori che hanno scritto al giornale.

Shri Mataji: Su di me.

Yogi: È stata la più grande risposta mai ricevuta. 

Shri Mataji: Pensate, nonostante tutto ciò. Voglio dire, insomma, nonostante lei lo abbia reso un po’… non direi frivolo, ma comunque un po’ superficiale; superficiale è il termine appropriato. È stato superficiale, non è entrato affatto nei dettagli o altro. Nonostante ciò ha ottenuto la massima risposta. Pensate. E allora lei che cosa ha fatto al riguardo?

Yogi: Ci ha inoltrato alcune lettere.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Ci ha inoltrato alcune lettere.

Shri Mataji: Capisco.

Yogi: E noi adesso dovremmo rispondere.

Shri Mataji: Quindi forse vuole rifarlo in un modo corretto.

Yogi: Sì.

Shri Mataji: Questo è un aspetto. Ora. Un altro aspetto è che dovete aver visto un articolo, di cui mi stavate parlando, su una rivista, una rivista indiana.

Yogi: Sì.

Shri Mataji: E vi ha fatto un’ottima impressione. Quello di Kohli. Lo avete visto?

Yogi: No, io non l’ho visto.

Shri Mataji: Lo hai qui, Gavin?

Gavin: Credo che qualcuno qui abbia delle copie, Madre. Io ho dato via la mia, ma il signor Kolhi mi ha scritto dicendo che se gli mandiamo quarantasette sterline, mi pare, lui ci invierà duecentocinquanta copie.

Shri Mataji: Bene, allora meglio mandargliele per riceverle subito (le copie), d’accordo? Un’altra cosa è che il suo suggerimento è arrivato… (Dice a qualcuno a lato) Sì, che Dio ti benedica.

Yogi: Devo andare a pranzo con mia madre.

Shri Mataji: Va bene, vai a pranzo.

Ora, per quanto riguarda il signor Kolhi, lui voleva pubblicare un libro. Ha detto così. Costerà tra le quindici e le ventimila rupie. Non è difficile da realizzare. In esso vuole riportare le esperienze di tutte le persone sin dalla mia infanzia e quant’altro. Ciò non avrà alcun significato.

La mia idea invece era che voi sahaja yogi facciate una raccolta di esperienze diverse. Diciamo che dovrebbero farla le persone di Bombay, dovrebbero farlo quelle di Delhi, quelle di Sydney, dovrebbero farlo gli inglesi e dovrebbero scrivere di ogni singola persona, sapete.

Quelli che devono scrivere. Chi deve scrivere qualcosa su di me, dovrebbe inviarlo… ad esempio, chi è di Bombay dovrebbe scrivere a qualcuno di Bombay. Chi è di Delhi dovrebbe scrivere a qualcuno di Delhi, che redigerà e raccoglierà tutto catalogandolo con cura.

Una specie di… scrivete a quelli di Bombay per trovare qualcuno che abbia un’inclinazione giornalistica. Ed anche qui, devono essere inviate a Gavin o a qualcun altro.

E quel nostro stesso comitato dovrebbe gestire questo aspetto, per valutare ciò che ritenete adatto, ciò che deve essere divulgato e tutte le cose fantastiche che avete sentito. Così come loro (i giornali) parlano della vendita della benzina. Va bene; voi annotate ogni cosa e tutte quelle esperienze possono essere scritte. Possiamo intitolare la raccolta: “Miracoli della Nostra Era” o qualcosa di simile.

E lui poi può pubblicarlo come preferisce. Noi dovremmo dirgli che gli forniremo da qui tutto il materiale e lui potrà redigerlo. Possiamo farlo pubblicare anche noi. Se vuole pubblicarlo lui, lo faccia pure; comunque voglia farlo va bene. Noi possiamo farlo realizzare molto bene per lui. Però deve pubblicare il libro.

E il libro deve essere in inglese, non in inglese indiano, questo è il punto principale. Ma non dovremmo neppure usare un inglese molto difficile, sapete, in quanto dovrebbe essere compreso a livello internazionale. Quindi niente frasi altisonanti, complesse, e neppure idiomi e altre cose tipiche della letteratura inglese che nessuno legge. Il pubblico non è composto da studenti di letteratura, capite?

La maggioranza di chi scrive è composta da studiosi di letteratura che ne adottano tutte le espressioni. Ma chi non studia letteratura come farà a capire? Loro (i letterati) cercano di ostentare che hanno letto questo e quell’altro libro. La miglior cosa è scrivere con un linguaggio immediato, senza citazioni da qualche testo letterario.

Potete citare la Bibbia e altro, se volete, ma non è necessario per riferire delle esperienze.

Potete invece dire semplicemente che le vostre mani hanno cominciato a parlarvi e poi potete dire che Cristo ne aveva parlato a Suo tempo.

Questo libro può essere realizzato molto bene e potrebbe essere venduto in tutto il mondo. Possiamo anche inviargli un’introduzione, una bellissima introduzione all’argomento.

Quindi tutti i sahaja yogi dovrebbero mettersi a scrivere tutti gli episodi belli. Però non dovreste inserire cose tiepide e immature, del tipo: “Sto abbastanza bene, però ho ancora…” (risate): non dovreste scrivere i “ma” e i “se”. Se avete dei “ma” e dei “se” teneteveli per voi. Le persone immature non dovrebbero scrivere niente.

Vincent, ti sei perso un punto molto interessante!

Vincent: Mi dispiace sentire che l’ho perso, Madre.

Shri Mataji: Come?

Vincent: Mi spiace sentire che me lo sono perso.

Shri Mataji: Potremmo riprendere quello che è successo da quel momento, così potrai capire (sembra rivolgersi a Vincent) il modo in cui stiamo formando una nuova organizzazione denominata “Golden Age International”.

Vincent: Suona grandioso.

Shri Mataji: Per prendere in giro i giornalisti (risate). Però non dovreste ridere quando li prendete in giro, dovreste apparire molto seri, altrimenti diranno che siete gente che ridacchia. Sapete, quello è chiamato il “guru della risata” (soprannome di Maharishi Mahesh Yogi, ndt). [Alcuni yogi: “Sì”] Pensate, la gente sapeva che aveva l’abitudine di ridacchiare.

In questo libro potete scrivere anche di chi ha avuto un approccio negativo, ad esempio la lettera all’arcivescovo di Canterbury (Shri Mataji ride). Smascherateli, smascherateli tutti. Smascherate, ad esempio, la Unity Church[8]. Questo è il momento in cui potete ormai smascherarli.

Le risposte… prima l’introduzione e le risposte alla fine. Per prima cosa date le risposte dei guru che sono anime realizzate, (dite) come hanno agito, cosa hanno fatto.

E di Mahesh Yogi (Maharishi Mahesh Yogi, fondatore di meditazione trascendentale, ndt) potete scrivere che all’inizio diceva che non esiste nessun demone, niente, nessun male, è tutto bello; ma appena ha sentito il nome di Mataji Nirmala Devi ha detto che è Lei il diavolo. Diversamente, per lui il diavolo non esisteva.

Yogi: Madre, dovremmo rivelare il vero significato dei cosiddetti “mantra” di MT (meditazione trascendentale) in sanscrito…?

Shri Mataji: Sì, sì, perché no? Dovreste dire che siete stati da questo individuo e ciò che è accaduto. Questo libro dovrebbe smascherare.

Yogi: Ricorda che Lei effettivamente ci aveva dato le vere traduzioni di quei mantra?

Shri Mataji: Prego?

Yogi: Scusi, Madre. Ricorda che tre anni fa – non lo abbiamo registrato – Lei ci rivelò il significato di quei mantra in inglese? Alcuni erano nomi di demoni, altri erano nomi stupidi. Ritiene che dovremmo rivelare anche quelli?

Shri Mataji: Insomma, potete dire che abbiamo incontrato molte persone, una dopo l’altra, e abbiamo con noi una serie di cose. Credo che Gavin abbia un po’ di quel materiale inviato da quel danese. Lo hai?

Gavin: Penso che in realtà lo avesse Peter.

Shri Mataji: Come?

Gavin: Credo che potrebbe avere tutto Linda. Però era passato a Peter. Ma potrebbe essere fuori circolazione.

Shri Mataji: Perché Linda ha bruciato anche quello?

Gavin: Non so se li abbia bruciati, Madre, ma potrebbero essere fuori circolazione, con Peter.

Shri Mataji: Va bene, vediamo di scoprirlo. Potete dire che, nonostante molte segnalazioni da parte della gente, non riuscivate a rendervi conto. Questo tipo (Maharishi) ha persino detto che quello era il significato dei mantra ma voi non riuscivate a capire, in qualche modo la vostra mente era in quella condizione (nell’impossibilità di comprendere, ndt).

Questo per provare che nella vostra testa c’era una specie di possessione o di cortina che vi impediva di vedere le cose, benché fossero state evidenziate: nessuno se n’era preoccupato. Infatti, un signore americano che lo aveva denunciato molto tempo prima, pur senza averne compreso l’aspetto più sottile, ne aveva rivelato l’aspetto grossolano, il che fu davvero notevole per far sì che le persone se ne liberassero.

(Egli rivelò) il modo in cui quell’individuo si era arricchito, come avesse dovuto appropriarsi indebitamente di denaro per conto di lui e quanti milioni e milioni di dollari dovettero trafugare. Ha fornito lui stesso tutti questi dati, aggiungendo che, se avesse detto qualcosa di sbagliato, lo denunciassero pure. Ma non è accaduto nulla.

E, per quanto riguarda le donne, ha parlato del fatto che aveva rapporti con le donne e via dicendo. Non so se quei fogli ci siano o no, ma era così. Il nome di quel tale l’ho dimenticato, ma c’erano tante cose del genere che, come lui dice, sono state date a Peter, le ha tenute Peter. Se però riuscite a trovare qualsiasi cosa che indichi che erano arrivati continui avvertimenti… vedete, chiunque sia intelligente può capirlo e mettere in guardia. Ma nessuno ha ascoltato.

Voglio dire che pensavate tutti di lavorare per una nobile causa del governo mondiale, pensate un po’. Questo perché lui (il falso guru, ndt) ha allestito tutto questo spettacolo. Lo spettacolo era tale che gli si doveva credere per forza.

Ora, tu sei stato da quel quattordicenne, vero?

Yogi: Sì, Madre.

Shri Mataji: Sì. Anche questo ha quindicimila discepoli in Spagna, anche adesso, persino adesso, e si definisce il guru perfetto.

Uno dei suoi discepoli è venuto a dirmi che non sa neppure dire perfetto, dice ‘perpetto’: “Guru ‘perpetto’, io sono un guru ‘perpetto’.” E ha ripetuto questa parola moltissime volte.

Quest’altro conosceva l’inglese e ha dovuto tradurre. E la regina di Spagna si è lamentata con l’ambasciatore in Spagna, l’ambasciatore indiano in Spagna: “È vergognoso. Come potete mandare un individuo simile nel nostro paese?”. Costui ha letteralmente distrutto la nostra giovane generazione, tutta la generazione si è persa.

Ma nessuno ascolta, sapete, è questo il problema. Lui è un guru “perfetto” e li ha resi perfettamente pazzi. Ha stravolto il loro Agnya, sono rovinati.

Tutto il libro dunque dovrebbe interrogarsi su dove siano finiti i ricercatori, dove si siano persi, che cosa sia accaduto loro. Tutto questo può essere trattato molto bene nel libro. Le tragedie e…

Yogi: Madre, Madre, su MT (meditazione trascendentale) alcuni cristiani hanno pubblicato un libro dal titolo: “TM, a cosmic confidence trip” (lett: “MT, un viaggio di fiducia cosmica”).

Kingsley lo ha letto e ne ha fatto una recensione perché una volta era cristiano; penso che probabilmente sarà pubblicata sul prossimo o nel successivo numero di Nirmala Yoga, poiché gliel’abbiamo inviata. Ed è… ho anche alcune parole, la traduzione dei mantra che ho chiesto a Gavin, così ci saranno anche questi.

Shri Mataji: Qual è il titolo del libro?

Yogi: “MT, un viaggio di fiducia cosmica”. È di uno di questi editori cristiani.

È piuttosto valido e ricco di dettagli su come abbia prosperato.

Shri Mataji: E chi è l’autore?

Yogi: Così su due piedi non ricordo, Madre, ma ho i dettagli a casa.

Shri Mataji: Ecco qui. Insomma, chiunque trovi qualcosa di scritto di questo tipo, per favore lo prenda. Potete trovare qualcosa anche nelle sue registrazioni.

Possiamo dire, ad esempio, che hanno parlato delle onde theta; e le onde theta si registrano soltanto in pazienti epilettici.

Con molta cautela, senza coinvolgere persone che siano per noi pericolose, ma potete occuparvi dei (falsi) guru. Con i (falsi) guru si può fare. Non c’è alcun pericolo perché potete utilizzare il nome di quel tale e il resto.

Ma non personaggi come… diciamo… se ad esempio un certo Primo Ministro è legato a MT – è un esempio – non dobbiamo citare lì il suo nome, perché non sarebbe gradito; e questi personaggi cercherebbero di crearci dei problemi, sapete, quindi siate cauti su queste cose.

Il Presidente prima di questo[9] era… chi era?

Era della Chiesa Battista; un membro della Chiesa Battista è stato presidente dell’America, chi era?

Alcuni yogi: Carter.

Shri Mataji: Carter. Ed anche di queste Chiese, sapete, potete dire che voi ci siete stati. Ad esempio tu puoi parlare di questi del “Settimo Giorno”[10], o chi sono i tuoi? I Pentecostali. No, te lo sto chiedendo. I Pentecostali.

Yogi: Esiste già un’organizzazione internazionale chiamata “Azione di informazione e soccorso della famiglia” diretta da un deputato di nome Paul Rose, il quale era stato irretito da qualche guru ed ha creato questa organizzazione, così se qualcuno è stato circuito…

Shri Mataji: Che cosa fanno?

Yogi: Se qualcuno è stato irretito, lo fanno uscire da lì.

Shri Mataji: Potete chiedere a loro, potete andare a chiedere cos’hanno da dire su vari argomenti. Potete intervistarli. Potete utilizzare anche quelle informazioni. Non fa differenza. Usate anche quello.

Yogi: Questo è ottimo, Madre: loro hanno una quantità di informazioni, hanno iniziato in particolare a causa di un gruppo ormai un po’ fuori moda chiamato “I bambini di Dio”. Assomiglia molto a quello dei seguaci di Moon in quanto adescavano degli adolescenti, dei giovani e li tenevano totalmente isolati dal mondo esterno e dai genitori, e usavano cose di ogni genere, diete da fame e overdose di zucchero, usavano tutte queste tecniche.

(Questa organizzazione) dunque era stata creata per aiutare i genitori che avevano perso i loro figli adolescenti e giovani adulti, per farli tornare, deprogrammarli e liberarli dal lavaggio del cervello subìto, ed hanno una quantità di informazioni utili.

Shri Mataji: Perché non andate ad incontrare anche loro? Come organizzazione potete farlo.

Yogi: Paul Rose è molto accessibile, ed è molto scettico riguardo ai culti, Madre, giustamente molto scettico.

Shri Mataji: Però, vedete, possono essere parecchio confusi, vi dico. Come questo tale che sono andata ad incontrare – John ve ne parlerà – gli ho detto tutto contro queste pseudo religioni, ma alla fine lui ha detto a John che non è possibile fare una lunga intervista con me perché la gente non ama sentir parlare di religioni. Ci pensate? John è qui?

Yogi: No, Madre, ma ha lasciato alcuni appunti. Li leggerò ad alta voce se vuole.

Shri Mataji: Va bene, leggi tutto quello che ha da dire.

Yogi: Tutto quello che ha fatto finora. Ha riferito semplicemente di avere avuto questa intervista con Lawrence Spicer della London Broadcasting Company, che ha intervistato Madre. Molti sahaja yogi hanno scritto al signor Spicer per l’interesse suscitato dalla sua precedente intervista.

Quindi possiamo facilmente costruire su ciò che abbiamo già fatto, su cose di questo genere; se un gran numero di sahaja yogi dimostra interesse, non come sahaja yogi ma come persone comuni, senza dire di essere sahaja yogi.

Shri Mataji: Ma non solo sahaja yogi, dovreste includere anche non sahaja yogi. Nessuno di loro ha scritto come sahaja yogi?

Yogi: No, no, non hanno detto di essere sahaja yogi.

Shri Mataji: Ecco, non dovremmo dire che sono stati i sahaja yogi a scrivere ma che c’è stato un forte (interesse). Infatti lui gli ha chiesto di andare a trattare con i giornali. È una cosa tra noi del dipartimento segreto. Bene (risate).

Yogi: L’intervista di quindici minuti…

Shri Mataji: Adesso potete anche scrivere di Sue Arnold, che la Arnold aveva ricevuto una grande risposta, va bene? [Yogi: “Sì”] Possiamo citarla. Bene, che altro?

Yogi: L’intervista di quindici minuti a cura di Lawrence Spicer è andata in onda due domeniche fa alle quattro del mattino, alla radio (risate, lo yogi ride). Io neppure sapevo che ci fossero programmi radio a quell’ora.

Shri Mataji: Alle quattro del mattino?

Yogi 2: Mentre noi eravamo a Cheltenham, Madre.

Yogi: Il che è un po’ ridicolo.

Shri Mataji: Le quattro del mattino!?

Yogi: Quattro del mattino. Il che è davvero un po’…

Yogini: C’è stato un signore che è venuto dopo averla ascoltata, Madre, è venuto ad Hampstead dopo che alle quattro del mattino aveva ascoltato la Sua…

Shri Mataji: Lei si è alzata alle quattro del mattino? Devono aver pensato che i sahaja yogi devono alzarsi alle quattro. (Risate)

Yogi: Scommetto che non si è alzato alle quattro, era una registrazione. Inoltre, Lawrence Spicer ha registrato un’intervista tra John Plummer ed un guaritore cristiano dell’India occidentale di nome Cleave Grant.

Questa intervista sarà trasmessa in settembre e riguarda soprattutto la nostra attitudine nei confronti di Gesù e i dieci comandamenti. Cleave Grant non è stato negativo, anzi, nell’intervista ha detto di ritenere Sahaja Yoga una cosa positiva in quanto noi seguiamo e crediamo in Cristo e osserviamo i comandamenti.

Così, dato che le sue vibrazioni erano incerte, è parso meglio essere diplomatici e non provocare il suo ego. Il risultato di questa diplomazia potrebbe essere quello di far sembrare Sahaja Yoga piuttosto cristiano… (indistinto).

Shri Mataji: Chiamatelo pure cristiano, indù, musulmano, non importa.

Yogi: Sì, per questo ha fatto così. E inoltre abbiamo scritto una lettera a V.S. Naipaul, il quale ha scritto diversi articoli, libri, un articolo sul rastafarianesimo sull’Observer.

Gli abbiamo detto di essere certi di aver trovato la verità e che volevamo un giornalista professionale, obiettivo e sottile che facesse indagini sulle nostre affermazioni e, se soddisfatto della nostra autenticità, scrivesse un articolo. Non abbiamo ancora ricevuto risposta.

Shri Mataji: No, no, con voi non la farà, ma lo farà con questa organizzazione.

Yogi: Sì. Vediamo… (indistinto).

John ha suggerito anche alcune cose in base alla sua esperienza, ossia scrivere lettere personali a personaggi importanti, anche se a questo punto sarebbe meglio farlo come organizzazione.

Shri Mataji: No, come organizzazione. Ai personaggi importanti è meglio scrivere lettere importanti.

Yogi: Sì, lettere importanti.

Yogi 2: Abbiamo la nostra carta intestata, Madre.

Shri Mataji: (Ridendo) Dovete avere tutte queste cose.

Yogi: Sarebbe bello. E girare un nostro filmato per la TV.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Potremmo divertirci parecchio a farlo, un filmato per la TV da mostrare ai produttori televisivi.

Shri Mataji: Tutte queste cose… non così.

Yogi: Non è necessario.

Shri Mataji: No, non sono interessati. Non mi concederanno neppure cinque minuti: come potranno consentire un film?

Yogi: No, lui non intendeva necessariamente soltanto su di Lei, Madre, tipo i Suoi discorsi che guardiamo noi, ma magari alcuni sahaja yogi che facciano come da Lei suggerito.

Shri Mataji: No, fatelo fare da questa (nostra) organizzazione.

Yogi: Sì, a proposito, come quel libro…

Shri Mataji: Ma, vedete, quel film può essere realizzato da questa organizzazione e loro possono evidenziare i punti positivi. Lasciatelo fare a loro. Voi dovete prendere i contatti. Ma per ora no; non dovreste far capire che siete sahaja yogi.

Yogi: Lui suggerisce di preparare un kit per la stampa.

Shri Mataji: Potete girare dei filmati anche di altri guru. Nella situazione attuale non potete andare ad incontrare gli Hare Rama, ad esempio (risate). Invece con questa (organizzazione) potete farlo e rivolgere loro delle domande. Vi suggerirò io le cose giuste da chiedere.

Yogi: Intende dire di portare (l’attrezzatura) video ai loro incontri?

Shri Mataji: Come?

Yogi: Portare (l’attrezzatura) video ai loro incontri e rivolgere loro delle domande?

Shri Mataji: Sì, rivolgete loro delle domande.

Yogi: Buona idea.

Shri Mataji: Prima di tutto dovete essere molto ben preparati sulla (Bhagavad) Gita (risate. Alcuni yogi commentano: “Ben preparati sulla Gita”). Anche con gli altri guru dovreste essere preparati. Con questa organizzazione potete incontrarli.

Girate dei video e dateli a questa gente, dicendo che questo è ciò che procureremo loro.

Yogi: Potremmo includere un Suo monologo?

Shri Mataji: Come?

Yogi: Potremmo includere Lei? Potremmo includere alcune parti dei Suoi discorsi…

Shri Mataji: No, no, no, no! [Yogi: “No, no”] Io non figurerò affatto. Parlate in modo molto neutrale ai seguaci degli Hare Rama Hare Krishna. [Yogi: “Va bene”] D’accordo?

Yogi: Sì. Vogliamo sentire cosa dicono.

Shri Mataji: Ed io vi indicherò i (loro) punti deboli. E poi voi farete le domande su di loro. Per esempio sui seguaci di MT.

Ma chi ha praticato MT non dovrebbe andarci. Dovrebbero andarci altri dall’aria molto innocente. Infatti, se andate con conoscenze di MT, loro si renderanno conto che siete quelli che si sono ribellati a MT, quindi è meglio starne fuori (Shri Mataji ride).

Adesso penseremo a tante di queste cose. Vedete, vi porrò sull’altra linea. Che altro c’è adesso? Avanti.

Yogi: Beh, lui ha detto che dovremmo preparare un kit di materiale giornalistico con articoli, foto, racconti di avvenimenti, registrazioni – molte delle cose che ha suggerito Lei, Madre – e portarle ai giornali, ma di fatto con la copertura dell’organizzazione di cui Lei ha appena…

Shri Mataji: No, questo libro dovrebbe essere pubblicato. Sarebbe una buona idea.

Yogi: Lui aveva anche intenzione di mettersi in contatto con Malcolm Muggeridge, e andare a parlare con lui semplicemente come due persone interessate.

Shri Mataji: Come?

Yogi: … a Malcolm Muggeridge.

Shri Mataji: Chi è?

Yogi: È un commentatore e critico letterario, un cristiano, una persona piuttosto nota…

Yogi 2: È un cattolico convertito…

Yogi 3: Si è convertito alla Chiesa cattolica romana.

Yogi: Non era cattolico.

Altro yogi: Oh, adesso lo è?

Altro yogi: Sì.

Shri Mataji: Che cosa è adesso?

Yogi: Si è convertito alla Chiesa cattolica romana, ma fa sempre commenti su religioni, teorie e filosofia… Malcolm Muggeridge.

Yogi: È una cosa abbastanza da ricercatori.

Shri Mataji: Per prima cosa shoebittatelo, usate con lui i nostri trattamenti indiani, i trattamenti di Sahaja Yoga, poi vedremo fin dove arriverà.

Yogi: Beh, potremmo scrivergli come membri di questo gruppo interessato.

Shri Mataji: Con questa organizzazione [Alcuni yogi: “Sì”], sapete, poiché così siete neutrali. [Yogi: “Sì”] Potete dirgli ciò che ha combinato la Chiesa cattolica, vi rivelerò io i difetti di tutti. [Yogi: “Sì”] Prepariamo dei corsi su questo. Lo facciamo?

[Gli yogi: “Sì”] Bene.

Yogi: E per ultimo l’Arcivescovo di Canterbury il quale, sebbene fosse di per sé alquanto negativo, ci ha messo in contatto con il suo consulente per gli affari indiani. (Risate)

Shri Mataji: E che cosa ha fatto il consulente?

Yogi: Beh, ha detto che vuole incontrarci e parlare con noi. Ha detto che un suo amico ha scritto la traduzione di qualcosa, non ricordo cosa fosse, Madre, qualche Scrittura indiana. Ed anche un vescovo di Haywards Heath…

Shri Mataji: Come?

Yogi: Anche un vescovo di Haywards Heath, nel Sussex, è interessato a parlare con noi. Quindi, ancora una volta, fa un’impressione decisamente migliore se a farlo è questa organizzazione. L’organizzazione, ovviamente.

Shri Mataji: Sahaja Yoga ha fatto evolvere il Cristianesimo, l’Ebraismo, ha fatto progredire qualsiasi cosa. Sahaja Yoga è il punto di incontro di ogni cosa. Ma voi dovete sapere dove hanno sbagliato, altrimenti non progrediranno mai. Bene, è tutto?

Yogi: Sì. E inoltre noi mettiamo dei deprogrammatori…

Shri Mataji: Come?

Yogi: Dei deprogrammatori, persone che si sono occupate di deprogrammazione…

Shri Mataji: In che modo lo fate?

Yogi: Si può… se qualcuno è stato rovinato da un guru, esiste una organizzazione, in America, chiamata “deprogrammatori”.

Pertanto, se qualcuno è caduto nella rete di un guru, contattano la polizia o gli operatori sociali, lo affidano a loro e loro parlano con la persona adescata per farla stare meglio e poi questa torna dai genitori. Ma ci vuole troppo tempo.

Shri Mataji: Vedete, dovete fare in modo che sia questa organizzazione a svolgere anche questo lavoro, la stessa organizzazione.

Yogi: Madre, se magari, invece di “Centro per Sahaja Yoga”, mettessimo fuori un’insegna con la dicitura “Centro Internazionale di Studi Comparati sulle Religioni”, o qualcosa del genere? Se possibile. Allora sa, sembrerebbe…

Shri Mataji: Tutto quel che volete.

Yogi: (Parlando e ridendo a lato con un altro yogi: “Non dire così!”)

Insomma, questo potrebbe metterli… anche questo potrebbe scoraggiare un po’ la gente.

Potremmo invitare facilmente qui la gente in una sala scelta. È un bel posto. E potrebbe facilmente essere una istituzione di qualche lavoro internazionale.

Shri Mataji: Vedete, in questo mondo qualsiasi cosa si dica ha sempre due risvolti, ad eccezione di Sahaja Yoga. Qualsiasi cosa ha due sfaccettature. Se, ad esempio, dite che questo è un luogo dove far capire le religioni e i loro errori o quel che sia, tutte le persone religiose insorgeranno contro di voi.

Brian: Madre, l’obiettivo sarebbe che i membri di “Golden Age International” spieghino alle persone con cui sono stati in contatto di essere stati ingaggiati da Sahaja Yoga a quello scopo.

Shri Mataji: Quel che penso è che (Sahaja Yoga) dovreste tenerlo fuori.

Brian: Quindi…

Shri Mataji: Non dovrebbero esserci connessioni. Quel che invece potete fare è attrarre alcune persone. Se vengono da voi, nella vostra organizzazione, dovreste dire loro: “Alcuni ci hanno detto che Sahaja Yoga li ha aiutati. Potete provare. Non ve lo stiamo raccomandando, però se volete potete provare”. Provate così.

Yogi: Madre, se ci chiedono le credenziali di “Golden Age International” e non possiamo dire di essere sahaja yogi, cosa dovremmo rispondere?

Shri Mataji: No, le nostre credenziali sono che siamo F.R.O.G. e P.I.G[11] e via dicendo. Sono queste le nostre vere credenziali. Non Sahaja Yoga.

Yogi: Filiali in tutto il mondo.

Altro yogi: Sì, che si sono riunite in un gruppo.

Shri Mataji: Non dovete dire che è una organizzazione di sahaja yogi, affatto. Neppure vi chiederanno se siete sahaja yogi, non se lo sognerebbero mai.

Vedete, ecco perché noi non abbiamo adottato nessuna divisa, nessun distintivo, niente. Siamo così diversi dagli altri, sapete (Shri Mataji ride). Per questo non l’ho mai permesso. Molti hanno proposto di indossare i kurta pajama, ma ho detto “niente da fare”. Neppure il bindi (indica il bindi sulla Sua fronte, ndt). Non dovete avere nulla, è un segreto, finché non raggiungeremo un certo livello, capite?

Pertanto non dovete dire che siete sahaja yogi: le vostre credenziali sono, ad esempio, che questo è il dottor David Spiro, d’accordo? Dottor David Spiro, oppure un avvocato e via dicendo; potete anche aggiungere tutte le sigle (P.I.G.S. – v. note precedenti: indica in modo scherzoso i titoli mondani molto apprezzati dalla società, ndt). Non ha importanza (risate, Shri Mataji ride).

Loro rispettano queste cose, non i sahaja yogi! Loro credono che sahaja yogi significhi essere dei criminali, sapete. Non riescono a concepire che i sahaja yogi siano brave persone, non possono concepire che possano esistere persone per bene, davvero, non riescono a concepire la rettitudine.

Yogi: È vero anche, Madre, che quando parliamo alla gente con completa fiducia in noi stessi di queste cose, per sondare a che punto è la loro ricerca, le persone, se fanno domande, come Lei sa, probabilmente, non mancano mai di restare colpite dalla profondità della conoscenza che hanno i sahaja yogi; e questa spicca di per sé. Non pensano a chiedere da dove abbiamo ricevuto le credenziali, perché se si è sottili come dice Lei, Madre….

Shri Mataji: Vedete, quando un sahaja yogi parla… persino quando parla una bambina piccola come Anupama[12], le persone si stupiscono di come sappia tutte queste cose.

Ogni frase che pronunciate possiede quella scintilla, se notate. Loro non se ne renderanno conto. Non occorre dirlo. Se c’è una bellissima rosa nascosta da qualche parte, lo si capisce dal profumo. Se ne sente il profumo. E loro si renderanno conto che si tratta di qualcosa di straordinario. Non dovete dire che siete sahaja yogi; dicendolo non abbiamo ottenuto nulla con questi orribili media, quindi prendiamo un’altra strada.

Vedete, se si parla del fiore non funziona nulla, quindi parlate del profumo! Loro non sono colpiti dal fiore, quindi meglio far sentire la vostra fragranza. Questo è un altro che può fare una grande impressione (Shri Mataji sorride mentre guarda probabilmente un bambino).

Yogi: Madre, potremmo avere una parte dell’organizzazione che si occupi della ricerca in campo nucleare, di come…

Shri Mataji: Vedete, quando si è una organizzazione internazionale, si può affrontare qualsiasi tema, senza problemi. Però la pace non può venire da fuori, deve venire da dentro.

Se non si hanno armi nucleari, si avrà qualche altra arma. Ora guardate gli americani: stanno vendendo le loro armi a tutte le altre nazioni a prezzi stracciati.

Cos’è questo? È anche peggio che avere la bomba atomica, in quanto la bomba atomica distrugge tutti una volta per tutte. Ma questo istigare tutti a combattere è molto grave.

Insomma, hanno modi e metodi. Quindi non si può proprio dire. È un temperamento, è un’attitudine, è l’essere interiore sottile che non è in pace. Sono violenti perché interiormente non hanno pace. E in realtà a loro piace, traggono piacere da tutto questo.

Yogi: Come trattare con le persone, allora? Loro vengono a conoscere Sahaja Yoga attraverso i nostri contatti con loro e ci vedono in veste di oratori (di Sahaja Yoga, ndt). Se ci hanno visto come rappresentanti di “Golden Age International” e poi ci vedono sul palco che facciamo Sahaja Yoga, come ci si dovrebbe comportare in una situazione così?

Shri Mataji: Dovreste far venire persone da fuori. Voi, ad esempio, potete andare a Toronto e lasciate che quelli di Toronto si occupino di New York. È meglio.

Brian, per esempio, può dire di essere venuto fin da Sydney e che a Sydney hanno fatto tanto, hanno svolto tanta ricerca e hanno scoperto questo e quello. Chi verrà mai a saperlo? Va bene? Quindi a New York lavorate per Sahaja Yoga e a Toronto invece per questa organizzazione.

Yogi: Madre, cosa dobbiamo fare se ci arrivano clienti veri? (Risate)

Shri Mataji: Che cosa? (Risate) Cosa ha detto? 

Brian: Mike stava chiedendo cosa succede se ci arrivano clienti veri.

Shri Mataji: Clienti veri?

Brian: Clienti che siano disposti a pagare denaro per il lavoro che noi faremo.

Altro yogi: Perché c’è la dicitura “internazionale”.

Shri Mataji: Vedete, voi avete un solo cliente, Sahaja Yoga, ed esso non paga un soldo. Nessuno sarà mai un nostro cliente. Come potrebbe? Soltanto questi guru (potrebbero), ma loro non ci pagheranno mai nulla in quanto parleremo contro di loro. Non credo che si porrà il problema.

Mike: No, io intendo veri e propri clienti di affari.

Shri Mataji: Clienti d’affari. (Ma) chi?

Mike: Non necessariamente interessati alla ricerca.

Shri Mataji: Quindi ti riferisci a questi rapporti.

Mike: A questi rapporti e a qualsiasi…

Shri Mataji: Vedete, ciò che accadrà e che adesso avremo… Vediamo. Andremo anche da questi guru, va bene? Così verranno in quanto noi affermiamo di offrire questa alternativa.

Quando però andrete ad incontrarli direte che va bene, vi faremo pubblicità e quant’altro, ma diremo la verità, capite?

Dovreste dire loro che noi siamo qui, ma diremo la verità perché è quello che è scritto nel nostro (statuto), pertanto cercheremo di capire la verità che c’è qui.

In questo modo gradiranno la vostra presenza, perché avrete una specie di posizione per proclamare la verità. Quindi potete andare da loro come qualsiasi altro giornalista che può dire tutto ciò che vuole, e loro non possono fermarlo. Così voi andate a vedere le pecche di quella organizzazione e poi potete parlarne e scriverne sui giornali: “Questo è ciò che abbiamo visto”. Di conseguenza non vi pagheranno.

Intendo dire che se pagano, ovviamente… ma non credo che vi pagheranno per dire tutte queste cose. Ma anche nel caso in cui paghino, potete dire che la nostra è un’organizzazione di volontariato e noi svolgiamo questo lavoro da volontari, e così via.

Oppure potete anche accettare i soldi, che male c’è? Li getteremo nel Tamigi. (Risate)

Brian: Se arriva qualcuno che chiede una campagna pubblicitaria per un sapone?

Shri Mataji: Sapone? Che sapone?

Brian: Beh, un’azienda di pubbliche relazioni, oltre a vendere qualcosa come Sahaja Yoga, potrebbe anche vendere sapone o zucchero oppure… sì.

Yogi: Oppure limoni … (risate).

Shri Mataji: Noi non avremo nessuna rivista o altro.

Brian: No, ma allo stesso modo in cui i membri dell’organizzazione potrebbero andare dai media cercando di interessarli a pubblicare del materiale su Sahaja Yoga, quella struttura potrebbe anche essere utilizzata per altre attività commerciali. Per esempio, una fabbrica di sapone potrebbe rivolgersi a “Golden Age International” per ingaggiarla al fine di migliorare l’immagine di una saponetta a buon mercato oppure… Vede, c’è la possibilità di un commercio legittimo, un’attività commerciale onesta tra i disonesti: questo è il punto sollevato da Michael. In altre parole, alcuni membri dell’organizzazione potrebbero essere coinvolti totalmente e finanziariamente.

Shri Mataji: (Prende in braccio una neonata) No, no, no, no.

Yogi: …per una sorta di stile di vita alternativo…

Shri Mataji: Vedete, ciò che sto dicendo è che queste cose vi riportano allo stesso punto. È un gioco pericoloso. Voi potete mettere in scena alcune cose con loro, ad esempio possiamo dire… che possiamo fare un … non so come possiate fare, ma diciamo che possiamo far dire a dei sahaja yogi che questo tipo particolare di zucchero è zucchero vibrato e che a voi ha fatto bene. In questo modo potete far riferimento a qualche organizzazione dicendo che questo zucchero è reperibile lì.

Oppure, ad esempio, cose genuine, come cibo genuino o altro, insomma, intendi la possibilità di puntare più sulla genuinità.

Ad esempio, qui adesso i saponi sono fatti con orribili prodotti chimici e se riusciste a trovare qualcosa di genuino… Più avanti si potrebbe fare qualcosa del genere, (puntare su) tutto ciò che è genuino.

Però dobbiamo (prima) testarlo e valutarlo noi. Possiamo realizzare cose così, se vi orientate in quel senso. Però dovrebbe trattarsi di prodotti genuini e utili, diversamente, sapete, non possiamo promuovere cose scadenti. Ad, esempio, alle persone con problemi al fegato possiamo dire di avere un medicinale o qualcosa di simile, va bene?

(Shri Mataji dà un bacio alla neonata e le dice:) Come stai? Bene?

Yogi: Madre, io sono stato un illustratore, ho lavorato per il New York Times e Psychology Today (Psicologia oggi) e Selfworth (Autostima). E vorrei utilizzare il mio materiale grafico in qualche modo. So che avrebbe il potenziale per essere bellissimo se lavorassi per una buona causa quale Sahaja Yoga, e non solo per i miei sentimenti personali. Posso essere di aiuto in qualche modo? Potrei…

Shri Mataji: Sì, sì, ci avvarremo assolutamente del tuo aiuto, mi avvarrò di tutti voi per questa cosa. Vi sto già utilizzando. Capito? Occorre trovare tutti i talenti per questo tipo di lavoro.

Ora però David Spiro, per esempio, è troppo onesto, devo dirvelo (risate, Shri Mataji ride) potrebbe rivelare i vostri segreti (Shri Mataji ride). David, spero che tu sia cambiato un po’, sei troppo diretto, non puoi esserlo con loro (media). Io devo mettere in scena una commedia. E voi dovete essere degli artisti per recitare quella commedia, sapete.

Io stessa sono senza speranza, perciò sono esclusa dal progetto. Non sono proprio in grado di farlo, mi metterei a ridere, sapete, pertanto non contate su di me.

Però dovete state attenti: se rivelate i segreti siamo finiti, sapete. Prendete poche persone, ma che sappiano mantenere bene il segreto. Almeno quando lo presentate fuori dovete stare molto attenti. Per esempio, i sahaja yogi si conoscono tutti fra loro: diranno subito “Agnya” e, per abitudine, tutti quelli presenti si metteranno a dare bandhan e subito la gente scoprirà: “Tutti questi qui sembrano delle specie di incantatori”. (Risate, Shri Mataji ride).

Tutti quelli così. E dovete usare un po’ di astuzia, direi, con queste orribili persone subdole, sapete, dovete stare molto attenti.

Se iniziate a rivelare i vostri segreti in qualche modo, direi che anche se… Phil è un altro davvero troppo onesto, vedete. Quindi non dovreste cercare di essere troppo onesti. Se si è troppo onesti vi scopriranno subito e sapranno: “Oh, ecco chi è questo qui”.

Dovete fare un po’ di pratica di recitazione. Avete mai preso parte ad una commedia teatrale?

Phil: Io ho interpretato Giulio Cesare, (non udibile) la parte del comando. (Risate)

Shri Mataji: Come? Cos’è che hai fatto?

Yogi: Ha recitato nella parte di Giulio Cesare, Madre, quindi non ha dovuto fare troppi giochi di parole. (Risate, Shri Mataji ride)

Shri Mataji: E tu, David, lo hai fatto?

David: Non più dalle elementari, Madre.

Shri Mataji (ridendo): Ora è meglio che pratichiate un po’ di teatro. È una buona idea.

Tutti quelli che soffrono di eccesso di onestà, a causa (di scrupoli) di coscienza e tutto il resto… Noi siamo oltre tutto quello.

Noi dobbiamo salvare il mondo! È un compito immane! Non potete continuare a giocare con tutte queste poche piccole cose che abbiamo. Adesso dobbiamo realizzare la cosa più importante. Dobbiamo fare qualche cosa per questo.

Guardate gli occhi (della neonata in braccio a Shri Mataji, ndt). Non è voluta venire da te. Dov’è andata Olympia?

Yogi: È fuori a giocare coi bambini in giardino.

Shri Mataji: Dov’è?

Yogi: Sta giocando fuori.

Shri Mataji: Oh, capisco. Prendila (la neonata). No, non vuoi. Lo so. Vieni, prova, prova. Lei non ti conosce. Chi sei tu? (Risate)

No? No. Va bene, no, stai con me. Va bene?

Stai bene qui? Bene, stai con me.

Hm, brava! Però ti sei bagnata, lo sai?

(Risate)

Ciao! Cos’è questo? Ha i capelli di sua madre. Pettinate sempre i capelli dei bambini all’indietro, così crescono di più.

Oh, non ti piace? (La neonata inizia a piangere)

Va bene, va bene, mi dispiace, scusa, scusa, scusa. Va bene. Prendila. Prendila. Va bene, scusa, scusa, scusa. Scusa, scusa, scusa, scusa. Che cosa è successo? Ho semplicemente messo i capelli all’indietro.

Prendila. Significa che dev’esserci qualcosa che non va. Significa che ha qualche problema sul Sahasrara, infatti quando le ho toccato il Sahasrara ha cominciato a piangere. Lavoraci. Usi una spazzola o un pettine per lei?

Yogini: No, Madre, non ce l’ho.

Shri Mataji: Come?

Yogini: Non ho una spazzola.

Shri Mataji: Ecco perché; devi usare una spazzola, una spazzolina, e darmela perché io la vibri. Penso che adesso il problema sia sul suo Sahasrara. Ecco come si scopre. Dovete usare la spazzola con i bambini, è molto importante.

Brian: Madre, esiste una popolare area televisiva che si occupa, per così dire, di approfondire alcuni argomenti. Ad esempio un programma sulla salute di circa mezz’ora.

Lei sarebbe disposta a parlare degli aspetti della salute in un programma televisivo di questo genere, ad esempio, in una trasmissione che ospitasse dei cosiddetti esperti di medicina i quali cercherebbero sicuramente di confutare le Sue affermazioni?

Shri Mataji: Possiamo farlo in una fase successiva. Per ora dovreste camuffarvi. Vedete, se mi mettete lì con tutto Sahaja Yoga ed il resto, rimarranno scioccati e vi scopriranno. Ma prima invitate altre persone, fatele crescere gradualmente.

Portate altri guru, metteteli come avete fatto in Australia. Più avanti potrò entrare in scena io, prima però preparate il terreno. Dopo mi piacerebbe fare qualsiasi cosa. Altri suggerimenti?

Yogi: Madre, riterrebbe consigliabile che i medici del nostro gruppo prendessero contatti, ad esempio, con membri della “Fondazione per la Ricerca sull’Artrite”?

Shri Mataji: Ci abbiamo provato.

Yogi: Infatti avevamo raggiunto un trattamento molto efficace su un paziente con l’artrite.

Shri Mataji: Ci abbiamo provato. Sapete, ciò che abbiamo fatto è che il nostro dottor Srivardana si è occupato lì di ricerca sul cancro e voleva parlarne. Lui svolge questo lavoro e voleva parlarne agli altri, ma nessuno era disposto ad ascoltare. Pensavano che fosse impazzito. Non è facile.

Lui era lì e svolgeva questa ricerca. Gavin lo conosce. Faceva questa ricerca sul cancro e, quando andò a riferire quel che era possibile (fare con Sahaja Yoga, ndt), gli dissero: “No, no, sei matto, com’è possibile?”.

Questo perché non riescono a credere nell’esistenza di una sorgente superiore dalla quale si ottiene tutto ciò.

Sapete, a causa dell’ego, pensano tutti che le loro siano tutte conquiste personali. Non vogliono credere a tutto questo perché la loro esistenza varrebbe zero.

Sapete, in India mi hanno detto che se aprissi un centro di ricerca, riceveremmo ingenti donazioni dal governo.

Ma ho risposto: “Cosa c’è da ricercare? Voglio dire, ho già ricercato io tutto quanto, insomma, so già tutto. Che cosa c’è da ricercare in Sahaja Yoga? E cosa ci faremo con la donazione?”.

A quel tempo non c’erano terre, niente, ma anche allora volevano fare ricerche. E l’organizzazione serve per la ricerca: se si dice che la soluzione esiste, allora quella struttura non ha ragione di essere. (Risate).

Pensate a come farebbero, anche dal punto di vista psicologico. In realtà non lo fanno per cercare veramente qualcosa, ma perché devono esistere (come struttura, come organizzazione, ndt).

Gavin: Madre, molti programmi sono creati con l’intento di attaccare i vari guru ed altro ma non offrono soluzioni. Non sarebbe una buona idea se facessimo questi programmi, sempre senza offrire soluzioni ma denunciando realmente i trucchi?

Shri Mataji: Come faresti questi programmi, Gavin? Avete già dei programmi: dove potreste fare questi programmi? Sarebbe meglio, invece, che andaste a parlare in veste di organismo neutrale. D’accordo?

Dite loro: “Va bene, vorremmo studiare, ci piacerebbe… questa è una delle alternative, d’accordo, la accettiamo, d’altra parte però siamo giornalisti, dobbiamo testimoniare ogni cosa”.

Bene, andate a vedere e a conoscere i loro trucchi, e spiegate come hanno fatto; in questo modo in Australia hanno smascherato tutti i guru.

Gavin: Era questo il mio suggerimento.

Shri Mataji: È molto semplice.

Gavin: Così, in un certo senso, prepareremmo il terreno affinché le persone comincino a pensare con la propria testa e, a quel punto, c’è Sahaja Yoga, ma non lo presenteremo come l’alternativa.

Shri Mataji: No, prima fate questo, poi arriverete anche a Sahaja Yoga. E fate anche delle critiche, ma in un modo che in realtà non siano critiche bensì elogi. Allora funzionerà. Per cosa avete criticato Sahaja Yoga (in Australia?)? Che cosa avete detto?

Yogini: Che non prendono denaro?

Brian: No, si riferiva ad alcune delle pratiche come il pediluvio ed il tempo che richiedevano, ecco, che prendevano molto tempo, molte persone dedicavano a tutto questo un sacco di tempo.

Shri Mataji: Diversamente che farete del tempo? Anche andare al pub prende tempo. Vedete, ciò che sto dicendo è che se qualcuno vuole confutarlo, benissimo, noi lo vogliamo davvero, altrimenti ci si annoia a morte, sapete! Quindi, cosa potete dire se, ad esempio, si vuole criticare Sahaja Yoga… adesso vediamo. (Risate) Divento senza pensieri! (Pensando ad eventuali critiche a Sahaja Yoga, ndt. Risate, Shri Mataji ride). Gavin: (Si potrebbe dire) che si rinuncia a tutti i divertimenti.

Shri Mataji: Come?

Gavin: Che la gente rinuncia a tutti i divertimenti. (Risate)

Shri Mataji: Quello non si riesce a immaginare dai volti (gioiosi dei sahaja yogi, ndt. Risate). Potete dire una cosa: che ci sono alcune persone che ancora non sono per niente a posto – potete dire così – mentre altre sembrano persone eccellenti, molte di loro sembrano persone eccellenti.

Così nasce il dubbio che magari si tratti di una cerchia ristretta e non tutto venga rivelato.

Potete metterla così: qualcosa che faccia pensare che queste persone siano un po’ riservate e che forse non tutto viene detto all’inizio.

Si dice che verrà impartita tutta la conoscenza, ma la si conosce solo in parte e non tutti sanno tutto.

Questo è quanto abbiamo raccolto da altre persone che riferivano di non essere ammesse a certe cerimonie o altro, e che quindi esiste una specie di coscienza di classe o qualcosa del genere. Ciò aiuterà qualche socialista ad aguzzare le orecchie (risate). Oppure…

Yogi: Madre, una volta ho sentito qualcuno affermare qualcosa che suona come una critica ma che potremmo volgere a nostro vantaggio. Qualcuno una volta ha detto che sembriamo un po’ dei privilegiati in quanto non accettiamo chiunque. I poveri, i malati, i deboli, i bisognosi, i pazzi, gli stupidi non li prendiamo, in un certo senso non…

Shri Mataji: Sì: “Tra loro non c’era nessuno di questo tipo”.

Yogi: Sì. Potremmo volgerlo a nostro vantaggio.

Shri Mataji: “Non c’erano alcolizzati tra loro, nessuno che assumesse droghe e che fumasse; nessuno che avesse una scatola di fiammiferi” (risate).

Yogi: Se non per accendere le candele.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Se non per accendere le candele.

Shri Mataji (ridendo): Le candele, sì. Qui può esserci anche questo, che nessuno aveva una scatola di fiammiferi per accendere le candele. Si può mettere così. Sì.

Yogi: Sì, è una cosa cristiana: non coincide con la loro idea secondo la quale, per essere cristiani, per essere buoni seguaci di Cristo, si devono accogliere moribondi e malati come fa Madre Teresa. “Non hanno avuto nessuna persona così”.

Shri Mataji: Ma, sapete, quando l’ho chiesto, qualcuno mi ha risposto di essere venuto qui quando stava per per morire. (Questo l’ha detto) successivamente. Vedete, questa è la prima critica, allora noi smentiremo.

A quel punto qualcuno può andare a dire: “Io stavo per morire quando sono arrivato qui e Madre mi ha salvato, così sto benissimo”.

Vedete, questo è il secondo stadio.

Insomma, dovremmo mostrare alcune vostre foto di quando siete arrivati (in Sahaja Yoga) (Shri Mataji ride): prima e dopo.

Yogini: Madre, posso chiedere in che modo dovremmo presentare i corsi serali? Inizialmente avevamo intenzione di dare subito la realizzazione, ma dopo il nostro colloquio di stamani mi chiedo se non potrebbe essere un po’ troppo per loro.

Shri Mataji: Ah, non lo meritano.

Yogini: (non udibile) … come insegnamento.

Shri Mataji: Per prima cosa dovete spiegare alle persone ciò che dovrebbero aspettarsi. Prima dovete spiegare che cosa dovrebbero aspettarsi dalla realizzazione.

Yogini: Dovremmo tenere esposta la Sua foto?

Shri Mataji: No, no, no. Potete coprirla con un foglio di carta o qualcosa. Se la coprite con un telo di seta, le vibrazioni fluiscono comunque. [Sahaja Yogini: “Sì, Madre”] Non occorre (esporla).

Yogini: E dovremmo dare la realizzazione in qualsiasi momento?

Shri Mataji: Sì, dopo dovreste.

Yogini: È un corso di ventisei settimane. Quindi… (Shri Mataji mima una espressione sbalordita. Risate).

Shri Mataji: Ventisei settimane?!?

Yogi: Un incontro settimanale, Madre, il venerdì sera.

Yogini: Di due ore.

Shri Mataji: Aah! E che cosa farete?!

Yogini: Oh, c’è tanto, Madre, c’è tanto.

Yogi: Abbiamo ventiquattro titoli, Madre, si tratta soltanto dei vari temi iniziali di Sahaja Yoga. (Risate)

Shri Mataji: Quindi darete la realizzazione al venticinquesimo incontro. (Risate)

Yogi: Il ventiseiesimo, Madre.

Yogini: Sì.

Shri Mataji: Ma, senza realizzazione, come farete capire loro le cose?

Yogini: Beh, questo è ciò che ci chiedevamo ed è il motivo per cui il nostro primo impulso era di dare (subito) la realizzazione.

Shri Mataji: No, dopo metà periodo, diciamo, potete dire che proverete se potete lavorare su di loro.

Yogini: Dovremmo anche invitarli ai nostri incontri pubblici a Brighton?

Shri Mataji: Se avete degli incontri pubblici sono sempre invitati.

Yogini: Sì.

Shri Mataji: Ma avete un programma pubblico ogni settimana?

Yogini: Sì, Madre. Ogni martedì.

Shri Mataji: Allora questo corso è per le persone provenienti da un incontro pubblico oppure…

Yogini: No, no, no. No, speriamo di no. Speriamo che siano persone interessate a culture alternative quali religioni comparate, astrologia, linee temporanee[13], cose di questo genere.

Yogi: Madre, l’idea è nata perché MT (meditazione trascendentale) faceva un corso introduttivo nella stessa scuola serale e ci è venuto in mente che, se potevano farlo loro, potevamo farlo anche noi.

Oltretutto noi possiamo fare meglio. E pare che ci riusciremo, in quanto molti erano molto scontenti del corso di MT, hanno pensato fosse un raggiro vero e proprio. A quanto pare, tutto quello che hanno fatto è stato…

Shri Mataji: Ma quel che potete fare voi è spiegare loro di cosa si tratta, che questa è la Kundalini e via dicendo, ma che non si può usare un mantra se non è risvegliato da un’anima realizzata. Spiegare quale mantra deve risvegliare la deità in un determinato punto.

Potete parlare loro in questo modo e prepararli, dicendo però che (la Kundalini) deve essere risvegliata e questo dovrebbe accadere ad una persona, e se accade… E se poi accade… insomma, quando avrete l’incontro pubblico?

Yogini: Avremo l’incontro pubblico il martedì, ogni martedì.

Shri Mataji: E lì cosa fate?

Yogini: Mettiamo un discorso o una registrazione e poi diamo la realizzazione.

Shri Mataji: Come fate a dire che queste persone non verranno al programma pubblico?

Yogini: Chiedo scusa, Madre?

Shri Mataji: Queste persone non verranno al programma pubblico?

Yogini: Principalmente quel che accadrà con i corsi serali è che i poster gireranno nelle biblioteche e in tutti i luoghi pubblici di quel genere.

Shri Mataji: Ma come farete ad impedire loro di venire al programma pubblico?

Yogini: Beh, non dicevo di impedirlo, Madre.

Shri Mataji: Allora che farete?

Yogini: Ciò che mi chiedevo è come giustificarlo, dato che loro pagherebbero per il corso serale, era questo il punto.

Noi abbiamo offerto il nostro servizio come docenti gratuiti, ma l’istituto scolastico per adulti farà pagare, a chi frequenta il corso, il costo della sala, luce, riscaldamento.

Se potessimo spiegare che i programmi pubblici sono soprattutto per un vero e proprio lavoro di approfondimento e per imparare ad usare le tecniche…

Shri Mataji: Quanti partecipano agli incontri pubblici di Brighton?

Yogi: Circa venti, Madre. Venti, venticinque di noi.

Shri Mataji: E quanti verranno al vostro corso?

 

Yogini: Ancora non lo sappiamo, Madre. Ancora non lo sappiamo.

Yogi: All’incirca lo stesso numero, Madre, a giudicare dall’esperienza di MT. Magari di più, se lo facciamo apparire molto interessante.

Shri Mataji: L’incontro pubblico con queste venti persone, resta sempre a venti, giusto? Non aumentano.

Yogi: Di solito vengono due, tre, quattro persone nuove ogni settimana.

Shri Mataji: Allora non facciamolo come un programma pubblico. Pubblicizzatelo di volta in volta.

Yogi: Ma in giro per la città, Madre, abbiamo i manifesti che informano che ogni settimana in un certo hotel c’è un programma pubblico, un incontro introduttivo.

Shri Mataji: Vedete, direi… questo lo comincerete all’ashram, vero?

Yogini: No, Madre, si terrà presso l’Istituto scolastico per adulti.

Shri Mataji: D’accordo, quindi no. Allora perché fare un programma pubblico? Mi riferisco a questo di ventisei settimane: se c’è un buon riscontro, quel che potete fare è invitare le persone all’ashram senza doverlo pubblicizzare. Vediamo se così funziona meglio. Se ogni settimana vengono soltanto due o tre persone, mentre magari ci sono circa cinquanta persone in questo centro di addestramento, la miglior cosa sarebbe che andassero al centro di addestramento, mentre voi dovreste fare il vostro incontro all’ashram, ora che avete un ashram, così come lo avete qui. (Commenti di alcuni yogi. Uno yogi parla a lato a Shri Mataji) Davvero? Avevo detto a qualcuno che doveva informare. Bene, lo faremo sapere. Credo che John verrà.

Yogini: Vorrebbe che telefonassimo a casa, Madre?

[Shri Mataji: Questo cos’è?

Yogini: Qualcosa cucinato da Christian…

Shri Mataji: Quante cose! Cos’è tutto questo?

Yogini: Sono palline di patate, Madre, le ha cucinate Rosemary.

Shri Mataji: E questo?

Yogini: Questo è agnello, con una salsa speciale.

Shri Mataji: Oh, non posso mangiare tutto questo. Portatemi un piatto piccolo, va bene? Ce ne metterò un po’ e mangerò quello, perché tutto è troppo per me. Va bene? Teniamolo qui, ne prenderò un po’ in un piattino.

Yogini: Sì, Madre.

Shri Mataji: Sembro così grande, ma non so come fare (a mangiare tutto, ndt).]

Bene, questa dunque è una buona idea. Ora, quel che si può fare è tenere lì questo corso proprio come fate qui.

Infatti ora, per il programma pubblico, dato che avrete già l’impegno di Ginevra e il resto – giusto? – voi sahaja yogi, potete far venire quei venti o quanti sono, all’ashram, potete scriverci “Centro di Sahaja Yoga” e “incontro pubblico così e così”, e far venire lì la gente.

Inoltre, non penso che dare la realizzazione subito sia una buona idea. La sensazione di Christine è che, se si dà la realizzazione così subito, si perderanno.

In mia presenza va bene, perché potete sempre dire che è stata Madre a darvi la realizzazione, così le attribuiscono un valore prezioso.

Altrimenti sapete cosa accade? Che pensano: “Oh, voi potete dare la realizzazione, potete darla voi”, e così non le attribuiscono alcun valore.

Questo perché innanzitutto il loro sistema di valori è sbagliato, in secondo luogo non hanno nessuna comprensione della realizzazione. Quindi è meglio prima prepararli a questo e poi dargliela. Sapete, se si danno cinque sterline a un matto, cosa saranno per lui? Niente. È così.

Yogini: Madre, parecchi di noi hanno già deciso quali discorsi vorremmo studiare e quali vorremmo fare. Potremmo esercitarci a Nightingale Lane[14]?

E si spera che i nostri fratelli e sorelle faranno domande…

Shri Mataji: Mercoledì.

Yogini: …che ci saranno probabilmente rivolte (dal pubblico, ndt).

Shri Mataji: Mercoledì.

Yogini: Mercoledì.

Shri Mataji: Quando ci sarà lì questo programma pubblico?

Yogini: Inizieremo il corso serale il 5 novembre, che è un venerdì.

Quindi speravamo di poterci esercitare qui, in settembre, nei discorsi, qualsiasi sera sia più opportuna. E così possiamo apprendere i trucchi che saranno…

Shri Mataji: Buona idea, perché, vedete, se vi esercitate con loro vi daranno delle idee, giusto?

Yogini: Sì, Madre.

Shri Mataji: Ho visto quello che hai fatto, va bene. È un’ottima idea e credo che possiate farlo qui. Sarà utile. E tutti possono suggerirvi delle idee.

[Dov’è il piatto? Lei ha portato via tutto il cibo?

Yogi: È lì, Madre.

Shri Mataji: Oh, capisco. Altrimenti, ho pensato: o tutto o niente (il cibo servito. Risate. Shri Mataji ride). Non so. A volte non capisco il linguaggio dei sahaja yogi.

Grazie, ma vorrei avere un piatto piccolo, va bene? È troppo, sapete. Se ne vedo troppo non mangerò, quindi è meglio portare un piatto piccolo, così prenderò qualcosa. Grazie.]

È una buona idea che vi esercitiate qui, così verrete corretti, saprete cosa dire e tutto il resto.

Yogi: Madre, forse questa “Golden Age Organisation” potrebbe indire, in città importanti, seminari di un giorno ai quali potremmo invitare delle persone per parlare loro di Sahaja Yoga. Potremmo invitare illustri persone locali.

Shri Mataji: No, quello che possiamo fare è che questa Golden Age può organizzare un programma invitando persone appartenenti a varie correnti, preparando e leggendo delle relazioni, e poi i sahaja yogi, confusi con il resto del pubblico, dovrebbero fare delle domande.

Qui a Londra non so cosa facciano [A lato: “Basta, grazie. Un po’ di questo”], ma hanno organizzato dei seminari di yoga ed altro invitando persone addirittura dall’India.

Per gli stili di vita alternativi, quel che possiamo fare è organizzarne uno (seminario) dove ci possano essere dei sahaja yogi che rivolgano domande dirette a queste persone. E inoltre un sahaja yogi che non sia membro di questo gruppo segreto dovrebbe fare un discorso.

Yogini: Quindi lo scopo di “Golden Age International” non è promuovere Sahaja Yoga apertamente, ma solo…

Shri Mataji: Non apertamente. Non apertamente.

Yogini: Assolutamente non apertamente.

Shri Mataji: Assolutamente non apertamente, no, affatto. Ma in un certo senso accadrà anche apertamente, perché, quando si tratterà di Sahaja Yoga, sapete… c’è un detto: quando in una notte buia ci sono soltanto quelli della vostra famiglia a servire, voi prendete il cibo. È così. Nelle notti buie non si distinguono le persone e, se a servire tutto il cibo ci sono soltanto i vostri familiari, a voi tocca il meglio (risate). È così.

Sì, è così, non in modo evidente, non in modo visibile, diciamo, ma in realtà è così.

D’altra parte, a noi, cosa interessa? Non soltanto Sahaja Yoga, ma salvare la gente!

Insomma, abbiamo provato qualsiasi altra cosa, no? E abbiamo fallito. Nessuno ci ascolta. Non contiamo nulla.

Yogi: Non è proprio così, Madre, le cose stanno ribaltando un certo pensiero…

Shri Mataji: Però dobbiamo capire! Questo deve essere capito. Insomma, pensate a quanta strada ha fatto questo Kohli. Gavin, spero che tu trovi quel libro, da qualche parte.

Yogi: Madre, alcuni si annoiano, sa: quando li avviciniamo per parlare di religione e di Dio, la maggioranza si annoia. Quindi se si potesse provare qualcosa, e dopo dare vibrazioni…

Shri Mataji: Dopo?

Yogi: Alcuni, quando li avviciniamo per parlare di Dio, diventano…

Shri Mataji: Come cosa, come sahaja yogi?

Yogi: No, no, persone esterne. Se andiamo a parlare di religione e di Dio, generalmente si annoiano molto e dicono che hanno già sentito tutte queste cose. Ma se parlassimo di vibrazioni o qualcos’altro, esplorassimo quell’area …

Shri Mataji: Penso che anche i sahaja yogi che vogliono insegnare e diffondere Sahaja Yoga, debbano seguire un addestramento in merito a cosa dire, come dirlo, come comportarsi; è molto importante.

In quei ventisei incontri che terrete qui mi piacerebbe anche, ogni volta possibile, venire a vedere come va, (valutare) ciò di cui dovremmo parlare.

Avete uno di questi soggetti (indica qualcuno in sala, ndr), qualcuno dovrebbe occuparsene. (Capire) come dovremmo parlare alle persone e come dovremmo cominciare. Comprendiamole per come sono. Dobbiamo avvicinarle per come sono. È vero.

Yogi: È una buona idea parlare soprattutto delle vibrazioni? Infatti loro possono sentirle. E se parlassimo del potere delle vibrazioni in termini di telecomunicazione, dato che esiste un sistema che ormai conoscono con la televisione, ossia una rete di telecomunicazione già comprovata? Così, se parlassimo soprattutto del fatto che esiste un altro sistema…

Shri Mataji: Fate come ritenete giusto. Non ci sono obiezioni su questo, ma dovete capire tutto l’argomento in modo tale che entri loro in testa.

Ma il quadro generale è che le persone sono realmente in condizioni terribili. Tentare tutto il possibile, questo è il nostro lavoro. Non ci preoccupiamo se li salveremo o no, perché fin dove potete arrivare con loro?

Allora lasciateli stare al punto in cui sono. Noi possiamo arrivare fino ad un certo punto, no?

Diciamo che, se io trascorro lo stesso tempo in India, riusciamo a salvare migliaia di esseri umani, giusto? Mentre qui voi continuate a pressarli e ad incalzarli, ma l’ego è sempre nella loro testa. Che fare? Fin dove potete arrivare? Sono persone molto insensibili, letargiche e condizionate. Davvero scioccante.

Brian: È corretta, Madre, l’idea che i sahaja yogi avvicinino i ricercatori e Golden Age International si occupi della promozione e avvicini le persone che possono attrarre i ricercatori?

Shri Mataji: No, loro devono avvicinare soltanto i media, loro servono per i media, sono per i media. Sì. Tutto deve essere fatto funzionare attraverso i media. Questo va bene.

Yogi: Madre, dovrei lasciar perdere il contatto personale che ho?

Shri Mataji: Che cosa?

Yogi: Dovrei lasciar perdere il contatto personale in televisione che ho, e astenermi dal fare altro se non sotto l’egida di “Golden Age International”?

Shri Mataji: Penso di sì.

Yogi: Sì.

Shri Mataji: Sarebbe un po’ come chiedere un lavoro a qualcuno che non vi deve nulla ma che pensi di essere lui a farvi un favore, per cui penserà sempre: “Oh Dio, che grande favore”, e via dicendo.

Invece, come membri di questa organizzazione potete fare molto, ne sono certa, perché diversamente penseranno sempre che stanno cercando di farvi un favore personale. No. Avranno sempre questo in testa, pertanto la cosa migliore è dire che siamo noi che facciamo un favore a loro e non loro a noi. Capite il mio pensiero?

[Yogi: “Madre…”]

Il fratello di Graham, che non è un sahaja yogi ma solo il fratello di Graham, dirige una società di pubbliche relazioni – ci pensate? – e ha fatto un ottimo lavoro. Da solo. Fatevi dare tutti i dettagli da lui.

Yogi: Sì in effetti lui non era così, lui visita semplicemente le aziende per spiegare come possono promuovere i loro prodotti nel miglior modo possibile.

Suppongo che in un certo modo anche noi possiamo dire alla gente che con le vibrazioni e il buon auspicio possono migliorare i propri affari, se adottano il nostro modo di pensare, noi in effetti possiamo…

Shri Mataji: Quello però potrebbe essere fatto dopo, per ora non dobbiamo essere identificati come sahaja yogi. [Yogi: “Capisco”] Però potete dire che questo è quanto dicono i sahaja yogi [Yogi: “Capisco, sì”], che ci state provando ma non che siete dei sahaja yogi.

Yogi: Come facciamo ad incontrarli? Con quale pretesto andiamo ad incontrarli, in quel caso?

Shri Mataji: Pretesto per incontrarli? Diciamo semplicemente che ci occupiamo di pubbliche relazioni [Yogi: “Capisco”], d’accordo? Tutto qui.

Yogi: Per capire se possiamo aiutarli in qualche modo?

Shri Mataji: Per dei sistemi alternativi. Anche per quelli già presenti. Se la Chiesa cattolica ci chiedesse, ad esempio, un aiuto, bene, aiutiamola. È molto importante. E se l’arcivescovo di Canterbury vuole qualche aiuto, non ci spiace aiutarlo ben bene (Shri Mataji ride, risate). Vi dico che con questa stupida gente subdola non so che fare. (Shri Mataji ride)

Yogi: Madre, il modo in cui la religione cristiana si diffuse inizialmente fu perché Paolo, sa, il cosiddetto san Paolo era molto astuto e ingannò la gente. Si fece avanti e si mise a fare cose molto simili, promuovendo Cristo. Ed anche se noi sappiamo quanto fosse sbagliato per molti versi, lo diffuse molto rapidamente. Fu anche messo in prigione ed altro.

Shri Mataji: Insomma, immaginate quanto siano stati stupidi [Yogi: “Sì!”] per permettergli di comparire nella Bibbia. Perché vi compare? Quali sono le sue credenziali?

Yogi: (Ridendo) Non hanno pensato di chiederglielo, Madre, perché lui li ha ingannati.

Shri Mataji: Ma il migliore è stato il nostro arcivescovo. Gli hanno chiesto se credesse nell’Immacolata Concezione e lui ha risposto: “Sono agnostico”. Fine (Shri Mataji ride). Vedete, in questo è stato molto onesto (Shri Mataji ride).

Ma allora che ci fa lì? Nessuno glielo ha chiesto! Se sei agnostico, se non puoi rispondere alle domande, allora perché stai lì? Vattene. (Shri Mataji ride)

Ha detto esattamente così. Ah, qualcuno gli ha persino chiesto se credesse che Cristo fosse realmente esistito. E lui: “Vi ho già detto che sono agnostico” (risate). Era agnostico su tutto. Per lui il Cristianesimo è un ordine sociale, o forse un affare di stato, non so che cosa sia.

Vedete, è più una questione di: “Quanto denaro avete ricevuto? Come lo spendete? Quanti palazzi avete? Quante mura? Quante lampadine?”. Tutto così, sapete. È a questo livello, il Cristianesimo è soltanto a quel livello. Sono impegnati a contare tutti i piatti, tutte le tazze presenti in casa, tutte queste cose. È come una abitazione familiare.

Yogi: Madre, ritiene che possa essere utile – Jason potrebbe aiutarci in questo – il fatto che stiamo per diventare un ente benefico? Pensa che anche “Golden Age International” possa essere coinvolta in questo?

Shri Mataji: Un ente benefico?

Yogi: Sì, se potrebbe essere coinvolta anch’essa. Intendo che i nostri fondamenti non sono quelli di una società commerciale e non dobbiamo gestire grossi progetti finanziari, in quanto siamo fondamentalmente un ente benefico.

Shri Mataji: Un’organizzazione di volontariato. Qualcosa che abbia a che fare col volontariato.

Yogi: Sì, sì. Quindi, vede, il punto sollevato prima era che se noi…

Shri Mataji: Chiamatela organizzazione di volontariato. È una organizzazione di volontariato, noi infatti non abbiamo denaro per fare beneficenza. Non ne prendiamo né lo diamo, quindi la questione non si pone.

La beneficenza va di pari passo con il denaro. Invece, il lavoro di volontariato può svolgerlo chiunque. Una organizzazione di volontariato. Non so, Sahaja Yoga non ha alcuna organizzazione. Fin qui tutto bene. Non so.

Spero che voi non lo trasformiate in un’altra cosa morta, organizzandolo. Avere dei segretari e tutto il resto, non credo sarebbe possibile.

Passiamo adesso ad altri problemi, ad altri problemi che avete in ashram. Che problema c’è con Hari? Che è successo?

Yogi: Non c’è nessun problema, Madre.

Yogi 2: Infatti non dovremmo coinvolgerla in questa faccenda, Madre.

Shri Mataji: Ma vedete, ciò che sto dicendo… vi sto dicendo una cosa [Yogi: “Sì”]. Tu eri in India, adesso loro hanno sistemato qualcosa qui (l’ashram). Cerca di apprezzarlo. Non cercare di creare disturbo. D’accordo?

Yogi: Sì.

Shri Mataji: Supponiamo che domani arrivi qualcuno da Timbuctù, che venga qui e voi diciate: “Lei (Shri Mataji) non dovrebbe essere coinvolta”: non è possibile. [Yogi: “Sì”] Quindi, se vuoi essere gentile con me, accetta semplicemente le regole così come sono adesso [Yogi: “Sì”].

D’accordo? [Yogi: “Sì”] Ora, il motivo per cui ne sto parlando apertamente è che vengo sempre importunata da qualcuno che mi riferisce una cosa o un’altra.

Riguardo a Nick la gente ha delle obiezioni, so che le avevano. Dov’è Nick?

Yogi: È andato in ospedale, Madre.

Shri Mataji: Cosa?

Yogi: È andato in ospedale.

Shri Mataji: Dov’è andato?

Yogi: In ospedale.

Shri Mataji: In ospedale? [Yogi: “Sì”] Va bene.

Oppure la gente ha obiezioni o altro anche riguardo al fatto che Kerry e Nick agiscano insieme. Ora, in quel modo avrete obiezioni su chiunque.

Io non dico che lui sia perfetto. Avrà anche torto, sarà collerico, magari cerca di organizzarvi; però lui non è qui per darvi la realizzazione o altro. È qui solo per mantenere in efficienza l’intero posto, intesi?

Quindi non dovete litigare con lui in continuazione dicendo che dovrebbe fare questo e quello. Qualunque cosa stia facendo, non fa nulla per danneggiarvi.

Magari c’è un po’ di ego, certamente. Non dico di no, non lo metto in discussione. Può esserci un po’ di ego, qualcosa che agisce. Però dovreste accettare che dopotutto lui sta svolgendo tutto questo lavoro rimanendo qui, è libero, è molto metodico e non crea nessun problema a nostra Madre.

Lasciatelo fare. Voi siete liberi in ogni caso perché avete il vostro Spirito, potete sempre sviluppare il vostro Spirito.

Che differenza fa dormire in una stanza o in un’altra? Non create problemi per cose insignificanti. Non si addice a dei sahaja yogi.

Io faccio forse così? Ho mai detto che preferirei dormire in un posto piuttosto che in un altro?

Insomma, dovete capire una cosa: noi siamo sahaja yogi, non siamo persone ordinarie.

Dobbiamo comportarci da santi. Quante cose sopportano i santi? Come riconosciamo un santo? Dal suo potere di sopportazione, dalla sua semplicità, dal modo di vivere con meno cose, dallo spirito di sacrificio.

Noi siamo santi ma non so che cosa siamo. Va bene, d’accordo, se anche dico che Nick è dominante o che in qualcosa si comporta così, va bene. Lasciate che qualcuno organizzi.

In questo modo non permetterete a nessuno di organizzare. Se ognuno dice la sua su una questione, come potrà funzionare?

Ma voi siete persone libere. Siete assolutamente liberi, se volete, di gioire della vostra libertà. Ovunque siate, qualsiasi stanza abbiate, ovunque vi troviate, se siete persone libere non creerete problemi. I problemi li crea chi non è libero. È molto semplice.

Pertanto basta con le discussioni del tipo: “Voglio stare in questa camera”, è qualcosa di troppo frivolo. E (se pensate di) non coinvolgermi, non è possibile, io sono sempre coinvolta.

Quindi (non) date tutto per scontato; se non volete vivere nell’ashram potete andarvene. Ma ora andiamo avanti, non createmi difficoltà con questo, abbiamo troppe cose da fare.

Nessuno dovrebbe crearmi difficoltà: quando riterrò Nick assolutamente inutile chiederò a qualcun altro di occuparsene. Ma sono certa che quando arriverà un’altra persona, si ripresenterà lo stesso problema.

Questo perché ci sono i vostri ego e se è Nick ad organizzare pensate che lui valga più di voi. È questo il problema.

No, non è affatto così. Voi potreste essere sahaja yogi molto migliori di lui, molto migliori. Lui però ha tempo, sta svolgendo questo lavoro, per cui va bene, lasciateglielo fare. Perché interferite con il suo lavoro? Non mi sto rivolgendo a te o a qualcuno in particolare. Magari avete ragione, non dico di no, magari l’avete, forse gli altri sono davvero migliori; ma mi è stato riferito che alcuni residenti all’ashram ritengono che non dovrebbe esserci alcuna organizzazione riguardo al vivere insieme.

Voi però non avete raggiunto affatto quello stadio. Non avete raggiunto quel livello.

Quando raggiungerete quello stadio in cui non avrete più bisogno di alcuna organizzazione… come queste foglie, guardate. Esse non ne hanno bisogno, crescono in armonia con le leggi della natura. Dominano forse qualcuno? Disturbano forse qualcuno?

Ma quando diverrete così vivaci nello Spirito, nel regno di vostro Padre, neppure immaginate quanto sarete belli. Non ci saranno problemi tra voi.

Ora supponiamo che un certo X sia molto bravo e un certo Y molto cattivo: ancora non va bene. Y deve essere a posto. X non dovrebbe accontentarsi di ciò che ha ottenuto lui, di essere qualcosa di grande, non dovrebbe (accontentarsi). Anche Y deve essere a posto. Pertanto, ciò che X deve fare è pregare per lui, shoebittarlo. Fate quel che volete ma non potete limitarvi a dire: “Oh, io sono molto bravo ma lui no”. Non è così che Sahaja Yoga funzionerà.

Ciascuno… se ad esempio il mio dito è malato, non dirò di tagliarlo, no? Dirò: “Bene, proverò a curarlo, cercherò di salvarlo ad ogni costo”.

Insomma, quel rapporto si svilupperà soltanto se lo farete funzionare davvero in questo modo.

Se invece non volete fare così, ci sarà un problema. Basta con la rabbia, basta con la collera, basta con tutto. Ora provate a calmarvi e ad essere pacifici. L’ashram deve essere un luogo di pace, dove dovrebbe risiedere la pace.

Pensate solo a quanto Dio è stato gentile con voi! Vivete sotto questo tetto, non riesco neppure a pensare ad una cosa simile nei tempi moderni. Che cosa splendida hanno fatto qui. Guardatela. Avete mai fatto caso a quello che Dio vi ha dato, facendovi stare sotto questo tetto realizzato così meravigliosamente per voi? È una cosa bellissima!

Contate le vostre benedizioni, se questo è importante. Quando siete anime realizzate non vedete altro che bellezza intorno a voi, e allora distribuite bellezza.

Se distribuite bruttezza non siete ancora sahaja yogi e fareste meglio a correggervi. Perché parlate? E Nick non è l’ultimo in Sahaja Yoga; magari non è il primo, ma era disponibile, è bravo ad organizzare così gli ho chiesto di organizzare. Adesso non suggeritegli tutti quanti delle idee; altrimenti, ogni volta che farete qualcosa, lui dirà “ci rinuncio”.

Lo prenderai tu il suo posto, sig. Hari? Bene, vediamo.

Yogi: No, Madre, mi perdoni se ho commesso un errore.

Shri Mataji: Quindi nessuno … il motivo per cui mi rivolgo a te è perché ora il problema è nato da te. Ma non sei il primo, credo che questo sia l’undicesimo caso. Quindi adesso, visto che lui si sta occupando di questo lavoro e voi siete tutti impegnati, lasciateglielo fare. Lasciateglielo fare nel modo in cui lo fa, dategli retta, non c’è niente di importante.

Quel che è importante è il vostro Spirito, giusto? Tenete la vostra attenzione sul vostro Spirito e non su queste cose terrene. E vi dico che ho notato come in Occidente la gente cerchi proprio di scoprire modi e metodi per litigare, davvero.

Che sia Nick o tu a litigare, per me è la stessa cosa. Ma è solo per trovare un appiglio. Se non lo ha fatto tuo padre deve essere stato tuo nonno; cose così, sapete, è un pessimo stato di tensione e un’attitudine reciproca molto negativa.

Non è (l’attitudine) di allegria, felicità, gioia, comprensione e piacere, che desidero sentiate gli uni per gli altri.

Yogi: Quando torneremo a New York proveremo a creare un ashram lì. E mi stavo chiedendo, anche se sono piuttosto nuovo in Sahaja Yoga e non sono qui da abbastanza tempo, per favore, quando lo avremo, potrei andare a vivere lì?

Shri Mataji: Come? Cosa ha detto? L’ultima frase?

Altro yogi: Nel caso creino un ashram a New York, lui potrebbe andare a viverci?

Shri Mataji: (Parla con qualcuno a lato che Le porge un tovagliolo) Grazie molte. Grazie. È molto gentile da parte tua. Quindi cosa dovrei fare? Grazie. Allora? Cosa ha detto lui come ultima cosa, riguardo a New York?

Yogi: Ha detto che sperano di creare un ashram lì, Madre, a New York. E se, nel caso, lui può andare a viverci, per favore.

Shri Mataji: Nessuno andrà a vivere lì?

Yogini: Ci vivrà lui.

Shri Mataji: Lui? Tu? Va bene, perché no? Tutti. Vedete, alcuni nuovi sono migliori di quelli molto vecchi, l’ho notato.

A volte possono comportarsi come serpenti, lo so. Orribile. Danno tutto per scontato e pensano che io non capisca come sono fatti.

Nuovi, vecchi, tutto questo non esiste molto in Sahaja Yoga. Fintanto che mi amate siete a posto. È meglio che vi liberiate anche di questa idea di vecchi e nuovi.

Ventisei settimane sono sufficienti per rendervi dei veterani. Se siete sahaja yogi da un giorno siete già vecchi abbastanza. Se poi siete vecchi di una settimana siete molto vecchi (Shri Mataji ride). E se poi siete vecchi di tre settimane siete del tutto maturi, pienamente cresciuti. Non vi occorrono più di tre settimane per essere dei veri sahaja yogi. Alcuni impiegano solo una frazione di secondo e ci sono.

Sì, cos’è? Avete alzato la mano?

Prenderò questa (l’acqua da bere). Che acqua è? Ce ne hai portata una speciale? Cos’altro?

Chaya? (Marathi).

Chiedete a queste persone di Westminster di spedirmi le mie lettere a Brompton Square, 48, d’accordo? (Marathi) Non so quanto denaro ci sia, non so niente, va tutto a lui.

Ora, chi sta raccogliendo i soldi per i viaggi? C’è qualcuno?

Alcuni yogi: Bogdan.

Shri Mataji: Come?

Alcuni yogi: Bogdan.

Shri Mataji: Bogdan. Bogdan, li stai mettendo alla Westminster?

Yogini: Sta lavorando, Madre. Sta lavorando.

Shri Mataji: Va bene, sta ricevendo i resoconti da lì?

Yogini: No, non credo, non ancora.

Shri Mataji: Ah. [Hindi: Aap so jana me tum ne?] Chiedigli per favore di spedirlo a Brompton Square, 48 perché vorrei vederlo. [Marathi: Tik?]

Yogini: (Hindi)

Shri Mataji: [Hindi: In logh ne sab ne diya]

Yogini: (Hindi: non udibile)

Shri Mataji: [Hindi: Woh nahi, us cheese ko chor dijiye. Me kareo siruf bank wallah se ke do information mere pas kitna rupia he. Kya muja].

Non ne ho idea. Mi ha solo dato un libretto di assegni, ma penso di poter anche scrivere alla banca, no?

Yogi: Sì, certamente.

Shri Mataji: D’accordo, Gavin, se prepari la lettera la firmerò. Spediamogliela per averlo. Perché, sapete, non ho idea di quanti soldi ci siano. Ne abbiamo prelevati un po’ per i viaggi e non so se li abbiano restituiti o no.

Non ho idea di cosa ne sia stato, inoltre i funzionari di banca sono strani: se non si prende subito l’estratto conto non lo danno più e, se glielo si chiede, risponderanno di pagare per il servizio in più. È tutto anche parecchio confuso, vero? La cosa migliore, quindi, è tenere un resoconto giornaliero. È il modo migliore.

È accaduto con il conto dell’altra banca. Sapete, prima è stata spedito ad Ashley Gardens[15]. Ora lo spediscono a me, l’estratto conto di Gregoire (hindi). Anche Gavin scriverà ed io firmerò.

Insomma, posso consultare Bogdan, perché non so che fare.

Ora, cos’altro c’è? Come andrò in Scozia?

Gavin: Avevo pensato che sarebbe andata in treno, Madre. Ma…

Shri Mataji: Ma poi lì c’è un’auto?

Yogi: Saranno lì, Madre, arriverà un’auto.

Shri Mataji: Sì? Per favore, fatevi dire da Finn o da John di quanto denaro hanno bisogno per le loro spese, di quanto aiuto hanno bisogno, perché non hanno ancora un lavoro. Chi c’era ancora? Mark Allen voleva andare. Susan voleva venire, ma ho pensato di lasciar perdere per ora. È l’inizio.

Quindi, Gavin, penso che dovresti occuparti un po’ della pubblicità o quant’altro. Ora, vi andrebbe se qualcuno andasse a parlare con i giornalisti di lì?

Yogi: Sì, Madre. Avevano alcuni contatti…

Yogi 2: La televisione scozzese sembrava piuttosto interessata, Madre.

Shri Mataji: Piuttosto interessata?

Yogi: Sì, vogliono sapere la data precisa in cui Lei ha intenzione di andarci.

Shri Mataji: Bene, allora contattalo, va bene? [Yogi: “Sì, Madre”] Buona idea. Fatto. Ecco.

Gavin: Brian sarà ancora qui, Madre?

Shri Mataji: Come?

Gavin: Brian sarà ancora qui per quella data?

Shri Mataji: Sì, ci si dovrebbe far aiutare da Brian, lui vi darà tutte le idee. Tu prepara per noi questo progetto, d’accordo? È molto importante; questo è il tuo compito. Sta a te formare questa organizzazione e renderla operativa. Devi farlo, altrimenti ci sarà un problema.

Ora, per quanto ti riguarda, che succede, Hari, porterai tua moglie?

Hari: Madre, non riesco ancora a trovare un lavoro. Quindi io…

Shri Mataji: Qualcuno può dargli un lavoro temporaneo? Questo potrebbe essere di aiuto?

Hari: Vede, vogliono una lettera speciale in cui si dica che ho un lavoro ben retribuito con accredito in banca. E devo portare questa lettera a…

Shri Mataji: Di che si tratta? Dovrebbe essere un buon lavoro o cosa?

Hari: Un buon lavoro tale da permettermi di provvedere al suo mantenimento (della moglie).

Shri Mataji: Ma non occorre che sia permanente. Non deve essere un lavoro fisso?

Hari: Beh, credo che preferirebbero un lavoro fisso.

Shri Mataji: E se non c’è?

Hari: Beh, cambieranno a seconda della situazione, cambieranno in base a chi farà il colloquio.

Shri Mataji: Però qualcuno ha detto che se lei riesce a venire qui da turista, può sposarsi qui e in quel caso non avranno obiezioni al suo arrivo.

Hari: Però lei ha già consegnato il suo passaporto all’Alta Commissione Britannica di lì. Quindi lì, all’Alta Commissione Britannica, hanno già tutte le informazioni su di lei, sul suo colloquio, e conosceranno i dettagli.

Pertanto, se adesso si rivolgesse loro per quel tipo di visto (turistico), non glielo concederebbero, conoscendo la situazione. L’unica alternativa, l’unica soluzione è che io trovi un lavoro e le invii quella lettera.

Shri Mataji: Perché non chiedi a quelli che ti avevano assunto di darti qualcosa adesso? Vai a parlarci, qualcuno dovrebbe andare a parlarci per te.

Hari: Sì, ho parlato con il responsabile del personale e ha detto che mi avrebbe fatto sapere. Lo richiamerò.

Shri Mataji: Quello è il modo migliore per evitare una persona. “Ti farò sapere” significa che non si farà più sentire. Porta con te qualcuno che sappia parlarci.

Hari: Chi suggerirebbe, Madre?

Shri Mataji: Qualcuno che garantisca per te e dica che questa ragazza ti ha sposato e così si dovrebbe fare, sai.

Oppure possiamo chiedere a Dinesh di darti un lavoro temporaneo. Si può, Gavin? Si può fare?

Gavin: Dovrò chiederglielo, Madre [non chiaro].

Shri Mataji: Come?

Gavin: Dovrò chiederglielo [non chiaro]. Proprio adesso è impegnato ad aprire un’agenzia di viaggi negli Stati Uniti.

Shri Mataji: Ma può semplicemente offrirgli un lavoro o qualcosa.

Yogi: Madre, credo che forse sarebbe meglio se lui trovasse un lavoro da John Fulston di Reading, perché mi pare che John stia cercando di mettere su una ditta o qualcosa del genere; e inoltre è più attinente alle sue qualifiche.

Shri Mataji: Perché non provarci? Parlerai tu con lui? [Yogi: “Sì, posso farlo”] Va bene?

Yogi: Ho cominciato a parlarci e lo stavo in qualche modo convincendo, ma forse gli occorre una piccola spinta da parte Sua.

Shri Mataji: Va bene, (rivolgendosi presumibilmente a Hari) meglio che tu lo contatti.

Yogi: Faremo così, in un modo o in un altro.

Shri Mataji: Buona idea. D’accordo? Quindi parlagli, è una persona molto responsabile. Bene, allora questo è risolto. Qualche altro problema?

Yogi: Madre, io vivo qui da due settimane ma da quando sono qui la meditazione del mattino non è mai stata puntuale.

Ne ho parlato con Nick ed altri ma non ho ottenuto nessuna risposta soddisfacente. Dicono soltanto che la gente non si alza in tempo. E non capisco perché o come correggerlo.

Shri Mataji: Come cosa? Cos’è che non capisci?

Yogi: Non capisco perché non avvenga in orario o cosa si dovrebbe fare in merito. Mi pare un problema collettivo.

Shri Mataji: Non stai ricevendo le vibrazioni?

Yogi: No, mi riferisco alla meditazione che non inizia in orario.

Shri Mataji: Va bene, sai, loro sono tutti lord inglesi (Shri Mataji sorride, risate). Dove si sono persi tutti i lord inglesi? I loro frac sono scomparsi ma i lord ci sono ancora (risate).

Cambieranno. Io ho pazienza, abbi pazienza anche tu (risate, Shri Mataji ride).

Che fare? Sono tutti dei lord, sai. Lord, signore e signori. Capisco… (Shri Mataji ride) significa che i lord non sono signori; a volte si dice così: “Lord, signore e signori”. (Risate, Shri Mataji ride) [Yogi: “Deve essere inconscio”.]

In hindi li chiamano laat saheb (grandi lord), laat saheb, sapete, anche se qualcuno è letargico diranno che laat saheb sta ancora dormendo; anche in India (Shri Mataji ride)! Sono lord.

Il programma (radio) delle 4 del mattino è stato veramente molto simbolico, sapete, trasmettere il programma alle 4 del mattino.

Lui deve aver detto che in Sahaja Yoga ci si deve alzare molto presto (ride, risate). È davvero simbolico, sapete. Sì.

No, dovete cercare di mantenere una certa disciplina con voi stessi, ho detto di essere dispotici con voi stessi. Siate tirannici, è l’unico modo.

Potete aprire la finestra? Quando vi chiamo lord, dico davvero che siete tutti arrabbiati, perché diventate bollenti (ride).

Non è facile essere un’anima realizzata. E devo dirvi che non è facile stabilizzarsi come anime realizzate. Dovete lavorare davvero. Ci sono attaccamenti fisici, mentali ed emozionali.

Questo (problema di alzarsi tardi, ndt) è solo di tipo fisico, figlio mio, ma ne hanno anche altri. E non si sa come gestirli tutti. (A lato) Molte grazie.

Lei è venuta da sola?

Yogini: No, è rimasta con noi per un po’, Madre, e torna a casa oggi.

Shri Mataji: Sta diventando alta, eh?

Brian: Madre, potrei raccontare un piccolo episodio dall’Australia, riguardo ai media?

Shri Mataji: Sì raccontalo, buona idea.

Brian: Le ricordo che a Melbourne Le chiesi, o Le chiedemmo, se sarebbe venuta un giorno di buon’ora, prendendo un volo di primissima mattina, per essere poi disponibile per stampa e televisione. Due di noi erano andati là il giorno precedente e avevano distribuito molti comunicati stampa ai canali televisivi ed ai giornali. Avevamo già avuto un paio di articoli sui giornali, ma nulla alla televisione di Melbourne.

Io dovevo incontrarla prestissimo, mi pare che l’aereo arrivò intorno alle otto del mattino per cui Lei deve essere stata all’aeroporto appena dopo le sei. Ed io dovevo incontrarla…

Shri Mataji: Quindi deve essere partito alle cinque.

Brian: Ed io dovetti incontrarla per dirle che niente era andato per il verso giusto e che la Sua giornata sembrava essere completamente sprecata.

Lei, allora, mi chiese chi avessi contattato ed io spiegai di essere stato presso due canali televisivi, i quali avevano ripreso il programma da Sydney quindi non erano più interessati; e ad altri due dovevo ritelefonare per sapere se volevano fare un servizio.

Lei fu molto gentile e venne a casa. Il telefono di casa era fuori servizio, così dovetti uscire per telefonare da una cabina. Soltanto la quarta, quinta o addirittura forse la sesta cabina funzionava. (Shri Mataji ride, risate)

Quando alla fine mi misi in contatto con Canale 7, la ragazza con cui avevo parlato il giorno prima mi disse che avevo telefonato proprio al momento giusto, in quanto lei era appena arrivata e stava per uscire di nuovo. E (aggiunse che) sì, sarebbero stati interessati a fare un servizio giornalistico e ad intervistarla. Dove sarebbe avvenuto?

Improvvisando sul momento, risposi: “Al parco, ci incontreremo al parco”, perché era una splendida giornata.

Così poi dovetti tornare a casa ed anche riguadagnare il tempo perduto. Era qualcosa che non avevo mai fatto, e mi ritrovai ad aver preso un impegno per Lei per una intervista a mezzogiorno e mezzo in un parco al centro della città, a circa quindici miglia da dove Lei si trovava. Quindi stavo così! (Forse intende agitato. Risate, ndt). Quando, tornato a casa, Le spiegai tutto, Lei mi disse: “Avevi un’aria così delusa questa mattina, dovevamo fare qualcosa!”. (Risate)

Shri Mataji: E fu un’intervista davvero meravigliosa! Molto rilassata e piacevole. Dipende dal vostro stato mentale, capite. Per me, se sono qui, sono qui, e basta. Sono qui, è tutto. A me non importa se devo avere od ottenere qualcosa. Di questo non mi importa affatto, sapete. Io sono qui, in questo frangente. Sono arrivata come vostra Madre, devo dare la realizzazione alla gente.

E riguardo a come farlo, lo farò io. Quindi non devo preoccuparmi di come farlo.

Quando affronto il problema… se, ad esempio arriva da me qualcuno, lavorerò sulle sue vibrazioni o altro, ma la cosa non mi tocca: se non riceve la realizzazione non sono turbata, e nemmeno me la prendo con l’altra persona.

Infatti, se io mi irritassi, lei si sconvolgerebbe ancora di più, pensando: “Se Madre è dispiaciuta di me, quando otterrò la realizzazione?”. No? Sarebbe ancora più sconvolgente.

Ma per me non è qualcosa di razionale, è la mia natura. Io sono completamente in pace con me stessa, non ho problemi. Non sono delusa, niente del genere.

Forse c’è una sola cosa che davvero mi turba – ammesso che vi sia qualcosa che realmente mi turbi – ed è quando riscontro che non c’è amore puro tra di voi. Che non sentite l’amore. Che non gioite dell’amore. Sapete, qualsiasi cosa facciate non ha importanza, ma amatevi l’un l’altro.

Questo è molto importante, perché è ciò che mi procura maggiore soddisfazione.

Ma amare non significa qualche assurdità che conoscete, non è quello. Amore è un senso di unione, di unità dell’essere, vedete.

Ad esempio, una volta Djamel mi raccontò di essere andato a Bombay dove si ammalò molto gravemente e allora andò a Londra.

Londra non è la sua città, affatto, ma appena arrivato a Heathrow sentì di appartenere a questo posto, arrivò qui e guarì al 100%.

E voleva incontrare tutti, e tutti volevano incontrarlo.

Cose di questo genere. Noi siamo tutti persone smarrite che ora si sono ritrovate. Dopo tanti anni di ricerca vi siete ritrovati. Perché creare problemi tra di voi? Non è affatto necessario.

Di tutto il resto mi occuperò io. Voi non preoccupatevi.

Ora, per gli altri come i media e quant’altro, state facendo grandi sforzi e avete le mie benedizioni; tuttavia non è neppure questo il vostro compito. Non dovete preoccuparvi: se non funziona, va bene, lo abbiamo fatto, tutto qui. Karmanye Vadhikaraste[16]. Il vostro compito è di lavorare con gioia, restando dove siete. Non sgomiterete, non sarete più veloci, non sarete letargici, niente del genere. Se restate al centro, la vostra velocità sarà così ben bilanciata che non urterete nessuno, bensì vi muoverete e tutto si muoverà con voi.

Occorre stabilire la relazione, vedete.

Come quando si va in auto: esiste una correlazione tra volante, leva del cambio, frizione, acceleratore, freni e tutto il resto, il carburatore. Sono tutti collegati in un certo modo e in base a quello vi muovete. Ma se tutti questi elementi iniziassero a muoversi in direzioni differenti, che cosa succederebbe?

Per prima cosa instaurate relazioni corrette. Questo è molto importante, ve l’ho detto.

La cosa più importante è stabilire relazioni corrette. Alla gente di fuori penserò io. Con gli estranei non ci sono problemi.

Infatti, se non sono interessati, perché dovremmo preoccuparci? Ora, questa organizzazione che abbiamo creato in realtà esiste perché vorremmo scherzare un po’ con loro.

Non so quanti verranno salvati con questo. Non lo so. Vedremo. Ma è un grande burla, sapete. Dobbiamo giocare con loro. Stiamo a vedere.

Vedete, la Creazione non è difficile. Creare gli esseri umani non è difficile, ma creare dei sahaja yogi è molto difficile. È la cosa più difficile. Voi siete stati resi yogi nel senso che avete ricevuto la realizzazione, ecco tutto; ma creare sahaja yogi, veri sahaja yogi, non è un facile scherzo.

È un lavoro perfetto. E il lavoro perfetto deve essere fatto con pace, con capacità di comprensione.

A volte io mostro realmente anche la mia irritazione, quando noto che siete così danneggiati. Ma allo stadio in cui ci troviamo ora mi sento piuttosto felice e sicura.

In qualche modo ho avuto la sensazione che adesso non ci sia tanta diffidenza e tendenza alla dominazione nei sahaja yogi. Non va così male. Una volta che sia stabilizzato, non ho nulla di cui preoccuparmi. Vedete, dobbiamo essere personalità solide. Quando lo saremo ce la faremo, riusciremo in tutto. Non vi è dubbio, possiamo farlo. Ma, prima, questa è una delle cose molto importanti che dobbiamo fare. E inoltre, sapete, gli occidentali hanno una responsabilità molto grande.

Posso avere migliaia di sahaja yogi in India, ma oggi dobbiamo combattere con gli intellettuali, dobbiamo combattere con gli amministratori, dobbiamo combattere con le nazioni che hanno le cosiddette persone importanti.

Le persone emozionali, gli indiani, che sono più legati alle emozioni, che sono emozionalmente più sviluppati, non possono combattere contro questa gente.

Immaginate ad esempio una persona come Dhumal che incontri il vostro Presidente. Dirà soltanto: “Costui è un folle, perché mi ci fate parlare?” (Shri Mataji ride). Lo lascerà proprio perdere, sapete, e dirà: “Questo è un pazzo, perché mi avete portato a parlare con questo matto?”. Questo è tutto ciò che direbbe Dhumal, farebbe dietrofront e se ne andrebbe. (Shri Mataji ride)

Invece un intellettuale capirà, in quanto avrà già vissuto tutta quella follia, quindi lo saprà. Solo lui saprà ricostruire il percorso di quella persona, non Dhumal. Dhumal si limiterà a dire: “Ma chi è questa pazza – (si corregge) – questo pazzo?”. Tutto qui. Lo ha fatto numerose volte.

È questo il motivo per cui, se si vogliono salvare queste persone, occorre avere sahaja yogi molto validi in Occidente. Esse hanno problemi, c’è di tutto, e devono essere risolti.

Ma sviluppate alcune delle mie abitudini. Una di esse è che Madre è molto pacifica. La Sua andatura non è veloce e non spintona le persone intorno. Cercate di essere calmi, pacifici. Calmatevi. E questo è possibile soltanto quando vi tenete saldamente per mano tra voi. A quel punto non c’è più sveltezza o agitazione. Calmatevi, tutti quanti.

Sì?

Yogi: Madre, al telefono c’è John che chiede quando dovrebbe passare a prenderla.

Shri Mataji: Prendermi? [Yogi: “Sì”] (Risate) Per cosa?

Yogi: Per riportarla a casa.

Shri Mataji: Aaahhh. L’avevo dimenticato. Ho pensato che qualche agente di polizia stesse per venire a prendermi, o non so cosa. (Risate) Fallo venire. Anzi, qualcuno può darmi un passaggio. Qualcuno ha la macchina?

Yogi: Sì, Madre.

Shri Mataji: Bene. Qualcuno può darmi un passaggio, lui lasciatelo stare perché dovrebbe fare un lungo tragitto e poi tornare, quindi è meglio che mi diate voi un passaggio fin lì. Tu vai in quella direzione?

Yogi: Sì, Madre, sì.

Shri Mataji: Bene, ora qual è l’altra cosa?

Yogi: Madre, Lei come si comporta con i politici?

Shri Mataji: Non chiedetemelo (ride). Prendete uno spillo e bucate il loro ego (risate).

Parlate con loro e chiedete: “Che cosa avete conseguito?”. Vedete, sono per lo più persone mediocri, sono dei mediocri. Non sono intelligenti, brillanti, sapete, ma mediocri. Completamente. Tormentati dai desideri che ha la gente, da quel che si deve avere, per cui se qualcuno ha una macchina, anche voi dovete averne una. Se qualcuno ha una certa cosa, anche voi dovete averla. Cose di questo genere. Sono persone di livello infimo. Di cosa si può parlare con loro? Noi non possiamo abbassarci al loro livello. Dimenticateli.

Un giorno anche loro verranno in Sahaja Yoga perché non è facile reggere la pressione della politica. Un livello infimo. Credo che gli individui del livello più basso entrino in politica e si diano alla politica, poiché pensano di non avere nessun rilievo nella vita, di essere inutili, così credono che quello sia il posto migliore dove andare a mostrare il proprio valore. Vi dico che ci vanno le persone più squallide. E quelle per bene non emergeranno mai.

Voglio dire che ho sentito i vostri politici, non ho una grande opinione di loro. Di nessuno di loro. Racconteranno soltanto barzellette su come si svolgono le feste della regina e cose del genere, sapete. Niente di serio. Credo che non vi sia alcun legame tra loro e la realtà. Non conoscono, penso non abbiano mai sperimentato ciò di cui parlano.

Anche i socialisti, che parlano di questo e quello, non hanno conosciuto la povertà. Non conoscono lo strazio della povertà.

Ne parlano solo per fare i propri affari, tutto qui.

Se chiedete loro di donare il proprio unico cappotto a qualcuno, lo faranno? Per essere socialisti occorre essere estremamente generosi e compassionevoli, ma loro non lo sono, nessuno di loro lo è.

È tutta una autoproclamazione, sapete, per avere più case, più cose, più di questo, più di quello; e poi che cosa fanno? Bevono. Cos’altro?

In casa ricevono i bhut. Li invitano, li nutrono. Per cosa hanno bisogno di soldi? È tutto orientato al denaro e assolutamente di basso, infimo livello. Sapete, se ascoltate le notizie, soprattutto in Inghilterra – non so cosa facciano negli altri paesi – la prima è che è in atto uno sciopero, poi che la sterlina è salita o scesa, oppure il dollaro è salito e sceso, o il prezzo dell’oro, oppure chiedono profitti più alti, chiedono maggiori percentuali.

Credo che stiano perdendo il conto, ne sono certa. Da come combattono, insomma, niente, non ha senso quello che fanno. Metà delle notizie è così. Il dieci, quindici per cento sciopera, e per cosa? Inoltre, qualsiasi somma di denaro possiedano, sono molto avari. Non spendono in nulla di sensato, al massimo spenderanno nel bere.

Non troverete nemmeno una bella tazza da tè da queste persone, nemmeno una.

Perché le vostre industrie vanno giù? Perché nessuno vuole più comprare nulla. L’unica cosa che avrà un incremento sarà lo whisky o qualcosa di simile. Non esistono rapporti culturali con loro. Orribile. Dimenticateli.

Ho incontrato alcuni dei vostri capi politici. Erano sorpresi che io fossi una persona felice. Piuttosto sorpresi. Loro invece sono infelici e rendono tutti infelici. Quelli che si dedicano alla politica sono per la maggior parte individui di bassissimo livello, di mentalità infima.

Sono inutili, dei buoni a nulla che vogliono mettersi in mostra, tutto qua. Secondo la mia opinione è così, non so. Quando si tratta di sacrificarsi, loro ne sono incapaci. Mettono tutti uno contro l’altro, compiono ogni genere di cose deplorevoli e approfittano.

E i sindacati: cosa fanno questi sindacati? Rovinano la vita e le idee di tutti. Perché non insegnano che non si dovrebbe bere? Che cosa hanno fatto di buono per la gente?

La prima cosa che dovrebbero fare è dire alla classe operaia di non bere. Chiudere tutti i pub.

Direi che Gandhiji è stato un politico vero. Lui fece di tutto per chiudere tutti i negozi di vino e altri alcolici in India, tutti. Poi bloccò l’acquisto di merci estere. Tutti dovevano indossare abiti tessuti a mano, filati a mano, che fossero ministri o altro.

Così un povero può indossare lo stesso abito che può indossare un ministro. Lui tentò di attuare qualsiasi cosa finalizzata al benessere.

Loro invece (i politici di oggi, ndt) non sono per niente interessati al vostro benessere perché non hanno nessun senso di cosa sia il benessere. I politici non valgono niente, sono dei buoni a nulla.

Devono essere illuminati. Ma quanti politici si dedicheranno a Sahaja Yoga? Riuscite a pensare anche ad uno solo?

Yogini: …

Shri Mataji: Come?

Yogini: Ho detto che ingannano la gente, Madre.

Shri Mataji: Come? Che cosa hai detto?

Yogi: Gente subdola, ingannevole.

Yogini: Ingannano la gente, Madre.

Shri Mataji: Non è questione di essere ingannevoli: è che mai neppure capiranno, non hanno l’intelligenza per capire che esiste qualcosa oltre che occorrerebbe ricercare.

A prescindere dall’inganno, sapete, alcuni magari sono anche onesti, ma non sono in grado di capire che occorre andare oltre tutto questo.

Quindi non si dedicheranno mai a Sahaja Yoga. Esso non è per queste persone. Non me ne viene in mente nessuno, nemmeno uno di loro che aderirà a Sahaja Yoga. Stavate dicendo che quel David… come si chiama?

Yogi e yogini: Steel.

Shri Mataji: David Steel aderirebbe… non credo. Perché dovrebbe entrare in Sahaja Yoga? In Sahaja Yoga non ci sono elezioni (risate). È un gioco, è un gioco. Sono persone di livello bassissimo, vi dico. Vorrei che potessero dedicarsi a Sahaja Yoga. Sahaja Yoga si sarebbe diffuso molto di più, indubbiamente, ma non lo faranno. È gente piuttosto difficile. Adesso dovremmo andare? Va bene?

Yogi: Madre, Vorrei chiederle…

Shri Mataji: Come?

Altro yogi: Le lascerò il tavolo.

Shri Mataji: Va bene, perché stasera avete un programma. Sì, che cos’è?

Yogi: [Parte non comprensibile in cui uno yogi parla con Shri Mataji in merito ad un luogo in cui avevano discusso di andare] … vorrei anche sapere quando, così da poter preparare, organizzare qualcosa quando ci andremo.

Shri Mataji: Non so, Gavin sa meglio di me quando posso andare. Ma è un paese caldo o freddo?

Yogini: Umido.

Yogi: Una via di mezzo. Una via di mezzo.

Shri Mataji: È un paese umido.

Yogini: È all’incirca uguale, è solo più umido, Madre. Uguale o di più.

Shri Mataji: Ma quando piove di più?

Yogini: D’estate. (Ridendo)

Altro yogi: Il periodo migliore per procurarsi una crema solare.

Shri Mataji: Non so, potete valutare voi [Yogi: “Sì”] e farmi sapere.

Lo faremo quando dite voi, però chiedete a Gavin quando sono libera, io non lo so. Posso farlo per due, tre o quattro giorni, per me è uguale. Solo che non dovrebbe essere qualcosa per cui io vada fin lì e non si possa concludere nulla, capite. [Yogi: “Sì”]

Ah, come stai? Esther? State tornando a casa?

Yogini: No, adesso ci tratterremo a Londra per qualche settimana.

Shri Mataji: Davvero?

Yogini: Sì.

Shri Mataji: Perché? Che cosa è successo?

Yogini: Beh, il lavoro a Derby è finito e in ottobre David comincia un lavoro a Brighton [Shri Mataji: “Quando?”], a ottobre, il primo di ottobre. [Shri Mataji: “Capisco”.] Così passiamo qualche settimana a Londra.

Shri Mataji: Così adesso vi state godendo le vostre vacanze.

Yogini: Sì, grazie.

Shri Mataji: Vieni a Ginevra con me! Per un programma. Cosa farai in vacanza? È questa la vacanza migliore che puoi fare. Eh? Puoi venire, perché io vado a Basilea, lui ha una casa e possiamo stare tutti là. Se hai altri piani puoi dirlo, però sarebbe una buona idea.

Yogini: Va bene, Madre. Volevo darle questo quando Anupama[17] non fosse stata presente. È il regalo che (Anupama) Le aveva offerto, ma era rimasto per sbaglio nel Derbyshire, così lo abbiamo tenuto noi.

Shri Mataji: Anupama?

Yogini: Sì, ricorda che glielo diede in Derbyshire, ed era stato lasciato a casa mia.

Shri Mataji: Oh, capisco, è bellissimo. Non so dove l’abbia preso. E Kalpana mi ha chiesto di ringraziarvi davvero tanto per tutto quel che avete fatto e tutto il resto, sapete. [Yogini: “Grazie”] Mi ha chiesto mille e una volta di dirvelo.

Dunque, ora siete qui a Londra e va bene, ma se potessi venire sarebbe una buona idea. Gavin, ho qui il mio passaporto, devo dartelo?

Gavin: Oh sì, per favore.

Shri Mataji: Posso avere questo? Tu hai un bell’aspetto, tocchiamo legno (in italiano: “tocchiamo ferro”. In realtà Shri Mataji tocca la Sua testa[18], ndt). Come stai?

Yogini: Bene, grazie, Madre.

Shri Mataji: Molto meglio.

Yogini: Sì, molto meglio.

Shri Mataji: Molto meglio adesso.

Guardate le dimensioni! (Del passaporto, ndt. Shri Mataji ride). Deve essere sigillato così, è quel che mi hanno detto, non so perché ma deve essere così. Ne avevo un altro ma serve questo. Non so perché lo facciano in questo modo ma lo hanno così. Quindi ora andrò in Svizzera e in Germania? Eh?

Gavin: Sì, mi occuperò anche delle pratiche per chiedere anche un visto per la Francia, se desidera andare da Genevieve.

Shri Mataji: Francia?

Gavin: Genevieve in effetti vive in Francia.

Shri Mataji: Quindi andrò da lei?

Yogi: Loro suggeriscono di celebrare un puja a casa sua, Madre.

Shri Mataji: Come?

Gavin: Se per Lei è comodo [Shri Mataji: “Che cosa?”] suggeriscono di fare un puja a casa sua (di Genevieve). Così in quel caso ci sarebbero meno discussioni su dove farlo (forse un eventuale puja) a Ginevra. (Risate)

Shri Mataji: Però dovrebbe essere da qualche parte in Svizzera. Infatti, vedete, in Francia abbiamo già fatto il puja. Io posso andare a casa sua (di Genevieve), è un’altra questione, ma quel che sto dicendo è che ho già fatto un puja lì e queste persone, gli svizzeri, ne hanno necessità.

Dunque, a che ora c’è il programma? Alle sette?

Gavin: L’abbiamo pubblicizzato per le sei e mezza, Madre.

Shri Mataji: Va bene, allora sarò lì alle sette. Voi iniziate. Ora quello cos’è?

Yogini: Questo è il quadro fatto per Lei da uno dei ragazzi di Derby e che è stato dimenticato.

Shri Mataji: Sì, sì, me lo stavo chiedendo.

Yogini: Forse desidera averlo.

Shri Mataji: Sì.

Yogini: E questo.

Shri Mataji: Lui ha fatto un buon lavoro. (Però) non ci ha scritto il suo nome.

Yogini: Si chiamava John.

Shri Mataji: Lo ha scritto?

Yogini: Sì, penso di sì. E questo è venuto con Lei, Madre.

Shri Mataji: Cos’è quello?

Yogini: È venuto con Lei. [Shri Mataji scherza e ride con la yogini. Shri Mataji: “Questo è il colmo”]

Shri Mataji: Tenetelo qui.

Yogini: Questi sono i supporti dei piatti blu cobalto e oro, da Hampstead.

Shri Mataji: Sì, sì.

Yogini: Ci sono questi supporti…

Shri Mataji: Per cosa? Per appoggiarci sopra i piatti?

Yogini: Per appoggiarci sopra i piatti. Avevo dimenticato di darglieli.

Shri Mataji: Però volevo avere il nome esatto, perché a mio marito sono piaciuti moltissimo [Yogini: “Sì”] e ha detto che potrei comprarne uno ogni mese, o qualcosa del genere, se riesci a trovare questo.

Yogini: Oh, troverò il biglietto.

Shri Mataji: Trovalo [Yogini: “Sì, posso trovarlo”], è bellissimo. Li fanno loro?

Yogini: Beh, loro li vendono con il supporto.

Shri Mataji: Davvero? Ci si può mettere anche la tazza? No. Questa è la tazza, che si può mettere… Bello. Bellissimo, bellissimo. Grazie.

Yogini: Molte grazie a Lei, Madre.

Shri Mataji: Quello è il tipo di lavorazione che ho visto a Buckingham Palace. Hanno quel tipo.

Yogini: E c’è – anche se non vorrei darglielo adesso – anche questo, che è venuto con la famiglia.

Shri Mataji: Cos’è?

Yogini: Penso appartenga alla Sua famiglia.

Shri Mataji: Alla mia famiglia?

Yogini: È un asciugamano.

Shri Mataji: Quale famiglia? Quando lo troviamo (probabilmente l’asciugamano, ndt) (Shri Mataji ride), non importa a quale famiglia appartenga (Ride e scherza con la yogini) Ah. Bene.

Yogini: David voleva offrirle questo (un mazzo di fiori).

Shri Mataji: Grazie, grazie. Grazie mille. Molto gentile da parte vostra. Così, bene adesso, allora per quattro o cinque settimane siete in vacanza? Bene, vero? Siete contenti?

Yogini: Oh sì, molto contenti, Madre. Va bene per lui perché ha lavorato moltissimo. Lavorava tutta la notte.

Shri Mataji: Baap re (Oh mio Dio!)! È dimagrito molto. [Yogini: “Sì”] È tremendo questo lavoro. Ma tutti i medici devono fare così?

Yogi (David Spiro): Negli ospedali in cui sono, Madre, finché non si diventa primari si deve lavorare la notte in alcuni di essi (Non chiaro).

Shri Mataji: Mi pare esagerato. Credo che siano aumentati ora.

Yogi (David Spiro): In realtà non c’è abbastanza personale, deve essere questo il motivo, infatti devono lavorare troppo. Non è un sistema equilibrato.

Shri Mataji: Inoltre ritengo abbiano troppe cose da scrivere, troppo da scrivere.

Adesso qualcuno potrebbe prendere questi (fiori e regali)? Può prenderli Patricia. Bene. Andrò un attimo in bagno, poi andrò via.

Che Dio vi benedica tutti. Spero di vedervi questa sera (per il programma) e siate bravi.

Quindi Hari, informati su questo lavoro, d’accordo? E sistema tutto [Yogi: “Sì”].

Cos’è quello? Oh. Come sta Roxanna, meglio adesso?

Yogi: Sì, Madre. Ha scritto una lettera molto forte a mia madre.

Yogini: Sì, Madre, ho detto a mia madre ciò che ha detto Lei […] … verrà in Sahaja Yoga. E le ho detto che deve smetterla con la politica perché la politica è spazzatura e fa più…

Shri Mataji: Credo che questo sia uno dei motivi per cui hai sempre un blocco [Yogini: “Sì, sì”]: oltre allo Swadishthana sinistro, c’è sempre il cuore, qui (indica il cuore sinistro, ndt). [Yogini: “Sì”]. Stai meglio ora, col cuore?

Yogini: Grazie, Madre…. (Non udibile) …e ho messo la lettera di fronte alla Sua fotografia.

Shri Mataji (ridendo): Spero che lei capirà. Quelle sono tutte persone inutili, sapete, non c’è alcun motivo di seguirle, cosa c’è da seguire? È assurdo. Non so cosa pensi lei.

Yogini: Le ho ricordato di curarsi l’artrite e ho detto che le stava tornando perché ha smesso e non crede in Sahaja Yoga (frase non del tutto chiara, ndt)

Shri Mataji: Le sta tornando l’artrite?

Yogini: Sì…

Yogi: Lei fa il pediluvio ogni giorno e medita davanti alla Sua foto tutti i giorni, ma non riesce a instaurare realmente la connessione. Pensa che con i nostri mezzi non possiamo davvero cambiare il mondo, e quindi continua così.

Shri Mataji: Allora sarà lei che cambierà il mondo intero, la pensa così?

Yogini: Le ho detto che la politica non salverà il mondo. L’unico rimedio è Sahaja Yoga, è l’unico modo ora. Le ho detto che l’unico modo, se si vuole cambiare …

Shri Mataji: Non capirà. Non capirà… Occorre avere cervello, ve l’ho detto, ma loro non sono abbastanza intelligenti per capirlo. Per loro la salvezza significa soltanto l’avvento del socialismo. Che vadano nei paesi socialisti e se ne accorgeranno. Questa è l’unica risposta per tutte queste persone, vi dico.

Sì, Christine? Cos’è?

Yogini: È una lettera.

Shri Mataji: Come?

Yogini: È una lettera.

Shri Mataji: Oh, grazie. Ora, quanto al fatto che volete fare qualcosa di più? Che cosa?

Yogini: Qualunque cosa Lei dica, Madre, lo faremo.

Shri Mataji: Mercoledì forse sono libera, telefonami, va bene? Domani può darsi che non sia tanto libera, forse in giornata. Telefonami, d’accordo? E porta anche lui dato che voleva incontrarmi, – anche Brian – e ne parleremo meglio. Chi altro voleva vedermi? Tu? [Yogini: “Sì”]

Va bene, telefonami domattina e sarò in grado di dirti esattamente qual è la situazione. Hm?

Yogini: Grazie.

[Shri Mataji si alza per andare via conversando nel frattempo con gli yogi, dopodiché esce. L’audio non è molto chiaro:]

Shri Mataji: Il puja di ieri è stato veramente bello. Avete ricevuto (le nostre?) straordinarie vibrazioni. Le vibrazioni e ogni cosa erano davvero molto gioiose.

Alcuni yogi: Davvero bellissimo.

Shri Mataji: Come?

Yogi: È stato un puja meraviglioso.

Shri Mataji: Sì.

Altro yogi: Davvero bellissimo.

Yogi: Si ricorda, Madre? Quando all’inizio Lei si è avvicinata al fuoco e noi lo abbiamo acceso, il vento è arrivato fortissimo, un vento così forte, sorprendente (Shri Mataji ride).

Shri Mataji: È stato il lavoro dell’India, per vedere fino a che punto voi riuscirete a conseguirlo[19].

(A lato alla persona che la aiuta ad uscire) Grazie.

 

Che Dio vi benedica.

[Fine della registrazione video]


[1] Questo discorso è stato tenuto il giorno successivo il puja a Shri Krishna del 1982.

[2] Ciotola.

[3] In italiano, all’incirca “Età dell’Oro Internazionale”.

[4] Una quinta colonna è una organizzazione a carattere militare (più o meno informale) che opera clandestinamente all’interno di una nazione o città per favorire l’invasore o il nemico. Sebbene le sue origini appartengano all’ambito militare, l’espressione si è diffusa in contesti più vasti, compreso quello politico.

[5]  Allusione ironica alle sigle dei vari titoli di studio. MAD potrebbe riferirsi al titolo di laurea magistrale (però significa anche “matto”). Poi PIG significa “maiale” e FROG “rana”.

[6] Maharishi Mahesh yogi, fondatore di meditazione trascendentale.

[7] Sue Arnold: giornalista britannica che scrive o ha scritto per The Observer e The Guardian.

[8] La Unity Church (alla lettera “Chiesa di Unità”), informalmente chiamata anche semplicemente Unity, è una chiesa di orientamento cristiano all’interno del più vasto movimento del New Thought, o trascendentalismo americano. La chiesa è stata fondata nel 1889 da Charles Fillmore e Myrtle Fillmore a Kansas City, nel Missouri, e ha oggi la sua sede centrale a Unity Village, sempre nel Missouri.

[9] All’epoca di questo discorso (1982) il Presidente degli Stati Uniti era Ronald Reagan. Il precedente era Jimmy Carter.

[10] La Chiesa Avventista del Settimo Giorno.

[11] Gioco di parole intraducibile, presente anche in altri punti di questo discorso. Shri Mataji appare qui prendersi gioco delle sigle che denotano posizioni elevate o alti livelli di istruzione (ad es. PhD, BA, MA) pronunciando, come se fossero acronimi di titoli accademici, le parole F.R.O.G. e P.I.G., che, in realtà, sono termini inglesi che significano “rana” e “maiale”. In pratica qui la frase significa che le nostre “vere” credenziali agli occhi dei mass media o del mondo esterno sono i presunti titoli “mondani” quali avvocato, dottore, ecc. in quanto sono quelli che impressioneranno favorevolmente questi destinatari, i quali non sono ancora in grado di comprendere le reali credenziali che sono lo status spirituale di Sahaja Yogi.

[12] Nome di una delle nipoti di Shri Mataji, all’epoca una bambina.

[13] Le linee temporanee o linee di prateria, note anche con l’espressione inglese ley line, sono allineamenti tra punti geografici di interesse spirituale, ad esempio locazioni di siti religiosi, megaliti, elementi naturali prominenti del paesaggio come valli e rilievi, siti archeologici, e simili. Esiste una convinzione pseudoscientifica che tali allineamenti non siano casuali e siano collegati a ipotetici poteri soprannaturali.

[14] Località di Londra sede di un ashram di Sahaja Yoga.

[15] Località di Londra dove si trovava una delle abitazioni di Shri Mataji.

[16] Capitolo 2, verso 47 della Bhagavad Gita: “Karmanye Vadhikaraste, Ma phaleshou kada chana, Ma Karma Phala Hetur Bhurmatey Sangostva Akarmani”: “tu hai il diritto di eseguire i tuoi doveri ma non hai il diritto di ricevere i frutti delle tue azioni. Non considerarti mai la causa dei risultati delle tue attività, ma non essere nemmeno attaccato all’inazione”.

[17] Nome di una delle nipoti di Shri Mataji.

[18] “Il dubbio si sviluppa attraverso il medha – è la parte piatta qui, vedete – può diventare una parte piatta molto ampia. Oggi, per esempio, ho visto una signora che diceva: “Tocchiamo legno”! Vedete, toccare legno significa toccare questo legno (Shri Mataji tocca il Suo Ekadasha Rudra). Toccare legno significa che non dovrebbe esserci più legno qui. Si può anche dire: toccare pietra. Se dite qualcosa come per vantarvi, potete dire: “No, no, tocchiamo legno. Non è questo che intendo dire”. La gente ne è assolutamente consapevole, lo dice inconsciamente, ma è assolutamente consapevole di non dire qualcosa che potrebbe dare, in qualche modo, l’impressione di una natura vanagloriosa, o di vantarsi, di qualcosa di grosso che poi potrebbe andare a finir male. Allora dice: “Tocca legno”. È questo il legno, intendono questo Ekadasha”. (Ekadasha Rudra Puja, 1983)

[19] Il giorno precedente era stato celebrato il puja a Shri Krishna – Shri Yogeshwara del 1982. In quel giorno ricorreva anche l’anniversario dell’indipendenza dell’India.