Programma Pubblico, Questo è il Tempo della Resurrezione

(Caxton Hall)


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S H R I  M A T A J I  N I R M A L A  D E V I

 Questo è il Tempo della Resurrezione

/ Il disastro o la necessità di una soluzione

 Programma Pubblico

Caxton Hall, Londra (UK), 16 Agosto 1982


Di questi tempi, quando si legge il giornale, quando si incontra qualcuno, si ha la sensazione che tutti siano in attesa di un disastro o di una qualche soluzione che debba arrivare. Anche questa sensazione che proviamo è qualcosa di decisamente innato, qualcosa che proviene dal nostro inconscio, poiché la situazione che vediamo intorno appare alquanto pericolosa. Non è che siamo turbati dai problemi finanziari o da altri problemi di tipo terreno che abbiamo avuto, ma ciò che sconcerta la gente è il fatto che gli esseri umani siano diventati proprio simili ad automi.

Corrono come folli, corrono dalla mattina alla sera, non hanno tempo gli uni per gli altri. A volte manca la sensibilità per comprendersi a vicenda, come se stessimo diventando tutti insensibili ai problemi reciproci. Oltre a questo, le persone intelligenti ed amorevoli hanno la sensazione che chi è al timone degli affari pubblici non si senta responsabile dell’umanità in genere. Inoltre, povertà ed altri problemi materiali continuano ad assillarci moltissimo. Da un lato l’opulenza, dall’altro la povertà. Da un lato l’approccio scientifico alla vita, dall’altro le creazioni della scienza quali la bomba atomica.

Tutto questo suscita nella nostra mente una sorta di confusione. Tutti sembrano confusi, non sanno se ciò che fanno è giusto o errato, se stanno percorrendo il sentiero giusto oppure quello sbagliato. A volte ci si sente molto frustrati, disgustati, e non capiamo per quale motivo ci troviamo su questa terra.

La prima impressione che si ricava, visitando questo mondo dall’esterno, è quella di una gran confusione. La gente è del tutto confusa ed anche molto insicura, estremamente insicura. Se notate, i ricchi sono insicuri a causa del troppo denaro, mentre i poveri sono insicuri perché non ne hanno. Insicurezze di ogni tipo generano un mondo di immane confusione.

Vediamo ora in che modo siamo stati creati come ameba (e fatti evolvere) fino allo stadio attuale. Siamo diventati esseri umani senza rendercene conto. A questo punto, dobbiamo evolvere maggiormente per acquisire qualcosa di più elevato, per uscire da questa confusione, oppure dobbiamo essere distrutti con questa confusione nella nostra mente?

Tuttavia, in un certo senso, questa confusione è importante. Se non ci fosse confusione, non cercheremmo una soluzione; ecco perché si ha la sensazione che debba arrivare una qualche soluzione. Siamo confusi perché non abbiamo valori assoluti, non abbiamo la percezione dei valori assoluti. Qualcuno sostiene che sia un’ottima idea essere onesti, ma scopriamo che non è così, che essere molto onesti non paga. Alcuni dicono che essere dedicati, devoti e leali sia la politica migliore, invece no, non funziona così.

Ma deve pur esserci qualcosa che stabilisca se abbiamo torto o ragione. Questo è ciò che pensiamo. Deve essere così. Dopo tutto, questa intera creazione è stata creata con tanto amore e cura, con tanta delicatezza. Se siete un medico, noterete il modo meraviglioso in cui siete fatti internamente, il modo splendido in cui ogni nervo si è sviluppato diventando una cellula sensibile, il modo in cui è stato creato l’intero corpo, l’accuratezza con la quale sono stati creati gli occhi. Al mondo si vedono macchine fotografiche di ogni tipo create dall’uomo, ma nessuna può essere paragonata ai nostri occhi. Questo straordinario meccanismo è stato creato in noi con estrema cura, scartandone molti altri.

L’uomo, la grande personalità umana, ha fatto la sua comparsa dopo che molti altri organismi erano usciti dal ciclo evolutivo. E per quale motivo? Per essere confuso? Per essere turbato? Per essere insicuro? Com’è possibile? Non è vero, non può essere. Dopo tutto, perché siamo esseri umani? Dio ci ha creati con uno scopo, è indubbio, esiste uno scopo se ci è stato dato un corpo di questo tipo, questo corpo eretto. Esiste uno scopo in ogni cosa che abbiamo oggi come esseri umani; anche nella confusione, come ho detto.

Il tempo attuale è quello della ricerca. Migliaia di persone stanno ricercando, sono stanche di tutto ciò che hanno fatto, ne sono stufe. Non stanno cercando per una moda. Molti pensano che lo facciano per seguire una moda, che siano una razza persa e così via. Non è vero, non sono mai esistiti tanti ricercatori come al giorno d’oggi; e stanno ricercando. Magari non sanno che cosa stiano cercando, ma non sono soddisfatti della loro situazione e cercano qualcosa di più elevato. E questo qualcosa di più elevato è l’assoluto, l’assoluto. Ora, se questo qualcosa di più elevato è l’assoluto, ogni cosa deve essere in relazione ad esso. Assoluto significa che ogni altra cosa è collegata ad esso. Se qui, ad esempio, avete un metro ma dite che misura cinque metri, significa che è cinque volte la barra d’oro conservata a Parigi[1] che è considerata un metro. Ogni cosa deve essere ricondotta a questo parametro assoluto, e questo rapporto stabilisce poi il rapporto con tutti gli altri.

Ad esempio, per quando riguarda l’aspetto religioso, se notate, si sono avvicendate tantissime religioni. Abbiamo avuto l’ebraismo, il cristianesimo, l’induismo, il sikhismo, il buddismo, il giainismo, l’Islam: tutte queste religioni devono essere in relazione con l’assoluto. Noi dobbiamo scoprire quanti metri ne dista ciascuna di esse, in che posizione si trova in relazione all’assoluto.

Non può trattarsi semplicemente di qualcosa di cui dire: “Oh, noi abbiamo ottenuto l’assoluto, Madre, siamo anime realizzate, siamo nati due volte”. Come fate a dirlo? “Perché vedo una luce nella mia testa”. Che significa? Non è una cosa assoluta, quando vedete una luce come se esistesse davvero. Anche quando perdete i sensi, potreste vedere una piccola luce che va in corto circuito.

Oppure, altri potrebbero dire: “Sì, io ho la conoscenza”. Come? Che vuol dire? “Perché non penso più, Madre”. Ho detto: “Devi essere ubriaco”. Ciò che ricerchiamo deve essere in relazione con ogni altra cosa, altrimenti non costituirà una soluzione. Per scoprire il valore assoluto di qualcosa, deve essere evidente che non esiste nient’altro, che quella è l’unica possibilità, la sola, l’unica. Non può avere eguali. Alcuni saltano per strada dicendo di aver trovato l’assoluto. Allora perché saltano? Se si tratta di un processo evolutivo, questo assoluto deve essere qualcosa che entri a far parte della vostra consapevolezza. Nel corso della nostra evoluzione, qualsiasi cosa abbiamo ottenuto è entrata a far parte della nostra consapevolezza. Ciò significa che questo dovrebbe diventare parte integrante, fondamentale della nostra consapevolezza. Così come io posso vedere voi, così come io posso vedervi, allo stesso modo voi dovreste essere in grado di vedere; e, attraverso questa luce, dovremmo essere in grado di spiegare ogni cosa.

Se, ad esempio, questa stanza è al buio ed io non posso vedervi, non so chi è seduto e dove, non conosco la posizione di ciascuno. Quando però arriva la luce, immediatamente sapete che un certo signore è il terzo della fila o che un altro è quinto. Oltre a questo sapete che aspetto e fisionomia ha.

Se c’è luce, si può vedere qualunque cosa visibile con gli occhi. Ma questa luce non è sufficiente, poiché ce l’abbiamo già tutti e non aggiunge niente alla nostra consapevolezza. Invece, noi dobbiamo pensare ad una luce che ci dia un’idea completa della relazione tra noi e il nostro Creatore.

Qual è il rapporto fra tutti coloro i quali sono venuti sulla terra per parlarci di questa relazione? Qual è il rapporto che gli esseri umani hanno gli uni con gli altri, con Paesi diversi, persone diverse, facce diverse, razze e fedi diverse? Qual è il rapporto fra l’uomo e la natura? Qual è la relazione fra l’uomo e tutti gli elementi che lo circondano? Qui brancoliamo proprio nel buio. Non sappiamo se abbiamo una qualsiasi connessione con il sole. Esso ci dà luce, ma noi? Abbiamo un qualche controllo sul sole, noi, oppure no? Esiste qualche sottile connessione tra lui e noi, oppure no? Tutte queste connessioni devono essere mostrate con scoperte assolute, altrimenti tutto questo non è assoluto.

Non dovremmo accontentarci di qualcosa di così a buon mercato da poter essere acquistato con il denaro. È una cosa di scarso valore – ritengo sia di infimo valore – ed è molto facile acquistare qualcosa con il denaro. Magari qualcuno dirà di non avere denaro, ma non è questo il punto, perché chi lo ha può acquistarla. Ma questo deve essere qualcosa che non può essere comprato dal denaro. La gente non lo capisce. Quando mi recai in America per la prima volta, mi dissero: “Madre, come può dire di non poter ricevere denaro per questo?”. Insomma, pensate che assurdità. Era così assurdo che non riuscivano a capirlo. Non potete pagare per questo. Non potete neppure manovrarlo e dirigerlo, perché se fosse possibile si tratterebbe di qualcosa creato dall’uomo.

Deve essere qualcosa di naturale, spontaneo, vivente, poiché l’uomo non può creare niente di vivente. Diversamente non dovreste interessarvene. Dovreste dire: “Non mi interessa, non m’importa”, è così che dovrebbe essere. Ma noi ci accontentiamo di qualcosa che sia accessibile con grande facilità, che si possa pagare; oppure pensiamo di ottenere (l’illuminazione) stando a testa in giù. Ho chiesto ad un signore che aveva l’abitudine di stare a testa in giù ogni giorno: “Perché lo fai?”. Ha risposto: “Sto cercando Dio”. Ed io: “Cosa ti fa pensare che stando sulla testa raggiungerai Dio?”. Risposta: “Perché nessun animale lo fa, quindi, per essere superiore, ho pensato che l’idea migliore fosse stare sulla testa”. Ma non è possibile, pensateci, un’acrobazia fisica possono eseguirla in molti. Al circo fanno di tutto, se guardate come saltano sui loro cavalli è sorprendente, non è facile da fare. Apprendono tecniche di ogni genere con le quali possono saltare su un cavallo, possono camminare su un sottile filo di metallo, possono fare di tutto. Ma vi pare sia qualcosa di divino?

Questo assoluto deve essere qualcosa di spontaneo, di vivente, dovrebbe entrare a far parte della nostra consapevolezza, deve esprimersi nella nostra consapevolezza. E quando parliamo di consapevolezza, dobbiamo renderci conto che non abbiamo capito neppure la consapevolezza umana. La differenza tra noi e gli animali è enorme, enorme. Essi non comprendono moltissime cose. Non comprendono la bellezza, non capiscono le assicurazioni, non capiscono molte di queste fissazioni che abbiamo accumulato. Non capiscono molte cose strane che noi abbiamo fatto. Gli esseri umani hanno la capacità di canalizzare la natura per i propri scopi, di usare la natura per i propri scopi, e questo gli animali non possono farlo. Nonostante tutto ciò ci sentiamo tanto impotenti, indifesi e separati. Tuttavia, se questa creazione ha qualche significato, questa luce deve arrivare, deve funzionare, deve agire.

Ma ora, come vi è già stato spiegato, la Kundalini, questo strumento dentro di voi, è già lì, in attesa. Il tempo è giunto, è stata raggiunta la maturità perché otteniate la realizzazione. È in virtù di questa maturità della mente umana che voi state ricercando; infatti, ormai siete così maturi da non poterne fare a meno. Da bambini, ad esempio, non si comprendono molte cose, ma poi si cresce. Si cresce fino ad un punto, ad un punto, diciamo, nel quale si capisce cos’è il matrimonio e così si desidera sposarsi. Poi si arriva ad un punto in cui si vuole avere una casa e si cerca di procurarsi una casa.

Ma questa maturità che sta subentrando in noi è estremamente sottile, ha molte sfaccettature, comprende molti aspetti della vita, direi tutti. Non è solo uno l’aspetto che maturerà. Da un albero che cresce, non spunteranno soltanto poche foglie; non crescerà soltanto qualche nuovo ramo; non si vedranno soltanto molti fiori: il fatto è che ormai i fiori sono così maturi che devono diventare frutti.

Questa maturità si è fatta strada in noi attraverso i nostri tentativi e i nostri errori, proprio dai nostri. Sono gli esseri umani a farlo. Gli animali hanno fatto lo stesso per la loro evoluzione; ed anche gli esseri umani hanno seguito questo percorso fatto di tentativi ed errori, commettendo sbagli, cercando di correggerli, riprovandoci e sbagliando ancora. È così che ora siamo maturati, che abbiamo raggiunto la fase in cui capiamo la bellezza dell’equilibrio nella vita.

Stiamo cercando di stabilizzarci e l’insicurezza agisce; essa elabora un metodo negativo, certo, ma è una sfida, una sfida alla vostra maturità, (per vedere) se siete maturi o no, se la vostra ricerca è autentica o no. La maturità può essere giudicata solo quando siete sul punto di diventare il frutto. Dovete diventare il frutto, dovete diventare lo Spirito, dovete essere lo Spirito. Dovete rinascere.

Ma molti lo hanno detto, molti affermano questo. Dicono di essere già rinati. Ma qual è la differenza? La differenza sta nel fatto che (chi è davvero rinato) è dotato di una consapevolezza collettiva, è diventato così; è un divenire, non si tratta semplicemente di parlarne, di dirlo. È un divenire. Invece, l’altro si limita a credere (ciecamente di essere rinato, ndt): “Io ci credo”. Ma chi è questo io che ci crede?

Chi crede è l’io che non conosce se stesso. Qualsiasi fede, a meno che non sia entrata a far parte della vostra consapevolezza, non è la fede autentica. “Io credo in Dio”: molte persone parlano come se stessero facendo un favore a Dio credendo in Lui. Che cosa significa: “Credo in Dio”? D’accordo, starete conducendo una vita equilibrata, va bene. Ma se ci si limita a credere… qualcuno potrebbe chiedere: “Perché? Perché credere in Dio? Perché avere equilibrio, che bisogno c’è di condurre una vita cosiddetta “retta”, assoggettandosi a queste idee? Perché?”.

Si può fare una domanda di questo tipo e molti la fanno. Voi dovete essere in equilibrio se dovete ascendere. Ma, a causa di questa confusione, non ci si può aspettare una vita molto equilibrata, poiché sembrano tutti brancolare nel buio. Perciò non si riesce a credere che la gente sia del tutto equilibrata, non si riesce proprio a pensare in quel modo, sarebbe sbagliato. Occorre dunque avere un equilibrio e realizzare un’ascesa. Per darsi equilibrio si è sperimentata una miriade di cose; per migliaia di anni si è parlato di religione, di sostegno (dharma, ndt), dei Dieci Comandamenti, di tutto, ma niente ha funzionato con gli esseri umani.

Tutti hanno deragliato dal proprio equilibrio. Così, ora deve esserci un metodo che vi dia automaticamente un equilibrio così come anche una buona ascesa e un felice atterraggio nel regno di Dio. Deve avvenire questo. Ora, interiormente siete tutti fatti in questo modo, è un dato di fatto. Ma, lo ripeto, non dovete avere quel tipo di fede (cieca, ndt) in me, né in ciò che diciamo, poiché sarebbe ancora: “Io credo in Mataji”. Ce ne sono molti che si limitano a questo. Voi dovete avere fede in voi stessi, nel vostro Spirito, sperimentandolo. È una cosa dinamica che deve accadere dentro di voi, una cosa straordinaria.

Non ha niente a che vedere con qualche vostra convinzione mentale per cui oggi siamo comunisti, domani siamo capitalisti e fra tre giorni siamo qualcos’altro. È qualcosa che deve divenire, lo ripeto, divenire e ancora divenire. E questo divenire è ora. È giunto il momento. Questo è il tempo della resurrezione. Questo è l’ultimo giudizio, che ci crediate o no. Non ci sarà un altro tempo per questo. Questo è il modo in cui saremo giudicati, in base alla nostra maturità, al nostro equilibrio, alla nostra capacità.

Molti intervengono ai nostri incontri. Che siano pochi o molti ad ottenere la realizzazione non fa differenza per me, per qualcuno o per Sahaja Yoga o per voi, perché se ci sono semi germogliati che vanno sprecati, vanno sprecati come se non fossero germogliati. Non crescono. Sono proprio come qualsiasi altro seme che non sia stato toccato dal Divino. Anche se ottenete la realizzazione – che ora è alquanto facile da ottenere, la gente è pronta per ottenerla, dato che il Divino è ansioso, il vostro Creatore è ansioso di manifestarsi – stabilizzarsi come anima realizzata è difficile. Devo dirvi fin dall’inizio che, se dovete maturare (in Sahaja Yoga), dovete comprendere voi stessi. Dovete avere autostima. Se siete qui soltanto per una specie di shopping, dicendo: “Bene, sentiamo un po’ che cosa dice anche Madre”, non funzionerà. Soltanto se siete persone di quel calibro potete ascendere. Non vi occorre altro.

Potete essere primi ministri, regine oppure cameriere, non fa differenza per il Divino. Potete essere socialisti, comunisti o capitalisti, non fa differenza. Potete essere di un colore o di un altro, non c’è differenza. Però dovete avere quel calibro di autentico ricercatore abbastanza intelligente da rendersi conto che non è venuto su questa terra soltanto per essere sprecato. Se costruite molti strumenti e vanno sprecati, se non sono collegati alla centrale di energia, non servono a nulla, hanno connessioni molto allentate. Dio dirà: “Cancella tutti, ferma questa fabbrica, non ha scopo avere altre creazioni”.

Soltanto chi è abbastanza maturo, chi ha autostima… vi sorprenderà, ma neppure l’età conta. Ho visto gente di ottant’anni che può essere molto stupida e persone molto giovani, anche bambini piccolissimi, che possono essere grandi. È la qualità interiore di una persona, la sua maturità che conta in Sahaja Yoga.

So che è piuttosto difficile capire perché, se è Sahaja, se la Kundalini ascende tanto facilmente in noi, ci voglia tempo prima di stabilizzarci. La ragione semplicissima è che noi non siamo semplici, non lo siamo, siamo molto complicati. Ci siamo complicati la vita con un’infinità di problemi.

Ora, il cancro è una malattia che non può essere spiegata dai medici, ma possiamo spiegarla in Sahaja Yoga. È causata dall’eccessiva attività del sistema nervoso simpatico. Se si riuscisse a calmare l’iperattività del sistema nervoso simpatico, si potrebbe curare il cancro. Ma chi va dagli spiritisti, chi va dai falsi guru, chi si dedica alla magia nera e ad altre attività di natura negativa, assorbendo spiriti e cose simili, è più incline, davvero più predisposto.

Se qualcuno ha per moglie o marito una persona pazza e lunatica ed ha rapporti con lei, può contrarre la sclerosi multipla. Sahaja Yoga può curare la sclerosi multipla. Se il centro che chiamiamo Muladhara chakra è colpito unitamente ad altri chakra, si può contrarre la sclerosi multipla.

Addentrandoci in aree sconosciute, abbiamo reso noi stessi davvero molto complicati. Inoltre, in campo scientifico siamo andati all’altro estremo, considerando la scienza una nostra creazione, e abbiamo creato problemi quali, ad esempio, la bomba atomica, che possiamo vedere chiaramente; ma non riusciamo a vedere ciò che abbiamo fatto a noi stessi. Non siamo persone semplici.

Cristo ha detto: “Dovete essere come fanciulli se volete entrare nel regno di Dio”. Ora ho scoperto che alcuni hanno pensato che, indossando abiti da primitivi, sarebbero diventati semplici come i primitivi. Ma non è così. I loro cervelli sono moderni: come possono diventare primitivi, con dei cervelli che pensano, pensano, pensano in continuazione? La combustione dei pensieri arde ogni minuto, ogni secondo, ogni frazione di secondo.

Ma neppure le persone primitive sono molto adatte all’ascesa. Anche questa è un’idea errata. Voi dovete arrivare ad un punto di equilibrio in cui abbiate superato i vostri condizionamenti e non vi siate addentrati nell’ego, e si tratta soltanto di uno spazio minuscolo. Se non siete troppo distanti dal centro, da una parte o dall’altra, va bene; ma se vi siete allontanati troppo dal centro, dovete esserci portati.

Tuttavia, a favore dei tempi moderni c’è il fatto che sulla terra sono nati grandi ricercatori. Certo, insieme alle altre persone sono diventati complicati, non si sono attenuti alla propria personalità, alla propria capacità di comprensione. Con le altre persone si sono complicati. Qualsiasi tendenza sia sopraggiunta, qualsiasi cosa si sia presentata l’hanno fatta. Fanno politica ed altro, oppure appartengono ad una certa fazione, o a questo o a quel culto, mentre altri sono diventati membri di associazioni di ogni genere. Non hanno mantenuto integra la propria personalità. Come ha detto Kabir Das: “Jai sekeet see jer a kadini jagaree” (?): “Poiché avevo questo chadur (stoffa, ndt) sul mio corpo, l’ho mantenuto così com’era”. Invece noi lo abbiamo rovinato, lo abbiamo reso complicato, schiavo di molte cose.

Abbiamo il grande vantaggio che siete nati voi, che siete, da secoli, grandi, grandissimi ricercatori. Questo è un enorme vantaggio ed è stata unicamente la vostra ricerca a portare Sahaja Yoga sulla terra. Uno svantaggio, però, è che in questi tempi moderni abbiamo reso noi stessi troppo complicati, forse a causa della confusione o, forse, a causa del nostro ego, a causa del quale abbiamo voluto provare qualsiasi cosa senza dare ascolto a nessuno: “Che c’è di male?”

Comunque sia, abbiamo complicato tutto. Non sappiamo neppure quali malattie stiano nascendo dentro di noi, quale sia la nostra condizione mentale. Non sappiamo che rapporto abbiamo con noi stessi, per questo siamo complicati. Quando la Kundalini ascende e ottenete la connessione con il Divino, lei risolve tutto, lo fa, lo farà senza alcun dubbio, ma voi dovete svilupparvi insieme a lei. Se non vi sviluppate con questa ascesa, allora, ancora una volta, questa flebile connessione che avete stabilito si interromperà.

Le radici, ad esempio, raggiungono la sorgente, ma l’albero deve crescere man mano che riceve il nutrimento, con intelligenza. Anche la radice deve svilupparsi ulteriormente. È così che vi stabilizzate realmente; ed io vi supplico davvero e vi chiedo, molto umilmente e con grande preoccupazione, per favore, di non avere diffidenza riguardo a voi stessi. Vi siete già creati un problema sentendovi in colpa grazie a questi orribili psicologi che ci hanno procurato queste idee. Non siate diffidenti.

Voi siete ricercatori di altissima qualità, senza dubbio, ma esistono complicazioni che possono essere risolte. Distaccatevi dal vostro essere, e rendetevi conto da soli che lo Spirito è il vostro essere. Non è lui ad essere complicato, bensì soltanto ciò che è esteriore, e ciò può essere corretto dalla Kundalini, dalla vostra energia spirituale. Ora potrete correggerlo, ne avrete il potere.

Sahaja Yoga è straordinario. Quanti si sono stabilizzati, oggi sono persone straordinarie, gioiscono di sé, sono molto felici, sono persone meravigliose, ed hanno relazioni bellissime.

Inoltre, sono molto felice e sorpresa di tutto ciò che ho in Inghilterra: non mi sarei aspettata tanto. Hanno compassione, non riescono a gustare il nettare della vita da soli e vogliono che vi uniate tutti a loro; sono qui per aiutarvi con molta umiltà, così come sono stati aiutati loro. È stato costruito poco a poco, ed ora sta a voi comprendere che tanti esseri umani che sono stati creati si perderanno se non entreranno nel Regno di Dio. È questo il solo scopo di Sahaja Yoga.

Come sapete, questo argomento è molto vasto, è una conoscenza molto vasta, infinita. Quando riceverete la realizzazione – spero la riceviate ora, oggi – e quando vi stabilizzerete, sarete sorpresi. Voi stessi diverrete l’archivio di ogni conoscenza, poiché diventate quella cosa sottile che dà la conoscenza. Raggiungete quell’assoluto che conferisce tutta la conoscenza. Sarete in grado di vedere cos’è conoscenza e cosa non lo è. Le vostre priorità muteranno all’istante, poiché avrete in voi quella luce.

Ma, come dico io, è un divenire, non posso dire semplicemente: “Bene, sei un’anima realizzata, d’accordo, dammi cinque sterline e vattene”. Non è quello il modo, devo dirvelo. Questa è la mia grande difficoltà: quella di dover far capire alla gente che non si può semplicemente affermare di essere diventati anime realizzate, non potete avere un certificato. È una cosa che dovrebbe accadervi, che dovrebbe appartenervi, grazie alla quale dovreste diventare in grado di guidare voi stessi, di riuscirci da soli; e dovrebbe essere il vostro stesso potere ad esprimere tutto ciò. Io non posso proprio dire: “Bene, è fatta, sei membro di Sahaja Yoga”, non è possibile. Devo dirvelo, dovreste capirlo, dopo tutto siete persone assennate. Non potete pretenderlo. Io non posso farlo neppure se piangete, deve accadere; e, dopo che è accaduto, non datelo per scontato. Prestate attenzione a questa cosa. Devo dirvi che ho visto gente che è arrivata, ha preso la realizzazione e si è persa; poi, dopo cinque anni, è ricomparsa completamente a pezzi e straziata, finita.

Questo è ciò che avete ricercato in tutte le vostre vite e deve essere conseguito. Io sono qui soltanto per darvi ciò che vi appartiene. In realtà, non devo nemmeno darvelo, in quanto è già dentro di voi. Magari una candela può accendere un’altra candela, tutto qui, come un catalizzatore. Perciò non permettete al vostro ego di saltar su: “Perché proprio tu, Madre?”. Devo dirvi che, fra tutte le cose, questo è un lavoro ingrato. Ma è un lavoro che devo fare. Non lo faccio per essere ringraziata, lo faccio perché devo farlo, è la mia natura. Non posso andare contro la mia natura. Non c’è assolutamente nessuna divergenza tra voi e me, in nessun modo. Io sono qui semplicemente per darvi ciò che avete. Non potete pagarmi, ma non dovreste sentirvi a disagio per questo. Voi non potete dominare me ed io non posso dominare voi. È una relazione come quella tra una candela, o una lampada, e la mano: esiste semplicemente per aiutarvi a trovare la vostra strada.

Spero, nonostante queste idee moderne, di essere in grado di darvi questa cosa strana, poiché la gente non riesce a comprendere. Mi ha stupito, non sapevo che fosse così, la gente non riesce a capire che si possa realizzare qualcosa senza denaro, che possa esistere qualcosa come l’amore fine a se stesso. Tutti amano per qualche scopo. Non possono capire una pazza come me che ama soltanto perché ama, perché non può farne a meno. La gente non crede in persone così, non riesce a concepire una cosa simile. Ma abbiamo tantissime persone, che ormai se ne sono andate, che hanno fatto questo per voi. Sebbene siano ormai passate alla storia, (i loro insegnamenti, ndt) non sono andati perduti. Potrebbe esistere qualcuno così; e forse tutti voi lo diventerete prestissimo. Questo deve accadere a tutti voi. Molte grazie.

Ora vorrei dedicare un po’ di tempo alle domande, ma non troppo. Mi hanno suggerito che, se la realizzazione è data in questo modo, se per qualche motivo per me è facile, la gente non le attribuisce il giusto valore, perciò dovrebbe essere data dopo due o tre incontri: a quel punto le darebbero maggiore importanza. Questo perché, secondo le persone che mi danno suggerimenti, loro capiscono gli esseri umani meglio di me. Se si dà la realizzazione, cominciano a vivere sospesi per aria, e non vogliono fare nulla al riguardo, finché veramente non toccano terra.

Nondimeno, io credo nella vostra ragionevolezza, nella vostra saggezza, nella vostra onestà nei confronti vostri e del vostro Creatore. Pertanto, credo ancora che dovreste ottenere la realizzazione oggi. Questo, però, non significa disinteressarsene: dovete seguirla e svilupparla. Non vuol dire assolutamente che dovete dare denaro o altro, non significa questo, nel modo più assoluto. Si tratta solo di stabilizzarla e comprenderla: “Cos’è ciò che abbiamo ottenuto? Cos’è questa energia?”.

Ora possiamo passare a qualche domanda. Sì, prego.

Domanda: Quando si è resa conto di avere questa energia da offrire alla gente?

Shri Mataji: Io?

D.: Sì, Lei.

Shri Mataji: Lo sapevo da molto tempo. Io sono molto anziana, sapete. Antica. Ma non mi va di parlare molto di me, è una mia politica. È meglio lo scopriate voi poco a poco, perché se dico qualcosa la gente non lo gradisce, è un fatto. Chiunque io sia, sono così, ma non oso dirlo. La gente non lo gradisce. Vedete, questo è un mondo bizzarro. È meglio impariate da soli a conoscermi.

Che cosa ha detto Cristo? Ciò che Egli ha detto è la verità assoluta; ha proclamato di essere il figlio di Dio. Noi possiamo verificarlo; mediante Sahaja Yoga appurerete che Egli era il figlio di Dio. Era una realtà. Intendo dire che era la verità. Ciò che disse era vero. Non lo avrebbe detto se non fosse stato vero. Così lo crocifissero, lo torturarono. Che cosa disse Maometto? Che cosa disse Nanaka? Niente che vi danneggiasse, ma soltanto per aiutarvi, perché loro potevano vedere molto più in là di quando possiate vedere voi.

Ma non piacque a nessuno. Se dite ad un cieco collerico: “Io posso vedere il colore rosso, il giallo e il blu”, lui vi colpirà. Non può proprio sopportarlo. Ma non è questione di superiorità o altro. Il fatto è che lo avete dentro di voi. Vi appartiene, lo ripeto, vi appartiene. Quindi, riguardo a me, meno si dice meglio è. Infatti, anche se io dicessi qualcosa di me, perché dovreste accettarlo? Se dico: “Io sono il Governatore”, lo accettereste? No, so che non lo fareste. Bene. Oppure potreste accettarlo; ma, anche se accettate, che cosa accade? Non è che ottenete la realizzazione accettando questa mia posizione. Come ho detto, potete anche non accettare ogni cosa che dico, ma non dovreste neppure chiudere la vostra mente. Per prima cosa prendete la realizzazione; le vostre mani devono parlare e allora saprete ciò che io sono, chi sono, come faccio a sapere tutto questo. Conoscerete da soli ogni cosa che mi riguarda. D’accordo? Questa è una promessa.

 Domanda: In che modo possiamo stabilizzarci?

Shri Mataji: Ve lo diremo. Prima deve avvenire la realizzazione e poi, per gradi, ve lo diremo, perché le vostre mani parleranno. In questo modo saprete ciò che vi accade, dove sono i problemi, in quali centri. Potrete vedere con chiarezza quali sono i problemi, saprete quali chakra sono bloccati, dov’è l’ostruzione, dov’è il vostro blocco. Allora saprete anche come eliminare il blocco. Poi saprete anche come muovere voi stessi la vostra Kundalini. Saprete anche dare la realizzazione agli altri. Subito dopo la realizzazione potete persino curare le persone, potete iniziare a curarle subito. Ma non tanto. Dopo esservi stabilizzati potete dare la realizzazione alla gente. Ed ogni cosa, anche come stabilizzarsi, viene insegnata ancora gratuitamente, poiché qui l’unica cosa che agisce è l’altruismo, nient’altro. Quindi, vi verrà insegnato come stabilizzarvi, ogni cosa. Abbiamo dei libri, ma non li diamo finché la gente non è completamente realizzata.

Dovete passare pian piano da uno stadio ad un altro, ma non è come un corso regolare, infatti non esiste nessun corso per le cose viventi. Ma, come vedete, prima il seme germoglia, poi le pianticelle vengono prese e stabilizzate, e dopo esse si trasformano in alberi e crescono adeguatamente. Prima vengono protette e dopo esposte alla natura. Allo stesso modo voi sarete stabilizzati con grande cura e vi renderete conto di diventare stabilizzati. Vi certificherete da soli, io non devo dire nulla. D’accordo?

 Domanda: Dopo avere ottenuto la realizzazione, occorre rimanere in contatto e fare un addestramento?

Shri Mataji: No, non è un addestramento, ma dovete essere in contatto. Il contatto con il Divino deve essere mantenuto e conoscerete il Divino. Percepirete l’instaurazione del contatto da una brezza fresca che soffia nelle vostre mani, dal fatto che le vostre dita diventano sensibili e potete sentire quali chakra sono bloccati. Per mantenere questo contatto dovete tenervi in contatto con le altre persone che ne sono a conoscenza, ed esse vi diranno come hanno fatto. Poi anche voi potrete andare a svolgere questo lavoro, per conto vostro.

Sono stata a Vancouver e la gente ha avuto la realizzazione, in molti l’hanno avuta. Non c’era nessuno che potesse spiegare loro ogni cosa ed io sono rimasta soltanto un giorno, così abbiamo mandato una persona dall’Australia. Lei è andata lì da sola ed ha creato un bellissimo centro a Vancouver ed ora ne abbiamo uno anche a Toronto. E l’ha fatto da sola. C’è un’altra persona, la quale aveva ricevuto la realizzazione, che avrà dato la realizzazione ad almeno diecimila persone in India. Per prima cosa dovete avere la realizzazione, maturare, stabilizzarvi; poi potrete darla anche voi. Diventate maestri, maestri perfetti per farlo. Tutte le capacità sono in voi. Voi non vi rendete conto di che cosa siete, del modo meraviglioso in cui Dio vi ha creati.

Domanda: Ci vuole molto…?

Shri Mataji: Può volerci una frazione di secondo.

Domanda:  …per stabilizzarsi?

Shri Mataji: Non penso ci voglia moltissimo. Ieri, anzi, oggi, a chi mi chiedeva quanto ci volesse, ho risposto tre settimane al massimo. Dopo la realizzazione, a mio avviso e secondo l’esperienza finora, dovrebbero essere necessarie al massimo tre settimane per stabilizzarsi. Ma all’inizio – non dovrei dirvelo, potrebbe turbarvi – ci sono voluti quattro anni di vera lotta con sei di loro. Ora però non è così arduo. Adesso possiamo gestire molte permutazioni e combinazioni di problemi abbastanza facilmente. Non preoccupatevi del tempo, non preoccupatevi, è oltre il tempo. D’accordo?

 Domanda: Qual è il fiore dell’India?

Shri Mataji: Non ho sentito. Il potere? Il fiore? Qual è il fiore dell’India? Che intende dire? Che domanda è? (La persona ripete compitando con fare condiscendente, ndt). Io non sono qui a parlarvi da indiana, è un’idea errata. Il loto è il fiore che noi accettiamo come fiore nazionale, ma io non mi trovo qui come indiana, io sono inglese a tutti gli effetti. Qual è il fiore dell’Inghilterra? (Arriva la risposta: “La rosa”). È sbagliato, dovrebbe essere la margherita. A livello molto sottile dovrebbe essere la margherita, poiché l’Inghilterra è il cuore dell’universo ed il cuore risiede nel Sahastrara; ed il Sahastrara non assomiglia ad una rosa, ma ad una margherita. Avete avuto qualche esperienza delle margherite che stanno sbocciando in questi giorni in Inghilterra? Hanno un profumo incredibile. La rosa potrebbe essere perché avete avuto la Guerra delle Due Rose o qualcosa del genere, ma non è la rosa il vostro fiore. Ritengo abbiano frainteso. Ci sono margherite dappertutto, di ogni tipo e colore, bellissime. D’accordo?

Domanda: Per ottenere la realizzazione è necessario rinunciare a tutto?

 Shri Mataji: No, a niente. Vedete, noi abbiamo l’idea di rinunciare a qualcosa perché siamo attaccati a quella cosa. Ma quando si scopre di non essere attaccati a niente, si rinuncia semplicemente. Qualcuno è venuto a dirmi: “Madre, Lei vive una vita familiare, come può dire di avere qualche attinenza con il Divino?”. Ho risposto: “Perché?”. E quello: “A che cosa ha rinunciato?”. Ho ribattuto: “E tu, a che cosa hai rinunciato?”. E loro: “Abbiamo rinunciato alla famiglia, ai tappeti, alle case, a questo e quello”. Ed io: “Davvero? Potete portar via da questa casa qualcosa che sia all’altezza della polvere dei Piedi di loto di vostro Signore? Qualsiasi cosa, portatela via!” Costoro si guardarono intorno, ma non riuscirono a trovare nulla del genere. Io dissi: “Dovrebbe essere qualcosa che sia almeno equivalente alla polvere (dei Piedi di loto del Signore, ndt)”. Quando non siete attaccati a niente, che significa dover rinunciare a qualcosa?

L’intero atteggiamento diventa distaccato. Voi non “rinunciate”, bensì osservate come va a finire una rappresentazione teatrale. Nella rappresentazione piangete, singhiozzate. Immedesimandovi con il protagonista, diventate Napoleone, a volte uccidete e sparate. Poi, all’improvviso, vi rendete conto che la rappresentazione è terminata: “Oh Dio, stavo interpretando il ruolo di Napoleone, mentre assistevo alla rappresentazione”. Automaticamente questo mito del coinvolgimento si dissolve. Di conseguenza non rinunciate a nulla, ma vi limitate ad osservare. Che senso ha parlare di rinuncia?

 Domanda: Si deve rinunciare all’alcool?

Shri Mataji: No. L’ho detto io? Mi dispiace (risate). Ho detto nel mio discorso che dovete rinunciare all’alcool? Non l’ho mai detto, ma accade, la gente rinuncia. Non l’ho detto. D’accordo? Semplicemente accade. Io non lo dico, non dico mai così. Affermare una cosa simile sarebbe come dire che io non voglio che siate realizzati. Io non ho mai detto: “Non fate questo”. Ormai ho chiuso con i Dieci Comandamenti. Niente. Avviene e basta, diventate voi stessi i Dieci Comandamenti. Li diventate proprio.

Fra l’altro, se anche ve lo chiedessi, direste: “No, no, no, Madre”. Ma quando si ottiene la cosa suprema non si desidera altro. Perché si beve? Lo sapete? Perché si è annoiati a morte della vita. Noi non beviamo. Vogliamo forse dirigere un’industria del bere?

Noi non beviamo proprio. Si beve perché si è stufi della vita, perché non si sa che fare, come ammazzare il tempo. Ma poi tutto cambia. Gioite talmente di voi stessi da dimenticare che avete una bottiglia che vi aspetta. No, io non dico di non bere, non si deve rinunciare a niente, ma rinunciate a molte cose da soli.

So, ad esempio, di una persona che è venuta da me, diciamo, in una condizione di coma, che aveva assunto droghe di ogni genere, aveva provato di tutto. Quando arrivò da me non riusciva neppure a vedermi. Il giorno dopo ha smesso, automaticamente. Automaticamente. Non gliel’ho detto io. In condizioni simili, che cosa si può dire ad una persona che non riusciva neppure a vedermi, a cui non si poteva neppure parlare, che non poteva sentirmi? Però ha smesso. Queste cose sono alternative all’assoluto; ma quando trovate la realtà, abbandonate tutte queste cose alternative in modo automatico .

 Domanda: Dobbiamo passare molto tempo meditando regolarmente?

Shri Mataji: Ti preoccupi troppo del tempo. Noi andiamo oltre il tempo. Siamo noi il tempo.

[Una yogini spiega che la persona chiede per quanto tempo si deve meditare]

Shri Mataji: È quello che sto dicendo, lui si preoccupa molto del tempo. Ora trascendi il tempo, sei in meditazione, no, no, figlio mio, sei in meditazione continuamente. Il tempo è fuori questione. Si va oltre il tempo.

(Il ricercatore dice qualcosa a Shri Mataji) No, no, non è questo il punto, vedi, ciò che sto dicendo è di non preoccuparvi di tutte queste cose, di non essere futuristi. Restiamo nel presente. Prima di tutto ottenete la realizzazione, stabilizzatevi uno ad uno.

Ora non dovremmo parlare troppo del futuro. Posso affermare che le persone futuriste possono essere alquanto folli; meglio non essere futuristi. Dimenticano tutto il passato; ho visto che a volte dimenticano persino il proprio nome poiché sono talmente futuristi che pensano ai loro nomi futuri. Così dimenticano il proprio nome, sapete. Perciò non siamo futuristi, viviamo nel presente. In questo momento dovete ottenere la realizzazione, non preoccupatevi. Non dovete neppure usare gli orologi, il tempo non è importante. È il tempo dell’essere, è un tempo eterno quello in cui vi muovete, è uno spazio senza tempo, una consapevolezza senza pensieri.

Dovete verificare da soli. Per prima cosa ricevete la realizzazione, rivolgete ad essa la vostra attenzione. La stanno aspettando in molti. Pensate soltanto a questo, non preoccupatevi del futuro o del treno che dovete prendere o di qualsiasi altra cosa. Ora siate semplicemente nel presente, è importante, vi dico, perché la vostra realizzazione è molto più importante di tutto il resto. Quindi, per prima cosa, prendete la realizzazione, è la cosa principale. Ora non faremo altre domande e abbiamo a disposizione soltanto un’altra ora, vero? Di nuovo, il tempo.

Bene, può avvenire nella frazione di un secondo ma, poiché ci sono complicazioni, potrebbe esserci un problema. Ora, per favore, fate come vi dico, non c’è molto da fare. Come vi ho detto, le dita devono essere sensibili, dobbiamo metterle così, molto rilassate, e sedetevi anche in modo rilassato. Non dovrebbe esserci alcuna tensione; non dobbiamo fare nulla. Un’altra richiesta che devo fare è di togliervi le scarpe. Spero che non vi identifichiate con le vostre scarpe; anche questo è un altro problema. Toglietevi le scarpe perché, senza, siete meglio connessi con la Madre Terra. È semplicissimo, toglietevi le scarpe, sarà una buona idea, appoggiate entrambi i piedi a terra, che tocchino il terreno. Anche se c’è un tappeto o altro non fa differenza, ma toglietevi le scarpe. Rivolgete le mani verso di me, chiudete gli occhi, siate umili nel vostro cuore. Dovete essere umili. Non potete pretenderlo, quindi siate umili nel vostro cuore. E, man mano che la Kundalini si muove, potrò spiegarvi dov’è il problema, dov’è il blocco. Seguite ciò che si deve dire, sarà meglio. Chiudete gli occhi. Ora, per favore, non aprite gli occhi…


[1] Il modello standard di riferimento per il metro è stato per lungo tempo la distanza tra due tacche su una barra di lega platino-iridio, conservata presso il “Bureau International des Poids et Mesures” di Sèvres, a Parigi, in Francia.