Shri Durga Puja

Vienna (Austria)


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(SOTTOTITOLI DA REVISIONARE)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Shri Durga Puja

 Vienna (Austria), 26 Settembre 1982


Dovreste tutti darvi un bandhan. È meglio farlo, prima del puja.

Oggi è la prima volta che celebriamo questo puja in Austria. Questo è un Paese storico, passato attraverso diversi sconvolgimenti dai quali ha appreso molte lezioni di vita. Ma gli esseri umani non collegano le calamità ai propri errori. Per questo motivo continuano a commettere sempre gli stessi sbagli.

La visita a Vienna era in programma già da molto tempo, e sono arrivata il giorno in cui si doveva celebrare il compleanno di Machindranath (bambino di un sahaja yogi, ndt). È veramente di ottimo auspicio per tutti voi che egli compia oggi il suo primo anno di vita. Lo benedico con tutti i fiori, i migliori fiori di bellezza e di beatitudine per lui e la sua famiglia, tutti i parenti. Ci sono tante cose che sono accadute per la prima volta. Intendo dire che per la prima volta sono venuta a Vienna, in Austria, e per la prima volta sono venuta per il compleanno di un bambino, il suo primo compleanno.

Oggi poi è Ashtami, l’ottavo giorno della luna crescente, shuklapakshi; e per la prima volta tutte le armi della Dea devono essere adorate. È stata una grande idea, poiché queste armi, che agiscono continuamente non solo per uccidere il male, ma anche per proteggere il bene, non sono mai state venerate prima. E se oggi gli esseri umani si renderanno conto della loro importanza e del loro significato, molti problemi che sono stati creati con la bomba atomica e tutte queste cose, si potrebbero risolvere rivolgendo (queste armi) nella giusta direzione; usandole, cioè, per distruggere le forze del male e non quelle del bene, e per proteggere e nutrire la vita umana. Le stesse armi possono essere adoperate per scopi sbagliati; ma se usate correttamente, possono essere destinate al lavoro di Dio.

Tutte (queste armi) sono create dagli esseri umani e sembrano, in apparenza, strumenti di distruzione; ma se gli uomini useranno la saggezza, si renderanno conto che tutte queste invenzioni suggerite loro dall’Inconscio, in realtà sono finalizzate al lavoro di Dio. Tutta la ricerca scientifica, qualsiasi cosa sia stata fatta, tutti gli strumenti che avete prodotto, sono finalizzate all’uso di Dio.

In un certo senso, possiamo dire che gli uomini abbiano lavorato per creare metodi e strumenti, come le istituzioni socioeconomiche e politiche, per far progredire il meccanismo del lavoro di Dio. L’Inconscio ha agito mediante gli esseri umani. Tutte le istituzioni, se sono impiegate per il giusto scopo e non per attività demoniache, possono tutte unirsi per completare il lavoro del Divino.

In Oriente, si ritiene che Dio abbia creato questo meraviglioso corpo umano, e che sia compito degli esseri umani di creare splendidi abiti artistici per esaltare la bellezza di ciò che Egli ha creato; per glorificare la bellezza di ciò che Egli ha creato; per rispettare la bellezza che Egli ha creato. È accaduto in molti ambiti dell’esistenza, delle attività umane, ma sarebbe dovuto accadere in tutti gli ambiti, se (gli esseri umani) avessero usato la saggezza.

È molto importante capire la questione della conoscenza di cui ho parlato prima. Per gli esseri umani è stato un grosso problema comprendere la conoscenza che al tempo di Adamo ed Eva era proibita.

La prima volta che Dio creò gli uomini – fatta eccezione per le creature celesti, che erano perfette – voleva vedere se gli esseri umani sarebbero riusciti a crescere in numero e in consapevolezza, in innocenza; allora sarebbero diventati realizzati. Ma fu un esperimento. E a quel tempo, gli esseri umani mancarono verso Dio poiché diedero ascolto a sollecitazioni e pulsioni di più basso livello. È così che fallirono e persero l’innocenza. La perdita di innocenza è il peccato che fu commesso per primo, e quel peccato fece prendere una direzione diversa agli esseri umani. Ora, questa conoscenza di cui ho parlato non è la vera conoscenza. È l’avidya, la conoscenza artificiale, la conoscenza che fa dire: “io sono qualcosa, sono io ad agire”; è l’ego. Fino allo stadio animale, non c’era ego, poi l’ego ha iniziato a crescere. Possiamo dire che questo sia l’inizio del peccato originale: “Io sono questo; io faccio quello; sono io che posso farlo”. Capite?

Allora Dio disse: “Bene, stiamo a vedere quel po’ di coraggio che hanno, e che siano loro a decidere”.

Quindi i piani furono cambiati. Allora si dovette pensare a mandare le incarnazioni sulla terra per aiutare questa gente, per guidarla, per darle equilibrio e per darle una giusta comprensione del dharma, affinché potesse mantenere l’equilibrio. Ma ogni volta questo ‘io’ rifiutava di accettare l’equilibrio.

E questo ‘io’ si allontana molto dalla realtà. Anche oggi, quando entriamo in Sahaja Yoga, vedo persone che non progrediscono molto in fretta. A causa di questo ‘io’ hanno domande, dubbi, problemi. A causa del peccato originale, la gente non può progredire molto velocemente.

“Io sono; io sono libero; perché questo? Perché quello?” Chi siete voi per fare domande? Chi vi ha creati? Vi siete forse creati da soli? Che cosa avete fatto per diventare esseri umani? Perché questo comportamento egoista nei confronti di Dio?

“Perché Dio ci ha creati? Perché questo?”: chi siete voi per fare domande? Ma è così, le domande continuano, e queste persone sono molto pericolose per Sahaja Yoga. Se vengono per il puja, io mi preoccupo, non perché possa accadere qualcosa al puja, ma perché potremmo perderle completamente; queste persone stupide ed egoiste si pèrdono. Come Madre io provo semplicemente compassione e amore per loro, e mi sento triste perché avrebbero potuto essere salvate, ma questa loro mente piena di domande può farle annegare. È questo il peccato originale fondamentale che gli esseri umani hanno commesso.

A parte questo, avevamo il problema dovuto alla nostra provenienza dallo stato animale. Quindi, dentro di voi esistono brutali condizionamenti animali. Poi abbiamo subìto altri condizionamenti che sono stati creati nel corso della storia dallo stesso signor ‘io’, che ha fondato istituzioni, che ha iniziato ad organizzare le religioni. Prendete come esempio il cristianesimo: Cristo venne per abbattere il nostro ego. Invece, la gente l’ha usato per fondarvi un grosso ego. Ora, ci sono alcuni sahaja yogi che credono che Sahaja Yoga sia cristiano, o indù. Continua ancora così, continua così: esiste un Sahaja Yoga cristiano, per i cristiani deve esserci un Sahaja Yoga cristiano; dovrebbe esserci un Sahaja Yoga indù per gli indù; e per i musulmani un Sahaja Yoga musulmano che deve fare riferimento all’Islam perché non riescono a liberarsi dai loro condizionamenti, allora deve fare riferimento a quello, e deve spiegare tutto. Non riescono ad uscirne, capite? Potrebbe essere anche un Sahaja Yoga cattolico o protestante, potrebbe anche essere qualcosa di più profondo.

Va avanti così. Voi racchiudete Sahaja Yoga nei vostri canoni, nelle vostre piccole, anguste coppe. Ma è l’esatto contrario. Sahaja Yoga è l’oceano, è universale, è Maha-Yoga. Non è per cristiani, indù, musulmani: è per gli esseri umani. Avete forse animali cristiani, indù o musulmani? Il fatto di essere cristiani, indù o musulmani, deriva tutto soltanto dal peccato originale.

In Sahaja Yoga, occorre comprendere che tutti i fiumi, si tratti del Gange o dello Yamuna, del Tamigi o del Danubio, di qualsiasi fiume, confluiscono tutti nello stesso oceano e diventano l’oceano. Si dice che quando tutti i fiumi confluiscono nel Gange, si chiamano tutti Surasari, cioè il fiume degli dei. Nessuno li chiama più con i loro nomi individuali.

Allo stesso modo, Sahaja Yoga è l’oceano. Non potete più chiamarlo (con i nomi individuali delle religioni, ndt). Non cercate di identificarlo con altre cose. Se vi mettete a farlo, la vostra mente inizierà a diventare quella piccola, angusta coppa. Inoltre, se provenite da qualche religione organizzata, è molto importante capire che le religioni organizzate rendono le vostre coppe ancora più rigide, indissolubili. Se si tratta invece di una religione non organizzata, allora è una coppa di terracotta, che può dissolversi in questo oceano.

Ma se è di dura, vera porcellana di Meissen, non vi è alcuna possibilità. A quel punto aderite a tutti quei condizionamenti, a tutta quella rigidità, e allora è molto difficile. Dovete sempre ricorrere a Cristo o a Maometto o a Zarathustra, o qualcuno del genere che dovrebbe essere lì a guidarvi.

Ora la vostra guida è il vostro Spirito, che è illimitato, quindi non dovete appellarvi a nessuno di loro. Sono tutti dentro di voi, sono parte integrante di voi. Ma rimanere attaccati ad uno soltanto è ancora un segnale che non vi state espandendo.

Sapete che siete tutti loro. Avete Shri Krishna risvegliato dentro di voi, in voi avete Cristo, avete Ganesha, avete Brahmadeva e Maometto. Avete tutti loro, anche Mosè, dentro di voi. Come potete quindi identificarvi con una persona soltanto? Il motivo è che avete ancora dei condizionamenti e volete circoscrivere tutto dentro i vostri condizionamenti. Cercate, dunque, di arrivare ad uno stadio in cui non esistano condizionamenti!

Possiamo renderci conto di quanto i nostri condizionamenti influenzino il nostro stile, poiché come esseri umani abbiamo l’abitudine di formare delle sette chiuse. Lo facciamo innanzitutto con noi stessi, rinchiudendoci nell’io: “Io sono XYZ”. Poi, per esempio, possiamo formare un’associazione di gente che usa coltello e forchetta. Potrebbero nascere associazioni di gente che usa forchetta e coltello in un modo o in un altro. Sapete, va avanti così, la gente deve formare associazioni per sciocchezze di ogni tipo. D’accordo, usateli come vi pare, non fa differenza: in ogni caso mangiate lo stesso cibo, digerite nello stesso modo, funziona nello stesso modo. Ma per quanto riguarda l’esteriorità, per quanto riguarda l’attività umana, useranno forchetta e cucchiaio in modo diverso, qualcuno userà le mani, le dita e qualcun altro userà non so cosa, forse i pugnali. Non so a quali eccessi possano arrivare e come ci riescano. Quindi è così. Soltanto gli esseri umani delimitano in categorie chiuse qualsiasi cosa facciano, qualsiasi attività intraprendano: “Noi facciamo così. Loro invece fanno così,” descrivendo il metodo di un altro partito o popolo.

Formare gruppi è la cosa peggiore di tutte, va contro le leggi della natura. Potete essere individui per quanto concerne il vostro aspetto, per quanto riguarda il colore dei capelli o il colore degli occhi, perché è Dio che vi ha creati così. Ma tutte le altre cose che avete creato voi sono morte. Tutti i vostri metodi di creare associazioni sono assolutamente privi di valore. Sono soltanto dei miti. Non vi è niente di vero in essi, niente che valga la pena di considerare. È soltanto un mito!

Quindi occorre capire che non esiste un Sahaja Yoga cristiano, protestante o cattolico. Lo riscontro a livello molto sottile: la gente parla di collettività senza rendersi conto che non siamo collettivi perché abbiamo attaccate così tante etichette, sapete, come i condizionamenti creati da noi. Che sia in Svizzera, in Austria, a Roma o in India, ovunque, dobbiamo liberarci da questi condizionamenti. Dovremmo renderci conto che siamo esseri umani creati da Dio, e che tutto ciò che in noi è reale, creato da Lui, è l’unica cosa che dobbiamo essere; e dovremmo cercare di abbandonare ogni altro condizionamento.

Ogni cosa è complementare. Da questo luogo dovete apprendere certe cose, da un altro luogo dovete apprenderne altre. Ogni luogo ha qualcosa da farci imparare e comprendere. E non esiste nulla che possa essere considerato superiore o inferiore da qualcuno. Ma naturalmente, laddove l’ego si è sviluppato maggiormente, laddove il peccato originale si è sviluppato maggiormente, esiste la possibilità che gli esseri umani abbiano creato maggiori condizionamenti. Naturalmente, i condizionamenti sono molto maggiori.

Oppure, laddove non si è fatto nessun ricorso alla religione, a Dio, e si sono attaccati a… per esempio in Africa e in tutti questi luoghi, i condizionamenti potrebbero essere stati creati da altre forze, chiamate Adibhautik, cioè (le forze) derivanti dalla creazione di Dio. Per esempio, se vedono la luna, temono la luna; se vedono gli alberi, hanno paura degli alberi. Hanno una sorta di idee mitiche sulla natura stessa.

Come sapete, dunque, esistono sempre due stili: uno è che si creano idee mitiche sulla natura, l’aspetto mitico della natura, che è Adibhautik; invece, Adidaivik sono le idee mitiche su ciò che potete produrre voi, voi siete Dio, siete i deva e volete creare: “Io sono questo, io sono quello”.

Esistono quindi due tipi di condizionamenti che agiscono e, in questi tempi moderni, è tutto così confuso che non so dove agiscano i due lati. Per esempio, l’altro giorno, passando vicino al cimitero di Vienna, mi sono stupita di sentire un blocco allo Swadisthana destro benché ci fosse un cimitero. Ho detto: “Ora tutti i bhut devono essere in azione, perché non riesco a capire come un cimitero possa avere lo Swadisthana destro.” Lo si può spiegare così: perché tutti i bhut ora sono in azione, o magari sono nati di nuovo. Devono essere morti centinaia di volte creando tombe su tombe; ed ora ci sono soltanto le tombe vuote e adesso i bhut sono attivi. Forse i bhut sono in azione, non sono più lì e sono tutti andati via; potrebbe essere questo il motivo.

Così, ora noi dobbiamo giudicare in base alle vibrazioni e non in base alla nostra comprensione o a ciò che pensiamo o capiamo mediante il cervello. Non potete comprendere Sahaja Yoga facendo domande e parlandone molto. Per Sahaja Yoga, dovete ottenere quello stato superiore della mente nel quale potete ricevere le vibrazioni, potete sentire le vibrazioni e dovete assolutamente uniformarvi su di esse. Se c’è ancora un così forte ego per cui dubitate ancora di Sahaja Yoga e vi credete chissà chi, è meglio non intervenire al puja, non parteciparvi. È una cortesia verso se stessi.

Una persona del genere, che dubita, sarà benevola con se stessa non intervenendo al puja, perché il puja è destinato unicamente a chi ha raggiunto, a chi ha ricevuto quello stato della mente chiamato Nirvikalpa, dove non esiste vikalpa, dove non esistono dubbi nella vostra mente. Se ci sono ancora dei dubbi nella mente, essa è ancora molto potente e vi porterà giù.

Quindi, prima del puja, dite alla vostra mente di starsene buona, ditele di non parlare: “È meglio che te ne stia tranquilla, io ora devo ascendere e ricevere le benedizioni del Divino. Quindi stai buona perché se non riesci a restare calma io non posso ascendere”.

Vi ho detto molte volte che la mente è come un asino, è proprio come un asino. Se vi mettete dietro l’asino, vi scalcerà, vi dirà che siete cattivo, il peggiore degli uomini, e vi assalirà la totale autocommiserazione. Se state al gioco dell’asino, vi porgerà le orecchie e potrete afferrarlo come l’ego. Allora potrete andare dovunque volete, fare quel che vi pare: “Che c’è di male?”. Non vi controllerà. Se vi sedete sull’asino, lui giocherà ancora con voi, per vedere come vi comportate. Così, se permettete alla vostra mente di vagare di qua e di là, ovunque, attraverso i vostri occhi o la vostra attenzione, o attraverso la lingua o i sensi, lei dirà: “Bene”, e mangerà l’erba sui cigli della strada, senza muoversi. Si sposterà da una parte, mangerà un po’ d’erba, poi andrà dall’altra parte.

Gregoire: Ora che sta parlando di questo, dovrei tradurre velocemente per i francesi che non capiscono l’inglese?

Shri Mataji: Oh, vuoi tradurre tutto?

G:. Posso farlo in due minuti.

Shri Mataji: Gregoire, penso che sarebbe meglio se traducessi più tardi, perché ora il flusso è migliore, d’accordo?

L’asino, dunque, vuole mangiare l’erba e sa che a voi non importa che lui mangi l’erba. Va in giro, mangia l’erba, ogni sorta di sudiciume, di sporcizia, tutto; continua ad ingurgitare qualsiasi cosa gli permettiate, ogni porcheria, ogni pensiero impuro e immondo, qualsiasi cosa, senza porsi domande. Solo in Sahaja Yoga vengono a far domande, ma non quando devono mangiare sporcizia, immondizia, e cose empie e peccaminose di ogni tipo; allora non fanno mai domande. Poi diranno: “Che male c’è?” Ma quando si tratta di Sahaja Yoga – che è la cosa più santa in assoluto, più grandiosa in assoluto, che ottenete soltanto perché le porte vi sono state aperte, diversamente non è così, è proibito a tutti – fanno domande.

L’acqua che lava i miei piedi è l’ambrosia, è il tirtha che anticamente era vietato persino ai medici; ai Vaidya (medici, ndt) non era permesso e dovettero lottare per questo. Solo agli Dei era permesso berlo. Soltanto agli Dei era permesso berlo.

Oggi, voi siete collocati nella posizione di Dei. Ma ne siete all’altezza? Ne siete degni? Oppure state ancora facendo domande, avete ancora problemi? Allora è meglio che vi sia proibito. È una cosa rara che possiate ricevere quest’ambrosia. Se leggete il Devi Purana Bhagavatam, era proibito prenderla.

Quindi è così, la mente si comporta come un asino. Ma se l’asino incontra colui che è il cavaliere, che sa il fatto suo, che sa controllare la mente e sa dove lavorare, allora quello stesso asino, quegli stessi strumenti, le stesse istituzioni, le stesse cose che vi circondano, vi condurranno lì a velocità più spedita, in modo molto comodo. Quindi, oggi, dite alla vostra mente che ne abbiamo avuto abbastanza di giocare con lei. Adesso vogliamo stare lì, nel regno di Dio.

Diteglielo con forza, diteglielo. È importante. È la mente che vi ha portato a cose di ogni tipo; vi ha procurato ogni sporcizia e impurità. Quindi diteglielo.

Dio vi benedica!

Per quanto riguarda l’argomento di oggi, dovremmo dire che dobbiamo conseguire l’innocenza dentro di noi e sentire l’innocenza del Virata. Il Ganesha Virata, possiamo dire, o Virata Ganesha: nel Virata dobbiamo percepire l’innocenza, così da diventare innocenti, così che i nostri peccati siano lavati via, così da essere purificati da questa innocenza, affinché questo “io” vi abbandoni, il peccato originale venga lavato via da noi, e diventiamo quell’essere meraviglioso che è il fiero figlio di Dio e la gloria di questa creazione.

Dio vi benedica!

Ora puoi tradurre, Gregoire, va bene. Puoi tradurre. So che è lungo, ma a volte sento che il flusso non si mantiene.

G. Mi dispiace, Madre, non avrei dovuto interrompere.

Shri Mataji: No, va bene, va bene.

(Shri Mataji: Puoi riascoltare, e su quello sfondo sarai in grado – tenendo il volume basso – di riportare tutto con parole tue. Va bene riascoltare? Questo ti darà una corretta…

Gregoire: Pensavo di riassumere tutto in tre minuti per i francesi, e in tre minuti per gli italiani, molto concisamente.

Shri Mataji: Puoi farlo?

Gregoire: Sì.

Shri Mataji: D’accordo.)

 Shri Mataji: Molti mi chiedono, e mi chiedevano anche prima: “Madre, perché siamo diventati così? Perché Dio non ci ha resi consapevoli di noi stessi senza che dovessimo commettere tutti questi errori? E perché abbiamo dovuto attraversare tutto questo circolo vizioso?” A quel tempo io non volevo dire che avete commesso il peccato originale, che avete disubbidito a Dio, altrimenti le cose avrebbero funzionato in modo diverso, non sarebbero state così lunghe. Perché se si dice così, un’altra cosa che accade è che diventano di lato sinistro ed iniziano a sentirsi colpevoli del peccato originale, sapete. Così, dobbiamo passare dall’ego al peccato originale.

Ma se si evita questo aspetto, all’inizio si può dire soltanto che l’evoluzione non avrebbe potuto aver luogo se non vi fosse stata data questa libertà, poiché per prima cosa fu messa alla prova proprio la libertà. Vi fu concessa la libertà, avevate un bel luogo in cui vivere, vivevate sotto la protezione completa di Dio, nel giardino dell’Eden, così bello, tutto era meraviglioso; non mancava nulla. Ma nonostante ciò, quando gli esseri umani ebbero la libertà, quando si doveva mettere alla prova questa libertà, loro si dedicarono immediatamente a queste cose indegne.

Ed è così che Dio dovette allora cambiare tutti i piani, poiché essi erano attratti dalle indegnità della vita, nonostante tutte le benedizioni che avevano avuto. Tutta l’animosità e, possiamo dire, tutti i sentimenti animaleschi, attiravano ancora gli esseri umani e questa era la cosa più sorprendente. E quando ciò accadde, naturalmente la libertà dovette affrontare un test di miglioramento. E questo test fu l’intera creazione degli esseri umani.

Ma se si spiega loro che è stato soltanto il peccato originale a creare un problema, dicono: “Oh, Dio, perché hai creato il peccato originale?”.

Quindi è meglio dire che è inevitabile per il vostro processo evolutivo dover mettere alla prova la vostra libertà, perché, se dovete accedere alla libertà suprema, dovete prima sapere se potete sopportarla oppure no. E nel capire questo…Ci sono voluti moltissimi anni perché gli esseri umani crescessero in essa, per rendersi conto che l’uomo non riesce a sopportare niente: non sa sopportare la libertà, il denaro, una posizione, le comodità, non sa sopportare nulla. E ciò che notiamo adesso anche in Sahaja Yoga è che quando ottengono delle comodità, vi si adagiano.

Quando ottengono qualsiasi benedizione di ricchezza materiale, è come se tornassero di nuovo al giardino dell’Eden e, quando ciò accade, tornate allo stadio di prima. Così non va bene. Ora dovete rendervi conto che dovete essere supremi, quindi dovete dominare tutto questo. Niente è importante, niente è importante, soltanto lo Spirito è importante. Soltanto allora potete emergere… Questo può anche agire come una tentazione per voi. Tutte le benedizioni che vi arrivano sono tentazioni. Quindi dovreste essere preparati. Niente è più importante dello Spirito. Siamo pronti a tutto per conquistare lo Spirito; non ci preoccupiamo di quali benedizioni otteniamo od altro, ma ciò che desideriamo è la libertà dello Spirito che non si affanna dietro a nulla, non si affanna dietro alle cose materiali.

Così sarete come lampade che danno luce, senza sentirsi coinvolti con la lampada stessa. Che sia d’oro, d’argento o di qualsiasi materiale, può bruciare ed emettere luce anche se fatta di fango. È questo che i sahaja yogi devono conseguire e comprendere, perché questo è uno stadio molto precario in cui vedo che la gente sta di nuovo andando giù.

Quindi dobbiamo diventare umili, dire: “Madre, finora non ho saputo nulla, devo avere la conoscenza.” Perché questa è la conoscenza delle radici, voi non l’avete, è una conoscenza nuova per voi. Che domande potete fare, se non sapete nulla? Dovete avere la conoscenza delle radici, quindi diventate umili; soltanto allora otterrete le benedizioni di questa nuova crescita. Questa è la crescita interiore, all’interno, l’Antar Yoga. Finché non diverrete umili, non funzionerà. Dovete diventare umili. Perché quando vi mettete a fare domande, è il vostro ego a farle. Perciò diventate umili per crescere in essa, per approfondire ulteriormente la conoscenza delle radici.

È sorprendente che soltanto in India questa conoscenza sia stata ricercata veramente; e la gente è andata molto in profondità. È per questo che ogni (incarnazione) dovette recarsi in India; persino Cristo andò in India, per capire in che modo le persone la stessero cercando, per sostenerle ed aiutarle. Quindi, è importante che la conoscenza delle radici avvenga nell’area in cui è più realizzabile. È più facile laddove le radici non siano disturbate. E così era il Paese, l’India, nel quale è stata ricercata.

Ma quando hanno iniziato ad abbandonarla, sono diventati stupidi e folli e, quando li guardiamo, vediamo che sono fuori. Ma non ci rendiamo conto dell’incredibile operato svolto dai profeti in India: straordinario. Basta prenderne uno per avere un’idea completa di Sahaja Yoga.

Se prendete una persona semplice, molto semplice come Sainath (di Shirdi), era una persona dall’aspetto molto semplice, ma che incredibile oceano di conoscenza aveva! E non era erudito, o altro. Nessuno sa dove fosse nato, cosa fosse accaduto, da dove venisse o dove vivesse, e come fosse giunto fino a quell’età. Nessuno conosce il suo passato. Oppure prendete Adi Shankaracharya, o Kabira o chiunque altro. Ad esempio, Machindranath: se leggete di lui, non capirete, penserete che stia impartendo qualche misteriosa conoscenza. Hanno svolto un lavoro enorme! Si sono addentrati completamente nel lato sinistro e destro ed hanno fatto ogni genere di sperimentazione. Se leggete i libri scritti sui Nav Nath, sui Nove Nath (signori, ndt) e sulla vita di Machindra… Machindranath si addentrò molto in profondità e scoprì moltissime cose sui luoghi dove erano le donne a dominare. Credo che debba essere stato in Belgio, dove le donne erano dominatrici e i mariti proprio simili a cavoli. Scoprì molte cose, che cosa era accaduto, e cercò di porvi rimedio. È quando il movimento prende un’altra direzione, sapete, quando la direzione presa dalle radici è tale da dare origine ad alberi davvero orribili qua e là.

È così che lui ha lavorato. Ed è così simbolico che voi, per capire la loro opera, dobbiate essere davvero molto profondi e penetranti; per questo finora la mente umana non è in grado di rendersi conto della quantità di lavoro che hanno svolto. Non le è possibile vederlo. Se ad esempio leggete le descrizioni fatte da Adi Shankaracharya – o anche da Markandeya – a proposito di vostra Madre, è notevole come sia riuscito a cogliere dettagli piccolissimi. Da dove, da quali angolazioni. Ed egli riuscì a vedere ogni più piccolo aspetto della Madre, come lo vedrebbe un bambino, sapete, assolutamente vicino alla Madre. Questo significa che l’innocenza era completa e perfetta. Diversamente, non potete vedere questi punti, tutti i piccoli dettagli che loro hanno notato, come le tre pieghe nella Madre. Chi può notare, se non un bambino, che la madre ha tre pieghe nel corpo? Solo un bambino può accorgersene. È straordinaria, vi dico, è straordinaria questa innocenza, la loro penetrante visione e coraggio. Occorre un vero coraggio per crescere in questa penetrante profondità.

Così, la cosa che occorre conseguire per prima è l’innocenza, ma ciò non dovrebbe essere attraverso Cristo o Ganesha, bensì dovreste essere voi ad averla. Significa che voi siete, voi siete l’innocenza. Non dovete dire nulla, non dovete passare attraverso qualcuno. Voi siete questo, e potete averla proprio direttamente. Questa condizione (l’intermediazione delle Deità, ndt) è per la gente non realizzata, per la gente stupida, che non può conseguirla direttamente. Voi tutti potete acquisirla direttamente. Questa è la vostra benedizione, è la cosa più grandiosa che possiate acquisire tutto ciò direttamente. Ma dovete raggiungere quella posizione di innocenza mediante la quale diventate così sottili, così sukshma, poiché l’innocenza è la qualità più sottile, grazie alla quale voi entrate in tutti gli ambiti per avere la conoscenza delle radici, la conoscenza dell’Albero della Vita. E non è destinata alle persone stupide, egoiste ed insensate. Diventano rakshasa, vi dico, sono rakshasa.

Noi quindi non seguiremo il loro percorso, dobbiamo andare nel senso opposto. Per questo dobbiamo diventare umili interiormente e cercare di risvegliare la vostra innocenza, una volta che si tratti della sacra innocenza, di pavitra – l’innocenza in voi. Vi stupirà sapere che in sanscrito non esiste un termine per indicare l’innocenza. Perché per loro essa comprende tutto ciò che è santo, di buon auspicio. Non esiste un termine specifico per l’innocenza, perché non possono pensare che l’innocenza esista così, sospesa in aria. Deve essere all’interno di qualcosa, sapete, così come in un certo senso l’acqua può sempre solo essere contenuta in una tazza. Così. Non possono pensare all’acqua sospesa in aria, vedete. Deve avere un recipiente. Così diranno: “un momento di buon auspicio,” “una persona di buon auspicio,” o “una cosa di buon auspicio,” “una notte di buon auspicio,” “un giorno di buon auspicio.” Tutto è contenuto dentro un contenitore. Un contenitore che possa avere innocenza, sapete.

Il buon auspicio. Ancora, ciò che è benaugurale. È un aggettivo. Non esiste un termine per definire l’innocenza solida, la shubha. Il termine stesso shubha è un aggettivo, non esistono sostantivi per indicare l’innocenza. “Innocente” può esserci, ma un termine a sé per indicare l’innocenza non esiste per loro, poiché essa esiste in ogni cosa innocente. È il concetto più ampio, è il concetto più ampio di Virata Ganesha. Quando Egli esiste in tutto il Virata, come potete limitarvi a considerarlo l’innocenza? È tanto più sottile, è troppo sottile per essere ridotto ad un sostantivo. È qualcosa di troppo sottile, e noi dobbiamo diventare altrettanto sottili.

Dio vi benedica. Dio vi benedica tutti.

 (Ha inizio la celebrazione del puja)

Potete iniziare lavando i miei piedi. La prima cosa che possiamo fare è che quelli che non hanno mai lavato i miei piedi, per favore alzino la mano. Lui l’ha già fatto? (sy: L’hanno fatto tutti) L’hanno fatto tutti. Lui non l’ha mai fatto? Va bene, vieni.

 (Le diverse armi di Shri Durga vengono disposte ai piedi di Shri Mataji). All’inizio così. Quando iniziano a fare il puja, puoi toglierle. Innanzitutto, penso che quelli che vogliono fare il mio puja hanno (deciso?) per prima cosa di lavare i miei piedi. Allora potete lavare i miei piedi. Quali sono le persone che vogliono farlo? Tu, e chi altro? Tua moglie. Facciamo venire per primo Machindranath per il puja di Ganesha. Chi altri? Questa signora ha mai fatto il puja? Sì. Allora possiamo far venire uno da… lei che è svizzera, e un altro da Roma, due persone. Questo è per aiutarvi. Bene. E possiamo avere Guido da… Guido, puoi stare seduto in terra? Ce la fai a stare seduto in terra? Ce la fai? Bene. Così avremo due persone. Va bene? (Rivolta a Gregoire, per disporre le armi): Ora dovresti aiutare qui a togliere tutte queste cose, ora (…)

Sì, vieni avanti. La prima cosa da fare è lavare i vostri piedi (?). Poi potete lavare i miei piedi e andare. Potete tutti venire uno ad uno. Capito?

(Ad uno yogi venuto a lavare i Suoi piedi): Meglio se ti togli l’orologio. Come ti chiami? (sy: Giovanni) Benissimo. Dio ti benedica. Ora verifica le tue vibrazioni. Sulle mani. (Shri Mataji pone il Suo anulare sull’Agnya dello yogi) Va bene, ottimo. Dio ti benedica.

Date a lei dell’acqua.

(Shri Mataji fa alcuni gesti mimando con l’indice destro un disco che rotea sopra la Sua testa)

L’acqua per lavare i piedi potete metterla lì dentro (…) Potrebbe andare lì dentro. Oppure avete qualcos’altro, una brocca o qualcosa? Oppure potremmo portarla via così. Se potete (…). Potete portarla via e gettarla lì dentro. Chiedete loro di gettarla in giardino. Chiunque può andare a buttarla in giardino. Poi lavate (il recipiente) e riportatelo indietro. Lavalo e riportalo.

Machindranath, vieni qui. Vieni qui. Devi lavorare. (Shri Mataji indica agli yogi di aiutare il bambino a lavare i Suoi piedi). Bene. Fatto. Ha fatto il suo lavoro. (…) Vieni a massaggiare i miei piedi. Ah bene. Bene così. Ora basta, va bene, ha fatto. Portatelo via. (Rivolta al bambino, che fa gridolini di gioia): A loro piace molto. (Giocando col bambino:) Ah sì! Dov’è ora la Kundalini? Va bene, ora fatelo andare, portatelo via. Ora, quello che potete fare è lavare i miei piedi con l’acqua – prendetene ancora, perché Machindranath l’ha versata fuori. Potete metterla sul Sahastrara di ciascuno. Mettetela sul Sahastrara di ciascuno. Ora lavate i miei piedi. Strofinate le vostre mani e poi le mie, così. Le vostre mani devono essere strofinate. Tu strofina la sinistra perché (…) c’è un problema di lato sinistro, massaggia di più la sinistra….

(Ha inizio la recitazione dei mantra).

 (Recitazione dei ventuno nomi di Shri Vishnu):

Questi sono i ventuno nomi di Shri Vishnu. Sono i ventuno nomi di Shri Vishnu che è l’aspetto della vostra evoluzione, del vostro dharma. Per prima cosa il sostegno, e poi l’evoluzione. È il Padre dentro di voi. Così, per prima cosa, poiché voi state tutti ricercando l’evoluzione, invochiamo i ventuno poteri, i ventuno poteri di questo aspetto paterno di Dio. Ventuno poteri. Questi ventuno nomi rappresentano i ventuno poteri di evoluzione dentro di noi. Il canale della Sushumna (canale centrale, ndt) ha ventuno poteri. (Ad una yogini:) Puoi tradurre in francese, è meglio.

Vishnu, Vishnu, è il potere di Vishnu o, possiamo dire, Narayana. Vishnu, il Padre.

Questo è per alzare il vostro lato destro poiché ora la sua attività si sta innescando. (Viene letto il Gayatri mantra per il lato destro).

 (Lettura dei dodici nomi di Shri Ganesha, nomi di Vishnu e recitazione di mantra a Shri Durga dal Devi Mahatmyam).

Krita Yuga. Questo è il Krita Yuga. Krita significa quando sarà effettivo, quando sarà efficace, quando sarà compiuto il lavoro. Questo è lo Yuga, sono i tempi nei quali il lavoro sarà svolto. Krita Yuga. Questo è il tempo speciale che si trova fra il Kali Yuga ed il Satya Yuga; è il Krita Yuga, nel quale si svolgerà l’opera, si compirà il lavoro. È il tempo della resurrezione, nel quale le vostre mani parleranno. È così, sapete. (Ad una yogini:) Traduci. Krita Yuga: Kri significa ‘fare.’

(Rivolta al bambino Machindranath:) Vieni qui, mettiti seduto. Devi fare il puja, forza, vieni qui. Da questa parte. Devi fare il puja, capito? (Shri Mataji lo prende in braccio per un po’, poi lo rimette giù ridendo e dicendo:) Questo bambino è eccitato dai fiori!

(Viene recitato il Ganesha Atharva Shirsha. Ad un certo punto Madre interrompe per spiegare.)

Vedete, Twatto Jayate significa il principio, si risveglia il principio dell’intero universo, il principio dell’universo e Pratye significa che se ne dà anche l’esperienza; così Egli è colui che genera il principio e ve ne dà anche l’esperienza. Pratye, Pratye è l’esperienza che prova, che dimostra la propria esistenza, sapete. Quando si dà il proprio Pratye, significa che date l’esperienza che dimostra la vostra esistenza.

 (Alla fine del Ganesha Atharva Shirsha:)

 Qualcuno dovrebbe leggere la traduzione. Gregoire può leggere il sanscrito. All’inizio come dice, Brahma Twam…? (yogi: Twam Brahma, Twam Vishnus, Twam Rudras…) Così Lui (Shri Ganesha) è chiamato Rudra, capite? Non Sadashiva, poiché è al livello di Rudra, perché Lui è il principio di tutto; è il Tattwa, il principio. Rudra …. (tocca la fronte dove si trovano gli Ekadasha Rudra).

(Dopo viene letta la Divina Essenza della Preghiera a Shri Ganesha. Alla fine, c’è la frase: “Tu sei Dio e uomo”)

Shri Mataji: Dovrebbe essere “Tu sei Dio nell’uomo”, sarebbe meglio. Dio nell’uomo…Lui (Gesù) non è umano, in nessun modo, come potete definirlo tale?

 (Shri Mataji chiede un mangala sutra. Dice a proposito al bambino Machindranath:) Lasciate che sia lui a mettere il Mangala Sutra. Shri Ganesha ha il potere di dare il Mangala Sutra. Mettimi questo. Vieni. Grazie.

Tu ne hai il massimo diritto. (Mostra il Mangala Sutra) Lo ha girato al contrario (con le coppe verso l’esterno, ndt), viene usato così durante il primo anno di matrimonio, sapete, è giusto, si mette così! (Risate)

 Solo le donne sposate (devono fare il puja alla Devi, ndt). Devono farlo le donne sposate, d’accordo? Tutte le donne sposate, e poi le kanya (donne non sposate) devono fare qualcos’altro. Diamo due (ornamenti) ad ognuna, altrimenti non andrà bene. Potete mischiarli, non c’è niente di male. Aspettate tutte le donne sposate. Vieni tu. Iniziamo. Non ho portato tutti i miei ornamenti (…)

Bene. Dio vi benedica tutte. Akhanda saubhagya: questa è la benedizione data a tutte le donne sposate, ossia che la vostra saubhagya (buona fortuna, ndt) permanga per tutta la vostra vita senza alcun ostacolo. Non dovrebbero mai esservi ostacoli alla vostra vita matrimoniale finché vivete.

Dio vi benedica.

Ora, per il kumkum potete venire voi, e le ragazze sposate, con l’acqua (…)

 (Shri Mataji mette qualcosa sulle sue mani e poi massaggia.)

Lasciatene un po’ per tutti e distribuitelo, così che tutti possano metterlo sulle mani. Vi fa bene. Guido, distribuiscilo. Danne un po’ in mano a ciascuno, così che possano massaggiarlo un poco….(Shri Mataji continua a dare indicazioni si come effettuare il puja)

Gregoire, leggi i nomi che hai fatto tu. Dove sono?

(Gregoire: Quelli di Shri Shiva o Shri Mahakali?)

Shri Mataji: Sì, Shri Shiva. Tutto questo è soltanto per la Sua gioia, no?

(Lettura dei nomi: Om Twameva Sakshat Shri Nav Jerusalemeshwara).

Shri Mataji: Ancora!

(La lettura dei nomi prosegue:

Om Twameva Sakshat Shri Nav Jerusalemeshwara: Lui è il Signore della Nuova Gerusalemme.

Om Twameva Sakshat Shri Adi Nirmalatma: Lui è il Sé Primordiale di Shri Mataji.

Om Twameva Sakshat Shri Sahaja Yogi Priya: Lui ama i sahaja yogi.)

Shri Mataji: Quest’ultimo significa che “Lui è il benamato dei sahaja yogi”.

Yogi: Per questo c’è un altro nome, Madre: Sahaja Yogi Vatsala.

Shri Mataji: Sahaja Yogi Vatsala.

Altro yogi: Priya Bhakta, Lui è il preferito dei devoti.

Shri Mataji: Priya Bhakta. In questo caso Priya viene prima. Ma se lo mettete dopo, ‘Bhakta Priya’, significa che Lui ama i bhakta (devoti, ndt), Bhakta Priya. Ma se mettete (Priya), allora diventa “Lei è la benamata”, sapete, perché dove mettete Priya, è un mio nome, quindi “io sono la benamata”. Oppure potete cambiarlo (Priya) con Premi, sarebbe meglio. Se mettete Premi allora va bene.

Potete mettere…Priya sarà… Gregoire, ‘Sahaja Yogi Priya’ va bene, ma se metti ‘Priya’ allora subito diviene il contrario, poiché ti stai rivolgendo e stai riferendo la cosa a me; io divento quella deità, capisci?

Il sanscrito è incredibile, cambi una piccola cosa qua e là e il senso varia così tanto perché ogni singola consonante, ogni vocale ha un significato. Immaginate: ogni consonante ed ogni vocale ha un significato ed un mantra, poiché è devanandra, è compreso solo dai deva; è devanand, creato dai deva. Così, tutti questi elementi hanno un effetto davvero straordinario quando li combinate tutti insieme.

Yogi: Leggo dei nomi dedicati a Lei, Shri Mataji?

Shri Mataji: Va bene.

(Viene recitata una serie di nomi che iniziano tutti con Nirmala).

Shri Mataji: Bellissimo.

(Shri Mataji si pettina i capelli)

In quella fotografia questo stesso pettine è venuto come una luce, avete visto? Proprio come una fiamma, questo stesso pettine. Avete visto quella fotografia? Sì, è nel tuo album.

Shri Mataji: Olio di amla? Olio di amla? (Uno yogi porge a Shri Mataji un olio per i capelli, ma lui Le risponde con un altro nome, non Amla).

 (Madre chiede che le sia portato del profumo Khus)

Shri Mataji: Gregoire, ho visto del Khus nel tuo bagno, del Khus, del profumo Khus. Ne ho visto uno, deve essere ‘Athar’ dall’India, vediamo anche quest’altro, ‘Mogra’ (…)

I profumi che la gente usa qui sono molto pericolosi, specialmente questo ‘Tabac’ non è altro che tabacco. La gente ne diviene in un certo senso dipendente, è una dipendenza.

Sì, questo va bene, questo va bene. Questo è ‘Hina’, c’è scritto sopra ‘Hina’? È lo stesso di Khus. È la stessa cosa. Questo va bene. È lo stesso.

Potete applicare questo profumo Khus a tutti i sahaja yogi. Purifica tutto il vostro Vishuddhi, soprattutto il Vishuddhi destro. Se avete ‘Hina’ però è il migliore, perché pulisce molto il vostro Vishuddhi destro; ma questo (Khus) va bene per le persone frettolose, con molto calore, per quelli con problemi di fegato.

 (Uno yogi recita dei mantra. Ma Shri Mataji lo interrompe:) Shri Mataji: Che li dica quando avrò in mano la spada. (Hindi:) Terrò la spada in questa mano.

(Uno yogi chiede di leggere il Lalita Sahasranama, mille nomi della Devi, ndt)).

Shri Mataji: Centootto nomi. Abbiamo copie dei centootto nomi? (sy: No)  Ma puoi tradurli tu. (Poi dice di recitarli dopo, e dire prima ‘Ya Devi Sarva Bhuteshu’).

 Gregoire mostra il sari a Shri Mataji ma Lei non appare molto convinta. Lui dice: “L’ha scelto mia moglie, io sono innocente.”

Shri Mataji: L’ha scelto lui ma dà la colpa a lei. È per questo che ci sono le mogli, per prendersi tutta le responsabilità. (Madre ride, risate)

 (Shri Mataji spiega alle yogini come dovrebbero piegare e avvolgere intorno a Lei il sari):

Dovete aprirlo al contrario, così, a metà; apritelo a metà, capito? Dovreste tenerlo così; sì, piegatelo da quel lato. (…) Ora dovete avvolgerlo intorno a me, è questo il problema. (Le yogini avvolgono il sari attorno a Shri Mataji).

Questo è il modo in cui lo portavano al tempo di Shri Krishna (con il pallu, la coda del sari, sul davanti).

Prendete i miei capelli da dietro e tirateli fuori (dal sari).

Non avevo un orologio moderno. Ma non credo nel tempo!

(Viene offerta la ghirlanda)

Shri Mataji: La migliore combinazione è verde, arancio e giallo. (Per i fiori della ghirlanda, ndt)

(Viene offerta una ghirlanda di fiori color arancio. Poi viene messa sulla Sua testa una corona di fiori)

Shri Mataji: Si dice che sia meglio mettere i fiori attorno alla testa.

Il segno della bellezza è quando non potete più tollerare imperfezioni. Questa (corona) è bellissima quindi dovete fare, occorre fare ogni cosa in relazione a questo. È fatta benissimo.

Dio vi benedica.

Cercate di scattare fotografie complete.

(Le armi sono offerte a Shri Durga. Shri Mataji prende la spada ma non la mazza, dicendo:) Questa non mi serve! (Poi chiede la conchiglia).

Potete leggere…(viene letta una serie di versi sanscriti e mantra alla Devi, poi i nomi di Durga ed altri mantra.)

 (Al momento dell’aarti:) Alzatevi in piedi, (la fiamma?) deve diminuire.

(Vengono cantati i 3 Mahamantra. Shri Mataji in meditazione dà diversi bandhan sulla mano sinistra.)

Dio vi benedica tutti. Datevi un bandhan.

(Gli yogi dicono “Jagadambe”)

Shri Mataji: Recitate il Padre Nostro.

Ancora una volta.

Ancora una volta.

 (Conclusione del Puja)