Shri Ganesha Puja

(India)

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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Shri Ganesha Puja

Nasik (India), 18 Gennaio 1983


Sedetevi, prego. (Il microfono) va bene. [Marathi]

È un giorno molto propizio per riunirci qui oggi in occasione della nascita di Shri Ganesha – oggi, proprio oggi è Vinayaki Chaturthi – per celebrare questo puja.

È inoltre una grande fortuna avere persone come il dottor Sangvi, sua moglie, suo figlio e sua nuora che sono così dedicate a Sahaja Yoga.

Nel 1972 avevo visitato Puna… (Shri Mataji si corregge) Nasik[1], e organizzammo qui una grande riunione. Venne gente da ogni parte; riunimmo qui moltissimi sahaja yogi. Raulbai[2] è una di loro. Ma non molta gente di Nasik si fece avanti per praticare Sahaja Yoga e non trovammo nessun punto di appoggio qui, così smettemmo di venire a Nasik.

Ed oggi, dopo tutto questo tempo, sono tornata qui, ed è molto sorprendente come ci siamo riusciti. Ieri erano presenti molte persone – dicono circa diecimila persone – e direi che almeno il novanta percento ha ottenuto la realizzazione – almeno.

Ora, devo dire che la qualità delle persone è fondamentale e in Maharashtra dovete capire che esiste una qualità: penso che loro abbiano una speciale qualità di purezza, perché ho visto, invariabilmente, che la mole di lavoro che si svolge in Maharashtra non ha eguali altrove. Forse la gente è molto consapevole dei tre pitha e mezzo[3] che ha qui.

Loro sono giainisti e hanno seguito il giainismo, tuttavia hanno sempre venerato la Dea, la Devi. Possiamo comprendere, quindi, quale sia l’impatto di questi tre pitha e mezzo, e voi avete visitato il grande tempio di Chaturshrungi.

Yogi: Saptashringi.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Saptashringi.

Shri Mataji: Chiedo scusa, di Saptashringi. Oggi…[parla in marathi]

Oggi, essendo il giorno di Ganesha, mi viene alle labbra solo chatura[4]. Bene. Questa Saptashringi[5] ha sette chakra, ossia l’area limbica, ed è il Sahasrara, rappresenta il Sahasrara.

Ecco perché lei è l’ardha-matra (mezzo matra, ndt)[6]. E potete vedere che il suo viso, il corpo e tutto il resto sono modellati in modo così mirabile che emettono vibrazioni a miglia di distanza. Le persone sensibili possono sentirle. E voi siete stati così fortunati da andare a visitare questo luogo miracoloso dove questo (swayambhu) è scaturito dalla Madre Terra e si trova qui dall’antichità. Nessuno sa quando sia comparso.

Siamo dunque in un luogo molto sacro perché, come sapete, Sita visse qui per molti anni e con Lei Shri Rama ed anche Shri Lakshmana.

È ovvio perciò che questo sia proprio uno straordinario luogo di incontro di vari eventi sacri che si verificarono nelle diverse età del Maharashtra.

E qui scorre anche il fiume Godavari ed anche la sorgente, la sorgente di questo fiume è molto vicina.

In realtà volevano portarvi lì ma è un’altra salita ripida ed ho pensato che sareste stati tutti esausti, così ho detto loro che era meglio non portarvi. Di solito, però, chi viene a Nasik ci va sempre.

C’è anche stato uno spiacevole incidente. C’è un Trambakeshwara[7] dove c’è uno dei Jyotirlinga[8]. Esistono dodici Jyotirlinga – in realtà dovremmo dire che sono quattordici perché due di essi sono incompleti – ci sono dodici Jyotirlinga ma quelli completi sono dieci.

Uno di essi è qui, ma il custode era parecchio strano e ha detto che chi non è indù non può essere ammesso.

Sono ancora tutte assurdità che persistono e un giorno finirà tutto, ne sono sicura. (Queste cose accadono) perché non hanno nessun senso di come riconoscere i santi.

E quando inizieranno a riconoscere i santi si renderanno conto che sono questi che dovrebbero entrare per primi, invece di coloro che non sono realizzati.

Tra l’altro per Shiva non ha importanza neppure se sono dei bhut, a Lui non interessa. Il suo tempio non ha bisogno di essere tanto sorvegliato. Posso capire qualsiasi altro tempio, però per quello di Shiva non riesco a capire perché sia necessaria tutta questa sorveglianza. Ma penso sia un modo per far soldi.

Comunque sia, porta alla mia attenzione tutte queste assurdità che persistono in questo Paese.

E allora si inizia a realizzare quanto la gente debba aprirsi ed eliminare la paura di chi proviene da altri Paesi.

Ne soffrono tutti; non solo, non solo le persone religiose, ma anche quelle politiche, sociali; sono tutti spaventati dagli stranieri che arrivano adesso nel Paese e iniziano sempre a dubitare.

E si può capire perché dubitino; tuttavia dovrebbero anche comprendere che, se ci sono dei santi, a livelli così avanzati, loro dovrebbero essere in grado di riconoscerli; ma è questo che manca in loro.

Ed ero rattristata su questo punto, ma non importa. Penso che la prossima volta metterò in riga questo signore.

Nel complesso penso che tutto il nostro soggiorno sia stato molto interessante e piacevole, e questa sera avremo un bellissimo programma musicale, uno spettacolo di intrattenimento vario e musica classica suonata dai bambini e sono sicura che l’apprezzerete tutti moltissimo. Ci sarà questo.

Quindi, nel complesso, dovremmo essere grati al signor Sangvi ed al signor Mehtani per avere organizzato questo soggiorno a Nasik così bene e con tali comodità per tutti noi e con tali esperienze che elevano (lo Spirito), che vi hanno portato a qualcosa di più elevato e all’esperienza della vostra profondità.

Che Dio vi benedica tutti.

Per prima cosa devono chiedere perdono a tutti voi (probabilmente in riferimento allo spiacevole episodio causato dai custodi del jyotirlinga, ndt) e stanno chiedendo perdono anche a me (si riferisce alla coppia di pujari – un uomo e una donna – che stanno parlando con Shri Mataji, ndt).

[La coppia di sahaja yogi pujari inizia una preghiera in sanscrito o marathi]

[Shri Mataji traduce:] “E se abbiamo commesso qualche errore, per favore perdona noi e tutta la nostra famiglia”.

Per prima cosa dovete venerare voi stessi. Diversamente… ecco perché lei (forse la yogini pujari, ndt) deve venerare se stessa, nel senso che dovrebbe purificarsi e venerare se stessa; dovrebbe avere rispetto per se stessa e dopo venerare me. Se non siete persone rispettabili non potete venerarmi.

Adesso lei deve… loro diranno il mantra…. [Marathi] Potete prendere questo?

[Una yogini inizia a cantare dei mantra in sanscrito]

[Marathi] Ci sono dieci guardiani delle dieci direzioni, i Digpal.

[La yogini continua a cantare dei mantra in sanscrito. Segue una preghiera probabilmente in sanscrito]

Shri Mataji: Hanno invitato tutti i dieci deva che sono i guardiani delle dieci direzioni, a venire a stare qui per vigilare su questa grande occasione in cui lei (la yogini pujari, che ha recitato la preghiera, ndt) venera il Dio.

[La recitazione dei mantra continua]

[Marathi]

Yogi: Questo è conosciuto come succo di canna da zucchero. Abhishek (offerta) di succo di canna da zucchero.

[Vengono recitati altri mantra. Inizia l’offerta degli elementi direttamente sui Suoi piedi, ed essi vengono usati per strofinare i Suoi piedi]

Shri Mataji: Questo … il ghi.

Yogi: Ghi.

Yogi: Questo è abhishek (offerta) di latte.

[Marathi]

[La recitazione dei mantra continua]

Shri Mataji: Dovrebbe esserci pace, e per la pace c’è un mantra che è shanti. È importante che la pace sia dentro e fuori. Deve essere innanzitutto instaurata interiormente. Dovete sentire la vostra pace dentro di voi. Per questo c’è questo mantra particolare.

[Marathi]

 Ora il puja di Saraswati e di Mahalakshmi.

[Inizia la recitazione dei mantra e canto di bhajan]

[A Shri Mataji viene offerto del cibo che Lei inizia a mangiare]

Questa è la nostra offerta alla Devi affinché il morbo della fame sia eliminato.

[Viene accesa una lampada ad olio che la yogini pujari usa per fare un aarti a Shri Mataji e alla fine viene offerta ai Suoi piedi]

Questa è la venerazione del dipa (lampada) che suggerisce: “Oh Madre, noi non dobbiamo, non dovremmo dimenticare lo Spirito, la luce dello Spirito in noi e Ti veneriamo con questa luce affinché la nostra attenzione sia sulla luce che è lo Spirito in noi”. E inoltre pregano… dicono: “Rimuovi la grande oscurità di moha”. Moha è… attaccamento. Rimuovere il…

(Rivolta al sahaja yogi pujari:) Moha equivale (in inglese) ad attaccamento? Attaccamento, attaccamento.

[Marathi]

[La yogini pujari esegue un aarti con l’incenso davanti a Shri Mataji mentre cantano un canto. Shri Mataji traduce:]

“Ora, eseguendo azioni (karma), i nostri cervelli sono andati in confusione. Pertanto, Dea, noi ti offriamo questo dhupa[9] affinché Tu elimini il nemico del karma (che è) nella nostra testa, rimuova i karma dalle nostre teste affinché ci purifichiamo; per questo offriamo dhupa”.

Vedete, è molto interessante che ciò che suggeriscono sia dhupam, è il dhupam che viene offerto a Shri Krishna il quale ci concede lo stato di testimonianza.

Come è connesso! Dipam è lo Spirito, guardate in che modo è connesso. Tutto è talmente connesso!

[Marathi]

[Viene offerta una noce di cocco]

Ora, è molto significativo che una noce di cocco sia offerta per moksha[10]. Ora, voi sapete che una noce di cocco ha al suo interno un’area limbica. Ha i tre involucri, proprio come il vostro cervello, e all’interno c’è l’area limbica. Esso rappresenta l’area limbica. Ecco dunque il motivo: per (ottenere) moksha voi dovete entrare nell’area limbica. Ed è per questo che è chiamata shriphala: lo Spirito Santo (ossia Shri, ndt), sapete, il phala dello Spirito Santo; è il frutto preferito (dallo Spirito Santo), o che lo rappresenta (lo Spirito Santo). Questa è la vostra area limbica, ed è per questo che viene offerto alla Madre.

Quanto è significativo ed assolutamente appropriato! Dio ha creato questo anche proprio per suggerirlo.

[Marathi]

Ora questo è… questo è… lei deve offrire un suphala (non chiaro, ndt), che è il Principio di Ganesha, e quelli sono gli agama shastra[11]: ossia gli shastra che ne sono scaturiti.

Quindi: “Rendimi una personalità virtuosa”.

Tutto è venuto da Shri Krishna… [Shri Mataji si corregge:] da Shri Ganesha; e Shri Ganesha vi rende di buon auspicio ed anche virtuosi.

Egli è dunque Colui dal quale hanno avuto origine tutti gli shastra. Quindi: “Questo è il principio di Shri Ganesha che Ti offriamo, affinché Tu renda anche noi virtuosi e di buon auspicio con i Tuoi poteri”.

[Marathi]

[Viene offerto a Shri Mataji un piattino con della frutta] La mela per voi (stranieri, ndt) è Ganesha, vedete, ha un effetto sul Muladhara. Se soffrite di diarrea essa vi aiuta. Questa (mela) è dunque Ganesha per voi (stranieri), mentre per la gente di questo paese il Ganesha è questo (Shri Mataji prende un altro frutto dal piattino ma non si vede quale sia, ndt).

Dio vi ha dato ogni cosa in base alle necessità.

 [Marathi]

Sette volte. Dovete dire sette volte il primo mantra di Mahakali, Mahalakshmi, Mahasaraswati, sette volte insieme a lei.

[I sahaja yogi ripetono il mantra: “Om Twameva Sakshat Shri Mahalakshmi, Mahasaraswati, Mahakali, Trigunatmika, Kundalini Sakshat, Shri Adi Shakti, Shri Nirmala Devi Namoh Namaha”, per sette volte]

 Shri Mataji: Gavin, perché hai omesso “Shri Mataji” (dal mantra)? Dovreste mettere “Shri Mataji”, è essenziale; perché è il primo nome del Sahasranama[12]. D’accordo? Dovrebbe esserci “Shri Mataji”, capito?

Quando create formule standard per tutti – chi lo ha fatto? – dovete chiedere a me; infatti la cosa principale è che io sono la Madre, non è forse così?

E quello in realtà è il nome che mi è stato dato dalla gente moderna, così deve essere accettato. È una cosa aggiuntiva. Quindi, quando create formule standard per tutti dovete chiedere a me, tutti quanti. Io non so chi lo abbia fatto, ma chiunque sia…

[Marathi]

[Durante un canto dedicato a Saraswati:] Sanghavi significa la collettività stessa, è la collettività.

[Marathi]

Ora possiamo recitare i centootto nomi della Devi. [Marathi]

Potete fare l’havan.

È tutto scritto in marathi ma molto ben fatto. Vorrei che poteste tutti ricordarlo a memoria perché è un bellissimo modo di liberarsi dei nostri sei tipi di nemici. Noi non sappiamo neanche cosa chiedere a Dio. Chiediamo sempre cose senza importanza. Le nostre priorità sono tutte sbagliate. Quindi è un ottimo modo per sapere esattamente ciò che i sahaja yogi dovrebbero chiedere.

[Marathi]

Ah. Il signor Sangvi ha detto che non voleva accettare denaro dalle persone per il puja. Ho replicato: “Ma loro devono partecipare tutti”.

Allora, con grande difficoltà, hanno accettato che si raccolgano undici rupie a testa per il puja e qualcuno dovrebbe occuparsene. Lo avete già fatto? Avete stabilito ventuno? Va bene. Quello che è.

[Marathi]

Spostate un po’ questo.

[I piedi di Shri Mataji vengono decorati con il kumkum e gli anelli]

Ora lo faranno tutte le persone di Nasik, quindi voi dovete spostarvi un po’. Quelle di Nasik. [Marathi]

[Offerta del Mangala Sutra]

Bala? Se voi potete spostarvi, loro potranno sedersi da quella parte. Dovete stendere qualcosa per loro. Gavin? Alzatevi un minuto, va bene? Alexander, spostati un po’ anche tu perché qui devono sedersi gli altri. Va bene? Sarà una buona idea.

È così di buon augurio… qui hanno tutti gli alberi di buon augurio.

[Marathi]

Sapete quanti ne abbiamo detti l’ultima volta, quanti nomi? Duemila… duemila centootto. Mille di Saraswati, mille di Renuka Devi e centootto di Mahakali.

[Marathi]

[Offerta della frutta fresca a Shri Mataji]

[Un piccolo havan viene allestito ai piedi di Shri Mataji]

Chi vuole fare delle fotografie dei miei piedi …

[Offerta della ghirlanda e del sari]

Fatto?

Gavin? Vieni avanti.

Questa è la prima volta che farete una fotografia senza i miei mudra. Avete capito? “Senza i mudra”, significa che non ho alzato le mani (nella posizione con la mano sinistra poggiata sul ginocchio con il palmo rivolto verso l’alto e la mano destra alzata rivolta verso i sahaja yogi, ndt).

[Marathi]

Fate un po’ di spazio.

Rustom? Vieni qui.

I mille nomi della Devi?

Non li avete? Quanti? Centootto, va bene. Facciamo i centootto. [Marathi]

Lalita Sahasranama… Sahasranama…

[Shri Mataji ha preso in mano un libretto. Viene acceso il fuoco dell’havan]

Questo è un bellissimo …

[Marathi]

Rustom, sarai in grado di leggerli?

Guardate: oggi non avevano i mille nomi della Devi, (quindi) dobbiamo leggere quelli di Ganesha. (Shri Mataji ride)

Loro stanno dicendo: “Sei Tu che fai tutto”; io ho detto: “Io sto semplicemente seduta qui, non faccio niente”. (Risate)

 [La cerimonia prosegue con l’havan]


[1] Nello stato indiano del Maharashtra.

[2] Nome di una delle prime sahaja yogini in India.

[3] In Maharashtra si trovano i tre e mezzo Shakti Pitha (luoghi, seggi della Dea). Questi luoghi sono: il tempio di Shri Mahalakshmi a Kolhapur, il tempio di Tulja Bhavani (Shri Mahakali) a Tuljapur, il tempio di Renuka Devi (Shri Mahasaraswati) a Mahur (Matripur) e inoltre vi è il tempio di Saptashrungi che si trova presso Vani e Nasik. Questi quattro templi rappresentano le quattro parti del sacro AUM: A-kara, U-kara, Ma-kara e Mmm-kara (Ardha-matra). V. la nota n° 6 alla pagina successiva su Ardha-matra.

[4] Chatur significa quattro.

[5] Saptashrungi o Saptashringi (lett. Sapta: sette e shrung:vetta). Luogo di pellegrinaggio situato a ca. 60 km da Nasik, in Maharashtra. Si tratta di una serie di colline con sette vette dove è presente un tempio dedicato alla dea Saptashrungi Nivasini, ossia Colei che risiede sulle sette vette delle montagne. Shri Mataji ha detto in altri discorsi che Saptashrungi è l’Adi Shakti, e ancora che Saptashrungi significa i sette chakra ed è il luogo dell’Adi Shakti.

[6] Ardha-matra: La sacra sillaba OM è composta da tre lettere: A, U e M. La lettera ardha-matra completa la sillaba OM. “Come nella parola AUM sono presenti tre e mezzo matra, che significa mezza luna, semicerchio – matra significa semicerchio – così sapete che ci sono Mahakali, Mahasaraswati, Mahalakshmi, tre poteri, al di sopra dei quali si trova l’Adi Shakti. Lei è dunque le tre spire e mezzo e l’ultima mezza spira è al di sopra di tutte le altre e rappresenta la più elevata. Questa è la mezza matra, l’Adi Shakti, colei che è rappresentata nella Saptashringi dai sette… Shringa indica i sette shikhara, ossia i sette picchi, le sette vette. Significa che dovete attraversare sette colli per raggiungere il settimo che è l’ultimo. Quindi rappresenta i sette chakra, e il settimo è quello di Saptishringi – che indica l’Adi Shakti”. (Shri Mataji Nirmala Devi, Barcellona, 21/05/1988).

[7] Tempio di Shiva nella città di Trimbak, nel distretto di Nasik.

[8] Secondo Shiva Mahapurana, una volta Brahma e Vishnu ebbero una discussione su chi avesse la supremazia nella creazione. Shiva volle metterli alla prova perforando i tre mondi come una enorme, infinita colonna di luce, il jyotirlinga. Vishnu e Brahma si diressero rispettivamente verso il basso e verso l’alto di questa colonna per scoprirne la fine in entrambe le direzioni. Brahma mentì dicendo di averla trovata e Vishnu ammise la sua sconfitta. Allora Shiva apparve come una seconda colonna di luce e maledisse Brahma dicendogli che non avrebbe mai avuto posto nelle cerimonie, mentre Vishnu sarebbe stato venerato fino alla fine dell’eternità. I templi dei jyotirlinga rappresentano dunque i luoghi in cui Shiva apparve come ardente colonna di luce. Ciascuno dei 12 siti dei jyotirlinga prende il nome della Deità che lo presiede, ognuna delle quali è ritenuta una diversa manifestazione di Shiva. In tutti questi siti l’immagine primaria è il lingam che rappresenta la colonna senza inizio e senza fine, che a sua volta simboleggia la natura infinita di Shiva. I 12 jyotirlinga sono: Somnath in Gujarat, Mallikarjuna a Srisailam in Andhra Pradesh, Mahakaleshwar a Ujjain in Madhya Pradesh, Omkareshwar in Madhya Pradesh, Kedarnath sull’Himalaya, Bhimashankar in Maharashtra, Viswanath a Varanasi in Uttar Pradesh, Trimbakeshwar in Maharashtra, Vaidyanath a Deoghar in Jharkand, Nageswar a Dwarka in Gujarat, Rameshwar a Rameswaram in Tamil Nadu e Grishneshwar ad Aurangabad in Maharashtra.

[9] Offerta rituale dell’incenso.

[10] Liberazione spirituale.

[11] Gli Āgama Śāstra sono opere in versi considerate di origine divina: āgama vuol dire “tradizione”, “tramandato”. Trasmessi oralmente da maestro a discepolo, questi testi furono poi messi per iscritto in epoche più recenti, ragion per cui è spesso difficile risalirne all’età. I contenuti riguardano soprattutto il rito, le pratiche cultuali e yogiche.

[12] Mille nomi (in questo caso della Dea).