Mahashivaratri Puja (Inglese/Hindi)

(New Delhi)


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Mahashivaratri Puja

Nuova Delhi (India), 11 Febbraio 1983

(Parte inglese)

Sono lieta che vi siate tutti ben accomodati in questo piccolo spazio. Quando vi sono amore e comprensione, un piccolo spazio può ospitare molti cuori. Ma quando non si ha un cuore grande, allora qualsiasi cosa si possa ottenere non è mai sufficiente. Oggi venereremo lo Shiva Tattva[1] dentro di noi, il principio di Shiva. Per tutti i Sahaja yogi è molto importante, poiché Shiva è il fine supremo che dobbiamo conseguire. Shiva è rappresentato nel nostro Spirito; quindi, diventare Shiva è l’obiettivo ultimo.

Tutto il resto, ad esempio il Vishnu Tattva ed il Brahmadeva Tattva, esistono soltanto allo scopo di creare gli esseri umani, di farli evolvere ed infine condurli a Shiva. Questo è il fine ultimo. Ma gli esseri umani si lasciano talmente coinvolgere dai Tattva di Brahmadeva, che anche soltanto raggiungere il Vishnu Tattva è difficile. Si lasciano coinvolgere dai cinque elementi che ci hanno generato e che rappresentano in noi l’aspetto più esteriore dell’essere. Tutti i chakra costituiscono l’aspetto esteriore, possiamo dire il recipiente, ma il desiderio di diventare lo Spirito è di importanza primaria in Sahaja Yoga. Quindi, in quanto Sahaja yogi, dobbiamo guardarci dentro: abbiamo completamente questo desiderio? Oppure abbiamo ancora tanti desideri persistenti?

Il problema maggiore è il Nabhi chakra, sia in Oriente sia in Occidente. Alcuni, a livello del Nabhi chakra, persino in Sahaja Yoga si affannano ancora alla bassa ricerca di cibo, il che è davvero sorprendente.

Certa gente, poi, ha ancora un grandissimo senso di attaccamento ai propri averi e al denaro. Diventano sempre più sottili, eppure non sviluppano il distacco dentro di sé, anzi, (l’attaccamento) diventa più sottile. Man mano che diventate più sottili, anche l’attaccamento diviene più sottile e difficile da eliminare. Specialmente le persone che diventano leader in Sahaja Yoga o che sono più addentro in Sahaja Yoga, subiscono sempre attacchi. Sono attaccati magari dai mariti, dalle mogli, dai fratelli, dalle sorelle, dai figli, cose del genere.

E questo non fa che peggiorare la situazione, poiché tutti questi leader sotto attacco possono finire per scontentare le deità compiendo, di tanto in tanto, piccole azioni meschine. Occorre capire che tutti questi comportamenti sono dovuti al fatto che siete diventati più sottili e state ascendendo, quindi è naturale che le forze negative tentino di attaccarvi. È sempre la prima linea a subire un attacco, non le retrovie. Quindi, chi sta in prima linea viene sempre attaccato, e deve stare molto attento a come si comporta, perché se c’è una persona subdola, diventerà subdola in modo ancora più sottile, non sarà il contrario. La sua astuzia diverrà più sottile. Se un individuo è avaro lo diventerà in modo ancora più sottile; oppure, se è un egoista, lo diventerà in modo ancora più sottile.

Ma per liberarvi di queste cose dentro di voi, dovete andare all’altro estremo. Se, ad esempio, siete meschini, diventate assolutamente generosi, donate tutto ciò che avete. Non siate calcolatori; non parlate di soldi, non preoccupatevi del denaro. Se siete troppo stravaganti, indulgenti, dovreste comportarvi nel modo opposto; finché non diverrete il contrario, non potrete sbarazzarvi di queste cose. Se ad esempio siete collerici, molto collerici, divenite così miti che anche se qualcuno vi picchia, va bene; qualsiasi cosa vi dicano, va bene. È così che vi libererete delle vostre (cattive) abitudini che divengono sempre più sottili.

C’è un altro modo di affrontare la situazione: essere vigili. Quando siete vigili, iniziate a vedervi come una persona separata, con le sue abitudini, e allora iniziate a comprendere perché vi comportate in un certo modo: “Oh, capisco, ti conoscevo già dieci anni fa, prima della realizzazione. Ti conosco, signore, tu sei così”, poi opponetevi completamente a questa personalità ed eliminatela.

Prendiamo una persona negativa, di lato sinistro: qualsiasi cosa facciate per quella persona, essa diverrà sempre più sottile. Se è una donna, scoppierà a piangere improvvisamente e si sentirà triste per nessun motivo. Se è un uomo, si metterà a pensare e ad analizzare, analizzerà anche Sahaja Yoga, in modo più sottile.

Ciò che dovrebbero fare, quindi, è mettersi davanti allo specchio e guardare il riflesso: quella è l’altra personalità che è morta. Provate a prenderla in giro o a sgridarla, secondo i casi. Se si tratta di una personalità aggressiva, è meglio prenderla in giro, perché è stupida. Se, invece, è una che subisce le aggressioni è meglio sgridarla: “Che senso ha subire attacchi in questo modo?”

Tutte queste cose, sapete, vi tengono lontani dalla realtà. Il vostro essere deve essere purificato. Io posso farlo soltanto con il vostro aiuto. Molti dicono: “Madre, Lei è onnipotente”. È vero, è così, posso fare tutto, ma l’unica cosa che non posso fare è soverchiare la vostra libertà; è un dato di fatto, non posso sopraffare la vostra libertà. E giacché io non posso sopraffare la vostra libertà, dovete agire da soli. Se voi entrerete in piena libertà, vi elargirò tutte le benedizioni; ma se vorrete rimanere fuori, non sarò io a farvi entrare con una pistola.

No, non è così che funzionerà. Questo è uno scoglio di cui i Sahaja yogi devono rendersi conto: in ogni attimo siete liberi, più liberi, liberissimi. E più diventate liberi, peggiore diventa la vostra situazione riguardo a come affrontare la negatività. Supponiamo che intorno a me vi siano quattro persone: saranno attaccate per prime. Naturalmente, si può capire che è sempre la prima linea ad essere aggredita, non le retrovie, sebbene secondo logica dovrebbero essere le retrovie dato che tutte le orribili forze negative dovrebbero arrivare da dietro. Ma esse sono molto astute, sanno che le retrovie talvolta cadono da sole, quindi non è necessario passare da lì. Tentano con la prima linea. E chi si ritiene investito di qualche responsabilità, deve stare molto attento a come si comporta, a quanto è responsabile, a come agisce, se persevera nelle vecchie abitudini ad un livello più sottile o se le sta davvero combattendo. È molto importante. Ed è così che potete controllare voi stessi con intelligenza.

Quando poi vi distaccate, allontanatevi da queste cose, anche solo a livello mentale. Mi occuperò io di voi a livello spirituale. A livello mentale, dovete giungere alla logica conclusione che occorre combattere queste assurdità. Dovete essere vigili riguardo a queste insensatezze che si trovano dentro di voi.

Lo Shiva Tattva è innocente, assolutamente innocente. È molto potente ed estremamente innocente. Ed il segreto per conseguirlo è proprio compiacerlo, semplicemente compiacerlo. A chi lo compiace, Shiva elargirà grazie di ogni genere, si tratti di un rakshasa o altro. Ad un rakshasa, però, può accordare soltanto il dono della longevità, di una lunga vita, ma ad un santo Egli concederà lo stato di Sat-Chit-Ananda[2]. Quindi, anche se Shiva accorda qualcosa ad un rakshasa, non si dovrebbero porre domande al riguardo. Egli può anche concedergli la longevità, ma che importanza ha? Anche se vivrà migliaia di anni non potrà ricavarne niente, non otterrà la realizzazione. Ad un santo, invece, Egli dona la longevità eterna che proviene dallo Spirito. È questa la benedizione dello Shiva Tattva.

Il Vishnu Tattva dona ai santi l’ascesa e la luce della saggezza per vedere e comprendere tutto nella consapevolezza collettiva, mentre ad un rakshasa dà la morte, lo uccide. Le persone non molto profonde pensano: “Perché Shiva dovrebbe accordare benedizioni di longevità ad un rakshasa?” Queste sono le caratteristiche delle varie deità. Se, ad esempio, un rakshasa vuole vivere a lungo, va da Shiva, lo compiace con lodi e canti in suo onore, chiede le sue benedizioni, compie tapa[3] per Lui, parla dell’innocenza di Shiva ed ottiene così la longevità. Talvolta, è meglio che questi rakshasa stiano sulla terra piuttosto che mandarli nel subconscio. Lì possono essere orridi. Possono radunare altri bhut per tormentare gli esseri umani. Quindi, è meglio tenerli sotto lo sguardo di Vishnu: Egli li controlla meglio qui che nel subconscio.

Ma lo stile di Shiva è molto diverso da quello di Vishnu. Sono necessari tutti i vari stili perché, sapete, vi sono così tante permutazioni e combinazioni negli esseri umani! Se si ha un solo stile, che cosa si farà con gli esseri umani di altro genere? Lo stile di Vishnu è tale che, se tentate di comportarvi in modo strano, Egli vi gioca dei trucchi e vi rimette a posto. Vishnu non è tanto interessato alle altre persone quanto ai Sahaja yogi. Se un Sahaja yogi prova a comportarsi in modo strano, se ad esempio vuole bere il vino, bene, Lui dice: “Bevi pure il vino”. Allora il Sahaja yogi beve il vino, poi si sente male, ha un incidente in macchina, oppure viene insultato. Gli accade di tutto, e viene punito così duramente che dice: “Oh Dio, che cosa ho fatto?” Questo è il Vishnu Tattva.

Ma Shiva è totalmente diverso. Se osservate, lo stile di Shiva è tale che se bevete, Egli scompare semplicemente dal vostro cuore. Vi viene un attacco cardiaco e morite. Anche Lui uccide. Uno (Vishnu) uccide direttamente, decisamente, sicuramente; l’altro (Shiva) lo fa ritirandosi. Se Shiva scompare, come potete esistere? Questo è il primo aspetto. Il secondo aspetto è che chi è nato con lo Shiva Tattva, come ad esempio il nostro Sai Nath, Shirdi Sai Nath o persone simili – anche la Devi talvolta può farlo – beve tutti i vini del mondo, tutti i veleni del mondo, come fece Shiva.

Così, quando Sai Nath si rese conto che tantissime persone fumavano tabacco, fumò tutto il tabacco del mondo. Tentò di fumare tutto il tabacco del Maharashtra affinché nessuno potesse più consumarne. Questo è lo stile di Shiva: assumere dentro di sé tutti i veleni, assorbire in sé tutte le sostanze tossiche. Egli può affrontare le situazioni più difficili.

Un metodo per affrontare i problemi è, quindi, mediante il cervello, poiché il Virata è nel nostro cervello, agisce tramite il cervello. Egli (Vishnu), dunque, vi gioca dei trucchi. E questo ci piace, poiché possiamo vedere chiaramente che ha ucciso qualcuno e pensiamo: “Ottimo, Madre, Lei ha punito quella persona”. Invece, lo Shiva Tattva vi dà i problemi che normalmente non potete vedere ma che agiscono in brevissimo tempo, come i disturbi cardiaci; oppure, chi ha uno Shiva Tattva molto povero, può contrarre tutte le malattie incurabili del mondo. Qui, nessuno viene ucciso, ma la persona soffre in ogni istante. È questo il modo in cui Shiva corregge.

Quando lo Shiva Tattva viene risvegliato in noi, le nostre priorità cambiano decisamente. Adesso, noto che le persone venute in India dall’Occidente, hanno modificato molto le loro priorità, tuttavia il cambiamento non è ancora profondo come dovrebbe. (I Sahaja yogi occidentali) sono ovviamente mille volte meglio dei loro connazionali che non sono anime realizzate, ma sussiste ancora un grosso attaccamento alle cose materiali e al denaro. Questo distacco deve avvenire. Vedete, nella gente vi sono cose che non vanno e non vi è senso di vigilanza.

Per farvi un esempio molto, molto grossolano, vi racconterò che è venuto un signore al quale era stato detto che doveva pagare undici rupie per il puja. Lui ha risposto: “Per principio, non si dovrebbe pagare”. Quindi, se vogliamo parlare di principio, voi state pagando soltanto il vitto e l’alloggio, e non il puja. L’altro aspetto è che non ci si accorgerà neanche che Madre spende moltissimo per noi in cose extra per le quali noi non paghiamo. Questo passa inosservato. L’altro giorno, ad esempio, ho detto che la gente ora mi chiede di pagare per una certa cosa, poi domani mi chiederà di pagare l’affitto della propria casa. È accaduto questo!

La situazione era questa all’inizio, quando a Londra fondai l’ashram. Chiedevano tutti gli utensili per l’ashram, io pagavo l’affitto, pagavo tutto (ride). Alla fine mi hanno detto: “Non abbiamo l’asse da stiro, per favore può inviarcela?” Da allora la situazione non è più così tremenda, ovviamente. Eppure, se devono pagare cinque rupie per il taxi, penseranno: “Oh, dobbiamo pagare il taxi, dovrebbe pagarlo Madre”. Però, se io devo pagare settemila od ottomila rupie per farvi andare a Haridwar, è tutto a posto, va bene, nessuno vuole rendersi conto di quanto Madre paghi per noi.

È sorprendente, e mi disturba molto notare il vostro atteggiamento al riguardo. Quando si vuole rendere qualcuno felice, si dovrebbe farlo con tutto il cuore. Se ad esempio volete acquistare regali per i vostri amici o cose simili, voi non vi preoccupate di spendere denaro; ma per il puja, sollevate obiezioni. Per la lavanderia avete sempre speso, ho visto il conto della lavanderia e sono rimasta sorpresa di quanto abbiate speso. Ma per ventuno rupie hanno parlato di principio, pensate un po’. Pensateci. Se ci riflettete, sarete scioccati di voi stessi. E nonostante tutti questi aspetti, avete comunque ottenuto la realizzazione. Notate che generosità. È molto, molto…vedete, è davvero grossolano. È molto grossolano. Pertanto, l’attaccamento a questa vita grossolana deve scomparire.

Un semplice abitante di villaggio lo comprende meglio, perché è innocente. È innocente. Voi, invece, non siete innocenti, ecco perché osservate ogni cosa attraverso la vostra mente. Voi, con la mente, pensate: “Quanto abbiamo pagato?…Quanto costa questo, quello? ecc. ecc.”. Ma un innocente abitante di un villaggio, anche se ha solo quattro anna[4], vorrebbe fare qualcosa: “Madre, è tutto ciò che ho”. Abbiamo una parabola nella Bibbia. Ed è proprio così. Occorrerebbe rendersi conto che il nostro distacco inizia dal livello più meschino, quello del denaro. Non vi servono amici, che necessità vi è di darlo agli amici? A che servono mai amici simili? Oltre allo Shiva Tattva, di quali amici avete bisogno? Pensateci. Senza Dio, che cos’è mai la vostra vita?

Deve dunque nascere il distacco. Le priorità devono cambiare e voi dovete rendervi conto che Dio è vostro Amico, vostro Padre, vostra Madre, Egli deve essere adorato, non esiste nient’altro. Tana, mana, dhana[5], tutto è per Dio. Ovviamente, io non voglio niente da voi, lo sapete, ma l’atteggiamento dovrebbe essere questo.

Quindi, per prima cosa, in una persona nasce questo atteggiamento. Ovviamente, in Sahaja Yoga, il grande vantaggio è che coloro che hanno sviluppato questo comportamento sono stati talmente aiutati a livello materiale, che ne avete subito la prova. Ve n’è la prova, e coloro i quali non adottano questo atteggiamento soffrono. È dimostrato.

Vi farò l’esempio di un orafo. Gli avevo dato da realizzare qualcosa per il puja. Gli fu consegnato molto oro, ma lui stupidamente tentò di ricavarne denaro. Poi ha contratto il cancro ed è morto. Io non ho fatto niente, ma sapevo che aveva guadagnato denaro in quel modo, sapevo tutto. Ero a conoscenza di molte cose; non gli dissi niente, mai, non glielo accennai nemmeno. Poi si ammalò di cancro e morì, non c’è più; perché è scomparso lo Shiva Tattva. Quegli oggetti erano per un puja; era denaro dei santi, ci si doveva realizzare qualcosa e lui non avrebbe dovuto agire in quel modo. Questa è la prova. Quelli che lo conoscevano si spaventarono tantissimo: “Oh, Dio, almeno noi non faremo più niente del genere”.

Ma da coloro che si sono arresi, anche per quanto concerne il denaro, io non prendo niente; io da voi non voglio niente. Tuttavia, l’atteggiamento di cui parlo è diverso, loro si sono dati da fare, hanno guadagnato denaro, sono molto ricchi, sono molto benestanti, sono a posto, ricevono molte benedizioni, tutto. Questo è il primo aspetto del Nabhi chakra.

Dovremmo iniziare manifestando il principio di Shiva. Ogni attaccamento può essere rimosso dallo Shiva Tattva, poiché lo Shiva Tattva brilla e risplende come un diamante. Ogni sfaccettatura può essere purificata molto semplicemente, grazie al risveglio della Kundalini e alla nostra vigilanza. Dopo, potrete vedere che abbiamo anche altri attaccamenti. Ad esempio le amicizie, la solidarietà, le affinità. La solidarietà va sempre ai bisognosi o a persone del genere; ma voi (in realtà) non provate solidarietà, giacché avete torturato un sacco di gente. L’altro aspetto è che potreste odiare troppo qualcuno o amare esageratamente qualcun altro, cose del genere. Così nasce il distacco, grazie al quale non odiate né amate nessuno ma affidate tutto a Dio. È questo il distacco, affidare tutto a Dio: “Dio, ti prego…” È Lui che decide. Io non giudicherò. L’unica cosa che faccio è giudicare in base alla Kundalini, risvegliandola. Se funziona, benissimo, se non funziona, va bene lo stesso.

Quindi ci distacchiamo dalla responsabilità di giudicare gli altri. Il vostro giudizio si basa soltanto sulla Kundalini: se funziona, bene. Ma voi siete soltanto come barometri o macchine per curare. Non siete coinvolti. Quindi, questo coinvolgimento nella vita privata, nelle relazioni private, con parenti quali madri, sorelle, fratelli e assurdità di ogni genere, deve essere rimosso. Ora, diciamo, se vostra madre non è a posto, dovete incalzarla e fare in modo che si rimetta in buone condizioni. È molto importante; la madre deve essere a posto. Se non lo è, dovete dirle: “Non mangerò il cibo che hai cucinato con le tue mani, basta. Correggi le tue vibrazioni”. Ditele: “Farai meglio a prendere la realizzazione, diversamente non voglio avere niente a che fare con te. Verrò soltanto a trovarti, a parlarti, e poi me ne andrò”. Dimostratele questo distacco. Siate forti. Dovete curare vostra madre, è molto importante, perché la madre fa parte di Sahaja Yoga, è molto importante. Ma ho visto che molti non sanno proprio resistere. Dovete protestare, continuare a protestare, uno dopo l’altro, perché questa è la cosa più grande che possiate fare per vostra madre. Che altro potete darle? Qualsiasi altra cosa al mondo possiate darle non è importante quanto correggerla perché abbia una vita migliore, la vita eterna, la vita Divina.

Poi, vi è la moglie: la moglie può diventare qualcosa di estremamente pericoloso. Se avete una moglie negativa, lei seguiterà a mettervi in testa delle idee che esploderanno poi al momento sbagliato e voi vi stupirete di come vi siano potute uscire di bocca certe frasi, di come abbiate potuto dirle, del perché l’abbiate fatto. Occorre che diciate a vostra moglie: “Devi comportarti bene, devi correggerti, niente storie, niente compromessi, tu starai in una stanza ed io in un’altra. Dovresti correggerti. Io non ho intenzione di aiutarti”. È qualcosa di ancora più pericoloso, poiché sapete, se la donna contrae dei blocchi, si sviluppano malattie molto gravi a livello del Muladhara, quindi, dovete essere severi con vostra moglie. Dovreste dirle: “Non mangerò il cibo che hai cucinato con le tue mani, non avrò niente a che fare con te, non ti rivolgerò più la parola, andrò a dormire in un’altra stanza; e farai meglio a non toccare i miei vestiti. Se non vuoi ascoltarmi, non voglio avere niente a che fare con te. Io sono tuo marito: qualsiasi dharma io segua, tu devi seguirmi; se non vuoi darmi ascolto, io non ho niente a che vedere con te”.

La moglie può fare altrettanto con il marito, mostrando una graduale indifferenza affinché egli comprenda che il suo comportamento nuoce all’amore. È così che le donne correggevano gli uomini un tempo. Oggigiorno, ovviamente, se regalate loro qualcosa, le donne sono felici. Anche se i mariti hanno un‘amante, finché regalano diamanti alle mogli esse sono molto contente dell’amante. Ma in India questo non si accetta ancora. Invece, ho visto che in Occidente nessuno se ne preoccupa, anche se il marito ha dieci amanti non ha importanza; finché vi dà il denaro va bene, non importa a nessuno. È molto strano.

I rapporti con la moglie, con la madre, con il marito, tutte le relazioni strette devono essere corrette. I bambini devono essere sorvegliati. Non dovreste permettere ai vostri figli di rivolgersi verso cose sbagliate. Se fanno qualcosa di sbagliato, se non vengono in Sahaja Yoga, è vostro dovere dire loro: “Non vi darò soldi, niente da fare. Non voglio nemmeno guardarvi in faccia se non verrete in Sahaja Yoga”. Che cos’altro volete mai dare ai vostri figli, se non Dio?

Voi potete farlo. Potete farlo tutti. Ma si dovrebbe comprendere che per me non è necessario. Moltissimi mi dicono: “Madre, Suo marito non è veramente un Sahaja yogi”. Va bene così. Io so quando portarlo dentro; io so quando far entrare le mie figlie, perché se ne facessero parte, tutti avrebbero detto: “Hanno costituito un’impresa familiare”. (Risate).

Fintanto che ne staranno fuori, andrà benissimo, soprattutto in India. La cosa migliore da fare, se mi contrastano, è tenerli fuori tutti. I miei fratelli, pensate, i miei stessi fratelli. Intendo dire che tutti loro provano un enorme rispetto per me, senza dubbio. Mio fratello mi ha anche detto: “Grazie a Dio ora sei nella mia stanza, quindi le vibrazioni saranno ottime per me. Che cosa ne pensi delle mie vibrazioni?” Dice tutte queste cose, ma non è un Sahaja yogi. Ho dato a tutti loro la realizzazione; hanno tutto, ma, a parte ciò, non sono Sahaja yogi. Diversamente, si assumeranno l’incarico di gestire il denaro, sapete, (e diranno): “Quanto denaro ricevi? Vieni a vedere, abbiamo questo denaro”, e problemi di ogni genere. Con tutti questi parenti intorno, non si sa mai. Qualcuno si metterà a dire: “Shri Mataji ha detto così”. (E un altro:) “Oh, questo lo ha detto la figlia di Shri Mataji”. Accade questo. Non voglio tutte queste pressioni su di me.

È la cosa migliore; vorrei che i nostri politici comprendessero di non circondarsi mai dei parenti. È questo il miglior modo di governare. Se avete i parenti intorno, non farete mai la cosa giusta oppure, se anche fate la cosa giusta, i vostri parenti la rovineranno.

Quindi, tutti i Sahaja yogi devono capire che non dovrebbero aiutare i propri parenti in un modo che li induca ad approfittarsi di Sahaja Yoga. Ad esempio, se siete Sahaja yogi, porterete vostra madre e la farete sedere di fronte a me. Per prima cosa, correggete le sue vibrazioni, mettetela a posto e poi portatela. “Corregga mio padre, corregga mia madre…”, non è una responsabilità di Madre ma vostra. Quando saranno a posto, allora, così come mi offrite i fiori, portatemi i vostri parenti quale bellissimo regalo da parte della vostra famiglia. Questo è molto meglio che pretendere che sia io a pulirli. Se uno è un Sahaja yogi, allora devo curare tutte le sue tre generazioni precedenti e successive, di un ramo e dell’altro ramo della famiglia. Ora basta. Come mi ha fatto fare Malhotra (?).

Ci si dovrebbe distaccare da questi legami familiari e da questi nostri squilibri emozionali, dai problemi emozionali che abbiamo, rendendoci conto che l’unica cosa che questa gente dovrebbe avere è Sahaja Yoga. Ed alcuni non dovrebbero stare in Sahaja Yoga. Come ho detto, terrò fuori mio marito, le mie figlie e i miei parenti. Tutte queste persone, se ve ne sono, non dovreste nemmeno farle avvicinare a Sahaja Yoga. Dovreste avere discernimento per rendervene conto.

Anche se tutti questi miei parenti sono persone molto dharmiche, estremamente dharmiche, molto buone, con molta dignità, dotate di tutte le qualità, tutto a posto, tuttavia non sono in Sahaja Yoga. Quindi, nessuno di voi può riferire che qualcuno ha affermato una cosa e qualcun altro ne ha detta un’altra. Deve essere Madre a dirlo.

Deve nascere questo distacco, ma ci vuole tempo. Soprattutto con gli indiani, che si preoccupano sempre dei figli, della madre, del padre, e vanno avanti senza sosta, senza interruzione, continuamente. Vi parlano per anni di ‘mio figlio, mia figlia, mio figlio, mio padre,’ in continuazione. Ora, per grazia di Dio, molti si sono liberati in qualche modo di tutte le loro responsabilità, grazie a Sahaja Yoga o qualsiasi cosa sia (ride); ora si sono messi a posto con se stessi, poiché voi avete la responsabilità di voi stessi. In chi entra in Sahaja Yoga, deve nascere questo distacco, giacché noi siamo qui per ottenere le benedizioni di Sahaja Yoga. Noi saremo benedetti. (Mostrate) questa fierezza. Dovreste stare con la vostra famiglia, bene. Se volete praticare Sahaja Yoga, fatelo, ma non imponeteli (i vostri familiari, ndt) a Sahaja Yoga. Piuttosto potete imporre Sahaja Yoga a loro: è giunto il momento di parlare loro di Sahaja Yoga. All’inizio ero solita dire: “Non parlatene con loro”.

Ma dite a chi è inutile, a chi non deve essere portato in Sahaja Yoga: “Non sei adatto a Sahaja Yoga. Meglio che tu non lo chieda”. A quel punto verranno! A certa gente, dovreste mostrare un’indifferenza assoluta: “Sei un incapace, non sei adatto, sei troppo materialista. Allora vi risponderà: “Ti farò vedere che ci riesco”. (Risate)

Tutti questi aspetti del distacco nascono a livello del Nabhi chakra e poi saliranno fino alla sfera emotiva nel chakra del Cuore. A quel punto, dovrete nutrire il distacco anche nei confronti di un certo tipo di collettività che noi crediamo (erroneamente, ndt) essere collettività. Io la chiamo fraternità di bhut, non collettività. I Sahaja yogi dappoco formano sempre gruppi ed obietteranno con violenza a tutto ciò che è assennato, ed avranno suggerimenti per tutto. Non devono esservi suggerimenti, assolutamente, non vi sono alternative, poiché Shiva è assoluto. Una volta che qualcosa sia stato detto, fatelo e basta ed osservate, è la cosa migliore. Le alternative saranno soltanto la seconda o la terza migliore opzione, o magari saranno inutili. Ma non vi è alcuna alternativa allo Shiva Tattva.

Vi farò un esempio. Ho detto ai Sahaja yogi di Delhi di organizzare un programma per sette giorni, fuori (Delhi), insieme ad altri Sahaja yogi. Era una cosa ragionevole, poiché sapevo che doveva piovere. D’altronde deve pur piovere; la pioggia può essere fermata, ma doveva piovere per tutti gli altri abitanti dei villaggi, non possiamo fermarla soltanto per i Sahaja yogi, no? Certamente, però, i Sahaja yogi sono importanti, così ho detto: “Facciamo in modo che stiano insieme ad altri Sahaja yogi”. Ebbene, loro proposero delle alternative, pensando soltanto che non sarebbero stati abbastanza comodi. Va bene, ma non sarebbero stati comodi con gli altri Sahaja yogi da un altro punto di vista (materiale, ndt). Si deve comprendere che se Madre ha detto qualcosa, bisogna farlo, qualsiasi cosa sia. Se anche Lei dice di uccidere qualcuno, dovete farlo. Attenetevi a questo, proprio così, fino a questo punto. Rispettatelo al massimo, se anche Lei dice che dovete morire, dovreste morire. Se vi dice di raccontare bugie, rispondete che le racconterete.

Come Radhaji, che disse: “Qualunque siano le mie punya (meriti) e i miei papa (peccati), sono sua moglie, e farò tutto ciò che Lui mi dice”. Questo è lo Shiva Tattva.

Sapete, quando esso è risvegliato almeno riconosce Shiva in me e capisce che questo è lo Shiva Tattva. Comprende, poiché al livello dello Shiva Tattva non si commettono peccati, si è senza peccato. Quando siete lo Spirito, siete senza peccati, non vi è peccato in voi. Secondo il modo di pensare umano, se Shiva abbandona una persona e questa muore, è peccato. Perché abbandonare qualcuno? Non è forse peccato? Questo perché, secondo ogni senso comune, secondo ogni comune comprensione, è peccaminoso che Shiva abbandoni una persona facendola morire. Se, ad esempio, muore una signora che lascia dei figli, si potrebbe addossarne la colpa a Shiva: “Vedi, te ne sei andato ed ora questi bambini non hanno più madre né padre”, o qualcosa del genere.

Ma Shiva è senza peccato; qualsiasi cosa Egli faccia, è senza peccato. Quindi, qualsiasi cosa facciate è senza peccato; l’idea stessa di peccato ha fine, poiché chi lo commette è il vostro ego; è l’ego a commetterlo. Ma se non avete ego, non vi è peccato perché voi non fate niente, siete in Akarma[6]. Se qualcuno, ad esempio, quando il sole splende e picchia forte, vuole esporsi al sole, si brucerà. Non è colpa del sole, lui splende, è il suo lavoro. E qualunque sia il suo lavoro, Shiva lo compie. Egli non è colpevole. È la nostra attitudine mentale che ci induce a pensare: “Questo è peccato, questo non è peccato”. Ma è quando abbiamo ego che commettiamo peccato.

Se chiedete a una tigre: “Commetti un peccato nel mangiare una mucca?”. Lei vi risponderà: “Non ho mai saputo che cosa sia il peccato. Non so cosa sia”. C’è una storia che narra di alcuni missionari che se ne stavano andando da un villaggio; i poveri, innocenti abitanti del villaggio si alzarono a ringraziarli, dicendo: “Grazie a Dio, quando siete venuti ci avete parlato del peccato. Noi non sapevamo cosa fosse”. (Risate)

Le persone innocenti non sanno cosa sia il peccato poiché lo Spirito è innocente, è senza peccato. Esso obbedisce all’altro principio, quello dell’innocenza. Non esiste peccato per una persona innocente. Per Shiva non esiste peccato, sia che voglia elargire le Sue benedizioni ad un rakshasa o ad un santo. Per Lui non esiste peccato, poiché è Bholanath, è oltre il peccato; qualunque cosa faccia è al di là, poiché l’ego non può avvolgerlo. Non vi è ego. Noi commettiamo peccati perché abbiamo ego. Quando l’ego scompare, l’io non esiste più, allora chi commette il peccato? Quando ‘noi’ non esistiamo più chi lo commette? Shiva non può farlo e noi (a quel punto) siamo Shiva, quindi non possiamo commettere peccato.

Pertanto, anche tutte queste idee di trovare alternative a livello mentale sono errate. Qualsiasi cosa io dica, immediatamente verranno fuori dieci proposte. Tento tutti questi trucchi con voi, poiché siete abituati alle conferenze (risate). Allora ho detto: “Bene, Subramanian, che cosa hai da dire al riguardo?” Perché qui, dopotutto, c’è il signor Subramanian, e io devo chiederglielo. Poi chiedo a Venugopalan, poi chiedo a Moran (?), a tutte queste persone che cosa hanno da dire; e loro mi danno i loro suggerimenti.

Ma vedete, nelle conferenze tenute fra tutte le Deità, non vi sono suggerimenti, obiezioni, alternative. Non si offrono alternative alle idee di vostra Madre, niente. È qualcosa di assoluto, assoluto. Nessuno mi dà suggerimenti, mai; è fuori questione. Non ascolteranno né voi né nessun altro. È fuori discussione. Regna una totale armonia, una completa obbedienza. Ed esse non solo, sono consolidate nelle loro qualità, quando viene loro detto che devono fare qualcosa, la fanno. È questa la differenza. Loro ci provano. A volte vi dico: “Bene, prendete quella strada e troverete il posto”. Voi però non lo troverete, così direte: “Madre, Lei ci ha consigliato di andare da quella parte, noi l’abbiamo fatto, ma non abbiamo trovato la chiesa”. Ora, io non vi ho detto che avreste trovato la chiesa; in realtà sto cercando di scoprire che cosa pensate!

Vi sto svelando i miei trucchi, capito? Quindi state attenti (Risate). Dirò a tutti voi di andare da quella parte. Oh, non avete trovato la chiesa? Mi dispiace. Non avrei dovuto dirvelo. Oppure voi non sareste dovuti andare da quella parte. Ma non è vero, devo dirvi che non è vero. Ciò che sto cercando di scoprire, è che cosa ne direte voi. Se siete intelligenti, direte: “Sono andato laggiù, ma ho visto qualcos’altro. Madre, è questo il motivo per il quale Lei mi ci ha mandato. Ora capisco il perché”. È così. Allora io saprò che quello è un Sahaja yogi. Se invece dite: “Oh, sono andato lì perché pensavo che avrei trovato quella cosa, ma non c’era e Lei mi ci ha mandato, Lei mi ci ha mandato…” (Risate)…è finita. Se dite: “Lei ha detto così, ed è successo questo”. È vero, indubbiamente l’ho detto, ma l’ho fatto soltanto per giocarvi uno scherzo, in quanto uno degli aspetti di vostra Madre è Mahamaya. Quindi state attenti, il modo in cui voi reagite è molto importante per me, per rendermi conto di quanto siete cresciuti. Questo è uno dei modi in cui venite giudicati.

Ma per un abitante di un villaggio, è diverso, sapete, se gli dico: “Se vuoi che io mi rechi in quel villaggio, prendi il carro, oppure il carro da buoi, e passa di là”. Lui lo farà. Ma su quella strada ci sarà un fossato; allora ci penserò io. Lui però se ne assumerà tutta la responsabilità dicendo: “Poiché me l’ha chiesto, sono dovuto passare di qua, ma se ci fossi passato prima (per un sopralluogo, ndt), avrei potuto evitarlo.”

È questa sapete, la differenza: non scaricare le responsabilità. È un comune aspetto della natura umana scaricare la responsabilità su qualcun altro. La cosa più semplice è addossarla a Madre (ride), ma così facendo, perdete tutte le vostre punya.

Quindi (dobbiamo dire): “La responsabilità è mia, devo aver commesso qualche sbaglio. Devo aver commesso qualche errore da qualche parte o forse Madre vuole che io impari qualcosa da questo”. Ogni volta che fate qualcosa, che io vi dico qualcosa, è solo per farvi imparare. Io non devo imparare niente. Se pensate così, che io debba imparare, ora sapete come stanno le cose. Siete voi che dovete imparare; se lo capirete, si instaurerà in voi una sorta di distacco e di resa. Vi stupirete di quanto sarete sollevati da assurde preoccupazioni che avete e dai fardelli che portate, se comprenderete che tutto lo scherzo, l’intero lavoro, tutta la rappresentazione è realizzata da Madre, ed io sto soltanto giocando. È molto semplice. Questo deve essere capito. E la gioia sta in questo, non nel giudicare o nel trovare alternative. Provateci. Chi ci ha provato, ha sentito una gran gioia ed ha scoperto tante cose. Ve ne darò un esempio ogni istante.

Vi farò l’esempio di Gregoire. L’ultima volta che andai a casa sua mi tormentò per sua moglie, quando avrebbe partorito, come sarebbe andata, chi sarebbe rimasto con lei…Parlava solo di questo dalla mattina alla sera. “Bene – dissi – si farà qualcosa, puoi chiedere a quella signora di rimanere con voi”. Ma poi, “Come farò ad andare in India?” Voglio dire che ‘io’ era molto importante. In quel momento non se ne rendeva conto, pensava che fosse molto importante fare così. Alla fine, poco prima di andarmene, gli dissi: “Gregoire, questa volta mi hai importunato davvero troppo, ma va bene”. Allora lui rispose che gli dispiaceva. Poi un giorno mi telefonò dicendo: “Madre, mia moglie sta per avere un aborto, l’hanno portata in ospedale, non ci sono speranze”. Gli risposi: “Dimenticatene, torna in ospedale, andrà tutto bene”. Lui andò in ospedale e poi riferì: “È un miracolo, sta benissimo, non ci sono problemi, è tutto a posto”.

Allora, mentre mi parlava, gli venne in mente: “Oh, ma se ne sta occupando Madre, perché dovrei preoccuparmi? Perché dovrei preoccuparmi?” Questa è la prima cosa. Poi, il bambino nacque anzi tempo e lui venne da me. Anche lì lo convinsi. Voi sapete che tutto ciò che faccio e che dico è per prendermi cura di voi, ma quando vi accollate le responsabilità e vi mettete a pensare alle cose, non posso aiutarvi. Quindi, rendetevi semplicemente conto che dovete affidare tutto a Dio. È tutto per il vostro bene, per il vostro hita. È tutto per il vostro hita. Talvolta devo sgridarvi per varie cose, a volte devo correggervi, certe volte devo dirvi: “Non venite qui”.

Alcuni, quando mi toccano, possono darmi sensazioni orribili. Allora dico: “Non venite qui. Non statemi davanti; andatevene”. Questo li aiuta. Se invece vengono, i bhut non li abbandoneranno mai, poiché i bhut vogliono darmi fastidio.

Se capirete questo punto, vi distaccherete completamente e vi renderete conto che dobbiamo compiacere Madre per il nostro bene, per la nostra crescita, e che se facciamo cose che la scontentano saremo finiti.

Ora, per capire questo, non avete bisogno di una particolare età, posizione, qualifica, niente; vi occorre una mente saggia, una personalità profonda. Ho visto persone molto giovani e molto assennate, mentre i loro genitori sono sciocchi, assolutamente stupidi. Quindi, per farcela, vi occorre soltanto una personalità saggia e profonda, ed è ciò che dovreste cercare di sviluppare. Ciò avviene solo se ci si attiene allo Shiva Tattva, che è solido, Shiva Achara, che non si muove, che è assoluto. Non è relativo, non è assolutamente relativo, non è collegato a niente, è assoluto. Esso vi dà la profondità, la profondità necessaria a stabilizzarvi, ad andare in profondità.

Shiva è il vostro guru. Il Guru è chi vi dà la gravità per andare dritti in profondità.

Questo è molto importante. E spero che con il puja di oggi cercheremo di stabilizzarvi nel grande principio di Shiva. Lasciate che la vostra attenzione, ogni particella della vostra attenzione se ne riempia, risplenda e gioisca.

Con questa benedizione dello Shiva Tattva, vi benedico tutti.

Per cominciare, adoreremo innanzi tutto la Devi, e poi Shiva.

Avahanam significa che dobbiamo stabilizzare Shri Ganesha, questo è importante. E poi, dopo, dobbiamo dire i nomi di Vishnu, occorre dirli, poiché sono i nomi che ci consentono l’ascesa.

Dopodiché avremo la descrizione precisa del dove e perché stiamo celebrando questo puja e, successivamente, adoreremo la Devi. Reciteremo i 108 nomi della Devi. Credo che dovreste tutti conoscere questi 108 nomi a memoria. Li avete stampati i nomi della Devi? Ne avete le copie? Li avete con voi? Avete il libretto?

(Continua in hindi)


[1] Principio.

[2] Esistenza, consapevolezza, beatitudine.

[3] Penitenze.

[4] Moneta indiana uscita di circolazione ed equivalente ad un sedicesimo di rupia.

[5] Tana = prole, Mana = devozione; dhana = averi, ricchezze (fonte: dizionario sanscrito online http://webapps.uni-koeln.de/tamil/)

[6] Assenza di azione.