Devi Puja: Madre, risiedi nel nostro cervello

Adelaide (Australia)

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(01/2022 SOTTOTITOLI, traduzione verificata, versione INTEGRALE)

SHRI MATAJI NIRMALA DEVI

Devi Puja

Madre, risiedi nel nostro cervello”

Adelaide (Australia), 4 Marzo 1983


[Shri Mataji a lato: “Avrò il microfono?”

Yogi: “Prende da lì, Madre”.

Shri Mataji: “D’accordo”.]

È bellissimo essere qui tra tutti voi, e sono dispiaciuta per quanto è accaduto prima del mio arrivo1.

Ma, come vi ho detto, anche la natura può essere risvegliata dalla presenza di una personalità divina. E, una volta risvegliata, comincia a comportarsi come farebbe un’anima realizzata, adirandosi ad esempio con persone che non sono religiose, che non vogliono conoscere Dio, che nella vita fanno cose sbagliate, che non sono normali, nel senso che non vogliono essere parte integrante del tutto – eremiti, soggetti di ogni tipo. E (la natura), una volta portata a quel livello, inizia ad agire autonomamente.

Come sapete, secondo Sahaja Yoga, dietro a tutti questi elementi vi è una deità. Per esempio, agni (il fuoco) ha una divinità chiamata Agni Devata. Nella sua forma pura, Agni Devata è colui che ci purifica veramente. Purifica tutto. Ad esempio purifica l’oro: se si mette l’oro nel fuoco non brucia, ne esce più brillante, migliorato.

Se però non è qualcosa di così prezioso, lo consumerà. Quindi, tutte le cose infiammabili sono per lo più di basso livello e devono essere solo bruciate.

Sorprendentemente, però, quando quelle cose inferiori vengono “illuminate” (in senso spirituale, ndt), o meglio, quando si prende della legna e le si dà fuoco, il fuoco che si sprigiona – in effetti la base è la legna, che è infiammabile – le fiamme che si sprigionano da quel fuoco, una volta illuminate, distinguono il vero dal falso; oppure reagiscono come se sapessero quale lavoro dover svolgere.

Ebbene, la differenza tra un sahaja yogi e il fuoco che sia stato così iniziato (spiritualmente, ndt), è che il fuoco non pensa. Continua a consumare completamente le cose che deve consumare.

E, con un sistema di frequenze, sa dove dirigersi, cosa bruciare ed è così che continua a bruciare ciò che deve consumare.

Sfortunatamente la gente pensa che questo fuoco sia privo di compassione, mentre dovrebbe avere anche un po’ di compassione per risparmiare alcune persone.

Ma il problema è che dobbiamo comprendere che abbiamo tante cose in noi: abbiamo il fuoco, abbiamo l’acqua, abbiamo la Madre Terra, tutti gli elementi sono dentro di noi.

Nel fuoco, invece, è presente soltanto l’elemento fuoco, nient’altro, quindi agisce secondo la sua qualità intrinseca che è il fuoco. E qualunque sia la qualità del fuoco, quando viene “illuminato”, separa il vero dal falso e comincia a comportarsi in questo modo. Però rimane fuoco, non può diventare compassione.

In un certo senso, però, se ci pensate, se lo considerate da un punto di vista sottile, quando si inizia a scegliere tra una persona cattiva e una buona è compassione, in quanto è verità, e la verità è amore.

Quindi, qualsiasi cosa (il fuoco) faccia, è per manifestare l’amore di Dio e, quando manifesta l’amore di Dio, dovreste rendervi conto che, pur essendo fuoco, si comporta come una persona, come un essere umano, poiché è dotato di discernimento: sa cosa bruciare e cosa non bruciare.

Un giorno, devo raccontarvelo, stavamo facendo una specie di pulizia delle porte con queste lampade che avete e Linda, per errore, ha avvicinato moltissimo questa lampada al mio corpo: la fiamma era molto forte, ma mi girò intorno e non mi toccò. Linda era allarmata, esclamò: “Madre, sta bruciando!”. Le dissi: “Non preoccuparti”. Fece un giro intorno a me e se ne andò. Dunque, il fuoco non brucia una persona pura: non brucia (chi è puro).

L’esempio è Sitaji. Quando Shri Rama riportò indietro Sitaji dal regno di Ravana, tutti dissero che, avendo Lei vissuto con un rakshasa, si doveva scoprire se avesse qualche colpa o no.

Allora Rama disse prima di tutto: “Va bene”, e accese un fuoco. Lei stessa disse: “Accendi un fuoco, una grande pira”, e vi salì. E, quando il fuoco cominciò a divampare, non poté bruciarla. Non poté bruciarla, sapete, e si spense completamente.

In queste situazioni, dunque, Agni Devata sa cosa è giusto e cosa è sbagliato, chi è santo e chi è empio.

Invece gli esseri umani ci mettono molto tempo a riconoscerlo e a capirlo, persino in Sahaja Yoga, in quanto la sensibilità deve essere sviluppata molto di più.

Perché qualcosa come l’acqua, o agni (fuoco), o uno qualsiasi di questi elementi diventa tanto più sensibile degli esseri umani?

Come mai essi agiscono con obbedienza, come se conoscessero il loro compito, e sono così rapidi, così efficienti? Il motivo è che sono completamente sotto il controllo del Divino.

Sono sotto il controllo dei poteri di Dio, totalmente, al cento per cento. Qualunque cosa Dio desideri, una volta “illuminati” la fanno.

Ma gli esseri umani oscillano ancora tra la propria consapevolezza umana e la consapevolezza divina e l’unione con Dio.

Quindi, la sensibilità di una persona cresce molto, molto lentamente. Non importa, non fa differenza. E, quando cresce, a volte fa due passi avanti e cinque indietro, così.

E, dopo circa due anni, trovate le persone allo stesso punto di quando hanno iniziato e ci si domanda sconcertati come ciò sia potuto succedere, nonostante Sahaja Yoga.

Ma il fatto è che gli esseri umani possono pensare e decidere e hanno la massima libertà di rinunciare a questa sensibilità, in qualsiasi momento. Si deve dunque essere totalmente obbedienti al Divino e, a volte, non si capisce come fare poiché non siamo stati cresciuti in quel modo. Non sappiamo come fare e risulta molto difficile.

In tanti dicono: “Madre, è molto difficile arrendersi”. Non che non vogliano arrendersi, ma ogni tanto saltano ancora fuori con delle osservazioni qua e là.

Madre dice qualcosa, ma loro iniziano a fare domande. Madre dice una cosa e loro pensano di dover suggerire, di poter suggerire a Madre una diversa alternativa e via dicendo.

Ma per una persona saggia non esistono alternative, non ci sono alternative se si rende conto che il Divino pensa solo al vostro hita, al vostro bene, e che qualsiasi cosa (il Divino) veda e faccia ne sa molto più di voi, molto, molto di più; e in così tante dimensioni che, se Qualcuno dice: “Fai così”, è meglio farlo.

A volte questo sconvolge le persone. La gente ha idee personali sulla simpatia, sulla gentilezza verso gli altri e sulla compassione per gli altri.

Ma cos’è la compassione umana? Non fa niente, (l’essere umano) chiacchiera e basta, mentre la compassione di Dio agisce. Funziona. Agisce sulle persone. Non si limita a dire: “Oh, ho molta compassione, sono colmo di compassione”. Niente di tutto ciò. Agisce, si manifesta.

Si dovrebbe dunque capire che, per essere una personalità completamente priva di ego, si dovrebbe cercare di obbedire al proprio Sé interiore. Ora, come si obbedisce al proprio Sé interiore? Mediante la consapevolezza vibratoria. Cercate di obbedire attraverso la vostra consapevolezza vibratoria. Qualsiasi domanda vogliate porre, qualsiasi cosa vogliate fare, dovete obbedire attraverso la vostra consapevolezza vibratoria.

Alcune persone non sono così sensibili, è vero. Il motivo per cui non sono sensibili è che ci pensano. Adesso pensate con il cervello, giusto? (Ma) se il vostro cervello può essere illuminato, penserete come pensa il Divino e la vostra sensibilità migliorerà, poiché la sensibilità proviene dal sistema nervoso centrale.

Ora, se nel sistema nervoso centrale c’è qualche blocco, in realtà è nel cervello, perché tutti i centri sono rappresentati nel cervello.

Quindi la cosa migliore è dire: “Madre, vieni nel mio cervello. Ti prego, risiedi nel mio cervello. Per favore, prendi dimora in questo cervello. Sii Tu il controllore di questo cervello. Fa’ che questo cervello sia guidato dalla Tua saggezza divina”. E non pensate per conto vostro.

L’espressione “io penso” dovrebbe essere completamente abolita dai sahaja yogi. “Io penso” significa che si risolverà in qualcosa di strano.

Può essere qualsiasi cosa: una volta, ad esempio, siamo usciti e avevamo una mia parente molto stupida che viveva con noi, una ragazza.

La servitù non c’era, quindi cucinavo io. Ma dato che quel giorno stavamo uscendo, le dissi: “Stamani usciremo, puoi prepararci un po’ di khichdi (riso e daal)? Lo mangeremo al nostro ritorno”.

È l’unica volta che ha cucinato in vita sua, e forse neppure quella!

Ebbene, quando tornammo, mi disse che non aveva cucinato. Allora le chiesi: “Perché? Perché non hai cucinato? Eravamo d’accordo che avremmo mangiato qui”. E lei: “Ho pensato che forse non sareste venuti. Magari non avreste avuto appetito. Forse non avreste voluto mangiare. Forse non lo avrei fatto bene”. Insomma, tutte queste quattro alternative pur di non cucinare!

Io risposi: “Perché invece non hai pensato che avremmo potuto avere appetito (risate), che avremmo mangiato? Perché non hai pensato questo?”.

“Ma io pensavo…”. Vedete, è una spiegazione per il fatto di non avere nulla nel cervello, direi, che non c’è nessuna guida divina nel cervello.

In quel caso la guida viene dall’ego o dal super-ego, che suggeriscono: “Ho pensato che sarebbe potuto succedere questo”. Ma per quale motivo, perché, perché hai pensato così? Perché non il contrario? Perché non hai pensato il contrario?

Ma è così e, quando queste cose accadono, siamo davvero talmente abituati a fornire questo tipo di giustificazioni e di alternative, che questa diventa di nuovo l’abitudine del cervello, e il cervello si separa dal Divino.

Pertanto, dite al vostro cervello: “Ma perché, perché hai pensato così? Vuoi smettere di pensare a queste cose in questi termini? Pensiamo positivo!”.

Ora, secondo Sahaja Yoga, il pensiero positivo non è un pensiero aggressivo, ma indica un pensiero che aiuta a manifestare il Divino.

Ecco cos’è il pensiero positivo.

[A lato: “Va bene, va bene”]

E il risultato è che i vostri nervi iniziano ad aprirsi e cominciate a sentire la manifestazione del Potere Divino sulle vostre dita, nel vostro essere.

E questa è la cosa fondamentale che non accade in Occidente o nella cultura occidentale, poiché abbiamo l’idea grandiosa di dare sempre una spiegazione per tutto.

Potete rendervene conto: supponiamo che andiate da una persona posseduta e diventiate posseduti. Allora date una spiegazione: “Vede, sono andato da questa persona pensando… pensavo che l’avrei guarita”. Ma il risultato è che ora voi siete pazzi! Invece di guarire quella persona, ve lo siete preso voi. E qual è il motivo?

Il motivo è che avete pensato in un modo molto negativo: “Pensavo che questo mi avrebbe aiutato”, oppure: “Pensavo di aiutare quella persona”. Invece vi siete messi nei guai.

Il “guaio” non ha pensato, no, è penetrato in voi senza pensare (risate, Shri Mataji ride). È lì. Non ha mai pensato: “Entro o non entro in questa persona?”. È entrato, è entrato direttamente.

Mentre voi eravate impegnati a pensare, lui è penetrato in voi e si è sistemato lì! (Shri Mataji ride. Risate). È come un ladro che vi entri tranquillamente in casa mentre siete intenti, distratti a fare qualcosa.

È esattamente così. Vedete entrare il ladro e, all’improvviso, scoprite che, oh! Il ladro è proprio dietro di voi! E allora dite: “Pensavo…” (Risate. Shri Mataji ride).

È esattamente la stessa cosa che succede a noi e, quando ci rendiamo conto, quando la nostra mente si rende conto di poter dare una spiegazione a tutto ed è sempre pronta a dare una spiegazione, si abitua a questo fatto di accampare sempre una scusa, di dire sempre qualcosa. Allora non è mai vigile, perché, anche se un problema si insinua in voi, direte sempre: “Questa è la spiegazione”. Ma la spiegazione non vi cura, non vi aiuta, perché con una spiegazione mentale…

[Shri Mataji parla a lato (una persona tossisce): “Non sta bene, guardate. Dovreste darle qualche calmante”.

Yogi: “C’è lì un po’ di emolliente. Kay? C’è un po’ di emolliente”.

Shri Mataji: “Prendetelo, dateglielo”.]

Bene. Quindi non dovreste seguire eccessivamente le onde del pensiero e dipendere dai vostri pensieri in quanto il pensiero suggerisce un’alternativa, il pensiero ha sempre un’alternativa. Si può dire: “Pensavo questo, pensavo quello”. Ma chi state incolpando?

Siete voi quelli che hanno pensato, quindi ne siete voi i responsabili. Pertanto, se vi assumete la responsabilità dei vostri pensieri, forse non direte qualcosa del tipo: “Ho pensato che, se avessi fatto questa cosa, avrebbe funzionato”, perché siete voi responsabili del vostro pensiero.

Supponiamo che il manovratore di una locomotiva decida: “Ho pensato che fosse meglio cambiare itinerario” e che abbia un grave incidente. (Shri Mataji ride, risate) La gente gli chiederà: “Perché hai pensato questo? Cosa ti ha fatto pensare una cosa del genere?”.

Ma, nella vita di tutti i giorni, noto che gli esseri umani dicono sempre: “Penso, penso, penso”.

Sempre a suggerire alternative ed è per questo che vanno su e giù, su e giù, su e giù in questo modo.

Invece, per il fuoco, o per l’acqua, o per la Madre Terra non ci sono alternative. Non ci sono alternative. Se tocco la Madre Terra e dico: “Assorbi i loro problemi, per favore”, Lei li assorbe.

Se dico al fuoco: “Su, ora sei illuminato (in senso spirituale)” – anzi, non lo dico nemmeno, neppure lo dico – loro (gli elementi) assorbono tutto immediatamente. La loro Kundalini sale, si può dire.

Se mettete un fuoco davanti alla mia fotografia, diviene vibrato. Se mettete una candela diventa vibrata. Non ha alternative. Non pensa, non ha alternative. È “illuminata”, ha la qualità dell’illuminazione, nel senso più puro.

Infatti pensare la rende impura, la vostra illuminazione diventa impura a causa dei vostri pensieri, delle spiegazioni, di tutte queste assurde alternative che date.

Ci si deve rendere conto che non esistono alternative al Divino. In sanscrito il termine è pariyaya (alternativa), non esistono alternative (pariyaya) per il Divino, per uno strumento divino.

Non esiste niente del genere. Nel caso non vogliate accettarlo, avrete dei problemi, dopodiché direte: “Madre, come mai abbiamo avuto problemi?”.

Come avete visto a Delhi. Ho detto più volte a queste persone: “Per favore, non fate programmi per otto giorni, e fate stare tutte queste persone con degli amici”.

Ma non hanno voluto ascoltarmi. Hanno organizzato il loro programma in quell’appartamento. E pensavano di montare un grande tendone dove distribuire il cibo e tutto il resto. Ma sapete cosa è successo? È piovuto in continuazione. In realtà la pioggia sapeva quello che volevo, perché doveva piovere per il raccolto rabi [primaverile].

Vedete, io devo prendermi cura dell’universo intero! È per questo che avevo detto: “Durante questi otto giorni, non fateli stare qui perché poi sarà difficile per loro spostarsi. È meglio farli stare con altre persone, in modo che possano portarli in giro e fare qualcosa”. Ma non mi hanno ascoltato.

Alla fine è stato un fiasco e hanno dovuto organizzare il soggiorno di tutti gli altri in qualche casa. Questa è dunque la situazione.

Ora, qualcuno potrebbe dire: “Madre, sarebbe meglio che Lei fermasse la pioggia”. Ma non lo farò, in quanto devono capire che per me anche la questione del raccolto rabi è ugualmente importante e (gli agricoltori) devono avere la loro parte. Dopo tutto sono esseri umani e devono essere aiutati.

Ma perché non mi avete ascoltato? E poi qualcuno è venuto a chiedermi: “Madre, per favore, vorrebbe fermare la pioggia domani?”. Ho risposto: “Va bene, domani lo farò”. È tornato indietro e ha detto all’altro signore: “Montiamo lo shamiyana, allestiamo il tendone e cuciniamo lì”. L’altro ha risposto: “Ma no, pioverà”. E lui: “No, non pioverà perché l’ho detto a Dio in persona”. E l’altro: “Dove hai incontrato Dio?”. E lui: “L’ho incontrata, e ora è tutto a posto”. Il giorno seguente l’altro ragazzo si è alzato alle cinque per guardare e, vedendo tutto il cielo così chiaro, ha detto: “Guarda, l’hai detto a Dio e Dio ti ha ascoltato!”. (Shri Mataji ride) Ecco come stanno le cose.

Allora, quando si è così uniti con Dio, qualsiasi cosa diciate funzionerà, qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa chiediate, funzionerà.

Ma non siamo così, troviamo sempre delle alternative. E queste alternative sono il gioco che tutta questa gente (imprenditori, ndt) ha fatto con voi, fornendovi sempre delle alternative.

Vedete, se entrate in un negozio… proprio adesso ho chiesto a lui quali macchine ci fossero qui.

Ebbene, mi ha risposto che ci sono tante combinazioni, questo e quello, i cilindri e via dicendo. In questo modo si diventa matti. Allora dite: “Va bene, dammi qualcosa, una qualsiasi”.

Tutto questo suggerirvi continuamente delle alternative su ciò che volete, è un giocare con il vostro cervello. E vi sentite davvero grandi personalità perché potete decidere: “Prenderò questo colore e questo oggetto”. La gente lo fa molto seriamente.

Ho anche visto persone che, se sono sedute in un hotel o da qualche parte per cenare, studieranno con grande attenzione l’intero menù e ognuna dirà: “Bene, io prendo questo”, e l’altro dirà: “Io prendo quest’altro”. Il cameriere è totalmente sconcertato, ma i proprietari sono felici perché vi hanno ingannato completamente. Si limitano a mescolare una cosa con l’altra: “Oh, questo è questo e questo è quest’altro”. E cercano di prendervi in giro. Vedete, è già tutto cotto e conservato: “Bene, questo con la salsa”. “Bene”: e lo mescolano con la salsa. “Questo con il masala2”. E lo mescolano con il masala. È tutto pronto. Lo mischiano, vi mettono il cibo davanti (e voi): “Oh, ho preso questa cosa buonissima”.

Non è vero, non è il vostro Spirito ad esserne soddisfatto, non è nemmeno il vostro stomaco, non è nemmeno il vostro palato ad esserne soddisfatto: è solo il vostro cervello, l’ego che è soddisfatto. E dite (al proprietario): “Oh, delizioso, signore!”. (Risate, Shri Mataji ride) Invece è scadente!

Lo stesso accade con i guru, si paga per il guru. Bene. Quindi la soddisfazione è di aver pagato il guru.

E quando ci vanno, anche se sentono lo scorpione pizzicarli, morderli sempre, se chiedete loro che cosa sia successo, (risponderanno:) “No, no, va tutto bene. Non mi è successo niente di male”. E di nuovo, saltano da un lato (perché sono stati morsi; risate) ma continuano: “Oh, sto benissimo! Sì, sto bene, sono molto in pace. Non sono mai agitato. Sono del tutto rilassato”.

Mentre si può vedere il naso contratto, gli occhi stralunati, la testa che sussulta, e quella dovrebbe essere la persona più rilassata: “Oh, mi sento molto in pace, molto felice, sicuramente”.

Com’è possibile? Com’è possibile con i bhut? Insomma, io so che non potete. Eppure ho incontrato molti che mi hanno raccontato questa storia, che si sentivano molto bene e in pace con il guru. E io li guardo così!

Si diventa disonesti, per sostenere questo ego si diventa disonesti.

Quindi torniamo al punto di prima: che tutti gli elementi sono onesti. Sono assolutamente onesti. Qualunque sia la loro qualità la manifestano. Un fuoco non dirà: “Ti rinfrescherò”, non lo dirà. Però, dopo la realizzazione, molti di voi avranno notato che rivolgendo le mani verso il fuoco ne ricevete una brezza fresca.

Questo perché esso brucia tutto ciò che è sgradevole, tutto ciò che è brutto in voi, e allora sentite la brezza fresca provenire da ogni parte perché quella parte (brutta) è stata bruciata. Esso svolge il lavoro di bruciare e, quando brucia, rivolgete una mano verso il fuoco e vi sorprendete che dalla fiamma esca del fresco: “Invece di bruciarmi, come mi rinfresca la fiamma!”. Quindi, qualsiasi qualità (gli elementi) rappresentino, ce l’hanno connaturata in sé e sono onesti. Non sono disonesti perché sono completamente integrati con le leggi divine.

Ma gli esseri umani non sono così, giocano scherzi di qua e di là.

Ecco perché dare la realizzazione agli esseri umani è molto difficile.

Ora vi parlerò anche degli swayambhu che scaturiscono dalla Madre Terra.

Vedete, la Madre Terra emette alcune forme sulla sua superficie per farvi vedere che esistono le vibrazioni, per far agire il suo potere spirituale con cui diffonde la spiritualità tra voi, con cui vi guida, con cui crea per voi un nucleo da adorare.

E svolge questo lavoro con grande onestà.

Ma quando appare uno swayambhu, non si riesce a capire perché la gente ne sia attratta.

Allora se ne assume in qualche modo il controllo.

A quel punto se ne vogliono realizzare immagini artificiali. È nella natura umana rendere artificiale ogni cosa reale che si vede.

E questo va avanti all’infinito, finché gli esseri umani si identificano talmente con la loro artificiosità da non capire più quale sia la realtà.

In realtà, qualunque cosa siate, siete il massimo, siete l’epitome di tutto il Creato.

Neppure ciò che scaturisce dalla Madre Terra (swayambhu) può svolgere il lavoro che potete svolgere voi. Esso non può risvegliare la Kundalini, non può curare. Potrebbe magari esserci un piccolo effetto, ma non funzionerà con la stessa forza, con la stessa abilità nel manovrare. Voi siete come un meccanismo molto avanzato del lavoro di Dio: molto evoluto, estremamente acuto ed efficace.

Ma il problema nasce quando si mette in mezzo questo vostro cervello che non è nulla in confronto a quel grande cervello (di Dio), sapete.

Il vostro cervello è come una piccola zanzara che spunta fuori, arriva e dice: “Oh, questo, questo, questo, questo, questo”. E allora cominciano i problemi.

Ma se iniziate a usare davvero il Suo potere dentro di voi, Dio vi ha creati come il migliore strumento che si possa immaginare.

E quando cominciate ad usare il vostro strumento con questa saggezza e ad arrendervi con umiltà, gradualmente esso evolve sempre più e voi cominciate a sviluppare lati più sensibili o, diciamo, a sviluppare un nuovo metodo e ad acquisire una comprensione sempre migliore del funzionamento di Sahaja Yoga.

Quindi è importante che, prima di tutto, decidiate di smettere di far lavorare troppo il cervello e diciate: “Madre, risiedi nel nostro cervello”.

Grazie a Dio io sono qui davanti a voi di persona, (quindi) non è difficile. Dite semplicemente: “Madre, devi esserci Tu nel nostro cervello”.

Come sapete, questo cervello è sostenuto dai cinque elementi; essi sono tutti nel cervello. E se riuscite in qualche modo a farmi entrare in quel cervello – in un modo o nell’altro – dicendo al vostro cervello di non disturbarvi più, sarete sorpresi di come, immediatamente, l’intero sistema comincerà a funzionare come una dinamo.

Sarà una cosa molto sensibile. Voi non dovete preoccuparvi di nulla, non dovete pensare a nulla: toccate qualcosa e si tramuta in oro, qualcosa del genere. Vedete, diventa il tocco di Mida3.

Diventa qualcosa di straordinario.

Ma per gli esseri umani è difficile conseguirlo.

Essi hanno difficoltà a raggiungere quel tipo di perfezione in cui si perde completamente il proprio ego e si diventa privi di ego come il fuoco, come la Madre Terra, come tutti gli altri elementi. Essi non hanno ego.

Soltanto gli esseri umani hanno costruito l’ego. E l’ego è un grande mito. Naturalmente, quando non fate niente, perché dovreste pensare di fare qualcosa? E perché dovreste essere responsabili di fare qualcosa?

Ma il fatto è che pensiamo: “No, non è Dio, siamo noi che dobbiamo farlo”, e “Devo decidere io”. Vedete, giochiamo trucchi a noi stessi dalla mattina alla sera, rovinandoci il cervello, diventando assolutamente matti.

La cosa migliore è arrendersi e vedrete come le cose vi si presenteranno davanti. Allora vi stupirete: “Oh, com’è successo? Come ha funzionato?”.

Proprio l’altro giorno ho detto a Kerry: “Faresti meglio ad andare ad iscriverti”. Lei ha risposto: “Madre, l’università ha chiuso le iscrizioni, non posso andare. È molto difficile”. Io ho ribattuto: “Bene, ti ho detto di andare”. Allora ha telefonato e le hanno detto: “No, è impossibile, non può iscriversi ma, se vuole, può venire a vedere”. E quando entrò nell’ufficio dell’Università, le dissero: “Va bene, venga, lei è iscritta”. È così. Vi succederà molto spesso.

Ma mi ci sono voluti circa dieci minuti per convincerla a riprovare. Devo dire però che non è stata così irremovibile. Pensava: “Se lo dice Madre, potrei farcela. Se lo dice Madre, funzionerà”.

Ma supponiamo che diciate: “Bene, Madre, se lo dice Lei, vado ad iscrivermi”, e basta.

Allora che succede? Anche se non riuscite ad iscrivervi non importa, non è importante, (ma) il vostro cervello migliora. Questa è la cosa importante: che il vostro cervello migliora, diventa più sensibile. Non è importante che l’azione abbia successo, non è importante quello. L’importante è che nel vostro cervello abbiate questa idea: “Fa’ che io sia totalmente illuminato”.

D’accordo?

Ciò che va capito, in modo molto sottile, è che siamo tutti strumenti molto sensibili creati da Dio, ma le nostre energie non stanno ancora funzionando tutte. Dobbiamo quindi fornire energia a tutti i nostri nervi, e questo è possibile solo se rimuoviamo i blocchi creati dal nostro ego e dai nostri condizionamenti.

Se riuscirete a rimuovere i blocchi, tutti i nostri nervi diventeranno molto sensibili. E, per questo, dite alla vostra mente: “D’ora in poi, è meglio che tu qui ci metta Madre”.

Ciò si esprime anche nel modo di parlare. Voi chiacchierate: “Bla, bla, bla, bla, bla”, e poi niente. Vi ho visti chiacchierare e mi sono detta: “E adesso che si fa?”.

Non c’è niente di cui parlare, non c’è niente di cui discutere. È tutto lì. E, se è già tutto lì, è meglio che (il lavoro) sia svolto ed eseguito, e funzionerà.

Infatti se parlate troppo è difficile, sarà difficile, in quanto non assorbirete nulla interiormente e darete sempre spiegazioni, direte sempre: “Oh, è possibile. Ho pensato che fosse possibile questo o quello”. E va avanti così.

Un semplice esempio. Supponiamo che io dica: “Credo di aver portato”. Se dico che credo di aver portato, sottintendo qualcosa. Se dico: “Ho portato con me i miei chappal (sandali)”, e l’altro dice: “No, io penso…”, allora è finita!

Potrebbe non essere vero, potrei non essere affatto sincera nel dirlo, potrei dirlo soltanto per mettervi alla prova.

Dite: “Può essere”, poi: “Sì, va bene”. Provate!

Ditelo una o due volte, qualsiasi cosa sappiate fino a quel momento, dite: “Dev’essere così, se lo dice Madre, deve essere così”.

Cercate di addestrare la vostra mente in questo senso. Io provo questi trucchi e scopro che per lo più falliscono, allora ci rinuncio. Il più delle volte falliscono. E la gente non riesce proprio a capire come accadano queste cose, come ciò che Madre dice risulti vero e funzioni in questo modo e…

Ma adesso rendetevi conto che io vi faccio degli scherzi solo per farvi capire di mettere la vostra mente completamente a riposo e lasciare che il grande Ahamkara, il Mahat Ahamkara prenda il sopravvento; che il Mahat Ego, il Grande Ego di Dio prenda il controllo e svolga lui le funzioni dell’ego. D’accordo?

Che Dio vi benedica.

Ora va meglio. Credo che l’attività mentale si sia calmata parecchio.

Bene, adesso che cosa dovremmo fare? Qual è il tema, come mi avevate chiesto? Ora, non so quale sia il tema (risate, Shri Mataji sorride).

[Warren a parte: Si deve dipingere l’Omkara. Datemi il kumkum e il recipiente grande].

Shri Mataji: Vedete, lavando i miei piedi, ciò che fate è risvegliare, prima di tutto, lo Spirito nell’acqua. Capito?

E quando decorate i miei piedi ciò che fate è decorare i poteri che hanno, proprio i poteri.

E quando tracciate su di essi questi segni rossi, ciò che fate – questo rosso è puramente decorativo – è decorare il potere, così anche il potere ne è soddisfatto. È così che stanno le cose. Ottima idea.

Ora dunque qual è il tema? Ditemelo (sorride)

Warren: Ho trasmesso a lui il Suo messaggio, Madre.

Shri Mataji: Ora direi… cosa ho detto?

Warren: Ha detto: “Chiamatelo il luogo dove l’Adi è stata posta, stabilita” (Adelaide, ndt).

Shri Mataji: (Ridendo) Sì. Adi – laid”. Sapete, “laid” può avere due significati. Può essere laid “down” (disposta, posta, stabilita) ed anche laid “up” (distesa) (Shri Mataji ride). La lingua inglese può essere così… (Probabilmente il senso è che, in inglese, queste due espressioni apparentemente opposte hanno in realtà significati simili, ndt) Sì.

In realtà Adi-la: “La” rappresenta Lalita.La” sta per Lalita e Adi è il Lalita chakra primordiale.

E Lalita è sul lato sinistro. Dunque, se Adelaide deve derivare da Adi-la-da, deriva da quattro sillabe: Adi, quindi A-di-la-da per ‘laide’ (seconda parte del nome Adelaide). Chiaro?

Quindi, Adi – la significa Lalita, e da significa “che dà”. Adelaide è colei che dona l’Adi Lalita. D’accordo? Ha un nome importante, se si cerca di capirlo a fondo. Ma non so come mai, perché abbiano dato questo nome a questo posto, ma forse è stata opera dell’Inconscio. Bene.

Yogi: Madre, credo che qui tutti abbiano lavato i Suoi piedi, una volta o l’altra.

Shri Mataji: Bene. Vi andrebbe di lavare tutti, un’altra volta, i miei piedi?

Yogi: Immensamente!

Shri Mataji: Buona idea. Che Dio vi benedica.

Yogi: Dobbiamo iniziare con il mantra di Ganesha e Adi Shakti?

Shri Mataji: Va bene. Sì, sì. Quindi dovreste cercare tutti, uno ad uno, di lavare i miei piedi. Se siamo pochi, è un vantaggio per voi.

Quello va bene, provate anche questo.

In Inghilterra mi hanno invitato al varo di una nave. E, lo stesso giorno, a quello che chiamavano il battesimo della nave ma che era un altro varo. Era stato detto loro di tracciare una svastica sulla nave. Sulla prima nave fecero una svastica come questa, con uno stencil, ma sull’altra nave lo capovolsero e fecero la svastica al contrario.

Dopo il varo della prima nave vidi la seconda nave e dissi: “Questa svastica è sbagliata, è al contrario”. Si spaventarono moltissimo e chiesero: “Porta sfortuna? È di cattivo augurio?”. Ed erano molto preoccupati. Risposi: “Non importa, adesso correggetela”.

Allora cancellarono tutto, ridipinsero lo sfondo e tracciarono un’altra svastica nel senso corretto.

Davvero dolcissimi. Ero stupita che fossero così preoccupati. Sapete, questa gente di mare è molto sensibile. Capisce in quanto ha a che fare con… [Warren: “Gli elementi”], sa che esiste qualcosa come il potere di Dio che non dovrebbe essere scontentato e che è una fortuna viaggiare con una persona buona.

Hanno in testa tutte queste idee, sapete, per cui se in viaggio c’è una signora buona pensano che ci sarà bel tempo (e quindi favorevole per il viaggio, ndt). È vero, accade anche questo. Sanno che il mare si comporta in base alla bontà o alla cattiveria di una persona. Erano molto preoccupati. Sapete, all’improvviso, ero stupita e C.P. disse: “Guarda questa gente: che cosa è successo? È diventata strana”.

Gli risposi: “Sai, loro dipendono da queste cose, da queste piccole cose”.

Ma a loro ho detto: “Adesso che l’avete rifatta è tutto a posto, non c’è niente che non vada, è tutto a posto, nessun cattivo augurio, niente, è solo un gioco”. Allora si sono tranquillizzati. Si sono tranquillizzati. Dissi: “La cerimonia non è iniziata, perché preoccuparsi? È solo un gioco, non c’è niente di cui preoccuparsi”.

Ma è così perché, vi dico, questi marinai sono molto sensibili, molto sensibili alla natura e agli umori del mare. E se c’è un personaggio strano sulla nave lo scaricano proprio, durante il viaggio (Shri Mataji ride, risate). Loro pensano: “È causa di costui che abbiamo il problema”. E lo scaricano, se ne liberano proprio.

Ad esempio, di questo professor Adarkar che era con noi dissero: “Meglio scaricarlo”.

Perché mi importunava molto.

Dissero: “Pare che stia disturbando Mataji, meglio scaricarlo!”. Io esclamai: “Non fate nulla del genere!”. (Ride, risate)

E nessuno può fare domande se qualcuno è stato scaricato, sapete, perché possono dire che è caduto: “Era ubriaco ed è caduto” (risate, Shri Mataji ride). Oh, devo dire che sono molto sensibili al concetto di buono e cattivo, molto sensibili.

Va bene, bene. D’accordo, lavate i miei piedi e continuate a recitare i mantra di Shri Ganesha, bene.

Adesso chi laverà e chi lo farà, uno alla volta? Qualcuno deve farlo.

Ora venite. Tu puoi continuare a versare (l’acqua). Uno lava e uno versa.

Prima di tutto tu siediti qui, mentre voi due venite a lavare i miei piedi. Adesso tu versa l’acqua. E voi iniziate a dire i mantra.

(A lato) Non è messo bene qui… sì, va bene.

Gli yogi(iniziano a recitare i mantra a bassa voce): Om twameva sakshat, Shri Ganesha Sakshat, Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devi namoh namaha.

Shri Mataji: Voce, voce. Ad alta voce, che vi succede?

Gli yogi(a voce più alta): Om twameva sakshat, Shri Ganesha Sakshat, Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devi namoh namaha.

Om twameva sakshat, Shri Ganesha Sakshat, Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devi namoh namaha.

Om twameva sakshat, Shri Adi Shakti Sakshat, Shri Mataji Shri Nirmala Devi namoh namaha.

Shri Mataji: Adesso va bene. Ora potete cominciare, uno di voi può iniziare a versare l’acqua e lui può dire i mantra di Shri Ganesha. Quelli in inglese che avete.

Adesso venite tutti. Prendili tu. Adesso chiunque di voi può… vieni. Ancora un altro, sì.

E vi occorrerà molta altra acqua.

C’è qualcosa per l’acqua? [Yogi: “Sì”]. Va bene. Uno per volta, venite. Adesso frizionateli. Continuate a recitare (i mantra). Versane, versane ancora.

Warren: Iniziamo, Madre?

Shri Mataji: Sì. Dovreste fare delle copie e tutti dovrebbero dirli, è una buona idea.

[Yogi: “Va bene”.]

[Uno yogi inizia a leggere la Divina essenza della preghiera a Shri Ganesha]

Yogi: Fa’ che le nostre orecchie ascoltino ciò che è vero. Fa’ che i nostri occhi vedano ciò che è puro. Fa’ che i nostri esseri lodino ciò che è divino. E fa’ che chi ascolta oda non la mia voce ma la saggezza di Dio. [Shri Mataji: “Ad alta voce”] Fa’ che adoriamo con lo stesso canto, la stessa forza e la stessa conoscenza. E fa’ che la nostra meditazione ci illumini e ci arricchisca. Fa’ che tra noi vi sia compassione e pace.

Shri Mataji: Vedete, “stesso, stessa” sono traduzioni errate. Il termine (originario) è sama, che significa equilibrato. Sentite come suona sostituendo con “equilibrato”.

Yogi: Equilibrato. “Fa’ che tra noi vi sia equilibrio e pace”.

Shri Mataji: No, no, no. (Quando dice) “la stessa conoscenza, lo stesso…”.

Yogi: Ah. “Fa’ che adoriamo con lo stesso canto, la stessa forza…”.

Shri Mataji: No. No, no. (Ciò che è tradotto come) “stesso” (in inglese “same”, ndt) è in realtà sama,“equilibrato”. Sama significa equilibrato.

Yogi: “Fa’ che adoriamo con equilibrato…”.

Shri Mataji: Equilibrato.

Yogi: “Con forza equilibrata, con conoscenza equilibrata”.

Shri Mataji: Sama non significa “stesso” (same). Stesso (same) non è la traduzione di sama. Sama significa equilibrato, congeniale o… Sama significa equilibrato, vedete, tutto ciò che è equilibrato è congeniale a Dio.

Warren: Appropriato.

Shri Mataji: Appropriato. Appropriato. La proprietà viene dalla diligenza, sapete, sono tutti sinonimi. Quindi, appropriato.

Yogi: Dunque: “Fa’ che cantiamo con il canto appropriato, con la forza e la conoscenza appropriate”.

Shri Mataji: Oppure potete dire: “Fa’ che adoriamo con il canto adeguato o la conoscenza adeguata”, così è anche meglio, suona più artistico.

Yogi: “Fa’ che adoriamo con il canto adeguato, la forza adeguata e la conoscenza adeguata.

E fa’ che la nostra meditazione ci illumini e ci arricchisca. Fa’ che tra noi alberghino compassione e pace.

Omaggio a Shri Ganesha, SakshatShri Gesù, Sakshat Shri Nirmala Devi namoh namaha.

Tu sei l’inizio di ogni inizio. Sei Tu l’artefice di tutte le azioni compiute…

[Shri Mataji a lato: “Tu non pensare a questo, mettici totale concentrazione e riforniscili d’acqua, intesi?”.]

Tu sei il principio di ogni principio.

Tu sei l’artefice di tutte le azioni passate, presenti e future.

Tu sei il supporto di ogni cosa supportata.

Shri Mataji: Ora, ciò che lui dice dovrebbe essere parte integrante di voi, non deve essere letta in modo meccanico. D’accordo? E ciò che ho detto è la stessa cosa. Puoi ripeterlo?

Yogi: “Tu sei il principio di ogni principio. Tu sei l’artefice di tutte le azioni passate, presenti e future. Tu sei il supporto di ogni cosa supportata”.

Shri Mataji: Questo lo state rivolgendo a me, intesi?

Yogi: “Tu proteggi tutte le cose protette.

Tu sei lo Spirito assoluto che tutto pervade, l’Energia divina di Dio. Pensa chiaramente, cervello”.

Shri Mataji: Ora va meglio.

Yogi: “Dì soltanto la verità”.

Shri Mataji: Va bene? Tutto questo lo state rivolgendo a me. Io sono seduta davanti a voi! Cercate di capire anche questo punto, vedete, voi pensate che Ganesha sia sospeso da qualche parte: no, è qui, seduto qui. Va bene. (A lato: “Adesso è fatto, va bene”).

Yogi: “Fa’ che la Tua presenza, risvegliata in noi dalla Kundalini, parli; fa’ che la Tua presenza risvegliata in noi dalla Kundalini, ascolti; fa’ che la Tua presenza, risvegliata in noi dalla Kundalini, benedica; fa’ che la Tua presenza, risvegliata in noi dalla Kundalini, protegga”.

Shri Mataji (a lato): Prendi un secchio.

Yogi: “Fa’ che la Tua presenza, risvegliata dalla Kundalini in noi, Tuoi discepoli, sia il Discepolo”.

Shri Mataji: Ora, vedete, il risveglio della Kundalini in voi è lo stesso risveglio della Kundalini che avviene in tutti questi elementi e di cui vi ho parlato. Chiaro? Quindi l’identificazione è totale. Quando dite: “Fa’ che la nostra Kundalini si risvegli”, stiamo chiedendo: “Fa’ che l’identificazione con Te sia totale”. Capito?

[A lato: “Credo sia molto meglio che tu stia seduto qui e non ti occupi di quello, l’attenzione se ne va, sai? Adesso sei impegnato a leggere; oppure fai leggere lui e tu occupati di questo, come preferite. Va bene, tu dovresti leggere. È molto meglio che fare tutte queste cose.

Ora. Chi altro c’è? Vieni avanti. Prendete altra acqua. Versate quest’acqua intorno nel… da qualche parte all’esterno. Potete portarla da qualche parte, se c’è un secchio potete metterla fuori”.]

Yogi: “Tu sei l’essenza di tutta le Scritture e delle parole sacre e sei il talento per comprendere le parole sacre. Tu sei la combinazione divina di Verità, gioia ed energia assolute. E sei di più. Tu sei tutta la conoscenza e sei l’uso che viene fatto della conoscenza. Tu esisti fino alla fine di tutte le cose e, dopo la fine di tutte le cose…”.

Shri Mataji: Adesso cercate di capire alla luce di ciò che vi ho detto: “Tu esisti…”. Ora rileggi quella frase.

Yogi: “Tu esisti fino alla fine di tutte le cose e, dopo la fine di tutte le cose, Tu rimani in eterno”.

Shri Mataji: È eterno. Vi ho detto che l’innocenza non viene mai distrutta.

Yogi: Sì. “Tu sei la terra e sei l’acqua, Tu sei il fuoco, Tu sei l’aria e sei lo spazio al di sopra dell’aria. Tu sei i guna ed oltre i guna…”.

Shri Mataji: Ed è questo che viene sollecitato quando si affronta la realtà. Anche in ciascuna di queste cose, come in tutti gli elementi, è il tattwa di Ganesha in essi, è il principio di Shri Ganesha in essi che viene sollecitato. Ed esso è l’innocenza.

Yogi: “Tu sei i guna e sei oltre i guna. Tu sei il corpo e sei oltre il corpo.

Tu sei l’essenza del tempo e sei oltre il tempo.

Tu, e soltanto Tu, risiedi nel Muladhara chakra. Tu sei lo Spirito ed oltre lo Spirito.

Chiunque voglia unirsi a Dio medita su di Te.

Tu sei Brahman, Vishnu, Rudra…”.

Shri Mataji: Questo perché Lui è l’essenza. Essendo Lui l’essenza di tutte le cose, diventa ogni cosa.

Yogi: “Tu sei Brahman, Vishnu, Rudra. Tu sei Indra, Agni, Vayu. Tu sei il sole a mezzogiorno, Tu sei la luna piena. In tutto questo, ed altro, sei l’energia onnipervadente di innocenza e saggezza.

Tu sei il servitore divino che si china a lavare i piedi dei santi. Tu sei il minuscolo nucleo di tutte le cose senza il quale ciò che è più grande non ha significato…”.

Shri Mataji: Notate, nucleo minuscolo. Ora vedete, ciò che ho detto è ripetuto esattamente qui. Vedete? Nucleo minuscolo. Anche il minuscolo nucleo viene illuminato. E questo nucleo agisce per promuovere lo scopo della manifestazione divina. Questo nucleo diventa illuminato.

Yogi: “Tu sei la chiave delle biblioteche di tutte le scritture senza le quali la verità rimane celata. Tu sei il punto che completa la frase e senza il quale la frase perde il suo significato. Tu sei la luna crescente. Tu sei le stelle e sei oltre le stelle. Tu sei ogni cosa, da un piccolo puntino all’Universo.

Tu sei il futuro e oltre il futuro. Tu sei in tutte le forme. Tu sei laddove i suoni si combinano. Tu sei il silenzio tra i suoni. Tu sei il ritmo di ogni musica e di ogni preghiera. Questa è la conoscenza di Nirmal Ganesh, e Tu, Nirmal Ganesh, sei il Maestro di questa conoscenza e di tutta la conoscenza.

Tu sei il Dio e sei la Dea.

Om Gam Nirmal Ganapataye.

Al tuo potere, Ganesha, fa’ che tutti si arrendano. Fa’ che il lato sinistro della memoria e il lato destro dell’azione si arrendano a Te e fa’ che la Tua illuminazione prevalga.

Tu hai un solo dente e quattro mani; una tiene un laccio, la seconda un pungolo, la terza è alzata nell’atto di benedire e la quarta offre sostegno. Il Tuo vessillo è quello di un umile topo.

Tu hai lunghe orecchie e sei vestito di rosso. Il rosso Ti decora e sei adorato con fiori rossi.

Tu provi compassione per quanti Ti amano ed è per coloro che Ti amano che vieni su questa terra. Tu sei l’energia che crea, l’energia che pervade e lo Spirito che protegge.

Quanti cercano l’unione con Dio pregano attraverso di Te, quanti cercano l’unione con Dio Ti venerano.

Om Gam Nirmal Jesusye.

Ai Tuoi poteri, Aum Gesù, fa’ che tutti si arrendano. Fa’ che il lato sinistro della memoria e il lato destro dell’azione si arrendano a Te e fa’ che la Tua illuminazione prevalga. Tu sei il Verbo che fu il principio. Tu sei il Verbo che sarà la fine.

Tu sei nato da una Vergine e sei morto sulla croce. Tu sei colui che assorbe tutti i peccati e che è morto per vivere nuovamente. Tu sei Dio e Uomo e sei venerato con fiori rossi.

Tu hai compassione per coloro che Ti amano ed è per coloro che Ti amano che sei venuto su questa terra. Tu sei l’energia che crea, l’energia che pervade e lo Spirito che protegge.

Quanti cercano l’unione con Dio pregano attraverso di Te. Quanti cercano l’unione con Dio, venerano Te.

Shri Ganesha, omaggio a Te. Shri Gesù, omaggio a Te.

Omaggio a Te che sei Colui che è il principio di ogni adorazione. Omaggio a Te che sei Colui che distrugge tutto il potere del male.

Sakshat, Figlio del Signore Shiva, che è eterna benedizione, omaggio a Te.

Sakshat, Figlio di Maria Mataji, che è amore senza fine, omaggio a Te.

Sakshat Mataji Nirmala Devi, che sei gioia infinita, omaggio a Te.

Shri Mataji: Shri Ganesha, che è l’essenza dell’innocenza, è totalmente arreso a sua Madre. Questa è la sua bellezza. Completamente arreso a sua Madre. Egli combatteva persino contro suo Padre a un ordine di sua Madre e, anche senza ordini, se si accorge che il Padre è un po’ troppo pronto a distruggere questo universo o altro, Lui rimane sempre ai piedi di loto di Sua Madre.

È completamente arreso, per Lui niente è superiore a sua Madre. Per Lui sua Madre è Suprema.

E voi tutti siete stati creati come Lui.

Infatti anche la vostra è una immacolata concezione, se pensate al modo in cui avete avuto la seconda nascita.

Siete dunque stati creati come Lui, per questo avete così tanti poteri. Nessuno, potete vedere che nessun altro essere umano che sia un’anima realizzata possiede i poteri, la capacità di comprensione e la saggezza che avete voi.

Voi avete tutto ciò che ha potuto avere Ganesha ad eccezione di una cosa che io non posso darvi, ossia la dedizione e la resa assolute a sua Madre. Questa è l’unica cosa che io non posso fare, dovete farlo voi. Quello è il solo ostacolo che si frappone. D’accordo?

Dio vi benedica.

Bene, fatto? Tutti? Venite. Kay, vieni, fatelo voi due e dopo voi due.

Chi manca? Tu? [Yogi: “Io l’ho fatto”] Tu lo hai fatto? [Yogi: “Sì”] Tu?

Voi due, bene, venite. Venite tutti e due.

Potete mettere un po’ di musica, se l’avete. Incominciate con entrambi, dagliene uno – credo… comincia anche tu a frizionare (il Suo piede destro, ndt). Bene. Friziona forte, friziona forte.

[Viene ascoltata una registrazione di musica classica]

È spagnolo?

Yogi: No, è un tedesco vissuto in Inghilterra dove ha passato la vita lavorativa.

Shri Mataji: Come si chiama?

Yogi: Händel.

Shri Mataji: Händel, sì, sì, è molto profondo.

Lasciamo giocare i bambini piccoli.

(Alle persone che hanno lavato i Suoi piedi:) Rivolgete le vostre mani verso di me. Chi c’è ancora? […] Chi altro…? Tu?

Che tema è questo?

Yogi: È la suite “Musica sull’Acqua”, Shri Mataji.

Shri Mataji: (Sorridendo) Sentivo che poteva esserlo.

Yogi: È stata scritta da Händel per accompagnare il viaggio di un re su una chiatta sul Tamigi4.

Shri Mataji: Sì.

Yogi: La sua orchestra suonò questa musica.

Shri Mataji: (ad uno yogi che ha lavato i Suoi piedi) Bene. Stai bene? Verifica, rivolgi le mani (verso di me). Bene.

Warren: Questa è la seconda volta che lavo i Suoi piedi.

Shri Mataji: Davvero? Pensa.

Warren: La seconda volta. La prima volta, in Australia, è stata quando sono (arrivato? Non udibile). Questa è la seconda.

Shri Mataji: Bene. Molto bene.

Yogi: Il sari.

Shri Mataji: No, non è il momento del sari. (A lato: “Va bene. Dio ti benedica”.)

[…] Adesso mi laverò le mani e voi recitate i mantra della Dea.

Ora iniziate con i mantra della Dea. […]

Yogi: I tre – quattro mantra, Madre?

Shri Mataji: I 108 nomi.

Yogi: Ah, i 108 nomi.

Om twameva Sakshat Shri Mata namaha.

Shri Mataji: Ad alta voce.

Yogi: Om twameva Sakshat Shri Mahā-rājñī namaha.

Om twameva Sakshat Shri Deva-kārya samudyatā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Akulā namaha.

[Shri Mataji (a lato): “Questo va bene per il viso, no, sarebbe adatto per il viso. Prendetelo per lei”]

Yogi: Om twameva Sakshat Shri Nitya namaha.

Om twameva Sakshat Shri Bhavānī namaha.

Om twameva Sakshat Shri Vishnu-granthi vibhedinī namaha.

Shri Mataji: Penso sia meglio tradurre dall’inizio. Vero? Dovrebbero essere tradotti, altrimenti non entrano nel cervello (Shri Mataji ride). Deve entrare nel cervello della gente.

Yogi: Madre, qui non abbiamo la traduzione.

Shri Mataji: No?

Yogi: La maggior parte…

Shri Mataji: Tu li avevi.

Warren: Sì, mi dispiace, Madre, non sono arrivati da… pensavamo che arrivassero ma stamani non sono arrivati.

Shri Mataji: Va bene. Va bene. Va bene.

Allora avete i mille nomi? No? I mille nomi della Dea? Li avete in inglese?

Yogi: Shri Lalita Sahasranama?

Shri Mataji: Hm.

Yogi: No, non li abbiamo.

Altro yogi: La Vergine Maria.

Yogi: Uno dei problemi, Madre, è che quasi tutte le persone qui…

Shri Mataji: Conoscono il significato.

Yogi: … hanno ancora tutto impacchettato negli ashram. La mia valigia è ancora a Melbourne e i bagagli delle persone in realtà non sono ancora veramente sistemati qui ad Adelaide.

Shri Mataji: (Ridendo) Allora è… questo lo avete tutti con voi, così potete leggerlo, ma se lo capite.

Yogi: C’è un’altra copia…

Altro yogi: Li leggerò io.

Shri Mataji: Fammi vedere, che cos’è? I 108 nomi di… (Warren dice qualcosa non chiaramente comprensibile) Sì, buona idea, perché non dire questi?

Questi potete recitarli tutti (parole indistinte). Dovreste tutti provare a recitarli.

[A lato: “Adesso venite. Ora per prima cosa devi darmi quello, il ghee. Il ghee”].

Gli yogi: Om twameva sakshat Shri Mata namaha.

Om twameva sakshat Shri Maharajni namaha.

Om twameva sakshat Shri Deva Karya Samudyata namaha.

Shri Mataji: Dovrebbero essere detti ad alta voce, perché non riesco a sentire.

Om twameva sakshat Shri Akula namaha.

Om twameva sakshat Shri Nityā namaha.

Om twameva sakshat Shri Bhavānī namaha.

Om twameva sakshat Shri Vishnu-granthi vibhedinī namaha.

Om twameva sakshat Shri Bhakti priyā namaha.

Om twameva sakshat Shri Bhakti gamyā namaha.

Om twameva sakshat Shri Nirlepā namaha.

Om twameva sakshat Shri Sharma dāyinī namaha.

Om twameva sakshat Shri Nirādhārā namaha.

Om twameva sakshat Shri Niranjanā namaha.

Om twameva sakshat Shri Mahā-pātaka nāshinī namaha.

Om twameva sakshat Shri Nirmalā namaha.

Om twameva sakshat Shri Nih-saṁshayā namaha.

Om twameva sakshat Shri Nishkalaṅkā namaha.

Om twameva sakshat Shri Nirākārā namaha.

Om twameva sakshat Shri Nirākulā namaha.

Om twameva sakshat Shri Nirāgā namaha.

Om twameva sakshat Shri Nirgunā namaha.

Om twameva sakshat Shri Nirūpaplavā namaha.

Om twameva sakshat Shri Nishkalā namaha.

Om twameva sakshat Shri Nishkāmā namaha.

Om twameva sakshat Shri Nitya muktā namaha.

Om twameva sakshat Shri Līlā-vinodinī namaha.

Om twameva sakshat Shri Nirābādhā namaha.

Om twameva sakshat Shri Nirantarā namaha.

Om twameva sakshat Shri Nishkāranā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nirupadhi namaha (la pronuncia è non molto chiara).

Shri Mataji: Nir?

Yogi: Nirupadhi.

Shri Mataji: Come? Nirupadhi. Priva di attaccamenti.

Gli yogi: Om twameva Sakshat Shri Nirīshwarā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nirāgā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nirmadā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nistulā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Gambhīrā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nishchintā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nirmohā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nirmamā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nishpāpā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nih-saṁshayā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nirbhavā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nirābādhā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nirvikalpā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nishparigrahā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nirnāshā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nirapāyā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nishkriyā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nīlachikurā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Niratyayā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Mahā-māyā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Vijayā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Sāndra-karunā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Mahā-shakti namaha.

Om twameva Sakshat Shri Bhagavatī namaha.

Om twameva Sakshat Shri Sukh’ārādhyā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Padm’āsanā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Lokātītā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Mahā-rati namaha.

Om twameva Sakshat Shri Vishwa-rūpā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Rakshā-karī namaha.

Om twameva Sakshat Shri Rākshasa-ghnī namaha.

Om twameva Sakshat Shri Parā-shakti namaha.

Om twameva Sakshat Shri Yogadā namaha.

Om twameva Sakshat Shri Param’eshwarī namaha.

Om twameva Sakshat Shri Punya-labhyā namaha.

Shri Mataji: Dovete dire “namoh namaha”. “Namoh namaha”. Capito? “Namoh namaha”.

Gli yogi: Om twameva Sakshat Shri Sukh’ārādhyā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Achintya-rūpā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Ekākinī namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Ādi Shakti namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Guru-mūrti namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Shobhana-sulabha-gati namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Chandikā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Tri-gun’ātmikā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Mahatī namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Prāna-rūpinī namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Shubha-karī namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Sham’ātmikā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Sat-chit-ānanda-rūpinī namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Vīra-mātā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Garvitā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Param’ānu namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Kshipra-prasādinī namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Sadāshivā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Vishwa-garbhā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Svabhāva-madhurā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Pushti namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Dhīra-samarchitā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Nitya-yauvanā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Vishwa-sākshinī namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Vishwa-grāsā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Sudhā-sṛuti namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Shāshwatī namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Param’odārā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Dharm’ādhārā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Svasthā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Pāsha-hantrī namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Pāvan’ākṛiti namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Chandra-nibhā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Ravi-prakhyā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Mahā-pūjyā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Chit-shakti namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Lajjā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Vimalā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Varadā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Mahā-devī namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Vilāsinī namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Vandāru-jana-vatsalā namoh namaha.

Om twameva Sakshat Shri Sahaja Yoga dāyinī namoh namaha.

Sākshāt Shrī Ādi Shakti Bhagavati Mātājī Shrī Nirmalā Devi namo namah.

Shri Mataji: Adesso direi che le donne non sposate presenti dovrebbero venire a decorare i miei piedi. Vieni, Kay.

Yogi: Madre, abbiamo alcuni estratti del “Devi Mahatmyam”.

Shri Mataji: Hm, leggili, sì. Buona idea.

Yogi: È una parte dalla lode di Markandeya alla Dea, il “Devi Mahatmyam”, dal primo capitolo.

[Brian Bell legge dal Devi Mahatmyam]

“Tu sei Swaha e Swadha. Tu sei in verità Vasatkara, l’incarnazione di swara. Tu sei il nettare, o Eterna e Imperitura, Tu sei l’incarnazione dei triplici mantra.

Tu sei la metà di un mantra sebbene eterno, Tu sei Colei che non può essere espressa specificatamente. Tu sei Savitri, e la Suprema…

Shri Mataji: Devo dire che i giornalisti mi hanno chiesto: “Come descriverebbe se stessa?”. Allora ho risposto: “Non so come descrivermi. Meglio che lo facciate voi (Shri Mataji ride)”.

Yogi: Tu sei Savitri e la Madre suprema dei Deva. Questo universo è nato da Te. Da Te questo mondo è stato creato. Da Te è protetto, O Devi, e Tu sempre lo consumi alla fine.

O Tu che sei sempre nella forma del mondo intero, al tempo della creazione sei nella forma dell’energia creatrice.

Al tempo del sostentamento, Tu sei nella forma dell’energia protettiva e, al tempo della dissoluzione del mondo, sei nella forma dell’energia distruttiva. Tu sei la conoscenza suprema così come la grande non-conoscenza, il grande intelletto e la contemplazione così come la grande illusione, la grande Dea e la grande asuri.

Tu sei la causa primordiale di ogni cosa, che realizza le tre qualità. Tu sei la notte scura della dissoluzione periodica. Tu sei la grande notte della dissoluzione finale e la terribile notte dell’illusione. Tu sei la Dea della buona fortuna, la sovrana, la modestia e l’intelligenza caratterizzate da conoscenza, umiltà, nutrimento, soddisfazione, tranquillità e pazienza.

Armata di spada, lancia, mazza, disco, conchiglia, arco, frecce, fionda e mazza di ferro, Tu sei terribile e, al tempo stesso, piacevole, realmente più piacevole di tutte le cose piacevoli e di estrema bellezza. Tu sei in verità la suprema Ishwari oltre l’alto e il basso.

E qualsiasi cosa ovunque esistente, cosciente, reale, o non cosciente, irreale, ogni potere che essa possiede sei Tu.

O Tu che sei l’anima di ogni cosa, come posso io lodarti? Grazie a Te anche Colui che crea, sostiene e divora il mondo è fatto addormentare.

Chi è, qui, in grado di magnificarti? Chi è in grado di lodare Te che hai fatto incarnare tutti noi: Vishnu, me stesso (Brahmadeva), Shiva?

Shri Mataji: Vedete, è Brahmadeva che parla.

Yogi: O Devi, essendo così lodata, incanta quei due inattaccabili asura Madhu e Kaitabha con i Tuoi poteri supremi. Fa’ che Vishnu, il Signore del mondo, si desti presto dal sonno e risvegli la Sua natura per uccidere questi due grandi asura.

A quella Ambika che è degna di venerazione da parte di tutti i Deva e i saggi, che pervade questo mondo con il Suo potere e che è l’incarnazione di tutti i poteri di tutte le schiere di Deva, noi ci inchiniamo in devozione. Possa Lei concederci ciò che è propizio.

Possa Chandika, la cui incomparabile grandezza e potere Bhagavan Vishnu, Brahma e Hara non sono in grado di descrivere, dedicare la Sua mente alla protezione del mondo intero e alla distruzione della paura del male.

O Devi, noi ci inchiniamo dinanzi a Te che sei la buona fortuna nelle dimore dei virtuosi e la sfortuna in quelle dei viziosi, l’intelligenza nei cuori dei sapienti, la fede nei cuori dei buoni, la modestia nei cuori di chi è di nobile lignaggio. Possa Tu proteggere questo universo!

O Devi, come possiamo descrivere la Tua forma straordinaria, o il Tuo valore incomparabile che distrugge gli asura o le Tue splendide gesta manifestate nelle battaglie tra tutte le schiere di dei, asura e altri?

Tu sei l’origine di tutti i mondi! Sebbene Signora dei tre guna, sei conosciuta per essere priva dei difetti che li caratterizza, come la passione. Tu sei incomprensibile persino a Vishnu, Shiva e altri!

Tu sei il rifugio di tutti! Il mondo intero rappresenta una Tua porzione infinitesimale.

Tu sei in verità la suprema e immutabile Prakriti primordiale.

O Devi, tu sei la swaha pronunciando il quale l’intero consesso di deità ottiene soddisfazione in tutti i sacrifici. Tu sei la swadha che dona soddisfazione ai mani (manes), pertanto, nei sacrifici, sei invocata come swaha e swadha”.

Shri Mataji: Ora, sapete, swadha e swaha vanno compresi. Swaha indica quel potere mediante il quale il fuoco illuminato consuma tutto ciò che è nocivo: quel potere è chiamato swaha.

E swadha è quello mediante il quale l’acqua illuminata sostiene, sostiene tutto ciò che è buono. Swaha e swadha. Bene, queste sono le qualità che potete vedere e ci sono qualità superiori come tapah.

Tapah è questo (Shri Mataji indica il proprio Agnya chakra), grazie al quale si conseguono le qualità di resurrezione degli esseri umani; quel potere è tapah.

Janah è il potere mediante il quale gli esseri umani percepiscono la collettività, janah. Quindi vengono dati tutti questi poteri di tutti i cinque elementi.

Bhu è il primo, Bhu è il potere di Madre Terra grazie al quale lei crea questi swayambhu unici; è il potere con il quale lei assorbe i vostri problemi, dopo la realizzazione. Questa sua qualità si chiama bhu.

Poi c’è bhuvah. Bhuvah significa antariksha, ossia questa intera creazione. Grazie ad esso sono stati creati le stelle, la luna, il sole, tutto quanto.

Questo potere in essi è quello che vi supporta, vi aiuta e vi guida e dal quale ha origine la pioggia e tutto il resto.

Poi c’è il potere di Agni. Sono gli elementi, vedete. Bhur, bhu è il potere di Prithvi, la Madre Terra. Bhuvah è il potere di ogni cosa creata, antariksha o spazio.

E Agni, il potere di Agni è swaha, mediante il quale viene consumato tutto ciò che è negativo, mentre tutto ciò che è buono viene portato alla luce, reso lucente come l’oro, diciamo. Questo è il potere di swaha.

E swadha è il potere dell’acqua di sostenere. L’acqua sostiene. Sostiene in noi ciò che è buono mentre tutto ciò che non è buono viene rigettato. Quello è il potere di swadhaha: dhareti sa dha – significa che crea il dharma, sostiene il vostro dharma: l’acqua che sostiene il vostro dharma e porta via tutto ciò che è adharma. Chiaro?

Elimina qualsiasi squilibrio.

Poi vi ho detto… poi c’è janaha, tapaha. Janaha e tapaha.

Bhur, bhuvah, swaha, swadha… e? Come viene chiamato quel potere?

Warren: È li dentro (nel libro) il mantra Gayatri, Madre.

Shri Mataji: Il mantra Gayatri contiene tutti questi aspetti. Bhur, swaha, swadha…

Yogi: Om bhu, Om bhuvah, Om swaha, Om maha.

Shri Mataji: Come?

Alcuni yogi: Om mah. Maha. Om maha. M-A-H.

Shri Mataji: Maha. Maha è la Madre, sapete, la Madre. Maha. Lei vi concede quel potere di Maha. Maha è Colei che vi dà sicurezza, il senso di sicurezza. È il potere che proviene dall’aria, dall’elemento aria; l’elemento aria vi dà la sensazione di grandezza, Maha. Esso consuma ogni cosa senza senso.

Se l’aria soffia spazzerà via tutto ciò che è frivolo, superficiale, di scarso valore e conserverà tutto ciò che è rilevante. Questo potere dell’aria è maha.

Poi janah: janaha, vi ho detto, janaha è la collettività, il potere che ci dà interiormente il senso della collettività.

Ed infine tapah: quello che vi dà il potere di sostenere tutto ciò che è spirituale, lo Spirito stesso. Tapasvita, l’avrete sentito, la penitenza. Il potere che vi dà realmente la penitenza, che elimina tutto ciò che è negativo e mantiene lo Spirito in questo (indica l’Agnya), tapah.

È così che si hanno questi cinque elementi: bhur, bhuvah, swaha, swadha, janah, tapah.

Il primo di essi, come ho detto, è bhu.

Poi (riferito al secondo) voi dite etere? Lo chiamate etere?

Warren: Sì, akash (etere).

Shri Mataji: Akash.

Warren: Etere.

Shri Mataji: Etere. È quello che è antariksha, il secondo: antariksha, akash.

Avete capito tutto?

Warren: Sì.

Shri Mataji: Uno ad uno. Questo è il potere che, quando viene toccato dal Paramchaitanya, diviene illuminato e allora agisce. Ed è così che agisce come un essere spirituale. Va bene? Questo è per spiegare ulteriormente.

Brian Bell: “O Devi, tu sei la swaha pronunciando la quale l’intero consesso di deità ottiene soddisfazione in tutti i sacrifici”.

Shri Mataji: Swaha. Con swaha essi compiono i sacrifici e, quando sacrificano, tutto ciò che è negativo brucia e non rimane altro che la soddisfazione che ne deriva, swaha.

Brian Bell: “Tu sei la swadha [Shri Mataji: “Swadha”]che dona soddisfazione ai manes” (mani).

Shri Mataji: Ai…?

Brian Bell: Manes. M-A-N-E-S.

Shri Mataji: Manasa. Manasa è – vedete, swaha è la qualità di agni (fuoco) che rappresenta il lato destro, lo Swadishthana. E swadha è la qualità del lato sinistro, ossia l’acqua. Chiaro? Quindi, questo vi dà manasa.

Yogi: Manas Shakti.

Shri Mataji: Manas shakti.

Brian Bell: “O Devi, Tu sei Bhagavati, la Vidya suprema che è la causa della liberazione”.

Shri Mataji: Sì, causa di liberazione, per questo vi concedo la liberazione, è molto semplice.

Vedete, se io sono quella qualità, lo faccio: cosa c’è di tanto speciale in me? Niente!

Infatti, se la Madre Terra ha la specialità di far germogliare il seme, lo fa.

Io svolgo questo lavoro allo stesso modo, in quanto sono la Conoscenza suprema e devo darvi la salvezza: quindi non vi è nulla di straordinario in me.

Invece, è straordinario che voi lo conseguiate in quanto voi acquisite qualcosa, mentre io non acquisisco nulla.

Ma il problema è che dovete diventare umili per ottenerlo. Io so che siete straordinari perché lo state conseguendo, ma per questo dovete essere umili. È un contrasto, sapete. È un paradosso.

Ora quel che dovremmo fare è terminare prima la decorazione dei piedi. Tutto quello che dovevate fare (con il kumkum) è stato fatto, no?

Brian Bell: “O Devi, Tu sei Bhagavati, la Vidya (conoscenza) Suprema che è causa di liberazione. E grandi e inimmaginabili penitenze sono i mezzi della Tua realizzazione.

(Shri Mataji dice ad una signora che porta un vassoio con i fiori: “Questo lo faremo dopo perché poi non dovrò muovere i piedi).

Tu, Suprema Conoscenza, sei coltivata dai saggi che anelano alla liberazione, i sensi dei quali sono controllati, che sono devoti alla realtà ed hanno eliminato ogni macchia. Tu sei l’anima di Shabda Brahman.

Shri Mataji: L’anima di Shabda Brahma.

Shabda Brahma è quel Brahma che può essere sollecitato con i mantra. Quello è Shabda Brahma. È quel Brahma che è dotato della capacità di comprendere shabda. Shabda significa ciò che viene detto dalla Madre. Esso comprende, questo Brahmacomprende e dà indicazioni in base a tutto ciò che Lei dice; e Lei è l’anima di questo.

Brian Bell: L’essenza del mantra.

Shri Mataji: L’essenza del mantra. Lei è il mantra, l’essenza del mantra. Ma è qualcosa di più profondo da capire. Essenza, sapete, essenza, in inglese… non so [Dice a lato ridendo alla signora che Le ha dato l’olio per il Suo Sahasrara: “Troppo olio”] Essenza potrebbe anche significare “estrazione”, per cui non so. Poi?

Brian Bell: “Tu sei la custode degli inni Purukh e Yaja, la declamazione delle parole è bellissima.

Tu sei la Bhagavati incarnata nei tre Veda. E sei il sostegno grazie al quale la vita è conservata.

Tu sei la distruttrice suprema del dolore di tutti i mondi. Devi, Tu sei l’intelletto mediante il quale si comprende l’essenza di tutte le Scritture.

Tu sei Durga, il vascello che trasporta gli uomini privi di attaccamenti oltre il difficile oceano dell’esistenza terrena”.

Shri Mataji: È quello che sto facendo io, giusto? Intendo che tutto ciò che viene descritto di me lo sto facendo, non è vero?

Brian Bell: “Tu sei Shri, la quale ha invariabilmente preso dimora nel cuore di Vishnu. Tu sei in realtà Gauri, che si è stabilita con Shiva. Gentile e sorridente, puro, simile al globo della luna piena, meraviglioso come lo splendore dell’oro puro è il Tuo volto.

È molto strano, invero, che Mahishasura, fremente di collera nel vederlo, d’improvviso abbia colpito il Tuo volto. Ancora più strano, o Devi, è che Mahishasura, dopo aver visto il Tuo volto sdegnato, terribile con le sopracciglia aggrottate e rosso come la luna nascente, non abbia rinunciato immediatamente alla vita: chi può infatti vivere dopo aver visto la Distruttrice furente?

O Devi, sii propizia. Tu sei la Suprema. Se adirata Tu distruggi le famiglie degli asura per il bene del mondo. Questo fu noto allorché il vasto esercito di Mahishasura fu sterminato.

Tu che sei sempre generosa con coloro i quali Ti compiacciono, quei fortunati sono invero oggetto di considerazione in patria, a loro vanno le ricchezze e la gloria e le loro azioni virtuose non periranno; essi sono in verità benedetti e hanno figli, servitori e mogli devoti.

Per Tua grazia, o Dea, chi è benedetto compie ogni giorno azioni virtuose con estrema cura guadagnandosi pertanto il paradiso. Non sei forse Tu, o Dea, che concedi la ricompensa in tutti i tre mondi?

Se ricordata in un frangente difficile, rimuovi la paura da ogni persona. Se ricordata dalle persone in gioia concedi una mente ancora più devota. Quale Dea se non Te, che disperdi povertà, dolore e paura, ha un cuore sempre pronto a soccorrere tutti?

Tu hai salvato questi tre mondi distruggendo i nemici. Avendoli sterminati in battaglia, hai condotto in cielo anche quelle schiere di nemici e hai dissipato la nostra paura dei pazzi nemici dei Deva. Omaggio a Te!

O Dea, proteggici con la Tua lancia. O Ambika, proteggici con la Tua spada, proteggici con il suono del Tuo campanello e con la vibrazione della corda del Tuo arco.

Shri Mataji: Eh? (Shri Mataji ride) La vibrazione della corda del tuo arco…

Yogi: O Chandika, proteggici da est, da ovest, da nord e da sud brandendo la Tua lancia, o Ishwari! (Shri Mataji ride)

Proteggi noi e la terra con quelle Tue forme leggiadre con cui Ti sposti nei tre mondi, come anche con le Tue assai terribili forme.

O Ambika, proteggici da ogni lato con la Tua spada, la Tua lancia e il disco ed ogni altra arma la Tua mano delicata come un germoglio abbia toccato.

Shri Mataji: Adesso devono venire sette donne sposate.

[Interruzione del video]

Shri Mataji: Questo, non so perché, mi procura un senso di bruciore. (Sembra riferirsi al tessuto o materiale che ricopre il bracciolo destro della poltrona)

Yogi: Procura un…?

Shri Mataji: Dolore, un senso di bruciore. Che cos’è?

Warren: Forse è il nastro adesivo che La graffia, Madre.

Shri Mataji: Come?

Warren: Forse è il nastro adesivo.

Shri Mataji: No, non è il nastro, è qualcosa quando mi avvicino lì, sapete.

Warren: Lo togliamo.

Yogi: Tolgo il nastro adesivo.

Shri Mataji: Avete messo i cinque elementi, vero?

Yogi: Va bene.

Yogi 2: Va bene adesso, Madre?

Shri Mataji: Va bene.

Yogi: Namo Devyai, Mahadevyai, Shivayai Satatam Namaha.

Shri Mataji: Voce, voce, ad alta voce.

Yogi: Namo Devyai, Mahadevyai, Shivayai, Satatam Namaha. Namaha Prakrityai Bhadrayai Niyatah Pramatah Ra Ma Tam. Raudrai Namo Nityayai Gauryei Dhatrayei Namo Namaha. Jyotsnayei Chendu Rupinyei Sukhayei Satatam Namaha. Kalyanyei Pranatam Vridhayei Siddhayei Kurmo Namo Namaha. Nairtyei Bhubhritam Lakshmye [Shri Mataji: “C’è qualche ragazzo non sposato?”] Sharvanyei Te Namo Namaha.

Durgayei Durga Parayei Sarayei Sarvakarinye Khyatyei Tatheva Krishnayei Dhumrayei Satatam Namah. Ati Saumya Tiraudraye Natastsyei Namo Namaha. Namo Jagatpratish Thaye Devyei Krityei Namo Namaha.

Adesso diremo “Namastasye Namastasye Namastasye”.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Vishnumayeti Shabdita, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Shri Mataji: Le donne sposate.

Yogi: Ya Devi Sarva Bhuteshu Chetanetya Bhidiyate, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Shri Mataji: Datemi del riso.

Yogi: Ya Devi Sarva Bhuteshu Buddhi rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Shri Mataji: Mettetelo nelle mani.

Yogi: Ya Devi Sarva BhuteshuNidra rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Kshudha rupena Sanstitha Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Chaya rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Shakti rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Trishna rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Kshanti rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Jati rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Shri Mataji: … Prendetene un po’ in mano (sembra riso, ndt).

Yogi: Ya Devi Sarva Bhuteshu Lajja rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Shanti rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Shri Mataji: Basta così.

Yogi: Ya Devi Sarva Bhuteshu Shraddha rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Kanti rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Lakshmi rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Vritti rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Smriti rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Daya rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Tushti rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Matr rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Ya Devi Sarva Bhuteshu Bhranti rupena Sanstitha, Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Indriyanamdhishthatri Bhutanam Chakhileshu Ya, Bhuteshu Satatam Tasyei Vyaptidevyei Namo Namah.

Shri Mataji: Perché non leggi il significato in inglese? C’è?

Yogi: Possiamo leggerlo dopo.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Avevo intenzione di leggerlo in inglese dopo aver letto il paragrafo.

Shri Mataji: Va bene.

Yogi: Chitirupen Ya Kritsnametadvyapya Sthita Jagat Namastasyei Namastasyei Namastasyei Namo Namah.

Stuta Sureih Purvabhishthasamsraya, Tatha Surendrena Dineshu Sevita.

Karotum Sa Nah Shubhaheturishwari, Shubhani Bhadranyabhihantu Chapadah.

Shri Mataji: (Le mettono sulle spalle un sari viola con bordi gialli) Oggi Saraswati è seduta qui.

[La recitazione riprende]

Shri Mataji (guardando il sari): Questo rappresenta tutti i semi dei chakra. È bellissimo. (A lato ad una signora:) Questo dovrebbe essere l’ultimo.

Avete qualcosa che si accordi con questo…? Sari? … Una stoffa o qualcosa del genere?… Allora mettilo sulle mie ginocchia. Prendetela.

Prendete della frutta. Dovreste averla. Non quello. … Solo un po’. Un frutto.

Yogi: Questa è la traduzione di quel grande inno.

Shri Mataji: Molto ben fatto. Bene!

Yogi: “Omaggio alla Dea, alla grande Dea.

Eternamente omaggio a Lei che è sempre propizia. Eternamente omaggio a Lei che è la causa primordiale e il potere che sostiene. Con deferenza noi Le rendiamo omaggio.

Omaggio a Colei che è terribile, a Colei che è eterna, omaggio a Gauri, il sostegno dell’Universo. Omaggio sempre a Lei che ha la forma della luna e del chiaro di luna e della felicità stessa.

Noi ci inchiniamo a Lei che è benessere, omaggio a Lei che è prosperità e successo, omaggio alla Sposa di Shiva che è al tempo stesso la fortuna e la sfortuna dei re.

Omaggio in eterno a Durga che fa superare le difficoltà, che è l’essenza, che è l’artefice di ogni cosa, che è la conoscenza del discernimento e che ha la carnagione blu come la notte e come il fumo.

Noi ci inchiniamo a Lei che è al contempo la più gentile e la più terribile.

Noi Le rendiamo omaggio ancora e ancora.

Omaggio a Lei che è il supporto del mondo. Omaggio alla Dea che ha la forma della volizione (volontà).

Omaggio e ancora omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri ed è chiamata Vishnumaya.

Omaggio e ancora omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri come consapevolezza.

Alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di intelligenza.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di sonno.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di fame.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di riflesso.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di energia.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di sete.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di perdono.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di ingegno.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di modestia.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di pace.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di fede.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di amabilità.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di buona fortuna.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di attività.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di memoria.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di compassione.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri della forma di soddisfazione.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di Madre.

Omaggio alla Dea che risiede in tutti gli esseri nella forma di errore.

Omaggio alla Dea, alla Dea che tutto pervade, che costantemente presiede ai sensi di tutti gli esseri e governa tutti gli elementi.

Omaggio e ancora omaggio a Lei che pervade interamente questo mondo e vi risiede nella forma di consapevolezza.

Invocata un tempo dai Deva per esaudire il loro desiderio e adorata ogni giorno dal Signore dei Deva, possa Lei, la Ishwari, la sorgente di ogni bene, realizzare per noi tutto ciò che è propizio e porre fine alle nostre calamità.

E (omaggio a) Colei che è tuttora riverita da noi (Deva – parola non pronunciata dallo yogi), tormentati dagli arroganti asura, e che, ricordata da noi, devotamente obbedienti, distrugge in questo preciso istante, in questo preciso istante tutte le nostre calamità”.

Sakshat Shri Adi Shakti Bhagavati Mataji Shri Nirmala Devi Namoh Namaha.

Shri Mataji (a lato alle signore): Bene, così va bene. È meglio.

(Shri Mataji guarda i propri piedi) Meglio prendere qualcosa di bianco o di colore diverso, altrimenti in fotografia i piedi non risaltano.

È… No, no, questo. No no no no, sto chiedendo se avete un tessuto bianco o qualcosa di colore diverso. Quello è troppo piccolo.

Yogi: Arrivano, Madre.

Shri Mataji: Sono troppo piccoli. Andrebbe bene qualcosa di giallo perché questi fiori sono piuttosto scuri e … Sì, quello va bene, è molto adatto. Ora i piedi si vedono chiaramente.

Va bene, andrà bene. Questo cade in continuazione (bracciale di fiori). Vedi, se togli questo, andrà bene.

Guarda, anche questo sta un po’ scendendo (altro bracciale di fiori). Scopri il mio…

Per prima cosa, perché non lasciare i piedi da soli, senza fiori? Potreste separarli in questo modo, così lei può disporre i fiori ai lati. E non di fronte. Sì, ora, così, sì, è meglio, vedete? Bene, un po’ distante.

Ora scattate le foto dall’alto. Adesso voi spostatevi. Va bene? Bene. D’accordo? È molto importante per una indiana. Così. Ecco perché. Una fotografia dei piedi (vengono scattate delle fotografie dei Piedi). Va bene?

Yogi: Sì.

Shri Mataji: Adesso, possiamo mettere il sari? Yogi: Prendo soltanto questo, Madre.

Shri Mataji: Metti lì anche questi fiori. Ora, se Kay ha fatto (2.08.00), adesso mettete la ghirlanda, mettete il sari. Bene. Va bene. Dov’è la ghirlanda? (Shri Mataji commenta con approvazione il sari, ma le frasi non sono completamente udibili: “Più seta. È così che ricordano. Questo centro…”).

C’è tutto. È una gran fortuna avere questo (sari). Saraswati. No, tutto Saraswati, vedete? E qui vedete anche i chakra e poi quello di Ganesha, poi Saraswati e poi l’Adi Shakti. È tutto qui, avete notato? Vale la pena notarlo, vero?

È molto evidente il chakra di Ganesha, il Sahasrara e Saraswati e la Dea. Guardate, tutti allineati. È una grande fortuna. Io non avevo visto tutto questo, li ho notati solo sentendo le vibrazioni. …

Non so come voi abbiate scelto questo …

(A lato a Warren – Shri Mataji si riferisce ai braccialetti fatti di fiori) Non è ancora a posto.

(La ghirlanda) È bellissima, che fiori grandi!

Bellissima. Adesso la corona. Togliete tutti questi piccoli petali da qui, va bene? Adesso credo che uno di voi dovrebbe farlo, avanti. Infatti diciamo che loro sono tutti un po’ tremanti. Puoi portarmi lo specchio? (Gli yogi mettono la corona sulla testa di Shri Mataji). Davvero bellissima. È doppia, vedete? Di solito non mettono mai i fiori con essa (la corona). Sì. Bella.

Dio vi benedica.

Warren: Bellissima.

Shri Mataji: Kay, prendilo (lo specchio).

Adesso dovremmo fare l’Aarti? Che cos’è?

Warren: Non vuole la decorazione delle mani?

Shri Mataji: Sì, prima dovrei avere anche le mani decorate, sapete.

Anzi, prima mangerò qualcosa. Avete qualcosa da mangiare per me? Questo è il prasad. Penso che dovremmo annotare ogni cosa, la sequenza di ogni cosa. Sì?

Warren: Lo apprezzeremmo davvero, Madre.

Shri Mataji: Basta, ho mangiato abbastanza. Prenderò un po’ d’acqua. Al puja la Dea beve quello che chiamate miele. Miele e l’acqua bollita, come faccio io, miele e limone. Lei beve questo.

Warren: L’abbiamo preparata così.

Shri Mataji: Questa cos’è? Acqua di sorgente?

Warren: Sì, acqua di sorgente.

Yogini: Sì, acqua di sorgente.

Shri Mataji: Bene! Adesso togliete tutto da qui.

Tutta la decorazione dovrebbe essere fatta nel modo appropriato, così quando scatteranno la fotografia intera verrà bene e tutto… noi diciamo Shobhai Mauli, Mauli che è bella. Potete disporre tutti questi utensili di ottone qua e là.

Ci sono? Bene. Potete anche metterlo dritto, va bene.

Warren: Dritto?

Shri Mataji: Dritto andrà bene. Disponi gli oggetti di ottone qua e là, per decorare. Metteteli uno sopra l’altro. Va bene? Questi potete metterli tutti uno sull’altro. Guardate. Tutte queste cose devono… potete mettere quello sopra quello. Se potete mettere l’acqua in uno solo è sufficiente. In quello più grande, mettiamo tutto in quello più grande. Sì, ecco, è così che si deve decorare il puja.

Warren: Così è come facciamo di solito, Madre, quando Lei non è qui, ma quando Lei è presente siamo un po’ intimoriti.

Shri Mataji: No, no, no, è così che dovrebbe apparire. Tutto bene.

Vedete, questo è Shri Ganesha che ha tutto l’interesse per il cibo (Shri Mataji ride, risate).

Va bene. La frutta la terrete da questo lato (indica la Sua destra) ed anche le altre cose necessarie potete metterle qui (indica la Sua destra), così è bello.

… Qui. Mettete la frutta tutta insieme. C’è un margine per tutte queste cose? Per una fotografia o altro? Entrano nell’inquadratura? Non dovrebbero uscire dall’obiettivo.

Ora, guardate. Si può fare l’Aarti. Prendi quello (oggetto) per l’Aarti, o l’altro, quello è meglio. Lì, guarda. Oggetti che si possono tenere in mano.

È asimmetrico, ora si deve mettere qualcosa anche qui (alla Sua sinistra). Quello è bello, quell’ottone, per… No, no, nell’angolo. Nell’angolo ci sono i regali, (non chiaro), proprio nell’angolo, li vedi?

Warren: L’ottone, Madre?

Shri Mataji: Sì. Quello starebbe bene per controbilanciare questo lato (sinistro) insieme al resto, vedete? Va bene. Bello. Così è bello. Potete metterlo lì. Quello andrebbe tolto. Solo un oggetto così. Dovrebbe andare, andrà bene. Sì, questo si può mettere da una parte. Da quella parte. Coprilo. Questo cos’è?

Warren: Sono i cinque elementi, Madre.

Shri Mataji: No, no, non dovrebbero assolutamente essere messi in un recipiente di ottone, mai.

Warren: Non nell’ottone.

Shri Mataji: Mai, mai nell’ottone. Dovete usare lo stesso materiale. Dovete toglierlo dall’ottone e metterlo in…

Warren: Nel thali?

Shri Mataji: Come? Nel thali va bene, in un thali diverso va bene, ma non nell’ottone. Potete metterlo in questo kasa (bronzo), mai nell’ottone.

Warren: Madre, non abbiamo… lo abbiamo ancora in questo. Allora lo tolgo.

Shri Mataji: Lascia perdere.

Warren: Sì.

Shri Mataji: Mettilo da un lato. Puoi mischiarlo con qualcos’altro, ma… Conservalo.

Warren: Tenerlo sotto la luce del sole?

Shri Mataji: Hm. Non è necessario gettarlo. Potete tenerlo da qualche parte.

Warren: Sì.

Shri Mataji: È tutto ma toglilo. Toglilo.

… Toglilo e mettilo in qualche recipiente o qualcosa. Non c’è niente di male ma non dovrebbe essere tenuto nell’ottone.

Ora, riuscite a prendere tutta l’inquadratura? Voi spostatevi un po’, sì, così va bene. È molto bello, vedete?

Chiedete a Steven di andare un po’ indietro [Yogi: “Bellissimo”]. Inoltre le mani non sono decorate. Finché non sono pronte.

Yogi: Si possono fare le mani.

Warren: Linda.

Shri Mataji: Questo potete farlo tutte. Qui. Prima tracciate una linea qui. Dovete fare molto più veloce. Voi ci mettete così tanto tempo che sono sorpresa (risate). Sapete, questo è il tempo che ho impiegato io per creare l’universo. Adesso. Prendine ancora così, è molto semplice, che motivo c’è di essere… versa un altro po’ di acqua, credo. Un po’ d’acqua…

Warren: Mi scusi.

Shri Mataji: Va bene, non mi serve. [Yogi: “Non le serve?”. Shri Mataji: “No”.]

Dovrebbe essere fatto con precisione. Fatto.

Sì. Vedete? Tu finisci una, fanne una. Sì, va bene. Adesso va bene. E fatemi girare. Ora è fatto. Deve essere spalmato qui completamente.

Non c’è motivo di essere… Che cosa c’è da essere nervose? Fatelo con sicurezza. Guarda come hai fatto, a metà. Ti ho detto di tracciare prima la linea, va bene? Debbie. Ecco, questa è metà, questa è metà.

Sì, guarda. Annie, perché sei così nervosa di farlo? Sei molto nervosa.

Non essere nervosa. Che motivo c’è di essere nervosa? Sii sicura. Ora, va bene.

L’Agnya chakra lì decoratelo, altrimenti…

Bene. Ora bene.

Allungala un po’ da questa parte. Ancora un po’. Falla… sì. Va bene. Questa è un po’ spessa. Se la fai spessa (le yogini stanno tracciando sulle mani di Shri Mataji la croce e la svastica), poi devi tracciare l’altra in proporzione, intesi? Questa ora va bene. Ma se non è spessa va bene lo stesso, se puoi farne una spessa così, in questo modo andrà bene.

È fatto adesso? Fatto. Bene. Molto veloci, no? (Risate, Shri Mataji ride. Le yogini hanno finito di disegnare la svastica e la croce sulle mani di Shri Mataji).

Mettete il sari qui. Loro sono inutilmente (nervose), devo dire, senza necessità… Bene. Così. Il sari non è a posto. Questo, questo, poi metti questa cosa sopra. Qui. Fate combaciare le due estremità del sari. Va bene? Ora va bene?

Warren: Sì. Bellissimo. Giriamo soltanto questi (fiori).

Shri Mataji: Vedete adesso? A tutti i sahaja yogi piacerebbe vedere ciò che (i sahaja yogi di) Adelaide hanno fatto per il puja.

Bene. Adesso lasciate che scattino le fotografie, dovete prendere tutta l’inquadratura.

D’accordo. Adesso dovremmo cantare l’Aarti?

Questo è pancharati, i cinque elementi, vedete? Chi altro lo farà? Bene. In realtà dovrebbero fare l’Aarti le persone di Adelaide che se ne occuperanno (di diffondere Sahaja Yoga ad Adelaide, ndt). Quindi vengano le persone di Adelaide.

Warren: Loro resteranno ad Adelaide, Madre.

Shri Mataji: Voi starete ad Adelaide adesso?

Yogi: Sì.

Shri Mataji: Bene, è una buona idea. Bene. Qui. Dovreste toccarvi tutti l’un l’altro (tenendo la mano sulla spalla del vicino durante l’aarti, ndt). Venite al centro.

Warren: Dovremmo fare prima l’Aarti a Ganesha, Madre?

Shri Mataji: Come?

Warren: Dovremmo fare prima l’Aarti a Ganesha, Madre?

Shri Mataji: Va bene. Potete farlo. Voi venite tutti al centro, venite al centro. Sì, adesso, iniziate. E la canfora?

Yogi: Non l’avevano, Madre.

Shri Mataji: No?

Yogi: Pensavamo che tutte queste cose fossero impacchettate a Perth.

Shri Mataji: Va bene, va bene.

Yogi: Mi dispiace.

Shri Mataji: Va bene.

[I sahaja yogi iniziano a cantare l’Aarti a Shri Ganesha, poi l’Aarti a Shri Mataji e infine i tre grandi mantra]

Shri Mataji: Dio vi benedica. Dio vi benedica. Dio vi benedica.

Bene. Potete togliere tutto e poi lavare qui i miei piedi e le mani, sarà meglio. Quest’acqua è ottima.

La cosa più sorprendente è che avevo intenzione di comprare questo per ciascuno di voi proprio ora. Ma poi mi sono chiesta come lo avreste trasportato.

Bene. Ora. Togliete questo sari. Togliete questo. Bene. Sì. Tenetelo un po’ più lontano.

Adesso versate l’acqua e qualcuno dovrebbe prenderla.

Warren: Solo un piede alla volta. Soltanto sul piede, non sulla mia (mano?).

Shri Mataji: Dovete portare del sapone, credo. Dovrebbe essere adatto per la pelle.

Prendete dell’acqua tiepida… Questa è tiepida, questa è tiepida. Questa è tiepida, abbastanza tiepida, sì.

Yogi: In realtà questa è calda, questa è calda. Questa è fredda, vede.

Shri Mataji: Questa è piuttosto fredda. Va bene ma, sapete, non toglie il… Mi piace fredda ma non toglie il rosso. Potete portare del sapone.

[Parole indistinte degli yogi] Questa è una buona idea. Quindi questo per ora appartiene ai sahaja yogi di Adelaide.

Warren: Qui non c’è (ancora) un ashram, Madre, quindi…

Shri Mataji: Ma c’è qualcuno che vive qui?

Warren: No, nessuno.

Shri Mataji: Nessuno. Oh, capisco. Quindi siamo tutti stranieri (risate). Pensate. Me lo stavo domandando.

Se c’è qualche macchia su questi tappeti potete usare soltanto sapone indiano. Sapete, non se ne andrà con nessun altro sapone.

Yogi: Davvero?

Shri Mataji: Sì, è sorprendente. (I sahaja yogi) Tenete lì lo Shri Ganesha (probabilmente la statuetta mentre lavano i Suoi piedi, ndt).

Sta venendo via quasi tutto.

Warren (alla yogini che sta versando l’acqua sui Piedi per lavarli): Mettilo giù, lava l’altro (Piede).

Shri Mataji: Sì, adesso è fatto, va bene.

Questo è l’unico sapone che può davvero toglierle. Anche voi dovreste usare sapone indiano, perché gli altri saponi contengono qualche sostanza chimica che non va bene. La pelle è rilasciata e…

Warren: Questo è Chandrika, Madre.

Shri Mataji: Chandrika. In India anche Hamam è ottimo. Sapete, la mia nipote maggiore non poteva fare il bagno con niente altro. Se provava, aveva una specie di allergia.

Poteva usare soltanto Hamam. Ci pensate? Hamam o questo Chandrika, intendo dire saponi indiani. Questo Camay e simili le davano allergia. È una specie di…

Warren: Alcuni shampoo fanno cadere i capelli.

Shri Mataji: Gli shampoo qui sono un’altra cosa orribile. Si inizia a perdere i capelli con questo “Head and Shoulder”, sapete? Orribile, rimanete soltanto con “testa e spalle”(Ossia non ci sono più capelli. Risate). È pessimo, “Head and shoulder” è pessimo, vi assicuro. Non so, ma gli indiani che lo hanno usato sono davvero molto preoccupati perché hanno detto: “Ci sono rimaste solo la testa e le spalle”. Tutto questo con “Head and shoulder”. Ma non so, forse i vostri capelli potrebbero resistere, non so, perché… perché le vostre teste sono ispide rispetto alle nostre. (Warren: “Davvero?”.) Sì, perché voi siete abituati a questo clima freddo, e questo clima è così variabile, forse. È possibile, non so, ma come può qualcuno sopportare questo “Head and shoulders”? C’è un’altra cosa chiamata “Olio di Ulay5.

Orribile, se lo usate…insomma io non posso neppure sentirne l’odore, figuriamoci usarlo. Mi vengono le vesciche, davvero. È una cosa orribile, “Oil of Ulay”, non so che roba sia. È pessimo.

In India invece ritengono fantastico usare il sapone Camay o qualcosa di simile. Se regalate loro del Camay per fare il bagno ne saranno felicissimi. Non so che cosa…

Warren: Pensano di essere stelle del cinema.

Shri Mataji: Come?

Warren: Pensano di essere stelle del cinema.

Shri Mataji: Sì, può essere. Dicevano che pulisce molto. Ho detto: “Come è possibile che pulisca molto?”. Oppure deve portarvi via dei pezzi di pelle (Shri Mataji ride). Come…

Yogi: Ha un profumo molto caro e la pubblicità è molto patinata.

Shri Mataji: Potrebbe essere, non so. Ma Chandrika ha un così buon profumo, insomma, (Yogi: “Sì”) sentite, la fragranza di Chandrika è ottima. Ma la cosa peggiore è questo vostro liquido “Fairy” che usate.

Warren: Sverniciatore.

Shri Mataji: Come?

Warren: È come uno sverniciatore.

Shri Mataji: Sì, proprio, per la vernice, per lo smalto! Avevo da cinquant’anni dei bellissimi oggetti smaltati di Muradabar6, sapete. E quando abbiamo cominciato a pulire, ho provato con un vetro, è venuto via tutto, tutto lo smalto è scomparso. Mi chiesi cosa fosse la causa. Se ne finisce un po’ nello stomaco…

Cose davvero estreme. Insomma, non capisco proprio perché produrre queste cose. Gli indiani sono meticolosi riguardo alla pulizia personale, molto meticolosi. Ma, insomma, usare roba del genere che vi porta via la pelle non ha senso, insomma, non capisco proprio.

[I sahaja yogi terminano di lavare i Piedi di Shri Mataji]

Grazie.

Adesso dunque, volevate che assaggiassi questi marshmallow, prendiamolo adesso (non chiaro). Grazie. Quello è il momento sbagliato. Tutti pezzi grossi. È marshmallow?

Warren: No, è lokum (dolce turco anche detto “delizia turca”)

Shri Mataji: Oh, lokum (delizia turca).

Warren: È tutto zucchero, Madre.

Shri Mataji: Pensavo fossero marshmallow. Questo cos’è?

Warren: È zenzero, ottimo zenzero candito.

Yogini: È zenzero ricoperto di cioccolato, Madre.

Warren: Zenzero ricoperto di cioccolato.

Shri Mataji: Puja moderno! (Risate).

Warren: E questi sono Smarties per i bambini.

Shri Mataji: Questo cos’è?

Warren: Albicocca, albicocca e zucchero, mescolati. Albicocca in polvere e zucchero. Leggermente aspro, molto buono.

Shri Mataji: Buona idea. Basta così. Prenderò solo uno Smartie per i bambini. È un formato molto grande.

Yogi: Madre, saremmo molto orgogliosi se potesse accettare un libro con la storia illustrata di Adelaide. Mostra alcune immagini della fondazione della città e dello stato.

Qui c’è una fotografia speciale, del punto in cui fu proclamata la fondazione dello Stato e si estende così ancora oggi. Un bellissimo bandhan.

Shri Mataji (ridendo): Fatto di cosa?

Yogi: è un albero di eucalipto che è proprio cresciuto in quel modo (a forma di arco, di bandhan, ndt).

Shri Mataji: Davvero?

Yogi: Sì, e fu sotto quell’albero che venne proclamato lo stato dell’Australia Meridionale7.

Shri Mataji: Oh.

Yogi: E viene celebrato ogni anno.

Ma è una configurazione del tutto naturale, senza nessun intervento dell’uomo.

Shri Mataji: È iniziato con un semplice albero, poi è diventato un bandhan.

Yogi: Madre, la città ha preso il nome da una regina: la regina Adelaide8.

Shri Mataji: Oh, di dove?

Yogi: Dall’Inghilterra. Di chi era moglie?

Shri Mataji: Chi era il re?

Yogi: Era Guglielmo I, Joseph?

Warren: Un re inglese, Madre.

Shri Mataji: Di chi era moglie?

Yogi: Giorgio IV.

Warren: Giorgio IV.

Yogi: Credo.

Yogi 2: Credo.

Yogi 3: Sono abbastanza sicuro, dovrebbe essere la data giusta, sì.

Shri Mataji: Questo è vittoriano… (frasi indistinte).

Yogi: Non è naturalmente la proclamazione originale, era una celebrazione. Molto dopo. La città fu fondata intorno al 1830.

E fu la sola città, il solo stato fondato senza condannati, tutti gli altri stati australiani avevano condannati mandati qui, colonie penali.

Shri Mataji: Come mai mandarono gente qui?

Yogi: Beh, fu un esperimento, Madre. Edward Gibbon Wakefield9 ebbe l’idea mentre era in prigione, dove finì perché aveva sposato una ragazza di sedici anni, era scappato con una ragazza di sedici anni, e per questo fu incarcerato. E in quel periodo gli venne questa idea di vendere la terra per quello che si definiva un prezzo equo, e di usare il denaro ricavato per creare le strutture e la città o altre cittadine che fossero necessarie; oltre a favorire l’immigrazione e, tenendo i prezzi bassi, aiutare quella gente, gli artigiani e gli operai che potevano trasferirsi avendo guadagnato abbastanza per comprarsi la terra. Fu un esperimento piuttosto rilevante. Ebbe successo quando intorno al 1830 ci furono disordini in Germania e così arrivarono anche i tedeschi.

Shri Mataji: Anche loro si trasferirono qui.

Yogi: Lasciarono la Germania a causa del fanatismo religioso, si stabilirono qui e divennero membri industriosi e di gran successo della comunità. Portarono negli stati la viticoltura che è una delle loro principali attività commerciali.

Shri Mataji: Davvero? (Shri Mataji ride)

Yogi 2: Un altro fatto interessante, Madre, è che le inondazioni che abbiamo appena avuto hanno danneggiato soprattutto le zone della viticoltura.

Shri Mataji: Prego?

Yogi 2: Le zone della viticoltura sono state le più danneggiate dalle inondazioni.

Shri Mataji: Qui? Bene. Ecco cos’è. Mi dicevo che doveva esserci qualcosa del genere che stava accadendo qui. Tutto questo nervosismo per nulla, non c’è motivo di essere nervosi. Sto giusto vedendo una bella tovaglia. Va bene?

Bene. (Shri Mataji vibra dei semi o qualcosa di simile) È vibrato. Bene.

Questo lavoro artigianale non viene fatto qui, viene dalla Cina. È fatta ad Adelaide, questa lavorazione a mano?

Yogi: È cinese, Madre.

Warren: Probabilmente è cinese, Madre.

Shri Mataji: È cinese. Chi lo ha fatto? È cinese?

Yogini: Era un regalo, era un dono.

Warren: Probabilmente è cinese.

Shri Mataji: È cinese. Sembra cinese.

Ma loro potevano capire… Questo è interessante (legge dal libro sulla città di Adelaide): “Preghiere perché la ferrovia è morta. All’inizio esistono (forse i treni, ndt). Lunedì: il treno va su così. Martedì: il treno va giù così. Mercoledì: deraglia. Giovedì: si stacca. Poi venerdì i due treni arrivano su e si staccano tutti. Sabato collassano e domenica non c’è niente, nessun treno di domenica” (risate).

Yogi: Un sistema di trasporti non molto efficiente. (Shri Mataji ride)

Shri Mataji: In India non è così disastrato, penso (risate). L’India è il massimo in ogni genere di disorganizzazione.

Yogi: Ogni stato dell’Australia aveva un suo sistema ferroviario, il che significava che quando l’Australia divenne un’unica nazione ogni stato aveva binari di diversa larghezza. Per questo non potevano avere un sistema ferroviario omogeneo in tutto il Paese.

Shri Mataji: Oh, capisco.

Yogi: Chi viaggiava doveva sempre cambiare treno quando arrivava ad un confine statale.

Warren: Un po’ come il sistema a scartamento metrico in India, Madre.

Shri Mataji: Ah. Sapete, in India io ho viaggiato in treno molto tempo fa. Era a scartamento metrico10. (Anzi era a) scartamento ridotto11 – lo scartamento metrico è migliore – era anche a scartamento ridotto. E nessun biglietto, niente, la gente saliva in treno da una parte e scendeva dall’altra. E lo facevano fermare dovunque volevano, non esistevano stazioni. La stazione era una specie di terrapieno, sapete.

Potevano tirare la leva in qualsiasi luogo volessero e scendere, nessuno se ne preoccupava. Ed entravano in ogni carrozza di prima o di altre classi. Entravano e uscivano senza problemi. E per percorrere circa centoventi miglia ci volle tutta la notte. Ho detto: “Non ci andrò più”.

Warren: Mio Dio! Noi viaggiavamo da Mysore, mi pare, vero? Oppure… era una di queste città, verso Rameshwaram. Prendemmo uno di questi treni a scartamento metrico nel viaggio verso il sud, ed è stata un esperienza incredibile.

Shri Mataji: Adesso però hanno smantellato lo scartamento ridotto.

Warren: Davvero?

Shri Mataji: Era molto piccolo. Ora è stato demolito. Lo scartamento metrico è più grande.

Warren: Ah, anche più piccolo dello scartamento metrico?

Shri Mataji: Lo scartamento metrico è sei piedi, mi pare, o giù di lì. È molto interessante. Penso ce ne sia ancora uno che porta a Matheran. Ho provato a vedere se con questo si possa andare a Matheran.

Yogi: Il progetto della città fu piuttosto avanzato per quel tempo. La città fu progettata dal capitano Light12, il quale progettò una città in cui l’area centrale fosse circondata da spazi verdi. Così, quando si lasciava l’area della città, si doveva attraversare la zona verde per arrivare nei quartieri periferici.

Shri Mataji: Oh, capisco. Questa è stata una buona cosa. Così attenti a tanti aspetti.

Mi piace come hanno fatto certe cose in Inghilterra (Shri Mataji si rivolge a qualcuno che Le presenta del cibo: “No, grazie”). A Londra, ad esempio, ora abbiamo la Clubhouse con un parco, anzi, non un parco ma una piazza, e questo rende la casa molto silenziosa, proprio nel cuore della città.

È così tranquilla, è qualcosa che avremmo dovuto imitare in India. Ma non lo hanno fatto. Neppure a Delhi hanno questo sistema.

Così, ogni casa che prendete… mio fratello adesso sta per prendere un’altra casa, una grande casa in Shahjahan Road. Ma sarà ugualmente rumorosa. Non c’è modo di salvarvi dal rumore. Naturalmente le nostre sono case a schiera, ma agli indiani potrebbero non piacere molto le case a schiera.

[Interruzione video]

Shri Mataji: … come farlo costruire al re, dato che dopotutto il re è un uomo licenzioso? Come compiacerlo? Allora dissero: “Metteremo soggetti erotici di ogni genere fuori del tempio”, in quanto il re aveva detto, tutti i re avevano detto che dopotutto questa è la vita, sapete, erotismo e via dicendo. Gente molto perversa, alcuni re divennero molto perversi. Quindi dichiararono che in fin dei conti questa è la vita e dobbiamo mostrarla. Persino in un tempio.

Allora dissero: “Bene, li mostreremo fuori del tempio”. Solo per compiacere il re. Ma pian piano tutto ciò che era fuori penetrò all’interno, sapete, ed è così che tutti i templi furono rovinati.

Yogi: Questo è un processo che si è verificato anche nell’arte occidentale, Madre.

Shri Mataji: Davvero?

Yogi: Col pretesto di mostrare la vita, si è giustifica una quantità di…

Shri Mataji: Tutte idee provenienti dalla fraternità di bhut, ritengo, che agiscono su…

Michelangelo, ad esempio, lo fece ma era un uomo innocente. Non intendeva fare niente del genere ma il suo libro… se guardate i suoi disegni e il resto sono fatti con innocenza, non stimolano assolutamente nessun basso istinto, sapete.

Vi stupirà, ma quando siamo andati in Nepal con Kalpana, Sadhana, i miei generi e tutta la famiglia, non abbiamo mai visto niente di erotico in tutto il Nepal, ci credete? Non avevamo occhi per vedere.

Così quando andai via per questo libro, Gregoire disse: “Madre, se può venire per cinque o sei giorni potremo lavorarci insieme”. Allora risposi: “Va bene, ci proverò”. Lo incontrai a casa di Sadhana. “Vede – disse – se può venire per tre, quattro giorni, dato che sto andando a Delhi, possiamo andare e tornare”.

Allora chiesi a Rommel di venire con me, così venne anche Rommel e andammo noi due.

E lì (Gregoire) disse: “Madre, laggiù è pieno di soggetti erotici”. Stavamo scrivendo il libro, che parla anche di tantrismo. Infatti dopo andai a Khajuraho a vedere quella gente.

Dissi che non li avevo mai visti e chiesi a Rommel se lui li avesse visti. E anche Rommel disse che ce n’erano alcuni, ma di non averli granché notati. Io dissi: “Noi non li abbiamo mai notati, non abbiamo mai visto niente perché con le nostre figlie non saremmo andati in questi templi”.

Allora lui disse: “Va bene, domani venite, ve li mostrerò”. Così ci andammo.

Tutti questi giapponesi con gli zoom, sapete, erano arrampicati sui templi, così, per fotografare i soggetti erotici negli angoli (risate).

“Ma cosa fanno?”. Mi rispose: “Stanno fotografando i soggetti erotici”.

Alcuni erano nell’angolo, immaginate, a riprendere tutte le angolature e via dicendo. E questi giapponesi, essendo di bassa statura, stavano sempre curvi con i loro occhi a mandorla (risate). Chiesi: “Cosa stanno guardando? Se questo è il modo…(non chiaro)”.

E passavano ore in un punto, uno appeso a qualcosa, un altro appeso a qualcos’altro e l’obiettivo messo così… grandi acrobati, tutti come scimmie (risate).

Non riuscivo proprio a capire cosa stessero facendo (Shri Mataji ride, risate). (Dice scherzosamente) Voi signore dovete fare queste fotografie qualche volta (a questi ridicoli “fotografi”, ndt).

Yogi: Questa sarebbe una buona cosa. (Risate)

Shri Mataji: È qualcosa che è accaduto realmente, sapete. E i giapponesi stavano così con le gambe, con le gambette così.

E uno sentì accadere qualcosa giù in basso, allora abbassò il collo e guardò attraverso per vedere cosa stesse succedendo (ride, risate).

Allora dissi: “Adesso costui è in uno stato di sospensione” (ride). Non riusciva a muoversi perché una gamba era da una parte e l’altra così (divaricata). E accadde qualcosa – credo avesse udito qualche rumore o qualcosa – ma non riusciva a girarsi per guardare, così abbassò la testa e vide… avrebbe dovuto avere un enorme, maxi-occhiale per vedere.

Gente stupida, vi assicuro, i giapponesi. Si meritano un’altra bomba, penso, per cambiare. Hiroshima.

Warren: Hiroshima 2.

Shri Mataji: Davvero stupidi, sapete. Immaginate. E si impegnavano con grande serietà come se ci fosse allo studio qualche grande, grande progetto, alcuni sotto, altri sopra.

Yogi: Saltavano giù dai bus in tutta fretta.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Saltavano giù e su dai bus a grande velocità.

Shri Mataji: Ah.

Yogi: Avevamo girato Hong Kong e la Tailandia, e noi eravamo su un bus e i giapponesi erano spesso in due bus su entrambi i lati.

Shri Mataji: Ah.

Yogi: E scendevano dal bus, scattavano le fotografie e risalivano, mentre noi stavamo ancora gironzolando. Molto veloci (ridendo).

Shri Mataji: Di buono hanno fatto soltanto una cosa: scattano fotografie della Cappella Sistina. Lo ha deciso un giapponese. Hanno avuto Kurosawa, era davvero grande. Dovete vedere le sue foto. Avete visto le sue fotografie? Ma lui non ha successo dal punto di vista finanziario.

Warren: Si dovrebbe pagare per l’arte, Madre? Gli artisti dovrebbero essere pagati per il loro lavoro?

Shri Mataji: Sì. Insomma, per decenza nei confronti loro e dell’arte dovremmo farlo, ma non li paghiamo mai. Quando sono in vita non li paghiamo quasi mai. La loro condizione è simile a quella dei santi, sapete. I santi non sono mai rispettati quando sono in vita. È la stessa cosa.

Warren: Non è disonorevole prendere denaro per un opera realmente creativa che non può…

Shri Mataji: Niente affatto, perché non dovrebbero? Insomma, anche loro devono vivere. Per me non sarebbe disonorevole.

Warren: Robin me lo chiedeva oggi.

Shri Mataji: Cosa?

Warren: Questo.

Shri Mataji: Certamente si deve, che problema c’è? Tutte queste idee sono… vedete se io prendessi denaro da voi per il mio lavoro non sarebbe disonorevole, però non lo faccio, tutto qui.

Non c’è niente di disonorevole in questo: se svolgo un vero lavoro, vi dedico tempo, ogni cosa, a parte questo non può venirmi nessun peccato. Quindi posso prenderlo. Io non lo faccio perché non è appropriato da altri punti di vista, da un punto di vista politico. Vedete, è così, vi dico, gli artisti devono prendere denaro.

Ma il denaro non dovrebbe vincolarli. Allora va bene. È questo il motivo per cui si dice che gli artisti non dovrebbero (prendere denaro), perché allora ciò che accade è che si diventa finalizzati al denaro, e tutta l’arte è finalizzata al denaro. Questo non va bene. Se diventate orientati al denaro la vostra arte mancherà di spontaneità, non è così?

Warren: È quello che intendevo.

Shri Mataji: In India, al contrario, c’erano i re ed altri che supportavano gli artisti.

Persino i giocatori di cricket e simili, li supportavano. Quindi nessun artista era forzato in alcun modo a modificare il proprio stile e faceva ciò che voleva. Era stata data loro piena libertà per il loro lavoro spontaneo.

L’orientamento al denaro, invece, oggi ha rovinato i nostri artisti, sapete. Tutto ciò che producono è finalizzato al denaro. Pertanto, naturalmente, non c’è nessuna arte, è tutta spazzatura. Se qualcosa non si vende useranno delle donne per pubblicizzarla.

In effetti i veri artisti non hanno affatto bisogno della volgarità. Se sono veri artisti non devono ricorrere alla volgarità, la loro vera arte è accettata. Guardate qui (Shri Mataji si volta per guardare qualcosa alle Sue spalle), magari questo potrebbe non vendersi, non so, poverino… (Shri Mataji ride).

[Commenti degli yogi su oggetti, ad esempio teiere, dipinti a mano]

Yogi: C’è un uomo ad Adelaide che fa qualcosa che non ho mai visto da nessun’altra parte, dipinge dei paesaggi sulle pietre.

Shri Mataji: Davvero?

Yogi: Sì. Raccoglie pietre sui fiumi o sulle spiagge, all’incirca di questa grandezza, e sopra ci dipinge un paesaggio. E dato che sono rotonde, hanno tre dimensioni.

Shri Mataji: Ah, che bell’idea!

Yogini: Molti … in Australia, Madre, dipingono alberi della gomma13. Vecchi alberi della gomma.

Shri Mataji: Come li dipingono?

Yogini: Dipingono gli alberi della gomma.

Shri Mataji: In che modo?

Yogini: Perché li vendono…

Shri Mataji: Gli artisti?

Yogini: Guadagnano una quantità di denaro, quindi dipingono ancora alberi della gomma.

Yogi: È soltanto uno dei loro soggetti…

[Il video termina qui]


1 La zona di Adelaide fu devastata da terribili incendi nel febbraio del 1983.

2 Misto di spezie tipico della cucina indiana e pakistana.

3 Il re greco che trasformava in oro tutto ciò che toccava.

4 La prima dell’opera si tenne il 17 luglio 1717 in seguito alla richiesta del re Giorgio I, che aveva chiesto un concerto sul fiume Tamigi. Il concerto fu eseguito da 50 musicisti che suonavano su una chiatta in prossimità della chiatta reale, dalla quale il re ascoltava con alcuni amici intimi. Si narra che Giorgio I avesse apprezzato talmente la musica da ordinare che i musicisti, sebbene esausti, ne ripetessero l’esecuzione tre volte.

5 Oil of Olay (Olio di Olaz) contiene tra gli altri: ingredienti chimici, olii minerali e siliconi.

6 Moradabad (o Muradabad), città dell’India settentrionale, nota per la lavorazione di oggetti smaltati, ornati decorati con bei disegni.

7 L’Australia Meridionale (in inglese South Australia) è uno Stato federato dell’Australia situato nella parte centromeridionale del continente australiano. Occupa un’area di 984.377 km². La capitale è Adelaide, conosciuta come la “città delle chiese”.

8 Adelaide di Sassonia Meiningen, sposa del re Giorgio IV d’Inghilterra, regnante nel 1837.

9 Edward Gibbon Wakefield (Londra, 1796Wellington, 1862) è stato un politico inglese. Nel 1829, mentre era detenuto in carcere per rapimento, scrisse Letter from Sydney, in cui propose la lottizzazione e la vendita dei possedimenti reali in Australia per favorire l’immigrazione.

10 Si denomina scartamento metrico lo scartamento ferroviario di 1 000 mm. Lo scartamento ferroviario è la distanza intercorrente tra le due rotaie di un binario ferroviario.

11 Lo scartamento ridotto è quello in cui la distanza intercorrente fra le due rotaie è di 762 mm o di 610 mm.

12 William Light (Kuala Kedah, 7 aprile 1786 – Adelaide, 6 ottobre 1839) è stato un colonnello britannico, primo ispettore generale della colonia dell’Australia Meridionale. È celebre per avere scelto la capitale della colonia Adelaide e per avere progettato la conformazione delle strade e dei parchi in quella città.

13 L’arte aborigena australiana è una delle più antiche tradizioni artistiche del mondo, risalente ad almeno 40 mila anni fa. Gli aborigeni dipingevano, tra l’altro, le pareti rocciose e la corteccia degli alberi (soprattutto dell’eucalipto melaleuca, detto anche albero della gomma).