Devi Puja

Sydney (Australia)


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(2018/12 SOTTOTITOLI)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Devi Puja

 Sydney (Australia), 14 Marzo 1983


A questo punto ci siamo tutti resi conto che dentro di noi risiede la pace, la bellezza, la gloria del nostro essere. È un oceano. Non possiamo cercarlo all’esterno: per trovarlo, per gioirne dobbiamo volgerci all’interno, entrare in quello che è definito lo stato meditativo. Quando siete assetati, andate al fiume o verso l’oceano per cercare di placare la vostra sete. Ma neppure l’oceano può offrirvi acqua dolce. Come può qualcosa che si propaga all’esterno procurarvi quella profondità che si trova all’interno di voi? Voi cercate di trovarla fuori, dove non è. È dentro di noi, assolutamente dentro di noi. È così semplice perché vi appartiene. È alla vostra portata, proprio lì.

Qualsiasi cosa abbiate fatto, andando alla ricerca della gioia, della cosiddetta gioia, della cosiddetta felicità, della cosiddetta gloria dei poteri terreni e dei beni terreni, dovete fare retromarcia. Dovete proiettarvi al vostro interno. Non è stato sbagliato essere andati fuori, e non è stato giusto andare fuori. Non dovreste sentirvi dispiaciuti per ciò che avete fatto finora. Non era quello il modo corretto per ottenere la vera gioia della vita, la vera gloria del vostro essere.

In tantissime persone ha funzionato in modo tale che siete entrati in quella comprensione più sottile. Alcuni magari sono soltanto a livello mentale: non importa. Forse alcuni possono sentirlo soltanto a livello fisico: non importa. Ma siete sulla buona strada. Vi state muovendo in modo corretto.

Cercate di meditare, di meditare di più per raggiungere il vostro essere interiore. E questo essere interiore è l’immenso oceano di beatitudine che esiste in ciascuno di noi. È quell’immenso e glorioso flusso di luce che inonda la bellezza interiore di ciascuno. Per avvicinarlo, dovete rivolgervi all’interno di voi stessi rifiutando le cose che sono contrarie, contrarie al vostro movimento. A volte il vento può essere davvero molto forte, tanto da non farvi comprendere che la gloria di Dio è all’interno. Allora tornate indietro, ricordate ogni momento che il vostro movimento deve essere interiore.

Quando vi muovete all’interno, dimenticate le vostre idee di glorie esteriori. Un individuo di infima natura, pensa di aver ottenuto la gioia guadagnando moltissimo denaro, ma non è così. A ben guardare, è la persona più infelice. Si preoccupa di piccole, insignificanti questioni della vita. Avrete sentito dire che le persone molto ricche sono cleptomani. Sono preoccupate. Sono molto avare. Si preoccupano di qualsiasi inezia qua e là. Se manca anche un ago si sconvolgono. Hanno tantissime abitudini senza le quali non possono vivere.

Le ricchezze hanno sempre portato sventura agli esseri umani. Quindi, chi cerca soltanto le ricchezze, non riesce a goderle.

Ci sono poi altre persone, ancora ‘migliori’, che dominando gli altri, ottenendo potere, credono di poter acquisire una posizione di grande prestigio nella vita: anche loro si illudono, falliscono. Avete visto cosa accade loro: la gente non vuole neppure parlarne.

Ci sono anche persone che si attaccano a qualcuno, ad una persona o alla famiglia, ai figli, ai parenti. In India è molto comune. Neppure questo è il modo per arrivare a Dio, anche questo è molto limitato, vi fa rimanere sempre attaccati a loro sprecando tutte le vostre energie.

Ma se vi addentrate completamente nel vostro essere, allora tutte queste cose acquistano grande significato; a quel punto ogni cosa ha significato. Nel senso che se possedete qualcosa, se si suppone che apparteniate a quella categoria di persone con molti averi, a quel punto è come se non li possedeste, ne siete del tutto distaccati. Una persona così non è mai possessiva, è molto distaccata. Anzi, può giocarci, perché è così distaccata che può trarne una commedia. Può giocare con i propri averi e dare molte lezioni alla gente. È molto distaccata, molto generosa, gioisce della propria generosità. Tutto diventa molto diverso e dinamico. Gli esseri umani fanno cose bellissime di ogni genere, quando (il mito del, ndt) possesso viene smascherato dinanzi ai vostri occhi e voi iniziate a gioire di ogni cosa materiale senza possederla. Vi rendete conto del mito del possesso.

La stessa cosa accade con i poteri che la gente esercita sugli altri. Chi cerca di ricavare denaro da Sahaja Yoga, o vuole avere una specie di privilegio su Sahaja Yoga, può essere molto sottile, può arrivare molto lontano. Questa sottigliezza arriva ad un punto tale che ho visto gente provare a risparmiare denaro per conto di Sahaja Yoga. Anche qui l’attenzione è sul denaro.

Guadagnare o risparmiare denaro, fare affari servendosi di Sahaja Yoga è del tutto assurdo, ma se pensate così io dico: “Va bene, continuate per un po’, provateci. Vi accorgerete che Sahaja Yoga non è un business.”

S’intende, i sahaja yogi possono lavorare insieme, possono fare qualche affare, ma Sahaja Yoga non è un’impresa. È un’impresa di Dio, dove dovete dare tutto ciò che avete, senza essere attaccati a nulla. Non dovete essere attaccati. Non si deve versare denaro, ma dovete metterci tutto il vostro cuore. Se non potete metterci il cuore, non potete conseguire (…).

Lo stesso con il potere. Alcuni pensano di poter addirittura dominare i sahaja yogi, di poterli impressionare, controllare. Queste persone vengono espulse totalmente da Sahaja Yoga.

Voi dovete gioire del potere dell’amore, affinché le persone vi vedano come protettori, come soccorritori, come sostenitori, come amici, piuttosto che come personalità dominanti. Dovete essere paterni, e non una forza distruttiva e demoniaca che minaccia sempre tutti. Gente simile sarà estromessa da Sahaja Yoga all’istante. Venite scoperti. Io non provo nessuna simpatia per queste persone, mai, in nessun modo. Questo vi farà cadere. State alla larga da loro; diversamente, quando saranno scaraventate fuori da Sahaja Yoga, potreste uscire con loro. Perciò state attenti.

Poi, in Sahaja Yoga entra anche gente che spreca tutto il proprio tempo a pensare soltanto alla propria famiglia, a cose così, o quella che non ha mai pensato alla famiglia. Questo è un terreno molto più sottile sul quale possono distogliere l’attenzione dallo Spirito. Viziano i figli, viziano i mariti, viziano le mogli. Tutta l’attenzione prende una direzione sbagliata e, per loro, diventa una questione importantissima la riuscita del matrimonio, come sono i figli, una cosa, un’altra. Non affidano tutto a Dio. Devono affidarlo a Dio. Noi siamo tutti santi; dovete affidare tutto a Dio. In Sahaja Yoga, all’inizio, tutti dicono: “Mio marito è così; mia moglie è così; mio fratello è così; i figli sono così. Madre, occupati di loro”. D’accordo, all’inizio va bene. Ma quando crescete dovete venirne fuori.

Quando meditate, è un viaggio individuale verso Dio. E quando arrivate lì, diventate collettivi. Prima, è un viaggio interiore assolutamente individuale. È un viaggio del tutto individuale.

Dovreste essere in grado di capirlo. Voi avete intrapreso questo viaggio; nessuno è vostro parente, nessuno è vostro fratello, nessuno è vostro amico. Siete assolutamente soli, completamente soli. Dovete muovervi da soli all’interno di voi stessi. Non odiate nessuno, non siete responsabili, ma nello stato meditativo siete soli. Lì non esiste nessuno, soltanto voi. E una volta entrati in quell’oceano, tutto il mondo diventa la vostra famiglia. Il mondo intero è la vostra manifestazione. Tutti i bambini diventano vostri figli e trattate tutti con eguale comprensione.

Quando vi addentrate nel vostro Spirito, avviene la totale espansione e iniziate a vedere attraverso gli occhi dello Spirito. In voi risiede una tale calma, una tale pace, una tale beatitudine!

Dovete essere pronti per questo viaggio. Questo è un viaggio solitario nel vostro stato meditativo. E più cose scoprite nella vostra meditazione, più desiderate andare a condividerle con gli altri. Deve essere così. Se in voi non avviene questo, allora non ha funzionato. Non vi è purezza, c’è qualche sorta di pregiudizio.

In questa ricerca individuale, qualsiasi cosa scopriate, volete gioirne con gli altri, volete darla agli altri. Questo è il segno della persona che ha meditato davvero. Chi medita e non è stato in grado di condividere ciò che ha trovato, inganna se stesso e gli altri.

Perché la gioia che ottenete in meditazione deve essere condivisa. Deve essere data. Deve essere mostrata. Dovrebbe fluire nel vostro essere così come la luce si irradia da ogni lampada accesa. Non dobbiamo pronunciare un giuramento per dire che una lampada è accesa. Analogamente un santo non dovrebbe avere il certificato di santo; bensì la profondità che acquisite interiormente si diffonde ovunque. È una totale azione e reazione. Quanto più profondi diventate, tanto maggiore è l’irradiazione. Una persona semplice, molto comune, non istruita, può essere così. Sapete, a Bombay abbiamo un signore di nome Vardic (?): è un uomo anziano, molto profondo, e irradia. La gente si affida a lui. Egli irradia amore, tanto è meditativo. Non dovete dedicare troppo tempo alla meditazione, ma qualunque sia il tempo che dedicate, qualsiasi cosa otteniate, deve essere visibile all’esterno da quanto irradiate e quanto lo date agli altri.

Questa è la qualità dei santi che dovete essere. Se non diventate più profondi, non possiamo salvare altri sahaja yogi e non possiamo salvare quelli che sahaja yogi non sono. Dovete ascendere sempre più in alto per sollevare completamente il sipario. Coloro che cercano di salire più in alto, trascinano tutto verso l’alto, ed esercitano un ascendente verso chiunque stia ascendendo con loro. Quindi cercate di avere ben chiaro il vostro obiettivo. Dovete capire qual è il vostro obiettivo nella vita in quanto sahaja yogi. Ora siete persone trasformate. Non siete più persone che devono pensare ai propri averi o preoccuparsene, preoccuparsi di cose terrene, della propria sussistenza. Non siete più persone che devono preoccuparsi troppo della salute e cose del genere, o della vostra vita personale. Neanche molto del vostro lavoro, non è importante; e da ultimo, non dovete preoccuparvi della vostra famiglia, dei figli, del marito, della moglie, cercando una tasca in cui nascondervi.

Perché la sola cosa in cui potete veramente nascondervi è l’amore di Dio, dove potete davvero provare la grandiosa, pacifica, gioiosa sensazione della Sua totale protezione.

Sydney ha già fatto molto bene e sta progredendo ulteriormente, ma la velocità non è come dovrebbe essere. Quindi dobbiamo escogitare nuovi modi e metodi per poterlo diffondere (Sahaja Yoga, ndt). Ma per prima cosa dovete assumere il vostro ruolo, ciò che siete. Dovete accettare che siete tutti santi, che dovete svolgere un lavoro grandioso; in questo ciò che conta non è l’ego, ma la vostra manifestazione.

Ognuno di voi deve decidere per conto proprio. Sono sicura che funzionerà, e questa volta la mia visita vi aiuterà moltissimo a capire cosa è meglio per diffondere ovunque questa luce.

Che Dio vi benedica.