Celebrazione del Compleanno (Hindi/Inglese)

Mumbai (India)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Celebrazione del Compleanno di S.S. Shri Mataji[1]

 Bombay (India), 30 Marzo 1983


[All’inizio viene cantato il bhajan “Bhayakayataya Prabhu Jyachare[2]”. Shri Mataji commenta: “Questa era la canzone preferita di mio padre”].

Molti mi hanno sempre chiesto perché Dio abbia creato questo universo. Ovviamente, noi non dovremmo fare domande a Dio. È facile fare domande a Mataji mentre tiene un discorso, ma Dio è una personalità al di là delle domande. Ed il motivo per il quale Egli ha creato l’Universo è qualcosa di simile a quello per cui io ho indossato tutti questi ornamenti. Non ho l’abitudine di indossarli, ma devo farlo. Devo farlo proprio per far piacere a voi. Oppure, possiamo dire che Dio ha creato questa Terra soltanto per compiacere i propri figli, per renderli felici, per farli entrare nel Regno di Dio, per dare loro tutto ciò che Egli possiede.

Pertanto, Egli ha dovuto generare questa creazione in modo da poterla realizzare a propria immagine, rifletterla, e far sì che essa gioisse di se stessa. È un apprezzamento del tutto reciproco, noi lo chiamiamo andolan: tutto ciò che Egli fa per noi è per il Suo piacere; ma la bellezza di questo è che tutto ciò che fa piacere a voi, fa piacere a Lui e, viceversa, ciò che fa piacere a Lui dovrebbe far piacere anche a voi.

Quando avviene davvero che il piacere di Dio diventa il vostro, entrate in quella meravigliosa arena di gioia celestiale, swargiya anand.

Essa si perde soltanto se è un’iniziativa o uno sforzo unilaterale. Gli sforzi umani sono unilaterali, mentre degli sforzi di Dio non si può gioire a meno che non siano riflessi.

Noi non siamo in grado di elencare tutto ciò che Egli ci ha dato: possiamo soltanto dire che sono benedizioni, infatti è un modo astratto di definire le cose. Dire che si tratta delle benedizioni di Dio, che Egli ci ha elargito ogni benedizione, è qualcosa di astratto. Noi, infatti, non siamo capaci di contare (tutto ciò che Egli ci ha dato), non sappiamo dargli una forma, non siamo in grado di dire che cosa ha fatto per noi.

E quando questa gioia della Sua creazione è percepita nel nostro cuore, una volta che iniziamo ad assaporare quella gioia dentro di noi, allora il quadro diventa completo. Quando è completo, non potete descriverlo, perché non è relativo. Potete soltanto gioirne. Ed è solo così che si descrive la profondità di tale sensazione di gioia; perché, ad una tale profondità, che cosa possiamo dire? Ci perdiamo: la goccia è divenuta l’oceano e l’oceano è diventato la goccia.

Per prima cosa l’oceano diviene la goccia e poi la goccia diviene l’oceano. Poi, l’oceano tenta di diventare la goccia. È un bellissimo sistema di dare e avere, che può essere apprezzato soltanto da coloro che hanno assaporato il nettare della bellezza dell’amore di Dio. È molto facile dire che Dio non esiste: è la cosa più facile. Ma, ancora più facile di questo, è gioire di Dio. Gioire di Lui è la cosa più semplice, perché Egli è totalmente disponibile. È tanto ansioso. L’intero scopo della creazione è darvi gioia, darvi felicità.

Proprio oggi, quando sono dovuta andare in banca, pensavo: “Non ho mai indossato questi gioielli in vita mia, ma oggi è giunto il momento di metterli”. Ho proprio pensato: “È soltanto per i miei figli”. Se devo indossarli, che importanza ha? È soltanto per renderli felici. Che importa? Se loro sono felici, allora la mia felicità è completa. Ma il fatto stesso che voi abbiate sentito che io dovessi indossarli, dimostra che volevate vedermeli indosso. Anche questo è un segno della vostra sottilissima bhakti, del vostro amore molto sottile per vostra Madre.

In questi tempi moderni, il fatto stesso di avere tali bhakta (devoti) è una grande benedizione per me. Perciò, come voi dite: “Madre, benedicici”, io dico: “Anche voi benedite me”. Mi avete già benedetta con questa splendida organizzazione che avete messo a punto, e il modo con cui vi siete impegnati, arresi per questo grandioso puja. Perché è tutto un processo interdipendente: siete voi che celebrate il puja, io non posso farlo. Dovete celebrarlo voi. Quando eseguite il puja, i chakra vengono risvegliati. I miei sono risvegliati; ma vengono risvegliati in voi.

Ora, in che modo spiegare l’importanza del puja? Se non avete assaporato il frutto di un puja, è impossibile spiegarlo. Tutte queste cose possono essere comprese soltanto ad un livello più elevato. Ma tutto ciò che è stato fatto finora, è stato eseguito ad un livello tanto basso, da gente talmente meschina, che ogni cosa è divenuta assolutamente sacrilega. Era un’azione del tutto profana e, a causa di questo, Dio stesso è infelice.

Egli ha creato questo Universo per generare anime realizzate, non per creare gente inutile; non per creare persone che non credono in Dio, che non credono in una vita più elevata, che non credono nel condurre una vita di purezza. Egli non ha mai creato l’Universo per costoro. Essi esistono e basta, sono proprio come morti, non sono vivi. Le persone che credono in Dio, che lo venerano con totale purezza, in realtà, in un certo senso Gli danno benedizioni, perché per Lui è una grande soddisfazione vedere che hanno capito, che l’hanno percepito, che l’hanno apprezzato.

Anche alcuni sahaja yogi hanno problemi: non ha importanza. Se il desiderio è puro, se la vostra Kundalini è pura, se sentite di dover realizzare la vostra ascesa correttamente, con arrendevolezza, tutto diverrà uno splendido quadro completo.

Per creare questo nobile Regno di Dio nel nostro cuore ed anche fuori, occorre sapere che gli sforzi di Dio sono completi in senso assoluto. È Lui che vi ha creati.

C’è soltanto una piccola cosa, l’altro aspetto: Egli ha creato questo Universo in modo davvero meraviglioso, e, dopo la creazione di questo Universo meraviglioso, quest’ultimo deve riflettere totalmente Dio. Tutto qui. Pertanto, il cinquanta per cento del lavoro è compiuto. Voi dovete svolgere soltanto il rimanente cinquanta per cento. Non dovreste preoccuparvi se c’è gente non interessata a Sahaja Yoga, che non pratica la meditazione, che non celebra i puja, che non gioisce di questa vita più elevata. Non preoccupatevi di loro. Ma voi dovete essere consapevoli di essere persone speciali e che dovete creare il nucleo, il corpo completo di questo gruppo che completerà questa opera di grande fede.

Oggi sono talmente incantata che la velocità di ogni cosa in questo momento per me si è ridotta a zero. Non si muove niente. Non è rimasta in me alcuna gati (movimento, ndt), sono così colma di amore e sopraffatta dalla vostra celebrazione, dalla vostra gentilezza, che non riesco proprio ad esprimermi. Tutto questo è indice di una tale straordinaria profondità e gratitudine nei vostri cuori, mentre io non ho fatto proprio nulla. Non ho fatto niente, perché io stessa non ho acquisito niente nella mia vita. Io ero ciò che sono e sarò sempre la stessa. Non ho affrontato tapasya (penitenze) o altro. Non ho fatto nemmeno un passo per raggiungere il mio scopo. Siete voi che vi siete preparati, che vi siete avvicinati sempre più, proprio come una lampada pronta, una dipa, e vi siete accesi, vi siete illuminati grazie alla vostra preparazione. È soltanto opera vostra, quella che ha portato questa luce ovunque.

Sapete benissimo che la luce non può diffondersi nel vuoto. Non può farlo. Se c’è il vuoto, la luce non può espandersi. È per questo che, senza i sahaja yogi, io non esisto assolutamente. Non esisto. La mia intera esistenza qui sussiste grazie a voi. Io non ho significato, non ho lavoro, non svolgo alcuna opera. Sono la più pigra, e non eseguo alcun lavoro. Siete soltanto voi ad averlo ottenuto, siete stati voi ad innalzarvi. In realtà, si dovrebbero celebrare i vostri compleanni invece del mio, perché io non invecchio né ringiovanisco. Sono sempre la stessa. Non c’è alcuna differenza, in alcun modo.

E ritengo dovrebbe essere il compleanno di Sahaja Yoga a dover essere festeggiato oggi. Possiamo dire, infatti, che oggi sono circa dodici anni e qualche mese che Sahaja Yoga è iniziato pubblicamente, nonostante io l’abbia cominciato molto tempo fa, non so quanti anni fa. Pertanto, in questa fase, dobbiamo comprendere che il puja è una conquista astratta che può soltanto essere sperimentata, e tutti voi dovreste stare qui seduti con la percezione che stiamo per acquisire il nulla dentro di noi, l’assenza di ego, il vuoto, la purificazione, affinché la luce dell’amore inondi ogni area al nostro interno. E ciò è possibile unicamente quando… ovviamente, i chakra devono essere risvegliati. Funzionerà, e voi dovreste inoltre aprire completamente i vostri cuori. Senza dubitare, senza pensare a niente: aprite soltanto i vostri cuori, ricevetelo e basta, con completa fede e capacità di comprensione.

C’è gente da ogni Paese, da tantissimi Paesi. Tutto il mondo è rappresentato qui. Sento che abbiamo già toccato ogni angolo del mondo. In questo giorno, l’unica cosa che dobbiamo dichiarare è: facciamo sì che Sahaja Yoga diventi Mahayoga, completamente, affinché ognuno in tutto il mondo riconosca che Sahaja Yoga è l’unico modo in cui le persone possano ascendere nell’evoluzione e possa essere creato un nuovo mondo. E questo sviluppo è collettivo; non è del mondo esteriore, ma di quello interiore; e trasforma le radici di questa creazione in una nuova dimensione, in una nuova personalità, poiché, a quel punto, le radici avranno raggiunto la fonte, la sorgente di questo amore divino, di questa energia onnipervadente, di questa Brahmashakti.

Oggi vorrei chiedervi di fare tutti una promessa: che cercherete tutti di portare più persone in Sahaja Yoga e che cercherete di salvare più persone possibile con ogni sforzo. Questa è l’unica cosa che, se potrete regalarmela per il mio compleanno, mi renderà molto riconoscente.

Che Dio vi benedica tutti.


[1] In realtà, il 60° Compleanno di Shri Mataji era già stato celebrato il 21 marzo 1983 a Sydney, Australia. Quindi questa è la celebrazione del Compleanno effettuata all’arrivo di Shri Mataji in India (infatti la data è il 30 marzo).

[2] Traduzione dal song book: Quando apparteniamo a Dio, che cosa c’è da temere?/Nella Divinità dimentichiamo ogni cosa e ci perdiamo completamente in Dio/ Quando apparteniamo a Dio, che cosa c’è da temere?/Il mondo Gli è grato per le Sue benedizioni/Tuttavia Egli non appartiene al mondo perché è in uno stato completamente distaccato/ Quando apparteniamo a Dio, che cosa c’è da temere?/Si potrebbe essere privi di ogni ricchezza esteriore/Il vero tesoro della ricchezza è dentro di te/ Quando apparteniamo a Dio, che cosa c’è da temere?/Tutte le malattie e i problemi si dissolvono completamente/Laddove risiedono i Piedi di Dio/ Quando apparteniamo a Dio, che cosa c’è da temere?