Shri Buddha Puja

(Inghilterra)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Shri Buddha Puja

Brighton (UK), 26 Maggio 1983


[Mentre parla, Shri Mataji sta decorando Lei stessa la noce di cocco del puja con la svastica, ndt)

Questa volta non pioveva e siamo andati al mare a Melbourne. Ho detto che sarebbe stato fantastico andare a Melbourne; e siamo andati al mare ed io ho modellato un Ganesha (con la sabbia, ndt) e loro hanno fatto uno Shiva ed hanno adorato… e lì hanno fatto anche una Kundalini.

E, sapete, poi hanno pregato ed è piovuto, piovuto e piovuto. Ha diluviato, sapete, a catinelle, a catinelle. Non avevo mai visto una pioggia così prima, pioveva a catinelle; e in un giorno dieci centimetri di pioggia a Sydney, riuscite a crederci?

Dentro c’era il puja del mio compleanno, e fuori pioveva a catinelle. C’era la siccità, sapete, ed erano molto spaventati.

Yogi: Abbiamo sentito dire che l’intero tendone è crollato, Madre (Shri Mataji ride), a causa di tutta quella pioggia. Ce lo ha raccontato Robert, Madre.

Shri Mataji: E, sapete, i sahaja yogi si sono divertiti molto, per il tiro giocato (dalle deità, o dagli elementi, ndt). E poi il fiume è straripato entrando in tutti i pub e altro, sapete, spazzando via tutto. Ed è entrato in questi luoghi trascinando con sé bottiglie e quant’altro. E tutte le bottiglie… c’erano alcune bottiglie vuote che galleggiavano, bottiglie di plastica che galleggiavano e altre che sono affondate; e tutto è stato spazzato e trascinato via. Ed è entrato solo nei pub.

Il giornale ha scritto che la pioggia è stata fortissima ma il fiume ha avuto molto discernimento. Ed inoltre è scoppiato un incendio prima che io andassi ad Adelaide. Adelaide ha subìto un terribile incendio e l’hanno descritto così [A lato: “Per favore, puoi metterlo lì (il cocco, ndt) sopra quello, in questo modo?”], l’hanno descritto come un fuoco anch’esso dotato di gran discernimento. Ed hanno visto palle di fuoco alzarsi sulle colline ed entrare in alcune case evitandone altre. Alcune case sono completamente bruciate, mentre altre no. E le persone che non hanno subìto danni sono venute al mio programma e hanno detto: “Ora sappiamo perché siamo stati salvati da questo”.

E potevano vedere sfere – riuscite a immaginare? – sfere di fuoco provenire da qualche parte, insomma, non hanno idea di come si fossero formate; sfere enormi così, sapete, che risalivano la collina. E loro riuscivano a vedere le sfere risalire la collina e sollevarsi ed entrare nelle case in questo modo.

Non riuscivano proprio a comprendere cosa fosse accaduto al fuoco. Ma la cosa migliore è stata l’inondazione dei pub, in quanto normalmente sulla sponda del fiume hanno tutti questi pub, sapete (ride). Inoltre sono state spazzate via tutte quelle cose, come si chiamano, usate per abbronzarsi; sapete, hanno quei materassi, lettini solari e via dicendo. Tutto quanto è stato spazzato via e inghiottito (dal fiume, ndt). Io mi sono divertita moltissimo (ride) e i sahaja yogi ne sono stati davvero felici, davvero felici.

I sahaja yogi: Jai!

Shri Mataji: Mi hanno chiesto: “Perché Dio è in collera con noi qui ad Adelaide?”. Per l’Australia Adelaide è proprio come Parigi, proprio come Parigi. Molto promiscua, lì accadono sconcezze di ogni genere; cose orribili di ogni tipo avvengono lì. È come Soho[1], sapete. Pertanto è stata Adelaide ad essere scelta dal fuoco, per bruciarli tutti.

Quando sono andata a vedere le colline da cui è iniziato, erano tutte nere, le colline erano tutte carbonizzate, non c’era niente, niente. Nessuna foglia, neanche una foglia.

Ed era davvero sorprendente: una casa era bruciata, un’altra no, una certa casa era bruciata e un’altra no. Si poteva vedere molto chiaramente. E quando erano bruciate, erano completamente incenerite. Non so come abbiano potuto bruciare persino i mattoni, era tutto completamente carbonizzato.

È molto interessante il modo in cui a volte la natura si prenda una rivincita. Ad esempio, quando una volta sono andata a Guntur[2], vedete, ho detto alla gente di lì di non coltivare più tabacco. Esportavano molto tabacco in Inghilterra, pensate.

E in casa si potevano trovare tutte mattonelle inglesi e… come le chiamate, quelle grandi docce inglesi di vecchio stampo, docce così grandi in cui si sta in piedi e si è investiti da uno  scroscio torrenziale.

Avevano tutto inglese, anche le vasche; avevano in casa vasche e ogni altra cosa inglesi. Esportando qui il tabacco, sapete.

Allora dissi: “Non dovreste farlo e non avreste dovuto farlo”. Risposero: “Ma sa, Madre, lo diamo agli inglesi, non agli indiani”. Io dissi: “Non avreste comunque dovuto farlo. È sbagliato”. [A lato, ad uno yogi che sta preparando qualcosa per il puja: “Gavin, penso tu stia commettendo lo stesso errore che ho fatto io. Va bene, è corretto, è corretto. Tu stai…”].

Ciò che accadde, dunque, fu che dissi, mi limitai a dire loro: “Coltivarlo non va bene e che siano inglesi o indiani state commettendo dei peccati. Non dovreste farlo; perché lo coltivate?”. Aggiunsi: “Potete coltivare qui dell’ottimo cotone, come dite voi, proprio simile al cotone egiziano; potete coltivarlo, perché dunque volete fare così?”.

Alcuni mi presero molto sul serio ed altri si irritarono molto. Quando ero arrivata lì c’erano circa cinquanta macchine ad accogliermi, ma quando me ne andai vennero appena due o tre persone a salutarmi; erano stizziti per questo.

Io dissi, li misi in guardia: “Ora, se continuate così, il mare è molto vicino e si prenderà la sua rivincita. Si arrabbierà con voi. Datemi retta”.

E loro se la presero tanto con me che non vennero nemmeno a salutarmi, poiché avevo detto così.

Ora, in quello stesso anno accadde che un tifone arrivò fin lì, cosa mai accaduta prima. E fu tutto devastato. Tutte le loro coltivazioni furono devastate. Non possono più coltivare, non possono più coltivare il tabacco lì; e nel frattempo il governo inglese ha bloccato l’importazione di tabacco da quel luogo. Quindi sono stati doppiamente colpiti, doppiamente penalizzati. Invece, quelli che avevano iniziato a coltivare cotone se la cavarono perfettamente.

Infatti, tutta l’acqua salata era stata assorbita dal terreno e ora non possono più coltivare quella roba. E dissero di non avere mai avuto un’esperienza di quel genere. Dopo questo vennero a Delhi e mi chiesero: “Madre, deve tornare. Ci dispiace di ciò che abbiamo fatto”.

Io risposi: “No, in tutta franchezza io non ho fatto niente. Io non avevo mai pensato a nessuna distruzione, ma voi ve la siete procurata in quanto vi avevo detto che il mare si sarebbe adirato”. Ma loro: “È accaduto così rapidamente, Madre!”. (Shri Mataji ride). Io dissi: “Non è stato così rapido, dato che avete avuto almeno otto mesi per cambiare i vostri comportamenti”. Pensate, esportare a voi questo tabacco e importare lì quelle vasche.

Sapete, hanno una sorta di complesso di inferiorità per cui (pensano che) se vivranno come gli inglesi e avranno vasche e cose così, diverranno personalità superiori.

Ma per questo vi vendono tabacco, pensate.

Ora si sta tutto evidenziando, ve ne accorgerete. Tutto ciò che dico diventerà evidente. Sono stata felice di sapere che c’è stato un programma riguardo a queste orribili malattie provocate da questa vita promiscua e tutto il resto (AIDS ecc., ndt). Ne sono molto contenta. Adesso, che imparino.

Erano soliti prendersi gioco di me e dire che ero vittoriana (moralista, ndt) e questo e quello; adesso, che imparino cosa significa.

Ora tutti sono alquanto vigili. Mi stavate dicendo… mi pare lei mi abbia detto che in Inghilterra diecimila persone soffrono di questa malattia, riuscite a crederci? Diecimila persone. E mi chiamavano vittoriana.

[Shri Mataji parla ai sahaja yogi:] Gavin è arrivato? Dov’è? Dico solo che, cento anni di vita… vieni. Dai anche tu un oggetto del puja, qui. Puoi togliere questa carta.

Credo che dovremmo stendere altri teli qui, qualche vecchio asciugamano o altro oppure mettere lì un asciugamano per tenere pulita questa parte [Sahaja yogi: “Ecco dell’acqua per Lei”. Shri Mataji: “Grazie”].

Non ti ho dato un thali d’argento, vero Gavin? Devo averlo dato a qualche altro centro, non so.

Ho comprato l’argenteria per il puja da quello stesso negozio dove vendevano argento al 100%.

Dunque, sono tutti qui. Jane è arrivata? È arrivata? No. Dov’è?

Yogi: È ancora fuori.

Shri Mataji: Va bene. Chiamateli tutti dentro. Potete spostarvi un po’ in avanti, penso; ma perché non stendiamo qualcosa qui, per…?

Yogi: Lei (Jane) sta arrivando, Madre.

Shri Mataji: Avete visto queste linee energetiche? Che cosa? Pensate. Che cosa? Linee dello zodiaco? Queste sono linee energetiche che formano lo zodiaco? [Yogi: “Sì”.] Non lo sapevo. Pensavo…

Ebbene, quali sono i segni zodiacali? Quali ci sono?

Yogi: Tutti i dodici segni.

Shri Mataji: Ci sono tutti e dodici, disposti in cerchio?

Yogi: Sì.

Shri Mataji: E sono state scoperte attraverso un magnete?

Yogi: Penso che ne abbiamo scoperte molte con la rabdomanzia.

Shri Mataji: Con la rabdomanzia.

Yogi: Sì. Proprio con lo (forse la bacchetta di legno, ndt).

Shri Mataji: Con quello? Oppure le scoprono mediante un magnete.

Yogi: Oppure le scoprono anche tracciando le vecchie linee di confine…

Shri Mataji: Confine di cosa?

Yogi: I corsi d’acqua navigabili e… i confini fra… (incomprensibile)”.

Shri Mataji: Ma in effetti, vedete, se prendete un magnete, esso verrà attratto da quel punto (verso terra che esercita l’attrazione magnetica, ndt), capito? E se seguite questi punti (che subiscono questa attrazione magnetica) essi formano una linea. È questo il miglior metodo scientifico.

Anche la rabdomanzia è la stessa cosa del magnete. E quando il magnete… (fa il gesto del magnete che viene attratto verso terra in quanto ha intercettato il punto in cui viene esercitata l’attrazione magnetica della terra).

Vedete, in determinati punti le linee magnetiche sono forti: quello è magnetismo, ossia l’espressione dell’essenza della Madre Terra. Intendo dire che è la fragranza (l’essenza di Madre Terra, ndt); ma la fragranza possiede magnetismo, quindi la fragranza proviene dal magnete.

Ora, questo magnetismo della Madre Terra procede per linee, vedete, non si muove in…. Solo al punto della fragranza si diffonde dappertutto. Diversamente agisce secondo delle linee. E potete scoprire facilmente queste linee usando un magnete, un magnete potente, sapete. Muovete quel magnete sulla Madre Terra e scoprirete che comincerà ad essere attratto.

Ebbene, muovendolo, scoprirete che in un certo punto non viene attratto, e poi lo muovete dall’altra parte (e viene attratto, formando) una linea. È il modo più semplice, perché a volte la rabdomanzia potrebbe essere indotta dai bhut, potrebbe esserlo.

Yogi: Sì.

Shri Mataji: Ma siete sicuri che sia fatto con la rabdomanzia, o…

Yogi: Penso sia una combinazione di diverse cose. Chi ha scritto il libro ha…

Shri Mataji: …Usato la rabdomanzia.

Yogi: Usato la rabdomanzia ed anche il magnete.

Shri Mataji: Ma la rabdomanzia può essere sfidata dalla scienza.

Yogini: Quella (linea magnetica) a Glastonbury è stata scoperta anche da una fotografia aerea.

Shri Mataji: Come l’hanno fotografata?

Yogi: Riescono a vedere i confini fra i campi che creavano un disegno, cose del genere.

Shri Mataji: I campi!

Yogi: Sì, sono tutti gli antichi confini fra i diversi…

Shri Mataji: Quelli antichi.

Yogi: Sì.

Yogini: Fra campi, strade e corsi d’acqua.

Shri Mataji: Deve essere l’inconscio che si manifesta in questo modo. E le persone di una volta erano molto più sensibili, molto più reattive all’inconscio – [Yogi: “Sì”] – perché non erano così artificiali. Invece, quando si diventa artificiali, ciò che accade è che si viene ricoperti da tante barriere, e non si riesce, non si è sensibili ai dettami dell’inconscio. E quando non si riesce a percepire i segnali dell’inconscio, si inizia nuovamente a creare concezioni mentali, come dico io. E le concezioni mentali vi allontanano da quella sensibilità, sapete.

Se invece siete naturali e semplici siete parecchio sensibili, molto sensibili … [potete venire avanti, credo che possiate venire avanti adesso, venite avanti, venite avanti. Potete farlo, avanti, sì, potete venire. In realtà le persone nuove dovrebbero sedersi davanti, quelle di Brighton. Sarebbe un’idea migliore. Venite avanti.

Le persone di Brighton dovrebbero venire avanti, direi, il più… Gavin, tu vieni da questa parte, penso sia meglio. Infatti lui deve… Ora, venite avanti, sedetevi, sedetevi, sedetevi. Puoi tenere quello da quella parte. Chi altro c’è? Qualcuno è ancora fuori? Nick, se puoi… Qualcuno può sedersi dall’altro lato di Nick. Oggi è una bellissima giornata di sole, vero?]

Yogi: Desidera che apriamo un po’ questa finestra, Madre?

Shri Mataji: Quale? Sì, va bene. Penso sia un’idea migliore aprire quella.

Yogi: È aperta, Madre.

Shri Mataji: È aperta, va bene.

[Lunga pausa]

 Oggi è un gran giorno per venire a Brighton, infatti è il giorno della nascita di Buddha, oggi è il compleanno di Buddha, il compleanno del Signore Buddha. Avete tutti sentito parlare della sua nascita e che la madre sognò un elefante, un enorme elefante bianco, prima della nascita di Buddha. Inoltre era stato predetto che nella sua famiglia sarebbe nato un bambino che sarebbe stato un grande santo o un grandissimo re.

In sanscrito si dice chakravarti, ossia il sovrano del mondo intero.

Allora il padre si preoccupò e pensò di dover coinvolgere maggiormente il figlio nella vita familiare, nella vita materiale e concedergli tutti i piaceri della vita. Così costruì una dimora davvero speciale per lui, uno splendido palazzo in cui vivere e nel quale lo fece sposare con una giovane chiamata Yashodhara, una bellissima donna che gli fece conoscere tutti i piaceri della vita. Fece tutto quel che poteva per distogliere questo ragazzo dall’ascetismo.

Conoscete anche la storia di quando un giorno, passando per una strada, incontrò tre tipi di persone e si chiese perché si debba invecchiare, perché nella vita si debba soffrire e perché si debba morire.

Tutte queste tre cose suscitarono in lui una domanda e cominciò a cercare di capire per quale motivo agli esseri umani accadano queste cose. Con ciò ebbe inizio la ricerca. Giunse così al punto di non poter più tollerare le comodità e tutti gli attaccamenti creati intorno a lui dal padre.

Aveva un figlio di nome Rahul, e lasciò figlio e moglie per andare alla ricerca della verità.

Ebbene, egli iniziò la ricerca della verità dalla parte sbagliata, direi, poiché voleva capire il motivo delle sofferenze degli esseri umani; e così iniziò ad avvicinarsi al centro partendo dalla collettività.

Quando si vedono tutt’intorno a noi miserie – e molti le hanno viste – ci si chiede: “Cosa ne sarà degli altri? Otterranno tutti la realizzazione? L’avranno tutti?”.

Ritengo che questo derivi da un presupposto sbagliato, perché per prima cosa dobbiamo  capire: noi siamo a posto? Siamo perfetti? Siamo colmi di gioia? Abbiamo ricevuto la conoscenza assoluta?

È sempre meglio iniziare da questo punto.

Lui invece, avendo iniziato a ricercare dal punto sbagliato – in quanto cercava di rimuovere le miserie della gente partendo dalla collettività – dovette compiere un percorso molto tortuoso.

Così lesse tutti i libri, i Veda e altro. Si recò ad incontrare eminenti pandit, tutti i grandi sapienti per avere da loro la risposta al perché esistono queste tre afflizioni, cioè roga[3] – ossia la salute cagionevole del corpo fisico – poi la morte, poi la vecchiaia.

Andò a chiederlo a innumerevoli persone ed esse risposero che si deve morire perché si nasce; e poi dissero che si deve invecchiare perché si nasce così; e si deve soffrire perché si commettono peccati.

Egli non fu soddisfatto di queste risposte, così continuò a ricercare, ricercare e ricercare; e alla fine si sentì stanco e completamente stufo.

Quando giunse in un luogo chiamato Gaya[4] – è molto vicino a Patna, ho visto il luogo e l’albero – si sedette sotto un albero di banyan dove si addormentò poiché era molto stanco a causa della sua ricerca. E dopo aver dormito si alzò e, all’improvviso, ebbe la realizzazione. Allora pensò: “L’intera commedia è finita”.

Sua madre era l’Adi Shakti stessa che lo diede alla luce e morì subito dopo la nascita del bambino. Ed egli ebbe la realizzazione.

Ora, al tempo in cui ottenne la realizzazione non c’era nessuno che gli spiegasse che cosa fosse (Shri Mataji sorride), che cosa significasse la realizzazione. Non c’era nessuno a spiegargli o a parlargli di ciò che doveva comprendere.

Ma in virtù della sua intensa ricerca e dell’ardente desiderio, Shuddha Iccha, la Kundalini stessa, si risvegliò; ma ovviamente fu l’Adi Shakti a benedirlo, e lui ottenne la realizzazione sotto l’albero di banyan.

Ogni incarnazione giunta su questa terra dovette agire prima di tutto in base all’epoca, alla necessità dell’epoca, samayachar.

In secondo luogo, dapprima fu creata negli esseri umani l’esigenza dell’avvento su questa terra di una incarnazione.

Quindi, se ad esempio in un periodo di ritualismo esagerato dovuto al bramanesimo (casta dei bramini, ndt) o al clero, la gente avesse tentato di ridurre tutto a questi rituali artificiali e così via, sarebbe dovuta venire su questa terra un’incarnazione al fine di correggere queste idee.

Krishna, ad esempio, giunse in un periodo in cui disse: ”Tutto è lila”, e cancellò puja e tutto il resto. Disse: ”Niente da fare, né puja né altro. Facciamo soltanto raas, divertitevi”.

È tutto uno scherzo che continua, sapete. Così a quell’epoca introdusse nella consapevolezza della gente il concetto che tutto il mondo è lila, è il gioco dei capricci di Dio. Quindi gioitene.

E per questo creò questa festa meravigliosa di Holi che abbiamo celebrato a Delhi. Non so di nessuno di voi che sia stato lì per l’Holi. No. Tu c’eri? (Sorride) [Yogi: “Due anni fa”] No, ma questa volta non c’eri. Va bene. Potreste procurarvi le foto.

Bene. Allo stesso modo, quando arrivò Buddha, il primo problema fu che egli ritenne fosse meglio non parlare di Dio. Infatti, nel corso della sua ricerca tutti gli rispondevano: ”Oh! È Dio che fa tutto, è Lui a punirti, è Dio che ti dà la vecchiaia, è Dio che lo fa”. “Ma che cosa è questo Dio, dopo tutto? E perché lo fa?”. Rispondevano: “Meglio chiederlo a Dio”. Egli chiese: “Ma insomma, dov’è Dio?”. Così tutti addossavano a Dio ogni colpa, come al solito.

Si fa anche oggi, niente di nuovo e insolito, direi.

Quindi: “Questo deve essere fatto da Dio”. Se ti tagli la gola: “ Dio mi ha messo il coltello in mano e mi ha tagliato la gola”. Così, vedete, (Buddha) pensò fosse meglio non parlare di Dio poiché tutti si rivolgono a Dio.

Inoltre, le persone che incontrò dicevano: ”Ormai siamo diventati Dio”. Lui chiese: “Come?”. Uno di questi rispose: “Io sono Dio”. (E Buddha:) “Cosa? Perché?”. Qualcuno che sapeva ipnotizzare la gente disse: “Io sono diventato Dio”.

Pensate un po’. Così (Buddha) ritenne molto pericoloso parlare di Dio poiché la gente dispone di Dio e lo usa per i propri scopi personali, dicendo sempre: “Oh, questo è ciò che Dio deve fare. È Dio che lo ha fatto ed io sono connesso con Dio e lo dirò a Dio”.

Per questo lui si spaventò e disse: “Meglio non parlare di Dio, perché questo orienta l’attenzione della gente al ritualismo, a cose artificiali, alla costruzione di templi su templi e a fare tutte queste cose orribili che non si dovrebbero fare”.

Se andate al Sud, ad esempio, troverete che nei templi radono la testa alle donne. Le radono completamente ed esse devono… lungo i lati dei muri, dei muri del tempio, è tutto un acciottolato e le donne che si rasano la testa rotolano lungo i lati.

A volte devono rotolare 1008 volte, pensate, e viene versata loro addosso dell’acqua, sapete, Dio solo sa che rituale sia e da dove sia arrivato.

E quelle povere donne continuano a rotolare, a rotolare così e qualcuno versa continuamente su di loro dell’acqua, secchi su secchi.

Suo marito e suo fratello e tutti portano un secchio dopo l’altro, sapete: appena uno finisce, l’altro (Shri Mataji fa il gesto di gettare dell’acqua, ndt). E le povere donne rotolano così, su quella specie di acciottolato fangoso.

Insomma, rimasi sconvolta quando lo vidi. Dissi: “Cos’è questo?!”. E poi, in seguito, vedete, sono diventati moderni così hanno cominciato a vendere i capelli all’estero; e a Madras tutta la faccenda è diventata una grande industria, sapete. I capelli erano trasformati in parrucche vaporose e quant’altro, come dite voi (ride) e inviati in Inghilterra e altri Paesi. Insomma, nel nome di Dio sono state fatte cose ridicole, si sono fatte cose assurde.

Così (Buddha) pensò fosse meglio non parlare di Dio: il primo passo è la realizzazione del Sé. Egli era un grande sahaja yogi, devo dire. Infatti disse: “Niente da fare, non parlate di Dio o altro, per prima cosa ottenete la realizzazione” – questa era la prima condizione – “stabilizzatela. Finché non avrete stabilizzato la vostra realizzazione, niente da fare”.

Così iniziò il suo metodo per diffondere la buddhi, la conoscenza di Buddha o, si può dire, il Buddismo, come lo chiamano. Ovviamente, divenne un “ismo” successivamente.

Egli iniziò dunque tutto ciò con l’idea che si dovrebbe prima di tutto diventare Buddha. Buddha significa realizzato, significa conoscere. Quindi Buddha indica la persona che ha conosciuto, ossia chi è un’anima realizzata.

Ciò che (Buddha) dice è “Buddham sharanam gacchami”: mi inchino, anzi no, mi arrendo – sharanam significa arrendersi – mi arrendo ai Buddha, ossia a tutti i sahaja yogi. Voi tutti siete Buddha poiché conoscete. Quando avete la conoscenza siete Buddha.

Adesso voi avete ottenuto la realizzazione senza passare attraverso tutte queste assurdità quali la rinuncia, rasarsi la testa, indossare certi abiti e altro. È un giro corto, o meglio un percorso breve.

Perché? Perché lui aveva iniziato dalla parte opposta, ma se avesse iniziato direttamente da se stesso sarebbe stato meglio. Vi spiegherò in pratica com’è. Se per ipotesi volete riparare la vostra casa, dovete avere gli strumenti per quella casa. Ma se vi preoccupate di tutte le case del mondo e vi mettete a ripararle, non riparerete né le altre case né la vostra.

Quindi per prima cosa dovete metterlo in pratica su voi stessi. Mettete l’attenzione su voi stessi. Diversamente, anche quello è un modo per evitare di cogliere il punto, di capire la realtà, cioè che se non siete a posto voi, come potete migliorare il mondo intero?

Quando la vostra attenzione va su altre cose, dovete sapere che c’è qualcosa che non va in voi, prima di tutto, e che deve essere corretta.

Ecco perché lui impiegò così tanto tempo per girarci attorno. Dovette rinunciare alla moglie, alla famiglia, rinunciare a tutto e arrivare alla realizzazione. Infatti, rinunciando a tutto si rese conto che era lui a doverlo ottenere. È un modo molto tortuoso.

Ma voi potete semplicemente dire: Non esiste niente (altro), prima mi metterò a posto io”. Questo è Sahaja.

Ora, ciò che accadde è che quello divenne un metodo per arrivare a Dio. Molte persone pensano che si debba soffrire come Cristo per giungere a Dio, che si debba rinunciare al mondo dopodiché si giunge a Dio.

In realtà, rinunciare al mondo e a tutto il resto è semplicemente un mito. Come si fa a rinunciare al mondo? È un mito. A che cosa rinunciate? Voglio dire che in ogni caso non potete portare niente con voi. Potete forse? Insomma, potete forse portare via con voi, diciamo, anche soltanto un filo? Niente. Quando venite al mondo arrivate così, nascete con i pugni chiusi; quando ve ne andate le mani sono così, aperte. Avete mai visto un cadavere? Ha sempre le mani così (aperte): “Non sto portando via niente”. Se ne va proprio così (con le mani aperte).

Quindi non portate via nulla da qui. Pertanto, questo rinunciare, questo “io rinuncerò a questo e a quello, rinuncerò a mia moglie, rinuncerò a quello”, non ha senso.

Infatti, è uno stato della mente quello in cui il vostro essere diventa… non conosco il termine inglese per qualcosa che non si attacca a niente, come si dice? [Uno yogi dice qualcosa ma non si sente] No, no, no, vedete, qualche sostanza che non si attacca a niente. Noi abbiamo, ad esempio, ogni genere di plastica adesiva.

Yogi: Distaccato, Madre, distaccato.

Shri Mataji: No, è quella qualità, quella qualità del temperamento che non si attacca a niente, non si attacca a niente. Insomma, se lo mettete qui verrà via. Possiamo dire il sapone o qualcosa del genere.

Yogi: Come il mercurio, Madre.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Come il mercurio, che semplicemente scorre.

Shri Mataji: Come il mercurio; ma anche il mercurio a volte può essere applicato con il calore, mentre questo è qualcosa oltre il mercurio. È qualcosa di assoluto che non si attacca a niente, sapete.

Si diventa semplicemente così. Per voi, qualsiasi cosa indossiate, qualsiasi cosa abbiate, va bene.

Il nome della Dea è Nirmama. Nirmama: ossia, per Lei, niente le appartiene, vedete, non si attacca a nulla. Lei è in tutto ma non si attacca a nulla.

Ora ad esempio guardate la luce (di questa candela) qui: non si attacca a nulla, esiste di per sé. Non si attacca a nulla. Questo è l’esempio più affine; si può dire che non si attacca a niente. Qualsiasi cosa cerchi di attaccarsi ad essa si brucia, sapete. Questa è una buona idea (risate).

È così, è definita così una persona illuminata: qualcuno che non si attacca a nulla. E qualsiasi cosa provi ad avvicinarsi molto si brucia. Dunque una persona così non è attaccata a niente. Ma non è qualcosa che si possa fare mentalmente, limitandosi a dire: “Oh, non sono attaccato a te”. Sapete, è molto comune, specialmente in questo Paese, dire: “Ti odio”. Ma voi non potete odiare nessuno – come potete? – né potete amare nessuno, perché l’attaccamento non può dare nessuna delle due qualità.

Infatti, vedete, quando siete attaccati a qualcuno dite allo stesso tempo di odiarlo e di amarlo. Infatti queste sono le due facce dell’attaccamento.

Quando avete un attaccamento avete le due cose. Un momento odiate, il momento dopo amate, un altro momento odiate e poi ancora amate e non sapete che vi succede.

Ma il fatto è che la qualità della mente è tale che si attacca mentalmente o si distacca mentalmente.

In realtà, però… diciamo che amiate moltissimo qualcuno: ebbene, voi neppure morite insieme; qualunque cosa possiate provare, non potete morire insieme. Uno deve morire prima e l’altro dopo.

Quindi, la risposta che Buddha diede alla sua domanda sulla causa di tutte queste sofferenze, è che esse sono dovute al desiderio. Tutti questi problemi quali la morte, la vecchiaia o la malattia, nascono dal desiderio umano, sono causati dal desiderio.

Adesso osservate come nel linguaggio di Sahaja Yoga dovremmo comprendere Buddha.

Il desiderio, come sapete, è il lato sinistro. Il lato sinistro vi procura la morte. Quando il lato sinistro è usato troppo, alla fine, quando è esaurito, arrivate alla morte.

Quando il lato sinistro, il desiderio è esaurito, si hanno anche le malattie. E quando il lato sinistro è usato troppo, si invecchia. Naturalmente il lato destro è quello che agisce, ma il lato sinistro è quello da cui ha origine (l’azione nasce dal desiderio, ndt). Se non avete desideri non accederete al lato destro.

Prima di tutto esiste il desiderio; il punto di partenza è il desiderio. Egli colse esattamente il punto ma non spiegò chiaramente in cosa consista il desiderio. Desiderio significa lato sinistro. Quando abbiamo il puro desiderio, ossia la Kundalini, tutte queste cose vengono neutralizzate. Quando la Kundalini ascende, il desiderio puro, il desiderio vero, l’unico desiderio, vi procura l’assoluto grazie al quale non invecchiate, non morite e non vi ammalate; poiché acquisite ciò che è eterno ed esso non muore. Diventate lo Spirito.

Quando volete morire morite, quando volete rinascere rinascete. Avete quella natura realizzata in voi ed essa non muore.

È questo che portate con voi: portate con voi la vostra realizzazione, quando morite.

Quindi, ciò che Egli tentò di dire fu per stabilire che non si dovrebbero avere desideri. Infatti il Suo percorso fu così: passò da uno all’altro eliminando prima un desiderio, poi un altro, poi un altro, poi un altro e alla fine giunse alla Kundalini.

C’è un detto: “Ya neti neti vachane nigamo avochus”: quando si continua a ripetere “non questo, non questo, non questo, non questo, non questo”, poi si arriva ad un punto in cui si dice che ciò che alla fine rimane è il desiderio che è il desiderio puro. Il desiderio che è la Kundalini.

Se ad esempio dite: “Avrò una casa; no, no, non avrò una casa. Avrò un’automobile; no, nessuna automobile; no. Non avrò una moglie, non guarderò nessuna donna, non avrò niente a che fare con questo. Rinuncio a questo, a quest’altro, rinuncio a quello, a quello e a quell’altro ancora”, arrivate ad un punto che è un punto assoluto e lì vi rendete conto che la Kundalini ascende.

Ma io penso che questo vada troppo in là; perché non iniziare dal risveglio della Kundalini? È semplice.

Dunque Sahaja Yoga è il contrario, nel senso che è meglio iniziare dalla Kundalini e neutralizzare tutto il vostro lato sinistro. Adesso afferrate il punto?

È per questo motivo che Buddha è stato sempre considerato un ateo mentre non lo era, non era un ateo. Ma come linea di condotta Lui e Mahavira – i due erano contemporanei – decisero di non fare assolutamente mai il nome di Dio perché, quando si comincia con la questione di Dio, si costruiscono grandi filosofie e la gente si mette a fare rivendicazioni.

Intendo dire che diventano in quel modo: in realtà chiunque legga la Gita diventa una specie di Krishna, Shri Krishna stesso, per come parla. Insomma, la gente può rimanere scioccata da come parla. Come se fosse Shri Krishna che, seduto sul carro, dà consigli ad Arjuna, sapete. Si comporta in quel modo, sapete, lo stile è quello.

Ho incontrato un tipo chiamato Chinmayanand, sapete, e sono rimasta sconcertata da come parlava. Ero sorpresa. Insomma, si comportava proprio come Shri Krishna; ovviamente costui aveva un aspetto orribile, ma pensava di essere Shri Krishna in persona, sapete.

Si crea questa identificazione negli esseri umani quando si mettono a parlare di Dio o dei Suoi stili o altro. Così (Buddha) disse: “Bene, evitiamolo, parliamo solo della realizzazione del Sé. Questo è il primo passo”. E Mahavira si unì a lui in questo.

Questo, a quel tempo, fu di grandissimo aiuto per tutte le persone che vivevano nel nome del ritualismo e che dicevano: “È molto difficile, sapete. L’Induismo è il più difficile, si deve digiunare la domenica a causa del sole, il lunedì per la luna, il martedì per via di Marte”, e si andava avanti così. E quando mangiate? (Risate).

Se dovete arrivare a Dio dovete fare il bagno alle quattro e poi fare questo e quello e rasarvi la testa. E poi diventare sannyasi, e non potete mangiare questo, non potete mangiare quello e non potete fare quell’altro; avevano creato tutti questi rituali.

Ma (Buddha) capì che se si adotta il sannyasa metà dei desideri sono finiti. Se si è un sannyasi si svolge il lavoro di Dio e non occorre avere una famiglia o altro. Quindi metà dei vostri desideri sono finiti. Se invece si ha una famiglia si vuole fare qualcosa per la famiglia, ci si deve occupare della famiglia e si deve fare tutto questo.

Però non si rendeva conto che Lui era un’anima realizzata mentre gli altri non lo erano.

Vedete, se è un’anima realizzata a fare tutto questo non fa differenza per lui avere una famiglia o meno. Per un’anima realizzata non fa differenza, perché non è attaccata.

Ma supponiamo che una persona che non è un’anima realizzata rinunci all’auto, rinunci alla casa e vada sull’Himalaya: si farà una capanna lassù e la circonderà di filo spinato. (Risate)

Poi potrebbe pensare a costruire una capanna in stile georgiano[5] – (…) inglese – perché secondo loro lo stile georgiano è sobrio. Così possiamo farla, dopo tutto siamo sannyasi (risate generali, Shri Mataji ride): è tipico! Vi assicuro che, se ci fate caso, tutta la nostra mente occidentale si comporta così.

Dovremmo essere sobri, sapete. “È molto vistoso”, è questa la parola che useranno; se mettete anche solo una piccola (decorazione), “È “molto vistoso”. Vogliono che sia tutto modesto, insulso. Ma per quanto riguarda l’interno? È tutto stipato di bottiglie di ogni tipo di rum e altro. Però l’esterno dovrebbe essere assolutamente sobrio.

Il cibo, possibilmente, dovrebbe essere nella sua forma naturale, altrimenti non deve avere sapore. Dovrebbe essere così insipido che ogni ospite che viene a casa vostra deve morire di fame, sapete. Tutte queste idee assurde di ascetismo sono scaturite da questo.

Poi abbiamo altre persone come gli shambala[6] che adesso stanno andando nel deserto dei Gobi.

Hanno pensato che questo deserto non è sufficiente, andiamo nel deserto dei Gobi (risate). Così adesso vanno nel deserto dei Gobi. Tutte queste idee assurde sono scaturite dal Buddismo ed anche dal Giainismo.

Riguardo al vegetarianismo i giainisti andarono ad un altro eccesso. Infatti Buddha stesso non era vegetariano, lo sapete questo? Vi sorprenderà ma non era vegetariano, così come non lo era Mahavira.

Il vegetarianismo per loro era una filosofia, non un qualcosa per cui non mangiare carne e quant’altro.

Infatti Buddha morì dopo essere andato da uno dei Suoi discepoli che era uno shikari, un cacciatore. Costui aveva ucciso un cinghiale selvatico e disse che il cinghiale era stato appena ucciso e ci sarebbe voluto del tempo per cuocerlo, era mezzo crudo. Insomma, Egli, essendo indiano, non riuscì a sopportare quella cosa cotta a metà per cui (dopo averla mangiata) si ammalò per qualche problema al fegato, credo, o ebbe qualche complicazione e morì per questo.

Insomma, sapete, neppure io posso mangiare cibo mezzo cotto. Ma adesso (si mangia): “Questo (cibo) è mezzo cotto”. Mezzo cotto è orribile. Ma lo si mangia perché è modesto o perché la gente ha idea che sia molto naturale, vedete, ed è questo ciò che succede.

Ma sono tutte concezioni mentali, infatti interiormente siete attaccati. Comportandovi esteriormente in un certo modo non diventerete in quel modo.

Gli hippy, ad esempio, hanno l’idea che se vivono da primitivi diventano primitivi, mentre non è possibile. Il vostro cervello è moderno. Semplicemente vivendo o indossando una parrucca da hippy, posso forse diventare primitivo? Non posso, il mio cervello è moderno, sapete. È questo che la gente non comprende: che facciamo tutto in modo troppo premeditato e tutte queste concezioni mentali possono essere ridotte soltanto se il vostro Sé entra nella vostra attenzione. Diversamente tutte queste sono soltanto nostre proiezioni mentali.

Così gradualmente sono arrivati tutto il sannyasa e tutte queste idee; la gente ha davvero stravolto (gli insegnamenti di) tutti coloro (Incarnazioni) che sono venuti su questa terra.

E la confusione che riguarda (gli insegnamenti di) Buddha è arrivata a un limite tale che a pensarci rimarrete scioccati. Si è suddiviso in molte correnti. Ma ho sentito dire da mio genero, che era andato a visitare qualche caverna dove vissero i primissimi buddisti, proprio i primissimi buddisti – non erano sostenuti dai re o altro, quindi avevano una vita dura e vivevano nelle caverne – mio genero mi ha detto che nelle caverne vi sono delle scritte in sanscrito, in lingua pali e in caratteri indiani che parlano dell’evento spontaneo che può procurare la realizzazione del Sé. Lui le ha fotografate. Quindi sta emergendo, vedete, che conoscevano Sahaja Yoga. Lo conoscevano.

Ma poi, come ogni altra religione, anche il Buddismo si è alterato ed è sfociato in molte strane, bizzarre espressioni, diciamo: è divenuto mahayan, hinayan, cose di ogni genere.

Ma uno di loro (discepoli) si chiamava Viditama e fuggì dall’India, si stabilì in Giappone e fondò il sistema religioso Zen, in cui egli preservò l’avvenimento spontaneo.

Questo fu preservato. Un altro fu lo stile di Lao-Tse che non parlò di Dio o di Buddha ma del Tao in sé, dell’energia o, possiamo dire, dell’Adi Shakti.

Da Lui nacquero pertanto queste due cose positive.

E andando a ricercare nella storia della Cina scoprirono che l’Adi Shakti era vissuta lì molti anni addietro come Quan Yin. Ecco perché Quan Yin fu riconosciuta come Dea da molti buddisti.

Poi Buddha prese anche un’altra forma, perché vi era una grande competizione tra l’induismo, gli indù e i buddisti di quei tempi. Così vollero creare… per la gente comune è molto difficile comprendere la filosofia, così pensarono di dover rappresentare Buddha come è stato e come sarà. Dissero perciò che sarebbe venuto Maitreya, come si dice, il futuro Buddha, il Bodhisattva, e iniziarono a costruire le Sue statue e via dicendo.

Così fecero diventare Buddha la (loro) divinità. Iniziarono a servirsene per rappresentare il potere divino attribuendogli delle forme e altre cose, e così accaddero molte cose.

Ma Buddha stesso era così spaventato dal ritualismo che disse: ”Non dovreste venerare niente, non dovreste costruire nessun tempio”. Allora, sapete, fu trovata la scappatoia: “Se non si devono costruire templi costruiremo degli stupa[7]”.

Ora, in questi stupa misero un dente di Buddha. Ovviamente era sensato farlo, devo dire, ma di certo Buddha aveva detto di non farlo. Tuttavia loro lo misero lì. Lui aveva due discepoli, chiamati Sariputta e Moggallana. Erano Suoi ottimi discepoli e le loro ossa furono raccolte dopo la cremazione e poste negli stupa.

Fu assolutamente sensato metterli lì. Naturalmente le ossa e tutte queste cose non dovrebbero essere disturbate, non va bene in quanto creano problemi al corpo. Se almeno le avessero messe nella Madre Terra sarebbe andato bene, invece le misero nelle bare.

Ora, la prima bara era fatta d’oro, la seconda d’argento, la terza di ferro, la quarta di una specie di legno, per mummificare queste cose.

Ma fu molto sbagliato farlo.

Infatti, conservare in questo modo alcune parti del corpo di queste grandi persone, può ostacolare la loro rinascita o il corpo nel quale vogliono reincarnarsi, sapete.

Capelli o unghie vanno bene, ma non si dovrebbero conservare le parti del loro corpo in questo modo. E queste cose fornirono un’altra idea assurda a orribili esseri umani i quali pensarono che, se si deve conservare qualche parte (del corpo) di una persona divina che è morta, perché non tagliarne la mano e cose del genere?

E così, in Tibet e in tutti questi posti, specialmente in Ladakh[8], usavano tagliare le mani delle persone quando morivano e celebrare grandi rituali per i morti; e poi iniziarono ad orientarsi ai morti. Così iniziarono a spostarsi verso il lato sinistro.

La maggior parte dei buddisti si spostò verso il lato sinistro, il che era assolutamente proibito da Buddha poiché Egli è sul lato destro.

Lui disse: “Eliminate i desideri, eseguite i karma (azioni) senza desideri”. Questa era la Sua idea. Attivate il vostro lato destro senza il desiderio.

Questa era la Sua filosofia; ma tutti loro sono di lato sinistro. Hanno desideri, e non solo, ma qualsiasi cosa facciano la fanno spinti dai loro desideri.

Ad esempio, i peggiori sono i giapponesi, che pensano di poter commettere suicidio nel nome della propria nazione. Con questo desiderio commetteranno suicidio. Per salvare il loro Paese possono commettere suicidio. Insomma, è assurdo. Egli disse: “Qualsiasi cosa dobbiate fare, fatela senza desiderio”. Questa è una cosa difficile per gli esseri umani.

Quanti sono quelli che agiscono senza desiderio? Tutto ciò che facciamo, lo facciamo spinti dal desiderio.

Persino a livello più sottile: persino quando celebriamo un puja, lo facciamo con il desiderio che le nostre vibrazioni migliorino.

Riuscite a pensare ad uno stato in cui si sia totalmente privi di desideri? Solo una Persona ce l’ha. Non c’è desiderio. Senza desideri. Tutto viene fatto senza desideri, così non esiste delusione né infelicità.

Si va in America coscienti che sarà un’orribile esperienza (ride); ma è uno scherzo. Si va semplicemente ad assistere ad uno scherzo. Se non si hanno aspettative magari potrebbe finire per rivelarsi qualcosa di straordinario; ma senza desiderio alcuno.

Vedete, l’intera (mia) personalità è così priva di desideri, che anche se devo desiderare qualcosa devo chiedere a voi di desiderare, perché io ho perso il senso del desiderio.

Ho detto molte volte che è meglio lo facciate voi per me. Se non mi pregate io non posso farlo. Per questo vi chiedo di scrivermi una lettera; perché, vedete, io non posso desiderare. Davvero, io non faccio nulla. Accade senza che io faccia nulla: quindi perché dovrei desiderare? Io non faccio proprio nulla.

Vi stupirà ma io non faccio nulla. Io non desidero nulla, niente del genere. Funziona da sé ed io ne sono soltanto testimone, e voi dite: “Madre, sei Tu che lo fai”. Ed io sono alquanto sorpresa.

È questo il Tao. Se leggete il Tao si dice che non fa nulla, ma tutto funziona.

Quindi ciò che (Buddha) disse – che era del tutto Sahaja – è che non dovete avere desideri e dovete fare tutto (senza desideri). Ed Egli è colui che controlla il nostro ego, infatti se non avete desideri non avrete nemmeno l’ego.

L’ego si sviluppa soltanto quanto si ha un desiderio di fare qualcosa. Quando invece si fa qualcosa solo per divertimento, solo per la gioia, solo per farlo, come potrete sviluppare l’ego? Non è possibile.

È come un artista che dipinga solo per divertimento e poi lo butti via. Creare qualcosa solo per divertimento: questo è Dio. Non con il desiderio di ottenere qualcosa.

Insomma, il desiderio è così grossolano, può essere estremamente grossolano. Può diventare sempre più sottile, questo è un buon metodo; ma può anche essere davvero molto grossolano. Alcune persone, ad esempio, possono pensare: “Dovrei dipingere questo (quadro) per guadagnare molto denaro, oppure posso venderlo a qualcuno che magari è la persona più orribile ma lo venderò a lui per poter avere più denaro”. Questa è in assoluto la cosa più grossolana di tutte, sapete.

Potete infatti arrivare a fare le cose più peccaminose; insomma, non so, possono esserci desideri anche peggiori di questo, possono essercene moltissimi.

Ma in questo giorno propizio non dovremmo pensare a quei desideri così.

Ma come minimo, se venite, celebrate il puja solo per la gioia di farlo, senza desideri, solo per la gioia. Insomma, noi facciamo molte cose di questo tipo: ad esempio gioiamo della reciproca compagnia, pensateci.

Voi tutti sahaja yogi gioite della compagnia reciproca: per quale motivo? Per niente, non c’è nessuno… niente. Ne gioite soltanto senza alcun desiderio, semplicemente gioia per la gioia.

Quando nel nostro temperamento subentra quella purezza, per cui facciamo ogni cosa senza desiderio, ci siamo liberati del nostro ego. Il Buddha è risvegliato in noi.

È questa l’importanza di Buddha: Egli si è installato nel luogo più difficile, ossia nel lato sinistro della vostra testa, sapete (tocca la parte sinistra della fronte, ndt).

Talvolta ho visto che in alcune persone si proietta fino a questo punto (inizia a toccare dalla parte sinistra della fronte e arriva fino alla tempia sinistra, ndt). Esse sentono un dolore così terribile, sapete, nell’estrarlo da lì, che non potete immaginare.

Questo terribile punto (tocca l’ego sulla parte sinistra della fronte, ndt) è così strano che, vedete, a volte può gonfiarsi in questo modo, a volte può penetrare attraverso (indica ancora la tempia sinistra, ndt); è una cosa orribile che avete sviluppato tutti moltissimo, sapete. E assume le sue forme secondo diversi modi e modalità. Per questo dobbiamo dire: “Buddham sharanam gacchami”, che significa: noi ci arrendiamo a Buddha.

Poi, la seconda cosa che dice è bellissima: “Sangham sharanam gacchami”, io mi arrendo alla collettività, il sangham. Sangha è la collettività. Mi arrendo alla collettività. L’ego si abbassa.

Prima di tutto, a Buddha, il quale è presente ed è la deità che è l’illuminazione, dite: “Io mi arrendo a Buddha”. In secondo luogo dite: “Io mi arrendo alla collettività”. La gente egoista non riesce ad arrendersi. Quindi: “Io mi arrendo alla collettività”, e per questo diciamo: “sangham sharanam gacchami”. Lo facciamo al Virata.

Qual è la terza affermazione dopo “Buddham sharanam gacchami, sangham sharanam gacchami”? La terza è: “Dhammam sharanam gacchami”. “Dhammam sharanam gacchami”. Dhammam significa religione, l’equilibrio.

Io mi arrendo alla religione che è l’essenza (della religione). Oppure potete metterlo prima: “Buddham sharanam gacchami, dhammam sharanam gacchami, sangham sharanam gacchami”. Se avete realizzato tutto questo allora possiamo parlare di Dio, non prima.

Questi tre punti devono essere realizzati.

Secondo le modalità di Sahaja Yoga lo metteremmo così: prima di tutto “dhammam sharanam gacchami”, mi arrendo alle mie virtù. Tutti i desideri possono essere rimessi alle vostre virtù. È virtuoso fare così? Potete; se siete educati in quel modo semplicemente non farete certe cose, non avrete alcun desiderio di fare qualcosa che non sia virtuoso e retto. Non lo farete proprio. Quindi: “dhammam sharanam gaccham”.

Poi dovreste dire: “Buddham sharanam gacchami”, ossia “mi arrendo alla mia illuminazione”. Questo è il secondo stadio dell’ascesa.

“Mi arrendo alla mia illuminazione. L’illuminazione che ho ottenuto per il mio Spirito. È lo Spirito che mi guiderà”.

Non più assurde tentazioni fisiche, mentali, emozionali. Bensì, è lo Spirito.

E, terzo: “sangham sharanam gacchami” alla collettività, al tutto, al Virata.

Questo è il modo in cui dobbiamo riuscirci.

Così infine si arriva allo stesso punto: che io inizi da me stesso. Da me stesso agli altri, non dagli altri a me stesso. È come curare l’albero dall’esterno e non dalle radici.

Ma Sahaja Yoga vi cura dalle radici. Per prima cosa ottenete la realizzazione, va bene? Poi imparate ad arrendervi al vostro dharma.

Infine diventate collettivamente consapevoli. La collettività è un modo di essere, è il senso di gioia che ricavate dalla vita collettiva. Finché non lo avete, non avete conquistato il vostro ego.

Buddha ha dunque rivestito un grandissimo ruolo nelle nostre vite. E rappresenta in noi una grandissima forza, molto potente.

Sono molto felice che il Buddha jayanti (compleanno, ndt) sia caduto qui in Inghilterra poiché, come diciamo noi, l’Inghilterra è il cuore dell’universo. Non fa niente se lo dico qui, c’è qualche arabo? (Risate) Non voglio dispiacere nessun arabo qui seduto (ride).

Bene. E se è il cuore, tutto ciò che fate qui circolerà nell’intero universo.

Pertanto, se riuscite a vincere il vostro ego qui, possiamo anche vincere l’ego del signor Reagan e di questi russi, possiamo farcela. Ma prima iniziate qui.

Ora la tendenza deve invertirsi, sapete: adesso sono loro che devono imparare da voi, non voi da loro. Quando funzionerà vi stupirete. L’ego è l’unico problema che mi trovo sempre ad affrontare nel raggiungere i cuori. Se l’ego viene rimosso, ogni cosa andrà a posto. Quindi, per noi il grande mantra è: “buddham sharanam gacchami”. Ritengo dobbiate dire ogni giorno questi tre mantra per liberarvi di questo ego orribile.

Ora, avete qualche domanda su Buddha? Io ne ho parlato brevemente; la storia di tutta la vita è molto difficile.

[Lunga pausa. Shri Mataji si strofina le mani]

L’ego si sta riducendo.

Gli inglesi sono persone sagge, solide e devono comprendere che una cosa molto, molto importante è che non dovrebbero perdere queste qualità. E dovrebbero cercare di stabilire la loro illuminazione in modo che circoli.

Qualche domanda? Quando ieri Gavin mi ha detto che è Buddha jayanti sono stata molto felice, perché in Inghilterra non ho parlato di Buddha, mentre ho parlato di lui altrove.

 [Lunga pausa. Shri Mataji continua a strofinare la Sua mano destra]

Così adesso… è per questo che oggi indosso uno scialle di Buddha (di colore bianco, ndt): perché evoca la mente distaccata che non ha colore.

E potrebbe esserci una personalità incolore. Ma potete ricoprirla di colori per rendere felici gli altri.

Quando siete un’anima realizzata tutto ciò che fate è naturale, qualsiasi cosa facciate. Se ora io indosso questo (scialle) sono Buddha; quando lo tolgo sono l’Adi Shakti. Non è una rappresentazione, è un dato di fatto. Ma se non siete un’anima realizzata, prima (della realizzazione) qualsiasi cosa facciate è solo una commedia.

Se, ad esempio, questa cosa è artificiale e se ci metto la mano non brucerà. Ma se è vera brucerà sicuramente, comunque io ci provi. È così.

Così, se una persona è autentica, qualsiasi cosa faccia non è una commedia, è realtà.

Per questo si dice che Lei può assumere questa o quella forma, ma la gente non capisce come possa una sola persona assumere tante forme. Può. Se è reale, può. La Madre Terra, ad esempio, è una realtà e la linfa che proviene dalla Madre Terra assume molte forme.

Osservate il suo potere, i fiori, questa frutta, i diversi colori, la fragranza. Così tante cose: una sola Madre Terra produce tutto questo. Perché lei è la realtà; la realtà in lei può produrle. Ma le cose irreali, qualsiasi cosa ricaviate da cose irreali, può apparire reale, ma non lo è.

Bene, adesso celebriamo il puja. Ed anche riguardo ai rituali Egli disse che, poiché la maggioranza delle persone non erano anime realizzate, qualsiasi puja celebrassero era irreale, non era reale, non aveva alcun significato. Non produceva alcun effetto.

Vedete, se si venerano una persona irreale o una deità irreale, o coloro che non erano persone vere – ossia anime realizzate – …. che senso ha che mi veneri la gente non realizzata?

Insomma, io non permetterei affatto a nessuna persona non realizzata di venerarmi. Vedete, dico sempre di non portare per favore ai puja le persone finché non sono completamente dei sahaja yogi, finché non sapete che sono valide.

Sono un problema molto più per me che per loro. Inoltre, vedete, si sentono obbligati poiché credono di farmi un favore nel venerarmi, non so, mentre non sanno quanto mi disturbano venendo senza avere avuto la realizzazione.

Chi non ha ricevuto la realizzazione è quindi un vero problema, non mi aiuta.

Così, il mito che alcuni hanno secondo il quale chi partecipa al puja prima della realizzazione otterrà la realizzazione in esso, non è vero.

Non dovreste portare nessuno che non sia un’anima realizzata o chi non è un sahaja yogi al puja. Crea problemi ed anche quella persona inizia a dubitare di questa e quella cosa; meglio non fare una cosa simile. Infatti, inoltre tutte queste persone sono ancora semicrude, quindi non ha alcun senso darmi dolci semicrudi rovinando inoltre irrimediabilmente anche la torta semicruda.

Infatti, se tirate fuori dal forno un dolce mezzo cotto è rovinato per sempre. Io non posso mangiarlo e voi non potete ricuocerlo. Quindi a che serve portare qualcuno che è cotto solo a metà?

Capito? Quindi dalla prossima volta fate in questo modo, per compassione. So che vi comportate così per compassione; ma non è saggio. Non aiuta né me né gli altri.

Capito? Quindi, dalla prossima volta, o anche ogni volta, dovete scrivere una circolare che dica che finché non siete sicuri della realizzazione di una persona, che una persona abbia ricevuto la realizzazione, non dovreste invitarla al puja.

Costoro non vanno bene per Madre e non sono utili nemmeno a se stessi; infatti diventano dubbiosi o altro, sapete.

Non potete dar loro veramente la realizzazione dopo questo (cioè che abbiano partecipato ad un puja senza essere pronti, ndt). Potete forse? Tu ti ricordi del tuo amico? Ha avuto lo stesso problema. Chi era? Nick o qualcun altro.

Bene. Ora, Gavin, possiamo, puoi celebrare il Ganesha Puja. Puoi leggere i nomi di Ganesha. Penso che le persone di Brighton che non hanno mai lavato i miei piedi dovrebbero venire. Tu hai lavato i miei piedi? No? Bene, vieni. Va bene, vieni. Potete mettere qui un asciugamano?

Ho tenuto io l’asciugamano. Mettine uno giù.

[Conversazione con gli yogi durante il puja]

È accaduto questo, è venuto fuori così. Hanno fatto pubblicità e veramente… insomma sono onesti, non ci hanno informato. (Risate)

Yogi: Ho guardato sull’etichetta, dentro c’era del solfato di zinco. C’era del solfato di zinco nella descrizione del sapone, io non lo userei mai.

Shri Mataji: Orribile. Questo (nome di un prodotto?) è un metodo sicuro e rapido per diventare calvi. Molto rapido (risate). Assolutamente una scorciatoia. Se chiedete a chi è calvo, deve averlo usato qualche volta. Tu lo hai usato, Gavin? (Risate generali)

Ecco. È a base di petrolio. Sapete, magari non lo scrivono ma potete riconoscerlo dall’odore.

Questi (prodotti) Tabac sono tutte cose orribili. In realtà è tabacco, la parola tabac deriva da tabacco. Vedete, qui l’imbroglio è di un tipo molto diverso. Non hanno nessuna considerazione. Questa è una vera truffa, sapete, mettere petrolio, petrolio sulla testa. Siate certi che diventerete calvi. Vi dirò che il migliore è questo sapna, l’olio sapna…

[Uno yogi dice qualcosa sui parrucchieri]

Shri Mataji: Finiranno senza lavoro (risate).

Sapna è ottimo. Penso che dovreste provare tutti sapna, è ottimo. (…) Però sapna è il migliore, credo dovreste mettere questo olio sapna il sabato notte. Mettetene una piccola quantità sulla testa e muovete un po’ il cuoio capelluto e poi fate il bagno.

Sapna è un olio omeopatico. Credo che qui ci sia, se andate in un negozio omeopatico.

E in India ce n’è anche uno che chiamiamo Camphordine, qui non si trova, è molto efficace e leggero.

Naturalmente anche Jabakusum va bene se potete mescolarlo con l’olio di cocco. Jabakusum. Una bottiglia di olio di cocco e mezza bottiglia di Jabakusum, o viceversa. Se lo mescolate e lo usate è ottimo. Potete tenerlo in un flacone di latta e usarlo. È molto buono, Jabakusum. Qui lo trovate, Jabakusum. È ricavato da quella pianta rossa che chiamate ibisco.

Grazie a Dio, vedete, non siamo molto propensi ai prodotti artificiali in India. Davvero.

Lo stesso con tutti questi vostri saponi Cami e tutto il resto. Davvero. Vi daranno un sapone che vi rovinerà la pelle. E poi vi proporranno una crema che è pure peggio. È un’intesa reciproca.

Provate. Potrei dire che il legno di sandalo giallo è buono. È molto delicato per la pelle. Va molto bene per voi. Quel sapone Chandrika era buono ma adesso anche loro stanno mischiando qualcosa…

Dovreste usare quello, è buono. È un sapone assolutamente delicato. Non quello nero, quello giallognolo.

[Uno yogi dice: “Sainsbury fa del buon sapone”].

Quale?

[Lo yogi ripete: “Sainsbury fa del buon sapone”].

Come possono farlo? Devo dire… Non sono buoni, vedete, deve essere uno scherzo (risate).

Per qualche motivo non riescono a fare qualcosa di delicato, sapete, non riescono a fare niente di delicato. Perché non riescono a fare niente di delicato? (Secondo loro) il sapone dovrebbe essere fatto in un modo da farvi venire via la pelle.

Il vostro collutorio è tale che l’ho messo su un lavoro smaltato di vadaban, era vecchio di almeno sessanta – settant’anni, sapete. E appena l’ho messo tutto lo smalto si è corroso. Pensate, abbiamo avuto un tale shock! Anche tutto lo smalto dei nostri denti deve corrodersi a causa sua… (Shri Mataji ride, risate). Tutto lo smalto di quell’oggetto è venuto via e mi sono chiesta con sconcerto dove sia finito. Completamente dissolto. Mi domando con che cosa li abbiano fatti, di cosa siano fatti.

Yogi: La Pepsi-Cola è la cosa peggiore per questo. Un dentista ha fatto l’esperimento di lasciare dei denti falsi immersi in un bicchiere di Coca-Cola per una notte e al mattino erano scomparsi. Si sono proprio dissolti, Madre. (Risate generali).

Shri Mataji: La Coca-Cola o la Pepsi Cola? Quale? La Coca-Cola o la Pepsi Cola?

Yogi: Sì, una delle due, ma il problema era…

Shri Mataji: Pepsi, potrebbe essere la Pepsi. Infatti, sapete, la Coca-Cola prima era orribile, mi dava una sensazione terribile, ma ora l’ho assaggiata e non la trovo poi così male, hanno cambiato qualcosa nella composizione.

Yogi: Penso che abbiano tolto la cocaina, Madre (risate).

Shri Mataji: Ma prima mi dava una sensazione orribile, non avrei mai toccato la Coca-Cola, ma adesso va bene. Meglio bere l’acqua tonica indiana, penso, ha qualcosa di buono. O quest’acqua Perrier, qualunque cosa sia.

Bene, ora, vediamo questo.

[Parla ad una yogini, presumibilmente nuova, che Le sta massaggiando i piedi].

Come stai? Più sulla destra. Il sinistro non va bene. Strofina forte (il piede di Shri Mataji, ndt). Che cosa hai fatto prima di Sahaja Yoga?

Che orribile combinazione. Massaggia forte. La droga è una delle cose peggiori, devi usare olio per i tuoi capelli. Devi usare olio per i capelli, farlo scendere così e rimuoverlo, perché penso che qualche parte del cervello diventi proprio morta. (Strofina) forte, forte, forte. Sì.

…(Noi non facciamo nulla, ndt) ma pensiamo di essere noi a fare le cose, è un doppio problema, l’ho visto. Quando non fate una cosa ma vi sentite come se foste voi a farla, è criminale, non è forse così?

Invece, è (reale, ndt) qualcuno che fa qualcosa senza avere la sensazione di farlo, perché quella persona non ne è consapevole, non se ne cura.

È troppo meschino pensare che si sta facendo qualcosa. È troppo meschino. È troppo gretto, è davvero infimo pensare: “Sono io che lo faccio”. Sarebbe talmente ridicolo dire: “Io ho fatto questo”, dire una cosa del genere, sapete. Non è così? E una persona così arriva da tutte le parti a dire: “Oh, io ho fatto questo e quello”. Allora pensate: “Questo stupido, di cosa sta parlando?”.

È una cosa talmente ridicola, vi assicuro, dire: “L’ho fatto io”. Dopo Sahaja Yoga anche voi iniziate a dire: “Madre, non funziona, non sale, non c’è”. Non dite: “Non riesco a farlo; lo faccio; sto dando la realizzazione”. Non dite così, ma semplicemente: “Non viene, non c’è, non è nella mano”. Così.

Vedete, così anche voi cominciate a diventare una terza persona. Non ve ne prendete proprio il merito. A voi arriva soltanto la gioia di questo; tutto qui. Ma non ve ne prendete il merito o…

Questo dovrebbe accadere gradualmente a tutti noi; e accade, automaticamente, di cominciare a parlare in questo modo.

Dovete notare che ho cambiato completamente la modalità di svolgimento del puja di oggi, a causa dell’influenza di Buddha, sapete. Lui non voleva che gli si offrisse un puja troppo lungo.

Bene, adesso tutto ciò che dobbiamo fare è mettere qualcosa qui, un panno.


[1] Soho è il nome di un quartiere di Londra. È noto per essere il quartiere a luci rosse di Londra, nonché il centro culturale, con la più elevata percentuale di omosessuali. È uno dei quartieri più affollati sia di giorno che di notte, in particolare il venerdì notte.

[2] Guntur si trova nell’India meridionale, nello stato dell’Andhra Pradesh.

[3] Malattia.

[4] Nello stato indiano del Bihar.

[5] Architettura georgiana è il nome dato nei paesi anglofoni agli stili architettonici che si sono susseguiti fra il 1720 e il 1840, che prendono il nome dai quattro monarchi inglesi chiamati George. L’architettura georgiana è caratterizzata dalle proporzioni matematiche utilizzate per determinare, ad esempio, l’altezza di una finestra in funzione della larghezza o la forma di una stanza. “Regolarità”, che implica simmetria, era la parola d’ordine, ad esempio, della facciata nei confronti della strada.

[6] Corrente buddista.

[7] Uno stupa è un monumento buddista, originario del subcontinente indiano, la cui funzione principale è quella di conservare reliquie.

[8] Il Ladakh è un angolo di Tibet rimasto per ragioni politiche territorio indiano.