Programma Pubblico, L’Essenza di Sahaja Yoga

(London)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 L’Essenza di Sahaja Yoga

Programma Pubblico

Londra (Inghilterra), 6 Giugno 1983


È la prima volta che vengo in questa zona. Ora, sono sicura che il signor Govindram vi abbia spiegato quale sia l’essenza di Sahaja Yoga. E molti di voi praticano già Sahaja Yoga, quindi non è necessario che vi spieghi ogni dettaglio. Ma oggi dobbiamo comprendere che siamo nati in un tempo molto duro, estremamente difficile. E quando guardiamo la situazione della vita di oggi, non ci rendiamo conto che se perdiamo questa occasione di evoluzione, non soltanto l’avremo persa per noi stessi, non solo l’avremo persa per l’Inghilterra o soltanto per un Paese, ma l’avremo mancata per l’intera creazione. Il problema è che è spuntata fuori così tanta gente falsa nel nome di Dio, nel nome dell’evoluzione, nel nome di una vita più evoluta, che è diventato impossibile convincere chiunque che in tutto ciò esista ancora la Verità.

In queste circostanze, occorre parlare della Verità. Ma parlare della Verità non ve ne darà l’esperienza. Discuterne non vi darà l’esperienza, poiché quello nel quale si deve entrare è un regno diverso, è una nuova consapevolezza quella che dovete conseguire per comprendere la Verità, per la quale non so quanti siano preparati e quanti desiderino conoscerla e, anche se lo desiderano, quanti la otterranno.

Quindi, il problema è al contrario. Il problema non è che Sahaja Yoga è per pochi, che non può darvi la realizzazione, che non può farvi conoscere la Verità. Ma è che la situazione complessiva è tale che tutto ciò che è falso, fasullo, assurdo, stupido, fa presa sulle masse.

A volte sento di avere sviluppato un metodo grazie al quale posso davvero dare la realizzazione alle masse in tutto il mondo. Sicuramente. Ma il problema rimane, poiché le masse non sono interessate. Solo pochissimi possono interessarsi veramente, ardentemente al loro processo evolutivo, e vorrebbero venir fuori dall’ignoranza nella quale hanno vissuto. In tutti i Paesi orientati all’ego, è molto difficile rendersi conto di essere ancora molto ignoranti, di avere molto da imparare. È molto arduo, poiché pensano di sapere tutto, perché sono andati sulla luna. Come dicono i russi: “Non abbiamo mai visto Dio. Siamo andati sulla luna, ma Dio non l’abbiamo visto”. Sarebbe come dire che siamo arrivati fino al terzo piano, ma non abbiamo visto Dio.

Dove risiede Dio? Dove si manifesta in noi? Noi non vogliamo vedere in che modo si manifesta. Ciò che vogliamo pensare è che se non siamo riusciti a vedere Dio con i nostri sforzi, allora Egli non esiste. Il nostro atteggiamento è questo: meglio dire ‘no’ a tutto ciò che non abbiamo conosciuto attraverso i nostri sforzi, perché finora noi non Lo abbiamo conosciuto, quindi Lui non esiste. Così, se aggirandovi in una caverna vedete la vostra ombra, credete solo in essa e dite: “Non è mai esistito nient’altro. La luce non esiste”. Questo tipo di atteggiamento esiste ed io mi trovo ad affrontarlo in continuazione. E a volte, non so come dare loro la realizzazione.

Ora, come ho detto, è l’esatto contrario. Voi dovete ricercare. Dovete chiederlo. Dovete chiederlo sinceramente. Nessuno cadrà ai vostri piedi a dirvi: “Prendete la realizzazione. Prendetela, per amor di Dio, prendetela”. Perché qui nessuno sta vendendo niente. Voi siete così abituati all’arte di vendere, che pensate che se qualcosa è in vendita, vi si deve persuadere, implorare, invitare, e voi potete risparmiare nell’acquisto e quant’altro. Ma qui niente è in vendita. Questa affermazione è molto difficile da comprendere nell’atmosfera attuale, nella quale non sappiamo se si può avere qualcosa che non sia in vendita. Ma spero che, lentamente e inesorabilmente, la otterremo tutti.

In un modo o nell’altro, occorre lavorare con molto impegno. A volte è molto frustrante, e il modo in cui reagisce la gente è così stupido che non so proprio cosa dire. Ad esempio, l’altro giorno, abbiamo avuto una riunione a Brighton. Io ho riso tutto il tempo, ma era estremamente triste. Un signore è venuto al nostro programma e si è lamentato poiché pensava di essere stato ripreso in un video. Ma qui, chi ha il tempo di riprenderlo in un video? A chi interessa scattargli delle fotografie? Ha detto: “Sono un amministratore delegato”. E allora? Al cospetto del Divino, che cos’è un amministratore delegato, che cos’è un re, cos’è? Pensateci. Ma chi è questo? Chi si crede di essere? E si è lamentato di noi. Spero che non si rivolga alla polizia per questo. Anche le leggi a volte sono così stupide che non capisco come costui abbia diritto di lamentarsi. Se venite ad un programma che viene condotto riprendendomi in video e siete fotografati, che c’è da lamentarvi?

Sento che da un lato vi è gente del tutto stupida e inutile, ma che dall’altro lato vi sono grandi ricercatori. Come raggiungerli? È come un diamante ricoperto da un mucchio di fango. Tantissimo fango. È tutto fango. Scovare in esso questi diamanti, tuffarsi in questa palude di ignoranza per estrarre questi diamanti smarriti, è una grande preoccupazione, poiché a volte ho la sensazione che questo fango ricoprirà il loro cervello, il loro ego, tutto, e potrebbero non ricevere la realizzazione. Potrebbero perdere questa occasione.

In realtà, il Divino non sa che cosa abbiano creato gli esseri umani. Davvero, vi dico, il Divino non ha idea di quali assurdità voi abbiate creato, di tutte le insensatezze che avete fatto per ignoranza, per ego, per la vostra possibilità di scelta. Non posso spiegare perché la gente abbia creato tutta questa ignoranza che non può essere eliminata, non può essere cancellata, poiché è completamente identificata con essa. È come un francobollo appiccicato che non si può staccare dalle persone. E quando ciò avviene, la sensazione che si ha è: “Oh Dio! È stata eseguita tutta la creazione, tutto il suo funzionamento è stato attuato, gli esseri umani si sono sviluppati così bene, sono stati fatti evolvere fino a questo livello dallo stadio di ameba. Ma ora, in questi tempi moderni, si vede quanto gli esseri umani siano stupidi, folli, e come ingannino gli altri con la loro follia e stupidità”.

Come dobbiamo avvicinare i veri ricercatori? Quelli che ricercano da secoli? Coloro che hanno ricercato per anni, in tutte le vite precedenti, e che si sono persi? A volte è molto, molto scoraggiante. Eppure, contrariamente ad ogni speranza, spero che raggiungeremo tutti gli angoli dell’universo nei quali troveremo tutti i veri ricercatori.

È loro diritto conoscere, è in loro potere conoscere il Divino. Non è perché qualcuno è un amministratore delegato, un re o chissà cosa. Che importanza ha questo al cospetto del Divino? Saranno cacciati. Non saranno autorizzati ad entrare nel Regno di Dio. A chi sarà consentito entrare nel Regno di Dio? A quelli che Lo hanno conosciuto. E neanche a quelli che parlano soltanto di Dio, a quelli che dicono: “Noi siamo gli adoratori di Dio; abbiamo imparato tantissimo”. A loro verrà detto: “Bene, prendete i vostri libri e tornate da dove siete venuti”.

Voi dovete conoscere mediante la vostra consapevolezza, dovete sapere tramite la vostra consapevolezza. La consapevolezza deve essere illuminata. Non è la consapevolezza umana che voi già conoscete e che è ancora ad un punto tale che dico che deve crescere moltissimo. Per prima cosa, deve essere risvegliata, e poi deve crescere nella propria luce. Anche dopo la realizzazione, è un viaggio molto lungo quello che dobbiamo compiere.

A volte basta un attimo per dare la realizzazione a molta gente. So che è accaduto a moltissimi. Ma non si rendono conto di ciò che devono ottenere. Questo ego è qualcosa di così orribile che le persone non vogliono vedere ciò che manca loro, ciò che devono avere e ciò che si meritano. Sono così identificate e soddisfatte del proprio ego, da non voler vedere la bellezza che risiede in loro, lo Spirito, il riflesso dell’amore di Dio che è la cosa più preziosa e più elevata che si possa immaginare. Io non so quante conferenze ho già tenuto qui in Inghilterra e con quanto impegno ho lavorato. Ovviamente si vedono i risultati, senza dubbio. Ma il processo è molto lento. In confronto agli individui falsi e ingannevoli, in confronto a quelli che vi hanno estorto denaro, che vi hanno sfruttato, che vi hanno rovinato, Sahaja Yoga sta funzionando molto lentamente.

Non sarei stata così delusa se fossimo stati al tempo di Cristo, perché a quell’epoca c’erano pochissimi ricercatori. In realtà, anche i pescatori che Cristo riunì, non erano ricercatori. Voi siete ricercatori della Verità. E molti di voi sono nati solo per ricercare la Verità. E dove stiamo andando? Che cosa stiamo facendo al riguardo? Quali sono le nostre idee riguardo alla Verità? Possiamo noi avere le nostre idee, i nostri concetti a proposito della Verità? Non è forse il nostro stesso ego ad averci dato molte idee? Non è forse che non vogliamo vedere la Verità? In questo Paese incontro gente di ogni genere. Devo dire che occupano posizioni molto elevate, importanti, ci sono Lord e Lady ed altre personalità di spicco, e quant’altro. Ma mi hanno detto: “Chi vuole cambiare?” Ho risposto: “È vero. È così”, perché pensano di essere le persone più importanti mai esistite e che porteranno con sé in cielo i loro titoli nobiliari. Mi hanno detto: “Chi vuole cambiare?” Ho risposto: “Su questo punto si può dire molto, ma se non volete cambiare, allora basta, non c’è niente da dire”. Non si può parlare con loro.

Devo dire che questo può funzionare solo con i ricercatori, con coloro che vogliono conoscere la Verità mediante la propria consapevolezza. Voi dovete conoscere il vostro Spirito. Senza conoscere lo Spirito, non potrete conoscere la Verità. Qualsiasi cosa io possa dirvi è sprecata, del tutto sprecata, poiché voi oggi non avete la consapevolezza per capire ciò di cui sto parlando.

Quindi, per prima cosa, vi chiedo di diventare lo Spirito. È semplice. Per osservare la vostra pelle in profondità, ad esempio, dovrò usare un microscopio. Allora diranno: “Bene, usi il microscopio, non può vedere ad occhio nudo”. Bene. Se voglio sentire il cuore di qualcuno, mi diranno: “Usi uno stetoscopio, diversamente non può auscultare il cuore di qualcuno”. Bene. In quel momento non fate domande, no? Semplicemente lo appoggiate lì e cercate di sentire. Perché non facciamo la stessa cosa con lo Spirito? Perché non facciamo ciò che vi viene detto, che dovete ricevere la realizzazione, che innanzitutto dovete diventare lo Spirito, e che finché la consapevolezza non sia illuminata dallo Spirito non potete vedere? È come parlare dei colori ad un cieco. Voi dovete aprire gli occhi, ma le persone non accettano nemmeno questa piccola cosa. Il motivo è che sono molto ingenue. Non sanno di cosa si tratti, ma non vogliono neanche capire. Ora, come vedete che c’è un albero e tanti alberi, dovete anche rendervi conto che essi hanno radici.

Ma qualcuno vi ha detto che ci sono le radici, potreste non crederci, ma perché non guardare? È questo il punto. Perché non guardare se ci sono o no le radici? Se dico: “Qualsiasi cosa voi siate esteriormente, interiormente siete molto di più”. Allora perché non guardare? Questa è una semplice domanda che dovremmo porci: “Perché dovrei erigere barriere a questa possibilità di vedere, se mi darà quel che c’è di meglio al mondo? Se mi darà anche solo un accenno di quella cosa meravigliosa chiamata Spirito, perché non averla?”

Non dovete pagare per questo, non dovete fare sforzi, non dovete fare nulla; ma dovete desiderarlo. Questo è il punto che sto cercando di spiegarvi: se non lo desidererete con tutto il cuore, Dio non cadrà ai vostri piedi dicendo: “Per favore, desiderami!”

È semplice, se capirete che dovete davvero desiderarlo. Perché devo dirvi che è davvero un circolo vizioso. La Kundalini – che non è raffigurata su questo manifesto – la Kundalini è il puro desiderio in voi. È il desiderio che non è ancora manifesto, non è ancora risvegliato, nel senso che funziona, ma non è ancora stato attivato. Se è così, com’è importante che abbiate il desiderio di essere una cosa sola con il Divino, di essere nello Yoga, di essere tutt’uno con il vostro Spirito! Il desiderio deve essere forte. Se non è forte, voi sfidate la vostra stessa Kundalini, andate contro la Kundalini, ed essa non salirà. Ma che cosa ha ottenuto finora questo cervello? Guardate. Dovete capirlo: che cosa abbiamo raggiunto mediante il cervello? Ad esempio, a questo stupido amministratore delegato, o chiunque sia, che è venuto qui, chiedete: che cosa ha fatto di buono per gli altri? Che ne sa della vita spirituale? Che cosa capisce della vita di Cristo? Eppure, se lui scrive una lettera, un giornale è subito pronto a pubblicarla.

Insomma, guardate la stupidità di tutto questo. Non si comprende che qualsiasi cosa debba andare alle masse, dovrebbe essere sensata, provenire da una persona assennata che sia considerata un’autorità nell’ambito della spiritualità di cui parla. Nessuno leggerà a proposito di quanto bene abbia fatto una simile persona. Se io scrivo qualcosa, o se qualche sahaja yogi dice: “Sa, entrando in Sahaja Yoga abbiamo abbandonato tutte le nostre cattive abitudini, sono guarito dal cancro o altro”, nessuno vorrà ascoltare. Vi ritengono matti. Ma se un individuo del genere (come quell’amministratore, ndt) scrive qualcosa, allora viene pubblicato.

Ciò dimostra molto chiaramente, e lo vedete, che noi viviamo con gente che non è solo matta, ma completamente folle, che non ha nessuna comprensione di come si deve vivere e muoversi.

Ciò che siamo venuti a sapere ora riguardo a molta gente, è che a volte voi dovete assumervi il compito di addentrarvi nell’argomento e trovare la Verità. Siete voi a doverla scoprire. Sapete, sarebbe come se ora vi dicessi: “In questo posto ci sono molti diamanti”, oppure: “Se andate in questa caverna c’è molto oro”. L’oro non uscirà da lì da solo, no? Semplice. Dovete avvicinarvi voi all’oro per scoprire se c’è o no. Dovete avvicinarvi voi. Qui, invece, io non dico che dovete muovervi voi o fare niente del genere: dovete solo desiderare, e desiderare con tutto il cuore.

È impossibile per me far funzionare la Kundalini se non lo desiderate, poiché il desiderio, il puro desiderio, è la Kundalini. Voi capite che il mio problema viene adesso. Il puro desiderio è la Kundalini, e se voi vi opponete al vostro puro desiderio, che cosa posso farci io? Posso forse imporvelo? Sapete, non potete costringerla. È come un seme: se volete che germogli, dovete piantarlo nella Madre Terra; ma non potete estrarre la parte interna del seme e farla germogliare, no? È un processo vivente, e per questo processo vivente dovete avere un desiderio puro. Se questo desiderio non c’è, ho la sensazione di rompermi la testa contro delle rocce. Quindi, è importante che comprendiate che dovete avere questo desiderio supremo.

Ma se trovate soddisfazione in cose inutili ed insensate, che cosa devo farci? Ditemi: se qualcuno è interessato a cose assurde, come si fa a farglielo capire? Nessuna psicologia potrà riuscirci, perché siete voi che dovete avere il desiderio di stare bene. Ma è proprio qualcosa di innato, poiché questo processo è un processo vivente, e non funziona se la gente non ha il puro desiderio. Questo è stato scritto molto tempo fa. Non si può cambiare, non si può forzare, non si può spiegare, né discutere, né ribattere, non si può fare niente; deve funzionare dentro di voi. Ora, anche se lo si attiva in qualcuno, si potrebbero non ottenere risultati. È possibile. Si potrebbero ottenere oppure no.

Quindi, se la situazione è così difficile, e se i figli sono anche così ostinati, che cosa può farci una Madre? Spingerli dentro. Sapete, sono molto preoccupata, poiché questo ego, che è a volte tanto egoista e presuntuoso da essere soddisfatto e felicissimo di se stesso, non vuole permettervi di raggiungere il punto nel quale veramente esistete, nel quale avete tutti i poteri, nel quale siete maestri del vostro essere. Non vuole permettervelo. L’identificazione con l’ego è tale che è più facile prendere un toro per le corna che far praticare Sahaja Yoga ad una persona piena di ego. È difficilissimo.

Oggi mi sento un po’ disgustata, direi, ma si manifesta in me anche l’altro stato d’animo che è di assoluta compassione e amore straordinario, in virtù del quale dovrei fare qualcosa, in qualche modo, per infondere buon senso nella testa della gente. Dovrebbe succedere loro qualcosa, diversamente ciò che vedo è un totale disastro. E arriverà, credetemi, arriverà. Non voglio spaventarvi come la signora Thatcher fa a proposito dei russi, quelle potrebbero essere cose immaginarie. Invece questo è reale, e vi dico che ci accadrà. Si manifesterà sotto forma di malattie, di autodistruzione. Ma la cosa più eclatante è il fallimento del Divino stesso, il quale non è riuscito a comunicare con voi che siete stati creati appositamente, che siete stati inviati sulla terra in questo periodo, che dovete raggiungere il Regno dei Cieli. E all’improvviso ci si rende conto che sono caduti tutti dal setaccio.

A volte anche i sahaja yogi si sentono molto frustrati, lo so. Ma comunque sia, per quanto mi riguarda, ora ho un desiderio fortissimo. Io però sono così priva di desideri, che anche questo desiderio potrebbe non funzionare. Sapete, io sono una persona priva di desideri. Che fare quindi? Allora chiedo ai sahaja yogi di desiderare che la gente abbia questo grande desiderio di diventare lo Spirito. Questa è la cosa più importante che possiamo dare ai nostri fratelli e sorelle, alla nostra progenie, a quelli che oggi sono bambini, a questo mondo bellissimo. Abbiamo bisogno di queste splendide luci e del tempo meraviglioso del quale tutti devono gioire.

Spero che tutti quelli che sono venuti per la prima volta, capiranno la mia difficoltà e cercheranno di fare in modo di desiderare soltanto la realizzazione del Sé e nient’altro. Desiderate solo questo. Vi esorto a desiderare la vostra realizzazione del Sé e a dimenticarvi di tutto il resto, che siate amministratori, o re Giorgio V. Meglio tener fuori tutte queste questioni, e desiderare solo di diventare lo Spirito.

Vedete, la differenza fra me e Cristo è questa: Lui si stufò a tal punto che disse: “Fatemi crocifiggere”. Ovviamente, anche la sua crocifissione è avvenuta secondo i piani; ma ora non risolverà il problema. Io devo fare in modo che tutti, in un modo o in un altro, riceviate la realizzazione. È come una Madre che desideri fare il bagno al figlio e ripulirlo in qualche modo, sapete. Quindi, qualsiasi modo voi preferiate – che vi piaccia mangiare un cioccolatino, o preferiate un piccolo rimprovero o quello che volete – io sono disposta a seguirlo, ma per favore, almeno desiderate di ricevere la vostra realizzazione del Sé.

Dio vi benedica.

Spero che quelli che riceveranno la realizzazione si stabilizzeranno con serietà, e comprenderanno la loro responsabilità di capire che siete nati oggi qui, in questo Paese, che è speciale per me e per Sahaja Yoga; e che dovreste ricevere la vostra realizzazione del Sé, comprenderla molto bene, assimilarla ed approfondirla, diventando le personalità potentissime che dovete essere.

Ma persino per una cosa piccolissima come la richiesta di togliere le scarpe (la gente fa obiezioni, ndt). Il motivo, vedete, è che le scarpe vi stringono un po’. Ma anche se chiedete loro questa piccola cosa, è come aver chiesto cento sterline! Non vogliono fare nemmeno questa cosa piccolissima; allora perché sono qui? Non capisco, per cosa sono venuti fin qui? Non volete prendere la realizzazione? Non volete ricevere la più grande benedizione del Divino? Allora che cosa devo fare io? Come devo trattare con voi? Magari sarete persone molto istruite, bene, gente erudita, ma finora non avete saputo nulla. Accade con i guru, accade con chiunque: si appiccicano ad un guru, ci si attaccano, e non riescono a lasciarlo per nessun motivo, perché è un’altra forma di ego che fa pensare: “Bene, abbiamo inghiottito il rospo; allora cosa c’è? Se l’abbiamo inghiottito l’abbiamo inghiottito! Continuiamo pure”. Questa è un’altra categoria di gente che non vuole abbandonare le cose insensate.

Poi, la terza categoria è quella della gente in attesa: “Bene, lasciate che si abbatta la catastrofe. Noi stiamo aspettando”. Mi hanno detto: “Madre, non ha importanza, non si preoccupi, noi stiamo aspettando la catastrofe, sa, il disastro. Quando arriverà? Ci dica solo questo. Stiamo aspettando tutti con ansia. Se arriverà, sarà un’ottima cosa; ora ci siamo rassegnati a questa situazione”. Se andate a Parigi, nelle strade ne vedrete tanta di gente così, che discute di quando le dieci stelle si scontreranno, vi sarà la collisione e saremo tutti ridotti in poltiglia. Devo dirvi che non saremo ridotti in poltiglia, ma in qualcosa di orribile che è mille volte peggio di quello che state facendo per le strade di Parigi.

Ma l’atteggiamento di queste tre tipologie di persone…non so, sto pensando che ora sono a Londra da diverso tempo, per me sta arrivando il momento di andarmene e non so che cosa accadrà adesso, perché anche i sahaja yogi sono disperati e vogliono tutti stabilirsi in India. Ma io non permetterò loro di andare a vivere in India finché non avranno dato la realizzazione almeno a metà della popolazione inglese.

Sì, è sicurissimo. Se pensate: “Ora Madre è andata là, quindi facciamo i bagagli e stabiliamoci in un bel piccolo ashram a gioire di noi stessi”, niente da fare! Dovete lavorare sodo. In qualche modo, dovete dare la realizzazione almeno a metà della popolazione inglese. Se non ci riuscite, non siete autorizzati a godervi alcun riposo; e se queste cose non accadranno, nemmeno io potrò riposarmi nella mia vita. Spero che tutti comprenderete la mia preoccupazione, la mia grande preoccupazione ed il mio amore per gli inglesi qui, i quali devono anche capire qual è il loro ruolo in questo grandioso lavoro di Dio, e di come dovrebbero diventare.

Dio vi benedica tutti.