Shri Krishna Puja, Vishuddhi Chakra

(Austria)

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(10/2021 traduzione verificata)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Shri Krishna Puja

“Vishuddhi chakra”

Vienna (Austria), 4 Settembre 1983


Prima di andare in America volevo parlare ancora del Vishuddhi chakra e dell’aspetto di Shri Krishna in noi. Nel primo puja a Ginevra ne ho parlato parecchio, ma… [Shri Mataji a Gregoire: “Tu…”. Gregoire: “Margaret? No”. Shri Mataji: “Puoi farlo tu”. Gregoire: “Sì”, e inizia a tradurre in tedesco. Alla fine della traduzione: “Sì, Madre”.]

Naturalmente è un argomento illimitato, in quanto è il centro del Virata; occorre però rendersi conto che il messaggio di Shri Krishna è stato quello di arrendersi.

A livello materiale per noi la resa è quella di un nemico ad un altro nemico, per cui, quando si pronuncia la parola “resa” si innalzano subito delle barriere, pensando di doversi arrendere, di dover cedere qualcosa ad un avversario.

Ma quando Shri Krishna parlava di resa intendeva dire: “Affidate i vostri nemici a me, così che io possa liberarvene”.

Ora, il peggior nemico che abbiamo è il nostro ego. E con l’ego nasce ogni altro problema in quanto esso è il più grande ostacolo alla nostra crescita. L’ego, come sapete, ha origine dal chakra del Vishuddhi e può essere riassorbito soltanto nel chakra del Vishuddhi. Vediamo ora come è fatto il chakra del Vishuddhi.

Tutte le vocali che usiamo provengono dal chakra del Vishuddhi. In lingua Devanagari sono sedici: a aa – i ii – u uu – e aì – o aù – ru ruu – lu luu – am aha[1]. Come sapete, non si possono formare le parole senza la presenza di una vocale, tanto è importante. Senza una vocale una consonante è debole, nirbal, non ha alcuna forza. Pertanto, la forza del linguaggio di una persona proviene dal chakra del Vishuddhi.

Esso però può anche essere del tutto irrigidito, la sua forza può essere completamente intorpidita.

Se avete un’arma molto potente ma non riuscite a sollevarla, a che serve avere una simile arma? Ebbene, il signor ego tenta di rendere l’arma pesante e inefficiente come una mitragliatrice inceppata.

Pertanto Egli (Shri Krishna) ha detto: “Rimettete il vostro ego a me”, affinché quando recitate un mantra o pronunciate qualche parola, esse siano armi efficaci, armi valide, adeguate, efficienti.

Vediamo ora come io riscontro la manifestazione del vostro ego nel vostro modo di parlare, così capirete come rivolgervi a me e giudicare voi stessi. Per esempio, muovere troppo il collo, scuotere la testa senza motivo, è un sintomo del signor ego.

Molti, ad esempio, hanno l’abitudine di dire di sì muovendo su e giù la testa così dieci volte: non è necessario. In realtà dovreste muovere la testa una volta sola, con umiltà: “Sì, Madre”, è sufficiente.

Dovete muovere il collo con rispetto e con la consapevolezza che Shri Krishna risiede lì. Con dignità. Invece lo dimentichiamo sempre e cominciamo a servircene (del Vishuddhi) per imporci quando parliamo con qualcuno. E lo scuotiamo eccessivamente oppure lo usiamo in maniera tale che l’interlocutore ne verrà in un certo senso dominato.

C’è un altro modo molto comune, quando parlate con me, come ad esempio dire: “No, Madre”. Se dico qualcosa, la prima reazione della gente potrebbe essere: “No, Madre”.

Dopo tutto, vedete, c’è una energia in azione: quando io parlo è un mantra, persino quando non parlo un mantra fluisce. E voi, all’improvviso, ve ne uscite con il vostro: “No, Madre” creando un’onda contraria. Ma se voi, in quel momento, ascolterete semplicemente quanto vi sto dicendo, ciò che dico avrà di per sé un effetto, voi non dovrete fare nulla.

Un altro comportamento in cui posso vedere l’azione del Vishuddhi destro è il modo in cui parlate con me.

Quando parliamo normalmente tra noi, se dovete dire “sì” direte “m-m”, qui è molto frequente; (anche) “ah-ah”, è un modo di parlare molto… (Gregoire traduce in tedesco, ma Shri Mataji ne corregge le espressioni non verbali:) No, no: “Hm-hm”, così, “ah-ah”, “ah-ah”. È un modo particolare. (Risate)

Oltretutto, se ci pensate bene, nel dire “hmm-hmm” non ricevete niente, bensì tendete ad esercitare una specie di analoga pressione sul flusso (contrastandolo, ndt).

L’umiltà è il modo migliore per vincere questo ego del Vishuddhi. Quando parlate con gli altri cercate di sviluppare modi gentili, maniere dolci che non li offendano; e sarete sorpresi di vedere come il Vishuddhi comincerà immediatamente a comportarsi con dolcezza, dato che i bhut non amano la dolcezza, sono litigiosi, duri, tendono sempre a parlare in modo brusco.

Yogini: È il signor Shrivastava (forse al telefono, ndt).

Shri Mataji: Guardate, al momento sbagliato. Va bene, sarà meglio che parli. Parlerò per un minuto.

Gregoire: Bolo Shri Jaganmata Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devi Ki!

Gli yogi: Jai!

 

Shri Mataji: Dunque, come si dice, questo aspetto destro del Vishuddhi deve essere controllato innanzitutto mediante l’arrendevolezza. In realtà, come prima cosa, rimettete il vostro ego. E, rimettere questo ego, deve essere fatto con il cuore, non dovrebbe essere soltanto a parole. Con il cuore: “Non voglio più questo ego, desidero la realtà. Fa’ che io veda la realtà, fa’ che io percepisca la realtà, fa’ che io gioisca della realtà”. [A lato: “A voce alta”] E quando inizierete a farlo dal cuore, sarete sorpresi di come la vostra voce diverrà dolce.

Inoltre il Potere Divino fluirà attraverso di essa. Significa che adesso possedete “vak-shakti”, cioè il potere del linguaggio.

Dunque, quando affidate l’ego, ciò che fate in realtà è dire: “Io non faccio nulla, sei Tu che fai tutto”. Così, una piccola goccia, a quel punto, diventa un oceano e, pertanto, la vostra voce acquista il potere dell’oceano.

[Gregoire dice qualcosa a lato a qualcuno: “Per favore, puoi chiudere quello…(parola indistinta)”. Shri Mataji: “Va bene. Quando lui prova, risolvilo nel tuo cuore”. Gregoire: “Va bene”.]

La seconda cosa che dovete affidare è l’orgoglio o la vanità. [A lato: “Grazie”] La vanità può essere di molti generi, tutti assolutamente artificiali. Dinanzi a Dio, che significato ha ciò che possedete? Che significato ha il vostro denaro, la vostra posizione sociale, la vostra famiglia, il vostro livello di istruzione? Sapete, qualsiasi cosa è priva di valore al cospetto di Dio.

Le proprietà che consideriamo così preziose non hanno alcun valore. Occorre quindi rendersi conto che, se apparteniamo a Dio, dovremmo essere orgogliosi solo di una cosa: che le Sue vibrazioni fluiscano attraverso di noi. Questo significa che Egli è orgoglioso di noi.

Supponiamo che voi mi offriate un frutto, o un Ganesha o una qualsiasi cosa: questo oggetto acquisisce un grandissimo valore perché io l’ho toccato e vi sono le vibrazioni. Prendiamo ad esempio questo Ganesha: a ben guardare il valore del metallo di cui è fatto è zero, ma se lo si utilizza per farne un oggetto artistico acquista molto più valore.

In questo mondo, il valore aumenta con l’arte. Ma nel Regno di Dio, o nel mondo spirituale o divino, il valore di un Ganesha, dello stesso Ganesha (che però abbia vibrazioni), potrebbe essere mille volte maggiore di quello che ha ora come semplice oggetto artistico.

E questo è ciò che ora viene attribuito a voi: un valore altissimo. Pertanto, l’orgoglio e la vanità dovuti a ciò che è artificiale, a cose artificiali, sono interamente creati dall’uomo, sono illusori e, in quanto tali, dovrebbero essere affidati.

La mente umana ha poi un’altra capacità: quella di essere gelosa, gelosa degli altri. Anche questo deriva da una mancanza di saggezza.

Se rimettete le vostre gelosie ai Piedi di Loto di Dio … Insomma, in realtà offrite a Dio tutta spazzatura (Shri Mataji ride. Gregoire ride: “Spazzatura”).

Come sapete, le vostre stupide gelosie non hanno alcun valore, né in questo mondo né nell’altro. La cosa più sorprendente è che i sahaja yogi siano gelosi l’uno dell’altro. Ed io non riesco ancora a capire come sia possibile.

Se state al sole, siete forse tutti gelosi delle vostre ombre? (Risate)

Qualcuno ha un’ombra grande, qualcuno ha un’ombra piccola, siete per questo gelosi l’uno dell’altro? (Shri Mataji ride).

A volte do un regalo ad una persona ma non posso darlo agli altri, e allora diventano gelosi.

Se dedico più tempo a qualcuno gli altri sono gelosi. A volte, dedico più tempo semplicemente a persone che si stanno davvero perdendo.

Si deve quindi comprendere che tutte le nostre idee di gelosia sono stupidaggini. E non riesco a capire le persone non realizzate che sono gelose dei sahaja yogi e tentano di farli cadere. Dovrebbero diventare come i sahaja yogi, invece di esserne gelosi.

Anche in Sahaja Yoga ho visto accadere delle cose, degli episodi molto strani. [Ripete al traduttore: “Episodi”] (Shri Mataji ride).

Ad esempio, arrivò qualcuno da me molto stizzito: “Madre, Lei ha trascorso molto tempo con quella certa persona ed io ne sono molto geloso. Lei ha detto che io devo essere come le persone di cui sono geloso, quindi vorrei sapere come assomigliare alla persona che è stata con Lei tutto questo tempo”. Allora gli ho risposto: “Quello era un vero matto. Vuoi diventare matto? Non hai nessun discernimento?”.

Un sahaja yogi, se ha il Vishuddhi a posto, deve avere il discernimento per comprendere che tutto ciò che dico deve essere usato con giudizio, non ciecamente. Potete dunque capire come, se manca il discernimento, qualsiasi cosa io dica possa essere usata in modo distorto e del tutto dannoso per la vostra crescita.

Un’altra conseguenza dell’ego è la cosiddetta irascibilità. Esiste naturalmente per essere usata contro chiunque provi ad insultare vostra Madre, in tal caso dovete farlo. Va utilizzata con coloro che vanno contro lo Spirito Santo, come ha detto Cristo.

E, ugualmente, non dovreste tollerare nessuna insensatezza contro di me, da parte di nessuno; neanche la più piccola. Però potete tollerare gli altri sahaja yogi sotto altri aspetti.

Un altro nemico che abbiamo è l’avidità. Intendo l’avidità sia di tipo materiale [ripete al traduttore: “Avidità di tipo materiale”], sia quella di tipo umano, come il possedere la moglie, possedere i figli, possedere questo, possedere persino Mataji. Anche questo deve essere affidato.

Potrebbe essere molto pericoloso: “Questo è il mio bambino, è mio figlio, deve essere mio”. Può essere molto pericoloso, anche in Sahaja Yoga. “Questo è il mio tappeto, questa è la mia macchina fotografica, questo è il mio registratore”.

Ad un certo punto iniziate a comprendere che pensare che qualcosa ci appartenga non è la verità. Niente ci appartiene, è questa la verità.

So anche di alcune persone che dicono: “Il mio lavoro, i miei affari, la mia impresa”.

L’altro giorno, a Ginevra, c’è stato un signore molto seccante, perché molto preso da tutte queste cose.

L’avidità, dunque, ed anche la bramosia per altre donne e l’eccessiva indulgenza alla lussuria, il dare troppa importanza a ciò che provoca lussuria. Tutto questo crea grandi problemi, non solo per i sahaja yogi, ma in generale anche per Sahaja Yoga. Ciò si esprime in entrambi i tipi di persone, sia in quelli che vivono molto liberamente sia in quelli troppo repressi.

So di uomini cresciuti in un’atmosfera considerata molto “religiosa”, diciamo, che, in presenza di donne, se ne sentono subito esageratamente attratti.

Ebbene, deve essere sviluppata quella maturità della vostra innocenza che vi farà essere persone molto religiose, dharmiche.

E l’innocenza di sapere fin dove spingersi con uomini e donne, è la saggezza dell’innocenza. I bambini, se ci fate caso, sanno esattamente come comportarsi in presenza di una signora o di un uomo.

L’innocenza non è stupidità, è completa saggezza. E, quando matura pienamente, sa come comportarsi con le persone senza cedere a nessuno di questi nemici. Un solo nemico è sufficiente per distruggere non una ma miliardi e miliardi di persone.

Quindi, il modo migliore per sviluppare questa natura assoluta del vostro Vishuddhi chakra è osservare tutto con mente distaccata e sviluppare nel vostro cuore amore per vostra Madre, affinché Lei elimini tutti questi nemici in modo tale che voi, trovandovi a fronteggiarli, siate persone potenti.

Credo che la maggior parte dei sahaja yogi, comprenda, a livello mentale, che l’obbedienza alla Divinità è l’unica via; a livello mentale, razionale. (Ripete al traduttore) A livello mentale.

Ma se anche capite qualcosa mentalmente, ciò non diventa la vostra natura innata.

Pertanto, come ho detto ieri, quando accettate qualcosa mentalmente, ma non riuscite a metterlo in pratica, vi sentite colpevoli; allora diventate guru di voi stessi e “punite” voi stessi, cercando di farlo diventare la vostra natura innata.

(In realtà) questo è uno stato, è qualcosa che scatta, e quando scatta si può vedere subito. Io so chi è arreso.

Shri Krishna ha detto: “Sarva dharmanam parityajya mamekam sharanam vraja”. Egli ha detto: “Lasciate tutti i vostri dharma e rimetteteli a me, arrendetevi unicamente al mio dharma”.

I dharma che abbiamo nel nostro paese sono pitru dharma, i doveri verso il padre; matru dharma, i doveri verso la madre; poi desha dharma, i doveri verso la patria; vishwa dharma, i doveri verso l’intero universo; pati dharma, i doveri verso il marito, patni dharma, i doveri verso la vostra patni (sposa) e tutte queste relazioni in cui si hanno doveri verso gli altri.

Ma quando Egli dice: “Affidate tutti questi dharma”, intende dire: “Dovreste conoscere soltanto i doveri verso di me”, cioè nei confronti della Divinità.

Shri Krishna ora non è qui. Sono io Shri Krishna, così voi dovete rendervi conto dei vostri doveri nei miei confronti. Io ho semplicemente modificato il mio linguaggio. Egli era solito puntare il dito e dire: “Abbandonate tutto e affidate a me ogni cosa”.

Io non faccio così: tengo una grande conferenza e vi porto fino ad un certo punto (Shri Mataji ride). Questo però non dovrebbe far deviare la vostra attenzione dal giusto obiettivo che dovete raggiungere mediante la resa.

Tutto funzionerà molto bene con voi che siete qui, ne sono certa, e un giorno troverò tutti i (popoli) tedeschi arresi ai Piedi di Loto del Divino.

[Fine della registrazione audio]


[1] Per ascoltare i suoni delle vocali in Devanagari direttamente dalla voce di Shri Mataji si può accedere al file audio del discorso al link https://www.amruta.org/1983/09/04/shri-krishna-puja-vienna-1983/ (minuto 4.43).