Terzo Programma Pubblico, Ricercatori della gioia

(Italia)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Ricercatori della gioia 

Terzo Programma Pubblico

Roma, 10 Settembre 1983


Mi inchino a tutti i ricercatori della gioia. Ho ricevuto tantissime domande dall’ultima conferenza. E gradualmente noterete che, nel corso della mia conferenza stessa, cercherò di rispondere ad alcune di esse. Ma è impossibile dirottare l’intera conferenza odierna solo su queste, perché voglio parlarvi dello Spirito. Sembra che sia presente una persona esperta di filosofia indiana e sono felice di sapere che ha studiato anche questo, perché non volevo introdurre ciò che non è molto conosciuto al mondo occidentale.

[Parla a lato: “Per favore, vuole sedersi al suo posto senza disturbare? Non so perché questo signore voglia disturbare. Perché non se ne va? Si è comportato male anche ieri, senza alcun motivo.]

Questo signore mi ha rivolto una domanda riguardante spandakarika, un termine adoperato per indicare la Kundalini, che crea la spanda. Spanda è la pulsazione. Se è la stessa cosa? Sì, è assolutamente la stessa cosa, ma non si tratta di alcun ismo, come ciò che chiamate Shaivaismo (o Shivaismo, ndt)..

Nel sesto secolo abbiamo avuto in India un grandissimo santo, o si può definire un’incarnazione oppure un grande maestro, chiamato Adi Shankaracharya, il quale affermò molto chiaramente che la Kundalini deve essere risvegliata in modo Sahaja. Scrisse molti trattati come Viveka Chudamani ed altri. Poi si stancò degli intellettuali. Se ne stancò al punto che l’ultimo libro che scrisse fu Saundarya Lahari, nel quale descrive i poteri della Madre, il potere della Madre Primordiale, lo Spirito Santo, l’Adi Shakti. Ed egli ha proprio celebrato le lodi della Madre. Ma la gente diceva: “Perché sprechi la tua intelligenza in questo modo?” Allora lui disse: “Tutto questo pensare e leggere ha reso gli esseri umani completamente matti”. Perché leggere e pensare troppo crea dogmi. Ed una volta che iniziate a leggere troppo riguardo a qualcosa, vi fate delle idee vostre; e in questo modo diventate veramente persone stupide, nel senso che iniziate a crearvi degli ismi. Ma lui ha detto chiaramente: “Yogen, Sankhena”: “Con tutte queste filosofie non ci arriverete. Sarà la grazia della Madre a realizzarlo.”

Quindi, chi ha letto molto di filosofia, di qualsiasi filosofia, deve sapere che non ci si arriva con le letture. Per esempio, venendo da Tivoli, abbiamo visto un’indicazione per Roma. Se ci fossimo bloccati al cartello, dicendo soltanto: “Questo è ciò che è scritto, leggiamolo”, non saremmo mai arrivati a Roma.

Come un’altra grande personalità in India, Guru Nanaka. Disse: “Finché non conoscerete voi stessi, finché non vi sarà conoscenza di se stessi, la vostra confusione non potrà dileguarsi”. Ma i seguaci di Guru Nanak continuano a leggere il libro che lui disse di leggere e che definì delle poesie delle anime realizzate. Seguitano a ripetere: “Finché non conoscerete voi stessi, non potrete uscire dalla confusione”. Se lo ricordano a memoria, continuando a ripeterlo per ore ed ore, così. Ma non è questo il modo; perché, se qualcuno vi dà una ricetta dicendo che dovete prendere una medicina, e se voi invece vi limitate semplicemente a ripetervi: “Devo prendere la medicina, devo prendere la medicina”, vi curerete forse? Quindi, leggendo troppo, condizionate voi stessi creando un ismo. E vi identificate con quella conoscenza. E una volta che vi siate identificati con quella cosiddetta conoscenza, non raggiungete il livello descritto.

Tutt’al più, leggendo, potete farvi un’idea o potreste raggiungere una conclusione logica su cosa fare, come realizzarlo, cosa aspettarsi. Per esempio, Cristo disse: “Dovete rinascere”. Allora in chiesa ci alziamo in piedi e diciamo: “Va bene, ora cantiamo l’inno tal dei tali. Dobbiamo rinascere”. E continuiamo a cantare molte volte questa canzone. Allora iniziamo a credere di essere già rinati. A Ginevra ho incontrato alcuni individui che si definivano ‘nati due volte’, i quali avevano portato una Bibbia per colpirmi.

Si deve dunque osservare ed affrontare lo sviluppo interiore, se siete ricercatori veri.

C’erano anche molte altre domande su di me: se io sia un maestro spirituale o un Avatara (incarnazione), oppure chi è stato il mio guru, ogni genere di cose. Direi che sarebbe meglio che lo scopriste da voi. Cristo ha detto: “Io sono la via. Io sono la luce”; e lo era. Per questo lo crocifissero. Quindi, di questi tempi è saggio non dire niente riguardo a se stessi, perché l’ego negli esseri umani è talmente sviluppato che non capiscono di essere loro a perdere. Chiunque lusinghi il loro ego, è un grande uomo; ma chiunque li trasformi nel proprio Sé, nello Spirito, non è molto amato. In tutti i Paesi, nel mondo intero, troverete che tutti coloro che hanno proposto la verità sono stati assolutamente torturati. Nessuno ha voluto ascoltarli. Questo è il problema. Quando muoiono, allora costruiamo in loro nome grandi organizzazioni; ma quando sono in vita, non li ascoltiamo mai. Adesso è il tempo di ricercare il nostro Spirito e la realtà. Questo è molto importante.

Oggi ho deciso di parlare della realtà. La realtà è che voi siete lo Spirito. Il resto è un mito. Shankaracharya lo definì Adwaitya. Disse: “Il Brahma è la sola verità. Il resto è tutto un mito”. Come Cristo, che disse: “Cercate la vita eterna”. Dunque, questo potere onnipervadente di Dio, che è un potere sottile, è la sola verità. E lo Spirito è l’unico modo per conoscerlo.

Che cos’è dunque lo Spirito? La natura dello Spirito è triplice. Quando la nostra Kundalini è risvegliata e oltrepassiamo l’area dell’osso della fontanella, essa raggiunge il seggio dello Spirito. Ma lo Spirito risiede nel cuore. Appena ne raggiunge il seggio, voi cominciate a sentire una brezza fresca uscire dalla testa. Oggi è venuto un signore che mi ha detto di aver visto un sahaja yogi emettere dalla testa delle luci argentee filiformi. Gli ho detto che non c’era da spaventarsi. Ma se non siete normali, la vostra percezione prismatica vede queste manifestazioni sotto forma di colore dorato oppure argentato. Se siete una persona di lato sinistro, vedrete una luce argentata. Se siete una persona di lato destro, allora vedrete un colore dorato. Ma se siete al centro, non vedrete niente, perché quando siete lì, non vedete niente.

Quando lo Spirito si manifesta dentro di noi, prima di tutto illumina la nostra attenzione. Ciò significa che rende la nostra attenzione consapevole collettivamente. Fa questo, lo realizza. Diventate consapevoli collettivamente. Per esempio, diciamo di essere grandissimi amici, ma appena c’è un litigio la nostra amicizia finisce. Ma quando siete consapevoli collettivamente, iniziate a sentire l’altra persona sulla punta delle dita. Questo è ciò che ha detto Maometto: “Al tempo della resurrezione, le vostre mani parleranno”. Ha scritto tanto sulla resurrezione, ma nessuno vuole parlarne. Parlano tutti del giorno del giudizio per spaventare tutti, per trarre pieno vantaggio da quella paura e dominare con l’intimidazione.

Occorre quindi capire che, quando diventate consapevoli collettivamente, iniziate a sentire l’altra persona sulla punta delle dita. Anche stando seduti qui, potete scoprire che cosa non va in una persona. Quindi i messaggi arrivano sulla punta delle vostre dita. I vostri polpastrelli possiedono tutte le terminazioni del sistema nervoso simpatico. Per esempio, vedrete che, se una persona è iperattiva, pensa troppo ed è proiettata verso il futuro, la sua mano destra potrebbe iniziare a tremare oppure potreste percepire del calore emanare da lei.

Una persona così può soffrire di fegato, di diabete, di tutte quelle malattie che sono causate da una vita proiettata verso il futuro. Il suo cuore diventa molto attivo. Può anche morire a causa di un attacco cardiaco. Invece, una persona di lato sinistro, letargica, sempre preoccupata del  passato e di umore molto infelice, ha un cuore definito “letargico”. Se sentite le vibrazioni di una persona così, avrete la mano sinistra completamente priva di vibrazioni o potreste sentire del bruciore oppure un intorpidimento sulla mano. Se il cuore di qualcuno è bloccato, avvertite una sensazione di bruciore su questo dito, corrispondente al cuore sinistro. Ci sono molte altre cause che provocano questo disturbo al cuore. Non dovete andare in un laboratorio per scoprirlo, per diagnosticarlo ad una persona. Solo grazie ai vostri polpastrelli potete scoprire quale sia il problema di un paziente.

È molto sorprendente che Sahaja Yoga sia stato predetto circa quattordicimila anni fa dal più grande creatore di oroscopi indiani, chiamato Bhrigu Muni. E circa trecento anni fa, un signore chiamato Vagandar cercò di aggiornarlo, predicendo, sulla base del Nadi Granth, che (Sahaja Yoga) sarebbe iniziato nel 1970. E noi abbiamo iniziato Sahaja Yoga nel 1970. Ma la cosa più interessante che ha detto è che, se la gente accetterà Sahaja Yoga, non ci sarà bisogno di avere ospedali o medici. Kundalini non è un nome nuovo per gli indiani. E nella stessa predizione, si è descritto che la Kundalini sarebbe salita spontaneamente, Sahaja.

Molte persone hanno profetizzato questo avvenimento, in particolar modo un grande veggente inglese chiamato William Blake, circa cento anni fa. È stato estremamente preciso. Ha indicato persino il posto esatto dove si trova la casa in cui sarebbe nato il primo ashram. Ha descritto esattamente addirittura il luogo preciso dove si trova la mia casa, due mie case. Lui chiama i ricercatori “uomini di Dio”, dicendo: “Gli uomini di Dio diventeranno profeti ed avranno il potere di rendere profeti gli altri”. Questo è precisamente ciò che sta accadendo adesso. Quei sahaja yogi che hanno ottenuto la realizzazione, possono rendere gli altri persone realizzate e possono creare profeti. Ed è così che Sahaja Yoga si sta diffondendo molto velocemente in tutto il mondo, nel modo giusto. Ma non come un falso guru, che deve produrre plastica. È molto semplice fabbricare fiori di plastica, ma se dovete avere un fiore vero, esso lo deve diventare. Pertanto, in Sahaja Yoga dovete diventare. Che siate molto istruiti, che siate molto ricchi, che siate persone potenti, non fa differenza. Come quest’uomo, arrivato come un matto, che crede di avere la chiave per risolvere tutti i problemi.

Qualsiasi strana concezione possiate avere, la cosa più importante è ciò che diventate; è questo il punto in Sahaja Yoga. Dobbiamo diventare consapevoli collettivamente. Non potete avere un certificato. Non potete avere un’organizzazione. Non potete dire: “Sono un’anima realizzata”. Ma ad essere importante è il divenire, è la crescita avvenuta in voi per cui vi siete elevati fino a diventare lo Spirito.

Dunque Sahaja Yoga non è destinato a persone di natura superficiale, o a persone non abbastanza profonde per ricercare. È per una categoria speciale di persone che sono ricercatori. Loro sono i soli che possono veramente diventare sahaja yogi. Non potete forzarlo. Non potete pagare per questo. È un processo vivente del Dio vivente dell’evoluzione vivente. Così, come se piantate un seme che sia buono nella Madre Terra, germoglierà da sé. Supponiamo che una persona venga curata con Sahaja Yoga: mi ringrazierà per questo. Allora io le risponderò che non l’ho curata io; perché se voi siete parte integrante di me… Se ad esempio questo mio dito è malato, ed io lo massaggio e lo curo, ringrazierò forse queste mani? Se voi non siete l’altro, come potete ringraziarmi? Siete parte integrante di me. Ma non è soltanto a parole, bensì è tutto lì, nel sistema nervoso centrale.

Quando la vostra attenzione è illuminata dallo Spirito, diventa consapevole collettivamente. Allora scoprite che la vostra comprensione della vita comincia a trasformarsi in una nuova consapevolezza. Vi sentite totalmente integrati interiormente ed osservate tutto come una rappresentazione teatrale. Diventate testimone dell’intero agire. Vi accade.

Ora, una domanda era se si diventa asceti o si diventa distaccati. C’è molta confusione a questo riguardo. Pensate a chi indossa un vestito da santo o da asceta e abbandona la propria moglie e famiglia fuggendosene sull’Himalaya: non è un asceta. Perché se va lì a costruirsi un recinto serrato a chiave, allora non è un asceta. È un asceta esteriormente, ma voi diventate asceti dall’interno. Non siete attaccati a niente. Tutto è lì, ma non vi ci sentite attaccati.

Vi racconterò la storia di Raja Janaka, che era un grande re in India. Veniva chiamato Bidehi, asceta. Era un re, ed ogni volta che si recava in un ashram, i santi si alzavano ed andavano a toccargli i piedi. Allora, un discepolo di un guru, di nome Nachiketa, si adirò molto e disse: “Come potete tutti voi toccare i suoi piedi, dal momento che è un re e si gode la vita di un re, vivendo da re e portando una corona? Come potete toccargli i piedi?” Allora il suo guru gli rispose: “Egli è il maestro primordiale. Per lui non è importante se vive in un palazzo o per la strada”. Così, questo Nachiketa andò da lui a vedere. Fu molto sfrontato e gli chiese: “Come puoi definirti re ed anche asceta, come puoi permettere che la gente ti definisca un asceta?”. Lui rispose:  “Bene, domani andremo insieme a fare il bagno nel fiume”. Giunti lì, Raja Janaka disse a Nachiketa: “Adesso entra in meditazione. Io sto entrando in meditazione”. Poi, vennero alcune persone a riferirgli: “Il Suo palazzo è in fiamme”. Ma lui ancora meditava. Dopo gli dissero: “Tutte le Sue cose stanno bruciando. I Suoi figli e familiari stanno fuggendo”. Ancora meditava. Allora vennero e gridarono: “Ora il fuoco sta arrivando qui e tutti i Suoi vestiti bruceranno”. A quel punto Nachiketa corse fuori dall’acqua a prendere i suoi vestiti per salvarli. Ma Raja Janaka meditava ancora. Dopo un po’ di tempo quest’ultimo uscì (dall’acqua), e Nachiketa gli disse: “Non sei preoccupato che il tuo palazzo si sia incendiato, che tutto stia bruciando?” Lui rispose: “Quando vivi nel regno del potere divino, il Brahma, lui si prende cura di te”.

Dopo la realizzazione cominciate a sentire le benedizioni di Brahma Shakti, di quel potere onnipervadente che è chiamato Ritambhara Pragnya dallo Yoga Shastra di Patanjali,. Dunque questo è ciò di cui dovete sentire le benedizioni. Ha molti aspetti. Ma potete vedere, come vi ho detto l’altro giorno, come il nostro Eduardo, arrivato solo un anno fa, sia diventato oggi un uomo molto preparato.  Come fa una persona ad acquisire improvvisamente tanta conoscenza? Perché la seconda natura dello Spirito è la verità. La verità è assoluta. In essa non esiste compromesso, non può esistere. Supponiamo che vogliate scoprire se qualcuno è un vero guru oppure un falso guru. Se è un vero guru, cominciate a sentire vibrazioni fresche sulla mano. Se è falso, potreste non sentire  affatto vibrazioni. E se è un demone, potreste anche avere delle vesciche.

Pertanto, anche per scoprire cose assolute come un computer, avviate il vostro computer. Tutte le domande assolute trovano risposta. Se c’è un pazzo, comincerete a tremare. Se c’è un santo, inizierete a sentire una brezza fresca sulle mani. Ci sono tante cose che si possono dire riguardo alla verità che voi siete. Voi diventate, quindi, la verità.

La terza natura dello Spirito è la gioia. Molte persone confondono la gioia con la felicità. Se si dà a qualcuno un commiato molto importante, si dà una festa in suo onore e si dichiara solennemente che è stato un uomo illustre, che ha compiuto un buon lavoro ed altro, quella persona, vedete, si sentirà molto lusingata. Una volta lusingata, penserà di essere molto felice. Questo è l’aspetto dell’ego. Ma se qualcuno in qualche modo sgonfierà quell’ego, allora si sentirà completamente inutile. Per tante persone è così. Supponiamo che oggi qualcuno sia un uomo importante, un ministro. Camminerà con il naso all’insù. Ma quando perderà quel potere, guarderà solo verso terra. Quando è una cosiddetta persona importante, gli piace vedere quanti intorno a lui lo stimano; ma quando non conta più niente, comincia a sentirsi così giù da non volersi far più vedere da nessuno.

Un’altra domanda riguardava l’ego e il superego: “Se sviluppiamo entrambi eccessivamente, a cosa possiamo arrivare?” Si diventerà matti, perché sono come due cuculi. Quando si sviluppa troppo l’ego, si diventa sadici; quando si sviluppa il superego, si diventa masochisti. Uno si sviluppa a spese dell’altro. Come potete svilupparli entrambi? Ed anche se li sviluppate, si scontreranno. Non dovete essere l’ego o il superego, dovete essere il vostro Sé. E il viaggio è molto breve.

E se accade ciò, se ricevete tutte queste benedizioni, perché non farlo? Noi non dovremmo oscillare  come un pendolo, in questa altalena di ego e superego; ma, per la nostra evoluzione, dovremmo muoverci a spirale. È un movimento a spirale, per passare ad un livello superiore in cui diventate lo Spirito. L’evoluzione è avvenuta parallelamente al lancio delle astronavi[i]: come per queste ultime si ha un contenitore, poi un altro contenitore, un altro ed un altro ancora (parti della navicella spaziale che si distaccano progressivamente durante la fase di lancio, ndt), allo stesso modo, (nell’evoluzione umana) per prima cosa si è innalzato l’involucro fisico (poiché il movimento è a spirale, ndt), che è poi esploso ed ha impresso un’accelerazione al secondo involucro, quello mentale. Poi quest’ultimo è esploso fornendo una spinta a quello emozionale. E l’ultimo ad emergere è stato il contenitore spirituale. E, alla fine, si è proiettato nello spazio. In realtà, è questo il modo in cui la Kundalini inizia ad attivarvi interiormente. Occorre quindi capire che, per evolvere, dovete diventare qualcosa di più.

Ora, dunque, diventate la gioia. Iniziate a gioire di ogni cosa. Alcune volte trovo molto difficile passeggiare in un bel posto con qualcuno che non sia un’anima  realizzata; perché io gioisco della bellezza del posto, mentre quella persona parla insistentemente di quanto debba essere costato, di quanto debba essere stato pericoloso, del fatto che potrebbe anche crollare, e di tutte queste idee insensate. Tutti questi individui uccidono la gioia. Vi rendono molto infelici e tristi. Per esempio, incontrate qualcuno che subito comincia a dirvi: “Oh! Quell’uomo non è buono. È un pessimo individuo. Ha fatto questo,” così. E costoro sarebbero molto felici insieme ad un demonio, perché non hanno il senso della gioia. Anche un uomo molto semplice può dare molta gioia. Un bambino piccolo può dare gioia. Un fiore può dare gioia. Ma per quanto riguarda un individuo simile, è il suo ego a procurargli felicità.

Questo è ciò che ha fatto lo Zen. Ma quelli che studiano lo Zen sono persone molto difficili. Senza la realizzazione, come potete praticare lo Zen? Lo Zen è la stessa cosa della meditazione, e non si può “fare” meditazione. Dovete essere in meditazione. Ora voi state indirizzando l’attenzione verso di me, ma se io vi dico: “Rivolgete l’attenzione su voi stessi”, come potete farlo? Quando siete in meditazione, la vostra attenzione è dentro. Ma come si può fare? Soltanto nel momento in cui la Kundalini sale: il suo movimento verso l’alto cattura la vostra attenzione all’interno. In questo modo conoscete i vostri centri, quale conoscenza di voi stessi, ed i centri degli altri.

In questo modo sapete chi è un’anima realizzata e chi non lo è. Una persona che sia un’anima realizzata vi darà gioia. La gioia inizia a riversarsi continuamente sulla vostra testa in questo modo, pervadendo tutto il vostro essere, rendendovi assolutamente calmi e meravigliosi. Ma l’ego sbarra il vostro cuore. Non vi permette di ridere e di gioire. Vi rende seri. Ma questo è tutto un gioco, la lila (gioco) di Dio, della quale gioire nella sua completa purezza. Ed è talmente grandiosa da non poterla descrivere, ma la sentite dentro di voi.

Vi farò un esempio. Una volta lei (una yogini, ndt) ha incontrato improvvisamente in Sicilia una sahaja yogini. E dalle vibrazioni hanno percepito che erano (entrambe) sahaja yogini. E si sono abbracciate al colmo della gioia e della felicità: “Oh Dio, tu sei qui, ed anch’io sono qui”. Dovreste vedere, quando i sahaja yogi occidentali si recano in Oriente, in semplici luoghi e villaggi dove vivono sahaja yogi semplicissimi, come si abbracciano, come si sentono felici, tanto che le lacrime sgorgano dai loro occhi: “Oh, abbiamo incontrato un altro santo. Un altro santo è lì, è seduto qui. Lo abbiamo incontrato”. Quindi, i sahaja yogi sono quella categoria speciale di persone evolute. Non dominano nessuno. Amano tutti. Questo amore è privo di lussuria e avidità. È puro amore e pura gioia. Che Dio vi dia questa benedizione di essere la gioia. Non siate identificati con niente altro.

C’era un grande poeta chiamato Surdasa, in India. Dopo aver scritto un libro molto voluminoso, conosciuto come Sukh-sagar, disse: “Surdasa ki savi avidya dur karo Nandalal”: “Oh, Krishna, per favore, rimuovi da me tutta questa non-conoscenza”. Questo è ciò che si trova anche nei Veda. Il primo verso recita: “Se, leggendo questo, non sei te stesso – ossia se non diventate la conoscenza – è inutile”. In questo breve tempo a disposizione ho parlato di qualsiasi cosa mi fosse possibile parlare: di Cristo ed altro. Ma di questo argomento si potrebbe parlare all’infinito, vi dico. A Londra devo aver tenuto almeno mille conferenze e ne hanno le registrazioni. Se volete, potete riceverle da loro e ascoltarle, su vari argomenti. Ed ogni volta dicono ancora: “Madre, Lei dice sempre qualcosa di nuovo”. Al punto che ora vorrei che i sahaja yogi parlassero al posto mio, perché è troppo. E sono sicura che arriverà il giorno in cui parleranno loro al posto mio, ed io darò la realizzazione restandomene comodamente seduta.

Perché questo è il potere che dà nutrimento. Vi nutre in tutto. Come una madre che vede i suoi figli crescere, nutrirsi e diventare grandi: è la sua conquista. Come vi ho detto il primo giorno, adesso il nuovo tipo di consapevolezza deve funzionare. Finora è esistito il movimento maschile. La gente ha scritto a proposito di Dio, ha parlato di Dio, ha predicato riguardo a Dio, ha fatto molte cose sul lato maschile. E l’albero della vita è cresciuto troppo all’esterno. Ma ora è giunto il tempo che sia Madre Terra a nutrire, che sia la Kundalini a nutrire. Lei è l’Acquario e questa è l’era dell’Acquario. In lingua sanscrita è chiamata Kumbha (anfora, vaso, ndt). Quindi essa è venerata prima di ogni puja. Sono dunque le qualità femminili che devono nutrire. Naturalmente, come vi ho detto, non si tratta di femminismo, che è assolutamente un altro ismo. È ridicolo che le donne cerchino di diventare uomini. È di nuovo il pendolo. Ma adesso che è avvenuta tutta questa crescita, è come questo strumento (microfono) che, una volta costruito, ora va collegato alla centrale di energia. Per questo, in questi tempi moderni, saranno venerati gli uomini che sono compassionevoli, tolleranti, che danno nutrimento; non gli uomini che cercano di aggredire gli altri. Ad esempio citerei Abramo Lincoln, Mahatma Gandhi. Tutti questi uomini sono di una qualità completamente diversa.

Dunque deve avvenire questo nuovo genere di adempimento. L’utero, che rappresenta la Kundalini, deve nutrirci e condurci a quel meraviglioso… Se c’è una candela accesa, accenderà altre candele. Allo stesso modo voi ottenete la vostra illuminazione. Ed una volta che l’abbiate ricevuta, potete trasmettere l’illuminazione anche agli altri. E, come vi ho detto, non potete pagare per questo. È inestimabile. È tanto inestimabile che non potete pagarlo. È così dinamico che non potete organizzarlo. Vi rende degli asceti che sono dinamici. E questo dovrebbe accadere a tutti voi, perché siete ricercatori.

Che Dio vi benedica.


[i] “Con questo sistema… abbiamo usato un sistema davvero meraviglioso mettendo cinque capsule una dentro l’altra. La prima capsula, la più bassa, esplode e fa scattare il movimento delle altre quattro capsule. Quando la seconda esplode, dà un’accelerazione molte volte maggiore di quella con la quale si stava già muovendo; la velocità aumenta in un modo così incredibile che improvvisamente scopriamo che l’accelerazione corrisponde ad un elevatissimo multiplo della prima. Quando poi esplode la terza, dà un altro impulso alla capsula. Poi esplode la quarta e, infine, la quinta che contiene la navicella spaziale. Attraverso questo tipo di esplosioni da una all’altra, attraverso il meccanismo costruito dentro, siamo stati in grado di raggiungere un’accelerazione molto elevata per la navicella spaziale. Allo stesso modo ha avuto luogo la nostra evoluzione. (…) Nello stesso modo un essere umano fu creato da un’ameba o un’ameba fu creata da tutti gli elementi. Ugualmente possiamo dire ancora che siamo composti di cinque capsule. La prima è quella fisica, il nostro essere fisico, dentro il corpo fisico è stato messo l’essere emozionale. All’interno dell’essere emozionale è stato messo l’essere spirituale e, dentro l’essere spirituale, sono stati messi lo spirito o la nostra attenzione. Possiamo dire che la Kundalini è quella che dà lo scatto, quella che esplode. L’energia della Kundalini è in ogni cosa, ma nella sua forma più tangibile, la migliore, la più alta, si trova negli esseri umani. È questa energia che esiste in ognuno e fa evolvere ogni cosa, cioè dal carbonio allo stadio di ameba e dallo stadio di ameba a quello animale e da quello animale allo stadio umano”. (Estratto dal discorso: “La creazione, l’uomo e il suo adempimento”, febbraio 1979)