Terzo Programma Pubblico, Ricercatori della gioia

Rome (Italia)

1983-09-10 Seekers of Joy, Rome, Italy, 97'
Download video (standard quality): Download video (full quality): View and download on Vimeo: View on Youku: Listen on Soundcloud: Transcribe/Translate oTranscribe

Feedback
Share

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Ricercatori della gioia

Terzo Programma Pubblico

Auditorium RAI del Foro Italico, Roma, 10 Settembre 1983


Mi inchino a tutti i ricercatori della gioia.

Ho ricevuto tantissime domande dall’ultima conferenza. E vedrete che, nel mio discorso, cercherò di rispondere gradualmente ad alcune di esse. Ma è impossibile impostare l’intera conferenza odierna solo su queste, perché voglio parlarvi dello Spirito.

Sembra che sia presente una persona esperta di filosofia indiana e sono felice di sapere che abbia studiato anche questo, perché non volevo introdurre ciò che non è molto conosciuto al mondo occidentale.

[Parla a lato: “Per favore, vuole sedersi al suo posto senza disturbare tutti? Non so perché questo signore voglia disturbare. Perché non se ne va? Si è comportato male anche ieri, senza alcun motivo. Un po’… (L’uomo si mette a gridare) Guardate. È un pazzo, penso.]

Bene. Ora, questo signore mi ha rivolto una domanda riguardante spandakarika, un termine adoperato per indicare la Kundalini, che crea lo spanda – spanda è la pulsazione. Se è la stessa cosa. Sì, è proprio la stessa cosa, ma non si tratta di qualche ismo, come ciò che chiamate Shaivaismo (o Shivaismo, ndt).

Nel sesto secolo abbiamo avuto in India un grandissimo santo – anzi possiamo definirlo un’incarnazione o un grande maestro – chiamato Adi Shankaracharya, il quale affermò molto chiaramente che la Kundalini deve essere risvegliata in modo Sahaja (spontaneo, ndt).

Scrisse molti trattati quali Viveka Chudamani ed altri. Poi si stancò degli intellettuali. Se ne stancò al punto che l’ultimo libro che scrisse fu Saundarya Lahari, nel quale descrive i poteri della Madre, il potere della Madre Primordiale, lo Spirito Santo, l’Adi Shakti. Ed ha proprio celebrato le lodi della Madre.

La gente gli chiedeva: “Perché sprechi la tua intelligenza in questo modo?”. E lui rispondeva: “Tutto questo pensare e leggere ha reso gli esseri umani completamente matti”. Questo perché leggere e pensare troppo crea dogmi. Ed una volta che iniziate a leggere troppo riguardo a qualcosa, vi fate delle idee vostre e, in questo modo, diventate persone veramente stupide, nel senso che iniziate a crearvi degli ismi. Ma lui ha detto chiaramente: “Yogena, Sankhyena”: “Con tutte queste filosofie non ci arriverete. Sarà la grazia della Madre a realizzarlo.”

Quindi, chi ha letto molto di filosofia, di qualsiasi filosofia, deve sapere che non ci si arriva con le letture. Per esempio, venendo da Tivoli, abbiamo visto un’indicazione per Roma. Se fossimo rimasti fermi a quel cartello, limitandoci a leggere ciò che c’era scritto, non saremmo mai arrivati a Roma.

Un’altra grande personalità in India, Guru Nanaka, disse: “Finché non conoscerete il vostro Sé, finché non vi sarà la conoscenza del Sé, la vostra confusione non potrà scomparire”.

Ma i seguaci di Guru Nanak continuano a leggere il libro delle poesie delle anime realizzate che lui disse di leggere. Ripetono continuamente: “Finché non conoscerete il vostro Sé, non potrete uscire dalla confusione”. Lo ricordano a memoria e continuano a ripeterlo per ore ed ore, così.

Ma non è questo il modo; infatti, se qualcuno vi dà una ricetta dicendo che dovreste prendere una medicina e voi invece vi limitate a ripetere: “Dovrei prendere la medicina, dovrei prendere la medicina”, vi curerete forse?

Ebbene, leggendo troppo, vi condizionate e create un ismo. Allora vi identificate con quella conoscenza. E una volta identificati con quella cosiddetta conoscenza, non afferrate il punto di cui parla.

Tutt’al più, leggendo, potete farvi un’idea o potreste arrivare ad una conclusione logica su cosa fare, come realizzarlo, cosa aspettarsi.

Per esempio, Cristo disse: “Dovete rinascere”. Allora in chiesa ci alziamo in piedi e diciamo: “Bene, cantiamo un certo inno. Dobbiamo rinascere”. Allora continuiamo a cantare ripetutamente questa canzone. E poi iniziamo a credere di essere già rinati.

A Ginevra ho incontrato alcune persone che si definivano ‘nate due volte’, e che avevano portato una Bibbia per colpirmi.

Se si è veri ricercatori, occorre osservare ed affrontare lo sviluppo interiore.

Ci sono state anche molte altre domande su di me: se io sia un maestro spirituale o un Avatara (incarnazione), oppure chi è stato il mio guru, cose di ogni genere. Direi che sarebbe meglio lo scopriste da voi. Cristo ha detto: “Io sono la via. Io sono la luce”; e lo era. Per questo lo crocifissero. Quindi, di questi tempi è saggio non dire niente riguardo a se stessi, poiché l’ego negli esseri umani è talmente sviluppato che non capiscono di essere loro a perderci. Chiunque lusinghi il loro ego è un grande uomo; ma chiunque li faccia diventare il proprio Sé, lo Spirito, non è molto apprezzato.

In tutti i Paesi, di tutto il mondo, troverete che tutti coloro i quali hanno proposto la verità sono stati proprio tormentati. Nessuno ha voluto ascoltarli. Questo è il problema.

Quando poi muoiono costruiamo in loro nome grandi organizzazioni, ma quando sono in vita, non li ascoltiamo mai. Ormai è tempo di ricercare il nostro Spirito e la realtà. Questo è molto importante.

Oggi ho deciso di parlare della realtà. La realtà è che voi siete lo Spirito. Il resto è un mito. Shankaracharya lo definì Advaita. Disse: “Il Brahma è la sola verità. Il resto è tutto un mito”. Come Cristo, che disse: “Cercate la vita eterna”. Ebbene, questo potere onnipervadente di Dio, che è un potere sottile, è la sola verità.

E lo Spirito è l’unico modo per poterlo conoscere.

Che cos’è dunque lo Spirito? La natura dello Spirito è triplice. Quando la nostra Kundalini è risvegliata e oltrepassiamo l’area della fontanella, essa tocca il seggio dello Spirito. Ma lo Spirito risiede nel cuore. E appena ne raggiunge il seggio, voi cominciate a sentire uscire dalla testa una brezza fresca dello Spirito Santo.

Iniziate a sentire la brezza fresca fuoriuscire dalla vostra area della fontanella che diventa morbida. Questa è la manifestazione fisica.

Oggi è venuto un signore che mi ha detto di aver visto un sahaja yogi emettere dalla testa delle luci argentee simili a fili.

Gli ho detto che non c’era niente di cui spaventarsi. Ma se non siete normali, la vostra percezione di tipo prismatico vede queste (luci) di colore dorato oppure argentato.

Se siete una persona di lato sinistro, vedrete una luce argentata. Se siete di lato destro, vedrete un colore dorato. Ma se siete al centro, non vedrete niente, perché quando siete lì, non vedete niente.

Quando lo Spirito si manifesta dentro di noi, per prima cosa illumina la nostra attenzione. Ciò significa che rende la nostra attenzione consapevole collettivamente. Lo fa, lo realizza. Diventate consapevoli collettivamente.

Noi, ad esempio, diciamo di essere grandissimi amici, ma appena c’è una lite la nostra amicizia finisce. Quando invece siete consapevoli collettivamente, iniziate a sentire l’altra persona sulla punta delle dita.

Questo è ciò che ha detto Maometto: “Al tempo della resurrezione, le vostre mani parleranno”. Ha scritto tanto sulla resurrezione, ma nessuno vuole parlarne.

Parlano tutti del giorno del giudizio per spaventare tutti, per trarre un totale vantaggio da quella paura e dominare con l’intimidazione.

Occorre quindi capire che, quando diventate consci collettivamente, iniziate a sentire l’altra persona sulla punta delle dita.

Anche stando seduti qui, potete scoprire che cosa non va in una persona. I messaggi arrivano sulla punta delle vostre dita. I vostri polpastrelli possiedono tutte le terminazioni del sistema nervoso simpatico.

Se, ad esempio, una persona è iperattiva pensa troppo ed è proiettata verso il futuro, scoprirete che la sua mano destra potrebbe iniziare a tremare oppure potreste percepire del calore emanare da lei.

Una persona così può soffrire di fegato, di diabete, di tutte quelle malattie causate da una vita proiettata verso il futuro. Può avere un cuore molto attivo e può anche morire a causa di un attacco cardiaco.

Invece, una persona di lato sinistro, letargica, sempre preoccupata del passato e tendenzialmente molto infelice, ha un cuore definito “letargico”.

Se sentite le vibrazioni di una persona così, avrete la mano sinistra completamente priva di vibrazioni o potreste sentire del bruciore oppure un intorpidimento sulla mano.

Se il cuore di qualcuno è bloccato, avvertite una sensazione di bruciore su questo dito (Shri Mataji mostra il mignolo sinistro, ndt), (corrispondente al) cuore sinistro. Ci sono molte altre cause che provocano questo disturbo al cuore. Non dovete andare in un laboratorio per scoprirlo, per diagnosticarlo ad una persona. Semplicemente sui vostri polpastrelli potete scoprire quale sia il problema di un paziente.

È molto sorprendente che Sahaja Yoga sia stato predetto circa quattordicimila anni fa dal più grande creatore di oroscopi indiani, chiamato Bhrigu Muni. E circa trecento anni fa, un signore chiamato Bhujandar cercò di aggiornarlo, predicendo, sulla base del Nadi Granth, che (Sahaja Yoga) sarebbe iniziato nel 1970. E noi abbiamo iniziato Sahaja Yoga nel 1970. Ma la cosa più interessante che ha detto è che, se la gente accetterà Sahaja Yoga, non ci sarà alcun bisogno di ospedali o medici. Kundalini non è un nome nuovo per gli indiani. E, nella stessa predizione, è scritto che la Kundalini sarebbe stata risvegliata spontaneamente, Sahaja.

Molte persone hanno profetizzato questo avvenimento. In particolar modo un grande veggente inglese chiamato William Blake, circa cento anni fa, è stato estremamente preciso.

Ha indicato persino il luogo esatto in cui si trova la casa dove sarebbe nato il primo ashram. Ha descritto esattamente addirittura il luogo preciso delle mie case, delle mie due case.

Lui chiama i ricercatori “uomini di Dio”, e scrive: “Gli uomini di Dio diventeranno profeti e avranno il potere di rendere profeti gli altri”. Questo è precisamente ciò che sta accadendo adesso. Quei sahaja yogi che hanno ottenuto la realizzazione, possono rendere gli altri realizzati e possono creare profeti. Ed è così che Sahaja Yoga si sta diffondendo molto rapidamente e bene in tutto il mondo.

Ma non come un falso guru, che deve produrre plastica. È molto semplice fabbricare fiori di plastica, ma se si deve avere un fiore vero, esso deve diventare.

Ebbene, in Sahaja Yoga dovete diventare. Che siate molto istruiti, che siate molto ricchi, che siate persone potenti, non fa differenza.

Come quest’uomo, arrivato come un matto, che crede di avere la chiave per risolvere tutti i problemi.

Qualsiasi strana idea possiate avere, la cosa più importante è ciò che diventate; è questo il punto in Sahaja Yoga. Dobbiamo diventare collettivamente consci. Non si può avere un certificato. Non si può avere un’organizzazione. Non potete dire: “Sono un’anima realizzata”. Ciò che invece è importante è il divenire, è la crescita avvenuta in voi grazie alla quale vi siete elevati per diventare lo Spirito.

Quindi Sahaja Yoga non è per gente di natura superficiale, o per chi non sia abbastanza profondo per ricercare. È per una categoria speciale di persone che sono ricercatori. Loro sono i soli che possono veramente diventare sahaja yogi. Non si può forzare. Non si può pagare per questo. È un processo vivente del Dio vivente, dell’evoluzione vivente.

Come un buon seme che, se piantato nella Madre Terra, germoglierà da sé.

Supponiamo che una persona venga curata con Sahaja Yoga: mi ringrazierà per questo. Allora io le risponderò che non l’ho curata io. Infatti se voi siete parte integrante di me… Se, ad esempio, questo mio dito è malato ed io lo massaggio e lo curo, ringrazierò forse le mani? Se voi non siete l’altro, come potete ringraziarmi? Voi siete parte integrante di me. Ma non è soltanto a parole, esiste nel sistema nervoso centrale.

Quando la vostra attenzione è illuminata dallo Spirito, diventa consapevole collettivamente. Allora scoprite che la vostra comprensione della vita comincia a trasformarsi in una nuova consapevolezza. Vi sentite totalmente integrati interiormente ed osservate tutto come una rappresentazione teatrale. Diventate testimoni dell’intera azione. Vi accade questo.

Ora, una domanda era se si diventa asceti o si diventa distaccati. C’è molta confusione a questo riguardo. Noi consideriamo un asceta chi indossa un vestito da santo o da anacoreta e abbandona la propria moglie e famiglia fuggendosene sull’Himalaya: non è così.

Infatti, se costui va lì a costruirsi un’area esclusiva chiusa a chiave, non è un (vero) asceta, lo è soltanto esteriormente. Ma è interiormente che si diventa asceti. Non si è attaccati a niente. Avete tutto, ma non vi ci attaccate.

Vi racconterò un episodio su Raja Janaka, che è stato un grande re dell’India. Veniva chiamato Videhi, asceta. Era un re, ed ogni volta che si recava in un ashram, i santi si alzavano ed andavano a toccargli i piedi.

Allora, un discepolo di un guru, di nome Nachiketa, si irritò molto e disse: “Come potete tutti voi toccare i suoi piedi, dal momento che è un re e si gode la vita di un re, vive da re e porta una corona? Come potete toccargli i piedi?” Allora il suo guru gli rispose: “Egli è un maestro primordiale. Per lui non è importante vivere in un palazzo o per la strada”.

Allora, questo Nachiketa andò ad incontrarlo per vedere. Fu molto sfrontato e gli chiese: “Come puoi definirti re ed anche asceta, come puoi permettere che la gente ti definisca un asceta?”. Lui rispose: “Bene, domani andremo tutti insieme a fare il bagno al fiume”. (Giunti lì) Raja Janaka disse a Nachiketa: “Adesso entra in meditazione. Anche io entrerò in meditazione”. Poi, vennero alcune persone a riferirgli: “Il tuo palazzo è in fiamme”. Ma lui continuava a meditare. Dopo gli dissero: “Tutte le tue cose stanno bruciando. I tuoi figli e familiari stanno fuggendo”. Ma lui continuava a meditare.

Poi vennero a gridare: “Ora il fuoco sta arrivando qui e tutti i tuoi vestiti bruceranno”.

A quel punto Nachiketa corse fuori dall’acqua a prendere i suoi vestiti per salvarli (Shri Mataji ride). Ma Raja Janaka meditava ancora. Dopo un po’ di tempo uscì (dall’acqua), e Nachiketa gli disse: “Non sei preoccupato che il tuo palazzo stia bruciando, che tutto stia bruciando?”. Allora lui rispose: “Quando vivi nel regno del potere divino, del Brahma, è lui ad occuparsene”.

Dopo la realizzazione cominciate a sentire le benedizioni di Brahma Shakti, di quel potere onnipervadente che è chiamato Ritambhara Pragnya dallo Yoga Shastra di Patanjali. Dunque questo è ciò di cui dovete sentire le benedizioni. Esso ha molti aspetti. Ma potete vedere, come vi ho detto l’altro giorno, come il nostro Eduardo, arrivato solo un anno fa, sia diventato oggi un uomo molto erudito (nella conoscenza di Sahaja Yoga, ndt).

Come fa una persona ad acquisire improvvisamente tanta conoscenza? (Accade) perché la seconda natura dello Spirito è la verità. La verità è assoluta. Non esistono compromessi nella verità, non possono esistere. Supponiamo che vogliate scoprire se qualcuno è un vero guru oppure un falso guru. Se è un vero guru, comincerete a sentire vibrazioni fresche sulle mani. Se è falso, potreste non sentire affatto vibrazioni. E se è un demone, potreste anche avere delle vesciche.

Pertanto, anche per scoprire cose assolute è come con un computer, accendete il vostro computer. Tutte le domande assolute trovano risposta. Se c’è un pazzo, comincerà a tremare. Se c’è un santo, inizierete a sentire una brezza fresca sulle vostre mani. Ci sono tante cose che si possono dire riguardo alla verità che voi siete. Voi diventate, dunque, la verità.

La terza natura dello Spirito è la gioia. Molti confondono la gioia con la felicità. Se si organizza una grande festa d’addio per qualcuno, si dà un ricevimento in suo onore e si dichiara solennemente che è stato un grand’uomo, che ha svolto un ottimo lavoro ed altro, costui si sentirà molto lusingato, sapete. E quando è lusingato, si sentirà molto felice. Questo è l’aspetto dell’ego. Ma se qualcuno in qualche modo sgonfierà quell’ego, allora si sentirà completamente inutile. Ho conosciuto tanta gente così. Supponiamo che oggi qualcuno sia un uomo importante, un ministro: camminerà con il naso all’insù (in modo altezzoso). Ma quando perderà quel potere, guarderà solo verso terra. Quando è una cosiddetta persona importante vuole vedere quanti lo apprezzano; ma quando non conta più niente comincia a sentirsi così giù da non volere che qualcuno lo guardi.

Un’altra domanda riguardava l’ego e il super-ego: “Se li sviluppiamo entrambi eccessivamente, cosa possiamo ottenere?”.

Si diventerà matti, perché essi sono come due bozzoli. Quando si sviluppa troppo l’ego, si diventa sadici; quando si sviluppa il super-ego, si diventa masochisti. Uno si sviluppa a spese dell’altro. Come potete svilupparli entrambi? Ed se anche li sviluppate, si scontreranno. Voi non dovete essere l’ego o il super-ego, dovete essere il vostro Sé. E il viaggio è molto breve.

Pensate, la Kundalini deve soltanto salire dal vostro osso sacro fino alla vostra testa, tutto qui. E se ciò accade e ricevete tutte queste benedizioni, perché non farlo? Noi non dovremmo oscillare come un pendolo, in questa alternanza di ego e super-ego; bensì muoverci a spirale, per la nostra evoluzione. È un movimento a spirale, per passare ad un livello superiore in cui diventate lo Spirito.

(L’evoluzione) è equivalente al lancio delle astronavi[1]: come per queste ultime si ha un contenitore, poi in esso un altro contenitore, un altro ed un altro ancora (parti della navicella spaziale che si distaccano progressivamente durante la fase di lancio, ndt), allo stesso modo, (nell’evoluzione umana) per prima cosa si è innalzato l’involucro fisico che conteneva ogni cosa, che è poi esploso imprimendo un’accelerazione al secondo involucro, quello mentale.

Poi quest’ultimo è esploso fornendo un’altra spinta a quello emozionale. E l’ultimo è emerso come contenitore spirituale. E, alla fine, si è proiettato nello spazio. In realtà, è questo il modo in cui la Kundalini inizia ad attivarvi interiormente. Pertanto si deve capire che, per evolvere, occorre diventare qualcosa di più.

Ora, dunque, diventate la gioia. Iniziate a gioire di ogni cosa. Alcune volte trovo molto difficile passeggiare in un bel posto con qualcuno che non sia un’anima realizzata. Questo perché io gioisco della bellezza del luogo, mentre l’altro parla insistentemente di quanto debba essere costato, di quanto debba essere stato pericoloso, del fatto che potrebbe anche crollare e di tutte queste idee insensate.

Tutti questi individui uccidono la gioia, vi rendono molto infelici e tristi. Per esempio, incontrate qualcuno che subito comincia a dirvi: “Oh! Quell’uomo non è buono. Quello è un pessimo individuo. Quell’altro ha fatto questo,” così. E costoro sarebbero molto felici con il demonio, perché non hanno alcun senso della gioia.

Anche un uomo molto semplice può dare molta gioia. Un bambino piccolo può dare gioia. Un fiore può dare gioia. Ma per quanto riguarda un individuo simile, è il suo ego a procurargli felicità.

Questo è ciò che ha fatto lo Zen. Ma quelli che studiano lo Zen sono persone molto difficili. Senza la realizzazione, come potete praticare lo Zen? Lo Zen è la stessa cosa della meditazione, e non si può “fare” meditazione. Si deve essere in meditazione. Ora voi rivolgete l’attenzione a me, ma se io vi dico: “Rivolgete l’attenzione a voi stessi”, come potete farlo? Quando siete in meditazione, la vostra attenzione è all’interno. Ma come si può fare? Soltanto quando la Kundalini sale, il suo movimento verso l’alto cattura la vostra attenzione all’interno. In questo modo conoscete i vostri centri, come conoscenza di voi stessi, e conoscete i centri degli altri.

Sapete ad esempio chi è un’anima realizzata e chi non lo è. Una persona che sia un’anima realizzata vi darà gioia. La gioia inizia ad arrivare continuamente sulla vostra testa in questo modo, riversandosi nel vostro essere, rendendovi assolutamente calmi e meravigliosi. L’ego invece sbarra il vostro cuore. Non vi permette di ridere e di gioire, vi rende seri. Ma questo è tutto un gioco, la lila (gioco) di Dio, di cui gioire nella sua completa purezza. Ed è talmente grandiosa da non poterla descrivere, ma la sentite dentro di voi.

Vi farò un esempio. Una volta lei (riferendosi alla yogini traduttrice, ndt) ha incontrato improvvisamente in Sicilia una sahaja yogini. E dalle vibrazioni hanno capito di essere (entrambe) sahaja yogini. Allora si sono abbracciate al colmo della gioia e della felicità: “Oh Dio, tu sei qui, ed anch’io sono qui”.

Dovete vedere, quando i sahaja yogi occidentali si recano in Oriente nei villaggi, in semplici luoghi dove vivono sahaja yogi semplicissimi, come si abbracciano, come si sentono felici, tanto che le lacrime sgorgano dai loro occhi: “Oh, abbiamo incontrato un altro santo. Un altro santo è lì, è seduto qui. Lo abbiamo incontrato”.

Ebbene, i sahaja yogi sono quella categoria speciale di persone evolute. Non dominano nessuno. Amano tutti. Questo amore è privo di lussuria e avidità. È amore puro e gioia pura. Che Dio vi dia questa benedizione di essere la gioia. Non identificatevi con nient’altro.

In India ci fu un grande poeta chiamato Surdasa. Dopo aver scritto un libro molto voluminoso, conosciuto come “Sur Sagar”, disse: “Surdasa ki savi avidya dur karo Nandalal”: “Oh, Krishna, per favore, rimuovi da me tutta questa non-conoscenza”.

Questo è ciò che si trova anche nei Veda. Il primo verso recita: “Se, leggendo questo, non sei Vida – ossia se non diventi la conoscenza – è inutile”. In questo breve tempo a disposizione ho parlato di tutto ciò di cui mi è stato possibile parlare: di Cristo ed altro. Ma di questo argomento si potrebbe parlare all’infinito, vi assicuro.

A Londra devo aver tenuto almeno mille conferenze e ne hanno le registrazioni. Se volete, potete averle da loro e ascoltarle, su vari argomenti. Eppure dicono sempre: “Madre, Lei dice sempre qualcosa di nuovo”.

Ho parlato così tanto che ora voglio che i sahaja yogi parlino al posto mio, perché è troppo. E sono sicura che arriverà il giorno in cui parleranno loro al posto mio, ed io darò soltanto la realizzazione restandomene comodamente seduta.

Questo infatti è il potere che dà nutrimento.

Vi nutre in tutto. E come per una madre, che vede i propri figli crescere, nutrirsi e diventare grandi, questa è la sua conquista.

Come vi ho detto il primo giorno, adesso deve realizzarsi il nuovo tipo di consapevolezza. Finora è esistito il movimento maschile.

La gente ha scritto a proposito di Dio, ha parlato di Dio, ha predicato riguardo a Dio, ha fatto molte cose sul lato maschile. E l’albero della vita è cresciuto troppo all’esterno. Ma ormai è giunto il tempo che sia Madre Terra a nutrire, che sia la Kundalini a nutrire. Lei è l’Acquario e questa è l’era dell’Acquario. In sanscrito è chiamata Kumbha (anfora, vaso, ndt), ed è venerata prima di ogni puja. Sono dunque le qualità femminili che devono nutrire. Naturalmente, come vi ho detto, non si tratta di femminismo che è assolutamente un altro ismo. È ridicolo che le donne cerchino di diventare uomini. È di nuovo il pendolo. Ma adesso che è avvenuta tutta questa crescita, è come questo strumento (microfono) che, una volta costruito, va collegato alla centrale di energia.

Per questo, in questi tempi moderni, saranno onorati gli uomini compassionevoli, tolleranti, che danno nutrimento; non quelli che cercano di aggredire gli altri. Citerei, ad esempio, Abramo Lincoln, Mahatma Gandhi. Tutti questi uomini sono di una qualità completamente diversa.

Dunque deve avvenire questo nuovo genere di adempimento. L’utero, che rappresenta la Kundalini, deve nutrirci e condurci a quella meravigliosa riva dove risiede la beatitudine del regno di Dio. È vostro diritto averlo. Io non faccio niente.

Se c’è una candela accesa che ne accende un’altra, allo stesso modo voi ottenete la vostra illuminazione. Ed una volta che l’abbiate ricevuta, potete trasmettere l’illuminazione anche agli altri. E, come vi ho detto, non potete pagare per questo. È inestimabile. È talmente inestimabile che non potete pagare per questo. È così dinamico che non potete organizzarlo. Vi rende asceti dinamici. E dovrebbe accadere a tutti voi, perché siete ricercatori.

 

Che Dio vi benedica.

 

Per altre domande… sono state fatte moltissime domande e ho dato a lei le risposte, e se verrete ad un incontro successivo potrete rifare le domande e cercheremo di rispondervi.

 

Per un vostro trattamento, o anche per il risveglio, potete venire al nostro ashram di Tivoli o ai nostri centri di Roma. Ma dovete sapere che non si diventa maestri soltanto ricevendo la realizzazione. Dovete prenderla seriamente e coltivarla in modo da padroneggiare questa arte.

 

Che Dio vi benedica tutti.

 

(A lato:) Ora non avremo nessuna domanda, non c’è tempo. Passeremo direttamente alla realizzazione.

Ora va bene, voi fate una staffetta, io una maratona. Ogni giorno è impegnato.

Bene. È molto semplice e può essere ottenuta senza difficoltà. Come vi ho detto, il lato sinistro è l’energia del vostro desiderio e il lato destro è l’energia della vostra azione.

Pertanto dovete rivolgere la mano sinistra verso di me in questo modo, con il desiderio di ottenere la realizzazione. È un metodo semplice.

Per favore toglietevi le scarpe in quanto, sapete, la Madre Terra ci aiuterà moltissimo. Quindi, per velocizzare, per favore toglietevi le scarpe. Non ci sono danni nel togliersi le scarpe, vero?

Rivolgete la mano sinistra verso di me. E dovete agire con la mano destra. Chi vuole andare via, cortesemente dovrebbe farlo adesso, per non disturbare poi le persone. Infatti qui ci sono ricercatori seri e dovete rispettare totalmente la loro ricerca.

Mettete dunque la mano sinistra in questo modo verso di me e chiudete gli occhi. Per favore, non aprite gli occhi finché non ve lo dico io, infatti la Kundalini potrebbe non risvegliarsi se gli occhi non sono chiusi (Shri Mataji si massaggia l’Agnya).

Come vi ho detto ieri, proprio all’inizio, è una abitudine molto comune degli occidentali sentirsi colpevoli. Dato che adesso ci confrontiamo con il momento presente, dimenticate il vostro passato e per favore non sentitevi colpevoli. Questo è il blocco più forte che ho sentito ieri e anche oggi. Per favore, non sentitevi tristi o in alcun modo colpevoli.

Adesso, per favore, mettete la mano sul vostro cuore e dite nel vostro cuore, rivolgendovi a me chiamandomi Madre o Shri Mata: “Shri Mata, io sono lo Spirito. Madre, io sono lo Spirito”. Per favore, ditelo tre volte.

(Shri Mataji prende una candela) Adesso portate la mano destra sul lato sinistro del vostro stomaco e premete. Questo è il centro del maestro o, si può dire, il centro del vostro guru, il centro del vostro status di maestro.

Leggermente più in basso del centro dello stomaco, sul lato sinistro. Premete forte. A questo punto dovete dire con totale fiducia: “Madre, io sono il maestro di me stesso”. Infatti, se siete lo Spirito, siete il vostro maestro. Dite: “Madre, io sono il mio maestro”. (Shri Mataji tiene la candela in alto vicino al suo lato sinistro). Va bene?

(A lato allo yogi): Che cos’è? Cos’è?

Sahaja yogi: Agnya sinistro. Agnya sinistro, Agnya destro e fronte.

Shri Mataji: Prendi un’altra candela.

(Shri Mataji si mette a guardare attraverso la fiamma della candela. Il sahaja yogi inizia ad usare la candela dietro l’Agnya posteriore di Shri Mataji)

Sahaja yogi: Meglio, meglio, meglio.

Shri Mataji: Dite per dieci volte: “Madre, io sono il maestro di me stesso”. Bene. Ora. Dopo questo dovete alzare la vostra mano, la mano destra, e riportarla sul cuore, sul lato sinistro. E adesso dovete dire di nuovo con piena convinzione: “Madre, io sono lo Spirito”. Perché lo siete, voi siete lo Spirito.

(A lato:) Cuore. Cuore, cuore. Cuore e Vishuddhi sinistro.

Bene.

Chiudete gli occhi, così da non guardare gli altri: per una volta guardate voi stessi tanto per cambiare.

(A lato) L’Agnya destro è troppo. Agnya destro.

Sahaja yogi: Sì.

Shri Mataji: Troppo calore… Agnya destro. (Shri Mataji comincia a ripetere:) Mahat Ahamkara Aham Sakshat.

Meglio?

Sahaja yogi: Sì, è troppo pesante ma sta migliorando. Sinistro e destro.

Shri Mataji: Meglio. Ditelo dodici volte. L’Agnya è tremendo.

Sahaja yogi: Ekadesha Rudra. Ekadesha Rudra e Agnya.

Shri Mataji (ripete): Ekadesha Rudra Aham Sakshat.

Sahaja yogi: Sì, meglio adesso.

Shri Mataji: Oggi è il compleanno di Ganesha.

Sahaja yogi: Sì, va meglio. Molto meglio.

Shri Mataji: Adesso portate la mano destra sul collo, alla base del collo, sul lato sinistro e tenetela aderente. E dite ancora: “Madre io non sono colpevole”. Per sedici volte, per favore. Se siete colpevoli non siete lo Spirito. Se siete colpevoli come potete entrare nel regno di Dio? Dite con totale sicurezza: “Madre, io non sono colpevole per nulla”.

(A lato) Oh…Vishuddhi destro. Meglio?

Sahaja yogi: Sì. Sì, va meglio. Sahasrara.

Shri Mataji: Agnya.

Sahaja yogi: Agnya e Sahasrara.

Shri Mataji: Cuore e Agnya, lavora su cuore e Agnya. Cuore e Agnya. Fai un bandhan (con la candela, ndt) a Cuore e Agnya.

Ah, meglio. L’Agnya si blocca in continuazione (Shri Mataji guarda attraverso la fiamma della candela).

Sahaja yogi: Sì…

Shri Mataji: Meglio. Cuore. [Yogi: “Sì”] Meglio adesso.

Sahaja yogi: Sì. Il Sahasrara si sta sollevando. Il Sahasrara si sta aprendo. Bene. Bene.

Shri Mataji (lavora sul Sahasrara con la candela. Poi:) adesso mettete la mano sulla sommità della testa. A questo punto io non posso interferire con la vostra libertà, per cui dovete dire: “Madre, io desidero la realizzazione, per favore mi dia la realizzazione”. Non posso interferire con la vostra libertà. (Scalda il dito indice sinistro con la candela e lo mette nell’orecchio sinistro:) Vibra.

Dite questo per sette volte. (Ripete:) Aham Sakshat Moksha Dayini. Aham Sakshat Nirmala.

Bene. Adesso potete sollevare la mano e verificare se arriva una brezza fresca.

Potete cambiare mano e verificare se arriva la brezza fresca o no. Alcune persone sentiranno caldo. Non importa. Se però esce del calore, dopo un poco arriverà il fresco.

(Ripete numerose volte:) Aham Sakshat Chandra Ma. Aham Sakshat Shri Ganesha.

Sahaja yogi: Arriva più in alto. Più forte.

Bene.

Sahaja yogi: Molto forte.

Shri Mataji: Cambiate mano e verificate. (Ripete per diverse volte, con la candela davanti agli occhi:) Aham Sakshat Shri Ganesha.

Meglio. Va bene.

Sahaja yogi: Preme ancora sul Sahasrara. Proprio sul Sahasrara.

[Shri Mataji soffia nel microfono] Potete continuare a cambiare mano. [Shri Mataji soffia nel microfono]

Sahaja yogi: Va meglio.

Shri Mataji: Adesso potete aprire gli occhi e guardarmi (per vedere) come alzarvi la Kundalini.

Per favore, portate la mano sinistra di fronte alla (sede della) Kundalini, così, e con la mano destra dovete alzarla. Movimento in senso orario, in alto, davanti, in basso, dietro. Bene, adesso muoviamola. Fatelo con attenzione, così, cercate di portare la vostra Kundalini sulla sommità della vostra testa, qui. E adesso spingete in alto. Guardate in alto, fate un giro e poi un nodo.

Adesso abbassate. Seconda volta. Dobbiamo farlo tre volte.

Portate la mano di fronte alla vostra Kundalini, questo è il modo in cui potete farlo anche a casa. Alcune persone hanno provato e lo hanno trovato molto, molto efficace. Bene, spingete indietro la testa e ora fate un altro nodo.

Ora la terza volta. Facciamolo. La terza volta tre nodi.

Di nuovo spingete in alto la testa, primo nodo, secondo nodo, terzo nodo. Ora verificate sulle vostre mani. Sentirete la gioia entrare in voi.

(Shri Mataji ripete diverse volte) Aham sakshat Ananda Dayini.

Funziona nelle mani? Potete anche sollevare le mani così e domandare: “Madre, è questa la brezza dello Spirito Santo? È questa la brezza dell’Adi Shakti, Chaitanya Lahari?”.

Alzate la testa.

(A lato) Scatta una fotografia a queste persone. Vieni qui.

Discende.

Adesso abbassate (le mani) e verificate.

Gioia! Fate una domanda: “Sono io la gioia, Madre?”.

Sentite la brezza fresca? Chi la sente sulla testa o nelle mani, per favore alzi entrambe le mani.

 

Sahaja yogi (a bassa voce): Entrambe le mani.

Shri Mataji: Chi è venuto per la prima volta potrebbe non avere sentito, ma non importa.

Chi non ha sentito potrà sentirla molto facilmente. E potete venire a riceverla ai prossimi programmi.

(Alla traduttrice, che sta comunicando i dettagli dei programmi settimanali di Sahaja Yoga) Ad alta voce. Dovete prendere l’indirizzo e tenere i contatti.

Prendete il numero di telefono e tenete i contatti. Anche se ci lavorate soltanto per un mese, potete riuscire benissimo.

Allora vi saluto, domani andrò a Londra e poi in America per un mese e mezzo. E tornerò a Roma soltanto tra un anno circa.


[1] “Con questo sistema… abbiamo usato un sistema davvero meraviglioso mettendo cinque capsule una dentro l’altra. La prima capsula, la più bassa, esplode e fa scattare il movimento delle altre quattro capsule. Quando la seconda esplode, dà un’accelerazione molte volte maggiore di quella con la quale si stava già muovendo; la velocità aumenta in un modo così incredibile che improvvisamente scopriamo che l’accelerazione corrisponde ad un elevatissimo multiplo della prima. Quando poi esplode la terza, dà un altro impulso alla capsula. Poi esplode la quarta e, infine, la quinta che contiene la navicella spaziale. Attraverso questo tipo di esplosioni da una all’altra, attraverso il meccanismo costruito dentro, siamo stati in grado di raggiungere un’accelerazione molto elevata per la navicella spaziale. Allo stesso modo ha avuto luogo la nostra evoluzione. (…) Nello stesso modo un essere umano fu creato da un’ameba o un’ameba fu creata da tutti gli elementi. Ugualmente possiamo dire ancora che siamo composti di cinque capsule. La prima è quella fisica, il nostro essere fisico, dentro il corpo fisico è stato messo l’essere emozionale. All’interno dell’essere emozionale è stato messo l’essere spirituale e, dentro l’essere spirituale, sono stati messi lo spirito o la nostra attenzione. Possiamo dire che la Kundalini è quella che dà lo scatto, quella che esplode. L’energia della Kundalini è in ogni cosa, ma nella sua forma più tangibile, la migliore, la più alta, si trova negli esseri umani. È questa energia che esiste in ognuno e fa evolvere ogni cosa, cioè dal carbonio allo stadio di ameba e dallo stadio di ameba a quello animale e da quello animale allo stadio umano”. (Estratto dal discorso: “La creazione, l’uomo e il suo adempimento”, febbraio 1979)