Mahasahastrara Puja, L’inizio di una Nuova Era

Château de Mesnières, Rouen (France)



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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 MahaSahastrara Puja

 L’inizio di una Nuova Era

Château Mesnières, Rouen (Francia), 5 Maggio 1984


Bellissimo, non è vero? Straordinario! (Madre ammira il soffitto della cappella, che come dirà più avanti ha la stessa struttura dei chakra nel Sahastrara, ndt).

Se potete prenderne dalla mia borsa, lui ce l’ha.

Qualcuno deve tradurmi. Bene. Anche in italiano? In lingua italiana? Qualcuno in italiano?

Yogi: Shri Mataji, io posso solo in francese.

Shri Mataji: Soltanto in francese. Va bene.

È davvero meraviglioso, per vostra Madre, vedere così tanti bellissimi sahaja yogi riuniti in questo giorno del Sahastrara. Ritengo che ora la prima fase di Sahaja Yoga sia terminata ed una nuova Era abbia avuto inizio.

Nella prima era di Sahaja Yoga, il punto di partenza è stato innanzitutto l’apertura del Sahastrara. E, avanzando gradualmente verso il suo completamento, trovo che oggi vi sono molti grandi sahaja yogi.

Quello che avete affrontato è un processo di crescita del tutto naturale.

Il primo passo è stato il risveglio della Kundalini e l’apertura della zona della fontanella.

Questi bandhan che vedete sopra di voi (Madre guarda in alto le volte sul soffitto) li avete anche nella vostra testa; e anche i chakra sono disposti allo stesso modo nel vostro Sahastrara.

Nella prima era di Sahaja Yoga, abbiamo risvegliato le deità nei vostri centri, nel midollo allungato (Sushumna, ndt) ed anche nel cervello. Adesso però è giunto il momento di diffonderlo in senso orizzontale; e, per farlo, dobbiamo capire come procedere.

Così come l’arcobaleno ha sette colori, noi abbiamo i sette colori della luce di questi centri, dei chakra. E partendo dalla parte posteriore (della testa), dal Muladhara, e procedendo verso il versante dell’Agnya, se guardate con attenzione, essi sono sistemati in ordine differente.

Intendo dire che è importante comprendere come nel Sahastrara, che è una zona concava, il centro dell’area della fontanella corrisponda al nostro cuore. Il cuore adesso è dunque il cardine della seconda Era (di Sahaja Yoga, ndt). Spero che comprendiate ciò che intendo dire.

Se dovete mettere la vostra attenzione al Sahastrara, la prima cosa da fare è metterla sul cuore. Nel Sahastrara, il chakra del cuore ed il cuore stesso, l’Atma, coincidono. Ciò significa che Jagadamba diventa una cosa sola con il cuore, che è l’Atma. Così constatiamo che qui avviene lo Yoga. In questo preciso momento è molto importante comprendere che dobbiamo compiere un passo ancora maggiore.

L’intero Sahastrara si muove in questo modo, tutti i chakra proiettano la loro luce così (Madre fa girare la mano intorno alla testa), in senso orario, e questo asse (tocca l’osso della fontanella) è costituito dal cuore.

L’essenza di tutte le religioni, di tutti i profeti, di tutte le incarnazioni, è la compassione, che risiede in questo chakra del cuore (tocca di nuovo la fontanella). Si capisce dunque come adesso, in questa seconda Era, sia necessario avere compassione. Ora è la manifestazione della compassione. Se Dio Onnipotente non avesse avuto compassione, non avrebbe creato questo immenso universo.

In realtà la sua Energia, o Adi Shakti, è l’incarnazione della Sua compassione. E questa compassione ha guidato tutta l’evoluzione fino allo stadio umano ed anche la vostra emancipazione come sahaja yogi. E la compassione si riveste sempre completamente del perdono.

Potete vedere come la Trinità converga in questo punto. Il Figlio di Dio è il perdono, la personificazione del perdono. Dunque, Dio Onnipotente, che è il testimone, la Madre che è la compassione ed il Figlio che è il perdono si uniscono tutti nel chakra del cuore, nel Sahastrara.

Ora occorre apprendere come migliorare il Sahastrara stesso. Voi conoscete molto bene la Deità che presiede il Sahastrara. Il seggio del Sahastrara è nella testa, come pensate; ma esso è effettivamente il centro dell’intero universo. Per svilupparlo dovete mettere l’attenzione al vostro chakra del cuore, nell’area della fontanella. Se mettete l’attenzione nell’area della fontanella, dovete stabilire lì la Deità. Ma questa Deità deve essere stabilizzata innanzitutto nel cuore.

Ora voi siete molto fortunati ad avere la Deità in persona insieme con voi. Coloro che avevano ottenuto la realizzazione prima che io venissi su questa terra, dovevano immaginare le Deità. E in questa immaginazione non erano mai perfetti. Ma si afferma che, nel Sahastrara, Ella è Mahamaya: è così che viene descritta. Pertanto, anche se voi vedete questa personalità, potreste non conoscerla interamente, in modo completo o perfetto, perché Mahamaya Shakti è molto superiore alla vostra immaginazione. È questo il motivo per il quale occorre arrendersi.

Con la limitata immaginazione del vostro cervello, non si può concepire la Deità.

Lei è anche detta Bhakti Gamya: vale a dire che voi potete conoscerla attraverso la bhakti, la devozione. È necessaria dunque la devozione, ma deve essere una devozione molto pura, nel senso che il cuore dovrebbe essere privo di malignità. Il cuore dovrebbe essere puro.

È molto difficile mantenere il cuore puro. Gli esseri umani hanno sempre una comprensione relativa della realtà, mentre la realtà è assoluta. Per raggiungerla occorre quindi liberarsi di ogni tipo di impurità che si trova nel cuore.

All’inizio cerchiamo di ottenere la realizzazione senza avere un cuore molto puro. In quella fase avevamo molti attaccamenti e false identificazioni; credevamo inoltre che, ricevendo la realizzazione, saremmo diventati molto potenti. Anche dopo la realizzazione ci siamo persi in cose meschine. Ci siamo messi a chiedere favori per i nostri parenti, amici, madri, sorelle; e le donne pensavano ai mariti, ai fratelli, ai figli. Tutti hanno chiesto benedizioni per coloro con i quali erano ancora coinvolti. So che voi avete superato molto rapidamente tutto questo coinvolgimento sentimentale.

Il compito di un Avatar[1] è di esaudire i desideri dei suoi bhakta. (Ripete al traduttore) Il compito di un Avatar è di dover esaudire i desideri dei Suoi bhakta, dei Suoi discepoli.

Shri Krishna, ad esempio, si sentì domandare dalle sue Gopi di stare personalmente con ciascuna di loro. Egli si divise allora in molti Krishna, stando così con ciascuna di loro. Ma da parte delle Gopi questo era un desiderio assolutamente divino, ritengo fosse un desiderio assolutamente divino. Tuttavia, anche quando mi avete chiesto aiuto per i vostri fratelli, sorelle, madri, padri ecc., io ho provato a fare tutto il possibile. Anche lo Kshema[2] che avete chiesto, gli ashram che avete chiesto, tutte le cose di cui avevate bisogno, è stato tutto concesso per esaudire i vostri desideri. Al livello di Shri Krishna era Yoga Kshema Vahamayam; pertanto, lo kshema è stato curato al livello di Krishna, perché così era stato promesso.

Ma nella nuova Era che deve arrivare, che cosa accadrà? Visto che adesso avete belle famiglie, buoni ashram, buoni posti di lavoro, che tutti sono felici, pensiamo alla prossima Era. La prossima Era, come vi ho detto, è quella della compassione.

Ma tutti i chakra in voi sono ancora deboli: la luce che diviene bianca a causa dei sette colori può affievolirsi oppure essere difettosa.

Tutti i chakra dentro di noi devono quindi essere oggetto delle nostre cure. Prestate attenzione ad ogni chakra e rivestitelo di compassione, del sentimento della compassione.

Prendiamo il chakra di Shri Ganesha: portate l’attenzione a Shri Ganesha e, con profondo rispetto, stabilizzatelo nel Muladhara chakra attraverso il vostro pensiero, poiché ora il vostro pensiero è divino.

Ora dovete capire che nella prima era di Sahaja Yoga non avrei potuto parlarvi di queste cose, poiché questa è un’azione molto più sottile, un lavoro molto più sottile.

Adesso proiettate il vostro sentimento (di compassione) su questo chakra. Questo chakra è pradesha, il regno il cui sovrano è Shri Ganesha, e questo è il Suo territorio. Quando indirizzate la vostra attenzione su questo chakra, per prima cosa esprimete i vostri sentimenti verso di Lui (Shri Ganesha), i vostri sentimenti d’amore e adorazione per Lui. E poi, per manifestare compassione, dovete domandare una sola cosa: “Oh Dio dell’Innocenza, concedi l’innocenza a tutte le persone della terra!”. Ma per chiederlo dovete innanzitutto essere innocenti voi, altrimenti si tratta di una richiesta non autorizzata, che non avete diritto di fare.

Per comprendere l’innocenza, dovreste cercare di capire voi stessi, il funzionamento della vostra mente. Ad esempio, quando guardate qualcuno, provate il desiderio di possedere quella persona? Vi sentite attratti in modo sconveniente da lei, oppure vi balena nella mente qualche pensiero indegno? Quando una creatura innocente vede una bella persona, o una donna, oppure una bella scena, una bella opera, la prima cosa che dovrebbe accadere è quella di diventare senza pensieri; non vi sono pensieri. Se non vi sono pensieri, non esiste il problema di avere manifestazioni di possesso, o sentimenti indegni di alcun tipo.

Ma se rivolgete a Shri Ganesha – anche se in un modo non del tutto autorizzato – questa preghiera: “Ti prego, rendimi innocente, affinché io sia autorizzato a chiederti la grazia di poter diventare la sorgente dell’innocenza ovunque mi rechi, così da emettere innocenza e la gente, nel guardarmi, senta che io sono innocente!”, questa è compassione! La compassione di chiedergli che vi conceda il potere della compassione stessa, affinché – come vedete qui questi bellissimi centri (guarda le volte sul soffitto) – la loro luce inizi ad espandersi orizzontalmente, e cominci a muoversi sul sistema nervoso simpatico.

Così, voi stessi divenite l’innocenza potente. Non diventate stupidi o puerili, ma diventate simili a bambini. Tutto il comportamento diventa molto dignitoso e innocente.

Di solito, se trovate una persona dignitosa, essa non è innocente, perché finge deliberatamente di essere seria ed ostenta una gran dignità al solo scopo di fare presa sugli altri.

Un bambino invece non finge l’innocenza, la dignità o altro, perché un bambino non conosce premeditazione.

E voi sviluppate questa rara combinazione di innocente dignità.

L’altra qualità di Shri Ganesha, che inizia ad esprimersi orizzontalmente, è che voi acquistate discernimento. Ma è un potere, ripeto, è il potere del discernimento quello che sviluppate. Occorre comprendere la differenza esistente tra il potere della discriminazione e la discriminazione stessa. Potere significa che agisce: se, per esempio, vi trovate da qualche parte, anche senza che parliate, la discriminazione stessa agirà in quella situazione. Se, per esempio un bravo sahaja yogi prende un treno e si verifica un incidente – non si verificherà spesso, ma è accaduto – nessuno perirà. Voi stabilizzate dunque la discriminazione che è il potere stesso, che agisce da sola. Non è necessario che le diciate di agire, essa agisce; ma voi divenite proprio il veicolo, un veicolo bellissimo e puro di questa discriminazione. A quel punto dovreste credere che vi state espandendo orizzontalmente.

Nella prima era di Sahaja Yoga, avevate bisogno di vedermi di persona. (Ripete al traduttore:) Avevate bisogno di vedermi di persona. Come noi diciamo in sanscrito, Dhyeya: è l’obiettivo, volevate l’obiettivo di fronte a voi. (Al traduttore:) Vedi, non esiste un equivalente in inglese! Dhyeya: ciò che deve essere raggiunto. Non c’è nessun equivalente in inglese, che fare? A quell’epoca lo desideravate continuamente e vi sentivate felici, rassicurati, gioiosi, quando lo avevate in persona di fronte a voi.

Adesso, nella seconda Era, non desidererete così tanto che Madre sia di fronte a voi: subentrerete voi al mio posto. Ciò di cui vi sto parlando è il desiderio divino, e voi dovete lavorarci a cominciare da oggi. Io sono con voi, lo sapete, ma non occorre che sia in questo corpo, poiché non so se esisto in questo corpo o no! Ma una volta che questo desiderio avrà iniziato ad agire, vedrete accadere miracoli straordinari.

Quando un bambino nasce, la madre automaticamente ha il latte. La natura è talmente integrata con il tutto! È connessa anche con il vostro desiderio divino; e ciò è molto evidente quando siete una personalità divina.

Allora potreste trovarmi dappertutto: camminando per la strada, improvvisamente potreste vedere Mataji che cammina con voi. È questa la seconda Era che abbiamo iniziato, e non dovreste rimanere sconvolti nel vedermi seduta sul vostro letto mentre vi appoggio la mano sulla testa; oppure potreste vedermi entrare nella vostra camera sotto forma di Cristo, o sotto forma di Shri Rama. Ciò deve accadere, quindi dovreste essere preparati (ride).

Già tanti miracoli si sono verificati per voi, ma ad un livello più grossolano. Avete visto la luce sulla mia testa e le fotografie vi hanno mostrato qualche prodigio. Ma accadranno molte altre cose; vedrete cose che non avreste mai potuto immaginare. Questo deve accadere proprio per convincervi che avete raggiunto un certo livello di evoluzione nella nuova area del Pragnya Loka[3], poiché questo è un nuovo stato nel quale adesso entrerete in senso orizzontale.

In quest’area, smetterete di chiedere le cose grossolane ed anche quelle più sottili, le cose sottili. Tutte le richieste scompariranno e, in quel momento, diventerete molto potenti.

Tutto ciò che io dico accade, come sapete; la sola cosa è che non posso ordinarvi di evolvere. Il lavoro della Kundalini in voi è stato svolto abbondantemente. Adesso la nuova opera di compassione, di elargirla agli altri, deve essere eseguita da voi. Man mano che la luce cresce in intensità, essa ricopre una superficie che diviene sempre più vasta; allo stesso modo voi diventate coloro che elargiscono compassione.

Nella mia ultima conferenza, che avete già ascoltato, vi ho spiegato come fare le tapa.

[Il sahaja yogi traduttore dice che non hanno ancora potuto ascoltarla. Shri Mataji dice: “Oh, capisco, mi spiace. D’accordo”].

Con una mente completamente arresa, dovete affrontare il pellegrinaggio, diciamo, di questo castello (Madre allude a certi problemi di trasporto, ndt). Questa è un’idea della tapa[4] che dovete affrontare, poiché mi è stato riferito che alcuni di voi hanno dovuto superare qualche piccola difficoltà e avete sofferto un po’ lungo il percorso verso il pellegrinaggio. Ma è divertente essere arditi e recarsi in luoghi dove i diavoli non osano andare.

[Shri Mataji dice al traduttore, che non sa come tradurre in francese la parola ‘fun’, che significa divertimento: “Fun! Non esiste un equivalente (in francese, ndt)! Loro non si divertono mai! Che tristezza!”].

E se saprete divertirvi dei cosiddetti disagi, allora sappiate che siete sulla buona strada. E quando inizierete ad acquistare discernimento in modo automatico, dovreste capire che state progredendo bene.

Quando diverrete più pacifici e, nel vedere qualcuno che vi attacca, la vostra collera si dissolverà nel nulla, sappiate che state progredendo bene. Quando vedrete una dura prova o una calamità abbattersi su di voi senza preoccuparvene, sappiate che state progredendo. Quando nessun tipo di artificiosità potrà impressionarvi, sappiate che state progredendo. Quando qualsiasi tipo di benessere materiale altrui non vi renderà più infelici, sappiate che state progredendo bene.

Nessuna mole di fatica o nessuna prova è sufficiente per divenire sahaja yogi. Comunque si possa tentare non si può diventare sahaja yogi, mentre voi ci siete riusciti senza alcuno sforzo: quindi siete qualcosa di speciale.

Quando vi renderete conto di essere speciali, diverrete umili al riguardo. Quando vi accadrà di rimanere umili pur rendendovi conto di avere raggiunto qualcosa; di avere dei poteri; di emettere innocenza; di avere discriminazione diventando, di conseguenza, persone più compassionevoli, più umili, più dolci, allora dovreste credere di essere nel cuore di vostra Madre.

È questo, ora, il segno del nuovo sahaja yogi che deve muoversi con nuova forza nella nuova Era, in cui crescerete così in fretta che, senza meditare, sarete in meditazione; senza essere al mio cospetto, sarete in mia presenza; senza chiedere, sarete benedetti da vostro Padre.

È questo ciò che vi aspetta; e oggi, in questo gran giorno del Sahastrara, vi auguro nuovamente il benvenuto in questa Nuova Era.

 

Che Dio vi benedica tutti.


[1] Incarnazione.

[2] Benessere.

[3] Pragnya Loka: dimensione spirituale illuminata.

[4] Penitenze.