Shri Gesù Puja

Montague Hall, Hounslow (England)


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(12/2017 SOTTOTITOLI)

S H R I  M A T A J I  N I R M A L A  D E V I

Shri Gesù Puja

 Hounslow, Londra (GB), 23 Novembre 1984


Ieri è stata per tutti noi una bellissima giornata, ed io ho parlato di qualcosa di livello diverso. Abbiamo parlato sempre di cose terrene e queste cose, a volte, sono molto…pensiamo siano molto importanti. Ma, quando ieri vi ho parlato, spero che abbiate capito tutti che adesso dobbiamo addentrarci in un regno diverso, in una comprensione più sottile di Sahaja Yoga.

Prima ci preoccupiamo delle famiglie, dei figli, dell’andamento familiare; poi dei matrimoni. Queste questioni si sono presentate una dopo l’altra e siamo stati coinvolti in tutte queste piccole cose insignificanti.

Poi ci siamo preoccupati anche della gestione degli ashram: dei problemi dell’ashram, di ciò che si faceva, di come affrontare i problemi, dei problemi creati dalle persone. In quel modo la nostra natura umana ha iniziato ad acquisire una comprensione più sottile. E inoltre ci siamo anche resi conto che siamo benedetti da Dio, che c’è qualcosa di grande che provvede sempre a noi, una Forza superiore, un’attenzione speciale su di noi. Questo è ciò di cui ci siamo resi conto.

Oggi spiegavo come avviene che ci rendiamo conto che Dio ci aiuta anche. Qualsiasi problema è un effetto di qualche causa. Mona mi ha scritto in una lettera che, mentre guidava in autostrada, l’auto è sfuggita al suo controllo e il freno non funzionava. Stava arrivando un’auto da destra, una da sinistra, arrivavano auto da dietro e da davanti. E lei ha pensato che sarebbero morte; stavano viaggiando in due, due sahaja yogini. La causa era l’auto o il freno, o comunque il meccanismo, e l’effetto era l’intero problema.

Ora, come superare questo problema?

Se si tenta di neutralizzare l’effetto, non ci si riesce, perché la causa sussiste ancora. Si cerca allora di intervenire sulla causa, ma non funziona. Che fare dunque? Il modo più semplice è superare la causa, innalzarsi, andare oltre la causa. Così per voi la causa non esiste, e quindi neppure l’effetto. Finché la causa è nella vostra attenzione, vi sarà l’effetto. Che cosa ha fatto lei allora? Mi ha implorato, ha pensato a me: “Madre, ora è la mia ultima occasione”. Tutto qui. Così la causa è svanita perché, così facendo, la si trascende. Ed è svanito anche l’effetto, e lei ne è rimasta sorpresa.

Voi dovete ascendere oltre la causa. Un problema del tipo: “Mia moglie è così”, “mio marito è così”, “la mia vita familiare è così”, “i sahaja yogi sono così” –  c’è di tutto – è un effetto.

Qual è la causa? È una certa persona. Bene, che cosa dobbiamo fare per quanto riguarda la causa? Affidarla. Voi avete il diritto di farlo. Avete la capacità di farlo, siete in grado di farlo. Ne siete capaci, siete autorizzati a farlo. Ma non lo fate, ve ne dimenticate. Lo dimenticate proprio. Se affidate la causa, gli effetti scompariranno. Ma, a quel punto, la cosa da ricordare è che dovete ascendere (oltre la causa, ndt). Trascendere la causa è il modo migliore per liberarsene.

Io ho giocato con voi. Avete avuto motivi per dire: “Madre, il problema è che non ho lavoro”. Allora arriva il lavoro; poi il lavoro è duro; poi non c’è la moglie, quindi occorre avere una moglie; poi la moglie ha un problema, così si deve divorziare – e via dicendo. E ancora: “Io sono così. Sono molto negativo perché c’è un bhut in me”. Così la causa è il bhut. E: “Mi comporto così per colpa del bhut che è in me”. Anche questo è un capro espiatorio, ritengo.

Perciò, per prima cosa superate tutto questo dicendo: “Che cos’è un bhut? Chi è un bhut? Io conosco mia Madre. Madre, pensaci Tu a questo mio bhut”. È tutto. Ma per questo deve presentarsi un’emergenza, diversamente non lo fate con quella potenza. Quando vi trovate in condizioni di emergenza, agisce più in fretta. Se non è un’emergenza, come nel caso di Mona, non è fatto con intensità.

C’è stato un altro caso di un giornalista che stava viaggiando da… o qualcosa del genere, e gli si guastarono i freni. Era insieme ad un altro giornalista, stavano viaggiando insieme – me lo ha detto l’altro, che era un sahaja yogi. Si accorse che i freni non funzionavano e che l’auto proseguiva. Di fronte stava arrivando un grosso camion e da dietro ne arrivava un altro. E non vi era modo per lui di girare o spostarsi, e i freni erano fuori uso. Era un’emergenza, sapete. Era una tale emergenza che pensò: “Oh Dio, è arrivata la nostra ora. Siamo finiti”. C’era un camion che arrivava da una parte e uno dall’altra e, nella frazione di un secondo, sarebbe morto. Allora disse al suo amico: “Pensa a Madre”. Tutto qui. Dopodiché si accorse di stare avanzando tranquillamente sulla strada e che i camion erano rimasti indietro e i freni funzionavano.

Ma deve crearsi questa emergenza. Gli esseri umani sono siffatti che, finché non si trovano con le spalle al muro, non lo fanno mai. Se però si trovano messi alle strette, lo fanno. Questa è la ragione per cui la gente cerca di dedicarsi alla vita ascetica, infatti se si è asceti si è in una situazione difficile. Si va nel deserto del Gobi al fine di far nascere questa emergenza dentro di sé e pensare a Dio. Ma ormai è troppo tardi per andare nel deserto del Gobi. Ci si creano problemi per cacciarsi in situazioni difficili e poterne uscire. Ma per i sahaja yogi, se sono saggi, non è necessario.

In caso contrario, però, come facciamo ad ottenere questo, senza qualche…? Il solo modo è la meditazione. Il punto è che ognuno deve meditare. Se non meditate, potete continuare per un po’, può andarvi bene per due, tre mesi, magari due anni, ma poi abbandonate. Molti pensano: “Oh, che bisogno c’è di meditare? Guarda, va tutto bene. Se non meditiamo non fa niente”. Non è così. Perché soltanto in meditazione crescete. In un’emergenza crescete all’istante, senza dubbio. Voglio dire che saltate come un pupazzo in una scatola a molla. Venite fuori proprio come una molla. Ma se dovete ottenere una crescita continua, dovete meditare, permettere ai pensieri di arrivare e poi calmarsi, poiché ascendete allo stato di consapevolezza senza pensieri. Ed in consapevolezza senza pensieri crescete. E aumentate il vostro distacco dalla causa di ogni effetto. Se non esiste una causa, non esiste alcun effetto.

Ma il nostro problema è che, di solito, non meditiamo. Soltanto quando si arriva ad un punto estremo, quando si sta per cadere nel pozzo, allora ci si pensa. Magari in quel momento siete aiutati; ma non crescete. La crescita può avvenire soltanto se meditate. Questa è una parte molto importante: l’aiuto è totale per chi medita regolarmente. Nella vita normale come facciamo a crescere? Se non abbiamo ossigeno, non possiamo crescere. Dobbiamo avere ossigeno sufficiente, cibo sufficiente, tutte queste cose. Ma nella spiritualità si cresce con la meditazione. Non vi è altra via. Quanti pensano di poter crescere sono presuntuosi, sono proprio presuntuosi, perché magari sanno parlare molto di Sahaja Yoga. Ho visto persone che parlano troppo di Sahaja Yoga. Sanno tenere grandi conferenze, questo, quello, ma non hanno vibrazioni, nel modo più assoluto. Non sanno fare nessun lavoro per Sahaja Yoga, non sono collettivi, non hanno alcun senso della collettività, hanno problemi di ogni genere.

Ma la crescita deve essere ottenuta con la meditazione. Questo è un aspetto. Si tratta, possiamo dire, dell’adorazione, del puja. A quel punto non dovete rinunciare a niente, ma diventate distaccati, distaccati dalla causa stessa. Quella è una parte. In secondo luogo, direi che ciò vi condurrà all’aspetto più sottile dei vostri legami emozionali, perché i legami emozionali vi hanno creato certe identificazioni circa il fatto di essere cristiani, indù o musulmani, o questo, o quello, o inglesi, o appartenere a qualche razza o comunque si debba dire. Tutte quelle cose svaniranno, poiché acquisite una personalità distaccata.

Attaccamenti emotivi del tipo: “Lui è mio fratello”; “Lei è mia sorella”; “Sono preoccupato per mia moglie”; “Sono preoccupato per mio figlio”. Tutti questi legami emotivi che vi rendono personalità limitate svaniranno, e avrete un solo legame emotivo e cioè: “Sto crescendo nella mia compassione. La compassione è attiva, la mia compassione è efficace. La mia compassione è illuminata. La mia compassione è discernimento. Io sono uno yogi”. E, come seconda cosa, vi documentate su Sahaja Yoga, conoscete Sahaja Yoga, conoscete le tecniche di Sahaja Yoga, vi alzate la Kundalini, purificate i vostri chakra, cercate di capire i mantra. Avete la padronanza dei mantra, controllate le deità e le compiacete. Quando tutte queste cose sono fatte nel modo giusto, tutti i vostri legami mentali scompariranno.

Chi ritiene di essere un grande scienziato, si accorgerà che tutto quello che sa non è scienza; che la scienza della tecnica di Dio è molto di più. Chi pensa di essere molto colto, molto istruito, quando studia Sahaja Yoga, lo applica su se stesso e sugli altri, si accorgerà da solo che qualsiasi cosa abbia letto è del tutto stupida, priva di significato, vuota. Ed è così che subentrerà una specie di senso di vuoto, di vacuità dell’ego, perché si renderà conto che la conoscenza è molto vasta. Come Newton, il quale affermò: “La conoscenza è come un oceano, ed io sono come un bimbetto che raccoglie qualche sassolino sulla riva”. Che capacità di comprensione! Subentra in voi il vuoto e, a quel punto, la vera conoscenza inizia a farsi strada in voi. Avviene l’identificazione con la vera conoscenza. Voi parlate e, quando parlate, ciò che dite ha un effetto – è un mantra. Non vi limitate a blaterare: “Oh, io sono in Sahaja Yoga. Sono in Sahaja Yoga da quindici anni”. Buoni a nulla. Potete essere qui anche da cento anni ma potete rimanere dei somari, proprio simili a somari.

Oppure potreste essere qui soltanto da un anno ed esservi trasformati da asini in esseri umani, ed anche in yogi. Ma per prima cosa dobbiamo rimetterci a nuovo, attaccandoci emotivamente a Madre. Intendo dire che voi siete avvantaggiati rispetto a molti altri yogi venuti al mondo (in precedenza, ndt), che, poveretti, non avevano nulla verso cui guardare. Erano a conoscenza di una Madre Primordiale, questo lo sapevano, ma non avevano (davanti a sé, ndt) una Forma. Voi avete una Forma. Siete molto fortunati e privilegiati, poiché avete (dinanzi a voi, ndt) una Forma. È più facile adorare una Forma che adorare qualcosa di astratto, di etereo, sapete. Consapevolezza assoluta: come fate ad adorarla se non potete vederla?

Ma questo attaccamento non significa in alcun modo che dobbiate darmi qualcosa. Che cosa mi date? Niente altro che il distacco dalla causa. E questo agisce, lo avete constatato nella vostra vita. Voi dite anche: “Madre, funziona, in qualche modo ha funzionato”. Che cosa è il bandhan? Non è altro che mettersi in contatto con vostra Madre, telefonarle. È una telefonata che arriva a vostra Madre. Tutto qui. Sapete anche che io gioco con voi, che dico: “Va bene, vi do un bandhan”. Ma sto dando un bandhan a me stessa! È una telefonata, proprio una telefonata. Ma ora si è sviluppata la fede, sì, la vera fede è quella in cui diventate completamente distaccati riguardo alle vostre questioni emotive. “Mia madre”- bene, datele un bandhan. Fine. “Mio padre” – dategli un bandhan. “Mio fratello” – dategli un bandhan, qualsiasi cosa sia. Bandhan, per qualsiasi cosa. Li ponete sotto il vincolo di vostra Madre. Ma non siete consapevoli di farlo. Li state legando con l’amore di vostra Madre che fluisce attraverso le vostre mani.

Che cosa sono le vibrazioni? Sono l’amore di vostra Madre. Voi le avete, fluiscono attraverso di voi. Ma che mi dite del vostro amore per vostra Madre? E ciò che trovo è che questa resa subentra nel momento in cui viene a crearsi una assoluta emergenza. E agisce.

Invece, non occorre creare nessuna emergenza. Dovete svilupparla (la fede, ndt) lentamente ma inesorabilmente, e si instaurerà da sola dentro di voi. Avrete quel potere in voi, ve lo assicuro. Ma la meditazione è un modo; un altro modo è la conoscenza di Sahaja Yoga – non per farne sfoggio, non per parlarne agli altri, ma per farla funzionare in voi stessi – la conoscenza dei vari chakra, di come funzionano su voi stessi, non sugli altri. Quando vi mettete ad insegnare agli altri, c’è in voi un bhut. Fareste meglio ad impararlo per voi stessi, anche a livello interiore. Io so chi ha acquisito la padronanza di un chakra e quale… Nessuno dica agli altri: “Si fa così”. È assolutamente indice di un ego insensato. Queste cose non andrebbero fatte. Se qualcuno ve lo chiede, potete dirlo individualmente, ma non tenete grandi conferenze su questo, e non confondete la gente.

Ci sono dunque due cose da superare: la nostra grossolanità emotiva e mentale, ed anche fisica. La grossolanità fisica può essere superata se vi arrendete ad una sola medicina: le vibrazioni.

Come Anupama, mia nipote, che disse a sua madre: “Tu sei nata con l’allopatia[1], e ora segui l’omeopatia. Domani scoprirai qualche jumbopatia[2], e poi qualche numbopatia[3]! Io, invece, sono nata in Dio e seguo soltanto la medicina di Dio (qui è chiamata Diopatia, ndt), e Dio baderà a me e mi curerà”.

Allora mia figlia le chiese: “Perché? Puoi anche cambiare”.

E lei: “Perché? Dio non cambia mai”. Semplice risposta: Dio vi curerà. Ma dovete avere raggiunto quel livello di ascesa per dire questo; voi invece avete un’impennata soltanto nel momento dell’emergenza.

Per parlare così, dovreste avere in voi quella stessa urgenza, quella stessa personalità. Se vi limitate a dire: “Oh Dio, salvami, ti prego”, Dio non ha tempo per gente del genere. Voi non avete tempo per Dio e Dio non ha tempo per voi. Semplice.

Quando passiamo dal sublime alle cose terrene, esistiamo in entrambe le cose e siamo efficaci. Che siamo nella lampada, nella fiamma o nell’olio, siamo ad un punto più sottile, e creiamo l’effetto senza essere la causa. Infatti, si è trascesa la causa, perciò non occorre creare una causa per qualcosa, ma se ne vede l’effetto. Così, quando la causa non esiste più ma si ha l’effetto, si ottiene ciò che si deve ottenere, ciò che è giusto. Ottenete la cosa giusta. Non ottenete cose scellerate. Mentre se vi accompagnate ad una causa, allora potete incorrere in perversità e avere problemi di ogni genere. La cosa migliore, quindi, è distaccarvi dalle cause, e così ottenete l’effetto, come nel caso che vi ho raccontato del freno che è andato a posto. L’effetto c’era: la macchina si è rimessa a funzionare, tutto è andato a posto, l’effetto era corretto, ma la causa era andata perduta. Non esisteva più la causa Perché? Come mai? In che modo le cose sono andate a posto? Se vi interrogate sull’effetto di questo, se vi chiedete come lo avete ottenuto, non potete spiegarlo. (Il freno, ndt) non funzionava. Mancando la causa non potete imputarlo a qualche causa; a volte dite che il modo in cui tutto ha funzionato è divino.

La sola causa davvero effettiva è la divinità. Ma la divinità non dovrebbe essere solo qualcosa di superficiale: “Bene, sì, c’è la foto di Madre, namaste. Bene. Namaste. Buon giorno Madre”, fine. Non è questo il modo. Dovete conoscere vostra Madre e dovete amare vostra Madre,  è così.

È molto imbarazzante dire che dovete amarmi. Ma come Madre, nell’arco di questa mia vita, ho vissuto molte cose imbarazzanti; ed una di esse è che non so come dire le cose ai miei figli. Il fatto è questo. Voi non dovete affrontare emergenze o problemi di alcun tipo. Sviluppatevi in modo da essere tanto evoluti per cui tutto agisce e funziona.

Vi farò un esempio. Sorprendentemente, funziona meno in Inghilterra, dove ho lavorato di più; in Inghilterra funziona meno. Vi farò ora un semplice esempio. Vedete, non so quanti mesi fa, è stato deciso il vostro viaggio in India. Sono già stata in India una volta (probabilmente per il tour, ndt) e sto per andarci una seconda, e l’Inghilterra è l’unico posto dove si deve pagare subito. Ma la gente non ha ancora pagato, mentre gli australiani lo hanno fatto. Gli australiani, che sono ottanta, ottantacinque, lo hanno fatto, ma gli inglesi no; loro sono lenti in tutto. Ma quando si tratta di ego sono i primi, le loro bandiere sono le prime. E l’ego, dove nasce? Nella grande Inghilterra.

Quando si tratta di fare qualcosa sono i  più lenti, quando si tratta di criticare sono i più bravi, e quando poi si tratta dell’ego…  se date loro una posizione vedrete subito che è… Perché? Ancora una volta potete spiegarlo imputandolo ad una causa: darete la colpa all’inerzia, accuserete qualcuno, oppure un bhut o l’ego o il superego, ma mai voi stessi. Direte: “Per quanto mi riguarda, io sono a posto, la causa è un’altra”. Perché non avete pagato finora? È un problema. Ormai devo andare. Se non volevate venire non avreste dovuto farlo; ma se dovete pagare, è meglio che lo facciate. Che vi succede?

Inizialmente erano cinquanta persone, adesso ne sono rimaste trentacinque. Abbiamo organizzato, abbiamo disposto le cose e abbiamo noleggiato i bus e tutto il resto; ed ora manca la gente. Nessuno vi ha chiesto di venire. Anzi, dicevo: “Tenetelo basso (il numero dei partecipanti al tour, ndt). Tenetelo basso, così lo organizzeremo meglio”. Ma (probabilmente per motivi organizzativi, ndt) devono essere non meno di trecentocinquanta oppure trecento; possono essercene duecento ma non duecentodieci. Dove li mettiamo? E questa è una cosa semplice. Guardate che superficialità. Invece, in altri Paesi, come hanno fatto? (Hanno detto:) “Bene, dobbiamo andare. Ci penserà Madre”. E funziona. Tutti hanno trovato il denaro, è tutto fatto, c’è tutto.

È sorprendente, gli americani lo hanno fatto, ma gli inglesi non sanno ancora se verranno oppure no. Ce ne sono ancora alcuni (incerti). Il povero Gavin deve correre su e giù per tutti voi. Vi assicuro che ha molta pazienza. E mi sorprende che ci siano ancora undici persone che non hanno pagato, riuscite a crederci? Insomma, è una cosa talmente semplice. Se non volete andare, non andate. Se volete andare, andate. Ditegli che non andrete o che andrete. Fine. Intendo dire che nessuno vi vuole lì (a tutti i costi, ndt). Ma non riuscite a fare neppure questa piccola cosa perché avete qualche (scusa): “Perché è accaduto questo, perché è accaduto quello, perché…”

Gli inglesi devono ascendere molto di più, perché io ho lavorato per voi davvero molto sodo e Dio mi ha dato ancora lavoro per altri cinque anni. Non so che cosa faremo.

A volte sento che non dovrei tornare perché è inutile. È un piccolo esempio quello che vi sto facendo, molto piccolo, di tipo molto superficiale. Potete vedere che è così anche in altri posti. Qualsiasi cosa diciate, rispondono: “Ma perché, Madre, accade così? Perché faccio così?”, insomma, lo chiedono a me, chiedono a me la causa! “Perché mi sono comportato così? Perché cedo alla collera?”.

Ho conosciuto persone che sono venute in Sahaja Yoga, che hanno praticato Sahaja Yoga, ma poi vanno da qualche altra parte, da Steiner. Frequentano qualche altro corso. Significa che non hanno fede in me, in Sahaja Yoga. Praticano questo e quello come matti, e continuano. Questo è possibile soltanto in Inghilterra, vi assicuro, in nessun altro luogo: è una loro specialità. Ho saputo di moltissime persone che sono venute in Sahaja Yoga e, pur non praticando Sahaja Yoga, sono state curate, aiutate in Sahaja Yoga, messe a posto. Poi lasciano Sahaja Yoga e vanno in questo e quell’altro posto… È questo il modo?

Ho conosciuto molte persone che cercano di dare la colpa al leader. Vi dico tutto questo perché sono stata molto male quando sono arrivata qui, dico davvero, sono stata male per otto giorni, ed anche dopo; perché, sapete, voi siete tutti nel mio corpo ed io soffro, quindi devo dirvelo.

E allora dicono che il leader non è valido, che dovrebbe essere molto energico, dovrebbe essere così; e il loro leader deve avere un grosso (bastone, ndt) in mano, però hanno detto: “Se ci colpisce non ci andrà bene”. Ancora la causa, ancora la causa. Vi assicuro che in Gavin avete uno dei migliori leader, e devo dirvi che ha speso moltissimo del suo denaro. Senza dirmelo ha coperto molte spese, il suo ufficio ha lavorato per noi. Si è accollato tutta la gente assurda. Se io gli dico: “Questo tipo ha un certo ego” lui lo assumerà nel suo ufficio. Se gli dico: “Questa persona ha dei bhut”, lui la metterà a lavorare nel suo ufficio. Ha lavorato con tali bhut che io non saprei gestirli neppure per un giorno. Fa del suo meglio per andare dalla gente a dire: “Su, venite”. Ha salvato moltissime persone con il suo buon senso, con la sua comprensione. L’unica cosa è che non svolge apertamente il ruolo di leader. Il suo errore è questo. Dovrebbe dire apertamente: “Sei un bhut, curati, dopo sarai a posto”.

Ma se dite: “Vieni. Sai, sei un bhut, ma non importa. Io ho i limoni,…, i peperoncini. Accomodati”. Poi: “Madre, lui si identifica con il peggior bhut”.

Affrontiamo questa cosa. Se credete di capire il vostro leader, sappiate che io lo conosco meglio di voi. E questo a volte rattrista molto. Perché non capite la vera bontà di una persona? Vi assicuro che tutti i bhut che lui ha tollerato nel suo ufficio, io non potrei sopportarli per più di un giorno.

Alcuni sono così egoisti, così fuori di testa, ed altri sono talmente pieni di bhut che, anche se entrano al piano terra della mia casa, sento un dolore allo stomaco. Ma lui li ha sopportati. Perché? Che bisogno c’era? Pensava di aiutarli. Ogni volta che gli dico: “Questa persona è piena di bhut”, poi scopro che è stata assunta dal signor Gavin Brown. Allora un giorno ho dovuto dirgli: “Licenziali tutti”, e sono stati tutti licenziati. Non riesco a capire perché, in Inghilterra, abbiamo il più grande numero di bhut. È proprio necessario averli intorno?

Nel giorno della mia partenza non vorrei dirvi queste cose, ma quando me ne vado scopro che questi bhut tornano e diventano le cause, e gli effetti si vedono. Quindi devo descrivervi un quadro assolutamente chiaro per farvi capire che voi potete ascendere ai massimi livelli, poiché siete nati nella grande terra di questa nazione. Ma potete anche cadere molto in basso, l’ho visto. Perché state sempre ad accusare qualcuno, l’ultimo dei quali è Gavin, e questa è la cosa peggiore che avete fatto. Lasciate che qualcuno parli così a Gregoire, e lui lo farà a pezzetti dieci volte e lo porterà da me fatto a pezzetti! Dico davvero! Lui dirà: “Che assurdità! Va bene, è… andiamo avanti”. Ditelo al signor Warren, io non so che cosa farà con tutti gli australiani. Ma, indubbiamente, loro sono tutti gemme.

Ma voi meritate un uomo come Gavin. Pensavo: ”Sono persone speciali poiché per loro ho lavorato moltissimo”, ma sono sconcertata. La gente rispettabile non ha bisogno di questi leader, no? Ma si scopre con stupore che le persone corrette sono gli australiani, per come si comportano con me. Vi stupireste di vedere quanto siano dolci i bambini. Gavin ha comprato alcune tazze e piattini per me perché, quando vado là, hanno pensato di offrirmi il tè in belle tazze con piattino. Così lui ha comprato per ogni centro una tazza col piattino di buona qualità. I bambini, i bambini piccoli hanno raccolto il denaro. “Dopo tutto Madre prenderà un dolce, deve avere anche un piatto”. Così hanno mandato qui un assegno, pensate come sono dolci! Io non mangio mai dolci, lo sapete, tuttavia devo dire che i bambini sono dolcissimi.

Per quale ragione? Perché dominiamo o siamo dominati? Perché? Ancora la causa. Andate oltre la causa. Vi benedico ancora e ancora affinché, quando tornerò la prossima volta, non commettiate più errori.

Meditate e meditate e meditate, e quando alcuni di voi verranno in India, mi piacerebbe esibirvi come trofei provenienti dal luogo in cui ho lavorato, sapete. Anche dove non sono stata, sapete, qualcun altro ha dato la realizzazione a qualche persona in Nepal, e sono bellissimi fiori. Ed io sono qui, c’è qualcosa che non va in me. Nel  luogo in cui ho lavorato, la gente si preoccupa maggiormente delle cause.

Devo rivolgervi davvero l’appello molto, molto diretto di svilupparvi interiormente, adesso. Siete magnanimi? Siete generosi? Siete metodici?  Siete gentili? Siete collettivi? Riuscite a dare una buona impressione agli altri? Siete ancora attaccati a tutte queste cose assurde? Vi vantate? Tenete grandi conferenze? Diventate umili, e allora vedrete la vostra grandezza. Se non abbassate la testa verso il cuore, come potrete vedere vostra Madre?

Ora auguro a tutti voi grande fortuna ed un felice Natale e felice Anno Nuovo, ed un grandioso Anno Nuovo di crescita spirituale. Mostriamola. Decidiamoci tutti, oggi. Dimenticate mogli, mariti, figli ed ogni altra assurdità. Ormai siete yogi, siete uniti con il Divino. Crescete in Esso, prosperate in Esso. Che Dio vi benedica tutti.

Ora, il programma di oggi non dovrebbe essere molto lungo perché non ci è concesso molto tempo, ma è bello che oggi si possa celebrare un piccolo puja di commiato. Però dovrebbe essere molto breve… perché il punto è quanto lo assorbite, infatti prima di andare via non voglio avere dolori in tutti i chakra. A volte ho paura di (celebrare) un puja in Inghilterra.

Gavin, penso che puoi proprio… è la maestria. Dovete essere maestri, prima di tutto di voi stessi. Se non siete maestri non potete agire sul vostro strumento. È questo il punto.

E non vorrei affatto che qualcuno mancasse di rispetto ai leader. Potete anche essere molto intelligenti, fuori di Sahaja Yoga. Ma in Sahaja Yoga dovete dare ascolto ai vostri leader e rispettarli, e nessuno cerchi di trovar loro difetti. Io conosco i loro difetti, so quali sono, e so come affrontarli. Ciascuno cerchi di consolidarsi. Ora direi che in Australia, che è un paese moderno, tutto funziona come in un solo corpo. Nessuno contesta Warren. Gli telefonano, parlano con lui, raccolgono denaro, lo destinano – funziona tutto come un solo organismo. Qui invece cercano tutti di tagliare la testa o attaccare il cuore. Questo è il vostro cuore, è il vostro cervello.

Perciò, per favore, ricordatevi tutti di offrire aiuto a Gavin, a Sahaja Yoga, prima di criticare. Lasciate l’incarico dei libri a chi dice che i libri non arrivano. So che lui (Gavin) deve correre pure per prenotarmi i posti e tutto il resto; qualsiasi cosa possiate dire… ha fatto tutto lui. Quindi dovreste offrirgli anche la vostra collaborazione per svolgere queste incombenze. Diversamente Sahaja Yoga non si svilupperà.

Non siamo qui soltanto per ricevere benedizioni, ma abbiamo anche alcuni doveri, e ciascuno dovrebbe pensare a come dare aiuto: “Che cosa posso fare? In che modo posso essere d’aiuto? Che lavoro c’è da fare?” Ora vediamo. Spero che al prossimo incontro vi riunirete tutti per capire che cosa potete fare. Si può formare un gruppo. Due o tre persone possono riunirsi a farlo con amore, con attenzione, così da ridurne il peso, e sentirete tutti la gioia di fare qualcosa per Sahaja Yoga. Madre ha fatto così tanto per voi, che cosa avete fatto voi per Sahaja Yoga? Volete begli ashram, luoghi piacevoli in cui vivere, va bene. Volete luoghi confortevoli, che costino poco, va bene. Volete godere di buona salute, va bene. Volete bei figli, va bene, godetevi la vita. Ma quanto a dare, ad offrire il vostro cuore, il vostro rispetto, che mi dite?

Quando tornerò la prossima volta, voglio vedere che state crescendo tutti come un unico corpo. Almeno il Cuore (l’Inghilterra è il Cuore del Virata, ndt) dovrebbe essere integrato, se non altro. Pensate ad un cuore con le valvole che pulsino a ritmi diversi, con tutti i muscoli che funzionino su lunghezze d’onda diverse. Come può questo universo sopravvivere con un cuore simile? Perciò devo chiedere a tutti, a tutte le cellule del Cuore, di essere vigili, di essere una cosa sola all’unisono con Dio, e (di avere) amorevole cura dell’intero universo.

Che Dio vi benedica.

Che puja dovrebbe essere oggi? Oggi è un puja di commiato, perciò celebriamolo, proprio prima della nascita di Cristo. Facciamo sì che Cristo nasca in noi. Diventiamo come lui, che diceva sempre: “Ama i tuoi fratelli. Ama le tue sorelle”. Chi sono i vostri fratelli e le vostre sorelle? Egli chiese anche questo: “Chi sono i Miei fratelli e le Mie sorelle?”. Sono i sahaja yogi i miei fratelli e le mie sorelle. Qualcuno fece offerte all’altare ed Egli disse: “Chi sei tu per fare offerte all’altare? Ti sei riconciliato con tuo fratello?”. E voi, vi siete riconciliati? Per prima cosa riconciliatevi e poi portate fiori a Madre.

Lo ha già detto Lui. Pensate a Lui, a quanto fu misericordioso, magnanimo, grandioso, e a come abbia pensato continuamente a Suo Padre, eseguendo il Suo lavoro con assoluta dedizione. Con tutte le glorificazioni a Cristo ed a Sua Madre, che lavorò in modo molto potenziale, oggi dobbiamo risvegliare in noi quel grande Spirito che in realtà è l’Omkara. Anche il ricordo, anche l’idea di questo procura molta gioia. Fate sì che la sua vita si rifletta nella vostra. Voi dovete essere veri cristiani.

Facciamolo… che c’è?…

Penso… ora direi che la prossima volta che venite ad un puja dovete tutti avere i centootto nomi della Dea. Dovete avere tutti i fogli che ci sono. Come abbiamo questi libri, dobbiamo tutti avere questi fogli, non dovrebbe averli soltanto una persona.

Dovremmo cercare di ricordare anche alcune cose: i nomi della Dea, i nomi che recitiamo. Dovremmo leggerli e rileggerli e comprenderli nel loro significato sanscrito. E dovrebbe risultarci molto facile, perché è così che faremo funzionare i nostri chakra.

Non mi pare che abbiamo i nomi di Cristo;  bene, spero che questa volta proveremo a leggere qualche nome di Cristo. Abbiamo i nomi di Ganesha, ma non di Cristo, così reciteremo i centootto nomi di Shri Ganesha, e qualcuno può lavare i miei piedi, bene…

Li avete? Bene, davvero, è meglio. Ma direi che qualcuno ora deve recitarli, vediamo. Quanti nomi abbiamo? …

Fatemi creare i nomi e li daremo agli altri. Perché soltanto Gavin dovrebbe avere i nomi? Non è come il primo ministro di questo Paese che avete scelto come leader (ai tempi era la Thatcher, ndt). Il primo ministro è pagato, fa il proprio lavoro. (Ma nel caso di Gavin) questo non è il suo lavoro. State eseguendo tutti il lavoro di Dio.

Perché dunque dovrebbe esserci qualcosa del genere?…  Adesso qualcuno dovrebbe leggerli, e qualcuno è in grado di farlo. Chi li leggerà?

Qualcuno dovrebbe leggerli mentre qualcun altro può lavare i miei piedi. Ma non fatelo troppo, capito? Si tratta di Cristo – non è facile da assorbire. Bene, vediamo. Vediamo quanto amore avete per lui, quanto lo assorbite…

Alzatevi adesso. Alcuni si alzino per venire ad aiutare. Ed anche altri. Non c’è da temere che vi sia ego o altro. Non vi ritraete pensando: “Oh, loro pensano che io sia proprio…” – no, accorrete! Correte al lavoro.

Che cosa c’è adesso? Procuratevi alcune cose che vi occorrono.

Ora, chi guiderà il puja? Bala, puoi farlo tu? Bene. Vieni avanti. Possono venire anche alcune signore, che c’è di male? Ora venite qui… l’acqua e tutto il resto…

Ora, essendo amici, non occorre preoccuparvi troppo…

(Un sahaja yogi recita i nomi di Cristo Signore).

Ci inchiniamo dinanzi a Colui che è l’unico Figlio della Sua Vergine Madre.

In ogni cellula del Suo corpo intere galassie turbinano come polvere.

Egli si è incarnato per erudirci su Suo Padre Sadashiva, l’Eterno Dio Onnipotente. Amen.

Aum twameva sakshat Shri Gesù sakshat

Shri Adi Shakti Bhagavati Mataji

Shri Nirmala Devi Namo Namah.

Egli è l’Essere Primordiale, l’Aum.

Egli è Vishnu e il Figlio di Vishnu.

Egli è Mahavishnu.

Egli è pura energia Pranava.

Contiene milioni di universi.

È nato nell’Uovo Cosmico Primordiale

È stato concepito nel cuore di Shri Mataji.

È stato predetto dai profeti.

È stato annunciato da una stella in Oriente.

È stato omaggiato dai tre Magi, che erano Brahma, Shiva e Vishnu.

È nato in una stalla.

È il Maestro.

È amico delle mucche.

È stato accudito dalle mucche.

Suo padre è Shri Krishna.

Sua Madre è Shri Radha.

È il Salvatore che brucia tutti i nostri peccati con il Suo fuoco.

Adorna l’Agnya Chakra.

È Luce.

È della natura del cielo.

È Fuoco.

Ha compiuto miracoli per compassione.

La sua tunica fu toccata.

È amico degli asceti.

È venerato dalle famiglie.

[Shri Mataji: Perché pratica tapasa, Egli rappresenta tapassvi. Vedete, ecco perché. Perché è un asceta? Perché è tapassvi]

Il Suo bija mantra è “Ham, Ksham”.

È Colui che perdona.

Ci permette di perdonare.

È lo Spirito.

È nato dallo Spirito.

Fu crocifisso e risorse nel puro Spirito.

È risorto dopo tre giorni.

È Pace.

Assorbe tutti i pensieri.

Risiede nell’Agnya Chakra Primordiale.

[Shri Mataji: Risiede in ogni cosa, ma negli esseri umani è nell’Agnya Chakra. È l’Omkara. Risiede in ogni cosa, ma negli esseri umani risiede nell’Agnya Chakra].

Promise il Consolatore che è Shri Mataji, lo Spirito Santo.

Ritorna come Re.

È Shri Kalki.

È il Principio dell’evoluzione.

È il supporto dell’evoluzione.

È la fine dell’evoluzione.

[Shri Mataji: È il supporto dell’universo: Muladhara].

È l’evoluzione dal subconscio collettivo alla consapevolezza collettiva.

È la porta stretta.

È la via per il Regno dei Cieli.

[Shri Mataji: È la porta stretta per il Regno dei Cieli, ed è la via. Bene].

È il Silenzio.

È il Signore Kartikeya.

È Shri Mahaganesha.

È la purezza dell’innocenza.

È continenza.

È generosità.

È la luce negli occhi di Shri Mahalakshmi.

È ubbidiente a Sua Madre.

È il perfetto Sahaja Yogi.

È il fratello perfetto.

È l’incarnazione della gioia.

È l’incarnazione della gentilezza.

Allontana le persone prive di entusiasmo.

Condanna gli occhi adulteri

Condanna tutti i fanatici.

[Shri Mataji: In realtà, Egli neutralizza gli occhi adulteri. Rende innocenti gli occhi adulteri, poiché Egli è innocenza].

Non è interessato alla ricchezza.

Concede ogni ricchezza ai Suoi devoti.

È puro candore.

[Shri Mataji: No, non si può dire che non è interessato ai rituali – che cosa ve lo fa pensare? I rituali che sono veri…

Vedete, chi è ricco, come può essere interessato alle ricchezze? È questo il punto… Lui è la ricchezza. Essendo la ricchezza, non è interessato. È gunatita (oltre i  tre guna, ndt), come si dice –  l’essere e il non essere. Quando siete il non essere, non potete essere interessati all’essere. È oltre, Egli è oltre].

È il sacro cuore.

Porta una corona di spine.

Condanna la sofferenza.

Patì affinché noi potessimo gioire.

È un fanciullo ed anche sempre antico.

È l’Alfa e l’Omega.

Concede il Regno dei Cieli ai primi come agli ultimi.

È sempre con noi.

È oltre l’Universo.

È il segno della croce.

È al di sopra della discriminazione.

È il Testimone.

È testimoniato.

Vince la tentazione.

Esorcizza il male.

Condanna le pratiche occulte.

È la personificazione del sacrificio (Tapa).

Venera Suo Padre.

È consacrato da Suo Padre.

Il Suo nome è sacro.

È intelligenza.

È saggezza.

È perfetta umiltà.

È adirato con i materialisti.

Distrugge l’ego e assorbe il superego.

Distrugge i desideri.

È il puro potere del desiderio.

La sua chiesa è il cuore.

Detiene gli undici poteri distruttivi.

È il distruttore dei falsi profeti.

È il distruttore della falsità.

È il distruttore dell’intolleranza.

È il distruttore del razzismo.

È il distruttore della collera.

[Shri Mataji: Del fanatismo – lo è moltissimo].

È l’Araldo dell’Età dell’oro.

È venerato da nostra Madre.

È lodato da nostra Madre.

È amato da nostra Madre.

È l’Eletto.

È risvegliato in tutti i sahaja yogi.

Cavalca il cavallo bianco alla fine dell’Era.

È la fine delle nostre paure.

Sorveglia la porta di nostra Madre.

È l’unica via al Regno di Dio.

 Aum Shri Mahalakshmi, Mahavishnu sakshat

Shri Mahavirata sakshat

Shri Adi Shakti Bhagavati Mataji

Shri Nirmala Devi Namo Namah.

 [Shri Mataji: Credo che il termine “venerato” debba essere sostituito da: “adorato da nostra Madre”, perché credo Lui non abbia gradito, si sente un blocco all’Agnya. Quindi: “è adorato da”. Vedete, Egli è molto meticoloso – sapete, il protocollo non è corretto. È per questo.

Vedete, così è meglio! L’Agnya era a posto. Vedete? Ci sono alcuni blocchi. Mi stavo chiedendo quale (nome, ndt) fosse…ora diremo: “Egli è adorato da nostra Madre” ].

I sahaja yogi: Egli è adorato da nostra Madre.

[Shri Mataji: ancora tre volte].

Egli è adorato da nostra Madre.

[Shri Mataji: ancora]

Egli è adorato da nostra Madre.

Egli è adorato da nostra Madre.

[Shri Mataji: Vedete? Egli è molto meticoloso. Che Dio vi benedica].

(Inni a Shri Mahalakshmi, in sanscrito).

Ne avete capito il significato? La descrizione di Mahalakshmi, di ciò che vi dà, e anche la descrizione del suo rapporto con Vishnu, con Hari, ossia Shri Krishna. Lei è la diletta di Shri Krishna (Hari), è l’amata di Shri Krishna. Ed ecco come si spiega che, se Mahalakshmi è Maria, allora Maria è Radha…

…Questo deve essere eseguito da ragazzi che non abbiano il desiderio di sposarsi, o che non ci pensino. Deve essere puro fino a quel punto.

(Shri Mataji li dirige affinché eseguano il puja correttamente).

(Recitazione del Devi Suktam).


[1] Medicina tradizionale.

[2] Gioco di parole un po’ difficile da rendere in italiano: ‘patia’, qui a significare ‘medicina’, è accostato al prefisso ‘jumbo’, che significa in inglese ‘colossale’, ‘gigantesco’.

[3] Come nota 1: ‘patia’, qui a significare ‘medicina’, è preceduto presumibilmente dall’aggettivo ‘numb’ che significa intontito, tramortito, insensibile.