Seminario, I Sahaja Yogi devono ascendere

(India)


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“I Sahaja Yogi devono ascendere”, Seminario Internazionale, Bordi (India), 6 Febbraio 1985.

Sono piena di gioia nel vedervi tutti qui. Non so bene cosa dire, le parole vanno perse, non hanno significato. Tanti di voi aspirano ad ascendere per arrivare in quello stato in cui ci sia completa gioia, beatitudine e pace; e questo è ciò che potrei darvi. Una madre è felice solo quando può dare tutto ciò che ha ai suoi figli. La sua infelicità e tutto il suo darsi da fare sono solo per raggiungere questo scopo: donare tutto ciò che ha.

Non so come ringraziarvi per tutto quello che dovete attraversare per raggiungere quel tesoro che è dentro di voi. “Sahaja” è l’unico termine a cui ho potuto pensare quando ho dato l’avvio all’apertura del Sahasrara, termine che è facilmente compreso da tutti. Avete capito che oggi si ha a che fare con uno stile diverso di yoga, in cui prima viene data l’illuminazione e poi vi è consentito lavorare su voi stessi. Non era stato mai fatto prima; è stato un tentativo rischioso da parte di vostra Madre che lo ha messo in atto.

Naturalmente anche nei tempi antichi il desiderio del Divino era di dare l’illuminazione agli uomini, ma essi non sapevano bene come farla funzionare. Nessuna incarnazione aveva finora provato a darla nella forma attuale, ed in ogni caso qualunque cosa abbiano tentato, era basata su austerità molto severe per i ricercatori, austerità molto severe.

Mi chiedo quanti di voi abbiano letto il trattato su Buddha in cui si parla dei suoi viaggi con migliaia di discepoli, che non avevano ricevuto la realizzazione. Essi non erano anime realizzate e non sentivano la gioia. Possedevano due vestiti, vivevano nella giungla e disponevano di soli due vestiti. La zona che egli visitò – l’ho vista io stessa – è terribilmente fredda, glaciale, assolutamente glaciale. I vestiti, poi, non erano dei veri e propri vestiti, erano dei pezzi di stoffa che coprivano il corpo. Dormivano sulla nuda terra durante l’inverno molto rigido, o d’estate. Dovevano camminare senza scarpe per miglia e miglia.

Se andaste a vedere dove andava in giro Buddha, rimarreste sorpresi. Buddha era giovane ed anche lui camminava, ma i suoi discepoli di più, perché lui si fermava in un posto e mandava i suoi discepoli in giro: non c’era tempo di avvisare, di informare o di diffondere annunci di alcun tipo. Egli sostava quindi in un posto ed i suoi discepoli andavano in giro per i villaggi a chiedere bhiksha, cioè l’elemosina di un po’ di cibo, lo cucinavano, ne davano una parte a Buddha ed il resto se lo mangiavano loro.

Essi si davano da fare, radunavano le persone nei villaggi, quante più era possibile e le portavano a Buddha che avrebbe parlato loro. Dei grandi sacrifici! Vivevano in capanne, caverne, nell’oscurità più totale e meditavano senza mai ottenere la realizzazione; soltanto pochissimi l’ottennero.

C’erano, fra quelle persone, figli di grandi principi e duchi e duchesse (come dite voi), tutte persone molto, molto ricche. Donne di famiglie molto ricche lo seguivano. Camminavano per miglia, tutti insieme con lui, per strade difficili, perché sentivano che il lavoro di Buddha era veramente di importanza universale e che essi erano una parte essenziale di quel compito così grandioso e che dovevano prendere parte a un lavoro così importante per l’umanità.

E questo non è accaduto solo in India, ma anche in Giappone dove Viditama ha dato l’avvio al sistema Zen. Sono poi stupefatta di fronte alla mole di sacrifici che i santi hanno sopportato in Cina, al modo in cui vivevano. Se voi aveste visto le condizioni in cui vivevano, non potete immaginare. E conclusero le loro vite sempre in quel modo. Dovettero darsi da fare senza una guida vera e propria, perché Buddha era morto e quindi non c’era altro da fare, dovevano trovarsi da soli le loro strade. Poi trovarono Mahayana e Shvetayana.

Se date un’occhiata anche ai ricercatori di altre religioni come ai tempi del Cristo, dove vivevano? E dopo la morte del Cristo fu anche peggio perché furono perseguitati, ammazzati, torturati, crocifissi! Capitò anche ai tempi di Mosè: i suoi discepoli furono perseguitati e dovettero scappare verso l’India. Immaginatevi le distanze e quanto devono aver camminato, venendo dall’area del Kashmir, come devono aver vissuto e cosa devono aver sopportato. Ed erano migliaia; a migliaia vennero in India. Perché avevano capito che stavano compiendo un’opera molto importante. Ciò a cui stavano dando il loro contributo era qualcosa di grandioso.

In questa nazione c’è stata una lotta per la libertà, ed io ne ho fatto parte, i miei genitori vi hanno partecipato. Erano ricchi, abbastanza ricchi, devo dire, secondo ogni standard. Vi stupirete se vi dico che mio padre bruciò tutti i suoi vestiti: erano stati cuciti in Inghilterra, Mia madre bruciò tutti i suoi sari. Solevano indossare vestiti filati da loro stessi.

Mio padre sacrificò ”ogni cosa”, ogni centesimo per la lotta per la libertà. Non ci lasciò nulla, neppure un centesimo. Bisogna dire, naturalmente, che essendo la nostra una famiglia ricca avevamo oro, argento e simili, ma per quanto riguarda i soldi, furono spesi tutti; e per quanto riguarda l’oro e l’argento, dobbiamo ringraziare gli Inglesi che ce l’avevano presi e che ce li restituirono quando se ne andarono via. E’ stato così che ci è rimasto dell’oro e dell’argento in famiglia.

Ogni cosa, a livello materiale, ci fu portata via. So che vivevamo in case meravigliose e ci trasferimmo a vivere in capanne. Sacrifici per il bene superiore e ne eravamo molto felici, molto orgogliosi. Avevamo due soli cambi. Ci lavavamo da soli i vestiti, come la gente molto povera, dormivamo per terra su materassini ruvidi e sottili. Non ricordo in vita mia di aver mai usato un cuscino; non ho usato sandali per anni; avevo solo un golf fatto di lana molto ruvida. Ho portato quel golf finché non sono andata al college medico. Ho avuto solo un cappotto durante tutti i miei studi. Quando sono andata a stare a Lahore, che è una città molto fredda, simile a Londra a volte, si è consumato ed è finito. Non siamo mai stati invidiosi, comunque, non abbiamo mai brontolato, non abbiamo mai detto che nostro padre avrebbe dovuto pensare a noi e fare qualcosa per noi e perché aveva sacrificato ogni cosa per il Paese. Mai, mai, mai.

Anche oggi, però, quando ci incontrano, dovunque, sanno che siamo figli di quel grand’uomo ed hanno un enorme rispetto per noi. Devo dire che quel livello di qualità umana fu creato dal Mahatma Gandhi. Riuscì a trasformare tutti in nuove personalità capaci di incredibili sacrifici, incredibili! Non potete immaginare come la gente vivesse. Aveva dato via tutti i soldi che aveva, ogni cosa, tutte le comodità, i mezzi di trasporto, ogni cosa. Non soltanto mio padre, ma molte altre persone.

Non avremmo potuto ottenere la nostra libertà, altrimenti. Per ottenere la libertà questo Paese ha sacrificato molto.

E adesso noi siamo qui per ottenere la nostra libertà, per ottenere la libertà per il nostro Spirito. Per liberare il nostro Spirito dall’avarizia, dalla lussuria, dall’ira, dai condizionamenti, dal nostro terribile ego, dal corpo che è stato schiavizzato dai comforts.

Devo dire che Gandhi aveva uno “charme” particolare, non so come facesse, aveva il tocco di Mida: toccava qualcuno e questi veniva trasformato. Era un uomo molto severo. Molto gentile con me, con i bambini, ma un uomo estremamente severo; non avrebbe assolutamente sopportato alcuna stupidaggine.

Se studiate le modalità con cui tutte queste persone furono fatte crescere non solo per la libertà e l’indipendenza, ma anche per la vita spirituale, dovunque troverete una componente comune ed è il “sacrificio” e la consapevolezza di stare operando qualcosa di grande. La consapevolezza di essere una parte integrante del Tutto. La consapevolezza che si tratti di una grande opera, di una nobile causa.

C’era poi una cosa che tutti quanti loro avevano in comune e cioè che per la nobile causa, per l’adempimento della nobile causa, si sacrificarono in una maniera molto sahaja. Molto più, a volte, dei Sahaja Yogi che hanno ricevuto così tanto in Sahaja Yoga: hanno ricevuto la gioia e la connessione con lo Spirito.

Ho visto con i miei occhi, in questa nazione, persone che sono diventate leggendarie: le ho proprio viste. Migliaia di persone furono uccise e massacrate! Bambini morirono… e nessuno versò lacrime, nessuno versò lacrime. Basta sentire di far parte di una causa così nobile, per provare la gioia; gioia e un senso di coinvolgimento.

Ho poi visto e conosciuto molte cose sul Mahatma Gandhi e sulle altre persone. Non a tutti era consentito entrare nell’Ashram e chiunque non osservasse appieno le regole esistenti o danneggiasse la più piccola cosa, fosse egli figlio di re o di qualsiasi altro alto personaggio veniva espulso. Ho vissuto nell’Ashram di Gandhi, quindi so com’era, ed è lì che ho imparato a condurre una vita austera. Questo è stato il suo insegnamento.

Tutti i bambini al di sopra dei dodici anni dovevano pulire, ogni mattina, l’intera area dell’Ashram, che era di circa 50 acri. Dovevano pulire le loro latrine ed anche quelle degli ospiti; io l’ho fatto. Erano ammessi due soli vestiti. Là dove pulivamo, non doveva restare nulla, neppure un pezzetto di carta si doveva vedere, nessun rifiuto da nessuna parte: tutto lindo e pulito. I posti dove si viveva erano molto puliti e ordinati e il tutto era fatto con sterco di vacca. Tutti dovevano fare il bagno la mattina presto, alle quattro, con acqua fredda, sia che si trattasse di Jawahar Lal, Nehru, Abul Kalam Azad, o di mio padre o di qualunque altra persona di ogni fascia di età o di un bambino. Alle cinque il Mahatma Gandhi era pronto per il suo discorso.

(Per favore non alzate le mani e la Kundalini. Per favore state seduti, non è questo il modo di comportarsi. Cercate di capire di che cosa sto parlando.)

Pensate un po’, alzarsi presto la mattina, alle quattro, per me andava benissimo, e poi lavorare questi 50 acri di terreno e poi nella zona centrale, che non era altro che uno spazio aperto circondato da alcune capanne in cui Gandhiji viveva; camminare per tutto il tragitto dopo il bagno, dopo essersi preparati, con i serpenti che strisciano! Nessuno fu morso naturalmente: penso che i serpenti capissero che quella gente era occupata nel gran compito di liberare questa grande nazione.

Ci mettevamo a sedere, così, e i serpenti strisciavano. Non si poteva avere lampade, di nessun tipo: usavamo soltanto la luce del sole. Quando arrivava Gandhiji la mattina – non c’era ancora luce – venivano portate delle lanterne e si potevano vedere i serpenti strisciare.

Non ho mai sentito nessuno lamentarsi, però: era come una “guerra” combattuta con una tale passione, che era tutta una competizione per fare di più e meglio. Nessuno si preoccupava dei conforts. Naturalmente erano tutti intorno ai 50 anni, all’incirca. Nell’Ashram la maggior parte delle persone non aveva più di 50 anni a quel tempo.

Ho visto con i miei occhi persone che possedevano enormi macchine a casa, e cose simili, eliminarle, darle via. Generalmente arrivavano col treno fino alla stazione di Wardha e poi proseguivano a piedi. Gandhiji non voleva vedere nessuno arrivare nemmeno in tonga (carrozza a cavalli). E lo ascoltavano, gli ubbidivano.

Ho visto come agiscono i missionari (benché non siano assolutamente a quel livello, nulla di così nobile), come sia possibile attrarre la gente verso un determinato compito e farglielo eseguire. Li ho visti in India, dove abbiamo missionari provenienti dall’estero, completamente dediti alla chiesa. Eseguono tutto ciò che essa richiede loro.

Oggi noi stiamo svolgendo, come sapete, il più grande compito in assoluto.

Per parlare di Dio è necessaria la libertà, la libertà politica. Non potevamo muovere neanche un piccolissimo ago a quei tempi, non ci era consentito dal Governo. Eravamo così oppressi che abbiamo dovuto spezzare i ceppi della schiavitù. Mi accorgo, però, che adesso abbiamo un altro tipo di schiavitù: la schiavitù dell’egoismo, dell’egocentrismo, “queste sono le mie comodità, devo avere questo, questa cosa mi deve piacere. Sono soddisfatto: io sono questo, io sono quello…”. Se non siete voi a godere, a gioire, per voi nulla è abbastanza grande. Dovrebbe invece essere l’insieme delle cose a presentarsi gioioso ai vostri occhi invece di esser voi a cercare la gioia per voi stessi. Penso che la gente non si renda conto di ciò che sta facendo, di che tipo di lavoro stia facendo. Non desiderano arrivare a quel livello, a quell’altezza da cui possono vedere dove sono arrivati. Voi state cercando di salvare il mondo intero. Una delle ragioni per cui Sahaja Yoga si sta muovendo così lentamente, è che ci sono persone troppo preoccupate delle loro comodità e che hanno una mentalità, un animo molto ristretto. Non c’è forza in loro, non c’è il sentimento di grandezza che dovrebbero avere. Dovete essere forti; se sapeste di essere in guerra, come vi comportereste? Sono sicura che adesso c’è molto meno mediocrità. C’è gente migliore e sono certa che avremo gente sempre migliore.

Si preoccupano di cose insignificanti, della loro famiglia, dei loro problemi, del loro lavoro, ecc. Nessuno si sarebbe potuto comportare così con Gandhiji, li avrebbe sbattuti fuori, credetemi. E’ come se vivere in Sahaja Yoga volesse dire “risolvere i propri problemi” e basta. Voi siete aiutati, i vostri problemi si risolvono, Dio vi aiuta tantissimo, ma quanto state facendo voi?

Abbiamo naturalmente dei grandi Sahaja Yogi, non lo nego, ne abbiamo qualcuno, più di quanti ne abbia mai avuti prima ed è per questo che sono molto felice. Ma quanto a dedizione, non ci siamo. Contano ogni penny che spendono, quanto ricavano da quel penny e come è stato utilizzato. Questo non è il modo di comportarsi. Buddha non ha mai speso nulla di suo, anzi ha ricevuto dei soldi da tutti i suoi discepoli, per costruire quel che doveva edificare non ha mai avuto alcun aiuto pubblico.

Dunque ora innalzatevi, è tempo di andare oltre la vostra mente così ristretta. Dovete andare in alto fino a quel punto da cui potrete vedere che stiamo salvando l’intera umanità. Se non riuscite ad avere sentimenti di questo tipo è meglio che lasciate Sahaja Yoga. Sahaja Yoga non è fatto per gente meschina. In Marathi la parola è “Gabala”. Tukarama ha detto: “Yerya gabadyache Kama nohe”: “Non è un lavoro per gente misera”.

Anche Shivaji, quando combatté la sua guerra, ha avuto una grande influenza sulla gente, sui Sardaras e su quelli che erano i duchi di quel tempo. Diedero via ogni cosa che avevano, compresa la vita. Sacrificarono i loro figli e tutto ciò che avevano. Shivaji non aveva soldi per pagarli. Dovete aver ascoltato molte storie su Shivaji.

Se guardate invece come si comportano questi Sahaja Yogi nel mondo di oggi, lo Kshema (benessere, n.d.t.) viene prima dello yoga. E’ così grazie all’amore di vostra Madre. Desidero che i miei figli stiano bene, sono dei bimbi appena nati, hanno bisogno di comodità, devono essere curati.Ma non posso fare dei ricatti al Divino perché i bimbi sono piccoli, non è vero? Sono qui per compiere il lavoro di Dio Onnipotente. Se siete miei figli la Sua grazia opererà, si prenderà cura di voi e vi farà crescere. Adesso crescete, crescete. Dovete crescere. Uscite da quei piccoli non-sensi che siete. Date un’occhiata al tipo di persona che siete, a come vivete. Dov’è la vostra attenzione? Che pensate? Pensate a Sahaja Yoga? Quella è la cosa più importante, la cosa per la quale siete stati scelti.

Ho avuto l’impressione, ed è come se l’avessi avuta tutto il tempo, che voi eravate come a disagio in molti posti (nel tour in India n.d.t.). Ho visto che per lo più i Sahaja Yogi occidentali, nei vari posti, non avevano un’attenzione sufficiente, e ne sono rimasta stupita. A questo riguardo, gli indiani sono migliori. Anche alcuni Sahaja Yogi indiani si sono comportati male, in una maniera molto strana. E’ stato per me uno shock vederli urlare alla gente, creare problemi. Hanno parlato in modo molto brusco a delle persone che erano venute per incontrarmi e quelle sono scappate via. Dovreste parlare dolcemente, essere gentili, non dovreste urlare con la gente. E’ chiaro che non posso incontrare continuamente tutti, secondo i loro comodi, ma questo non significa che abbiate il diritto di mettervi ad urlare contro chicchessia. Questo è qualcosa di così infimo che mi chiedo fino a che punto debba arrivare ad umiliarmi.

Se riuscite ad elevarvi sopra tutte queste piccole cose, svilupperete una saggezza divina e questa saggezza divina è la vera benedizione di Dio. Tutte quelle altre benedizioni che voi ritenete tali, non lo sono affatto. Fino a quando non riuscirete a crescere, che benedizioni sono? Come un albero che ha ricevuto una benedizione: “Ho ricevuto la pioggia”. Ma se anche con la pioggia non riuscite a crescere, a che serve avere ricevuto la pioggia? Dovete diventare persone compassionevoli, belle, sensibili, le manifestazioni “più alte” della terra. Distogliete la vostra attenzione da tutte quelle cose senza senso in cui siete stati occupati fino ad adesso, e che poi sono le cose attraverso le quali siete stati posseduti e condizionati, cose veramente insignificanti.

In India abbiamo un problema di altro tipo: se c’è una persona che sta facendo qualcosa di buono per Sahaja Yoga, è scarsamente tollerata e si crea un gruppo, cosa comune fra gli indiani, per buttarlo giù. Questo non accadeva quando c’era Gandhiji. Non so perché accada ora, ma è qualcosa che succede con le leadership deboli. Penso di non avere una leadership come quella di Gandhi. Ai suoi tempi Gandhiji avrebbe completamente eliminato gente di tale fatta. Dare la zappa sui piedi agli altri, parlare dietro alle spalle, formare gruppi! Se c’è qualcuno che tenta di fare qualcosa di bello ed io cerco di aiutarlo ad esprimersi, immediatamente si forma un gruppo pronto a far pressione su di lui. Ci sono poi alcuni inutili periferici Sahaja Yogi, senza speranza in Occidente come in Oriente che hanno un comportamento distruttivo. Pensano di essere grandi Guru, grandi persone e sono invece persone insignificanti, con un cuore da gallina. Pensano di essere persone molto, molto grandi perché sanno fare delle buone fotografie o perché sanno indossare un vestito in un modo particolare o qualcosa d’altro tipico della stupida genia di cui fanno parte. Essi cercano di dominare gli altri, ma persone così saranno eliminate senz’altro: non serve avere persone di questo tipo in una organizzazione come la nostra.

Oggi è l’inizio di una Nuova Era, Era di persone di altissima qualità, il cui Spirito è stato illuminato. Riflettiamoci tutti quanti. Dovete guidare voi stessi. Dovete guidare gli altri con compassione, amore e saggezza.

OGGI E’ IL GRANDE MOMENTO IN CUI DICHIARO CHE ESISTE LA RELIGIONE UNIVERSALE, LA RELIGIONE NIRMALA, QUELLA CHE E’ FORMATA DAI MIEI INSEGNAMENTI D’AMORE.

Questo non significa in alcun modo che voi potete rimanere dei nani: non vi vizierò per non farvi rimanere nani. Cercate di elevarvi, non dominate gli altri. Abbiate rispetto, rispettatevi gli uni con gli altri. Voi siete il risultato di un grande lavoro del Virata; ciò che voi conoscete del Divino, nessuno l’ha mai conosciuto! Ma stabilizzatevi! Ho saputo che Gagangath Maharaj, un grande santo, è andato completamente giù. Se uno come lui può cadere giù, anche a voi può accadere, se non capite qual’è il vostro valore e la posizione che vi è stata data. Oggi, con tutto l’amore per nostra Madre, dobbiamo decidere, in cuore nostro, che avremo un grande spirito di sacrificio. Che cosa abbiamo sacrificato fino ad adesso? Pensiamoci. Abbiamo sacrificato qualcosa?

Cercate di capire, per favore, che per salvare l’umanità devo servirmi di voi, le grandi anime. Dovete crescere, dovete crescere, dovete crescere.

Anche dal punto di vista del denaro la gente è veramente squallida. Fanno soldi e li mettono da parte. Sono rimasta molto sorpresa dal modo in cui in America la gente mi ha presa in giro riguardo al denaro. A migliaia mi hanno presa in giro! Anche in India è qualcosa che accade molto di frequente. Se poi siete del tipo tutto teso a far carriera e molto ambizioso tipo “come andrà il mio lavoro?”, meglio che usciate da Sahaja Yoga. Non ci aiutereste affatto.

Ci sono poi persone che credono molto al fatto che “questa è mia moglie, questo è il mio amato” ed altre stupide cose del genere. Per quale motivo siete qui, perché? Oppure: “I miei figli, la mia famiglia, mia madre, mio padre”. Ci sono vari tipi di persone squallide. Se non potete andare oltre tutto questo, non potete aiutarmi, mi dispiace. Non potete aiutarmi. Dovete essere persone molto forti, dovete essere persone di grande valore, di grande idealismo e di nobili idee.

Alcuni sono invece come infimi commercianti che seguono gli eserciti per vendere un po’ di tutto. Li chiamano “Bazar bhunge” in Marathi. Meditate su questo punto: siamo qui per stabilizzare la Religione Universale dell’Ascesa. E’ un compito straordinario. Se lo avessi potuto svolgere da sola, l’avrei fatto, ma non è possibile. E’ solo attraverso di voi che posso farlo. Voi avete ricevuta una eredità: provenite da una grande nascita, dalla quale avete ricevuto questa eredità. Se, con una tale eredità, non riesco a condurvi, è meglio che non sia più la vostra guida, non posso più esserlo.

Quando stavamo combattendo per la libertà, siamo stati tutti allontanati dalle scuole, perché frequentavamo scuole missionarie ed i missionari credevano che Dio fosse nato in Inghilterra e non vollero più consentirci di studiare nelle loro scuole: fummo tutti allontanati da scuola. Per un po’ di tempo non abbiamo frequentato. Non ho potuto dare il mio esame “inter-science” per due anni! Non ho potuto presentarmi all’esame perché ci avevano sospesi dai collèges e dalle scuole: il Governo ci aveva sospesi.

Noi eravamo bambini molto orgogliosi, però, molto orgogliosi. Io, naturalmente, ero molto presa dalla situazione, non ho mai avuto paura. Mi ricordo che un giorno, avevo diciotto anni, vennero a dirci che nostro padre era stato trasferito da una prigione ad una altra. Tutti quanti erano molto orgogliosi di noi. Avevano portato delle macchine per portarci là. Erano tanti. Mia madre era naturalmente preoccupata per me, che ero una ragazza giovane. La polizia mi aveva torturato, mi aveva sottoposto ad elettroshocks, mi aveva picchiato ed altre cose simili, aveva reso la mia vita molto difficile. Lei piangeva e disse ad un vecchio signore che era lì: “Sono preoccupata per mia figlia, non voglio che sia più torturata”. Io andai da lui, gli sorrisi e lui mi disse: “Non esporti, lascia perdere, non devi, non va bene”. Mio padre mi prese da una parte e mi disse: “Non ascoltare questo vecchio signore, sta per morire, dimenticalo. Vorrei che tutti i miei figli si sacrificassero sull’altare della libertà. Se vi comporterete in questo modo, sarò un padre orgoglioso e farò capire a vostra madre come si deve comportare. Sono veramente orgoglioso di voi”.

Mi sono trovata a vivere in un’atmosfera di questo tipo. Ho dovuto abbandonare il college, mi sono dovuta nascondere per otto mesi, la polizia mi perseguitava. So cosa abbiamo passato; eravamo molto giovani, diciotto anni, ve lo potete immaginare!

Adesso, quando avete ottenuto la libertà del vostro Spirito, dovete cercare il confort dello Spirito. C’è gente che si lamenta di questo e quello. Non avrebbero dovuto venire o, se sono indiani, è meglio che escano da Sahaja Yoga e ci lascino soli. Ma ci sono persone che sanno di essere venute qui non solo per gioire, ma per rendere partecipe il mondo intero della gioia che hanno ricevuto, per darla agli altri. E’ per questo scopo che ci si deve sacrificare e sopportare grandi dolori.

Quanto devo sopportare io dei vostri dolori, quando siete bloccati, quando avete problemi: a volte mi vengono delle vesciche per i vostri problemi. Ma non importa. Perché è la mia vita, la mia missione, la mia esistenza, tutto: l’emancipazione dell’umanità. Anche l’ultima “goccia” del mio sangue è per questo scopo. Le mie soddisfazioni sono davvero particolari. Ricordatevi, vi prego, che siete nati da una madre molto coraggiosa. Cercate per favore di ascendere. Siate orgogliosi di svolgere un compito così importante, sentitene il grande valore. Allora soltanto, allora soltanto, potrete raggiungere dei risultati. Avete visto tante guerre, tante immagini di guerre, come la gente ha combattuto, come si è sacrificata; vediamo ora che cosa sappiamo fare in questa guerra.

Fate che il vostro corpo sia il vostro schiavo; liberatevi dalla schiavitù del corpo, dai condizionamenti, dal vostro ego idiota.

So di non essere male come Madre, ma come Padre penso che mi manchi qualcosa. Cercate di crescere, per favore, così che non debba sentire di avere delle lacune nel mio atteggiamento terno verso di voi – quel timore, quella compassione delle aspettative di un Padre. Non sto dicendo questo riferendomi a una qualche situazione presente, a qualcosa che vi riguarda particolarmente, o a un problema odierno. Nessuna di queste cose. Si tratta del mio annuncio di questa Nuova Dimensione, alla quale dobbiamo assurgere. Come in guerra dobbiamo dichiarare: “Avanti, adesso”. Similmente questa è una dichiarazione, in nessun modo per buttarvi giù, per insultarvi o per dire qualcosa contro qualcuno di voi, ma per infondervi quella ispirazione che spinse migliaia e migliaia e milioni e miliardi di persone a sacrificarsi per una causa superiore.

Abbiate rispetto per voi stessi. “Alzate la testa”. Siete coloro che stanno per combattere. Siete coloro che sono responsabili. Preparatevi! Preparate il corpo e la mente! Siate prudenti.

Questa è la mia … non vorrei dire “richiesta” nuovamente. Questo è il mio ordine.

Che Dio vi benedica!

Meditiamo ora. Non c’è bisogno di legare la Kundalini e darsi bandham. Non c’è bisogno di fare nulla, se siete a quel livello, ora, non c’è bisogno di alzare le mani e legare la Kundalini, non è necessario. Non bisogna fare nulla. Le vostre Kundalini sono già su, rendetevene conto. Basta che vi rendiate conto della situazione, di “ciò che siete”! Siete i “Veeras” (i coraggiosi) e non gli stupidi.

Dio vi benedica tutti, Dio vi benedica. Abbiate rispetto per voi stessi. Abbiate rispetto.

Dio vi benedica!

Non c’è niente di più importante per me che vedervi salire a quel livello di compassione dei vostri valori, del valore che voi siete, e della vostra saggezza. Dovete diventare persone dolci e gentili, ma molto, molto potenti! In grado di controllare voi stessi, il vostro linguaggio e le vostre cose. Controllo, completo controllo di voi stessi.

Dio vi benedica di nuovo.

Meditate per favore, chiudete gli occhi!