Shri Krishna Puja

(United States)


Send Feedback
Share

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Shri Krishna Puja

Englewood (USA), 2 Giugno 1985


Oggi adoreremo Shri Krishna.

Shri Krishna venne sulla terra in un’epoca nella quale in India erano molto ritualistici; erano diventati schiavi dei cosiddetti bramini che non avevano proprio nessuna idea di Dio. Essi avevano messo in giro la voce che i figli nati da bramini erano anch’essi bramini, quindi la nascita determinava la casta di una persona. Prima di allora, non si era mai detto che un bramino avrebbe avuto necessariamente per figlio un bramino. È anche vero che se siete anime realizzate nel vero senso della parola, se siete vere anime realizzate, allora i vostri figli devono essere anime realizzate. Per questo, si misero a dire che se il padre è un bramino, un’anima realizzata[i], anche suo figlio lo sarà.

Poiché ora voi siete sahaja yogi, potete capire che normalmente il figlio di un sahaja yogi diventa anche lui un sahaja yogi.

Si convenne dunque che i figli dei bramini si chiamassero anch’essi bramini. Pian piano si giunse a ritenere che qualsiasi figlio nato da un bramino fosse anch’egli un bramino.

Ora ci siamo resi conto che molti sahaja yogi non hanno figli che sono anime realizzate. Forse a causa del karma, magari a causa del bambino, può essere qualsiasi cosa, ma ho visto che alcuni sahaja yogi hanno bambini terribilmente infernali.

Ciò dimostra che non è per nascita che potete affermare di essere bramini o coloro che hanno conosciuto il Brahma – Brahma è il potere onnipervadente – dovete essere bramini grazie ai vostri karma, alle vostre azioni.

È così che abbiamo avuto Valmiki che era un semplice pescatore: egli fu un grande bramino e scrisse il Ramayana. Poi avete avuto Vyasa, che scrisse la (Bhagavad) Gita. Era il figlio illegittimo di una pescatrice, eppure scrisse la Gita.

L’incarnazione di Shri Krishna si prese gioco di questa teoria; egli volle farsi beffe dell’idea che i bramini fossero i soli a poter venerare Dio. Egli volle andare all’estremo opposto rispetto a ciò che aveva creato Rama e riportare così la gente al centro, perché a causa di Shri Rama (fraintendendone ed estremizzandone l’esempio e l’insegnamento, ndt), avevano adottato un’altra forma di rigidità, l’intransigenza del ritualismo e un eccessivo fondamentalismo. Quindi, per porre fine a questo, (Shri Krishna) volle portare la società all’estremo opposto. Ovviamente Shri Rama stesso si era reincarnato come Shri Krishna.

Egli propugnò una nuova concezione, la cui manifestazione fu un evento assolutamente evolutivo: questa nuova visione è che tutto non è altro che Lila. È soltanto un gioco, Lila. Non è quindi da prendere sul serio, non c’è da essere tanto rigidi, non c’è da essere fondamentalisti, né tanto fissati su qualcosa. Tutto è Lila. Ed egli realizzò ogni cosa sulla base di questa visione, per dimostrare che tutto è un gioco.

Ed è questo che si vede in America: è molto comune che per la gente tutto sia diventato un gioco, che la vita sia diventata un gioco. E si crede che la vita non vada presa sul serio, che sia più divertente fare cose di ogni sorta piuttosto che crearsi qualche inibizione, come si dice, o magari qualche schema o modello di comportamento. Ma ora per gli americani tutto ciò è un mito, perché per questo dovete avere (risvegliato) Shri Krishna, dovete avere la realizzazione. Ad esempio, se siete immersi nell’acqua, le onde dell’acqua sono assolutamente reali per voi; ma se voi le considerate un’illusione, sarete completamente finiti. (In questo caso) l’illusione dimostrerà di non essere un’illusione, imponendosi. Se invece siete sulla barca, in quel caso l’acqua che vi circonda è un’illusione.

Questo è dunque lo stato nel quale vi trovate. Se siete nello stato di una mente realizzata, tutto è illusione. Diversamente (se non si è realizzati, ndt) non è illusione, è la realtà. Essi (gli americani non realizzati, ndt) non si sono resi conto di questo punto, che non sono nello stato nel quale possano definire l’illusione come tale. Quindi, dire che tutto è illusione, pensare che: “Tanto tutto è un’illusione, quindi che cosa importa; che c’è di male; che vuoi che sia”, significa soltanto ingannare se stessi.

È molto simbolico che nel paese di Shri Krishna sia così comunemente accettato che tutto sia un’illusione. Quindi, a questo punto, nessuno sbaglia, nessuno è cattivo, non c’è niente di male. Non esiste il male, non esiste il bene. E alcuni si spingono al punto di dire che non esistono i bhut, non esistono i rakshasa, non esistono le forze malefiche.

Ora, la visione delle cose di Shri Krishna era tale che per lui anche uccidere un rakshasa era un gioco. Persino distruggere un rakshasa era un gioco, e in quel gioco (il rakshasa) doveva essere distrutto. Egli, quindi, discriminava fra quale gioco dovesse essere distrutto e quale non dovesse esserlo.

Con il proprio gioco, egli distruggeva il gioco del male. Per questo è sbagliato dire che non esiste il male. Se si crede che tutto sia un gioco, il vostro atteggiamento nei suoi confronti è quello dello spettatore; osservate tutto da spettatori. In una rappresentazione teatrale, ad esempio, vi sedete e guardate tutto da spettatori, ma riconoscete ciò che rappresenta una tragedia e ciò che rappresenta una commedia. Non siete passivi in tutto ciò, altrimenti sareste dei buoni a nulla. Ciò non significa diventare passivi rispetto a tutto quanto.

Voi avete senso di discriminazione per capire se si tratta di commedia o di tragedia. Se siete attori, allora per voi non è così: non esiste commedia o tragedia, per voi è un lavoro. Se state recitando recitate, siete gli attori, siete coinvolti. In quel caso per voi non è così, non sapete discriminare fra tragedia e commedia; siete solo attori e, finché siete ben pagati, dovreste far bene il vostro lavoro, che si tratti di una tragedia o di una commedia.

Vi sono quindi due tipi di consapevolezza: quella dello spettatore e quella di chi è coinvolto. In questa luce occorre comprendere che quando Krishna disse che tutto è un gioco, parlava per sé, non per gli altri. Per lui è un gioco. E per questo, quando vi parlano di gioco e di illusione, dovete chiedere: “Perché (Krishna) uccise Kamsa? Perché uccise Jarasandha? Perché distrusse tutti i seguaci di Kamsa?”. Perché per lui era un gioco, tutto lo era, e lo fece nella sua attitudine di gioco.

Quindi, se siete risvegliati dai poteri di Shri Krishna, la prima cosa che dovrebbe accadervi è di acquistare saggezza. Ora, la saggezza è qualcosa che non si possa descrivere. Non si può dire che cosa sia la saggezza, è molto difficile descriverla o delimitarla. La saggezza è un temperamento, è la qualità di una personalità che si sviluppa equilibrandosi con il metodo dell’esperimento e dell’errore. Tutti i paesi che hanno tradizioni, sono molto più dotati di saggezza innata rispetto ai paesi che non hanno tradizioni. Ma Krishna infranse ogni tradizione. È questo il motivo per il quale voi, qui (il Puja si svolge in America, ndt), non ne avete molte. Egli distrusse ogni tradizione, ma lui era Shri Krishna, non ne aveva assolutamente bisogno. Voi, invece, dovete apprendere che cos’è la saggezza da coloro che hanno tradizioni. Quindi usiamo il metodo dell’esperimento e dell’errore: commettiamo sbagli e da essi impariamo.

Ma in un paese come l’America dove l’ego è così forte, quando sbagliamo non vogliamo ammettere di aver fatto qualcosa di errato, di contrario alla nostra ascesa, di contrario ai nostri scopi più elevati. Ci sentiamo soddisfatti degli obiettivi più meschini, come certe cose strane che ho visto fare dalla gente in Sahaja Yoga. Non si rendono conto che ciò va assolutamente contro di loro, che tutto quello che stanno facendo va contro di loro, che non dovrebbero farlo e che commetterlo è un errore. Anzi, si bloccano il Vishuddhi sinistro, questo è un altro blocco che hanno a livello del Vishuddhi chakra. Quindi, poiché non avete discriminazione, fate cose sbagliate.

Per sviluppare la discriminazione – il risultato di tutto questo (processo) è la discriminazione – commettete errori. Ma quando sbagliate, invece di sviluppare il discernimento che vi fa capire: “È stato un errore, non ripetiamolo più la prossima volta”, invece di affrontarlo, ciò che facciamo è sentirci colpevoli, così da sfuggirlo e rovinare anche l’altro (aspetto del) chakra.

È così che la gente si procura un problema al Vishuddhi sinistro, e il Vishuddhi sinistro significa che vi sentite in colpa. È molto più semplice sentirsi in colpa che cercare di affrontare l’errore: è il modo migliore di evitarlo. In realtà, ci siamo resi conto che il Vishuddhi sinistro per lo più ha origine dall’ego: quando c’è troppo ego, non potete sopportarlo e allora lo trasformate in senso di colpa, dicendo: “Sono davvero colpevole, non avrei dovuto farlo”.

L’altro aspetto, anch’esso molto pericoloso, è il Vishuddhi destro. Il Vishuddhi destro è quello con il quale cercate di giustificare ogni vostro comportamento privo di discernimento, dicendo: “Allora che c’è di male? Che cosa c’è di sbagliato in questo? Che vuoi che sia?” Tutte queste frasi evidenziano problemi di Vishuddhi destro. Accade molto comunemente che si dica a qualcuno che qualcosa è sbagliato, ad esempio tingersi i capelli. Voi dite: “Non farlo, ti rovinerai gli occhi”, e loro ribatteranno: “E allora? Abbiamo il diritto di rovinarci, è nostro diritto distruggerci”; come se fossero Shri Krishna e per questo potessero distruggersi, vero? Non sanno creare nemmeno una piccola formica – ma lasciamo stare le formiche – non sanno creare nemmeno una pietra: come possono avere il diritto di distruggere se stessi? Questo è l’aspetto di destra (del Vishuddhi) che ci spinge a credere di avere il diritto di distruggere.

Come vi ho detto ieri a proposito degli occhi, essi sono molto importanti, poiché vi danno il gioco di Shri Krishna, il potere di Shri Krishna. Anche uno sguardo, una breve occhiata di chi possieda la consapevolezza di Krishna – come viene definita – se questa persona ha la consapevolezza di Krishna, dovrebbe riuscire a risvegliare la Kundalini, dovrebbe essere in grado di redimere, confortare, curare chiunque. Se si ha la consapevolezza di Krishna, persino uno sguardo, un’occhiata in tralice può farlo. Ma non se si tratta di gente che si certifica da sola dicendo: “Noi siamo i conoscitori di Krishna”, gente che recita continuamente il nome di Shri Krishna o qualsiasi mantra.

Sul lato sinistro, quindi, la scappatoia è il senso di colpa. Quando ci si sente in colpa, si cerca di scoprire un qualche metodo di espressione; allora si dice che si va da un guru, il guru dà qualche specie di mantra, lo si accetta e si continua a ripeterlo. Il risultato è un blocco ancora peggiore al Vishuddhi sinistro. Questo perché se si recitano in continuazione mantra senza avere la connessione, ci si blocca completamente. Quindi il Vishuddhi si danneggia di nuovo e questi mantra sono assolutamente inutili, distruttivi per chi li recita. In realtà, ho visto che molte persone colpite da attacchi cardiaci, dall’angina ed anche dal cancro, sono individui che hanno recitato mantra in questo modo, senza avere la connessione con il Divino. Se non si è connessi… se ad esempio questo non è connesso e mi metto ad usarlo troppo, si rovinerà. Allo stesso modo, il centro sul lato sinistro (Vishuddhi sinistro, ndt) si rovina quando ci si mette a dire mantra senza essere connessi, senza sentire il potere di questi mantra. In Sahaja Yoga noi abbiamo mantra per neutralizzare questi mantra sul lato sinistro (cioè i mantra recitati prima della realizzazione, che hanno bloccato il Vishuddhi sinistro, ndt).

Il (Vishuddhi) destro si blocca quando si parla da sbruffoni. È una cosa molto comune per i vostri politici che parlano davvero da sbruffoni. Pensano di essere molto responsabili e fanno tutte cose irresponsabili. Quindi, quando si vuole rovinare questo chakra, si deve parlare in modo irresponsabile; ad esempio si può dire: “Io farò questo per te, farò quello. Mi piace questo, posso scoprirlo, posso riuscirci”; è finita. Quando vi mettete a parlare con l’ego dicendo: “Devo fare questo, farò quello”, allora il nostro ego si mette in evidenza. Se al contrario dite: “Io devo fare questo per te, Padre; io devo fare questo per te, Madre; sto compiendo il vostro lavoro”, allora tutto scompare e voi ottenete quella bellissima cosa chiamata resa, Islam. Islam non significa altro che arrendersi. Così, voi vi arrendete dicendo: “Questo è il tuo lavoro, Padre; io sto lavorando per te, sono il tuo strumento, sono il tuo flauto”. In questo modo voi suonate la melodia di Dio.

Ma per questo, occorre usare il punto centrale della discriminazione. Si torna ogni volta al discernimento. Ad esempio, alcuni fanno cose sbagliate di ogni tipo e poi dicono: “Madre, l’abbiamo fatto per te”. Com’è possibile? Magari qualcuno vorrà bere, allora dirà: “Madre, mi sono ubriacato perché volevo aiutarti”. Oppure Hitler potrà dichiarare: “Ho ucciso così tanta gente perché volevo eliminare tutti gli ebrei che hanno ucciso Cristo”.

Il Vishuddhi destro vi dà una mente che cerca di giustificare ogni cosa e di spiegare tutto. Ogni azione può essere spiegata: “Perché hai ucciso?” “Per questo motivo” “Perché hai fatto quello?” “Per quel motivo”. Quando si inizia a giustificare i propri errori, il Vishuddhi destro sale fino al cervello e, a quel punto, qualsiasi cosa facciate avrà una giustificazione.

Se ad esempio dico che gli americani giunsero in questo paese, depredarono letteralmente l’altra popolazione (nativi americani, indiani d’America, ndt) della propria terra e adesso ci si sono installati molto comodamente, se dico questo, immediatamente la maggior parte di loro andrà sul Vishuddhi sinistro: “Oh, siamo davvero colpevoli, abbiamo fatto questo, abbiamo fatto quello”.

Ma un vero sahaja yogi non lo farà. Un vero sahaja yogi dirà: “Bene, tutto questo è stato commesso dai miei antenati, non da me. Ma io posso cercare di rimediare, cercando di ovviare al razzismo; mi prenderò cura di queste persone che sono state derubate, cercherò di dar loro tutto ciò che è possibile”. È questo il modo di affrontare il problema, non limitarsi a dire: “Oh, sono tanto colpevole perché i miei antenati hanno fatto tutto questo”. Ma voi che cosa state facendo in proposito?

Come quando andai in Svizzera e dissi: “Non sentitevi colpevoli”. Allora una signora rispose: “Mi sento in colpa per il Vietnam”. Ribattei: “Ma tu che cosa hai fatto laggiù? Perché, fra tutte le cose, ti senti in colpa per il Vietnam? Non ci sei mica andata tu a combattere. Perché ti senti colpevole?” E lei: “Mi sento in colpa perché penso che abbiamo fatto una cosa sbagliata”. Io chiesi: “Ma perché dici noi?”

Quindi questo è un altro aspetto che ha origine dalla mancanza di discriminazione, per cui improvvisamente diventiamo una personalità che è “parte integrante del tutto”. A quel punto pensiamo: “Oh, noi americani apparteniamo a tutto il mondo”. Ah sì? E in che modo? Il giorno in cui diverrete davvero tutt’uno con il mondo, la maggior parte dei problemi si risolverà. Gli americani causano i peggiori problemi, proprio come i russi. Entrambi creano difficoltà al mondo intero. Se si identificheranno con il mondo non ci saranno difficoltà, non ci saranno problemi, perché allora saranno diventati amore. Ma ipotizzando invece la situazione in cui si pensa di essere ‘noi’… Noi. Chi è questo ‘noi’? Marito e moglie non riescono a vivere insieme, padre e figli non riescono a vivere insieme, la madre non riesce a vivere con i propri figli: cos’è questo ‘noi’? Dov’è questo ‘noi’? Esistono tali divisioni! Lotteranno per inezie come i temperini o cose simili, per quale temperino comprare; litigheranno per questo. Come possono definirsi ‘noi’? Non vi è armonia, non vi è accordo.

Il Vishuddhi chakra è l’esatto contrario. Così, fin dall’inizio, se una persona è un’anima realizzata, dovrebbe vedere ogni cosa come un gioco. Anche la distruzione del male è importante, anche l’uccisione del male è importante. Se non uccidete il male, esso prenderà il sopravvento. Pensate forse che Hitler si sarebbe dovuto salvare e diventare il rappresentante di Dio? Dio lo ha salvato uccidendo lui e tutto il resto.

È questo che occorre capire dalla vita di Krishna: che questa è la prima cosa che accade, affinché per voi il male sia annientato. Per questo dovete pregare così: “Oh Signore, annienta tutta la negatività del mondo, tutta la distruzione del mondo. Ti prego, neutralizza tutte le menti (di persone malvagie, ndt) che spingono verso la nostra distruzione”.

È questo ciò che dovrebbe chiedere un sahaja yogi. Invece, a volte si cerca di identificarsi con queste idee; ma non va bene, voi dovete opporvi dicendo che sono sbagliate: “Noi non dobbiamo distruggere nessuno, non dobbiamo uccidere nessuno, non ne abbiamo il diritto”. Così, quando Krishna disse ad Arjuna: “Uccidi tutti i tuoi parenti, i tuoi amici e i tuoi presunti guru, tanto sono già morti”… fu Shri Krishna a dirlo, fu l’incarnazione di Shri Krishna ad affermarlo. Ma ciò non significa che voi vi mettiate ad uccidere chiunque diventando Arjuna. Voi non siete Arjuna.

È così che è nata questa organizzazione, Anand Marg, che si è messa ad ammazzare tutti, pensando di averne il diritto. Ma come? Voi non avete alcun senso di ciò che è giusto e sbagliato. Come potete uccidere qualcuno e risparmiare invece qualcun altro? Per prima cosa cercate di salvare, invece di uccidere. Supponiamo che vi troviate davanti una barca in pericolo, la gente stia annegando e voi scopriate di doverla salvare: la ucciderete, o cercherete di salvarla? Ora non è il momento di uccidere. Voi non dovete preoccuparvi di uccidere, lasciate che sia Dio a compiere questo lavoro. Ciò che dovete fare voi è salvare la gente, dovete continuamente cercare di salvarne il più possibile. E riguardo alla gente sbagliata, dimenticatevene: allontanatela, mandatela via, non abbiateci niente a che fare. Fate quello che volete, ma non uccidetela.

Questa è una cosa che come sahaja yogi occorre comprendere: voi non siete qui per ammazzare nessuno, per distruggere nessuno, per creare problemi a nessuno, né per fare cose che non siano corrette. Non è necessario nemmeno dire parole dure: se ne occuperà Dio. Oggi voi siete sul palcoscenico e Lui è davvero ansioso, davvero desideroso di aiutarvi in ogni modo perché state svolgendo il Suo lavoro. Ma per farlo, non brandite la Sua spada mettendovi ad uccidere chiunque. Questa è una cosa molto comune che si fa in Sahaja Yoga: ho visto che la gente diventa molto aggressiva, parla in modo molto aggressivo. Soprattutto con le persone nuove che vengono ai programmi; invece di essere dolci, gentili, compassionevoli, buoni con loro, diranno subito: “Sei un bhut!” È molto comune. Ma voi non mi avete mai visto comportarmi così, non è vero? Poi vi mettere anche ad aggredirvi l’un l’altro, e anche questo è contro il principio del Vishuddhi. Voi non dovete aggredire, sapete, poiché tutto diviene discernimento.

Il discernimento è diplomazia. La diplomazia divina si esprime mediante la vostra discriminazione. Se avete senso di discernimento, e sapete che qualcuno è pericoloso e vi infastidisce, se avete la giusta discriminazione, allontanerete quell’individuo che è fra voi in modo che non vi siano più discussioni o distruzione. Se al contrario lo sfidate, ha inizio una grande lotta.

E i sahaja yogi possono lottare; vi assicuro che a volte non so cosa dire a proposito delle loro liti. Dovete quindi avere discriminazione, dovete capire. Ad esempio, si sviluppa una situazione nella quale trovate qualcuno che vi dice: “Sai, costui ha detto questo di te”, poi sempre lo stesso individuo va da qualcun altro a dire: “Quella persona ha detto questo di te”.

A quel punto vi mettete a litigare. Invece di individuare il motivo alla base, invece di scoprire perché ciò sta accadendo, perché è nata questa situazione fra voi, che cosa è successo visto che eravate buoni amici, invece di fare questo, ci si mette a discutere e ad arrabbiarsi. Questo non è proprio sintomo del modo di esprimersi di un’anima realizzata. Le espressioni delle anime realizzate devono essere del tutto colme di discernimento, delicate, bellissime. Nessuno dovrebbe accorgersi che voi avete agito in qualche modo; ed è proprio così che, invece, risolverete la situazione. Quindi, come diciamo noi, l’incarnazione di Shri Krishna è la personificazione della diplomazia divina. Per questo, egli gioca.

Vi farò un esempio di come egli giochi. C’era un rakshasa, un demone, che aveva ricevuto da Shiva la benedizione di non poter essere ucciso da nessuno. Sarebbe stato ucciso soltanto se un santo che non avesse mai aperto gli occhi per tutta la vita, avesse posato il suo sguardo su di lui. E c’era un santo che aveva ricevuto la benedizione di entrare in yoga nidra, nel sonno dello yoga, e che quando avesse aperto gli occhi, avrebbe ucciso chiunque sul quale li avesse posati.

Ebbene, Shri Krishna era molto abile. Egli stava combattendo contro questo demone il quale era sul punto di ucciderlo. E Shri Krishna, che sapeva tutto di questo suo antefatto, fuggì dal campo di battaglia, guadagnandosi così il nome di Ranchodas, colui che fugge dal campo di battaglia. Ciò è considerato qualcosa di molto dispregiativo, poiché non è molto onorevole abbandonare il luogo della battaglia. Ma lui non se ne curò, fuggì via, e allora questo demone si mise ad inseguirlo. Poi (Shri Krishna) entrò nella caverna dove quel grande santo stava dormendo immerso nel suo yoga nidra; si tolse lo scialle, lo posò pian piano, con delicatezza, sopra il santo e si nascose.

Questo rakshasa lo seguì, lo vide lì sdraiato e pensando che fosse Shri Krishna disse: “Ah, ora sei stanco, per questo ti sei sdraiato qui. Avanti, forza, apri gli occhi!” E non appena gli strappò lo scialle di dosso con una certa forza, il santo si svegliò e posò il suo sguardo sul demone il quale ne fu incenerito. Per questo (Shri Krishna) non si era preoccupato di aver ottenuto la cattiva nomea di Ranchodas. Questo è segno di diplomazia.

Tutto il suo discernimento è evidente in tutta la sua vita; la discriminazione su cosa sia necessario fare, tra ciò che è giusto e sbagliato. Lui non ha questo problema.

Poi dovette portare tutti i suoi poteri sulla terra, e per questo ricorse ad un trucco. Fece assumere a tutti questi poteri una forma femminile, di giovani donne. Poi fece in modo che un re le trascinasse alla propria corte per servirsene; ma non riuscì mai neppure a toccarle, e Shri Krishna andò a sconfiggere quest’individuo. Egli deve avere una giustificazione, deve avere anche una giustificazione religiosa per fare qualcosa. Allora uccise questo re e salvò tutte quelle donne che divennero tutte, per così dire, sue mogli.

Giocava scherzi di ogni genere. Vi racconterò il tiro che giocò a Radha. Oggi indosso un abito come (lo indossava, ndt) Radha poiché lei è Viratangana, colei che protegge la nostra Sushumna Nadi (canale centrale, ndt). Lei è Mahalakshmi e indossa così il sari per proteggerla. Lo indossa in questo modo, lasciando scoperto il braccio sinistro, perché esso è la Shakti di Mahakali. Il braccio destro è coperto perché esso rappresenta la Shakti di Mahasaraswati, il potere della creazione, e la creazione è già stata realizzata. Lei ha creato la terra e gli esseri umani, tutto è già stato fatto. Questo processo è concluso.

E in India, Brahmadeva non viene venerato, ad eccezione di un unico tempio dove lo si adora; diversamente non ci sono templi o altro dedicati a Brahmadeva.

Lei dunque copre questo lato, lo preserva dentro di sé, mentre scopre il lato sinistro. E anteriormente si attua la completa protezione per tutti i suoi discepoli.

Questo è tutto il grande arco che lei crea. Normalmente l’arco (creato dal sari sul braccio e la spalla, ndt) è sull’altro lato (a sinistra, ndt) dove il figlio è tenuto all’interno, nascosto. Ma in questo (modo di indossare il sari, cioè drappeggiato sul braccio destro, ndt), il figlio è tenuto in basso, così ha luogo la completa ascesa di Mahalakshmi. È per questo che così si evidenziano i poteri di Radha[ii]

Vi racconterò l’ultimo aneddoto su di lei, che concluderà questo discorso su Radha e Shri Krishna. Un giorno, una delle mogli di Shri Krishna fu ingannata da Narada[iii], che le disse: “Sai, Krishna non vi ama, ama solo Radha. Lui vi racconta solo fandonie quando dice che vi ama, che voi siete le sue mogli, ma in realtà non è così. Lui è attaccato soltanto a Radha”.

La voce si diffuse fra le donne, e tutte si convinsero che era davvero così. Allora andarono a dire a Shri Krishna: “Tu non ci ami, ami solo Radha”. Lui chiese: “Chi ve lo ha detto?” E loro: “Narada”. “Ma no, no, chi ve lo ha detto?” E loro: “Narada”. Lui ribatté: “Narada vi sta solo raccontando bugie, sapete, sta soltanto cercando di mettere zizzania fra voi e me, non dategli ascolto”. Ma loro: “No, no, è vero, possiamo provarlo”. E lui: “Va bene. Non so, ma proprio ora mi è venuto un terribile dolore allo stomaco, un dolore lancinante, non riesco a farmelo passare”. Allora tutte si preoccuparono e dissero: “Che succede? Che dolore è? Che cosa possiamo fare per farti passare questo dolore?” Lui rispose: “È molto semplice, dovete darmi da bere la polvere dei vostri piedi. Se potete prendere la polvere dei vostri piedi e darmela da bere, mi salverò”. Allora le signore usarono la mente. Dissero: “Già non ci ama, se poi gli diamo la polvere dei nostri piedi commetteremo un peccato e la situazione peggiorerà ulteriormente. Che senso ha quindi fare il suo gioco? Lui è molto diplomatico, meglio lasciar perdere”. E aggiunsero: “No, no, no, non vogliamo commettere un peccato simile come darti la polvere dei nostri piedi, non è da protocollo, non faremo niente del genere: non insegnarci tutte le cose sbagliate”. E quindi lasciarono perdere.

A quel punto arrivò Narada, che disse: “Ora che fare? Come liberarti dal tuo dolore allo stomaco?” (Shri Krishna) rispose: “C’è un’unica soluzione: vai da Radha, dille che ho mal di stomaco e che questa è la medicina”. Lui allora andò da Radhaji e le disse: “Sai, Shri Krishna ha mal di stomaco, e ciò che devi fare è dargli la polvere dei tuoi piedi”. Lei rispose: “Sì, perché no, prendila, se è un rimedio al dolore certamente, perché no?” Allora (Narada) le chiese: “Non sei preoccupata per le tue punya (azioni virtuose, meritorie, ndt)? Non temi di commettere peccato?” E lei: “Tu non conosci Shri Krishna, lui non ha alcun senso del peccato. Lui mi fa commettere peccati dalla mattina alla sera, come faccio ad angosciarmi dei peccati? Non mi preoccupo di questo, quindi è meglio che tu gliela porti, è questa la sua preoccupazione”. Quindi (Narada) prese la polvere dei piedi di Radha e la portò a Shri Krishna.

Shri Krishna chiese: “Te l’ha data? Te l’ha data?” E lui: “Sì, l’ha fatto; sono sorpreso ma lei non si preoccupa dei propri peccati, non se ne cura.” E lui (Shri Krishna): “Questo lo so”. Allora l’altro gli chiese: “Ma come te lo spieghi?” (Shri Krishna) ribatté: “Adesso lo capirai”. Prese la polvere dei piedi di Radha; sapete, i piedi di Radha erano impolverati, coperti della polvere di Vrindavan, e Vrindavan ha un tipo di argilla gialla – la terra è giallastra – e lei si tolse tutta questa polvere gialla che era sui suoi piedi, e la raccolse. Quando Shri Krishna bevve quella polvere, Narada vide, sdraiata nel cuore di Shri Krishna, Radha che giocava con i piedi sul loto del suo cuore (di Shri Krishna, ndt). Il loto aveva il polline, ed il polline del loto toccava i piedi di lei rendendoli gialli. Ed allora lei disse: “Quando io sono nel suo cuore, quando i miei piedi sono nel suo cuore, quale peccato posso commettere?” E quando le signore (mogli, ndt) udirono questo, si resero conto che la loro comprensione di Shri Krishna non era ancora sufficiente, che dovevano essere Radha per comprenderlo. Ed è così che lui gioca con diplomazia, facendo semplici trucchi qua e là per metterla in atto.

E per introdurre la bellezza di Lila, egli iniziò il Rasa: ra è l’energia, sa significa ‘con’. Fece danzare Radha al suo fianco affinché gli desse energia, e tutti si misero a danzare. Ed era come se fossero Radha e Krishna a ballare. Questo è ciò a cui dette inizio, e per farlo giungere al culmine, creò la festa dell’Holi durante la quale disse: “Abbandonate tutto! Per un minuto, lasciatevi andare”. Ma questo abbandonarsi, lasciarsi andare per un giorno solo, adesso qui (in America, ndt) è diventato un Holi che dura tutto l’anno. La gente è impegnata in un Holi che dura tutto l’anno, ma senza Shri Krishna e Radha.

Quale sarà quindi la situazione di un luogo simile? Ed è per questo motivo, credo, che quando cercate di attrarre gli altri con tutte queste stupidaggini, accade che solo i bhut siano attratti ed entrino in voi. Ed una volta che sono in voi, diventate strani e non capite perché vi comportate in un certo modo, perché le cose funzionino in un certo modo. È per questo motivo che dobbiamo comprendere che noi dobbiamo attrarre soltanto Dio. E riuscirete ad attrarre Dio soltanto se avrete il vostro spirito. Soltanto se lo spirito risplende, potete ottenerlo.

Che Dio vi benedica.


[i] Il reale significato di bramino sarebbe anima realizzata, ma in India sono detti bramini i sacerdoti indù.

[ii] Frase di difficile interpretazione. Potrebbe significare che di solito il sari viene messo in modo da proteggere o nascondere il bambino (coprendo il lato sinistro), mentre in questo caso sembra che nella figura descritta (con il sari che copre il lato destro) il bambino stia adagiato in basso, in modo che il sari possa drappeggiarsi per mostrare i poteri di Shri Radha.

[iii] Narada era il musicista celeste, l’incarnazione stessa della musica (Madre ha detto che Mozart era un’incarnazione di Narada).