Gli inglesi sono degli studiosi, Seminario inglese

Totley Hall Training College, Sheffield (Inghilterra)

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(10/2021 traduzione inedita)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

“Gli inglesi sono degli studiosi”

Seminario inglese

Totley Hall Training College, Sheffield (GB), 21 Settembre 1985


[All’arrivo di Shri Mataji gli yogi cantano “Madre, io Ti adoro”]

Shri Mataji: Bene!

Yogi: Bolo Bolo Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devi ki!

Gli yogi: Jai!

Shri Mataji: Allora, vi trovate bene qui?

Gli yogi: Molto bene, Madre, grazie.

Shri Mataji: Splendido posto, vero?

Gli yogi: Sì.

Shri Mataji: Bello stare su un pendio! Grazie (riceve dei fiori). Molto belli!

[Gli yogi cantano “Madre, Ti adoro”]

Shri Mataji: Grazie, molte grazie, grazie, grazie infinite. Dio vi benedica.

Oh, li prendiamo nel salone? Sarebbe meglio ricevere lì tutti i fiori. (Si avvicina ad un bambino) Salve, come sta il bambino? Meglio? Stai bene adesso? Bene! (Shri Mataji ride). Notate come loro superino (tutto). Sono straordinari, devono lottare, indubbiamente lo faranno, ma ne escono vittoriosi.

È grande il posto, vero? Venite da questa parte. (Shri Mataji entra nel salone) Abbiamo molto spazio lì.

Yogi: Bolo Jaganmata Shri Nirmala Devi ki!

Tutti gli yogi: Jai!

Yogi: Vishwa Nirmal Dharma Dayini Nirmala Mata ki!

Tutti gli yogi: Jai!

Shri Mataji: (Riceve i fiori) Grazie, grazie, grazie, grazie, grazie. Bene, cominciate col prendere tutti i fiori finché arriveremo laggiù, d’accordo? Perché… quanto spazio, eh?

Splendido! Siete tutti molto fortunati. Salve!

(Shri Mataji riceve i fiori dai sahaja yogi individualmente. Parla con una yogini:)

Shri Mataji: Grazie. [Alcuni secondi senza audio] Voglio chiedere a te, ma è vero. Dio ti benedica. (Ad un’altra yogini) Tutto bene? Stai molto meglio. Dio ti benedica. (Ad uno yogi) Sì. Come va? (Ad una yogini:) E tu come stai?

 

Yogini: Bene, molte grazie.

Shri Mataji: Dio ti benedica. (Ad una yogini) (Ridendo) Sembrate tutti così distratti (non chiaramente udibile). (Ad un’altra yogini:) Grazie infinite, grazie, Dio ti benedica.

(Ad una bambina piccola che arriva con un fiore) Ciao, ciao, chi sta arrivando qui? Questa è una grande sahaja yogini. Che bellissimo fiore!

Oh, moltissime grazie, grazie, grazie.

(Ad una signora) Grazie molte, Dio ti benedica. Oh. Danya? Tieni tu i fiori.

(Ad una yogini) Come stai? Come va? Non molto bene? (La bambina ritorna con dei fiori)

Oh quanti! Questo sembra un vestitino. (Shri Mataji ride). (Ad una signora) Hai un bell’aspetto. Dio ti benedica. La gente del Kurdistan come sta? Sta cambiando? [Signora: “Sì”]. Bene. Bene. Potrei venirci. Dio ti benedica.

(La bambina ritorna con dei fiori. Shri Mataji e tutti ridono)

Shri Mataji: Quanti! Quanti! (La bambina ride). Grazie molte! (Ad una signora): Grazie infinite. Grazie. Sì, è così. È così.

(La bambina torna per offrire un petalo).

Grazie. Dà tutto ciò che ha.

Quello è sale. È sale. Va bene? (Ad una signora:) Allora, va meglio adesso? Ho perso i miei bottoni con te (ride). (Ad uno yogi:) Come va a Middlesbrough?

Yogi: Benissimo, grazie.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Benissimo, grazie.

Shri Mataji: Hai un bell’aspetto. Hai lasciato il lavoro o cosa?

Yogi: Sì, Madre, ho un lavoro diverso con i bambini. È lo stesso genere di lavoro.

 

Shri Mataji: Questo è positivo.

Yogi: Ma ho fatto richiesta anche per un lavoro di altro tipo, di tipo amministrativo.

Shri Mataji: Quello è il migliore [Yogi: “Sì”], va molto bene. Grazie.

Ma con i bambini è una buona idea. Inoltre servirà in un certo modo a neutralizzare…

Yogi: Sì. A Lei piacerebbe?

Shri Mataji: Sì. Sarebbe un bene.

Per qualche tempo lavora con i bambini, sarà meglio. Loro sono i più adatti per questo. Vero?

[Yogi: “Sì”] Dio ti benedica. Questo va bene. Dio vi benedica.

(Ad uno yogi che offre un fiore:) Grazie. Dio ti benedica. Come stai? Bene?

Loro sono a posto. (Ad una yogini:) Dio ti benedica. Come stai? Bene?

Persino le foglie (delle rose offerte) hanno profumo. Riuscite ad immaginare? Puoi prenderle.

(Ad una ragazza:) Grazie. Come stai? Bene. (Ad uno yogi:) Ciao, come stai, Rob? Piacere di vederti. [Yogi: “Benissimo”] Eh? Come va in Spagna?

Yogi: Benissimo.

Shri Mataji: Quando sei arrivato?

Yogi: Circa due giorni fa.

Shri Mataji: Oh, capisco. (Lo yogi parla probabilmente della Spagna dopo la visita di Shri Mataji). Bene, molto bene. Dio ti benedica. No, laggiù sono belle persone. Devo avvicinarli nel modo giusto, tutto qui.

(Ad uno yogi:) Ciao, come stai, Matthews? Parlerò con te, va bene? Dio ti benedica. (Ad una yogini) Come stai Pamela? Meglio adesso?

Bene. Me ne sono accorta dalla tua lettera. Adesso devi diventare così, invitante (Shri Mataji aspira il profumo della rosa). Che profumo!

Grazie. Dove ti sei procurata di mattina presto queste magnifiche rose? Dal tuo giardino? Sì, bellissime, vero?

Guardate. Sono così profumate! (Ad uno yogi che offre fiori) Dio ti benedica. Grazie. (Ad una yogini) Salve. Come stai, Patricia? Ho trovato una medicina per te. Vieni a trovarmi. Va bene?

(Ad una yogini) Chi è lei? [Yogini: “Madre, è una signora nuova di Hampstead”]

Di Hampstead? Oh, bene. Dio ti benedica.

Va bene, lo leggerò. Bene. Ah, vieni, vieni. Sei a posto. Come stai? Dio ti benedica. Bellissimi.]

Come ho detto ieri, questo è il campo[1], il campo in cui deve arrivare la luce. Con tutte queste luci, il campo deve illuminarsi. E questo campo illuminato è anche arricchito dalla natura.

Mentre cantavate[2], ho percepito che le nubi captavano le note, intessendole dentro di sé e, quando pioverà, la pioggia riecheggerà il canto; come se le valli risuonassero meravigliosamente. L’eco era anche molto gentile e riempiva tutta l’atmosfera.

Forse non siete consapevoli della sottigliezza del Divino, di quanto sia ansioso di far funzionare tutto. Ma le nostre trombe, i nostri flauti e i nostri tamburi devono essere a posto.

Deve esserci coordinazione, un sincronismo completo, allora la melodia viene suonata meravigliosamente.

Le nubi veicolano soltanto l’acqua più pura, gli inni più puri. Così, quando diffondiamo il messaggio, dobbiamo capire che deve provenire da un’anima pura. La purezza è fondamentale.

Ho già parlato dell’aspetto della castità, ossia del Muladhara, che è così importante al tempo d’oggi; potete vedere chiaramente come sia importante. Però questa non è la fine, è solo l’inizio, è soltanto l’inizio.

Ma ciò che dobbiamo capire è qualcosa di assolutamente innato, costruito dentro di noi. E oggi, poiché siamo nella parte più profonda del cuore, ossia a Sheffield, dove viene prodotto l’acciaio – l’acciaio nel cuore: a volte nel cuore occorre anche una parte di acciaio – dobbiamo vedere in cosa siamo carenti, qual è il nostro problema fondamentale. E dovremmo affrontarlo.

Essendo inglesi, dobbiamo riflettere su come funziona il nostro cervello, su come è abituato a funzionare; su come, per tradizione, ci siamo creati problemi. Pensiamo al modo in cui abbiamo accettato alcune cose molto assurde e insensate, in America, in Francia e in altri luoghi, come se non avessimo una nostra personalità.

Cosa abbiamo dato agli altri? Qual è l’impressione che le persone hanno degli inglesi? Che sono hippy? Oppure – come li chiamate di questi tempi – punk? Cos’è che dobbiamo dare noi?

(Dobbiamo dare) un’immagine onorevole, un’immagine onorevole dei britannici, degli inglesi. Dobbiamo essere onorati. Dobbiamo essere persone onorabili. Dobbiamo conservare il nostro onore. E l’onore non può esserci, o non può esprimersi, se si è subdoli.

È molto superficiale – chiunque può rendersene conto – se interiormente abbiamo questa doppiezza.

Ed è stato un tipo di carattere che può rivelarsi molto subdolo. È ciò di cui ho discusso stamattina. State attenti a questo. State attenti. È un trucco dell’ego. Non cadetene preda. E questo poi si esprime anche nel nostro linguaggio.

Adesso l’inglese è una lingua particolarmente onorata poiché è anche la lingua di Sahaja Yoga. Naturalmente usiamo l’hindi, il marathi e poi l’inglese; ma l’inglese è la lingua dei miei discorsi, quindi dovrebbe essere onorata.

Dobbiamo avere un senso dell’onore che nasca dal rispetto. Quando rispettate voi stessi, rispettate gli altri. Se non rispettate voi stessi non potete rispettare gli altri. E ciò che ho scoperto è che, quando le persone hanno accolto l’anti-cultura e tutto il resto, la prima cosa che hanno fatto è stato non rispettare più niente.

E proprio ieri ho scoperto che la lingua si è alterata per questo motivo.

È di moda parlare con un accento bizzarro.

E facevo l’esempio degli americani che parlano come papere – qua, qua, qua – ma gli inglesi parlano come corvi – co, co, co (risate). E abbiamo un vero problema con la lingua inglese.

Proprio ora la moglie di Nick mi ha detto che non riesce a capire cosa dicono gli inglesi. Le ho risposto: “È lo stesso per me. Neppure io li capisco” (risate). È un problema di linguaggio. Un signore proveniente dall’India, un uomo molto ben istruito, prese la laurea magistrale in inglese e quando tornò mi disse: “Ho avuto problemi con la lingua, laggiù”. Chiesi: “Perché?”. Rispose: “Parlano tutti i tipi (di slang, dialetti). La alterano in qualsiasi modo e (anche) le persone colte parlano così!”.

Ed era sorpreso che anche la moda di parlare in quella maniera derivasse dall’anti-cultura. E non riesco a capire (il significato). Ciò significa che è anti Dio.

Dovete dunque rispettare la vostra lingua.

Potreste averlo acquisito (quel linguaggio) dagli hippy, o addirittura a Cambridge, ad Oxford o nelle scuole secondarie private. Comunque sia, qualunque possa essere la fonte, è un’aggressione alla lingua o mancanza di rispetto per la lingua.

Nel linguaggio, nel parlare, cercate quindi di parlare un inglese chiaro.

Questo perché noi siamo internazionali. Non siamo più inglesi. Ormai siamo cresciuti fino a diventare persone globali. Abbiamo una personalità globale, ed essendo persone globali dobbiamo parlare un linguaggio che tutti possano capire.

Non possiamo parlare il cockney (slang londinese). Anche in India abbiamo molti dialetti cockney, ma i sahaja yogi non parlano quel linguaggio. Non comprenderete il cockney che parliamo noi, neppure se siete esperti di qualsiasi lingua indiana.

Quindi, prima di tutto, dovete mostrare rispetto per la vostra lingua più di qualsiasi altra cosa.

Se non siete capaci di rispettare il vostro paese, la vostra lingua, la vostra letteratura, le cose sublimi che sono qui, i vostri edifici, come potrete mai rispettare qualsiasi altra cosa?

Questa è la vostra terra e non deve essere aggredita così. Ciò non significa diventare nazionalisti. Non intendo questo. Ma per crescere come alberi dovete conoscere la vostra terra, rispettarla ed essere onorabili.

Dov’è quell’onore inglese di cui sentivo parlare? Si è dissolto nel nulla?

Una persona onorabile non evaderà le tasse, non maltratterà la moglie, non maltratterà il marito, non si rivolgerà loro in modo sgarbato, sarà rispettabile, rispetterà i figli.

Per prima cosa rispetterà la libertà di ognuno.

Se è meschino non è onorabile.

Se non è generoso non è onorabile.

Ed anche se disobbedisce alla legge non è onorabile. Perché dovremmo disobbedire alla legge? Proprio non capisco.

In realtà vi dico che le leggi inglesi sono fatte per gli angeli. È orribile, soltanto i demoni ne approfittano (trasgredendole, ndt). Ma non ha importanza, le leggi sono senza dubbio molto buone. Perché dovremmo infrangere le leggi inutilmente? Se è inevitabile, d’accordo. Ma se per ogni piccola cosa ci si mette ad infrangere le leggi, allora si comincia anche ad infrangere le leggi del Divino. Dobbiamo quindi imparare tutte queste cose. Comportiamoci in modo onorevole, accettiamo cose che siano buone, ma non alla moda.

Ora è di moda essere in un certo modo o in un altro. Ritengo che la moda sia accettata soltanto da gente priva di personalità.

Domani magari qualcuno comincia a dire: “Mettetevi in testa un barattolo vuoto di marmellata” (risate); supponiamo che dicano che sembrerete più alti o qualcosa di simile (risate). Potrebbe essere qualsiasi cosa.

Oppure: “Fatevi colare la marmellata sul viso!” (risate). Si accetta con grande facilità qualsiasi assurda pagliacciata. Sono tutte pagliacciate. E i pagliacci sono gli unici che fanno queste imitazioni, perché debbono divertire la gente facendo i buffoni. Ma dobbiamo forse diventare pagliacci, adesso?

Insomma, a causa di questa specie di insicurezza del nostro carattere per cui si copiano gli altri senza capire cosa stiano facendo, diventiamo dei pagliacci. Potete vederne molti così. Il comportamento ridicolo è ormai una delle caratteristiche degli inglesi. A volte mi sembrano veramente dei pagliacci perché cercano di copiare gli altri. Ma quando si cerca di imitare gli altri non si è gli altri.

Si cerca di copiare, ad esempio, gli americani. È molto difficile, perché sono così infantili e stupidi che non ci si riesce troppo bene.

Ho visto un film di certi americani – spero che non ci siano americani seduti qui (risate) – in cui figuravano un centinaio di persone, attori e attrici oltre i settanta o ottant’anni, che tremolavano tutti e indossavano ridicoli abiti a cui mancava un pezzo di qua, un pezzo di là, mancava tutto; erano abiti più succinti del normale.

E facevano danze ridicole, camminavano tutti con i bastoni e ballavano lo shake[3]; o già si scuotevano per conto loro.

Agli inglesi piace usare gli ombrelli, mi pare (risate), così sembreranno dei pagliacci in quanto voi (inglesi) non portate bastoni, portate ombrelli.

Quindi, provare a fare qualcosa di americano sarebbe stupido. Non c’è alcun bisogno di imitarli (gli americani) neppure esteriormente: perché allora farlo interiormente?

Quando si è personalità globali… in natura, ad esempio, potete vedete che un albero di mango ha l’aspetto di un albero di mango. Non cerca di assomigliare ad un albero di mele, non è vero?

E poi quel mango, quando è maturo, arriva in tutto il mondo. Potete trovare ottimi manghi in Russia, in America, potete trovarli dappertutto. È così che si diventa globali. Ma un mango rimane un mango, non è una mela. Chi importerebbe mele dall’India?

In Inghilterra sarebbe stupido.

Quindi la personalità che già siete – britannica, inglese o irlandese, o qualsiasi personalità siate – dovrebbe presentarsi agli altri in modo da essere amata, fonte di gioia.

E come è possibile questo? Dovete essere personalità eccellenti, di prima classe, di primo piano. Quindi le pagliacciate devono essere abolite. E questo si è verificato a tal punto in Inghilterra che sento che il cuore è completamente oppresso da queste stupidaggini.

Ma ci sono certe assurdità che sono penetrate in noi e che dovremmo eliminare; come ho detto, prima di tutto, l’astuzia.

Nella nostra lingua dovrebbero esserci (solo) espressioni dirette. Niente sarcasmo. Non c’è intelligenza nel sarcasmo.

Dire qualcosa di gentile agli altri è un’arte straordinaria. Abbiamo sviluppato questa arte di dire cose carine agli altri? I sahaja yogi devono sviluppare l’arte di dire qualcosa di dolce e carino agli altri. Se riuscirete a sviluppare il modo garbato di dire cose gentili, poi vi accorgerete di essere capaci di fare cose gentili per gli altri – piccole, piccole cose qua e là.

Come la bambina che ha portato (all’inizio, ndt) dei bei fiori rosa, uno dopo l’altro.

Con me siete gentili, non c’è dubbio; ma tra di voi? E con gli altri che vengono da noi?

Dobbiamo imparare a dire cose gentili, cosa dire, quando dirlo, in modo da poter stabilire una comunicazione. La supponenza o la presunzione non potranno mai procurarvela.

“Non m’importa! Che si arrabbi pure, che m’importa?”: sono espressioni molto comuni. Ma se dite a qualcuno: “Perché sei irritato? A me importa se sei irritato. Qual è il problema? Posso aiutarti in qualche modo?” – tutto finisce.

Costui dirà: “Che angelo ho incontrato qui?”.

Ieri, ad esempio, c’era quel tipo molto aggressivo che mi ha fatto domande sul paradiso e l’inferno e quant’altro: io non me ne sono minimamente preoccupata, e lui è stato neutralizzato.

Dovete imparare, è un’arte che va appresa.

Non compiacetevi della vostra lingua tagliente e della vostra irascibilità. Non siatene orgogliosi. “Sono arrabbiato con lui, e allora?”. È forse una gran bella cosa essere arrabbiati con gli altri? “Mi sono arrabbiato molto!”.

Mi dicono con grande orgoglio: “Mi sono arrabbiato molto per quella cosa!”. Perché? Come ha detto Cristo, solo un tipo di collera è permesso: se qualcuno dice qualcosa contro vostra Madre. Questo Lui non lo tollererà. Ma anche questo, in modo controllato. Ieri molti erano arrabbiati, ma era tutto a posto: so io come gestire queste cose.

Quindi dobbiamo anche imparare a dire a noi stessi: evitiamo di essere così presuntuosi. Abbiamo moltissimo da imparare. C’è così tanto da vedere, da imparare, da capire; anche fuori.

I britannici sono assolutamente insulari per temperamento. Simili a loro sono i giapponesi; dello stesso tipo. Anche i giapponesi non parlano molto, ma non assorbono niente di niente. Pensate, gli inglesi sono stati trecento anni in India e non hanno imparato niente! Riuscite a immaginarlo? Riuscite a crederci? Trecento anni! Generazioni! Sono rimasti in India per sette, otto generazioni.

Quando invece sono gli indiani a venire qui, neppure loro hanno personalità. Adottano i vostri vestiti, adottano la vostra lingua, adottano qualsiasi cosa: parlano lo stesso gergo intercalando centinaia di volte con delle parolacce e diranno: “Sì, ragazzo” (espressione slang), “No, ragazzo”, “Che cosa, ragazzo?”, anche ad una donna! (Risate) Unisex (risate, Shri Mataji ride). Loro assorbono troppo! Loro assorbono tutto, mentre voi non assorbite niente. Credo che siano due casi estremi.

In sanscrito esiste un detto: “Qual è la differenza tra il cigno, hamsa, e il corvo?”.

No, no, scusate, il corvo è nero.

Tra l’hamsa e la – come si dice – gru? Gru. Qual è la differenza fra una gru – sì, è la gru, vero Gavin? Nell’acqua?

La gru. Qual è dunque la differenza tra la gru e il cigno? Ebbene, quando devono distinguere tra l’acqua e il latte, potete scoprire chi è la gru e chi è il cigno.

Nirak-shira viveketu”. “Vivek” è la giusta decisione (discernimento). Ebbene, se mettete dell’acqua mescolata con il latte davanti ad un cigno, il cigno sorbirà solo il latte mentre la gru succhierà tutto, non riuscirà a distinguerli. Si tratta dunque di questo, torniamo allo stesso punto: dobbiamo sviluppare il discernimento.

[A lato: “Ci sono delle persone che ci stanno cercando, si sono perse. Sono sahaja yogi. Penso che ci abbiano visto qui. Mi hanno vista”]

Quindi è l’aspetto del discernimento. Dobbiamo cogliere tutto ciò che è buono, tutto ciò che è bello, qualunque sia la provenienza, ed è tanto, davvero tanto. Per esempio, cos’hanno di buono gli inglesi? Vediamo (risate). Sapete dirmelo? Chi me lo dice?

Yogi: Hanno una gran dose di tolleranza.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Hanno una gran dose di tolleranza.

Shri Mataji: Cosa ha detto? [Yogi: “Tolleranza”] Tolleranza? No, no, affatto (risate, Shri Mataji ride). Deve essere una qualità comune (a tutti), che siate sahaja yogi o no. Di tolleranza ce n’è pochissima, è qualcosa che manca.

Yogi: Sono buoni leader, Madre. Sono buoni leader.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Sono buoni leader.

Shri Mataji: La pensi così? (Risate, Shri Mataji scuote la testa)

Yogi: Correttezza.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Correttezza.

Shri Mataji: Gioco…

Yogi: Correttezza.

Shri Mataji: Correttezza, non so adesso. Magari l’hanno avuta in passato. Non sono stati molto corretti con gli indiani, non è vero? Non sono stati molto corretti neanche con i cinesi, mai. Provate ancora.

Yogini: Sono bravi a parlare del tempo (risate, Shri Mataji ride).

Shri Mataji: Cioè del brutto tempo (risate, Shri Mataji ride).

Sì, la superficialità insomma, ma quella non è una buona cosa.

Warren: Shri Mataji, hanno menti molto acute. Molto acute.

Shri Mataji: Acuto cosa?

Warren: Menti acute.

Shri Mataji: Menti acute.

Warren: Intelligenza.

Shri Mataji: Ci siete vicini, ma non ci siete ancora (risate).

Yogi: Inventiva, Madre.

Shri Mataji: Non tanta, gli americani sono meglio.

Yogi: Sottili.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Sottili.

Shri Mataji: Sottili. (Risate). Non direi.

Yogini: Inventivi. Inventivi.

Yogini 2: Inventivi.

Shri Mataji: No, non molto.

Yogi: Vogliono aiutare, Madre. Vogliono aiutare gli altri.

Shri Mataji: Raramente (risate).

Yogi: Manipolatori.

Shri Mataji: Eh?

Yogi: Manipolatori.

Shri Mataji: Questo è brutto! (Risate)

Yogi: Leali, Madre.

Shri Mataji: Eh?

Yogini: Leali.

Shri Mataji: Leali? [Yogini: “Leali”] Creano problemi di slealtà. Creano conflitti tra le persone.

Yogini: Una volta che trovano qualcosa di buono, Madre, ci si attaccano.

Shri Mataji: (Risate, Shri Mataji ride) Vorrei che ci riuscissero! Vorrei che ci riuscissero, ma scompaiono; dopo ogni programma che facciamo scopro che sono spariti tutti. La qualità di attaccarsi manca.

Ora, va bene? Hanno parlato tutti? Vorrei che aveste tutte queste qualità. Potreste. Perché no? Quindi tutte le qualità che desiderate sono state elencate. Ma quali sono quelle realmente esistenti?

Devo dirvelo io?

La sapienza, l’erudizione. Leggono tutto su Sahaja Yoga. (Sanno che) Sahaja Yoga significa Kundalini, questo, quello, vanno in biblioteca, scoprono e sanno tutto. L’erudizione. È questa la loro qualità e deve diffondersi ovunque. Siete d’accordo?

La conoscenza di Sahaja Yoga deve diffondersi in tutto il mondo. Qui in particolare, le donne vogliono competere con gli uomini. Sono molto difficili le donne inglesi, non sono semplici. Non tutte, ma alcune.

Dovrebbero diventare studiose di Sahaja Yoga. Sono sorpresa che persone come Derek (Lee) o come Hester (Spiro) non siano riuscite ad individuare il punto.

Il punto è il sapere ed è per questo motivo che sono rispettati ovunque: perché sono persone colte. E osservate: adesso il cuore (nel senso di Inghilterra) diventa sapiente. Questa è l’integrazione del cervello con il cuore.

Abbiamo moltissimi studiosi di Sahaja Yoga in Inghilterra. (Altrove) potremmo trovarne uno qui, uno qua e un altro là. In Svizzera, ad esempio, ci sono Gregoire o Arneau, diciamo. Ma qui (in Inghilterra), quanti ce ne sono così? (Nel senso che sono tanti, ndt) Ed hanno una cultura molto profonda. Questo è ciò che dovete sviluppare maggiormente.

Specialmente le signore devono imparare molto. È conoscenza. Comprendere tutte le complessità, tutte le finezze ed elaborarle da studiosi è il modo in cui renderete davvero il maggior servizio a Sahaja Yoga. Ed è molto onorevole essere eruditi.

Quando si è eruditi, la conoscenza che penetra nella testa entra anche nel cuore.

Esperti in ogni materia. Le persone erudite sono diverse da quelle dotate di inventiva. Queste ultime possono avere una scarsissima conoscenza ma possono avere inventiva, è una cosa diversa.

Questo però non significa andare a leggere Vivekananda e altro. Non significa questo! Bensì andare in ogni biblioteca, in ogni luogo e scoprire la verità.

Blake? Uno studioso! Moltissimi studiosi in questo paese. E per la maggior parte erano anime realizzate. In Inghilterra abbiamo il maggior numero dell’Occidente, il maggior numero di eruditi che erano anime realizzate. In un paese così piccolo.

In India, naturalmente, abbiamo avuti santi eruditi e santi che non lo erano. Quindi la parte relativa allo studio è responsabilità vostra.

E, in quanto studiosi, dovete essere al di sopra di molte cose. Una persona erudita non si abbassa a cose assurde, non si dedica a cose superficiali. È al di sotto della sua dignità comportarsi in maniera puerile o dare importanza al sesso e a tutte queste idee senza senso.

Ma voi avete questa qualità fondamentale e sento che è qualcosa di davvero grandioso. Infatti, il cuore che diventa sapiente è qualcosa di veramente straordinario. È equilibrio, è un vero equilibrio, e l’erudizione è l’acciaio, l’acciaio dell’Inghilterra.

È così che deve essere costruita una nuova Gerusalemme. Non come quella antica, dove i credenti andavano semplicemente ad intonare canti ed inni, niente del genere; ma con lo studio, con la completa conoscenza.

Loro sanno tutto della Kundalini, sanno tutto dei chakra, ne conoscono tutti i dettagli.

E, se può farvi piacere, vostra Madre ha tenuto in Inghilterra il maggior numero di discorsi perché ci sono persone colte. Quindi preservate questo aspetto, sviluppatelo: soltanto allora avrete tutte le altre qualità che avete appena descritto. Ricordate che siete yogi, ma eruditi nella vostra materia. Prendete qualsiasi ambito con cui si abbia a che fare, anche cose comuni, diciamo. Se si è falegnami occorre sapere tutto sul legno, che legno è, da dove viene, che cos’è, per cosa può essere usato, che densità ha, qual è la sua composizione chimica.

Dovete sapere tutto ciò che lo riguarda.

E questo è ciò che dovete trasmettere alle altre persone del mondo. Quando comincerete a farlo, abbandonerete tutte le cattive abitudini adottate dai britannici. La prima che hanno, la peggiore di tutte, è quella di creare problemi tra due persone: sono abili in questo.

Avete visto, ad esempio, ciò che hanno fatto adesso in Sudafrica: hanno creato un problema tra una sfumatura di nero e un’altra sfumatura di nero[4]. Bravi davvero! Quando questa cultura venne distorta, furono loro ad introdurre l’idea che i neri siano primitivi. Sono stati loro ad aver introdotto questa idea.

La stessa erudizione usata per scopi indegni.

A suggerire loro questa idea furono quattro o cinque scrittori che li avevano definiti (gli uomini di colore) primitivi. Fantastico! Li hanno bollati come primitivi. Infatti, dopotutto, le persone colte possono affibbiare un marchio a qualsiasi cosa. È dunque necessario da parte nostra portare bontà.

Per portare il bene in questo mondo dobbiamo scrivere cose che siano a fin di bene, scrivere qualcosa di idealistico, qualcosa di più alto, qualcosa che dia speranza, che dia una nuova dimensione di comprensione.

Tutti i sahaja yogi devono cominciare a scrivere. Ramdas Swami[5] ha detto: “Ogni giorno dovete scrivere qualcosa”. Scrivete diari, scrivete romanzi, scrivete articoli, scrivete quello che preferite: poemi, poesie.

Potete fare qualsiasi cosa se capite che dovete essere degli yogi eruditi; ma non degli intellettuali. Gli intellettuali hanno la conoscenza degli altri, mentre i (veri) sapienti costruiscono la propria conoscenza sulla vera conoscenza degli altri. Questa è la differenza tra una persona erudita e un intellettuale.

Un intellettuale non ha niente di proprio, è confuso e non vuole parlare, in quanto teme che, dicendo ciò che pensa, la gente possa dire che è una persona dominante o qualcosa di simile.

A voi non occorre essere laureati, non avete bisogno di essere nulla! Ma questa qualità è insita in voi; ed è una cosa grandiosa e strettamente connessa.

In Sahaja Yoga, come sapete, il cuore è circondato da sette aure principali provenienti dal cervello che ne è la sede.

Nel centro, nel Brahmarandhra, abbiamo il chakra del cuore, giusto? Il cuore è qui (Shri Mataji tocca il Sahasrara, il Brahmarandhra) e, intorno ad esso, nel cervello, se notate, ci sono tutte queste aure. Esse circondano allo stesso modo il cuore.

Così, se le conoscete, circolerà, la conoscenza circolerà; ma circolerà con amore, senza aggressività, senza esibizionismo, senza astuzia, senza sarcasmo, (bensì) in modo completo, schietto, amorevole.

Dobbiamo però ricordare che in Inghilterra abbiamo sviluppato una quantità di antidoti a questo. Ho visto che le frasi che le persone usano comunemente sono: “Questo potrebbe essere troppo!”, “Può essere troppo!”. Sono spaventate. “Non si dovrebbe dire troppo”. (Invece) dovreste! Quando dite troppo, almeno qualcosina entrerà nella testa della gente. Quindi dovete dire troppo. Dite quello che volete. Dovrebbe esserci esuberanza, esuberanza di idee, in modo che qualcosa entri nelle loro teste. Così capiranno che siete sinceri, che parlate con sincerità, che non riuscite a contenervi.

Dovete parlare con enfasi.

È così che hanno fatto tutti. Tutte le grandi incarnazioni hanno parlato con grande zelo, con grande forza.

Voi dovete parlare nello stesso modo, senza alcun timore. “Oh, questo può essere troppo! Madre, è stato troppo per lui”. Lasciate che esploda (risate). Non importa. Dite quello che avete da dire, assolutamente con tutto il cuore.

Invece, quando le persone si avvicinano a Sahaja Yoga, quando intervengono ad un seminario o altro, noi cerchiamo di comportarci da gente mondana, come ad una festa: “Cosa gradite?”. (Risate)

E loro diranno: “Bene, fammi pensare cosa ho preso ieri, così oggi prenderò quest’altro”. Come se si andasse a fare la spesa.

No! Dovete dire: “Abbiamo questo, prendetelo ora, prego, altrimenti non lo avrete. È questo il momento!”. Lasciate che dicano quello che vogliono. È importante.

Vedo a volte alcune conferenze del vostro Partito socialdemocratico e altro. O mio Dio! Con il loro modo di parlare vi distruggono, vi martellano la testa.

E perché non dovremmo farlo noi, dal momento che questa è la verità? Perché non dovremmo dirlo e parlare in quel modo?

Pensiamo che se siamo gentili… va bene, la gentilezza è un’altra cosa; io mi riferisco invece al fatto di parlare dicendo meno del dovuto. Minimizzare è tipicamente inglese.

“Potrebbe essere troppo”. In Sahaja Yoga c’è talmente tanto! E voi, quanto avete intenzione di darne? Non può mai essere troppo. Quindi fate attenzione su questo punto. Quando dovete parlarne, fatelo in maniera del tutto dirompente, non importa. Cosa faranno? Non possono crocifiggermi stavolta, giusto? Non osano. Diversamente è tutto perfetto, niente può toccarmi, e neppure la crocifissione può toccarmi, lo sapete.

Per cui è meglio parlare di ciò che avete trovato con trasporto, ditelo con enfasi. In modo amorevole e gentile, certo, ma ditelo. Dovrebbe esserci questo zelo. D’accordo?

È così, dobbiamo capire che non si deve dire poco. In quel caso penseranno: “È una persona insicura!”.

Quando però cantano orribili canzoni al microfono, mangiando il microfono – io la chiamo musica mangia-microfono (risate) – aggrediscono il microfono (Shri Mataji ride) e la gente impazzisce, le piace. Non dico di essere aggressivi, ma non sminuite. Non si deve minimizzare. Non dovrebbe esserci nessun equilibrio, in questo (nel senso che occorre parlare di Sahaja Yoga senza remore, ndt).

Coloro i quali si accontenteranno di questo (minimizzare) non saranno buoni sahaja yogi, non potranno entrare nel Regno di Dio.

Noi non dobbiamo pregare le persone, ma onorarle, rispettarle, essere gentili con loro. Però dobbiamo dar loro quello che abbiamo.

Come in famiglia, dove si tira fuori dal frigorifero tutto quello che si ha, lo si offre e tutti sono contenti: “Prendete tutto ciò che volete”. “Che abbondanza!”. Ma se presentate solo un pesciolino e un paio di uova per dieci persone, con un peperoncino e dite che quello è Sahaja Yoga (risate), magari anche un limone (risate), penseranno: “Che succede qui? Che mediocrità!”.

Questo è un aspetto. Poi ci sono parole di uso molto comune: “Questo è eccessivo”. Ciò manifesta le vostre paure. In Sahaja Yoga niente è eccessivo, niente è carico di fronzoli. È sempre così. “È davvero eccessivo!”. “Questo era eccessivo”. “Quello è eccessivo”. Si sta arrivando a tal punto che adesso si preferisce un’esistenza da mendicanti! Ci si vuole vestire come mendicanti, con cose rozze, assurde, vestiti logori, volti sciupati.

L’altro giorno dicevo a Gavin: “Perché amate tutti il color sabbia? Non c’è sabbia qui. C’è qualcosa di arabo in voi per cui vi piace tutta questa sabbia dappertutto?”. I capelli sono biondi, la faccia è color sabbia, i vestiti sono color sabbia. Montagne di sabbia che vanno in giro! (Shri Mataji ride, risate). Perché non essere colorati? Perché non indossare i colori? I sahaja yogi debbono indossare i colori. Naturalmente non dovreste essere dei damerini! Devo dirvelo, altrimenti sarete dei damerini, e gli uomini indosseranno abiti rosa shocking o cose del genere. Non intendo questo. Ma non dovreste neanche andare in giro soltanto in abiti color sabbia e grigio. Se voi comincerete ad indossare qualcosa di bello, lo produrranno.

Volevo comprare un maglione verde, verde chiaro, per Gavin ma non sono riuscita a trovarne neppure uno. Mi ero detta: “Prendiamone uno. Sarà carino”. Invece no, non sono riuscita a trovarne neppure uno; non li fanno – solo sabbia! (Risate) E ho preso quello. Altrimenti grigio. Già il cielo è grigio, le facce sono grigie, i vestiti sono grigi, indossano completi grigi, i cavalli sono grigi, il mondo intorno è grigio – tutto orribile. E allora indossano vestiti grigi per essere intonati! (Risate)

Insomma, non c’è niente di eccessivo in Sahaja Yoga; ma non dovreste neanche essere puerili, frivoli, stupidi. E non dovreste neppure essere vanesi, esibizionisti. Ho visto, ad esempio, gente dipingere d’oro la propria macchina e tutte queste stupidaggini, oppure indossare cravatta a farfalla e smoking e andare in giro per Oxford Street per fare una bella accoppiata con quegli orribili “Hare Rama”, per mettersi in contrasto con loro.

Non è necessario. Potreste studiare anche questo (fenomeno), fare delle ricerche.

Per quanto riguarda i bambini, adesso sono molto preoccupata, molto di più, da quando ho saputo di quella bimba di tre anni. E devo dire che i vostri bambini sono preziosi, sono persone meravigliose. All’inizio hanno sofferto a causa vostra, loro però superano (tutto) e diventano straordinari. Ma dovete imparare ad essere molto vigili con i vostri figli. Non trascurateli!

Insegnate loro abitudini tali per cui non imparino cose che li distruggeranno. Ad esempio, i bambini raccolgono qualsiasi cosa e se la mettono in bocca.

Anche qui in Inghilterra, o in qualsiasi posto in Occidente, le persone si mettono continuamente le dita in bocca in questo modo. Per qualsiasi cosa: se ad esempio aprono un barattolo e dal barattolo esce un po’ di marmellata, la prendono con il dito e se la mettono in bocca. No! Quel barattolo di marmellata potrebbe avere dei germi.

Quindi, qualsiasi cosa si metta in bocca deve essere lavata. Questa ora deve essere una regola per i sahaja yogi, perché ci sono tanti germi, tante cose, e occorre dirlo specialmente ai bambini, se qualcosa cade per terra.

È molto banale, ma dovete imparare a dirlo ai bambini: “Se qualcosa cade a terra, raccoglietela subito, gettatela via e lavatevi le mani”.

Dobbiamo dire: “No, no, no, no, no, no, no! Questo no. E non dovete raccogliere nemmeno quello che vi cade dalla bocca”.

Se non lo farete in modo veramente fanatico, i vostri figli non potranno salvarsi da tutti i diversi tipi di infezioni che girano. L’India è piena di parassiti e ne abbiamo molti di più. Insomma, penso che siamo il paese che li alleva, li nutre, li coccola!

Abbiamo avuto tutti i tipi di parassiti, molti parassiti addosso, anche in politica (risate).

Ma, tutto sommato (Shri Mataji ride), sappiamo come starne alla larga ed è così che dobbiamo realmente condizionare i nostri figli.

Seconda cosa: non lasciate mai da solo vostro figlio, da nessuna parte. Imparate la lezione! In nessun caso dovreste lasciarlo da solo. Potete lasciarlo con qualcuno che possa occuparsene, che possa gestire un asilo, che sia in grado di fare qualcosa del genere. Ma fate attenzione che il bambino non si senta abbandonato. Il bambino deve essere fatto dormire nella vostra stanza, magari in un altro lettino, in una culla.

Quando sarà un po’ cresciuto, dovrebbe stare ancora con voi. Se c’è un adulto o un altro bambino, una zia o qualcuno potete farlo dormire con loro. Ma non fate sentire solo il bambino, gli creerà problemi a livello psicologico. E potrebbero esserci anche problemi a livello fisico. In India mai, mai e poi mai lasciamo soli i nostri bambini, lo sapete?

Intendo dire che per noi è sorprendente che (qui) i bambini escano da soli. Se un bambino di cinque anni dice: “Vado al negozio di caramelle”, niente da fare, la mamma ribatterà: “Comprerai le caramelle quando ci andrò io”. Quando le mie figlie non erano sposate, fino ad allora, non sono mai, mai uscite da sole. Ci credete? Mai! Perfino se andavano a scuola erano in macchina con l’autista.

Anche quando andavano al college, viaggiavano in macchina con l’autista. Mai da sole.

Ed anche in seguito, quando andarono all’università, se prendevano l’autobus o altro, erano in compagnia di amici.

La sicurezza dei figli deve essere controllata ovunque in questa atmosfera negativa. Noi siamo molto bravi perché questa per noi è una sfida continua, quindi siamo molto attenti. E voi adesso dovete essere più consapevoli nei confronti dei vostri figli. Ma non viziateli! Voi viziate troppo i vostri figli.

So che danno molta gioia perché sono anime realizzate. Ma dite loro: “Tu sei un’anima realizzata, non puoi essere disonorevole”. Però (fatelo) al momento giusto.

Ho visto che correggete i vostri figli quando si comportano male: “Non farlo!”. Non è questo il modo. Così li mortificate. Sedetevi insieme a loro, fate un discorso. Dite: “Adesso faremo un discorso, sediamoci”.

Fateli sentire… fateli sedere sulle sedie, come in una sala di conferenze, e dite loro: “Vedete, siamo tutti dei sahaja yogi. Anche voi siete sahaja yogi, e tutto il mondo vi guarda. Dovete essere onorabili. Dovete comportarvi bene, dovete fare così. Noi dobbiamo condividere le nostre cose. Altrimenti si dirà che non siete sahaja yogi. Dovete avere dignità”.

Parlate con loro, sviluppate così la loro personalità affinché si rendano conto che devono essere maestosi, devono essere regali. Non possono essere mediocri come gli altri.

Infatti, (se) in ogni momento diciamo loro: “Non toccare quello! Non fare questo!”, loro non sapranno cosa fare, saranno confusi. Parlate con loro, sedetevi.

Spiegate loro ciò che va fatto, come ci si deve comportare, come dire cose gentili, come aiutare gli altri, come condividere le proprie cose, come dare i propri giochi, come tenere le proprie cose, come essere lindi, ordinati.

È un addestramento! Questo è ciò che dovete fare! E i bambini imparano anche dal vostro comportamento. Se dite ai vostri figli di non bere e poi voi bevete come spugne, come potranno ascoltarvi?

Nello stesso modo, anche in Sahaja Yoga, (se) non meditate, se non siete disciplinati, se vivete in modo disordinato, se siete molto trascurati, se non rispettate le persone, se il vostro linguaggio è poco controllato o molto tagliente, i bambini faranno altrettanto. Loro assorbono rapidamente queste cose. È incredibile come i bambini assorbano.

Una volta avevo accompagnato un bambino al circo, un bambino molto bravo, un’anima realizzata. Eravamo al circo e il pagliaccio si sfilò i pantaloni mentre andava su un’altalena.

Una grande “prodezza” di un pagliaccio. Tornati a casa anche lui si tolse i pantaloni! Gli chiesi perché e lui rispose: “Faccio anch’io come ha fatto lui al circo”. Pensate! Quella era l’unica cosa che lo aveva colpito. Gli dissi: “Ma quello era un pagliaccio, tu non sei un pagliaccio, vero?”. “No”. “Allora è meglio che tu tenga i pantaloni”.

I bambini colgono le cose sbagliate perché è facile coglierle. Quindi non fate niente di sbagliato. Un’altra cosa è che marito e moglie non dovrebbero mai litigare davanti ai figli. Se volete litigare, posso anche prestarvi dei bastoni, così potete litigare! (Risate) Ma litigate in camera vostra, fate quel che vi pare. Potete rompervi la testa o spezzarvi il cuore o fare ciò che volete, ma fuori della vostra stanza siate moglie e marito meravigliosi. Permettete almeno ai vostri figli di stare bene e di gioire del buon rapporto tra marito e moglie.

In realtà è stupido litigare, perché dovete imparare a gioire l’uno dell’altro.

Quindi passiamo dalla cultura alla puericultura. Alcuni devono prenderla seriamente in considerazione.

Certo, c’è un bel libretto che ha preparato Luis, ma non è sufficiente. Tre o quattro persone devono riunirsi – oppure potrebbero farlo alcune signore – coadiuvate da qualche medico o qualcuno del genere. Riunitevi per stilare una lista completa delle idee di Sahaja Yoga sui bambini.

Un altro gruppo può occuparsi dell’istruzione, (altrimenti) Sahaja Yoga sarà noioso per voi.

Che cosa farete? C’è molto da fare per l’istruzione dei bambini. È molto importante perché, ogni volta che vado in un posto, c’è una (nuova) scuola che apre: “Che cosa dobbiamo fare per la scuola? Come dobbiamo gestirla?”.

Perché non fate delle ricerche e non mi sottoponete delle idee che io realizzerò? Nel tempo attuale penso di essere più brava a correggere che non a creare, in quanto ho già creato tanto.

Qualsiasi cosa io abbia creato deve essere riorganizzata e consolidata. Posso consolidare qualsiasi cosa mi diate; posso consolidare il tutto, sistemarlo, correggerlo.

Pertanto, la cosa migliore adesso è creare un comitato per questo. Uno per i bambini, per un libro sui bambini in Sahaja Yoga. Cosa dice Madre al riguardo. Potete citare i miei discorsi. Poi un libro sull’educazione dei bambini.

Un terzo libro dev’essere sulla vita matrimoniale.

E poi potete proseguire scrivendone uno sulla vita sociale, sulla politica; tutta la serie deve venire dall’Inghilterra. Occorre fare tante cose in Inghilterra, perché la gente le legge. Può essere sempre tradotto da una lingua in altre lingue. È molto semplice.

Chiederei dunque a tutti voi di applicarvi a questo e realizzarlo in base ai vostri interessi. Ed esprimetelo nel linguaggio di Sahaja Yoga. Qualsiasi argomento – lo sport, il giardinaggio, qualsiasi cosa, perfino la meccanica – portatelo al livello di Sahaja Yoga.

Il computer, ad esempio: adesso tutti i paesi in via di sviluppo vogliono sviluppare i computer.

Dobbiamo capire quali sono i problemi dell’informatizzazione, quanto profondamente influenzerà la società in futuro, cosa potrà accadere se sviluppiamo solo i computer e niente altro; quanto soffrirà il tutto se un movimento è solo unilaterale.

In questo modo si può realizzare una nuova dimensione, una nuova soluzione per ogni cosa, che pervada tutto. E questo può essere una grande rivelazione per chi non vuole commettere i vostri stessi errori.

Devo dire che “La società opulenta” e tutti gli altri libri scritti da Galbraith[6] sono stati di grande aiuto per alcune persone, ed è così che dovrebbe essere.

Voi potete dunque fare da guida alle persone che vogliono essere come voi e alle persone che sono come voi e devono cambiare. Dovrebbe essere un vostro intento.

Il teatro: (valutare) cosa c’è che non va nel nostro teatro, cosa c’è di sbagliato e come possiamo migliorarlo. Ognuno di voi è in grado di dare il proprio contributo.

Pertanto, in questo seminario, chi ha interesse per vari, diversi campi, può decidere di cosa preferisce occuparsi. Possiamo prendere come tema anche la discriminazione razziale. Qualcuno può lavorare sul perché è nata la discriminazione razziale, sui suoi effetti negativi.

Se lo faranno gli inglesi si dirà: “Che persone brave e generose sono, come sono comprensive e come…”. Sarà molto rasserenante se proverrà dall’altra parte (dagli inglesi, ndt).

Abbiamo poi il problema delle donne che lottano per i loro diritti e quello che chiamate movimento femminista: (mettere in rilievo) cosa c’è di sbagliato nel movimento femminista, dove abbiano sbagliato e tutto il resto.

In ogni materia, perfino in economia e in qualsiasi altra cosa, potete proporre idee colte.

Potete farvi aiutare anche dagli altri paesi.

Abbiamo studiosi ovunque.

Ma qui ne abbiamo la maggiore concentrazione. E questo è ciò che dobbiamo fare in questa terra della Devi (Shri Mataji dice “She-field”, lett. “campo di Lei”, ndt).

Che Dio vi benedica tutti.

Meditiamo per una decina di minuti?

È una buona idea meditare e scoprire quali chakra sono bloccati, scoprire quale lato è debole.

Ora, se è debole il vostro lato sinistro, mettete la mano sinistra verso di me e la mano destra verso la Madre Terra. Se il lato destro è debole, mettete la mano destra verso di me e la mano sinistra verso l’alto. Se entrambi sono a posto, quando si sono normalizzati, rivolgete entrambe le mani verso di me, va bene?

Adesso, per esempio, dato che voi siete nell’East End, potete dire qual è il problema dell’East End[7]. Rilevatelo. Voi dovreste scoprire i problemi dell’East End.

Ricordo che mi avete raccontato qualcosa su quello che facevano alcuni Sikh, che bevevano molto e facevano tutta una serie di cose contrarie a Guru Nanak. Parlate di tutto questo, di come imitino i bianchi. Sì, è così!

Così, a quattr’occhi, vediamo cosa c’è di sbagliato in noi, cosa c’è di sbagliato in voi, cosa c’è di sbagliato negli altri. Vediamo. Da testimoni, senza identificarvi con niente.

Se parlerete di tutte queste cose, di cos’è, di cos’è che rende le persone in un certo modo, esaminerete entrambi gli aspetti (del problema) e potrete fornire soluzioni realmente valide. Potrete dare le soluzioni.

Ci sono, ad esempio, dei medici che possono scrivere un libro sulla conoscenza divina collegata alla medicina. Ci sono psicologi che possono scrivere un libro. Ritengo che Rustom abbia fatto un buon lavoro. Non so.

Ora, a proposito, devo chiedere chi ha il libro di Rustom. Lo avete voi? Derek, ce l’hai tu?

Derek Lee: No, non ce l’ho, Madre. Non l’ho visto.

Shri Mataji: Forse lo ha qualcuno che non è qui. Chi? Chiedete a Maureen, è qui?

Yogi: No, Madre.

Shri Mataji: Maureen?

Yogi: È a Londra, Madre.

Shri Mataji: Non è qui. Magari chiedete a lei. Pensate che Maureen possa averlo?

Yogi: Non credo che lo abbia.

Shri Mataji: No? [Yogi: “Devo chiedere, Madre?”]

Non capisco proprio. Penso sia meglio dare un’occhiata, magari nel tuo ufficio, Gavin. Dai un’occhiata.

No? È meglio essere… Perché lo avevo dato a qualcuno, infatti a casa non c’è, non riesco a trovarlo. Abbiamo trovato questo libro, vero? No.

Va bene. Lui è indubbiamente uno studioso, un erudito. E vorrei che tu, Derek, lo leggessi perché è davvero, davvero dinamico. “Dinamico” è il termine adatto. Può far esplodere tutti gli junghiani e tutti gli psicologi insieme! Devo trovarlo. Oppure qualcuno può scrivergli che solo Dio sa dov’è e che Madre è molto ansiosa (di trovarlo). Devo pubblicare quel libro.

Se adesso realizzerete libri sensati, validi, autentici, ben sviluppati… Dovete lavorare (in modo approfondito, ndt) ad un libro, non potete scrivere qualcosa di approssimativo, ma qualcosa tipo “William Blake e Sahaja Yoga”. Che sia collegato a Sahaja Yoga.

Ora, prima della meditazione c’è qualche domanda? Laggiù qualcuno ha fatto qualche domanda? Nessuno? Nessuna domanda? Sì, di che si tratta? A voce alta.

Luis Garrido: Shri Mataji, quando trascrivevo alcuni dei Suoi discorsi, a volte non sapevo se qualcun altro stesse già trascrivendo quello stesso discorso. Ci chiedevamo se potrebbe esserci una specie di organizzazione per poter sapere se un discorso sia stato già trascritto o no, o se qualcuno lo stia già facendo.

Shri Mataji: Lui è così veloce che è come se mi parlasse in portoghese (Luis è portoghese). Puoi dirmelo tu, Warren (si corregge) – Gavin?

Gavin Brown: Dice che dovrebbe esserci un’organizzazione che permetta di sapere se uno dei Suoi discorsi sia in fase di trascrizione o sia già stato trascritto, in modo da evitare di fare un doppio lavoro.

Shri Mataji: Che non ci sia…?

Gavin Brown: Un doppio lavoro. Perché lui vuole che i Suoi discorsi vengano trascritti dalle registrazioni e non vuole farlo se è già stato trascritto.

Shri Mataji: Stai facendo qualche…

Luis Garrido: Al momento no, Shri Mataji.

Shri Mataji: Stai trascrivendo.

Luis Garrido: Al momento no. Ma mi preoccupavo… ogni volta che Shri Mataji fa un bellissimo discorso, sento il desiderio di trascriverlo ma mi preoccupo che magari lo stia già facendo qualcun altro.

Shri Mataji: Cosa?

Gavin Brown: È preoccupato che anche qualcun altro possa fare la stessa trascrizione che fa lui, per cui sarebbe un lavoro sprecato.

Shri Mataji: Sono d’accordo. Ora, quelli che fanno le trascrizioni creino un gruppo. Tu lo fai? Chi altri? Volete alzarvi? Alzati anche tu, Luis. Voi vi conoscete, non è così?

Douglas Fry: Madre, sono pronto a fare una lista perché ho un computer.

Shri Mataji: Cosa?

Gavin Brown: Dice che può fare una lista sul suo computer.

Shri Mataji: Sì, mettetevi d’accordo fra voi quattro che fate le trascrizioni, penso, va bene?

 

Warren: Però ce ne sono molti altri a livello internazionale, Shri Mataji, e dovrebbero essere avvisati tutti i centri.

Shri Mataji: Controllate quali (discorsi) si stanno traducendo nelle altre lingue.

Warren: Anche in inglese, Shri Mataji.

Shri Mataji: Ad esempio, (gli australiani) dovrebbero trascrivere tutto ciò che ho detto in Australia. E quello che ho detto in Inghilterra, dovrebbero (trascriverlo) loro (gli inglesi).

Tutto ciò che ho detto in ogni paese, dovrebbe essere trascritto da quel paese, è meglio farlo in modo sistematico. Va bene? Va bene adesso?

Bene. Quindi, voi quattro qui dovreste trascrivere tutto quello che ho detto in Inghilterra; sarà un compito difficile.

Dovrebbero alzare la mano gli altri che vorrebbero fare le trascrizioni. Per favore, alzatevi in piedi. Derek e Luis, prendete i loro nomi. Scrivete i loro nomi.

Yogi: C’è qualcun altro…?

Shri Mataji: Date loro i vostri nomi. Scriveteli su un bigliettino. Ed ora formate un gruppo e dite loro come trascrivere.

Cos’altro? Prima di tutto dovete capire il mio inglese indiano, altrimenti non potete farlo. Lo chiamano l’inglese del re, non so perché ma dicono così.

Shri Mataji: Sì. Come stai?

Yogi: Sto migliorando, spero, Madre.

Shri Mataji: Bene! Hai un aspetto migliore. [Yogi: “Grazie, Madre”] Hai un aspetto migliore. Grazie. Dio ti benedica.

Cosa c’è dopo? È molto, molto costruttivo.

Ora, la revisione. Una volta fatta la trascrizione, ci vuole anche qualcuno che la riveda.

Non (si deve fare) come gli indiani. Infatti, quando parlo, a volte dico: “Vedete”, “Capite?”. Non è necessario che ci siano tutte queste espressioni, ma loro pensano che nulla di ciò che dice Madre debba essere omesso. Direi che qualcosa è necessario, (ma) dopotutto non si può continuare ad includere queste interiezioni. Pertanto possiamo rimuovere qualcosa, certe pause che ho usato.

Infatti parlare è diverso dallo scrivere. In ogni caso, dopo che le avete fatte dovrò controllarle, prima che vengano pubblicate. Molte delle mie conferenze hanno delle ripetizioni.

Quindi, una volta fatta la trascrizione, possiamo riguardarla, sistemarla. Talora alcune cose vanno dette una sola volta, altre due volte ed altre ancora centootto volte. (Risate)

Per esempio: “Non sono colpevole”. (Risate, Shri Mataji ride).

Bene. Qualcos’altro?

Questo è stato molto costruttivo, devo dire. Sì?

Yogini: Madre, in un numero di “Nirmala Yoga” c’è un piccolo diagramma disegnato da Lei, in cui la Kundalini sale attraverso i chakra e si avvolge in due cerchi e poi sale al successivo. Non riesco a capire da questo se la Kundalini sale, si avvolge e poi continua dalla stessa parte, oppure se ad ogni intersezione cambia direzione. Consideriamo ad esempio il lato destro: sale e si avvolge e continua sempre a salire sulla destra? Oppure sale sulla destra, si avvolge due volte e passa a sinistra, si avvolge e sale?

Shri Mataji: No, ascende con un movimento a spirale.

Yogini: Ascende a spirale.

Shri Mataji (annuisce): Sì, e si interseca in un punto formando un chakra. È il sistema nervoso simpatico, destro e sinistro e procede a spirale.

D’accordo? E si interseca in alcuni punti, perché procede a spirale – e quelli (i punti d’intersezione, ndt) sono i chakra. Ma penso di averne già parlato in un discorso; è così. Una volta che sarà stato trascritto sarà una documentazione. Ho parlato di tutti questi argomenti con dovizia di dettagli: dovrete ritrovarli.

Che altro ora?

Luis Garrido: Shri Mataji, abbiamo avuto fra noi alcuni dubbi su alcune cose: cosa possiamo fare con l’acqua dopo aver lavato i Suoi piedi, dal momento che alcuni sembrano non saperlo?

 

Shri Mataji: Cosa? Ripetimelo tu, Gavin.

Gavin Brown: Madre, lui chiede cosa si deve fare dopo, con l’acqua usata nel puja.

 

Shri Mataji: Che cosa si deve fare?

Gavin Brown: Quando laviamo i piedi, che uso si deve fare dell’acqua o come deve essere smaltita? Per esempio, quando facciamo un piccolo puja a casa e laviamo i Suoi piedi in fotografia, dopo, qual è il modo corretto di utilizzare quell’acqua?

Shri Mataji: La fotografia o i piedi?

Con la fotografia, l’acqua diventa vibrata. Potete usarla per qualsiasi scopo, potete annaffiarci gli alberi, potete usarla per tutti gli usi esterni, per qualsiasi cosa. Ma se avete lavato la fotografia e la foto è pulita, potete anche berla, va bene, si può anche bere.

Questo perché le vibrazioni uccidono tutti i germi, tutto. Infatti ora beviamo l’acqua del Gange senza problemi. Non si altera mai. La conservate per mesi e non si deteriora.

Non si altera mai poiché scende dalla testa di Shiva. Questo è il segno distintivo del Gange.

 

Yogi: E il digiuno, Madre? Il digiuno per la divinità?

Shri Mataji: Che cosa dice?

Gavin Brown: Chiede i Suoi consigli sul digiuno, Madre.

Shri Mataji: Potete digiunare, ma non in nome di Dio. Se volete digiunare potete farlo, ma non in nome di Dio. Dio non vuole che digiuniate. E non vuole neanche che mangiate come ingordi, vuole che gustiate qualunque cibo vi abbia dato. Dovreste fare una preghiera sul cibo, dargli vibrazioni e gioirne.

Dio vi ha dato ogni cosa e dovreste mangiare ciò che è necessario per voi. Ma non dovreste morire di fame, non dovreste digiunare in nome di Dio.

Non torturatevi in nome di Dio. È un’attività completamente anti-Dio, penso.

Come quel poveretto di ieri che è stato torturato da Vivekananda! Pensate, ha dovuto sopportare tutto quello per quattro anni! È troppo, davvero.

Mi rattrista veramente che le persone vengano tormentate nel nome di Dio. (Lo yogi dice qualcosa) Che cosa?

Gavin Brown (ripete): Lui chiede se dovrebbe esserci una rivista con tutte le poesie, Madre.

Shri Mataji: Qui abbiamo una rivista?

Yogi: Lui chiede se potremmo averne una.

Shri Mataji: Con le poesie? L’unica cosa che dirò è che le poesie devono ancora essere molto sistemate. Una rivista (solo) per sahaja yogi va bene, ma se deve essere diffusa all’esterno, devono essere un po’ aggiornate, nel senso che vanno un po’ revisionate e occorre lavorarci. E le poesie dovrebbero essere pubblicate sulle riviste, ma devono essere realizzate con una corretta capacità di comprensione.

A volte la gente scrive anche certe poesie strane, ridicole. Qualcuno, ad esempio, dirà: “Sahaja Yoga è il mio riso e Sahaja Yoga è il mio daal, Sahaja Yoga è la mia carne e Sahaja Yoga è il mio pesce” (risate). Ed io ho concluso: “La prossima frase sarà: e Mataji è il mio cibo!”. (Risate, Shri Mataji ride)

L’intenzione è dire che (Sahaja Yoga) è tutto, ma il modo in cui viene espressa a volte è davvero grezzo. (Risate, Shri Mataji ride).

Sì! C’è stata una poesia come questa, vi assicuro (risate) e mi sono spaventata moltissimo (risate)!

Per questo direi che occorre stare un po’ attenti. Ci sono sempre due componenti per esprimere le poesie. La prima è la creatività, naturalmente. Dovete essere creativi. Però dovete possedere la tecnica. Se non si ha la tecnica, la creatività risulta bizzarra. Quindi, anche se avete idee, idee molto poetiche, dovete possedere la tecnica per esprimerle.

Anche la poesia in prosa può essere molto bella, ma occorre conoscere la tecnica, sapere come comporla. Si può essere grandi artisti in quanto a creatività, ma occorre essere in grado di esprimerla con la tecnica.

Supponiamo che io sia un grande artista ma non sappia tenere in mano un pennello: come farò? Quindi devono esserci entrambi gli aspetti.

Io penso che grazie a Sahaja Yoga le persone stiano diventando molto creative, abbiano entusiasmo e siano desiderose di esprimersi, ma manchino di tecnica e di sottigliezza.

È un’ottima idea scrivere poesie, alcune sono veramente belle, penso tuttavia che non debba mancare lo stile. Intesi?

Dunque, tutti quelli che scrivono o vorrebbero scrivere poesie, si alzino in piedi.

Che bello vedere così tanti poeti! (Risate).

Bene, chi si occuperà di loro? Tu?

Bene. Ecco. Li conoscete tutti. Date a lui i vostri nomi e mandategli tutte le vostre poesie.

Va bene? Ecco. Non dovrebbe esserci niente di puerile, banale o cose simili.

Per quanto riguarda l’arte, chi vuole realizzare quadri, dipinti e disegni, per favore si alzi; anche i bambini. Chris, vuoi occupartene tu?

Bene, e anche tua moglie, lei è molto brava.

Quindi di questo si occuperà Chris. Chris, te ne incarichi tu?

Prego, sedetevi.

Quindi risulta che abbiamo due tipi di persone: gli intellettuali – i sahaja yogi da “poltrona” – come abbiamo politici. Hanno una buona cultura, una buona conoscenza, conoscono Sahaja Yoga, scrivono bene.

Ma ce ne sono altri che sono attivi, molto attivi – i giovani – estremamente attivi, sanno lavorare alacremente, possono fare qualsiasi cosa. Questo è molto positivo, ma credo che si dovrebbe cercare di assimilare la qualità che ci manca.

Così un intellettuale, uno studioso, dovrebbe provare a fare anche altre cose, tipo attaccare i manifesti. Loro, gli intellettuali, non vanno ad attaccare i manifesti o cose simili, e questo non va bene. Quelli che dipingono, dipingeranno i manifesti, ma non li attaccheranno. Oppure non vorranno scrivere gli indirizzi.

Dovremmo saper fare tutto, perché siamo personalità integrate. Insomma, io posso tenere una conferenza e posso cucinare, lavare i piatti e pulire la casa. Posso lavare i vostri vestiti e qualsiasi cosa diciate.

Magari potrei non essere in grado di fare alcune cose, diciamo (risate). Molte cose, vi assicuro che non so fare molte cose. Non conoscete i miei punti deboli, sono tanti. Sono proprio negata per firmare gli assegni! (Risate).

Sono negata per ciò che riguarda le banche. Le banche mi mettono sempre in difficoltà. Non so cosa stiano combinando. E, grazie a Dio, Gavin è perfettamente al corrente delle mie debolezze, per cui si occupa lui di questo aspetto, altrimenti sarei in rovina!

Impacciata con il denaro, (ma) bravissima a ricordare se qualcuno mi ha preso del denaro. Se però ho dato io qualcosa a qualcuno non mi ricordo, davvero incorreggibile. Regalo qualcosa a qualcuno, ma poi non mi ricordo di averglielo dato io e lo elogio: anche questo è terribile. Lo faccio molto spesso. Per cui ora ho paura a mostrare apprezzamento per qualcosa, perché la maggior parte delle volte è qualcosa che ho regalato io, è terribile! Sembra molto bizzarro, vero? (Risate)

Questo è un aspetto completamente assente in me. Non ho dimestichezza con i passaporti e cose simili e non so niente di biglietti, di tutte queste incombenze. Sono davvero impacciata in tutti questi ambiti. Per questo mi assistete voi in queste cose, perché veramente io non so (farle).

Anche il tempo per me è un vero problema: non so che ore siano adesso. Davvero un problema con l’orologio, è sempre capovolto! (Risate).

Ma c’è un aspetto positivo (risate): conosco molto bene me stessa e so ridere di me stessa, così non mi sento mai colpevole. So ridere di me.

Non posso imparare queste cose adesso. Ho imparato una quantità di cose umane ma ora non riesco ad imparare a firmare un assegno, dove firmare, cosa firmare. Sono proprio negata per questo. Potete anche farmi firmare la mia condanna a morte. Vedete, sono così. Non so, firmo e basta, mi fido e funziona. Fino ad ora niente è andato troppo male. Ma è così.

Quindi non importa. Si può gestire. Ed è così che si dovrebbe guardare a se stessi. Non sentitevi in colpa, ma mancano alcune cose.

Sarebbe bene che riusciste ad acquisire anche altre qualità. Credo dovrebbe essere questo l’atteggiamento nei confronti di Sahaja Yoga: nessun lavoro è al di sotto della nostra dignità.

Alcuni hanno molto ego: “Bene, sto arrivando, perché non c’è una stanza per me?”. Gente tanto stupida non ha niente a che fare con Sahaja Yoga, vi assicuro. “Devo avere una camera speciale; perché non dovrei averla?”.

Questo è segno inequivocabile di una persona stupida; è assolutamente indice di qualcuno che non ha mai saputo cosa sia la comodità, non ha mai capito cosa sia la ricchezza, il lusso.

È qualcosa di molto meschino, come un mendicante che si metta a implorare: “Dammi cinque scellini!” e poi chieda cento scellini e così via. Chi chiede tutte queste cose, chi ha pretese, non è un re.

Il vero re è chi accetta qualunque cosa si presenti sulla sua strada, perché ha acquisito la maestria.

È questo l’atteggiamento giusto. È così che deve essere un sahaja yogi. Chi continua a lamentarsi, a brontolare per piccolezze non è un sahaja yogi. Un sahaja yogi è un re: egli dà, dà la realizzazione, ciò che è supremo, assoluto. Bene? Cosa c’è?

Shakuntala Kerswell: (parla in marathi)

Shri Mataji: (risponde in marathi)

Lei sta dicendo una cosa molto sottile sul puja, e cioè che anche quando celebriamo il puja alla fotografia, dovremmo avere tutto l’occorrente: un kalasha[8] e tutti gli altri oggetti; non dovremmo celebrare semplicemente il puja a pratima (fotografia[9]).

Così (le) ho detto: “Tu sei venuta fin qui per dire loro queste cose. Loro non le sanno”. Quindi dovrebbero esserci i dipam[10] e tutti questi oggetti, correttamente predisposti. Anche per la fotografia, è nel protocollo. Alcune cose del protocollo… ormai Gavin sta diventando un grande pandit (esperto), sapete! Sta ottenendo un attestato in gestione del puja (Shri Mataji ride, risate). Quindi è meglio che parliate con Gavin; chi ha problemi riguardo al puja, chieda a Gavin.

 

Gavin Brown: Madre, io stavo giusto per chiedere a chi ha delle conoscenze sul puja di venire a dirmelo (Gavin ride, risate, Shri Mataji ride).

Shri Mataji: Va bene, alcuni di voi dovrebbero… chi ha qualche informazione sarebbe bene che le condividesse anche con lui. Sì, buona idea.

Chaya non è venuta oggi? No. Lei ne ha parlato molto. Poi adesso è venuta lei, Shakuntala è qui, inoltre abbiamo questa signora.

Ci sono molte persone che possono parlarvene e potete riuscire bene. Questo va bene. Dunque, la conoscenza del puja. Come? [Gavin dice qualcosa ma non si sente] Dovrebbe esserlo. E chi vuole occuparsi del puja adesso, si alzi. (Si alzano in molti, ndt) Così però è troppo (risate).

Conoscere il puja. Va bene? Buona idea. Chiedete a Gavin.

Dovremmo veramente raccogliere (informazioni) sullo svolgimento dei vari matrimoni, sui mantra, sul significato, tutte queste cose. Penso che dovremmo proprio redigere un libro in merito, buona idea. Dovreste partecipare tutti, proporre le vostre idee, va bene? Grazie.

Intendo nel senso di domandare: “Cosa si dovrebbe fare?”, “Cosa si deve fare?”; “Cosa è corretto?”. Così che lui possa lavorarci e noi troviamo un punto comune. Bene?

Dio vi benedica.

Sedetevi, sedetevi. Qualche altro aspetto? Sì?

Yogi: Shri Mataji, mi chiedevo cosa accadrà in merito ai lavori di costruzione in Sahaja Yoga. Qualche tempo fa abbiamo discusso dei Golden Builders (Costruttori d’oro).

Shri Mataji: Sì. Siete una società registrata, vero?

Yogi: Sì, Shri Mataji.

Shri Mataji: Vi siete registrati come “Golden Builders”?

Yogi: Credo di sì.

Gavin: Dovresti accertartene.

Yogi: Sì.

Gavin: È la cosa migliore.

Shri Mataji: Bene, tutti coloro che sono interessati in costruzioni, decorazioni e ristrutturazioni, si alzino in piedi, per favore. Vicky (Halperin), tu cosa costruisci?

Victoria Halperin: Madre, mi interessa la parte della decorazione, se è adatta e si può integrare nella costruzione. L’aspetto della decorazione. Con il Suo permesso.

Shri Mataji: Davvero? [Vicky: “Sì”] Allora è meglio che diate tutti il vostro nome a Vicky (risate). Facciamolo. Infatti, vi dico anche che ho dato un buon consiglio a John.

Gli ho detto di scattare delle foto della mia casa e di usarle per fare pubblicità, per far sapere che: “Questa è la casa che abbiamo costruito, questo è ciò che abbiamo fatto”. Tu puoi farlo, ad esempio, mostrando il tuo filmato: “Io ho scattato la fotografia”, “Io ho fatto quest’altro”. Tutto questo, sapete, e potete usarlo come materiale pubblicitario. Così potrete portare con voi un album e dire che lavorate con i “Golden Builders”.

Warren: Un altro ambito, Shri Mataji, è la musica.

Shri Mataji: Bene. Per la musica per favore alzatevi. Bernard (Rackham) non è qui. C’è?

Bernard Rackham: Sì, Shri Madre.

Shri Mataji: Bene. Qualcuno… Perché ho già chiesto a lui di fare una cosa. Allora te ne occuperai tu?

Bernard Rackham: Sì, Shri Madre.

Shri Mataji: Va bene. Potete tutti mettervi in contatto con lui, per qualunque cosa si debba fare in ambito musicale? D’accordo? Per favore, sedetevi.

Ora, un altro aspetto è la fotografia, le fotografie. Adesso si dovrebbe archiviare tutto. Ricordate cosa abbiamo fatto.

Gavin, devi prendere tutti i nomi delle persone che devono… Dovreste dare, tutti quanti, ai vostri leader tutto ciò che avete detto, senza esitazione. Vorrei vederlo.

Ora la fotografia: chi scatta fotografie si alzi.

No, di più. Altre persone per le fotografie, sono molte di più.

Gavin Brown: Chi ha fatto delle belle fotografie a Madre si alzi in piedi!

Shri Mataji: Chi ha fatto cosa? Che cosa dici?

 

Gavin Brown: “Quelli che hanno fatto delle belle fotografie a Madre si alzino!”. Ho pensato che se ne sarebbero alzati di più, invece alcuni si sono seduti! (Risate)

Shri Mataji: Alcuni…?

Gavin Brown: Si sono seduti.

Shri Mataji: Va bene. Dov’è Don?

Yogi: È di là in cucina… Madre.

Vicky Halperin: Sta preparando il tè, Madre.

Yogi: Sta preparando il tè.

Shri Mataji: Come?

Vicky Halperin: Sta preparando il tè per Lei, Madre.

Shri Mataji: Sta facendo cosa?

Yogi: Una tazza di tè per Lei, Madre.

Shri Mataji: Oh, ho capito. Quindi anche Don. (Ray) Harris se ne occuperà. Ray, tutti voi dovreste contattare Ray. Date a lui i vostri nomi. Va bene?

Ora. L’aspetto legale è molto importante.

Quindi, avvocati e funzionari statali per favore si alzino. No, ci sono (non si vede, ma probabilmente lo dice perché non si era alzato nessuno, ndt).

E tu? Sei un funzionario doganale, vero?

È meglio che ti alzi. Nessun funzionario di polizia? Qualcuno che abbia a che fare con il governo, sì.

Sì, bene. D’accordo, tu ti occuperai di questo. Bene! Conosci lui o no? D’accordo.

Bill Hansel: Madre, posso parlare dell’importanza di acquistare eventualmente proprietà attraverso Sahaja Yoga e dei vantaggi che si potrebbero ottenere utilizzando un’associazione di volontariato? Al momento non ne siamo a conoscenza, ma a Birmingham abbiamo fatto delle ricerche. So che Ray di Derby si occupa dell’aspetto legale di molte questioni di pertinenza dell’amministrazione locale.

Shri Mataji: Puoi alzarti?

Bill Hansel: E ci è stato di grande aiuto nel definire i dettagli dei mutui e via dicendo, e ci ha fornito alcune informazioni.

Ma siamo anche ansiosi di sapere quali vantaggi potrebbero derivare ai sahaja yogi se si potesse utilizzare un’associazione di volontariato – pare che possano esserci dei vantaggi a livello finanziario – e se possiamo raccogliere delle informazioni.

Shri Mataji: Bene. Per questo aspetto proporrei David Prole. Dov’è? Alzati in piedi! Quelli interessati all’acquisto di proprietà, e ad associazioni di volontariato e cose simili. Chi è interessato? Alzatevi. Dov’è Ian? Sì.

Gavin Brown: Madre, abbiamo avuto qualche dettaglio dal nostro commercialista sui covenant

Shri Mataji: Cosa? Dettagli su cosa?

Gavin Brown: Ricavare denaro in base ai covenant[11]. È molto vantaggioso ai fini fiscali.

Shri Mataji: Bene. David Prole deve essere tenuto al corrente di ogni informazione che ricevete. E (si devono) ricevere da lui tutte le informazioni necessarie. Tramite lui affronteremo i problemi relativi alla proprietà. D’accordo?

Facciamo qualcosa di collettivo. Dovreste tutti dargli i vostri nomi. E quelli che ora sono stati nominati responsabili dovrebbero darci un’idea completa. Qualsiasi problema che riguardi le vostre proprietà dovrebbe essere sottoposto a questa commissione. Intesi?

Ora, c’è un altro aspetto che è il più importante e il più grosso grattacapo: i matrimoni! (Risate, Shri Mataji ride) Per questo deve esserci un gruppo internazionale e…

[A lato, ad una yogini che porta una tazza di tè: “Bella! Molte grazie, grazie”] Tu sei nel gruppo della fotografia, giusto? Chi ha la responsabilità delle fotografie? Ray Harris. Giusto?

Yogini: Sì, Madre.

Shri Mataji: Contattatelo. Adesso fate qualcosa di positivo, dei progetti positivi, realizzate qualcosa. Fatemi sapere. Ci sono fotografie su fotografie e non si sa dove siano raccolte, chi le abbia scattate, dove siano le copie, niente. È tutto sparpagliato ovunque.

D’accordo? Si deve dunque eseguire una archiviazione corretta, con una comprensione adeguata.

Per i matrimoni, credo che Warren sia il più indicato (risate e applausi). Warren, dovresti alzarti!

E, adesso, chi vuole contribuire al successo dei matrimoni, nel senso di consigliare le persone, fare in modo che capiscano, parlare loro ed anche organizzare i matrimoni, i futuri matrimoni, come un’agenzia matrimoniale. Chi vorrebbe dare un aiuto. Dovrebbero offrirsi alcuni degli anziani per questo.

Warren: Gavin (risate).

Shri Mataji: Vorrei che lo facessero. Sì. Che ne pensi, Magda? Non ti sei proposta per niente. Dai! Pat (Prole), dov’è Pat? Chi altri? Dovrebbero essere persone felicemente sposate, in qualche modo. Sì, bene, Sarah (Setchell). Sì, bene.

Gavin Brown: Hester (Spiro) è fuori, Madre.

Shri Mataji: Come?

Gavin Brown: Hester.

Shri Mataji: Ci sono persone anche fuori? Per i bambini, loro saranno addette ai bambini. Chi è fuori si occuperà dei bambini.

Bene. Eccoli dunque. Per favore, date a lui i vostri nomi, oggi. Tutti questi nomi devono essere dati oggi, durante questo seminario. Va bene?

Ora i bambini, ultimo punto e il più importante. Chiamateli. Sei un’insegnante, vero? [Yogini: “Sì”] Sì. [Yogini: “Sì”] Insegni in una scuola?

 

Yogini: Pensavo di scrivere un libro, Madre, sull’insegnamento della lettura.

Shri Mataji: Bene.

Yogini: Però devo prima concludere con l’insegnamento.

Shri Mataji: Proprio ora stavamo pensando di aprire una scuola a Hounslow. Ma tu dove vivi?

 

Yogini: Vivo a Hampstead, Madre.

Shri Mataji: È troppo distante.

Yogini: Insegno ancora, ma questo è il mio ultimo anno prima del pensionamento.

Shri Mataji: Va bene. Ora, quanti di voi hanno bambini, bambini piccoli, e sono interessati a questo? Vediamo. Alzatevi in piedi. Tutti i genitori che hanno bambini piccoli. Tutti i genitori che hanno bambini molto piccoli. Entrate, prego, entrate.

Penso che David (Spiro) sia il più adatto per questo. David, vuoi occupartene tu? Lasciate che se ne occupi David. Tutti voi dovreste mettervi in contatto con David per questo progetto. Ora dovreste sedervi tutti e soltanto David dovrebbe rimanere in piedi, così potranno riconoscerlo.

Dovrai anche occuparti dei bambini problematici. Ci sono bambini difficili. Ma dobbiamo trovare il modo per poter trattare con i bambini con delle problematiche e te ne parlerò. Coloro che hanno bambini con problemi per favore si alzino.

Lei sta meglio, molto meglio adesso. Ma che mi dici di te?

Signor Nagaraj: La sordità nei bambini è (considerata) un problema, Madre?

Shri Mataji: Che cosa dice?

Gavin Brown: Chiede se la sordità nei bambini è considerata un problema.

Shri Mataji: In un certo senso, in un certo senso lo è, infatti deve essere trattata. Chiaro? Quindi occorre occuparsi anche di coloro che hanno bambini problematici. Possono esservi due casi: bambini con problemi e quelli che non ne hanno.

Se hanno dei blocchi, se ancora non gioiscono della vita, se hanno piccoli problemi, o se prendono blocchi dai loro genitori, sono tutte cose da affrontare.

Su questo punto devo dire una cosa: quando abbiamo bambini problematici a volte la colpa è anche dei genitori, oppure può esserci qualche difetto in loro o qualcosa che non va.

Ora, in questi casi, dobbiamo capire che soltanto il giusto approccio dei genitori può aiutare i bambini a riprendersi.

Pertanto, qualsiasi indicazione, qualunque cosa venga suggerita loro, non devono rimanerci male, bensì accettarla e correggere i propri modi e metodi, e tutto si risolverà. Intesi?

Questa è una promessa (che dovete fare): nessuno ci rimarrà male, ma accetterà come un ottimo consiglio qualunque cosa dobbiamo dire loro, perché occorre prestare un’attenzione particolare a questo.

In particolare con le donne ho visto che, se si dice loro qualcosa, si mettono a piangere. È un potere dell’acqua che non posso vincere (risate).

Io non piango così tanto, non è così? Non so perché si debba piangere così tanto e turbare tutti. A queste persone non sarà permesso di piangere! Se devono correggere i propri figli, per prima cosa non devono piangere, né versare lacrime, né tenere il broncio. Soltanto così potremo risolvere il problema. D’accordo? Quindi è fatta, anche questa è fatta.

Bene, fate uscire i bambini perché non sono ancora tranquilli. Possiamo vederlo.

Sono molto rumorosi. Non sono normali. Quindi potete portarli fuori. Penso che la maggior parte di loro siano bambini con dei problemi, perché non riescono a sentire le vibrazioni!

Si poteva sentire, sapete. Avete sentito la pesantezza, quando sono entrati? È stato molto triste. Quelli che ci si aspettava svolgessero grandi compiti, ora stanno male. È a causa dei genitori.

Adesso penso di poter andare. Oppure, qual è il programma che seguirà?

Gavin Brown: Madre, questa sera volevamo cantare qualcosa, così abbiamo fatto dei libri (dei canti).

Shri Mataji: Cos’è? Potete passarmelo? L’altro?

Yogini: Gradirebbe qualcosa per pranzo, Madre?

Shri Mataji: Che cosa carina che hai! (Una yogini Le porge una tazza di tè) Che cosa carina (mostra apprezzamento per la tazza). Grazie.

Yogini: Gradirebbe qualcosa per pranzo, Madre? Abbiamo preparato qualcosa per Lei.

Shri Mataji: Pranzo?

Yogini: Abbiamo preparato del formaggio fresco.

Shri Mataji: Non so. Devo pranzare? (Risate) Questa è un’altra cosa che manca.

Finora non ho pranzato, credo. D’accordo?

Allora, quale canzone, Gavin? Perché non cantare “Io sono il tuo fratello rakhi”?

Warren: Shri Mataji, c’è un gran lavoro da fare sui nastri.

Shri Mataji: Come?

Warren: Occorre fare un gran lavoro per trasferire tutte le Sue registrazioni su nastri definitivi. Voleva incaricare qualcuno per aiutare Djamel?

Shri Mataji: Mel?

Warren: Djamel, Djamel.

Shri Mataji: Dov’è Djamel? Non l’ho visto.

Gavin: Verrà nel pomeriggio.

Yogi: Il suo volo è stato cancellato.

Gavin: Verrà dopo.

Warren: Verrà nel pomeriggio. Djamel, qualcuno… Abbiamo bisogno di persone che siano tecnicamente… beh, che ogni settimana possano dedicare del tempo per copiare molti dei Suoi vecchi nastri.

Shri Mataji: Chi vuole aiutare a copiare i miei vecchi nastri, per favore si alzi. Che abbia le conoscenze tecniche.

Warren: Doveva essere fatto a Londra.

Shri Mataji: Ma abbiamo solo un apparecchio. Possiamo comprarne un altro?

Warren: L’apparecchiatura è adeguata, Madre. Shri Mataji: Come?

Warren: Ormai hanno apparecchiature sufficienti.

Shri Mataji: Solo uno.

Warren: Djamel è ben organizzato per copiare. È di persone che abbiamo bisogno.

Shri Mataji: Dovete venire, dividetevi tra di voi e (rivolta a Shakuntala) Marathi chi tumhi kara! E non c’è nessuno che parli hindi qui? Chaya può occuparsi dei discorsi in hindi. Possono andare all’ashram a farlo.

Ian non sarà sempre qui, ma Djamel sì. Dovete contattare Djamel, offrirgli il vostro aiuto e dirgli che vi piacerebbe farlo.

Quanti ce ne sono che possono dedicare del tempo? Derek, ti sei alzato anche tu. Puoi andare qualche volta all’ashram?

Derek Lee: Ho le attrezzature per fare le copie a Cambridge, Madre. Loro mi mandano i nastri ed io posso farne contemporaneamente venti o quaranta in una volta.

Shri Mataji: Va bene? [Warren: “Bene”] Alcune persone che possano dedicare un giorno.

Warren: Un giorno ogni settimana. Forza, dovrebbero esserci molte persone disposte a farlo.

Shri Mataji: Sì.

Warren: A Londra, a Chelsham Road.

Shri Mataji: Potete dare i vostri nomi a Djamel? Dovrebbero venire anche altre persone. È un compito enorme, sapete.

Warren: Risalgono tutti al 1974. Si stanno tutti deteriorando e i nastri di Madre andranno perduti se non lo facciamo rapidamente. Dobbiamo anche investire del denaro in un registratore digitale in modo da rendere la registrazione permanente.

Shri Mataji: Questa è una buona cosa. È molto importante.

Warren: Bene, allora qualcuno prenda i nomi. Tu, Ian, vorresti farlo?

Shri Mataji: (Si sente il pianto dei bambini da fuori) I bambini non stanno bene. Hanno un blocco al Nabhi sinistro: c’è qualcosa che non va nelle madri.

(A lato, ad una yogini) Ah, cosa c’è?

Yogini: Sto dando il mio nome.

Shri Mataji: Come?

Yogini: Sto solo dando il mio nome a Ian.

Shri Mataji: Bene. Questo lavoro va fatto quando me ne sarò andata. Dovreste dare tutti il vostro nome. Ricordatevene: spero che vi ricordiate. Dato che vi siete alzati e seduti più volte, ricordatevi quando vi siete alzati. Ci si può dimenticare.

Yogi: Shri Mataji, potrei fare una proposta? Con tutti coloro che sentono di poter scrivere articoli per giornali o riviste, potremmo sferrare una massiccia offensiva a giornali o riviste per cercare di farvi pubblicare degli articoli.

Shri Mataji: Che cosa dice?

Gavin Brown: Dice che devono esserci delle persone preparate a scrivere articoli su Sahaja Yoga per pubblicarli su riviste e giornali.

Shri Mataji: Sì.

Gavin Brown: E che dovremmo fare uno sforzo in questa direzione.

Shri Mataji: Sì. Questo è un aspetto.

Ritagli di giornale e cose simili. Pensavo a John Noyce, se è qui. Non so. [Yogi: “Sì, Madre”] Ci sei? È lui che dovrebbe incaricarsi di questo, John Noyce.

Puoi alzarti? Ora, per favore, si alzino tutti quelli che vogliono occuparsi di selezionare i trafiletti dai giornali di tutto il mondo, raccogliere tutti gli articoli da pubblicare. Intendi nelle riviste?

Gavin Brown: Sta dicendo di scrivere sulle riviste.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Un team editoriale addetto espressamente a filtrare tutti gli articoli che vengono scritti e poi li indirizzi a varie riviste e pubblicazioni.

Shri Mataji: Cosa ha detto?

Gavin Brown: Dice che le persone potrebbero cominciare a scrivere ora per la pubblicazione e che il materiale dovrebbe essere tutto revisionato e inviato.

Shri Mataji: Sì. Ecco. Ma abbiamo anche ritagli di giornale sparpagliati che andrebbero raccolti in un archivio, studiati e contrassegnati. Sì.

 

Warren: Questo è un lavoro molto adatto a John. Lui è molto bravo in questo.

Shri Mataji: Sì è quello che ho detto.

Warren: Ed un altro gruppo con David, forse.

Shri Mataji: Allora. David (Prole) si occuperà della proprietà e tutto il resto, gli abbiamo già affidato un incarico che, da solo, è sufficiente per ucciderlo (risate). Ma tu puoi unirti a lui in questo, nel senso che puoi far parte anche di quel gruppo. Quindi, quelli che vogliono raccogliere tutte le interviste, i giornali, i ritagli e anche i vostri contributi personali, si alzino per favore. Non si tratta solo di scrivere, ma di raccogliere.

Bene. Valerie è adatta.

Possiamo parlare, ad esempio, anche di ciò che si può fare, di come preparare e realizzare opuscoli e brochure; anche di questo. Va bene? E questo è uno.

C’è poi un altro aspetto molto delicato: i contatti. Ecco, i contatti con la televisione ed altri canali pubblicitari. Ora, qualsiasi cosa riguardi la nostra pubblicità dovrebbe essere fatta da John Noyce, ma per i contatti esterni e tutto il resto? Valerie?

Ray Harris: Posso proporre John Glover per questo incarico?

Shri Mataji: Oh, dov’è John Glover?

Ray Harris: Penso che stia arrivando, Madre, ha avuto qualche problema con la macchina. Penso stia arrivando.

Shri Mataji: No, è per qualcos’altro. Ma penso che Valerie sia più indicata per questo. Te ne occuperai tu? Alzati.

Ora, chi vuole partecipare a dei programmi, nel caso si organizzi qualche rappresentazione teatrale o qualcosa per la televisione, oppure della pubblicità da qualsiasi altra parte al di fuori, tramite altre agenzie, per favore si alzi. Bene.

Gavin Brown: Anche Bogdan, il dottor Bogdan.

Shri Mataji: Bogdan. E John Noyce. Non ho visto Bogdan, dov’è?

Gavin Brown: Non penso sia ancora arrivato, Madre.

Shri Mataji: Va bene. Allora tu farai parte del gruppo con loro. Ma Valerie è la leader. Va bene? Sedetevi, per favore.

Ma ricordatevi che avete promesso tutte queste cose davanti a me. In pratica abbiamo coperto moltissimi aspetti. Vediamo cosa raggiungeremo. Allora, Paul [Winter], qual è il tuo incarico? Digitalizzare tutto? (Risate)

Paul Winter: Non al momento, Madre.

Shri Mataji: Bene, alzati, ti occuperai di questo. (Risate e applausi). Questo è Paul.

Paul Winter: Vorrei dire, Madre, che l’attrezzatura che produciamo si sta vendendo molto bene in India. Vendiamo sistemi in Marathi (interruzione del video), Gujarati, Bengali, Tamil, tutti.

Shri Mataji: Quindi, Paul sarà responsabile di qualsiasi tipo di videoscrittura, di digitalizzazione. Ora, chi vuole aiutarlo in questo, chi è bravo nel campo informatico e può dare idee in questo campo, per favore si alzi.

Bene. Chi altri?

Yogini: Madre, forse anche Djamel potrebbe aiutare.

Shri Mataji: Djamel, anche Djamel. Bene.

Per favore, annotate tutti i loro nomi su un foglio.

[Una yogini prende la tazza di tè offerta a Shri Mataji: “Posso aiutare, Madre?”]

Gavin Brown: Warren potrebbe parlare del programma di Brian in Nuova Zelanda?

Shri Mataji: Può raccontarlo dopo, va bene? Brian ha fatto un buon lavoro. Ha realizzato una serie sui ricercatori e, in uno dei programmi, un ragazzo riceve la realizzazione davanti alla mia fotografia, e viene mostrata la mia fotografia in televisione! (Applausi) Ma questo è ad Auckland, in Nuova Zelanda, dove abbiamo un Primo Ministro dinamico e straordinario[12]. Penso che, dopo Sadat (il presidente egiziano Anwar el-Sadat), sia un’altra anima realizzata.

Spero che anche il Primo Ministro di qui ottenga la realizzazione o che avremo qualcuno che sia un’anima realizzata, una delle due. Spero che lei (Margaret Thatcher[13]) ottenga (la realizzazione) (risate). Pregate per questo.

Adesso possiamo andare? Per quando è previsto il pranzo?

Yogi: Per la verità vogliono che pranziamo adesso. Vogliono che pranziamo adesso.

Warren: Il Suo pranzo sta arrivando, Shri Mataji.

Shri Mataji: Qui? Ma nessuno mangerà ora. Pranzerò solo io?

Yogini: Il pranzo adesso è pronto per tutti noi, Madre.

Shri Mataji: Per tutti noi? Allora va bene. Cos’è quello, Gavin? (Shri Mataji indica un grande pacco in confezione regalo).

Gavin Brown: È qualcosa di Sheffield per Lei.

 

Shri Mataji: Come?

Gavin Brown: È qualcosa di Sheffield che… (Parole indistinte)

Yogi: È solo un souvenir.

Shri Mataji: Solo? (Risate) Grazie molte. È piuttosto pesante. (Risate)

Bene! Che Dio vi benedica. Puoi aprirlo e farlo vedere a loro. È qualcosa che viene prodotto qui. Insomma, non era necessario, ma hanno detto che devo ricordarmi. Mi sarei ricordata in ogni caso, ma è una loro idea, che devo fare?

È qualcosa che producono qui.

(Uno yogi scarta il regalo: una teiera ed una tazza realizzate a Sheffield con l’argento Sheffield)

Ecco. Guardate. Oh, che splendida decorazione (applausi). Fatte a Sheffield?

Yogi: Sì, prodotte a Sheffield.

Shri Mataji: È una bellissima fattura, vero? È meglio di quello che mi avete mostrato (risate) (Uno yogi scarta la lattiera: “Questa qui è la lattiera, Madre”) Questo è il terzo pezzo. Ora mettiamolo qui. È bellissimo. E lo vedrò ogni giorno, ogni mattina. È bellissimo. Una bellissima decorazione, devo dire. Sapete, lo abbiamo copiato, abbiamo questa stessa decorazione, la usiamo a Calcutta. Veramente! Credetemi! È bellissimo. Che bellezza. Avete preso quattro pezzi! [Yogi: “Quattro pezzi”] È bellissimo. Guardate (applauso).

Grazie mille, grazie.

Ringrazio tutti i sahaja yogi di Sheffield per questo bellissimo regalo e lo userò ogni giorno. Grazie mille. Dio vi benedica.

Penso sia meglio riporlo con cura nella scatola. È bellissimo, non è vero? Potete dargli tutti un’occhiata. Fatelo vedere.

La decorazione è molto bella e delicata. Chi l’ha preso? Warren, l’hai preso tu?

Warren: L’hanno preso loro, Madre.

Shri Mataji: Veramente?

Yogi: L’ho preso io con Jo, Madre, stamattina.

Shri Mataji: No, questo non lo avevo visto! [Yogi: “Stamattina”]

Questo ha una decorazione. Quello che avevo visto io non aveva nessuna decorazione.

Warren: Non sono riusciti ad acquistare quello che voleva Lei, così questo è in sostituzione. Ma costa meno. (Risate)

Shri Mataji: Veramente? (Risate) Sahaj! Viene dallo stesso negozio!

È un oggetto bellissimo. Ed anche di dimensioni ragionevoli. L’altro era enorme (risate). Bene.

Allora, facciamo un po’ di musica? E, Gavin, se vuoi mangerò, altrimenti è meglio che vada. Non voglio crearvi problemi. Io infatti ho già mangiato.

Warren: Il cibo sta arrivando.

Gavin: Sta arrivando per Madre.

Shri Mataji: No, perché disturbarvi?

Gavin: Se vuole, chiedo, è pronto ma non è ancora arrivato. (Non chiaro)

Shri Mataji: Va bene. Allora, sentiamo questo (bhajan). (A lato) Posso?

Gavin Brown: Questa non la sappiamo ancora molto bene qui.

Shri Mataji: Ma che begli oggetti, vero? Voglio vedere la decorazione.

Yogi: Chi conosce la canzone del “Fratello Rakhi” venga e si metta in un angolo…

Yogi: Madre, Warren mi ha appena ricordato che avrei dovuto dirle che ho lavorato per tre anni per la ditta produttrice dell’argento! Ci ho lavorato, ma ora non più.

Shri Mataji: Cosa?

Yogi: Ho lavorato per quella ditta. È la Parkin’s Silversmiths. Lì non c’è scritto, ma è prodotto da una ditta che si chiama Parkin’s.

Shri Mataji: Ma cosa c’è scritto qui?

Yogi: “Placcato argento, Sheffield, Inghilterra”.

Shri Mataji: Fatto a Sheffield? [Yogi: “Sì, Sheffield”] È bellissimo. È fatto molto bene. Bene. Tu hai lavorato lì? Ah! (Shri Mataji ride)

Yogi: Per tre anni, Madre.

Shri Mataji: Buona idea. Bene. Ora.

[Gli yogi cominciano a cantare la canzone: “Io sono il tuo fratello rakhi”]

Shri Mataji: Bello!

Ora, i vostri suggerimenti (per altre canzoni).

Yogi: Madre, al momento non abbiamo nessuno strumento musicale. Sono tutti fuori, nelle auto.

Shri Mataji: Potete prenderli? Bene.

Yogi: Li prendiamo? O preferisce rimandare a stasera, Madre?

Shri Mataji: Potreste andare a prenderli? Sì, sì, sarebbe bello. Andate. Chi ha gli strumenti dovrebbe andare a prenderli.

Pat è arrivato, penso, è seduto fuori. Che c’è? Cosa ci fai lì?

Pat Anslow: Ho fatto tardi, Madre.

Shri Mataji: Ora faresti meglio ad unirti a noi. Aggiungetelo nel gruppo dei costruttori (risate). (Pat Anslow era un idraulico).

Yah, yah. Tumhi bahar kai basle (Marathi: “Vieni dentro. Cosa fai lì fuori?”) Mrs. Kuthet? (Dov’è tua moglie?”)

Yogi: Ata Bahar et (“In questo momento è fuori”).

Shri Mataji: Bolungya (“Dille di entrare”).

Per favore prendete gli strumenti musicali, se sono fuori.

I volti dei sahaja yogi sono così diversi, sapete! (Shri Mataji ride) Appaiono così differenti. Ognuno è un’opera d’arte, penso. Così belli! Cosa sta dicendo lei?

Gavin Brown: Sta dicendo che c’è una nuova canzone scritta da Diane di Sheffield.

Shri Mataji: Veramente? Fantastico! Ascoltiamola! Portala. Sì, perché no? Dovremmo averne una di Sheffield.

[Shakuntala Kerswell porta una poesia che ha scritto per Shri Mataji] Che cos’è? (Marathi)

Lei ha scritto una poesia in marathi. Ve la tradurrò. Dice così: “Mio figlio che è un sahaja yogi vi dice… manifesta la conoscenza. Mio figlio che è un sahaja yogi manifesta la conoscenza. Io chiedo a tutti voi – qui sono io a parlare (Shri Mataji) – chiedo a tutti voi, io che sono la madre di questo bambino, di prestargli attenzione”. (Shri Mataji ride)

Questo è tipicamente indiano: noi definiamo kautuk l’atteggiamento di trattare il proprio figlio con tenerezza, esprimere l’affetto per il figlio. Lei descrive l’amorevolezza che ho io per il figlio. Il mio figlioletto, si dice Sonula, il bambino d’oro: “Il mio bambino d’oro parla con tale amore, con dolce…” – come chiamate il modo di parlare di un bambino? Come? [Gavin: “Linguaggio infantile”] No, questo non va bene. [Alcuni yogi: “Parlottare”] Come? [Gavin: “Parlottare”] (Termine non chiaro) [Alcuni yogi: “Parlottare”] Parlottare? È un termine adatto? Insomma, i sahaja yogi che parlottano (risate).

Come? Possiamo definirlo “il bellissimo modo di parlare dei bambini”. Qui “bambino” sta per l’innocenza. Egli vi parla con innocenza. “E ascoltandolo – qui sto parlando alla gente – ascoltandolo la vostra attenzione andrà in profondità, lascerà tutto ciò che è esteriore e si rivolgerà all’interno”.

E dire… Nirupana la kai manaitza Marathit? (significato: “Come spiegare il termine marathi ‘nirupana’?”) Nirupana. Nirupan è la spiegazione del Divino. Ma è unita con il mio nome Niru. Niru è il mio nome. Quindi c’è un gioco di parole con il termine Niru-pana. Pana significa il concetto astratto di Niru, il parlarne. C’è questa parola. Nirupana ha un doppio significato: vuol dire spiegare il concetto astratto di Madre, e Nirupana significa anche spiegazione del Divino.

“Oh Dio, accordagli le benedizioni – sono io a parlare – lui vive in questo mondo come una persona comune, ma ha anche raggiunto un Sahaj samadhi”.

Ha raggiunto il Sahaj Samadhi: come sapete, è la consapevolezza illuminata. Ma lui vive nel mondo. Non ha rinunciato a nulla.

“Per le persone ignoranti egli si è avvalso dell’aiuto di chaitanya”. Lui è … Tumza Marathi vyachar bahar ahe English chya; difficile spiegarlo in inglese. Barobar (Va bene”). Fatemi provare.

Jinkita amrutatze jinkita payizya gyave Nirmala chi bol” (Shri Mataji traduce come segue:) “Continui a conquistare, una sfida dopo l’altra, l’ambrosia delle parole di Madre. Invoca il Suo nome e puoi farcela”.

È molto poetica.

Dnyana deepa doliyatze te zyalita te jovana” “Negli occhi è accesa una luce e, con quella, tutte le luci si accendono; e i siddhapurusha, coloro i quali hanno raggiunto il siddhata – che sono grandissime anime più elevate – sono venuti ora su questa terra per assistere al Mahayoga. Essi osservano. I loro Spiriti osservano questo Mahayoga dei miei figli”.

Capito? Significa più o meno questo. Adesso non ho grande dimestichezza, devo dire. Dovremo sederci (forse per fare una traduzione più precisa, ndt). Ma la lingua marathi è molto molto profonda. Tradurla è molto difficile, ma ci ho provato.

Sistemateglielo un po’ (il microfono). (Shri Mataji parla in Marathi: “…Harmonium…)

Shakuntala: (Canta per tutti la poesia in marathi. Applausi)

Shri Mataji: Non ho colto il punto nell’ultima parte. “Dnyana dipa doliya” – “Gli occhi dei miei figli si illuminano, c’è uno scintillio negli occhi, nei vostri occhi. La luce accesa nei vostri occhi è la luce della conoscenza e, quando illumina…” Tejogana la English madey kai mantilo? “Tejogana” la kai manje? (Trad.: “Come si dice “Tejogana” in inglese?”)

Come si chiamano? Come si chiamano i raggruppamenti di luci nei cieli? Come li chiamate? Costellazioni? Sì, sì, costellazioni, sì. E quando queste luci sono accese, le costellazioni… le grandi anime evolute sono venute sulla terra come costellazioni. Infatti esse vedono lo scintillio negli occhi, e sono venute tutte su questa terra per vedere il Mahayoga che sta operando attraverso di voi.

È bella. Molto bella. Grazie. Molto toccante (applauso).

Yogini di Sheffield: Questa canzone è stata scritta…

Shri Mataji: Leggi… parla da lì, è meglio, così sarai ripresa.

Yogini: Questa canzone inizialmente è stata scritta da me, ma ho ricevuto un grandissimo aiuto dai fratelli sahaja yogi di Sheffield e ho bisogno di Gareth Reynolds alla chitarra. Per dare la migliore sonorità…

Shri Mataji: Sarei contenta se poteste mettere (il microfono) qui, altrimenti avrò la luce in faccia, oppure orientate la luce dall’altra parte. Una delle due.

Warren: Spostate i microfoni.

Shri Mataji: Non riesco a vedere il viso lì. Sarebbe meglio metterlo da questa parte. Sì, molto gentili. Sì, bene. Sì, così va meglio. Quello cos’è? (Risate)

Yogi: Sto portando il tavolo davanti a Lei.

Shri Mataji: No no no, sto bene così, sto bene così. Va bene. Non so. No no no no, davanti no. Va bene. Ci riesco. Va bene. Grazie, molte grazie. (Risate)

[La yogini e lo yogi di Sheffield cantano “Tu sei l’Oceano”].

Shri Mataji: Ben fatto (applauso, Shri Mataji applaude). Eccellente. Molto bella. Eccellente. Composta ed eseguita molto bene e, devo dire, anche musicalmente è composta molto bene.

Dio vi benedica. Bellissima. È questa la qualità.

Bellissima. Questa è Sheffield. (Applauso) Stupenda. (A Warren) Canti anche tu? (Risate)

 

Warren: Ho le lacrime agli occhi. Shri Mataji, il personale del catering insiste che dobbiamo assolutamente mangiare adesso.

Shri Mataji: Allora è meglio mangiare, è quello sto dicendo! Perché non mangiate? È meglio che andiate a mangiare, e se volete posso mangiare anch’io.

Bene. Allora smettiamo con la musica. Mi dispiace, ma loro devono mangiare ed io devo tornare a Londra. Spero, spero di incontrarvi di nuovo qualche volta, prima di tornare in India. Non conosco il programma, ma Gavin sta cercando di organizzare un altro grande incontro da qualche parte, sperando che faremo meglio a Londra e che qualcuno abbia con sé dei cerotti! (Risate, Shri Mataji ride) Vediamo.

Dio vi benedica.

Tutti coloro che devono pranzare vadano, per favore, altrimenti gli organizzatori vi faranno morire di fame! (Shri Mataji ammira la teiera d’argento che ha ricevuto in regalo)

Che oggetto avete trovato, devo dire! [Interruzione nel video] La ditta è uguale a quella che abbiamo visto, vero? Stesso stile, è lo stesso stile? Simile. Ah. Ma quelli non avevano nessuna garanzia, nessuna, e nessuna decorazione. Questi hanno la garanzia? Sì. Per quanti anni?

[Uscendo, Shri Mataji parla individualmente con gli yogi]

… Significa goffo (il termine inglese è ‘awkward’, ride). Oh, capisco. Thomas, come stai? Bene? (Guardando i bambini) Stanno tutti bene. Guarda quello, come se ne va dappertutto.

È andato a posto. Vanno a posto, assolutamente a posto. Assolutamente normali. Sì. È così che dovrebbero diventare i bambini. Dove andiamo?

 

Yogini: Dritto.

Shri Mataji: Che posto immenso. Sarebbe dovuta venire Athena. Ciao. Perché, che cosa succede? Chi piange? Oh! Avete intenzione di seguirmi fino lassù? (Risate)

[I sahaja yogi cantano “Mataji, Mataji”]

Shri Mataji: (A lato a qualcuno) Ti sto lasciando tua moglie. Molte grazie, grazie. Grazie. Ciao!

Grazie, grazie infinite. Grazie, grazie, molte grazie. Grazie, grazie, molte grazie.

(Ad una yogini) Trasmetti il mio amore a tutti. Va bene? Diglielo.

Vieni a Londra? Vieni a Londra?

Alcune yogini: No, no… dovrebbe essere lunedì.

Shri Mataji: Lunedì, sì? Bene.

Fa molto freddo, fa molto freddo!

Bene. Ciao! Olympia, ti stai occupando di tutti i bambini? Bene! Lui sta bene adesso! Bene, prima classe! Bellissimo. Grazie.

Yogi: Bolo Jagan Mata Shri Nirmala Devi ki!

Gli yogi: Jai!

Yogini: Nirmal Vishwa Dharma ki!

Gli yogi: Jai!

Yogi: Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devi ki!

Gli yogi: Jai!

[Shri Mataji entra in automobile salutata dagli yogi che cantano il suo “Jai”]

Shri Mataji: Torna indietro… Danya, vieni.

Yogini: Danya, Shri Mataji ti sta chiamando.

[Gli yogi cantano “Jerusalem”]

Shri Mataji (saluta con la mano gli yogi mentre l’auto si allontana): L’abbiamo già costruita, abbiamo costruito Gerusalemme! Abbiamo costruito Gerusalemme!

[L’auto di Shri Mataji si allontana salutata dalle grida “Jai” degli yogi]

[Fine del video]


[1] Estratto dal programma pubblico a Sheffield tenuto il giorno precedente: “È una gran gioia per me tornare a Sheffield. Il nome ‘Sheffield’ ha sempre evocato una sorta di mistero nella mia mente. Il nome Sheffield potrebbe derivare da ‘She Field’ (il campo di Lei), in cui Lei rappresenta l’energia Madre, l’energia dentro di voi che crea in voi questo campo e che si ritrova nella (Bhagavad) Gita”.

[2] All’arrivo di Shri Mataji, i sahaja yogi hanno cantato “Mother, I adore You”: “Madre, io Ti adoro / Ti offro tutta la mia vita / Quanto Ti amo!”.

[3] Lett. Tremare, scuotersi.

[4] L’apartheid divideva i cittadini in quattro categorie:

  • Bianchi (afrikaner maggioritari e inglesi sudafricani o persone comunque di origine europoide) che godevano dei pieni diritti pur essendo una minoranza; solo i bianchi avevano preminenza e pieni diritti civili e politici, pur avendo il divieto di mescolanza razziale, matrimonio misto e di utilizzare le zone riservate ai neri;
  • Asiatici (minoranza molto piccola, prevalentemente di origine indiana, lavoratori espatriati durante il periodo dell’Impero britannico e nei primi anni del XX secolo).
  • Coloured (quasi tutti meticci del Capo, ossia mulatti discendenti da schiavi deportati da inglesi e olandesi dall’Africa dell’Ovest).
  • Bantu, cioè tutte le popolazioni nere, costituivano la maggioranza assoluta; dovevano vivere in regime di segregazione razziale dai bianchi nelle città, o risiedere nei bantustan.

[5] Swami Ramdas (1884-1963) è stato un indiano santo, filosofo, filantropo, pellegrino.

[6]John Kenneth Galbraith (19082006) economista, funzionario e diplomatico canadese naturalizzato statunitense. È stato fra i più celebri e influenti economisti del suo tempo, nonché critico della teoria capitalista tradizionale.

“La società opulenta: in questo libro Galbraith esprime la tesi secondo cui l’evoluzione della società e dell’economia va verso una direzione in cui ciò che conta sono soprattutto, se non soltanto, i livelli dei consumi che i consumatori, appunto, esprimono, tanto che, da quegli anni in poi, i cittadini non vengono quasi più considerati persone portatrici di idee e valori, ma solo “consumatori”, esplicitando, in tal modo, il fatto che a livello sociale si conta solo in funzione del proprio livello di consumi.

[7] L’East End («Estremità orientale»; in inglese per intero: East End of London) è un’area di Londra situata ad est della City (il centro storico e finanziario) e a nord del Tamigi.

[8]Il vaso di metallo o argilla, riempito di acqua e decorato con foglie di mango, su cui viene appoggiato il cocco durante il Puja.

[9] Pratima: termine che significa ‘statua’. I sahaja yogi in Maharashtra usano questa parola per indicare la fotografia di Shri Mataji. Shri Mataji l’aveva anche utilizzata in riferimento alla Sua fotografia nelle frasi in marathi pronunciate prima.

[10] Lampada ad olio.

[11] Un covenant è un termine generale che si utilizza per una causa contrattuale ai contratti di mutuo che obbliga il beneficiario di un mutuo a fare o non fare certe cose o determina parametri da rispettare. In particolare il riferimento in questo contesto sembra essere ad agevolazioni fiscali per associazioni benefiche o di volontariato.

[12] David Lange (Otahuhu, 4 agosto 1942 – Auckland, 13 agosto 2005) è stato un politico neozelandese. Fu Primo ministro della Nuova Zelanda dal 1984 al 1989, anno in cui si dimise. Figlio di un medico, prima di iniziare la carriera politica esercitò la professione di avvocato.

[13] Margaret Thatcher, la “lady di ferro” che governò il Regno Unito dal 1979 al 1990.