Navaratri Puja, Sasthi – Sesta Notte di Navaratri

Weggis (Switzerland)


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S H R I  M A T A J I  N I R M A L A  D E V I

 Navaratri Puja, Sasthi – Sesta Notte di Navaratri

 Weggis (Svizzera), 19 Ottobre 1985


Oggi è un grande giorno di Navaratri. Ci troviamo sulla cuspide tra il sesto e settimo giorno. Il sesto e il settimo sono i giorni in cui Mahasaraswati terminò la propria opera e iniziò l’incarnazione della Shakti stessa. Alle dodici di oggi la Dea assume su di sé la shakti.

Ovviamente, come sapete, Mahakali e Mahasaraswati rappresentano entrambe il potere di Shri Sadashiva. L’Adi Shakti per prima cosa assunse la forma di Shri Mahakali, che è il potere del desiderio.

Ma tutti questi poteri non sono altro che il potere dell’amore di Dio. Quindi, nella concatenazione di questo grande amore di Dio, l’Adi Shakti dovette per prima cosa diventare il potere del desiderio.

Analogamente, i sahaja yogi, che sono stati investiti di questo potere di amore, devono avere nel cuore un desiderio totale di amore. Questo desiderio è molto diverso da ogni altro tipo di amore umano che abbiamo conosciuto. Negli altri tipi di amore umano, quando intrecciamo relazioni con gli altri, nutriamo delle aspettative, ed è per questo che sono molto deludenti.

Le nostre aspettative volano sempre più alte della nostra comprensione e della realtà. Di conseguenza soffriamo a causa di delusioni e frustrazioni. E l’amore, che deve nutrire e appagare, diventa un lavoro ingrato.

Quando poi ciò si riflette negli esseri umani, diventa il desiderio di essere amati da tutti, non quello di amare gli altri. Tutti (secondo voi) dovrebbero amarvi; ma il punto è quanto voi amate gli altri. Per natura ognuno pensa per sé, quindi in realtà nessuno ama. Quando però si tratta di vero amore, allora il sacrificio diventa naturale. Non lo chiamate più sacrificio, ma privilegio.

Noi diciamo che dare amore è un privilegio. È una grande opportunità per noi poter amare, è una grande fortuna per noi poter amare, è una benedizione divina per noi poter amare e dare.

Il dare inizia quando realizzate – non quando capite, ma quando realizzate – l’amore, il potere dell’amore che si esprime. Questo è il terzo potere che inizia ad esprimersi poiché, dopo questo, una persona diventa attiva, kriyasheet.

È così che ha inizio l’azione per raggiungere questo stato in cui si dà amore. All’inizio cominciamo ad attivarci in molti modi. Come ho detto, iniziamo ad avere aspettative e a pensare di amare gli altri, agiamo per questo. Nella follia secondo la quale gli altri dovrebbero amarci, rispettarci, considerarci fantastici, riconoscerci, iniziamo ad amare qualcos’altro che non è così importante.

Così, per prima cosa, ci proiettiamo sul denaro. Il denaro diventa una questione importantissima. Si pensa che se abbiamo denaro la gente ci amerà, che diventeremo molto potenti in quanto gente danarosa, ricca. Così ci mettiamo ad accumulare denaro, ad amare il denaro. Ma il denaro non è la verità; non amiamo la verità. Quando iniziamo ad amare il denaro, ci mettiamo a pensare ai problemi ad esso connessi. Persone così possono diventare avare persino nei confronti di Dio. Di fatto, non hanno mai denaro perché, se non si può spendere il proprio denaro, è come non averne. Se non se ne può disporre, a che serve avere denaro? Per questo motivo hanno problemi, perché amano il denaro e non Dio Onnipotente. Si preoccupano del denaro ma non della verità.

Da qui si passa al secondo aspetto: il potere. Vogliono il potere, vogliono diventare presidenti, ministri, burocrati e via dicendo. Desiderano il potere. Pensano che, se avranno un grande potere, la gente li rispetterà e li amerà. Ma sono sommersi dalla paura. Ciò che ottengono è la paura. Hanno sempre paura.

Anche i ricchi hanno paura. Per questo, nella Bibbia si dice che il prezzo del peccato è la paura. Cos’è il peccato? Il peccato è non amare la verità; è questo il peccato. Quando non si ama la verità, è peccato. Quando si comincia ad essere preoccupati per la propria posizione – ad esempio, il presidente pensa che perderà il proprio incarico, il vice presidente pensa che sarà licenziato, il primo ministro pensa che potrebbe non essere eletto, i burocrati pensano che perderanno il proprio incarico, che non otterranno promozioni o qualcosa del genere – nascerà un problema.

Tutta questa gente soffre di un terribile senso di paura. Non ha alcun tipo di libertà.

E la gente di questa categoria sprofonda assolutamente nella paura, anche peggio della gente che ha denaro. Infatti, una volta sconfitti, sono sconfitti, non possono mai più riprendersi. Non c’è alcuna possibilità. Una volta perse le elezioni siete perduti, nessuno vi guarderà. Ho conosciuto persone che hanno ricoperto altissime posizioni e che, una volta persa quella posizione, nessuno prende in considerazione, se ne vanno a piedi da soli, diversamente ci sarebbero almeno cento auto ad attenderli.

E una volta che avranno perso le loro cariche, nessuno li considererà, andranno a piedi proprio come persone normali. Persino vedendo accadere tutte queste cose, questa verità che appare davanti a loro in modo così evidente, non si attengono alla verità, non realizzano la verità, non la realizzano dentro di sé.

Capiscono per un po’ e dopo se ne vanno. Quando poi la persona muore, si nota che qualche uomo danaroso, un uomo ricco, viene dimenticato, nessuno si interessa a costui che è stato ricco. Al contrario, quando muoiono i primi ministri e tutta quella gente in posizioni elevate, escono subito libri sulla loro vita privata, su tutte le sconcezze che hanno commesso, tutte le cose orribili che hanno fatto e sulla vita che hanno condotto.

Non vi è alcuna fragranza nella loro vita, nessun idealismo, niente. Questo perché non hanno compreso la propria responsabilità nei confronti del pubblico e di se stessi, ed hanno rovinato la propria vita privata. Di conseguenza, dopo la loro morte, si ha questo tipo di reazione.

L’altro giorno stavo leggendo un’intervista con un notissimo attore. È nato realizzato, lo so, ma è andato completamente giù. Dice: “Mi chiedo che ci sia di male nel bere, nel giocare d’azzardo, nel fumare. Infatti, dopo tutto morirò, quindi che importanza ha? Supponiamo che mi venga il cancro: e allora? In ogni caso dovrò morire, quindi perché non godermi questi piaceri della vita?”.

Ma che ne sapete della morte? Continuate pure. Poi, tutto quello che avete fatto salterà fuori e la gente non vorrà le vostre fotografie in casa. I bambini vi sputeranno. Che mi dite di questo? La vostra vita non è ciò che è oggi o per i tre, quattro o dieci o quindici anni del vostro cosiddetto successo. Ma quando morirete, tutta questa follia scomparirà e la gente scoprirà la verità su di voi. È così che il potere della popolarità viene meno. Questa popolarità dozzinale, questo trattamento meschino nei confronti di voi stessi vi conferisce una personalità che non sarà rispettata, che non sarà accettata; nessuno vi considererà qualcosa di grande. Continuerà per qualche tempo, ma complessivamente una persona così non avrà dato nulla all’umanità.

Il potere di Saraswati agisce in questo modo. La gente intraprende un’azione con lo scopo di ottenere potere. Dovrebbe attivarsi, invece, per scoprire la verità. Saraswati dovrebbe darvi l’aggancio per scoprire la verità. Allora, quando vi avventurate in quegli strani luoghi e sentieri, scoprite che non è quella la via, che l’abbiamo mancata.

La via è da qualche altra parte, e noi l’abbiamo smarrita. Troviamo la vera via, perché tutto questo non dà gioia. Questo si può apprendere dagli altri, dalla storia, da molte altre cose e dai vostri genitori, dalla vostra società, da voi stessi e anche dai vostri figli. Se volete imparare, questa è la qualità dei pujari di Saraswati, nel senso che essi si dedicano a gyana, alla realtà. Nei Veda, all’inizio dei Veda, si dice che se, leggendo questi quattro Veda, non si ottiene vida – vida è la conoscenza sul sistema nervoso, ossia la realizzazione – non serve a niente leggere i Veda.

Il primo aspetto di Saraswati è che, attraverso la lettura, attraverso il processo della manifestazione di Saraswati, dovete arrivare a comprendere che questa è una competizione sfrenata e noi dobbiamo venirne fuori, uscirne. Quando questo accade, il principio di Mahalakshmi, il terzo principio, inizia ad agire in voi.

Il principio di Mahalakshmi inizia allora ad esprimere pienamente il proprio amore attraverso il processo evolutivo dell’essere umano. Contemporaneamente, l’uomo inizia ad evolversi, osserva da testimone ciò che accade su entrambi i lati e usa il suo potere di Mahalakshmi. Nella prima fase del potere di Mahalakshmi, egli inizia a uscire dall’abitudine comune dei legami familiari e delle altre schiavitù umane quali il potere, il denaro, la lussuria; e inizia a muoversi su di un piano più elevato. Ci dà una nuova idea di popolarità stabilendo la verità, poiché, attraverso il potere di Mahalakshmi, voi scoprite la verità sul vostro sistema nervoso centrale e, in definitiva, si tratta della luce di un cervello illuminato.

Quando il potere di Mahalakshmi inizia a manifestarsi, si inizia a pensare agli altri. Non dal punto di vista materiale, ossia della sofferenza della gente da un punto di vista materiale: “Adesso c’è la popolazione dell’Etiopia, chi la salverà? Dobbiamo procurarle cibo e quant’altro”. No. Si va alla radice dei problemi. Perché?

E neppure si pensa che dovrebbe esserci una pari distribuzione di denaro e ricchezza. No. Tutto questo è superficiale. Infatti, qualsiasi cosa si faccia, la gente non è felice. Sente di non avere nessuna libertà. Chi ha denaro non è felice perché conduce una vita demoniaca in cui è libero di comportarsi da demonio. Non esiste alcun senso di totalità, nessun senso di collettività. Quando si diventa così, neppure ci si rende conto di essere diventati demoni. Diventa tutto come un grosso martirio. Si combatte per i territori, per le nazioni, per i diritti e si fanno cose orribili di ogni genere. Si inizia a distruggere le gente, gli esseri umani. Ogni tumulto odierno – soprattutto in Occidente, ed anche in tutti i Paesi arabi, direi – è l’effetto del lato destro.

E in Oriente i tumulti sono causati dal lato sinistro. È davvero sorprendente, ed anche un grosso contrasto. Per me è uno strano dilemma. A volte non riesco a capire perché, laddove sono tanto fissati con la castità, laddove si preoccupano molto della castità e tutto il resto, abbiano un problema di lato sinistro. Fanno puja, hanno shraddha – sono come i cattolici, diciamo – non sono mai ricchi. Raramente qualcuno, tranne in Svizzera, dove credo siano tutti ricchi poiché sono molto orientati al denaro.

Invece, laddove la gente è di lato destro, trascura la castità e non si preoccupa del lato destro, hanno problemi di lato destro; è molto sorprendente. La ragione è che, laddove si preoccupano della castità, ci si fissano troppo.

Ora, supponiamo che una persona celebri puja e continui a fare puja, puja, puja dalla mattina alla sera, senza svolgere alcuna attività. È molto facile fare un puja, vero? Arrivate, qualcuno fa il puja per voi, ricevete le vibrazioni, siete piacevolmente benedetti, tornate a casa. Non si deve fare niente, nessuna attività. Così non c’è equilibrio. Fanno il puja e pensano: “Oh, hanno fatto tutto molto bene”. No. Se siete una persona di lato destro allora il puja vi aiuterà, ma non se siete di lato sinistro.

Il puja aiuta, certo; il mio puja vi aiuterà, non c’è dubbio, per entrambi i lati, perché io non sono né di lato sinistro né di destro né altro.

Riguardo al puja, quando…supponiamo che un uomo celebri un puja alla Dea. In India si fanno molto coraggio per celebrare il puja alla Dea, questo non lo sapete. Però, per il modo in cui viene seguito il Saptashati[1], costoro diventano posseduti senza riuscire a capire (come accada). Il motivo è, prima di tutto, che hanno una statua di qualche deità fatta da qualche persona orribile. Quando vogliono celebrare il puja alla Dea, sono timorati di Dio, tutto è a posto, abbiamo templi in cui si trovano anche swayambhu scaturiti dalla Madre Terra e che sono venerati; quindi dovrebbe andare tutto bene. Eppure no, diventano posseduti. Come mai? Perché la maggior parte di questi templi sono frequentati o infestati da spiriti. Infatti, vi si celebrano riti tantrici di ogni genere. E quando la gente va lì a fare i puja, che cosa accade? Che viene attaccata, diventando maggiormente di lato sinistro.

Ora, i musulmani ed altri che credono in un Dio che è Nirakara, ossia senza forma, vanno sul lato destro. Esiste un Dio senza forma, tutto bene, il senza forma è ovunque Dio, in me, in voi, in ciascuno c’è Dio, Dio è chiunque. Anche se siete un demonio siete Dio. Non c’è niente di sbagliato in nessuno, sono tutti Dio; ci si basa su questo principio. In questo modo vanno sul lato del sopraconscio e diventano demoniaci.

A quel punto devono guerreggiare, poiché sono demoni. I diavoli devono lottare, diversamente come esisteranno? Lottano, aggrediscono, vanno in altri Paesi, li invadono, li conquistano, pensano sempre ad aggredire gli altri.

Si aggredisce (anche) in un modo più sottile: oggigiorno i media sono aggressivi in Occidente. Esistono molti metodi di aggressione e per loro l’aggressione è qualcosa di molto dharmico. Per qualsiasi cosa. Porranno domande dirette, arroganti, offensive e crudeli, diventano crudeli. È così che iniziano i tumulti quando iniziamo ad usare il potere di Saraswati in modo sbagliato o il potere di Mahakali in modo sbagliato.

Ecco perché in Sahaja Yoga prima del puja dobbiamo impegnarci in molte attività. Dovete decorare la sala, dovete procurare i fiori, dovete organizzare tutto alla perfezione. Guardate le rose, come sono belle! Allora, con tutte le attività che svolgete, iniziate ad equilibrarvi. Poi vi mettete a sedere per il puja.

È come quando di giorno si lavora e di notte si dorme. Per riposare, per arrivare al luogo in cui riposare, dovete essere attivi. Come chi scala l’Himalaya per giungere alla meditazione. Infatti, dopo che vi siete stancati, potete riposare. Diversamente, se ci fosse per la meditazione soltanto qualcuno della Svizzera, diciamo, una persona molto veloce, dovrete versargli addosso la colla per farlo stare fermo, perché è sempre agitato. Salterà in continuazione.

Prima del puja, dunque, deve esserci attività, occorre creare l’equilibrio. Le signore devono trovare i sari e le bluse e tutto il resto e preoccuparsi di disporre i fiori, preparare le cose e così via. Numerose attività. Dobbiamo viaggiare. Per gli inglesi è stato necessario spostarsi dall’Inghilterra per organizzarsi con il denaro e le stanze e tutto quanto per venire qui, spostarsi sul lato futuristico, pensare a quanto avrebbero pagato, come restituire il prestito. Hanno dovuto eseguire tutta questa pianificazione futuristica, prima di venire in Svizzera. Invece, essendo la Svizzera il luogo più attivo, è meglio celebrare qui il puja, così che non saranno così tanto attivi (non dovendo viaggiare, ndt). È così che la Dea organizza tutto.

Inizia così a svilupparsi l’ascesa. In questo, nella vostra ascesa, il gioco della Dea è, da secoli, il Navaratri. Ecco perché il Navaratri è il puja più importante. In Sahaja Yoga, il Navaratri è il puja più importante, sebbene nel Sahaja Yoga moderno si possa identificare nel giorno del Sahastrara, in quanto è così che avete iniziato ad ottenere la realizzazione. Ma se riandate a tutti gli eventi storici dell’evoluzione, troverete che il Navaratri è quello che vi ha condotti al Sahastrara. Senza l’aiuto della Dea, ai vari stadi della vostra ascesa, non sareste stati nella condizione di ricevere la realizzazione. Pertanto, tutti i passi che avete fatto nel passato, sono oggi onorati e usati per ringraziare la Dea per ciò che ha fatto per attirarvi. È dunque come un ringraziamento. Senza la Sua opera niente sarebbe potuto accadere.

Quindi, quando ci documentiamo sulla Dea, sulle Sue incarnazioni, (vediamo) come sia giunta su questa terra per salvare i Suoi bhakta – le persone che cercano di ascendere, di attraversare questo Bhavasagara – come abbia lavorato strenuamente, come abbia combattuto contro i demoni, come abbia lottato, ucciso i demoni da sola, come abbia assunto su di Sé la responsabilità di far oltrepassare alla gente il Bhavasagara.

Il guru vi ha dato la forza, vi ha insegnato il dharma, ma è Lei che vi ha tratti fuori (dal Bhavasagara, l’oceano delle illusioni, ndt). Neppure le persone dharmiche ci erano riuscite, a causa della pressione demoniaca. Lei ha combattuto da sola, con i suoi poteri distruttivi. Nel suo amore per voi ha lottato, conducendovi a questo livello. E poi ha assunto la forma di una incarnazione più dolce. Anche all’epoca di tutti i guru, lei, come sapete, ha preso la forma di Janaki, che era la figlia di Janaka; poi di Fatima, la figlia di Maometto; e di Nanaki, la sorella di Nanaka. In quelle forme, questi Poteri hanno sostenuto e nutrito il Principio del Guru e, in seguito, o a volte contemporaneamente, si sono incarnate in forme più dolci per aiutare gli esseri umani ad ascendere.

Oggi dunque è il giorno del ringraziamento, così come il Guru puja è un giorno di ringraziamento per il vostro Guru, che vi ha consigliati, che vi ha parlato della verità, che vi ha insegnato la verità e vi ha dato la realizzazione. E il puja alla Dea è un ringraziamento in quanto da sola, proprio come una madre molto amorevole, vi ha protetti sotto il suo sari, ha combattuto per voi, ha lottato contro ogni nemico presente, contro qualsiasi problema esistente portandovi infine a livello del Sahastrara e dandovi la realizzazione. È un vero e proprio ringraziamento alla Madre. Per questo si può dire che il Navaratri è come una Festa della Mamma nella quale la ringraziate per il suo incessante, continuo lavoro per i suoi figli.

La posizione di madre è molto più importante della posizione di guru; infatti, il guru è colui che vi prepara, che vi rende efficienti, ma la Madre perdona, vi ama, vi sostiene e vi insegna ad amare. Lei è dotata di pazienza e amore straordinari. E lo fa da sola, non si aspetta niente da voi; assolutamente disinteressata. Disinteressata è una parola molto inadeguata, direi: si tratta di una compassione talmente traboccante da avvolgere tutto ciò che è sbagliato; lo dissolve, lo digerisce, lo assorbe.

È dunque un giorno davvero grandioso di Navaratri per tutti i sahaja yogi. Infatti, poi Lei prese forma come Sita, il Potere di Shri Rama, il potenziale silenzioso, sofferente. Quanto soffrì, quanto patì! Poi assunse la forma di Radha. Poi venne sotto forma dei cinque poteri di Saraswati, le cinque mogli di Shri Krishna. Poi venne come Maria. Quella fu la sofferenza maggiore, credo, veder crocifiggere il proprio Figlio. Dovette affrontare la sofferenza, una sofferenza silenziosa, paziente. Assistere a tutta quella rappresentazione fu troppo. Lei affrontò tutto questo perché voi tutti dovevate oltrepassare il vostro Agnya chakra. Dovette sacrificare il proprio Figlio. Per un padre è facile farlo, ma è molto difficile per una madre. Voi siete tutte madri, molte di voi, e saprete che cosa significhi avere un figlio e come ci si senta.

Dopo aver fatto questo, Lei perviene allo stato in cui darvi la realizzazione. È un lavoro di straordinaria pazienza, come sapete, eccezionale pazienza e comprensione. Gli esseri umani, col passare del tempo, si sono indubbiamente evoluti per la realizzazione, ma hanno anche sviluppato stili molto strani, stupidi, tortuosi, assurdi. È impossibile capire come seguano le loro stupide idee e quanto possano essere problematici. Possono essere talmente tortuosi, strani, importuni che a volte è persino difficile perdonarli.

Nonostante ciò, oggi, qui in Europa, nella terra del Guru, trovo che in moltissimi avete ottenuto la realizzazione. L’orgoglio della Madre, la gioia della Madre è indubbiamente sconfinata per questo. È una cosa talmente grande vedere i Suoi figli seduti qui a ricevere da Lei tutti i poteri. Ora, di nuovo, quando ci troviamo in questa situazione, dobbiamo conoscere il primo principio dal quale tutto ha avuto inizio, ossia il potere dell’amore. È il potere dell’amore che vi ha condotti a questo stato, ed è il potere di amore che esprimerete, manifesterete, (e grazie al quale) evolverete.

Ora, dopo essere entrati in Sahaja Yoga, anche le tentazioni diventano sempre più sottili. Certe volte cerchiamo di praticare Sahaja Yoga, cerchiamo di diffondere Sahaja Yoga, per il potere. Magari vi sentite soli, così volete avere altri sahaja yogi. Magari lo fate pensando che è un modo per aumentare il vostro potere. Trovo che anche i problemi di leadership sono problemi di ego. Qualcuno è designato leader e allora un altro si risente, tutto questo continua. Io vedo lo svolgersi della commedia, bisticciano come bambini piccoli. Che cos’è questa leadership? È qualcosa di artificiale, non è neppure segnalata su qualche giornale. Come si hanno governi finti, abbiamo una finta leadership. E la gente lotta per questo, la lotta per il potere diventa più sottile, diventa sempre più sottile.

Poi nascono problemi legati al denaro. Alcuni pensano che Sahaja Yoga sia un modo grandioso per fare denaro. Oppure altri pensano: “Possiamo ottenere moltissimo denaro perché Madre benedice la gente con denaro e prosperità, quindi restiamo in Sahaja Yoga”. Però non spendono un centesimo, sapete, si limitano a gestirlo. No, non è così. È proprio l’opposto! Qui c’è ancora un altro dilemma, poiché in India, che in confronto a tutti voi è un luogo di povertà, tutti donano denaro.

Tutti gli amministratori fiduciari, in ogni centro in cui ve ne siano, devono donare almeno cinquemila rupie per assumere questo incarico. Ovviamente io non ci guadagno niente, ma devo avere donato io stessa non so quanto per diventare l’Amministratrice dei sahaja yogi. Voi però dovete fare donazioni. E quando diventate avari, significa che lo stesso problema continua. Avete conti bancari ma la fonte è esaurita, e non vi è rimasto nulla. Il conto bancario dovrebbe essere con Dio. Allora Egli vi pagherà un interesse superiore al capitale. Esiste qualche banca che lo faccia? Sicuramente non la Banca Svizzera: dovete pagare per depositare il denaro presso di loro.

È così. Dovreste attingere, cercare sempre di andare alla sorgente. Questo diventa sempre più sottile, nel senso che la gente pensa: “Adesso i nostri figli sono anime realizzate”. Bene, e con questo? Non sono deità, no? Diventano così coinvolti con i propri figli… insomma, questa è un’altra stupidità in cui cadono le donne. Per loro il proprio figlio è importantissimo, si attaccano molto al bambino. Insomma, mentre prima trascuravano i bambini, adesso alla gente sembrano colla per come stanno appiccicate continuamente ai figli.

E questi bambini non possono crescere correttamente se non date loro libertà. Date loro piena libertà di crescere. Ma, naturalmente, guidandoli a capire che sono persone maestose, ossia sahaja yogi, che sono nati realizzati in quanto sahaja yogi; e a capire come dovrebbero comportarsi da bravi sahaja yogi.

Instaurate un rapporto con loro, parlate loro, parlate di come dovrebbero sviluppare quella dignità interiore grazie alla quale dovrebbero essere così. Non tenendoli appiccicati a voi. Non è questo il modo. I bambini non cresceranno mai correttamente, neppure fisicamente, se li tenete attaccati a voi.

In Occidente, ora vedo emergere nuove idee secondo le quali i bambini devono stare appiccicati alle madri. Si va da un estremo all’altro. Diventano molto di lato sinistro. Anche se saranno cresciuti di età, non cresceranno nel cervello, non cresceranno nel comportamento se stanno appiccicati alla madre. Se piangono un po’ per avere un po’ di luce, non importa, ma i bambini devono essere fatti dormire lontani dalla madre. Non dovreste tenere continuamente i bambini in braccio. Non ce n’è bisogno. Non è il bambino a volerlo, è la madre che lo vuole. E ho visto anche alcuni padri incollati ai figli. E poi dicono: “Madre, mio figlio è viziato, è così, è cosà”.

Questi bambini diverranno posseduti molto presto, se li rendete dipendenti da voi. Diventeranno posseduti molto presto.

L’altro aspetto è renderli esageratamente indipendenti: “Arrangiatevi da soli”. Per esempio, quando eravamo a Oxted, una bambina di sette anni era solita venire a darci i giornali. Era la figlia di un lord. E alle cinque del mattino, circa, con quel freddo, era solita salire fin lì in bicicletta per consegnare i giornali. E quando dissi alla madre: “Che state facendo? È molto pericoloso, questa bambina è in pericolo, è una bambina, come potete farle questo?”, lei rispose: “No, no, deve essere indipendente”.

Da un lato farli essere autonomi e dall’altro tenerseli appiccicati: è ancora la stessa sottile attitudine possessiva, è possessività.

“Questo è mio figlio; devo badare al bambino; il bambino è un’anima realizzata”, e così via. Non è soltanto vostro figlio ad essere un’anima realizzata: in Sahaja Yoga i figli di tutti sono anime realizzate. Quanto fate voi per i figli degli altri? O vi preoccupate soltanto di vostro figlio? L’abitudine dovrebbe essere questa: se comprate una cosa per vostro figlio, compratene altre due per un altro bambino. Comprate cose migliori per un altro bambino e meno cose per vostro figlio. Lasciate che vostro figlio condivida le cose con gli altri. Quando comprate qualcosa, comprate qualcosa che lui possa condividere. Insegnategli a condividere.

Infatti, benché siano anime realizzate, con madri e padri simili diventeranno ancora le stesse persone avare di vecchio stampo, attaccabrighe, litigiose, che si picchiano e si disturbano l’un l’altro. Quindi state attenti. Vi stupirete che, essendo anime realizzate, vi saranno estremamente, estremamente utili. Affidateli alle cure di altri sahaja yogi, contate su di loro, lasciate che se ne occupino loro. E attraverso i bambini si crea il sentimento di unità, i bambini sono quelli che uniscono tutti.

Invece: “Non toccare mio figlio! Questo è mio figlio!”: appena qualcuno arriva, chiudete la porta. Così tornate ad essere come erano le vostre madri. Non vi è nessuna guerra in corso, in Sahaja Yoga. Noi siamo in un governo di Dio. Occorre rendersi conto di questo: non occorre andare alla ricerca di tutte queste cose inutili, di questi piaceri della vita.

Capite la vostra responsabilità: siete sahaja yogi, all’inizio, alla fine e nel mezzo.

E in quanto sahaja yogi, qual è il vostro dovere? È quello di essere completamente dediti al miglioramento e al bene degli altri. Questa è la sola cosa che vi nutrirà per l’ascesa. Occuparvi dei vostri bambini in questo modo, come matti, non vi aiuterà, avrete problemi. E se trascurate i vostri figli, avrete problemi.

Quindi state al centro e siate semplicemente testimoni di tutto questo. È un difetto molto comune, all’inizio, di ogni sahaja yogi che entra in Sahaja Yoga. Mi invieranno la lista di cinque generazioni da una parte e cinque generazioni dall’altra: “Mio padre, i miei fratelli, le mie sorelle, questo, quello, i cugini naturali, quell’altro (parente) naturale è malato. Madre, per favore, mettici la Tua attenzione”. E quando metto l’attenzione, essa torna indietro: non riesco a localizzarlo. All’inizio va così, va bene, all’inizio dico: “Va bene, sono appena entrati”. Voi però non vi rendete conto che questi sono tentacoli che vi tengono in basso, che non vi permettono di ascendere al regno di Dio. Nel regno di Dio, tutto ciò che vi appartiene, persino i capelli, è custodito da Dio Onnipotente. Ogni cosa, riuscite a capirlo, a rendervene conto? È tutto fatto da miliardi, miliardi e miliardi di poteri dell’Adi Shakti. Che cosa mai potete fare voi? Niente! Eccetto preoccuparvi e creare problemi.

Così, oggi che siete nel regno di Dio, credete ed assumete quel potere che è benevolenza attiva, la cui natura è benevolenza attiva, che noi chiamiamo hita. Se siete malati, è per il vostro bene; se siete sani, è per il vostro bene; se avete denaro, è per il vostro bene, se non avete denaro, è per il vostro bene.

Tutto è per il vostro bene nel regno di Dio. Non giudicate secondo i vostri standard personali.

Chi considerate una persona benevola, oltre a me, in questo mondo? Veramente, nel senso reale del termine.

Prendiamo un uomo molto ricco: è benevolo? No. È felice? No. È rispettato? No. Deve essere almeno un’anima realizzata per avvicinarsi un po’ a quella descrizione. E se dovete ascendere al regno di Dio, dovete sapere che tutto funziona attraverso il Suo potere: la vostra attività, la vostra inattività, il vostro sonno, ogni cosa è mossa dai Suoi poteri di amore. L’amore non può mai danneggiare, non può mai distruggere. Iniziate (ad usarlo) un po’ e vi sommerge di fiori.

Cercate però di comprendere la vostra natura. Supponiamo che siate di lato sinistro: ho visto che sono per lo più le persone di lato sinistro a voler sempre celebrare i miei puja, mentre quelle di lato destro li organizzano. Fate il contrario. Dovete conoscere la vostra natura, darvi un equilibrio e poi entrare nel regno di Dio.

Se, ad esempio, passando da una porta avete sulle spalle un carico troppo pesante – nel senso che siete di lato sinistro – allora spostate il carico dalle spalle alla testa ed entrate. Se invece ne avete troppo sulla testa (essendo di lato destro, ndt) spostatelo sulle spalle ed entrate.

Quando siete stanchi, fate così ogni giorno: se questa mano (mostra la mano destra) è stanca (di portare un peso), lo spostate nella mano sinistra. In aeroplano, vedo la gente camminare tenendo (la valigia) in una mano e, automaticamente, quando (la mano destra) è stanca, la passa alla sinistra. In modo automatico. E non sono sahaja yogi. Ugualmente, anche nella vita, se avete usato troppo un lato, cercate di usare l’altro per darvi equilibrio.

Il Navaratri è il giorno che serve a darvi equilibrio. Chi ha la mano destra stanca riceverà energia nella sinistra. Chi ha la mano sinistra stanca riceverà energia nella destra, per condividere fra tutte e due il peso. Chi ha problemi di denaro risolverà i propri problemi di denaro. E chi ha problemi di sonno risolverà i propri problemi di sonno.

Ma ci si può chiedere: “Nel caso in cui qualcuno abbia entrambi i problemi, che cosa fa?”.. Conosco qualcuno così; ho vissuto lì, in quel Paese. Quando sono maggiormente dotati di potere dormono, così come chi ha denaro; non hanno preoccupazioni. Che cosa dovremmo fare per questa gente? Certo non ve lo dirò, ma si deve fare qualcosa al riguardo. Si deve escogitare qualcosa. Non si muovono proprio e, se glielo dite, la risposta è: “Lo so, lo so, dormo un sacco, so di essere così. Lo so, lo so”. È così. Allora che dite? Questo vi blocca completamente, non potete andare oltre. Se lo sanno già, che altro c’è da dire? È un’intera montagna eretta lì per distruggervi completamente.

Occorre quindi agire, tutti devono fare qualcosa. Qualcuno lo sta facendo. Se qualcuno, diciamo, sta facendo un certo lavoro e un altro non lo aiuta, questo lavoro non potrà essere completato; è un lavoro collettivo, non potete, una persona da sola non può farlo. Ho visto che accade così. È un lavoro collettivo. Così raggiungiamo la posizione in cui il Navaratri oggi non è soltanto il lavoro svolto finora da Madre, ma è il lavoro di ciascuno di voi. Io non posso farlo da sola. Se avessi potuto, non sarebbe stato necessario che voi foste qui; avrei costruito un aeroplano, vi ci avrei messi, spinti in qualche modo, lo avrei chiuso e vi avrei messi lì.

Ma non è possibile. Dovete essere tutti voi a condurre il vostro aeroplano, costruirlo e condurlo voi stessi con dignità, non come bambini piccoli. Per questo dovete maturare. E questa maturità deve essere ottenuta a livello collettivo. A scuola, all’inizio, vi insegneranno che due più due fa quattro. Ma quando andate al college dovete farcela da soli, risolvere i problemi da soli. Ed è la situazione di oggi. Sahaja Yoga è ottimo, in questi tempi moderni ottenete la realizzazione; ma deve subentrare la maturità, diversamente è inutile. Fino allo stadio di seme è andato tutto bene; ma una volta germogliato esso deve diventare un albero, altrimenti è inutile. E questo dovete farlo tutti insieme, aiutandovi a vicenda, con comprensione reciproca. E ognuno deve darsi da fare. Anche se una sola persona soffre, io soffro. Tutto deve diventare collettivo. La Dea è diventata collettiva. È un’impresa rischiosa, è un’impresa rischiosa – lo so – troppo.

Non esisteva altra via d’uscita. È come una crocifissione di ogni parte del (Mio) corpo, di ogni cellula del corpo. Ma va bene.

Oggi, dunque, invece di sentirvi in colpa, dovreste riempirvi di coraggio ed entusiasmo straordinari (e dire:) “Dobbiamo farlo perché Madre ci ha dato il potere”. Possiamo farlo, niente dovrebbe trattenerci in basso. E ci aiuteremo a vicenda.

Invece, qualcuno fa un lavoro e nessuno ci farà caso, vedete, non si muoveranno proprio: “Lo so, sto seduto, lo so, ma non me ne preoccupo perché lo so”. E in Sahaja Yoga è diventato persino più sottile: “Vorrei farlo, ma in me c’è un bhut che me lo impedisce”. Allora andatevene con il vostro bhut! Le cose stanno così.

Tutte queste giustificazioni sono stupide, di nessun valore in Sahaja Yoga. Significa che non avete compreso il significato di Sahaja Yoga, non avete compreso il significato di voi stessi e non avete rispetto per la vostra vita. Si tratta di questo. Indulgere in questi pensieri non va bene. Ma oggi dovete promettere a voi stessi e a me, nel vostro cuore, che vi colmerete di questo entusiasmo e di questa shakti (energia).

È venuto il tempo che vi trasformerà in veri yogi. (Occorre) dedizione completa. Pensate a ciò che i membri dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina). stanno facendo senza alcuna paura. Insomma, intorno si vede gente di ogni tipo – anche nel Kali Yuga – così devota a qualcosa di assurdo. Perché noi non possiamo essere devoti a qualcosa di così sensato? Costoro non hanno paura di niente, sono temerari. Perché noi non possiamo diventare come loro? Che cosa c’è che non va in noi?

Pertanto, ciascuno di noi deve avere quell’entusiasmo e (pensare): “Io stesso sono un’istituzione. E quando entrerò in azione, non approfitterò della vita dell’ashram, comodamente sistemato nell’ashram, sapete, ottimamente e spendendo pochissimo. No. Anche tutti noi ce ne andremo (dall’ashram, ndt) a cercarci casa da qualche parte là fuori”.

Per il momento va bene vivere in ashram. Ma poi lasciate il posto ad altri che arrivano. Andatevene di lì. Andate a stare da qualche altra parte e datevi da fare. Quando siete nell’ashram: “Questa è casa mia, ho speso denaro per questo, questi sono i miei mobili, questo, quello”. In realtà dovreste saper vivere con poco, con una stringa da scarpe, come si dice, con poco. Certo, adesso ho l’impressione che ogni ashram abbia tanti di quei mobili che sono costretti…(forse a disfarsene, oppure ad andarsene per questioni di spazio, ndt). Meglio vivere con poco.

Ha così inizio la tapasya. Affrontate voi stessi una penitenza. Ma allora sentirò: “Madre, sto facendo una tapasya, mangio solo una volta”. E chi vi ha chiesto di fare penitenza? Gioite, gioite della vostra tapasya! Allora è Sahaj, diversamente non ha senso. Gioite; se potete gioire della vostra tapasya allora siete Sahaj, avete entusiasmo. Guardate questi dell’OLP, guardate questa gente: dicono forse che andranno a fare una tapasya? Niente affatto. Avete esempi di persone intorno a voi. Ma non possiamo dire che sono posseduti da bhut. O anche se lo sono, che dire di voi? Meglio che siate posseduti da bhut sahaj, per cambiare, se quello è l’unico modo in cui riuscite ad essere motivati.

Perciò dite alla vostra mente: “Niente spiegazioni, niente da fare, ho intenzione di far vedere cosa so fare”. Ma se l’attenzione è volta sempre e soltanto a mettersi in mostra o ad essere nella mia attenzione o essere in contatto con me scrivendomi o altro, non sarà assolutamente di aiuto. Io sono semplicemente uno specchio e voi vi rispecchiate fedelmente in me. E, inoltre, questo specchio è colmo di maya. Quindi il diavolo può specchiarsi in questo specchio e vedersi come un santo. Se ha ego, potrebbe apparire a se stesso come un santo. Oppure, se è una persona di lato sinistro, potrebbe pensare di essere l’incarnazione di Bhairava; potrebbe. Ma se è nella verità, può vedere chiaramente di trovarsi nella posizione suprema, poiché è un sahaja yogi. E se non vi vedete così, sappiate che è una maya.

Quindi rendetevi conto che voi avete ottenuto moltissimo con la realizzazione, innalzandovi molto al di sopra di tutte queste idee meschine. Ogni idea è insignificante, sia essa economica, politica, filosofica. Ogni ismo, qualsiasi cosa, per un sahaja yogi è del tutto irrilevante, infatti nessun altro conosce neppure tanto così sul regno di Dio.

Ciò di cui parlano gli altri è l’economia. Non sanno nulla della Sua politica. Non sanno che esiste un potere miracoloso che governa l’intero universo e che è molto efficiente, che non fallisce mai, che è assolutamente tempestivo, saggio, interessante, spettacolare. Pensate a come otteniamo tutte queste cose in un batter d’occhio, al modo in cui abbiamo avuto questo posto. Io dovevo celebrare qui questo puja. Sapete tutto questo, in che modo sono arrivata qui. Osservate il miracolo in azione, il modo in cui i poteri del Divino agiscono. Siate lo strumento adeguato del Divino. E possiede un’altra forza, come vi ho già detto, centripeta e centrifuga, e potreste essere buttati fuori.

Quindi state attenti su questo punto, affrontate voi stessi con sincerità, non fatevi esaltare dall’ego o deprimere dal superego.

Consideratevi semplicemente un potente strumento di amore. Ma nell’amore non perdete il discernimento. Occupatevi di tutto con fermezza, bellezza, gentilezza. E così può nascere un grande potere. Vi meraviglierete che l’acqua, che a noi sembra qualcosa di così banale, possieda in sé tanto potere. Conoscete l’idrostatica.

Questa Madre Terra, che sembra tanto semplice, sulla quale camminiamo con i nostri piedi, ci tiene attratti a sé. Essa, pur ruotando a velocità elevatissima, ci tiene attaccati a sé; svolge migliaia e migliaia di mansioni eccezionali, questa grande Madre Terra. Sembra così semplice, mentre è tanto potente. Allo stesso modo, voi siete stati creati da questo principio di Ganesha che è così straordinario.

Questo Navaratri dovrebbe darvi quel potere, questi nove poteri dei nove chakra. Sette chakra già li conoscete. Al di sopra di essi, diventate voi stessi maestri, e poi diventate voi stessi il potere.

Dio vi benedica!

[Durante la recitazione dei Suoi 108 nomi, Shri Mataji ha commentato il nome Shubhakari come segue:]

Benevolenza – Shubha, Shubha. Shubha è anche un misto tra buon auspicio e benevolenza.


[1] Shri Durga Saptashati: altro nome dell’opera “Devi Mahatmyam”.