Sahasrara Puja

(Italia)

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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Sahasrara Puja

 Sedicesimo anniversario

Alpe Motta (Italia), 4 Maggio 1986

Om Twamewa Sakshat

Shri Sahasrara Swamini Moksha Pradayni Mataji

Shri Nirmala Devi Namoh Namaha


Oggi è un grande giorno per tutti noi, poiché è il sedicesimo anniversario del Sahasrara. Con sedici battute, o sedici movimenti, raggiungete un più elevato livello nella composizione poetica. Perché si completa. E Shri Krishna è considerato un’incarnazione completa perché (il Vishuddhi) ha 16 petali. Questa completezza si chiama “purna“.

Ora noi ci muoviamo verso una nuova dimensione. La prima è stata quella nella quale avete ricevuto la realizzazione del Sé.

Se guardate al processo evolutivo, vedrete che gli animali non sono consapevoli di molte cose di cui gli esseri umani sono invece consapevoli. Per esempio, gli animali non sono in grado di utilizzare la materia per i loro scopi. E non sono nemmeno consapevoli di se stessi, assolutamente. Se mostrate loro uno specchio, non reagiranno al fatto di essere riflessi – ad eccezione, credo, dello scimpanzè – il che significa che gli assomigliamo parecchio (risate).

Dunque, quando siamo diventati esseri umani, siamo diventati consci, nella nostra consapevolezza, di molte cose di cui non erano consapevoli gli animali. Nel loro cervello non comprendevano di poter utilizzare la materia per i propri usi.

E voi, come esseri umani, eravate del tutto inconsapevoli dei chakra che esistevano in voi. La vostra consapevolezza dunque funzionava ancora a metà tra l’attività inconscia dei chakra e l’attività conscia della mente. E neanche avevate mai percepito il funzionamento del vostro sistema nervoso autonomo o dei vostri organi interni, né avevate mai percepito il modo in cui venite influenzati da altri fattori.

Come risultato, con la libertà conseguita o che è stata loro accordata, gli esseri umani hanno accumulato nel cervello, nel loro Sahasrara, ogni sorta di cose, senza esserne consapevoli.  Hanno usato il Sahasrara, il cervello, per propositi del tutto infruttuosi.

Non erano ancora consapevoli dell’avvertimento dato loro da Shri Krishna, secondo il quale, se si utilizza la consapevolezza umana per uno scopo diverso da quello dell’ascesa, si scende verso il basso. Erano stati avvisati, non è che non lo fossero stati, lo sapevano. Sia in Oriente, sia in Occidente, a tutti era noto che si deve nascere una seconda volta.

In Occidente si è arrivati a pensare che usando il potere del cervello sia possibile dominare la materia; che sia possibile utilizzare la materia per i propri fini. Se questo fosse stato fatto dopo la realizzazione del Sé, la situazione sarebbe stata molto diversa perché, dopo la realizzazione, diventate tutti consapevoli delle vibrazioni, cioè di chaitanya, ed anche dei vostri chakra. Con questa nuova consapevolezza avreste evitato tutto ciò che era sbagliato. Invece è stato come se una persona avida avesse ricevuto un po’ di soldi e li avesse sperperati tutti.

Ora, questo problema ha complicato i vostri cervelli. Voi avete alcuni concetti che sono assai distanti dalla realtà. Per come abbiamo cominciato ad usare le macchine, siamo diventati macchine noi stessi. Perciò non abbiamo sentimenti e non siamo capaci di avere relazioni con altri in modo naturale. Eppure, nella consapevolezza umana avevate appreso come avere relazioni con altri e con la natura. Ma questo approccio orientato sull’ego vi ha allontanati dalla vita naturale, reale. E siamo diventati artificiosi. L’intera situazione deriva dal concetto di artificiosità. Si dice che sia di moda essere arroganti, essere snob. Questo è qualcosa che va esattamente contro la vostra ascesa e il vostro sviluppo evolutivo, poiché  avete perduto il potere di instaurare buoni rapporti con gli altri – potere che avevate acquisito come esseri umani.

Anche tutte le organizzazioni che avete fondato sull’idea di collettività sono artificiose.

Poi è nato un movimento secondo il quale dobbiamo essere naturali. Questa è un’altra variante dell’artificiosità. Naturale non significa primitivo: significa evolvere. L’intero scopo della Creazione è di evolvere. Ma questo è un altro concetto che avete recepito con molta facilità, perché avete un cervello e accettate qualunque cosa si presenti sul vostro cammino. E siete diventati così artificiali da avere costantemente bisogno di sensazioni per sentirvi voi stessi.

Ora, di ogni aspetto della vita, avete una comprensione concettuale, artificiosa. Per esempio, prendiamo il sesso, che è una cosa così naturale e normale, senza niente di grande: avete ridotto anche quello a qualcosa di così artificioso, che ora il sesso lo avete nel cervello. Così, non solo avete costretto al silenzio Ganesha nel Muladhara, ma anche Maha Ganesha nel vostro cervello.

Esaminiamo un altro aspetto: l’arte, ad esempio. Il concetto prevalente è cosi stupido da affermare che l’arte dovrebbe attenersi a ciò che è stabilito, a qualunque cosa sia stabilita riguardo l’arte; che l’arte dovrebbe essere così e così. Una certa cosa sarà definita e condannata come barocca da qualcuno, lo stesso per il rococò, e così via. Tutto viene condannato.

Alla fine si giungerà alla conclusione che l’arte è la cosa più insipida, come una canna da zucchero alla quale sia stato estratto tutto il succo. Quel che rimane un giorno diverrà arte. Ma un cervello che non nutre il cuore è un cervello artificiale, proprio come un robot. E le persone sono diventate esattamente come dei robot.

E questo rende la situazione facilmente manovrabile da parte di chiunque abbia una mente dominatrice, perché voi non avete rapporto con il vostro cuore e la vostra mente è controllata da qualcuno che ha un cervello ancora più affollato di concetti. Tutti questi concetti sono distruttivi.

Hitler, ad esempio, aveva il concetto di essere ariano e di appartenere ad una razza superiore. E, per affermarlo, non esitò a distruggere il mondo intero.

Lo stesso avviene nel campo religioso. Anche qui, ogni religione è stata inquadrata o riversata in ristretti serbatoi di concetti. Il concetto peggiore, acquisito dagli esseri umani, è che il denaro sia tutto. Per prima cosa, hanno cercato di conquistare il potere politico pensando che il potere politico sia tutto. Ed ora pensano che il denaro sia tutto, e che tutte le altre cose sublimi della vita siano immaginarie.

All’inizio della mia vita, mi resi conto delle complicazioni a livello dei Sahasrara. E più cercavo di risolvere queste complicazioni entro la mia consapevolezza, più esse diventavano difficili. Perché, se considerate la mia età e date uno sguardo agli ultimi cinquant’anni, vi renderete conto di quanto complicati siano diventati. E dopo l’apertura del Sahasrara (del Virata, ndt), da quando sono venuta in Occidente, in questi sedici anni, ho riscontrato che ora sono incorreggibili.

Ora è stato preparato per voi il terreno per ascendere verso dimensioni più elevate. Questo è il contesto che vi ho appena descritto. E potete vedere che, quando organizzate un programma pubblico, ci saranno inizialmente cinquecento persone, ma entro due settimane saranno tutte scomparse. Perché quando avviene l’ascesa, la Kundalini allontana l’ego e avvicina la persona alla realtà. Ma poi, ancora, quell’ego si ricostruisce così rapidamente che supera in velocità l’azione della Kundalini e ricopre la testa. E allora insinua: “Com’è possibile condurre una vita divina? Dovrai rinunciare all’alcool, a tutta la follia, a tutto il divertimento della vita”. Così si pensa di perdere tutta la libertà di diventare matti. E quando osservate da questo punto di vista il modo di reagire delle persone, è davvero sorprendente.

Per riuscire a vendere sul mercato, dovete produrre qualcosa di veramente stupido. L’altro giorno ho sentito dire che qualcuno è diventato ricco vendendo come lampade i barattoli di latta vuoti. Si accettano, e si considerano sofisticate, stupidaggini di ogni genere che non sono, in alcun modo, vicine alla bellezza o alla gioia naturale.

L’altro aspetto di questo è che la Asuri Vidya, la conoscenza (della magia) nera, ha preso il sopravvento. Come Shri Krishna aveva nuovamente ammonito nel 15° capitolo (della Bhagavad Gita, ndt): quando Asuri Vidya ha il sopravvento, Shuddha Vidya (conoscenza pura, ndt) non può competere con la velocità di diffusione di Asuri Vidya. In America, ad esempio, tra i sahaja yogi è nata una grande discussione se tenere o meno la mia fotografia nel salotto. Ma se chiedete loro di dipingersi le unghie di nero, il volto di nero e di indossare vestiti neri, come streghe, lo faranno.

Perché anche allo stadio in cui siamo sahaja yogi, siamo timidi quando si tratta di mostrare la nostra vita divina.

Quando sono diventati hippy, o punk, o qualcosa di altrettanto stupido, hanno dato tutta la loro vita, tutto il loro tempo, tutto il loro denaro. Hanno mutato il modo di vestire, lo stile di vita, le abitudini familiari, hanno cambiato tutto, fatto di tutto.

I sahaja yogi, invece, anche quando sono convinti della divinità di Sahaja Yoga, restano tuttavia timidi. Come sapete, vostra Madre non prende soldi da voi, al contrario, li spende. Tutti voi avete avuto dei vantaggi. Ma quando si tratta di dare, tutti si sentono timidi. Da questo contesto, voi arrivate alla luce della Grazia Divina. Ma non volete precipitarvi, volete prendervela con calma, gradualmente, in modo così graduale che potreste anche perdere la vostra occasione.

Così, malgrado la vostra consapevolezza di sahaja yogi, per cui sapete tutto dei vostri chakra, conoscete le vibrazioni, sapete come avere rapporti con gli altri, tutta questa conoscenza viene usata ancora per i propri vantaggi personali.

L’ombra del passato permane, anche quando avete questa nuova consapevolezza.

Gli animali sanno nuotare automaticamente, non devono imparare. Ma gli esseri umani devono imparare a nuotare: hanno infatti dimenticato la tecnica che era nota agli animali ed hanno adottato le tecniche degli esseri umani. Ma in Sahaja Yoga avete ottenuto la realizzazione in una sola vita; e nel corso di questa vita dovete crescere, dovete raggiungere il massimo.

Il tempo a disposizione è assai breve ed il contesto è assai oscuro. Siete circondati da persone che, da mattina a sera, sprigionano concetti distruttivi. Voi siete le persone che devono crescere molto più rapidamente di tutti costoro. Ma, anche se comprendete che la vostra consapevolezza è molto diversa dalla loro, vi lasciate prendere da una certa pigrizia, da una certa letargia, che vi impedisce di accettare Sahaja Yoga come dovreste. Ognuno di voi, ogni giorno, deve pensare: “Che cosa ho fatto per Sahaja Yoga oggi?” Ma voi siete sempre estremamente occupati con il vostro lavoro, ad arricchirvi, ad avere relazioni con persone che non hanno assolutamente alcun rilievo in Sahaja Yoga.

Dobbiamo fare il massimo sforzo per raggiungere quel punto nel quale qualunque cosa sappiamo, ci crediamo, agiamo in base ad essa e diventiamo tutt’uno con essa. Intendo dire che voi sapete come sbrigarvela con i concetti, ma non con la realtà: questo è il problema. Spiegherò questo punto.

Supponiamo che un fanatico sia convinto di poter fare questo e quello nella sua religione: lo farà. Ma i concetti non sono la realtà, e non hanno mai portato alcun vantaggio a nessuno, non hanno mai dato alcun risultato degno di nota. Tuttavia le persone li seguono. Ho visto nel mio paese – quando si lottava per l’indipendenza – mio padre stesso rinunciare a tutti i suoi beni, abbandonare la sua professione, con undici bambini in famiglia. E noi, abituati a vivere in palazzi, abbiamo cominciato a vivere in capanne per giorni e giorni, per anni interi. Per la libertà materiale facciamo qualsiasi cosa, ma è per la libertà più sottile che i sahaja yogi devono fare tutto quello che è possibile.

La prima cosa è rendersi conto, essere consapevoli, avere sempre presente nella vostra mente conscia, che voi siete yogi. Voi siete molto più in alto del resto dell’umanità. Da voi dipende la salvezza dell’umanità. Lo scopo della Creazione sarà assolto da voi. In primo luogo, dunque, dovete essere consapevoli, nella vostra coscienza, di essere così importanti e di avere ricevuto la realizzazione proprio per questo. Come potete vivere con i vostri condizionamenti e con il vostro ego? I condizionamenti funzionano così: se la vostra religione di provenienza è una religione cristiana, allora voi vi sentite in dovere di portare almeno un po’ di quella religione in Sahaja Yoga. Oppure, se siete di una religione indù, volete portare qualcosa di questa.

In Sahaja Yoga, noi abbiamo tutte le essenze, le pure essenze di queste religioni, ma non possiamo accettarne le assurdità esteriori. Tutte queste cose sono come sporcizia depositata sul nostro Sahasrara, sporcizia che deve essere spazzata via.

Sebbene ora siate consapevoli, consapevoli e coscienti dei vostri chakra, voi non li tenete puliti. Gli esseri umani normali, se hanno dei vestiti o una casa, cercano di tenerli puliti. Ma voi non vi vergognate di avere i vostri chakra in cattivo stato, perché dopo qualche tempo non ne siete neanche più consapevoli. Questo significa che siete diventati più sottili, ma che nella vostra coscienza non siete ancora sottili.

Ci sono tantissime cose che voi conoscete come realtà assoluta che le persone non realizzate non conoscono. Per esempio, non usiamo neanche le vibrazioni quando è necessario; non le usiamo. Oppure ci mettiamo a dare bandhan in modo meccanico, proprio come macchine. Dunque siete ancora inconsapevoli dei vostri chakra. Ne siete vagamente consapevoli quando ci mettete l’attenzione, altrimenti nel vostro sistema nervoso centrale non ne siete ancora del tutto consapevoli.

Questa è la ragione per la quale voi non sapete perché dovete fare una certa cosa ad un determinato momento. E finché non  raggiungerete questo stato di nirvikalpa non potrete progredire. Per esempio, io so sempre quello che faccio. Posso usare ogni potere, quando voglio. Posso assorbire qualsiasi negatività se voglio, posso non assorbirla se non voglio. Potete essere a migliaia di miglia di distanza da me, ma io sono a conoscenza di ciascuno di voi. Posso non conoscere i vostri nomi terreni, ma vi conosco in quanto parte integrante del mio essere. Posso anche comportarmi da essere umano, proprio come voi, invecchiare come voi, perfino usare gli occhiali! Posso fare tutto ciò che mi rende un perfetto essere umano. Ho accettato questo ruolo in modo consapevole, non inconsapevole.  Per me niente è inconsapevole. Dunque se dovete essere consapevoli di ciò che fate, dovete stare all’erta.

La prima cosa che avete conquistato è stata la pace. Ma ancora adesso scopro che la pace, che dovrebbe trasformarsi in gioia, diventa litigio. La verità è una, non potete discutere sulla verità. È qualcosa di omogeneo, non è qualcosa su cui si può litigare. Noi non abbiamo coscienza delle dita della mano ma, nel momento in cui dobbiamo prendere qualcosa, tutte le dita si riuniscono e funzionano.

La parte del cervello che mette in azione questo meccanismo – la parte inconsapevole – deve essere resa consapevole: è questa l’evoluzione. L’adesione a qualsiasi concetto è contro l’evoluzione. Dovete imparare ad affrontare la realtà, ad accettare la realtà e ad agire in modo reale. Voi potreste dirmi: “Madre, questo è un miracolo!”. Se succede qualcosa: “Questo è un miracolo”. Può essere così per gli esseri umani, forse anche per i sahaja yogi, ma non per me, perché io so di che si tratta.

Perciò, per innalzarvi al di sopra di questa tiepida consapevolezza, dovete rendervi conto di come state funzionando. L’intero modo di rapportarvi gli uni agli altri deve cambiare completamente. Questo è molto importante, soprattutto per gli occidentali, perché in India, perlomeno, la gente sa che gli sforzi umani non conducono da nessuna parte e che occorre volgersi verso l’ascesa spirituale – intendo i veri indiani lo sanno. È vero che alcuni approfittano di Sahaja Yoga e poi scompaiono, alcuni lo fanno. Ma generalmente sanno che si deve essere consapevoli di ciò che si è ottenuto.

Dunque possiamo dire di avere la conoscenza, ma non la consapevolezza del Sé in noi. Se invocate il nome di qualcuno, di qualche grande santo, ad esempio, voi sentite che le vibrazioni fluiscono e sapete anche il perché: perché si tratta di un santo. Ma quando si tratta di voi sahaja yogi, se si dicono i vostri nomi, perché le vibrazioni non fluiscono? Eppure voi siete assai avvantaggiati, perché avete di fronte l’Adi Shakti in persona. Loro non avevano nessuno che gli rivelasse tutto questo. Ma il vostro svantaggio è questo: che date tutto per scontato.

Ora, nel nostro modo di esprimerci, quando parliamo, siamo naturali? Lo facciamo con il cuore? Ciò che io desidero è che voi acquistiate la consapevolezza che lo state facendo con il cuore.

In Sahaja Yoga, ad esempio, ci sono alcune persone che lavorano instancabilmente, altre che invece prendono tutto per scontato. Non vogliono dare aiuto; vogliono che tutto sia bello pronto. Questo dimostra che non sono consapevoli del potere di gioire che hanno. Se quello che fanno lo fanno con il cuore, non avvertiranno la fatica che ci hanno messo, sentiranno solo le benedizioni che hanno ricevuto o i risultati conseguiti. Il senso di appagamento e di soddisfazione avrà il sopravvento su tutti i vostri problemi, specialmente quelli del Vishuddhi sinistro.

Il secondo stadio sarà quello nel quale diverrete consapevoli di tutto ciò che fate; nel quale non ci saranno più errori. Qualunque cosa facciate, anche se apparentemente potrebbe sembrare un errore, si rivelerà invece essere giusta. Nessuno di voi fino ad ora è così, perciò vorrei dirvelo perché alcuni, tutte le volte che io faccio qualche elogio, pensano che parli per loro. Oggi, per esempio, avevo l’orologio e volevo regolarlo, così ho tirato la corona. Una cosa semplice, per dire. Questo l’ho fatto in un certo senso inconsapevolmente, ma anche alquanto consapevolmente. Perché l’orologio si è fermato ed io conoscevo l’ora in cui mi sarei dovuta trovare qui per il Puja. Così, ho messo consapevolmente me stessa contro me stessa. Se l’orologio non si fosse fermato, sarei venuta prima, ma quello non era il momento in cui dovevo venire. Perciò ho dovuto tirare su la corona per tenere fermo l’orologio. Dunque, qualunque espediente adottiate (quando siete a quello stadio, ndt) ne siete consapevoli e potete usarlo anche contro voi stessi. E poi potete anche inscenare una commedia: “Oh, ho commesso un errore!”, e cose del genere, per niente. Ma questo stadio è lontano, devo dirvelo. Nello stadio in cui siamo adesso, commettiamo ancora moltissimi errori, in quanto non abbiamo la consapevolezza del Sé. In modo grossolano, intendiamo il termine consapevolezza di sé in questo modo: se una persona deve presentarsi per una intervista sceglierà con cura il proprio abbigliamento, si pettinerà bene i capelli, prima di andare, si schiarirà la gola – consapevole di sé. Ma, quando si tratta della nostra ascesa, stiamo all’erta? Oppure diamo per scontato il fatto che Madre ci farà un bel bagno, ci metterà nella culla e ci condurrà lassù? Questo significa essere puerili. Dovete maturare nella vostra ascesa.

Ora potreste dire: “Che cosa dovremmo fare?” Affrontate voi stessi ogni giorno. Nella realtà considerate quanto tempo dedicate a preoccupazioni mondane e quanto alla vostra ascesa. Avete lasciato tutto, tutte le vostre preoccupazioni, a Dio Onnipotente? Siete saltati fuori completamente dal vostro contesto? Ne siete venuti fuori totalmente, lasciandovi alle spalle tutto ciò che è senza senso? E (chiedetevi): “In che modo mi rapporto agli altri? In che modo parlo agli altri sahaja yogi?”. Talvolta sono sorpresa nel vedere che, se un sahaja yogi viene attaccato da chi non lo è, il gruppo dei sahaja yogi difende chi non è un sahaja yogi. Oppure (vedere) che un sahaja yogi che deve ascendere presta maggiore attenzione alle persone negative che a quelle positive; che stabilisce un rapporto migliore con le persone negative che con quelle positive; che è più aperto ed amichevole con le persone negative che con quelle positive. Dovete stringervi invece a quelle positive. Ma è sempre il contrario, perchè anche in questo subentra un ego molto sottile.

Di tutta questa comprensione sottile vi ho parlato molte volte ma, con il vostro cervello complicato che è come una macchina, come un computer che non funziona, da ciò che io dico siete capaci di trarre delle conclusioni che sono esattamente l’opposto. Supponiamo che io dica: “Dimenticate il passato”, una cosa semplice come questa. Significa forse che dovete dimenticare tutto ciò che è buono del passato? Che non dovreste capire come mai vi comportate in un certo modo? “Dimenticate il passato” significa che non dovete consentire al passato di condizionarvi.

Un cervello che sia semplice, diretto, dotato di amore, è in grado di capire ciò che io dico in modo diretto.

Il cervello complicato deve essere messo a posto. E il modo migliore è smettere di pensare, semplicemente smettere di pensare. Questo è ciò che dovete fare.

Ma quando smettete di pensare, avete l’impressione di non poter fare niente. Invece, è soltanto pensando che non fate nulla. Ora, per esempio, io devo tenere un discorso, ma se invece comincio a pensarci, che cosa sentirete? Potete forse udire il mio pensiero? Mettiamo che dobbiate accendere queste candele e iniziate a pensare: “Devo accenderle”: si accenderanno forse? Dovete capire che pensando non fate nulla. Il pensare è una caratteristica dell’uomo pigro ed è usato per evitare di lavorare.

Una volta, ad una signora che avevamo in casa, dissi: “Noi adesso usciamo, vorrebbe prepararci qualcosa da mangiare?”. Quando rientrammo, non aveva preparato nulla. Io avevo l’abitudine di cucinare ogni giorno, ma lei non aveva preparato nulla. Le chiesi: “Perché? Perché non ci ha preparato qualcosa?” Rispose: “Ho pensato che forse avreste mangiato fuori”. Era una signora occidentale. Allora mio marito disse: “Bene, andremo a mangiare fuori, ma lei resta a casa”. Io obiettai: “Non mi sembra carino”. E lui: “No, che impari che ciò che ha pensato vale solo per lei”.

Questa è la scappatoia, la furbizia che avete imparato prima.

Non discutete, non discutete su Sahaja Yoga. Non discutete con i vostri leader. Anche se ne siete magari la moglie, non discutete.

Stiamo avendo molti grossi problemi da alcune mogli dei leader perché esse cercano di influenzare i mariti. Per quanto riguarda Sahaja Yoga, non sono affari loro. Supponiamo che voi lavoriate in un ufficio dove vostro marito è un alto funzionario e voi siete un’impiegata: lo correggereste forse? In questo caso, le mogli devono nutrire l’organizzazione, devono nutrire il marito con amore, con il cuore e non con il cervello.

Io penso che sia molto importante che anch’io sia nata donna, perché posso gioire del cuore, delle emozioni. Delle emozioni del mio amore, del funzionamento e  del gioco del mio amore. È fantastico, e nessuna incarnazione ha potuto gioire di questo quanto me. Perciò le donne non dovrebbero sentirsi sminuite se il loro compito è prendersi cura del cuore ma, in un certo modo, sono in una posizione più elevata. Si può fare a meno di pensare, ma non si può fare a meno del cuore.

Dunque le signore non dovrebbero litigare con i loro mariti, se sono dei leader. E non si dovrebbe litigare affatto, neanche in altre situazioni. Perché ho notato che quando le donne tendono a discutere molto, gli uomini diventano sordi. Proprio non ascoltano più ciò che le donne dicono. Se sono molto aggressive, allora gli uomini si chiudono in un mutismo assoluto. In una relazione reciproca, perciò, dovete comportarvi con naturalezza: gli uomini da uomini, le donne da donne. Dovreste diventare maggiormente uomini e maggiormente donne, e allora vedrete che divertimento! Immaginate un po’ se al mondo ci fossero stati solo uomini o solo donne:  che cosa sarebbe successo?

Dobbiamo comprendere, essere consci di quanta consapevolezza abbiamo acquisito nei rapporti reciproci. Questa è la consapevolezza collettiva del Virata, del cervello, ossia del Sahasrara. In linea di principio il Sahasrara è Vishnu Tattwa (Potere di Vishnu, la deità che governa l’evoluzione n.d.t.), ma la Deità del Sahasrara è Mataji Nirmala Devi. Potete dunque vedere quale splendida integrazione abbia avuto luogo. Tutti i poteri di Shri Vishnu devono agire in sintonia con la Deità, arrendersi ai piedi di Loto della Deità. La consapevolezza di Shri Vishnu è nelle mani della Deità nel modo più assoluto. Non voglio parlare di questa straordinaria Deità, sarebbe troppo e potrebbe incutervi timore. Pertanto, qualsiasi cosa stia accadendo, lasciate che accada. È detto: “Arrendete il vostro Sahasrara a questa Deità”. Ed è veramente molto, molto semplice per voi, perché avete la Deità, avete il vostro Sahasrara, e solo voi che oggi siete sahaja yogi, nei tempi moderni, avete visto questa Deità.

Si dice che occorra chiedere a Dio tre cose: salokya, samipya e sanidhya. Ossia: la visione di Dio, salokya; la vicinanza con Dio, samipya, e l’amicizia di Dio, sanidhya. Voi però avete   ottenuto tadatmya che è l’unione con Dio, cosa inimmaginabile per gli yogi, i santi e i veggenti del passato. E voi avete questo tadatmya pur essendo fuori del mio corpo, mentre essi lo hanno raggiunto entrando in me dopo la morte.

Perciò dovreste comprendere che c’è un limite di tempo. Dovete rendervi conto della vostra grandezza e comprendere che siete scelti per assolvere il compito più alto di questa Creazione.

Perciò non c’è tempo per la pigrizia. Ora dovete sorgere e destarvi. Oggi è il giorno nel quale spero saltiate nello stato di nirvikalpa. Ma ci rimarrete soltanto mediante uno sforzo, altrimenti scivolerete nuovamente giù. Studiate questo discorso molte volte e non pensateci. Non pensate che sia destinato a qualcun altro. È per voi, per tutti voi, per ciascuno di voi; e voi dovete sapere da soli fin dove arriverete ogni giorno.

Oggi è il giorno speciale del Sahasrara. In realtà, se voi controllate il calendario solare, il giorno del Sahasrara sarebbe dovuto essere domani. Cade di lunedì il giorno del Sahasrara. E pensate un po’, noi lo celebriamo con un giorno di anticipo.

Dobbiamo renderci conto che il calendario divino non ha niente a che vedere con il calendario umano. Secondo alcuni calendari, io sarei dovuta venire 2000 anni più tardi e, secondo altri, sarei dovuta venire in questa forma almeno 2000 anni fa.

Perciò, il calendario è giusto, il tempo è giusto, tutto è giusto. Voi non siete robot, non siete macchine. Voi vi siete evoluti attraverso il percorso evolutivo ed è solo attraverso il percorso evolutivo che dovete raggiungere una personalità superiore. Così, qualunque cosa possiamo fare, qualunque cosa giusta, siete voi che dovete poi manifestarne i risultati.

Noi possiamo portare il vostro Sahasrara ad un alto livello di illuminazione, ma esso crollerà di nuovo. Dovete dunque rendervi conto che, a qualunque altezza siate portati, siete poi voi che dovete mantenerla con un totale forza di volontà e azione.

Che Dio vi benedica!

Questo discorso è il frutto di una preoccupazione di vostra Madre, non prendetelo male. Non avrei potuto dire queste cose neanche uno o due anni fa. Però ora siete ad un livello in cui posso dirvi queste cose. Voi potete capirle, però esse debbono diventare la vostra consapevolezza. Avete raggiunto la stadio per comprenderle, ma dovrebbero diventare parte della vostra consapevolezza, e l’evento di oggi dovrebbe consentirvelo se riuscirete a trattenerle.

Di nuovo, che Dio vi benedica!