Shri Kartikeya Puja

Munich (Germany)


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(SOTTOTITOLI DA REVISIONARE)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Shri Kartikeya Puja

 Grosshartpenning, Monaco (Germania), 13 Luglio 1986


Mi rincresce essere in ritardo. Non sapevo che questo programma si sarebbe svolto in un luogo così bello. E qui vedete un bellissimo dipinto di Michelangelo che esprime il desiderio del Divino, di vostro Padre, di salvarvi, di aiutarvi. E agisce.

In Germania si sono verificati avvenimenti molto aggressivi che hanno prodotto effetti devastanti sulla vita occidentale, ovunque.

I sistemi di valori sono stati infranti, l’idea di dharma è stata alterata, le donne hanno preso a comportarsi come uomini e tanta gente ha perso la vita. Sono morte persone molto giovani, molto, molto giovani. Nessuno dei loro desideri è stato soddisfatto; dalla vita non hanno avuto altro che guerra.

È sopraggiunta una specie di ondata di calore che ha distrutto ogni cosa più sottile.

La natura, quando si prende una pausa o va in collera, distrugge soltanto le cose grossolane; ma quando gli esseri umani iniziano a distruggere, annientano anche le cose più sottili quali i sistemi di valori, la personalità, la castità, l’innocenza, la tolleranza.

Adesso quindi la guerra si svolge a livello più sottile. Ora dobbiamo comprendere che tutte queste cose hanno provocato un effetto disastroso sull’Occidente, sulla personalità occidentale.

Il primo sforzo che si deve fare è, quindi, di porvi rimedio, di rimetterla a posto, di renderla capace di camminare con le proprie gambe; poiché le persone hanno smarrito la propria personalità, le proprie tradizioni, non hanno avuto punti di riferimento né radici, ed hanno cominciato ad avvicinarsi a qualsiasi nuova proposta come ad una specie di esperienza intellettuale.

Le donne sono divenute molto indipendenti ed hanno pensato di poter risolvere da sole i propri problemi, al punto di ritenere di poter diventare come gli uomini.

Qui il problema è sorto in maniera ancora peggiore, perché la donna è donna, ed ha in sé una minuscola parte che si può definire maschile. E quando cerca di evitare le sue qualità intrinseche e sviluppa invece questo suo aspetto minore, diventa strana.

Potrebbe essere posseduta da molti spiriti di uomini morti; il desiderio di diventare maschile può attrarre tanti bhut che vogliono farsi strada nella mente di una donna. E, quando vi entrano, (le donne, ndt) hanno un aspetto femminile e la mente di un demonio, ma non se ne accorgono perché magari, con queste cose demoniache, a livello terreno possono anche avere successo.

Potrebbero stare meglio economicamente, e magari dominare tutti. Potrebbero diventare meticolose come gli uomini, assolutamente pratiche, accurate, pulite ed ordinate, prive di ogni bellezza e dolcezza. Alla fine, queste donne diventano simili a vampiri.

Nonostante sia finita, penso che la guerra stia continuando attraverso le donne tedesche. Ho sentito dire che questo attacco era già avvenuto in passato, all’epoca delle donne chiamate amazzoni. Adesso questa storia si sta ripetendo. L’altro giorno sono stata intervistata da una signora tedesca e sono rimasta stupita dal suo atteggiamento, perché sentivo che era ancora una nazista, che aveva in sé un bhut nazista.

Aveva una doppia personalità. Da una parte parlava dolcemente, dall’altra era nazista e fascista. Usano argomenti molto scaltri. La prima cosa che possono fare è dire: “Ci schieriamo dalla parte degli oppressi come gli indiani. Gli indiani sono ariani, anche noi lo siamo e per questo simpatizziamo con gli altri ariani”. Gli indiani sono persone spirituali, e questi pensano di somigliare loro, ve lo immaginate?

Il punto è che la qualità della vita dovrebbe migliorare. Gli uomini hanno qualità diverse da quelle delle donne –  ve l’ho detto molte volte – e se le donne tentano di essere mascoline, non riusciranno ad ottenere niente di buono.

Ne abbiamo avute molte così: la moglie di Mao,   di Changhaishek. Ed ora questa signora Carlos  …si chiama Carlos? Marcos, Marcos. Ci sono tante donne così, che provocano sempre problemi quando tentano di comportarsi come gli uomini.

Nella storia abbiamo avuto molte (grandi) donne.  In India le donne sono molto ben dotate.  Abbiamo avuto Jhansi Ki Rani, che combatté contro gli inglesi. Era vedova, e con suo figlio sulle spalle lottò contro i britannici. Si dice che il suo cavallo sia saltato per 55 metri dalla torretta di un forte, e gli inglesi poi scrissero: “Abbiamo conquistato la città di Jhansi, la vittoria è nostra, ma la gloria va a Jhansi ki Rani”.

Abbiamo avuto grandi donne in India: ad esempio la grande Nur Jahan, Chand Bibi, Ahilyabai, ma loro erano tutte donne, non avevano l’ego degli uomini.

Quando si tratta di lavorare, si può lavorare in ufficio con gli uomini, ma non è necessario diventare come loro.

Vi narrerò un esempio che mi riguarda.   Quando ho dovuto costruire la nostra casa a Lucknow, l’ho fatto secondo uno stile molto femminile. Ed ho costruito una casa bellissima, meglio di come avrebbe potuto fare qualsiasi uomo, con una spesa molto limitata.

Come procederebbe un uomo? Prima di tutto prenderà un architetto, andrà a misurare tutto, poi cercherà di farci stare di tutto, ancor prima di cominciare. Poi, con il suo ego, si recherà in un negozio in qualche zona esclusiva, comprerà cose costose e sarà truffato.

Poi, sempre col suo ego, cercherà manodopera molto costosa e assumerà qualcuno; sarà responsabile di tutto – responsabile!

Io agii in modo molto diverso. Avevo del denaro, quindi andai a cercare chi avesse la manodopera e i mattoni migliori. La casa doveva essere costruita in mattoni, quindi cos’altro occorreva? Proprio come una donna cucinerebbe il cibo. Poi, s’intende, serviva anche la sabbia, il cemento, sbarre di ferro e manodopera. Non mi comportai come fanno gli uomini. Trovai il venditore dei mattoni migliori, che mi disse: “Non ho soldi, perché devo installare queste fornaci e riempirle di mattoni, per questo le sarà richiesto un anticipo.”

Gli risposi: “D’accordo, acquisterò una fornace intera. Quanto mi verrà a costare?” E lui: “Basteranno cinquemila rupie, ma – continuò – se la fornace non funziona, o se c’è qualcosa che non va, o si rompe, sarà affar suo”. Gli risposi: “Non importa, metta pure una fornace a nome mio.”

E così gliene acquistai una intera. Nella fornace si mettono tutti i mattoni, si ricopre di fango e poi, sotto, si accende un fuoco. Talvolta può accadere che si possa rovinare tutto o possa crollare. Io gli dissi: “Facciamo così, solo cinquemila rupie”. Quando funziona bene, vi potrebbe costare non meno di cinquantamila rupie.

Poi andai al fiume e chiesi: “Quanto costa questa parte, questa vasta area di sabbia?”

Mi risposero: “In questo periodo estivo pochissimo, è in inverno che diventa carissima.”

Un uomo direbbe: “D’accordo, ora serve questa quantità, portatela ora. Poi quando ne occorrerà ancora, la porterete”. Io non ho fatto così; ho detto: “È un bene che in estate si possa acquistare ad un prezzo conveniente, perché non comprare tutto?” Così acquistai l’intera area sabbiosa. (Risate)

Poi andai a cercare i ferramenta. Chiesi: “Cosa facciamo per il ferro? Mi risposero: “Deve ordinarlo. Ma se lo ordina all’ingrosso glielo venderemo a molto meno e, con pagamento in contanti, pagherà questa cifra”. Io dissi: “Va bene”. E lo ordinai. Così fu tutto pronto. Proprio come quando si cucina: si prepara tutto prima, sul posto.

Poi ci occorreva il legno e mi dissero: “Il legno arriverà dal Nepal”. Ed io: “D’accordo, altrimenti?” Mi risposero: “Può arrivare da qualsiasi altra foresta”. Allora mi recai in una foresta nel centro dell’India chiamata Jabalpur. E lo ordinai lì. Tutto il legno era stato appena tagliato. Lo misero all’asta ed io ne comprai molto, presi tutto quello che avevano; e trovai là anche il marmo.

Questo marmo non era mai stato usato prima, da nessuna parte. E io dissi: “È molto semplice, posso adoperarlo per tutto.” Così acquistai in quel luogo sia il marmo che il legno.

Poi, la manodopera. Domandai ai miei amici se conoscessero dei bravi operai in grado di svolgere lavori di muratura.

Mi dissero: “Questo è bravo, quell’altro è capace”, ed io li chiamai tutti. Dissi: “Adesso potete stare con me in questa casa, vi farò mangiare benissimo, vi darò da mangiare e vi tratterò benissimo”. Così si stabilirono tutti lì con le loro famiglie ed io cucinavo per loro.

Con la mia cucina li conquistai e loro avrebbero fatto qualunque cosa per me, assolutamente. Erano molto gentili con me, mettevano in pratica nuove tecniche di loro conoscenza.   Creavano, con il cemento, un effetto simile al marmo; adoperavano tutte le capacità artistiche che avevano.

In questo modo, nel giro di un anno fu costruita una casa molto grande, con venti camere da letto e cinque sale da pranzo. Non solo, ma nessuno crede a quanto sia costata: un decimo di quanto avrebbe preso un architetto.

Ma tutto è stato documentato e fatto davvero bene, perché io non sono esperta di contabilità quindi procedevo così: ogni giorno dicevo: “Bene, oggi prelevo questa somma”, e si spendeva quella. Lo annotavo ogni giorno e non mancava mai neanche una rupia, così nessuno avrebbe potuto farmi causa e non ho avuto problemi; mentre tutti i funzionari che si sono costruiti la casa lì, hanno dovuto affrontare molte difficoltà, tasse sul reddito e quant’altro. A me non è accaduto nulla e, con pochissimo denaro, ho costruito una grande casa di cui tutti hanno detto che anche il Taj Mahal potrebbe crollare, ma questa non crollerà. Infatti ho gettato fondamenta solide, tutto, perché avevo mattoni molto economici.

Ho comprato una fornace intera quasi gratis, e ne ho rivenduta metà perché era avanzato parecchio materiale. Poiché non mi serviva, rivendetti metà della sabbia che avevo comprato, al doppio del prezzo. Così ebbi la sabbia gratis. Il legno che avevo fatto portare da (Jabalpur, ndt) lo feci scolpire con cura e lo feci mettere in una piccola vasca, così divenne completamente resistente alle intemperie. Poi lo feci togliere da lì e ne utilizzai soltanto metà per realizzare cento finestre e sessanta porte; il resto l’ho rivenduto.

Si sono venduti anche i trucioli, da usare, come dite voi, come legna da ardere.

Pensate: qualcosa è stato venduto come legname e qualcosa per le capanne. Però io ho dovuto cucinare per loro, occuparmi delle loro comodità. Ho procurato loro belle coperte e comodi letti dove dormire, ogni cosa, e loro erano molto felici.

È così che una donna risolve le questioni, e tutti sono rimasti stupiti, non sono riusciti a trovare errori nei miei conti, in niente, ed io ho detto a tutti gli amici di mio marito di tenersi a cinque miglia di distanza da me. In quanto, lavorando lui con il Primo Ministro, la gente avrebbe detto che io prendevo tangenti e cose del genere.

C’era poi un altro problema, cioè che   sarebbero venuti a dirmi che questo o quell’altro non andava bene.

Io li tenevo fuori, perché loro, gli uomini, sanno solo discutere. Le donne producono i risultati.

Nessun grande discorso, niente. Dissi: “Lasciate stare,  e fatemi fare il lavoro da sola”.

Insieme a tutte queste persone costruii la casa in modo molto piacevole, una casa bellissima che credo abbiano ripreso in un filmato, e potreste vederla.

Quindi, una donna che sia una sahaja yogini,  deve sviluppare queste qualità speciali, perché la donna è molto intuitiva, molto intuitiva, e giunge sempre alla giusta conclusione in un batter d’occhio, se è una vera donna. Ma se è per metà uomo e solo in parte una donna, non so cosa possa essere.

Una donna dovrebbe cercare di essere una vera donna, lei è molto potente. È potente come la Madre Terra, che può sopportare cose di ogni genere e può dare ciò che ha di meglio dentro di sé, si sacrifica molto, è estremamente generosa, paziente, amorevole, capace di perdonare.

Quando gli uomini sviluppano le qualità femminili, diventano santi. Ma non è una qualità femminile correre dietro alle donne, non mi riferisco a questa assurdità.

Devono essere vira, devono essere dei cavalieri, persone coraggiose. Devono essere coraggiosi, ma con ciò devono sviluppare la compassione, il perdono.

Penso invece che in Germania sia proprio l’opposto, e trovo che anche fra i sahaja yogi occidentali  questa sia una cosa molto frequente.

Le donne sviluppano un ego orribile.

In India le donne lavorano, fanno di tutto. Fin dall’antichità abbiamo avuto grandi oratrici, molto note, ma prive di ego. Mia madre ha conseguito una laurea con lode, in un’epoca in cui c’erano solo due o tre donne laureate, ma non ho mai notato ego in lei.

Delle mie figlie, una ha studiato architettura ed anche decorazione di interni. Ora non lavora perché lavora suo marito, certo, però realizza case per altre persone, disegna per gli altri, li aiuta gratuitamente ed ha molti amici.

Quali sono dunque le conquiste di una donna?

Lei ha intorno a sé più persone, ha un potere umano ed è circondata da un numero maggiore di esseri umani.

Qual è invece la capacità degli uomini? Hanno da pagare tutte le bollette domestiche, l’assicurazione, la riparazione della macchina: che facciano loro tutti i lavori sporchi. Le donne ricevono tutte le lettere che esprimono amore, dai figli, dal marito, da tutti. Esse sono amate, accudite. Ma ora che sono diventate mascoline non hanno tutti questi vantaggi. Prima, viaggiando in autobus, si cedeva il posto alle signore, ora nessuno lo fa più. Una volta una signora, un’anziana signora stava viaggiando ed un giovanotto se ne stava seduto. Io gli chiesi: “Perché non la fai sedere?” E lui rispose: “Perché dovrei? Porta i pantaloni proprio come me”.

Infatti questa anziana signora indossava i pantaloni e lui disse: “Perché dovrei cederle il posto? Porta i pantaloni come me, che differenza c’è?”.

Questi sono tutti i vantaggi e i privilegi che perdiamo diventando uomini. E che cosa ci guadagniamo? Che cosa ci guadagniamo? Anzi, in realtà penso che al giorno d’oggi le donne siano molto più schiave degli uomini di quanto siano mai state prima. Si turbano facilmente. Prendiamo come esempio una sahaja yogini che sia molto mal messa ed abbia certi problemi.

Per prima cosa penserà:  “O Dio, ora mio marito mi lascerà, mi porterà via i bambini, dove andrò?”. Non penserà mai a Sahaja Yoga.

Invece ho incontrato una donna straordinaria, devo dire, una vera donna, che ha detto: “Madre, siccome sono schizofrenica voglio uscire da Sahaja Yoga. Divorzierò da mio marito, non voglio vedere i miei figli. Sahaja Yoga è molto più importante di me, di mio marito e dei miei bambini”.

Mi sono detta: “Questa sì è una donna”. Lei ha raccontato: “Sono schizofrenica fin dall’infanzia, ed ora mi accorgo che sta tornando”.

Invece le donne si preoccupano soprattutto di se stesse:  “O Dio, dovrò lasciare mio marito”. Vuol dire che vivevano alle spalle del marito. “Dovrò lasciare i miei figli”. Ma che ne dite di lasciare Sahaja Yoga? Se pensate che sia Sahaja Yoga la cosa più importante, potete liberarvi anche della vostra schizofrenia.

Perché Dio dovrebbe aiutarvi? Voi pensate proprio come le donne comuni, vi preoccupate soltanto di voi stesse. Non vi preoccupate di Sahaja Yoga.

Lo stesso vale per gli uomini, ma loro non hanno tante paure perché ritengono di poter camminare con le proprie gambe.

Anche le donne dovrebbero sapere che ora sono sahaja yogini e, in quanto sahaja yogini, Madre si prenderà cura di loro. Ma se vi preoccupate solo di voi stesse, di vostro marito, della vostra casa, dei vostri figli, allora siete dei casi persi, non siete più donne. Questi non sono segni di una donna di qualità.

Una donna è colei che ama tutti i bambini. Ha una grande capacità di amare. Se però diventa meschina, di mentalità ristretta, non è una donna.

Vi ho parlato delle mie nipoti. Chiesi loro: “Cosa volete diventare?”  – erano ancora molto piccole – loro risposero: “Vogliamo fare l’infermiera o l’assistente di volo”. Chiesi ancora: “Perché, cosa hanno di speciale queste professioni?” E loro: “Nonna, soltanto in questi due mestieri puoi dar da mangiare alla gente. Non ne esistono altri in cui puoi dare da mangiare agli altri”.

La gioia di dar da mangiare agli altri è superiore a quella che si prova sbrigando pratiche in ufficio, assolutamente. È un lavoro orribile.

È meglio cucinare del buon cibo pensando che molti lo mangeranno e ne gioiranno, piuttosto che fare questo brutto lavoro.

Ma le donne hanno perso la testa, ora non sono equilibrate, sono diventate stupide!

In Germania dovete stare molto attente, così come in Austria. Le donne austriache sono grandi, ma alle tedesche direi di non cercare di essere uomini.

Il miglior modo per fermare tutto questo è, innanzitutto, non parlare troppo. Se vi mettete a parlare come gli uomini, tutti i bhut si impossesseranno di voi e parlerete soltanto come uomini.

Allora imparerete il modo di controllare gli uomini. Noi donne indiane sappiamo controllare i nostri uomini molto meglio di voi. Perché da noi non ci sono divorzi? Perché non abbiamo problemi? Litighiamo, certamente, non ha importanza; ma i nostri uomini non corrono dietro alle altre donne, e noi non ci agghindiamo così tanto, non andiamo dal parrucchiere, non abbiamo questi aiuti estetici e tutto il resto.

Sviluppate dunque il rispetto di voi stesse. Voi siete le Shakti, siete il potere. Se rendete i vostri mariti come cavoli, che figli avrete? Soltanto dei cavoli. Rispettateli, rendeteli uomini, gioite della loro mascolinità. Allora non vi abbandoneranno mai. Non esiste competizione fra i due. Trovo che oggi il problema principale della Germania sia che le donne hanno perso il buon senso, è questo è ciò che penso nettamente delle donne tedesche.

Dedicatevi alla musica, all’arte. Vi sono moltissime possibilità. Oggi, chi viene ricordato? Guardate qui, chi viene ricordato? Un musicista, Mozart. Tutti ricordano Mozart, lo troverete persino sui cioccolatini. Poveretto, non so se abbia mai mangiato dei cioccolatini oppure no.

Oppure ci si ricorderà di Michelangelo  o di Leonardo da Vinci o qualcuno come loro.

Nessuno ricorda chi, a quell’epoca, lavorava in ufficio portando pratiche avanti e indietro.

Le donne hanno qualcosa che può conferire loro un valore eterno, ed è questo che dovrebbero sviluppare. La cosa più importante è che una donna sa amare, amare, amare. Ma quando diventa egoista ed egocentrica, ed inizia a preoccuparsi di se stessa, non c’è bellezza nel suo amore.

Oggi ho affrontato questo argomento speciale  perché mi state venerando nella forma di Kartikeya. Kartikeya era il figlio di Parvati Uma, la madre di questi due bambini, Ganesha e Kartikeya. Un giorno i genitori, Shankara (Shiva, ndt) e Parvati, dissero: “Chi di voi due riuscirà a compiere per primo un giro attorno alla Madre Terra, riceverà un premio speciale”. Kartikeya, che era il potere maschile, nel modo più assoluto, disse: “D’accordo, partirò subito sul mio veicolo”, che era un pavone.

E Ganesha disse fra sé e sé: “Guardatemi, sono un bambino piccolo, non sono come lui, e come veicolo ho un topolino, come farò?”. Ma poi pensò: “Mia Madre è più grande di tutto l’universo, cos’è la Madre Terra?”

Così, mentre Kartikeya era fuori a girare intorno alla Madre Terra, Shri Ganesha fece tre giri intorno a sua Madre e vinse il premio.

In virtù delle sue qualità materne, per lui Lei è la suprema, superiore anche a Sadashiva.

Sorprendentemente, però, è questo che Sadashiva apprezza: che voi rispettiate vostra madre, la maternità in voi, la femminilità in voi.

“Laddove le donne sono rispettabili e rispettate,  risiedono gli Dei”.

Le donne sono importantissime. Ovviamente devo biasimare anche gli uomini occidentali per come hanno maltrattato le loro donne, le hanno estromesse dalla religione, le hanno sempre mortificate. In India abbiamo avuto i musulmani che si sono comportati così, ma loro sono anche aggressori molto sofisticati e si sono comportati molto male reprimendole tutte. Ma non ha importanza, perdonateli e cercate di essere donne, molto potenti.

Il potere di una donna è l’amore, che è il potere di Dio; ed è questo che occorre usare invece di ogni altro intellettualismo polemico; sono tutte assurdità, non sprecate le vostre energie in questo.

Vorrei che specialmente le sahaja yogini della Germania diventassero sempre più femminili.

Non si tratta soltanto di saper cucinare bene, ma è proprio l’atteggiamento verso la vita: pensare in modo più ampio che Sahaja Yoga dipende completamente dalla vostra capacità di amare. Dobbiamo essere estremamente amorevoli, estremamente gentili, occuparci dei sahaja yogi, dare loro tutta la gioia possibile, altrimenti in questo Paese possono diventare come vampiri. Quindi state molto attente. Vorrei dire anche agli uomini che, se ci sono donne di quel calibro, dovete rispettarle, riconoscere loro tutti i privilegi, prendervi cura di loro. Esse si occupano dei bambini, ma voi date loro tutta l’assistenza, tutto il denaro che occorre. Non chiedete resoconti e cose del genere, lasciate che se ne occupino loro. Al massimo fallirete. Tanto, per come stanno le cose, siete già falliti. Ma prima di tutto osservate il loro atteggiamento verso Sahaja Yoga.

Ho notato che, per le attività di Sahaja Yoga, riceviamo sempre molto più denaro dalle famiglie amministrate dalle donne, piuttosto che da quelle in cui sono gli uomini ad avere il controllo.

È molto sorprendente: quando sono gli uomini a gestire, devono pensare alla macchina, a molte cose grandiose; quando invece sono le donne ad avere il controllo, loro sanno risparmiare denaro, così come vi ho dimostrato di aver fatto io. Gli uomini non sanno mai risparmiare, mai,  solo le donne ci riescono, ma solo se hanno un interesse più ampio. Diversamente, se si occupano solo di se stesse, finiranno tutto il denaro. Entrando in un negozio per comprare una camicia per un uomo, finiranno per comprare tutti i sari per sé. Possono fare così.

Se invece hanno un interesse più ampio, più elevato, possono usare il denaro con tanta abilità che ne avranno sempre da spendere per gli altri.

Io cosa faccio? Qualsiasi cosa mio marito mi dia per gestire la casa – devo dire che è molto – io sto attenta, vado nei mercati principali, compro lì, cercando di risparmiare in quel modo, risparmiando lì, risparmiando sui miei abiti. Solo una volta ho fatto lavare a secco le mie maglie di lana in un buon negozio. È così che una donna risparmia; poi spende per il bene collettivo, perché è questa la sua vera soddisfazione.

Se sviluppiamo questa visione equilibrata della nostra vita matrimoniale e sociale, saremo persone ideali in questo mondo.

L’ho detto chiaramente anche a proposito della scuola. Se ora volete sentirlo, chiederei… hai con te l’opuscolo? Volevo leggerlo. Come, non ce l’hai? Questo è proprio tipico degli uomini. Hanno detto loro che volevano leggerlo qui, sapete.

Se chiedete agli uomini di cucinare, mancherà tutto. È così.

(Un sahaja yogi, Gregoire, chiede fra le risate generali: “Shri Mataji, posso chiederle con il massimo rispetto  se c’è almeno un vantaggio ad essere uomo?”).

Senza l’uomo, la donna non può esprimersi;   non può, perché lei è il potenziale, lui è il potere cinetico. È una terminologia del tutto relativa. Non potete esistere senza un uomo, non potete.

Anche supponendo che la Madre Terra abbia in sé tutta la fragranza, se non ci sono i fiori, come saprete che c’è in lei questa fragranza?

Gli uomini sono molto importanti, altrimenti cosa faranno? Tutta la loro energia andrà sprecata. Quindi, se le donne sono la Madre Terra, voi siete i fiori.

Il vantaggio? Voi siete quelli che tutti vedono (risate).

(Gregoire commenta fra le risate generali: “Correre di qua e di là come Kartikeya”)

Che possiamo farci? Voi siete così, non potete starvene seduti a casa. Non ci riuscite; persino se viaggiate in treno, vedrete che appena il treno si ferma tutti gli uomini scenderanno. Non sanno stare seduti.

Ho detto a mio marito: “Ma com’è che corri sempre fuori casa? Perché non puoi stare seduto in casa per un po’? Devi sederti”.

Lui ha risposto: “No, vedi, dalle nostre parti se un uomo sta seduto in casa lo chiamano gharkombda (?), uno che sta sempre in casa”. Io gli ho chiesto: “E come chiamano l’uomo che corre sempre fuori casa?” Gharbhagna (?), uno che corre, che fugge via.

Dovrebbe esserci una via di mezzo, ma va bene, è un comportamento maschile. Ma con Sahaja Yoga, ciò che possiamo fare è trovare un po’ di equilibrio tra le due cose.

Sahaja Yoga è questo, dà equilibrio.

Allora, iniziate a gioire talmente della compagnia reciproca che siete felici a casa ed anche fuori. Potete stare insieme in casa ed anche fuori. Gli interessi sono gli stessi, perché diventano gli stessi.

Come i fiori che cadono sulla Madre Terra rendendola fragrante, e allora possiamo dire di lei che è fragrante. È bello allo stesso modo.

Bene. In merito all’istruzione ho già dato indicazioni, e ne ho già parlato dicendo che non dobbiamo dare troppa importanza a questo metodo “Maria Montessori” e tutto il resto. Noi avremo scuole di Sahaja Yoga.

È tutta un’assurdità, perché ho notato che le donne che insegnano secondo il metodo di Maria Montessori sono diventate orribili, mi sono stupita di quanto ego abbiano sviluppato.

Diventate insegnanti di Sahaja Yoga e ci sarà una scuola di Sahaja Yoga, a Sydney o a Melbourne. Abbiamo avviato molto bene la scuola a Melbourne e ora ne apriremo un’altra uguale anche a Sydney.

Ed è apertamente una scuola di Sahaja Yoga, non c’è niente da temere. Lo è apertamente, e grazie ad essa le persone hanno ottenuto molto.

Perché noi dovremmo adottare qualche metodo come quello (Montessori)? Dovremmo dire a tutti che è una scuola di Sahaja Yoga.

Anche voi insegnanti, quindi, diventate esperti di Sahaja Yoga. Devono essere sahaja yogi o yogini validi.

Non dovrebbero essere egoisti, non dovrebbero avere ego. Non dovrebbero avere dei blocchi.   Chiunque abbia dei blocchi, non è un buon insegnante per Sahaja Yoga.

Non è come in una scuola Montessori dove la sera l’insegnante beve, fuma, e al mattino è un’insegnante della Montessori.

Qui, dovete essere innanzitutto sahaja yogini, e soltanto dopo potete insegnare in una scuola di Sahaja Yoga. Dovete avere questa qualità. È molto importante. Così com’è importante accogliere studenti realizzati o che possano ricevere la realizzazione.

Bene, il puja di oggi è dedicato in particolare a Kartikeya. Kartikeya rappresenta il grande capitano o, possiamo dire, la guida di tutti i Ganas, una specie di comandante in capo.

Ganesha è il Re, mentre lui è il comandante supremo; e poiché il carattere dei tedeschi li spinge ad essere al comando di tutto, celebreremo questo puja in cui gli uomini avranno il controllo del loro spirito e delle loro qualità maschili, mentre le donne avranno il controllo delle loro qualità femminili.

Essere al comando è diverso da essere padroni:  un padrone ha il possesso, un comandante no.   Non ce l’ha, perde anche questo, anche il possesso va perso. Noi siamo semplicemente al comando, ed è questo lo stato al quale ora dobbiamo pervenire: dallo stato di Ganesha a quello di Kartikeya.

È il contrario. Ganesha è tranquillo, è il re, seduto tranquillamente con tutti i poteri, capite? Egli rappresenta lo stato di innocenza. Kartikeya, invece, è colui che controlla l’innocenza, che vi dà il potere che deriva da questo controllo. Egli comanda.

Dopo il Guru puja, sarebbe meglio che ottenessimo il potere di comandare gli altri; e lo spirito del comando viene agli uomini dal modo di parlare, dal dinamismo, dai successi personali. Per quanto riguarda le donne, viene dal potere dell’amore, dalla pazienza, dal comportamento leggiadro, dal perdono, dalla compassione. Quindi sviluppiamo oggi la capacità di avere questo comando, che non consiste in ciò che possediamo, ma nella posizione da cui esercitare questo comando.

Spero che comprendiate cos’è Kartikeya.

Che Dio vi benedica!

Iniziamo quindi il Puja.

Chi ha fatto questo Ganesha? L’hai fatto tu? È dolcissimo. Devo dire che sei davvero brava. Dio ti benedica!

Fate venire anche alcuni (sahaja yogi) tedeschi a fare il puja. Fate venire anche altri dalla Germania. Certo, anche le signore.

(I sahaja yogi intonano i mantra a Shri Ganesha e il Ganesha Atharva Shirsha).

Fate venire altre signore. Anche quella che ha fatto questo Ganesha è tedesca? Anche lei dovrebbe venire a lavare (i piedi, ndt).

Tutti quelli che hanno scritto lettere per invitarmi a venire in Germania, dovrebbero venire a lavare i miei piedi. Dio vi benedica. Dio vi benedica. Grazie.

(Rivolta ai sahaja yogi che stanno aiutando per il puja:) Togli quello da dentro. Toglilo. Non è necessario. Dio vi benedica.

(Man mano che i sahaja yogi e le yogini si avvicendano per il lavaggio dei piedi, Shri Mataji ripete varie volte “Dio vi benedica”).

(Poi, una yogini porta una neonata a Shri Mataji.).

Shri Mataji: Dobbiamo darle un nome? Sì? La chiameremo Kamala, Kamala. Kamala è il nome della Dea Lakshmi. Kamala. Dio vi benedica.

Potete cantare, perché ci sono ancora due signore. E Guido deve ancora fare il puja. Anzi, Hugo, Hugo deve farlo.

Bene. Basta così. Dio vi benedica.

(I sahaja yogi intonano il canto “Siamo i valorosi Nirmaliti che marciano verso la guerra”. Altre yogini vengono a lavare i piedi.)

Venite dall’altra parte. Da questa parte. Quali sono ora le signore? Ce ne sono ancora? Hanno finito? Bene. Massaggiate forte, forte. Massaggiate forte, forte, forte, forte.

Usate la stessa acqua. Massaggiate forte, forte. Massaggiate forte, forte. Dio vi benedica.

Ora potete venire voi due. Grazie.

Possono usare la stessa acqua, perché là ce n’è già troppa.

(Ai pujari che stanno asciugando i piedi:) Massaggiate forte, forte. Vedete, il Vishuddhi deve essere pulito ancora un po’. Massaggiate forte.

Ora possiamo recitare i mille nomi di Kartikeya.

 Sahaja yogi: I mille nomi?

Shri Mataji:  No, centootto (Madre e sahaja yogi ridono).

Pensavo che mille fossero una buona idea, ma facciamo centootto. Vediamo come funziona con centootto. Recitateli a voce alta. (Gregoire dice ai sahaja yogi di recitare i nomi di Kartikeya nella forma breve ad es., “Om twameva sakshat Skandaye namaha”)

Shri Mataji: No, non c’è necessità che sia così lungo. “Om twameva sakshat” è troppo lungo.

(Gregoire: “Allora Om Shri Skandaye namaha”. Poi recita il primo nome di Kartikeya)

A voce alta, alta. Lui non è chiaro.

 (Gregoire fa per recitare il secondo nome.)

No, non ancora. Fategli ripetere il primo, fategli ripetere il primo, perché la recitazione deve essere chiara, diversamente non ha significato. (La recitazione continua a voce alta. Alla fine, Shri Mataji commenta:)

Se avete notato, questi centootto nomi hanno mostrato come Kartikeya sia l’innocenza che agisce sul lato destro, su Pingala. E ciò è anche strettamente collegato al Prana, vi dà il Prana. Il Prana è il soffio vitale che riceviamo quando inspiriamo ed espiriamo. Ciò è dunque connesso al lato destro, ed anche all’eternità, Anantaye. Ananta è il serpente Shesha, il quale è fratello di Vishnu. È lui quindi ad essere rappresentato qui come Kartikeya.

È lui ad essere chiamato Ananta. Quindi, è il fuoco. È lui ad accendervi dentro la capacità e di consumare, la forza, così come la capacità di comandare gli altri, ed anche di essere persone molto brillanti. Le persone innocenti possono essere molto brillanti.

Tutte queste capacità sono espresse nella Swarupa (forma, ndt), nello stato di Kartikeya. Oggi, mentre adoriamo Kartikeya, dobbiamo renderci conto che ora Kartikeya è risvegliato in noi. E con questa capacità dobbiamo combattere.

Infine, lui è Nishkalanka. È colui che è ardente. Quindi si passa da Ganesha a Cristo a Nishkalanka: queste sono le tre fasi attraversate dall’innocenza. Da Ganesha a Kartikeya ed ora a Cristo. Poi, da Cristo a Nishkalanka.

Nella forma di Nishkalanka lui è innocente, così che su di lui non vi è kalanka, nessuna macchia, niente. È assolutamente puro, immacolato; inoltre, è ardente. E possiede anche tutte le qualità di Ekadasha Rudra, vale a dire gli undici attributi o poteri distruttivi di Shiva. È capace di annientare, di distruggere il male e di dare benedizioni e coraggio ai suoi devoti.

Questa è l’ultima incarnazione, chiamata Kalki. Normalmente voi la chiamate Kalki, ma in realtà è Nishkalanka, sul cavallo bianco. Quindi, è Kartikeya il cavaliere sul cavallo bianco.

Adesso l’innocenza dentro di voi ha raggiunto il livello di Kartikeya. Questo è stato compiuto oggi in questo Paese che voi chiamate Deutschland, nel quale Kartikeya deve nascere in voi, deve essere risvegliato in voi.

Dio vi benedica.

Sahaja yogi: Bolo Shri Kartikeya Nirmala Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devi Ki – Jai! Shri Nirmala Devi Ki – Jai! Shri Nirmala Devi Ki – Jai!

Shri Mataji: Ora, se volete, potete intonare alcuni canti o recitare Ya Devi Sarva Buteshu, come preferite. Vorrei avere qui sette donne sposate per aiutarmi.

Prima devono venire le ragazzine che sono qui. Vengano le ragazzine.

(Un bimbo sta per salire sul palco. Shri Mataji dice:) Vieni un po’ più tardi, per mettermi la ghirlanda, d’accordo? Ora devono venire le ragazzine. Dove sono? Tutte le ragazzine devono venire. Quali altre ci sono? Bene, venite. Forza, venite. Anche voi due. Bene. Anche voi due. Sedetevi, sedetevi.

Se c’è qualche ragazza grande non sposata, venga pure. Qualcuna che non sia ancora sposata. Vieni.

Credo che dovreste togliere questo. Chiedete a qualcuno di toglierlo. Togliete anche questi asciugamani.

Gregoire: Shri Mataji, prima di cantare l’inno alla Dea vorremmo leggerle una versione modificata del Padre Nostro.

“Madre Nostra,

Che sei sulla Terra

Sia santificato il tuo nome

Venga il tuo regno

Sia fatta la tua volontà

Come in cielo

Così in terra

Dacci oggi le tue divine vibrazioni

E rimetti a noi i nostri debiti

Come noi li rimettiamo

Ai nostri debitori

E non ci indurre nella maya

Ma liberaci dal male

Perché tuo è il Padre

I figli e la gloria

Nei secoli dei secoli. Amen.”

Shri Mataji: (Sorridendo) Davvero dolcissimo.