Discorso al mattino, Seminario del Shri Krishna Puja

Hostellerie am Schwarzsee, Plaffeien (Switzerland)

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(08/2020 SOTTOTITOLI, traduzione verificata)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Discorso al mattino

 Seminario del  Shri Krishna Puja

 Schwarzsee[a], Friburgo (Svizzera), 23 Agosto 1986


È davvero gratificante e gioioso vedervi tutti qui riuniti oggi per celebrare il Puja a Shri Krishna.

Riuscite a sentirmi laggiù? No? Non sentite.

Gregoire: Phil, puoi collegarlo dietro?…

Shri Mataji: Nel vedere tanti sahaja yogi riuniti qui, sono sicura che il diavolo debba essere fuggito già da tempo (risate, Shri Mataji ride). E la carovana deve essere partita; ma spero che tutti ne siamo consapevoli e dimentichiamo le paure dei nostri blocchi, del nostro passato, di tutte le sciocchezze che abbiamo fatto finora.

Mi pare che, in mia presenza, la gente si faccia prendere da un improvviso senso di colpa. Io sono qui per calmarvi, per purificarvi, per rendervi bellissimi e non per farvi sentire colpevoli.

In realtà, quando iniziamo ad osservare noi stessi, la prima cosa che notiamo è un blocco all’Agnya. E questo blocco all’Agnya è la cosa peggiore che possa accaderci poiché esso è la porta della Kundalini.

Lei arriva agevolmente fino al Vishuddhi e, quando poi deve proseguire, questo Agnya la blocca. Ecco perché abbiamo il Vishuddhi sinistro, abbiamo tutti i problemi di Vishuddhi. Il suo flusso non può scorrere. Il Vishuddhi sinistro è inoltre una delle ragioni per cui ci sentiamo colpevoli. È un sintomo di un disturbo.

Oggi ci accingiamo a venerare Shri Krishna, quindi dobbiamo comprendere innanzitutto che siamo sahaja yogi. Non siamo persone comuni o persone che non siano venute a conoscenza della verità. Noi abbiamo conosciuto la verità, dobbiamo esserne assolutamente consapevoli. E se stabilizzate questa verità, avrete stabilizzato molto voi stessi.

Ora, la gente comune, come avete visto in Oxford Street (Hare Krishna, ndt), indossa abiti indiani allacciati in modo strano; non sanno drappeggiare i dhoti e i sari, inoltre scuotono la testa e comprano qualcuno di quelli che chiamate shindi o bodhi o non so come li chiamate, codini, treccine e se le attaccano con della colla (risate) e si mettono a danzare.

Quando danzano i loro codini cadono, e i sari e i dothi si aprono tutti. È una scena molto ridicola, assurda, vi assicuro.

Da un lato si vedono i punk e da un altro queste assurdità nel nome di Shri Krishna, il che è pure peggio.

I punk quanto meno non lo fanno nel nome di (qualcuno); non so se lo facciano nel nome del re Salomone (risate). Ma questi (Hare Krishna, ndt) lo fanno in nome di qualcuno straordinario come Shri Krishna.

Invece i capelli di Shri Krishna sono descritti in tutti i libri e in tutta la poesia in cui i poeti abbiano potuto celebrarli. Egli non ha mai avuto la testa rasata. È impossibile capire da dove questa gente abbia preso l’idea di doversi radere la testa.

Insomma, l’aspetto di Yogeshwara di Shri Krishna è stato del tutto travisato. È del tutto frainteso perché noi non riusciamo a capire che la verità è ricoperta sempre dalla maya.

E voi dovreste accantonare questa maya e arrivare alla verità. Invece ci si perde nella maya. Un semplicissimo esempio è che, essendo Egli Yogeshwara, questa gente pensa che uno yogi dovrebbe essere rasato, indossare quello sporco dhoti e attaccarsi un codino.

Un altro concetto, la maya è un concetto.

E quando cominciate a vivere in base a questi concetti personali potete concludere qualcos’altro, potreste pensare che Cristo fosse un sannyasi, che fosse solito indossare una certa tunica e avesse la barba e i capelli in un certo modo. Tutte queste idee; (e pensiamo che) se assumeremo quell’aspetto, diventeremo grandissimi yogi.

Questi sono tutti concetti nostri riguardo a qualcuno che non abbiamo mai visto né mai conosciuto. E dato che viviamo in questi concetti, ne siamo limitati.

È molto difficile per queste persone aprirsi un varco (nella maya) poiché la maya può essere infranta soltanto attraverso la realizzazione.

Ecco perché la prima cosa in Sahaja Yoga è la realizzazione.

Prendete la realizzazione. Siete degli ubriaconi: va bene, prendete la realizzazione. Siete tossicodipendenti: prendete la realizzazione. Siete viziosi? Prendete la realizzazione.

Per prima cosa, ottengano tutti la realizzazione; innanzitutto mettete la luce nelle persone. Lasciate che se ne rendano conto da sole.

Dunque, tutta questa identificazione con concetti diversi ci dà una personalità molto mayavi, o illusoria. Noi viviamo in una personalità illusoria; ci conviviamo, ne godiamo e pensiamo di essere perfettamente a posto.

Ora, se siete consapevoli di essere sahaja yogi e siete venuti qui per il puja a Shri Krishna, quale preparazione dobbiamo fare?

Noi siamo sahaja yogi, sappiamo cos’è la Kundalini, il Vishuddhi, sappiamo chi è Shri Krishna.

Bene, come ci accingiamo a prepararci per il puja di Shri Krishna?

Per prima cosa, Egli tentò di infrangere tutti i concetti. La prima idea che infranse fu quella di dover assomigliare ad un asceta. Infranse questo concetto. Egli infatti visse da re.

Nella Sua infanzia era solito andare a giocare con le mucche. E lì usava una piuma di pavone per decorarsi e ascoltava la musica meravigliosa del fiume Yamuna e la riproduceva.

Egli era Liladhara, era Colui che creava ogni genere di gaiezza. Come si dice gaiezza (mirth) in francese? Loro non hanno gaiezza, credo.

Gregoire: Non capisco, Shri Mataji…

Alcuni yogi: (L’equivalente di) “mirth”.

Gregoire: (L’equivalente di) “mirth”… Non ce l’hanno.

Shri Mataji: Come? No?

Yogi: Divertimento.

Gregoire: No, non è divertimento… dolcezza. Shri Mataji: Non è divertimento, è qualcosa di più… è gaiezza. La gaiezza è più dolce del divertimento.

Gregoire: Dolce divertimento…

Shri Mataji: Bene, dolce divertimento (risate). Che parola! (Shri Mataji ride, risate) Dolce divertimento! È questa la gaiezza. Quella che vi sta accadendo adesso è gaiezza. Io sto creando quell’allegria che vi fa sentire solleticati, sapete. L’allegria è qualcosa che vi fa sentire solleticati (risate).

Egli cercò dunque di creare gaiezza, mai serietà; però non era frivolo. Egli era Yogeshwara in persona, non era frivolo. Ebbene, questa differenza tra frivolezza e giocondità deve essere compresa solo attraverso di Lui, poiché Egli è anche discernimento. L’allegria dà gioia, la frivolezza è distruttiva. Se fate qualcosa di frivolo…

[Per favore, chiudetela, no? Dà qualche problema (forse una finestra, ndt)].

Dobbiamo essere dunque in uno stato di gaiezza, così che sia fuori questione sentirsi in colpa: non siamo prigionieri, lo siamo forse? Noi siamo prigionieri dei nostri concetti individuali e delle nostre idee e del nostro abbrutimento. Siamo noi a degradarci, non è Dio a farlo.

Dovremmo dunque essere nello stato di totale allegria e gioia.

Ora è piovuto, bene. È bellissimo che sia accaduto oggi. Ieri ascoltando il programma sorridevo perché sapevo che non sarebbe andata in quel modo. (Risate, Shri Mataji ride)

Gregoire: Tutti lo sapevano, Shri Mataji…

Shri Mataji: E in India, quando celebrano questo giorno, la mattina i bambini del villaggio o i bambini di certe aree si riuniscono insieme. E per loro i padri di famiglia appendono in alto una piccola brocca, che noi chiamiamo matka. Vi mettono dentro del denaro, qualcosa di valore che vogliono dare ai bambini, caramelle, qualsiasi cosa e l’appendono in alto.

Di solito piove, (ma) se non piove versano dell’acqua sui bambini perché abbiano la sensazione che piova. La pioggia è fortemente connessa con Shri Krishna. I bambini dunque arrivano e si dispongono in questo modo: prima i più alti, poi i più piccoli, poi sempre più piccoli, come in una piramide, fino all’apice dove c’è un ragazzino che rappresenta Shri Krishna e la rompe (la brocca) e ne cade tutto giù: i fiori e tutto il resto si riversano su di loro e loro prendono il denaro, prendono tutte quelle cose e iniziano a divertirsi.

Poi vanno in un altro posto; per tutto il giorno si spostano così per la città e ogni bravo padre di famiglia attacca questa matka affinché i bambini vengano a divertirsi.

Questo è realmente il Krishna Ashtami[1] a Gokul dove Egli visse da bambino.

Ora, perché (Shri Krishna) è così connesso alla pioggia? Una volta che Lui e tutti i Suoi amici stavano accudendo le mucche, Indra sentì che Egli (Shri Krishna, ndt) era molto potente; per qualche motivo, non so, a volte diventa geloso (risate).

Allora mandò la pioggia per mettere alla prova la Sua pazienza, il Suo Lila, il Suo gioco, la Sua gaiezza. Piovve, piovve e piovve e loro non sapevano cosa fare. Ebbene, c’era una montagna chiamata Govardhan: Shri Krishna la sollevò con il Suo bastone o con il Suo dito e la sostenne proprio sulla punta del dito, così (Shri Mataji solleva il dito indice destro, ndt). Per questo è chiamato Govardhan Dhari (Colui che sostiene Govardhan, ndt).

Tutta la montagna poggiava (sul Suo dito) e tutti i bambini e tutte le mucche si unirono a Lui; e Lui chiese ai bambini di alzare anche loro i propri bastoni per aiutarlo. Allora tutti puntarono i propri bastoni (in alto) e rimasero in piedi a sostenere con gran dolcezza il Govardhan. E questo è uno dei Suoi nomi: Govardhan Dhari.

Quindi è dovuta arrivare la pioggia e le mucche con le loro campane devono ricordarcelo. Pensate, il nome del lago[2] significa nero (Schwarzsee); Krishna significa nero, la stessa parola Krishna significa nero.

Come ha funzionato tutto in modo sahaj! Riuscite a vedere che le coincidenze sono così sahaj ma sono (anche) così pianificate?

E noi siamo seduti qui, mentre piove, a gioire piacevolmente di ogni cosa. Ma quando, al contrario, iniziamo a non gioire, facciamo il gioco del nostro ego o del superego.

Se siamo affamati, tormentati, allora cominciamo a rendere gli altri simili a noi. Godiamo nel farli soffrire e tormentarli. Per questo dico sempre: “La povertà è lebbra”.

Chiunque si trovi in povertà può sviluppare cose orribili dentro di sé. Non si deve mai sostenere né mostrare solidarietà nei suoi confronti, bensì deve essere completamente sradicata.

Un altro aspetto è l’ego, per cui cerchiamo di dominare gli altri e ne godiamo. Non c’è gioia, non c’è gioia nel dominare gli altri e nel dire certe cose. Ieri mi è dispiaciuto sentire che ci sono alcune ragazze sposate, alcune ragazze indiane sposate che non sono rispettate dai mariti ed essi le fanno soffrire. Questo mi ha fatto molto male.

Dimostra che sono individui di bassissimo livello, di infimo livello, di grande mediocrità, gente davvero inutile. Non sarebbero mai dovuti venire in Sahaja Yoga e ingannarci in questo modo. Andranno direttamente all’inferno, questo posso assicurarvelo.

Ci sono poi altri che hanno un blocco al superego; soffrono di qualche strana schizofrenia di Sahaja Yoga e non vogliono liberarsene. Non vogliono capire che non sono normali e che devono essere perfettamente a posto. Rendono tutti infelici, saltano in tutti i posti dove non dovrebbero stare.

Chi abbia, ad esempio, la tubercolosi, una malattia contagiosa, deve rendersi conto di avere la tubercolosi, di dover stare fuori, quantomeno di non trasmetterla agli altri.

Invece, coloro che hanno dei badha verranno a tutti i costi. O terranno grandi discorsi – io inizio a vederli come grossi bhut che parlano – oppure, a causa dei loro badha verranno in un posto dove non dovrebbero essere. Metteranno le mani sul prasad, al puja si siederanno davanti, faranno di tutto, procurando blocchi alla gente. E ne gioiscono, perché sono identificati con i badha. Come faranno a migliorare?

C’e un tipo che è pieno di bhut – penso lo abbiamo da almeno un secolo, direi – e fa sermoni agli altri. Devi pulire le scarpe di tutti i sahaja yogi per liberarti del tuo ego.

Persone così grossolane, degenerate, di infimo livello, sono ancora in Sahaja Yoga.

In questo modo la capacità di gioire di Sahaja Yoga diminuisce. Se mangiate riso con le pietre come potrà piacervi? Ed è questa la situazione.

Noi siamo qui per gioire delle benedizioni di Dio, per avere la gaiezza, però viviamo ancora con tutte queste cose che abbiamo e che uccidono la gioia. Come ci libereremo di queste cose?

Perlomeno non diventiamo spine nella vita degli altri. Il cosiddetto libero arbitrio – mi fa piacere che Rustom ve ne abbia parlato – non è altro che ego e superego, perché voi non siete nel centro. Nel centro non avete altro che libertà, tutto qui, soltanto libertà; niente libero arbitrio, ma libertà, libertà assoluta.

Non esiste qualcosa come la volontà o come i bhut, niente che assomigli ad una schiavitù: è un intero viale di libertà.

Inoltre, questa libertà è conoscenza, questa libertà è amore, questa libertà è discernimento.

A quel punto dite che Dio dà a voi e agli altri la libertà in egual misura; allora agite in un modo che non vincola voi né nessun altro, perché è conoscenza, è discernimento.

L’età, l’età che avete non conta. Ho visto anche alcune persone molto anziane cantare in modo meraviglioso gioendo di Sahaja Yoga e facendo gioire anche me. La vita esiste per gioirne, niente altro. Ma dato che non siamo persone libere non possiamo gioire. Non esiste alcuna schiavitù derivante da pensieri malvagi a tenervi in basso.

È così sottile, ma penetra in tutto ciò che è materiale; è il bellissimo flauto di Shri Krishna che crea un quadro con la natura (Shri Mataji guarda fuori, ndt). (Secondo) la descrizione (parole sanscrite), tutto diventa silenzioso come in un quadro.

Ebbene, questa sera celebreremo il puja, riceveremo tutta la gioia delle benedizioni di Shri Krishna su di noi. Non c’è fine ai racconti su Shri Krishna, tutti colmi di allegria, giocosità ed innocenza, che uccide i rakshasa, i demoni.

Bene, oggi vi ho parlato della Sua infanzia e al puja vi parlerò della (Bhagavad) Gita.

Che Dio vi benedica.

Un po’ d’acqua.

Gregoire: Gradisce una tazza di tè, Shri Mataji?

Shri Mataji: Acqua.

Gregoire: Il tè è pronto… l’acqua…

Shri Mataji: Per favore, prenderò un po’ d’acqua. Avete tutti un fortissimo blocco al Vishuddhi, devo dire. E ne sono tutta presa qui (si tocca la gola, ndt). Tutte le mie vibrazioni fluiscono da qui, quindi suggerirei che adesso diciate tutti “Allah Hu Akbar” per sedici volte.

Gregoire: Ci alziamo? (Agli yogi) In piedi.

[Gli yogi dicono “Allah Hu Akbar” per sedici volte]

Shri Mataji: Vi sentite meglio adesso? (Ride). Se uscite tenete il Vishuddhi coperto, ma credo che oggi nessuno dovrebbe uscire – da un certo punto di vista è un bene, per il puja – (ma) magari domani dopo il puja. Poi controllate che oggi il vostro Vishuddhi sia a posto, è per questo che è piovuto, spero non vi dispiaccia (risate).

Gregoire: Per favore, sedetevi tutti.

Shri Mataji: Ah, volevate fare qualche bhajan o qualcosa?

Gregoire: Gradirebbe qualche bhajan adesso?

Shri Mataji: Si potrebbe…

Gregoire: Buona idea. (Agli yogi:) Possiamo fare qualche bhajan? Una o due canzoni iniziali? “We are the world”, d’accordo.

Warren: Oltre a dire “Dio è grande”, possiamo dire in qualche modo “Mataji è grande”? C’è qualche modo per poterlo dire? Infatti (il Vishuddhi) è ancora bloccato.

Gregoire: Cantiamo “We are the world”, eh?

Shri Mataji: Bene.

Gregoire: Che cosa c’è?

Shri Mataji: Dire…

Warren: Madre, possiamo dire “Shri Mataji è grande”? Di nuovo…

Shri Mataji: Potrebbe darsi. Potrebbe darsi. Pensa ora che cosa dicono?

Gregoire: Fantastico. Bene. Canteremo “We are the world” [3](interruzione nel video)

[I sahaja yogi cantano un adattamento di “We are the world” dedicato a Shri Mataji. Poi gli yogi applaudono ma Gregoire fa segno di smettere]

Gregoire: Non è necessario applaudire a noi stessi!

Shri Mataji: Stavo giusto aspettando di applaudire… ma hanno applaudito tutti (risate). È bella, sapete, è una bellissima canzone. Penso però che sarebbe necessaria una leggera modifica perché sia buona da un punto di vista vibratorio. Va bene? Ora un’altra.

Gregoire: Possiamo avere quella italiana? Qual è? Aspettate un minuto perché distribuiremo le copie.

Shri Mataji, la storia di questa canzone, la musica di questa canzone (“We are the world”, ndt) è che era stato organizzato un grande evento musicale per raccogliere fondi per l’Africa. E loro (sahaja yogi, ndt) hanno preso questa musica e cambiato le parole. È una canzone che viene dall’America e… un giorno…

[Shri Mataji (parla ai bambini): Vedete come sta seduta lei? Sedetevi tutti così. Melania è seduta correttamente, da yogi (Shri Mataji ride)]

È scritta in inglese o in… È scritta in inglese o in italiano?

Gli yogi: In inglese.

Shri Mataji: Oh, bene. Quanti di voi conoscono l’italiano?

(Shri Mataji alza la mano) Mi unirò anch’io (risate, ride). Bene. È tutto. Penso sia una delle lingue più affini e che si possa apprendere molto facilmente.

Gregoire (in italiano): Shri Mataji ha chiesto quanti sono quelli che parlano italiano, poi ha detto: “Anch’io posso alzare la mano”.

Shri Mataji: Prima però dovete imparare l’inglese! (Risate, Gregoire traduce in italiano). Lo spagnolo è un’altra lingua che si può imparare facilmente, se gli spagnoli imparano l’inglese (Risate, Gregoire traduce in italiano e Javier in spagnolo). Oppure l’hindi, una delle lingue che io conosco (Javier traduce in spagnolo). Io conosco anche l’inglese americano, sapete? (Risate generali e applausi, Shri Mataji ride)

Il Vishuddhi si è purificato moltissimo, notate? Benissimo.

Gregoire: Abbiamo lavorato sugli Stati Uniti cantando questa canzone, Shri Mataji.

Shri Mataji: Sì. Bene. Ci andrò.

Bene, iniziamo. Antonio sta per cominciare…

Gregoire: Arriva.

Shri Mataji: Arriva.

[Gli yogi iniziano a cantare in inglese una canzone dedicata a Shri Krishna]

Shri Mataji: Bellissima canzone, vero? Che bella canzone. Bellissima. Meravigliosa… (Shri Mataji applaude, applausi.). È davvero veloce (…) devo dire. Splendida. Molto bella.

Gregoire: Qual è la prossima?

Yogi: (La canzone) della Germania.

Yogi: (La canzone) del Belgio.

Yogi: Belgio.

Yogi: Abbiamo una canzone tedesca tutta in inglese.

Gregoire: Quale altra?

Yogi: Una canzone francese in inglese, una canzone svizzera in inglese…(risate)

Gregoire: Quale preferisce, Madre?

Shri Mataji: Una qualsiasi. Mi va bene tutto.

Yogi: (La canzone) inglese, in inglese (risate).

Yogi: Possiamo iniziare con quella inglese, in inglese.

Shri Mataji: Grazie (Le viene porto un foglio probabilmente con il testo della canzone).

È per gli inglesi, in inglese! (Risate)

Yogi: Ne hanno tutti una copia?

Gli yogi: No, no.

Gregoire: È una canzone al Signore Krishna.

Shri Mataji: (Dopo aver ascoltato la canzone) Grande (ride e applaude) fantastico! Mostra una bella energia. Che Dio vi benedica tutti per questo.

Ora, chi altro? Un’altra? Francese, certo! Quella (precedente, ndt) è una canzone molto bella, direi, una specie di marcia, è una buona idea.

Yogi: La canzone francese.

Yogi: La canzone francese.

Shri Mataji: (Dopo aver letto il testo della canzone francese) Molto bella! Sono molto felice che la cantino i francesi. Non si può credere (che la cantino loro): sapete, persone con la tradizione di “Les miserables”. È straordinario, vedervi sorridere tutti così. Magnifico! Pensate che trasformazione (ride). È una vera trasformazione, vi dico.

[La canzone francese è sulla gioia del regno di Dio]

Shri Mataji: Questa è una bella preparazione per il Krishna puja; è così bello, sapete, sentirla specialmente dai francesi. Che Dio vi benedica. Ora che altro?

Yogi: Una canzone svizzera in inglese.

Gregoire: Una canzone svizzera in inglese, Shri Mataji.

Shri Mataji: Buona idea. Dovrei avere un foglio. Sapete, è una buona idea che ogni nazione abbia una canzone da cantare, di comporre una bella canzone positiva, così che tutti abbiano la possibilità.

Yogi: Nella pagina della canzone svizzera avete anche la canzone tedesca, quindi dopo tenete la copia.

Shri Mataji: Una penna.

Yogi: Il titolo è: “Seed in the Earth” (il Seme nella Terra).

[Ha inizio la canzone degli svizzeri. Fine della registrazione video]


[a] Trad. lett. dal tedesco: Lago nero.

[1] Krishna Janmashtami, anche conosciuto come Krishnashtami, Saatam Aatham, Gokulashtami, Ashtami Rohini, Srikrishna Jayanti, Sree Jayanti o a volte semplicemente come Janmashtami, è la celebrazione annuale della nascita di Shri Krishna. Questa festa viene celebrata l’ottavo giorno (Ashtami) di Krishna Paksha (la quindicina scura) del mese di Bhadrapad (agosto–settembre) nel calendario indù.

[2] Dove i sahaja yogi sono riuniti per celebrare il Krishna Puja.

[3] “We Are the World” è un brano musicale del 1985, scritto da Michael Jackson e Lionel Richie; fu inciso a scopo benefico dagli USA for Africa (qui “USA” sta per United Support Artists), un supergruppo statunitense di celebrità della musica pop. I proventi raccolti con “We Are the World” furono interamente devoluti alla popolazione dell’Etiopia, afflitta in quel periodo da una disastrosa carestia.

Questa la versione riadattata dagli yogi al Krishna Puja del 1986: There are people seeking / And it’s time to lend a hand to life / The greatest gift of all / They can’t go on pretending day by day / That someone, somewhere will soon make a change / We are all a part of God’s great family / And the truth, you know / Love is all we need / We are the world, we are the children / We are the ones who make a brighter day / So let’s start giving / There’s a choice we’re making / We’re saving our own lives / It’s true we’ll make a better day through Mataji / Send them your heart so they’ll know that someone cares / And their lives will be stronger and free / Our Mother gave us the Spirit and its joy / So we all must lend a helping hand / We are the world, we are the children / We are the ones who make a brighter day / So let’s start giving / There’s a choice we’re making / We’re saving our own lives / It’s true we’ll make a better day through Mataji / When you’re down and out, there seems no hope at all / But if you just believe, there’s no way we can fall / All let’s realize that a change can only come / When we stand together as one / We are the world, we are the children / We are the ones who make a brighter day / So let’s start giving / There’s a choice we’re making / We’re saving our own lives / It’s true we’ll make a better day through Mataji / You are the world / You are the Mother / You are the One who makes a brighter day / So let’s absorb it / In our hearts we meet You / the greatest joy of all / It’s You who make a better day, Shri Mataji / It’s You who make a better day, Shri Mataji / It’s You who make a better day, Shri Mataji …

(Traduzione) … ci sono persone che ricercano / È il momento di dare una mano alla vita / Il dono più grande / Loro non possono continuare a fingere, giorno dopo giorno / Che qualcuno da qualche parte opererà presto un cambiamento / Siamo tutti parte della grande famiglia di Dio / E la verità, sapete / È che l’amore è tutto ciò di cui abbiamo bisogno / Noi siamo il mondo, noi siamo i figli / Noi siamo coloro che creeranno un giorno più luminoso / Quindi iniziamo a dare / C’è una scelta che stiamo facendo / Stiamo salvando le nostre vite / È vero che creeremo un giorno migliore grazie a Mataji / Invia loro il tuo cuore, così sapranno che qualcuno tiene a loro / E le loro vite saranno più forti e libere / Nostra Madre ci ha dato lo Spirito e la sua gioia / Quindi dobbiamo tutti dare una mano / Noi siamo il mondo, noi siamo i figli / Noi siamo coloro che creeranno un giorno più luminoso / Quindi iniziamo a dare / C’è una scelta che stiamo facendo / Stiamo salvando le nostre vite / È vero che creeremo un giorno migliore grazie a Mataji / Quando si è giù e fuori / E sembra non esserci nessuna speranza / Ma se crederete, non ci sarà possibilità di cadere / Rendiamoci tutti conto che un cambiamento potrà soltanto arrivare / Quando saremo tutti uno, insieme / Noi siamo il mondo, noi siamo i figli / Noi siamo coloro che creeranno un giorno più luminoso / Quindi iniziamo a dare / C’è una scelta che stiamo facendo / Stiamo salvando le nostre vite / È vero che creeremo un giorno migliore grazie a Mataji / Tu sei il mondo / Tu sei la Madre / Tu sei Colei che crea un giorno più luminoso / Quindi assorbiamolo / Nei nostri cuori ti incontriamo / la gioia più grande in assoluto / Sei Tu che crei un giorno migliore, Shri Mataji / Sei Tu che crei un giorno migliore, Shri Mataji / Sei Tu che crei un giorno migliore, Shri Mataji…