Meditazione per il lato destro, Discorso dopo il Navaratri Puja – Saptami, Settima Notte di Navaratri

(India)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Meditazione per il lato destro

Discorso dopo il Navaratri Puja – Saptami, Settima Notte di Navaratri

Calcutta (India), 10 Ottobre 1986


[Il video inizia con immagini di Shri Mataji in giro per la città con i sahaja yogi per visitare piccoli pendal/templi dedicati a Shri Durga. Durante la loro visita ad uno dei pendal, all’improvviso la musica suonata cambia, da canti classici indiani, ad una musica più ritmata. Shri Mataji dice agli yogi presenti: “… per compiacervi vi danno tutto rock and roll e musica di ogni tipo, per farvi piacere … rock and roll per i sahaja yogi” (non perfettamente udibile – risate degli yogi)]

[Poi ha inizio il video del discorso dopo il Navaratri]

Shri Mataji: … in quanti dovete essere all’aeroporto alle dieci la sera del diciassette, anzi, del sedici?

Yogi: Alle dieci di sera all’aeroporto, Shri Mataji.

Shri Mataji: Alle dieci.

Yogi: Il primo volo è degli svizzeri e dei francesi.

Shri Mataji: Come?

Altro yogi: A che ora?

Yogi: Il primo volo è degli svizzeri e dei francesi.

Shri Mataji: A che ora?

Yogi: Il volo è all’una circa.

Shri Mataji: A che ora dovete essere lì?

Yogi: Due ore prima.

Shri Mataji: Quello è il primo volo.

Yogi: Sì.

Shri Mataji: Allora avete molto tempo! Quindi, vedete, non dovete andare così presto. Potete partire verso le cinque, diciamo, andrà bene. Ma meglio alle quattro … (interruzione nel video) … non occorrono otto ore, ma lì potete riposarvi un po’ tranquillamente e così non sentirete la fatica, perché so com’è il viaggio di ritorno.

Allora, come è stata qui l’esperienza? Siete stati contenti?

Gli yogi: Sì! [Applauso]

Shri Mataji: E tutte le coppie sposate sono felici?

Gli yogi: Sì! [Applauso]

Shri Mataji: Avete tutti un aspetto così bello e incantevole. Ora, penso di aver tenuto già un discorso molto lungo stamattina[1] e non c’è bisogno che ne parli molto; ma dobbiamo sviluppare una personalità – è importante – una personalità grazie alla quale… naturalmente vi state sviluppando moltissimo all’interno, ma dovete sviluppare una personalità che, nei rapporti interpersonali, sia dignitosa, colpisca favorevolmente, renda felici gli altri.

Infatti è guardando voi che essi giudicheranno. Se siete frivoli, se siete meschini, magari anche a causa della vostra età o qualunque cosa sia, si penserà che ci sia qualcosa che non va in gente così.

Pertanto dobbiamo sviluppare una personalità, una personalità che interiormente sia puro Spirito e sia così dignitosa, bella e naturale.

Ma naturale non significa mai frivolo o stupido. Non vuol dire questo. Un essere umano… persino un animale è una creatura naturalmente assennata. Quindi, gli esseri umani sono per natura una creazione di Dio molto saggia, amorevole, felice, gioiosa e bella.

Però i sahaja yogi non si rendono ancora conto che la vostra personalità colpisce gli altri molto di più del vostro modo di parlare di Sahaja Yoga.

Ad esempio Dhumal si recò nell’ufficio di un esattore. E visto il suo modo di parlare, di fare, la sua naturalezza, bontà e gentilezza, il personale dell’esattoria gli domandò: “Chi è il tuo Guru, visto il modo in cui parli e sai tutto così bene, e risolvi i problemi con tanta facilità?”.

Lui rispose: “Io non ho un Guru, ho solo una Madre”. E loro: “Tutti hanno una madre”. Egli ribatté: “Io ho una Madre speciale (risate)”. E tutto (Shri Mataji ride) ha funzionato così bene che, nell’esattoria, ormai il povero esattore non sa come contrastarmi, poiché sono tutti dalla mia parte! (Risate)

Pertanto il tipo di personalità che avete è molto importante. Ora, alcuni di voi sembrano distrutti dalle preoccupazioni, oppressi dai problemi, come se fosse accaduto qualcosa di terribile.

Ed altri pare che non nutrano interesse per nulla al mondo, o che non si rendano conto di ciò che avviene nel mondo o che si debba fare qualcosa in merito. Quindi occorre essere responsabili, essere consapevoli di se stessi.

Ieri, il discorso su Shivaji riguardava suo figlio: egli (Shivaji) era avvilito e si sentiva depresso. Inoltre aveva la sensazione di non essere stato in grado di prendersi cura dei suoi familiari, di metterli a posto, e di avere fallito in questo.

Poi però si riprese, dicendo: “No! Non è questo il punto, io sono qui per compiere un lavoro. E mio figlio, qualsiasi cosa abbia fatto, l’ha fatta perché è un individuo frivolo.

Non è del mio stesso stampo, io sono diverso. Io ho sempre cercato di salvare i Marathi qui, e come posso adesso rinunciarvi? Come posso dimenticarlo per mio figlio? Se lui ha rinunciato, non ha importanza”. E così si risollevò, e seguendo il proprio stile dedicò se stesso.

A volte, come vi ho detto, anch’io mi sento un po’ delusa; anch’io, perché vi amo moltissimo e rimango turbata quando scopro che persone che amo così tanto hanno qualcosa di molto sbagliato. Ma poi di nuovo penso: “Oh, no, io sono l’Adi Shakti, non posso essere turbata!” (Risate e applausi).

Io non posso rinunciare, non posso proprio cedere, devo continuare, devo amarli, devo correggerli, devo prendermi cura di loro e devo andare avanti”. E questo mi fa star bene. È questo che dovete sempre suggerire a voi stessi: “Io sono una sahaja yogini, sono un sahaja yogi. Come posso sentirmi depresso per questo? Come posso comportarmi in questo modo?”.

Ricordate sempre che siete yogi. Siete persone speciali, molto, molto rare: in confronto alla popolazione di questo mondo, quanti siamo? Pochissimi, rarissimi.

Una categoria di persone estremamente rara, un tipo di persone estremamente raro. Dobbiamo essere molto fieri di noi stessi e dobbiamo essere sempre estremamente consapevoli di ciò che siamo, che siamo così, e dobbiamo essere così, dobbiamo essere diversi. Non dovremmo preoccuparci della gente che non è come noi; compatitela. Il loro destino sta dormendo da qualche parte, qualcosa è andato storto con il loro destino, forse nell’ultima vita non hanno fatto un buon lavoro, magari non sono ancora benedetti.

Ma dopotutto magari sono nostri parenti, persone con cui siamo imparentati, non importa. Dobbiamo elevarli, qualcuno deve insorgere, come fece Shivaji. Tutti i suoi familiari erano strani (ma) lui si oppose e disse: “No, io devo eseguire il mio compito”.

Allo stesso modo non ci si dovrebbe lasciare disperdere o disturbare da niente che accade intorno. Voi dovete dissolvere gli altri, non dovete lasciarvi dissolvere da loro.

È così, e ciò può realizzarsi con piena fiducia in voi stessi, in Sahaja Yoga e nell’amore di vostra Madre.

Dio vi benedica.

Oggi vorrei annunciare una cosa: ho pensato di far scegliere fra noi, due sahaja yogi anziani come James e Guido – in modo spontaneo, non con una elezione o altro – per consultarli su qualsiasi cosa vogliate fare, invece di consultare me, perché a volte accade che io non sia disponibile.

A volte potreste non sentirvela di parlare con me di certe cose, pertanto ci sono queste due persone alle quali potete sempre rivolgervi, chiedere consiglio ed essi sono responsabili di tutte le questioni riguardanti i leader e le persone che li circondano.

E poi io potrò consultarli, potrò parlare loro, loro potranno vagliare tutto ciò che non vogliono dirmi e riferirmi tutto ciò che deve essermi riferito (risate, Shri Mataji ride) e tutto ciò che vogliono sapere. Anche se io so tutto! (Risate e applausi, Shri Mataji ride).

(Ridendo) Anche se non mi dite niente, anche se agite dietro sette cortine di sette Paesi, io so tutto, devo dire! (Risate e applausi, Shri Mataji ride) Io so, lo so proprio!

E come lo so, questo non posso dirvelo. (Risate, Shri Mataji ride di cuore). E a mio avviso, se si ama qualcuno, si sa tutto di quella persona; ma io conosco Sahaja Yoga e so che cosa accade e dove.

Nessuno dovrebbe mai credere che qualcuno mi abbia riferito qualcosa contro qualcun altro o cose del genere. Nessuno può dirmelo. Vedete, potrebbero anche dirmelo (risate) ma io non ascolto! (Risate) Sono liberi di dirmelo, ma io so di cosa si tratta. Ne so molto più io di quanto ne sappiano loro (risate).

Vi farò un esempio. C’era un tale molto attivo, che cercava di aiutarci ad organizzare alcuni programmi nel villaggio vicino.

Io dissi che era una buona idea. Allora alcuni sahaja yogi, sahaja yogi locali, pensarono: “Madre non sa nulla di questo tizio, meglio andare a parlargliene”. E così vennero da me con facce molto serie, tutti quanti – erano cinque o sei – sulle loro motociclette; arrivarono fino a quel piccolo albergo e si sedettero intorno a me, con gran serietà. Esordirono: “Madre, sa? Questo tizio è un politico. Le farà degli scherzi, cercherà di crearle problemi”.

Ed io: “Davvero?”. Risposero di sì, molto seri. E mi raccontarono tutte le cose negative di quel tizio: “Sa, è capace di causare un disastro o potrebbe provare a creare problemi a Sahaja Yoga”.

Allora risposi: “È tutto quello che sapete? Bene – dissi – vi dirò quello che so io di lui. Questo uomo ha una compagna che non è sua moglie, è scappato con questa donna, e il figlio che ha avuto da lei – per questo lui è lì – appartiene a una casta e la sua compagna ad un’altra casta”. Tutte queste cose, e loro avevano una faccia così… (mima una espressione sbalordita, risate dei sahaja yogi, ndt). Allora dissi: “Avete altro da dirmi?”. Presero le loro motociclette e corsero via (risate e applausi, Shri Mataji ride).

Quindi non dovete temere se qualcuno è considerato un pessimo individuo o malvagio o altro. Per me sono come rane, li gestisco così (risate), senza alcuna difficoltà.

Io cerco di agire in un modo che appaia umano e semplice, ma sono molto complicata (risate generali). E riesco a gestire le cose così bene che non vi renderete nemmeno conto di come ci sia riuscita (risate).

Pertanto, in queste circostanze, dovete eliminare ogni timore che qualcuno possa mettermi in testa qualcosa e sparlarmi di qualcuno, o che la mia mente possa essere influenzata negativamente nei confronti di qualcuno; niente del genere.

Abbiate fede in me rispetto a questo.

Ora, qualcuno di voi potrebbe desiderare… qualcuno potrebbe voler sposare un indiano, diciamo, qualcun altro potrebbe voler sposare un americano, magari, qualsiasi cosa. Ma io ho valutato le vostre coppie in base alle vibrazioni. E ho pensato che dovrebbe funzionare bene. Però voi dovete collaborare con me. Se fin dall’inizio vi mettete a trovare difetti nell’altra persona per delle inezie, non collaborate. Ovviamente nessuno è creato su ordinazione, sapete: come se, ad esempio, una persona A fosse fatta su misura per B.

Ora, A pensa che l’altro dovrebbe essere fatto su misura secondo le necessità di A; e B pensa che A dovrebbe essere fatto su misura secondo le necessità di B. Così A e B la pensano in modo opposto l’uno dell’altro.

Uno vuole una cosa e l’altro ne vuole un’altra. Ora, entrambi vogliono essere la persona prevalente e che l’altro sia complementare.

Potreste esserlo, potreste esserlo, se capirete che non c’è niente di sostanzialmente, fondamentalmente sbagliato fra sahaja yogi. Potrebbe esserci qualche differenza, potrebbe esserci qualche disparità, potrebbe esserci qualcosa. Ma deve esserci!

Dopo tutto Dio ha creato questo universo con varietà, per creare gioia e felicità. Se vedeste sempre allo specchio soltanto la vostra immagine invece di quella di vostra moglie, direste: “Cos’è questo? Madre mi ha sposato con me stesso, o cosa?!” (Risate).

Pertanto la donna deve essere diversa e l’uomo deve essere diverso, (così) c’è qualche possibilità di conoscersi reciprocamente; diversamente, se avrete sposato l’esatta replica di voi stessi, direte: “Adesso ne ho avuto abbastanza” (risate). Quindi bisogna convenire ed accettare con gioia, felicità ed anche con curiosità, per sapere: “Perché Madre mi ha sposato con questa donna? Deve esserci qualche motivo”. È così che potete rendere le vostre vite molto più interessanti e felici. Dovete imparare, dovete imparare, dovete osservare, osservare è il punto: dovete osservare perché è successo così.

Se, invece, appena sposati vi scaglierete addosso a vicenda cercando i difetti dell’altro: “Questa persona è così, questa persona è cosà” – che dire di voi, sapete?

Se poi si chiede all’altra persona, vi dirà che voi avete gli stessi difetti.

Dunque, questa abitudine di emettere giudizi sull’altro non va molto bene. Perché non c’è fine. È solo la vostra mente che gioca con voi e vi inganna. Non c’è motivo di giudicare l’altro. Ora pensate a me: se avessi pensato in questi termini, per prima cosa non sarei mai venuta su questa terra, perché sapete che gli esseri umani hanno… delle corna ed hanno in sé cose davvero strane, sapete?

Arrivando in mezzo a loro non si sa dove si andrà a finire (risate). Non è facile stare con gli esseri umani, sapete, sono degli elementi davvero strani.

È facile stare con i cani, con gli animali, perché si sa come si comportano, in quanto hanno caratteristiche ben definite; vedete, si sa che un cane abbaierà (risate). Invece un essere umano può abbaiare, gridare e scalciare come un asino, può fare qualsiasi cosa!

Questo perché è passato attraverso molte vite sotto forma di questi animali, pertanto ha acquisito tutti i difetti e tutti i pregi di questi animali, è un insieme di tutti questi aspetti, e non si sa quale sarà quello predominante in una persona e quale in un’altra.

Quindi non è facile; però ho pensato, per curiosità: “Diamo un’occhiata (risate). Forse potrei essere in grado di gestirli”. Ed ha funzionato! Se riuscirete a guardare alla vostra vita familiare allo stesso modo, penso possiate riuscire bene. Non prendetela così seriamente: “… perché mia moglie aveva un capello fuori posto, perché non si è messa gli occhiali correttamente oppure è stata maldestra in questa cosa…” – non è niente! Non è niente di così importante. L’essere umano è qualcosa di molto più ampio di tutte queste piccolezze. E pertanto, se riuscirete a guardare agli altri con questa benevolenza, con questo sentimento di amicizia, gioirete gli uni degli altri e gioirete anche di vostra moglie o marito, a seconda dei casi.

Bene. Quindi abbiamo nominato due persone come leader, dovremmo dire, però non li definirei leader internazionali e altro, (perché in quel caso) non so cosa vada storto in loro. Perciò adesso dovete consultare loro.

Inoltre direi che adesso Engelbert può dedicarsi ai suoi studi poiché deve studiare davvero molto, quindi nomineremo Marcus come leader dell’Austria (applauso).

Chiunque altro voglia rinunciare al ruolo di leader, chi pensi che sia troppo per lui, può dirlo adesso. Infatti, sapete, nel caso di Engelbert lui deve studiare molto, adesso deve studiare, deve dedicare il suo tempo a questo, non dovrebbe essere distratto dal suo lavoro.

Allo stesso modo, se qualcuno ha la stessa sensazione, può venire a dirlo adesso e possiamo trovare una soluzione.

Sei soddisfatto della leadership spagnola, Jose Antonio? Sì. E del tuo matrimonio? (Risate) Bene. Sii coraggioso! Non c’è niente di cui preoccuparsi. È un’avventura, è un’avventura, sapete, dovreste prenderla come prendete qualsiasi avventura; in realtà è sposarsi l’impresa più semplice (risate), la più semplice. Non dovete scalare una montagna, non dovete attraversare un fiume, non dovete nemmeno arrampicarvi su un albero (risate)! È così semplice! Ora, come stai Pearson, stai bene? Dio ti benedica.

E, Jason, tu stai bene?

Yogi: Sì, Madre.

Shri Mataji: E l’altra metà di Jason (risate)? Lei sta bene? Bene. E la moglie di Pearson chi è?

 Yogi: Ingrid.

Shri Mataji: Ingrid.

Yogi: È in fondo, Shri Mataji.

Shri Mataji: Stai bene? Bene. Tu sei… il tuo nome, Ingrid, è molto dolce, vero? C’è una bravissima attrice con quel nome e mi è sempre piaciuto il suo modo di recitare. Infatti sentivo che era sempre perfettamente immedesimata nella recitazione, come se fosse un’anima realizzata, Ingrid Bergman. Era un’ottima attrice.

MEDITAZIONE PER IL LATO DESTRO

Bene, qual è adesso la proposta?

[Shri Mataji prima si massaggia la coscia destra, poi mostra il pollice destro]

Tutti, ancora (hanno questo blocco allo Swadhistan destro). Suggerirei dunque di rivolgere la mano destra verso di me e la sinistra in alto. La mano destra verso di me e la sinistra in alto.

[Shri Mataji tiene per alcuni secondi la mano destra sul ginocchio e la sinistra in alto. Poi soffia due volte nel microfono.

Alla fine si sente dal microfono come un suono di vento. Shri Mataji sorride, gli yogi ridono]

Shri Mataji (ridendo): Avete sentito?

Gli yogi: Sì…

[Shri Mataji soffia di nuovo nel microfono poi sembra dire: “Guarda”. Poi soffia ancora cinque volte nel microfono. Segue una conversazione in hindi in cui si segnala il Vishuddhi.

Uno yogi indiano dice: “…Vishuddhi destro…”. Poi Shri Mataji inizia a scuotere la mano destra verso terra.].

Shri Mataji: Fate così (scuotere la mano destra). Vishuddhi destro, (pollice) destro… (scuote d nuovo la mano destra e soffia sul pollice destro).

[Soffia di nuovo nel microfono sette volte, poi scuote di nuovo la mano destra verso terra, e si massaggia la mano destra con la sinistra. Poi soffia diverse volte sul Suo pollice destro]

Shri Mataji: Mettete la mano sinistra sul fegato, penso. [Shri Mataji mette la mano destra sul fegato e la sinistra rivolta in avanti con il palmo rivolto verso l’alto] Mano sinistra sul fegato.

Poi scuote nuovamente la mano destra, soffia di nuovo sul Suo pollice destro, dunque soffia due volte nel microfono. Poi soffia di nuovo sul pollice destro e dopo nel microfono per cinque volte]

Adesso guardatemi senza pensare. E perdonate, perdonate, perdonate. Perdonate tutti, perdonate tutti. La cosa migliore è recitare una volta il Padre Nostro.

Gli yogi: Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. E non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male, perché Tuo è il Regno, il potere e la gloria nei secoli dei secoli.

Amen.

Shri Mataji: Dio vi benedica.

(Hindi… “musica”…) [Shri Mataji si tocca il bindi con l’anulare destro]

Perdonate, perdonate (traccia per diverse volte una croce in corrispondenza del Suo Agnya). Perdonate.

… musica.

Yogi: Potete organizzare il vostro programma musicale, il programma canoro?

Shri Mataji: Guardatemi in questo punto, rivolgete l’attenzione al mio punto rosso, qui.

Va meglio.

Non avete un harmonium? Un harmonium… (hindi)?

Yogi: Prima canteremo i tre mantra.

Gli yogi: Om twameva Sakshat Shri Mahalakshmi Mahasaraswati Mahakali Trigunatmika Kundalini Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devi Namoh Namaha.

Om twameva Sakshat Shri Kalki Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devi Namoh Namaha.

Om twameva Sakshat Shri Kalki Sakshat Shri Sahasrara Swamini Moksha Pradayini Mataji Shri Nirmala Devi Namoh Namaha.

Shri Nirmala Devi Namoh Namaha. Shri Nirmala Devi Namoh Namaha. Shri Nirmala Devi Namoh Namaha.

[La conversazione con gli yogi continua]

Lascerete tutti i vostri materassi a qualcuno di qui, a Bombay o dove? I materassi che avete (usato). Bene, per favore, lasciateli qui.

Qualsiasi cosa vogliate lasciare, sacchi a pelo o altro, lasciatelo qui.

[I musicisti si preparano a suonare]

Ora. Lui sta provando a suonare le tabla.

[Il programma musicale ha inizio, gli yogi cantano “He Adi Ma”]

Shri Mataji: [Shri Mataji si mette a cantare il bhajan “He Adi Ma” insieme ai sahaja yogi] Wah (Bellissimo, ndt). Wah! Bellissimo! (Shri Mataji continua a cantare. Poi parla del violinista)

Devo dire che lui ha davvero acquisito il nostro stile indiano di suonare. Guardate! (Shri Mataji ride vedendo uno dei sahaja yogi indiani che, come da usanza indiana, offre del denaro al violinista perché continui a suonare, ndt)

Davvero, vedete, questo si chiama kanas, ossia, sapete, la capacità di destreggiarsi passando da una nota all’altra (sul violino, ndt), è una specialità; e la nostra è una melodia – Dio ti benedica – il nostro (modo di suonare il violino, ndt) è melodioso, non fa kikikikikikikiki (imita lo stridio del violino nello stile occidentale, ndt – risate dei sahaja yogi), così, no. È una melodia, sapete, procede in modo melodioso, è qualcosa di continuo. Non come tre persone che fanno kekekeke kekekeke (risate), non ha questo andamento (nello stile indiano). È una melodia, capite? È proprio questa la differenza fra i due.

E una volta Ravi Shankar dovette suonare con Yehudi Menuhin[2] (che), poveretto, suonava con lui come un bambino, sapete, con un altro… non sapeva che fare perché lui (Shankar) era così bravo e versatile.

E il modo in cui lui (il violinista) sta seduto e tutto ciò che ha imparato… è molto facile suonare così – queste sono trovate indiane (Shri Mataji ride) – piuttosto che stando in piedi, vedete.

La melodia dopo tutto è melodia, noi non crediamo in tutte queste cose (stile occidentale di suonare il violino, ndt): crediamo in un modo di suonare melodioso, che sia continuo, che fluisca ininterrottamente. È bellissimo. Ora, quale canterete?

[Gli yogi si mettono a cantare Raghupati Ram. Shri Mataji inizia a cantare con loro. Shri Mataji: “Conosco la canzone”, e restituisce il libro dei canti ad una sahaja yogini]

Shri Mataji: Ed ora quale?

[Guido e gli italiani presenti iniziano a cantare “Ciuri Ciuri”]

Shri Mataji: (Ridendo) Sono gli italiani. Loro sono come gli indiani!

[Come prima, uno yogi indiano offre del denaro, secondo l’usanza indiana, ai cantanti italiani. Shri Mataji dice qualcosa ma non si sente, poi il video si interrompe per un po’. Dopodiché il programma musicale continua]


[1] Nello stesso giorno c’era già stato il puja di Navaratri, Shri Mahadevi Puja (il discorso è in hindi).

[2] Yehudi Menuhin (New York, 1916Berlino, 1999), è stato un violinista statunitense naturalizzato britannico. Nativo degli Stati Uniti, trascorse gran parte della sua carriera di violinista e direttore d’orchestra in Gran Bretagna.